# 603- Lasciar Andare: Il Superpotere che non usi abbastanza

An episode of [Il Podcast di PsiNel](https://invisiblenetwork.ai/podcast/788141885), 21 Sep 2025, 32 min.

Audio: https://anchor.fm/s/10305da44/podcast/play/108595362/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2025-8-21%2F169a13f4-d318-5b01-4a61-6b3c19ab4428.mp3

Quante volte ti hanno detto “lascia andare”... “lascia perdere”? Sembrano esortazioni a mollare, a lasciare che le cose stiano come sono… ma in realtà si tratta di uno dei consigli più saggi di sempre e oggi vedremo come farlo in modo corretto. Clicca qui per leggere il post: https://psinel.com/lasciar-andare-il-superpotere-che-non-usi-abbastanza/ Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS - Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/ - Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/ I NOSTRI PERCORSI: https://psinel.com/corsi-online/

## Transcript

[0:00] Lascia andare. Sì, lascia andare, perché tutto
[0:04] scorre. Questo è uno degli insegnamenti
[0:06] più antichi della nostra società, da Oriente a Occidente,
[0:10] lo sappiamo, tutto scorre, panta rei, tutto impermanente.
[0:14] E dunque per vivere una vita appagante dobbiamo imparare a
[0:18] lasciare andare. Benvenuto su psinel, il primo
[0:24] Podcast italiano dedicato alla psicologia e alla crescita
[0:28] personale, con Gennaro Romagnoli.
[0:31] Ciao e Benvenuti alla seicentotreesima puntata del
[0:34] podcast di Psinel, oggi torniamo a parlare della capacità di
[0:37] lasciar andare un concetto antichissimo, ma attualissimo,
[0:42] potentissimo per ogni crescita personale.
[0:45] Sì, non è semplice lasciar perdere.
[0:48] Sì, lascia che le cose siano come stanno, ma è un concetto
[0:51] molto più. In fondo in grado di cambiarci
[0:54] la vita e oggi lo vedremo da un punto di vista molto pratico,
[0:58] attuabile immediatamente, soprattutto se mi seguirai fino
[1:02] alla fine di questo episodio. Oh, eccoci qua.
[1:15] Benvenuti o bentornati nel podcast di Psinel, il podcast
[1:18] dedicato alla psicologia e alla crescita personale.
[1:21] Se la psicologia ti fa battere il cuore, mi raccomando,
[1:24] iscriviti, lascia un commento, metti le tue stelline, insomma,
[1:28] fai tutte quelle operazioni che sai possono aiutare un podcast a
[1:31] restare in alto. E dato che psinel ti dà
[1:34] contenuti di estrema qualità da oltre 10 anni, direi che ce lo
[1:38] meritiamo tutto. E dunque hai fatto i conti con i
[1:42] tre temi con i quali. Tutti quanti dobbiamo fare i
[1:45] conti nella nostra vita, il fatto che possiamo sentirci non
[1:48] accettati, non amati, minacciati, non all'altezza.
[1:52] Ebbene, questo era il tema del precedente episodio che come al
[1:56] solito ti invito ad ascoltare se per caso te lo fossi perso.
[1:59] E come sempre, prima di iniziare, diamo un piccolissimo
[2:02] spazio allo sponsor di questo podcast per avere un buon
[2:07] stipendio. Contano di più le tue capacità
[2:09] lavorative o le tue capacità comunicative?
[2:13] Cioè, conta di più saper fare il tuo lavoro in senso stretto o
[2:16] conta di più la tua capacità di comunicare in modo efficace con
[2:20] colleghi, collaboratori, capi e clienti?
[2:23] Beh, una ricerca di Stanford condotta su ben 400 persone ha
[2:28] evidenziato che il 75% del successo sul lavoro dipende
[2:32] dalle abilità comunicative. Esatto, puoi essere bravissimo,
[2:37] bravissima nel tuo lavoro, ma se non sai comunicarlo, come fanno
[2:40] le altre persone a saperlo? Magari 6 1 po passivo o passiva
[2:45] e manchi di assertività o se al contrario tendi a comunicare in
[2:48] modo troppo aggressivo a questo sicuramente sarà uno svantaggio
[2:52] per la tua carriera. La buona notizia è che puoi
[2:55] migliorare drasticamente la tua comunicazione, moltissime
[2:59] persone lo hanno già fatto grazie al nostro master in
[3:02] comunicazione efficace, un coaching di gruppo di 8
[3:05] settimane che comprende varie masterclass, esercizi pratici e
[3:09] un gruppo Whatsapp dove potrai farmi tutte le domande e
[3:13] ricevere feedback direttamente da me.
[3:16] Nel master tratteremo tutti gli aspetti della comunicazione,
[3:19] come ad esempio l'assertività, la comunicazione emotiva, la
[3:22] risoluzione dei conflitti, esprimerci con chiarezza, la
[3:26] persuasione, la manipolazione e tanto tanto altro.
