# 622- La Sicurezza Psicologica

An episode of [Il Podcast di PsiNel](https://invisiblenetwork.ai/podcast/788141885), 1 Feb 2026, 21 min.

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No, non si tratta di sicurezza personale o di autostima ma di un concetto molto più ampio che riguarda sia i luoghi in cui lavoriamo, le persone con cui abbiamo a che fare… e a volte, la nostra interiorità. Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00 AM del 02/02/26) https://psinel.com/la-sicurezza-psicologica/ Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/ Iscriviti alla Newsletter https://psinel.com/re-iscrizione-alla-newsletter/ Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/ I NOSTRI PERCORSI ONLINE: https://psinel.com/corsi-online/ Credits (traccia audio): https://www.bensound.com

## Transcript

[0:00] Qualche anno fa una ricercatrice stava studiando le qualità dei
[0:03] team che funzionano davvero, per analizzarli aveva formulato
[0:07] alcune ipotesi specifiche, tra le quali una diceva così, i team
[0:12] che funzionano meglio fanno meno errori degli altri.
[0:17] La nostra ricercatrice iniziò così a fare delle ricerche
[0:20] approfondite all'interno delle aziende e scoprì qualcosa di
[0:23] incredibile, era esattamente il contrario, i team che
[0:27] funzionavano meglio facevano più errori degli altri.
[0:33] Benvenuto su csinel, il primo Podcast italiano dedicato alla
[0:37] psicologia e alla crescita personale, con Gennaro
[0:41] Romagnoli. Ciao e Benvenuti alla 600
[0:43] ventiduesima puntata del podcast di Psinel, all'interno della
[0:47] quale parliamo di uno dei costrutti più affascinanti della
[0:51] psicologia organizzativa degli ultimi anni, quello della
[0:55] sicurezza psicologica. Ma tranquilli, non si tratta
[0:59] solo di chi lavora in team. Perché questo concetto?
[1:02] È applicabile benissimo alla vita di ognuno di noi.
[1:16] Oh, eccoci qua. Benvenuti o bentornati nel
[1:18] vostro podcast dedicato alla psicologia e alla crescita
[1:21] personale. Oggi parliamo di qualcosa di
[1:23] davvero affascinante e in particolare mi riferisco alle
[1:28] ricerche di EMI C Edmonson, professoressa di, come potremmo
[1:32] dire, Comportamentismo organizzativo alla Harvard
[1:36] Business School. Sì, per i più appassionati
[1:38] organizational behaviour. Siamo negli anni 90 e la nostra
[1:42] professoressa stava studiando l'efficacia dei team che
[1:46] funzionavano. E come ti ho già detto,
[1:48] all'interno dell'introduzione si era fissata su un parametro, i
[1:52] team che funzionano meglio sono quelli che fanno meno errori.
[1:57] Così iniziano insieme di studi, soprattutto all'interno di team
[2:01] di infermieri, per cercare di capire come mai fossero proprio
[2:05] i gruppi che facevano più errori ad essere quelli più
[2:08] performanti. Com'era possibile qualcosa del
[2:11] genere? Così si mise a tavolino con
[2:14] tutti i suoi colleghi e scoprì qualcosa di controintuitivo.
[2:18] I gruppi ad alta prestazione erano anche quelli nei quali i
[2:22] membri erano maggiormente liberi di poter comunicare gli errori.
[2:27] Per rendere narrativa questa faccenda, leidmonsson ci
[2:30] racconta di come durante queste ricerche iniziò a incontrare
[2:34] situazioni assurde, infermieri che avevano visto il medico
[2:37] sbagliare farmaco sbagliare addirittura l'operazione, ma
[2:40] restavano in silenzio. Oppure ricordava il disastro
[2:45] aereo delle Tenerife, dove nel 1977 due aerei entrarono in
[2:49] collisione durante le manovre sulla pista.
[2:53] Oppure tra le sue ricerche viene citato il più recente caso della
[2:56] Volkswagen, all'interno del quale per riuscire, diciamo
[3:00] così, a far passare le macchine all'interno, diciamo così,
[3:04] dall'Europa all'America era stata modificata la centralina
[3:08] in modo furbesco e a quanto pare queste tre situazioni avevano
[3:12] tutte in comune. La stessa cosa, la paura, il
[3:16] terrore da parte dei sottoposti di segnalare l'errore.
