# 609- Cerchi Attenzione o Connessione?

An episode of [Il Podcast di PsiNel](https://invisiblenetwork.ai/podcast/788141885), 2 Nov 2025, 21 min.

Audio: https://anchor.fm/s/10305da44/podcast/play/110552321/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2025-10-1%2Fa37a6fa4-2790-5595-14d9-6b76d366d4ba.mp3

Siamo tutti naturalmente alla ricerca di attenzioni, sono quelle che ci hanno nutrito sin dalla nascita. Ma oggi la facilità con la quale possiamo fare a meno del prossimo (illusione data dalla tecnologia e non solo) può illuderci e farci confondere le “attenzioni con le connessioni”... un tema profondo che cerco di sollevare in vista di un futuro più umano. Clicca qui per approfondire https://psinel.com/cerchi-attenzione-o-connessione/ Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS - Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/ - Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/ I NOSTRI PERCORSI: https://psinel.com/corsi-online/

## Transcript

[0:00] Ti senti solo, ti senti sola. Uno dei problemi più grandi
[0:04] della nostra società è che ormai le persone sono alla ricerca di
[0:08] attenzioni e non di connessioni. Questa non è solo una differenza
[0:12] semantica di significato, ma è qualcosa che, se compreso, può
[0:17] aiutare tutte le persone a vivere meglio.
[0:22] Benvenuto su psinel, il primo Podcast italiano dedicato alla
[0:26] psicologia e alla crescita personale.
[0:28] Con Gennaro Romagnoli. Ciao e Benvenuti alla puntata
[0:31] 609 del podcast di Psinel. Oggi discutiamo di un tema
[0:37] profondissimo e meraviglioso, in un mondo dove siamo sempre più
[0:40] soli, sempre più disconnessi, sembra che ci sia una confusione
[0:44] di fondo e riuscire a comprenderla e afferrarla può
[0:48] fare tutta la differenza del mondo.
[0:51] Molto bene. Iniziamo.
[1:02] Oh, allora come Stai? Hai fatto i conti con la tua
[1:05] mente additiva se non sai di che cosa sto parlando.
[1:08] Questo era l'episodio della scorsa puntata.
[1:11] Prima di iniziare, lascia che ringrazi tutte le persone che
[1:14] sono state al marketer Word 2025 e che hanno riempito la mia Aula
[1:19] con un sold out pazzesco. Eravate tantissimi, mi avete
[1:23] fatto un sacco di domande, mi avete riempito di orgoglio e di
[1:27] gioia. Grazie a voi e grazie a tutta la
[1:29] family del Marketers World. Prima o poi farò una puntata
[1:32] solo dedicata a quell'evento pazzesco che succede tutti gli
[1:36] anni. E come sempre, lasciate che dia
[1:38] spazio allo sponsor di questo podcast.
[1:40] Qual è il modo migliore per migliorare la tua comunicazione
[1:45] con le altre persone? Il modo migliore è, primo,
[1:49] imparare qualcosa. Secondo, usare subito quello che
[1:53] hai imparato nella vita con le persone che ti circondano.
[1:56] È terzo parlare di come è andata con un esperto, così da ricevere
[2:00] dei feedback e dei consigli. Proprio così, imparare, provare
[2:05] e ricevere feedback. Questo è il modo migliore per
[2:08] sviluppare una comunicazione efficace.
[2:10] Ed infatti questo è il metodo che usiamo nel nostro master in
[2:14] comunicazione efficace. Un coaching di gruppo di 8
[2:17] settimane che comprende varie masterclass, esercizi pratici e
[2:21] un gruppo Whatsapp dove potrai farmi tutte le domande e
[2:25] ricevere feedback direttamente da me.
[2:28] Nel master tratteremo tutti gli aspetti della comunicazione,
[2:31] come ad esempio l'assertività la comunicazione emotiva.
[2:35] La risoluzione dei conflitti, esprimerci con maggiore
[2:38] chiarezza, la persuasione, la manipolazione e tanto tanto
[2:43] altro. Se ti interessa saperne di più
[2:45] clicca il link e dagli un'occhiata.
[2:48] Solitudine e disconnessione le motivazioni per questi fenomeni
[2:53] sono molte. Tra queste rientra anche la
[2:55] tecnologia, la cultura e molte altre cose.
