# 617- La Vera Forza della Fragilità

An episode of [Il Podcast di PsiNel](https://invisiblenetwork.ai/podcast/788141885), 28 Dec 2025, 24 min.

Audio: https://anchor.fm/s/10305da44/podcast/play/113177046/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2025-11-27%2F2c1f5ed2-8117-8622-fae4-a7f5d4b1dbe5.mp3

Viviamo in un mondo dove sembra sempre necessario dimostrare. Dimostrare quanto siamo bravi, quanto siamo belli, cosa abbiamo raggiunto e cosa vogliamo conquistare. Ma la verità è che tale tendenza ci sta nascondendo un tesoro nascosto, quello dietro le nostre fragilità… Clicca qui per approfondire: https://psinel.com/la-forza-della-fragilita/ - Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/ - Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/ I NOSTRI PERCORSI: https://psinel.com/corsi-online/ Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUS

## Transcript

[0:00] Più cerchiamo di sembrare forti, più stiamo male.
[0:04] Lo so, sembra una frase da poster motivazionale al
[0:07] contrario, ma oggi voglio raccontarti perché è
[0:10] psicologicamente vera questa frase.
[0:12] Abbiamo perso la capacità di mostrare la debolezza e questo
[0:17] ci sta rendendo paradossalmente più reattivi, più rigidi e
[0:21] soprattutto meno umani. E ad un passo dal cambiamento
[0:26] che sta creando la tecnologia, in particolare l'intelligenza
[0:29] artificiale. Che essere meno umani non è un
[0:33] vantaggio. Benvenuto su sinel, il primo
[0:38] Podcast italiano dedicato alla psicologia e alla crescita
[0:41] personale, con Gennaro Romagnoli.
[0:44] Ciao e Benvenuti alla 600 diciassettesima puntata del
[0:48] podcast di psine nel quale parleremo della forza della
[0:51] fragilità, di riuscire a mettere in campo le nostre parti deboli.
[0:55] In un mondo dove tutti cerchiamo di essere più forti, sembrare
[0:58] più giovani, energici, prestanti, forse è il caso di
[1:02] iniziare a farci. Qualche domanda in più.
[1:05] Quindi mettiti comoda, mettiti comodo e iniziamo.
[1:18] Per prima cosa devi sapere che questo episodio sarà legato ad
[1:21] un secondo episodio. Non so quando uscirà, ma
[1:24] immagino presto in cui parleremo dei ponti di forza, quindi
[1:28] dell'opposto. Oggi però voglio partire dal
[1:31] bicchiere, diciamo male, mezzo, vuoto, male eh?
[1:35] Ma non temere, perché scoprirai che là dentro c'è molta più
[1:39] forza di quanto tu possa immaginare. e a volte dentro i
[1:42] tuoi punti di forza c'è molta più debolezza di quanto tu
[1:45] possa. Immaginare non è la prima volta
[1:48] che subse nel. Parliamo del potere della
[1:50] fragilità e psinel è questo podcast.
[1:52] Nel caso fossi qui per la prima volta, ma ultimamente essendomi
[1:56] capitate un po di sfortune, devo ammettere chi mi ha fatto molto
[1:59] bene, cercare di non nasconderle, non reagire e al
[2:03] contrario cercare di fare una delle cose più dure e difficili,
[2:07] cercare di essere onesto con me stesso.
[2:12] Ah, ecco Jenna. Ecco perché in una puntata
[2:14] recente hai parlato delle tecniche, non bullshit, no?
[2:18] In realtà la faccenda è emersa dopo, purtroppo, e quella
[2:22] puntata forse l'aveva magicamente anticipata.
[2:25] Quindi prima magari di parlarti di come sto affrontando questa
[2:29] fase, partiamo come sempre con uno sguardo allargato.
[2:33] Qualche decennio fa, pre Internet, pre, diciamo così,
[2:37] digitale, si diceva che eravamo nell'era dell'immagine ed
[2:41] effettivamente ci siamo ancora un po.
[2:44] E come abbiamo visto tante volte in realtà il fatto di essere
[2:47] adeguati, di essere giusti per il nostro gruppo di pari è
[2:51] sempre stato rilevante per la nostra specie.