[3:30] Ovviamente i posti sono limitati per darmi modo di seguire tutti
[3:34] con la massima cura all'interno del gruppo Whatsapp.
[3:38] Se ti interessa saperne di più clicca il link e dagli
[3:41] un'occhiata. Ti è mai capitato di avere una
[3:44] preoccupazione intensa, di sapere di non doverti
[3:47] preoccupare? Ma per qualche motivo facevi
[3:49] fatica a smetterla e magari di colpo ti arriva un messaggio di
[3:53] un amico il quale ti fa una battuta oppure ti invita a
[3:56] prendere un caffè puff. Con lo schiocco delle dita
[4:00] quella preoccupazione svanisce nel nulla.
[4:02] Quale tipo di fenomeno può essere accaduto?
[4:04] Perché scommetto che nella tua vita queste cose sono già
[4:07] accadute tantissime volte, perché la nostra testa, in certi
[4:11] contesti, fatica a lasciare andare.
[4:14] Fatica a lasciare andare quel pensiero, quell'idea,
[4:16] quell'emozione, eccetera. Ora seguitemi fino alla fine
[4:20] perché comprendere questo passaggio ci aiuterà a capire
[4:24] come funziona la psicologia umana, come funziona la
[4:27] sofferenza umana e come e perché noi continuiamo ad alimentarla,
[4:32] spesso senza farlo apposta. Ora i motivi per i quali
[4:36] facciamo fatica a lasciare andare possono essere molti.
[4:40] Forse il più grande filosofico di tutti è punto il tema
[4:44] dell'impermanenza, cioè il fatto che tutto scorra, che ha origine
[4:48] buddiste nell'Oriente, ma anche da noi in Occidente con Eraclito
[4:52] ti ricordi? Ma le tracce più profonde le
[4:55] hanno lasciate appunto i dettami del buddismo, perché il nostro
[4:58] Eraclito ci ha lasciato solo dei piccoli pezzi.
[5:01] Dei frammenti e i buddisti hanno ripetuto per millenni una frase
[5:06] bellissima, aniccia tutto scorre, tutto impermanente e
[5:10] dunque lascia andare, non ti attaccare, lascia andare.
[5:16] Ma ovviamente questo discorso è bellissimo, ma non è che spieghi
[5:20] più di tanto. Potrebbe spiegare l'origine
[5:22] della sofferenza, ma non racconta come mai tendiamo ad
[5:25] attaccarci alle cose, perché il nostro cervello deve fare così.
[5:30] Bene, la nostra mente, o meglio il nostro cervello, è progettato
[5:34] per risolvere i problemi ricercando differenti soluzioni
[5:38] all'infinito. E sì, e quando qualcosa che gli
[5:42] si pone davanti assomiglia a un problema, assomiglia ad una
[5:46] domanda, ecco che il nostro cervello fa fatica a resistere.
[5:51] Non mi credi? Beh, facciamo un piccolo
[5:53] esperimento insieme. Prova ad ascoltare questa
[5:56] domanda senza rispondere. Prova davvero ad inibire la
[6:00] risposta dentro di te, quanto fa 5+7 non rispondere.
[6:05] Oppure qual è la capitale della Francia?
[6:08] Mi raccomando non rispondere. Lo so, è ridicolo perché
[6:13] scommetto che dentro di te hai risposto anche se ti ho chiesto
[6:16] di non farlo. E Beh, Jenna, questa è vecchia,
[6:19] l'ho fatto proprio perché mi hai detto di non farlo.
[6:23] Non esattamente. Lo hai fatto perché il tuo
[6:26] cervello non può fare a meno di lasciare una risposta
[6:29] inesaudita, una risposta senza risposta, o perlomeno fa molta,
[6:34] molta fatica a farlo. Se a questo aggiungiamo che il
[6:38] nostro cervello per muoverci, per muovere il nostro corpo nel
[6:41] mondo, ha bisogno di una forte dose di sicurezza e di
[6:45] convincersi di essere sicuro anche se le cose non sono
[6:48] proprio così sicure. Ecco che tenta costantemente di
[6:51] dare senso alla realtà esterna. E questo tentativo di dare senso
[6:55] alla realtà esterna è un po' come un cercare di rispondere
[6:59] costantemente a delle domande. E per fare questo si pone anche
[7:03] domande su cose di cui non c'è la risposta, come ad esempio
[7:08] cosa ci faccio io su questo pianeta?
[7:10] Che senso ha la vita? Perché quella persona si è
[7:13] vestita in quel modo ridicolo? Ecco cose del genere.
[7:16] Dunque il nostro cervello è una macchina che risolve problemi,
[7:20] dà senso per tranquillizzarsi e dare certezza alla vita e cerca
[7:24] di riconoscere costantemente delle ricorrenze per risparmiare
[7:28] energia. Abbiamo visto tante volte questo
[7:31] fenomeno e questi meccanismi nelle puntate di psinel in
[7:34] particolare, uno di questi è quello dell'illusione della
[7:37] conoscenza, cioè il fatto che noi ci muoviamo in un mondo.
