Padova - Rivista mensile dell'attività municipale e cittadina - Settembre ottobre 1928
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All’ Avv. Comm. ALFREDO CANALINI nel 20° anno di Segretariato generale In questo anno 1928 che sta per finire quanto modesto collaboratore, che in questi l'Avv». Comm. ALFREDO CANALINI ha venti anni di Segretariato generale nel nostro compiuto il 20° anno di servizio in qualità di Segretario gene- rale del nostro Co- mune. Anche se tutto ciò che Egli ha dato alla nostra Città va- le più della pochezza delle parole a dire quanto Egli abbia bene meritato da Pa- dova; anche se i frutti della sua atti- vità inesauribile co- stituiscono di per sè soli il miglior elo- gio che si possa tes- sere per questo Fun- zionario, pure non so, nè voglio tacere le benemerenze di questo mio preziosissimo Avv. Comm. ALFREDO CANALINI SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI PADOVA da un disegno a penna di E. COccoNncErLI Padova, 31 Dicembre 1928 - Anno VII (e. £.) Comune ha profuso in ogni campo del- l’attività cittadina gli inapprezzabili te- sori del suo intel- letto, del suo cuore e della sua meravi- gliosa volontà, Ed in questa ricorrenza, io voglio gli giunga, traverso fe pagine di questa Rivista comunale dell'attività cittadi- na che Egli dirige con tanto amore e competenza, il mio saluto cordiale e l'augurio fervido che Egli possa ancora per molto tempo legare il suo nome alle fortune di Padova, IL PODESTÀ FRANCESCO GIUSTI
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0 O II e or] Vi VI RC COMVNA O 004 CM 7 700 O 0 IBM DD O 4 ROB e TIVTI Ti i RP 0 Leti Tui CATTIVITÀ CITTA) n I A RO 0 BB 00 OO 07 4 0 IO i OR 0 t_0 PP 00 OO 4 OO 0 04 (i a ala Int n | TI: (© AR 01 RO O ORO 170 N 0! 00 ri [ti mms i AA LE OPERE COMPIUTE DAL COMUNE DURANTE L’ANNO VI AID imponente complesso di opere realizzate dalla Nazione durante Panno VI e con le quali Gerarchie e popolo hanno data la più bella prova di un'attività feconda, ispirata alle più pure idealità, animata da una fede ardente, e svolta, con mirabile fusione di spiriti è di intenti, nella più perfetta e consapevole disciplina, Padova, fedele in ogni tempo nello spirito e nel sa- crificio alla Patria, non ha mancato di dare il suo contributo, per rendersi sempre. più degna delle sue gloriose tradizioni. Dall'esame particolareggiato dei risultati conseguiti dal nostro Comune in un anno di fer- vida ed alacre operosità svolta in ogni campo, e per cui sono stati erogati oltre dieci. milioni di lire, vedremo come nulla fui trascurato perché ogni opera, dovuta dd inderogabili necessità, Josse nel tempo stesso pienamente rispondente al massimo interesse della cittadinanza ed ai prin- cipi che il Regime ha posti a norma dell’ odierna attività. La città nostra, sotto la guida illuminata dei suoi Gerarchi, procede di pari passo con le città consorelle nel cammino ascensionale che il popolo italiano, con le antiche insegne di Roma, ha ripreso sulla via della romana grandezza. LA SISTEMAZIONE DELL’ACQUEDOTTO CITTADINO La sistemazione dell'acquedotto citta- attuate dal Comune durante l’anno VI, dino, mediante la costruzione di una grande opera vagheggiata per oltre trent'anni e conduttura anellare con tubi di diametro condotta a termine, fascisticamente, in soli di 500 mm., è una delle principali opere. cinque mesi.
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CLVII - SISTEMAZIONE ACQUEDOTTO COMUNALE I NUOVI TUBI DI GHISA DELLA CONDUTTURA ANELLARE VENGONO DISCESI NEL SOTTOSUOLO DI VIA S. MASSIMO Argine 1028 - VI L'acquedotto di Padova era costituito, sino ad oggi, da un anello di mm., istallato nel triennio 1886-87-88 dalla So- cietà Veneta per imprese ce costruzioni pub- 300 bliche sul seguente percorso: Ponte:Molin, Via Dante, Via Manin, Piazza Erbe, Via VII Febbraio, Via Cavour, Via Garibaldi, Ponte Molin. Ed in tali condizioni fu mantenuto sia nel 1892, quando la rete di distribu- zione fu portata da 20 a 40 km., con un aumento del numero degli abbonati da 1000 a 1600, sia nel 1895, quando fu por- tata l’acqua nel suburbio, aggiungendo alle precedenti condutture altri 73 km. di tu- bazione ed clevando il numero degli ab- Fot, Art. A, Gislon - Padova bonati a 3000, sia nel trentennio succes- sivo, durante il quale la conduttura ebbe a subire un'ulteriore estensione di 60 km. e gli abbonati salirono da 3000 a 12795. Da tale stato di cose derivò di conse- guenza, che nell'estate decorsa in misure più sensibile, ma anche, con minore gra- vità, nei periodi estivi degli anni anteriori a quello in corso, è stata lamentata, non frazioni solo nelle del nostro suburbio, ma anche nei sobborghi e nei quartieri meno centrali della Città, o una scarsezza di acqua potabile, per la quale la sommi- nistrazione perdeva il beneficio dell’assoluta continuità, o quanto meno una deficenza di pressione per cui l’acqua di giorno arri- pa 306 ss
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vava soltanto ai piano terra’ ed ai primi piani. Cosi mentre gli utenti delle frazioni di Camin, di Voltabrusegana di Mandria sono rimasti qualche volta privi di ‘acqua’ per qualche ora, ‘gli utenti dei quartieri popolari del Portello, di Via Ognissanti, di Via Palestro dovevano di giorno attin- gere l'acqua ai primi piani, perché più non giungeva ad altezze superiori. Tre anni or sono, quando fu costruito il nuovo grande serbatoio, che aumentava di sette metri la quota di distribuzione al- l'origine, l'inconveniente parve attenuarsi; ma l'attenuazione man mano è venuta meno e la deficenza ha ripresa la sua ascesa. EDS PP. che tali deficenze potevano essere cli- Accertato dall’ Ufficio civico dei minate soltanto con l'aumento del diame- tro delle tubazioni maestre e mediante la costruzione di una grande conduttura ancl CLVIII - SISTEMAZIONE ACQUEDOTTO COMUNALE 1 TUBI DI GHISA VENGONO INNESTATI TRA DI LORO Aprine 1928 - VI Fot. Art. A. (iislon » Padova CLIN - SISTEMAZIONE ACQUEDO'T"TO COMUNALE 1 GROSSI TUBI DI GHISA VENGONO GIUNTATI TRA DI LORO IN VIA S. MASSIMO ArkILE 1928 - VI lot. Art. A. Gislon = Padova lare, che seguisse, pressa poco, le mura di cinta della città e che fosse del diametro» di j00 mm., il Podestà deliberò senz’ altro l’esecuzione dell’opera. I lavori furono ini- ziati il 13 Febbraio a. c. e furono portati a compimento il 26 Giugno scorso. Il nuovo anello, che permette una pressione. doppia alla salita dell’acqua in confronto di quella del passato, corre lungo le seguenti vic: Delle Palme, S. Giovanni di Verdara, Savonarola, Riviere: S. Bene- detto e Paleocapa, Riello, Vanzo, Alberto Cavalletto, Prato della Valle, Sanmicheli, Giustiniani, Bartolomeo d’Alviano, S. Mas- simo, Portello, "Trieste e Mazzini, con uno sviluppo di. 7300 metri. Allà posa in.opera furono adibiti 36 operai e 120: braccianti edi lavori furono
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CLX - SISTEMAZIONE ACQUEDOTTO COMUNALE ATTRAVERSAMENTO DEL PONTE DELLA sPECOLA Apribk 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova diretti dagli Ingg. Paoletti e Vergani, coa- diuvati dagli assistenti tecnici Simoni, Ghi- rardini c l'oderini. L'anello può portare circa 4o mila metri cubi di acqua al giorno, in confronto dei 20 mila che si raggiungevano al mas- simo in passato, € così, tanto la distribu- zione urbana, quanto la suburbana, possono dirsi definitivamente sistemate per un buon numero di anni, tenuto presente che al nuovo anello potrà essere innestato, quando si manifesterà necessario, un secondo ser- batoio equilibratore. Dalla nuova costruzione le condutture si irradiano per una lunghezza di 180 km. sino alle più lontane frazioni del Comune. Del suindicato quantitativo di acqua dispone in maggior misura, la zona subur- bana inquantoché, essendo la zona interna della città ormai completamente fabbricata, sono da attendersi in essa lievi aumenti nel numero degli utenti in confronto dei forti aumenti che verranno rapidamente a verificarsi nella zona suburbana. H vecchio anello da 300 mm., solle- vato sia dalla distribuzione della nuova zona ancellare urbana, sia dalla distribuzione della zona suburbana, potrà così servire con sensibile e sufficiente miglioramento la zona ad esso affidata. Un miglioramento di notevole portata ne risentiranno, invece, le zone più lontane, poiché le quote piezometriche erano in esse assai depresse. ‘l’enuta presente la natura del sotto- suolo di Padova, che non è perfettamente stabile e presenta, inoltre, caratteri fisico- tali da corrodere facilità il chimici con CLNI - SISTEMAZIONE ACQUEDOTTO COMUNALE LA NUOVA GRANDE CONDUTTURA GIÀ IN OPERA AprILE 1928 - VI Fot. Art. d. Gislon - Padova — 308 —
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ferro, la maggior parte delle tubazioni fu eseguita in ghisa, materiale meglio resi stente agli agenti disgregatori. E tenuto conto che il suolo di Padova viene sempre manomesso per continue ese- cuzioni di lavori e che, molte volte, per esigenze di livello e di passaggi obbligati, le condotte vengono a trovarsi a cavallo di muri sotterranci e di antichissima. data e, quindi, di ineguale resistenza alla com- pressione, i tubi sono stati scelti di ghisa relativamente dolce, in modo da avere in essi quella plasticità e quella clasticità ne- cessarie da farli resistere a qualsiasi azione esterna. Allo scopo di incoraggiare e favorire un'industria italiana, che sarebbe diretta ad affrancare l'Italia dalla servitù straniera della ghisa, una parte della conduttura, e CLXII - SISTEMAZIONE ACQUEDOTTO COMUNALE I 'TUBI DI « ETERNIT» POSTI IN OPERA LUNGO LA PIAZZA V. E. II, Fot. Art. A. Maggio 1928 - VI Gislon - Padova CLXII - SISTEMAZIONE ACQUEDOTTO COMUNALE LE SPECIALI OPERE DI PRESIDIO PER LA POSA DI TUBI IN «ETERNIT» Maggio 1928 - VI Lot. Art. A. Gislon - Padova precisamente quella situata in una zona meno sottoposta a logorio, è stata co- struita con tubi di «eternit» dello stesso diametro dei tubi di ghisa, con opportuni accorgimenti per rendere anche questa tu- bazione resistente agli agenti esterni. Per quanto la spesa per la sistema- zione dell'acquedotto, abbia raggiunto un ammontare complessivo di lire 2.500.000, pure tale spesa non deve ritenersi ecces- siva, se si pensa che l'acquedotto cittadino un'efficenza tale da È stato portato ad essere, non solo rispondente completa- mente ai bisogni dell’attuale popolazione della nuovi nuclei città e dei sobborghi, ma anche di di popolazione che, in un domani non lontano, potranno venire a far parte del nostro Comune. — 309 —
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CLXIV - CLNXV - CAMPO COMUNALE POLISPORTIVO DEL LITTORIO VEDUTE DI PARTICOLARI DELLA COSTRUZIONE A CEMENTO ARMATO DELLE TRIBUNE Gab. Fot. dell'Ufficio Civico del LL. PP. Esrate 1928 - VI È — 3I0 —
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CLNVI -. CAMPO COMUNALE POLISPORTIVO DEL LIT'TORIO VISIONE DEL CAMPO E DELLE TRIBUNE SUL FINIRE DEI LAVORI Orrore 1928 » VI Gab. fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PP. IL NUOVO CAMPO SPORTIVO DEL LITTORIO Il nuovo Campo sportivo del Littorio, integrazione dei due Campi sportivi comu- nali eretti nel 1914 e nel 1923 e dei Campi rionali, è un'opera senza dubbio grandiosa, sorta per concorde volere della Civica Am- ministrazione e della Federazione sportiva provinciale fascista, allo scopo di affermare, il proposito della nostra città di cooperare nel miglior modo, al perfezionamento fisico della stirpe. Il nuovo Campo sorge nel sobborgo dell’Arcella, lungo la strada provinciale Padova - Vigodarzere, dalla quale vi si ac- cede a mezzo di uno stradone lungo 72 metri e largo 18 che immette in un piaz- zale di 1500 mq. Intorno al Campo, cd all’esterno, corre una strada di 8 metri di ampiezza, che ha un circuito di 700 ml. ingresso è costituito da due edifici separati nel centro dal cancello principale d'entrata. Su detti edifici, che contengono i locali per la direzione e le biglietterie, s' innalzano grandi colonne alte 14 metti, che sostengono i Fasci Littori ed i Vessilli nazionale e civico. Il Campo è recintato da mura alta m. 2.50 e lungo la strada perimetrale vi sono aree per stazio di automobili. L'opera, nel suo complesso, occupa una superfice di 47.479 mq., corrispondente al quadruplo di quelle degli altri due Campi sportivi costruiti in passato.
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CENVII - CAMPO COMUNALE POLISPORTIVO DEL LITTORIO LA GRANDE TRIBUNA COPERTA OrtoRRE 1028 - VI Il nuovo Polisportivo è costituito di quattro parti è cio: Campo per le partite di calcio, campo per tennis, campo per partite di bocce e campo di allenamento. Esso è anche dotato di camerini per gli atleti, di altri servizi di carattere pub- blico e della casa del custode. Il primo Campo comprende: a) un Campo di gioco, della lunghezza di m. r1o € della larghezza di m. 70, tra- sformabile anche in campo per Rugby or- todosso alla misura internazionale, che pre- scrive 130 m. di lunghezza ; i Db) una pista ovale della larghezza da m. 6.50 a m. 7.50 e della lunghezza di m. 420; c) impianti per atletica leggera; d) tre tribune della larghezza di m. 12, di cui una centrale coperta lunga m. e due laterali scoperte lunghe m. 30 cia- Gab. Fot, dell'Ufficio Civico deî LL, PP. scuna, capaci di contenere nel loro in- sieme 4000 spettatori a sedere; e) gradinate capaci di contenere 5000 spettatori; J) terreno inclinato capace di contenere altri 6000 spettatori. I campi per tennis e per il gioco delle bocce si trovano ai lati dell'ingresso e misurano una superfice di 142 mq. Il campo di allenamento è largo m. so e lungo m. 134. Sotto le tribune vi sono tre palestre: una centrale e due laterali. Tutto il campo è capace di contenere oltre 20.000 spettatori. I lavori furono iniziati nel Marzo 1928 su progetto dell’ Ingegnere Capo del Co- mune Cav. Uff. Ing. Tullio Paoletti e son costati complessivamente L. 1.300.000.
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CLXVIII - PIANO REGOLATORE DI AMPLIAMENTO DELLA CITTÀ SISTEMAZIONE DELLA NUOVA VIA STEFANO DALL’ARZERE AL QURATIERE DELL’ARCELLA Gab, Fot. dell’ Ufficio Civico deî LL. PP. PRIMAVERA 1928 - VI SISTEMAZIONE DI NUOVE VIE NEL QUARTIERE DI ARCELLA Sin dal 1925 il R. Commissario per la temporanea amministrazione del nostro Comune aveva deliberato | esecuzione di alcune sistemazioni stradali nelle zone di Arcella, S. Giovanni, S. Prosdocimo e Pon- tecorvo, comprese nel piano regolatore di ampliamento della città, in considerazione dell’estrema urgenza di porre rimedio alla deplorevole condizione di viabilità e di igiene in cui erano venute a trovarsi le località sopraindicate per | intensa costru- zione di edifici che in esse era andata svi- luppandosi senza regola e caoticamente. Senonchè dalla data del predetto prov- vedimento, sino a quella della completa esecuzione delle opere, nella zona di Arcella l'Ente Autonomo per le case popolari aveva decisa la costruzione di alcuni edifici nell’area di sua proprietà, compresa fra le vie Menabuoi, Pietro Liberi e Stefano Dall’Arzere e gli abitanti delle Vie Tunisi, Dalmazia, laggin e Piacentini, avevano svolta un’ intensa azione per ottenere, anche per dette strade, dove esistono fabbricati della Cooperativa Postelegrafonici ed abi- tazioni di rilevante numero, una conve- niente sistemazione della fognatura e della viabilità. Il fatto che nelle arce in parola erano interessati Istituti quali l’ Ente Autonomo
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e la Cooperativa Postelegrafonici, che Via Stefano Dall Arzere: da Via Giro- hanno diritto ad aver dal Comune siste- lamo dal Santo a Via Menabuoi; Via Menabuoi: dal tratto gia sistemato a Via Avanzo; b) Via Tunisi: tratto Ira Via Dalmazia e Via Bernina; Via Dalmazia : tratto da Via Tunisi a Via Lu- cindo Faggin; Via Lucindo Faggin: fra Via del Giglio e l’ul- timo fabbricato sino ad oggi in essa costruito; Via Domenico Pia- centino: da Via Tiziano Aspetti a Via del Giglio; CLXIX - PIANO REGOLATORE DI AMPLIAMENTO DELLA CITTÀ 2a CI RESA SISTEMAZIONE DELLA NUOVA VIA SELVATICO ALL'ARCELLA I utto il lav Dore Inverno 1928 - VI mata la fognatura e la viabilità nelle zone che interessano la loro pro- prietà, ed il fatto che le richieste degli abitanti ri- spondevano effettiva- mente ad inderogabili necessità, fecero si che l’Amministrazione Pode- starile del nostro Comu- ne, con la fermezza e la rapidità di decisione che le son proprie, provve desse sollecitamentea tali bisogni. i L'esecuzione di detti lavori fu distinta nei due gruppi seguenti: a) Via Pietro Liberi: Via Menabuoi; Gab Fot. dell'Ufficio Civico del LL, PP, stato eseguito in pochi CLXNX - PIANO REGOLATORE DI AMPLIAMENTO DELLA CITTÀ SISTEMAZIONE DELLA NUOVA VIA GIUSTO DEI MENABUOI ALL’ARCELLA Inverno 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico deî LL. PP, dal Cavalcavia a mesi e l'importo complessivo di spesa ha raggiunto la cifra di L. 800.000.