[3:20] Gli infermieri avevano paura che i medici potessero licenziarli
[3:24] oppure di essere redarguiti in pubblico.
[3:27] E nel caso dell'aereo delle Tenerife è noto che ci fosse un
[3:30] comandante molto famoso, molto importante, che non si poteva
[3:35] contraddire. Per non parlare appunto del Sio
[3:38] della Volkswagen, che a quanto pare era famoso per le sue
[3:41] tirate di orecchie pubbliche nei confronti.
[3:44] Proprio dei dipendenti che segnalavano gli errori in corso.
[3:49] In altre parole, ciò che scoprì la edmonson è qualcosa di
[3:52] assolutamente comprensibilissimo da tutti.
[3:55] Se non ci sentiamo sicuri, non riusciamo a segnalare gli
[3:58] errori. E se non riusciamo a segnalare
[4:00] gli errori, eh, poi benissimo immaginare che cosa possa
[4:04] accadere. È più forte lo status, più forte
[4:06] è la sensazione che ci sia un uomo solo al comando e peggio
[4:11] funzionano queste cose. E io ti posso assicurare che
[4:13] l'ho visto accadere. A volte anche all'interno della
[4:17] mia amata psicologia e in particolare, diciamo così, di
[4:21] quei maestri storici della psicoterapia.
[4:24] Ebbene sì, era pieno un tempo di maestri che erano così
[4:27] autoritarie e forti che nessuno osava dirli.
[4:30] E mi scusi, mi sa che ha detto una stronzata all'interno dei
[4:35] nostri gruppi di pari. Questa cosa può capitare spesso
[4:38] e volentieri in base alle situazioni che abbiamo intorno a
[4:40] noi. Di solito è ovvio che cerchiamo
[4:43] di auto regolare la nostra. Non parliamo magari di non lo so
[4:48] male di una persona che fa un certo lavoro, se sappiamo che
[4:52] abbiamo all'interno di un team una persona che fa esattamente
[4:56] quel lavoro. Se tu non so, hai un amico che
[4:58] ha il marito che fa il cuoco, non dirai, tutti cuochi sono
[5:02] delle brutte persone o cavolate del genere.
[5:04] Non stiamo parlando di questo tipo di autoregolazione sociale
[5:08] che spesso avviene, ma stiamo parlando di una forma
[5:12] patologica. All'interno dei gruppi, nei
[5:14] quali piano piano si crea un clima di terrore crescente nel
[5:19] parlare di certe cose, nel tirare fuori certi argomenti.
[5:23] E questa faccenda genera dei problemi enormi, problemi di
[5:27] sicurezza che ad esempio all'interno degli aeroporti sono
[5:29] stati risolti dall'ingegnerizzazione del fatto
[5:33] di poter dire, Eh, guardi i comandante, stiamo per
[5:36] precipitare. Così la nostra ricercatrice
[5:40] inizia a fare degli studi approfonditi e crea quattro
[5:43] semplici domande alle quali tutti quanti possiamo fare,
[5:46] diciamo così, dare una risposta mentale e chiediamoci, nei
[5:50] gruppi in cui sono inserito, è possibile fare domande senza
[5:54] sembrare stupido, stupida? Posso ammettere i miei errori
[5:58] senza venire umiliato, senza sentirmi tra virgolette in
[6:02] pericolo di essere licenziato? Mandato via?
[6:05] Posso dare apertamente giudizi negativi senza sentirmi un
[6:09] guastatore, uno che vuole rovinare il clima della
[6:11] situazione. Posso proporre nuove idee senza
[6:16] sentirmi fuori posto, senza sentirmi stupido.
[6:20] Ecco, queste sono le domande che la Edmonson pone ai vari membri
[6:24] del team, chiedendo loro anche di valutare, su una scala da uno
[6:27] a 10 quanto sia probabile quella tendenza.
[6:29] Perché sì, è normale che le persone possano sentirsi in quel
[6:33] modo. Lo abbiamo visto più volte.