[7:41] Come se lo conoscessimo, ma in realtà non lo conosciamo proprio
[7:44] così bene e lo facciamo da millenni.
[7:46] Come mai è importante comprendere questi meccanismi
[7:50] prima di vedere da vicino l'azione vera e propria?
[7:53] Di lasciare andare, perché la maggior parte della gente quando
[7:56] sente parlare di queste cose pensa, Ah vabbè, ma io che cosa
[8:00] ho bisogno? Io non ho bisogno di lasciare
[8:02] andare solo le persone ossessive che si concentrano troppo sulle
[8:06] cose devono lasciare andare. Ma la verità è che tutti quanti
[8:11] possiamo trarre beneficio dalla questa psicologia del lasciar
[8:15] andare. E dunque in realtà non conta
[8:18] quanto sei bravo o sei bravo a farlo, ma possiamo tutti
[8:21] migliorare in questo ambito, iniziando a comprendere che cosa
[8:24] è utile lasciar andare la cosa, non è utile lasciar andare.
[8:28] Iniziando a comprendere il mondo dell'accoglienza e
[8:31] dell'accettazione che, come abbiamo visto tante volte, non
[8:35] significa arrendersi, ma significa riconoscere che le
[8:38] certe cose sono in un certo modo e che a volte possiamo
[8:41] cambiarle, ma altre volte dobbiamo accettarle.
[8:45] In questo preciso momento, mentre registro questa puntata,
[8:48] nel mio quartiere tutto intorno stanno tagliando dei cancelli
[8:51] per mettere i bidoni della differenziata e sotto casa mia
[8:54] c'è un inferno di seghe circolari che tagliano metallo.
[8:59] Posso farci qualcosa? Beh, potrei urlare dalla
[9:01] finestra, ma credo che servirebbe a poco.
[9:04] Potrei prendere un'altro momento in cui registrare il podcast.
[9:07] Sì, però voglio registrarlo adesso, quindi non ci posso fare
[9:10] niente. E dunque quando parte quella
[9:13] sega lascio andare. Per fare questa cosa, ragazzi,
[9:18] devo riconoscere molte cose. Devo riconoscere che sono stato
[9:21] io a scegliere di registrare la puntata in questo momento, che
[9:24] non è stato il dottore a consigliarmelo e devo anche
[9:28] accettare il fatto che avendo fatto questa scelta devo
[9:31] comunque sopportare il rumore dei lavori all'esterno.
[9:35] Tutte queste cose qui hanno a che fare con la nostra vita e
[9:39] cercherò di dimostrartelo. Dunque il nostro cervello non è
[9:43] stupido, non è scemo e si fissa sulle cose.
[9:46] Quelli sono meccanismi di difesa, sì, ma difesa da che
[9:49] cosa? Perché devi fare in quel modo
[9:51] lì? Perché ti devi attaccare alle
[9:53] cose? Beh, sono difese da molte cose.
[9:55] La prima difesa è verso quell'illusione della
[9:58] conoscenza, il fatto che ci muoviamo in un mondo che in
[10:00] fondo non possiamo conoscere al 100% e poi da alcuni Stati di
[10:06] consapevolezza che non ci piacciono.
[10:08] Il primo. E la consapevolezza che non
[10:11] possiamo controllare tutto. Pensa, non sei neanche riuscito
[10:15] a controllare la tua mente quando ti ho detto qual è la
[10:17] capitale della Francia a meno che tu non 6 1 alieno.
[10:20] Probabilmente hai pensato immediatamente alla risposta che
[10:23] è Londra. No, sto scherzando.
[10:26] Quindi sì. La cosa che dobbiamo capire è
[10:29] che non possiamo capire un sacco di cose, ma soprattutto non
[10:32] possiamo controllarle. E che le due meno controllabili
[10:37] sono paradossalmente opposte tra di loro.
[10:41] La prima cosa che non possiamo controllare sono le persone, le
[10:44] altre persone, anche le persone molto vicino a te, anche i tuoi
[10:48] figli. Non puoi controllarli mai al
[10:50] 100%? Sì, a meno che non abbiano un
[10:52] anno e siano nella culla accanto a te, ma anche lì non puoi
[10:56] controllarlo al 100%. E Beh Jenna, ma è abbastanza
[11:00] semplice, questo lo sappiamo bene che non possiamo
[11:02] controllare gli altri. Sì, è vero, ma Dimmi, quante
[11:06] volte ti è tornato in mente proprio quando cercavi di
[11:08] convincere un tuo amico a fare qualcosa che non voleva fare, a
[11:11] convincere tuo figlio, tua moglie, tuo marito a fare
[11:14] qualcosa che non voleva fare e ti sei distrutto, distrutta nel
[11:18] tentativo di cercare di regolare le sue emozioni, di regolare il
[11:22] suo Stato interno, ma non ci sei riuscito.
