Padova - Rivista mensile dell'attività municipale e cittadina - Marzo aprile 1928

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FE i (I [0 (_JM vit Î vm Mn n ra I (Ro 01 0 RO O 0 00 "TIVITÀ: CITTAD dti RBB ld Ai rire | 0 OS 0 O 0 OB 5000 4500 0 18 tc mmm 0 a 10 RC AO XII APRILE MCMXXVII - Anno VI Nell'ora superba in cui tutto un popolo di produttori e di lavoratori, stretto intorno alla Maesta del Re, solennemente celebrava con l'apertura della IN Fiera di Milano il trionfo delle rinnovate attività italiche nelle civili e feconde competizioni dell'industria e del lavoro, un atten- tato orrendo dell’ antifascismo internazionale abbatteva donne e bambini, che si preparavano a gridare al Re Vittorioso il loro grande amore. Ancora una volta Podio malvagio e bestiale degli avversari della Patria falciava nuove vile, stroncava fiorenti giovinezze, e, bagnando di sangue innocente le vie di Milano, oltraggiava ogni più elementare sentimento di umanità. Per strenua volonta di vita, in un impeto di concordia, il lavoro italiano era riuscito ad adunare intorno alle sue opere, in una gara magnifica di bellezza, di ardore, di potenza, le opere di altre 4o Nazioni del Mondo, e il Genio italico ancora una volta era per affermare la Sud SUpremazia. Ma tutto ciò avveniva nell'anno decimo della Vittoria, nell’anno nono dalla fondazione dei Fasci, per virtù del Fascismo, che aveva dato alle menti e ai cuori Pimpeto della sua vo- lonta, la coscienza della sua forza, la sicurezza del suo divenire. E la Maestà del Re Soldato doveva con la sua Augusta presenza dare il suggello alla festa del Lavoro, perché assurgesse a trionfo del Regime fascista. Ed allora quanto di più nefando si concentra nell’ antifascismo si é organizzato nell'ombra per colpire l'anima della Nazione con un attentato, che avesse un significato antimonarchico € antifascista. La divina Provvidenza ha tenuto lontana la Maestà del Re dall'odio dei megatori della Patria: e l'anima fascista poggia troppo in alto per essere offesa dalle bombe dei criminali. L’ Italia, che stava per affermare ed ha affermato la sua potenza fattiva nella IN Fiera di Milano, e che nell Esposizione di Torino e nella N Fiera di Padova sta per: dare nuove prove al mondo della sua magnifica compagine, forgiata nel lavoro e nella passione, “più spargendo ‘ RT

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tutti i suoi fiori sulle tombe delle vittime innocenti, resta salda e inquadrata nelle granitiche basi costruite dalla vittoria di Vittorio Veneto e dalla rivoluzione delle Camicie nere, ché nulla può arrestare il'cammino ascensionale di un popolo che lavora per crearsi il suo destino. Ma ciò non toglie la necessità dell’espiazione, affinché altre tragedie non oscurino la dignità della Nazione; ciò non impedisce che dalle lagrime delle madri, delle spose e dei figli, dal com- pianto di tutto un popolo, non sorga spontaneo il desiderio, forte, come un comando, di strin- gersi maggiormente intorno al Re e al Duce per affermare ancora una volta la propria fede nell'avvenire della Nazione e del Regime. - Questo comando, questa fede intende esprimere la Rivista «Padova» con la Effigie del «Re Soldato », di cui st permette fregiare questo fascicolo. Di essa si degnò S. M. fosse ono- ralo il «Libro della Riconoscenza Nazionale», quando si volle tramandare alle generazioni future il rito qui celebrato in nome della Nazione per offrire le Insegne di Comando ai due primi Marescialli d’ Italia: pare giusto che Essa sia oggi rievocata quale simbolo della devo- zione padovana verso la Maestà del Re. XxX *% Quale impressione abbia prodotto e quali sentimenti abbia suscitato in questa Cittadinanza l'attentato di Milano non diremo noi che attraverso la parola del Podestà, giacché al Podestà Co: Giusti spettò il compito di farsi subito interprete dell'anima cittadina, ed egli tale compito assolse nel modo più dignitoso e completo con P invio dei seguenti telegrammi : « Aiutante campo Sua Maestà il Re - Milano — Padova ringrazia Divina Provvidenza, che ha tenuto lontana la Maestà del Re da ogni pericolo. Prego porgere Sua Maestà sensi devozione Cittadinanza, che, raccolta intorno al suo Sovrano, rinnova il suo grido « Viva Italia, Viva il Re». Il Podestà: FrAncESco GIUSTI ». x x *% « Podestà di Milano — Alla Città, che una bestiale criminalità ha tentato di colpire nell'ora superba sua operosa affermazione, Padova rivolge suo pensiero solidale, mentre l’Italia sparge fiori sulle vittime innocenti e trae dal loro sangue, che sarà vendicato, una più intensa fede verso le mete fasciste. Prego considerare questa Cittadinanza presente onoranze che cotesta popolazione porge Caduti odio antifascista, come se mesti carri rievocassero antico Carroccio intorno al quale padovani e milanesi pugnarono stessa santa causa. Ossequi - Podestà : FRANCESCO GIUSTI ». Tuttavia non possiamo esimerci dal ricordare come al manifesto del Segretario federale Cav. Uff: Alezzini, eco fedele dello sdegno e del disprezzo dei fascisti e dei cittadini e del loro proposito di non interrompere nemmeno di un attimo la quotidiana santa fatica, pur rivolgendo un saluto commosso alle vittime, si aggiunsero numerosi altri telegrammi di Enti e di Associazioni, e nobi- lissime manifestazioni si avessero anche alla prima riunione dei Consessi degli Uffici pubblici locali. La locale Curia Vescovile, facendosi interprete del generale sentimento, nel giorno 19 Aprile, ha tenuta nella Cattedrale una solenne cerimonia di suffragio per le vittime dell’ attentato, con il canto del Te Deum in ringraziamento a Dio per l'incolumità di S. M. il Re. Alla duplice cerimonia tutta Padova fu presente dal Capo della Provincia, S. E. il Prefetto, al più modesto dei suoi cittadini. S. E. Monsignor Vescovo, indossati i paramenti pontificali, personalmente in- tonò il Te Deum, al quale fece seguito l’Oremus pro Rege. E così dal sangue delle vittime ancora una volta si è alzata al Cielo, propiziatrice di bene la preghiera di quanti banno il culto della Patria, impersonata nella Maestà del Re.

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“i F 9 gl ATTIVITÀ E SERVIZI MUNICIPALI ooo LA GRANDE COLONIA ALPINA “PADOVA,, A LAVARONE coo L'OPERA SVOLTA DALLA CITTA’ DI PADOVA NEL CAMPO DELLE COLONIE ALPINE - MARINE - FLUVIALI E LA NECESSITA’ DI UNA INTEGRAZIONE Se si ha riguardo ai generosi sforzi compiuti e ai fecondi risultati raggiunti dalla iniziativa pubblica e privata del nostro Comune per dare ai fanciulli di questa Città la possibilità di migliorare le loro condizioni fisiche e morali con un soggiorno al mare o ai monti, si deve riconoscere che Padova fu sempre all'avanguardia nel promuovere e dare impulso ad ogni opera diretta al miglioramento fisico e morale delle nuove generazioni, anche a mezzo delle colonie alpine, montanine, marine c fluviali. Basti ricordare Achille De Giovanni, rita Associazione padovana contro la tuber- la Colonia montanind fondata dalla beneme- colosi nel 1902 in Barbarano, in mezzo Colli di vincere in gracili costituzioni le predi- agli incantevoli Berici, allo scopo sposizioni alla tubercolosi e di far germo- deboli energie di una fiorente giovinezza, gliare in organismi le migliori e che il suo di nell’anno decorso ebbe a celebrare XXV la Colonia Caroman, fondata dall’ Ospizio marino anno di vita; marina Istituto rachitici di Padova, quando nel dopo-guerra l’ Ospizio marino veneto non potè più accogliere un adeguato numero bimbi padovani; Altichiero, nato la Colonia fluviale di del di sorta per iniziativa Patro- scolastico nel territorio questo la Colonia eliolerapica fascista Benito Mussolini Comune, lungo le sponde del Brenta; sa Bo

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di Camposainmartino, dovuta all'amore delle Donne padovane raccolte nel Fascio fem- minile locale, eretta in Ente morale con R. D. 6 Agosto 1926; ed infine la Colonia alpina di Calalzo, inaugurata nel 1925 per la fede operosa della locale Mutualità sco- lastica, che dal nome augusto di Marghe rila di Savoia ha tratto il suo migliore auspicio. Ma se si pensa che i bambini pado- vani, che possono essere accolti in queste Colonie, anche calcolando tre turni annui per ogni Colonia, potranno appena ascen- dere a 1500 bambini, di fronte ai 12.000 bambini iscritti alle Scuole elementari, pur ammettendo che una buona parte di essi non abbia bisogno di cure marine o mon- tanine ec che ad una parte possano prov- vedere direttamente le famiglie, si deve con- cludere che molto cammino vi è ancora da percorrere in questo campo della pubblica assistenza, diretto alla tutela della stirpe. Del resto basta considerare che gran parte delle domande, che pervengono an- nualmente agli Enti pubblici per tal fine, non possono essere accolte c che ogni esame delle stesse domande è forzatamente diretto non già all'accertamento dei bisognosi, ma alla scelta dei più bisognosi, per essere certi che ogni iniziativa, che sia diretta ad integrare l’opera delle Colonie già esistenti, può e deve essere considerata rispondente ad uno stato di necessità, piuttosto che ad un fine di utilità. Né tale integrazione può apparire meno necessaria ora, per il fatto che il Governo nazionale ha già provveduto a colmare lacune del passato in materia di assistenza all'infanzia con la creazione del- l'Opera nazionale per la protezione della materniid e dell'infanzia, giacchè tale Ente, pure essendo chiamato ad integrare le opere già esistenti a favore dell'infanzia e della fanciullezza, non può assolvere tale compito con l'impianto di nuovi Istituti, ma bensi sovvenzionando le istituzioni pro infanzia già esistenti, o collocando presso di esse i fanciulli bisognosi di assistenza. Anzi la creazione di tale Fnte, come lo sviluppo dei Consorzi provinciali antitu- bercolari, istituiti 1919 Nn. come un incentivo all'impianto di Colonie dalla legge 24 Luglio 1382, possono essere riguardati alpine o marine, perché tali Colonie, una volta istituite, possono trovare in detti linti i più vitali e diretti cooperatori della rispettiva gestione, con l'assunzione a loro carico di parte delle rette di mantenimento dei fanciulli nelle colonie ospitati. Non abbiamo creduto di aggiungere alle altre Colonie la Colonia alpina regionale di Enego, inaugurata il ro Luglio 1927, donata al popolo veneto dalla Scuola cle- mentare regionale, impersonata nel suo Provveditore Prof. Comm. Gaetano Gaspe- roni, iniziatore ed apostolo indefesso della bella istituzione, perchè, per quanto co- stituisca un modello magnifico di Colonia alpina, non può offrire ai fanciulli di Pa- dova che qualche raro posto, dovendo sce- gliere i suoi ospiti tra tutti i fanciulli del Vencto. I REQUISITI PER UNA BUONA COLONIA ALPINA Animato da tali considerazioni, il nuovo Governo podestarile non ha man- cato di rivolgere con fede c con passione il suo pensiero anche a questa assistenza, così provvida e gentile, pur avendo cura di contemperare le sue aspirazioni alla SR

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NLII - VERSO LA MAGNIFICA STRADA CHE DALLA VALLE DELL’ASTICO SALE ALL'ALTIPIANO DI LAVARONE limitata potenzialità del bilancio comu- nale, volendo fronteggiare la relativa spesa del E poiché i dati raccolti stavano a con i mezzi ordinari bilancio stesso. dimostrare che la deficenza maggiore era nella cura alpina o montanina, più che in quella marina o fluviale, all’impianto di una nuova colonia alpina si è rivolta special- mente |’ aspirazione del Comune. Il problema non cera facile, perchè l’esperienza altrui aveva dimostrato che per un impianto ex novo di una Colonia alpina Fa spesa aveva oscillato per ogni 100 fanciulli, contemporancamente ospitati, tra le L. 250.000 e le 500.000 e deside- rando dare alla nuova Colonia una poten- zialità di accoglimento dai 200 ai 300 bam- bini, si era arrestati dalla vastità dell'onere. L’ALTIPIANO $ DI LAVARONE Si stabili allora di ricercare, se fosse possibile, l'acquisto a condizioni favore- di albergo o villa, di cui fosse stata decisa voli qualche grande stabilimento, l’alienazione per cessazione del suo uso, che potesse essere suscettibile di adatta- mento a Colonia alpina per una media giornaliera di 250 bambini e che, per le condizioni climatiche della località, si po- tesse prestare ad abitazione permanente. La ricerca non cera facile, perché si voleva che la futura Colonia presentasse i seguenti requisiti: a) ottima situazione climatica, ad una altezza sul livello del mare da 1000 a 1200 metri, in una località asciutta, ben riparata dai venti, con esposizione princi- pale a mezzogiorno;

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b) ricchezza di ottima acqua, fornita da un acquedotto atto a garantire la bontà dell’ acqua, il largo uso di bagni a doccia e possibilmente anche l'impianto di fon- tanine perenni; c) ampiezza di terreno pianeggiante at- tiguo al fabbricato per la ricreazione dei bambini: d) immediato contatto con un paese dotato dei servizi pubblici più necessari: come quello sanitario, della illuminazione elettrica, telegrafico, telefonico, ecc.; e) possibilità di avere nelle immediate vicinanze della Colonia tutti i generi neces- sari alla vita dei bambini c specialmente ottimo pane e latte purissimo; f) possibilità di belle passeggiate in mezzo ai boschi, o lungo i sentieri di montagna, con visioni di paesaggi e di monti atte a suscitare cd alimentare l’amore per le nostre Alpi e ad elevare l'animo ai più puri ideali; g) facilità di accesso mediante strade ferrate, o, almeno, mediante strade sicure ec facili per auto. Tuttavia, prima ancora che spirasse il primo anno del Governo podestarile, è stato possibile iniziare le trattative per un acquisto, che presentava nel suo insieme tutti i requisiti suesposti. LA SCELTA DI LAVARONE PER L'IMPIANTO DI UNA GRANDE COLONIA ALPINA Si trattava di un grande stabilimento situato nel Comune di Lavarone — fra- zione Gionghi — costruito nel dopo guerra per la lavorazione del legname c fabbrica mobili, e chiuso, dopo pochi anni di eser- cizio, per la passività della gestione. Accer- tata da una Commissione tecnica, di cui facevano parte l' Ufficiale sanitario e |’ In- gegnere capo del Comune, salita il giorno 7 Novembre 1927 a Lavarone, la esistenza dei requisiti suesposti, sono state iniziate trattative per l'acquisto a mezzo di quel Podestà Sig. Quarto Stenghele che, dopo aver accolta molto gentilmente la predetta Commissione, si era messo a disposizione di questo Comune per facilitare la conclu- sione delle trattative stesse. Malgrado ciò, la definizione non è stata così sollecita, come si sperava, perché da una parte il Comune cercava di limi- tare più che fosse possibile la spesa di acquisto dei fabbricati per avere larghi mezzi per la loro sistemazione, e dall’altra i rappresentanti della Società Legnificio di Lavarone non mancavano di tutelare nel miglior modo gli interessi dei creditori della Società. E non si addivenne ad un definizione che dopo oltre tre mesi, nel giorno 22 febbraio u. s., quando fu pos- sibile trovare il punto di accordo sopra il li Li da ambo le parti. prezzo 175.000, riconosciuto equo Nello stesso giorno si perfezionarono quegli impegni che il Podestà di Lava- rone, con una giusta visione degli interessi morali e materiali del suo Comune, si era dimostrato disposto ad assumere per age- volare i lavori di sistemazione e ridurre la spesa di esercizio della Colonia alpina; mentre nel giorno successivo fu anche pos- sibile concordare con i proprietari interes- sati l’acquisto dell’area necessaria per dare alla Colonia una maggiore ampiezza: cosic- ché si è potuto subito dar mano allo stu- dio per la compilazione del progetto di sistemazione e di arredamento. Ultimato anche tale esame, fu possi- bile alla civica Amministrazione, imperniata s'e

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XLHI - L’ALTIPIANO LA FRAZIONE E LA VICINA FRAZIONE «GIONGHI DI LAVARONE» N nel Podestà Co: l'rancesco Giusti, adottare il 15 autorizzando gli acquisti, la sistemazione Marzo 1928 la deliberazione relativa, e le forniture relative, per un importo com- plessivo di L. 450.000, con la coscienza di avere raggiunte, con il minor sacrificio delle finanze del Comune, quelle finalità che si era proposte. Successivamente fu riconosciuto prov- vido un ulteriore ampliamento del terreno annesso alla Colonia, e poichè nel preven- tivo già approvato vi era margine adeguato per la relativa spesa, così il 21 Aprile 1928 si addivenne ad ulteriori accordi con i pro- prietari dei terreni confinanti, che condus- sero al definitivo assetto della Colonia, quale emerge dalla planimetria allegata. « CAPPELLA » 87 - DI LAVARONE CENTRO DELLA QUALE SORGE LA COLONIA COL SUO «GRAND HOTEL CAPPELLA » Ricordata così brevemente la storia dell’ acquisto, possiamo addivenire ad una breve illustrazione della nuova Colonia. UN’OASI DI BELLEZZA E DI SALUTE Tra Je località alpine che si elevano ad un raggio di cento chilometri da Padova, l Altipiano di Lavarone è certo tra le più pittoresche e le più climatiche. Esso si innalza dal vecchio confine a Busatti e a gli Folgaria e Serrada una continuazione del- Lastebasse e forma con Altipiani di l’Altipiano di Asiago; ma, a differenza di questo, è stato sottratto per tanti anni alle cure, ma non all’amore dell’ Italia.

