# Tartaria: un mondo perduto?

An episode of [Strane Storie](https://invisiblenetwork.ai/podcast/6813445917), 29 Oct 2026, 34 min.

Audio: https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/75847558/266_tartaria_un_mondo_perduto_lucrezio.mp3

Nel 1893 ventisette milioni di persone attraversano gli Stati Uniti per vedere una città che sembra uscita da un sogno: palazzi bianchi, colonne e cupole, illuminati di notte dall’elettricità. È la “Città Bianca” dell’Esposizione Universale di Chicago. Sei mesi dopo viene quasi interamente demolita. Perché costruire una meraviglia simile per poi raderla al suolo? La “Città Bianca” è il punto di partenza di una delle teorie del complotto più affascinanti del web: Tartaria. Oggi, Massimo Polidoro ci conduce alla scoperta di un impero che non è mai esistito. SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFV PIERO ANGELA: ecco il nuovo libro che ho avuto il piacere e l'onore di curare "Chiedetevi sempre perché" (Mondadori): https://amzn.to/4nhQ8Rz Una serie prodotta da "LUCREZIO, la meraviglia del sapere".

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Nel 1893 una città spettacolare appare quasi dal nulla a
[0:06] Speaker 2: Chicago per l'esposizione universale. Palazzi neoclassici, colonne, cupole, illuminati di
[0:13] Speaker 2: notte dall'elettricità. La chiamano la città bianca. Sei mesi dopo
[0:17] Speaker 2: viene rasa al suolo. Ma perché costruire una meraviglia simile
[0:22] Speaker 2: per poi distruggerla? Secondo una teoria ormai virale online, la
[0:26] Speaker 2: risposta è semplice, perché quella città non l'avevano costruita gli
[0:30] Speaker 2: americani dell'Ottocento, l'avevano trovata già lì, bella e pronta, e
[0:35] Speaker 2: poi l'avevano eliminata per nascondere da dove veniva davvero. Ma
[0:39] Speaker 2: come stanno realmente le cose? Beh, è quello che cercheremo
[0:42] Speaker 2: di scoprire oggi insieme a Strane Storie. Nel 1893, 27
[1:19] Speaker 2: milioni di persone, più di un quarto della popolazione degli
[1:23] Speaker 2: Stati Uniti dell'epoca, si mettono in viaggio verso Chicago per
[1:27] Speaker 2: visitare l'Esposizione Universale Colombiana, organizzata per celebrare i 400 anni
[1:33] Speaker 2: dalla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. E ad
[1:36] Speaker 2: accoglierli c'è una città temporanea di un candore abbagliante. Palazzi
[1:42] Speaker 2: neoclassici con le colonne, le cupole, i timpani, che di
[1:45] Speaker 2: notte poi vengono appunto illuminati da una invenzione nuovissima e sorprendente, l'elettricità.
[1:52] Speaker 2: E la chiamano White City, cioè la città bianca. È
[1:55] Speaker 2: una delle esperienze più straordinarie che un americano dell'epoca possa fare.
[2:00] Speaker 2: Molti di quei 27 milioni non avevano mai visto l'illuminazione elettrica.
[2:06] Speaker 2: Molti non avevano mai visto nulla di simile, nemmeno un'altra città,
[2:10] Speaker 2: in tutta la loro vita. Sei mesi dopo l'esposizione chiude
[2:13] Speaker 2: i battenti. Nel giro di poco tempo quella città da
[2:16] Speaker 2: sogno viene interamente demolita. Gran parte di quello che non
[2:20] Speaker 2: viene smontato a mano viene distrutto da un incendio nella
[2:23] Speaker 2: notte tra l'8 e il 9 luglio del 1894. Ma
[2:28] Speaker 2: perché mai qualcuno dovrebbe costruire con un investimento colossale di tempo,
[2:33] Speaker 2: di denaro, Una meraviglia simile per poi raderla al suolo
[2:36] Speaker 2: nel giro di pochi mesi. Secondo una teoria sempre più
[2:40] Speaker 2: popolare online, la risposta è molto semplice, perché quella città
[2:44] Speaker 2: non era stata costruita dagli americani dell'Ottocento. Loro l'avevano trovata
[2:48] Speaker 2: già così, già lì che le aspettava. L'avevano ristrutturata, l'avevano
[2:53] Speaker 2: usata e poi l'avevano distrutta per nascondere da dove veniva
[2:57] Speaker 2: per davvero. Era stata lasciata da chi allora? Beh, da
[3:00] Speaker 2: una civiltà molto antica, assai più avanzata della nostra. Una
[3:06] Speaker 2: civiltà che oggi nei libri di storia non esiste da
[3:08] Speaker 2: nessuna parte, non è citata in nessun modo, ma le
[3:11] Speaker 2: cui tracce, dicono i sostenitori di questa teoria, si troverebbero ovunque.