[11:25] La seconda cosa che possiamo o meno controllare,
[11:27] paradossalmente è all'opposto della prima che abbiamo visto,
[11:30] non sono gli altri. Non è qualcosa al di fuori di
[11:33] noi, ma è qualcosa dentro di noi, è la nostra interiorità,
[11:37] sono i nostri contenuti mentali, le nostre emozioni, i nostri
[11:41] pensieri. Ebbene sì, non possiamo
[11:44] controllarli al 100%. Ma per quale motivo non si
[11:48] dovrebbe poter controllare il pensiero e le emozioni?
[11:51] Sai che quando racconto questa cosa persone poco consapevoli mi
[11:54] guardano come se fossi un alieno?
[11:56] Beh, la verità è che la maggior parte dei nostri pensieri o
[11:59] contenuti interiori, comprese le emozioni e sentimenti, oltre ad
[12:03] essere naturalmente inconsapevoli perché derivano da
[12:06] processi biologici, psichici e da memorie che ci precedono, non
[12:11] ci precedono in senso di vite passate, ma nel senso che il
[12:15] nostro passato ci ha in un. In che modo determinato?
[12:18] Ma anche questo è un parolone. Ascolta la puntata precedente.
[12:21] Ecco, tutto questo meccanismo meraviglioso è in realtà un
[12:25] servo meccanismo che fa previsioni sul mondo.
[12:29] I tuoi contenuti interiori, che sono meravigliosi, profondi,
[12:33] giganteschi, dai quali nasce la poesia, l'invenzione,
[12:36] l'immaginazione, sono anche una semplice macchina.
[12:40] Per muoverti nel mondo sono un navigatore.
[12:43] Quando confondiamo le due cose quando confondiamo la
[12:46] famosissima mappa per il territorio, succedono Casini.
[12:49] Quando inizi a credere che quella tua profondità interiore
[12:53] rispecchi perfettamente la realtà, ecco che perdi
[12:56] completamente il controllo. Inizi a credere di poter
[12:59] controllare, di poter trattenere, di poter gestire ciò
[13:03] che non puoi gestire. Ed è proprio in quel momento che
[13:06] lasciare andare ti cambia la vita.
[13:09] Queste cose qui i ragazzi non sono limiti, ma sono
[13:12] superpoteri. La capacità di fissarci sulle
[13:15] cose, di attaccarci ad un pensiero, è utile in determinati
[13:18] contesti, ma in altri contesti può essere devastante.
[13:22] Esattamente come poco fa non potevi esimerti da rispondere
[13:26] alla mia domanda, non puoi smettere di continuare a fare
[13:29] previsioni sul mondo o cercare di prevedere cosa accadrà tra un
[13:32] istante. Se io dico rosso di sera, tanto
[13:37] va la gatta al largo che. Lo so che uno dice vabbè, ma
[13:41] questi sono proverbi. Genna è logico, ma in realtà
[13:44] succede anche in questo momento. Non ho neanche bisogno di dirti
[13:50] come finiscano queste frasi perché il tuo cervello le
[13:54] termina per me. Dunque com'è che mi ha fatto
[13:56] capire queste cose? Beh, un po' attraverso la
[13:58] ricerca, ma soprattutto l'osservazione sistematica della
[14:01] propria mente da parte delle persone che praticano
[14:04] meditazione da millenni. Imparare ad osservare i propri
[14:07] pensieri per ciò che sono, quindi sono previsioni sul
[14:10] mondo, non realtà granitiche da seguire, è qualcosa che
[14:14] spaventa. Ed è per questo che nelle
[14:16] tradizioni orientali spesso si parla di dissoluzione, dell'ego,
[14:20] dissoluzione del Sé. Nasce tutto da qua.
[14:23] Ovviamente per alcune persone ciò che ho appena detto è
[14:27] liberatorio. Ah, finalmente qualcuno che mi
[14:29] dice che le cose brutte che penso di me stesso e del mondo
[14:33] non sono la realtà posso lasciarle andare, oppure
[14:37] potrebbe essere più opprimente. Bravo ora mi hai tolto anche la
[14:40] certezza dell'unica cosa che avevo, il mio pensiero.
[14:43] Allora che cosa direbbe Cartesio del Cogito ergo sum?
[14:48] Potremmo parlare per ore di questa differenza, OK, ma
[14:51] lasciamo lì. Cartesio, per un attimo.
[14:53] È ovvio che quando parliamo di queste cose dobbiamo sempre
[14:57] tenere gli occhi sulla complessità.
[14:59] E, come spero di averti detto molte volte, la complessità non
[15:03] è mai bianca o nera. Ci sono dei momenti in cui è
[15:07] utile tenere a mente qualcosa, aggrapparti a qualche idea,
[15:10] tenerla stretta. Come quando un'idea durante un
[15:13] momento difficile, ci motiva, ci sprona ad alzarci.
[15:16] Oppure quando e quando dobbiamo tenere a mente alcune regole per
[15:20] poterci muovere in un ambiente nuovo?
[15:22] Quando qualcuno ci dice, Guarda che qui non puoi mai dire
[15:24] sgadabaut e tu devi stare attento a non dire mai.
