Padova - Rivista mensile dell'attività municipale e cittadina - Marzo 1930
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QUI gig gi 1 [hr = pitt vg Pi I n == Za n ZZZ n PADOVA RIVISTA COMUNALE peLL'ATTIVITA CITTADINA Ufficio di Redazione: PALAZZO COMUNALE ooo re— +. SOMMARIO ————-; ATTIVITÀ E SERVIZI MUNICIPALI . . . . ... . Paa. 83 OCA TABOR e ee II ent ut den » 105 VIa CIA DINA è Da a de e e e I » 118 ISTRIOZIONE” sca TUT ala TE ae pa nd 125 Ande MIOSSOS è Pi a A © la O » 129 VEDA SPROMIITA a alal ae O anne SR » 137 Lk GrANDI IMPRESE PADOVANE . . . ...0.. » 147 | Città L. 5 Mm Abbonamento annuo (minimo set Un numero | Fuori Città ,, 6 | fascicoli) in Padova. . L. 25 D Atretrato 597 I id. nel Regno . . ,, 30 | PREZZI DI VENDITA ED ABBONAMENTO | » Per ogni comunicazione circa la Rivista rivolgersi alla Segreteria generale del Comune i ‘TELEFONO N. 10-16
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appena cessati gli applausi con cui fu- fede fascista, noi possiamo dare a questa adu- nata un carattere squisitamente politico facen- "a tag dola coincidere con la vigilia dell’annuale dei nella Sala, così disse: Fasci. E* la prima volta che noi abbiamo in- rono salutati i festeggiati al loro ingresso LV . IL Co: Dom. Isa. Cav. FRANCESCO GIUSTI PODESTA. DI PADOVA RITRATTO AD OLIO DEL PITTORE ANGELO PISANI 22 Manzo 1980 - vir Riproduzione fotografica di Giordani Non è la prima volta, signor Conte, che to teso il bisogno forte come un comando di uni- ho l’ onore di otfrire al primo Magistrato ci-- re il festeggiato alla sua famiglia, e fondere vico la sua effigie, perchè rimanga nel Palazzo. così in un solo emblema il nostro pensiero ; civico a rappresentare ai futuri la figura di ed è infine la prima volta che una adunata così coloro che hanno ben operato per la nostra. completa e così meravigliosa ha luogo per città, ma è la prima volta che, per la comune onorare il Capo dell'Amministrazione comunale, dB a
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x ‘'utto ciò è stato messo in iuce non già per mettere in evidenzia quel poco che è stato fatto in confronto del molto che si sarebbe desiderato di fare, ma perchè dai fatti emerga LVI - Avv. FRANCESCO BONSEMBIANTE VICE - PODESTA DI PADOVA 22 Manzo 1980 - vin Fot. Art. L. Turola - Padova il sentimento -degli offerenti, dato .che è nella volontà del Podestà che le parole siano sem- pre sostituite dai fatti, ed è anche per questo, che io mi astengio dall’accennare ai sentimenti di riconoscenza, di devozione e di affetto che unisce il personale ai suoi reggitori. Se un divieto non fosse emanato dallo stesso deside- rio del Podestà, bene il personale avrebbe potuto esporre le ragioni per le quali Padova ha la fortuna di mantenere il primo Podestà fascista dal 1° gennaio 1927 ad oggi e lo man- terrà ancora per molto tempo, mentre in quasi tutte le città al primo è succeduto il secondo o il terzo. Ne il divieto non fosse, bene il per- sonale potrebbe illustrare le ragioni per le quali il Comune di Padova da tre anni perse- gue una politica di alleggerimento fiscale mentre altrove continua l’inasprimento delle tariffe. Ne così non fosse, bene potrebbe il personale manifestare i motivi per i quali Padova continua a passo gagliardo nel suo meraviglioso sviluppo, Per fortuna altri hati- nc voluto e potuto esprimere in questo mo- mento ciò che il personale non potè dire senza essere tacciato di piaggieria ; e questo è il Pre- me LVII - Dorr. ALFREDO ZUCCARI VICE - PODESTÀ. DI PADOVA. 22 Manzo 1980 - vin Fot: Avti Li Turola » Padova fetto, il quale lia voluto in questo. momento con nobilissimo pensiero essere presente i questa cerimonia famigliare inviando al Pode- stà questa Iettera di adesione : Nel momento in cui il personale tutto del l'omune, con cerimonia semplice ed austera, ma non .meno per questo simpatica e signifi cativa, attesta alla S, V. INM.ma e ai suoi va- lcrosi collaboratori dellAmministrazione po- destarile i sensi di sincera devozione e di intima e sentita soddisfazione di poter atten- dere alle sue diuturne fatiche sotto la sapiente quida della NS. V, IMl.ma, mi è sommamente grato di manifestare ancora una volta a Lei l’espressione sincera dei mio plauso vivo e cordiale e il compiacimento vivissimo per Vo- pera svolta in un triennio di amministrazione podestarile di questo Capoluogo. Nell’interesse del Regime io auguro cordialmente a questa nobile Città che la S. V. Ilma possa per
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UVIII - 22 Manzo 1980 - vin molti e motti anni ancora dedicare la sua fresca e sana cnergia alla civica Arministrazione, Con distinta e cordiale stima, Il Prefetto; Gurì Le stesse ragioni che mi inducono a tacere sul meriti del Podestà mi impongono anche il silenzio nei riguardi dei Vice limito pertanto ad affermare che gli stessi sentimenti di riconoscenza, di ammirazione e di affetto che il personale nutre verso il Pode- stà, esso sente anche verso i suoi fervidi colla- boratori. Che a questa onoranza esso ha voluto associarli e non solo per rendere ad essi tale tributo ma anche perchè sentiva che al co: Giusti sarebbe stata meno cara questa cerimo- nia se il suo nome non fosse stato unito a quel- lo dei Vice - Podestà, Come espressione del comune sentimento di affetto il personale in- via alle famiglie dei reggitori del Comune i suoi più fervidi auguri di bene e di felicità. Podestà e mi A chiusa del suo dire il comm. Ca- nalini rievocò la nobilissima figura della rn dl Fine. riconzasiia e affelto Cnormmo di rpporno l'effigie nel Palazzo Ciosieo. | < di dobarne Le gue i sr Fegne Fanigibile del pen domerdiche ù della lore devorione LMorzs 9B0- sano vin et ongonò RI 0A MA, Ruscio: LEvia, Diec DA Vel perno Gerin peteciiine | * Masa GIaDara gione m' Porenia 40, Ha, DAL Vertaby Santi, 1 vene Cata TRosata Gi Moni FA unta A maninisirafive Vsgriagati Mit realt» & Ple, . 1) n ia SDA i n SA PAVIA er I SRO Cieli bc L'ALBUM DONATO DAI FUNZIONARI DEI COMUNE AL PODESTÀ Pot. Giordani - Padova mamma del co: Giusti, modello di ma- dre italiana e padovana, i cui nobilis- simi sentimenti sono ancora presenti nella memoria di quanti la conobbero. Il suo spirito, in questo momento, certo aleggia su tutti e specialmente sul figlio ado- rato a cui pare debba rivolgere queste signi- ficative parole: « Non ti rammaricare, figlio mio, se il personale ha forse ecceduto in que- sta cerimonia che tu avresti desiderato ancora più silenziosa, La vita non è sempre cosparsa di spine ma è dato qualche volta cogliere un fiore. Dai a questo tributo di stima ce di affetto il valore di un fiore e sta certo che il suo pro- fimo non si estinguera fanto presto perchè csso è materiato di ammirazione, di ricono- scenza e d'affetto ». Vivissimi applausi coronarono le parole del comm. Canalini. Prese quindi la parola il Podestà, che così sì espresse: — 86 —
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A Lei Segretario generale, a voi tutti, che con squisito pensiero di gentilezza avete vo- Juto presentarmi questi csprimere la mia commozione, perchè ogni mio merito è inferiore ad essi, Nell intimità del lavoro quotidiano i Vice - fPodestà ed io abbia- mo potuto apprezzare le vostre doti intellet- tuali nono solo, ma sempre abbiamo trovato anche, in ognuno di voi, un collaboratore fe- dele, sempre pronto a dare Vopera sua disin- feressatamente, volonterosamente, alla nostra Amministrazione, Io conosco le difficoltà e so misurare i meriti e i sacrifici e mi sento org0- doni, non so come glioso e fiero di questa vostra manifestazione dì affetto. La pregevolissima opera del Pisani, maestro insigne del pennello, e questo album contenente tutte le vostre firme sono a me carissimi e mi ricorderanno il lavoro compiuto tra voi. A_voi la mia riconoscenza infinità a testimonianza della vostra grande immeritata bontà. a mio riguardo, Quindi il comm. Canalini fece la consegna dei doni. Prima di lasciare la Sala il Podestà ed i Vice - Podestà ringraziarono nuo- vamente tutti i presenti. Le parole del co: Francesco Giusti furono salutate da un’'ovazione intermi- nabile. L'ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI «) L'applicazione nel Comune di Padova del'R., D., L.20-58- 1930 n, l4i, L'abolizione delle cinte daziarie e dei dazi interni di consumo si è realiz- zata nell'undecimo annuale del Fasci- smo. Ed è stata giusta tale coincidenza perchè solo la potenza realizzatrice del l’ascismo e del suo Capo poteva fugare quella presunzione di intangibilità, che per tanti anni ha circondato il regime daziario. Nè la colpa del perpetuarsi di un sistema tributario condannabile per tanti riguardi era deì Comuni, che dove- vano anzi subirlo e trarre da esso il mag- gior profitto; ma dello Stato, guendo l'esempio delle Nazioni più pro- che, se- gredite, avrebbe dovuto assicurare ai Comuni altri mezzi di vita, meno vessa- tori, e più conformi ai principi che deb- bono informare tutti i tributi siano sta- tali che locali. x Ciò che non è riuscito a fare alcun Governo precedente alla Marcia su Ro- ma ha realizzato il Fascismo con il R. D. L. 20 marzo 1930 VIII° n. 141, con cui si aboliscono le cinte daziarie e i dazi in- terni comumali e sì istituiscono le impo- ste dì consumo; ed il primo sentimento di ogni Amministrazione comunale, con- scia della sua partecipazione alla vita dello Stato, non può essere che un senti- mento di ammirazione verso il Governo fascista ed il Duce d’Italia per avere af- frontato risolutamente il problema ed avere dato ad esso la soluzione più con- forme alle attuali condizioni del nostro popolo e al complesso dei vigenti siste- mi tributari. b Una seconda impressione è pure di plauso per la rapidità dell’ attuazione della riforma. Ogni giorno più il gettito daziario risentiva il danno del pur lo- gico preannuncio di questa. Ii movimento dei generi soggetti a dazio si era già rarefatto : e la contrazio- ne non andava attenuandosi. Il decreto- legge ruppe senz'altro ogni indugio. RIE.
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UIX - PRIMA DELL’'ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI L'ARRESTO DEL TRAFFICO ALLA BARRIERA DI VOLTABAROZZO Manzo 1930 “ VI] Per quanto riguarda i generì sotto- posti alla nuova imposta, e cioè le be- vande vinose ed alcooliche, la birra, le acque minerali da tavola e quelle gasso- se, le carni, i materiali da costruzione, il gas-luce e l'energia elettrica, è dove- roso riconoscere che la limitazione è sta- ta quanto mai oculata ed energica. Tut- tavia si ritiene che sarebbe stato forse meglio abbandonare anche i materiali da costruzione, sia per la finalità di in- coraggiare ed agevolare le costruzioni, sia perchè, l’unico metodo di esazione possibile, quello a computo metrico, ren- de tale imposta di consumo, una impo- sta personale, diretta, di difficile esazio- ne, anche perchè spesso colpisce il co- struttore quando è esausto di risorse Gab. Fot, dell’ Ufficio Civico dei LL. PP. economiche. Così pure si ritiene che sarebbe stato meglio non mantenere le due voci: carni salate, insaccate e affu- micate e strutto bianco, perchè le prati- che e le spese di accertamento non com- penseranno il loro prodotto. Sarebbe ba- stato un lieve aumento sulle tariffe delle due ultime voci: gas-luce ed energia elettrica per compensare la perdita di questi abbandoni. Ma ciò che non è sta- to fatto in un primo tempo, potrà otte- persi in seguito. Per il vino non vi è dubbio che la su tassazione costituiva la parte più vi- tale e delicata della riforma, perchè da una parte si doveva evitare che la nuova imposta diventasse una imposta sulla produzione, e d'altra parte si doveva in #8
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LUX -. PRIMA DELL’'ABOLIZIONE DELUE CINTR DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI L'ARRESTO DEL TRAFFICO ALTA BARRIERA DI VIA EUGANEA Marzo 1930 - vin colpire il vino nel momento in cui entra in consumo, affinchè nessuna quantità venisse sottratta all'imposta. I sistemi escogitati dal Governo sono certamente ingegnosi, e teoricamente perfetti. Ma in pratica ci sembra lecito affermare che non sarà possibile, come per il passato, colpire tutto il vino che viene consumato. Tutto ciò premesso in linea teorica, sì può senz'altro addivenire ed esamina- re gli effetti pratici e finanziari della ri- forma suaccennata. Il Comune di Padova, avente una popolazione da 100.001 a 200.000 abitanti, che prima era di prima classe, con facoltà di applicare le aliquote dei Comuni di prima classe aumentate del decimo, di- venne, per effetto del R. D. L. di cui so- Gab, Fot. dell’ Ufficio Civico dei LL, PP, pra, di prima classe Sezione B., il che corrisponde presso a poco alla gradua- toria del passato. È si dice presso a poco, perchè in generale le aliquote normali fissate dal decreto-legge 20 marzo 1930 per i Comu- ni di I° classe B. sono o eguali o poco diverse dalle tariffe che si potevano ap- plicare dai Comuni di I° classe, con po- polazione da 100.001 a 200.000 abitanti tenendo anche conto dell’ aumento già ricordato del decimo, e di quello transi- torio del IV° per alcune voci. Una diffe- renza veramente notevole non si ha che nella birra, che da un dazio di lire 30.50 all'ettolitro passa ad un imposta di con- sumo di lire 60 all’ettolitro, con un au- mento di quasi il 100 %, 9
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Uno studio, rapidamente, ma pure profondamente fatto sugli effetti della riforma e sull'attuale gettito del tributo daziario in questo Comune, ha potuto UNI + PRIMA DELLA ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI L'ARRESTO DEL 'IRAFFICO ALLA BARRIERA DI BASSANELLO Marzo 1980 - vini condurre all'accertamento che, pure ap- plicando al massimo le nuove tariffe le- gali su tutti i generi che saranno soggetti alla nuova imposta di consumo, e pur tenendo conto di qualche maggior pro- vento che si potrà ricavare dall'imposta di consumo sulle bevande, in confronto dell’attuale gettito del dazio sulle stesse, il Comune con la soppressione dei dazi e con la rinuncia ad ogni imposta su quasi tutti i commestibili, fatta eccezio- ne delle carni, sulle materie grasse, sui foraggi, sui mobili, sui generi vari e sui combustibili, fatta eccezione del gas e dell’ energia subito una perdita nelle sue entrate ordinarie effettive di oltre sette milioni. elettrica, avrebbe Poichè la quota di integrazione as- sicurata dallo Stato ai Comuni si fonderà sulla differenza fra il prodotto netto da- ziario riscosso nel 1929 e quello netto delle nuove imposte di consumo, appli- cate con tutti gli au- menti consentiti, così sia per riparare in parte alla perdita suindicata, sia per. non diminuire ancora tale entrata della spesa necessaria per l’esazione delle im- poste, è stato indi- spensabile applicare gli aumenti di Legge sulle carni, sui ma- teriali da costruzione, sul gas e sull'energia elettrica. La minore en- Fot. Art, A. Gislon - Padova trata si è potuta così ridurre a quattro mi- lioni e cinquecentosessantamila lire, che costituiscono la quota di integrazione da richiedersi allo Stato, come si deduce dal seguente prospetto: Provento nuove imposte Provento dazio 1929 compresi gli aumenti Bevande , ; : . . +. IL. 5.900.000 L. 6.000.000 Carni . 2 4 2.800.000 » 3.500.000 Altri commestibili . 2.700.000) » a Materie grasse i 6 7 480.000 > — gas ». one "gi: DEI, . 16 . .540. Combustibili $ 828 © energia eletti 1.160.000 1.540.000 500.000 100.000 Provento lordo L. 17.000.000 L. 11.640.000 Spesa di personale » 2.400.000 (1930) » 1.600.000 Provento netto 1. 14.600.000 Ii. 10.040.000 Proveuto netto inposte » 10.040.000 Integrazione statale L. 4.560.000 Materiale da costruzione Foraggi, mobili, geuevi vari Diritti accessori 1.050.000 340.000 » » >» ) altre voci . a » 1.720.000 » » 900.000 » » » Ora se si pensa che sulla somma di lire 375.000.000, messi dallo Stato a di- sposizione dei Comuni chiusi, il Comu- ne di Padova, tenendo conto della sua Da
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popolazione legale e della sua attuale en- trala daziaria potrebbe avere diritto ad una quota proporzionale pari a circa cinque milioni, si deve concludere che la riforma in questo Co- mune può essere at- tuata con una certa tranquillità. b) L'istituzione di 40 posti di Commesso tributario. L'unica preocceu- pazione deriva dal collocamento in di- sponibilità di una par- te degli Agenti da- ziavi, che in un pri- mo tempo erano stati compresi tutti in tale . Marzo 1980 - vin provvedimento, es- sendosi ritenuto suf- ficiente per l’esazione delle nuove imposte Ma agli Agenti predetti il Comune non ha l'organico degli impiegati daziari. mancato di assegnare le quote massime di stipendio fissate dal R. D. Legge per il biennio di disponibilità, e curerà di favorire in ogni modo le loro nuove oc- cupazioni in modo da eliminare, o quan- lo meno di attenuare il più possibile ogni loro danno. Una parte di detti Agenti, come sì è detto, è rimasta in servizio, inquanto- chè la Civica Amministrazione, appli- ‘ando per necessità di cose gli stessi con- cetti che hanno indotto il Ministero delle Finanze a consigliare aj Comuni, dopo quasi un mese dall'emanazione del R. D. Legge, di mantenere i principali uffici periferici che essi tenevano per il servi- zio delle soppresse barriere daziarie, ha dovuto trasformare in uffici per l’impo- sta di consumo gli uffici daziari più im- portanti. LXII - PRIMA DELLA ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZFARIE E DEI DAZI INTRRNI COMUNALI L'ARRESTO DEL TRAFFICO ALLA BARRIERA DI BRENTESLLE Hot. Art, A. Gislon - Padovu Inoltre, si è dovuta assicurare una rigorosa sorveglianza sulle introduzioni delle merci tassate e si sono dovuti, per- tanto, istituire sia dei posti di controllo fisso o saltuario, in alcune strade lungo le quali non si trovano i nuovi uffici, sia squadre di vigilanza. Per tale complesso di operazioni è stato integrato il personale daziario, già mantenuto in servizio al primo momen- to della riforma, con quaranta degli agenti collocati in disponibilità, che do- vranno anche disimpegnare in parte funzioni di impiegati, ed ai quali © stato dato loro il titolo di Commessi tri butari. L'integrazione però ha carattere di esperimento sino al 31 dicembre corr. anno, dato che la Civica Amministrazio- — Bee
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ne si è riservata di istituire in via defi- calcolare una minore entrata di circa nitiva, dopo detta data, quel numero di un milione, mentre il già applicato au- mento di tariffa non aveva condotto nè ad una diminuzione di consumo, nè ad un aumento di prezzi. E non restò che la spe- ranza che, con l'ema- nando decreto, alla perdita, derivante da tale diminuzione, sa- rebbe stato ovviato con un aumento della quota di integrazione dello Stato. LUXIII - PRIMA DELLA ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZIARIE Invece nel R. D. E DREI DAZI INTERNI COMUNALI 5 c ; L'ARRESTO DEL TRAFFICO ALLA BARRIERA PI BREXTELLT La; db aprile 1950 n. Manzo 1980 - vii Pot, Art, A, Giston - Padova posti che sarà rite- nuto adeguato alle esigenze del servizio. c) Passaggio del Co- mune dalla classe I. Balla classe IL A. Quando al primo annunzio di una di- minuzione dell’impo- sta sul vino, fu ac- accennato che il dan- no che ne sarebbe derivato alle finanze LUXIV - PRIMA DELLA ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZIARIE i E DREI DAZI INTERNI COMUNALI comun ali Av rebbe GLI AGENTI DAZIARI AL CONTROLLO DELLE MERCI NELLE VETTURE 'PRAMVIARIE Manzo 1980 - vin Hot. Art. A. Gislon - Padova potuto essere com- pensato dal maggior consumo, si riconobbe subito come tale 432, non venne fatta aleuna menzione di ipotesi non fosse in alcun modo ammis- tale possibilità e alla perdita, derivante sibile per questa Città, ove, per effetto ai Comuni dalla diminuzione di tariffa li dell’annunciato ribasso, era assai facile sulla imposta di consumo del vino, si — 92