[2:58] Ultimamente però mi sembra di aver colto una certa regolarità
[3:02] nella situazione individuale. Nella nostra psicologia
[3:05] personale, il fatto che vi sia una tendenza sempre maggiore a
[3:10] ricercare attenzioni e non connessioni.
[3:14] Spoiler alert, prima di giudicare e di iniziare a
[3:17] pensare che nel mondo ci siano persone brutte e cattive che
[3:20] cercano solo attenzioni, mentre tu invece se un essere bravo e
[3:24] puccioso che vuoi solo connessioni, dobbiamo mettere
[3:28] prima due paletti, tutti possiamo cadere in questo
[3:31] tranello. È molto facile confondere le
[3:33] cose dato che come vedremo di solito la connessione inizia
[3:38] prima con l'attenzione e poi si trasforma anche in connessione.
[3:43] Per poter spiegare bene questa faccenda utilizzerò velocemente
[3:46] una terminologia un po' tecnica, ma tranquilli, perché c'è tutta
[3:50] la spiegazione e la terminologia dei sistemi motivazionali
[3:54] interpersonali, cioè modalità innate con le quali la mente si
[3:58] attiva nelle relazioni, come l'attaccamento, l'accudimento,
[4:02] il rango, la cooperazione, il gioco, insomma qualcosa che
[4:06] condividiamo con tutti gli altri animali.
[4:08] Ciascuna di queste modalità ha degli scopi e delle emozioni,
[4:12] dei comportamenti tipici per soddisfare i nostri bisogni
[4:16] personali. Per approfondire questo tema,
[4:18] ascolta l'episodio 534. Come abbiamo visto diverse
[4:23] volte, la relazione serve anche per regolare la nostra
[4:27] emotività. Non so se te ne sei mai accorto
[4:29] o accorta, ma il tuo modo di emozionarti quando sei con tizio
[4:33] o con Caio è profondamente diversa.
[4:35] Ci sono persone che si arrabbiano solo nell'intimità,
[4:38] con persone che conoscono bene e persone che quando sono invece
[4:41] in mezzo alla gente non si arrabbiano.
[4:43] Certo, si arrabbiano, ma non dimostrano quell'emozione nello
[4:47] stesso identico modo. E ho fatto un esempio molto
[4:49] chiaro, perché so che molti di voi hanno.
[4:52] A che fare con la rabbia, esattamente come me.
[4:54] Ma in generale le relazioni intorno a noi ci aiutano a
[4:58] regolare la nostra emozione. Ecco, quando noi cerchiamo
[5:02] attenzione e basta da parte dell'altra persona, stiamo sì
[5:06] cercando di regolare l'emozione, ma dando la responsabilità, tra
[5:10] virgolette, all'altra persona. Sei tu che devi regolare la mia
[5:15] emozione, cioè il desiderio di essere visto o di essere vista e
[5:19] delegato tutto ciò a un sistema motivazionale di status di
[5:22] rango. Per fare un esempio,
[5:24] estremizzato, cerchiamo tutti quanti attenzioni quando siamo
[5:27] giù per qualche motivo, cosa giusta se fatta nel modo
[5:30] equilibrato. Ma se il grado di attenzione che
[5:33] otteniamo dagli altri diventa 1 M del nostro valore, allora si
[5:37] rischia di entrare in una spirale di rango di status.
[5:41] All'interno della quale il paradosso è questo, rischi di
[5:45] pensare che più attenzioni riuscirai ad avere e più avrai
[5:48] connessioni buone e sarai una persona di valore.
[5:51] È un po' come dire che se non hai almeno 1000 follower su
[5:55] Instagram, non vali come individuo.
[5:58] Certo, se fai il social media manager magari quel numero vuol
[6:01] dire qualcosa, ma se nella vita fai tutt'altro, quel numero
[6:04] significa molto poco. Ovviamente questa faccenda non
[6:07] riguarda solo i social e la tecnologia.
[6:10] Dalla notte dei tempi la gente ha confuso tra virgolette il
[6:13] successo personale con la felicità, con la soddisfazione
[6:17] personale. Avere tanto successo ti porta
[6:19] tanta attenzione da parte delle persone che ti circondano, ma
[6:23] non è detto che ti porti tanta connessione con la gente che ti
[6:28] circonda. Anzi, molte volte avere molto
[6:31] successo può creare così tanta attenzione da perdere di vista
[6:35] la connessione. OK Gianna, però ci hai appena
[6:38] detto che la faccenda è molto più sfumata di così, dopotutto
[6:42] tutti cerchiamo attenzione a un qualche livello.