[3:17] Speaker 2: E come si chiama questa civiltà, questa città? tartaria e
[3:21] Speaker 2: negli ultimi anni è diventata una delle teorie del complotto
[3:24] Speaker 2: più virali del web, così diffusa da guadagnarsi un nomignolo
[3:28] Speaker 2: tanto scherzoso quanto efficace, il QAnon dell'architettura. Ma che cosa
[3:33] Speaker 2: racconta esattamente questa storia? Da dove viene? Da dove arriva?
[3:38] Speaker 2: E soprattutto cosa dicono gli storici, gli architetti di fronte
[3:42] Speaker 2: alle cosiddette prove che vengono portate a sostenerla? Bentrovati naviganti
[3:55] Speaker 2: del mistero e dell'insolito, io sono Massimo Polidoro e vi
[3:58] Speaker 2: do il bentornato a Strane Storie, la nostra serie che
[4:01] Speaker 2: ogni venerdì ci porta a indagare enigmi e misteri ai
[4:04] Speaker 2: confini del reale con gli strumenti della scienza e della razionalità.
[4:08] Speaker 2: Iscrivetevi al canale e abbonatevi se vi va per vedere
[4:12] Speaker 2: gli episodi in anteprima e anche per guardare i backstage
[4:15] Speaker 2: e i contenuti extra. E poi ho una bella notizia
[4:18] Speaker 2: per voi. Il 10 novembre uscirà Breve Storie della Conoscenza,
[4:23] Speaker 2: dal fuoco all'intelligenza artificiale, come l'uomo ha imparato a cambiare
[4:28] Speaker 2: il mondo. È il mio nuovo libro, arriva appunto il
[4:31] Speaker 2: 10 novembre, ma potete già preordinarlo. Ne parleremo molto presto.
[4:36] Speaker 2: E poi vi invito anche a scoprire Lucrezio, la meraviglia
[4:39] Speaker 2: del sapere, all'indirizzo lucrezio. eu, la nostra nuova rivista online dove
[4:44] Speaker 2: trovate tantissimi contenuti straordinari, gratuiti, tutti i giorni. Ma ora
[4:49] Speaker 2: torniamo a Tartaglia e chiediamoci che cosa ci racconta esattamente
[4:55] Speaker 2: questa teoria e da dove arriva. Allora, a volte ci
[5:03] Speaker 2: si riferisce a questa storia come Tartaria, a volte come
[5:06] Speaker 2: Grande Tartaria, a volte come l'Impero Tartaro. La storia che racconta,
[5:11] Speaker 2: bisogna ammetterlo, è davvero affascinante nella sua grandiosità. Secondo i
[5:16] Speaker 2: suoi sostenitori, fino a due o tre secoli fa sarebbe
[5:19] Speaker 2: esistita una civiltà globale, tecnologicamente avanzatissima, un impero autentico che
[5:25] Speaker 2: avrebbe raggiunto una pace mondiale, sviluppato tecniche ormai perdute, in
[5:30] Speaker 2: particolare una fantomatica energia libera, wireless diremmo oggi, a cui
[5:35] Speaker 2: le sperimentazioni di Nikola Tesla si sarebbero ispirate e soprattutto
[5:40] Speaker 2: capace di un'architettura che nessuno oggi sarebbe in grado di replicare.
[5:45] Speaker 2: Avrebbero costruito non soltanto la città bianca di Chicago ma
[5:49] Speaker 2: anche la grande muraglia cinese, il Taj Mahal, il Campidoglio
[5:54] Speaker 2: di Washington, tutto insomma. Poi però tutto sarebbe crollato in
[5:58] Speaker 2: un cataclisma globale. Una serie di alluvioni di fango, le
[6:02] Speaker 2: cosiddette mud floods, avrebbe sepolto le città tartare sotto metri
[6:07] Speaker 2: e metri e metri di sedimenti, sterminando tutta la popolazione.