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stabilì di provvedere sia coll’ estendere ai Comuni già aperti la facoltà di au- alcune mentare la tariffa comunale di imposte di consumo, dapprima limitata ILUXV -. DOPO L'ABOLIZIONE DELLE CINLE DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI L'INIZIO DEL LAVORI DI DEMOLIZIONE DELLA BARRIERA DI VIA VICENZA Avrine 1980 - vin Iol. Art. A. Gislon - Padova al Comuni chiusi, sia rendendo possibile ai Comuni Capoluoghi di Provincia il | passaggio alla classe superiore. Quando il 23 marzo u. s. fu data attuazione al precedente R. D. Legge relativo all’ abolizione dei dazi, fu già fatto presente come il Comune di Pado- va avrebbe, dalle nuove imposte di con- sumo, potuto al massimo percepire un’en- trata netta che potrà di poco superare i dieci milioni, mentre il dazio consumo aveva nel 1929 assicurato al Comune un provento netto di circa lire 14.600.000,—. s) E su questa base fu richiesta una quota d'integrazione di lire 380.000 mensili. Il milione pertanto di minore in- troito, che sarebbe derivato alle finanze comunali ove l'imposta di consumo del vino fosse stata portata da lire 55 all’ et- tolitro a lire 56, si sarebbe dovuto col- mare o con altre maggiori entrate tribu- tarie, o con minori spese. Ma poichè, seguendo le direttive Sta- tali, la Civica Amministrazione ha pro- prio in questo anno soppresse alcune fasse, come quella sul bestiame, sulle vetture, quella sui pianoforti ecc., e di- minuite altre, come quella sul valor LXVI - DOPO L'ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI L'INIZIO DEI LAVORI DI DEMOLIZIONE DELLA BARRIERA DI BASSANELLO AmriLe 1930 - vini Fot. Art. A. Gislon - Padova lecativo e quella sui domestici, sarebbe stato assurdo che, per riparare a tale per- dita, 11 Comune avesse dovuto adottare una politica tributaria del tutto opposta. Così, pure avendo il Comune in questo anno, allo scopo di alleggerire la pres- sione tributaria, limitate al minimo tutte le sue spese, non apparve possibile conseguire altre economie, senza com- promettere la regolarità dei pubblici servizi. Non restò pertanto altra possibilità che cercare di mantenere integro il pa-: | — 939 —
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reggio del bilancio attraverso il passag- B alla gio del Comune dalla classe I. UNVII - DOPO L'ABOLIZIONE Apirini 1980 - van classe I. A, ed in tal senso venne inoltrata richiesta al Ministero delle Finanze. Mediante tale pas- saggio il Comune di Padova potrà limita- re da lire 55 a lire 50 1a diminuzione del- l’impostasulconsumo del vino e ridurre la perdita d'entrata sul- l’imposta di consumo dei wiho m elrcs 550.000 lire; e potrà, con il UNVIII lieve ritocco DELLE CINTE DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI LL NUOVO UFFICIO PIRO L'ESAZIONE DIL IMPOSTA DI CONSUMO A_VOLTABAROZZO Gab. Fot, dell'Ufficio Civico dei LL, PP, maggiore entrata di L. 250.000, ridurre la perdita a circa lire 300.000. Questa previsio- ne di perdita per la riduzione dell’ impo- sta di consumo sul vino, a cui non ab- biamo aggiunta la perdita derivante dalla abolizione del- l'imposta di consumo sull’aceto, che si può calcolare in live ses- santamila, in quanto si ritiene che potrà essere compensata dall'aumento sulle al- tre bevande, ci fa certi che le superiori autorità riterranno - DOPO L'ABOLIZIONE DELLE CINTE DAZIARIE E DEI DAZI INTERNI COMUNALI IL NUOVO UPFPICIO PIER 1 ESAZIONE DELL'IMPOSTA DI CONSUMO IN VIA VICENZA Aprini 1930 - vin della imposta di con- sumo sulle carni, oscillante tra Hre 4 e le Hire 8 al quin- tale, e che potrà dare al Comune una Gab. Fot. dell’ Ufficio Civico dei LI. PP. legittimo e necessario tale passaggio di classe. pig DI
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IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA E DI RITIRO E TRASPORTO DELLE .IMIMONDIZIE DOMESTICHE Quando nell’ ottobre del 1927 al di Bassanello e Borgomagno, vengono governo Podestarile della nostra città oggi ad parve doveroso di collocare Padova al livello dei Comuni più progrediti anche in materia di servizi pubblici, mediante l'istituzione del ser- vizio di ritiro e tra- sporto delle immon- dizie domestiche e mediante | appalto di tale servizio e di quello di’ nettezza urbana alla Società Autocombattente di Verona, che offriva le migliori garan- zie, non vi fu chi non desse il pieno consenso al provve- dimenti adottati, es- sendo sensibilissimi i vantaggi derivanti alComune dal punto di vista dell'igiene, dell'economia e del Con tali provvedimenti si è decoro. infatti evitato l’ac- cumularsi delle im- mondizie lungo le strade e lungo i portici, il loro getto nei canali, a circolazione di carrettini quasi sempre ricolmi ed aperti e si è ot- tenuto che, con un canone di poco su- periore alla spesa per il servizio di net- tezza urbana limitato entro le mura della città ed in alcune strade dei sobborghi LXIX - IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA SPAZZINO CON SCOPA E PATTUMIERA PRIMA DELL IMPIANTO DUI POZZETTI STRADALI essere comprese nel servizio De anche tutte Ie strade esterne alle mura. Non solo, ma nel servizio di nettez- za urbana sono pure compresi quelli di pulizia delle rotaie e degli scambi delle linee tramviarie, di esfirpamento del- Verba nascente fra le pietre dei lastri- cati e degli acciotto- lati, di pulizia dei chiusini delle chiavi- che, e di pulizia delle fontane e deilavatoi pubblici. E così an- che Padova è fra le prime città d’Italia che hanno affron- tato e risolto un im- portante problema. La raccolta e l’al- lontanamento delle spazzature dal cen- tro abitato sono fatte a mezzo di pozzetti, già adottati anche Fot. Art. Nappi - Padova in varie città estere e che costituiscono uno dei migliori sistemi per l'attuazione di tale servizio. Essi sono costituiti: da un chiusino di acciaio fuso (brevetto Vanerima), fornito dalle Acciaierie Mi- lanesì, che è collocato al livello del suolo stradale, nonchè da un pozzetto di ce- mento armato e da un barilotto di la- — 95
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miera, entrambi infissi in buche scavate - la città è divisa in 6 zone, e le zone in nella profondità del suolo delle vie e 30 reparti. Ogni reparto è servito da uno o due raccoglitori. Non essendo ogni famiglia fornita del- l'apposito recipiente, e date le incomode cane de sa n Ea fiiaidi ubicazioni degli ap- serrezza ns Î 1 , «2 — (N È partamenti, in diversi tO fe È quartieri della città di ogni raccoglitore ser- ve in media circa 280 utenti. La remozione LXX - IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA SPAZZINO CON SCOPA E CARRETTINO PRIMA DELL'IMPIANTO DEI POZZETTI STRADALI Dar. 3 Fot. Art. Nappî - Padova —mestiche avviene nel delle spazzature do- modo seguente: nelle delle piazze. Detti pozzetti sono stati si- varie abitazioni ogni famiglia deposita i nora istallati in numero di quattrocento rifiuti in determinati recipienti, siti quasi e rispondono piena- £ mente alle esigenze del servizio. La media gior- naliera delle immon- dizie raccolte a Pa- dova si aggira sui 325 Q.li; di questi: 125 circa sono dati dalla spazzatura stradale e 210 circa sono dati dalla raccolta dei ri- fiuti a domicilio. Per il servizio di È LXXI - IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA NY » spazzatura la città è SPAZZINO CON NUOVO TIPO DI PATTUMIERA divisa in 49 reparti 1980 - vili Fot. Giordani - Padova L'area da pulire per ogni reparto si aggira circa sui sempre nelle vicinanze della porta d’ in- 10.000 mq. gresso alla casa. Per il servizio raccolta a domicilio Ciascun raccoglitore, in berretto ed — 96 —
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in camiciotto di tela lungo sino al ginoe- tributo, sono continuamente aggiornati chio, munito di un sacco di tela imper- e rispecchiano esattamente la distribu- meabile, accede gior- nalmente alle case e versa le immondizie dai recipienti nel sac- co, in modo, che non si verifichino disper- sioni 0 spandimenti. Quando il sacco è riempito, lo stesso raccoglitore lo tra- sporta e lo vuota nel pozzetto più vicino, di cui procede all'a- pertura con una sem- LXNXIII - TL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA IL GETTO PELLE IMMONDIZIE NEI POZZISII plice chiave a T. Le famiglie che Agrit 1950 - vini Fot, Giordunti - i usufruiscono oggi di tale servizio ascendono al numero di zione delle famiglie nelle diverse abita- circa 12000 e negli uffici della Società zioni della città. Per quanto con- cerne la tariffa si può dire che la generalità dei contribuenti sia gravata in media di un onere di live 2 mensili. L'operaio ad- detto alla pulizia del- la strada è munito invece di una scopa e di una pattumiera. Nelle ore del mattino effettua Ia spazzatura delle strade assegna- LUXXTII - IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA TIPO DI POZZETTO STRADALE SCOMPOSTO NEI SUOI PLEMENTI tegli, evitando di APrRILUR 1980 - vini Fot. Giordani - Padova spalmare Ì rifiuti se- miliquidi sulla via. appaltatrice esse sono annotate in appo- Provvede quindi alla raccolta delle siti cartellini anagrafici che, aventi lo spazzature che, a mezzo della pattumiera, scopo di agevolare la esazione del con- trasporta e getta nel pozzetto più vicino.
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Nella notte, poi, quando il traffico cittadino è quasi cessato, getti d’acqua e disinfettati come si con- viene, Anche il pozzetto di cemento e Tin- terno del chiusino sono sottoposti a pe- riodica pulitura e di- sinfezione. Le autoelettriche trasportano, quindi, i materiali di rifiuto al deposito di smalti- mento e trasforma- zione. Ed è questo ramo del servizio quello che riveste il LXNXNIV - TL, SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA d&. & L'USCITA DELLE AUTORLWIIRICHE DAL CANTIERE PER LA RACCOLTA DELLE IMMONDIZIE carattere più iMmpol- Amen 1980, vin care alcuna noia ai dormienti, apposite autoelettriche, muni- te di vasti cassoni, provvedono alla re. mozione delle spaz- zature dai pozzetti: sollevano con una grue speciale il bari- lotto di lamiera sino all’altezza del casso- ne, e mediante l’aper- tura automatica del fondo del barilotto, vi lasciano cadere il contenuto. Ad ogni autoelettrica sono ad- detti un conducente e fatica. Durante la notte si esegue anche, periodicamente, il cambio dei barilotti, che vengono lavati nel cantiere con forti due uomini Fot. Giordani - Padova tante dal punto di vista igienico. LXNXV - IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA IL SOLLEVAMENTO DI UN POZZETTO PER LA VUOTATURA NELL'AUTORLETTRICA Apiane 1930 - vmi Fot, Giordani - Padova In tale deposito, situato fuori del centro abitato, munito di un moderno impianto di Celle Beccari ed attrezzato di tutti i mezzi necessari, personale spe- clalizzato provvede alla trasformazione Ty
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dei rifiuti putrescibili in concimi utilis- simi per la fertilizzazione dei terreni ed affatto dannosi. Le Celle Zimotermiche o Camere di fermentazione, al di cui tipo originario l'esperienza ha già apportato sostanziali modifiche che lo hanno reso perfetto, consistono in manu- fatti di muratura che sì possono costruire abbinati o in serie, alti circa m. 1,10 e po- anteriormente steriormente da 1,60 a 2,00 ciascuno, della capacità di me. 12 a 16. In tali Celle la penetrazione dell’ a- ria, che è elemento importantissimo per il compimento nor- male e rapido dei fe- ia nomeni fermentativi, | ha luogo per mezzo di uno speciale. si- stema di griglie costituite da mattoni fo- rati che consentono, in giusta . misura, l’aerazione della massa, per.modo che i microrganismi, che presiedono alla. .fer- mentazione, possano svolgere regolar- mente ed intensamente la loro azione. La Cella, caricata con i rifiuti che debbono entrare in fermentazione, viene chiusa a mezzo di un coperchio scorre- vole che, secondo il bisogno, si può aprire totalmente o parzialmente con molta facilità, ciò che costituisce una grande facilitazione per le opere di carico e sca- rico. Le Celle sono dotate di apposite pendenze per lo scolo e la raccolta del liquame. Il processo fermentativo avviené così in vaso chiuso, senza diffondere al- l’ esterno alcun cattivo odore, senza il benchè minimo pericolo di emanazione antigeniche, e, pur trasformando la ma- teria in un prodotto poroso, di trasporto agevole, conserva ad esso integralmente LXXVI - IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA LA VUOTATURA DI UN POZZETTO NELL’ AUTORLETTRICA Fot. Giordani - Padova il principale e più costoso elemento fer- tilizzante - l’azoto - il quale, nelle ordi- narie fermentazioni all’ aperto, va in massima disperso. I rifiuti non putrescibili, invece, quali le ossa, il ferro, la carta, il vetro, gli stracci, ecc. vengono completamente ricuperati. Le celle Zimotermiche perfezionate al più alto grado, sono ben differenti dagli impianti di incenerimento delle immondizie ed hanno su questi grandi rantaggi. Esse non presentano alcun in- conveniente ad essere costruite vicino alle abitazioni e, per il fatto che vi è un'areazione continua non hanno biso- gno di cure necessarie meticolose come 99 —
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LXXVII - IL SRRVIZIO DI RITIRO E TRASPORTO DELLE IMMONDIZIE DOMESTICHE UN RACCOGLITORE DI IMMONDIZIE A DOMICILIO Aprire 1980 - vi Hot. Giordani - Padova per gli altri impianti. Per la loro econo- mia e per il loro facile esercizio esse pos- sono essere situate ìn due o più luoghi tuttavia essere di facile accesso, senza LUNXVITI - IL SERVIZIO DI RITIRO E TRASPORTO DELLE IMMONDIZIE DOMESTICHE LA VUOTATURA DET SACCO NEL POZZETTO Apriue 1950 - vini Fot. Giordani. «Padova obbligati ad aumentare le spese di tra- sporto, perchè gli impianti possono essere costruiti anche vicini ai luoghi ove si producono le spazzature. PROVVEDIMENTI PER FRONTEGGIARE LA CESSAZIONE DEL REGIME VINCOLISTICO DEGLI AFFITTI Per quanto il regime vincolistico degli affitti abbia gradatamente, duran- te l’ultimo decennio, perduto gran parte del suo primitivo rigore e della sua esten- sione, pure la sua cessazione completa e definitiva per effetto del R. D. L. 3 giu- LÌ gno 1928 n. 1155, non avrà luogo che col 30 giugno p. v. E° pertanto solo da que- sta epoca che ritornerà a dominare la piena libertà delle contrattazioni, vigente nell'anteguerra, in materia di locazione Ì di immobili urbani. Resta però ferma — 100 —
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ancora per. qualche tempo la facoltà data al Pretore dalle precedenti disposi- zioni di graduare la esecuzione degli sfratti; cosicchè gli effetti completi dello svincolo non si avran- no che col 31 dicem- bre 1930. l'ale passaggio ha giustamente pre- occupato il Governo nazionale, tanto da ri- chiamare, sulle pro- babili conseguenze di esso, tutta l’atten- zione delle Ammini- strazioni comunali, affinchè per quell’ e- poca siamo in grado di disporre di idonei locali, ove gli sfrattati non abbiano la pos- Aprine 19380 » visi sibilità di ricovero. | La notevolissima quantità di case, che sono state costruite in questa Città nel dopo guerra, sia per merito di Enti privati, sia per opera di privati, e la già discreta quantità di ap- partamenti, che, nelle epoche consuetu- dinarie locali, già da qualche tempo in questa Città vengono a trovarsi a dispo- sizione di chi ricerca una abitazione, ras- sicurano che a Padova il periodo acuto della cosidetta crisi degli alloggi è su- perato, e che per ovvie ragioni di con- correnza non potranno essere accampate pretese eccessive dai proprietari, anche in piena libertà di contrattazione. Inoltre i nuovi concetti politico-so- ciali, a cui il Fascismo ha informata tutta la vita della Nazione, e per i quali anche la proprietà deve sentirsi, non co. me tn elemento superiore ed estraneo alla vita collettiva, ma come un stru- mento del comune benessere, fanno spe- che rare attraverso la stessa Sezione LXXIX . PER FRONTEGGIARE LA CESSAZIONE DEL REGIME VINCOLISTICO DEGLI AFFITTI COSTRUZIONE DI CASE POPOLARI NEL QUARTIERE DI ARCELLA Gab. Fot. dell’ Ufficio Civico dei LL. PP. locale dell’Associazione nazionale fasci- che locale Federazione provinciale fascista è sta della proprietà edilizia, dalla stata delegata a trattare e conciliare ver- tenze fra proprietari ed inquilini, non come Associazione di parte, ma come emanazione fiduciaria della Federazio- ne stessa, possano gli opposti interessi trovare amichevoli componimenti. Tuttavia non sì deve dimenticare, che, se molte case sono state costruite nell’ultimo decennio, che, se interi nuovi quartieri sono sorti sia per la media e piccola borghesia, con i palazzi dell'Ente autonomo delle case economiche e popo- lari, sia per la classe operaia, con le grandi e piccole case dei quartieri del l’Istituto delle Case popolari, non pochi cadi +
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stabili sono stati anche demoliti, specie nel quartiere di S. Lucia, e propriamente quelli nei quali trovavano alloggio le fa- miglie più povere della Città. E poichè LXXX -. PER FRONTEGGIARE LA CESSAZIONE DEL REGIME VINCOLISTICO DEGLI AFFITTI LAVORI DI AMPLIAMENTO DEI DORMITORI PUBBLICI Gab. Iot. dell’ Ufficio Civico dei LL. PP. Aprire 1980 - vii un eventuale difetto di abitazioni per famiglie povere può trovare un adden- tellato anche nell'opera risanatrice del piccone demolitore dei quartieri centrali, il Comune ha stabilito di aggiungere ancora altre case veramente popolari a quelle già costruite dal Comune stesso 0 da altri Enti, in sostituzione di quelle demolite. Ora l'ultimo quartiere di case popo- lari costruito con tale finalità è quello eretto dal Comune nell'estate decorsa ed inaugurato nel settimo annuale della Marcia su Roma. si tratta di un gruppo di case a due piani, contenente 12 appar- tamenti di due o tre vani principali ciascuno, costruito su area che il Comu- ne possiede alla Arcella poco dopo il Campo sportivo del Littorio. Su porzione della stessa area potrà pertanto in pochi mesi essere costruito il nuovo quartiere; e poichè il quartiere precedente attiguo è stato già dal Co- mune dato in gestio- ne all’ Istituto delle case popolari, è sem- brato opportuno sotto ogni aspetto affidare a detto Istituto anche la costruzione del nuovo, quasi come allacciamento alla fu- tura gestione. La spesa per tale costruzione è stata preventivata in lire centocinquantamila. Ma più che alla preparazione di veri e propri appartamen- ti atti ad accogliere gli sfrattati in via continuativa, è ne- cessario che l’ eventuale fabbisogno di alloggi per le famiglie venga fronteg- giato con locali che diano la possibilità li ricovero transitorio. Ed è giusto che s ciò specialmente si tenda, anzitutto perchè non si è finora di fronte che ad una probabilità, e poi perchè è bene che quelle famiglie, che sì sono trovate sulla strada perchè. subito non hanno potuto trovare un alloggio adeguato ai loro mez- zi, non desistano dalle ricerche, e dalla stessa precarietà dell’immediato ricovero siano spinte a ricevere una abitazione normale. Ora, dopo avere studiate le varie soluzioni possibili a questo problema, l'Amministrazione comunale si è po- tuta convincere che il provvedimento — i
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più consono al caso sarebbe stato quello” diretto ad aiutare Vl Opera Pia Dormi- tori pubblici per l'attuazione del pro- getto di ampliamento dei propri locali. Dal progetto, già elaborato, emerge che la sua attuazione potrà consentire il ricovero di circa cinquanta persone iso- late (uomini o donne) nei nuovi locali destinati a dormitorio pubblico, oltre a IL COMUNE quelle già ospitate in media attualmente, ed il ricovero di una decina di famiglie, in locali che dovranno essere abbando- nati e demoliti, perchè non più adatti come dormitori pubblici. La spesa per questo progetto è stata preventivata in L. 300.000 ed il Comune ha stabilito di concorrervi con un con- tributo di L. 100.000. DI PADOVA ALLA FIERA CAMPIONARIA DI TRIPOLI La Fiera Campionaria di Tripoli, ideata nel:1926 dall'allora Governatore della Tripolitania, S. E. il generale Emi- lio De Bono, sotto l alto Patronato di S. E. Benito Mussolini, stata negli anni scorsi deliberatamente pur essendo contenuta nei limiti di un avvenimento x nazionale, è riuscita in breve a conse- guire. importanza, autorevolezza e ri- percussione pratiche indiscutibili anche oltre i confini della Colonia e della Madre Patria. Di conseguenza, la Rassegna del 19350 è stata lanciata ed apprestata con programma di Prima Fiera Internazio- nale in Africa. L'Ente generosamente appoggiato dal Governo di Roma e da quello della Libia, estese Autonomo organizzatiore, l'invito a parteciparvi a tutte le Nazioni che sono industrialmente attrezzate per le produzioni adatte ai paesi africani e comunque interessate ad allacciare con i paesi stessi più intimi rapporti di affari. La manifestazione trascese, inoltre, il signicato di un convegno e di una gara industriale e commerciale. Infatti essa mirò anche a documentare a tutto il mondo i risultati raggiunti nel campo concreto delle realizzazioni ed i capi- saldi delle varie politiche di valorizza- zione tecnica, culturale ed economica nel Continente Nero, recando, infine, un poderoso contributo alla propaganda turistica in favore della Libia e dell’in- tero litorale mediterraneo del Conti- nente stesso. La Fiera, allestita in apposito quar- tiere permanente, si ‘inaugurò il 20 feb- braio e si chiuse il 20 aprile del corrente anno. In seguito ai continui ed insistenti inviti rivolti alla nostra Amministra- zione Civica dalla Presidenza della Fie- ra, il Comune di Padova, tenuto conto che quest'anno l'importante manifesta- zione si riprometteva di essere ancora una illustrazione più completa di quan- to si è fatto e si sta facendo dai princi- pali Comuni d’Italia per il rinnova- mento spirituale e materiale della Na- zione, decise di parteciparvi, non solo, ma inviò anche una medaglia d’oro ed una d’argento da servire come premio per i concorsi banditi in seno alla Fiera stessa fra gli espositori nazionali ed esteri, — 103 —