[2:54] I motivi sono molti, probabilmente li conosci, ma in
[2:57] caso te li ripeto, il primo è probabilmente il più atavico e
[3:01] conosciuto. È il terrore di essere
[3:04] ostracizzati e messi da parte dal nostro gruppo di pari.
[3:07] Il secondo motivo, quello forse meno conosciuto, riguarda le
[3:11] gerarchie sociali in cui rientri.
[3:14] Sì, perché al di là delle gerarchie umane e formali che
[3:16] abbiamo stabilito a tavolino, come ad esempio il tuo capo
[3:20] oppure non so, il tuo collega, ce ne sono molte altre informali
[3:23] che sono spesso, anzi direi quasi sempre più rilevanti.
[3:28] La ricerca ha provato che sentirsi l'ultima ruota del
[3:31] carro non fa bene al nostro organismo, il che non significa
[3:35] che tutti dovremmo stare in cima alla piramide, ma che tutti
[3:39] atavicamente. Puntiamo a rientrare in un ruolo
[3:42] gerarchico, diciamo così, perlomeno non l'ultima ruota del
[3:46] carro. E anche se abbiamo fatto anni di
[3:48] pratica meditativa, questa tendenza ad attivare il rango
[3:53] può. Permanere anche per tutta la
[3:55] vita, abbiamo così una specie di spinta a non farci sottomettere,
[3:59] perché essere sottomessi anche solo in modo informale, poteva
[4:03] essere pericoloso per la nostra vita.
[4:07] Lascia che ti racconti una storia.
[4:08] Tanti anni fa conoscevo un signore che veniva nel mio
[4:11] studio. Questo signore aveva un negozio
[4:14] che vendeva cose X ecco, non ti dico il negozio.
[4:17] Questa persona aveva diversi dipendenti e di tanto in tanto
[4:21] aveva dei grossi problemi con alcuni di essi, soprattutto con
[4:25] coloro i quali cercavano in un qualche modo di metterli i piedi
[4:29] in testa. E tu mi dirai, ma scusa, Jenna,
[4:32] non era lui il proprietario? Ed è.
[4:34] Proprio per questo che te ne parlo, anche se lui, formalmente
[4:37] nella catena gerarchica, era il capo.
[4:40] Tuttavia non era il capo nel momento in cui entravano i
[4:44] patti, cioè queste persone riuscivano in un qualche modo a
[4:47] mettergli i piedi in testa. Ora lasciamo perdere il fatto
[4:51] che era sempre la stessa persona che ce l'aveva un po con lui,
[4:54] poverino, e lasciamo stare il fatto che questa persona non
[4:56] aveva neanche bisogno di lavorare per lui.
[4:59] Insomma, una situazione molto particolare che forse hai
[5:02] vissuto anche tu, cioè le gerarchie.
[5:05] Non dipendono dalla gerarchia che abbiamo deciso noi, a meno
[5:09] che non ci siano avvocati e notai che creano carte apposta
[5:13] per blindare questa situazione, ma capiamoci, la gerarchia
[5:17] sociale si forma al di là delle regole e delle leggi
[5:21] prestabilite. Lo so, non è bello, ma
[5:24] funzioniamo così. Dunque, nel nostro mondo, se non
[5:28] ci sentiamo forti, cazzuti, adeguati, preparati, studiati,
[5:32] intelligenti, adatti, allora rischiamo di vivere una vita
[5:36] miserabile. No, attenzione, questo non è
[5:40] vero. OK, questa è la spinta atavica.
[5:42] Dentro di te c'è un omino che dice, guarda che se ti mettono i
[5:45] piedi in testa, guarda che se mostri le tue debolezze finirai
[5:50] fuori da questa gerarchia e questo ti produrrà meno
[5:54] capacità. Capacità di avere compagni e
[5:57] partner, meno capacità di procacciare il cibo, meno
[6:00] possibilità di sopravvivenza. Beh Gianna, mi stai dicendo che
[6:04] quindi questa natura evolutiva ha un effetto ancora su come ci
[6:07] comportiamo? Beh, Assolutamente sì.
[6:10] La natura, l'ambiente, la biologia, tutte queste cose
[6:13] insieme hanno effetti rilevabili nel nostro comportamento.