[6:11] Speaker 2: Forse per cause naturali, forse, e questa è ovviamente la
[6:15] Speaker 2: versione più popolare online, innescate deliberatamente da una elite oscura
[6:21] Speaker 2: di potenti che voleva cancellare ogni traccia di quell'impero. A
[6:25] Speaker 2: questo punto sarebbe iniziato quello che i sostenitori della teoria
[6:28] Speaker 2: chiamano il grande reset, cioè gli edifici sopravvissuti sarebbero stati recuperati, ridipinti,
[6:35] Speaker 2: attribuiti a epoche e culture del tutto inventate di sana pianta,
[6:39] Speaker 2: mentre nei libri di storia veniva raccontata una cronologia completamente falsa.
[6:45] Speaker 2: In alcune varianti persino la prima e la seconda guerra
[6:48] Speaker 2: mondiale sarebbero state orchestrate per distruggere a suon di bombe
[6:53] Speaker 2: gli ultimi resti della civiltà tartarica. Ma le prove di
[6:58] Speaker 2: tutto questo dove sarebbero? Ovunque, dicono i teorici, basta saperle guardare.
[7:03] Speaker 2: Le finestre prendiamo di molti edifici ottocenteschi che oggi si
[7:07] Speaker 2: trovano sotto il livello del marciapiede. Un tempo erano pianiterra,
[7:12] Speaker 2: adesso sono sepolti dal fango. I cosiddetti forti a stella,
[7:16] Speaker 2: le fortificazioni geometriche a più punte che sarebbero stati in
[7:19] Speaker 2: realtà degli antichi generatori di energia. le Guglie, i pinnacoli
[7:24] Speaker 2: degli edifici storici, interpretati come antenne per raccogliere quella stessa
[7:28] Speaker 2: energia libera, e poi le esposizioni universali come quella di Chicago,
[7:33] Speaker 2: troppo grandiose e costruite troppo rapidamente per essere davvero opera
[7:37] Speaker 2: di esseri umani dell'Ottocento e demolite troppo in fretta, per
[7:42] Speaker 2: non sembrare sospette. Un esempio molto citato online è quello
[7:45] Speaker 2: della vecchia Penn Station di New York, abbattuta nel 1963
[7:51] Speaker 2: per fare posto al Madison Square Garden. Le sue colonne monumentali,
[7:54] Speaker 2: secondo i teorici, non sarebbero state costruite dagli architetti americani
[7:59] Speaker 2: a inizio Novecento, sarebbero state riscoperte e poi fatte sparire
[8:04] Speaker 2: una seconda volta, quando la stazione fu demolita. È un
[8:07] Speaker 2: sistema narrativo elegante, diciamo, lo riconosciamo, insomma. Ogni edificio, bello
[8:13] Speaker 2: e antico, ecco che diventa una prova di questa teoria.
[8:16] Speaker 2: Ogni demolizione diventa una cancellazione delle prove, delle evidenze. Ogni
[8:21] Speaker 2: dettaglio architettonico incompreso diventa un indagino. di qualcosa di più grande.
[8:27] Speaker 2: Come nasce questa storia? Da dove arriva? Chi l'ha inventata?