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AMPLIAMENTO DELLE SCUOLE “E. DE AMICIS,, ED “A. ROSMINI,, In seguito al crescente sviluppo dei destarile del nostro Comune, con provve- centri edilizi che si sono venuti formando, dimento del 27 Luglio corr. anno, stabiliva in questi ultimi tempi, nei quartieri che si esten- dono a nord delle mura di cinta della città e sulla destra della stazione ferroviaria, la popola- zione delle nostre Scuole elementari £. De Amicis ed A. Rosmini, che accol- gono i bimbi delle zone suindicate, ha subito un incremento tale, da ren- dere le scuole medesime non più sufficienti a con- tenerla. Per far fronte al CLXNI - LA SCUOLA ELEMENTARE « EDMONDO DE AMICIS » nuovi bisogni nel modo PRIMA DELL'INIZIO DEI LAVORI DI AMPLIAMENTO FibbgaIo 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PP. che si addivenisse subito all'ampliamento degli edifici predetti, sopraele- vandoli entrambi di un piano, riservandosi di effettuare in un secondo tempo, e quando nuove necessità lo imporranno, la costruzione di una nuova Scuola in quel punto della città in cui più si riterrà necessaria. La Scuola elemen- tare F. De Amicis, sita sul Viale Mazzini, con CLXXII - LA SCUOLA ELEMENTARE « EDMONDO DE AMICIS » AL TERMINE DEI LAVORI DI AMPLIAMENTO l'esecuzione dei lavori OrToBRE 1928 + VI Gab. Fot, dell'Ufficio Civico deì LL. PP, di ampliamento e siste- più rapido e nel tempo stesso rispondente mazione è venuta ad avere un nuovo piano a tutte le necessità, l Amministrazione Po- completo, suddiviso in tre bellissime aule
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scolastiche e due piccoli vani e munito di gabinetti di decenza. Dette aule sono riuscite anch’ esse molto bene illuminate, completamente arieg- CLXXII - LA SCUOLA ELEMENTARE « A. ROSMINI » ALL’ARCELLA PRIMA DEI LAVORI DI AMPLIAMENTO ApriLe 1928 - VI L'ampiezza partico- lare delle finestre, che fa di detto edificio un tipo di scuola a pareti frontali di vetro, dona anche alle aule del nuovo piano esuberanza di luce e di aria. La Scuola 4. Rosmi- ni, situata sul Viale del- l’Arcella, “© stata invece ampliata con la sopra- elevazione di un piano sul corpo di fabbrica prospicente il viale pre detto. Tale nuovo piano, è composto di cinque aule grandi e di una piccola, di due piccoli vani, ed è munito di gabinetti di decenza. Gab. Fot. dell'Ufficio Civico dei LIL. PP, giate e tali da costituire con il resto dell’edificio, una Scuola veramente rispondente ai criteri mo- derni. In seguito ai suin- dicati lavori di amplia- mento si è venuto ad avere un aumento com- plessivo di nove aule, capaci di contenere circa 450 alunni. I lavori iniziati lo scorso Luglio, sono stati quasi ultimati per | ini- zio del corr. anno sco- lastico, ma le nuove aule non potranno essere uti- CLNXNIV - LA SCUOLA ELEMENTARE «A. ROSMINI » ALL’ARCELLA VERSO LA FINE DEI LAVORI DI AMPLIAMENTO Orrosre 1928 - VI — 316 — Gab. lot, del’Uficio Civico del LL. PP. lizatte che a prosciugamento avvenuto. Il costo delle opere ascende a L. 550.000.
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CLXXV - LA NUOVA SEDE DELLA SCUOLA COMPLEMENTARE «A. GABELLI » LA FACCIATA ESTERNA DEL FABBRICATO OnrtroBRE 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico det LL, PP. LA NUOVA SEDE DELLA R. SCUOLA COMPLEMENTARE ‘A. GABELLI,, In seguito alla riforma scolastica at- tuata nel 1923, V Amministrazione comu- nale del tempo, che già aveva riconosciuta alla R. Scuola Complementare A. Cavalletto, oggi A. Ga- belli, una sede più consona alle sue fun- zioni e tale da favorire l'affluenza ad essa la necessità di assegnare dell'elemento studentesco che maggior- mente si dedica a tal genere di studi, ap- profittò dell’attuazione della suaccennata riforma per tradurre in atto il suo progetto. AI Liceo scientifico, di nuova istitu- zione, furono assegnati i locali dove, in Via G. Barbarigo, aveva sede la Scuola elementare Speroni; questa fu portata in Via Brondolo nella sede della Scuola comple- mentare; e la Scuola complementare tu trasferita nei locali in precedenza occupati dalla soppressa scuola normale maschile in Via Belzoni, cosicchè venne a trovarsi nel centro di un quartiere popolare che è dalla parte opposta a quella ove trovavasi, e trovasi attualmente, l’altra R. Scuola com- plementare G. Galilei. La sistemazione definitiva della nuova sede assegnata alla R. Scuola Complemen- tare A. Gabelli fu però sempre sospesa, dato che la scuola stessa, per sopravvenute = 317 —
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necessità, avrebbe dovuto occupare, in un definitiva della sede della Scuola. L’esecu- secondo tempo, i locali che nello stesso zione dei lavori fu eseguita durante il pe- riodo estivo del. corr. anno, e dall’ inizio del nuovo anno scolastico la scuola poteva iniziare il suo funzionamento nella nuova sede, che si- stemata e restaurata con criteri moderni, è stata resa veramente decorosa e pienamente risponden- te ai bisogni della Scuo- la. È stato anche provve- duto al completo rinno- vamento di tutto il si- stema di riscaldamento CIÎXXVI - LA NUOVA SEDE DELLA SCUOLA COMPLEMENTARE «A. GABELLI» dei locali mediante la } UNO DEGLI AMPI CORRIDOI DEL PIANO SUPERIORE 2: ® I From 1998 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PP. SOStituzione dell’attuale Ì edificio erano tenuti dal | R. Istituto Commerciale, per il quale si stava già predisponendo un appo- sito fabbricato in altra parte della città. Ma, per il rapido sviluppo raggiunto dalla scuola, anche i nuovi locali si son resi insuffi- centi ai nuovi bisogni ela Presidenza ‘ebbe a chiedere, nell’occuparli, di poter mantenere an- che parte dei vecchi locali CLNNVIT. LA NUOVA SEDE DELLA SCUOLA COMPLEMENTARE «A, GABELLI» UNA DELLE AULE SCOLASTICHE della soppressa scuola normale maschile. Omronre 1928 - VI Gab. Fot, dell’ Ufficio Civico deì LL, PP. «E l’Amministrazione ‘ Comunale, riconosciuti fondati i motivi, accolse la richiesta, e de- impianto di sistema a vapore con altro liberò che. si addivenisse alla sistemazione impianto moderno a termosifone. Sane
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COSTRUZIONE DELL’ALLOGGIO PER IL CUSTODE . DELLA SCUOLA ALL'APERTO “RAGGIO DI SOLE -F. RANDI,, La nuova Scuola elementare all'aperto In Raggio di Sole - Francesca Randi, costruita luogo del tetto è stata, difatti, costruita una terrazza in cemento armato lungo le vecchie mura di cinta della città, e precisamente sui bastioni in prossimità di Porta Trento, per la avente la superficie complessiva di mq. 92 e quindi tale da potersi adibire, volendo, sua posizione nascosta ed isolata necessitava di uno speciale servizio di custodia e sorveglianza, che non poteva essere esercitato, specie durante la notte, se non da per sona che abitasse sul posto. Ma poiché l’edificio scolastico suindicato era l’unico fra tutte le scuole del Comune che fosse sfornito di locali da poter destinare ad uso abita- zione di un custode, Amministrazione .Co- Macaio 1988 - VI munale riconobbe l'ur- gente ed inderogabile necessità di, costruire allo scopo predetto un piccolo fabbricato a ridosso del muraglione di cinta della Scuola ed in prossimità di questa, data l'impossibilità di usufruire del sotterraneo della “medesima perché non adatto assolu- tamente a detto. uso. Volle però che il pic- colo edificio avesse anche una destinazione didattica, atta a rendere ancora più perfetta la Scuola all’aperto. E così il nuovo fabbricato, costruito nell’ estate scorsa, è stato fatto in modo da eventualmente servire nella poter parte superiore anche a destinazioni diverse. DELLA SCUOLA CASA DEL CUSTODE E TERRAZZA ELIOTERAPICA CLXXVITI - NUOVO EDIFICIO ENTRO IL RECINTO DEL PARCO ALL’APERTO « RAGGIO DI SOLE - F. RANDI » Gab. Fot. dell'Ufficio Civico deî LL, PP, e qualora se ne presenti la necessità, ad usi scolastici ed igienici, come cure clio- terapiche, sede di tettoia per scuola al- l’aperto, sede di nuovi locali in caso di ampliamento dell’edificio ecc. L'esecuzione dei lavori, secondo il progetto predisposto dall'ufficio civico dei LL. PP., ha importato una spesa comples- siva di circa L. .0.000. Il piccolo edificio nella parte sotto- stante é risultato costituito da una saletta d’ingresso, da una stanza da letto, da una cucina con relativo retrocucina ed è munito di impianto di acqua potabile, di impianto — 319 —
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di illuminazione elettrica e di gabinetto di da l’accesso al parco di cui é circon- decenza, e nella parte superiore presenta dato il fabbricato scolastico e la sua posi- una magnifica terrazza, a cui si accede zione è tale che permette quindi dal- dalla stessa mura di cinta della Città. Esso l’interno, la sorveglianza del luogo d’in- è situato in prossimità del cancello che gresso alla Scuola. LAVORI DI COMPLETAMENTO DELLE SCUOLE ELEMENTARI “G. PRATI,, ED “A. ORIANI,, L'ampliamento effettuato di recente di ornato, sia agli scopi per cui erano negli edifici scolastici G. Prati ed A. Oriani, state effettuate. situati il primo a Voltabrusegana ed il Con tali lavori di completamento si é anche avuto riguardo alla sistemazione delle adia- cenze di ciascun edificio scolastico, lasciate per il passato quasi in com- pleto abbandono e senza alcuna evidente delimi- tazione di confine né col suolo pubblico, nè con proprietà private. Nell’ edificio scola- stico G. Prati è stata di- fatti costruita; fra l’altro, anche una cancellata per circoscrivere il tratto di CLXXIX -SCUOLA ELEME TARE RURALE «A. ORTANI» A VOLTABRUSEGANA terreno annesso all’ edi- LA SISTEMAZIONE DELL'AREA ATTIGUA 3 iS Maggio 1928 » VI Gub. Pot. dell'Uficio Civico dei LL. pe, Î1CLO e nella Scuola 4. Oriani si è provveduto alla costruzione di una secondo alla Guizza, ha portato di conse- muretta di cinta, con sovrastante rete guenza la necessità di provvedere ad alcuni metallica fissa, alla tombinatura di un lavori di completamento delle opere già tratto di fosso ed alla formazione di un eseguite, per renderle pienamente rispon- nuovo ingresso alla Scuola, mediante denti sia ai moderni criteri di edilizia e cancellata.