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N VV LXXXTI - ALLA FIERA CAMPIONARIA DI TRIPOLI LA MOSTRA DEL COMUNE DI PADOVA 20 Fepnrario » 20 Apri 1980 - vin Tale decisione fu inoltre avvalorata dal fatto che il Comune di Padova ave- va già partecipato, con risultato magni- fico, nel 1924 alla prima Mostra nazio- nale dell'attività dei Comuni a Vercelli, conseguendo l’ unica grande medaglia d'oro destinata al Comune che avesse saputo allestire la più bella ed interes- sante mostra e dai rapporti di partico- lare fratellanza con la Fiera di Tripoli derivanti annuale dall’ organizzazione della Fiera Campionaria locale. Il materiale inviato alla mostra era costituito da numerose riproduzioni fo- del- le varie attività del Comune. Degne di tografiche ed opuscoli illustrativi particolare rilievo erano le fotografie riguardanti la istituzione di scuole ele- mentari all’ aperto, per alunni deboli, che sono le prime sorte in Italia, ed i nuovi grandiosi palazzi che stanno sor- gendo nel centro della città in attua- zione del piano regolatore di risana- mento. In considerazione dell’artistica bel- lezza dei quadri la Direzione della Fiera dispose il materiale di Padova nella pa- rete centrale, prospicente 1 entrata, de- stinata alla mostra dei Comuni, parete di una lunghezza di metri 18. La assicurò che l'esposizione ebbe a risultare di ottimo Direzione stessa effetto e che, per la bellezza del mate- riale e per il posto d'onore assegnatole, costituì una delle migliori attrattive del padiglione, — 104 —
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PE rr re E re ro N NL E INNO ATM AT RON LETAME To ons— mn nm ; Mmm ssaa LEALI Ei GA [ew TÈ a_n n PAaZa) 1s4s pil Pa rr UTI JIDND bi = Ei E Hd E ì Pellini OF IVI 00973 93 ONINONOA 0 DTELI Fm II I ORBRNNCEEE VOICE i rei CETONA FT tr NI Od C_MUIIT _ MT_INM_ A Ù Salles UÈ [To IT IA cme RA c007, ph st ei e pm i IN n n n URTI ASV LICEI rit: Bueg e: È EER Pr ti pri i Ii | ILELUOD immane CL TRECCANI L’XI ANNUALE DELLA FONDAZIONE DEI FASCI DI COMBATTIMENTO Nell’austera semplicità richiesta dal- lo stile fa sia anche celebrativa di storiche ricor- scista per ogni cerimonia che nulla diminuire il della, squisitamente patriottica, renze, ma senza per fervido entusiasmo sua anima Padova com- memorò il 23 marzo V XI annuale della fondazione dei Fasci di Combattimento Il primo rito si svolse alle ore 10,15 al Parco della Rimembranza dei Caduti fascisti, dove le autorità civili e militari ed i maggiori esponenti del Fascismo pa- dovano convennero con a capo l'on. Lare Marghinotti, membro del Gran Consiglio e del Direttorio nazionale del Partito, oratore ufficiale per la celebra- zione dell’anniversario. Era anche presente una rappresen- tanza della prima squadra di Giovani fasciste, nella nuova ed elegante divisa, guidate dalla Delegata dei Fasci fem- minili. Prestava servizio d'onore il secondo manipolo della 583" della M. Y, bei Legione Dopo che due militi ebbero: deposta nel recinto del Parco una grande corona di alloro con la scritta Il Fascismo Pa- dovano, il Segretario federale fece l’ap- pello dei diciassette Martiri e seguì quin- di un minuto di raccoglimento. Terminata, così, la breve e suggesti- va cerimonia, le autorità sì portarono in all Uni- un’ altra corteo al Teatro Verdi. Dinanzi versità sostarono per apporre corona di alloro sul portale di bronzo in omaggio alla memoria. del Goliardi ca- duti in guerra e per la causa nazionale. Alle ore 11 il gremitissimo in Teatro Verdi era già ognì ordine di posti. Sul palcoscenico, fra un eletto stuolo di autorità ed un numeroso gruppo di rap- teneva presentanze, il posto di onore il gagliardetto della Federazione provin- ciale fascista, scortato da due militi e circondato cui fascisti del 1919. Cessati gli applausi con cui fu accol- to l'on. Marghinotti al suo apparire sul palcoscenico, il Segretario federale dei Fasci diede lettura del seguente messag- - 105 —
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gio lanciato dal Duce, per la circostanza, alle Camicie Nere: CAMICIE NERE DI TUTTA IVALIA! E? con profonda emozione che rievochiamo, o undici anni di distanza, la data del <3 mar- co 1919, che vide sorgere i Fasci italiani di combattimento. Mella piccola ma intrepida schiera di allo- ra, molti sono caduti durante la battaglia, ma i superstiti sono tutti al loro posto, attorno ai gagliardetti del Littorio, sempre pronti a di- fenderli anche a mezzo del sangue. Con i ve- terani fedeli si addensarono negli anni delle prove e del trionfo folte moltitudini di Cami- cie Nere, che marciarono nell’ottobre del ?22 e diedero lo Stato Fascista all’ Italia, Irivolti come siamo sempre stati, e come siamo, con tutte le nostre forze verso il futu- ro, il ricordo per noi non è che un momento del nostro spirito, immediatamente superato dalla nostra ansia di agire, di realizzare, di tradurre nella più grande mole di opere gli ideali per cui la giovinezza delle Camicie Nere corse al sacrificio con entusiasmo e fierezza ! CAMICIE NERE! Durante undici anni, il Fascismo ha avuto ragione di mille difficoltà d’ogni specie, ma moltissime altre, non meno gravi, restano di- nanzi a noi, Questo impone, sempre più pe- rentorio, il comandamento della disciplina unitaria, per cui popolo italiano e Fascismo devono essere sempre più intimamente. una cosa sola, Oggi i legionari delle prime batta- glie sono a fianco dei giovani che si affacciano alla vita, suggellando nella fede che accomuna due età e due momenti storici, il passato e il futuro della Nazione. Guardiamo quindi con tranquilla sicurez- ci lo svolgersi degli avvenimenti. Le forze re- trograde coalizzate contro la giovane Italia ‘ fascista non ci turbano, Contro la volontà una- mime di un popolo di 42 milioni di abitanti, inquadrati nel Regime, ogni insidia si spunta, ogni velleità di attacco, su qualsiasi fronte, si spezza, Facciamo sapere a chiunque che noi abbiamo lo stesso spirito, la stessa volontà, lo stesso motto di undici anni or sono, il motto che gli squadristi scriveranno orgogliosamen- te sulle bende delle loro ferite; in più vi è l’esperienza, il metodo, una più approfondita conoscenza di uomini e di cose, Con questi intendimenti noi sostiamo per un giorno a ricordare, mentre il Fascismo è entrato nel suo secondo decennio che sarà più glorioso e pùù combattivo del primo, A noi ! MUSSOLINI La lettura del messaggio venne ascoltata, da tutti presenti, in piedi e fu alla fine salutata da un'imponente ova- zione. Quindi il Segretario federale presen- tò agli astanti l'on. Marghinotti esaltan- done le elette doti di combattente, di fa- scista e di uomo politico e rivolse all’ il- lustre ospite affettuose e deferenti parole di saluto a nome dei fascisti padovani. Rievocò i Martiri gloriosì caduti per la causa nazionale ed invitò i presenti ad un minuto di raccoglimento per rivol- gere un pensiero reverente sia ad essi che al camerata Michele Bianchi, qua- drumviro della Marcia su Roma, spen- tosi repentinamente fra il più vivo cor- doglio e l'amarezza più profonda. Il Segretario federale espose poi i seguenti dati relativi allo sviluppo rag- giunto dalle organizzazioni fasciste della nostra provincia, illustrando di ciascu- na sinteticamente, ma nitidamente, la multiforme ed appassionata attività, svolta in obbedienza ai comandamenti del Duce per il conseguimento delle mi- gliori finalità: Fasci di combattimento n. 111 - Iscritti al Partito n. 11573, al G. U. F. 1365 - Fasci femminili 65 con 18340 iscritte - Iscritti ai Balilla 11923, alle Avanguar- die 6853, alle Giovani italiane 488, alle Piccole italiane 4077 - Iscritti al Pubbli- co Impiego n. 2600, allA. N. I. F. 1113, ai Postelegrafonici 562, all'Associazione Nazionale Ferrovieri Fascisti 919, all’O, ssi e
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N. D. 12700 - Iscritti alla Federazione Agricoltori 7500, all’ Unione industriale 900, alla Federazione Commercianti 7718. Iscritti al Sindacato Professionisti ed Artisti 1184, al i Sindacato Agricoltori 13600, al Sindacato Industriali 22550, al Sindacato Commer- cianti 2500. Cooperative fa- sciste: quaranta con diecimila organizzati. Parlò, quindi dei criteri seguiti nella scelta dei dirigenti, uomini tutti di sicura, fede; dei rapporti con le Autorità lo- cali, che definì Cor- 93 suo 1980 - vin dialissimi, additando a particolare riconoscenza S. E. il Pre- ‘ fetto Gulì, che con raro intelletto ed appassionato cuore di camerata regge le sorti della nostra Provincia; dei rapporti con la Milizia, mantenuti sempre in un'atmosfera di fraterno affetto ed illu- strò infine le opere assistenziali e cultu- rali istituite a vantaggio della popola- zione, AI termine della sua relazione il Se- gretario federale fu vivamente applau- dito. Subito, dopo, fra la più viva atten- Von. zione degli astanti, Marghinotti iniziò il discorso commemorativo della fondazione dei Fasci. L'oratore, dopo avere ringraziato il Segretario federale d’aver voluto ricor- dare il suo passato di combattente e la sua opera di fascista e dopo aver esaltato Padova eroica nella guerra e entusiasti- ‘amente fascista nel dopoguerra, espri- me al Segretario federale il suo più vivo compiacimento per l'opera da lui e dalla LXXXIT . L'XI ANNUALE DELLA FONDAZIONE DEI FASCI DI COMBATTIMENTO L'APPELLO DEI CADUTI FASCISTI NEL PARCO DELLA RIMEMBRANZA Fot. Art. A. Gislon - Padova Federazione compiuta, quale risulta dal- la sua relazione, e dice di essere sicuro interprete del pensiero di S. E. Turati nel portare il di lui saluto di affetto e di encomio alle camicie nere di Padova e della Provincia. Prendendo le mosse dal messaggio del Duce afferma essere necessario ritor- nare col pensiero al 23 marzo 1919, nel qual giorno, presagio di vita nuova e radiosa, si costituiva a Milano il primo Fascio di combattimento, ricordando ai camerati di constatare l’opera compiuta negli undici anni trascorsi. Richiama poi gli uditori all’ opera politicamente compiuta dal Fascismo nel ripristino dell’ autorità dello Stato, nella cementata disciplina dei cittadini, nell'ordine ristabilito, in ogni forma d’at- tività privata e pubblica; nella esaltazio- — 107 —
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LUXXXITI L'ON, LARE MARGIHINOTTI PRONUNCIA AL TEATRO VERDI IL DISCORSO COMMEMORATIVO 28 Marzo 19830 - vini ne ed affermazione dei più puri e sani principi di moralità e di giustizia e con- stata la potenza raggiunta dall’ Italia fascista all’estero. Mette in rilievo i frutti raccolti dalla politica organizzativa ed economica del- lo Stato fascista nell’equilibrio fra le forze produttive e nello assestamento di ogni forma di economia. Passando al campo spirituale esalta la politica educativa e moralizzatrice dello Stato fascista rigido nella afferma- zione dei suoi diritti, ma inneggiante al- la religione di Cristo. Dimostra come l’Italia d’oggi politicamente, economica- mente, moralmente, socialmente grande sia quella sognata e voluta dal Duce e dagli adunati di piazza San Sepolcro. — Richiamandosi nuovamente al mes- saggio del Duce afferma che l’opera del - L'XI ANNUALE DELLA FONDAZIONE DEI FASCI DI COMBATTIMENTO Tot. Art. A. Crislon - Padova l'ascismo non è compiuta, che altre mète prossime e lontane saranno dalla sua vo- lontà e dal suo genio segnate all’ Italia fascista, a guadagnare le quali occorre che le camicie nere in ispecie siano sem- pre preparate, ritornando col pensiero all’ Italia del ’19, divampandosi nella fede dei primi martiri, mantenendosi degni del loro sacrificio. Ritorna perciò opportuno e signifi- cativo, prova di ammirazione e monito, che la cerimonia d’ oggi nel Teatro sia stata preceduta dalla deposizione di una corona al parco della rimembranza dei Caduti fascisti ed al monumento dei ca- duti della grande guerra sul portale del- l'Università. E° certo che le camicie nere di Pado- va, che hanno dato alla causa del fasci- smo ben 17 nobili vite, come aveva dato e e
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alla grande guerra i suoi dolori e la sua invitta passione col fiore dei suoi figli, saranno sempre al loro posto di combat- timento per la sempre più grande e più forte Patria. Trae, dal valore della ca- pacità e dalla fede del rappresentante del Governo e di tutti i poteri dello Stato e dei dirigenti del Partito e delle varie organizzazioni economico sindacali, la certezza della sempre maggiore efficenza delle forze vive ed operanti del Regime. Innalza un pensiero di devozione alla maestà del Re e chiude il suo di- scorso esaltando la figura del Duce e in- neggiando alla sua gloria nelle future battaglie, nelle sicure vittorie. Il discorso. fu coronato da unanimi ed incessanti acclamazioni. LA IV LEVA FASCISTA Preceduta da un intenso periodo di preparazione’ spirituale e tecnica, per rendere i nostri giovani Avanguardisti degni di entrare nelle file della Milizia e del Partito, 11 giorno 27 aprile ebbe luogo nella nostra città la solenne cerimonia della IV Leva fascista. Le folte schiere di Balilla e di Avan- guardisti, giunte anche dai centri della ‘provincia, vennero concentrate ed alli- neate nella vasta piazza Vittorio Ema- nuele che, pavesata in ogni dove di ves- silli tricolori e gremita di pubblico, ag- giunse alla sua naturale e rinomata at- trattiva, in quel mattino ridente di sole, una nota particolarmente suggestiva per la festa della nuova giovinezza. Intervennero al rito tutte le princi- pali autorità politiche, civili e militari, con a capo S. E. il Prefetto, le rappresen- tanze dei Fasci della città e della provin- cia, con i rispettivi gagliardetti, le Asso- ciazioni di guerra e patriottiche, le Or- ganizzazioni sindacali e gli Istituti di istruzione. Le Giovani e Piccole italia- ne avevano preso posto nella Loggia Amulea. La cerimonia ebbe inizio con la Messa al campo, celebrata dinanzi all’in- gresso principale della Basilica di S. Giu- stina dal cappellano della 54%. Legione M. V. S. N. di Este, don Angelo Santi, che dopo la lettura del Vangelo rivolse alle giovani camicie nere ispirate ed af- fettuose parole di circostanza. Il valoroso sacerdote, dopo aver posto in risalto tutta la bellezza e l'intimo significato della ce- rimonia, disse come un nuovo orizzonte stesse per schiudersi dinanzi al loro sguardo e con esso le responsabilità della vita ed un onere che sarebbe sacrilegio violare. E pose termine al suo discorso con la seguente esortazione : Ricevete con gioia dal Gerarca la tessera che vi ricorderà i sacrifici fascisti ed i doveri assunti in ogni ora, Fra poco vestirete una nuova divisa; la divisa gloriosa del Fascismo e delle Camicie nere; divisa cara al nostro Duce, Fra poco riceverete un pugnale, non come emblema di forza bruta, ma come bla- sone del rango a cui appartenete, che diven- terà arma micidiale e mortale contro chi oserà intaccare la sacre terre d’ Italia, Promettete, nel vostro giuramento, fedeltà continua al Duce che sta preparando diutur- namente i destini d’ Italia e del Fascismo, Vorrei, o giovani della TV* Leva fascista, che voi prometteste nel giorno in cui entrate nella Legione Patavina e nella Legione Euganea, quando indosserete la divisa, di mostrarvi i — 109 —
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LXXXIV - LA IV LEVA FASCISTA IL COMMISSARIO PROV. DELL O, Ne B. PROF. SACCHETTO PARLA DALLA LOGGIA AMULEA AGLI AVANGUARDISTI DI LEVA SCHIERATI IN PRATO DELLA VALLI 27 AprriLe 1930 - vni migliori fra i concittadini e i conterranei, per integrità di fede, per illibatezza di costumi, e i gregari più fedeli, più cari e più vicini al Duce, Questo promettete, nel momento in cui siamo per innalzare l'offerta al Re dei Cieli, che invierà la Sua benedizione su di voi. All’Elevazione le forze giovanili si irrigidirono sull’ attenti, ad un segnale di tromba, ed i gagliardetti vennero in- chinati in segno di saluto. Terminata la Messa le Autorità e le rappresentanze, con labari e vessilli, si portarono sulla Loggia Amulea, di fron- te alla quale vennero fatte schierare le Legioni. Subito dopo che il Console Fraracci, comandante la 53° Legione patavina del- la M. V. 5. N., ebbe passato in rivista le forze schierate, al suono degli inni della Patria, e prese posto fra le Autorità, il » Fot. Art. A. Gislon - Padova prof. Sacchetto, Commissario del Comi- tato provinciale dell’ Opera Nazionale Balilla, così si espresse: Ho l'onore di consegnare al signor Segre- tario federale l'elenco di quelli fra gli Avan- guardisti di leva che, in seguito ad un accura- to lavoro di rigorosa selezione, sono stati rite- nuti degni del privilegio di essere oggi, con romano rito, consacrati fascisti e militi. Maternamente orgogliosa, l'Opera nazio- nale Balilla di Padova fa oggi all’Italia fasci-_ sta la magnifica offerta di mille camicie nere salde e temprate; mentre la tristezza nostal- gica di dover distaccarsi da questa gioventù florida ed ardente è soverchiata dalla fierezza di poter mettere al servizio del Duce un’altra Legione di giovani pensosi e gagliardi, consa- pevoli e buoni, puri e fedeli, Avanguardisti di Leva ! L' Opera. nazionale Balilla di Padova vi saluta con trepida commozione e per ognuno di voi che passa dalle file delle sue fragranti Legioni ai ranghi armati della santa Milizia vede sbocciare una nuova luminosa speranza. È tutti vi accoglie nel grande suo amplesso, — 110 —
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LXXXV -. LA IV LEVA. FASCISTA LA SFILATA DELLE FORZE GIOVANILI IN CORSO DEL POPOLO DINANZI AL PALCO DELLE AUTORITÀ Fot. Art. A, 27 ApriLe 1990 - vii fd a tutti ripete con affettuoso fervore la sua alta parola educatrice : Niate per onestà, per bontà e per coraggio degni veramente della missione che vi è affidata, per modo che la Pa- tria possa riconoscere in voi i sicurì servitori del Fascismo, le guardie giurate del Duce, i custodi incorruttibili del sacrificio dei Morti ! Tali voi siate, E così Dio vi assista ! Cessati gli applausi con cui vennero salutate alla fine le parole del prof. Sac- chetto, il Segretario federale co: France- sco Mario lesse ad alta voce la formula del giuramento. E dopo che i giovani eb- bero espressa, col più vivo entusiasmo e fra le acclamazioni del pubblico, la loro solenne promessa di fedeltà e di devo- zione, il Segretario federale consegnò la tessera del Partito ad un avanguardista di leva, mentre sulla piazza il milite più anziano consegnava ll moschetto ad altro avanguardista, baciandolo con affetto. Gislon «- Padova Quindi il Console Fraracci pronun- ciò le seguenti parole di saluto : La forte, quadrata Milizia d' Italia vi ac- coglie oggi sotto l'ombra dei propri gagliar- detti, Essa vi consegna il moschetto, in modo che voi siate i fascisti perfetti. In tal modo Ile Legioni si arricchiscono di giovani camicie nere, E proprio oggi, in cui navi potenti, che recano il nome di capitani gloriosi delle Re- pubbliche d’Italia, scendono in mare, auspi- cando alla Patria nuove conquiste, mentre in cielo le aquile azzurre, e in terra l’ombra dei Cesari testimoniano il proseguimento della grandezza di Roma. Avanguardisti della IV* Leva fascista ! Siate sempre fedeli agli ordini del Duce, per li grandezza sempre maggiore del Fascismo e dell’Italia, Vivissimi applausi accolsero le pa- role del Console Fraracci. Ultimata, così, la prima parte della cerimonia, le autorità si recarono in Corso del Popolo, prendendo posto su di = ut