[6:46] Assolutamente sì, è vero, tutti ricerchiamo attenzione e tutti
[6:49] siamo più o meno sedotti da questo meccanismo.
[6:53] Il problema di fondo è che in realtà la corregolazione emotiva
[6:57] avviene in qualsiasi istante, anche in questo momento, mentre
[7:00] ascolti le mie parole, ma il fatto di desiderare attenzioni
[7:04] per noi fa sì di delegare questo potere all'altra persona e
[7:08] questo ci toglie ogni responsabilità, ogni locus of
[7:12] control interno per chi ci segue da tanto, tanto tempo.
[7:17] Al contrario, come già accennato, quando cerchi
[7:20] connessione ed entri in relazione, la cosa è differente.
[7:24] Si tratta di una vera coregolazione e un vero cercare
[7:28] di mettere in comune. Una volta lessi una frase di Jim
[7:31] Carrey che diceva che tutti dovremmo diventare famosi e
[7:34] ricchissimi per capire che quella non è la risposta.
[7:38] Lo so che questa roba fa arrabbiare, soprattutto chi in
[7:41] questo momento desidererebbe avere più successo.
[7:44] Desidererebbe avere più attenzioni e pensa, Beh, parli
[7:47] tu che hai un podcast con tante persone che ti seguono tanta
[7:51] attenzione, eh? E invece chi non ce l'ha come fa
[7:53] a sapere questa cosa? È un po' come il discorso del
[7:58] denaro. Infatti l'analogia più semplice
[8:00] è proprio questa. A molti farebbe piacere
[8:03] guadagnare di più. Con un reddito più alto si hanno
[8:06] anche più possibilità, in molti sensi siamo più tranquilli, da
[8:10] un lato ci si sente più protetti, chi guadagna invece
[8:13] meno ha l'effetto opposto. Tuttavia, come sanno tutte le
[8:16] persone che sono riuscite ad avere anche un minimo successo
[8:19] economico, i soldi non sono la risposta per sentirsi persone di
[8:24] valore oppure la risposta a sentirci felici e soddisfatti.
[8:29] Nuovamente, non ho detto che i soldi non servano a niente o che
[8:33] siano lo sterco del demonio. Ho solo detto che abbiamo la
[8:36] tendenza a confondere il piano della sicurezza finanziaria o
[8:40] della soddisfazione personale sul lavoro con quello della
[8:44] soddisfazione individuale. Potremmo chiamarla così.
[8:47] Qui la faccenda è complessa, sono collegate tra di loro.
[8:51] È chiaro che se fai un lavoro che ti fa schifo e non guadagni
[8:54] niente, può darsi che anche la tua esistenza non sia così
[8:57] rosea. Al contrario, è più probabile
[9:00] che se guadagni bene e fai il lavoro che ti piace, tu sia più
[9:03] felice. Ma questo non è sempre
[9:05] matematico. In questo modo è pieno là fuori
[9:09] di persone che fanno lavori meravigliosi, che hanno
[9:12] ricercato, come gli attori, i cantanti.
[9:15] Eppure, nonostante la mole di attenzione che hanno ricevuto,
[9:19] la mole di denaro che hanno messo in cascina non sono
[9:23] felici. A volte è una situazione di
[9:26] partenza, lo sappiamo, ma altre volte si trasforma in questo
[9:29] modo. Perché è proprio questa
[9:31] illusione, la confusione tra attenzioni e connessioni.
[9:37] Ecco, torniamo proprio a questo tema e quando confondiamo queste
[9:40] due cose, il vero problema? La gente oggi ha bisogno di
[9:43] connessioni e si illude di poterle trovare all'interno solo
[9:48] delle attenzioni. Dunque tutte le volte che
[9:51] cerchiamo una connessione, chiaramente dobbiamo prima
[9:54] partire dall'attenzione. Cioè non può entrare in
[9:57] connessione con una persona che non ti sta badando, che non ti
[10:00] sta guardando. Ma il problema in realtà è
[10:03] quando ci fermiamo a questo primo step, soprattutto alla
[10:06] luce di come oggi viene vista questa faccenda.