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CLXXX - GIARDINI E CAMPICELLI MENTRE FERVONO I LAVORI DI COLTIVAZIONE DEL CAMPICELLO ALLA SCUOLA «C, DAVILA » PREMIATA CON LA «SPIGA D'ORO» Giugno 1928 - VI Gab. Fot, dell’ Ufficio Civico deî LL, PP CAMPICELLI SPERIMENTALI E GIARDINI ANNESSI AI VARI EDIFICI SCOLASTICI L'istituzione dei campicelli sperimen- tali e dei giardini annessi alle varie scuole elementari della nostra città e del suburbio, occupa certamente un posto di primaria importanza fra le iniziative intraprese dal nostro Comune durante l’anno VI nel cam- po dell'istruzione anche con finalità emi- nentemente nazionali. E difatti con la coltivazione e manu- tenzione dei giardini e campicelli non solo viene alimentato nell’ animo dei piccoli bimbi l’amore per la vita dei campi e viene fatto conoscere alle loro giovani menti come da semplice zolle abbandonate sia possibile ottenere tanta abbondanza e varietà di prodotti, ma è dato anche loro di riflettere e di convincersi, sin dalla più tenera età, che solo dalle ricchezze nascoste dalla natura nella fertilità della terra può esserci offerta la vera e sola fonte della potenza e dell’indipendenza economica della nostra Nazione. In tal assolve quindi nella forma più completa il modo il Comune di Padova dovere di favorire lo sviluppo dell'industria agricola voluto dal Governo Nazionale. E perchè l'iniziativa fosse coronata dai migliori successi, il Podestà, con delibera-
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CLXXXI - GIARDINI E CAMPICELLI SCOLASTICI IT GIARDINO DELLA SCUOLA Giugno 1928 - VI zione 14 dicembre 1927, oltre stabilire che alla coltivazione e manutenzione dei giar- dini e campicelli doveva esser provveduto con il concorso degli alunni delle Scuole, sotto la sorveglianza c direzione dei rispet- tivi insegnanti, promosse anche tra tutte le Scuole elementari del Comune una gara con numerosi e ricchi premi, allo scopo, appunto, di interessare insegnanti e alunni ai problemi dell’ agricoltura. Dalle fotografie che riproduciamo ad illustrazione di queste brevi note il lettore ha modo di osservare un particolare del- l’attività appassionata svolta nella colti- vazione dei campicelli dai piccoli alunni della Scuola C. Davila, premiata nella gara col massimo premio, c l'aspetto di uno dei tanti giardini annessi alle Scuole, che vennero affidati specialmente alle cure di vd «G. FERRARI» IN CAMIN Gab. fot, dell'Uficio Civico dei LL, PP. bimbe per abituarle ad apprezzare, quali future massaie, la nota gaia e gentile che anche nella casa più modesta può esser data da un umile fiore. Ma in uniformità al giudizio espresso dall'apposita Commissione giudicatrice della gara, possiamo affermare che l’attività spic- gata da alunni ed insegnanti fu effettiva. Scuole cd mente encomiabile in tutte le ottimi furono in ciascuna di esse i risul- tati conseguiti. All’iniziativa non mancò il vivo plauso di Enti e cittadinanza, che la seguirono con vera simpatia c con massimo interessamento. Lo stesso Ministero della P. I., in se- gno del suo particolare compiacimento, inviò due bellissime medaglie d’oro che, con altre offerte da Istituti cittadini, costi- tuirono nella gara ambitissimi premi. (SÌ
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CLXXXII - LA RETE DI FOGNATURA NEL NUOVO QUARTIERE DI S. LUCIA IL GRANDE QUADRILATERO DELLA FOGNATURA SUL TERRENO OVE SORGEVANO LE CASE DEMOLITE Maggio 1928 - VI Gab, Fot. dell’Uficio Civico dei LL. PP, LA FOGNATURA DEL QUARTIERE CENTRALE DI S. LUCIA Superate tutte le difficoltà che si erano frapposte all'esecuzione del piano di risa namento dei quartieri centrali della nostra città, approvato con la Legge del 23 Lu- glio 1922 e provveduto alla demolizione delle vecchie case costituenti gran parte del quartiere di S. Lucia, l’Amministrazione Podestarile, che non mancò di svolgere al riguardo ogni più energica attività, in ar- monia a quanto era stato precedentemente fatto straordinarie che si dalle Amministrazioni ordinarie € erano succedute nel Comune dopo detto anno, il 26 Novembre 1927 deliberava che si addivenisse alla co- struzione della fognatura del primo lotto del suindicato quartiere. E poiché, in relazione al progetto di sistemazione dei corsi d’acqua attigui alla città, cra già stato redatto cd approvato anche quello di massima della fognatura di tutti i quartieri di Fadova, così la fo- gnatura del primo lotto del quartiere cen- trale di S. Lucia fu potuta studiare ed at- tuare non isolatamente, ma in rapporto al precedente progetto di carattere generale. Il progetto completo comprende la co- struzione della fognatura nella zona deli- mitata da Piazza Garibaldi, Via S. Lucia, Via Calatafimi, Volto del Lovo, Via Ca- terino Davila c Via Garibaldi: ed i lavori, iniziati nel Febbraio del corr. anno, sono stati già in gran parte eseguiti. La spesa
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CLXXXIII- FOGNATURA DEL QUARTIERE DI S. LUCIA UNA DELLE GALLERIE ALL’INIZIO DELLA COSTRUZIONE Marzo 1928 - VI complessiva, unitamente a quella necessaria per la sistemazione della zona compresa fra i collettori, ammonta a L. 1.100.000. La fognatura è costituita da una rete doppia di collettori per smaltimento di acque alte e di acque basse, racchiusi a di- verse altezze da una galleria facilmente ispezionabile. . Tale galleria che, nella parte superiore, porterà infissi alle pareti tutti i tubi c cavi necessari ai pubblici servizi, è stata costruita in modo da essere sottostante ai marcia- piedi delle nuove vie, cosicché potrà per- mettere tutti gli allacciamenti privati ai ser- vizi di fognatura, acquedotto, gas, luce, ccc., senza che venga manomessa la sede stra- dale propriamente detta, che sarà in calce- struzzo dello 20 circa, spessore di cm. Gab. Fot. dell'Ufficio Civico deî LL. PP, con sovrastante strato di asfalto compresso. Alla galleria si accede mediante fori prov- visti di sigillo, posti a varie distanze, che verranno a trovarsi sui marciapiedi, ed ogni singola presa richiesta da privati ap- porterà il solo lavoro di perforazione della parete della galleria, che, per costruzione, si troverà contigua ai muri di fondazione dei nuovi fabbricati. Tale sistema di fognatura sarà com- pletamente indipendente dalle nuove co- struzioni; e poichè le pareti esterne della galleria disteranno dall'asse dei muri di fondazione di ml. 1, i nuovi fabbricati po- tranno insinuarsi coi muri sotterranei sotto la pubblica area stradale. Le pareti della galleria sono in mu- ratura e la loro distanza interna permette CLXXXIV - FOGNATURA DEL QUARTIERE DI S. LUCIA UNA DELLE GALLERIE NON ANCORA CHIUSA NELL'ALTO Gab. Fot. dell’ Ufficio Civico deì LL. PP. APRILE 1928 - VI
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l’ assoluta indipendenza delle due condotte delle acque. Ad ogni modo ad ogni 4o metri di distanza È stato costruito un pozzetto, pure in muratura, munito di gradini in ferro e largo a sufficenza perchè un operaio possa eseguire como- damente i necessari la- vori di pulizia delle condotte. Anche ai raccordi delle diverse condotte verranno costruiti poz- zetti in muratura come i precedenti, in modo che gli incontri e le deviazioni dei tubi si effettuino con curve dolci e si evitino gli angoli morti, che fa- voriscono gli interri tanto dannosi al fun- zionamento delle fo- gnature. Con questi criteri costruttivi sl cOnvo- glieranno le acque alte e basse ad un fabbri. Arne 1928 - VI cato di sollevamento che verrà a trovarsi sotto la piazza Garibaldi. Il piccolo manufatto sarà essenzial- mente formato da due camere sovrastanti : la prima d'arrivo delle acque nere, e dentro la quale saranno piazzate due elettropompe verticali, e la seconda, più alta, di manovra. Le pompe saranno ciascuna della por- tata di litri so al I’ e ad asse verticale, e saranno munite di due motori, pure verti- cali, autocompensati. La camera delle pompe sarà divisa in due parti da un muro longitudinale, munito (09) CLXXXV - FOGNATURA DEL QUARTIERE DI S. LUCIA UNA GALLERIA DELLA FOGNATURA ORMAI ULTIMATA Gab. Fot. dell'Ufficio Civico deî LL, PP. di saracinesca di comunicazione. Ad ognuna di queste due camerette arriverà un tubo, dal quale defluiranno le acque nere, mu- nito anch'esso di saracinesca: cosi, con opportune manovre, si potrà mettere in asciutto o luna o l’altra delle due came- rette e procedere di conseguenza alla pe- riodica verifica e puli- zia. Due saracinesche saranno anche poste a metà dei tubi d’u- scita delle pompe, co- sicchè queste potran- no funzionare indipen- dentemente l’una dal- l’altra, oppure insieme, selanecessità lo richie- desse. Da un lato della sede stradale, verso il marciapiede, verranno fatte delle aperture mu- nite di griglia, neces- sarie per ricevere aria e luce, e rendere così abitabile l’ambiente sotterraneo. Rasente alla pa- rete nord della camera delle pompe passerà il condotto ovoidale delle acque alte, che defluirà per naturale pendenza sino al Na- viglio interno. Da una saracinesca praticata nella pa- rete comune tale condotto potrà dare acqua alla camera della pompe, per poter effet tuare il lavaggio della camera medesima, ogni qual volta questo sarà ritenuto neces- sario o dal personale addetto alla sorve- glianza dell’ impianto o dal competente Ufficio della Divisione Municipale LL. PP. un
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NUOVE COSTRUZIONI AL CIMITERO MAGGIORE Il Commissario Prefettizio che nel- volte e con insistenza dal pubblico, che l’anno 1926 era preposto all’ Amministra da tempo reclamava giustamente l’esecu- zione di opere accessi- bili anche a persone non provviste eccessiva mente di beni di for- tuna. Le opere deliberate, furono iniziate nell’ A- gosto del 1927, limita. tamente però ad un pri- mo lotto riguardante la sola parte delle mura di levante. In esse sono stati costruiti 18 nicchioni € CLXXXVI - CIMITERO MAGGIORE due edicole d'angolo LE NUOVE EDICOLE E I NUOVI NICCHIONI COSTRUITI AL CIMITERO tipo Donghi in modo da OTTOBRE 1928 - VI Gab, Fot, dell'Ufficio Civico deî LL, PP, zione del nostro Comu- ne, avendo costatato che le tombe dei nicchioni gia costruiti nel Cimitero maggiore cerano state quasi tutte occupate |’ 8 Ottobre dello stesso anno deliberava che si addi- venisse alla costruzione di 37 nicchioni c di quattro edicole tipo Don- ghi, delle quali due d’an- golo sporgente e due d'angolo rientrante, lun- go le mura di levante fa Fe” CLXXXVII - CIMITERO MAGGIORE e di ponente del Cimi- IL SOTTERRANEO DEL NUOVO CORPO DI FABBRICA tero medesimo com presi Orronre 1028 - VI Gab, Fot, dell'Ufficio Civico deî LL. PP. Pd nel progetto suindicato. Con tale provvedimento, venivano completare detta parte del Cimitero fino a rag- anche accolti i desideri manifestati più giungere e racchiudere il forno crematorio. — 326 —
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fre CLNNNVITT - COLONIA ALPINA « PADOVA» A LAVARONE GLI EDIFICI CENTRALI E IL CAMPO DI CALCIO Serrempre 1928 - VI Fot. Art. A, Gislon - Padova LA GRANDE COLONIA ALPINA “PADOVA,, A LAVARONE La grande Colonia alpina che il Co- mune di Padova stabili di istituire lo scorso marzo, ad integrazione di altre numerose istituzioni del genere sorte in brevissimo tempo per il miglioramento fisico della nostra gioventù, e per la quale fu scelta come località la frazione Gionchi del Co- mune di Lavarone, che tra le località alpine che si elevano ad un raggio di cento chi- lometri da questa città è certamente tra le più pittoresche e le più climatiche, il giorno tredici del successivo mese di agosto acco- glieva già il primo turno di bimbi. Per quanto la trasformazione a sede della Colonia del grande stabilimento acqui- stato dal Comune nella frazione predetta, e che fu costruito nel dopo guerra per la lavorazione del legno c per fabbrica di mo- bili, avesse richiesto una serie non indiffe- rente di opere, pure l’appassionato interes- samento dei solerti organizzatori permise che la loro esecuzione venisse effettuata con rapidità eccezionale. Riservandoci di parlare della cerimonia inaugurale in altra parte del presente fasci- colo, daremo per ora solo brevi cenni della località la Colonia e della conformazione di questa. in cui sorge L’altipiano di Lavarone, ove trovasi il Comune omonimo ce la succitata frazione Gionchi, s' innalza dal vecchio confine a Busatti e a Lastebasse ec forma con gli al- tipiani di Folgaria e Serrada una continua- zione dell’altipiano di Asiago. Il Comune
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di Lavarone ha un'altitudine sul livello del al completo e dotato di alberghi di primis- mare di 1171 m. e dista 34 km. da Trento simo ordine. Vi sono molte località vicine che costituiscono attra- enti mete di bellissime passeggiate attraverso il verde delle valli, o per i piccoli boschi di larici e di abeti che profuma- no e rendono l’aria salu- berrina. I fabbricati della Colonia, costruiti ed ar- redati con fine buon gu- sto, presentano un aspet- to veramente signorile. Il fabbricato cen- CLXXXIX - COLONIA ALPINA «PADOVA » LAVARONE (TRENTO) g UNO DEGLI EDIFICI CENTRALI trale com prende unatrio, SETTEMBRE 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova la scala la Dire zione a scala, lai 5 alcuni locali accessori e 64 da Vicenza. Vi si {| può accedere dalla sta- | fa: zione ferroviaria di Cal- (COLONIA ALPINA PADOVA] donazzo, sulla linea della { i Valsugana, da cui dista 6 km.; ma per chi vi si reca da Padova si pre- senta più comoda e più breve la bella strada car- rozzabile che va per la Val d’Astico. La località ove tro- vasi la Colonia offre un ameno soggiorno per il paesaggio vario e piace- den a CXC - COLONIA ALPINA «PADOVA» A LAVARONE (TRENTO) volissimo che la cir- IL SALUTO ALLA COLONIA NEL MOMENTO DELLA PARTENZA conda, reso ancor più SETTEMBRE )\1928/> VI Fot. Art, A. Gislon - Padova suggestivo dalla presenza di un piccolo lago. Il paese è residenza, ed i dormitori. In ognuno di questi, fregiati nel periodo estivo, di numerosi villeggianti, di immagini sacre, di ritratti del Re e del perchè è anche fornito di servizi pubblici Duce, e dedicati alla memoria di Martiri
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italiani, i lettini sono allineati in bell’ or- dine nel loro candido abbigliamento e cia- scuno porta il nome di Medaglie d’oro o di Caduti fascisti. Nel grande fabbricato attiguo sono il refettorio che porta il nome di Benito Mus- solini, la sala da pranzo per il personale direttivo, lo spogliatoio, le cucine, i retro- cucina e le dispense. In altro piccolo fabbricato contiguo a quest'ultimo trovasi il locale dei bagni a doccia e la lavanderia. Vi sono poi la casa del custode con locale per garage, un capannone in legno da servire a palestra coperta, un salone per giuochi, riunioni ricreative, ecc. e un padiglione d’isolamento per casi di malattie infettive, sito a notevole distanza dagli al- tri fabbricati e con strada d’ accesso sepa- rata in7modo; da renderlo completamente indipendente del resto della Colonia. Non manca anche una piccola Cap- pella per la celebrazione della S. Messa nei di festivi e per la recitazione delle preghiere. Il grande spazio di terreno che circonda la Colonia e che misura un’esten- sione complessiva di circa 20.000 mq., è stato destinato in parte a campo sportivo, fiancheggiato da file di abeti, in parte a piccolo bosco, mediante piantagione di abeti, di pini e di pioppi, ed in parte a coltiva: zione di ortaggi. Nel tratto dinanzi all’ edificio princi pale della Colonia, sistemato a giardino, e su cui da il viale d'accesso alla mede- sima, è stata costruita una bellissima fon- tana ed è stata posta l'antenna per un grande tricolore, a cui i bimbi rendono quotidianamente il saluto romano, sia al momento in cui esso vi viene issato alla prima luce del giorno, sia al momento in cui ne vien tolto. Dove il viale d'accesso si congiunge alla strada provinciale è stato posto un gran cancello in ferro, portante la scritta Colonia Alpina «PADOVA» e tutta la pro- prietà è stata delimitata da robusta palizzata. La Colonia è fornita di impianto di illuminazione elettrica e di acquedotto. Gestita dal benemerito Patronato sco- lastico del nostro Comune, ha funzionato quest'anno per un sol turno di bimbi, per essere la stagione già inoltrata alla data della sua apertura. I duecento bimbi che vi sono stati ospitati hanno risentito tutti indistinta- mente sensibilissimi miglioramenti nel loro fisico, ciò che costituisce la miglior prova dell’ utilità dell’istituzione e che dà la mi- gliore certezza degli indiscussi benefici che la nostra gioventù ne ritrarrà negli anni avvenire. La spesa complessiva sostenuta dal Comune per l'impianto della Colonia è Stata potuta contenere nella somma di circa L. 600.000.
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IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA NEL QUARTIERE DI VANZO Ultimata la costruzione della rete stra- rapidamente, poterono essere ultimati per dale del nuovo quartiere di Vanzo e con- la fine di l'ebbraio dell’anno corr. 9 q O \ L'illuminazione è fatta con lampade da 600 candele collocate lungo gli assi stradali, eccettuato il Viale Luigi Cadorna in cui sono state collocate lampade da 1000 candele. La distanza fra cia- scuna lampada è di circa 4o metri cd esse sono sospese al centro lumi- noso a 7 od 8 metri da terra a seconda della loro diversa potenzialità CXCI - ILLUMINAZIONE PUBBLICA e del loro raggio lumi- L'IMPIANTO DELLA ILLUMINAZIONE ELETT. NEL NUOVO QUARTIERE GIARDINO DI VANZO VIA S. MARIA IN VANZO noso. l'espraro 1928 - VI Gab, Fot, dell'Ufficio Civico deî LL. PP. statato che le numerose abitazioni sorte nel quar- tiere medesimo crano già tutte abitate, il Podestà con deliberazione del Novembre 1927 autoriz- zava l'installazione del- l'impianto elettrico per l'illuminazione di detto quartiere. Il progetto, ispirato a concetti di modernità sia nelle parti elettriche, come nelle parti decora- tive, fu approntato dal- CXCII - ILLUMINAZIONE PUBBLICA li ufficio civico dei LÌ. I'IMPIANTO DELLA ILLUMINAZIONE 1 Fl. NEL NUOVO QUARTIERE GIARDINO DI VANZO 3 ° a VIALE VITTORIO EMANUELE III. PR, ed 1 lavori, con dotti FeBbRAIO 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico deî LL. PP, ORE
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CXCHI - SISTEMAZIONI STRADALI 1L NUOVO MARCIAPIEDI IN VIA VOLTURNO PRIMAVERA 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PP. SISTEMAZIONI STRADALI Nel corso del corr. anno Vl Ammini- strazione del nostro Comune non ha man- cato di rivolgere anche le sue cure parti- colari all'esecuzione di lavori di sistema- zione stradale, per cui fu sostenuta una spesa complessiva di L. 350.000. In considerazione dell’addensarsi della popolazione nella zona suburbana attra- versata da Via Vicenza e tenuto conto che il transito pedonale doveva svolgersi con notevole pericolo sulla carreggiata stradale, È stato costruito in detta via un marcia- piede della larghezza di m. 2.50 e di 175 m. di lunghezza, sovrastante un tombino in calcestruzzo di forma ovoidale e colle- gato alle tombinature del quartiere. Per le stesse ragioni di viabilità si € proceduto alla costruzione di un marcia- piede in ghiaictto della larghezza di m. 2.50 ce della lunghezza di m. 85 in Via G. Bruno. Anch'esso sovrasta un tombino ovoidale e per ragioni di estetica è stato fiancheg- giato da un filare di ligustri. Via Annibale sono stati costruiti 365 m. di tombinatura Anche in da Bassano ovoidale in calcestruzzo c 593 m. di mar- ciapiedi in ghiaictto con cordonata. Il lavoro fu eseguito col principale intento di eliminare il più possibile le con- dizioni poco igieniche nelle quali trovavasi ovest di detta costantemente il fosso ad via, di fronte al quale sono sorte molte case
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di civile abitazione, c per facilitare nella via medesima il transito pedonale, che con gravi pericoli si svolgeva anche in essa sulla sola carreggiata stradale. In Via Volturno costruzioni simili sono state eseguite dinanzi alle abitazioni co- struite lungo detta via dall’ Ente auto- le nomo per case economiche e po- polari. I duc nuovi rami di tombinatu- ra, che si estendono per una lunghezza complessiva di 270 m., scolano entram- bi bastioni. nel fosso dei Lavori di tom- binatura vennero anche eseguiti nella Via Jacopo Faccio- lati e precisamente nel tratto che va Si Osvaldo alla nuova dalla località barriera Piove. Detti lavori so- no stati eseguiti per la copertura del fos- so che corre lungo il lato destro della. vuo 1927 - 1958 strada predetta e sono stati anch'essi completati con la co- struzione di sovrastante marciapiede. Il tombino in cemento, misura una lunghezza complessiva di 615 m. ed eguale lunghezza misura il marciapiede in ghiaietto con relativa cordonata. In Via S. Maria struito un tombino in cotto della lunghezza Iconia È stato co- di m. 300 ed un tratto di marciapiede, simile ai precedenti, per una lunghezza di m. 100. L'esecuzione di tale lavoro si rese necessaria per l'insufficienza ai reali biso- gni della zona del tombino preesistente ed al cattivo stato in cui questo era ve- nuto a trovarsi. La sistemazio- ne della strada d’ ac- cesso alle Celle Bec- cari da Via listom- ba, lavoro che € stato fatto anch’ cs- i so nell’anno corr., fu eseguita allo sco- po di permettere una diretta comuni- cazione carrozzabile tra Via Fistomba e le Celle Beccari. I consistiti lavori sono nella. si- stemazione di una strada della larghez- ! za di m. 4 e nella sistemazione di un ampio piazzale della superficie di mq. 1600. CXCIV - SISTEMAZIONI STRADALI IL TOMBAMENTO DEL l'OSSO LATERALE PER LA COSTRUZIONE DEL MARCIAPIADE IN VIA FACCIOLATI Gab. Fot. dell Ufficio Civico deì LL. PP» La rullatura di sottofondo della strada e del piazzale è stata fatta in trachite. Con la serie di opere suindicate il Co- mune ha in breve periodo di tempo av- vantaggiato sensibilmente le condizioni di viabilità nelle zone suburbane ed ha fatto fronte anche ad urgenti ed inderogabili necessità di igiene e di decoro.