[8:36] Speaker 2: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare guardando la sua diffusione
[8:40] Speaker 2: attuale su TikTok, su YouTube, su Reddit, la teoria di
[8:43] Speaker 2: Tartaglia non nasce come fenomeno americano. Le sue radici affondano
[8:48] Speaker 2: negli ambienti nazionalisti russi e in particolare in un'opera bizzarra
[8:53] Speaker 2: e ambiziosa, la cosiddetta Nuova Cronologia, elaborata a partire dagli
[8:58] Speaker 2: anni 70 da Anatoly Fomenko. Fomenko non era uno storico,
[9:02] Speaker 2: era un matematico che un matematico di valore pregiunta con
[9:06] Speaker 2: dei contributi seri nel campo della topologia. Ma a un
[9:10] Speaker 2: certo punto della sua carriera decise di applicare dei metodi
[9:13] Speaker 2: statistici alla storia e arrivò a una conclusione tanto audace
[9:17] Speaker 2: quanto indimostrabile. La cronologia storica accettata da tutti gli storici
[9:22] Speaker 2: del mondo sarebbe sostanzialmente falsa. Nella sua versione, la storia
[9:28] Speaker 2: dell'umanità è molto più breve di quanto crediamo, con oltre
[9:31] Speaker 2: mille anni in meno e civiltà, come quell'Egizia, quella romana,
[9:35] Speaker 2: sarebbero state compresse nel Medioevo, sovrapposte e confuse tra loro,
[9:40] Speaker 2: per farla breve. Gran parte della storia antica e medievale
[9:44] Speaker 2: sarebbe stata inventata a tavolino, secoli dopo i fatti, da
[9:48] Speaker 2: falsare al servizio del potere, per dare un'idea concreta dell'assurdità. Allora,
[9:53] Speaker 2: nella nuova cronologia di Fomenco, Giulio Cesare e Carlo Magno
[9:57] Speaker 2: sarebbero quasi contemporanei. La guerra di Troia sarebbe avvenuta nel
[10:01] Speaker 2: Medioevo e Gesù sarebbe vissuto nel XII secolo. Ora... Prendete
[10:06] Speaker 2: questa idea di una storia riscritta dai potenti e unitela
[10:11] Speaker 2: a un'osservazione geografica reale. In molte mappe medievali e della
[10:15] Speaker 2: prima età moderna, le regioni dell'Asia settentrionale vengono indicate come
[10:19] Speaker 2: Tartaria o Grande Tartaria, un nome che si trova sulle
[10:23] Speaker 2: carte geografiche fino almeno al Settecento. a designare quei territori vastissimi,
[10:28] Speaker 2: dagli Urali alla Siberia, dall'Asia centrale alla Manciuria alla Mongolia,
[10:33] Speaker 2: segni di un antico impero estesissimo, di una civiltà ormai
[10:38] Speaker 2: cancellata dalla storia ufficiale? A partire dagli anni 90 questa
[10:41] Speaker 2: idea prende piede negli ambienti nazionalisti russi per poi diffondersi
[10:46] Speaker 2: nei forum, nei blog dedicati alla cosiddetta storia alternativa. È
[10:50] Speaker 2: proprio lì che nasce la grande tartaria la teoria ovviamente
[10:54] Speaker 2: come la conosciamo oggi, cioè una civiltà perduta che regnava
[10:58] Speaker 2: sulle immense steppe eurasiatiche tecnologicamente superiore, pacifica, cancellata da un
[11:05] Speaker 2: complotto globale. Uno dei suoi sostenitori più entusiasti è l'occultista
[11:10] Speaker 2: e guaritore Nikolai Levashov, una specie di David Icke in
[11:14] Speaker 2: salsa russa, finito al centro di gravi polemiche per avere
[11:17] Speaker 2: convinto delle persone malate di cancro ad abbandonare le cure
[11:22] Speaker 2: mediche a favore di improbabili terapie alternative. È Levashov a
[11:26] Speaker 2: rendere popolare l'idea che Tartaria fosse il vero e glorioso
[11:31] Speaker 2: nome della Russia, cancellato dagli storici occidentali. Ed è sempre
[11:35] Speaker 2: lui a diffondere la versione più romantica della storia. Un
[11:39] Speaker 2: impero pacifico in cui le conoscenze sull'energia libera erano messe
[11:43] Speaker 2: a disposizione di tutti gratuitamente, in cui le malattie venivano
[11:47] Speaker 2: curate con delle tecniche poi soppresse dalla medicina ufficiale. Insomma,
[11:52] Speaker 2: un'antica età dell'oro, come conosciamo e come abbiamo sentito mille volte,
[11:57] Speaker 2: perduta per colpa dei soliti potenti malvagi. Verso il 2016-2017
[12:04] Speaker 2: questa storia comincia a migrare verso le piattaforme in lingua
