# 646- Noi contro Loro: il bias invisibile che governa le tue decisioni

An episode of [Il Podcast di PsiNel](https://invisiblenetwork.ai/podcast/788141885), 19 Jul 2026, 24 min.

Audio: https://anchor.fm/s/10305da44/podcast/play/123030448/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2026-6-19%2F96e1bd40-024b-7ff6-f7ff-d42901d50bf6.mp3

Chiunque abbia mai approcciato il mondo della psicologia conosce l’effetto “noi contro loro”. E’ un bias che ci porta a sopravvalutare la bontà delle azioni, dei pensieri e dei valori del nostro gruppo di appartenenza. E ha sottovalutare quella dei gruppi che non ci rappresentano… non possiamo fare a meno di farlo, ecco perché dobbiamo discuterne. Sta agendo anche in questo preciso momento… Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00 AM del 21/07/26) https://psinel.com/il-bias-del-noi-contro-loro-perche-dividiamo-il-mondo-in-fazioni-una-legge-psicologica/ Vuoi imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/ Iscriviti alla Newsletter https://psinel.com/re-iscrizione-alla-newsletter/ Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/ Music by Maksym Malko from Pixabay

## Transcript

[0:00] Esiste un effetto psicologico che quasi tutti gli appassionati
[0:03] della materia hanno incontrato, ma la maggior parte di essi lo
[0:07] anche ignorato, come se fosse un semplice effetto mentale.
[0:13] In realtà questo fenomeno permea ogni nostra interazione, ogni
[0:17] nostra decisione, ogni nostro giudizio su noi stessi e sugli
[0:21] altri. Sto parlando dell'effetto ingrup
[0:25] e out Group. Benvenuto su csinel, il primo
[0:30] Podcast italiano dedicato alla psicologia e alla crescita
[0:33] personale, con Gennaro Romagnoli.
[0:36] Ciao e Benvenuti alla 600 quarantaseiesima puntata del
[0:40] nostro podcast, all'interno della quale vediamo uno degli
[0:43] effetti psicologici più potenti e pervasivi della nostra
[0:47] esistenza, talmente tanto evidenti da dimenticarcene e
[0:52] conoscerlo. Riconoscerlo può cambiare
[0:55] letteralmente il nostro modo di interagire con noi stessi e con
[0:59] gli altri. Oh, eccoci arrivati alla nostra
[1:11] 600 quarantaseiesima puntata. Se sei qua per la prima volta io
[1:15] mi chiamo Gennaro Romagnoli, sono uno psicologo
[1:17] psicoterapeuta e da oltre 10 anni ti parlo di psicologia
[1:21] divulgo, la psicologia, le neuroscienze e la crescita
[1:25] personale. Dunque, se.
[1:27] Questi argomenti ti fanno battere il cuore, sei nel posto
[1:30] giusto e come sempre, prima di iniziare, lasciate che dia
[1:33] spazio allo sponsor di questo podcast che siamo ovviamente
[1:38] sempre noi. Pensa un secondo ad una persona
[1:42] a cui vuoi molto bene, ad esempio un amico, tuo figlio, un
[1:46] genitore, il tuo partner. Ha in mente questa persona?
[1:50] Bene, ora pensa se riuscissi a voler bene a te stessa OA te
[1:54] stesso anche solo la metà di quanto vuoi bene a questa
[1:57] persona, a queste persone, va bene, facciamo anche solo un
[2:01] quarto, che ne dici? Immagina di provare per te
[2:04] stesso e per te stessa anche solo un quarto dell'affetto che
[2:08] provi verso questa persona. Come ti sentiresti?
[2:12] Come cambierebbe il rapporto che hai con te stessa e con te
[2:15] stesso? Cosa?
[2:17] Sarebbe diverso nelle tue giornate.
[2:20] Pizza e che puoi migliorare il rapporto che hai con te stesso e
[2:24] con te stessa e volerti più bene attraverso una buona dose di
[2:28] self love, cioè di amore per te stesso, di amor proprio.
[2:34] Ho creato un percorso di 30 giorni che ti guida verso
[2:38] l'amore verso te stesso. Se vuoi dargli un'occhiata, puoi
[2:41] trovare il link in descrizione oppure sul sito www.sinel.com.