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CNXCIX - LA NUOVA SEDE DEI SINDACATI FASCISTI DEI LAVORATORI VEDUTA GENERALE DEI FABBRICATI DOVUTI ALLA TENAC FATTIVITÀ DEL SEGRETARIO Cav, VITTORIO ROMANO È FORGIATI DALL'ARTE DELL’InG. LUIGI FAGGIOTTO OTtTORRE 1928 - VI Gab. Fot, dell' Ufficio Civico dei LL, PP. LA NUOVA SEDE DEI SINDACATI FASCISTI Il Caserma del Carmine, oggi sede dei Sin- fabbricato noto col nome di ex dacati Fascisti della nostra città, fu acqui- stato dal Comune, insieme ad altri stabili demaniali, con rogito Alessi del 20 feb- braio 1873, allo scopo di tenerlo in parte a disposizione del Distretto Militare per truppe di passaggio qualora non fossero stati sufficienti al riguardo i locali delle diverse Caserme esistenti in Padova. Ma da quell’ epoca sino al 1900 detto fabbricato, che si trovava in pessime con- dizioni di stabilità e di manutenzione, fu adibito assai raramente allo scopo suindi- cato, e fu in genere concesso in uso per sedi e magazzini di alcune Società, alle quali erano sufficienti uno o due locali. Nel 1900 l’ Amministrazione popolare, che aveva assunto in quell’anno il governo (05) della città, dopo aver provveduto a lavori di restauro più necessari, cedette gran parte del fabbricato in uso alla vecchia Ca- mera del Lavoro, che nel 1920 lo occupò totalmente. Ma sorte nel 1921 le prime squadre d'azione del Fascismo purificatore e nati i primi contrasti con i demagoghi deni- gratori di ogni valore nazionale, il 3 agosto 1922 dopo altri precedenti tentativi la rocca forte del Socialismo veniva fatta definiti- vamente sgombrare da coloro che tentavano invano di opporsi ancora alla marcia trion- fale del Fascismo, c per i danni derivanti al fabbricato dai due incendi provocati a scopo di liberazione e purificazione questo tu senz'altro demolito in quella parte della facciata che incideva sul terreno destinato a diventare piano stradale. DE)
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CXCVI}- LAINUOVA SEDE DEISINDACATI' FASCISTI DEI LAVORATORI UNO DEI CORRIDORI DELLA NUOVA ALA DI FABBRICATO VERSO IL FIUME OtroBre 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PP. Assunto il potere dal Governo nazio- nale fascista e iniziatasi la formazione dei Sindacati fascisti, 1 locali dell'ex Caserma del Carmine, previo un modesto restauro, furono consegnati all’ Ufficio provinciale della Confederazione Nazionale dei Sindacati stessi e da quell’ epoca vi è sempre rimasto l’ Ente predetto. A togliere però la bruttura risultante dalla demolizione di parte della facciata e nello stesso tempo per ‘Îmigliorare alquanto anche l’ interno degli uffici e dare a questi un ingresso decoroso, fu elaborato dal Comune, un primo progetto di restauro riguardante la nuova facciata della parte demolita e il grande Salone interno desti nato a ‘l'eatro. E la spesa relativa che ascese a circa L. 110.000 fu sostenuta dal Comune. Successivamente, e ciot nel Luglio 1928, interveniva un accordo tra il Pode- stà e la Conferazione generale dei Sinda- cati fascisti, mediante il quale il suindicato fabbricato veniva dato in affitto alla Con- federazione nazionale dei Sindacati fascisti per l’uflicio provinciale di Padova, e questa si assumeva l’ obbligo di proseguire ed ul- timare la sistemazione dell’ intero fabbricato dell'ex Caserma a sue spese, salvo a scom- putare l'importo della spesa sull’ affitto. I lavori condotti a termine per la fine del mese di Ottobre con una rapidità vera- mente eccezionale, hanno fatto del vecchio edificio un palazzo artistico e veramente CXCVII - LA NUOVA SEDE DEI SINDACATI FASCISTI DEI LAVORATORI Il, CHIOSTRO QUATTROCENTESCO VELICEMENTE RIPRISTINATO Gab, Fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PPs OrtorRE 1928 - VI Tae 334 Pare
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signorile, che può definirsi senza tema opera degna del Regime. Sulla facciata principale sono poste tre lastre di marmo sulle quali è riprodotto scolpito il testo della Carta del Lavoro, e sono riprodotte frasi dettate dall’ On. Edmondo Rossoni e dall’On. Carlo Del Croix. Nell’interno il chiostro quattrocentesco è stato decorato dal valente pittore Prof. Luigi Brunello, e tutti gli uffici sono stati arredati con austerità e con fine buon gusto. Essi sono pure forniti di ottimi im- pianti di riscaldamento e di illuminazione. CXCVIII - LA NUOVA SEDE DEI SINDACATI FASCISTI DEI LAVORATORI L’INGRESSO PRINCIPALE AGLI UFFICI Orropra 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico deì LL. PP, va CXCIX - LA NUOVA SEDE DEI SINDACATI FASCISTI DEI LAVORATORI. LA FACCIATA DEL CORPO DI FABBRICATO DESTINATO A TEATRO (A. CASALINI) Gab. Fot. dell'Ufficio Civico deì LL, P#. Orrore 1928 - VI Di splendido effetto è anche l’arreda- mento della sala teatrale. . Luigi Faggiotto Il progetto è dell’ Ing ‘ e realizzatore tenace e fervente dell’opera grandiosa è stato il Segretario generale dell’ ufficio provinciale dei Sindacati Cav. Vittorio Romano. Se si pensa in quale stato trovavasi la vecchia Caserma del Carmine, anche quando su quel fabbricato imperava la fami- gerata Camera del Lavoro, e come era stata ridotta dall’onda purificatrice delle prime Camice Nere, non si può non re- stare meravigliati dell’ opera compiuta in così breve tempo dal Podestà e dai Sin- fusi in unico dacati fascisti dei lavoratori sforzo d’amore per le classi lavoratrici. n
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Macaio 1928 - VI n CXCVII - IL SALONE DELLA RAGIONE TRASFORMATO IN TEMPIO DELL’ARTE MUSICALE IL GRANDIOSO PALCO PER L’ORCHESTRA E I CORI DESTINAZIONE DELLA SALA DELLA RAGIONE A TEMPIO La destinazione della Sala della Ra- gione a sede permanente di concerti sin- fonici e la sua conseguente trasformazione, fatta in maniera decorosa e per nulla in contrasto con la maestosità della mirabile opera d’arte, avvennero nella primavera del corrente anno per lodevole iniziativa dei solerti amministratori dell’Istituto Musicale C. Pollini, sorretta dal fermo volere del Podestà Co: Giusti che, ponendo fine con atto energico a tutte le critiche e discussioni sorte in proposito, ne favori l’attuazione. L'arredamento della Sala è stato cu- rato in ogni minimo particolare ed in MUSICALE modo da renderlo pienamente rispondente alle speciali esigenze acustiche dello spa- ziosissimo locale. Un bellissimo palco, composto di tre piani per orchestra e di una gradinata per i cori, è stato eretto nella parte della Sala lazzo Municipale, ed è limitato da un son- a cui s’ accede dall'interno del Pa- tuoso sfondo di magnifiche colonne dori- che, poste a semicerchio, intercalate da ricchi drappi di color rosso cupo. Lo spa- zio rimanente del vasto salone è stato occu- pato da 2500 poltrone in stile perfettamente intonato alle linee artistiche dell'ambiente.
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LA NUOVA SEDE DEI SINDACATI FASCISTI DEI LAVORATORI LE DUE FACCIATE PRINCIPALI VERSO PIAZZA PETRARCA OTTOBRE 1928 . VI Gab, Fot, dell’Uficto Civico del LL, PP.
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APERTURA DI-UN NUOVO TRANSITO FRA LA VIA SAVONAROLA E VIA VICENZA Da molti anni era stata sentita la ne- tramviaria Piazza Duomo - Cimitero ebbe cessità di abbandonare il passaggio angusto ad approvare l’apertura di una nuova bar- e pericoloso attraverso la vecchia porta Savona- rola e di mettere la via omonima in comunica- zione con la strada ester- na di Via Vicenza me- diante un nuovo pas- saggio in linea retta e consono al movimento odierno, cosi com'è stato fatto nel 1911 per la porta S. Giovanni ed anteriormente anche per la porta S. Croce. Nel 1919 il Consi- glio Comunale, in pre- CCI - L'APERTURA DI UN NUOVO TRANSITO eee ae ATTRAVERSO LE MURA DELLA CITTÀ Visione anche della co- LA VECCHIA CASA COSTRUITA A LATO DELI’ANTICA PORTA SAVONAROLA struzione della li nea DEMOLITA PER L'APERTURA DEL TRANSITO Fesprato 1923 - VI Gab. Fot, dell'Ufficio Civico del LL. PP. riera in linea retta a Via Sanonarola, autorizzan- do :la relativa spesa; ma il lavoro non fu potuto compiere, cosicché nel 1921 si dovette far pas- sare la nuova linea tram- viaria attraverso la vec- chia porta, a cui tale passaggio dava luogo. E solo il Governo Podestarile è riuscito a superare le difficoltà che si opponevano alla ese- cuzione dell’opera, con CCII - L'APERTURA DI UN NUOVO TRANSITO ATTRAVERSO LE MURA DELLA CITTÀ una spesa che ha rag- LA PORTA CINQUECENTESCA DI G. M. FALCONETTO LIBERATA DALL'EDIFICIO È CHE VI ERA STATO ADDOSSATO giunto [esche 320.000. Orroeke 1928 - VI Gab, Fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PP.
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Il nuovo fianco della Porta misura una larghezza tratto di strada aperto a CCIII - L'APERTURA DI UN NUOVO TRANSITO ATTRAVERSO LE MURA DELLA CITTÀ LA STRADA PROV. DI VICENZA-MILANO S’INNESTA DIRETTAMENTE CON VIA SAVONAROLA OTTOBRE 1928 - VI di 22 m. ed allaccia il piazzale in cui sbocca la Via Savonarola con l’inizio di Via Vicenza. Esso corre su un ponte ad un’arcata costruito sul fossato di circonval- lazione. Con l'apertura di tale nuovo transito è stato reso indiscutibil- mente facile e sicuro l’ac- cesso alla città dall’ im- portante via che mette in comunicazione Pado- va con Vicenza, Verona e Milano e si è anche compiuta un'opera di risanamento edilizio poichè è stato fatto scomparire un casamento malsano, abitato OrroBRE 1928 - VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico del LL. PP. da numerosissime famiglie operaie che non vi trovavano certo alloggi rispondenti alle più elementari norme di igiene e di decenza. Ed anche l’arte ne ha risentito dei vantaggi inquantochè è stata libe- rata da tutto ciò che poteva deturparne la bel- lezza artistica la vecchia porta Savonarola, co- struita nel 1510 da Gio- vanni Maria Falconetto, linea delle mura ordinate dalla Repubblica Veneta a difesa della no- sulla stra città, ed eseguita su disegno del celebre ar- Mi- chitetto veronese chele Sanmicheli. CCIV - L'APERTURA DI UN NUOVO TRANSITO ATTRAVERSO LE MURA DELLA CITTÀ IL PASSAGGIO VISTO DALL'ESTERNO Gab. Fot, dell'Ufficio Civico deî LL. PP. Così l utile pubblico è stato fuso con l'interesse dell’arte.
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CCV - SISTEMAZIONE DEL PALAZZO CIVICO I LAVORI PER LA COSTRUZIONE DEL NUOVO CORPO DI FABBRICA IN VIA VIII FEBBRAIO OrTOBRE 1928 - VI Gab. Fot. del’ Ufficio Civico dei LL. PP. LO STATO DEI LAVORI DEL NUOVO PALAZZO MUNICIPALE Compiuta rapidamente la rassegna di tutte le opere condotte a termine nella nostra città per la celebrazione del VI an- nuale della Marcia su Roma, riteniamo opportuno, prima di chiudere queste brevi note, di fare anche cenno dei lavori eseguiti durante l’anno VI per opere tuttora in corso, inquantoché la loro spesa di non indifferente entità, aggiunta a quella sostenuta per le opere già ultimate e comprendendo in queste anche i lavori di riparazione alla canaletta di piazza Vittorio Emanuele Il, fa ascendere la spesa complessiva dei lavori compiuti dal Comune nell’anno corr. alla somma di L. 10.140.000 Ciò che dimostra indubbiamente con quale fervore e con quanta fermezza di propositi la città nostra assecondi mirabil- mente il del fa- scismo in questo periodo di rinascita na- cammino ascensionale zionale. Una delle opere in corso, di partico- lare importanza, perché costituirà fra non lungo tempo, per la sua mole grandiosa, novella prova dell’ attività tenace, appassio- nata, e fattiva delle nostre gerarchie e del nostro popolo è il nuovo corpo di fabbrica con cui sarà artisticamente c decorosamente completata l’attuale sede dei nostri uffici municipali. mi da
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CCVI - SISTEMAZIONE DEL PALAZZO CIVICO I LAVORI PER LA COSTRUZIONE DEL NUOVO CORPO DI FABBRICA VERSO VIA MUNICIPIO Gab. Fot, dell'Ufficio Civico dei LL, PP. Orronre 1928 - VI Tale grandiosa costruzione, che il Consiglio comunale in seduta del 5 No- vembre 1918 deliberava di eseguire anche nell'intento di celebrare con un’opera di pubblica utilità la Vittoria Nazionale e di rendere doveroso tributo di affetto e di riconoscenza a tutti gli artefici della mede- sima, abbiamo avuto già modo di farla conoscere nei più minuti dettagli ai nostri lettori in precedenti numeri di questa R- vista, sia al momento in cui fu fatta la relazione illustrativa del progetto, sia quando fu dato inizio all’esecuzione del III lotto dei lavori. Senza quindi tornare a superflue espo- sizioni delle varie circostanze che si frap- posero all'immediata esecuzione dell’opera, che ostacolarono la prosecuzione dei lavori per oltre due anni dopo la costruzione dei locali sotterranei e che ne permisero la ripresa soltanto nel mese di Luglio dello scorso anno, diremo ora come i lavori medesimi siano ora in continuo e rapido sviluppo mercè il vivo interessamento che a tale riguardo-viene prodigato dal Podestà Co: Giusti, alla cui particolare energia e rapidità di decisione si deve il sorgere di quest opera d’arte che onorerà la città nostra. Egli difatti nel Luglio dello scorso anno si recava personalmente da S. È. il Capo del Governo, accompagnato dal Pre- fetto, dal Vice-Podestà Avv. Bonsembiante e dal Segretario del Sindacato Ingegneri Ing. Enrico Hornbostel e riusciva ad otte- nere dal Duce l autorizzazione per l’im- mediata esecuzione dell’opera secondo il progetto Moretti - Scarpari ponendo fine na za
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ad una ormai lunga serie di critiche, di obbiezioni e di congetture con cui si cer- cava di ostacolare i lavori. La parte dell’opera in corso di costru- zione, e che secondo il progetto predetto ne costituisce il III lotto, è la parte cin- quecentesca del nuo- vo edificio, di va- stissima mole, in- quantochè com- prende la costruzio- ne di tutta la fronte del Palazzo verso via VIII Febbraio, gran parte del lato verso via Municipio ed una parte di quel- la su via Oberdan. In questa via sarà invece costruito in un secondo tem- po l’edificio di col- legamento fra il nuovo corpo di fab- brica che sta sor- gendo ed il cosi- detto Palazzo degli Anziani, il quale a sua volta sarà com- pletamente ripristi- nato nelle sue ar- Dani n OrroBrE 1928 . VI tistiche linee me- dioevalìi. La direzione dei lavori in corso è stata affidata all’ Ing. capo dell’ufficio ci- vico LL. PP. Cav. Uff. Tullio Pao- letti che dedica, con singolare cura e com- dei petenza ogni migliore attività alla rapida esecuzione dell’opera, coadiuvato dal so- lerte assistente Prof. Capovilla. Anche l’im- presa Minozzi, assuntrice dell’ appalto, non CCVII - SISTEMAZIONE DEL PALAZZO CIVICO IL GRANDE FRONTALE D'INGRESSO VERSO VIA VIII FEBBRAIO Gab. Fot. dell'Ufficio Civico dei LL. PP. manca di fare il suo meglio perchè la legit- tima aspettativa dell’ intera cittadinanza sia al più presto appagata c nel luogo in cui un tempo non si vedeva che uno sconcio igienico ed edilizio, st possa ammirare quanto prima almeno nelle sue linee fon- damentali l’artistico edificio. Ciò potrà av- venire senza dubbio in un giorno non molto lontano poi- ché i lavori sono a buon punto. È stata difatti gia ultimata la co- struzione del por- tico, della facciata e di tutto il corpo di fabbrica fino al mezzanino © si sta procedendo alacre- mente nei lavori di completamento e copertura di questo ultimo. Alla del recinto del can- sommità i tiere cominciano - già ad ammirarsi le prime linee mae- stose del palazzo, date da un’artistica lavorazione di lastre e blocchi di pietra di composto. chiara Nabresina, di cui esso sarà E tutto fa sperare che la prima parte dell’opera consistente nella fronte verso via Università e verso via Municipio, possa essere ultimata entro l’anno 1929, prima che si inizi V VIII Anno dell’ E. PF.