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Il Bertarelli, nella sua magnifica Guida Le Tre Venezie, rileva che 1° Altipiano di Lavarone costituisce una bellezza paesistica di primo ordine e, per essere stato meno duramente colpito dalla guerra, in. con- fronto dell’ Altipiano di Asiago, è ancora meravigliosamente bello per fresche prate- rie e densi boschi e per la splendida vista delle sottoposte vallate e della cerchia dei monti nevosi. Se la brevità di questa relazione non ce lo vietasse, vorremmo qui riprodurre tutto il canto con cui la gentile poetessa Lya Piazza esalta, nella Rivista // Trentino, questa parte dell’Altipiano, su cui sì adagia Ma questi pochi frammenti per dare vita alle Lavarone. forse basteranno anche visioni che abbiamo tratte con le fotogra- fie dei luoghi: Lembo di terra che sapesti l'urlo OSL VID. i agite Ca alt te Terra piagata e rinnovata e santa, vigili i monti ti fan guardia, come madri raccolte sulla cuna . ..... Da cab le lor nevi, offrirono letto ai morenti, sepoltura ai morti. Guarda nell'alto, addensator di nebbie, Becco di Filadonna, ermo e severo come un vegliardo. Ed in silenzio pieno stanno i tuoi forti ........... e ancor tengon proteso l'occhio nudo per l’ampia vastità dei cieli. Stan sotto il sole pascoli con lunghe file di mucche, nel cui passo molle è come il segno della pace . .... Stendesi ai piedi l’assolata valle e ridon gli occhi di casette sparse tra una dovizia estatica di verde; larici e abeti, popolo di braccia Dorme, sul fondo, il lago piccolo un placido sonno Il Comune, che dà il nome all’ Alti- piano, ha una superfice di 2585 ettari, una popolazione legale di 1667 abitanti ed una del 1171 metri. Dista da Trento chilometri 34 e da altitudine sul livello marce di Vicenza chilometri 64. Dalla stazione di Caldonazzo, sulla della linea ferroviaria Valsugana, si può salire a Lavarone con un percorso di chilometri 6; ma per chi viene da Padova si presenta più comoda e breve la bella strada carrozzabile, lungo la valle dell’ Astico, che da Arsiero sale a Lavarone passando per Lastebasse. La popolazione del Comune è sparsa in 22 frazioni, di cui sette furono quasi completamente rovinate dalla guerra. La frazione Chiesa, nella quale trovasi il Municipio, e quelle più attigue Laghi, Gionghi, Cappella, Longhi, ecc. costituiscono un ameno ondeggiare di vallette e di dossi, un paesaggio vario e piacevolissimo, reso anche più suggestivo da un piccolo lago, sulle cui acque fu particolarmente rivolta l’attenzione di Cesare Battisti, quando, dal- l'esame delle condizioni fisico - geografiche del Trentino, stava traendo elementi per la sua propaganda di italianità. Il Comune è dotato di un ufficio po- stale, telegrafico e telefonico; è unito tutto l’anno a Trento a mezzo di servizio auto- mobilistico giornaliero e, durante il pe- riodo estivo, è unito anche a Rovereto e Vicenza mediante servizio giornaliero di antobis. Il Comune possiede un acquedotto avente una potenzialità assai superiore agli attuali suoi bisogni, con il quale porta acqua sana ed abbondante alle principali sue frazioni; e tutto il Comune è fornito di linee per illuminazione elettrica, il cui esercizio è gestito da speciale Società. Il paese è da tempo soggiorno estivo di numerosa colonia, cosicché è dotato di alberghi di primissimo ordine. La popola- zione è schiettamente c prettamente italiana, di indole buona, di carattere ospitale. Nelle ia

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COLONIA ALPINA “*PADOVA,, IN LAVARONE (Provincia di Trento) c00 ALTEZZA M., 51572 SUL LIVELLO DEL MARE quiesA COLONIA ALPINA “PADOVA, uN LAVARONE Foti FABBRICATI E TERRENI DESTINATI ALLA COLONIA pe PLANIMETRIA ScALA 1: 500 lol Div] 2 U MS I Il (0 UT) ù A] AU) @Direzione e Dormitori Refettario e Cucina Qpr e Lavanderia Casa del Custode @ Salone di ricreazione © Cappella (Padiglione d'isolamento ®©lompo di givochi ©Fontane GOANtenna della Bandiera orto XLIV - LA PLANIMETRIA DELLA COLONIA DI 89 —

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RONE (TRENTI LAVA LITTA È NO)m. 1171 | area LAVARONE m. i171 (TRENTINO) Giitesa cOL'MONTA nUET CHIESA DI LAVARONE COL MONTE RUST _ ® e FILADONNA m 2150 | Fiaborna DI LAVARONE COL BECCO DI GIOVANI BOSCAGLIE IL PIZZO DI LEVICO DA VEZZENA LADONNA CIMITERO DI GUERRA A CARBONARE FRAZIONE CAPPELLA E IL BECCO DI Dr FORTEZZA DI BELVEDERE E I PIZZI DI TONEZZA 1 tun] pi ic'armao ha GALLERIE SULLA STRA- DA DELLA FRICCA COLONIA ALPINA "PADOVA, in LAVARONE XLV - ALCUNE VEDUTE DELL’ ALTIPIANO DI LAVARONE NEL QUALE STA SORGENDO LA COLONIA ALPINA «PADOVA » 90

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XLVI - I PRIMI RAGGI DI SOLE SUI MONTI STUDIO AD OLIO ESEGUITO DA UNA FINESTRA DEI CHE SALZANO SUL LAGO DI LAVARONE HOTEL DES ALPES» DI LAVARONE CON LA VEDUTA DEL LAGHETTO GELATO 23 Fuspraio 1928 - VI trattative per l'acquisto di numerosi appez- zamenti di terreno attiguo all'ex Legnificio ha dato prova di saper contemperare il na- turale attaccamento alla terra con il deside- rio di secondare l'Autorità locale nello svi- luppo morale e turistico del proprio pacse. I FABBRICATI E LE AREE DESTINATI A SEDE DELLA COLONIA I beni che costituivano il Legnificio sorgono nella frazione Gionghi e sono confinanti, da una parte, con un panificio moderno di rilevante potenzialità e, dal- l’altra, con un caseificio che lavora tutto l’anno. È poichè nell'interno di essi già esiste una completa conduttura con idranti e rubinetti e la linea della conduttura elet- JI Ing. Tullio Paoletti trica della illuminazione corre a pochi passi dai fabbricati, così si può affermare che la Colonia ha già assicurati nel modo mi- gliore i più importanti strumenti per la sua gestione. I beni sono costituiti da: a) un corpo di fabbrica, parte a due piani e parte ad un piano, della superficie di mq. 1031; b) un corpo di fabbrica, di un solo piano della superficie di mq. 285; c) un corpo di fabbrica ad un piano, di tre vani, con annessa legnaia, di mq. 163; d) un corpo di fabbrica, ad un piano di 4 vani della superficie di mq. 96; e) un grande capannone di legno; £S) una cabina per trasformazione di energia elettrica;

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g) il terreno annesso a detti edifici, co- stituente una superficie di mq. 8327, il quale è circondato da palizzata di legname. Siccome l’area che circondava lex Legnificio non appariva adeguata alle neces- sità presenti e ai futuri sviluppi, c sem- Nel prezzo di acquisto dei beni stabili È stata compresa anche la alienazione di tutto il mobilio, tanto nuovo che usato, esistente ancora entro l'ex Legnificio, quasi tutto perché ancora invenduto; e da una stima fatta, con la scorta dell'inventario, XLVII - CON IL PALAZZO MUNICIPALE, LA CH LA FRAZIONE l EstATE 1927 brava opportuno togliere ogni possibilità che con altre costruzioni attigue si potesse limitare il magnifico attuale orizzonte, vi- sibile da ogni parte della Colonia, così si è curato di giungere con la proprietà co- munale a nord della strada provinciale, da cui parte la strada che conduceva al Le- gnificio, e, a sud, alla stradella vicinale, che già costeggiava da un lato la proprietà del Legnificio. Ne è derivata la necessità di un ulteriore acquisto di oltre 8000 mq. di terreno, di guisa che l’area della Colonia è salita a circa 19.000 mq. Dato il grande frazionamento di pro- prietà, l'acquisto è stato convenuto con nove Ditte, con facoltà di entrare nell’im- mediato possesso di fatto dell'arca. « CHIESA DI LAVARONE» SA PRINCIPALE, E GRANDI ALBERGII ) L'INCANTEVOLE LAGO compilato sul luogo il 24 l'ebbraio u. s., è risultato che è possibile attribuire allo stesso un valore di circa L. 25.000. - E siccome si tratta di materiale che potrà essere utilmente impiegato nell’arre- damento della colonia, la l’acquisto degli stabili. così è venuta a ri- dursi a L. 150.000 spesa effettiva per LA SISTEMAZIONE E IL COMPLETAMENTO DELLA SEDE DELLA COLONIA Sebbene i fabbricati siano di recente costruzione e siano stati eseguiti con buon materiale, pure era naturale, che, data la loro così diversa destinazione, non fossero fine senza una radi- utilizzabili al nuovo

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XLUVITI - NEIL GIORNO IN CUI NE FU CONCORDATO L'ACQUISTO PER DESTINARLI A COLONIA ALPINA 23 FERBRAIO 1028 - VI cale sistemazione e trasformazione e senza un provvido completamento. Ed è stata anzi la visione di tale onere che ha spinto il Comune a limitare più che fosse possibile la spesa d'acquisto. Nello studio di tale sistemazione si è avuto specialmente di mira di integrare la capacità degli stabili, in modo da renderli adatti a contenere non meno di 250 bam- bini, oltre a tutto il personale direttivo e di servizio, salvo in un primo tempo a li- mitare alquanto tale numero, data la ne- cessità di un periodo di avviamento; di provvedere in larga misura ai servizi di docce e di luoghi di decenza, curando che in questi ultimi i bambini abbiano la per- VEDUTA FOTOGRAFICA DEI BENI COSTITUENTI 1° EX LEGNIFICIO DI LAVARONE Fot. Ing. Paoletti fetta separazione per sessi; di dare a tutti i locali la massima aercazione possibile; di provvedere adeguatamente a tutti i servizi accessori di custodia, di guardaroba, di cu- cina, e di imprimere a tutte le costruzioni e all’arca circostante i caratteri più rispon- denti alla futura destinazione. Col progetto compilato con grande amore dall’Ingegnere Capo dall’ Ufficio ci- vico dei LL. PP. Ing. Cav. Uff. Tullio Paoletti, coadiuvato per la parte sanitaria dal Cav. Medico scolastico del Comune Dott. Alberto Graziani, che alla speciale cultura specifica unisce una grande espe- rienza pratica, si è cercato di raggiungere tali finalità: =]

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a) aggiungendo al fabbricato centrale un avancorpo, comprendente un atrio, la scala, la Sala della Direzione e alcuni locali ac- cessori, in modo da rendere tutto il fab- . bricato esistente utilizzabile allo scopo prin- cipale di ospitare bambini e personale nelle ore notturne e di offrire ai bambini stessi, nei giorni e nelle ore in cui non sia loro possibile restare all'aperto o nella palestra, grandi sale ove effettuare la ricreazione in gruppi diversi c distinti per sesso; b) destinando il grande fabbricato late- rale attiguo a refettorio ed ampliando il medesimo in modo da aggiungere i locali per la sala da pranzo del personale direttivo, per lo spogliatoio, per le cucine, retrocu- cine, dispense, ccc.; c) trasformando il contiguo fabbricato di tre vani in un piccolo stabilimento di docce da usarsi a turno dai bambini; d) destinando il fabbricato di quattro vani, a destra del principale, ad abitazione del custode cd a garage; e) dando maggiore aria e luce al grande capannone di legno, attiguo al fabbricato destinato ad abitazione del custode, perchè possa servire a palestra coperta, a salone dei giuochi, a riunioni ricreative ecc.; J) erigendo al margine sud-est dell’area annessa alla Colonia, ce quindi a notevole distanza di tutti gli altri fabbricati, un pa- diglione di isolamento per eventuali casi di malattie infettive, con accesso sulla stra- della che circonda buona parte della pro- prietà, in modo da essere del tutto indi- pendente dalla Colonia; g) destinando quella parte dell’area di- ò sponibile che è, in perfetta pianura, tra la strada provinciale e la casa del custode, a campo sportivo, per due lati circondato da un viale di abeti, perchè ivi i bambini della Colonia possano liberamente allenarsi nei giuochi più graditi, ospitando anche i coetanei di Lavaròne, e dividendo con essi gli onori di qualche gara amichevole ; h) riducendo gran parte dell'arca a sud a parco, mediante la costruzione di una o più fontane e la piantagione di gruppi di abeti, pini e pioppi, in modo da porre i prati verdi, destinati al giuoco dei bimbi, all'ombra delle amiche piante. i) destinando la parte di area meno uti- lizzabile per la ricreazione dei bimbi, per- ché più lontana dai fabbricati centrali, alla coltivazione di un orticello, atto ad offrire ai bimbi, durante la loro permanenza estiva, gli erbaggi più graditi c più sani. IL SIMBOLO DELLA FEDE E QUELLO DELLA PATRIA NUMI TUTELARI DELLA COLONIA Per congiungere poi al simbolo della Patria, che sarà innalzato ogni mattina sull’alto pennone che già esiste all in- gresso della Colonia, il simbolo della Fede cristiana, ad uno dei margini del Parco sarà costruita una Cappellina od Oratorio, trasformando ce completando a tal fine il piccolo fabbricato già destinato a cabina per i trasformatori elettrici. E la benedi- zione di Dio, invocata dal sorriso inno- cente dei bambini, scenderà copiosa sulla Colonia, su cui il tricolore vessillo, gar- rendo al sole, proictterà la sua ombra tutelare. LA SPESA PER LA SISTEMAZIONE ATTENUATA DAL GENEROSO CONCORSO DEL COMUNE DI LAVARONE Al progetto di sistemazione va con- giunto quello di arredamento, facilitato dal. l'acquisto già ricordato di mobili, ma pur

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NLIN - L’ALTIPIANO DI LAVARONE LA FRAZIONE « CHIESA » COL MUNICIPIO, LA CHIESA, 1 GRANDI ALBERGHI, LE VILLE RIDENTI 27 AriLe 1928 - VI sempre cospicuo, dato il desiderio del Co- mune di seguire, anche in questo campo, gli ottimi esempi delle altre Colonie pado- vane e venete. Senza scendere ai particolari, ci limi- tiamo ad accennare che per dare a tutto l'arredamento, studiato e curato con grande zelo dall’ Economo del Comune geom. cav. Alfredo Romani, un'impronta di purezza e di bellezza, è stato per la Colonia for- giato un tipo di lettino di ferro, a tubi diritti e piegati, verniciato a smalto bianco, con rete metallica verniciata in alluminio, che è quanto di più grazioso una mamma potrebbe vagheggiare per la sua creatura. La spesa che ne consegue, per il com- plesso degli acquisti, dei lavori e delle forniture da farsi, è stata preventivata in I. 450.000, ed cessa sarebbe stata anche maggiore, se non si fosse tenuto conto dell'impegno generosamente assunto dal Comune di Lavarone, di fornire il legname necessario per la sistemazione, entro i li- miti che siano consentiti al Comune stesso. Certamente la spesa potrà sembrare non che si tratta di lieve, se si pensa un'opera non obbligatoria per legge; ma se si riflette che essa è destinata a dare ai nostri bimbi deboli salute e forza c a ri- temprare le piccole anime che si affacciano alla vita, parrà pienamente giustificata. Nè si pensi che altrove ‘il Comune lasci solo agli Istituti statali e all’inizia- tiva privata la cura dell'infanzia. Proprio in questi giorni è uscita la re- lazione del Podestà di ‘Torino sulla ge-

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stione del primo anno podestarile ed un posto d'onore è assegnato alla Colonia marina municipale, eretta da quel Comu- ne a Loano nel 1927 c costituita da un fabbricato centrale e da due padiglioni la- terali. Noi non intendiamo paragonare la modesta futura Colonia alpina padovana di Lavarone, capace di 250 letti, con quella marina torinese di Loano, ricca di tutte le più moderne esigenze, capace di 560 letti per fanciulli, oltre i letti per il personale; se ne confrontiamo peraltro le L. 450.000 predette con le L. 4.150.000 spese da quel Comune, dobbiamo concludere che si av- visarono tutti i mezzi per contenere la no- stra spesa entro i più modesti confini. Né i risultati ci sembrano per questo meno proficui, perchè la Colonia alpina di Padova a Lavarone costituirà, per la sua potenzialità, la più grande Colonia alpina del Veneto e potrà anche, per la sua ma- gnifica posizione climatica, per i mezzi di difesa contro il freddo, di cui è munita, e per la possibilità di facili approvvigiona menti, anche invernali, diventare una Co- lonia alpina permanente. LA DELIMITAZIONE DEL CONFINE E LA PIANTAGIONE DEGLI ALBERI NEI VIALI E NEL PARCO Allo scopo di rendere possibile l' a- pertura della Colonia con l’ estate 1928, i lavori edilizi di sistemazione e completa- mento, affidati all’ egregio Architetto sig. Ezechiele Piccinini, imprenditore del luogo, hanno avuto inizio alla fine di Marzo. L'inaugurazione ufficiale dei lavori, con la delimitazione dei confini e la piantagione delle piante, ha dovuto invece essere ri- mandata dopo la prima metà di Aprile, per attendere che la neve non ricoprisse più la terra destinata a ricevere le piante; c la stagione migliore permettesse anche un più largo intervento di quei bimbi di Lavarone, a cui si cera pensato di affidare la piantagione di alberelli. Tale ritardo ha fatto si che, ultimati gli ulteriori acquisti di area, i funzionari del Comune di Padova hanno potuto trac- ciare il confine della Colonia, lA dove esso non era già dato da strade, nel giorno sacro alla nascita di Roma, il 21 Aprile. L’istan- tanea che riproduciamo dimostra come sia stato affidato anche questa volta all’aratro il compito di segnare il confine con un solco profondo sul prato verdeggiante. Certo non fu nella mente di alcuno, tra i presenti, rievocare con quell’atto la leggenda romulea, troppo sacra nel cuore di tutti per essere esplicata in un campo così modesto. Tuttavia, non senza commozione fu com- piuto quel rito, perché con esso il Comune di Padova veniva a dare a quella terra, da secoli e secoli tenuta a prato, una desti- nazione radicalmente diversa, ben più alta e proficua. Alla cerimonia svoltasi nel giorno suc- cessivo, Domenica 22 Aprile, alla presenza del Podestà di Padova Co: Ing. Dott. Cav. Francesco Giusti e del Podestà di Lavarone sig. Quarto Stenghele, si compiacque di intervenire anche il Prefetto di Padova S. E. Gr. Uff. Dott. G. B. Rivelli. Facendo tesoro di una notevole quan- tità di abeti e di lecci, molti dei quali già sufficientemente adulti, offerti generosa- mente dal Comune di Lavarone, e di un’al- trettanta quantità di piante, tratte dai ricchi vivai del Comune di Padova, era stata predisposta la piantagione di oltre trecento alberi, una parte a viale,cd una parte a parco e bosco. Invitati dal Podestà di Lavarone, Di 96 a

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gli alunni delle Scuole di Lavarone, fra i fetto e ai Podestà di Padova, mettendo in quali non pochi erano i Balilla e le Piccole rilievo la compiacenza con cui la popola Italiane, accompagnati dai rispettivi insegnanti, si sono schierati nel piaz- zale antistante lex Le- gnificio, mentre gran parte della popolazione di Lavarone, malgrado il tempo minaccioso € piovigginoso, si affollava nell’arca circostante. Giunte le Autorità da Chiesa e cessato il suono di Giovinezza, con cui il locale Gruppo mu- sicale affermava la sua L. nkL GIORNO SACRO al NATALE pi ROMA 1 FUNZIONARI peL COMUNE pi PADOVA matur i t DI alle p u bbl ie SEGNANO con L’ARATRO 1 CONFINI peLLa GRANDE COLONIA ALPINA «PADOVA» in LAVARONE 595 A È “ 21 APRILE 1928 - VI Lot. Ing. Paoletti che manifestazioni, fu È impartita dal ff. di Parroco della frazione zione accoglieva la bella iniziativa’ del Co- la benedizione augurale alla futura Colonia. mune di Padova ed il suo desiderio di -——- cooperare alla migliore riuscita dell’ iniziativa stessa, e formulava perla futura Colonia i migliori auguri, Rispondeva il Po- destà di Padova ringra- ziando per la gentile ac- coglienza, esaltando la salubrità del luogo ed inneggiando alla ospita- lità della popolazione. Quindi, distribuiti i fanciulli per tutta l’area della Colonia e conse- gnate ai Balilla le tenere LI - aLa PRESENZA pi S. E. 1 Gk, Ur. G. B. RIVELLI, PREFETTO bi PADOVA, e per PODESTÀ piante. si è Tolo È ' o ADOVA, & ST £ Cl proced bi PADOVA £ Di LAVARONE, 1 BALILLA pt LAVARONE PROCEDONO' ALLA PIANTAGIONE pis ; BIOCFONLO DI 300 ALBERI nki. PARCO ANNESSO atta COLONIA ALPINA «PADOVA» alla piantagione di queste ea bo) 22 APRILE 1928 - VI Lot, Ing. Paoletti Ò . sotto la provvida dire- Quindi il Podestà di Lavarone porse zione del Giardiniere capo del Comune di il suo saluto deferente a S. E. il Pre- Padova e dell’Ufficiale forestale di Lavarone.