[2:47] E ora torniamo alla puntata di oggi, no?
[2:51] Non stavo esagerando, non era una sparata quella
[2:54] dell'introduzione per farti ascoltare la puntata?
[2:56] È davvero così? L'effetto in Group e out Group o
[3:00] noi contro loro, è uno dei più presenti in assoluto nelle
[3:04] nostre vite e quando una cosa è così presente tende a diventare
[3:08] invisibile, ad influenzare il nostro modo di prendere
[3:11] decisioni e addirittura di vedere il mondo in modo
[3:15] sotterraneo, senza. Rendercene conto.
[3:19] In caso fossi qui per la prima volta o non ne avessi mai
[3:22] sentito parlare, cercherò di spiegartelo nel modo più
[3:25] semplice e rapido possibile, ma prima della sua definizione
[3:29] lascia che ti racconti una cosa molto importante.
[3:32] Questo effetto, così come tanti altri effetti psicologici,
[3:35] possiamo farlo rientrare tranquillamente in una
[3:38] definizione molto forte, quella di legge psicologica.
[3:43] Sì, perché così come esistono leggi della fisica, della
[3:46] chimica, devi sapere che esistono delle leggi.
[3:50] In psicologia. Solo che per la loro difficoltà
[3:53] di studio, riproduzione e calcolo, mettiamola così, non
[3:57] vengono chiamate in questo modo. Ma devo dirtelo, nessuno sfugge
[4:01] a questi fenomeni, nessuno sfugge al fenomeno, noi contro
[4:05] loro, così come nessuno sfugge alla gravità.
[4:10] OK Gianna dai, raccontaci che cos'è in Group e out Group per
[4:13] le persone che non sanno di che cosa tu stia parlando?
[4:17] In altre parole, si tratta proprio della tendenza a
[4:20] dividere noi contro di loro nel momento in cui ci identifichiamo
[4:24] con il nostro gruppo, nel momento in cui scegliamo un
[4:27] nostro gruppo, una bandiera, una squadra, nel momento in cui si
[4:32] forma un noi, automaticamente si forma un loro.
[4:35] E non è solo una supercazzola logica.
[4:38] Davvero succede questo perché nel momento in cui si forma in
[4:42] noi. Il loro diventa da sfigati nel
[4:45] momento in cui io abbraccio la bandiera bianca, le bandiere
[4:48] nere fanno tutte schifo. E chi appartiene al mondo delle
[4:51] bandiere nere è purtroppo più lento, meno intelligente di chi
[4:55] invece appartiene alla bandiera bianca.
[4:57] E ovviamente chi appartiene alla bandiera nera pensa esattamente
[5:01] la stessa cosa delle persone che hanno la bandiera bianca.
[5:06] Tanti anni fa vivevo in Portogallo, ho vissuto in
[5:08] Portogallo per un periodo e mentre ero lì dovevo andare a
[5:11] prendere un panino. Questo panino veniva venduto in
[5:15] un luogo gestito da brasiliani e ovviamente in quel periodo io
[5:19] frequentavo una ragazza portoghese che in quel momento
[5:22] era ammalata. Così le chiesi, che tipo di
[5:25] panino vuoi? Lei mi fa una bella descrizione
[5:27] del panino, ci voglio dentro, questo, questo, quest'altro,
[5:30] ancora quest'altro. Ma mi raccomando, ricordati di
[5:33] dirgli di metterci il sale. E io certo non ti preoccupare,
[5:37] me lo ricorderò. Così me lo ripete 234 volte, la
[5:40] quinta volta la guardo, ascolta, ma perché insisti così tanto che
[5:43] io mi debba ricordare di dirle di metterci il sale?
[5:47] Lei mi guarda e mi dice, ma è normale perché sono brasiliani.
[5:51] Qualche settimana dopo vado ad una festa e così incontro un
[5:54] ragazzo molto simpatico che suonava la chitarra da paura.
[5:57] Mi metto a parlare con lui, chiacchieriamo un po in inglese,
[6:00] un po in un portoghese, diciamo così, fatto male e a un certo
[6:03] punto gli chiedo di dove sia e lui mi dice, Sono brasiliano,
[6:07] così ci mettiamo. L'area del Brasile e del
[6:10] Portogallo delle differenze e lui mi dice, Beh, ovviamente noi
[6:13] brasiliani siamo molto più svegli dei portoghesi.