[15:29] Tuttavia, dalla mia esperienza e da quella di un sacco di persone
[15:32] che hanno praticato. La meditazione, una mente saggia
[15:36] e una mente che è in grado di non identificarsi con nulla o
[15:39] perlomeno di accorgersi delle identificazioni o come direbbero
[15:43] gli antichi saggi. E come l'acqua che si adatta ad
[15:47] ogni superficie. Questa è una bella frase, ma
[15:49] come ti ho già raccontato, noi ci attacchiamo a tutto, perché
[15:53] il nostro cervello è una macchina per risolvere problemi.
[15:57] E cosa fa? Cerca di risolvere, cerca di
[15:59] controllare, cerca di capire, di comprendere.
[16:03] Quindi meno riusciamo a risolvere, meno riusciamo a
[16:05] controllare e comprendere e più il nostro cervello soffre, resta
[16:09] come acceso, non la smette di continuare a pensare a quelle
[16:12] cose. Siamo convinti, in fondo, che
[16:16] l'unico modo per farlo smettere sia controllare, comprendere e
[16:19] risolvere. Ma non è proprio così.
[16:22] Questo tipo di pensiero è spesso dovuto a quelle che Giorgio
[16:25] Nardone chiama domande indecidibili come chi sono io?
[16:29] Che senso ha la vita? Qual è il mio vero ruolo in
[16:33] questo universo? Tutte domande bellissime a cui
[16:36] si può anche cercare di rispondere.
[16:38] Ma sempre meglio farlo in modo filosofico, sapendo che sono
[16:42] domande filosofiche che non hanno una risposta fissa, che
[16:45] sono complesse, dove non esiste il bianco e nero è ancora
[16:49] meglio. Poi se lo facciamo con carta e
[16:51] penna, sì. Hai capito bene.
[16:54] Perché utilizzare carta e penna? Perché scrivere blocca il
[16:57] processo? Stocastico di continua ricerca
[17:00] di alternative e nuove soluzioni?
[17:02] Sembra una parolaccia. Stocastico significa il processo
[17:06] probabilistico, il continuare a cercare continue soluzioni.
[17:11] Ma quando le metti su Carta non è +1 pensiero stocastico
[17:14] probabilistico, CE l'hai lì davanti e devi continuare da
[17:18] quella base che hai fissato. Ovviamente questa cosa della
[17:22] scrittura non funziona solo con le domande metafisiche, ma anche
[17:25] con domande molto più semplici come mio figlio mi vuole davvero
[17:29] bene? I miei amici mi stimano?
[17:31] Oppure in realtà gli sto un po' antipatico?
[17:34] Nuovamente? Quando tu ti poni questa domanda
[17:37] Stai cercando una risposta fissa, bianco e nero, ma è ovvio
[17:40] che in certi momenti potresti stare sulle palle ai tuoi amici.
[17:44] In certi momenti tuo figlio potrebbe odiarti e anzi è del
[17:48] tutto normale che sia così. Nel momento in cui impariamo a
[17:52] lasciare andare a riconoscere e ad accogliere, invece che
[17:55] controllare, capire e cercare di, diciamo così, chiarire,
[17:59] risolvere qualsiasi cosa, ecco che all'improvviso scopriamo che
[18:02] il mondo non è bianco e nero, che il mondo può contenere
[18:06] tutto, che tu puoi contenere tutto, tu contieni moltitudini.
[18:11] Dunque il tutto parte da un processo di consapevolezza e di
[18:14] accettazione e dal riconoscere quando ci incastriamo.
[18:19] Questo fraintendimento spesso nasce anche in chi deve iniziare
[18:23] a praticare la meditazione, chi medita alle prime armi è
[18:26] convinto che la mente debba diventare gradualmente limpida,
[18:30] precisa, senza più quel frastuono dentro di sé.
[18:34] E dunque una persona che medita dovrebbe piano piano liberarsi,
[18:38] diventare vuota. Beh, in realtà quelle
[18:41] distrazioni, quel frastuono, non solo sono sempre più presenti,
[18:45] ma via via che meditiamo aumentano.
[18:48] Perché non ti eri mai accorto di quante previsioni facesse la tua
[18:52] mente? La pratica di meditazione e di
[18:54] consapevolezza che quella che ci serve per lasciar andare non
[18:58] consiste nel fare il vuoto mentale di liberarti dei
[19:01] pensieri, ma consiste invece nell'accorgerci che tendiamo
[19:05] costantemente a perderci tra i pensieri.
[19:08] Ed infatti il vero esercizio della meditazione non è restare
[19:12] nel presente, ma accorgerti di non esserci più.
[19:16] Se un mio allievo arriva e mi dice che riesce a fare 20 minuti
[19:19] senza mai distrarsi, o quella persona è Buddha reincarnata,
[19:23] oppure semplicemente non è sufficientemente consapevole da
[19:27] accorgersi delle distrazioni. Perché?