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Garrivano al vento, issati su alti pentioni, il vessillo nazionale e il gonfalone del Co- mune di Padova; e la benedizione di Dio, impartita dal suo Ministro, si espandeva propiziatrice sulle cose e sulle persone, e specialmente su quanti avevano cooperato all'opera santa, tra i quali, oltre ai gia no- minati, sentiamo il dovere di aggiungere il gentilissimo Segre- tario del Comune di Lavarone, prezioso collaboratore del Po- destà, signor Marco Moretti. LA GESTIONE DELLA COLONIA Per e sembrato al Comu- l'esercizio, ne opportuno che la Colonia venisse affi- data ad un Ente, come il Patronato scolastico, che, rac- cogliendo fondi dalla beneficenza, può ge- stirla senza onere per il Comune, cosi come la Mutualità sco- lastica già pratica per la Colonia alpina di Calalzo. Tuttavia tra gli Enti che si varranno della Colonia per fare del bene non man- cherà il Comune di Padova, il quale si ri- serva di facilitare largamente l'accoglimento nella Colonia dei bimbi dei suoi funzionari, in modo che continuare ad essa possa essere un’opera benefica del Comune. LII - PICCOLO CIMITERO DI GUERRA A LAVARONE L'incarico che si é venuto a dare al Patronato con questa gestione non è fa- cile, né lieve; ma il buon volere, la ca- pacità e lo spirito di sacrificio di coloro che presiedono all'istituzione danno pieno affidamento che cessi sapranno assolverlo nel modo migliore. Della cordialità della popolazione del Comune di Lavarone ce della feconda coo- perazione delle Au- locali e torità spe- cialmente del Pode- stà, che già si è im- pegnato a concedere gratuitamente per dieci anni l’acqua ne- cessaria alla Colonia, il Patronato potrà poi trarre ottimi ele- menti di vitalità, che varranno a cementare i vincoli di fratellanza fra le popolazioni ai di qua e al di là del- l’iniquo confine, ora per sempre soppresso dalle carte d’Italia. È poichè non vi è dubbio che quella fede operosa, che ha animato il Comune di Padova e i suoi or- gani a tutto predisporre per tale istituzione, sorreggerà ora l’Ente e i suoi Rappresentanti nell’ultimare l’opera, cosi ci è grato chiu- dere questa breve relazione esprimendo la nostra convinzione che coll’estate prossima il benemerito Patronato scolastico pado- vano potrà iniziarne la gestione per la sa- lute fisica e spirituale dei nostri bimbi.

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__ «= 0 0)0 09)0 0) Q) FSM SA PWSIvE ZZS O O) YCVAPCYG OO a) LAN SIE AVI, ZE CAV, << ——___ __——_/9 IL NUOVO CAMPO SPORTIVO DEL LITTORIO Il Governo podestarile, che il Re- gime fascista ha dato a questa Città dal 1 Gennaio 1927, già due volte ha rivolto il suo pensiero, le sue cure e la sua po- tenzialità economica allo sport, inteso nel senso più largo di rigenerazione fisica della stirpe, di elemento integrante della vita nazionale. La prima volta, nel Febbraio 1927, esso volle affermare il suo proposito di coadiu- vare la Federazione Fascista nell'opera di- retta a fare di essa il centro di irradiazione della rigenerazione fisica di quanti, giovani e non più giovani, al pensiero intendono legare l’azione, e a tal fine assegnò alla Federazione per l’anno 1927 di L. 3500 mensili. La seconda volta, un assegno nel Settembre suc- cessivo, quando raggiunta la prima finalità con l’ inquadramento nella Federazione fa- scista di tutte le organizzazioni sportive, parve doveroso concorrere adeguatamente nella provvista dei mezzi necessari a far vivere, funzionare ed espandersi il nuovo organismo. E a tale uopo fu assegnato alla Federazione stessa per l’anno 1928, un contributo di L. 100.000. Ma prima ancora che di tale assegno fosse iniziato il pagamento, è parso neces- sario alla Federazione che la potenzialità del Comune, più che ad un contributo an- nuale, fosse rivolta alla dotazione di un nuovo campo sportivo. Questo Comune già possiede due campi sportivi: uno, costruito nel 1913, su area offerta dalla Cassa di Risparmio con una spesa di L. 100.000 e l’altro, nel 1923; con una spesa di circa mezzo milione. Ma per quanto quest’ultimo sia stato costruito appunto per colmare e sanare le deficienze del primo, pure non vi è dubbio che anche esso ormai è risultato inadeguato ai bi- sogni del grande sport. Padova ha ormai nel campo sportivo acquistata tale posi- zione, da non potersi e non doversi arre- stare di fronte a qualunque difficoltà, pur di venire in possesso di tutti quegli istro- menti che possono concorrere a mantenere alta ed accrescere la sua potenzialità spor- tiva. E poiché lo sport ha anzitutto bi- sogno di campi di allenamento e di gara, tali da rendere possibili le contempora- nee esercitazioni e le grandi competizioni nazionali ed internazionali, così l' Ammini- i pp

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strazione comunale non ha esitato a far suo il programma della Federazione sportiva, sviluppandone anzi ed ampliandone il primo schema di progetto per il nuovo campo sportivo, allo scopo di dotare il Comune di un terzo campo sportivo, che, pur senza avere la pretesa di gareggiare con i grandi stadium di Bologna, di Torino e di Roma, sia egualmente esponente della volontà di Padova di affermare, con opere degne del Regime fascista, il suo proposito di con- correre adeguatamente al perfezionamento del fisico. Ed ora che il progetto, redatto dal- l’ Ufficio civico dei LL. PP., in conformità ai concetti più moderni in materia, è stato ultimato, il Comune non ha esitato ad as- sumere l’intera spesa, prolugando |’ as- . segno stanziato per la Federazione sportiva nell’anno 1928 per quel numero di anni necessari per estinguere il mutuo relativo. Il nuovo Campo sportivo sorgerà nel sobborgo di Arcella, lungo la strada pro- vinciale Padova-Vigodarzere, a circa 400 m. dalla nuova cinta daziaria, e quindi in località opposta a quelle ove sorgono gli altri duc Campi sportivi, appunto per sud- dividere egualmente i Campi sportivi tra i quartieri della Città e facilitare così gli allenamenti. L'area che il Comune acquisterà per la formazione di questo nuovo Campo sportivo sarà di mq. 47.479. Se si pensa che per il Campo sportivo S. Appiani, costruito nell’anno 1923, fu assegnata un’area di mq. 12500, si vede subito da questa prima cifra come il nuovo campo, nel suo insieme, costituirà un com- plesso di opere quadruplo di quelle co- struite cinque anni or sono. Al nuovo Campo sportivo si accederà dalla Via Tiziano Aspetti (strada provin- ciale per Vigodarzere) mediante una strada lunga metri 72 e larga metri 18: avrà di- nanzi all’ ingresso principale un piazzale di 1500 mq. e sarà circondato tutto all’ in- torno da una strada larga m. 8, che avrà un circuito di ml. 700. In tal modo esso potrà avere entrate ed uscite indipendenti per tutta la lunghezza e larghezza, accessibili ai pedoni mediante un marciapiedi largo m. 1.50 e ai veicoli mediante una carreggiata larga m. 6.50. Il Campo sportivo sarà costituito di quattro parti principali: I. Campo per le grandi partite di calcio e rugby, per gare podistiche e per atletica leggera; 2. Campo per tennis; 3. Campo per giuochi di bocce; 4. Campo di allenamento. Nell’ interno del primo campo saranno poi ricavate tre grandi palestre. Natural- mente il campo stesso sarà dotato di ca- merini per gli atleti, degli altri servizi di carattere pubblico e della casa del custode. Il primo Campo comprende: a) un campo di giuoco della lunghezza di m. 70; b) una pista ovale della larghezza da m. 6.50 a 7.50 e della lunghezza da m. 420; 110 e della larghezza di m. c) impianti per l'atletica leggera, e cioè fosse per salti alla corda e pedane per i lanci; d) tre tribune della larghezza di m. 12, di cui una centrale coperta, della lunghezza di m. 50, e due laterali scoperte, della lun- ghezza ciascuna di m. 30, capaci di con- tenere nel loro insieme n. 4000 spettatori a sedere; e) gradinate per una larghezza di m. 12 e per una lunghezza di m. 110, capaci di contenere 5000 spettatori; — IO0 —

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CAMPO. SPORTIVO DEL LITTORIO —.. °-° INGRESSO ‘PRINCIPALE LILI - IL NUOVO CAMPO SPORTIVO DEL LITTORIO IN PADOVA IN COSTRUZIONE NEL SOBBORGO DELL'ARCELLA - SUPERFICIE 47479 mq. Deliberazione DEI. PopEsTÀ 25 FEBBRAIO 1928 - VI f) terreno inclinato capace di contenere altri 6000 spettatori. Se si pensa che le tribune del campo sportivo S. Appiani possono contenere sol- tanto un migliaio di spettatori, e che in tutti gli altri suoi spazi per il pubbico è solo capace di altri 6 o 7 mila persone, si vede subito quale sia la differenza fra i due campi. I due campi per tennis e giuochi di bocce hanno una superficie di mq. 1425. allenamento avrà Il campo di una larghezza di m. 50 ed una lunghezza di m. 134. La palestra centrale sarà lunga m. so e larga m. 12; delle due laterali una sarà lunga m. 30 e larga m. 7 e l’altra lunga m. 20 e larga m. 7. Tutto il campo sarà circondato da una mura alta m. 2.50 e sull’ edificio frontale, che conterrà i locali per la direzione e per la vendita di biglietti ecc., s' innalzeranno Disegno peLL'ING. Cav. Urr. TuLuio PaoLETTI delle grandi colonne alte m. 14, sostenenti i fasci littori e i vessilli nazionale e civico. Vi saranno inoltre aree per stazio di automobili lungo la strada perimetrale. Dato questo complesso cosi vasto e grandioso di opere, non deve far meravi- glia se per la spesa è stato preventivato l'importo di un milione. Ed anzi il pre- ventivo sarebbe stato certamente maggiore, se non si fosse potuto, per l'acquisto del terreno, fare affidamento o sul civismo dei proprietari interessati o sulle speciali faci- litazioni che risulteranno dall’ applicazione della legge di prossima emanazione per la costruzione dei campi sportivi. Nel disegno di legge presentato alla Camera il 23 Gen- naio decorso è infatti già stabilito che alle espropriazioni, occorrenti per la costruzione dei campi sportivi, si applicheranno le di- sposizioni della legge per il risanamento = EOL ==

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di Napoli, e questa disposizione, se non varrà ad agevolare le trattative amichevoli, servirà certo a limitare l’ onere nell’ acqui- sto per esproprio. A questo primo bene- ficio si aggiungerà quello delle agevola- zioni fiscali, pure concesso dallo Stato, per favorire (si legge nella relazione del Capo del Governo) «la rapida attuazione del vasto ed organico programma che il Fa- scismo intende attuare nel campo dell’ educa- zione fisica e spirituale della gioventi». Allo scopo di rendere possibile l’ opera senza che il Bilancio del Comune debba risentire un ulteriore aggravio, la Federa- zione provinciale sportiva ha deliberato di rinunciare al contributo di L. 100.000 che, sebbene sia stato deliberato da questo Co- mune per il solo anno 1928, pure aveva tutto il carattere di contributo continuativo, naturalmente per tutto il tempo necessario a fronteggiare la intera spesa. E poichè, detratto il fondo di L. 100.000, già stan- ziato nel preventivo in corso, restavano da finanziare L. 900.000, è naturale che tanto più breve sarà il periodo di tempo neces- sario ad ammortizzare con circa L. 100.000 annue il prestito, quanto più favorevoli saranno le condizioni alle quali sarà pos- sibile contrarre il prestito stesso. » Interessata a tale uopo la locale Cassa di Risparmio, la stessa si è dichiarata di- sposta a mutuare la somma, Concretata così dai lati tecnico ed eco- nomico l’opera, non resta che rilevare, con viva compiacenza, come ad essa il Comune addivenga in perfetto accordo con la Fe- derazione provinciale sportiva, la quale, dopo avere, per conseguirla, rinunciato, come si è detto, al contributo comunale dial: collaborazione nella compilazione del pro- 100.000, ha data la sua preziosa getto e non mancherà di fiancheggiare l’opera dell’ Ufficio tecnico comunale anche durante la costruzione. Naturalmente, fin da ora il Comune si è impegnato di con- segnare il nuovo campo sportivo alla Fe- derazione stessa, perchè ne faccia uso alla pari degli altri due ai fini della sua orga- nizzazione. alla del nome, perchè il nuovo campo sportivo Né si è dovuto andare ricerca ha già avuto la fortuna di essere tenuto a battesimo dallo stesso Segretario generale delPatinto SAtE; lare On, Turati, nella circo- diramata a tutti i Segretari federali d’Italia, con cui per tale iniziativa, e per tutte le altre che questa Federazione pro- vinciale sportiva intende portare a compi- mento nell’ anno in corso, la Federazione stessa è stata additata ad esempio, con parole di compiacimento e di plauso. In detta circolare, infatti, il nuovo campo spor- tivo è stato detto del Littorio, e tale nome sarà per esso augurio di bellezza e di forza. =T02°

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PROVVEDIMENTI PODESTARILI DI CARATTERE VARIO IL CONTRIBUTO DEL COMUNE PER L'ISTITUTO AUTONOMO SPERIMENTALE « ENRICO BERNARDI,, Il Comitato nazionale per le onoranze al Prof. Enrico Bernardi, il sommo pioniere italiano dell’automobilismo, che nel Giugno dell’anno decorso promosse e diresse il primo Congresso internazionale del motore a scoppio, si è fatto promotore della co- stituzione in Padova di un nuovo Istituto sperimentale termofisico per esperienze e studi sul calore e sulle sue applicazioni, al Enrico Bernardi che fu per 40 anni inse- intitolandolo nome dello scienziato gnante di macchine termiche presso questa R. Scuola d’ Ingegneria. Le finalità e le funzioni di tale Isti- tuto sono ispirate, da un lato, ai bisogni dell’ industria specializzata in queste co- struzioni, specialmente per il ramo dei motori e alle direttive più consone agli interessi dell’economia tro, nazionale; dall’al- al soddisfacimento delle esigenze supreme della difesa nazionale, assicurando sempre la massima efficenza per la perfe- zione tecnica dei mezzi alla Guerra, Marina e all’ Aeronautica. alla Basta questo accenno per compren- ad un reale bisogno del Paese, in quanto è de- dere come tale Istituto risponda stinato a fornire alla grande industria il Laboratorio sperimentale, l’Istituto di ri- cerca mediante una particolare attrezzatura, ben più rara e delicata di quella propria degli Istituti d'istruzione superiore, ed un personale bene esperimentato ce specializ- zato. Non deve quindi far meraviglia se l'iniziativa ha già raccolto presso Enti c privati il più largo favore. Ricorderemo per tutti, a titolo d'onore, il Ministero dell'Economia nazionale, che ha dato già assicurazione per un contributo annuo fisso di L. 100.000 e gli Enti pub- blici della città di Verona, patria del Ber- nardi (Provincia, Comune e Cassa di Ri- sparmio), che si sono già impegnati per un contributo complessivo di L. 50.000 annue a far luogo dal 1929. E poichè la nostra Città, già cosi nota ed apprezzata per il suo celebre studio sette volte secolare offre, anche per virtù degli Istituti collaterali, come quelli di clettro- tecnica, di fisica sperimentale e di meccanica un ambiente particolarmente adatto al sor-

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gere e allo svilupparsi di tale istituzione, non vi è dubbio che l’Istituto sperimentale Enrico Bernardi sarà quanto prima un fatto compiuto. Il Comune, che ha considerati sempre gli Istituti universitari suoi figli prediletti e che non mancherà di assumere a pro del nuovo Istituto quell’impegno annuale di carattere continuativo, che sarà consono alle sue necessità di gestione e ai suoi mezzi, ha creduto intanto opportuno of- frire un contributo di L. 50.000 per le spese di preparazione e di istituzione del nuovo Ente, che è destinato ad un grande avvenire. x * * IL CONTRIBUTO DEL COMUNE PER LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA SEDE DEL RIFUGIO MINORENNI Con deliberazione in data 15 Aprile 1927 n. 128, che la Giunta Provinciale Amministrativa rese esecutoria il 29 Aprile successivo, fu concessa dal Comune alla signora Filomena Fornasari, quale fonda- trice e dirigente del locale Rifugio Mino- renni, un’area di proprietà comunale allo scopo di erigervi un edificio destinato ‘a sede del Rifugio. I lavori sono stati iniziati con fondi ricavati dalla beneficenza privata, come dalla beneficenza privata proviene tutto quanto occorre per mantenere giornalmente in vita la benefica istituzione; ma esauri- tosi il fondo che era a disposizione e non essendo sopravvenute altre fonti di entrata, la costruzione si è dovuta di necessità ar- restare, con grave danno dei bambini che in essa avrebbero potuto trovare sede igie- nica e comoda, quale si conviene ad orga- nismi in pieno sviluppo. Le autorevoli persone che assecondano la signora Fornasari nell'opera materna assuntasi con raro spirito di abnegazione, hanno in simile frangente fatto ancora ap- pello al Comune perché, con uno speciale contributo, intervenga a rendere possibile la ripresa ed il compimento dell’opera in- terrotta; ec poichè le ragioni che mossero l Amministrazione a dare gratuitamente il terreno per l’edificio continuano a sussi- stere e, d’altra parte, uno speciale stanzia- mento del Bilancio offre margine sufficente dal punto di vista finanziario, il Podestà, con deliberazione 11 Aprile corr. anno, ha accolta la richiesta di cui sopra concedendo alla signora Filomena Fornasari, quale fon- datrice e dirigente del locale Rifugio Mi- norenni, un contributo straordinario di L. 10.000 e stabilendo che detta somma sarà corrisposta alla signora suindicata, o alla persona o Ente che da essa sarà de- legato, dopo che, ripresi i lavori, sia stato possibile condurre a tal punto il fabbricato da consentire il trasferimento in esso dei fanciulli accolti nel Rifugio Minorenni. Xx * IL CONTRIBUTO DEL COMUNE PER L'ESERCIZIO DELLA X FIERA -CAMPIONARIA INTERNAZIONALE Procedutosi in una adunanza dei rap- presentanti degli Enti fondatori, tenuta il 29 Ottobre 1927, ad una riforma sostan- ziale dello Statuto dell’ Ente Autonomo Fiera Campionaria Internazionale di Pudova, ed insediatosi il 31 Ottobre successivo il nuovo Consiglio, S. E. On. Indri Cav. di Gr. Cr. Avv. l’incarico nuovamente affidatogli di Presi- Giovanni, nell’ assumere ’ dente del Consiglio stesso, fece presente che per questo e pel prossimo anno non sarebbe stato possibile parlare di tener la 104