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un apposito palco, eretto dinanzi al pa- lazzo della Cassa di Risparmio, per assi- stere alla sfilata. delle forze giovanili, che avvenne ordinatissima, fra continue manifestazioni di simpatia del pubblico, assiepato lungo la via ed affacciato alle finestre ed ai balconi delle case, adorne di tricolori. Di fronte al portone di bronzo del- l'Ateneo le schiere resero omaggio, con l’attenti a destra, alla memoria dei Go- liardi caduti in guerra e per la causa nazionale. Sul piazzale della stazione ferrovia- ria il corteo sì sciolse e le squadre fecero ritorno alle rispettive sedi. Nel pomeriggio alle ore 15, in forma semplice, ma egualmente significativa, ebbe luogo in piazza Mazzini e pure in presenza di tutte le principali autorità, la cerimonia della Leva dei Balilla. S. E. L'ON. TERUZZI VISITA LA Nel pomeriggio del 6 marzo, alle ore 13.55, proveniente da Roma, giunse nel- la nostra città il generale Teruzzi, Capo di Stato Maggiore della Milizia, accom- pagnato dall'ufficiale di ordinanza. Alla stazione venne ricevuto da S. E. il Prefetto e da un folto gruppo di au- torità. Prestavano servizio d’onore un pic- chetto della 53" Legione M. V. S. N. ed uno della Milizia ferroviaria. Il generale Teruzzi, dopo aver pas- sato in rivista i militi, si recò con le autorità nel salone di prima classe, ove gli fu offerto un vermouth d’ onore. Il Capo di Stato Maggiore della Mi- lizia, quindi, salì in automobile assieme Le delle Avanguardie e Balilla erano state schie-. rappresentanze Legioni rate le une di fronte alle altre. All’inizio della cerimonia il Coman- dante della 179° Legione M. A. chiamò fuori dai ranghi un avanguardista della 82° mente, Centuria, mentre, contemporanea- il Comandante della 179° gione M. B. faceva uscire dai ranghi un balilla. L’ avanguardista si tolse allora le Le- cordelline bianche e le appuntò sulla di- visa del balilla, scambiandosi con que- sto un fraterno abbraccio. Il balilla quin- di baciò il labaro della propria Legione e quello delle Avanguardie. Le autorità, che avevano ammirata la breve e suggestiva cerimonia dai giar- dini della Rotonda, scesero quindi in piazza Mazzini per assistere alla sfilata dei baldi giovinetti. SEDE DELLA LEGIONE M. V. S. N. a S. E. il Prefetto comm. Gulì e al con- sole Giusfredi, seguito dalle varie auto- rità, che presero posto in altre quattro vetture, e sì recò a visitare la nuova ca- serma Benito Mussolini, sede della 58° Legione, in Piazza del Santo. Al termine della minuziosa visita, durata circa un'ora, egli sì è compiaciuto vivamente col console Fraracci per l’or- dine e la disciplina riscontrati e per il ripristino dell’artistico monumento. Riunì poi gli ufficiali e parlò loro brevemente, dichiarandosi soddistatto delle Camicie nere di Padova, la cui passione e fede gli è nota ed è testimo- niata anche dal fervore di opere di cui la loro caserma è un esempio. sa 112 —
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PVI RION LVL RN FLV A ATM 000 MO LA 4 SBATTO OVARO 66 2. V IO SOCIO 96M (024 = ìs 2 EÌ Ei i tH = | sa s = E = u:imaii I_reliltti) 7 Si; i . DAMA La hi DI ni Ù M] | H OS AVVIO TOLTO DEV MO 65 TEL A E IO = [LA VODA FAN CC 4 € mn TATA AVI VV MATA VM OVER ALII e TT E n U_U TTINI) s E tm] Mera = i TIA ili Dia cora ramac RE A it 38 7 n i Mimun tbbb11 Toni — nt "nona &ATr_mn— nn hi îo DD TI IL II MERCATO DEGLI AUTOVEICOLI USATI Il II Mercato degli svoltosi dal 23 marzo autoveicoli usati, al 6 aprile corr. anno nei quartieri della Fiera Campio- naria, è riuscito di gran lunga superiore al precedente ed ha riportato un com- pleto successo. Via Niccolò Tommaseo hanno ospitato un grande e I vasti padiglioni di svariato numero di autoveicoli prove- nienti da varie regioni d'Italia ed i com- pratori, affluiti in grande quantità, han- no trovato un vastissimo assortimento di macchine di ogni marca e tipo. La geniale iniziativa padovana ha cominciato ad avere anche larga eco in tutti 1 grandi centri di produzione. La vendita delle macchine usate è oggi uno dei problemi più importanti dell’ industria automobilistica. Infatti non vha chi non comprenda che tanto meglio saranno regolate le vendite del materiale usato e tanto di più lindustria automobilistica avrà Ii- bero il campo onde poter collocare la propria produzione. Questo commercio che in altre Na- zioni va estendendosi e razionalizzando- sì di giorno in giorno, in Italia è ancora ad uno stato pressochè embrionale, no- nostante si noti un crescente interesse da parte delle nostre industrie, ed un certo sviluppo di organizzazioni private. È qui va affermato che la Fiera Campio- nario di nell’ incremento di Padova, questo importante problema dell’ indu- stria nazionale può ben considerarsi antesignana. che in tema di automobili. smo, nonostante i continui miglioramen- Da noi, fl, siamo in condizione ancora arretrata rispetto a certi centri industriali europei, un commercio razionalizzato di vetture arrecare dei van- Anzitutto esso varrà a divulgare l'automobile tra usate è destinato ad taggi di grande importanza. le persone di disponibilità finanziaria limitata e le cui pretese non sono ecces- sive, popolando di automobili certi cam- pi di attività, come l'agricoltura, il com- mercio, l'artigianato, categorie le quali — 113 —
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in generale devono ancora convincersi che questo mezzo moderno di trasporto va ognora più inteso come il vero stru- mento di lavoro, indispensabile per il successo degli affari. Varrà, in secondo luogo, a dar modo alle industrie auto- mobilistiche — come sì è dianzi accen- nato — di aumentare la loro produzione, selezionando i tipi, sì da accontentare sopratutto coloro che desiderano cam- biare ogni anno il modello della loro macchina. Nel pomeriggio del 28 marzo il Mer- cato degli autoveicoli fu visitato da S. E. il Prefetto che, dopo aver passate in ras- segna le macchine esposte nei padiglio- ni, si eompiacque vivamente. con gli organizzatori. per l’utile iniziativa di così rapida e brillante affermazione. Il mattino del 30 marzo ebbe luogo nei quartieri della Fiera un convegno di commercianti per udire una conferenza dal gr. uff. Guido Faldella, presidente della Sezione automobili, presso la Fe- derazione nazionale fascista dei com- miercianti. Tale conferenza ebbe per oggetto il commercio degli autoveicoli, con particolare riguardo a quello delle vetture usate. Ad essa intervennero anche un folto gruppo di autorità cittadine ed i rappre- sentanti dei vari Automobili Ciub della regione triveneta. La sera del 1 aprile il Mercato fu visitato dal valoroso asso del volante comm. Felice Nazzaro, accompagnato dal sig. Siciliano, dell’ Ufficio Stampa e Pubblicità della /iat. Sulla riuscita del Mercato possiamo dire che le macchine intervenute asce- sero complessivamente a 412 di cui 305 , ‘ per automobili, 62 veicoli industriali e 45 motociclette. I visitatori affluirono in numero di 5800 dalle Tre Venezie e di 3750 dalle altre regioni. In quanto ai prezzi, nel mentre si potè osservare una lusinghiera unifor- me diminuzione per opera dei commer- cianti, si rilevò invece nei privati un’in- comprensibile resistenza sul prezzo ele- vato, che naturalmente riesce di ostacolo alla conclusione degli affari. Sarà, pertanto, opportuno che il competente organo Corporativo emetta, l’ avvenire, una guida dei prezzi, come in altre Nazioni. Le richieste e le vendite interessa- rono in massima parte le vetture uti- litarie. Scarso fu il collocamento delle mac- chine di grossa cilindrata o di marca estera. Qualche acquisto di macchine di vecchio tipo, per trasformazione dei mo- tori a scopo industriale, sta a denotare anche un'interessante utilizzazione delle auto usate anche-in questo campo. Notevole lo scambio di macchine fra commercianti, determinato da parti- colari esigenze automobilistiche della clientela nelle varie regioni. Per quanto riguarda la necessità di assicurare un crescente sviluppo a que- sti generi di Mercati, destinati a conse- guire posti di primaria importanza nel vasto campo commerciale, siamo certi non verranno meno in seguito un mag- giore ed attivo interessamento da parte dell’ industria automobilistica ed un’ at- tiva e continua propaganda del Reale Automobil Club a mezzo di riviste e periodici. — ll4d —
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L'INAUGURAZIONE DEL NUOVO ORGANO DELLA BASILICA DEL SANTO L'organo della Basilica di S. Anto- tali dal fondale concavo, (primo tipo del nio, opera grandiosa e forse la più per- genere) che racchiude oltre le 3 tastiere fetta del compianto ed illustre artista e la pedaliera, tutti i congegni pneuma- Carlo Vegezzi Bossi dì Torino, deterio- tici ed elettrici dello strumento. rato, speciamente nella parte meccanica, dal lungo uso, non si prestava più alle esigenze del ser- vizio liturgico - artistico a cui è adibito il possente coro di circa 100 cantori della Cappella musi- cale antoniana. Per questo ed in previsione delle grandi funzioni pel VII Centenario della morte del Taumaturgo, la Presidenza della V. Arca del Santo, sempre sollecita ed oculata sostenitrice del decoro religioso ed artistico della Basilica, decideva la radi- cale riforma del grande organo, ‘affidando il lavoro delicatissimo di rifacimento e di miglioramen- to, pur mantenendo integralmente la parte fonica dello strumento, al cav. Vincenzo Mascioni di Cu- . vio, artista modesto ed eletto, i lavori del quale hanno varcato le Alpi, e che già nel Veneto e nella nostra città s'era affermato bril- lantemente con meravigliosi stru- menti, fra i quali l'organo dell’ Istituto musicale C. Pollini (a 3 manuali). Iniziati i lavori di smontatura del vecchio organo nello scorso dicembre, alla fine di marzo, il nuovo organo inì- ziava la sua nuova attività nelle auguste volte della Basilica. Il nuovo organo è dotato di una mi- rabile consolle del peso di circa 20 quin- nam > ‘>: s° ] J LXXXVI - IL NUOVO ORGANO DELLA BASILICA DEL SANTO VISTO NEL SUO COMPLESSO 6 Aprinn 1930 - vni In essa si mirano allineati in per- fetto ordine n. 156 placchette, n. 15 registri meccanici, n. 89 pistoncini, n. 10 pistoni, sussidiati a loro volta da 3 staf- fe, da 10 piccoli fari luminosi per le se- gnalazioni e circolanti le tre tastiere. Le canne sono in n. di 4189. L'aria, fornita da 2 ventilatori azionati da un unico motore, si riversa in 10 mantici, — 116 —
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dei quali uno speciale per le voci corali racchiuse in cameretta riservata e Sì suddivide in 5 pressioni diverse. Dolce per la famiglia dei flauti, flauto a cami- Ilipagtine DI TRALIALGLIRAAARAREA AAA AAA AAA LXXXVII - LA CONSOLLE DEL NUOVO ORGANO DELLA BASILICA DEL SANTO ‘6 Apriue 1980 - vit netto, flautò di salice, flauto traversiere, calma pei ripieni, frizzante per le viole, ampia per la basseria, sforzata per il clangore della tuba mirabilis. L'inaugurazione del nuovo organo ebbe iuogo solennemente nel pomeriggio del 6 aprile, dominato dall’ arte magi- strale di Oreste Ravanello, nella vasta navata di S. Antonio, gremita d’ una folla di invitati e di pubblico. Il mirabile ausilio della liturgia cat- tolica si è dimostrato in tutto risponden- te, per la levigata sonorità dei timbri, per la sfumata delicatezza dei coloriti strumentali, alle necessità delle musi- che più varie, onorando, insieme, l’in- dustria nostrana e la iniziativa della Veneranda Arca del Santo per la risoluzione dell’annoso pro- blema organistico del maggior lempio cittadino. Della complicata meccanica del nuovo strumento, moderna- mente aggiornato ai minimi det- tagli della più recente tecnica organaria, e del lavoro di rinno- vamento e di quasi completa tra- sformazione a cui esso fu sotto- posto, fu già qui riferito in precedenza, largamente Non ci rimane che aggiungere che il programma scelto dal comm. Ravanello era il più op- portuno per porre in completa efficienza le qualità foniche del nuovo organo e in pari tempo, per far rifulgere di nuova luce le grandi risorse dell’arte insigne dell’illustre maestro concittadino. La fastosa archittetura di una Fuga bachiana (in mi bemolle), di cui il Ravanello disciplinò con mano sicura l impeto maestoso, le ri- correnti melodie di un Concerto di Haendel (n. 1 in sol) fiorenti attraverso ii tumulo delle multiple armonie, la asta effusività di una Toccata di B. Marcello trovarono nell’interprete ade- guata aderenza alla classica linearità del loro stile severo. Le stesso Ravanello — successive composizioni dello un’Adorazione in la bemolle, una Pastorale e un’ impo- — 116 —
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nente Finale su Lauda Sion — diedero, quindi, occasione all'esecutore di ricava- re dalla tastiera della monumentale con- solle i più raffinati effetti di sonorità sfumate e di coloriti pittoreschi, man- tenuti da una nobile ispirazione, nell’at- mosfera di una mistica musicalità. Dl pubblico, tra cui erano presenti i rappresentanti delle maggiori autori- tà civili e militari, seguì l'audizione con religiosa attenzione, lasciandosi tra- sportare al fervore d’un lungo applauso dopo la suggestiva Adorazione rava- nelliana. LA DISTRIBUZIONE DEI LIBRETTI DI PENSIONE AGLI AGRICOLTORI DELLA PROVINCIA La celebrazione della festa del la- voro, nella ricorrenza del Natale di Roma, si è effettuata quest'anno con la distribuzione dei libretti di pensione ai lavoratori agricoli della nostra provin- cia che hanno compiuto il sessantacin- quesimo anno di età. La cerimonia attraverso cui si è avuta ancora una prova dell’ amore e dell’ interessamento particolari che il Duce ed il Fascismo nutrono ed eplica- no a vantaggio del nostro popolo, specie quando si tratta di tutelarne i diritti, di assicurarne l’ avvenire o di assisterlo affettuosamente nella sua quotidiana fatica, s1 svolse nella sala del Teatro Garibaldi, con l'intervento di tutte le principali autorità cittadine e di mol- tissimo pubblico. Sullo sfondo del palcoscenico ave- vano preso posto il labaro della Federa- zione provinciale fascista, e numerose bandiere e gagliardetti dei Fasci della provincia, delle Associazioni di guerra e patriottiche, delle Organizzazioni sin- dacali e degli Istituti di istruzione. Primo a prender la parola fu il Vice - Prefetto comm. Menichella, che così sì espresse: Signori, Der graditissimo incarico di .S., E, il Pre fetto, assente, prendo la parola in questa occasione solenne della consegna’ dei cento- quattro libretti di pensione ai. lavoratori agricoli, silenziosi e benemeriti, allo SCOpo di mettere in rilievo il particolire significato che ad essa attribuisce il Governo nazionale, Cerimonia doppiamente solenne perchè costituisce nella sua semplicità ed essenza la valorizzazione di una delle più importanti attività economiche e socizli, mai con. passati Governi così intensamente curate come ora, e pel significato morale, come dimostrazione del sistema legislativo espresso dal Regime fascista, pe O La legge 21 aprile 1919 n. 606; la Legge 30 dicembre 1923 n. 8154, la Legge 13 dicem- bre 1928 n. 2900, la Carta del Lavoro al Capo XXVII, sotto il titolo di assistenza, istruzione, educazione, costituiscono il complesso orga- nico del sistema assistenziale e previdenziale del Regime, Mentre però nella prima legge del 1919 ii concetto assicurativo viene categoricamente affermato, è solo con la legge fascista del 31 dicembre 1923 che il sistema dell’assicurazio- ne contro l’invalidità e la vecchiaia ha il suo pieno svolgimento, con specialissimo riguar- do ai lavoratori agricoli ed alle quote inte- grative dello Stato. Ed il sistema è tale, che può dirsi con legittimo orgoglio, che supera le provvidenze escogitate da qualsiasi altra legislazione degli Stati moderni, I termini delle disposizioni legislative sono ben noti e sarebbe superfluo riportarli, Basti dire che con 240 contributi quindicinali di assai tenue importo, il lavoratore, dopo pin DEL, n
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dieci anni, all’età di 65 anni, acquista il suo diritto a pensione, ed in caso di invalidità, anche prima degli anni 65, purchè abbia ver- sato 120 quote quindicinali, ossia dopo soli cinque anni dalla assicurazione. Lo Stato integra con una quota annua le singole pensioni, Ma dove più specialmente si afferma in pieno e si perfeziona il regime delle quote, è con la legge 13 dicembre sopracitata, in virtù della quale le pensioni operaie e agricole po- tranno raggiungere anche le lire 3500, quando l'operaio resti assicurato dai 15 ai 65 anni, col riconoscimento del servizio militare e del periodo di malattia, come utili agli effetti della pensione, Questa è così notevolmente anmentata in rapporto a quanto stabilivano il vecchio de- creto 21 aprile 1919 e la legge 30 dicembre 1923. sopracitati, Ma vi è di più. La legge del 13 dicembre 1528 stabilisce anche che la pensione venga aumentata di un decimo per ogni figlio in- feriore ai 18 anni, ed appunto qualcuno dei centoquattro lavoratori quì presenti si bene- ficiano di tale disposizione, In tal guisa: infortuni, validità e vec- chiaia, malattie professionali, disoccupazio- ne, assicurazione contro la tubercolosi, lav. viamento alla assicurazione generale contro tutte le malattie. enunciato nel Capitolo XXVII della Carta del Lavoro, ritenuta fonte di diritto, anche in pendenza dell’apposita legge, costituiscono per il carattere legale ed obbligatorio, il complesso delle provvidenze dello Stato fascista a favore della classe ope- ‘alia in genere e dei lavoratori agricoli in ispecie. Ed il sistema delle provvidenze legi- slative è tanto più meritorio in quanto al- l’armonica sua costruzione corrisponde un reale interessamento delle masse e di organi per la sua applicazione, A questo elemento pratico si saggia la bontà del sistema, La discontinuità del lavo- ro agricolo, la possibilità che lo stesso lavo- ratore trovi altra occupazione durante gran parte dell’ anno, costituiscono peculiari diffi- coltà per lo intensificarsi di tali forme di pre- videnza, Ma col sistema corporativo fascista, inquadrati datori di lavoro e lavoratori, mercòè il vivace interessamento dei propri organi sindacali e rappresentativi, la diffi- coltà che in qualunque altro regime è insu- perabile, viene eliminata e sempre più sarà eliminata in regime fascista, laonde non è eccessiva presunzione l'affermare che non è lontano il giorno che la gran massa dei lavo- ratori agricoli godrà in pieno delle provvi- denze del regime, e mercè la provvida ed encomiabile assistenza del benemerito Istituto delle Assicurazioni sociali, in ogni famiglia dei rurali d’Italia, la vecchiaia onesta e labo- riosa sarà rallegrata dal libretto di pensione, ed un raggio di commovente riconoscenza sì eleverà, come oggi sì eleva dai cento pensio- nati quì presenti, alla benefica figura di quel Grande che ha uno sguardo ed un pensiero per ogni classe di cittadini onesti e laboriosi, che, nel lavoro, portano il loro contributo a quell’Italia che Igli vuole e che sarà sempre più grande, più radiosa e più rispettata, Il discorso del comm. Menichella venne alla fine calorosamente applau- dito. Seguirono, quindi, il Segretario fe- derale co: Francesco Mario, che rivolse agli agricoltori un cordiale saluto a nome del Fascismo padovano, e l’on. Alezzini che, a nome dell’Unione pro- vinciale fascista degli agricoltori, porse un deferente ringraziamento alle auto- rità intervenute alla cerimonia ed esortò alla riconoscenza profonda ed illimi- tata verso il Duce gli agricoltori bene- ficati. | La breve e significativa cerimonia ebbe termine con la distribuzione dei libretti di pensione, che avvenne fra continui applausi ‘del pubblico. Vibranti manifestazioni di giubilo e di gratitudine ebbero anche luogo da parte degli agricoltori premiati, che vi- dero in questa nuova forma di previden- za e di assistenza creata a loro favore dall’affettuosa e paterna benevolenza del Duce verso le classi lavoratrici, un giusto riconoscimento dei loro diritti ed una giusta valorizzazione delle loro fatiche. | su DR
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LA VISITA DEI MUTILATI ALTO ATESINI A PADOVA Il mattino del 29 aprile sono giunti a Padova, ospiti della locale Associa- zione dei Mutilati ed Invalidi di guerra, quattrocento Mutilati alto-atesini, accol- ti con festose accoglienze dai camerati c fatti segno a vibranti manifestazioni di simpatia da parte dell’ intera citta- dinanza. Accompagnati dal comm. Adriano Mari, Segretario generale dell’Associa- zione nazionale, dall’on. Vittorio Dalla Bona, Presidente dell’Associazione alto- atesina e dal cav. Depretto, Presidente della Sezione di Bolzano, sfilarono per le vie della città, vestiti dei loro tradi- zionali costumi, e preceduti dalla pro- pria musica. Frano gli stessi che quasi due anni or sono furono ricevuti a Roma dal Duce del Fascismo, a cui si recarono a porgere l'omaggio deferente e devoto della loro più viva e sincera riconoscen- za per l’organizzazione della loro Asso- ciazione, che permise loro di essere con- siderati alla stregua dei fratelli italiani, essendo venuti ad appartenere alla stes- sa Patria di cui accettavano l’idea e la bandiera, e per le numerose opere di as- sistenza spiegate in loro favore. Dopo aver deposto una corona di alloro sul portale di bronzo della R. Uni- versità, in omaggio alla memoria dei Goliardi caduti in guerra e per l’ideale fascista, i Mutilati si recarono in visita alla Basilica del Santo, dove assistero- no ad una Messa solenne. Prima della Messa il Rettore della Basilica, padre Peroni, rivolse loro vi- branti parole di saluto, incitandoli ad amare la Patria che li accoglie mater- namente e li chiama suoi figli; a rispet- tare le autorità costituite; ad amare il Governo italiano che ha riconosciuto 1 loro diritti. Disse anche come debbono impara- re ad amare l’Italia, questa bella terra; imparare la lingua italiana, la lingua di Dante, la lingua che i tedeschi im- parano molto volontieri, che chiamano una musica, la lingua che il grande poe- ta tedesco Ghoete amava entusiastica- mente. Esortò ì mutilati delle terre redente a deporre, se ancora ve ne fossero, ran- cori e antipatie di razza poichè anch'essi appartengono all'Italia, sono dentro dei nostri confini e camminano all’ ombra del tricolore. Li invitò a promettere di- del fratelli della loro Patria e terminò col- nanzi alla tomba Santo di amare i l’invocazione del Poeta: Stam fratelli, siam stretti ad un patto, sciagurato co- lui che linfrange. | Dopo la Messa ebbe luogo un ban- chetto allo Storione durante il quale re- gnò un perfetto cameratismo e si inneg- giò entusiasticamente al Re, al Duce ed all'Italia. Alle ore 15 i Mutilati si all’Università, dove il prof. De Marchi, recarono a nome del Rettore, rivolse loro le se- guenti parole: In nome del Magnifico Rettore, assente, lo l'onore di porgervi il cordiale saluto del- l’Ateneo Veneto. L'Ateneo è il tempio della scienza, ma è il tempio anche di ogni ideale e nessun ideale è più alto del dovere compiuto con sacrificio, L'Università di Padova, per se- colare tradizione, ha vincoli stretti con le