[19:29] Perché si fissa sulle cose invece di osservarle.
[19:33] Questa è la differenza tra dei tipi di meditazione, dove ci
[19:36] dobbiamo concentrare così tanto che il mondo esterno.
[19:38] Per non svanisce. E la pratica invece della
[19:41] consapevolezza piena, dove noi invece osserviamo tutto cercando
[19:45] di osservare ogni cosa che capita, anche se pure
[19:48] quell'osservazione è limitata, non è che possiamo osservare
[19:51] tutto, tutto, tutto. Anche qui non è bianco e nero.
[19:55] Dunque, quindi in realtà la meditazione è una specie di
[19:58] psicologia del riconoscimento di che cosa accade dentro di te,
[20:02] del riconoscere di esserti incastrato.
[20:05] E per farlo devi accettare anche quella sofferenza, perché sì, è
[20:09] brutto, perché sembra il fallimento, o meglio, è il
[20:12] fallimento della mente che. Invece di restare dove l'avevi
[20:16] cercata, di puntare, se ne va altrove.
[20:18] Ed è in quel momento che devi essere gentile e riconoscere.
[20:22] Devi imparare che quel movimento è del tutto naturale.
[20:26] E quando impari a riconoscere quel movimento naturale di
[20:29] incastrarti nelle cose, paradossalmente impari a
[20:33] riconoscerlo più velocemente e più rapidamente.
[20:36] Riesci a disincastrarti da quelle cose.
[20:39] Non si tratta semplicemente di accorgerti che ti sei incastrato
[20:42] e basta, ma si tratta di diventare consapevole accogliere
[20:45] e di che cosa ti ha bloccato, non inteso come riconoscimento
[20:49] profondo di del motivo che ti ha bloccato.
[20:53] No, no, no, no, semplicemente di accorgerti che non sei più nel
[20:57] presente, che qualcosa TI sta ostacolando, magari in questo
[21:00] momento ti sta ostacolando l'idea di che cosa devi
[21:03] preparare per cena e non ti fa più ascoltare con attenzione le
[21:07] mie parole, te ne accorgi e già in.
[21:09] Quel momento lì puoi lasciarlo andare.
[21:12] Quindi meno siamo consapevoli e più l'eventuale tentativo di
[21:16] lasciare andare sarà una reazione di stizza, di fuga.
[21:19] Non voglio restare incastrato, invece le cose non funzionano in
[21:23] questo modo, imparare a lasciare andare dentro di noi e fuori di
[21:27] noi. Imparare a lasciare andare le
[21:29] cose più difficili, le relazioni, ciò che non possiamo
[21:32] davvero controllare, un po' come ci avevano già detto gli stoici.
[21:36] Imparare a distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che
[21:40] non possiamo controllare e soprattutto essere complessi
[21:45] nella mente e soprattutto renderci conto che non esistono
[21:48] risposte bianche o nere, non esiste un lasciar andare al
[21:51] 100.000%. E invece un trattenere al
[21:54] 100.000%. Ma esiste sempre una via di
[21:57] mezzo, ogni volta che puoi imparare a lasciare andare
[22:00] soprattutto ciò che non puoi controllare, lo ripeto, i due
[22:03] estremi, la tua interiorità, cercare di gestire le tue
[22:06] emozioni, i tuoi pensieri o le reazioni altrui.
[22:10] Ti incastri e soffri. Nel momento in cui impari a
[22:13] lasciare andare i tuoi pensieri perché sai che sei abbastanza
[22:16] grande da poterli contenere tutti, anche i più brutti che
[22:20] fai? Nel momento in cui impari a
[22:21] lasciare andare le reazioni degli altri perché sai che tanto
[22:25] gli altri non potrai controllarli e solo lasciandoli
[22:28] andare potranno crescere, diventare maturi, imparare dal
[22:31] mondo. Ecco che quando impari a
[22:33] lasciare andare queste due cose, la tua vita cambia.
[22:36] Lascia andare. Queste cose lascia andare i tuoi
[22:40] pensieri. I tuoi contenuti interiori, ti
[22:43] assicuro, sono innocui, anche se di tanto in tanto ti presentano
[22:47] scenari terribili. Se fanno così usa la nostra
[22:50] scrittura espressiva dagli appuntamento e scrivili su
[22:54] carta. In questo modo gli impedirai di,
[22:57] diciamo così, proliferare esageratamente.
[23:00] Oppure al contrario, se 6 1 persona che tende a controllare
[23:03] molto il comportamento degli altri dagli una pausa dai una
[23:07] pausa a te stesso. Messo a te stessa e a quelle
[23:09] persone prova a controllarle di meno nelle prossime settimane,
[23:14] anche se ti sembra importantissimo controllare, non
[23:17] so lo stato emotivo del tuo collega perché poverino, è così
[23:21] triste e abbatte tutto il team. Lascia che provi le sue
[23:26] emozioni. Ora, cosa può bloccare questo
[23:29] processo a parte l'inconsapevolezza altri
[23:32] meccanismi particolari? Il primo è il giudizio negativo.