[6:17] Insomma, avevo davanti due gruppi che di solito vivono
[6:21] molto vicini per molti motivi. Lo sappiamo che il Brasile è
[6:24] stata una colonia portoghese per anni, i quali credono di essere
[6:29] i migliori e pensano che gli altri, ovviamente di conseguenza
[6:32] siano i peggiori. Ora, chi ha ragione?
[6:35] Beh, ovviamente non lo sappiamo. Ciò che sappiamo è che.
[6:39] L'effetto ingrup out Group in azione.
[6:43] Ora, se ci pensiamo, questo effetto è del tutto naturale.
[6:46] Se seguipsi nel da tanto tempo sai che una delle paure più
[6:49] grandi, ancestrali dell'essere umano è proprio quello di non
[6:53] far parte di un gruppo. Perché se solo qualche secolo fa
[6:57] venivi ostracizzato, cioè allontanato dal tuo gruppo di
[7:00] pari rischiavi grosso rischiavi di non avere accesso alle
[7:04] risorse rischiavi di morire. E ancora oggi, quando vieni
[7:08] escluso da un gruppo, soffri terribilmente.
[7:11] Si attivano nel tuo cervello le stesse aree del dolore fisico e
[7:15] non solo. Come abbiamo visto
[7:16] nell'esperimento della palla magica, quando vieni escluso, la
[7:21] tua temperatura scende di 1 °, quasi a dimostrare la sofferenza
[7:27] del nostro corpo biologica nell'essere esclusi.
[7:31] E questo è una delle motivazioni per le quali noi ci
[7:34] identifichiamo con il nostro gruppo, che diventa il migliore.
[7:38] Noi vogliamo essere inclusi in quel gruppo, noi vogliamo farne
[7:43] parte e il farne parte è una delle sensazioni che ci fa
[7:47] sentire bene. Facciamo parte di quel gruppo di
[7:49] persone che tifano tutte quante quella squadra di calcio.
[7:52] Facciamo parte di quelle persone che ascoltano il podcast di
[7:56] Psinel. Sì, anche in questo momento sta
[7:59] agendo l'effetto. Ingrup e out Group.
[8:03] Immagina di essere qui per la prima volta.
[8:05] Non hai mai ascoltato una mia puntata, ma qualcuno che
[8:08] appartiene ad un'altro podcast gli ha detto, Ehi, dovresti
[8:11] ascoltare il podcast di psinel perché è davvero bello.
[8:14] Però per un qualche motivo tu ti identifichi, non lo so, con la
[8:17] scuola di un'altro podcast, di un'altro podcaster che fa
[8:19] esattamente quello che faccio io.
[8:21] Ecco, se sei qua per la prima volta, è probabile che tu veda
[8:25] quello che dico come banale, stupido, superficiale, perché
[8:28] devi tra virgolette? Giustificare il fatto che a te
[8:34] piaccia di più l'altro podcast, se tu sei qui con una forte
[8:39] identità tra virgolette diversa da quella degli yinellini in
[8:43] nome con il quale chiamo chi ascolta il mio podcast da tanti
[8:47] anni, ecco che probabilmente vedrai ascolterai le mie parole
[8:51] in un modo molto particolare, filtrato proprio da questo byas
[8:56] ingroup e out Group. La stessa identica cosa caripsi
[9:00] nellini sta accadendo anche a voi.
[9:02] Mi ascoltate da tanto tempo e iniziate a pensare che tutto
[9:06] quello che si dice qua dentro valga di più di tutto ciò che si
[9:09] dice là fuori. Ma ovviamente le cose non stanno
[9:12] così. Le cose non sono mai bianche o
[9:14] nere, solo che il nostro cervellino che ha bisogno di
[9:17] risparmiare energia in un modo devastante.
[9:20] Ad ora invece pensare che le cose siano bianche o nere.
[9:23] Ah. Finalmente ho scelto il podcast
[9:26] giusto, non devo cercarne altri, posso riposarmi questo che
[9:30] pensiamo. Finalmente ho trovato il gruppo
[9:33] giusto e non devo più identificarmi con altro.