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COMPLETAMENTO DELLA FRONTE PRINCIPALE DEL CIMITERO MAGGIORE Altra opera in corso degna di speciale | Amministrazione Podestarile del nostro considerazione è quella che riguarda il Comune, riconobbe l'opportunità di dar corso. senz'altro all’at- tuazione del progetto. E ciò anche in con- siderazione del fatto che si rendeva necessario evi- tare il deperimento del materiale giacente da lungo tempo nel ma- gazzeno scoperto annes- so al Cimitero, condurre a termine la parte mo- numentale del medesimo e rendere possibile la ven- dita delle tombe, rifiu- tate sino ad ora perché CCVIII - CIMITERO MAGGIORE COMPLETAMENTO DELLE LOGGE SULLA FRONTE DEL CIMITERO + DALL'ESTERNO OIORRE I cas TNVI Gab. Fot, dell’Udicio Civîco deé LL. PP. chitettonica esterna. I la- mancanti della parte ar- completamento della parte architettonica ester- na della fronte del Cimi- tero Maggiore nel lato di ponente mediante la co- struzione di sette arcate e di una edicola d’ an- golo tipo Holzner. L'esecuzione di detti lavori venne autorizzata sin dal 1923 dal Consi. glio comunale del tem- po in base ad un pro- getto gia approvato dal Consesso medesimo nel CCIX - CIMITERO MAGGIORE 1919. Ma per molteplici COMPLETAMENTO DELLE LOGGE SULLA FRONTE DEL CIMITERO - DALL'INTERNO OmroBRE 1928 - Vi Gab. Fot. dell'Ufficto Civico deì LL. PP, ragioni la progettata ese- cuzione dei lavori non ebbe più luogo vori iniziati nello scorso Maggio, saranno sino alla primavera dell’anno corr., in cui fra breve condotti a termine. ere
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EC. NIANANAANAAAA47g LA CELEBRAZIONE DEL VI ANNUALE DELLA MARCIA SU ROMA o a o L'INAUGURAZIONE DELLA BONIFICA DEL CATTAJO Le cerimonie celebrative del VI annuale della marcia su Roma, che si svolsero nella nostra città nella giornata del 28 Ottobre corr. anno secondo le direttive di massima impar- tite da S. E. l'On. Turati, Segretario del Partito Nazionale Fascista, a tutti i segretari federali e secondo il programma ufficiale sta- bilito dalla Feder. prov. di Padova, furono tutte improntate alla maggiore solennità. Esse ebbero inizio con l'inaugurazione della sala centrale dell’idrovoro della Bonifica del Cattajo, con la quale, a cura del R. Ma- gistrato alle acque e dell’ Ufficio del: Genio civile, sono stati liberati dalla palude e dalla malaria i terreni situati nel Comune di Bat- taglia Terme nel tratto compreso fra la sta- zione ferroviaria e la galleria del Cattajo, at- traversata dalla linea Padova-Bologna. Nei suddetti terreni, bonificati ora per una superficie complessiva di 270 ettari, sco- lavano in precedenza e s'imputridivano per impossibilità di smaltimento naturale, tutte le acque dei due costoni dei Colli Euganei che si estendono in detta. zona a guisa di ferro di cavallo, partendo dal versante sud del monte Ceva dando luogo alle così dette Paludi del Cattajo, denominazione dovuta alla vicinanza del castello omonimo, monumento nazionale di proprietà dello Stato. Alla cerimonia, che si svolse in forma semplice ed austera intervennero numerosis- sime autorità e personalità sia di Padova che di Battaglia. Erano anche presenti con i gagliardetti e vessilli il Fascio di Battaglia, gli Avan- guardisti, i Balilla, le Piccole Italiane, i Mu-
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tilati, i Combattenti ed una larga rappresen- Luisetto, in rappresentanza del vescovo di Pa- tanza delle Scuole. L’arrivo delle autorità dova, impartì la benedizione alla sala ed al ; macchinario dello stabili mento idrovoro, assistito dal parroco di Battaglia. Dopo la. benedizione gli intervenuti guidati dal. l'Ing. Longhino, Capo del. l'ufficio del Genio Civile e dall’Ing. Aventi addetto all'ufficio medesimo, ese- guirono una minutissima ed interessante visita di tuttele macchine, assisten- done anche ad un primo funzionamento. Quindi il Conte Mario diede lettura del messag- CCX - LA BONIFICA DEL CATTAJO gio del Duce, che fu ac- L'INAUGURAZIONE DELL'EDIFICIO CENTRALE DELLE MACCHINE IDROVORE I) i Ina Parona "COLO da calorosissimi ed unanimi applausi. Per quanto | opera di Padova fu salutato da fervide ed unanimi interessi una plaga di territorio non vastis- manifestazioni di omaggio, specie all'indirizzo sima, pure essa integra proficuamente le vaste di S. E. il Prefetto Gr. uff. Giambattista Rivelli, del * Segretario federale dei fa- sci Cav. uff. Giovanni Alez- zini e del Podestà Co: Dott. Ing. Francesco Giusti. A capo dell’eletto stuolo delle autorità e persona- lità di Battaglia era il Conte Mario, Podestà del Comune e Vice-Segretario della Federazione Provin- ciale- fascista. ‘Il rito inaugurale .del- l'opera veramente gran- diosa con cui è stata ri- donata la più completa fertilità. alla zona sopra- CCXI - LA BONIFICA DEL CATTAJO ; IL PODESTÀ DI BATTAGLIA PRONUNZIA IL DISCORSO INAUGURALE descritta e che sta' a pro- ,s Ortone 2 TTOBRE 1928 - VI va di un’operosità tenace, assidua ed ammirevole Fot. Art. A. Gislon - Padova nei risultati conseguiti, ebbe inizio con una opere di bonifica già compiute in questa funzione religiosa mediante la quale Mons. Provincia. TR
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L’INAUGUR. DELL’ ASILO MONUMENTO AL BASSANELLO Dallo stabilimento idrovoro del Cattajo le autorità si recarono poi al Bassanello per |’ i- naugurazione dell’Asilo Monumento, costruito sul piazzale della chiesa di detta frazione. L'iniziativa della benemerita istituzione è dovuta al Col. Cav. Uff. Vittorio Capuzzo, Segretario politico della sezione fascista del luo- go e l'edificio, eretto con fine senso artistico e con fondi generosa- mente offerti dalla po- mediante pubblica sottoscrizione, oltre ad accogliere i bimbi della zona per educarli al culto della famiglia, della Religione e della Patria, ha anche lo scopo di ricordare ai posteri il sacrificio polazione, purissimo di tante gio- vani esistenze cadute sui campi di battaglia e di quelle immolatesi per l'ideale fascita. Ad attendere le autorità erano il gene- rale Opizzi, comandante la II. Zona aerea, i Co- mandanti di tutti i Reg- gimenti, Corpi e Reparti di stanza a Padova, una larghissima rappresentanza di ufficiali di tutte le armi e numerose personalità cittadine. Erano pure presenti moltissimi fascisti, Avanguardisti, Balilla e Piccole Italiane. Ren- devano gli onori tre plotoni del 58° fanteria, del 20° artiglieria e dei Cavalleggeri Gusde, con fanfara che, all'arrivo delle Autorità, e- seguì il suono della Marcia Reale e dell'inno Giovinezza, applauditi entusiasticamente da tutti i presenti. COLONNELLO Cav. 28 OrtoOBRE 1928 - VI CCXII - L’ASILO - MONUMENTO AL BASSANELLO IL PRINCIPALE ARTEFICE DELL'OPERA Urr. VITTORIO CAPUZZO ILLUSTRA LE ORIGINI E LE FINALITÀ DI ESSA Quindi il Colonnello Capuzzo tagliò i nastro tricolore che chiudeva l’accesso al pronao e salì su questo seguito da tutte le autorità. Dopo aver rivolte deferenti espressioni di ringraziamento a tutti i convenuti egli pronun- ciò brevi ma bellissime parole di circostanza il. lustrando le ragioni e le finalità per cui si è dato vita all'istituzione benefica, traendo anche motivo da coincidenze di avvenimenti storici. Il Col. Capuzzo, che chiuse il suo dire inneg- giando al Re, al Duce ed alle maggiori fortune d’Italia, fu alla fine calo- rosamente applaudito e ricevette anche vivissi- me espressioni di com- piacimento da parte di tutte le autorità. Queste passarono quindi a visitare i locali dell’ Asilo, ammiran- done i numerosi pregi e manifestandone il loro A aerea I VIVO pl AuSsorpernia bellissima opera d’arte. L’accesso all’ Asilo è dato da una spaziosa scalinata che mette nel pronao rettangolare, circondato da balaustrata in colonnine di pietra. Lungo la balaustrata si elevano cinque ampie arcate, sorrette da colonne doriche e sormon- tate da artistici cornicioni e da un frontone triangolare con bassorilievo allegorico. Un elegante cancello in ferro, finemente lavo- rato, è stato posto attraverso l’arcata centrale in luogo della balaustrata, che in quel punto s'in- terrompe per costituire l'ingresso al pronao.
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CCXIII-CCXIV - L’ ASILO - MONUMENTO DEL BASSANELLO LA FACCIATA PRINCIPALE CON LE LAPIDI DEI CADUTI PER LA PATRIA E PER IL FASCISMO - LA GRANDE SALA INTERNA OrrOBRE 1928 - VI Fot. Art, A, Gislon - Padova pd 0
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Ai lati della porta d’ingresso ai locali dell’Asilo sono state collocate due lapidi che portano scolpiti i nomi di novantadue Caduti in guerra e di due caduti per la causa fa- scista, sulla porta sono incisi lo stemma di Savoia e il Fascio Littorio. Nella parte centrale del soffitto del pro- nao vi è uno splendido affresco raffigurante la Pietà, opera del Prof. Cav. Tommasi mentre sono stati affrescati due episodi della nostra guerra: lo sfondamento di un reticolato ne- mico da parte di fanti all'assalto ed il bom- bardamento di una posizione avversaria. Altre figure allegoriche si ammirano nel L’ADUNATA AL CAMPO Terminata la cerimonia all’ Asilo Monu- mento del Bassanello le Autorità si recarono al Campo sportivo del Littorio per la cele- brazione ufficiale della Marcia su Roma, e pre- sero posto nella tribuna centrale dove era già con- venuto in loro attesa un folto gruppo di persona- lità. Lungo la strada che circonda la pista si erano schierate con vessilli e gagliardetti le rappresen- tanze di tutte le associa-. zioni politiche, militari e sindacali. Alle ore 10 precise entrarono nel Campo al suono dell'inno Grovznes- soffitto del pronao. Al di sotto del quadro del Tommasi è stata appesa una grande lampada votiva. L’Asilo è composto di una vasta sala lunga 27 metri e larga 8, che verrà in seguito suddivisa in due aule. Dalla sala si dipartono poi: il corridoio, adibito a spogliatoio, la cu- cina, la sala per la refezione, due bellissime stanze per le insegnanti ed altri locali accessori. I locali sotterranei sono delle stesse dimen- sioni ed hanno la stessa disposizione di quelli adibiti ad Asilo. Questo comincierà a funzionare entro il corr. anno sotto la direzione di Suore. SPORTIVO DEL LITTORIO alta uniforme. Alle ore 10.30, accolti dal suono degli inni patriottici giunsero S. E. il Prefetto, il Segretario federale dei Fasci cav. uff. Alez- CCXV - IL NUOVO CAMPO POLISPORTIVO DEL LITTORIO LE AUTORITÀ NELLA GRANDE TRIBUNA COPERTA Fot. Art. A. Gislon - za eseguito dalla 179° Le- gione Avanguardisti, le organizzazioni giovanili fasciste, perfettamente inquadrate, che unita- mente ai reparti della Milizia si schierarono dinanzi alla tribuna centrale. Dietro a questi si posero le rappresentanze dei vari Sindacati. Nel Campo prestavano servizio d’ onore Ca- rabinieri, Vigili urbani e Vigili del fuoco in 28 OTTOBRE 1928 - VI Padova zini ed il Vice-Segretario Conte Mario. Non appena si fu fatto il silenzio il Segretario fe- derale dichiarò inaugurato il nuovo Campo sportivo e quindi lesse fra incessanti ed una- nimi applausi il messaggio del Duce alle Ca- micie Nere. cao Ar 27
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A tale lettura seguì il giuramento di fe- deltà al Duce ed al Regime da parte di tutti i presenti e fra il più grande entusiamo. Dopo la cerimonia ebbe luogo sull’ in- gresso al Campo la distribuzione della Carta del Lavoro a tutti gli intervenuti. Le copie distribuite raggiunsero il numero di cinquemila. INAUGURAZIONE DEL NUOVO PASSAGGIO ATTRAVERSO LA MURA A SAVONAROLA E DELLA GRANDE CONDUTTURA ANELLARE DELL’ ACQUEDOTTO Dal Campo sportivo le Autorità si reca- rono a Porta Savonarola, ove il Prefetto effet- tuò il taglio simbolico del nastro tricolore teso * Di % * € Los Poi il Podestà Co: Giusti rivolse brevi parole di ringraziamento a S. E. il Prefetto per aver voluto onorare la cerimonia di sua presenza ed espresse an- che un vivo elogio all’Ing. Paoletti, Capo dell’ufticio civico dei LL. PP. ed all’Ing. Vergani, addetto all'ufficio medesimo, per il modo in cui curarono lo studio e l'esecuzione dei lavori. E così le due opere che da tanti anni erano state invano vagheggiate da quanti amano la nostra Città e si interessano dei pubblici servizi ebbero il loro battesimo ufficiale CCXVI - LA SISTEMAZIONE DELL’ ACQUEDOTTO LE AUTORITÀ IMMETTONO L'ACQUA NELLA NUOVA GRANDE CONDUTTURA ANELLARE 28 OrroBre 1928 - VI attraverso il nuovo passaggio costruito fra Via Savonarola e Via Vicenza. Quindi sul «luogo ove la prima via si congiunge con la Riviera S. Benedetto fu effettuata la cerimonia inaugurale del nuovo acquedotto mediante l'apertura della saracinesca di comunicazione fra la vecchia e la nuova conduttura anellare. I primi giri di chiave furono dati da S. E. il Prefetto ed i successivi dal Segretario fede- rale dei Fasci e dal Generale Comandante la Divisione Militare. nella forma più semplice e rapida. Ma l’austerità della cerimonia inaugurativa, limitata ad un sim- bolo, nulla toglie all'importanza delle opere compiute. Anzi essa sta a dimostrare che la nuova Era fascista vuole più i fatti che le parole. E le opere che nel breve corso di un anno sono state iniziate e compiute, costi- tuiscono la più bella prova della perfetta corrispondenza del Governo podestarile alle direttive del Governo Nazionale: /avorare silenziosamente ma fattivarnente per il bene comune. Fot. Art. A. Gislowm=-Padova — 348 — DK N
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L’ OMAGGIO AI CADUTI FASCISTI AL PARCO DELLA RIMEMBRANZA E LA PROIEZIONE DELLA FILM - Anno VI - IN PIAZZA DELLE FRUTTA La giornata celebrativa si chiuse con un a sera del 80 Ottobre, alle ore 21, fu proiet- doveroso e solenne atto di omaggio reso da tato in Piazza Frutta il film Arzo V7 edito Autorità. e cittadinanza al Parco della Rimembranza dei 16 Caduti fascisti, pres- so la Chiesa di S. Croce, Al sacro recinto, dove durante il mattino erano state deposte bellissime corone di fiori, venne im- partita la benedizione dal parroco del luogo e quindi il cav. Arrigoni fece | ap- pello dei Caduti fra la più viva commozione degli astanti che ad ogni nome rispondevano col rituale Presente. Quindi seguirono tre minuti di raccoglimento CCXVII - IL PARCO DELLA RIMEMBRANZA FASCISTA ) OGNI CADUTO PER L’IDEALE FASCISTA RIVIVE NELL'ALBERO A LUI INTESTATO dopo di che la cerimonia CHE COMUNE - PARTITO E POPOLO CIRCONDANO DI FIORI ebbe termine. 28 OrroBrE 1928 » VI Gab. Fot. dell'Ufficio Civico dei LL, PP, a cura dell'Istituto Nazio- nale L. U.C.E. La proiezione riuscì oltremodo interessante ed il pubblico che accorse ad assistervi numeroso, tanto che la vasta piazza parve in breve letteralmente gremita, manifestò il suo consenso con fervide ma- nifestazioni di entusiasmo. E così anche chi non ha modo di seguire gior- nalmente l’opera del fa- CCXVIII - COMMEMORAZIONE DELLA MARCIA SU ROMA scismo In tutti 1 campi LE AUTORITÀ E LE RAPPRESENTANZE dell’umana attività, in Tta- SI RACCOLGONO A FIANCO DEL PARCO DELLA RIMEMBRANZA FASCISTA L n È ù MENTRE VENGONO EVOCATI I CADUTI PER L'IDEA lia e fuori, ebbe modo di 28 OTTOBRE 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova farsi un’ idea del cammi- A completamento delle cerimonie celebra- no compiuto dalla nostra Nazione, sospinta tive che ebbero luogo nella giornata del 28, dal Littorio verso sempre più alti destini. E Ca