[12:08] Speaker 2: inglese e nel passaggio perde quei connotati nazionalisti originali. La
[12:13] Speaker 2: nuova Tartaria diventa un impero ancora più esteso che abbraccia
[12:18] Speaker 2: anche l'Europa e le Americhe, cancellato da questo grande e
[12:22] Speaker 2: oscuro reset. Nascono dei thread su Reddit, su canali YouTube,
[12:27] Speaker 2: gli account TikTok. Il fenomeno esplode, complice la natura straordinariamente
[12:33] Speaker 2: fotogenica dell'argomento. Grandi porte monumentali, colonne sovradimensionate, cupole di edifici
[12:39] Speaker 2: grandiosi che si prestano perfettamente a un video di 30
[12:43] Speaker 2: secondi che promette rivelazioni proibite. Cosa dicono invece gli storici
[12:47] Speaker 2: e gli architetti di fronte a queste... E allora cominciamo dall'inizio,
[12:52] Speaker 2: dalla città bianca di Chicago. Ed ora torniamo a quella
[13:01] Speaker 2: White City, la città bianca, Chicago, il nostro punto di
[13:03] Speaker 2: partenza di tutta questa storia. La sua vicenda in realtà
[13:07] Speaker 2: è documentata nei minimi dettagli. L'esposizione fu progettata da un
[13:13] Speaker 2: gruppo di architetti guidati da Daniel Burnham, con il celebre
[13:16] Speaker 2: Frederick Law Olmsted, cioè lo stesso paesaggista di Central Park
[13:21] Speaker 2: a New York, non uno sconosciuto, incaricato del verde. Decine
[13:25] Speaker 2: di migliaia di lavoratori per anni hanno costruito quello che
[13:28] Speaker 2: i visitatori avrebbero poi visto, Nei thread dedicati a Tartaria
[13:32] Speaker 2: si legge spesso che tutto questo sarebbe stato impossibile. Quegli
[13:36] Speaker 2: edifici erano troppo elaborati, troppo grandiosi, costruiti in troppo poco
[13:41] Speaker 2: tempo per essere davvero opera dell'uomo, ottocentesco. Ma questa idea
[13:45] Speaker 2: nasce da un fraintendimento fondamentale sulla natura stessa di quegli edifici.
[13:51] Speaker 2: Non erano costruiti in pietra. Erano fatti di un materiale
[13:54] Speaker 2: chiamato staff, una miscela di gesso, cemento e fibra di
[13:58] Speaker 2: iuta colata su degli scheletri di legno e di metallo.
[14:02] Speaker 2: Erano costruzioni pensate fin dall'inizio per essere economiche, leggere, veloci
[14:07] Speaker 2: da modellare e soprattutto temporanee. Ecco perché furono demolite. Era
[14:13] Speaker 2: esattamente quello che si era programmato di fare fin dal
[14:16] Speaker 2: primo giorno. L'unico edificio concepito per durare il Palazzo delle
[14:20] Speaker 2: Belle Arti è l'unico sopravvissuto. Fu ricostruito in materiali permanenti
[14:25] Speaker 2: negli anni Trenti e oggi ospita il Museo della Scienza
[14:28] Speaker 2: e dell'Industria di Chicago. Potete andarlo a vedere. La stessa
[14:31] Speaker 2: cosa vale per un'altra grande esposizione citata dai teorici di Tartaria,
[14:36] Speaker 2: quella di San Francisco del 1915, i cui edifici in
[14:41] Speaker 2: gesso e legno erano stati progettati esplicitamente per un rapido smontaggio,
[14:46] Speaker 2: come confermano le cronache dei giornali del tempo. Ma si
[14:50] Speaker 2: chiedono i pensosi teorici come poteva l'Ottocento produrre un'architettura tanto
[14:56] Speaker 2: elaborata quasi dal nulla. Colonne, capitelli, fregi, cornici pieni di svolazzi.
[15:00] Speaker 2: Come era possibile senza le tecnologie di oggi? Anche qui
[15:04] Speaker 2: chi conosce la storia dell'architettura può rispondere senza nessuna difficoltà.
[15:08] Speaker 2: Proprio nel corso dell'Ottocento si diffondono su larga scala le
[15:12] Speaker 2: tecniche di produzione in serie di elementi decorativi, colonne, capitelli, cornici,
[15:17] Speaker 2: realizzati con degli stampi in gesso, in ghisa, dettagli complessi
[15:22] Speaker 2: ed elaborati replicabili a costi relativamente contenuti. E a questo
[15:27] Speaker 2: si aggiunge la mano d'opera specializzata dell'epoca. Scalpellini, stuccatori, fonditori,
[15:33] Speaker 2: sono dei mestieri che oggi sono quasi scomparsi, ma allora
[15:36] Speaker 2: erano diffusissimi, non c'è niente di misterioso, insomma. Solo storia dell'architettura.