[9:37] Quand'eri adolescente questa dinamica era enorme.
[9:41] Quand'eri adolescente questa dinamica era continuativa.
[9:44] Se mi metto quelle scarpe, se ascolto quella musica, se guardo
[9:47] quel genere di film, se leggo quei romanzi, se parlo di quel
[9:51] tipo di gruppo o di musica, ecco che sarò o non sarò parte di
[9:55] quel gruppo. E questa faccenda, ragazzi, dura
[9:58] un bel po. Un bel po non riguarda solo la
[10:01] nostra adolescenza, perché noi per tutta la vita cerchiamo una
[10:04] casa per identità. Per identificarci un luogo in
[10:07] cui sentirci parte di quel gruppo.
[10:10] Perché far parte di un gruppo fa sì che la nostra vita possa
[10:13] durare molto più a lungo e sia molto più soddisfacente.
[10:16] E qua è inutile che ti dica tutti i motivi per i quali ho
[10:20] appena detto questa cosa è abbastanza evidente.
[10:24] Sì, anche chi vuole vivere da solo su un eremo e dire no, io
[10:27] vivo da solo. Ecco, anche tu fai parte di
[10:30] quelle persone che hanno deciso di vivere da sole e che stanno
[10:34] meglio da sole. E quindi chi invece ha bisogno
[10:37] degli altri è un po più stupido. Anche in questo piccolo caso,
[10:40] dove una persona vuole escludersi completamente dal
[10:43] mondo, rientrerebbe a far parte di un gruppo, cioè il gruppo di
[10:46] quelli che si escludono dal mondo e si sentono superiori da
[10:50] chi invece deve stare insieme agli altri.
[10:53] Insomma, non possiamo fuggire al fenomeno, noi contro loro,
[10:57] identificarci con il nostro gruppo e credere che il nostro
[11:00] gruppo sia il migliore. Eh sì, devi sapere che il mitico
[11:04] Henry Taschell quando iniziò a studiare queste cose fece degli
[11:08] studi pazzeschi su quelli che chiamò gruppi minimi.
[11:10] Prendeva le persone e le suddivideva per cose davvero
[11:13] piccole, come ad esempio il colore degli occhi o ad esempio
[11:17] l'iniziale del nome, oppure i colori dei vestiti.
[11:20] Li metteva l'uno contro l'altro ed osservava il fenomeno in
[11:24] azione. E il fenomeno in azione era
[11:26] davvero forte, talmente tanto intenso che queste persone
[11:30] addirittura. Addirittura tendevano a perdere
[11:32] del denaro pur di scoraggiare gli out Group e di incoraggiare
[11:38] l'ING. Group.
[11:39] In altre parole, venivano distribuiti dei soldi e loro,
[11:42] pur di favorire il proprio gruppo e di sfavorire l'altro
[11:46] gruppo, tendevano a perdere quei soldi, dimostrando che in un
[11:50] attimo, in poco tempo, anche in una situazione sperimentale
[11:54] completamente artificiale, la gente tende a distinguersi.
[11:58] Noi contro? Ed è anche abbastanza inutile
[12:02] che ti dica che questa è un po la base del razzismo.
[12:05] E anche abbastanza inutile che ti dica che questa è la base del
[12:08] pregiudizio, dello stereotipo di come il nostro cervello possa
[12:11] funzionare velocemente e che questo funzionamento non è
[12:15] stupido al 100%. Perché se ti trovi davvero in
[12:18] difficoltà, come abbiamo visto tante volte, davvero in pericolo
[12:22] lo stereotipo, il pregiudizio può salvarti la vita.
[12:25] Ma la maggior parte del tempo, quando la tua vita non è in
[12:29] pericolo. Lo stereotipo, il pregiudizio,
[12:31] il bianco e nero ti rendono stupido, ottuso, inflessibile.
[12:37] Quindi sì, ti trovi in un luogo che non conosci, in una zona che
[12:40] non conosci e di colpo vedi una persona che completamente
[12:43] diversa da te, completamente differente da te, che fa dei
[12:46] movimenti che non riesci neanche a prevedere.
[12:48] Beh, se cambi marciapiede fai bene.