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IL CONVEGNO DEI DIRIGENTI L’ OPERA NAZ. BALILLA Il mattino del 7 Ottobre, nella sala della Gran Guardia ebbe luogo il gran rapporto di tutti i dirigenti il Fascismo giovanile pado- vano per porgere il loro affettuoso saluto di congedo al Commissario straordinario del Comitato provinciale dell'O. N. B. sig. Mario M. Macola, chiamato dalla fiducia delle supe- riori Gerarchie a presiedere ! organizzazione delle scuole di cui l'Opera medesima ha as- sunto la gestione in alcune località della Si- cilia e della Calabria, e per esprimere i sensi della loro devozione al Avv. Guido Pellacani. AI tavolo d'onore sedeva il Cav. Uff. Gio- vanni Alezzini, Segretario federale dei fasci, che aveva ai suoi lati il Sig. Mario M. Macola e l’Avv. Pellacani. Intorno al tavolo erano i labari delle due Legioni degli Avanguardisti e dei Balilla nuovo Commissario nonchè le fiamme dei 104 Comitati comunali dell’opera. La cerimonia ebbe inizio con una magni- fica relazione fatta dal Sig. Macola sull’atti- vità svolta sino ad oggi dalle organizzazioni giovanili della nostra provincia e sui grandi risultati conseguiti in breve tempo mercè il contributo di opere e di fede offerto appassio- natamente da capi e gregari. Alla relazione del Sig. Macola, salutata da un'imponente ovazione, fecero seguito bellissime parole dell'Avv. Pellacani pronun- ciate con particolare elevatezza di sentimento e di concetti. Anche all’Avv. Pellacani fu- rono tributate manifestazioni di plauso. Da ultimo parlò applauditissimo il Cav. Uff. Alezzini e quindi la cerimonia ebbe termine al suono degli inni eseguiti dalla fanfara della Coorte artistica V. Locchs. GLI AVANGUARDISTI AL CAMPEGGIO ALPINO A VAL PINÈ Il campeggio alpino in cui gli Avanguar- disti padovani trascorsero quest'anno il pe- riodo estivo allo scopo di ritrarre dalla sana Wii CCXIX - CAMPEGGIO ALPINO PER AVANGUARDISTI A VAL PINÈ (TrexTO) LE TENDE IN MEZZO UNA CORONA DI ABETI EstATE 1928 - VI vita del campo gli innumerevoli benefici che alle giovani esistenze sono dati da queste geniali e lodevolissime istituzioni, di cui solo il fascismo ha saputo com- prendere l’importanza e curare lo sviluppo, si svolse in Val Pinè, in pros- simità di Trento, a ridosso del boscoso monte di Co- sta Alta e vicino al la- ghetto di Serraia. Nella località tutta verde e co- ronata di pini, s' apre una splendida spianata ove furono collocate le tende e vicino a queste venne allestito anche un magni- fico campo sportivo, at- trezzato al completo, dove i giovani a dorso nudo, Fot. dalla pura salubrità del- Art. A. Gislon - Padova — 350 —
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l’aria, resa balsamica dalla vicinanza dei bo- schi, e nella suggestiva visione del paesaggio circostante, rinvigorivano quotidianamente le loro membra ed educa- vano alla gentilezza del sentimento i loro spiriti. Il campeggio, in tutta la sua durata non ha mai dato luogo a manchevo- lezze di sorta. E da questo sono sta- ti testimoni le autorità di Padova che si sono compiaciute di visitare il campeggio, e tutti coloro che hanno fatto il cam- peggio meta delle loro escursioni, in tutti destava la più grata impressione sia la felice scelta del luo- go su cui il campeggio era stato impiantato, sia la austerità dei mezzi impiegati per assicurare vitto e riposo alle future reclute del fascismo, sia la bontà dei sistemi adottati per trarre da quel soggiorno i maggiori benefici morali e fisici. Nè poteva essere diversamente giacchè la Direzione del campeggio si era ispirata e sì ispirava giornalmente alle direttive emanate in materia dall’Opera Nazionale Balilla e dai EsTATE 1928 - VI LA SECONDA CROCIERA La seconda crocera mediterranea degli avanguardisti, si è svolta quest'anno con com- pleto successo nello scorso mese di Settembre ed ha avuto per meta le più importanti loca- lità dell’oriente, fra cui Alessandria d’Egitto, Porto Said, laffa, (Gerusalemme), Beyrut, Ales- sandretta, Rodi, Costantinopoli, Pireo (Atene). Di Padova e provincia vi parteciparono venti avanguardisti, con la musica della loro Legione, i quali partirono dalla nostra città alla volta di Genova il mattino del 31 Agosto per essere imbarcati sul piroscafo C. Battisti. 0) suoi organi più competenti in materia. È con queste direttive forgiava non solo lo spirito ma anche il corpo della nuova generazione CCXX - CAMPEGGIO ALPINO PER AVANGUARDISTI A VAL PINE (TrexTO) ESERCIZI DI EDUCAZIONE FISICA A DORSO NUDO Fot. Art. A. Gislon - Padova ai nuovi doveri derivanti dalla missione ridata all’Italia dal fascismo, di essere, come in pas- sato, luce e guida alle genti. Gli avanguardisti son tornati alle loro case più sani, più forti e più buoni, fieri della loro italianità, con infinito senso nostalgico delle belle giornate vissute, e con rinnovata grati tudine per chi prodiga loro tanto bene. DEGLI AVANGUARDISTI La crocera si svolse nel modo più per- fetto ed i piccoli giovani, che portavano nelle terre d’oriente lo spirito vivificatore delle nuove generazioni italiane, furono accolti ovunque con imponenti manifestazioni di sim- patia e di entusiasmo. E mentre in quelle terre e tra quelle regioni a loro sconosciute in un senso infinito di tenerezza, destato negli animi dal ricordo affettuoso della Patria e delle famiglie lontane, ritemprano i cuori alla fiamma purissima del loro amore e della loro fede, mai, come in
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CCXXI - LA MUSICA DELLA 179% LEGIONE AVANGUARDISTI (Papova) CHE FU PRESCELTA AD ACCOMPAGNARE LA CROCIERA AVANGUARDISTA NEI PORTI DELLA PATRIA E DELL’ORIENTE PER PORTARE OVUNQUE IL FREMITO Es TE 1928 - VI quei giorni, sentirono l’ orgoglio di essere italiani. E Padova può essere orgogliosa della parte presa a questa seconda Crociera, perchè essa non solo ha con il Corpo Bandistico della sua Legione prestata gli inni nazionali nelle terre più lontane, ma ha anche fornito a tutti gli Avanguardisti partecipanti una preziosa Guida, che giustamente intitolata // DELLA NUOVA GIOVINEZZA ITALICA Fot. Art. A. Gislon > Padova Breviario dell’Avanguardista costituisce un vero gioiello di fede, di arte, di scienza. E da questa /vvista siamo lieti di tribu- tare il nostro plauso al Comitato provinciale di Padova dell'O. N. B. e specialmente al Prof. Almerico Ribera che ha scritto il Byre- viario e al Sig. Mario Macola che ha diretta l'edizione; nella quale è emessa la capacità tecnica della Soc. Coop. Tipografica locale. NUTE vi lf Li
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- r_—K = TFR TI EA. i AZZ: SS vi, 2, Pd DA > n ur RE iS COLONIE ALPINE -. MARINE E FLUVIALI o (o) L'INAUGURAZIONE DELLA COLONIA ALPINA “PADOVA,, A LAVARONE La cerimonia ufficiale per l'inaugurazione della grande Colonia alpina Padova di cui abbiamo fatto cenno nella prima parte di questo fascicolo, e precisamente nella rassegna delle principali opere realizzate dal nostro Comune durante l’anno VI, ebbe luogo in Lavarone il mattino del 9 Settembre con rito semplice, ma altamente significativo ed austero. Alla solennità che alla simpatica festa venne data dall'intervento di numerosissime autorità e personalità, nonchè dall’ unanime concorso di Associazioni, Enti e cittadinanza del luogo, con a capo il solerte Podestà di Lavarone Sig. Quarto Stenghele, non andò disgiunta una nota di giovanile gaiezza per la presenza delle schiere vivaci dei bimbi, che da circa venti giorni traevano dalla salubrità dell’incantevole soggiorno novelle energie di vita. Fra i presenti si notavano anche un eletto stuolo di villeggianti che, con pensiero squisitamente gentile, vollero anch'essi offrire l'attestazione del loro plauso all’ istituzione benefica. A capo del folto gruppo delle autorità di Padova erano S. E. il Prefetto Gr. uff. Rivelli, il Podestà Co: Giusti, il vice- Podestà avv. Bonsembiante ed il Conte Mario, in rappre- sentanza del Segretario federale dei Fasci. Intervennero anche alla cerimonia il Comm. Bevilacqua, vice-Prefetto di Trento, in rappresentanza del Prefetto on. Vaccari, ed il Podestà di Folgaria. Alle ore 10 si formò dinanzi all’ Hétel Du Lac un imponente corteo, che all'arrivo nella Colonia fu salutato con le note dell'inno Giovinezza eseguito dal corpo bandistico di Lavarone e fu accolto festosamente dal per- sonale direttivo e dai bimbi. Quindi Mons. Flucco in rappresentanza del Vescovo di Padova, indossò i paramenti sacri e da un altare allestito dinanzi alla fac- ciata del corpo centrale dell’edificio impartì la solenne benedizione alla colonia mentre tutti i presenti erano in devoto raccoglimento. Terminato il rito sacro Mons. Flucco pro- nunciò un elevato ed applauditissimo discorso con cui esaltò le nobili ed umanitarie finalità TS
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dell'istituzione riportandosi ai concetti divini, decantò la bellezza suggestiva del paesaggio nel ricordo degli episodi di guerra che in CCXXII - COLONIA ALPINA « PADOVA » A LAVARONE mente e di cuore che gli son proprie, volle la realizzazione di sì grande opera di bene, ed al Segretario Generale del Comune Avv, Comm. Canalini che ne curò la rapida attua- zione prodigandovi ogni migliore attività con vero spirito di amore. Mons. Flucco pose fine al suo dire esor- tando i bimbi alla rico- noscenza perenne verso i loro benefattori ed auspicando alla nuova e fiorente giovinezza d’Italia per il bene della Patria, della religione e delle famiglie. Calorissimi applausi si furono tributati al termine del suo discor- so al valente prelato. A questi fece se- guito il Podestà Co: Giusti il quale espose brevemente le ragioni e gli scopi per cui il Comune di Padova intese di dar vita alla Colonia, primo fra tutti quello di compiere un atto di obbedienza al programma del Re- gime. Quindi rivolse espressioni di ricono- scenza al Podestà di La- varone, che con frater- nità di sentimenti e con cameratismo fascista MONSIGNORE PLUCCO INVOCA SULLA COLONIA LA BENEDIZIONE DI DIO 9 SertEMBRE 1928 - VI esso si svolsero, e pose in rilievo i meriti singolari degli ideatori e dei fondatori della Colonia, rivolgendo speciali parole di ammi- razione e di plauso all'indirizzo del Podestà Co: Giusti che, per le particolari doti di Fot. Art, A. Gislon = Padova VOlle con larghezza di mezzi facilitare l’attua- zione del progetto, ed alla generosa popola- zione che accolse i bimbi con quella squisita ospitalità che è retaggio meraviglioso della gente alpina. Ebbe poi parole di vivo elogio per i funzionari del Comune di Padova e
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CCXXIIT - COLONIA ALPINA «PADOVA » A LAVARONE IL PODESTÀ DI PADOVA Co, Dorr. Ing. FRANCESCO GIUSTI ILLUSTRA LE FINALITÀ DELL'OPERA E RIVOLGE ALLE AUTORITÀ E ALLA POPOLAZIONE DI LAVARONE IL SALUTO CORDIALE E GRATO DI PADOVA 9 SerteMbRE 1928 - VI per il personale direttivo della Colonia, che nella loro multiforme attività, non compirono un dovere, ma elargirono tutti i tesori della loro anima buona. Infine encomio il Podestà porse un al benemerito Patronato scolastico padovano, che alla gestione della Colonia prodigò ogni cura anche nei più minuti particolari e ter- minò con frasi affettuose per i piccoli bimbi. Il discorso del Co: Giusti fu alla fine da vive manifestazioni di simpatia. Prese, quindi, la parola il Podestà di La- varone Sig. Stenghele che, dopo aver esaltata l’opera compiuta dal Comune di Padova, si disse lieto del sorgere della grandiosa Colonia accolto che accrescerà lustro al paese di cui è capo e chiuse fra vivissimi applausi inneggiando al bene di Padova ed alle migliori fortune della Patria. Da ultimo parlò il vice- Prefetto di Trento porgendo ai convenuti un affettuoso saluto a nome del Prefetto S. E. Vaccari, ex combat- n Fot. Art. A, Gislon - Padova tente, mutilato e fascista, ricordando la sim- patia che verso Padova, centro d’irradiazione culturale e commerciale, ha nutrito e nutre sempre il Trentino e facendo voti al più bel- l'avvenire della Colonia. Anche vice - Prefetto di Trento fu vivamente applaudito. il discorso del Terminati i discorsi i convenuti passarono a visitare i locali esprimendo il loro vivo compiacimento per il modo ammirevole in cui vennero curati sia l’organizzazione dei servizi, che l'arredamento degli ambienti. La cerimonia ebbe termine con un rin- fresco, durante il quale si rinnovarono fer- vide manifestazioni di plauso e di augurio per la bella istituzione. Alle autorità e a principali invitati fu consegnato un esemplare della guida della Colonia Alpina Lavarone che l’ amministra. zione comunale aveva avuto cura di far avere ad ogni bambino appena giunto in Colonia. Dopo brevi cenni sulle origini della Co- Sii
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lonia, e un opportuno formulario per le indi- A solo titolo di esempio riportiamo 1 ul- cazioni anagrafiche, culturali e fisiche, questa. tima parte: quella relativa alla Colonia: Guida contiene in dieci piccoli capi la carta Ama la Colonia e conservane i] più grato ricordo. Nulla fu omesso, perchè tu trovassi in essa conforti e sorrisi: dalla visione dei bimbi che ti guardano da finestra a finestra del tuo dormito- rio, alla dolcezza dei pae- saggi che abbelliscono il tuo ricreatorio; dalle pic- cole piante con cui fu pre- parato il parco che cir conderà un giorno la Co- lonia. alla bella fontana da cuì zampilla l’acqua cristallina dal monte ge- . ROFLSE nerosamente donata, alle CCXXIV - COLONIA ALPINA «PADOVA» A LAVARONE ; ; LA MESSA ALL'APERTO MENTRE SI STA COSTRUENDO LA CHIESINA DELLA COLONIA belle opere d’arte che il 2 SerteMBRE 1928 - VI Lot. Patronato Scolastico civico M uUseo offrì per la tua Chiesetta. del piccolo ospite della Colonia, e cioè i coman- damenti, le norme, i con- sigli che egli deve seguire | e praticare per trarre dal soggiorno alpino il mas- simo beneficio morale e fisico. Nel primo capitolo dedicato alla divinità il fanciullo è invitato a ri- volgere mattina e sera il pensiero a Dio. Nel se- condo il pensiero del fan- ciullo è rivolto alla Patria, nel terzo alla Famiglia. Di consigli igienici è ar- ricchito il quarto. Ai Su- CCXXV - COLONIA ALPINA «PADOVA» A LAVARONE periori e- ai com pagni I 200 BIMBI OSPITATI PER UN MESE NELLA COLONIA PARTONO PER IL RITORNO A PADOVA j x mA È 5 14 SETTEMBRE 1928 - VI Fot. G. Sandrini - Vicenza sono dedicati il quinto e il sesto. Il monte e il bo- sco forniscono larga materia al settimo e all’ot- Ama con ogni tua forza tutte queste cose tavo, mentre il giuoco e la Colonia costitui. belle e coopera con religiosa cura alla loro scono la materia del nono e decimo. conservazione.