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Fiera e accompagnarla nel suo cammino sempre più ascensionale se gli Enti sov- ventori non si fossero impegnati ad aumen- tare notevolmente i loro contributi. Da un esame dettagliato della situa- zione è apparso, in seguito, che tale aumento avrebbe dovuto raggiungere la cifra appros- simativa di -L. 300.000 come minimo, ed in conseguenza sono state fatte vive pres- sioni perché, sia Amministrazione provin- ciale, che la Cassa di Risparmio e il Con- siglie provinciale dell'Economia si assu- messero pressochè la metà del nuovo onere, restando l’altra metà a carico del Comune. Amministrazione Sebbene soltanto provinciale ed il Consiglio provinciale del- l'Economia abbiano finora accolta la pre- ghiera della Fiera Campionaria nella misura che era stata indicata, pure si può avere piena fiducia che gli intenti dalla giunti anche in questo anno. perseguiti l’iera saranno rag: Presidenza della Ed è con questa fiducia che Ammi- nistrazione municipale ha dato, con delibe- razione Podestarile del 16 Marzo corr. anno, forma giuridica agli impegni presi, cle- vando per l’anno in corso il suo contributo da L. 100.000 a L. 250.000, atto diretto, pel valore sostanziale e per quello ideale, ad esprimere tutta la fiducia del Podestà nell’opera dell'Ente Autonomo e del suo Presidente benemerito, — 10j —

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. Le piccole e giovani Italiane, - 3.-4. Alcune Società Sportive, + Il Gonfalone del Comune scortato dai Pompieri e seguito dal Podestù dai Vice Podestà, - 6. Il Comm, Liverani parla dal balcone del Circolo lilarmonico - 7. I ndacato Avvocati e Procuratori, - 8, Nastro azzurro, Volontari di guerra e Combattenti. - 9. I tramvieri, - 10. ciazione del Pubblico impiego. - 11. Il labaro della Federazione Fas Autorità assistono dalla Loggetta del Caffè Pedrocchi al pa corteo. 13. - Un gruppo di gagliardetti. LIV - LA RASSEGNA DELLE ORGANIZZAZIONI SPORTIVE E SINDACALI PER LA FESTA DEL LAVORO 21 APRILE 1928 - VI — 106 —

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LA FESTA DEL LAVORO NEL NATALE DI ROMA oo o 21 APRILE 1928 - VI La grandiosa manifestazione, con cui le forze fasciste e sindacali della nostra città e della nostra provincia hanno cele- brato, in imponente adunata, la festa na- Na- una zionale del lavoro nella ricorrenza del tale di Roma, ha dimostrato ancora volta come il popolo nostro, nella sua rin- novata spiritualità, senta tutta la bellezza e l’intrinseco valore della sua quotidiana fatica, illuminata oggi dal più puro ideale ed ispirata dall’ardore di una fede possente nei destini della Patria che, nel segno del Littorio, torna alle glorie antiche di Roma. Alle ore 9.30 un magnifico corteo, composto da tutte le Organizzazioni ed Associazioni fasciste e sindacali, perfetta mente inquadrate, mosse dal piazzale della Stazione e attraversò la Città sino a Piazza Unità d’Italia, mentre le musiche suona- vano gli inni della Patria ed il pubblico, che numeroso affollava le vie del percorso, tributava alle varie Organizzazioni calorose dimostrazioni di simpatia. Dalla loggetta del Caffè Pedrocchi as- sistevano al passaggio del corteo le Au- torità cittadine, alle quali veniva reso da tutti. il saluto. romano, mentre dinanzi al- l’Università, sia verso gli Universitari caduti, eternati nelle porte di bronzo dell’Atenco, sia verso le Madri e Vedove dei caduti in guerra, adunate presso le stesse porte, ban- diere e gagliardetti si inchinavano in segno di omaggio. Quando l’interminabile numero di persone di cui era composto il corteo fu Unità d’Italia che, letteralmente gremita, presentava uno tutto contenuto in Piazza spettacolo veramente superbo, salirono sul poggiolo del Circolo Filarmonico il Segre- tario federale dei Fasci e tutte le Autorità, preceduti dal Labaro della Federazione provinciale fascista, scortato da un mani- polo della M. V. S. N. Sotto il poggiolo era schierata una centuria della Milizia con la banda della Legione. == 107 —

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LV - LA FEST LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI IN PIAZZA UNITÀ D'ITALIA 21 APRILE 1928 « VI Non appena cessarono le entusiastiche ovazioni con cui il pubblico rivolse il suo saluto ai propri dirigenti, prese per primo la parola il Segretario federale Cav. Uff. Alezzini, esprimendo un fervido ringrazia- ziamento a tutte Autorità per la collabo- razione che offrono costantemente a van- taggio della classe dei lavoratori e rivol- gendo a questi bellissime cd appassionate parole di saluto e di augurio. Al Cav. Uff. Alezzini fece seguito il Segretario Provinciale dei Sindacati fascisti Dott. Romano con un breve ed ispirato discorso sul significato e l’importanza della cerimonia. Quindi l'oratore Armando ufficiale, Comm. l’rancesco Liverani, Segretario ‘A DEL LAVORO vot. Art. A, Gislon - Padova generale dell’Unione industriale fascista di Milano e delegato del Direttorio Na- zionale del Partito, pronunciò il discorso celebrativo della festa nazionale e del la- voro che la Rivista € lieta di riprodurre perchè degno dell'ora che volge. «Nel Natale di Roma, che è il natale della gente italica, parlare di Roma ai cittadini di Padova, in Padova, che di Roma repubblicana e imperiale ricevette e custodisce con fiera re- ligione le impronte maestose nel suo anfiteatro e nei suoi sepolcri, le cui legioni videro, con quelle di Roma, la fuga di Brenno e seppe, con Roma, l'umiliazione di Cannes, che di Roma di- vise la gloria del censo, che con Roma decadde e con Roma conobbe le stragi di Alarico e di Attila, che da Roma ereditò forse gli ardori e le invettive con le quali il suo Santo piegò la fe- rocia di Ezzelino; in Padova che dal glorioso Ateneo diffonde nel mondo tanta luce di clas- sicismo e di romanità, e che nella sala della Gran Guardia ha inteso il discorso al fascismo I0Ò —-

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femminile di Benito Mussolini, il più potente ed affascinante animatore della nostra mille- naria civiltà, illustrare Roma a Padova è come illustrare al soldato una battaglia nella quale egli ha dato il suo sangue. Per questo io non sono quì per infliggere una lezione di storia; ma per ricercare nella storia di Roma le ragioni del nostro orgoglio di oggi, per chiedere alla storia di Roma, mae- stosa sempre, anche nell'ora della disfatta, le determinanti della decadenza, eternamente ri- correnti nei grandi cicli storici, e per rivendi- care al Fascismo ed al suo Capo il merito ine- stimabile di aver potenziato al massimo grado questo fattore etico, forse precipuo, della gran- dezza di un popolo. E questa patria nostra sacra e divina, degna figlia di Roma eterna, di cui oggi celebriamo, assieme alla festa del lavoro, il rito millenario della ricordanza, continua la sua marcia trion- fale alla luce delle fiaccole ardenti nella nostra fede incrollabile; fede nella volontà e nella sa- pienza del Duce, fede nei destini della nostra fatidica stella. Come un giorno, pei mari e pei cieli solcati oggi dalle nostre ali possenti, il nome d'Italia correrà, per il mondo. Il vessillo che la città di Milano ha consegnato ad Umberto Nobile, e che andrà, con quello del Littorio, nelle più inesplo- rate solitudini del Polo, dirà ancora una volta che l’Italia vuol essere prima nelle grandi com- petizioni del lavoro come nel campo della scienza e del progresso civile. E il nome della patria nostra sarà ancora e sempre l'eterno simbolo della grandezza e. della bellezza. Quella grandezza che fiorisce dal nostro spirito rinato che ha ritrovato le vie dell'ideale; quella grandezza che è il risultato di tutte le nostre forze migliori e più sane esplicantesi nei ‘ampi della scienza, del pensiero e del lavoro ; quella bellezza che ci daranno gli artisti di do- mani, eredi della gloria più fulgida che mai abbia sfolgorato nel mondo. Con questo spirito salutiamo la festa dei lavoratori, lo sguardo e il cuore rivolti alla si- lente e feconda operosità del Duce che ci incita e ci guida; lo sguardo e il cuore rivolti alla sacra Maestà del Re, espressione viva di questa nostra patria raggiante nella sua fulgida e pri- maverile resurrezione. È permettetemi che io sorvoli su tutto ciò che è ricostruzione o creazione di opera, per fermarmi a dire a voi della grandiosità della riforma legislativa sulla quale si impernia la politica fascista della rinnovata Italia. Lo stato liberale - democratico non si oc- cupò del problema del lavoro, non comprese l'importanza e la necessità di dare una solu zione alla questione sociale. Lo stato liberale rimase fedele al suo credo economico del ‘/ase/ar fare, lasciar correre, suicidandosi così lentamente e determinando una profondissima crisi; crisi che non era solo della nostra Nazione, ma che è generale in tutta Europa; in Italia il fenomeno sindacale si pre- sentava con questo aspetto; tutte le classi, tutte le cotegorie si erano raggruppate l'una contro l’altra armata con la sola mira dell’ immediato interesse materiale; era un immenso ronzante alveare nel quale le forze si movevano e si ur- tavano senza disciplina, guidate unicamente dal proprio tornaconto; occorreva rinsanguare lo Stato, farlo aderire alla realtà e per opera di un Uomo, mandatoci dalla Provvidenza, che tutti, ci invidiano e che costituisce la nostra gloria più fulgida, sorse quel movimento sto- rico che ha ricondotto la nostra Italia alla più pura tradizione romana, lanciando la Nazione verso il destino segnatole dai fati. Lo Stato Fascista prende a dominare le grandi coalizioni private, che potevano diven- tare uno Stato dello Stato, inserisce i Sindacati nello Stato, controllandoli, e proclama tre grandi principi: 1) gli interessi individuali trovano il limite nella Nazione; 2) tutte le classi e tutte le cate- gorie sono uguali di fronte allo Stato ; 3) tutti i fattori della produzione e tutti i cittadini sono solidali nell'interesse loro e di fronte ai supe- riori non derogabili interessi nazionali. I Sindacati nazionali sorsero bandendo un nuovo verbo: La patria non si nega, ma si conquista. La Nazione, il capitale ed il siadacalismo, non sono termini antitetici, ma capaci di coor- dinazione e di collaborazione; bisognava inqua- drare il sindacalismo nella concezione generale dello Stato. « O voi mettete, dice Benito Mus solini, il popolo nella cittadella dello Stato, ed egli la difenderà; o sarà al di fuori, ed egli l’assalirà. Lo Stato Fascista è Stato sovrano a fatti e non a parole, Stato forte, la cui forza non ne ammette altra pari o limitatrice. E sostiamo per un momento sulla via che resta ancora da percorrere per riconoscere noi Stessi attraverso il cammino compiuto. Lo Stato Fascista è in maggior parte di già realizzato ; la scuola è stata rinnovata nello spirito e nel metodo; l Opera Nazionale Balilla prepara la nostra gioventù educandola nazionalmente e militarmente; la riforma dei codici è ormai in via di attuazione; i Consigli provinciali dell'e- conomia rendono lo Stato ovunque presente nel campo economico; lo Stato ha ripreso la pie- nezza della sua sovranità e ha riaffermato, con la legge sui poteri dei Prefetti, la istituzione dei Podestà e delle Consulte municipali, il -— 109 —

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LVI - LA FESTA DEL LAVORO IL Comm. LIVERANI PARLA ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E AL POPOLO ADUNATO IN PIAZZA UNITÀ D'ITALIA 21 APRILE 1928 - VI proprio dominio su tutte le forze esistenti nel Paese. È così applicata in pieno la formola mus- soliniana: Zuzlo per lo Stato, nulla fuori dello Stato, nulla contro lo Stato. Ma la riforma più significativa, e direi più fascista, è quella portata nel campo delle orga- nizzazioni sindacali, inspirata al principio della solidarietà fra tutti i cittadini di fronte agli in- teressi superiori della Patria. A questo punto il comm. Liverani dice: Corre un anno oggi da che la Carta del Lavoro fu promulgata. Oggi è pertanto anni- versario che deve essere celebrato da ognuno con somma-letizia. La Carta del Lavoro non è un documento di archivio, come si è cercato di insinuare, ma è forza viva ed operante del nuovo organismo sindacale. E voi, cittadini di Padova, nell’ Opera del Comitato intersindacale, pr esieduto dal camerata Alezzini, al quale mi è gradito rendere quì l’o- maggio del riconoscimento della sua pura opera fascista inspirata alle più alte idealità, voi di- cevo, cittadini di Padova avete potuto consta- tare l’importante e complessa azione svolta dal Comitato intersindacale, azione che è estesa an- che alla politica dei prezzi. Fot. Art. A. Gislon - Padova E voi lavoratori dell'intelligenza e del brac- cio, voi avete visto come l’opera del camerata Romano, il vostro valido, intelligente, operoso Segretario dei Sindacati Fascisti, abbia potuto essere coronata dal migliore successo. Numerosi contratti di lavoro sono stati in questi ultimi tempi stipulati, vi sono state concesse le ferie che prima non avevate, vi è stata concessa l’in- dennità di licenziamento che non conoscevate, sono cioè state tradotte in atto quelle garanzie che sono contenute nella Carta del Lavoro, Non solo, ma anche per la parte previden- ziale l’opera del vostro Segretario sindacale ha potuto tradursi in brillante realtà, lo so benissimo che il momento che voi at: traversate è un momento nel quale le vostre forze e la vostra fede sono messe a prova. Qui nella vostra regione l'industria e 1’ agricoltura stanno attraversando ancora un periodo di pe- santezza, che si ripercuote dolorosamente e sul capitale e sul lavoro. Ma abbiate fede nei vostri dirigenti che vivono delle vostre ansie, che pen- sano a voi, abbiate fede nello spirito di colla- borazione della classe industriale della quale qui mi compiaccio di constatare la disciplina e la piena intesa con il Partito e con i Sindacati, “Nor

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abbiate fede che la crisi sarà certamente supe- . rata e voi potrete, insieme con le garanzie di lavoro che vi sono state concesse, avere la tran- quillità del domani in un operoso svolgersi della vostra attività. Porta: Pia e Vittorio Veneto non avrebbero, io credo, placato nell’urna della Certosa le ossa inquiete del vate della terza Italia, di Giosuè Carducci, se un'ondata irresistibile di fresca giovinezza, vestita d’armi e d'amore, non fosse scesa, in un ormai lontano 28 Ottobre, a debel- lare l’ultimo nemico. La Marcia su Roma! Meravigliosa evoluzione storica! Il 28 Otto- bre 1922 rinnova e completa il 21 Aprile della leggenda; completandolo, chiude un ciclo sto- ricamente perfetto; rinnovandolo, ne apre un al- tro che riceve in cospetto del passato la mae- stosa eredità del primo e giura di moltiplicarla nell’ avvenire eterno. Ecco perchè nel nome di Roma, l’ occhio pensoso fisso a Roma, quel grande spirito che nelle tenebre della nostra servitù politica vedeva l’Italia irraggiare invano la sua luce nel mondo, chiama oggi gli italiani ad una vita civile e po- litica, li scuote, dà loro una disciplina di amore e di fatica, perchè, pronti al sacrificio, siano degni della grande Patria. Ed ecco perchè dinanzi alla maestà di Roma, oggi come sempre, il mondo curva la fronte e ammira. 21 Aprile di Roma! Corrono millenni da quando pochi uomini mossero verso la terra del (72 Lazio e tracciarono con l'aratro il solco della prima civiltà; 21 Aprile di Roma! Passarono secoli di luce e di travaglio, di gloria e di pena per la nostra gente; poi fu il tempo triste delle rinunzie e degli obbrobri e venne allora Benito Mussolini e guidò la moltitudine delle canzicie nere alla riconquista di Roma, per farne ancora una volta, con la dura pena di ogni sua ora, con la passione infinita di ogni suo attimo, il cuore pulsante della nuova civiltà italica », Il discorso del Comm. Liverani, inter- rotto di frequente da unanimi approvazioni fu alla fine salutato da calorosissimi applausi. Quindi la Marcia Reale e Banda Unione intonò la gli Inni Fascisti, mentre bandiere e gagliardetti venivano agitati in segno di saluto fra le continue acclama- zioni del popolo festante. Dopo la Marcia Reale, le Società co- rali Puntiglio e Perosi di Padova e Verdi di Cittadella, accompagnate dalla stessa Banda Unione, eseguirono il canto del nuovo Inno del Lavoro che suscitò nella folla il più grande entusiasmo. NAS ep Ness n NS \W3 x. cei AO, pat

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. L'On. Ricci nel cortile dell’ Azienda del Balilla in Voltabrusegana, - 3. L’On, Ricci e le Autorità assistono dalla Loggia Amulea alla cerimonia della II, Leva fascista, - 4. La sfilata delle Piccole Italiane lungo via Roma - 5. L'On. Ricci assiste al passi o del corteo delle organi giovanili lungo via Roma, - L'On. Ricci passa in rivista le forze giovar in Prato della e. - Un gruppo di Balilla, - 8. L'On. Ricci s° intrat- tiene con la Centuria fluviale dell'O .-9. Un tratto pittoresco del- l'Azienda Agricola. - 10, L'On, Ricci, i : Mario, il Cav, Uff, Alezzini cola visitano Azienda Agricola del Balilla in Voltabrusegana, LVII « L'ADUNATA DELLE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI A PADOVA PER LA IL LEVA FASCISTA 29 APRILE 1928 + VI

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PER LA SECONDA LEVA FASCISTA Con l’intervento dell'On. Renato Ricci, Vice Segretario del P. N. F. dell'Opera Nazionale Balilla, ha avuto e Presidente luogo in Padova, nel giorno 29 Aprile corr. anno, la seconda Leva fascista, che per la sfavorevole stagione non potè aver luogo nel IX anniversario della fondazione dei Fasci italiani di combattimento. Siccome con questa seconda Leva fa- scista vennero consegnati la tessera del Partito ed il moschetto ad oltre 1200 Avan- guardisti passati al Partito e venne assunto un forte nucleo di Balilla nei ranghi delle Avanguardie, così ci sembra doveroso rievo- care questa entrata di giovani padovani nelle potenti formazioni patriottiche c mi- litari del Regime, perchè la duplice con- sacrazione ha reso i 1200 Avanguardisti cittadini del Regime e soldati della Patria. La cerimonia della seconda Leva fa- scista si svolse il mattino del 29 in Prato della Valle, dove, unitamente ai Balilla ed alle Avanguardie della città e della pro- vincia, convennero anche la Milizia, le rap- presentanze di tutte le forze fasciste e sin- dacali, le diverse Associazioni militari e patriottiche, le rappresentanze degli Istituti di istruzione, e quelle di Organizzazioni varie. Lo schieramento delle forze avvenne secondo l’ ordine prestabilito, a cominciare dallo sbocco del Corso Vittorio Emanuele e, proseguendo lungo il lato della piazza, Via Umberto I. erano disposte nel modo seguente: 53% Le- sino all’ inizio di Esse gione della M. V. S. N. con musica e la- bari, musica di Pontelongo, giovani della II. Leva fascista, banda Unione, Avanguar- disti e Balilla della 179* Legione, musica di Piove di Sacco, Avanguardisti e Balilla della 181° Legione, musica Enrico Toti. Lo spettacolo offerto dai seimila gio- vani delle due Legioni, inquadrati e schierati con ordine e disciplina veramente militari, de- stava in tutti un senso di viva ammirazione.