[12:51] Al contrario, se sei in una situazione tranquilla, in una
[12:54] festa tra amici, è un tizio, è vestito diverso da te.
[12:58] Beh, probabilmente è solo un po più eccentrico.
[13:00] Probabilmente non è più stupido di te, anzi.
[13:04] Quasi sicuramente non è più stupido di te.
[13:07] Non lo so, dipende, ovviamente dipende.
[13:10] Questa è la vera parola che dovremmo utilizzare, perché nel
[13:14] mondo dei social, nel mondo online, l'essere polarizzati, lo
[13:19] schierarsi con una bandiera bianca o nera e lo sport che
[13:23] fanno tutti e dello sport che attira maggiormente
[13:26] l'attenzione. Perché il cervello dice Figo, ah
[13:29] finalmente non mi devo più sbattere per identificarmi con
[13:33] qualcosa ora ho capito sono bianco oppure sono nero, ma
[13:36] difficilmente il tuo cervello. Beh, Fammi capire, forse in
[13:40] alcune situazioni sono un po più bianco, in altre situazioni sono
[13:44] un po più nero, perché la realtà è un grigio sfumato.
[13:47] E solo che questo grigio sfumato, questa ambiguità
[13:49] costringe il tuo cervello a lavorare di continuo, a
[13:53] prevedere di continuo che cosa accadrà.
[13:55] E questo lo sfinisce e quindi prende una decisione, sai, io
[13:59] sono nero, io sono bianco e quindi se sono nero tutti
[14:03] bianchi sono brutti e cattivi e viceversa.
[14:05] Ovviamente non sto parlando del colore della pelle ragazzi.
[14:09] È un bianco e nero bandiera, ecco, di schieramento
[14:14] ovviamente. Inoltre poi c'è un effetto
[14:17] collegato che non molti conoscono molto interessante,
[14:20] che in letteratura viene chiamato out Group homogenity
[14:23] effects, la tendenza a vedere loro come tutti identici e noi
[14:28] come molto diversi tra tra di noi.
[14:32] Se uno del nostro gruppo sbaglia, diciamo vabbè, lui è
[14:35] fatto così, non rappresenta tutti gli elementi del nostro
[14:38] gruppo. Se invece sbaglia uno del gruppo
[14:41] opposto, ecco. Che il cervello parte.
[14:43] Ecco, sono tutti fatti così, quelli bianchi, quelli gialli.
[14:46] È un passaggio sottilissimo, ma potentissimo, perché nel primo
[14:50] caso vediamo l'individuo, nel secondo caso vediamo la
[14:54] categoria, l'etichetta. Ed è proprio lì che nasce una
[14:57] buona parte delle nostre incomprensioni sociali.
[15:00] Quando smettiamo di vedere persone e iniziamo a vedere
[15:03] delle etichette, questo succede anche nelle piccole cose.
[15:06] Pensa, quante volte diciamo quelli che fanno?
[15:09] Quella scuola di psicoterapia sono tutti così, quelli che
[15:12] seguono Freud sono tutti così. Quelli che ascoltano il podcast
[15:16] di Pinel sono tutti intelligenti e bellissimi.
[15:21] Eccetera eccetera. A volte questi stereotipi ci
[15:23] prendono, certo, perché dentro ogni gruppo esistono davvero
[15:27] norme, linguaggi, rituali, modi di riconoscerci.
[15:30] Ma il salto pericoloso è quando trasformiamo una tendenza in una
[15:34] essenza, quando diciamo si comportano spesso così perché
[15:38] sono fatti così, oppure quando diciamo sono così.
[15:42] Stiamo già entrando nel territorio della semplificazione
[15:45] identitaria e qui arriva una delle cose più belle e più
[15:48] scomode. Non basta sapere di avere
[15:50] questo. Per esserne immuni, come tutti i
[15:53] byas, anche questo non sparisce perché lo nomini, però
[15:57] conoscerlo ci dà un pizzico di spazio, di manovra.
[16:01] È come accendere una luce in una stanza che conosciamo benissimo
[16:04] ma nella quale inciampiamo sempre nello stesso identico
[16:08] mobile. Il mobile resta lì, ma almeno
[16:10] iniziamo a sapere dov'è. Iniziamo a vederlo.