[10:09] Il fatto che le persone ti guardino e ti stimino non
[10:13] significa che allo stesso tempo possano entrare in connessione
[10:16] con te. Chiunque abbia avuto un pizzico
[10:19] di questa esperienza lo sa bene e non intendo necessariamente
[10:23] essere famosi, ma semplicemente il fatto di distinguere quando
[10:28] cerchiamo l'attenzione di qualcuno da quando invece
[10:31] ricerchiamo la vera connessione con questa persona.
[10:35] E stiamo attenti perché questa cosa può scattare anche al di là
[10:38] della nostra consapevolezza. Magari iniziamo una
[10:41] conversazione per attirare un po' l'attenzione e poi diventa
[10:44] una connessione profondissima, oppure partiamo con l'intento di
[10:48] entrare in connessione, poi c'è qualcosa che non ci piace e
[10:51] ritorniamo, diciamo così, sul livello dell'attenzione.
[10:54] Ecco, questa magia relazionale è praticamente una delle palestre
[10:58] più importanti della nostra esistenza e oggi, alla luce
[11:01] della estrema facilità con la quale attraverso la.
[11:05] Cronologia, possiamo entrare in contatto tra virgolette con gli
[11:09] altri? Ecco che diventa ancora più
[11:11] importante tenerlo a mente, perché per tutta la vita avremo
[11:16] a che fare con questa differenza.
[11:18] Delle volte andrà benissimo se cercherete solo un pizzico di
[11:21] attenzioni, ma quando vorrete realmente creare, cementificare,
[11:26] migliorare una qualche relazione, ecco che vi Consiglio
[11:29] la connessione. Qualche giorno fa ho letto un
[11:32] commento sotto un video Youtube dove parlavo proprio
[11:35] dell'importanza della relazione, di metterci in gioco, di provare
[11:38] a essere noi a fare il primo passo verso gli altri e qualcuno
[11:41] sotto ha scritto, sì, ma questa è manipolazione.
[11:45] Vedi caro amico mio, il problema è che se vediamo l'intenzione di
[11:51] cercare di migliorare la nostra capacità di entrare in
[11:53] connessione come manipolazione, vuol dire che non abbiamo capito
[11:57] niente. Non ti ho detto che devi entrare
[11:59] in connessione per vendere qualche oggetto, per portarti a
[12:03] letto una persona o per fregare il prossimo.
[12:07] Ti ho chiesto di farlo perché fa bene, lo ripeto.
[12:11] Entrare in connessione con le persone intorno a te, che siano
[12:15] conoscenti o assoluti sconosciuti, ti fa bene.
[12:18] E non sono io a dirlo, ma numerosissime ricerche e
[12:22] addirittura in grado di prevedere la durata della tua
[12:25] vita. Avere piccole connessioni
[12:27] quotidiane con il barista sotto casa, col giornalaio o con
[12:31] qualsiasi altra persona tu possa avere il piacere di connettere.
[12:35] Ecco che qualcosa che ti fa bene ti fa ancora meglio se hai delle
[12:39] connessioni ancora più profonde. Quindi no, questi consigli non
[12:44] servono per dire vabbè, impara a ipnotizzare il prossimo entrando
[12:49] in connessione con lui o con lei, no, ma significa che noi
[12:54] siamo nati per entrare in connessione.
[12:56] Ma la società, le aspettative, la cultura moderna ci stanno
[13:00] insegnando che non ne vale più così tanto la pena.
[13:04] Non vale più così tanto la pena, perché oggi abbiamo tutti la
[13:07] paura fottuta e questa è la terminologia corretta,
[13:10] perdonatemi. Di essere giudicati.
[13:12] Ed è per questo che non entriamo in connessione, temiamo lo
[13:16] sguardo altrui, temiamo che l'altro non voglia entrare in
[13:20] connessione, ma voglia solo giudicarci e quindi attiviamo il
[13:24] tasto del mi piace e vogliamo che l'altra persona ci metta
[13:27] tanti mi piace. Non vogliamo che l'altra persona
[13:30] entri in connessione con noi, perché entrare in connessione
[13:33] non significa necessariamente che poi la cosa ci piaccia,
[13:37] perché le vere relazioni, le vere interazioni contengono.
[13:41] Non solo cose belle, ma a volte anche cose brutte.