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LVIII - LA II LEVA FASCISTA A PADOVA LE AUTORITÀ INIZIANO LA RIVISTA DELLE FORZE GIOVANILI da sinistra a destra 1L CAV, UFF. ALEZZINI, SEGRE GEN, LIUZZI, COMANDANTE LA DIV, MILITARE - ON. R ARIO FEDERALE DEI FA I - CO: GIUSTI, PODESTÀ - S, E. G. B. RIVELLI, PREFETTO TE O. N. B. - M. MACOLA, COMMISSARIO O, N, B, GEN. PRIOLO, COMANDANTE ZONA MILIZIA » SENIORE FRARACCI, COMANDANTE LA LEGIONE DI PADOVA 20 ArriLk 1928 - VI Dinanzi alla Loggia Amulea avevano preso posto: il Labaro della Federazione provinciale fascista, la musica dell’ Istituto Vittorio Emanucle II, i gagliardetti ce le rappresentanze dei Fasci, delle Giovani e Piccole Italiane, dei Sindacati e delle diverse Associazioni intervenute alla cerimonia. Nella Loggia Amulea, artisticamente addobbata, erano convenute tutte le Auto- rità civili e militari, moltissime personalità ed un eletto stuolo di Signore e Signorine. Poco prima delle 10, accompagnato dal Capo di S. M. Elti di Rodeano, giunse il Generale Priolo, comandante la V Zona della Milizia, il quale, seguito dal Seniore Cav. Uff. Giovanni Fraracci e da altri Uf- ficiali, passò in rivista la legione dei Militi e quelle degli Avanguardisti e dei Balilla. Fot. S. Andrea - Padova Alle 10 precise, accompagnato da S. E. il Prefetto Rivelli e dal Segretario fe- derale dei Fasci Cav. Uff. Alezzini, giunse PV On. Ricci, che fu ricevuto dinanzi alla sede della Divisione Militare dal Podestà Co: Giusti, dai Vice Podestà Avv. Bon- sembiante e Dott. Zuccari, dal Ten. Generale Liuzzi e dal Colonnello dei RR. CC. Cav. Montanari. Quindi, in compagnia di tutte le suin- dicate Autorità e del Commissario provin- ciale dell’O. N. B. Sig. Mario M. Macola, l'On. Ricci passò in rivista tutte le forze schierate nella piazza, che salutarono alla voce l'illustre Gerarca, mentre le musiche si alternavano nel suono degli inni della l'On. Ricci sali nella Loggia Amulea, innanzi alla quale Patria. Terminata la rivista IT

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LIN - LA II DALLA LOGGIA AMULEA LE AUTORITÀ ASSISTONO ALLA CONSEG LEVA FASCISTA A PADOVA NA DELLA TESSERA E DEL MOSCHE'TTO ALLE NUOVE CAMICIE NERE 20 ApriLk 1928 - VI sì schierarono con rapida manovra una coorte della Milizia con il labaro della Le- gione e la coorte delle nuove reclute; il Commissario provinciale dell'O. N. B. lesse loro la formula del giuramento dettata dal Duce c tutti i militi risposero ad una voce la loro promessa solenne. Dopo il giuramento il Seniore Fra- racci, comandante la 53* Legione Patavina della M. V. S. N., rivolse ai convenuti le seguenti parole: « Giovani Camerati ! Non è mia abitudine fare discorsi; e se oggi, in linea eccezionalissima, prendo la parola, è per dirvi pochissime cose, prima, fra tutte, che la Legione, che ho l'onore di comandare, vi ac- coglie con fraterno entusiasmo, La M. V.S. N. nella quale avete oggi l'o- nore di entrare, fu genialmente voluta e creata lot. Art. A. Gislon - Padova dal nostro amatissimo Duce, a sicuro presidio dei diritti della Rivoluzione fascista. Non a caso la Milizia fu creata sulla guida degli ordinamenti militari del più gran popolo che ricordi la storia: il popolo di Roma. Oggi, come nel periodo dei sette Re, la co- scrizione costituisce un privilegio. | liberti non erano ammessi nelle Legioni di 27 secoli or sono come noi oggi non ammettiamo nelle odierne le- gioni coloro che non hanno il sentimento fascista. Il moschetto che oggi ricevete dalle mani dei vecchi camerati è un simbolo di forza e di valore e va impugnato con braccio fermo, sor- retto da un cuore forte e leale, da un cuore fascista. Ma se la Patria ha bisogno di salde braccia e di più saldi cuori, ha pure bisogno di menti aperte al bene ed al sapere, alle utili cognizioni che la vita richiede. « Libro e moschetto, fascista perfetto» ha detto il nostro amatissimo Duce. Il conciso as- sioma vi sia monito ognora presente e sprone a temprare il corpo e lo spirito per ogni battaglia. La vostra divisa sia «corcordza e disciplina » la parola d'ordine: « o4bedienza », la meta: «la grandezza imperiale di Roma ».

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Sarete così degni nepoti di Cincinnato e di Giulio Cesare, di Paolo Emilio e di Catone il Censore, per riannodarci al lontano passato; sarete degni figli e fratelli dei soldati del Carso e del Piave, delle Camicie nere della santa rivo- luzione fascista. E se un giorno le nostre aquile. ro- mane, che già co- nobbero le vie del mondo, dovessero coronare le cime delle alpi, a tutela dei sacri confini, e dovessero spiccare il volo più oltre, ove la Maesta del Re-lo comandi e | inte- resse della Patria lo esiga, voi, nel nome di Dio, agli ordini del Duce, rispon- dete: « A_noi». A | Seniore discorso del Fra- racci segui la ceri- monia della conse- gna del moschetto alle reclute, che avvenne in forma simbolica ec com- movente, inquan- tochè uno dei mi- liti anziani, che per limite di età 6 . 29 ApkiLk 1928 - VI doveva uscire dai ranghi, consegnò il moschetto al più giovane dei militi nuovi, che abbracciò c baciò poi affettuosamente, mentre la Legione presentava le armi. L'atto altamente simbolico, .SUgge- stivo, fu salutato dalle note dell’inno Gio- x LX - II LEVA FASCISTA L'on. RENATO RICCI, S. E, ir PREFETTO DI PADOVA E IL Commissario peLL'O,N,B, G. M. MACOLA ASSISTONO DA VLA-8_FEBBRAIO ALLO SFILAMENTO DE vinezza, suonate da tutte le musiche, mentre il pubblico applaudiva con indescrivibile entusiasmo. Ebbe termine così la bellissima cerimonia, dato che, a causa del- l'improvviso mal- tempo, non fu pos: sibile all’On. Ricci rivolgere la sua desiderata parola alle forze fasciste, che si erano nel frattempo apposi- tamente portate Unità d’Italia, secondo in Piazza le disposizioni del programma. E noi salu- tando le nuove Ca- micie nere, entrate con fede cd entu- siasmo nei ranghi della Milizia, chiu- diamo questa no- stra rievocazione con le magnifiche .E FORZE GIOVANILI Fot. Art. A. Gislon - parole del Duce:. Padova E «Ad ogni anno che passa la base della piramide si allarga. Il Regime coincide sempre più colla Nazione. Le ondate della gio- vinezza si aggiungono ancora più vaste alle ondate. Milioni di uomini costituiscono il pre- sidio armato della Rivoluzione fascista ». ue EEE SMI 116

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l E DEN MA Si PIPLVIZZII tt LA MAGNIFICA ORGANIZZAZIONE DELL’OPERA NAZIONALE BALILLA A PADOVA Quale cammino abbia percorso in que- sta Città l Opera Nazionale Balilla, special- mente dopo che essa, inquadrata nell’ or- ganismo eretto dallo Stato, potè insediarsi nella casa offerta dal Comune e fare di questa sede il centro della sua attività, questa Rivista è lieta di porre in luce rievocando, per quanto fugacemente, le diverse serimo- nie avvenute durante la visita che il Pre- sidente dell’ O. N. Balilla, On. Renato Ricci, ha fatto a questa Sezione dell'Opera nei giorni 28, 29 e 30 Aprile 1928, c i giudizi che il sommo Gerarca ha espresso sulle del Comitato, che in breve tempo è riuscito a iniziative e sulle affermazioni locale costituire oltre cento Comitati Comunali con un numero complessivo di iscritti di circa 20.000. ‘ On. Ricci giunse a Padova il giorno 28 Aprile nelle prime ore del mattino in forma del tutto privata e si recò diretta- mente alla Casa del Balilla, ricevuto dai diri- genti del Comitato provinciale dell'Opera. Dopo il ricevimento il Gerarca esegui una visita minutissima ai diversi uffici ed ai vari servizi esprimendo il suo alto com- piacimento per il modo veramente ammi revole e di puro stile fascista con cui ne erano stati curati, in ogni dettaglio, l’ or- ganizzazione ed il funzionamento. A chi visita difatti la sede del Comi- tato provinciale dell’ O. N. B. della nostra città non sfugge certamente come da quel modesto edificio, pieno di vita e di fer- vore, s'irradi nella nostra provincia, con affermazione sempre più salda e proficua, un'appassionata operosità di giovani cnergie che, con fede ardente e volontà tenace, as- secondano mirabilmente il Duce ced il Partito nelle cure che prodigano, con par- ticolare interessamento, alle future gene- razioni. E difatti, oltre gli uffici amministrativi, di cultura, di propaganda e di organizza- zione, la Casa del Balilla possiede anche una piccola ma ben fornita biblioteca, una sala di scherma, una sala di musica, un’ofli- cina completa e ben attrezata, dove i gio- vani si addestrano alle diverse lavorazioni di metalli vari, cd un laboratorio di mon- 117 —

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LUNI - ALL'AZIENDA AGRICOLA DEL COMITATO PROVINCIALE DELL'O, N. B CEDE I. IL PRESIDENTE DELL'O. N. B. On. RENATO RICCI E LE AUTORITÀ LOCALI VISITANO L'AZIENDA 28 Arkili 1928 - VI taggio di apparecchi radio, dove si costrui- sce anche parte del materiale necessario a tale specialità di lavoro. L'officina ed il laboratorio funzionano già sin dall’ Agosto 1927 ed in essi sono stati anche tenuti lo scorso anno tre corsi serali, della durata complessiva di tre mesi, per giovani operai elettrotecnici, chimici e radiomontatori. i Nel pomeriggio l'On. Renato Ricci si recò a Camposampiero per l’ inaugurazione di quella Casa del Balilla e del Labaro della 181* Legione Avanguardisti e quindi ini- ziò la sua visita ufficiale in questo Comune, inaugurando nella fraziene di Camin la nuova Casa del Balilla, che è anche fornita di una graziosa sala teatrale. L'edificio, che fu sede dell’ex Casa del Popolo, è stato acquistato di recente Fot. S. Andrea » Padova dall’ Opera per farne appunto una delle sue sedi rionali, dalle quali potrà attendere in miglior modo, col diretto e continuo con- tatto, all'educazione delle forze giovanili del suburbio, secondo le loro necessità € secondo i-fini che il Fascismo si prefigge. Le automobili recanti l'On. Ricci e le Autorità, che erano al suo seguito, erano attese a poca distanza dalla frazione da una centuria di avanguardisti - bersaglieri ci- clisti, che fecero poi da scorta d’onore al Ge- rarca pertutto il rimanente tratto di strada. Balilla l'On. Ricci tagliò il nastro tricolore, che Giunto dinanzi alla Casa del era stato teso attraverso la porta d’ingresso, fra manifestazioni d’indicibile entusiasmo, che gli venivano tributate da Avanguardi- sti, Balilla e pubblico, intervenuto nume- rosissimo, € passò poi a visitare i locali, 118 -

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Nella sala teatrale il balilla Bruno Laz- zaro offri al Gerarca un mazzo di fiori accompagnando il dono con bellissime pa- role di omaggio. Dopo la cerimonia di Camin l'On. Renato Ricci si recò a Voltabrusegana per limaugutazione, 2 della Azienda Agri- cola del Balilla, che è una delle più belle istituzioni che tor- nano a completo onore del Comita- to provinciale del- l'Opera. Tale Azienda, - formata da un’esten- sione di terra di circa 29 campi pa- dovani, © stata co- stituita allo scopo di creare una Scuo- la pratica di agri- coltura per i gio- vani Avanguardisti e Balilla, onde ad- destrarli in questo ramo d'industria che, secondo gli in- tendimenti del Go- verno, dovrà costi- tuire una delle prin- cipali fonti di ric- Chezza nazionale; **t-amuange sti Il terreno, di proprietà del Cav. Italo Mazzon, è tenuto in affitto dall’ Opera, che ne ha fatto un esemplare veramente perfetto di ogni si- stema di coltivazione e di ogni qualità di prodotti. L'Azienda è anche dotata di di- versi capi di bestiame e di tutti i più mo- IL Co: FRANCESCO MARIO, VICE SEC ILLUSTRA ALL'’On, RENATO RICCI PRESIDENTE DELL'O. N. B. LE COLTIVAZIONI DELL'AZIENDA derni attrezzi necessari all’ agricoltura, il tutto dono degli agricoltori della provincia. La cura e lo sviluppo dell’ istituzione sono affidati all’ interessamento appassio- nato, solerte e competente del benemerito Conte Francesco Mario, Vice Segretario "a della lederazione provinciale fascista, che alla cura dei gio- vani dedica quoti- dianamente ed istan- cabilmente ogni mi- gliore attività. Nell’ Azienda esistono pure due piccoli laghi, dove sono stati istituiti vivai di diverse qua- lità di pesce. L'On. scese dall’ automo- Ielicci bile alla sede Ca- nottieri Padova, ed a mezzo di un'im- barcazione della stessa Società risali il Bacchiglione sino a Voltabrusegana, dove venne accolto festosamente da tutte le Autorità ivi UNII - ALL'AZIENDA AGRICOLA DELL’O.N.B. IN PADOVA STARIO FEDERALE convenute, dai diri- genti dell'O. N. B. Balilla ec Avanguardisti. Fot Art. A. Gislon - Padova e da molti Attraversato uno dei laghetti con una barca remata da tre Avanguardisti, l’ On. Ricci scese dinanzi all'Azienda dove, en- trando seguito dalle Autorità, compi |’ atto simbolico inaugurale tagliando il mastro tricolore che ostruiva |’ ingresso. 119 —

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Visitò quindi minutamente tutti i re- parti dell'Azienda e chiese dettagliate in- formazioni sul suo funzionamento e sul suo meraviglioso e rapido sviluppo, compiacen- dosi vivamente con i preposti all’ istitu- zione. Dopo una lunga permanenza. nel- l'On. del Goliardo, di cui fu ospite durante il l'Azienda Ricci si recò alla Casa suo soggiorno a Padova. La sera, nella sala maggiore del Cir- colo Filarmonico, i dirigenti dell’ Opera Nazionale Balilla offrirono al Gerarca una cena intima, alla quale intervennero le principali Autorità cittadine, e che fu im- prontata alla migliore cordialità. Al Moet V On. Ricci pronunciò brevi e lusinghiere parole clogiando soprattutto l’opera veramente fascista compiuta dal Podestà Co: Giusti e da tutti i preposti alle organizzazioni giovanili. «Padova, disse l'oratore, è divenuta al ri- guardo uno dei centri più interessanti: una specie di campo sperimentale, ben degno di es- sere presentato come esempio agli organizzatori delle provincie vicine e lontane ». Alle ore 21 l’ On. Ricci e le Autorità, dopo aver assistito dal balcone del Circolo Filarmonico ad una caratteristica fiaccolata tricolore, improvvisata da Avanguardisti e da Balilla, si recarono al teatro Verdi, dove venne. data in onore dell’ illustre ospite una serata di gala con la rappresentazione del dramma patriottico I! Balilla, eseguita in modo encomiabile dalla Compagnia fi- lodrammatica del Comitato Provinciale dell'O. N. B. della nostra città. Il mattino del 30 Aprile l On. Ricci, accompagnato dal Podestà Co: Giusti, dai Vice Podestà Avv. Bonsembiante e Dott. Zuccari e dal Commissario provinciale del- lO. N. B. Sig. Mario M. Macola, si recò in visita alle Scuole elementari di Padova, ovunque accolto entusiasticamente dal per- sonale direttivo cd insegnante e dagli alunni. Tale visita fu effettuata allo scopo di conoscere il funzionamento dei tre diversi tipi di Scuola che possiede il Comune di Padova e cioè la Scuola urbana, la Scuola suburbana e la Scuola all’ aperto per fan- ciulli deboli e deficienti, che è la prima del genere istituita in Italia. In tutti e tre gli Stabilimenti -tipo vi- sitati dall’'illustre. Gerarca, e cioè nella Scuola urbana Cesarotti-Arzia, nella Scuola suburbana A. Rosmini, nella Scuola al- l’aperto Raggio di Sole Francesca Randi, furono eseguiti dai piccoli Balilla riusci- tissimi esercizi ginnico-sportivi e canti di inni patriottici. Quindi l On. Ricci passò al R. Liceo- Ginnasio Tilo Livio per assistere ad un saggio ginnastico eseguito dagli alunni e dalle alunne delle varie Scuole medie della città, agli ordini del Prof. Abrami, direttore ginnico sportivo delle Scuole e del Comitato provinciale dell’ Opera Nazio- nale Balilla — L'On. Ricci, alla fine del saggio, si compiacque vivamente con gli insegnanti e con gli studenti. Dopo la visita alle Scuole V On. Ricci si recò al teatro Verdi per assistere ad una lezione del corso di coltura fascista per gli alunni delle Scuole medie, tenuta dal Prof. Ferrari, ed il pubblico che gremiva il tea- tro gli tributò le più fervide accoglienze. Dal teatro Verdi l’ illustre ospite si recò per una colazione intima in casa del Podestà Conte Giusti, al quale, in giusto riconoscimento delle amorevoli cure prodi- + = 1120. —