[6:17] Per fortuna abbiamo anche quella parte incredibile di cultura che
[6:21] a sua volta ci invita a mostrare le nostre qualità qualche
[6:24] decennio fa. Parlato dell'uomo che non deve
[6:27] chiedere mai. E oggi invece parliamo di
[6:30] immagini, di social eccetera. In entrambi questi casi
[6:34] difficilmente si mostrano le ferite, le difficoltà, ma si
[6:38] cerca di dare un'immagine potente e positiva.
[6:40] Quand'è che mostri le difficoltà?
[6:42] Quando sei in difficoltà? No, c'è il problema pandoro gate
[6:46] e in quel momento lì pigiamino smart.
[6:48] Comincio? Scusate questo.
[6:52] Dialettismo Veneto pigiamino brutto, occhiali eccetera per
[6:55] sembrare deboli, ma in realtà è una tecnica.
[6:58] Sembro debole per non essere cacciato via dalla gerarchia.
[7:02] In realtà ragazzi, anche in questo momento, mentre sto
[7:05] leggendo ciò che ho scritto, sì perché lo leggo e ci tengo a
[7:08] dirti che non c'è l'intervento dell'intelligenza artificiale.
[7:11] Non voglio sembrare brutto o sbagliato, non voglio dirti cose
[7:17] con errori. E se per caso ne dovessi fare
[7:20] qualcuno, la bravissima Alice. Quella parte per rendere il
[7:23] prodotto gradevole. Sì, ecco il punto gradevole.
[7:27] Ecco, vedi, noi siamo come naturalmente predisposti perché
[7:33] gradevole senza errori e sgradevole con gli errori.
[7:37] Pensiamoci un po. Beh, i motivi possono essere
[7:40] tanti. Il primo è legato all'affluenza
[7:41] cognitiva, quando tu vedi qualcosa che, tra virgolette,
[7:44] fai fatica a cogliere o perché è troppo complesso o perché è
[7:49] sbagliato, quindi crea una specie di dissonanza di
[7:52] frizione. Dentro di te fai più fatica ad
[7:55] elaborarlo e più fai fatica ad elaborare le cose e meno ti
[7:59] piacciono. Ed è per questo che sui social
[8:01] vincono i profili che parlano di banalità o perlomeno parlano
[8:06] anche di cose importanti ma in un modo banale e semplice.
[8:11] Un'altra motivazione è invece che quando guardiamo una ferita,
[8:14] un problema che conosciamo anche le nostre ferite, i nostri
[8:18] problemi risuonano un po come le corde della chitarra.
[8:22] Non so se hai mai preso una chitarra in mano, se tu canti
[8:25] esattamente la nota di quella corda, ecco che quella corda,
[8:28] solo quella corda, si metterà in risonanza a vibrare, quasi come
[8:32] per magia. Ecco, quando vediamo la
[8:34] difficoltà di una persona sentiamo la nostra difficoltà.
[8:38] Se vediamo una persona che fa fatica a portare delle valigie,
[8:41] perché appunto si sta sforzando se per caso a noi abbiamo male
[8:45] alla schiena e in quel momento non dico che ci faccia male la
[8:48] schiena, ma ci sembra quasi di immedesimarci nell'altra
[8:52] persona. Facciamo un'altro esempio molto
[8:54] chiaro di cui ti ho parlato tante volte, immaginiamo che tu
[8:57] abbia dei problemi di balbuzie. Probabilmente starai molto
[9:01] attento a come le persone intorno a te parlano, non solo
[9:04] quindi a come parli tu. E forse sarai perfettamente in
[9:07] grado di cogliere le più piccole disfluenze nelle altre persone,
[9:11] proprio perché è una ferita che tu conosci e risuona quando la
[9:15] percepisci negli altri. Tutto ciò può portare a
[9:19] nascondere quella ferita e la cosa peggiore che facciamo è
[9:22] nasconderla a noi stessi. Così, se ad esempio temo che tu
[9:26] possa giudicarmi male perché sono una persona emotiva,
[9:30] cercherò in ogni modo di non essere emotivo.
[9:32] Ed indovina che cosa succederà? Beh, succederà che prima o poi
[9:36] quell'emotività verrà fuori, che probabilmente non ci piacerà e
[9:40] che faremo di tutto per non sentirla, per non assumercene le
[9:44] nostre responsabilità. Il.
[9:47] Caso estremo di questa faccenda? Sono un po quelle persone che
[9:50] parlano male di altre persone additando loro comportamenti
[9:53] sgradevoli che sono proprie di quelle persone.