[13:45] E la cosa più interessante è che sono proprio le relazioni
[13:49] difficili, quelle che contengono insieme il bianco e il nero, che
[13:53] poi diventano soddisfacenti nella vita.
[13:56] Se tu hai un amico con il quale stai solo bene, che ti fa solo
[13:59] complimenti, che ti erige, diciamo su un piedistallo che fa
[14:03] parlare solo te, ecco, quello lì non è proprio un amico.
[14:07] Quelli è un fan, è un fan sfegatato di te stesso, ma ti
[14:11] assicuro che ti farebbe molto meglio parlare con quel tuo
[14:14] vicino di casa che ti sta un po sulle scatole, ma che magari può
[14:18] entrare ancora meglio in connessione con te.
[14:23] Certamente viviamo in un'epoca molto particolare, soprattutto
[14:27] grazie OA causa della tecnologia, ma io ci tengo anche
[14:31] a dirvi che queste cose qui esistevano già.
[14:33] Al di là dei like, quasi sicuramente c'entrano i like, ma
[14:37] probabilmente c'entriamo proprio noi come esseri umani.
[14:41] Fino a pochi decenni fa, o meglio qualche secolo fa, se
[14:45] nessuno ti dava attenzione significa che stavano per
[14:47] ostracizzarti e mandarti fuori dal tuo gruppo di appartenenza e
[14:52] questo ti avrebbe potuto far rischiare la vita e quindi ogni
[14:55] volta che senti che nessuno o che pochi ti danno attenzione,
[14:59] ecco che senti o potresti sentire questa sensazione di
[15:03] esclusione e questa, come potremmo dire, la trappola
[15:06] atavica. Fa pandan con questo periodo.
[15:10] Quindi tutti abbiamo paura del giudizio allo stesso tempo,
[15:13] tutti abbiamo paura di essere esclusi allo stesso tempo,
[15:15] vogliamo tutti far parte di quella cricca di persone che
[15:19] richiama l'attenzione su di sé. E tutto questo ci allontana
[15:22] sempre di più dalla vera connessione.
[15:26] Vuoi sapere? La cosa più affascinante è che
[15:28] in realtà tutti abbiamo il potere di connetterci.
[15:32] Tu, io e tutte le persone intorno a te sono dotate della
[15:36] capacità di entrare in connessione con gli altri, chi
[15:38] più e chi meno ovviamente. E quindi cerchiamo di dare
[15:42] possibilità a tutte le persone che desiderano farlo di entrare
[15:46] in connessione con noi. Scusa Gianna, un'ultima cosa, ma
[15:50] non facevi prima a dire che chi ha bisogno di attenzioni è un
[15:53] bambino, è infantile e chi invece cerca la connessione è
[15:57] più maturo? Sì, sarebbe stato un modo
[15:59] interessante per semplificare, ma non voglio dire che chi cerca
[16:03] attenzioni è sempre infantile. Di certo, se cerchiamo solo
[16:06] attenzioni probabilmente un po' sì, ma probabilmente non sareste
[16:10] arrivato fino a questo punto della puntata.
[16:12] Tutti, tutti quanti cerchiamo attenzioni dal prossimo.
[16:16] Le attenzioni ci nutrono, ma fino a un certo punto,
[16:19] soprattutto se sono genuine. Ma ciò che realmente ci nutre è
[16:24] una vera e profonda connessione. Connessione che poi in un
[16:27] qualche modo può riverberare anche a distanza, anche in modo
[16:31] asincrono. Se per caso ci siamo visti al
[16:34] Word e per caso abbiamo avuto un attimo di connessione, il fatto
[16:37] che tu sia qui ad ascoltare le mie parole forse può addirittura
[16:41] aumentare. Questo senso di connessione,
[16:44] anche se per caso io e te non ci siamo mai visti, dunque le
[16:49] attenzioni rischiano di svuotarci, rischiano di farci
[16:52] sentire vuoti ed esclusi perché effettivamente è ciò che
[16:56] ricerchiamo attraverso l'attenzione.
[16:59] Dobbiamo trasformarla in connessione.
[17:01] Ma come si fa? Beh, ho cercato di spiegartelo.
[17:04] Ma come sempre e come al solito, bando alle ciance e vediamo
[17:07] alcuni consigli per mettere a terra queste idee.
[17:20] Primo, consapevolezza. E che te lo dico a fare?