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L'INAUGURAZIONE DI UN NUOVO POZZO ARTESIANO NELLA COLONIA MARINA DI CAROMAN Alla riuscitissima cerimonia con cui venne inaugarato il nuovo pozzo artesiano nella Colonia marina istituita nell'isola di Caroman (Chioggia) dal benemerito Ospizio marino, Isti- tato rachitici di Padova, intervennero moltissime notabilità da Padova, Ve- nezia e Chioggia, accolte con l’abituale gentilezza dal Direttore sanitario della Colonia Prof. Cav. Graziani e da tutto il per- sonale addetto alla desima. L’Ospizio marino ed Istituto rachitici era rap- presentato dall'Avv. Ca- valcaselle. Quando gli ospiti giun- sero dinanzi ai padiglioni me. della Colonia, furono sa- lutati dall’inno G0vinezz LUGLIO Oa ti AVI cantato dai 400 bambini che in essa erano ricoverati per il loro turno di cura, ai quali vennero tributati vivissimi ap- plausi ed unanimi manifestazioni di affetto. Non appena ciascuno degli intervenuti ebbe preso posto nello spazio ad essi riser- vato per assistere alla cerimonia, il Prof. Graziani diede lettura delle numerose adesioni pervenute, fra cui quella gentilissima del Po- destà di Padova. Quindi l'Avv. Cavalcaselle, a nome del- l'Ente che in quel momento rappresentava, rivolse deferenti espressioni di ringraziamento e di saluto a tutti i presenti e fece un vivo elogio dell’attività fervida, tenace ed appas- sionata che il Prof. Graziani, benemerito fon- datore ed anima della Colonia, prodiga instan- cabilmente a vantaggio dell'istituzione. Ebbe anche parole di encomio per quanti lo coadiuvano in quest'opera di bene ed in- vitò i bimbi a mantener sempre vivi nei loro animi sia il sentimento di riconoscenza per quanti s’interessano del loro avvenire, sia il sentimento di amore per la patria. CCXXVI - COLONIA MARINA PADOVANA DI CAROMAN (CHIoggIA) GLI INTERVENUTI ALLA INAUGURAZIONE DEL NUOVO POZZO ARTESIANO Fot. Art. A. Gislon - Padova Le brevi Cavalcaselle ed elevate parole dell’ Avv. furono accolte da entusiastici applausi. Subito dopo l’ arciprete di Pellestrina, Prof. Don Pagan, impartì la benedizione al nuovo pozzo artesiano, pronunciando poi bel- lissime parole di circostanza, con le quali esaltò soprattutto i fini altamente umanitari e sociali della pia Opera, nonchè lo spirito altamente caritatevole da cui sono animati i sostenitori della medesima nella loro quoti- diana attività benefica. Anche le parole del Prof. Pagan furono accolte da vivissime approvazioni. Fecero quindi seguito esercizi di canto e ginnastica eseguiti dai bambini in modo veramente inappuntabile e diretti dal Prof. Bruniera che verso i piccoli ricoverati dedica ogni cura migliore ed appassionata. Rae
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La festa ebbe termine con aflettuose pa- zialità. Se si pensa infatti che essa è attual- role che un’orfana di guerra ricoverata nella mente capace di contenere oltre il personale Colonia, rivolse in segno di gratitudine e di circa trecento bambini per turno, e che i turni riconoscenza al Direttore sanitario Prof. Cav. si susseguono dal Luglio a tutto Settembre, non deve far meraviglia che si cerchi annualmente di rendere quel soggiorno sempre più igienico e più comodo. E non crediamo di pro- cedere di troppo il futuro, se fin da ora ci permettia- mo di esprimere la no- stra convinzione che quel- la Colonia quanto prima sarà messa in condizione di ospitare un maggior numero di bambini. L’amore che ad essa porta l’Istituto padovano CCXXVII - COLONIA MARINA PADOVANA A CAROMAN (CHIOGGIA) 1 an ; Ò BENEDETTA DAL MINISTRO DI DIO che l’ha fondato e che L'ACQUA SGORGA PURA, COPIOSA E FRESCA DAI. SOTTOSUOLO l'amministrazione è-tale Lugnio 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova o 4 Graziani per tutto il bene che con amore paterno prodiga a favore della sa- lute dei bimbi. AI Prof, Graziani venne anche fat- to omaggio di copiosi fa- sci di fiori. Terminata la cerimo- nia fra manifestazioni di entusiasmo, gli invitati fu- rono condotti nell'interno della Colonia ove ebbero modo di ammirare i bel- lissimi locali e dove venne servito loro un signorile rinfresco. Quindi, guidati CCXXVII - COLONIA MARINA PADOVANA A CAROMAN ‘Cioccra) dal Prof. Graziani, visita- I VAPORETTI OSPITANO LE CENTINAIA DI BIMBI RISANATI DAL MARE CRA se: x PER RICONDURLI ALLA TERRA FERMA rono il villaggio marino Lueno 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova e la spiaggia dell’isola ed a sera fecero ritorno a Chioggia. che anche i più gravi ostacoli che si frappon- E così la Colonia marina di Caroman il gono al suo ampliamento saranno superati, e la cui funzionamento ebbe inizio il 2i Luglio Colonia padovana di Caroman sarà quanto pri- 1924 ha aumentata la sua già ampia poten- ma la più grande Colonia marina del Veneto. rr
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CERIMONIE NELLA COLONIA ELIOTERAPICA “B. MUSSOLINI,, IN CAMPOSANMARTINO Il mattino del 19 Settembre convennero omaggio con graziose parole di saluto, pro- da Padova nella Colonia elioterapica Benito nunciate da due di essi, e col canto collettivo Mussolini di Camposan- martino, gestita dalla De- legazione provinciale dei fasci femminili della no- stra città, un eletto stuolo di invitati per ammirare la riuscita trasformazione del padiglione centrale da provvisorio a costruzione stabile. Anche tale opera, co- me l'istituzione e l’orga- nizzazione della Colonia, è dovuta all’infaticabile Dottoressa Casagrandi, delegata provinciale dei fasci femminili, sempre de- CCXXIX - COLONIA FLUVIALE ELIOTERAPICA « BENITO MUSSOLINI » dita all’ideazione ed attua- SIERO NMERTINO BIMBI RACCOLTI AI PIEDI DELLA PASSARELLA CHE ATTRAVERSA IL FIUME BRENTA zi I ili iniziati SALUTANO GLI OSPITI GRADITI ZIONE di nobili Iniziative. Esrare 1928 - VI Lot. Art. A, Gislon - Padova degli inni della Patria. JI giorno 14 Ottobre ebbe poi luogo la ceri- monia di chiusura della colonia e per la circostan- za la Dott. Casagrandi invitò aCamposanmartino Autorità e personalità, ed un distinto gruppo di si- gnore e signorine fasciste. Anche in tale giorno gli ospiti visitarono con vivo interessamento la be- fica istituzione, compia- cendosi con la Dottoressa CCXXX - COLONIA FLUVIALE ELIOTERAPICA «BENITO MUSSOLINI » Casagrandi per la perfetta A CAMPOSANMARTINO organizzazione dei servizi. I BAMBINI RACCOLTI SULLA RIVA PROIETTANO LA LORO OMBRA x NELLE LIMPIDE ACQUE DEL FIUME È così anche la Co- EsratE 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova lonia fluviale 5. Mussolini Dopo un rinfresco servito ai convenuti si può dire abbia raggiunta con l'Anno VI nei locali della Colonia, i bimbi resero loro (e. f.) la sua piena maturità. dd n vw
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LAVORI DI AMPLIAMENTO NELLA COLONIA MONTANINA “A. DE GIOVANNI,, IN BARBARANO VICENTINO Nella Colonia montanina Achille De Gio- vanni istituita e gestita dalla Associazione padovana contro la tubercolosi in un’amena località dei Colli Berici, e precisamente CCXXXT- COLONIA MONTANINA «A. DE GIOVANNI» I LAVORI DI AMPLIAMENTO - LA FUTURA PALESTRA PRIMAVERA-ESTATE 1928 - VI in Barbarano Vicentino, sono attualmente in corso importanti lavori di ampliamento, allo scopo di dotare la Colonia di una più com- pleta organizzazione dei servizi che dovranno assicurarne il suo per- fetto funzionamento a carattere permanente. Per quanto fosse dotata dei migliori re- quisiti necessari ad una istituzione del genere, trovandosi a non più di 200 m. sul livello del mare, in una posizione ridente, ove il clima è mite anche d'inverno, ed essendo fornita di acqua abbondante, di Impianto di luce elettri- ca e di tutto quantoè richiesto dalle moderne esigenze, pure la benemerita Associazione che rivolge le sue cure in modo particolarmente amorevole ai piccoli esseri che hanno gli or- CCXXXIIT- COLONIA MONTANINA «A. DE GIOVANNI” COSTRUZIONE DELLA VERANDA INVERNALE PRIMAVERA-EsTATE 1928 » VI ganismi predisposti ad uno dei più terribili mali, ha voluto che anche per il loro soggiorno in- vernale nella Colonia nulla mancasse di quanto possa portare loro beneficio e diletto. CCXXXII - COLONIA MONTANINA cA. DE GIOVANNI» COSTRUZIONE DEI BAGNI A DOCCIA Prinavera-EstATE 1928 - VI Si stanno difatti costruendo con ogni ala- crità, ed in modo che l’esecuzione dei lavori ‘possa essere ultimata prima del prossimo in- verno, un locale per l'istallazione di bagni a doccia, un’ampia ve- randa ed una palestra coperta, dove i bimbi potranno con ogni agio effettuare i loro esercizi e le loro ricreazioni sen- za risentire per nulla dei rigori della cattiva stagione. Perchè poi i pic- coli ospiti possano tra- scorrere lietamente an- che le ore serali la Colonia è stata dotata di un grammofono e di un apparecchio cinematografico. E così questa Colonia montanina che l’anno decorso festeg- giò il XXV anno di sua fondazione potrà sempre meglio assolvere le sue belle finalità. CSI
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LA COMMEMORAZIONE DEL XX SETTEMBRE La ricorrenza del cinquantottesimo anni- versario della breccia di Porta Pia fu solen. commemorata nella città pomeriggio del XX Settembre a cura della locale Sezione dell’ Associazione Nazionale Bersaglieri. Le autorità e le Associazioni, che parteci- mente nostra nel parono numerosissime alla cerimonia, si adu- narono in Piazza Unità d’Italia, da dove mossero poi in ordinato corteo che, preceduto dalla musica dell’ Istituto Vittorio Emanuele, sfilò fra gli applausi del pubblico lungo il seguente percorso: Via Dante, Via Garibaldi, Via Cavour, Via 8 Febbraio, Via Roma, Via XX. Settembre. Giunto in Piazza Castello, dove era ad attenderlo il vice-Podestà Dott. Zuccari ed un eletto stuolo di ufficiali, in rappresentanza dei vari reggimenti e comandi del Presidio, i vessilli ed i gagliardetti si dispo- sero intorno al monumento che ricorda la storica data ed un gruppo di reduci bersaglieri in congedo depose alla base del monumento una bellissima corona di fiori, accanto a quelia che vi era stata già deposta a nome del Po- destà. Eguale offerta fu anche fatta dagli Avanguardisti ciclisti della 179° Legione Generale Lamarmora. Quindi prese la parola il Cap. Ferrazzi, Presidente deila Sezione Padovana dell’ Associazione Nazionale Bersa- glieri,il quale pronunziò un magnifico discorso. gli ringraziò anzitutto vivamente gli in- tervenuti che vollero onorare di loro presenza la cerimonia e quindi, venendo a parlare del significato della medesima, disse : | bersaglieri sono oggi quì convenuti per commemorare la storica data del XX Settembre, che, dando Roma agli italiani, chiudeva brillan- temente un altro capitolo della sua storia. Ma, oltre che una commemorazione della storica data, vuole essere questa cerimonia per noi un rito di esaltazione e di devozione per Colui che balzato fieramente dalle piumanti cremisi falangi Roma riconquistò per la seconda volta all Ita- lia, restituendola alla sua antica tradizione, alla sua vera funzione di città imperiale di Capi- tale del mondo. Ed invero, oggi, ma oggi soltanto, per volere del Duce, dopo anni ed anni di miseria morale noi possiamo parlare di Roma come della Città eterna che per secoli e secoli ha dominato il mondo intero: oggi, ma oggi soltanto, noi pos- siamo ripensare alla grandezza di Roma antica, senza arrossire di vergogna; oggi, ma oggi soltanto noi possiamo contemplare il mondo attonito dinanzi al miracolo che la volontà di un Uomo ha compiuto. Volle il fato d’ [talia che questo Uomo uscis- se di tra le file delle sue creature predilette: i fanti piumati. Ed è sommo orgoglio per noi bersaglieri che il fondatore, il padre, il Duce del Fascismo,sia figlio del bersaglierismo, perchè ciò significa che la fiamma viva, che oggi agita e pervade tutto il popolo d’Italia, nacque qui nei nostri petti e nei nostri petti trovò il suo primo alimento. È ben sà e riconosce il Duce, che queste non sono fantastiche parole, ma
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realtà viva e possente, da poi che Egli volle che a noi bersaglieri fosse concesso il diritto di primogenitura, facendo sì che 1’ Associazione Nazionale bersaglieri, prima, fra tutte le Asso- ciazioni patriottiche d’Italia, fosse riconosciuta dal Partito nazionale fascista. Perchè il Duce che visse accanto a noi la dura vita di trincea ed il suo carattere fiero e nobile temprò e con- CCXXXIV - COMMEMORAZIONE DEL XX SETTEMBRE LE AUTORITÀ E LE ASSOCIAZIONI DEPONGONO FIORI AL MONUMENTO IN PIAZZA CASTELLO 20 SkrTEMBRE 1928 - VI solidò al bacio delle nostre piume, al vivido ardore delle nostre fiamme cremisi sa che ber- saglierismo è fede, è dedizione, è devozione, è patriottismo, è una cosa sola col fascismo. E forse, quando nel non lontano Aprile 1920 Egli insorse e si ribellò contro i profanatori della Vittoria, che volevano ridurre il numero dei reggimenti bersaglieri; quasi potessero sop- primersi le loro glorie infinite e cancellare il sangue da essi versato, lo fece, perchè senti nel profondo del suo spirito infallibile che si voleva far soccombere l’Italia e darla mani e piedi legati al nemico, dopo averle tolto i suoi più baldi e fieri difensori. Molto tempo è trascorso da allora, ma i bersaglieri sanno ricordare, Ed, oggi, quì, vogliono attestargli ancora una volta tutta la loro riconoscenza, esprimergli tutto il loro affetto, tutta la loro dedizione ed accla- marlo, Primo Bersagliere d'Italia, Dopo aver reso omaggio a tutti gli Eroi dell’indipendenza italiana e dopo aver rievo- cati i bersaglieri caduti nelle antiche e recenti battaglie, l'oratore concluse il suo dire con le seguenti nobilissime parole: Sorgi, o Enrico Toti, esempio di romana fierezza, che per primo ti slanciasti contro la trincea nemica: agita, ancora una volta, la tua stampella per rammentare a noi che i nemici d’Italia non sono tutti dispersi. E tu, Francesco Rismondo, eroe di Gorizia e Sei Busi, torna alla nostra terra da dove ti rapirono i Numi tutelari della Patria e vieni a rammentarci che la tua Dalmazia, la tua Spalato piangono in silen- zio, ed in silenzio atten- dono che anche per esse suoni la squilla che aprì la breccia di Porta Pia. E tu, colonnello Bettinelli, e tu, generale Prestinari, e voi, mille e mille eroi, sorgete dalle vostretombe, are della Patria, per additarci la via da seguire. Bersaglieri! ricordiamo i nostri morti. Noi dobbia- mo essere sempre, in ogni momento, degni: di loro. Tutto in noi deve essere fuoco d'amore, dedizione di- sperata, ansia di sacrificio! Agitate, dunque, al vento i : vostri piumetti, simbolo della vostra indomita fierezza, levate al cielo le vostre canzoni, simbolo della vostra fede e del vostro amore, inneggiate alla potenza di Roma risorta, salutate l’Italia nuova, nel suo Re nel suo Duce. Fot. Art. A. Gislon - Padova Il diseorso del Capitano Ferrazzi, ascol- tato fra la più viva commozione ed interrotto di frequente da vivissimi applausi, fu alla fine salutato da una calorosissima ovazione. La cerimonia ebbe termine al suono ed al canto degli inni patriottici. Nella serata, gli edifici pubblici e privati che erano pavesati a festa sin dal mattino, vennero sfarzosamente illuminati ed in Piazza Unità d’Italia gremita di pubblico la Banda Unione eseguì un scelto programma musicale. E così il fascismo padovano ha dato una nuova prova di sapere fondere moderna epopea con quella gloriosa delle passate generazione.