[23:37] Quando lasciamo andare, ad esempio, vediamo nostro figlio
[23:39] in difficoltà coi compiti. Da un lato sappiamo che aiutarlo
[23:43] potrebbe alleviargli il carico, ma dall'altro sappiamo che non
[23:47] lo aiuterà a capire meglio, non lo aiuterà a comprendere, non
[23:51] gli farà fare quel piccolo sforzo.
[23:53] Ovvio, se venisse lui e avesse davvero difficoltà dobbiamo
[23:56] aiutarlo, ma come ci aveva? Già detto vygotskij, dobbiamo
[24:00] lasciare quello spazio di crescita prossimale se vogliamo
[24:04] che il figlio cresca, cioè dobbiamo aiutarlo, ma non così
[24:07] tanto da fare i compiti per lui. Oppure, tornando al nostro
[24:11] collega che è arrabbiato in ufficio, se noi non c'entriamo
[24:14] niente, lo so che non è bello sentire un collega arrabbiato,
[24:18] ma lascia che sia arrabbiato perché ogni tuo tentativo di
[24:22] gettare acqua su quella rabbia probabilmente diventerà benzina
[24:26] che alimenterà ancora di più la rabbia e non solo si arrabbierà
[24:30] ancora di più, ma infetterà anche te e le persone intorno a
[24:34] te con la sua rabbia. Lascia che sia arrabbiato.
[24:39] Ovviamente ragazzi nuovamente bianco e nero.
[24:42] E chiaro che si è arrabbiato dai pugni testate contro il muro, lo
[24:46] aiutiamo e lo fermiamo nuovamente.
[24:48] Non è tutto niente, ma è nuovamente nella complessità di
[24:52] un grigio sfumato. Allora ragazzi, devo dirvi che
[24:56] questa puntata ha altre tre pagine che dovrei leggere e
[24:59] quindi cerco di fermarmi qui, ma fatemi sapere se volete che
[25:02] approfondisca ulteriormente questa tematica.
[25:05] Non so se lo sapete, ma ultimamente Mel Robbins, che è
[25:08] un'autrice che, devo dire la verità, non mi fa impazzire per
[25:11] niente, ha scritto un libro e me lo sono ascoltato.
[25:14] È stato anche molto carino. Ho tratto qualche spunto dalle
[25:17] sue idee che ovviamente traggono spunto da milioni di altre idee
[25:21] di cui abbiamo già discusso nel passato, ma li ha messi giù in.
[25:25] Talmente semplice e talmente intuitivo che ho deciso di
[25:28] citare il suo libro che si chiama La teoria del lasciare
[25:31] andare che non è sua. Voglio ripeterlo, ci sono
[25:35] millenni e tanti maestri che hanno parlato, ma è bene
[25:39] raccontarvi da dove prendo ispirazione.
[25:41] E per darvi la prova del fatto che l'ho pensata molto prima
[25:46] della nostra cara amica Mell, vi basta fare un giro su psined.
[25:49] Beh, Jenna lascia andare. Questa cosa che vuoi far vedere
[25:53] che sei il primo va bene, lascio andare, lascio andare.
[25:56] OK, dopo questo piccolo teatrino un po' schizofrenico, come al
[26:00] solito, bando alle ciance e vediamo alcuni consigli su come
[26:04] lasciare andare primo consapevolezza e
[26:17] metacognizione aniccia. Ripeti dentro di te che tutto è
[26:22] in continuo cambiamento, come dicono i buddisti a niccia,
[26:26] tutto scorre, tutto prima o poi finisce.
[26:29] Le cose belle, ma anche le cose brutte.
[26:32] L'importante è fare questo a niccia questo lascia andare e
[26:35] ripetertelo dentro di te. Non per scappare via dalle cose
[26:39] brutte, quindi rispettando il gioco delle sensazioni, ma
[26:43] invece per renderci conto, per aumentare la meta consapevolezza
[26:47] sul fatto che tendiamo ad incastrarci.
[26:49] Ah, un'altra puntata che dovresti ascoltare, se non l'hai
[26:52] mai fatto, sono tutti gli episodi sul gioco delle
[26:54] sensazioni, per comprendere fino in fondo ciò che ti sto dicendo
[26:58] oggi. Secondo, ferma il rumore dentro
[27:03] di te quando ti accorgi che un pensiero continua a girare.
[27:07] E continua a cercare soluzioni, continua a cercare pattern.
[27:10] Ecco, dagli appuntamento prendi carta e penna e scrivilo non
[27:14] serve per capirlo, risolverlo, comprenderlo, ma serve per
[27:18] fargli smettere di continuare a ricercare soluzioni.
[27:22] Serve per. Prendere quel piccolo spazio che
[27:24] ti consenta di capire che lui può anche continuare a cercare
[27:28] la sua soluzione. L'importante è che non ti
[27:31] blocchi. L'importante è che se ne vada
[27:33] completamente in background mentre tu vivi la tua vita,
[27:37] mentre tu fai le cose importanti che ti avvicinano a ciò che per
[27:41] te è davvero rilevante in quel contesto.