[15:43] Speaker 2: E allora gli edifici permanenti, il Campidoglio americano, Notre Dame,
[15:47] Speaker 2: il Taj Mahal, non sono certo fatti di gesso, no?
[15:50] Speaker 2: Perché sono così enormi? Perché le porte del Pantheon a
[15:53] Speaker 2: Roma sono alte oltre 7 metri e mezzo? Perché la
[15:56] Speaker 2: porta monumentale di Bulandarvasa in India arriva a 40 metri?
[16:01] Speaker 2: Dovevano forse passarci dei giganti? Anche per tutto questo la
[16:05] Speaker 2: risposta esiste ed è molto semplice. La grande maggioranza delle
[16:09] Speaker 2: opere citate dai teorici della Tartaria erano degli edifici pubblici
[16:14] Speaker 2: palazzi di governo, templi, moschee, cattedrali e in quasi tutte
[16:18] Speaker 2: le culture umane l'architettura pubblica non aveva solo una funzione
[16:23] Speaker 2: pratica era un simbolo di potere e più monumentale era
[16:28] Speaker 2: l'ingresso e più imponente era il palazzo più importante doveva
[16:33] Speaker 2: essere chi l'aveva fatto costruire le proporzioni colossali non servivano
[16:37] Speaker 2: agli esseri umani che ci passavano dentro servivano a impressionare,
[16:41] Speaker 2: a intimidire, a suscitare meraviglia. Non è poi tanto diverso
[16:46] Speaker 2: oggi se ci pensiamo. I grattacieli delle grandi banche, delle multinazionali,
[16:50] Speaker 2: non sono alti perché serve più spazio, sono alti perché
[16:54] Speaker 2: l'altezza comunica potere. I soffitti alti negli appartamenti di pregio
[16:58] Speaker 2: non sono più efficienti, anzi sono un incubo dal punto
[17:01] Speaker 2: di vista energetico. però li amiamo lo stesso perché li
[17:04] Speaker 2: percepiamo come belli, come un segno di distinzione. Poi c'è
[17:08] Speaker 2: una ragione pratica ulteriore. Prima dell'elettricità grandi porte e grandi
[17:13] Speaker 2: finestre erano l'unico modo per arieggiare e illuminare gli ambienti.
[17:19] Speaker 2: Oggi vadiamo all'efficienza, all'isolamento termico, all'organizzazione razionale degli spazi. È
[17:24] Speaker 2: un modo diverso di concepire l'architettura, meno simbolico certo, meno
[17:29] Speaker 2: orientato a stupire. Ed è anche per questo che certi
[17:32] Speaker 2: edifici antichi ci sembrano sproporzionati, perché è cambiato il nostro
[17:36] Speaker 2: modo di guardare, non è cambiata la capacità di chi
[17:40] Speaker 2: li ha costruiti. Però rimane una delle prove fotografiche più
[17:44] Speaker 2: condivise online, cioè quelle finestre che sembrano aprirsi a filo
[17:48] Speaker 2: della strada, addirittura al di sotto. Eh, se non è
[17:51] Speaker 2: il fango di tartari ad averle sepolte, che cos'è? Veniamo
[18:00] Speaker 2: dunque a una delle prove fotografiche più condivise online, cioè
[18:04] Speaker 2: le finestre di alcuni edifici ottocenteschi che oggi si trovano
[18:08] Speaker 2: sotto il livello del marciapiede, presentati come dei pianoterra sepolti
[18:12] Speaker 2: dal fango delle misteriose alluvioni tartariche. Anche qui. La storia
[18:17] Speaker 2: vera è documentata nei dettagli e Chicago ancora una volta
[18:21] Speaker 2: ci offre un esempio perfetto. La città fu fondata su
[18:24] Speaker 2: un terreno paludoso appena sopra il livello del lago Michigan
[18:29] Speaker 2: e soffriva di un drenaggio delle acque reflue disastroso. Nel
[18:34] Speaker 2: XIX secolo il ristagno portava regolarmente a epidemie di colera,
[18:38] Speaker 2: una delle malattie più temute dell'epoca, che poteva uccidere in
[18:43] Speaker 2: poche ore. È qualcosa che bisognava fare. Nel 1856 l'ingegnere
[18:48] Speaker 2: Ellis Chesbrough propose una soluzione radicale. Costruiamo un nuovo sistema
[18:53] Speaker 2: foniario sopra il livello stradale esistente e poi rialziamo l'intera città, strade, marciapiedi, edifici,
[19:01] Speaker 2: fino a farla combaciare con le nuove fognature. Quello che
[19:04] Speaker 2: seguì è una delle imprese di ingegneria civile più straordinarie
[19:09] Speaker 2: del XIX secolo. Nel giro di pochi anni, infatti, centinaia
[19:13] Speaker 2: di edifici in mattoni furono letteralmente sollevati, a volte anche
[19:18] Speaker 2: di 4 metri, mentre la vita proseguiva normalmente. I negozi
[19:22] Speaker 2: restavano aperti, i clienti entravano e uscivano, gli uffici funzionavano.