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gate in modo veramente esemplare all’or- ganizzazione ed al rapido sviluppo del movi- mento giovanile padovano, l On. Ricci offri, a nome del Comitato centrale dell’ Opera, una splendida medaglia d’ oro di beneme- renza. Nel pomeriggio alle ore 15, accompa- gnato dalle principali Autorità cittadine, si portò al teatro Garibaldi per presiedere il convegno dei dirigenti dell’ Opera Nazio- nale Balilla. Dopo una dettagliata relazione fatta sull’ attività del Comitato provinciale dal Commissario straordinario Sig. Mario M. Macola, che riscosse calorosi ed unanimi applausi, prese la parola l'On. Ricci, che trattò, con particolare competenza, di tutti i problemi inerenti all’ organizzazione ed al l'educazione delle forze giovanili, tessendo un vivo elogio dell’opera esemplare ed ap- passionata che in questo campo è stata svolta dal Sig. Macola. Soggiunse poi che Padova dovrà avere una grande Casa ed un Teatro sperimen- tale per i suoi piccoli Balilla e che tali opere potranno diventare quanto prima una realtà. E chiuse il suo dire con le seguenti parole : «lo vi incoraggio a proseguire nel vostro cammino e vi dò l'augurio che nelle vostre or- ganizzazioni, potenziate e consolidate, entrino i ragazzi di tutta la provincia, poichè tutte le fa- .miglie sapranno apprezzare il vostro lavoro e vi consegneranno con fiducia i loro ragazzi. Ca- merati! andando a Roma parlerò delle vostre istituzioni al Capo del Governo e sono certo che con la stessa simpatia, con cui in altre occasioni ha guardato a voi, non mancherà di esprimervi personalmente il suo vivissimo compiacimento». Alla fine del suo discorso l’ On. Ricci fu fatto segno ad un’entusiastica dimostra- zione da parte di tutti i presenti. La sera, nella sala d’ armi del Circolo Ufficiali, riccamente addobbata con arazzi e con fiori, fu offerta all’On. Ricci una cena intima, alla quale parteciparono Auto- rità, personalità cittadine, numerosissimi Uf- ficiali dell’ Esercito e della Milizia ed una larga rappresentanza di Avanguardisti. Durante la cena si susseguirono ma- nifestazioni di particolare esultanza. Alle frutta alcuni Avanguardisti fecero dono all’ On. Ricci di bellissimi oggetti artistici, preparati per lui nel laboratorio dell'Opera Nazionale Balilla, e consistenti in un apparecchio radio completo ed in un tripode in ferro battuto, con piatto di cristallo. Inoltre vennero offerti al Gerarca un pugnale artistico da ardito, donato dalla Legione Avanguardisti e dalla Legione Ba- lilla; un quadro allegorico della Leva fa- scista, del pittore Perissinotto, dono del Comitato provinciale dell’ Opera, ed un Al- bum artistico con le fotografie di tutte le Centurie, dono degli Ufficiali della 179° Legione Avanguardisti. L’ offerta degli Avanguardisti fu ac- compagnata da felicissime frasi del Com- missario dell’ Opera Sig. Macola, che rin- graziò l On. Ricci per i tre giorni dedicati alle organizzazioni giovanili padovane e lo pregò di portare al Duce i migliori sensi di devozione. Al Commissario Macola fece seguito il Segretario federale dei Fasci Cav. Uff. Alezzini, che tratteggiò l’opera che a Pa- dova si compie per le future generazioni ed additò all’ammirazione di tutti il Po- destà Conte Giusti, che vuole ad ogni costo che la nostra città primeggi sempre nell’ organizzazione giovanile. Dopo brevi e fervide parole pronun- ciate dal Console Antonelli, comandante la

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54% Legione Euganea della Milizia, 1° On. Ricci, con un discorso vibrante di soddisfa- zione e di entusiasmo, affermò che da molto tempo non assisteva a manifestazioni im- ponenti, ammirevoli ed indimenticabili co- me quelle offerte dalla città di Padova, per cui rivolse a tutti i dirigenti le più affet- tuose espressioni di ringraziamento e di augurio. Alle ore 22.30 l'On. Ricci, ossequiato dalle Autorità e calorosamente applaudito da Avanguardisti e Balilla, lasciò la nostra città, che serberà vivo ed imperituro il ri- cordo della sua graditissima visita e della particolare solennità, data, con la sua pre- senza, alle diverse cerimonie che si svol- sero durante il suo soggiorno fra noi. Allo completa e fattiva operosità del locale Co- scopo di porre in. rilievo la mitato provinciale dell’ Opera Nazionale Balilla, e particolarmente del suo Com- missario straordinario Sig. Mario Maria Macola, ricordiamo anche di buon grado in queste pagine quanto dettagliatamente espo- remmo in altri numeri della nostra Rivista, e cioè la partecipazione di Avanguardisti alla Crociera Mediterranea, organizzata lo scorso anno dal Comitato centrale dell’O- pera; l'invio di numerosi Balilla durante la scorsa estate, alle varie Colonie alpine, mon- tanine, marine e fluviali; i riuscitissimi cani- pionati sportivi provinciali dei Settembre 1927; la partecipazione dei nostri giovani atleti ai campionati di Roma nell’ Ottobre successivo; ed infine le moltissime gite escursionistiche e quelle di istruzione com- piute nei dintorni di Padova. Sappiamo anche che per l’ estate pros- sima il Comitato sta studiando un progetto di campeggio per Balilla sui Colli Euga- nei e di campeggio per Avanguardisti sui monti del Trentino. LA CONSEGNA DEL LABARO ALLA 179° LEGIONE AVANGUARDISTI Il giorno 18 Marzo corr. anno ebbe luogo, nel Campo sportivo comunale, una imponente adunata della gioventù fascista padovana per la cerimonia della consegna del labaro alla 179° Legione Avanguardisti, alla quale intervennero anche in gran nu- mero le Autorità cittadine e le rappresen- tanze di Enti ed Associazioni varie. Erano pure presenti le Signore e Si. gnorine componenti il Comitato che offri il labaro alla Legione predetta. Verso le ore 15, annunciate dal suono delle fanfare, entrarono nel Campo le schiere degli Avanguardisti e dei Balilla che, in- quadrati militarmente, sfilarono in bell’or- dine dinanzi alle Autorità, salutando ro- manamente. Ammiratissime furono le se- zioni degli Avanguardisti alpini, bersaglieri e marinai. Quindi le mezzo del Campo sportivo. costituendo un schiere si portarono nel ammassamento di oltre 2500 giovani, per- fettamente allineati dietro ai rispettivi ga- gliardetti. Dopo che da uno squillo di tromba venne ordinato il silenzio, prese la parola il Commissario provinciale dell'Opera Na- Macola e. Mario Maria zionale Balilla Sig — 122 —

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UNITI - INAUGURAZIONE DEL LABARO DELLA 1798 LEGIONE AVANGUARDISTI «GENERALE LAMARMORA » IL, COMMISSARIO PROVINCIALE DELL'O, N,B., PRENDE IN CONSEGNA IL LABARO DAL COMITATO DELLE DONNE FASCISTE 18 Marzo » VI che, rivolto al Segretario federale dei Fasci Cav. Uff. Alezzini, pronunciò il seguente discorso: « Sig. Segretario Federale ! Noi abbiamo l'onore di presentarvi, inqua- drata nelle balde legioni Lamarmora e Battisti, ed ora qui raccolta per la bellezza di un rito grande di promessa e di fede, la gioventù pado- vana, che per prima ha chiesto l'onore della di- sciplina e della camicia nera, in nome del Fa- scismo conquistatore e possente. Dietro questi giovani camerati nostri, che già conoscono ed amano il segreto meraviglioso del loro domani, ve ne sono altri, innumeri, che si accostano a noi ed altri che verranno per certissimi auspici. È per questo che oggi, ricevendo l'onore della Vostra presenza assieme al dono prezioso che ci recano le donne di nostra fede, noi ab- biamo l’ orgoglio, e con noi tutti i camerati della nostra buona fatica, di offrire al Vostro cuore di Capo vigile e fedele la certezza che dietro il passo del fascismo padovano le riserve mar- ciano fiere e sicure. Fot. Art. A. Gislon - Padova Per questa giovinezza tutta bella e tutta fascista, gioiosa e serena come la primavera feconda, mani amorose di mamma e sorelle fa- sciste ora recano l'offerta di un simbolo fiero, intessuto d’oro, di seta, di fede e d'amore. A renderne più certo l’auspicio vogliate concedere, signor Segretario Federale, la Vostra parola di Capo ai giovani nostri che l attendono, onde farsene un premio e un segno nuovo per la loro fede ». Cessati gli applausi con cui vennero salutate alla fine le belle parole del Sig. Macola, la Nobil Donna Sig.r Raffaella Rivelli Giordano consegnò il labaro della Legione all’alfiere Antonio Mario, che pre. sentò in omaggio alla Presidente del Co- mitato delle patronesse un magnifico mazzo di fiori. Quindi il Segretario federale Cav. Uff. Alezzini, rivolto ai giovani adunati al suo cospetto, così disse:

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SA | LXIV -. INAUGURAZIONE DEL LABARO DELLA 179% LEGIONE AVANGUARDISTI «GENERALE LAMARMORA » IL SEGR. FEDERALE Cav, Ur. ALEZZINI RIVOLGE IL SALUTO ALLA LEGIONE «Balilla! Avanguardisti! della Legione di Padova! Ho letto nei vostri occhi, scorgo nel vostro atteggiamento il giubilo che v'invade l’anima. Voi sapete di essere i più belli, i più forti, i più ardimentosi figli della stirpe più gloriosa, che mai sia esistita al mondo ; voi avete com- preso di appartenere al giovane esercito delle Camicie nere, arma formidabile della rivoluzione Fascista. Questo rifiorire di tanta bellezza, questo ri- nascere di tanta forza, questo luminoso sventolio di gagliardetti e di vessilli, questo immane pre- potente bisogno di azione, questa adorazione viva e temprata nel sacrificio per tutto ciò che il popolo nostro fece di grande e glorioso, è tutta opera del Fascismo, è costruzione magnifica e miracolosa dell'Uomo che Iddio ha donato alla nostra terra per i suoi alti destini. Avanguardisti, piccoli Balilla, fiori prediletti e preziosissimi dell’ eterna primavera italica, che marciate cantando Giovinezza e vi adde- strate per ardui cimenti, ricordate che i voi è commesso il compito di continuare le gesta che guidarono i vostri padri sul Piave e sull’Alpe, che a voi è affidata la sorte della stirpe, che in Voi e con Voi si eterna colla sua gloria e colla sua potenza. Fortunate voi, schiere generose ed ardite, poichè vedrete ancora rinnovarsi in Campido- glio lantica potenza, fortunati Voi nati, mentre tutto il popolo cantava la Vittoria, battezzati mentre i manipoli gloriosi delle Camicie nere annientavano i negatori della Santa Madre; for- tunati Voi, che alla luce di così luminosi eventi procedete verso radiose mete. I vostri capi vi hanno insegnati l’ardimento e la fede, vi hanno nutrito il cuore d'amore e di speranze belle; il simbolo che oggi vi si dona, vi rammenti il giuramento che avete pronun- ciato, vi sproni sulla via che il Duce, guardan- dovi da Roma Eterna, vi ha insegnato. Piccoli e giovani Camerati, siate sempre fieri, siate sempre buoni e generosi forgiate le vostre anime, irrobustite i vostri muscoli, sap- piate essere degni dell’Italia Fascista!». Il discorso con cui il Segretario fede- rale chiuse la semplice ed austera cerimonia venne accolto alla fine da un imponente ovazione e da possenti alalà.

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LA CONSEGNA DEL LABARO ALLA FEDERAZIONE PROVINCIALE FASCISTA Promossa da un gruppo di Signore e Signorine appartenenti al lascio femminile capo la Nobil Donna Sig.ra Raffaella Rivelli - Giordano, E; luogo, nel pomeriggio del (=) DO della nostra città, con a distinta consorte di S. il Prefetto, ebbe 24 Marzo, nei locali della Federazione provinciale fascista una bellissima cerimonia per la consegna del labaro offerto alla Federazione stessa dalle donne fasciste padovane. Oltre le componenti il Comitato erano anche presenti tutti i membri del Direttorio federale e moltissime Autorità. Dopo che Monsignor Rampazzo ebbe recitate le preci di rito ed ebbe impartita la benedizione al labaro, questo venne consegnato solennemente al Segretario fe- derale Cav. Uff. Alezzini dalla Sig." Ri- velli, che accompagno l'offerta con nobi- lissime parole, riscuotendo vivissimi ap- plausi. Il Cav. Uff. Alezzini, prendendo in consegna il labaro, rivolse alla Sig.ra Ri- velli sentite espressioni di ringraziamento e deferenti parole di omaggio e fece dono alla gentile Signora di un bellissimo mazzo di fiori. Il della provinciale fascista è un drappo di seta nuovo labaro Federazione nera, contornato da frangie d'oro e tenuto fermo all'asta di metallo bianco da cor- lato del drappo è stato finemente ricamato il Fascio doncini anch'essi d’oro. Da un Littorio e dall’altro la scritta: Federazione Fascista Padovana. L'asta è sormontata da un'aquila romana.

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(i NS i 2) 7) VITA CITTADINA coo SOLENNI MANIFESTAZIONI DI CORDOGLIO PER LA MORTE DEL DUCA DELLA VITTORIA Padova, che con vivo ce particolare dolore apprese l’immatura perdita del Duca della Vittoria, dato l’affettuoso ricordo che la legava alla nobile figura del Condottiero, che in essa visse le giornate più tristi e c preparò quelle più gloriose della nostra guerra, ha rivolto alla salma del valoroso Scomparso il suo commosso saluto e la sua infinita riconoscenza con solenni ma- nifestazioni di profondo cordoglio. Non appena divulgatosi il triste an- nuncio della morte del Generale, da tutti gli edifici pubblici e privati venne esposta la bandiera a mezz’ asta, ed un senso di mestizia si diffuse repentinamente nella vita cittadina che, perse la consucta gaiezza, per assumere il carattere di luttuoso racco- glimento. i Fra i primi telegrammi di condoglianze spediti alla famiglia del defunto Maresciallo vanno ricordati quello del Podestà Co: Giusti, che cbbe ad inviarne uno anche a S. E. Benito Mussolini per le condoglianze all’ Esercito, e quelli della Commissione Reale per la Provincia, dei Volontari di guerra, del Rettore della R. Università, dei Combattenti, delle Madri e Vedove dei Caduti, del Fascio, degli Ufficiali in con- gedo, e di moltissime altre istituzioni. La sera del 1 Marzo, col direttissimo delle 21, partirono per Roma, a rappre- sentare la nostra città ai funerali del Duca della Vittoria, il Vice Podestà Dott. Zuc- cari e il Segretario generale del Comune Avv. Comm. Canalini, nonchè tre pompieri in alta uniforme che recavano il Gonfalone, decorato di croce di guerra. E nel giorno successivo, mentre la salma del Condottiero veniva condotta dalla casa al Monumento a Vittorio Emanuele Il per essere ivi esposta per 24 ore di fronte alla salma del Milite Ignoto, tutte le cam- pane di Padova lanciavano lontano con suono severo il messaggio solenne che l’anima del popolo nostro, costernata dal lutto che colpiva Vintera Nazione, vibrava unanime di amore c di gratitudine, nel suo estremo affettuoso. saluto, alla salma del .

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Generale, che, in un’apoteosi di gloria, dal cappellano militare Cav. Don Alicante entrava a far parte della schiera eletta ed per iniziativa del Gruppo Universitario fa- immortale degli Eroi della Patria. scista, con l'intervento di numerose Auto- La sera alle ore 18, nella.R. Università il Ma- resciallo Diaz fu solen- nemente commemorato dal Prof. Carlo Anti, valoroso combattente, il qualepronuncib una sma- gliante orazione, magni- fica nella forma ed ele- vata nei concetti, riscuo- tendo unanimi e calorose approvazioni da parte di tuttele Autorità presenti. Nel giorno succes: LXV - COMMEMORAZIONE DI S. E, DIAZ LA CELEBRAZIONE DELLA MESSA NEL CORTILE DELL'UNIV ERSITÀ Rontaravevano:luogosle-= narrati sivo 3 Marzo, mentre a solenni onoranze funebri rese a S. E. Ar- rità e personalità cittadine. Lo stesso giorno mando Diaz, con l’ intervento di S. M. il il Duca della Vittoria fu solennemente com- Re e di tutte le Autorità e Rappresentanze memorato nelle Scuole di ogni grado ed a cura del Municipio venne collocata una splendida corona di fiori sulla lapi- de murata nella facciata della Villa Giusti, dove avvenne la firma dell’ ar- mistizio. La Domenica 4 Marzo alle ore 10.30, promossa dalla Federa- zione provinciale Com- battenti, ebbe luogo nel salonedellaGran Guardia LXVI - COMMEMORAZIONE DI S. E. DIAZ RE solenne commemo- LE AUTORITÀ ASSISTONO anLa CELEBRAZIONE pia MESSA nei CORTILE prur' UNIVERSITÀ razi one di Ar man d lo) 3 Marzo 1928 - VI bi ; Diaz, tenuta dall’ Avv. militari, religiose e civili, nazionali ed ‘Tito Paresi in presenza di Autorità e di estere, nel cortile Sansovinesco della R. rappresentanze politiche, civili e militari, Università fu celebrata una messa al campo nonchè di numerosissimi Combattenti.