[9:57] Lo so, sembra una supercazzola, ma io conosco persone che sono,
[10:00] non so, altamente altezzose e dicono guarda come è altezzoso
[10:04] quello Eh hai capito? Ora nessuno è perfetto e tutti
[10:08] quanti abbiamo delle piccole o grandi debolezze che possono
[10:11] vibrare guardando le altre persone, guardare in faccia
[10:14] queste nostre tendenze, le nostre ferite personali, le
[10:18] nostre idiosincrasie, è il primo modo per come visto nelle
[10:22] diffluenze notarle in noi stessi e poi negli altri.
[10:26] Il che, ripeto, non è piacevole, non ci piace, ci fa scattare
[10:30] nella posizione difensiva, di attacco fuga scappo dalla
[10:34] situazione dove sento che le mie ferite si attivano oppure
[10:37] attacco quando sento che si stanno attivando.
[10:41] Detto In altre parole, più cerco di difendermi, più peggioro la
[10:45] situazione. Chi mi segue da tempo sa che tra
[10:48] le mie personali problematiche c'è la gestione della rabbia.
[10:51] Ci lavoro da tanto tempo con alti e bassi, ora immagina se io
[10:55] non ne fossi affatto con. Io e te ci incontriamo al bar,
[10:59] tu fai una battuta che a me non piace, io cerco di trattenermi,
[11:03] ma inizio a punzecchiarti, a trattarti male, cioè a scaricare
[11:07] poco per volta quella sensazione di rabbia.
[11:10] Tu la Senti e magari me lo fai notare.
[11:11] Ehi Gen, sembra che tu sia arrabbiato con
[11:14] mechecosacecosatihofattoaquel.se. Io non sono consapevole della
[11:19] mia ferita. Se non sono consapevole del
[11:21] fatto che sia vero, che cosa potrò fare?
[11:23] Beh. Mi difenderò, magari
[11:26] arrabbiandomi ancora di più. No, no, no, caro, sei tu che mi
[11:29] fai arrabbiare. Smettila.
[11:30] Io sono calmissimo. È una scena che ho fatto
[11:35] raramente, ma che purtroppo ho fatto.
[11:38] Anche perché purtroppo la consapevolezza tende ad arrivare
[11:41] dopo. Vi ricordate la puntata sulla
[11:43] consapevolezza anterograda? Però nel momento in cui arriva
[11:47] ne devo diventare consapevole. Dunque, invece, immaginiamo che
[11:53] di colpo io mi renda conto che mi sto arrabbiando per davvero.
[11:56] Cosa farò? Come mi sento?
[11:58] Beh, la prima risposta è che mi sento male, terribilmente male.
[12:02] Inizio a sentirmi in colpa, in vergogna, il timore di essere
[12:05] valutato come inadeguato, come un bambino indegno, stupido.
[12:09] Ed è in quel momento che devo iniziare a essere consapevole,
[12:13] gentile con me stesso, per poi provare ad esserlo anche con chi
[12:18] me l'ha fatto notare. Ed è in quel momento che nasce
[12:22] fuori la mia consapevolezza, la mia flessibilità, la mia
[12:25] capacità di dire Porco cane. Hai ragione, forse mi stavo
[12:30] arrabbiando, mi sto arrabbiando. Sono arrabbiato, ma non c'entri
[12:33] niente tu sono sono io che mi sto arrabbiando.
[12:36] Ecco, quando senti una persona che ti parla così, la prima cosa
[12:40] che ti viene in mente? Eh, piccolo, debole, incapace di
[12:44] stare al mondo, quando in realtà una persona che fa così è
[12:48] davvero forte. E nella nostra società le cose
[12:51] si sono ribaltate e ci siamo abituati a persone che non
[12:54] devono chiedere mai, che litigano costantemente, che
[12:57] cercano sempre di dare la parte migliore di loro e di nascondere
[13:03] invece tutte le altre parti. E questa faccenda ci sta facendo
[13:07] male, questa faccenda intorno a noi sta in realtà consumando le
[13:13] nostre energie in un mondo che le consuma sempre di più, zeppo
[13:17] di stressor che non esistevano in precedenza.