[19:26] Speaker 2: Un solo edificio in mattoni di 70 metri di lunghezza
[19:30] Speaker 2: fu alzato nel gennaio del 1858 usando 200 martinetti in contemporanea,
[19:38] Speaker 2: azionati da un esercito di operai che giravano le vite
[19:43] Speaker 2: all'unisono al comando di un capocantiere. Il risultato di questa
[19:47] Speaker 2: colossale operazione, nota come il sollevamento di Chicago, è esattamente
[19:51] Speaker 2: quello che i teorici di Tartaria scambiano per le tracce
[19:55] Speaker 2: di un'alluvione misteriosa. Edifici, il cui piano terra originario si
[19:59] Speaker 2: trova oggi qualche gradino sotto il livello della strada, non
[20:02] Speaker 2: era colpa del fango cosmico era ingegneria civile dell'ottocento ma
[20:07] Speaker 2: Chicago non è l'unico caso un altro esempio molto citato
[20:12] Speaker 2: è quello di Seattle e del suo Seattle Underground cioè
[20:15] Speaker 2: una rete di passaggi sotterranei ex marciapiedi scantinati che oggi
[20:21] Speaker 2: si trovano sotto i marciapiedi attuali, in particolare nel quartiere
[20:24] Speaker 2: di Pioneer Square. Anche qui l'opportunità è arrivata da una catastrofe,
[20:29] Speaker 2: il grande incendio del 1889, che rese necessario ricostruire buona
[20:35] Speaker 2: parte della città. Si approfittò di quell'occasione per risolvere alcuni
[20:39] Speaker 2: gravi problemi di allagamento e di riflusso delle fognature, innalzandosi
[20:44] Speaker 2: a attol di diversi metri. Ancora oggi si possono visitare
[20:48] Speaker 2: le strutture che sono sopravvissute all'incendio e sono finite interrate
[20:52] Speaker 2: sotto il livello dei marciapiedi moderni. Esiste persino un tour turistico,
[20:57] Speaker 2: l'Underground Tour, che porta i visitatori a esplorare quei sotterranei.
[21:01] Speaker 2: Non è un segreto occulto. è un'attrazione ormai. E quindi, sì,
[21:06] Speaker 2: in alcune città americane esistono davvero sotterranee, strade che sono
[21:10] Speaker 2: finite e sepolte, finestre e decorazioni che un tempo erano
[21:13] Speaker 2: visibili a tutti, ma lo si deve a scelte architettoniche
[21:17] Speaker 2: e ingegneristiche molto precise e documentate. e non a gigantesche
[21:22] Speaker 2: inondazioni di fango che avrebbero coinvolto tutto il mondo contemporaneamente.