[6:34] Una delle cose peggiori da cui diciamo tutti tendiamo a
[6:38] difenderci è il timore di essere esclusi, l'ostracismo, la paura
[6:43] di essere esclusi dal proprio gruppo di pari, diciamo.
[6:46] È, diciamo così, fondata, perché la verità è che ambasciator può
[6:50] portare pena tra virgolette, e questo ci spinge ad evitare di
[6:54] dare feedback necessari. L'abbiamo visto qua in una
[6:57] puntata che chiamavamo mum Effect, ti ricordi?
[7:00] In un esperimento una persona veniva lasciata da sola in una
[7:03] stanza e gli si diceva che sarebbe arrivato un'altro
[7:06] soggetto che partecipava con lui all'esperimento.
[7:08] Però prima che arrivasse questo soggetto entrava lo
[7:11] sperimentatore, ti diceva Eh, ascolta.
[7:13] Purtroppo c'è un problema con la mamma dell'altro.
[7:17] Soggetto, quando arriva potresti dirgli, per cortesia che non sta
[7:21] bene e che deve chiamarla subito.
[7:23] Ebbene, la maggior parte delle persone non diceva niente.
[7:26] Era così spaventata di dover dire ad uno sconosciuto che la
[7:29] sua mamma stava male, che restava in silenzio.
[7:33] Insomma, abbiamo paura di fare del male anche ad uno
[7:37] sconosciuto, figuriamoci alle persone che invece ci stanno
[7:40] accanto ogni giorno sul lavoro. Non so se sono riuscito a
[7:44] spiegarmi bene in caso poi ti metto il link al mamma Effect.
[7:48] Ora mi sembra evidente che queste variabili non sono
[7:51] presenti solo sul lavoro, ma anche tra amici, parenti,
[7:55] partner e anche in parte dentro ognuno di noi.
[7:59] Se. Capace di dire a te stesso OA te
[8:01] stessa come stanno le cose. Essere onesto, onesta con te
[8:04] stessa. Sei capace di tollerare la
[8:06] giusta frustrazione di aver sbagliato e ammetterlo?
[8:10] Sei in grado di mostrare la tua vulnerabilità.
[8:14] Ebbene, se hai risposto di no alla maggior parte di queste
[8:16] domande, benvenuto e benvenuta nel club.
[8:19] Non è facile per nulla, scusa. Jenna, ma tu non dici che
[8:24] dobbiamo essere gentili con noi stessi e.
[8:27] Se io sono gentile magari, Eh, magari non parlo perché proprio
[8:30] sono gentile. Beh, sì, lo dico spesso, ma la
[8:34] tendenza quando non siamo gentili, è quella di
[8:37] nasconderci. Al contrario, la gentilezza
[8:39] dovrebbe diventare un vero e proprio Balsamo che ti consente
[8:43] di essere più onesto prima con te stesso e poi con gli altri.
[8:47] E voglio ricordarti che essere gentile non significa essere
[8:50] autoindulgente. Non ti devi abbonare tutto, ma
[8:54] significa il contrario, essere onesto con te stesso.
[8:57] E per farlo, molto spesso è necessario partire dalla
[9:01] gentilezza, dalla predisposizione a vedere i
[9:03] propri errori, punti deboli e vulnerabilità con gentilezza.
[9:09] Sì, sono tutte cose che non ti piacciono.
[9:11] Non ti piace pensare agli errori, ai punti deboli, alle
[9:15] vulnerabilità. L'abbiamo visto tante volte
[9:18] all'interno della crescita personale.
[9:20] Ci piace pensare di essere forti e cazzuti, altro che deboli e
[9:23] vulnerabili, giusto? La sicurezza psicologica è la
[9:28] capacità e la possibilità di poter parlare dei nostri errori,
[9:32] dei nostri punti deboli, delle nostre vulnerabilità.
[9:35] Non so se ti ricorda qualcosa più o meno le ultime puntate che
[9:38] abbiamo visto insieme. Ecco, questa predisposizione
[9:41] richiede consapevolezza e gentilezza.
[9:43] Non autoindulgenza, lo so che sono concetti molto simili, ma
[9:48] sono diversi. La gentilezza serve proprio per
[9:51] riconoscere, mentre l'autoindulgenza serve per.