[27:45] Terzo, allena la consapevolezza del non controllo.
[27:50] Ricorda che le due cose più difficili da controllare sono
[27:53] gli altri e i tuoi Stati interni.
[27:55] Invece di combattere questa realtà, prova ad osservarla, è
[27:59] come andare in palestra. All'inizio brucia, ma quella
[28:02] sofferenza buona è ciò che ti fa crescere.
[28:05] Impara a lasciare andare l'idea di volerti sentire in un qualche
[28:08] modo la gestione dei tuoi contenuti interiori e impara a
[28:11] lasciare andare le emozioni delle persone e le azioni delle
[28:16] persone intorno a te, anche dei gruppi intorno a te.
[28:18] È bello quando Mel Robbins dice, vabbè, anche se i miei amici
[28:22] ogni tanto non mi invitano a pranzo a fare una roba, ma
[28:25] lasciali fare. Lo so cosa stai pensando, no?
[28:27] Se i miei amici non mi invitano? No, perché te lo ripeto, siamo
[28:31] adulti. La realtà è sfumata.
[28:33] Ad alcuni amici sei iper simpatico in certi momenti e ad
[28:37] altri amici non sei così simpatico come in quei momenti.
[28:42] E prima accetti e comprendi questa complessità della vita e
[28:46] più velocemente puoi lasciare andare e prenderti lo spazio per
[28:50] te, perché nel momento in cui lasci andare queste cose,
[28:53] recuperi la possibilità di agire con il massimo delle tue risorse
[28:58] interiori. Quarto, distinguiamo il lasciar
[29:03] andare dal lasciar perdere. Lasciar andare non è abbandonare
[29:07] tutto, ma liberarsi solo di ciò che ci blocca.
[29:10] Se un'idea è importante, tornerà, se invece ti impedisce
[29:13] di agire, allora si lasciala andare.
[29:15] Se un'idea è troppo figa perché ti è venuta in mente una cosa
[29:19] troppo figa, continua a tornarti in mente scrivila.
[29:22] Scrivi, hai paura che di Dimenticartela Scrivila sul tuo
[29:24] cellulare? Io lo faccio tutti i giorni,
[29:27] funziona benissimo, è come avere una memoria di lavoro a parte il
[29:31] tuo cellulare. Mi è venuta un'idea eccezionale
[29:34] durante una situazione anche importante nella pausa.
[29:37] Nella prima pausa mi fermo, la scrivo così smetto di cercare di
[29:40] ripetermela per continuare a ricordarla o viceversa.
[29:45] C'è una cosa che voglio risolvere a tutti i costi, non
[29:47] ci riesco in quel momento. La metto da parte, se davvero
[29:51] importante tornerà e poi la sera le darò appuntamento e ci
[29:55] scriverò. Probabilmente mi ha già sentito
[29:57] parlare di queste tecniche. Queste tecniche ragazzi
[30:00] funzionano. Io e i miei colleghi le usiamo
[30:03] sulle persone vere, noi non siamo lì a scrivere libri e a
[30:07] sperare che questi libri convincano le persone a
[30:09] migliorare. Noi cerchiamo quotidianamente,
[30:12] chi più o chi meno, di agire fisicamente sulle persone
[30:16] cercando di farle sentire meglio e vi posso.
[30:19] Assicurare che questa faccenda funziona davvero.
[30:22] Nel momento in cui smetti di cercare di controllare
[30:25] ossessivamente come ti senti, le emozioni che provi e come si
[30:29] sentono gli altri, la tua vita cambia, mi raccomando.
[30:33] Quindi prova queste tecniche e scommetto che probabilmente, se
[30:37] ne avevi bisogno, anche semplicemente il sentirmi dire.
[30:40] Lascia andare, ti fa sentire meglio.
[30:43] Quindi scrivimi qui, magari tra i commenti che Cosa ne pensi?
[30:47] Facci sapere la tua opinione su questa cosa importantissima da
[30:51] lasciare andare, che è un'abilità che va coltivata
[30:55] attraverso la consapevolezza, l'accettazione e la capacità di
[30:59] distinguere ciò che possiamo gestire da ciò che non possiamo
[31:03] gestire. Bene, ti ringrazio per avermi
[31:07] seguito fino a qui. Mi raccomando se ti è piaciuta
[31:09] questa puntata, se ti piace il mio lavoro, iscriviti a questo
[31:13] canale. Ti ricordo che per discutere
[31:15] direttamente con me di tutte queste faccende, tutti i giovedì
[31:18] mattina verso le 10 del mattino facciamo una live gratuita dove
[31:23] rispondo a tutte le vostre domande.
[31:26] Bene, Detto questo ti auguro una splendida giornata.
[31:29] Ci sentiamo la settimana prossima un saluto da Gennaro
[31:33] Romagnoli di ipsinel.comelifhoology.it.

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