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LXXXVIII - LA VISITA DEI MUTILATI ALTOATESINI A PADOVA IL GRUPPO DEGLI OSPITI DINANZI AL PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA IN PIAZZA DEI SIGNORI Fot, Art, A, Gislon - Padova 29 Aprine 1980 - vin vostre Alpi e con le vostre Valli dalle quali, come dimostrano molti degli stemmi che ador- nano questa sala, sono scesi numerosi inse- gnanti ed allievi che qui hanno appreso ad apprezzare ed amare la lingua italiana, Di questo legame con liv vostra bella Provincia l’Università di Padova è profondamente con- sapevole ed infatti uno degli scopi che i suoi laboratori scientifici si sono proposti in questi ultimi anni è appunto quello di venire a stu- diare dal punto di vista fisico, dal punto di vista umano ed economico le vostri campi, i bisogni vostri. Tornando al vostro paese dite ai vostri fratelli ed ai vostri figlinoli che vengano qui numerosi per avviarsi ad una più rigorosa coscienza del dovere, dell'educazione e dello spirito che avranno accoglienza cordiale e paterna dagli studenti, vostre valli, i insegnanti e fraterna dagli AI prof. De Marchi, che fu applau- ditissimo, l'on. Dalla Bona così rispose : Illustre professore ; il saluto che voi avete voluto portare ai mutilati di guerra delle valli altoatesine ha profondamente commosso 1’ a- nimo di questi camerati che sono scesi nella città di Padova-e si sono accostati stamane all’altare del Santo per fare una promessa, Non è senza un'intima commozione che io, figlio della terra trentina, vi dico tutta la gratitudine di questi nostri confratelli, e dico intima commozione, perchè mi ricordo che il mio bisavo, il mio avo ed un mio fratello, rarcato il confine, vennero fra le mura di que- sto tempio di gloria e di scienza per appren- dere la lingua della Patria, la scienza della Patria, Voi avete portato il saluto del Magni- fico Rettore di questa gloria italiana, Dite a lni che i mutilati di guerra dell’alto Adige sono degni di questa speciale attenzione per- chè essi sono entrati nella famiglia dei mutilati d’Italia per servire la Patria, la loro Patria, la nostra Patria, Dite al Magnifico Rettore che anche in questa città essi oggi compiono un rito : un rito che sta nella promessa di con- — 120 —
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tinuare a servire la Patria così come lo hanno promesso al Duce in Roma ed al loro Capo Carlo De Croix. Vogliate farvi portavoce di questi nobili sentimenti dei mutilati altoate- sini presso il Magnifico Rettore, Anche l'on. Dalla Bona fu salutato, alla fine del suo dire da vivi applausi. Dall Università i Mutilati si recaro- no in visita ai vari monumenti cittadini e dopo la cena furono ricevuti nella Casa del Mutilato in Piazza Mazzini. Mutilati padovani ed un folto stuolo di autorità. L'ingresso di S. E. il Prefetto fu salutato da una entusiastica acclamazione e dal Ivi erano ad attenderli ji canto dell'inno al Duce, eseguito dai cori d'ell’Associazione. Ristabilitosi il silenzio, l’ing. Carlo (riffey, Presidente dei Mutilati pado- vani, pronunciò le seguenti nobilissime parole di saluto, vibranti di amore e di fede: Eccellenza — In questa casa dedicata alla Vittoria, che è una certezza, non alla Pace, che è una promessa, votata al Dolore che è un Dio, non alla Pietà che è la sua ombra, sarete lieto di constatare, con la fede di chi parteci- pa ad un rito, che nomini, che portano nelle carni i segni profondi della meravigliosa tragedia, ancora una volta ripeteranno nel misterioso raccoglimento dei loro cuori il sacro giuramento di fedeltà alla Patria, al Re, al Duce. Onorevole e valoroso Vittorio Dalla Bona e fratelli Altoatesini ! con la più forte commo- zione vi porgo l’affettuoso saluto dei compa- gni padovani, Fraterno saluto perchè il dolo- re e il patimento hanno lo stesso volto presso tutte le genti, perchè le lacrime sono come le stille di pioggia, uguali sotto tutti i cieli. Noi vi accogliamo con le canzoni perchè il sacrificio non piange, ma canta come in guerra si lodava la vita per far dispetto alla morte, E tu Adriano Mari porta la nostra voce a Carlo Del Croix, Nessuna voce gli giungerà più cara di questa che parte dal ad’ Italia, popolo ‘Quindi l'on. Dalla Bona, dopo aver sentitamente ringraziato le Autorità, i Mutilati e la cittadinanza padovana per le affettuose e cordiali accoglienze rice- vute, così disse: E io vi assicuro camerati di questi ’adova. che nostri fratelli meritano questa consi- derazione perchè essi hanno saputo porre il punto fermo a tutte le menzogne che tende- vano a svalutare la Patria nostra, a svalutare quella giustizia e quella equità che il Governo nazionale ha restaurato nei loro confronti. Essi hanno saputo con un monito severo far xì che il loro credo varcasse le frontiere e di- cesse al di là della frontiera verità, quale era la L'oratore ha quindi ricordato il ma- gnifico plebiscito degli altoatesini duran- te le ultime elezioni politiche: ha affer- mato che incancellabile rimarrà in loro il ricordo di queste giornate venete ed infine ha così concluso : Camerati di Padova ! Ricordate nostra visita, ricordate questi mutilati che sono stati dall’ Associazione conquistati alla Patria; ricordate che Carlo Del Croix ha sa- puto fissare e indirizzare l'Associazione colla sua opera santa in quelle Provincie; e a Carlo Del Croix i mutilati altoatesini inviano da questa sede il pensiero della loro piena devo- zione; al Duce rinnovano fa promessa di es- sere soldati anche in pace per PItalia, per le fortune della Patria. questa Le parole dell'on. Dalla Bona furono accolte da un'imponente ovazione. Dopo un riuscitissimo trattenimen- to musicale, durante il quale furono rafforzati con continue manifestazioni di fraterno affetto i vincoli di solidarietà c di colleganza, gli ospiti graditi fecero ritorno con treno speciale alle rispettive sedi, serbando nei loro animi grato ricor- do della gita compiuta e delle accoglienze veramente ospitali ricevute dai camerati e dalla città di Padova. 49 —
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L’AERO CLUB DI PADOVA NELL’ATTUALE FORMAZIONE E NELLE SUE NUOVE ATTIVITA’ Nel nostro numero Gennaio - Feb- braio 1929 abbiamo pubblicato notizie di questo importante Ente ciitadino sotto il titolo: L’Aero Club di Padova nel suo I° triennio di vita. Nelle tre pagine erano passate in ri- vista le vicende del sodalizio dalla sua fondazione, 21 Marzo 1926, sotto il nome di Associazione Aeronautica di Padova, trasformatasi, 10 Dicembre stesso anno, per l'avvenuta costituzione del Reale Aero Club d’Italia con sede in Roma, in dero Club di Padova, - e le sue attività svolte nel triennio. ‘Nella predetta nostra pubblicazione era detto anche che, in seguito alla rico- stituzione o riforma del R. Aero Club d’Italia, avvenuta al principio del 1929, lallora Consiglio direttivo dell'A. C. di Padova, aveva presentate le dimissioni ed era stato sostituito da un Commissa- rio straordinario. Del nuovo breve periodo di vita dia- mo ora riassuntive notizie. Il R. Aero Club d’Italia, sotto le direttive e l im- pulso del Ministro d’Aeronautica, S. E. il Generale Balbo, sortì una radicale tra- sformazione in vero Ente civile parasta- tale, intimamente collegato coll’ Aero- nautica militare, e costituito su larghe basi con vasto programma aeronautico di alto carattere e di importanza na- zionali. Appunto perciò, per il suo riordina- mento e per l’ effettuazione del nuovo programma, la direzione fu affidata ad un Commissario straordinario, nomina- io dal Ministero stesso nella persona del Colonnello Liotta, valoroso pilota di guerra, colto ed energico ufficiale supe- riore dell'Aviazione militare, che, coa- diuvato da altri Commissari e da un Se- gretario, sig. Carlassare (che è anche il Direttore del giornale Le Vie dell’Aria, d’ Italia), compilò i nuovi regolamenti ed, in base organo ufficiale del R. A. ©. ad essi, ordinò la costituzione e nominò i reggenti delle Sedi provinciali del R, A. C. d'Italia. Sommariamente l’organizzazione ha queste linee principali: Sede centrale a Roma, Sedi provinciali in ogni città ca- poluogo; sedi di Uffici regionali in alcu- ne città. Quest’ultimi hanno il compito, temporaneo, in rappresentanza ed in col- legamento della Sede centrale di prov- vedere alla costituzione dei Club pro- vinciali. Per questi vengono in un primo tempo nominati dei Commissari straor- dinari che formano i Direttori, e, dopo raggiunto certo numero di soci e certe condizioni provvedono, sempre per il tramite dell'Ufficio regionale, alla costi- tuzione dell’Aero Club provinciale dietro la nomina delle cariche relative. Padova oltre che, naturalmente, a Sede provinciale, ebbe 1 onore d’ esser scelta anche a Sede di Ufficio regionale. Ne venne nominato Commissario straordinario il dr. Antonio Rasi, com- battente e valoroso tenente pilota avia- tore, decorato di una medaglia d’argento, due medaglie di bronzo e due croci di
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guerra, che costituì l'ufficio composto dei delegati: Ten. Col. Graziani cav. uff. Ettore, combattente, pioniere pilota aviatore, decorato della Croce di guerra, che fu anche Coman- dante del Campo d’a- viazione del Comando Supremo, delegato pure presso la Commissione sportiva centrale; Ca- pitano Pozzi cav. Guido, combattente, pilota aviatore decorato di Croce di guerra; Capi- tano Colbacchini Rag. Daciano, combattente, pilota aviatore che fa Comandante la Scuola da Caccia di Lonato Pozzuolo; Ten. Brunello Balbi Gastone, combattente, pilota a- ing. AprriLe 1980 - vin viatore decorato di Croce di guerra; e del Segretario sig. Roberti co: Mario. Ed in seguito venne costituito il Direttorio dell’Aero Club prov. come segue : | Commissario straordinario Rasi, Capo Sezione Aviatori Colbacchini, Capo Sezioni Aderenti Brunello, Delegato Sportivo (Graziani, Segretario Roberti, Economo C'assiere dr. cav. De Benedetti Gino, Revisori dei conti ing. Levi Cases Armando e prof. Balbino del Nunzio, Commissione di Volo Col. pilota cav. Roberti di Castelnuovo nob. Francesco, Colbacchini, Brunello. L'Aero Club di Padova, dopo, un periodo iniziale di organizzazione sl è sistemato da qualche tempo in una pro- pria sede veramente decorosa e bella nel palazzo della Cassa Nazionale infortuni, ‘ex Sede della Cassa di Risparmio, in via Cesare Battisti n. 51, piano terra, di cui LXXXIX -. LA NUOVA SEDE DELL'AERO CLUB DI PADOVA SALA DELLA PRESIDENZA Fot. Art. A. Gislon - Padova riproduciamo le fotografie di due sale, come si vede, artisticamente decorate e mobiliate. Il nome d'onore dato all’Aero Club (ogni A. C. Prov. deve portare il nome di un valoroso Caduto in servizio del- l'aviazione in guerra) è quello di Mariano D'Ayala Godoy, ‘Tenente osservatore d’ aeroplano, decorato di una medaglia d’argento e tre di bronzo, ardimentoso e bravo, caduto in un infortunato ritorno al Campo di Padova, dopo aver eseguito un bombardamento notturno sulle linee nemiche (Levico) il due febbraio 1918. Esso era nato a Padova, figlio del valoroso Generale D'Ayala e della Con- lessa Paolina Giusti, e quindi nipote del nostro Podestà Co: Giusti,
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Non molto può fare un Ente in un periodo di formazione; ma il nostro non ha mancato di continuare le sue tradi- zioni di sana ed utile attività con propa- XC - LA NUOVA SEDE DELL’AERO CLUB DI PADOVA SALA DI CONVEGNO ApriLe 1930 - vin ganda colturale, pubblicazioni, proiezio- ni di films aviatorie, di cui una, effet- tuata recentemente, attirò per tre giorni al Teatro Casalini numerosissimo pub- blico: patrocinando organizzazioni avia- torie con apparecchi civili che, l’ anno scorso, in occasione della Fiera, traspor- tarono in voli sopra la città e la regione Hot. Art. A, Gislon - più di 1000 passeggeri, e che quest'anno saranno ancor più intensificati con ap- parecchi di vario tipo, grandi a cabina e piccoli. da turismo; promuovendo la so- stituzione di Sezioni nei man- damenti, ecc. Attualmente il numero dei suoi soci è di oltre 200. I soci sono divisi per categorie: Fon- datori, Benemeriti, Ordinari (quo- ta annua L. 60). Aderenti (quota annua L. 24). Vi è poi la /Se- zione Soci Aviatori alla quale vengono ad appartenere tutti 1 piloti in congedo, ed è appunto in questo ambito che 1 A. C, P. svolge la sua più importante e proficua attività, perchè gli è stato affidato il compito dell’ or- ganizzazione per l’ allenamento dei suddetti piloti. À questo scopo il Ministero dell’ Aeronautica ha costituito presso l'Aeroporto di Padova una Squadriglia di Apparecchi da turismo aereo (A. S. I.) che è comandata dal noto valoroso pilota di guerra (volo su Vien- Padevw na) Capitano Granzarolo, alla quale accorrono piloti in 'con- gedo della Regione. All’attuale corso, ne sono iscritti sinora 72. L'Aero Club, per lo sviluppo del suo grande compito nell’Aviazione naz. ha dell’ appoggio di tutti, Enti e privati, e tutti possono darlo almeno col. bisogno liscrizione a socio in una delle segnate categorie. i +
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creò con generoso impulso una sezione dell’ Unione dei Medici per la resistenza nazionale e fu comandante medico pri- ma del Corpo d’Armata di Verona, poi >” XCI -. IN MEMORIA DEL Pror, LUIGI LUCATELLO S. E. IL MINISTRO ROCCO PRA LE AUVORITÀ INTERVENUTE ALLE ONORANZE 9 Manzo 1980 - vit di tutte Ie Armate mobilitate con il gra- do di maggiore generale ed ebbe la croce di guerra al valor militare. Nel 1920 capo della missione universitaria italia- andò membro e fu eletto na al grande Convegno della celebre Accademia di Medicina di Francia. Vi tenne un discorso in latino, e fu accolto con onore e l'Accademia lo nominò suo socio. Nel 1921 andò a Montpellier come primo delegato italiano al decimo cen- tenario di quella celebre Università. In questa circostanza fu insignito dell’ uf- ficialato della Legion d'Onore. Riorganizzò, quindi, il Consorzio universitario delle Tre Venezie a favore dello Studio patavino. Ma l’opera sua più bella e più gran- de fu la festa del VII centenario all’Uni- versità di Padova, Poco più di tre anni erano decorsi dagli armistizi firmati tra 1 eco delle ‘annonate; non ancora tutte le paci era- no concluse, quando convennero qui in Padova a migliaia italiani e stranieri per onorare il glorioso Ateneo delle Tre Ve- nezie. E per la pri- ma volta, dopo anni, lingue diverse innal- zarono un unico inno alla scienza. Ognuno ammirò l’organizzazione per- fetta curata da Lui è nei particolari più minuti e il;ricordo delle passate glorie universitarie così me- Fot. Art. A. Gislon - Padova ravigliosamente re- vocate lasciò profonda eco nell'animo di tutti. Luigi Lucatello ebbe allora la no- mina di Grande Ufficiale dell'Ordine della Polonia restituta, di membro del Comi- tato di Salute Pubblica d’Inghilterra e di Cav. di Gran Croce della Corona d’Italia, L’opera sua, . simbolicamente più bella, è l'aver fatto fondere, col bronzo dei cannoni nemici, il monumentale portone della R. Università, su cui sono scolpiti i nomi dei Goliardi caduti nella grande guerra. Lasciò molti e pregevoli scritti di ‘arattere scientifico. Il suo husto in bronzo è stato collo- cato in una parete dell’aula in cui ven- gono conservati i cimeli del glorioso Ateneo. La cerimonia, alla quale erano an- che presenti la Vedova del prof. Luca- — 126 —
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tello ed il figlio Giulio, ebbe inizio con un discorso del presidente del comitato per le onoranze sig. Querini, pronunciato nella Sala dei cimeli, all’atto dello sco- primento del busto. Rispose brevemente il Magnifico Rettore prof. Ferrari e, quindi, S. E. il Ministro e le Autorità passarono nell'Aula Magna, affollata di invitati e di pubblico. Dopo la lettura di moltissimi tele- grammi e lettere di adesione alle ono- ranze, trasmessi da ogni dove da alte personalità, amici, discepoli ed ammi- ratori, l’ex discepolo del grande Maestro e presidente del comitato esecutivo, dott. Nino Cttaviani, presentato dal Rettore, pronunciò il seguente discorso comme- morativo : Il rito sì è compiuto. L'affetto ha avuto la sua sanzione, l'ammirazione il suo simbolo, la fede la sua esaltazione, E quasi a chiedere perdono del nostro ardire, quasi a chiedere venia del nostro gesto alla bontà modesta del Maestro, io sciolgo qui, orgogliosamente, nome della coorte dei suoi scolari, il tributo di devozione che a Lui li lega, E nello scio- gliere il pegno, da tanto tempo racchiuso nel cuore, gelosamente, segretamente, mi sia per- messo rivolgermi più direttamente, più inti- mamente ai goliardi presenti. Salutiamolo, goliardi, Salutiamolo come ieri abbiamo innalzato sulle nostre braccia la sua fresca energia, Salutiamolo, come ieri, con il pianto alla gola, abbiamo proteso tre volte al cielo la nuda bara. Luigi Lucatello prende le redini dell’Ate- neo di Padova in giorni oscuri e dolorosi, La guerra aveva sconvolto animi e corpi arrestato studi, fiaccato energie, travolti gli spiriti. Dal calvario della trincea ci si era buttati nel gorgo della vita, E il libro non rispondeva più all'irrequieto animo di chi si era macerato nel fango. Ma il Maestro riordina le file, calma ie turbolenze, da al libro la fiamma dell’idea, tempra il cuore nel culto di una Patria che si rinnova, Così giorno per giorno, ora per ora, Vi- vendo la vita dei giovani. Vivendo la vita no- stra, E quando nel cortile del Bò si strepita, cuando la massa urla, quando noi divampia- mo,la sua figura domina. E noi seguiamo en- tusiasti la strada che Egli ci segna. Sorgono così edifici nuovi e grandiosi dello Studio; sorge così per la scienza tutta una serie di strumenti più perfezionati; viene così data una attrezzatura imponente all’Ate- neo; è possibile così in anni oscuri una lumi- nosa apoteosi del settecentenario, che mostra ad una cittadinanza attonita ed ammirata il quadro di una goliardia esuberante ma com- patta, cui il mondo rende onore ! Ed Egli è sempre quello : il buon Rettore, cui si può rivolgere sempre la parola, in ogni circostanze, per ogni desiderio, per ogni pen- siero, Mai forse più intima, più spontanea sarà la collaborazione fra maestri e scolari. Per questo, abbiamo scritto nella lapide: Pater. Padre! E° qui, in questo nome semplice, in questo appellativo, che parla al cuore, che esprime vin vincolo di sangue e di spirito, di animo e di intelletto, di fede e di amore, è in questo semplice nome racchiusa tutta la vita Ji Luigi Lucatello nello Studio di Padova. Si deve pur dire che noi, come tutti quelli che al mondo debbono ancora dare il contri. buto della loro opera, come tutti quelli che nello vita si agitano, così, liberi da bagagli di interessi e da preconcetti intellettuali, noi anzitutto e sopratutto veneriamo chi è vicino al nostro spirito, chi non si attarda a guar- darci con quell'aria, che vuol significare frutto di esperienza, peso di anni, prudenza di studi. Tu fosti il primo, Padre, a darci la mano, Ma tu per primo non disdegnasti di scendere tra noi, di unire la tua fede alla nostra pas- sione, la tua parola alle nostre urla, il tuo sorriso alla nostra gioia, Ma tu per primo, Padre, fosti con noì nel bene, Ma tu per primo, Padre, ci allontanasti dal male, senza stroncare il nostro cuore, Che tu sia benedet- to. Benedetto per la nostra vita di ieri, di oggi, di domani. Benedetto per i goliardi che sono, e per quelli che verranno, La commovente orazione del dott. Ottaviani fu vivamente applaudita e l'oratore s'ebbe le più vive congratula- zioni del Ministro e di tutti i presenti. La cerimonia ebbe termine con un breve ed ispirato discorso, pure applau- ditissimo, del senatore Maragliano.