[9:55] Rasserenarsi e fare finta di niente, cioè far finta che non
[9:58] sia successo nulla. Anche in questo caso si
[10:00] rischiano incidenti gravi o la stagnazione.
[10:04] Per spiegare meglio questa faccenda, la nostra edmonson ha
[10:07] creato un bellissimo piano cartesiano, te lo ricordi?
[10:10] Asse, quelle ascisse, le ordinate che puoi vedere
[10:13] all'interno del post allegato a questa puntata nel quale vediamo
[10:17] sulle ascisse ti ricordo le linee orizzontali, gli standard
[10:22] di prestazione, quindi a sinistra Abbiamo Bassi standard,
[10:25] e a destra abbiamo alti standard di prestazione e anche di
[10:29] responsabilità, mentre nelle ordinate, ovviamente quelle
[10:32] verticali, vediamo il. Di sicurezza psicologica
[10:37] analizziamo un secondo questo grafico, in caso tu non lo
[10:40] potessi vedere puoi benissimo immaginartelo davanti a te
[10:42] questo rettangolone dove nella parte verticale ti ricordo,
[10:47] nelle ordinate abbiamo la sicurezza psicologica, in alto
[10:50] c'è tanta sicurezza, in basso poca sicurezza, mentre in basso
[10:54] nella linea orizzontale le ascisse abbiamo invece gli
[10:58] standard di prestazione, dove a sinistra abbiamo bassissimo
[11:02] standard, e a destra altissimi standard.
[11:06] Quindi ora possiamo immaginarla in basso a sinistra nel
[11:09] quadrante che rappresenta bassi standard e bassa sicurezza
[11:14] psicologica. C'è una zona di apatia.
[11:17] Non sei sicuro, ma neanche devi fare grandi prestazioni e non
[11:21] hai grandi responsabilità. Difficilmente sarai impegnato in
[11:25] qualche azione all'interno di questo quadrante.
[11:27] Se invece alziamo gli standard di prestazione B.
[11:31] À abbiamo una bassa sicurezza psicologica, per intenderci,
[11:34] sempre in basso ma a destra nel piano cartesiano troviamo la
[11:39] zona di ansia. Devi fare le cose bene ma non ti
[11:43] senti sicuro, non puoi dire la tua, non puoi indicare eventuali
[11:47] problemi, è alta la paura di sbagliare e non puoi comunicarle
[11:51] agli altri. Ecco, qui ovviamente arriva lo
[11:54] stress, il nascondere gli errori e molto spesso gli incidenti.
[11:59] Ora andiamo all'altro quadrante, quello un po più in alto.
[12:02] Tornando al lato sinistro dello schema, quindi con un basso
[12:06] standard ed un'alta sicurezza psicologica, abbiamo la famosa
[12:10] zona di comfort. Ah, il clima è positivo, tutto
[12:14] fila liscio, ma abbiamo poco focus sui risultati.
[12:18] Vivacchiamo, finché ce n'è viva il re potremmo metterla così.
[12:23] E come puoi immaginare è una zona molto comoda ma anche
[12:26] pericolosa e. Poi alla fine abbiamo la zona
[12:29] ottimale, quella in cui gli standard sono elevati, ma anche
[12:34] la sicurezza psicologica è elevata.
[12:37] Qui abbiamo una zona di apprendimento e di prestazione,
[12:41] qui possiamo imparare dai nostri errori perché possiamo
[12:44] comunicarli, possiamo sfidare noi stessi andando oltre il
[12:48] nostro comfort e soprattutto possiamo attingere ad una sorta
[12:52] di zona di prestazione ottimale all'interno della quale ci
[12:55] sentiamo sufficientemente sfidati.
[12:58] Non troppo, proprio esattamente come nel flow o come nella
[13:02] pratica deliberata. Non so se ti ricordi questi
[13:05] pezzettini. Nell'episodio 563 di questo
[13:09] podcast abbiamo visto che alcune persone tendono a fare maggiori
[13:12] incidenti sul lavoro, non tanto quando sono alle prime armi, ma
[13:17] quando sono esperti in quel campo.
[13:20] Certo, anche i neofiti fanno errori, ma gli esperti fanno
[13:24] errori molto peggiori. Perché?