[16:13] E allora possiamo chiederci, sto valutando questa persona per
[16:17] quello che sta dicendo o per il gruppo che rappresenta?
[16:20] Nella mia testa sto ascoltan? Vero?
[16:23] O sto cercando indizi per confermare che io e i miei
[16:26] abbiamo più ragione di loro? La ricerca sul contatto tra
[16:30] gruppi ci dice una cosa importante, il contatto può
[16:33] ridurre il pregiudizio, ma non tutti i contatti.
[16:38] Non basta mettere due persone diverse nella stessa stanza e
[16:41] sperare che si vogliano bene. A volte succede esattamente il
[16:44] contrario, il contatto funziona meglio quando c'è uno status
[16:48] almeno paritario, quando c'è un obiettivo comune, quando le
[16:52] persone collaborano. Quando il contesto non premia la
[16:55] competizione distruttiva, In altre parole, non è il semplice
[16:59] vediamoci che cambia le cose, ma il facciamo qualcosa insieme.
[17:04] Passiamo al sistema motivazionale della
[17:07] cooperazione, come abbiamo visto in altri episodi.
[17:12] Quindi è qui che entra un'altra idea molto interessante, il noi
[17:15] non va eliminato, sarebbe impossibile, forse anche poco
[17:19] desiderabile. Noi abbiamo bisogno di
[17:21] appartenenza, abbiamo bisogno di sentirci parte di qualcosa,
[17:24] abbiamo bisogno di gruppi, comunità, amicizie, famiglie,
[17:27] scuole, tradizioni, valori. Il punto non è distruggere in
[17:31] noi, ma renderlo più grande e più flessibile.
[17:34] Se io e te discutiamo come psicologi contro.
[17:38] Non psicologi, destra contro sinistra, scientifici contro
[17:42] spirituali, giovani contro vecchi.
[17:44] Ecco che il dialogo si irrigidisce.
[17:47] Ma se riusciamo anche solo per un attimo a inserirci dentro un
[17:50] contenitore più ampio, ad esempio persone che stanno
[17:53] cercando di capire cercatori, genitori che vogliono il meglio
[17:57] per i figli, professionisti che vogliono comunicare meglio,
[18:00] esseri umani che non vogliono soffrire inutilmente, allora.
[18:04] Qualcosa cambia, non perché sparisce la differenza, ma
[18:08] perché smettono di essere l'unica cosa che vediamo.
[18:12] Quindi come al solito carissimellini caripineline
[18:16] direi che ho parlato abbastanza e quindi bando alle ciance ed
[18:19] iniziamo con i consigli di questa settimana.
[18:33] Primo, il pregiudizio. Il primo è questo, quando senti
[18:36] salire un giudizio molto rapido verso una persona o verso un
[18:40] gruppo chiediti qual è in noi che sto proteggendo, non devi
[18:44] colpevolizzarti, non devi diventare improvvisamente
[18:47] neutrale, anche perché la neutralità assoluta non esiste,
[18:51] devi solo notare l'appartenenza che si attiva.
[18:54] A volte sarà politica, a volte sarà professionale, a volte
[18:57] familiare culturale, a volte semplicemente estetica.
[19:00] Ma se riesce a vedere in noi che stai.
[19:03] Andò, il giudizio diventa un PO -1, po meno automatico.
[19:10] Secondo, cerca la variabilità interna quando ti viene da dire
[19:15] sono tutti così fermati e prova a trovare almeno tre differenze
[19:19] dentro quel gruppo, tre persone diverse, tre posizioni diverse,
[19:23] tre sfumature differenti. E un esercizio semplice ma molto
[19:27] potente perché ti costringe, o meglio costringe il tuo cervello
[19:31] a uscire dalla categoria e tornare all'individuo, non.
[19:35] Devi cambiare idea sul gruppo, devi solo impedire alla tua
[19:39] mente di trasformarlo in un blocco unico.
[19:44] Terzo, sposta il confine del noi.
[19:47] Se stai discutendo con qualcuno, prova a cercare un obiettivo
[19:50] comune prima di entrare nel merito delle divergenze.
[19:54] Non per fare il diplomatico finto, ma perché senza un minimo
[19:57] di terreno comune il cervello sociale entra facilmente in
[20:01] difesa. Okay, la pensiamo diversamente,
[20:04] ma entrambi vogliamo capire meglio questa cosa.