[13:20] E lo sai se mi segui, che questo discorso non mi piace perché per
[13:25] quanto mi riguarda probabilmente 1000 anni fa si stava molto
[13:28] peggio che oggi. Tuttavia in questi momenti dove
[13:32] potremmo avere tutte le possibilità per comprendere
[13:35] queste cose, perché abbiamo le ricerche, abbiamo l'esperienza,
[13:38] abbiamo anni di terapia, non ci riusciamo e continuiamo ad
[13:43] essere guidati da quelle parti antiche dentro di noi che ci
[13:46] dicono Stai attento. Nascondi le tue debolezze,
[13:50] mostra solo i tuoi punti di forza, altrimenti ti
[13:53] abbandoneranno e quindi quando facciamo così poi reagiamo male
[13:57] e a volte ci abbandonano sul serio.
[14:01] Quindi lo so che la gente quando pensa alla fragilità, alla
[14:03] vulnerabilità, è ancora vittima di tutti questi stereotipi, ma
[14:07] posso assicurarti che è esattamente il contrario.
[14:10] Chi deve costantemente dimostrare di essere forte e
[14:13] debole ancora, lascia che ti racconti una storiella.
[14:17] C'era una volta un mio paziente che proprio come me faceva
[14:20] fatica a trattenere la rabbia, esplodeva con tutti e questo lo
[14:25] rendeva particolarmente antipatico.
[14:28] Non riusciva a tenere una buona relazione di amicizia, non
[14:30] riusciva a tenersi un lavoro. Insomma, questa sua
[14:33] disregolazione era una vera e propria piaga.
[14:37] Quando gli chiedo quale fosse il momento in cui riusciva
[14:40] maggiormente a gestirsi, lui non aveva dubbi.
[14:43] Subito dopo l'ennesimo litigio, dopo aver capito quando era
[14:46] stato scemo, quanto era stato stupido, che era colpa sua.
[14:50] Lì diventava particolarmente sensibile alla sua rabbia.
[14:54] Anche per giorni. Ora non proseguo con il caso
[14:57] perché altrimenti dovrei dirti delle cose che potrebbero,
[15:00] diciamo così, violare un po il segreto professionale.
[15:03] Ma è evidente, quando questa persona era in contatto con la
[15:07] propria vulnerabilità poteva anche sentire meglio la propria
[15:10] rabbia, addirittura anticiparla e gestirla meglio.
[15:14] In altre parole, questa persona si arrabbiava rovinava la
[15:17] relazione e poi per uno o due mesi si riprometteva di non
[15:21] arrabbiarsi, ma in realtà poi non faceva niente finché.
[15:25] Bussato alla mia porta, lavorando con lui, inoltre,
[15:29] abbiamo scoperto che la cosa migliore non era solo pensare
[15:32] alla propria vulnerabilità, ma anche a quella degli altri.
[15:36] Questo processo di mentalizzazione, come lo
[15:38] chiamiamo noi psicologi, cioè tenere a mente la mente
[15:42] dell'altro, una specie di empatia.
[15:43] OK, non è proprio l'empatia, ma capiamoci lo aveva aiutato
[15:47] tantissimo a regolarsi, non partendo dalla sua forza,
[15:51] attenzione. Ma dalle sue debolezze, non
[15:53] partendo dalle famose risorse, ma partendo dalle sue ferite e
[15:57] non con l'intento di, diciamo così, medicare le sue ferite, ma
[16:02] con l'intento di mostrargli che, proprio nel momento in cui si
[16:05] dimenticava delle ferite, iniziava a trattare male le
[16:09] persone intorno a sé. Ora, se ci pensiamo bene, questo
[16:13] racconto, questo piccolo caso clinico è l'esatto contrario di
[16:16] quello che la gente pensa là fuori, è l'esatto opposto.
[16:20] Tu non hai idea di quante persone nel mio studio mi
[16:23] abbiano raccontato cose del genere.
[16:25] Ti faccio una breve carrellata, pazienti che a un certo punto
[16:28] non riuscivano a dare gli esami all'università e si sono chiusi
[16:32] in casa per anni per la vergogna, facendo.
[16:36] Sì che magari i loro genitori raccontassero in giro, che
[16:40] invece erano magari in un'altro posto a studiare persone che
[16:44] dopo, diciamo così, essere state lasciate dal proprio partner,
[16:47] non sono più riuscite a uscire di casa OA parlarne.