[13:27] Perché da. Ché dato che hanno molta
[13:28] esperienza, diciamo che si lasciano andare più facilmente o
[13:32] al contrario fanno manovre maggiormente avventate, si
[13:35] permettono con maggiore facilità di farsi guidare dalle
[13:39] abitudini. Interessante, ma cosa c'entra
[13:42] sta faccenda con la sicurezza psicologica?
[13:45] C'entra un sacco, perché sicurezza psicologica non
[13:48] significa stagnazione nell'area che abbiamo visto nel grafico
[13:52] descritto, ma il concetto diventa davvero utile quando
[13:55] inizia a fungere da base sicura per esplorare ed imparare.
[14:00] Questo non vale solo per i bambini e per i più giovani,
[14:03] vale a tutte le età. È un concetto che dovremmo
[14:06] mantenere più a mente, soprattutto oggi, alla luce
[14:09] della rivoluzione dell'intellig. Artificiale, altrimenti corriamo
[14:13] davvero il rischio di farci coccolare nella zona di comfort.
[14:17] E devo dirti una cosa, è per questo che tendo a scrivere
[14:21] personalmente queste puntate. Certo, mi faccio aiutare
[14:25] dall'intelligenza artificiale per l'organizzazione, ma cerco
[14:28] di scrivere ogni singola parola che sto leggendo in questo
[14:32] momento. Sì, alcune le leggo, alcune le
[14:34] improvviso, ma sono io che ti sto parlando in questo momento,
[14:37] almeno per ora, finché non ci sarà un e ai che prenderà la mia
[14:41] voce, come già esiste. E lo farà molto meglio di me.
[14:45] Dunque poniti queste domande, tu sei libero, libera di poter
[14:49] comunicare con le persone intorno a te senza paura di
[14:51] essere visto come stupido stupida.
[14:54] Puoi comunicare gli errori che eventualmente crei e fai
[14:57] all'interno della tua famiglia, all'interno del tuo gruppo di
[15:00] amici, all'interno del tuo gruppo di lavoro e se no, se non
[15:04] ci riesci? E quali sono gli ostacoli che ti
[15:06] impediscono di farlo? Se.
[15:08] Sei in grado di riuscire a vedere intravedere questi limiti
[15:11] per caso sei anche in grado di capire come poter farvi fronte,
[15:15] magari prendendo quella persona e parlandole direttamente.
[15:19] Tutte queste domande, che sono molto, molto semplici, in realtà
[15:22] possono aiutarci davvero a creare migliori climi di
[15:26] sicurezza psicologica, ricordandoci che questa
[15:28] sicurezza psicologica è una variabile, non è qualcosa di
[15:32] bianco nero che accendi o spegni, è qualcosa che può
[15:35] esserci di più o di meno in base al momento, in base al contesto,
[15:39] in base all'argomento di cui stiamo parlando bene.
[15:43] Detto questo, caripinellini, fatemi sapere che cosa ne
[15:46] pensate voi vi sentite sicuri all'interno delle vostre
[15:49] aziende, all'interno delle vostre famiglie?
[15:52] Sappiate che da un po di tempo a questa parte potete mettere un
[15:55] vostro commento bellissimo proprio qui su Spotify, la
[15:58] nostra base di riferimento del podcast, e quindi lasciate un
[16:02] commento e se non l'avete ancora fatto, lasciate Le 5 stelline in
[16:05] alto che dicono a tutti quanto è bello il podcast di Psinel.
[16:09] Bene. Detto questo, come al solito,
[16:11] bando alle ciance e vediamo alcuni consigli.
[16:14] Per questa settimana. Primo, costruisci sicurezza
[16:28] dentro di te prima di pretendere prestazione.
[16:33] Difficilmente riusciamo ad avere alte prestazioni se non ci
[16:35] sentiamo al sicuro. Quindi impariamo a creare dentro
[16:38] di noi degli spazi interni in cui possiamo sbagliare senza
[16:43] farci del male. Proviamo noi stessi a dire alle
[16:46] persone intorno a noi che stiamo sbagliando.