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Il tavolo dell’oratore era attorniato da moltissimi vessilli e gagliardetti e su di esso era stato collocato il ritratto del Ge- nerale, adorno di un drappo tricolore. Sulla parte di fondo spiccava un quadro recante il Bollettino della Vittoria. dell’ Avv. Paresi venne ascoltata da tutti in commosso L’orazione commemorativa raccoglimento e le parole nobilissime del- l’oratore furono coronate alla fine da una- nimi congratulazioni e da vivissimi applausi. Bellissime rievocazioni del Maresciallo d’Italia furono pure quelle che, in forma semplice ed austera, ebbero luogo nell’Am- ministrazione provinciale, nel R. Tribunale, nella R. Pretura, nell’ Istituto di anatomia umana, nella Scuola d’ Ingegneria, alla Giunta Provinciale Amministrativa, nelle Scuole elementari, nell’ Università popolare, nei vari collegi e convitti della città ed in diversi altri uffici, enti, ed istituti. LA VISITA DI S. E. IL COMANDANTE IL CORPO D'ARMATA ALLE TRUPPE DEL PRESIDIO Nel pomeriggio del 13 Marzo corr. anno giunse nella nostra città S. E. il Te- nente Generale Ernesto Mombelli, Coman- dante il Corpo di Armata di Udine, per effettuare una visita ai Corpi ed ai Reparti del Presidio militare. Il mattino successivo, alle ore 9, il Generale Mombelli fu ricevuto dal Coman- dante la Divisione militare Generale Liuzzi, che gli presentò anche tutti gli Ufficiali superiori della Divisione; il Comandante il Corpo d’Armata rivolse a questi bellis- sime parole, ispirate ad elevati sentimenti di amor patrio. Quindi non potendo effettuare la vi- sita al Prefetto che trovavasi ammalato, il Generale Mombelli si recò all’ Ospedale Militare ed alle ore 11 ritornò al Comando della Divisione dove accolse in visita il Po- destà Conte Giusti, il Vescovo Mons. Elia Dalla Costa, il Segretario federale dei Fasci Cav. Uff. Alezzini, il Segretario provinciale dei Sindacati Cav. Romano, nonché tutte le altre Autorità e personalità cittadine. Nel pomeriggio visitò il 58° Fanteria ed il 20° Artiglieria, ispezionando minuta- mente le caserme, passando in rivista le truppe e tenendo rapporto agli Ufficiali. In tutte e due le visite ebbe parole di alto compiacimento e di vivissima lode per il comportamento dei soldati ed espresse la sua completa soddisfazione riportata dalle visite compiute. La sera fu dato in onore dell’ illustre ospite un brillantissimo ricevimento nelle sale del circolo Ufficiali, dove convennero numerose anche le Autorità. Dopo aver visitato le sale ed essersi compiaciuto dell’opera svolta dai diri- genti, il Generale Mombelli presenziò un interessante trattenimento schermistico, che riusci in modo perfetto nelle diverse com- petizioni di spada, fioretto e sciabola, tanto che tutti gli schermitori s’ ebbero i più vivi elogi del Generale, il quale rivolse anche un fervido plauso al maestro Manca, direttore degli scontri. Il mattino del.15 Marzo il Coman-

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dante il Corpo d° Armata si recò in visita il Generale Mombelli passò alla Casa del alla caserma dei Cavalleggeri Guide, dove Mutilato, dove gli furono tributate deferenti vennero effettuati in suo onore riuscitissimi ed affettuosissime accoglienze da parte del esercizi di equitazione da parte degli Ufficiali e della truppa. Anche di tale ispe- zione il Generale Mom- belli si dichiarò perfet- tamente soddisfatto, ri- volgendo lusinghiere pa- role di elogio agli Uffi- ciali ed ai soldati. Quindi si recò a | Po- destà ed al Vescovo di restituire la visita : al 7A. Padova LXVII - LA VISITA DEL COMANDANTE DEL CORPO D’ ARMATA Nel pomeriggio si ALLA DIVISIONE MILITARE DI PADOVA In GENERALE MOMBELLI RICAMBIA ra VISITA al. PODESTÀ pi PADOVA NEL PALAZZO CIVICO portò alla sede della Le- in alto da sinistra: Povkstà Co. GIUSTI, Gin. MOMBELLI, Vice Poprstà Dorr. ZUCCARI . . r SARE arie 15 Marzo 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova gione dei Carabinieri ; Reali, dove venne ricevuto dal Colonnello l’intero Consiglio di Sezione e dalle rap- Montanari, che gli presentò tutti gli Uffi- presentanze dei Mutilati e dei Combattenti a cui rivolse fervide e commoventi parole di saluto ; disse anche della grande riconoscenza che l’ Esercito deve avere ed ha per i Mutilati, per quanto essi fecero nella grande guerra eper il loro immenso sacrificio, e co- me l'Esercito guardi con ammirazione profonda i loro segni gloriosi. Dopo aver stretta la LXVII - LA VISITA DEL COMANDANTE DEL CORPO D'ARMATA mano a ciascuno dei pre- ALLA DIVISIONE MILITARE DI PADOVA OO. i IL GENERALE MOMBELLI €£ GLi UFFICIALI SUPERIORI pi PADOVA aLLa CASA peL MUTILATO senti il Generale passo 15 Manzo 1928 - VI Fot. Art. A. Gislon - Padova “Q visitare i locali della ciali dipendenti. Visitati minutamente gli Casa del Mutilato dove si accomiatò anche uffici ed i locali del Comando della Le- da tutti gli Ufficiali del Presidio ivi appo- gione e rivolto a tutti il suo vivo plauso, sitamente convenuti. 29

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+ » Nei pressi di Porta Trento. + © 4 - 1 nuovi quartieri Vittorio Emanuele Ill. + » L'altezza delle acque del Bacchiglione al Ponte del Popolo. + » Nella zona di Brentelle. . - Presso il Cimitero Maggiore. LXIX - ALCUNE ZONE DELLA CITTÀ E DEI SOBBORGHI DURANTE L’INNONDAZIONE 27 Marzo 1928 - VI — 130 —

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GLI ALLAGAMENTI DI ALCUNE ZONE DI PADOVA PER LA PIENA DEI FIUMI Durante l'eccezionale periodo di pre- cipitazioni atmosferiche, verificatosi in di- verse regioni d’Italia negli ultimi giorni del mese di Marzo, si ebbero, specialmente nella nostra regione, a causa dell’ingrossa- mento dei fiumi e dei canali che la attraver- sano e sezionano in tutti i sensi, allagamenti e inondazioni che turbarono il pubblico mo- vimento, e che in alcune località furono anche causa di gravissimi danni. Nella nostra città gli allagamenti si limitarono alle zone più depresse dei sobborghi e del suburbio, specialmente per lo straripamento delle acque dei fossi che corrono lungo le mura cittadine e lungo le strade: tuttavia in non poche località si dovette sospendere il transito con veicoli cd effettuare quello con barche. Numerose furono anche le case allagate, che gli abitanti furono costretti ad abbandonare. Per effetto delle pronte disposizioni prese ed attuate dall’Ufficio Civico dei La- vori Pubblici, fu possibile scongiurare il pericolo che | inondazione si estendesse all’interno della città: furono soltanto som- merse dalle acque d’infiltrazione le cantine di parecchi stabili, che vennero però rapi- damente prosciugate. Il pericolo di allagamento di zone della città, dato che in alcuni punti il Bacchiglione raggiunse un altissimo livello, fu evitato specialmente rafforzando gli ar- sacchetti di sabbia e gini del fiume con cemento e prontamente arrestando ogni rigurgito stradale: ma tutto ciò non senza un onere non lieve per le finanze del Co- mune, c senza il grave timore che, perdu- rando il maltempo, danni ben più gravi si avessero a verificare. Nell'opera di vigi- lanza e di soccorso si prodigarono in spe- cial modo, con alto senso del dovere e col consueto spirito di altruismo e di abne- gazione, il personale dell'Ufficio tecnico co- munale, i Civici Pompieri, i Vice Segretari del suburbio e nonché diverse centurie della Milizia V. S. N., che prodigarono la loro migliore attività, offrendo, nella circostanza, preziosa e valida collaborazione. Affidando a queste pagine il ricordo di questa inondazione formuliamo voti ardenti perchè quanto prima venga data esecuzione al progetto compilato dall’Ing. Luigi Gasparini per la soluzione del gra- vissimo problema della difesa della città di Padova dai pericoli e dai danni delle piene dei fiumi, progetto di cui il Podestà Conte Giusti ha già con cura invocata l’at- tuazione, predisponendo il finanziamento dell’opera, per facilitare allo Stato il paga- mento dei lavori, e chiedendo che i lavori stessi fossero affidati al Comune. Certamente è assai grave l’onere fi- nanziario derivante allo Stato dalla esecu- zione dell’opera: ma noi confidiamo che il Governo nazionale saprà e vorrà affron- tarlo. E poiché a tale problema è intima- mente connesso quello della fognatura cit- tadina, la cui spesa incombe specialmente al Comune, ci permettiamo di esprimere l'augurio che le due opere siano fuse nella loro attuazione, come furono fuse nella loro ideazione, e Stato e Comune fondano insieme le loro forze per addivenire quanto prima alla loro contemporanea attuazione.

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LA SOLENNE INAUGURAZIONE DEL NUOVO ORGANO ELETTRICO DELLA BASILICA DI S. GIUSTINA Un avvenimento di particolare impor- tanza nel campo musicale ebbe luogo nella nostra città, nel pomeriggio del 29 Aprile corr. anno, con l'inaugurazione solenne del nuovo triplice organo elettrico della Basi- nefattori, fra le quali è degna di particolare rilievo quella di L. 125.000 del Barone inglese Umberto Miller, è un’opera vera- mente grandiosa, adeguata alla magnifi- cenza della Basilica. LXX - IL NUOVO ORGANO ELETTRICO ALLA BASILICA DI S. GIUSTINA LA CONSOLLE DELL'ORGANO DIETRO L'ALTARE MAGGIORE 29 APRILE 1928 - VI lica di Santa Giustina, che per vastità è il decimo tempio del mondo; tale organo è destinato a sostituire i preziosi organi clas- sici già esistenti nella Basilica, capolavori di Rachich e del Callido della rinomata scuola veneziana, di pregio inestimabile, e che non fu possibile incorporare nel nuovo organo perchè danneggiati completamente da un fulmine caduto sulla Basilica il 16 Gennaio 1927. Il nuovo organo, acquistato mediante generose offerte di un eletto stuolo di be- Esso è suddiviso in tre corpi: il Grande Organo (I. manuale) che è collocato nella cantoria in cornu evangelii; l’Organo Corale (II. manuale) che si trova nella cantoria in cornu epistolie; e Vl Organo Espressivo (II. manuale) posto in cornu evangelii sopra il primo organo. Costruito con i sistemi più moderni, funziona per mezzo di trasmissione elet- trica - tubolare, che permise di staccare la consolle dai tre organi e di porla nel mezzo

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del Coro, dietro |’ Altare maggiore, a di- stanza di ben 50 metri. L'organo è com- posto complessivamente di 3220 canne di metallo e di legno, delle quali alcune sono lunghe più di sei metri. Numerosissimo era anche il pubblico accorso ad assistere all’avvenimento di ec- cezionale importanza. Il concerto, preceduto della benedizione dell’ organo, impartita dal Vescovo Mons. LNXXI - IL NUOVO ORGANO ELETTRICO ALLA BASILICA DI S. GIUSTINA GLI ORGANI LATERALI NELLA GRANDIOSA BASILICA 29 ArriLE 1928 - VI La consolle, oltre i tre manuali, la pedaliera e la registratura, contiene tutti i mezzi più moderni per la gradazione del colorito del suono, tanto da generare una fonica insuperabile per bellezza c tecnica- mente perfetta. L'inaugurazione ebbe luogo con un magnifico concerto del celebre maestro Comm. Prof. Oreste Ravanello ed in pre- senza di moltissime Autorità e personalità, fra le quali si notavano anche il Podestà Co: Giusti, il Vescovo di Padova ed il munifico oblatore Barone Miller, apposita mente venuto dall’ Inghilterra. Elia Dalla Costa, ebbe uno svolgimento perfetto e con esso il m. Ravanello confermò le sue clette doti di musicista, di composi- tore, e di fine interprete organistico annove- rato fra i più insigni d’Italia c dell’ Estero. Dopo il concerto, Autorità e pubblico rivolsero al valente maestro le più fervide manifestazioni di plauso ed ebbero dallo stesso chiarimenti tecnici sul funzionamento della meravigliosa costruzione musicale. Per la circostanza la Fabbriceria della Basilica pubblicò anche un elegante numero unico, ricco di illustrazioni, di bellissimi articoli e di notizie storiche.

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L'OMAGGIO DELLA SOCIETA VENETA PER LE FERROVIE SECONDARIE AI PROPRI CADUTI IN Nel pomeriggio del 21 Aprile corr. anno, in occasione della ricorrenza del Na- tale di Roma, ebbe luogo nella Sede della Società Veneta per le ferrovie secondarie una cerimonia semplice e austera, in omag- UXXII - GUERRA gli astanti rispondevano commossi ed alta voce il rituale Presente. Terminato l'appello pronunciò un bellissimo discorso l’avv. prof. comm. Dante Poli, Direttore della Società, che, con appassionata parola, rie- L'ATRIO D'INGRESSO DEGLI UFFICI DELLA SOCIETÀ VENETA FERROVIE SECONDARIE ‘TRASFORMATO IN ARA VOTIVA IN MEMORIA DEI FERROVIERI CADUTI PER LA PATRIA 21 Aprite 1928 - VI gio alla memoria degli appartenenti al per- sonale della Società stessa che morirono per la Patria durante la guerra italo - au- striaca. Alla cerimonia, consistente nello sco- primento di due lapidi, site nell’atrio d’in- gresso degli Uffici della Società, erano pre- senti molte Autorità, con a capo il Podestà Co: Giusti, e numerose personalità e rap- Enti cittadine. Nell’ atrio erano schierati alcuni presentanze di vari ed Associazioni funzionari, fregiati di decorazioni, e la Banda della Società. Fu fatto dapprima l'appello dei Caduti dal Segretario del Sindacato fer- rovieri Sig. g. Marangoni, e, ad ogni nome, vocò le nobili figure degli Scomparsi, specie quella dell’eroico capitano Patrignani che, quantunque ammalato, volle essere inviato egualmente in trincea. Disse anche che ad ogni forma di esteriorità fu prefe- rita una cerimonia modesta per poter effet- tuare, in omaggio alla memoria dei Caduti, . un’elargizione di somma alla Cassa mutua per gli impiegati ed una ai Mutilati. Chiuse infine il suo dire con un inno di amore alla Patria immortale. con le La cerimonia cbbe termine del Musica della Società Veneta. note dell’ Inno Piave, suonato dalla e 134 n

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L’ ORGANIZZAZIONE DELLA X FIERA CAMPIONARIA INTERNAZIONALE La Fiera Campionaria di Padova, che quest'anno sarà inaugurata nello stesso giorno in cui nel 1919 ebbe luogo la sua prima e solenne manifestazione consacrata dall’Augusta presenza di S. M. il Re di Italia, si presenta già, nel fervore della sua organizzazione, sicuramente avviata al più grande dei successi, dato il vasto e gran- dioso programma che, di gran lunga su- periore, nel suo sviluppo e nel suo perfe- zionamento, a quello di tutte le Fiere pre- cedenti, costituirà senza dubbio un avve- nimento degno delle antiche e gloriose tradizioni della nostra città. Essa si appresta anche ad una solenne celebrazione del X Anniversario della Vit- toria, organizzando fra le mostre speciali la Mostra della Distruzione e Ricostruzione, ideata per dimostrare |’ operosità meravi- gliosa, compiuta dalle regioni Venete, esem- pio mirabile di sacrificio e di ardimento, nel ricostruire in breve tempo tutto ciò che fu sconvolto dalla furia devastatrice dell’ ultima guerra. Anche nella decima Fiera ha posto eminente la Mostra delle At- tività Marinare, che illustra i grandi pro- blemi marittimi, specialmente quello della pesca, con cui il Governo Nazionale in- tende emancipare la nostra economia dal- l’ importazione estera. Con il benevolo interessamento delle della nostra Colonia quest'anno la Fiera di Padova avrà anche massime Autorità nei propri quartieri il caratteristico Mercato di ‘Tripoli (Suk), il cui padiglione è stato costruito su progetto dell’ ing. Griffey. Accanto al Suk sorgerà il Padiglione del Governatorato di Tripoli, in stile romano. D'accordo con la R. Scuola d’Inge- gneria e con la Cattedra Ambulante di Agricoltura è stata anche organizzata una Mostra delle irrigazioni per | incremento della produzione del suolo; e con la fat- tiva collaborazione dell’ Istituto Veneto per il lavoro, di Venezia, è stata pure orga nizzata una Mostra di trattrici agricole e di motori a scoppio ed elettrici. per ? agricoltura, data la particolare cura con cui la Fiera di Padova tratta i problemi agrari, trovan- dosi la nostra città al centro di una vasta e fertile pianura. Tale mostra sarà completata con un Concorso internazionale di moto - aratura per trattori a benzina, olio pesante c gazogeno e per apparecchi di aratura elettrica, e da un Concorso per il motore agricolo a scoppio. D'accordo con |’ Ente Nazionale per le piccole industrie verrà allestita una Mo- stra di Erboristeria e delle piante aromatiche e medicinali con speciali sezioni di distilla- zione e di profumi. Vi saranno inoltre la Mostra della Caccia la Mostra degli animali da cortile, la Mostra Ferroviaria, la Mostra dello Sport, la Mostra dei vini italiani, La Mostra Casedria Triveneld, la Mostra dei Tabacchi e della loro lavora- zione, la Mostra dell'economia domestica e del mobilio popolare, la Mostra delle Scuole, alla quale parteciperanno anche quelle di Roma e le Scuole elementari di Padova nelle due speciali attività agricola e marinara e le Mostre speciali di merceologia (alimenti, bevande, pellami, calzature, valigeria, pro-

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. {I gruppo delle Sezioni intervenute alla Sagra. 2. La sfilata del corteo. 3. La Sezione Granatiori di Genova. 4. La nuova «Colonnella» della Sezione di Padova circondata dalle Autorità. 5. La Sezione Granatieri di Brescia. 6-8. Durante la cerimonia al Teatro Verdi. 7. La Sezione Granatieri del Friuli, 9. La Sezione Granatieri di Forlì, LNXIII - LA SAGRA DEI GRANATIERI DI SARDEGNA A PADOVA 15 APRILE 1928 - VI — 136