[16:50] Insomma, tutti quanti. Tendiamo a nascondere le nostre
[16:55] fragilità e quando tendiamo a nasconderle, la maggior parte
[16:59] delle volte facciamo danni. Ecco perché dobbiamo imparare
[17:03] per prima cosa a riconoscerle noi stessi, per prima cosa a
[17:07] rendercene conto, per prima cosa ad abbracciarle, quindi
[17:12] caripinellini caripineline. Spero di avervi dato un'altra
[17:16] prospettiva del tema della fragilità, mostrarvi come tenere
[17:19] a mente la nostra fragilità e dargli un occhio invece che.
[17:24] Solo come uomini e donne fortissime potrebbe invece farci
[17:28] benissimo. E anzi, fare il contrario è
[17:31] proprio ciò che potrebbe farci malissimo.
[17:34] Detto questo, beh, bando alle ciance, è come al solito,
[17:37] iniziamo con i nostri consigli. Primo, prendi contatto con le
[17:52] tue fragilità senza romanticizzarle.
[17:56] Prendere contatto con le nostre fragilità non significa
[18:00] esaltarle né usarle come scusa, significa invece riconoscere
[18:04] onestamente dove siamo più sensibili, dove tendiamo a
[18:07] reagire di più, dove perdiamo lucidità non per piacerti, ma
[18:11] per smettere di farti del male da solo.
[18:16] Secondo nota, come le nascondi? Non solo che le hai, OK?
[18:21] Vedi, noi non nascondiamo le fragilità solo negandole a noi
[18:25] stessi, ma le nascondiamo anche diventando ad esempio
[18:28] ipercompetenti iper ironici, iper razionali, iper forti.
[18:34] Quindi potremmo dire che, ad esempio, chi scherza sempre, chi
[18:37] minimizza tutto, chi attacca sempre costantemente potrebbe
[18:41] nascondere una di queste faccende.
[18:43] Come abbiamo visto tante volte i nostri meccanismi di coping,
[18:46] cioè di difesa, cioè di quando o come cerchiamo di gestire gli
[18:50] stress della vita, hanno più o -2 direzioni, o quelle che ci
[18:54] fanno scappare via in fuga da quella situazione o quelli che
[18:57] ci fanno attaccare quella situazione.
[18:59] Quindi cerca di. Notare come tendi a nasconderti
[19:03] scappi via in quel momento oppure attacchi.
[19:08] Terzo, assumiamoci la responsabilità ma non la colpa,
[19:13] responsabilità significa questa cosa succede dentro di me?
[19:17] Colpa significa sono sbagliato, per questo la responsabilità
[19:22] apre spazi di manovra, la colpa ci chiude, l'abbiamo visto tante
[19:27] volte. A volte colpa e responsabilità
[19:30] coincidono, come quando ad esempio facciamo qualcosa
[19:33] intenzionalmente, anche se qualcuno potrebbe aprire il mio
[19:36] caro amico Miccodelli potrebbe aprire la parentesi sul ma sei
[19:40] sicuro che l'hai fatto intenzionalmente o assestato,
[19:42] determinato a farle. Poi un giorno, caro Mick,
[19:45] Chiacchiereremo anche di questo, magari qui.
[19:48] Nostra puntata, ma a parte le battute pseudo filosofiche che
[19:52] io e Mick, che non siamo filosofi, ci facciamo tra di
[19:55] noi, l'idea è questa. Nel momento in cui deleghi la
[19:59] responsabilità di ciò che accade, perdi qualsiasi potere.
[20:03] Quando sei coinvolto in qualcosa e sempre tua responsabilità, ma
[20:06] non è detto che sia colpa tua. Uno degli esempi che facciamo
[20:10] spesso è quello della ruota bucata e quindi te ne faccio
[20:12] un'altro, facciamo quello del bebè abbandonato.
[20:14] Una notte fredda e tempestosa senti bussare al campanello,
[20:18] Apri la porta di casa e c'è un bebè abbandonato con scritto,
[20:22] l'ho abbandonato, se ne prenda cura.
[20:26] Apri la porta, che fai? Guardi, dici vabbè, non è colpa
[20:29] mia. Chiudi la porta e te ne freghi.
[20:31] No, non fai così. Apri la porta, vedi il bebè, ti
[20:34] commuovi, lo prendi, lo porti dentro e te ne prendi cura.