[16:48] Prendiamo l'abitudine di confessare i nostri errori, di
[16:52] modo da allenare anche le persone intorno a noi a questa
[16:55] tendenza. No, non significa che tu debba
[16:57] andare lì a raccontare ogni tuo piccolo errore, ma significa che
[17:01] ogni volta che senti un po di frizione in fare questo, se
[17:04] riesci a farlo, puoi aumentare la sicurezza dentro di te e
[17:07] dentro le altre persone. Quindi impara ad osservare i
[17:11] tuoi errori come dati, non come sentenze.
[17:14] Evita l'auto fustigazione sia il vabbè, va bene tutto così e sia
[17:19] anche, diciamo così, il dire sono proprio l'ultimo sfigato
[17:23] dell'universo. E quindi alleniamoci a dire, OK,
[17:26] questa roba non ha funzionato, che cosa posso fare di diverso?
[17:30] Che cosa ho imparato? La vera crescita personale non
[17:35] nasce dall'autoesaltazione, ma da una sicurezza interna
[17:38] sufficiente per reggere le verità su noi stessi.
[17:44] Secondo alleniamoci a stare nella zona di apprendimento, non
[17:48] nella zona di comfort, ma stiamo attenti, non dobbiamo diventare
[17:52] dei cyborg. La vera sicurezza psicologica
[17:55] personale non ti fa restare fermo, ti permette di muoverti
[17:59] se ti senti sempre tranquillo. Ma non stai imparando nulla,
[18:02] probabilmente sei in una zona di comfort, non tra virgolette,
[18:07] nella zona di sicurezza. Non è la stessa cosa la
[18:10] sicurezza psicologica del comfort.
[18:12] Quindi impariamo a chiederci, c'è qualcosa che sto evitando
[18:16] per paura di sembrare incapace? Sto proteggendo la mia immagine
[18:20] o sto coltivando le mie competenze?
[18:23] La sicurezza psicologica individuale è quella che ti
[18:26] consente di provare cose nuove senza proteggere continuamente
[18:30] il tuo ego. Terzo.
[18:33] Terzo, sii gentile con te stesso e con te stessa.
[18:36] Continuerò a ripetertelo. Questo forse è uno dei punti più
[18:41] sottili, più difficili da comprendere.
[18:43] Essere gentili significa guardare in faccia ciò che non
[18:46] va, senza smettere di rispettarci.
[18:50] Lo ripeto, essere gentile significa guardare in faccia ciò
[18:54] che non va, senza smettere di rispettarti.
[18:58] Mentre, al contrario, essere indulgente significa smettere di
[19:02] guardare per non stare male, in pratica essere gentile ti
[19:05] permette di riconoscere i limiti.
[19:08] L'indulgenza invece ti consente di ignorarli.
[19:11] La durezza nega, mentre la maturità ti aiuta ad integrare.
[19:16] Continuare a crescere a qualsiasi età, soprattutto
[19:19] all'interno dei gruppi o di piccoli gruppi, significa
[19:22] reggere il disagio di ciò che non funziona, senza scappare e
[19:26] senza attaccarsi. Ti ricorda qualcosa?
[19:30] Qualcuno di voi ricorderà qualcosa?
[19:32] Non te lo voglio dire. Lasciamelo tra i commenti.
[19:34] Scommetto che se mi segui da un po di tempo hai colto
[19:37] perfettamente questa citazione. Bene, cari pinelline
[19:41] caripinellini, siamo giunti al termine di questo episodio.
[19:44] Non so se lo sentite, ma ho la voce davvero a pezzi perché la
[19:47] settimana scorsa ho fatto un sacco di karaoke.
[19:49] Se mi seguite su Instagram avrete visto anche un'immagine
[19:53] buffa dove confesso la mia dipendenza.
[19:55] Per il karaoke farò un gruppo di diciamo karaoke anonimi che
[19:59] possano sfogarsi tutti quanti insieme.
[20:02] Però purtroppo ho degli effetti anche sulla voce, mi auguro.
[20:05] Comunque che la puntata sia stata di vostro gradimento, anzi
[20:09] fatemelo sapere all'interno dei commenti e lasciando le vostre 5
[20:12] stelline. E che dire, vi auguro come
[20:14] sempre una splendida giornata. Ci sentiamo la prossima
[20:18] settimana. Un saluto da
[20:19] gennaroromagnolidipsinel.com.

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