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L'INAUGURAZIONE DELLA CASA DEL GOLIARDO FASCISTA La Casa del Goliardo fascista, che occupa in Via Rinaldo Rinaldi il palazzo che fu già sede della Federazione provinciale dei Fasci, venne inaugurata il mattino del XX Settem- bre con una simpatica cerimonia a cui inter- vennero le principali Autorità cittadine. Il Segretario politico del G. U. F., Dott. Luigi Romano Menini, dopo aver rivolto brevi e deferenti parole di saluto e di ringrazia- mento a tutti i presenti, disse come la Casa del Goliardo, che apre le sue porte per una attività benefica, sia stata istituita per con- corso generoso di enti e di privati, e sopra- tutto col sacrificio quotidiano dei goliardi che poveri, hanno voluto creare per i fratelli delle tre Venezie, una casa che dia loro, lontani dalle famiglie, tutti i conforti di un ricovero famigliare; e disse anche che tale casa è stata istituita per dimostrare che il Fascismo segue i goliardi con affetto sincero in ogni momento, ed in special modo nelle Università che dovranno forgiarli per i compiti che a ciascuno spetta nella vita. Quindi nel nome dei goliardi caduti per l'ideale fascista e nel nome del Duce invitò il Magnifico Rettore Prot. Soler a tagliare il nastro tricolore che precludeva l'accesso ai locali. STRUZIONE Il Prof. Soler rispose ringraziando per l'ambito incarico conferitogli ed espresse i fervidi voti augurali per l'avvenire della prov- vida istituzione. Dopo che fu tagliato il nastro le Autorità eseguirono una minuta visita ai locali, accom- pagnati dai membri del Direttorio del G.U.F. ammirando l'allestimento completo ed elegante della magnifica Casa. La cerimonia ebbe ter- mine con un signorile rinfresco. LA CERIMONIA RELIGIOSA PER L’INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO NELLE SCUOLE ELEMENTARI Conformemente a quanto fu praticato lo scorso anno, il mattino del 4 Ottobre ebbe luogo in Duomo una solenne cerimonia reli- giosa, per l’inizio del nuovo anno scolastico nelle nostre Scuole elementari, con l'intervento di Autorità, di personalità e di numerose rappresentanze di tutte le Scuole del Comune con le rispettive bandiere. Prestava servizio d’onore la III. centuria della 179° Legione Balilla. col labaro della Legione e col galiardetto della centuria. * Mons. Rampazzo, Arciprete della Catte- drale celebrò la S. Messa, a cui assistette anche il Vescovo Mons. Elia Dalla Costa ; questi, dopo la lettura del Vangelo, salì sul pulpito da dove rivolse parole di vivo ringra- ziamento alle Autorità e invocò suì fanciulli la benedizione divina. — 363 —
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LA FESTA DI CHIUSURA DEI RICREATORI ESTIVI Nel pomeriggio dell'’8 Settembre ebbe circonda l'edificio scolastico, all'ombra deli- luogo nella Scuola all'aperto aggio di Sole ziosa delle alte e folte piante, che per la - Francesca Randi una festa di chiusura circostanza erano state anche addobbate da dei ricreatori estivi gestiti dal benemerito Patronato scolastico padovano. Oltre le principali au- torità cittadine interven- nero anche varî direttori didattici, un folto gruppo di insegnanti e moltissimi genitori dei bambini che durante il periodo estivo ebbero cure affettuose € materne nelle istituzioni benefiche. A ricevere le autorità e gli invitati erano il Rag. Samele, Presidente del Pa- il CCXXXV - RICREATORI ESTIVI PER GLI ALUNNI DELLE SCUOLE ELEMENTARI SAGGIO FINALE DI UNA SQUADRA DELLE BIMBE ADULTE NEI RICREATORI Prof. Cav. Graziani, mem- GESTITI DAL PATRONATO SCOLASTICO 8 SerTEMBRE 1928 »- VI Fot. Art. A. Gislon - Padova tronato scolastico ed bro del Consiglio direttivo. numerose bandiere trico- lori. Nel posto riservato alle autorità spiccavano i ritratti di S. M. il Re e di S. E. Benito Mussolini. [ vari numeri di canto, di ginnastica e di coreo- grafia furono eseguiti in modo inappuntabile dai piccoli bimbi, che diedero prova dell'educazione pa- ziente, amorosa e salutare ricevuta dalle giovani edu- catrici addette ai ricrea- tori. I diversi esercizi fu- rono accompagnati da ap- positi brani musicali ese- CCXNXXVI - RICREATORI ESTIVI DEL PATRONATO SCOLASTICO PADOVANO cuiti da leo di ba SAGGIO DI CANTO COLLETTIVO NEI CORI DELLA PATRIA È DEL FASCISMO gul lda Un-nucieo dI pan: 8 SeTTEMBRE 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova disti, e furono diretti dal maestro Barbieri, diret- Prestavano servizio d’onore Avanguar- tore provinciale di canto dell’O.N.B. e dal disti, Balilla e Piccole Italiane. maestro Carraro, dirigente l’educazione fisica La festa si svolse nel bellissimo parco che nelle scuole elementari di Padova.
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L’Annuario Comunale per l'anno 1928 (VI). — Funzioni. ed Organi dell’ Amministrazione del Comune - Società CoopERATIVA TIPOGRAFICA. II nuovo Annuario Comunale per l'anno 1928 pubblicato a cura della Segreteria Gene- rale del Comune di Padova, consta di un’ordi- nata e nitida illustrazione di tutta l’attività che la civica Amministrazione svolge attraverso i suoi svariati organi e le sue diverse delegazioni e commissioni nonchè a mezzo delle numerose rappresentanze che l’Amministrazione stessa ha nei principali Enti ed Istituti cittadini. L’interessante pubblicazione, edita in sobria veste tipografica e per i chiari tipi della So- cietà Cooperativa Tipografica di Padova, si com- pone, come lo scorso anno, di cinge parti e di un indice generale nominativo. In detta ripar- tizione la materia è stata esposta nell'ordine seguente: a) AMMINISTRAZIONE COMUNALE: 1. Elenco cro- nologico dei Capi dell’ Amministrazione Comu- nale dal 1866 al 30 Giugno 1928; 2. Podestà e Vice-Podestà,; 3. Consulta Municipale. 0) Ex CONSIGLIERI COMUNALI E CITTADINI ONO- RARI: 1. Elenco degli ex Consiglieri Comunali residenti a Padova o che a Padova conservano rapporti di parentela e di interessi; 2. Elenco dei cittadini onorari defunti; 3. Elenco dei cittadini onorari viventi. c) DELEGAZIONI- COMMISSIONI - RAPPRESENTANZE E Borse DI STUDIO. d) OpERE PIE. e) UrrIci E PersonaLE: 1. Piano organico degli Uffici, Istituti e Servizi; 2. Personale ad essi addetto. PUBBLICAZIONI Studi di Pa- TIPOGRAFIA L’Annuario della R. Università degli deva per l’anno accademico 1926-27. — EDITRICE ANTONIANA. È un'importante pubblicazione contenente notizie e dati statistici sul personale e su tutta l’attività svolta dal nostro glorioso e secolare Ateneo durante l’anno accademico 1926-27. La pubblicazione è stata curata in modo lodevolissimo sia nella ripartizione che nel. l'esposizione della materia. La prima parte è costituita dalla Relazione del Rettorato sull’anno accademico 1925-26, dal discorso commemorativo tenuto dal Prof, Giulio Andrea Pari nell’Aula Magna il 30 Aprile 1927 in onore di Luigi Lucatello, dall'elenco dei di- scorsi inaugurali letti nell’ Aula stessa dal 1866 in poi, dalla serie dei Rettori Magnifici che si son succeduti da detto anno, e da notizie sulle attuali Autorità Accademiche, sui componenti il Consiglio di Amministrazione e sul personale della Segreteria dell’ Università. Nella seconda parte sono elencati tutti gli insegnanti delle diverse Facoltà e Scuoleì La terza riguarda la costituzione dei di- versi Istituti scientifici e le funzioni del perso- nale insegnante in ciascuno di essi. Seguono quindi, l’ elenco delle pubblicazioni letterarie e scientifiche degli insegnanti, il ca- lendario scolastico, l'ordine degli studi e l’ora- gio delle lezioni, l’elenco dei laureati e diplo- mati nell’anno 1926, l’elenco degli iscritti nelle singole Facoltà e Scuole per l’anno scolastico 1926-27, numerosi prospetti scolastici, l’ elenco dei Collegi e delle Fondazioni dipendenti dalla R. Università ed amministrati dal Rettore Ma- gnifico, l’ elenco dei laureati e diplomati che hanno superato l'esame di Stato per l'abilita-
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zione all'esercizio delle professioni di medico chirurgo, chimico e farmacista, l'elenco delle farmacie autorizzate a tenere studenti per l’anno di pratica, ed, infine, indirizzi diretti dal Se- nato Accademico ad altre Università. La pubblicazione termina con una necro- logia e con l'indicazione delle abitazioni del personale insegnante, assistente, amministrativo, tecnico e subalterno. L’Annuario della R. Scuola d’Ingegneria di Pa- dova per l’anno accademico 1926-27. — Società Coo- PERATIVA "TIPOGRAFICA. É stato pubblicato di recente a cura della Direzione della R. Scuola d'Ingegneria che come per il passato, non ha mancato anche que- st'anno di fare dell’ Annuario un volume di mas- simo interesse per le notizie e i dati in esso contenuti. La pubblicazione ha inizio con l'Albo d'o- nore dei Caduti in guerra e dei Caduti per la redenzione della Patria e per la difesa della Vittoria. A. questo fanno seguito lo Statuto della Scuola, l'elenco dei direttori dalla fondazione della Scuola stessa, e notizie sulle Autorità ac- cademiche, sul Consiglio di Amministrazione, sul personale insegnante, di segreteria tecnico e subalterno, nonchè sui vari Istituti e Labora- tori scientifici. Vi sono anchè riportati il manifesto d’aper- tura dell'anno accademico 1926-27, il calendario scolastico, gli orari, i programmi dei Corsi d’ in- segnamento, il R. D. L. 7 Ottobre 1926 N. 1977 sul riordinamento degli studi universitari di in- gegneria, il Regolamento per gli esami di Stato, l’elenco dei Candidati che hanno superato l’ e- same stesso e la relazione su detti esami. Seguono poi: l'elenco dei premiati della Fondazione Sarpi, quello dei laureati nell’anno 1926, l'elenco degli assegni concessi dalla Cassa Scolastica, la statistica degli esami, elenco de- gli iscritti, l'elenco delle pubblicazioni fatte dalla Scuola e dagli Insegnanti, e quello dei viaggi d'istruzione compiuti dagli allievi. L'ultima parte della pubblicazione contiene la cronaca di varie cerimonie e convegni, che ebbero luogo per iniziativa della Scuola o a cui la Scuola ebbe a partecipare, le notizie sulla gestione morale, amministrativa e finanziaria dell’ Ente, l’elenco delle Leggi Decreti e circo- lari concernenti l'istruzione superiore ed altre disposizioni Varie. Chiudono il volume alcune necrologie e l’in- dicazione delle abitazioni del personale della Scuola. COO Il Breviario dell’ Avanguardista - Società Coo- PERATIVA TIPOGRAFICA. In occasione della seconda Crociera medi- terranea compiuta dagli Avanguardisti nel mese di Settembre, il Comitato provinciale padovano dell'O. N. B., incaricato dal Presidente centrale dell'Opera medesima, On. Renato Ricci, pub- blicò un magnifico volumetto intitolato : I Bre- viario dell’ Avanguardista scritto da Almerigo Ribera e curato da Mario M. Macola. Esso che, come dice la prefazione, è il bre- viario di fede degli Avanguardisti d’Italia che in venti vigilie di venti giornate, salpando da Genova per i porti della Patria dell Oriente, hanno portato nei lidi lontani la voce, il sorriso, il fremito della nuova giovinezza italiana, per rispetto, per monito e per ammirazione delle genti, si compone di 650 pagine, che contengono $0 capitoli, suddivisi in 9 paragrafi ciascuno. Ad ognuna delle venti giornate della Cro- criera sono dedicate tre letture, effettuate sul cassero, con le schiere rivolte a prua, una al- l’alba, una al meriggio ed una alla sera, e con- tenenti notizie e descrizioni delle varie località toccate durante il viaggio o visitate dagli Avan- guardisti durante la giornata. L'esposizione della materia è stata fatta in forma chiara e dilettevole e tutto il volumetto è pieno di profonda dottrina, di sani insegna- menti, di rievocazioni storiche, di notizie geo- grafiche, mitologiche ed archeologiche che hanno suscitato nei baldi giovinetti il più vivo entu- siasmo durante le visite ai porti ed alle terre che portano ancora i segni indelebili della gran- dezza di Roma.
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On, Gr. Uff, Ing. LEONE ROMANIN JACUR Senatore del Regno morto a Padova il 22 Luglio 1928 dalla lettera del Podestà alla Famiglia del- l Estinto: ..Per quanto da non breve tempo infermo, si confidava sempre che da quella bella intelli- genza potessero ancora sorgere raggi di luce, e si pensava ancora a Lui come ad una fonte inesauribile di bene. E non a torto, perchè l'Ing. Leone Romanin Jacur nella seconda metà del secolo scorso, e nei primi lustri dell’attuale, prodigò tutto se stesso per lo studio e per la soluzione di problemi che maggiormente inte- ressavano il Paese: e per il suo altissimo in- gegno, per la sua vasta coltura, per il suo amore alla Patria, ha dato continue prove della fer- mezza della sua azione, della bontà dei suoi in- segnamenti, della efficacia dei suoi patrocinî. E ben a ragione fu detto l’ apostolo delle Bonifiche, Egli che, da oltre cinquanta anni, in- segnò a riscattare dall’ acquitrino e dalla febbre molte terre d’Italia, e specialmente della nostra Regione. Parlamentare insigne, Membro del Governo, Egli fu anzitutto Uomo di Stato: ma per l’a- more che portava alla sua Città natale ebbe sempre a cuore anche le sorti di questa e fu sempre tra i primi ad appoggiarne e secondarne le legittime aspirazioni. Questa Amministrazione rivolge pertanto con reverenza il suo pensiero alla magnifica fi, gura del Senatore Ing. Leone Romanin Jacur e prega la Famiglia di voler gradire l’epres- sione del suo profondo cordoglio, come una partecipazione al suo dolore, che essa sa con- diviso anche da tutta la Cittadinanza. Con stima Il Podestà: F. Giusti L060G Cav, Uff. DOMENCO PASTORELLO ex-Garibaldino ed Insegnante elementare Il giorno 12 Maggio, corr. anno, cessava di vivere nella nostra città il Cav. Uff. Silvio Pa- storello, che apparteneva alla gloriosa schiera dei reduci Garibaldini e che fu per lungo tempo insegnante nelle Scuole elementari di questo Comune. Con lui è scomparsa una magnifica figura di patriotta e di educatore, dotato di eccezionali doti di mente e di cuore, che ha lasciato nella cittadinanza vivo e profondo rimpianto. Animato dal più puro amor patrio, diede in- cessantemente il vigore della sua giovinezza alla santa causa dell’indipendenza italiana, seguendo con fede ardente, in tutti i più aspri cimenti, l’ Eroe leggendario di Caprera. Sincero ammiratore del Duce, seguì sempre con giovanile entusiasmo il movimento fascista, ed in ogni pubblica manifestazione non man- cava mai di attestare la propria fede nei nuovi destini della Patria unitamente all’esiguo e ve- nerando gruppo dei reduci Garibaldini della no- stra città. Spese la parte migliore della sua esistenza nel dedicarsi con amorevole cura all’ educa- zione dei giovani, che voleva crescessero degni delle virtù dei padri e soprattutto cittadini probi ed onesti. Per l’opera data alla Scuola con vero spi- rito di amore e di abnegazione il Ministero gli conferì il diploma di benerenza di I. classe, ed in segno di affetto e di riconoscenza la Civica Amministrazione gli fece dono della relativa medaglia d’oro. La Aivista, rievocando la figura del bene- merito Estinto, invia alla sua memoria, unita- mente a quelli della cittadinanza i sensi del suo omaggio deferente e devoto. 67 —
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Cav. OTTAVIO COLLINI Chimico - Farmacista morto a Padova il 9 Ottobre 1928 dalla lettera del Podestà alla Vedova : ... Sebbene proveniente da altro Comune, egli per la sua lunga residenza in questa Città era considerato come cittadino padovano, fra i cit- tadini aveva saputo emergere per le sue per- spicue qualità professionali e per il suo interes- samento ai problemi cittadini. Per para la cittadinanza lo chiamò ben tre volte a far parte del Consiglio Comunale, e per quattro anni come Consigliere e per altri quattro come assessore partecipò attivamente e proficuamente alla vita amministrativa di questa Città. E non mi è possibile accennare a tale opera senza rievocare in modo speciale le cure che Egli prodigò e prima e subito dopo la sua apertura, al Panificio comunale, al cui im- pianto e alla cui gestione iniziale fu particolar- mente preposto, perchè Egli a quella istituzione comunale profuse in modo veramente ammire- vole l’opera sua, con notevole proprio sacrificio volendo contemperare i propri doveri professio- nali con le funzioni pubbliche volontariamente assunte per il bene di questa Città. La prego di voler estendere questi sensi di cordoglio agli altri congiunti, mentre le porgo i sensi della mia osservanza. Il Podestà : PF. GIUSTI Avv. ALFRE DO < (& ANALINI - Segretario GE Dorr. GIUSTINO MATTUCCI - Rag. EDGARDO COCCONCELLI - Capo-Urricio SrAtIsTICA TARIO A aLe DEL Comuxe - Direttore responsabile NTO - Redattore Capo - Collaboratore Artistico 120908 RE. du VO DI PABOTA; 368 —