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fumi, prodotti igienici, gioccatoli, articoli casalinghi, pelliccerie, porcellane, cerami- che, legnami, automobili, cicli, motocicli, illuminazione, ecc.). Verrà anche effettuato un Concorso di aiuole fiorite nel recinto della Fiera e sarà aperto come gli scorsi anni il Zealro della Moda, dove numerose ditte italiane ed estere esporranno le ultime creazioni. Tra i convegni e congressi che avranno luogo durante la Fiera rivestiranno carat- tere di particolare importanza il Convegno Triveneto per le irrigazioni, il Convegno Na- zionale del Motore e del Trattore Agricolo, il Congresso dell’Erboristeria © della Distilleria, ed altri. Da quanto sopra esposto si trae la migliore certezza che la X Fiera dei Cam- pioni conseguirà uno dei più completi e brillanti successi, anche a giusto premio dell’opera altamente fattiva ed appassionata dei suoi dirigenti, ed a tale riguardo espri- miamo fin d’ora da queste pagine i più fervidi voti augurali. LA SAGRA DEI GRANATIERI DI SARDEGNA Il giorno 15 aprile corr. anno ebbe luogo nella nostra città una solenne adu- nata di tutti i Granatieri di Sardegna, ap partenenti ‘alla Sezione di Padova ed a quelle di molte altre città d’Italia, per cele- brare il decimo annuale della Vittoria con l’inaugurazione di una lapide a ricordo dei Compagni padovani caduti in guerra e con l'inaugurazione della nuova Colonnella che la Sezione della nostra città ha forgiata per proprio vessillo sociale. Secondo il programma stabilito in ap- posita assemblea straordinaria dei granatieri, presieduta dal loro benemerito ed infatica- bile Presidente Magg. Cav. Zeffirino Bocche, Ragioniere Capo del Comune di Padova, e nella quale venne anche stabilito, con una- nime voto, di proclamare soci onorari della Sezione, per meriti particolari verso la stessa, il Comune di Padova, le Associazioni Madri e Vedove dei Caduti, Mutilati e Combat- tenti, nonchè il Corpo dei Civici Pompieri, la cerimonia ebbe inizio alle ore 8 ant. con la celebrazione di una messa nella Basilica del Santo, alla quale intervennero anche tutte le Autorità politiche, civili e militari e numerosissimi Ufficiali di tutte le armi e della M. V. S. N. Oltre la Sezione Granatieri di Padova al completo, erano presenti, con i rispettivi vessilli, le rappresentanze di quella di Mi- lano, con i tre gagliardetti delle Sottose- sezioni e con la bandiera regalata dalle donne di Fiume al Battaglione che segui Gabriele D'Annunzio nella marcia di Ron- chi, e di quelle di Torino, Vercelli, Genova, Legnano, Vicenza, Como, Busto Arsizio, Verona, Trieste, Brescia, Lecco, Saronno, Cremona, Pordenone, Udine, Forli, Ancona e Firenze. Erano anche presenti le rappre- sentanze di tutte le Associazioni militari e patriottiche della nostra città. La Messa fu celebrata da Don Giovanni Rossi, Cappellano militare dei Granatieri durante la guerra. Terminata la Messa i convenuti si por- tarono in corteo alla Loggia Amulea dove, di fronte al tavolo preparato per la bene- = 137 pinda

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LNXIV - LA SAGRA DEI GRANATITERI DI SARDEGNA I GRANATIERI DI PADOVA INTORNO AL NUOVO VESSILLO « LA COLONNELLA » 15 Api 1928 - VI dizione della Colonnella della Sezione di Padova, attorniato da tutte le bandiere i vessilli ed i gagliardetti, presero posto le Autorità, le Rappresentanze e le Associa zioni. Dopo il suono degli inni patriottici, eseguiti dalla Banda del Patronato del Santo, il cappellano Don Giovanni Rossi imparti la benedizione alla nuova Colonnella, opera pregevolissima delle Suore Dorotee. Ne fu madrina la Sig." Vincenza Molena ved. Bonatelli, madre del tenente Guido, del 1° Regg. Granatieri, caduto eroicamente sul Monte Cengio ed cerano pure presenti i congiunti del capitano Giuseppe Di Rorai, di Cavarzere, medaglia d’oro, caduto an- ch'egli valorosamente, ced alla cui me- moria s'intitola la Sezione di Padova. «La Sezione di Padova dell’ A. N. G. ha voluto che il proprio labaro fosse la ri- Fot, Art, A. Gislon - Padova costruzione fedele delle antiche bandiere. A tale scopo fu scelta come modello quella in uso durante il regno di Carlo Emanuele HI. E sul fatidico Colle dell’ Assietta, riuniva cd fu appunto quella che, sventolante infiammava le rosse Guardie a sostenere nell’ epica vicenda l’immane urto delle pre- ponderanti forze avverse...... Ricostruendo l’antica e gloriosa Colonnella i superstiti del Cengio, del Piave c del Carso hanno voluto rendere omaggio agli antichi eroi di Luz- zara, della Verna c delle cento battaglie onde sono onusti di gloria i Sacri Alamari.» Terminata la cerimonia della benedi- zione della bandiera il Cappellano Don Gio- vanni Rossi, seguito dalle Autorità, fu ac- compagnato dal cav. Bocche nella Sede della Sezione Granatieri, che trovasi nei locali attigui alla Loggia Amulea, ed ivi fu im- partita la benedizione al quadro raffigurante 1389 —

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Carlo Emanuele IT, fondatore del Corpo dei Granatieri, opera del pittore concittadino Co: Cecilio Di Prampero e da lui regalata ai Granatieri. La benedizione venne pure impartita alla lapide in memoria dei Gra- naticri padovani caduti, la quale reca la seguente cpigrafe: Caddero fedeli Guar- die del Re per la grandezza d' Italia 1915 - 1918. L' cpi- grafe è seguita dai nomiditutti i Gra- natieri caduti della città e provincia. Su tale lapide erano state deposte bellissime corone dalle Ma- dri e Vedove dei Caduti, dagli Uf- ficiali del Presidio di fiori e dal Corpo dei Pompiceri. Il tenente Co- debò, della Sezio- ne di Genova, pro- nunciò fervide pa- role di saluto a no- me anche di tutte le altre Sezioni, ed LXXV . LA SAGRA DEI GRANATIERI DI SARDEGNA LA BENEDIZIONE DEL VESSILLO «COLONNELLA » DELL’ ASSOCIAZIONE DI PADOVA Lot. Art. A. Gislon - invitò i presenti ad IMBINOCChiarsi: per ;; age asse vi breve momento in omaggio alla memoria dei Caduti. Dopo un breve e patriottico discorso del cappel- lano Don Giovanni Rossi, il Cav. Boeche fece l'appello dei Granatieri padovani morti in guerra fra la più viva commozione degli astanti, che, ad ogni nome, rispondevano ad alta voce Presente. Si formò quindi un bellissimo corteo, preceduto dalla Banda del Patronato del Santo ce dalla Colonnella, scortata da cara- binieri in alta uniforme e seguita dai ga- gliardetti delle altre Sezioni. Il corteo, al suono degli inni patriot- tici e fra gli applau- si del pubblico, che tributò ai gloriosi reduci indimenti- cabili manifesta- zioni di simpatia, si portò al Teatro: Verdi, dove fu cf- fettuata la solenne celebrazione del- l’avvenimento. Mentre sul palcoscenico con- Auto- rità e tutte le ban- vennero le diere, i Granatieri, le Rappresentanze e numeroso pub- blico gremirono il teatro in ogni or- dine di posti. Primo a pren- dere la parola fu il Magg.Cav. Boeche il quale, dopo aver rivolto alle Auto- padova Vità cd a tutti gli intervenuti defe- renti ed affettuose parole di saluto, nonché i più vivi sensi di profonda riconoscenza, lesse le molte adesioni alla cerimonia per- venutegli da Enti e personalità di ogni parte d’Italia. Al Cav. Boeche segui il Podestà Co: Giusti che disse : 139

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« Granatieri di Sardegna! Avete voluto offrire alla città, che vi ospita e vi onora, il simbolo della vostra passione ed io, orgoglioso di trovarmi tra combattenti, vi ringrazio. ’adova non ignora le vostre gesta e non le dimentica. Essa sa che la medaglia d’oro, che brilla sui vessilli dei vostri reggimenti, e che gli alamari di cui fu fregiata la vostra divisa sono segni di un va- di allontanarsi oggi da Roma ed è perciò che è toccato a me l’alto onore di rappresentare il Governo a questa solenne cerimonia. Il Governo nazionale che ricorda, con grande e sincera ammirazione, le gesta eroiche e i pro- digi di valore, di cui i Granatieri di Sardegna hanno per tre secoli illuminata la storia della augusta Casa Sabauda e della nostra grande e cara Italia, il Governo nazionale che, per la chiaroveggenza del Duce, ha saputo e voluto innalzare ai fastigi più lore senza pari. E mai dimenticherà le vo- stre epiche gesta, che valsero a trattenere e respingere l'inva- sione neimomenti più duri della guerra, co- me pure tutta la seco- lare vostra vita bellica intessuta di eroismi e di sacrifici. Ma Padova sa an- che come, deposte le armi, i Granatieri del Re si sieno stretti in un fascio di forze pu- rissime per valoriz zare la vittoria a caro prezzo conquistata e perassicurarne i frutti alla Patria». Quindi il Pre- fetto S. E. Dott. Gr. Uff. G. B. Rivelli- pronunciò il se- guente discorso : A questa impo-o nente adunata di prodi rappresentanti del glorioso corpo che fu, nei secoli, l’avanguar- dia fedelissima della dinastia di Savoia e che, oggi più che mai, di fronte alla muova be- stiale manifestazione della selvaggia delinquenza antinazionale, unisce il suo palpito a quello della Nazione intera, per riaffermare il giura- mento di indistruttibile fedeltà e devozione a Sua Maestà il Re a questa adunata impo- nente davvero, avrebbe dovuto, come era stato stabilito e come era anche nel suo vivissimo desiderio, intervenire in rappresentanza del Go- verno S. f°. l'on. Bodrero. Ma altri inderogabili impegni non hanno permesso a S. E. Bodrero 15 ApkiLe 1928 - VI LXXVI - LA SAGRA DEI GRANATIERI DI SARDEGNA LA «COLONNELLA» DEI GRANATIERI DI SARDEGNA SEZIONE DI PADOVA CPT LCA | luminosi la vittoria conquistata dall'Italia nell’ ultima grande guerra liberatrice e che sa quanto sangue questa vittoria sia co- stata anche ai Grana- tieri di Sardegna, non poteva non concedere tutta la sua simpatia a questa sagra, che l'Associazione nazio- nale dei Granatieri di Sardegna ha voluto quioggi celebrare, per rendere degna ono- ranza ai commilitoni padovani sacrificatisi alla grandezza della nuova Italia e per in- chinaredinanziailoro spiriti qui presenti la maestosa bandiera Co- lonnella appena usci- ta dalla sua recente inaugurazione. È pertanto com- pito assai gradito por- tare a questa adunata adesione cordiale del Governo ed esprimere a tutti i Granatieri di Sardegna qui conve- nuti il mio personale saluto, mentre lancio il fatidico grido che du- rerà eterno nei secoli: W Savoia, W il Re! Dopo il discorso di S. E. il Prefetto, che fu calorosamente applaudito, il rappre- offri a quella di Padova la fotografia dell’ eroico sentante della Sezione di Como Caduto Giuseppe Sinigaglia, a lui conse- gnata appositamente dalla mamma del Ca- duto stesso. — I4O —

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Per ultimo parlò l’oratore ufficiale ca- pitano Arturo Dall'Orto, della Sezione di Milano, che disse : «Io sono fiero di questa celebrazione, che i Granatieri di Sardegna hanno voluto in questa fedelissima Padova, che coi suoi 58 morti della città e coi suoi 385 morti della provincia tenne il primato del sacrificio fra le provincie d’Italia; io sono fiero di questa esaltazione che si tiene proprio in questa Padova, al centro delle Ve- nezie, perchè debbono ricordare tutti i veneti ‘che per un terzo i Granatieri di Sardegna ve- nivano dalle vostre terre eroicamente gloriose ». Dopo aver rivolte parole di ringrazia- mento al Prefetto ed al Podestà di Padova per i loro nobili sentimenti di devozione alle fedeli guardie del Re, prosegui : «lo non posso dimenticare le 910 bombe lan- ‘ciate dal nemico; i 210 edifici semi distrutti, taluni dei quali importantissimi per antichità e onusti di storia; non posso non pensare con in- dignazione alla domata aquila austriaca, quando penso alle 129 tra donne e vecchi e bambini massacrati da quegli eroi del cielo che ritene- vano di colpire l’Italia anche lanciando bombe contro gli inermi». Dopo una breve sintesi delle gloriose gesta compiute dai Granatieri di Sardegna durante l’ultima guerra, l'oratore prosegue: «Sei citazioni nei bollettini di guerra; sette- mila morti, quattordicimila feriti; ecco il bilan- ‘cio della nostra epopea. 1317 ricompense indi- viduali al valore, troppo poco di fronte ai set- temila morti e ai 14 mila feriti. Ebbene, o combattenti camerati, o fratelli di ogni arme, di ogni grado, di ogni classe, ri- ‘cordate che se è mancato il premio al vostro eroismo personale vi sono però delle croci di guerra e delle semplici medaglie di campagna ‘che hanno riflessi d’oro e sono più grandi di qualsiasi altra decorazione. Madri, genitori, fratelli, spose, giovinetti, ricordatevi questa non è la nostra festa ma la vostra; voi avete donato, noi abbiamo l'orgoglio di respirare ancora questa aria italica che non è negatrice come quella di ieri, ma rinnovata dal fascismo purissimo. Mutilati e combattenti, ricordate, questa non è la nostra festa particolare, ma la vostra e la nostra insieme, è la festa di tutti gli umili, è la festa di tutti coloro che hanno sofferto e che hanno dolorato. Ma vi sono poi altri motivi di orgoglio per noi combattenti in primissima linea; in questi giorni a Milano un gruppo incosciente ha fatto battere ore lugubri alla storia d'Italia ; noi riaf- fermiamo la fedeltà nostra indiscussa per il no- stro Re. Ed ancora io vi ricordo che S. E. il fante Turati, che ci ha appoggiato in ogni modo — sono in corso di studio reclami presentati per una maggiore glorificazione della nostra ban- diera — ci ha parlato sempre con cuore di combattente; e il gerarca maggiore, il Duce magnifico, rivendica di fronte alla storia alta- mente il suo titolo di caporale bersagliere Be- nito Mussolini. — A lui inneggiamo con questa sua frase che gli è famigliarmente cara, che è bene sia ridesta ‘in questa magnifica sagra di combattenti ed eroi». Le parole del capitano Dall’ Orto fu- rono accolte da una prolungata ed entu- siastica ovazione. Terminati i discorsi furono distribuiti i distintivi d'onore al Prefetto ed al Po- destà ed i diplomi d’onore alle Associa- zioni Madri e Vedove dei Caduti, Mutilati e Invalidi di guerra, Combattenti ed al Corpo dei Pompieri. Al Presidente della Sezione di Padova Cav. Boeche ed al segretario signor Rocca vennero consegnati gemelli d’argento da palmo, con incisi il distintivo e gli alamari. Alle ore 14.30, i Granatieri si reca- rono alla Mandria per una visita alla Villa Giusti, dove venne firmato |’ armistizio della guerra italo - austriaca. La contessa Giulia Giusti del Giardino - Bianchini offri ai graditi ospiti un sontuoso rinfresco. Alle ore 17 i Granatieri tornarono a Padova ed in Piazza Cavour venne ese- guito in loro onore, dalla Banda Unione, uno scelto programma musicale, mentre un plotone di soldati del 58 Reggimento Fanteria effettuava una applauditissima fantasia militare di grande effetto, con sparo di fucilate a salve. — 141 —

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Alle ore 19.30 ebbe luogo il pranzo sociale, improntato ai migliori sensi di ca- meratismo, nella sala Laurenti dell’ Albergo Storione. A completamento di queste brevi note di cronaca ricordiamo che il Podestà Co: Giusti, adottò in occasione della sagra dei Granatieri, una deliberazione con cui fu data la denominazione di Monte Cengio Via Palestro, in onore della Brigata Grana- alla nuova strada tra Vicenza e Via leri di Sardegna, che di detto monte co- stitui nel 1916 uno dei migliori baluardi per la difesa della Patria. Per la festa giunse anche alla Sezione Granatieri una grande fotografia del Duce, con autografo, e un gran mazzo di fiori, montati entro un elmetto di guerra, dono. della signora Stella Bortoli del Comitato. Cimiteri di guerra di Asiago, con la scritta: «Ai Morti del Cengio i fiori del Cengio » Riuscitissimo ed edito in elegante ve- ste tipografica fu il numero unico Alamari, pubblicato dall’ Associazione. LA GRANDE RASSEGNA SPORTIVA NELLA RICORRENZA DEL NATALE DI ROMA Organizzata dall'Ente sportivo provin- ciale fascista ebbe luogo nella nostra città, tiche giovanili della provincia, per una ce- lebrazione solenne dello sport. LXXVII - LA RASSEGNA DELLE FORZE SPORTIVE DI PADOVA IL MAGNIFICO GRUPPO MOTOCICLISTA 21 APRILE 1928 - VI per la ricorrenza del Natale di Roma, un meraviglioso raduno di tutte le forze atle- Fot. S. Andrea - Padota All’ imponente adunata, convennero le Società dai più lontani centri.

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Il programma delle gare, dalle quali uscirono i campioni provinciali, compren- deva esercitazioni di atletica leggera, nuoto, canottaggio, giuoco del calcio, rugby, ho- ckey, ciclismo, lotta, pugilato, scherma, motociclistmo, giuoco alle boccie, ecc Le competizioni si iniziarono il mat- tino del 21 Aprile con gare di atletica e nuoto € terminarono con il torneo di hockey, perfettamente riuscito ‘e diver- tentissimo. della fu il Gran Premio Natale di Roma di atle- tica, La gara principale giornata a cui partecipò un numero rilevan- tissimo di giovani, che, nelle sole semifi- nali mandamentali, raggiunsero i 1500. Il giro ciclistico della provincia di Padova riusci anch'esso interessantissimo Ferrato Sante della S. C. 53% Legione M. V. S. N. Tutte le esercitazioni sportive è fu vinto da Padovani, otten- brillanti successi. nero completi Comm. ALBERTO RIGNANO morto in Padova il 4 Marzo 1928 dalla lettera del Podestà alla Vedova : Ho appreso con profondo dolore la notizia della morte dell'amato suo Sposo il Comm. Al- berto Rignano, Perfetto gentiluomo, tutto dedito al bene, con Lui viene a mancare uno dei cittadini di cui Padova era giustamente orgogliosa. A nome, quindi, della cittadinanza che Lo volle Capo apprezzato di Enti industriali, creati e funzionanti a vantaggio della popolazione, mi associo al dolore che La ha così duramente ed improvvisamente colpita e La prego di ac- cogliere con grato animo le mie condoglianze più profonde. Con la massima considerazione. Il Podestà: F. Giusti Ing. Cav. Uff. EMILIO SACERDOTI morto in Padova il 7 Marzo 1928 dalla lettera del Podestà alla Famiglia : Questa Amministrazione ha appreso con vivo dispiacere che la morte ha strappato al l’amore della Famiglia e alla stima della citta- dinanza la nobile esistenza dell'Ing. Cav. Uff. Emilio Sacerdoti. Per quanto alieno dal partecipare alla vita pubblica, l'Ing. Emilio Sacerdoti aveva sempre cercato di cooperare col pensiero e con l’opera al bene della sua Città e delle istituzioni, e quindi Egli lascia delle sue virtù familiari, pro- fessionali e civili il più grato ricordo. Nel partecipare al cordoglio della Famiglia e degli Amici io sento pertanto di compiere un dovere, obbedendo nello stesso tempo ad uno spontaneo moto del cuore. Con stima Il Podestà : F. Giusti Tor ALFRE DO CANAL INI - Sk GreTARIO GENERALE DEL Comune - Direttore responsabile Dorr. GIUSTINO MATTUCCI - SeGrErARIO AGG Rag. EDGARDO COCCONCELLI - Caro-UFFICIO STATISTICA Vo) - Redattore Capo - Collaboratore Artistico nia

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