[20:07] OK, siamo in disaccordo, ma entrambi vogliamo evitare di
[20:11] farci male. OK, abbiamo due visioni diverse,
[20:14] ma entrambi vogliamo trovare una soluzione praticabile.
[20:17] Sembra un atto piccolino, ma spesso è quel poco che impedisce
[20:22] al confronto di diventare una guerra d'identità.
[20:26] Quarto, allena la curiosità, soprattutto quando non ti viene
[20:31] spontanea. La curiosità è una specie di
[20:34] antidoto alla polarizzazione, perché ci obbliga a fare una
[20:37] cosa che il byas odia, restare un secondo di più
[20:41] nell'incertezza. Lo ripeto, restare un secondo di
[20:45] più nell'incertezza. Questo non significa essere
[20:48] ingenui, non significa credere a tutto, non significa farsi
[20:52] andare bene qualsiasi cosa, significa invece chiedersi che
[20:56] cosa. Vede questa persona che io non
[20:58] sto vedendo? Quale esperienza, paura, valore,
[21:01] appartenenza sta proteggendo questa persona?
[21:05] A volte con queste domande scoprirai che avevi ragione tu.
[21:08] Ma anche in quel caso avrai ragione in modo più
[21:11] intelligente, meno automatico, meno tribale.
[21:16] Ecco. Forse questa ragazzi, ragazze, è
[21:18] la vera chiusura. Non possiamo vivere senza
[21:21] gruppi, ma possiamo imparare a non farci vivere dai gruppi.
[21:25] Possiamo appartenere senza diventare ciechi, possiamo avere
[21:29] idee forti senza trasformarle in muri.
[21:32] Possiamo dire noi senza dimenticarci che dall'altra
[21:35] parte non c'è sempre un loro astratto, ma quasi sempre c'è
[21:40] qualcuno che, proprio come noi, sta cercando sicurezza,
[21:43] riconoscimento, significato. È un posto nel mondo.
[21:48] Nel momento in cui cerchiamo di non lasciare un posto del mondo
[21:52] agli altri, è un po come se lo stessimo facendo anche a noi
[21:56] stessi bene. Cari pinellini caripinelline,
[22:00] credo di aver fatto una puntata anche troppo lunga per la nostra
[22:02] versione estiva, perché l'ho un po improvvisata, un po ho letto.
[22:06] Sapete che queste puntate le scrivo io a manina?
[22:09] Ragazzi e ragazze no, niente intelligenza artificiale, però
[22:12] mi piace tantissimo improvvisare e anzi proprio con l'avvento
[22:15] dell'intelligenza artificiale ho deciso di essere sempre meno
[22:19] scriptato e sempre più spontaneo, perché voglio che
[22:23] quando nel futuro verrai a vedere la presentazione del mio
[22:26] libro, il mio evento dal vivo o semplicemente.
[22:28] Che ci troveremo in un pub a bere una birra, io possa
[22:32] argomentare serenamente senza dover leggere un testo, sì,
[22:36] purtroppo questa è un po la tendenza di questo periodo.
[22:39] Vogliamo fare tutto perfetto e allora leggiamo un testo, no?
[22:43] Allora io vorrei riscoprire la spontaneità, ma stai attento,
[22:47] perché non vorrei che tu pensassi che io stia parlando di
[22:50] chi invece legge un testo, altrimenti finirei anch'io.
[22:54] Nell'ingroup e nell'Out Group. Bene, Fammi sapere che Cosa ne
[22:58] pensi e ricordati che puoi mettere i tuoi commenti, le
[23:01] stelline qui dentro ai commenti di Spotify e di qualsiasi altra
[23:05] piattaforma nella quale ci stai seguendo.
[23:07] È un piccolo gesto che ci aiuta tantissimo.
[23:10] Ti auguro una splendida giornata.
[23:12] Ci sentiamo la prossima settimana.
[23:14] Un saluto da Gennaro Romagnoli di
[23:16] psinel.comesalutoanchetuttelepersonechenonseguonopsynel.com, potrei dire così.
[23:22] Mah, vediamo. Ciao.

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