[17:25] Il primo passo è cercare di notare quando ricerchiamo
[17:28] attenzioni invece che connessioni e cercare di fare il
[17:32] passaggio, diciamo così, che trasformi l'attenzione in
[17:35] connessione. Il primo passo è quello di darci
[17:38] la responsabilità della situazione, sono io che cerco
[17:41] attenzioni. Il secondo è quello di metterti
[17:44] in ascolto, dove invece di cercare di ascoltare per
[17:48] rispondere, cerchi di ascoltare per capire.
[17:52] Secondo le connessioni difficili, scommetto che lo hai
[17:58] notato anche tu, con alcune persone sarà semplice entrare in
[18:01] connessione, mentre con altre è un po' più difficile.
[18:05] Ora, senza torturarci, teniamo a mente questo passaggio ci aiuta
[18:09] a capire che come abbiamo visto in una puntata recente, quella
[18:12] dove ti dico di affrontare i tuoi Buddha, potrebbe diventare
[18:16] molto rilevante. Affrontare le persone con le
[18:19] quali abbiamo connessioni difficili smettendola di
[18:22] ricercare attenzioni da queste persone, ma cercando di entrare
[18:26] in relazione con queste persone, ecco che può diventare una vera
[18:31] e propria palestra. Quindi se in questo momento stai
[18:34] pensando no, no, no, io con Giacomo, con Maria, con
[18:37] Francesco, con Luisa, io non voglio entrare in connessione.
[18:40] Ecco, scegli uno di questi e entraci un pizzichino in
[18:44] connessione. Non devi fare altro.
[18:45] La prossima volta che li incontri di fermarti e
[18:48] scambiarci due o tre chiacchiere, cercando di
[18:51] ascoltare, assumerti la responsabilità della situazione.
[18:54] Guardare negli occhi senza esagerare, senza fissare e tutto
[18:58] questo ti aiuterà. Ad entrare in relazione per
[19:02] davvero. Terzo gentilezza Eh Eh.
[19:06] Quando ti scopri a ricercare attenzioni, cerca di essere
[19:10] gentile con te stesso, perché se non lo fai rischi di entrare in
[19:14] una specie di Stato di autodifesa e rischi di
[19:17] ipercompensare di fuggire di fronte alla connessione, magari
[19:21] cercando di esagerare oppure cercando di allontanarti dalla
[19:25] situazione. Dunque, per concludere, entrare
[19:28] in connessioni è più difficile che il semplice ricercare
[19:32] attenzioni, ma è anche ciò che ti rende realmente umano e ciò
[19:38] che fa sì che le altra persona di fronte a te si senta umana,
[19:42] che tu ti senti umano, che l'altra persona si senta di
[19:46] valore al di là dello scambio che fate, e anche tu inizierai a
[19:50] sentirti di maggiore valore al di là dello scambio che farete.
[19:55] Quindi semplicemente per questa settimana il compito è cerca di
[19:59] entrare in connessione con le persone intorno a te.
[20:02] Ah, e se per caso Stai pensando Eh, ma io lo faccio sempre, beh
[20:06] allora osserva la qualità di connessione che riesce a creare.
[20:09] Anche questo è un ottimo esercizio.
[20:12] Molto bene cari psinellini, anche per oggi è tutto.
[20:15] Sentite, ho la voce molto stanca perché il ritorno dal Marketers
[20:18] World è stato molto intenso, ho incontrato centinaia di
[20:22] psinellini, mi avete riempito tutta l'Aula, io vi ringrazio
[20:25] dal cuore, ho conosciuto persone che seguono psinel dal primo
[20:28] giorno, alcuni mi hanno detto che sono partiti ad ascoltare il
[20:32] podcast dalla puntata numero 1, che è una cosa incredibile.
[20:35] Sono decenni che andiamo avanti. Io voglio ringraziarvi davvero
[20:39] di cuore e chiedervi ancora una volta il piccolo.
[20:42] Piacere di votare il nostro podcast, magari mettendo 5
[20:45] stelline sulla piattaforma dalla quale ci state ascoltando e
[20:50] quindi anche per oggi è tutto. Vi auguro una splendida
[20:53] giornata, ci sentiamo la prossima settimana.
[20:56] Un saluto da Gennaro Romagnoli di psinel.comelyphology.it.

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