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LA VISITA A PADOVA DEI GOLIARDI TORINESI Il giorno 11 aprile furono ospiti gra- ditissimi della nostra città duecentocin- quanta goliardi torinesi, fatti segno a manifestazioni di schietto cameratismo da parte dei colleghi di Padova e di viva simpatia da parte delle autorità e della cittadinanza. Il Gruppo Universitario Fascista diffuse per la circostanza un dettagliato programma della visita, nel quale era anche contenuto un vibrante messaggio di saluto. Subito dopo il loro arrivo, i goliardi si adunarono nell’artistico cortile del Sansovino, presso la R. Università, e quindi si portarono nell'Aula Magna, dove il Magnifico Rettore, prof. Ferrari, rivolse loro affettuose parole. Quindi ‘il Segretario politico del G. U. F. torinese diede lettura del se- guente messaggio affidatogli dal Segreta- rio federale dei Fasci avv. Bianchi - Mina: Ai camerati goliardi di Padova, Il G. U, F. di Torino si intitola ad Amos Maramotti. Egli fu studente nel nostro Poli- tecnico; combattè nelle nostre prime squadre d’ azione e morì all’ assalto di un fortilizio rosso dove le Camicie nere torinesì entrarono, non per distruggere, ma per obbedire al Duce che, da allora come oggi e come sempre sarà, mirava alla ricostruzione della Patria fascista, Il saluto che viene a voi, da noi, camerati padovani, è quello di un G. U, F. compatto, entusiasta, disciplinato e fiero del nome e del- l'esempio di un Caduto fascista torinese che fn anche goliardo, Noi vi mandiamo questo saluto per mezzo di Piero Gambotto, il più giovane tra i segre- tari politici dei Fasci torinesi e membro del Direttorio della nostra Federazione fascista, Ricordiamo la simpatica orma di viva cordialità che i goliardi della dottissima Padova lasciarono pochi mesi or sono in To- rino, e lieti d’essere fra di voi, per tutta la goliardia fascista, che a Torino ha gli stu- denti ai posti di responsabilità. littoria e che darà con il nuovo italiano il dirigente della Patria di domani, vi gridiamo di cuore l’alala augurale per il Fascismo padovano, per il G. U. F. della vostra Città e per le personali vostre fortune. E chiudiamo sempre per il Duce, con il grido dei vecchi fascisti e di noi giovani che siamo degni di loro; per il Duce : A noi ! Terminata la lettura del messaggio, che fu calorosamente applaudito, il dott. Bragagnolo, del G. U. F. di Padova, in. vitò i presenti ed un minuto di racco- glimento in omaggio alla memoria di Amos Maramotti. Quindi gli studenti si soffermarono a visitare la R. Università e nel pomerig- gio si recarono in visita ai vari monu- menti eittadini._ Alle ore 12 giunsero anche gli stu- denti torinesi reduci dalla crociera flu- viale Torino - Venezia ed alle ore 12.30 ebbe luogo nella sede del G. U. F. un pranzo offerto in onore degli ospiti dal Rettorato dell’Università e dalla Fede- razione provinciale fascista. La comitiva goliardica ripartì nella notte alla volta di Torino salutata entu- siasticamente dai colleghi padovani. — 128 —
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XCII - VILLA BOTTACIN A TRIESTE PROSPETTO GENERALE l'Angelo custode di Antonio Zona, la Giuditta di Natale Schiavoni, Interno della chiesa di S. Marco di L. Querena, un /mbarco di emigranti per S. Franci. sco di California di Lorenzo Butti ecc. (*). Ma il Bottacin non sentivasi ancor abbastanza pago dei capilavori, de’ quali era fino allora in possesso; egli ambiva procurarsi - pur sottostando a nuovo grave dispendio - altre opere d’arte che accrescessero pregio alla sua già cospi- cua raccolta. Un artista, assal celebrato, cui ave- va dati i natali nel 1921 la venezianissima cittadina istriana di Pirano, patria di Giuseppe Tartini, Cesare Dell'Acqua, che alla pittura storica ed al ritratto do- veva il lustro del suo nome, aveva atti- rato l attenzione del nostro Mecenate, come l'artista che meglio di molti altri avrebbe potuto colla maestria del suo pennello rendere ancor più bella ed inte- A lui aunque egli pensò di rivolgersi, sugge- ressante-la pinacoteca Bottacin. rendogli anche il soggetto del quadro che avrebbe desiderato, e cioè: #rance- sco Ferruccio sulle mura di Volterra. Come nella scelta del pittore, così nella proposta del tema, fu davvero assai felice il Bottacin; con l’una egli afferma- vasi pienamente consapevole del merito generalmente riconosciuto a tanto arti- sta, con l’altra, rendendo onore alla eroi- ‘a figura del vinto di Gavinana, dava prova, in faccia allo straniero oppres- sore, dei sentimenti italianissimi che albergavano nell'animo suo. Cesare Dell'Acqua, allievo dell’Ac-
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cademia di Venezia, dopo essersi fatto apprezzare coi suoi primi lavori in Ita- lia, erasi portato intorno al 1847 a Bru- xelles, dove la sua arte, sentito l'influsso di Luigi Gallait, continuò ad aver quel meritato successo, che le fu compagno fino alla morte del pittore, avvenuta nella stessa capitale del Belgio l’anno 1904 (?). Al Dell'Acqua, che godeva dunque la stima e la cordiale simpatia del Bot- tacin, veniva affidata nel 1854 l’esecuzio- ne dell’opera, in seguito ad un breve col- loquio che il committente, durante uno dei consueti suoi viaggi all’estero effet- tuati per necessità della sua azienda commerciale, aveva avuto coll’ artista stesso nello Studio tenuto dal pittore a Bruxelles in « Rue Rogier - n. 124 » al- l'angolo della via « du Palais Schaer- beck ». In corso di lavoro il Dell'Acqua ebbe la soddisfazione di un’'ambita vi- sita dell’affezionato suo cliente e sincero ammiratore, visita che gli sarebbe stata rinnovata intorno alla fine dell’ agosto 1855 se gli affari non avessero obbligato il Bottacin, di ritorno dall'Inghilterra, a mutare la direzione del suo viaggio ver- so l’Italia (*). Alla fine di settembre di detto anno il quadro era stato ultimato. L' artista informandone pertanto il Bottacin con sua lettera del successivo 8 ottobre, lo avvertiva anche di avergliene potuto fare, senza ulteriori dilazioni, la spedi- zione per aver rinunziato « al progetto di esporre il lavoro a Vienna » ed ag- giungeva: « Ella, in tal caso, non avreb- be potuto averlo anzi la fine dell’anno; poi il genere della composizione non sa- rebbe stato forse gradito colà » (°). Che il soggetto della tela, raffigu- rante un glorioso episodio militare della lotta aperta per le nostre libertà ancora superstiti nel sec. XVI contro l’invaden- za straniera (‘) non avesse potuto riu- scire gradito all'Austria, che continuava ad esercitare la sua tirannide a danno di tante città italiane pronte ad ogni sacrificio per liberarsi da un’insoporta- bile servitù, ne siamo pienamente con-. vinti. Ben fece dunque il Dell'Acqua a recedere dal preso divisamento che, in luogo di conseguirgli nuovi onori a de- coro del suo nome e della sua arte, lo avrebbe esposto ad una critica la più acerba e disonesta, e forse anco a vili persecuzioni del Governo degli Absbur- go. Del resto il giudizio spassionato che i Belgi più competenti avevano pronun- ciato sul valore dell’opera, che per brevi giorni era stata fatta vedere nel Giar- dino Botanico di Bruxelles, doveva ave- re giustamente lusingato l'amor proprio dell’autore, se nella lettera menzionata egli stesso notificava al cliente che il la- voro « era stato colà accolto con molto favore ed encomio ». Con la medesima lettera il pittore consigliava il Bottacin ad usare, per qualche tempo, speciali cure al suo qua- dro, perchè non ne venissero sminuite per verun motivo le pregevoli qualità della tecnica od alterati gli effetti del colore. E’ assai interessante conoscere, per farci un'idea del carattere dell’arti- sta, il senso nostalgico ch’ egli doveva provare nello staccarsi dalle sue opere, e l’amore col quale egli soleva seguirle. «Io la prego, scriveva il Dell'Acqua, arrivando il quadro, di esporlo per vari giorni all’aria, e di lavarlo spesso con — BI —
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acqua di pioggia anzi che riceva la ver- nice, ciò che potrà aver luogo in sei od otto mesi, allorchè il colore sarà ben asciutto. Collocandolo poi nelle di lei bellissime stanze abbia cura di dargli il più gran giorno possibile. I dipinti per- dono già tanto dalla poca luce, che rice- vono dalle moderne finestre ». E sog- giungeva : « perdoni se insisto con que- ste mie quasi presunzioni, ma noi artisti portiamo alle opere nostre un po’ di af- fezione, e le raccomandiamo altrui co- me farebbe un buon padre in favore di un figliuolo lontano ». Ricevuta la notizia che il quadro gli era stato spedito, Nicolò Bottacin lieto di divenir presto « il fortunato posses- sore d’una delle più belle opere del Del- l'Acqua » s’'affrettava a far pervenire all’artista la somma convenuta per l’ese- cuzione del dipinto e per la cornice re- lativa, in franchi 2800 (7). Con sua lettera da Bruxelles in data 17 ottobre 1855 l'artista ringraziando il Bottacin per la sollecitudine nel versar- gli la somma, esprimeva il desiderio d’essere informato circa il giudizio che sull'opera avrebbe potuto dare la città di Trieste, che nobilmente ospitava tanti ingegni preclari. « Desidero, egli scrive- 7a, e spero che il mio lavoro sia da Lei. gradito e, se vorrà, arrivato il quadro, farmi un cenno dell’ accoglimento : che avrà questa mia tela a Trieste, le sarò Tal Giuntagli l’opera, il Bottacin mani- oltremodo riconoscente festò tosto all’ autore il suo compiaci- (da Trieste, 9 nov. 1855), che qui mì piace mento entusiastico con la lettera riportare, perchè da essa risulta non solo la rara competenza dello scrivente in materia d'Arte, ma anche il suo co- stante e gentile proposito d’incoraggia- re e favorire gli artisti più meritevoli. “« Un vero trionfo per Lei ed una vera soddisfazione per me, scriveva il Bot- tacin al Dell'Acqua, l’arrivo qui del suo quadro. Lo sentirà già da altri e dal nostro Osservatore di ieri, che le mando unitamente alla presente; ma mi è grato con questo suo lavoro Ella ha posto il sug- confermarglielo io stesso, giacchè gello alla sua fama di valentissimo Pit- tore, e spero le sarà apportatore di nu- merose commissioni da chi, più di me,. ha i mezzi di farlo. Che se la mia for- tuna fosse pari al mio amore per le Arti, ed alla mia ammirazione pel raro suo, talento, Ella non starebbe già molto a ricevere da me altra ordinazione; ma così, bisogna che mi accontenti per ora di ringraziarla di cuore per aver posta in mia mano un’opera di cui giustamen- te vado superbo » (°). i L'Osservatore triestino del giorno 8 novembre 1855, ricordato dal Bottacin nella sua lettera, recava appunto in ap- pendice alla prima pagina Varticolo dal titolo: Belle arti, che ora, sebbene siano trascorsi ben settantacinque anni, posso far conoscere testualmente, avendo avu- to la buona sorte di rintracciare tra le vecchie carte Bottacin il numero di quel giornale, nel quale l articolo era stato. pubblicato. Lo riporto qui perchè esso mette in qualche evidenza l’ appoggio che le Arti trovavano allora in Trieste ed esalta, scendendo a particolari mi-. nuti sul soggetto del quadro, il merito artistico e storico che si doveva attribui- re all’ opera pregevolissima: « Quel si- gnore gentile che scriveva alcuni gior- — 132 —
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ni fa sullo stato delle Belle Arti nella nostra città, parlando delle opere del Cameroni soltanto, e diceva a ragione che Trieste chiacchiera poco e paga molto, venga un po’ qui, e vegga per confermarsi nella sua opinione, appog- giata ai lavori d’un solo, quanti artisti d’altre città, e specialmente di Venezia qui trovarono appoggio ed incoraggia- inento, venga e vegga: le Gallerie Sar- torio, Hierschel, Bottacin, Ritter, Boeck- mann, Parente, Revoltella, Fontana e tante altre, e ci ammiri i lavori degli Schiavoni, dei Zona, dei Cameroni, dei Bello, degli Stella, poi dei Valentinis, degl’Inganni, dei Kroff, dei Butti, dei Dell'Acqua, di tanti altri che ora non ci corrono alla mente; incoraggiati tutti con generose commissioni, ad onta del prosaicismo commerciale rimproverato alla nostra città da tanti generosi a pa- role ed a consigli, ma stretti di borsa, mentre gli artisti, oltre che di gloria, hanno bisogno di vivere, e le foglie d’al- loro non nutriscono punto punto. « Queste cose ci ricorrevano alla mente nell’ammirare l’ultimo lavoro qui inviato dal nostro bravo Dell'Acqua, di commissione di quel generoso ed illumi- nato sostenitore dell’arti belle, che è il sg. Bottacin, il quale fu più volte da noi menzionato nell’accennare ai molti e distinti capi d'opera ch'egli rinchiude in quel grazioso suo castelletto; degno ricettacolo d’oggetti d’arte pregevolissi- mi. Consiste quest'opera del Dell'Acqua in un grandioso quadro storico che pre- senta: Francesco Ferruccio che difende Volterra contro le armi di Carlo V° il dì 17 giugno 1530. Ferito gravemente in più luoghi, senza dare tempo che gli fascino le piaghe, si fa portare su d’una sedia’ sui punti più minacciati dal ne- mico, dirigendo le difese, animando i suoi alla pugna e a resistere nel luogo Così tutti gli storici italiani di quell’epoca. ove era già praticata la breccia. « Il distinto artista riprodusse assai bene quest'interessante episodio di quel famoso assedio. « La bella figura del protagonista è lì torreggiante nel mezzo, portato sulle braccia di due uomini torosi, che la so- stengono. La fisonomia è fiera ed espres- siva; sebbene egli sia pallido dai pati- menti e dal sangue perduto, gli fiam- meggiano gli occhi, e colle mani strin- gendo il grande vessillo, col giglio di Firenze nel mezzo, anima i suoi alla re- sistenza. Già alcuni nemici son pene- trati per la breccia, ma gli assediati rianimati li scacciano di nuovo; questo è precipitato dall’alto delle mura, quegli lotta corpo a corpo con un nemico, ed ambedue atterrati sì servono delle mani, delle unghie, dei denti, per offendersi. Un altro che sta per arrampicarsi riceve ed altro è sgozzato, ed è lì in atto di render l’ani- un gran fendente sul capo, ma. Vi sono insomma ben trentacinque figure tutte diverse, tutte disposte in vario atteggiamento, tutte espressive, marziali, animatissime. C'è una vita, un insieme in quella lotta, da farne vera- mente un capolavoro. Le mazze d’armi, gli spadoni, i pugnali, le spingarde, gli archibusi, le accette, le lancie, gli elmi, le loriche, le manopole, armi ed arma- ture, tutto secondo il più stretto costu- me storico dei tempi. Il disegno poi, e il colorito, sono di grande esattezza e verità, come tutti gli accessori, e se — 195 —
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«non. c'inganniamo, ci sembra. questo menda, sono tanti i meriti, da non ram- cuno dei più bei dipinti del nostro Del-. mentarla affatto, per ammirare soltanto l’Acqua. Questo lavoro infatti, senza le molte bellezze che lo adornano ». essere. di soverchio leecato, come dico- . L'anima italianissima di Trieste, no, non è trascurato come in qualche manifestando a mezzo dell’Osservatore altro fu. accusato quell’ artista; ma si la sua ammirazione per il dipinto, che vede dipinto con molto amore e grandi veniva ad aggiungersi agli altri tesori cognizioni storiche e artistiche. Il fare d’arte che adornavano la Villa d’un suo è quello dei suoi passati lavori, imitan-. graditissimo ospite, esultava intima- do la scuola fiamminga, in quanto ha di mente per l'alto onore che il dipinto bello, senza dimenticare la veneta, in stesso rendeva all’eroismo nazionale, cui fece i suoi primi studi, specialmen- magnificando la figura di quel prode te nel colorito. E° questo uno di quei ed indomito capitano, che a Gavinana quadri che formeranno epoca, perchè, £' imolò gloriosamente per la libertà Sebbene non scevro forse da qualche della sua terra. Lurci RIZZOLI (1) Rizzoli Luigi (senior), Nicolò comm. Bottacin, !rieste 1876; Carcassone Achille, Cenni intorno alla vita di Nicola Bottacin, Lrieste 1577. (*) Rizzoli Luigi (junior), IZ Museo Bottacin di Padova, Padova, 1903. (3) Allgemeines Lexikon der Bildenden Kimstler - herausgegeben von U. Thieme und F. Becker, Erster Bama, Lei pzig 1907; Benoezit E., Dictionnaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs, tome I, Paris 1924: Bessone Aurelj Antonietta Maria, Dizionario dei pittori italiani, II ediz. Città di Castello 1928. (') Musco Bottacin di Pirdoviv - Archivio del Museo stesso: Minuti autografa della lettera di Nicolò Bottacin a Cesare Dell Acqua (Trieste 4 sett. 1895). (9) Ibidem, Lettera autografi del Pittore al Bottacin (Bruxelles S ott. 1855). (5) Valori Aldo, La difesa della Repubblica fiorentina, Firenze 1927, pag. 7. () Museo Bottacin - Archivio cit.: Minuta autografa della lettera del B. al pittore ("Trieste 18 ott. 1885). (*) Ibidem, Lettera autografa di O. Dell'Acqua al B. (Bruxelles 17 ott. 1855). (*) Ibidem, Minuta autografi della lettera del B. al Dell'Acqua (Mrieste 9 nov. 1855).