[20:38] Certo, non lo tieni tu chiami qualcuno, chiami gli assistenti
[20:41] sociali, chiami la polizia, ovvio, ma te ne prendi cura,
[20:45] anche se non è colpa tua, è tua responsabilità in quel momento
[20:49] prenderti cura di quel bambino. Quindi delle nostre ferite
[20:53] dobbiamo diventare responsabili senza cadere nella colpa, perché
[20:57] la colpa ci impedisce di agire positivamente, ci fa restare
[21:01] frizzati sulla porta a guardare il bambino mentre il bebè muore
[21:05] di fame qua. Ttro Condividi con misura i tuoi
[21:10] punti deboli, né nascoste né esibite.
[21:14] Mettere in piazza una fragilità non significa cercare
[21:17] salvataggi, giustificazioni, attenzioni.
[21:20] Significa renderla visibile quanto basta per non esserne
[21:24] governati. Lascia che te lo ripeta,
[21:26] significa rendere visibile quella ferita quanto basta per
[21:30] non esserne governato. Vedi la vulnerabilità vera, sana
[21:35] non ti sta chiedendo di essere curata, chiede di essere vista,
[21:39] di essere notata quando mostri una fragilità, senza chiedere
[21:42] che qualcuno la sistemi. Stai facendo un atto di forza
[21:46] psicologico enorme. Dunque vorrei concludere questo
[21:51] episodio dicendoti che la vera forza non è non avere ferite,
[21:54] non è essere sempre impeccabili e sapere dove sono queste ferite
[21:59] e smetterla di difenderle con le unghie.
[22:03] Bene, care pinelline caripinellini, spero che questo
[22:06] episodio vi sia piaciuto. Non avete idea di quanto sia
[22:10] profondo per me questo episodio, anche perché mi sento molto
[22:14] coinvolto in un processo del genere.
[22:16] Io stesso sono il primo a cercare di difendere le mie
[22:19] piccole ferite, ma spero e cerco di fare dei progressi nei
[22:23] prossimi anni. Nei prossimi mesi sì, perché
[22:26] dovete sapere una cosa, non è davvero mai tardi e io l'ho
[22:30] visto accadere nel mio studio, lo vedo tuttora accadere con.
[22:34] Pazienti che riesco ancora a vedere e lo sento chiaramente,
[22:38] che quando ci mettiamo d'impegno possiamo letteralmente cambiare
[22:43] le nostre esistenze. E quando ci prendiamo davvero
[22:46] cura di noi stessi, come in questo caso, magari cercando di
[22:50] notare le nostre ferite senza nasconderle, ma senza esaltarle,
[22:54] ecco che la nostra vita può lentamente e gradualmente
[22:58] migliorare. Quindi ti chiedo un piccolo
[23:00] piacere, Fammi sapere se questa puntata ti è piaciuta, Fammi
[23:03] sapere. Prossimi mesi, giorni,
[23:06] settimane, riuscirai a mettere in pratica anche solo l'un per
[23:10] 100 di ciò che ti ho raccontato e fammi sapere quanto mettere da
[23:15] parte la forza, le difese e diciamo così, mettere un po più
[23:19] in piazza ma senza esagerare i tuoi punti deboli possa
[23:24] realmente darti un vantaggio. Quindi siamo qui, puoi scriverlo
[23:28] qui. Tra i commenti del podcast.
[23:30] Sapete che ormai potete mettere i commentini qui su Spotify e
[23:34] anche mettere le vostre 5 stelline.
[23:36] E anche a voi costano pochissimo e servono per mantenere in alto
[23:41] nell'algoritmo. Il podcast di Psine è anche
[23:44] questo, è un modo per difendersi dalle ferite, ma la logica degli
[23:47] algoritmi è purtroppo impietosa. Bene, cari amici, care amiche,
[23:53] siamo giunti al termine di questo episodio che ho fatto con
[23:56] il cuore. Vi abbraccio davvero tantissimo.
[23:59] Vi auguro una splendida giornata.
[24:01] Ci sentiamo la prossima settimana.
[24:03] Un saluto da Gennaro Romagnoli di ipsinel.comel'ifology.it.

Shows are listed from Apple Podcasts' charts and directory, and Podcast Index where it is used. Every show and episode belongs to its publisher and plays from the publisher's own feed; this site hosts none of them.