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NOTV - 16 Aprini 1990 - viu dopo la riunione al Caffè Pedrocchi, gli ospiti visitarono la città e i monumenti più noti. Dopo la visita alla Basilica Anto- niana, alla Università e ad altri monu- menti storici ed artistici, gli ospiti del- Club di ore 11.30, sì sono recati alla sede del loca- l'Automobile Hungaria, alle le Automobile Club per il ricevimento in loro onore. Facevano gli onori di casa, il Segretario federale co: Mario, il pre- sidente dell'A. C. di De Lazara, i vice presidenti avv. Bonsem- Padova co: biante e ing. Lugli, il direttore signor Rietti ed altri. Dopo le presentazioni, il Segretario federale porse il benvenuto agli ospiti. U IL GRUPPO DEGLI AUTOMOBILISTI ER MOTOCICLISTI UNGHERESI DINANZI ALLA BASILICA DEL SANTO Fot, Art, A, Gislon - Padova Rispose ringranziando e inneggian- do all'amicizia italo - ungherese il co: De Lazara un gagliardetto dell'A. C. d’Un- gheria e distribuì vari distintivi. Il co: Festetics, il quale offrì poi al co: De Lazara ringraziò dell’omaggio gra- dito e a sua volta offerse un grande distintivo per automobile, dell'A. C. di Padova, e ad ogni automobilista un gagliardetto sociale. Vennero offerti, inoltre, a tutte le signore ungheresi dei mazzi di fiori. Durante il rinfresco che ne seguì, regnò la più grande cordialità e came- ratismo; alla fine il co: Festetics e il dott. Szellnar ringraziarono dell'ospita- lità e si augurarono che gli automobilisti — 138 —
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padovani compiano una gita fino a Budapest. Nel pomeriggio, dopo la colazione allo Storione, gli ospiti si recarono al- l’Università, ove deposero, sul portone di bronzo, una corona d'alloro in omag- gio agli studenti caduti per la Patria. Quindi continuarono la visita della città. Alle ore 17 seguì un thè in loro ‘enore al Circolo Filarmonico Artistico. Durante il signorile rinfresco, letato. al- iniziato al suono degli inni patriottici delle due Nazioni, l'avv. Bonsembiante portò agli ospiti il saluto affettuoso e cordiale del lJ'odestà di Padova, spiacente di non esser presente, perchè chiamato a Ro- ma, e si augurò che i rapporti di sincera da scelta musica ed amicizia siano sempre migliori. A. lui rispose il cav. Vajda, ricor- dando la lotta che l'Ungheria ha soste- nuto e sostiene per la sua indipendenza; e disse che ogni qualvolta si volge dalle rive del Danubio lo sguardo verso la pianura del Po, sentono nel loro animo un avvenire più bello, più promettente e si vede sorgere l’alba della compren- sione e della giustizia. Disse di sentire che qui a Padova il cuore dei magiari batte all'unisono con quello degli italiani per la prosperità delle due patrie, e ter- minò recitando la preghiera nazionale, ascoltata in piedi, che vuole l'Ungheria ‘a nazione libera ed indipendente. Dopo gli applausi l avv... Bonsem- biante offrì al dott. Szelnar un ricordo a nome della Federazione sportiva. Alle 20 tutti gli ospiti si radunarono nuovamente allo Storione, nel. salone Laurenti, e con essi varie autorità. In sul finire giunse pure una rap- presentanza dell'Automobile Club e del Moto Club. Una orchestrina eseguì durante il pranzo uno scelto programma. Giovinezza e VInno ungherese fu- rono ascoltati in piedi fra gli applausi. Poi s' ebbero i brindisi, tutti im- prontati alla maggiore e più schietta amicizia verso l’Italia. Il co: Festetics, presidente dell’Au- tomobile Club d'Ungheria, offrì dei ba. stoni simbolici di comando, in forma di picozze, ricordo della liberazione della terra magiara dai turchi, al sig. Rietti, direttore dell'Automobile Club di Pa- dova, all'avv. Bonsembiante vice pode- destà, al console Fraracci e al capitano Borelli, segretario del Moto Club regio. nale. Nel consegnarli, il co: Festetics inneggiò ai rapporti esistenti fra l’Italia e l Ungheria e ringraziò delle acco- glienze ricevute. IL RAID AUTOMOBILISTICO UDINE - VIENNA - PRAGA 19 - 26 APRILE 1930 - VIII Al raid Udine - Vienna - Praga, or- ganizzato dalle Sezioni del R. Automobil Club di Padova e Trieste, gli automo- bilisti padovani parteciparono con 21 macchine, sulle quali aveva anche preso posto una numerosa rappresentanza del sesso gentile. Il raid era suddiviso in tre tappe: Udine - Klagenfurt (Km. 172) - Klagen- furt - Vienna (Km. 315) e Vienna - Pra- CI — 139 —
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ga (Km. 287). Ebbe la durata di sette giorni, con due di permanenza a Vienna. La Udine, luogo di concentramento degli automo- partenza avvenne da NXCV -. IL RAID AUTOMOBILISTICO UDINE - VIENNA - PRAGA UN GRUPPO DI CONCORRENTI DI PRONTE ALLA SEDE DEL Ri AUTOMOBILE CLUB DI UDINE PRIMA DELLA PARTENZA 19 Aprine 1930 < vin bilisti, il mattino del 19 aprile, di fronte alla sede del R. Automobil Club ed in presenza di una grande folla di sportivi. Prima della partenza i Presidenti dei R.R. Automobil Club di Trieste e Padova spedirono telegrammi di omag- gio a S. M..il Re d Italia, a S. E. Mus- solini, ai Ministri d’Italia a Vienna ed a Praga ed ai Prefetti di Padova e Trieste. Dagli appunti di viaggio di un gi- tante togliamo le seguenti notizie : Il controllo di partenza, in via Mer- cato Vecchio, presso la Sede dell’ Auto- Club di direzione del co: mobile Udine, era sotto la Dal Torso, suo bene- merito presidente, ed affidato a Dobner dell'A. C. di GC, di Trieste e Sagegiori dell'A. lente) Padova, cronometristi. è Le partenze ufficiali per la prima tappa sono incominciate alle 9,15 e si sono protratte fino alle 13 circa. In tutto hanno preso il via 41 macchine di cui 21 di Padova e 20 di Trieste. L'appuntamento era per le ore 17 a Klagenfurt. A Tarvisio ed al Varco Coccau nessuna noia al passaggio di frontiera: e i pochis- simi minuti occorrenti per le pratiche, ridotte veramente al minimo, sono stati resi ancora meno noiosi dalla pre- senza del presidente dell’ Automobil Club di rot. cosa Carinzia sig. Koutnik, che col segretario del Consolato italiano di Villach, Kobald, ed i sigg. Miller e dott. l'echamer dell'A. Club di Villach hanno voluto dare il primo saluto ai parteci- panti, oltre confine. « Attenzione! Tenere la sinistra ». Incollato al « parabrise » mette più di un concorrente in qualche pensiero: l'ordine è per il compagno di viaggio, di ricordare ognì duecento metri questa antifona al conducente; ma giunti a Villach, a quanto sembra, molti sono già maestri di guida « Zinks fahren ». Le Alpi Caravanche limitano a de- stra l'orizzonte e oscurano di un terso azzurro il bellissimo laghetto di Wor- ther dalle rive popolate di ville e di stabilimenti balneari. L'arrivo a Klagenfurt avviene pres- — 140 —
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so il Kàrtner Auto Klub dove siamo gentilmente accolti dal principe Orsini Rosemberg, dal segretario magg. Grasse e dal cons. comm. Trenkwitz. Alle 17 tutti ì con- correnti, meno due, at- tardatisi per incidenti senza conseguenze, ma che giungono più tardi, sono alla metà della prima tappa. Siamo at- tesi alla Sede del Con- solato d’Italia, dove con molta gentilezza il R. dott. Delich, ha offerto un Console, Silvio suntuoso ricevimento. Sono con lui la presi- dente dei Fasci fem- minili signora Palumbo, il vice Console cav. Marini, il segretario del 2! Amuer 198 > vii Fascio ing. Enzo Fidora ed il barone Boyncburg per lA. C. di Carinzia. Durante una cena in comune al- l'Hotel Moser, con pensiero gentile, il dell’A. C. barone Boyncburg, brindando agli A. C. vice presidente carinziano, partecipanti alla gita, ha volutb dare in omaggio due targhe in smalto della sua Associazione. Ha ringraziato per gli ospiti il pre- sidente dell'A. C. di Trieste, ing. De Parente. Fu inviato un telegramma di omag- gio alla Segreteria dei Fasci italiani al- V Estero. La mattina di Pasqua trovò a bordo i nostri sportivi in una giornata del più terso azzurro, che faceva veramente gu- stare le bellezze del percorso lungo le valli del Gurk del poetico castello di Maria Saal e, passando dall’aperta Ca- per rinzia alla boscosa fresca Stiria XCVI - IL RAID AUTOMOBILISTICO UDINE - VIENNA. - PRAGA GRUPPO DI CONCORRENTI IN VISITA AI MONUMENTI DI VIENNA Fot. Cesa Bruck, porta lungo il Muùrz alle soglie del Semmering famoso. Il via venne dato dalle 8 alle 9 e le macchine si seguirono a piccoli initer- valli, dandosi appuntamento per il po- meriggio nella capitale austriaca. La giornata festiva portò una spe- ciale nota di colore locale lungo il per- corso. Dai caratteristici costumi popo- lari della Stiria all’intenso movimento di automobili e - specialmente - di motociclette a due (cavaliere e dama, s'intende) che si incrociano e si incon- trano ferme nei punti più suggestivi, tutto animava di vita e di gaiezza la magnifica autostrada dal Semmering a Wiener Neustadt e di qui, in un invi- tante rettifilo di 50 km. fino a Vienna. co alza
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L’ arrivo a Vienna dei 41 parteci- dalle 13 Fiat, che seguiva la carovana, rese servizi utilis- panti avvenne regolarmente in poi. Il camioncino della NCOVII - I CONCORRENTI NEIL CORTILE DELL'AMBASCIATA D'IPALIA A_VIENNA 21 Aprinue 1980 - vin simi ai gitanti provvedendo alle pic- cole riparazioni delle macchine, durante la fermata a Klagenfurt e assistendo ij concorrenti durante tutto il percorso. Nella serata a Vienna i partecipanti alla gara si sono riuniti per il pranzo all'Hotel Regina e quindi si sono spar- pagliati pei. locali notturni della città. Il 21 aprile prima giornata di sosta a Vienna; i gitanti si sono riuniti alle 9 per una visita alla città a mezzo auto- sì sono recati bus: anche al parco di Schonbrunn, quindi ai vari palazzi del- Molto stato lo stile romano-italico che denota la x la metropoli, ecc. ammirato è profonda influenza esercitata dagli artisti italiani in tutte le epoche sulle archi- tetture di Vienna. Alle 12 ha avuto luogo un ricevi- LI LU RAID AUTOMOBILISTICO UDINE - VIENNA - PRAGA mento alla Legazione d’Italia. Il Diret- tore dell'Automobile Club di Padova sig. Rietti ha letto per la carovana un messaggio del Segretario federale nob. Mario. Ha risposto il Ministro Auriti con un elevato discorso, pren- dendo lo spunto dai rapporti politici amì- chevoli, ristabiliti fra l’Italia e l’Austria, e coneludendo con un ‘cenno sulla funzione ‘politica internazionale ‘delle manifestazioni sportive. Quindi è stato ‘offerto un rinfresco e sono state distribuite molte fotografie delle vedute della Città e di stan personalità illustri. Al ricevimento era- no presenti tutti i Membri della Presidenza dell’ Automobile Club Austriaco: il Pre- sidente Von Straaten; il Vice-Presidente sie. Vagner Jaurek, il Segretario Bayer ed altri. Le accoglienze a Vienna furono af- amichevoli mal: fettuose e quanto ovunque grande cordialità e squisiti atti di gentilezza. Molte amicizie sono state concluse in questi giorni. Fra la comitiva regna il più grande entusiasmo. Un gitante così si esprime al ri- quardo : « Sono stato verso il Kahlemberg, fino al Kobenzl, dove la città allarga i suoi polmoni nel verde della collina. La seconda festa di Pasqua vi condu- ceva i buoni borghesi in cerca di viole, fra ì boschi e le praterie che si rinno- = i —
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vano nel tiepido frihling. Lungo la salita mi insegnarono però che buona parte della folla in movimento si fer- mava nelle cento graziose osterie subur- bane a bere certo vi- netto bianco che pia- ceva a Grillparzer, come fin una lapide murata ricorda. l'utto il mondo è paese. Ma merita la pena di salire al Ca- stello di Kobenzl, se non altro per farsi un'idea della’ vastità della capitale: nel tramonto dalle mille luci che vanno dise- gnando l'immensa città, dal tortuoso Danubio, al Prater, fino - in fondo - al campo di Aviazione «di Aspern dai fari potenti, si abbracciano d’un solo sguardo tutti i 26 distretti, me- glio di quanto si possa ammirare, dalla Torre Eiffel, Parigi notturna. Avevo visto Vienna altre volte: ma stamane, dopo le visité di dovere ai mo- numenti del centro ed una capatina a qualcuno dei molti tesori racchiusi nel Kunsthiistorischen Museum, volli ve- dere un aspetto nuovo della città: fuo- ri, verso la periferia meritano un’ oc- chiata le case operaie, solo in questi ultimi anni volute dall’Amministrazio- ne Viennese. Questi immensi quartieri, di rara eleganza per lo scopo cui mira- no, danno una idea tale di buon gusto e di allegria, di comodità e d’igiene, che si deve dare grande merito al Comune di Vienna. Di 60.000 appartamenti che dovranno essere costruiti entro il 1932, già 35.000 sono abitati. E non è poco, anche se Vienna ha quasi 2.000.000 di abitanti. XCVIII - IL RAID AUTOMOBILISTICO UDINE - VIENNA - PRAGA 1 CONCORRRNTI DEPONGONO UNA CORONA D'ALLORO SULLA TOMBA DRL MILITE IGNOTO A PRAGA 28 ApriLe 1980 - vir Fot. Cesa Verso sera presso la sede dell’Au- tomobile Club austriaco ha avuto luogo un ricevimento ufficiale. Sono interve- nuti anche il Ministro d’Italia, Auriti, il Console generale, i membri del diret- torio del Fascio, moltissime personalità della colonia Italiana e della società Austriaca. Il Vice-Presidente dell'Automobile Club austriaco, Wagner Jauregg, a no- me Der famiglia, del Presidente Van Straten ha italiano tutto assente per motivi di espresso al R. Ministro il suo compiacimento per poter ricevere un così grande numero di membri degli Automobile Clubs di Padova e di Trie- ste, fatto questo che determinerà una maggiore reciproca conoscenza, con grande vantaggio dei rapporti dei due paesi che hanno in comune tanta arte
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e tanta bellezza. L'oratore ha concluso augurandosi di poter rivedere durante quest'anno gli sportivi italiani a dimo- strazione che l'avvicinamento ha dato i suoi buoni frutti. Il R. Ministro Auriti ha ringraziato, augurando che la rinnovata amicizia politica abbia ad esplicarsìi anche nel campo sportivo, onde intensificare sem- pre più la cordialità dei rapporti esi- stenti. Al termine di ogni discorso la musica ha intonato tra vivissimi ap- plausi la Marcia reale italiana, Giovi- nezza e l Inno austriaco. De Parente di Trieste, presidente della Com- Ha poi preso la parola l ing. missione sportiva di quell’Automobile Club, per ringraziare della ospitalità dell’accoglienza dimostrata agli. italiani dal Club austriaco ed ha espresso il convincimento che le parole del Ministro Auriti troveranno la loro realizzazione nei futuri rapporti del due Paesi. E’ se- guito un sontuoso rinfresco durante il x quale è regnata la più cordiale ani- mazione. Il 23 aprile terza tappa da Vienna a Praga, con una giornata piena di sole. Non tutti però hanno voluto arrivare sino in Boemia: alcuni, entusiasti della capitale austriaca, hanno preferito re- starvi ancora due giorni, per ritornare poi in Italia direttamente. Ma quelli che sono giunti a Praga - e tutti felicemente - non se ne sono pentiti. La strada fino al confine cecoslovac- co non poteva essere migliore; dalla pianura viennese fino a Moissau, dai caratteristici vigneti in collina, e poi a Horn, fino al confine di Schreme, dove cominciano incantevoli foreste di abeti. Al confine i doganieri gentilmente par- lano in italiano, e il sig. Hubert, mem- bro dell’Automobile Club Cecoslovacco, poria il primo saluto. Poi la strada in- comincia un poco a farsi sentire in certi tratti non bene mantenuti: ma i laghetti e i boschi tra Lomnice e Sobeslau ci com- pensano con la loro graziosa sinfonia di verde e d’azzurro. Vale la pena d’essere vista, la città di S. Venceslao e di Giovanni Huss, am- bedue ugualmente ricordati dal popolo cèco. Le molte torri dalla nera patina e dagli aguzzi pinnacoli, le antiche co- struzioni ebraiche in contrasto coi nuo- vissimi palazzi dalle intere facciate di vetro e, fra queste espressioni di epo: che tanto del diverse, alcuni’ bellissimi: gioielli nostro Rinascimento, non possono non impressionare il viaggia- tore che li vede per la prima volta. Abbiamo accompagnato i nostri gi- tanti nella rapida visita ai principali monumenti, e nel sole un po’ scialbo, fra l'atmosfera velata, l'alta preminente cittadella di- Hradèany col suo Castello imperiale e la Chiesa di S. Vito aveva ancora il suo fascino maestoso e severo d'ogni età: ma ecco che, come a turbare ogni visione d’altri tempi, nella vicina antenne della stazione radiofonica di Praga e la fer- collina si innalzano le rea torre del faro. Nel quartiere vecchio della città, oltre la Moldava limacciosa e veloce, dove tanti monumenti ricordano il ge- nio ed il buon gusto di architetti italia- ni, il Ministro d’Italia S. E. Pedrazzi, ha voluto raccogliere i connazionali per un saluto intimo e cordiale. Nelle splen- — 144 —
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dide sale della Legazione (è certo que- sta una delle più fastose sedi italiane all’ estero) i pochi italiani della Colonia di qui erano commossi al vedere tanto numerosa la rappre- sentanza venuta da oltr’ alpe. Il Direttore del- l Automobile Club di Padova, con no- bili ed alate parole, a S. K. Pedrazzi il testo del consegna messaggio inviato dal segretario Fede- Padova. A lui il Ministro, con un rale di discorso pieno di fede e con commosso pensiero, ringrazian- do della visita i con- nazionali, ricorda come tutti coloro che, dall’operaio al Ministro, varcano le soglie di una Sede 3; Apt 1980 - vin Italiana all’estero, si debbano considerare degli emigranti. Ma per fortuna oggi, ben altri emigran- ti, da quelli che, prima della guerra, si recavano all’estero, carichi solo di do- lori e miseria. Oggi sono tutti, a qua- lunque condizione appartengano, cuore fervido, pronto, un qualche cosa del no- stro Paese, al suo servizio, conscio ed ordinato. « Portando nel ritorno al vostro bel sole - ha detto fra l’altro - il ricordo di tutte le orme solenni e sincere che il nostro 500 e il 600 lasciò, come nel bel- lissimo Belvedere, qui come in ogni lembo del mondo, voi porterete in voi é nell'Italia non la cronaca ma la Storia. l Italia vacchia, che conservano sempre tanto Due Paesi come e la Cecoslo- della loro anima le- gionaria, hanno tut- te le ragioni per volersi bene ». Poco dopo, nella Cappella interna del Palazzo di Città,dove riposa temporanea- mente la salma del Milite Ignoto ceco- slovacco, con auste- ra cerimonia e de- Voto raccoglimento, veniva deposta una corona d'alloro, con nastro tricolore e la seguente scritta: Gli automobilisti :taliani fraterna mente memori. XCTX - IL RAID AUTOMOBILI. UDINE - VIENNA - PRAGA GRUPPO DI CONCORRENTI PRESSO IL CIPPO DI CONFINE PRA AUSTRIA I GERMANIA Il Borgomastro rot. Cesa Baxa, ricordando un suo recente viaggio in Italia e specialmente a Roma, in T'o- scana e nell’Umbria di cui porta le più grate impressioni, ha affermato le grandi simpatie che nutre la Boemia verso l' I- talia, augurando gradevole il soggiorno a Praga e felice il ritorno. Rispose l'ing. De Parente in fran- cese, mettendo in evidenza la ragione non solo turistica della nostra gita, ma an- che in qualche modo politica. Nel pomeriggio, dopo una visita alla fabbrica di automobili Praga, riuscita assal interessante, anche i’ Automobile Club Cecoslovacco ha voluto, nella sua e
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modernissima fastosa Sede, dare un ri- cevimento ‘in nostro onore. Il comm. Hoffmann, che con ogni cortesia ha vo- luto fare gli onori di casa, ha salutati i gitanti ed il Ministro Predazzi, presente alla festa. S. ringraziando in lui gli automobilisti E. ha ricambiato 11 saluto Cecoslovacchi, che - come ha detto - co- noscono molto bene le nostre belle strade. « In questa Sede magnifica, adatta u tutte le esigenze dell’automobilismo » ha soggiunto il Direttore della Commis- sione Sportiva dell'A. C. di Trieste « ci siamo trovati fin dal primo momento come in casa nostra. L'accoglienza di Praga ci ha commosso e non sappiamo con altre parole dire il nostro grato ri- cordo se non con l’invitare l'A. C. Ce- coslovacco a renderci una gradita visita in ricambio ». Al hanchetto d’addio, che ebbe luo- go nelle stesse sale, venne letta la rela- Clubs sul zione dei vari Automobile risultato delle diverse tappe, rimandan- do la classifica definitiva al ritorno in Patria, dato il lavoro complesso che una tale classifica richiede. Il Direttore dell'Automobile Club di Padova sig. Rietti, salutando con alate parole i gitanti, si compiacque del vivo spirito sportivo e della comune soddisfazione, per l’ organizzazione, du- rante tutto il percorso, e propose una gita sociale per il maggio del prossiruo anno a Barcellona: tale proposta venne senz'altro calorosamente approvata. Dell’ organizzazione del raid, riu- scita veramente perfetta, va dato lode agli A. C. organizzatori, agli A. C. di Carinzia, d'Austria e Cecoslovacco che curarono l’efficenza dei posti di control- lo alle diverse tappe e, non ultimi, ai De- legati dell’Associazione Universale Espe- rantista di Ginevra, che in ben 18 loca- lità, lungo il percorso, furono gentil- mente a disposizione dei partecipanti dietro invito della Delegazione di Padova. — 14 —
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i I an a_n ii e n mi è | Hi UU LULA I I° QUIISRA VILLLI VOM ANTE TA SI pesvane | 4 A ia pun 1 TNATA RM 1120001114006) 322311 NO 1003 50 Sn VIPRI UMPRE SIE AMBIBEO KPVO VARIO BRNO: 0 RIFORMA ( AOC LO MMM "TLVUVA RI MMM © 0O GG E CL GODO $ 00 ESS n €090 mn 60€ a 0 AAA È ABBI 0513010 AB 1) 1210 AMIN 003 DMBAONO 11500 ROMA :079 070 OOO 0100) OOO CAL n (0 COC on 4 non SM È S 3 i È dA ) i #2 PADOVANFHES L LT irtiiptizast e El . ml I = ABOBD V13 3) RM (TG TO n FOCA nn 6 DG O © LOCHGTL MA mn ATA fr mamme bi 4 i SI L'ALBERGO RISTORANTE ALLO “STORIONE,, LU Nel 1905 Manfredini portavano a compimento il gli Ingegneri Lupati e Palazzo del Gallo costruito per iniziati- del dell’antico palazzo dei Papafava; completando l’in- tero isolato limitato da Via 8 Febbraio - Via del Municipio e Via S. Canziano. Per dar luogo alle nuove costruzio- ni vennero demoliti i preesistenti vecchi Va Comune sull’area fabbricati, oramai in pessime condizioni di abitabilità ed indecorosi, data la posi- zione centralissima da essi occupata. Uno di questi era l’antico Albergo allo Storione; con accesso principale da Via S. Canziano; e che nella nuova co- struzione degli Ingegneri Lupati e Man- fredinì venne ad occupare la parte da Via Canziano e da Via del Municipio. Il Palazzo del Gallo in due parti mediana con fronte ed accessi risultò diviso ben distinte, costruite in epoche successive e formanti due diver- se proprietà: la parte principale, con una fronte di circa 42 metri su Via) 8 Febbraio ed una profondità di metri 12 circa, costruita per prima e poi dal Comune venduta a terzi e che doveva essere destinata ad uso banca; e la parte intermedia, con fronte su Via S. Canzia.- no e Via Municipio, il di cui pianoterra doveva essere destinato prevalentemente ad uso Ristoratore, mentre i piani su- periori dovevano in parte essere adibiti ad albergo ed in parte ad uso abitazioni ed uffici. In questa seconda parte trovò po- sto il ristorante e l'albergo allo Storio- ne, con il suo ingresso principale da Via S. Canziano, e stanze in I e II piano: il terzo piano era occupato per gran parte da locali di servizio, e verso Via S. mere che solo in via eccezionale pote- Canziano da una diecina di ca- trattandosi di ambienti male illuminati ed insufficienti per altezza. vano servire per ospiti, L’ albergo e ristorante occupavano in 5 piani una superficie complessiva di circa mq. 4000 e contavano n. 8 locali in piano terra, n. 10 ambienti nel piano — 147 —
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ammezzato e n. 70 stanze in primo, se- condo e terzo piano. Mentre la sistemazione ad uso ri- storante del piano terra poteva essere soddisfacente, non altrettanto poteva dirsi per la sistema- zione alberghiera che mancava dei più elementari requisiti per assicurare il mi- nimo di conforto. Mancava un de- coroso ingresso: la scala principale era insufficiente; i cor- ridoi di disimpegno erano oscuri, tor- tuosi e stretti: irra- zionale ‘ed ’insuffi- cente era la dota- zione e distribuzione dei W. C. le più urgenti necessità di servizio al- berghiero; proponendo al Comune, pro- prietario dello stabile, di eseguire a sue spese i lavori occorrenti, pei quali era stata preventivata una spesa di circa I. 500.000. 'l'ra proposte e trattative si venne così al 1927, quando Gia- como De Mattia si il farm. cav. rese acquirente di tutto l’isolato occu- pato dal palazzo del Gallo, col preciso intento di ampliare l'albergo Storione e di dare allo stesso una nuova moderna sistemazione, corre- dandolo di tutti i servizi occorrenti. C- IL GRANDE ALBERGO «STORIONE >» LR HALL Il riscaldamen- Apri 1980 - viti to a termosifone era frazionato in quattro impianti tutti insufficenti e male collo- cati: in modo che molti locali erano di fatto privi di questo servizio. «Gli ambienti in primo e secondo piano, costruiti per altra destinazione, male si adattavano alle necessità alber- ghiere; insufficenti sopratuito erano i serramenti di porta in gran parte a vetri. Nel 1925 il cav. nato, conduttore dell'albergo Storione, uff. Giulio Cecchi- faceva approntare dall’ Ing. Augusto Berlese, di Padova, un progetto di ri- stauro e di completamento dell’ albergo, per renderlo atto a soddisfare almeno L'ingresso prin- Fot. Art, A. Gislon - Padova cipale dell’ albergo - i venne portato su Via 8 Febbraio, e venne costruito ex novo lo scalone principale le hall ed altre due sale contigue per lettura e scrittura, il servizio di portiere e la am- ministrazione; il tutto in collegamento con la sala Laurenti, che diventava così anche la sala da pranzo per l’ albergo: vennero collocati un ascensore per per- sone, un montacarichi per bagagli; toè- lette per signori e per signore; e nel ristorante venne ampliata Ia cucina, cor- redandola di tutti accessori occorrenti. II piano terra diventò così un com. plesso organico per tutti i suoi servizi, dello scalone mentre la grandiosità — 148 —
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. principale e dell’ Xa/?, in unione con la classica bellezza della sala Laurenti, de- terminava in tutto l’edificio rinnovato, un tono di vero decoro e di modernità. L'area totale co- perta dell’immobile ri- sulta di mq. 1.350 circa, con un volume com- plessivo di me. 26.000. I lavori di siste- ebbero inizio «nel Marzo 1928: ed il 1 Giugno 1929 l’alber- go era pronto per ri- mazione cevere nella sua nuova sede gli ospiti che ac- correvano a Padova in occasione della annuale Fiera Campioni. Sono da tener pre- senti, oltre la comples- sità dei lavori edilizi, di arredamento ece., jo ‘°*"** INT" numerosi e moderni servizi installati per cui può essere rile- vato come i lavori siano stati condotti col massimo ordine, senza alcuna perdita di tempo, col non lieve impaccio dovuto alla presenza dej negozi che occupava. no tutte le fronti stradali del piano ter- ra, continuando a funzionare il risto- rante, che occupava coi suoi annessi e servizi la restante parte del piano terra; e senza che fosse stato interrotto nean- che per un giorno il funzionamento del- l'albergo, che occupava tutti i piani superiori. Rileviamo tutto questo a lode so, pratutto degli artisti e capi d’arte che hanno prestato la loro opera per la ese- cuzione dei. vari lavori; operai e ‘api d’arte che l'Ing. Berlese ha desiderato fossero esclusivamente della nostra cit- tà, ben persuaso, anche per l’esperienza fatta altrove, che difficilmente i bravi {<< IU GRANDE AUBERGO «STORIONE» SALA DI LISTTURA 1 SCRITTURA lot, Avt, A, Gislon » Padova artisti padovani sarebbero stati da altri superati in diligenza, capacità ed atti- vità. In svolgimento del piano di sistemazione ordine di pura edilizia, nello vennero risolti problemi piuttosto diffi- cili; tale ad esempio la utilizzazione di tutto il III. piano, che per la strut- tura del tetto e per la poca altezza di- sponibile era, anche nelle previsioni, utilizzabile solo per locali di servizio. Vennero invece convenientemente ampliate le finestre, anche nella parte verso strada aperte nel coronamento dell’edificio, venne modificata tuita la struttura portante del tetto per ottenere una maggiore disponibilità di altezza, — 149 —
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e per ricavare i corridoi di disimpegno, che restavano prima interrotti dalle ca- priate che sostenevano il tetto. Per togliere, anzi, due capriate a so- dei piani superiori erano sostenuti da grandi travi in ferro con nervature com- poste di ferri sagomati e montanti di ferro tondo assicurati alle nervature con grossi bulloni. Alla nervatura in- feriore erano appog- giati il solaio e le pa- reti divisorie del pri- mo piano, mentre a quello superiore era appoggiato il solaio e le pareti divisorie del secondo piano. Lo spazio compre- so tra le due nervatu- re era occupato da ot- tima muratura dello spessore di due teste che costretta tra le due nervature dalla tensio- CII - IL GRANDE ALBERGO « STORIONE» LA SALA LAURENTI APRILE 1980 - vii stegno del coperto, in corrispondenza della sala Laurenti e, venne costruita una grande trave a forma di U rovescio, in cemento armato, di ampiezza tale che le due costole costituissero le pareti di- visorie di del corridoio disimpegno, mentre la nervatura orizzontale ne co- stituiva il piano camminabile. Questa trave della portata di circa 10 metri, sostiene due muri che formano le pareti del corridoio in III piano e portano i puntoni ed arcarecci prima sostenuti dalle capriate. Altro lavoro interessante è stato la apertura del corridoio attraverso i muri sovrastanti la sala Laurenti. Sopra questa sala i solai e divisori ne dei grossi tiranti, Fot, Art. A, Gislon » Padova veniva a far parte in- tegrante della trave stessa, rendendone indeformabile il tra- liccio; per cui l'insieme della struttura in ferro e della muratura poteva essere considerata una vera e propria trave del classico tipo Vierendeel. Analizzata così la struttura di que- ste travi, non è stato difficile aprire, nella parte centrale, le aperture occorrenti per due continuità al corridoio che disim- pegna le stanze da letto di quella parte del fabbricato, avendo avuto solo cura di assicurare la rigidità dei nodi della trave in quel punto. Altro lavoro edilizio notevole è sta- nell’ hall al piano terra dei due muri maestri con colonne to la sostituzione alte circa 7 metri, per quanto l’opera sia — 150 —
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stata certamente facilitata dalla perfet- ta costruzione della muratura esistente. Infine va fatto presente tutto il la- voro eseguito per risanare il sotterraneo, invaso da parecchi anni dalle acque di disper- sione delle fogne, che servivano l'albergo e che lo rendevano inu- tilizzabile. Tl'utte queste fogne vennero demolite e so- stituite con altre del tipo biologico ed a per- fetta tenuta. Non fu cosa facile individuare tutti i vari punti di infiltrazione, pa- recchi dei quali, ester- ni all'edificio, vennero scoperti dopo lunghe e gallerie di disimpegno delle stanze nei vari piani. Pot mente le gallerie di disimpegno vennero illuminare ed areare natural- CIII - IL GRANDE ALBERGO «STORIONE» GABINETTO DA BAGNO pazienti esplorazioni. Il ristorante ha an- o 1"! "8" cora come fulcro la sala Laurenti, che il sig. cav. De Mat- tia ha voluto fosse dallo stesso maestro veneziano ristaurata radicalmente dai guasti, che alle pitture aveva arrecato la mancanza di sufficente aereazione e le infiltrazioni di alcune condotte di gnatura mal costruite. fo- L'albergo ha, come si disse, il suo ingresso principale da Via 8 Febbraio, e latrio, il vestibolo e le hall occupano in altezza il piano terra e l’ammezzato; riuscendo così imponenti per la loro grandiosità, cui contribuisce la severità e semplicità dello stile moderno con cui vennero decorati; così lo scalone prin- cipale, tutto in marmo di Valdagno, a grandi ripiani, che comunicano con le Fot, Art, A, Gislon - Padova interni aprendo in essi delle grandi utilizzati i cortili esistenti; finestre e liberando, secondo il desiderio ferma- mente sostenuto dal cav. Cecchinato, i preesistenti corridoi da ogni aggetto di spalle ed architravi, che prima ingom- bravano e spezzettavano i corridoi esi- stenti. In ogni piano vennero ricavati 4 appartamenti composti di due stanze da letto, salotto e bagno; tutte le stanze vennero servite di acqua corrente calda e fredda; di richiami di servizio a mezzo di segnalazioni luminose : in ogni stanza vi è la possibilità, su richiesta dell’ospite, di piazzare il telefono con servizio di città ed interurbano. — 151 —
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Tutte le stanze sono munite di dop- pia porta con chiusura di sicurezza a mezzo di serrature Ficher. Tutti gli impianti, compreso quello CIV . IL GRANDE ALBERGO «STORIONRE >» LA TAVERNA AvriLe 1930 - vi di riscaldamento, sono a condutture in- cassate; di modo che nelle stanze e nei corridoi non si vede nè un filo nè un tubo; tutte le pareti ed i soffitti sono tirati ad intonaco liscio di gesso e de- corate con moderne tappezzerie. L'impianto di illuminazione com- prende un impianto di sicurezza pel ser- vizio dei corridoi e scale; la corrente continua per detto impianto è fornita da batterie di accumulatori che vengono caricati e mantenuti in carica automa- ticamente a mezzo di raddrizzatori di corrente a vapori di mercurio. In tutte le stanze e nei corridoi e scale un distinto impianto di energia elettrica per forza motrice consente l'uso di apparecchi elettrici per aspirare la polvere e pulire i pavimenti. Un'altra linea di forza serve per azionare i motori dell'ascensore, monta- carichi, montapiatti, nonchè gli apparecchi per il complesso im- pianto di ventilazione, installata per assicu- rare un perfetto ricam- bio d’aria in tutte le sale del piano terra, nella cucina e locali an- nessi, nella saletta per colazioni al piano am- mezzati, ed infine nei locali sotterranei oc- cupati dalla 7averna. Questa comprende cinque salette decora- te con gusto moderno dal prof. Ugo Nebbia, che completano il fab- Fot. Art. A. Gislon. - Padova bisogno dell'albergo. Risanati, come si disse, i locali del sotterraneo, è stato possibile utilizzare a questo scopo una parte di essi rica- vandone degli ambienti assai graditi. Nel suo assieme Lo Storione, ‘alber- go e ristorante, è oggi un ambiente ap- prezzato non solo per la sua posizione centralissima e per la sua vicinanza al Palazzo Municipale, ma anche per la modernità e conforto che può offrire e per la grandiosità dei suoi ambienti. Complessivamente dispone di circa 200 locali principali, che occupano ai 5 piani una superficie totale di circa 6500 mq., tra i quali n. 28 bagni completi di vasca, bidet, lavabo, W. C. oltre a n. 20 W. C. e n. 6 vuotatoi. — 152 —
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Il complesso di impianti speciali comprende : a) impianto di riscaldamento a termosifone con centrale termica, com- posta di tre caldaie Strebel funzionanti a carbone; b) impianto di distribuzione di acqua calda, alimentata da una caldaia Strebel azionante a nafta; c) impianto di distribuzione d’ac- qua fredda con serbatoi di pompe di sollevamento; riserva e d) impianto di ventilazione per le sale di ristorante, per la 7'averna e per la cucina, con tre gruppi distinti di elettroventilatori ; e) impianto di illuminazione elet- trica principale; )) impianto di illuminazione di soccorso alimentato da batterie di ac- cumulatori a caricamento automatico; Gg) impianti di distribuzione di energia elettrica per forza motrice per aspiratori, lucidatrici elettriche e servizio dei vari piani; h) ascensore, montacarichi, mon- tapiatti elettrici; i) impianto di telefono stanza; in ogni 1) impianto di sveglie elettriche in tutte le stanze: m) richiami di servizio in tutte le stanze con segnalazioni luminose di- stinte per facchino, cameriere e came- riera, e con quadro di loggia del portiere; controllo nella. n) rete di fognatura che si di- stende a tutto l’edificio e porta il liquame su tre fosse biologiche centrali. Come già si disse, tutti i lavori com- presi gli impianti speciali, vennero ese- guiti da Ditte cittadine in modo inap- puntabile ed in relativamente assai breve, quando si pensi alla gran- tempo diosità ed alla complessità di essi. Particolarmente complesso e diffi- cile è stato l impianto di fognatura a doppia canalizzazione, una di scarico ed una di sfiato, perfettamente riuscita sia per la assenza assoluta di cattivi odori, come per la perfetta silenziosità degli scarichi. Questo impianto ha costato le più dure fatiche per le difficoltà determina- te dal non poter attraversare con le ‘tu- bazioni ì vani dei negozi e le sale che occupano gran parte del piano terra. In un ambiente così completo di im- pianti moderni la parte decorativa do- veva pure essere schiettamente moderna. Le hall ed annessi; lo scalone prin- cipale; la sala per esposizioni in primo piano, come pure tutte le stanze da letto, salotti e corridoi furono modernamente decorati ed arredati. Gli ambienti principali furono par- ticolarmente studiati dall’ Ing. comm. Ferdinando Forlati, che fu così, anche in questo lavoro, prezioso collaboratore dell’Ing. Berlese. Egli progettò la decorazione e l’ar- redamento del vestibolo, dell’ /X422, dello scalone principale e della sala per espo- sizioni in primo piano, con spirito mo- derno, riuscendo a creare degli am- bienti sontuosi nella loro apprezzata semplicità. Al cav. Giacomo De Mattia, anima- tore coraggioso della grande impresa che torna ad onore e vanto della nostra città, all’Ing. Berlese, geniale ideatore del progetto, con cui ha confermato le — 153 —
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Sue elette doti di valoroso professionista, all’Ing. Forlati, suo prezioso collabora- tore ed a tutti quanti hanno contribuito alla realizzazione di una grande aspira- zione della cittadinanza, rivolgiamo da queste colonne il plauso vivissimo e l'augurio più fervido. Prima di chiudere queste brevi note ci è grato ricordare anche le Ditte che effettuarono l'attrezzatura e l’arreda- mento dei locali dello Szor/7one, e cioè : a) la Ditta Giuseppe Bottacin di Padova, che provvide all’ istallazione degli impianti di riscaldamento, di ven- tilazione e sanitari; b) la Ditta Silio Sardelli, di Padova che provvide agli impianti elettrici; c) la Ditta Vittorio Crose di Vit- torio Veneto e la Ditta Scanferla di Pa- dova, che fornirono il mobilio; d) la Società casseforti ed affini Fi- chet di Torino, fornitrice delle serrature; e) le Ditte Maffioli e Cuzzeri di Padova, fornitrici di vetri, specchi, cri- stalli, lampadari, ecc.; f) la Ditta A. Basan di Arcella, costruttrice dei serramenti. Avv. ALFREDO CANALINI - Srarerario GexrrALE DeL Comune - Direttore responsabile Dorr. GIUSTINO MATTUCCI - SkcrrtARIO Aggiunto Raga. EDGARDO COCCONCELLI - Capo-Urpricio STATISTICA - Redattore Capo - Collaboratore Artistico ; — 154 — 125896 si » » Ol I PERI i n Dppegi sla DIPETI VITTO IZ Prov CETO È i ly UFE prg ta ; su aut :