[21:27] Speaker 2: Aggiungiamo solo una cosa a proposito di alcune delle foto
[21:30] Speaker 2: più condivise online, che mostrano finestre aperte a filo della strada. Ecco,
[21:35] Speaker 2: quelle finestre erano state costruite così deliberatamente. Servivano ad arieggiare
[21:40] Speaker 2: e illuminare gli scantinati, che spesso erano usati come abitazioni
[21:44] Speaker 2: nei periodi della prima industria regionale. quando migliaia di immigrati
[21:50] Speaker 2: arrivavano in città in cerca di lavoro e qualunque spazio
[21:53] Speaker 2: abitabile diventava utile. E allora quei forti a forma di stella,
[21:58] Speaker 2: le misteriose fortificazioni a forma di stella che secondo la
[22:02] Speaker 2: teoria sarebbero degli antichi generatori di energia, cosa possiamo dire
[22:06] Speaker 2: di questi? Anche la loro origine è perfettamente documentata, non
[22:10] Speaker 2: arriva dal nulla, ma nasce qui da noi in Italia
[22:13] Speaker 2: durante il Rinascimento. Erano la risposta ingegneristica a una invenzione
[22:18] Speaker 2: tecnologica molto particolare, cioè l'artiglieria. Le mura verticali dei castelli
[22:23] Speaker 2: medievali erano bersagli molto facili per i cannoni e quindi
[22:28] Speaker 2: furono progressivamente sostituite da bastioni più bassi, molto spessi, e angolate,
[22:34] Speaker 2: capaci cioè di deflettere i colpi, di eliminare gli angoli
[22:38] Speaker 2: morti in cui gli assalitori potevano ripararsi senza essere colpiti.
[22:42] Speaker 2: Da qui arriva questa forma a stella. Non è un
[22:45] Speaker 2: simbolo magico esoterico, non è un'antenna cosmica. È una soluzione
[22:49] Speaker 2: tecnica precisa a un problema militare preciso. Persino Leonardo da
[22:54] Speaker 2: Vinci li studia, ci sono i suoi disegni. La tecnica
[22:57] Speaker 2: si diffuse rapidamente in tutta Europa e nelle parti del
[23:00] Speaker 2: mondo soggette al dominio coloniale, seguendo l'evoluzione stessa delle armi
[23:05] Speaker 2: da fuoco. Secoli di manuali militari, corrispondenze tra ingegneri, progetti
[23:10] Speaker 2: conservati negli archivi documentano tutto questo senza ombra di dubbi.
[23:14] Speaker 2: Quanto alle guglie, ai pennacoli, alle cupole, le presunte antenne
[23:18] Speaker 2: per quella energia libera, avevano delle funzioni molto più prosaiche.
[23:23] Speaker 2: Erano elementi decorativi, erano simboli religiosi, erano sistemi di drenaggio
[23:28] Speaker 2: dell'acqua piovana. o semplicemente il modo in cui l'architettura dell'epoca
[23:33] Speaker 2: esprimeva la propria idea di bellezza e di verticalità. L'energia
[23:37] Speaker 2: libera purtroppo non è ancora stata trovata, nemmeno nelle cupole
[23:42] Speaker 2: più elaborate. Però rimane una domanda a cui non abbiamo
[23:45] Speaker 2: ancora risposto. Perché per secoli le mappe hanno davvero chiamato
[23:50] Speaker 2: Tartaria una vastissima regione dell'Asia? Esisteva per caso in qualche
[23:54] Speaker 2: forma un autentico impero tartaro? Il termine Tartaglia si trova,
[24:04] Speaker 2: come dicevamo, per davvero su molte mappe europee a partire
[24:07] Speaker 2: dal Medioevo e fino al Settecento circa. Quindi non è
[24:11] Speaker 2: un'invenzione questa dei teorici del complotto, è proprio un dato
[24:14] Speaker 2: storico reale e per questo merita una spiegazione un pochino
[24:18] Speaker 2: più seria. Il guaio è che di quelle zone dell'Asia
[24:20] Speaker 2: i cartografi europei sapevano poco o nulla, era un'area inutile. sterminata, stepposa,
[24:29] Speaker 2: abitata da popolazioni nomadi che nessuno in occidente aveva mai
[24:33] Speaker 2: studiato sistematicamente e che erano difficilissime da distinguere l'una dall'altra.
[24:38] Speaker 2: Le uniche vie di collegamento conosciute erano quelle commerciali, la
[24:41] Speaker 2: celebre via della seta che conosciamo tutti, ma per il
[24:44] Speaker 2: resto quella era in gran parte terra incognita, come si diceva,
[24:49] Speaker 2: cioè territorio sconosciuto davvero nel senso più letterale del termine.
[24:53] Speaker 2: E quando i cartografi non sanno cosa c'è in un post, beh,
[24:57] Speaker 2: ci mettono un nome generico. Tartaglia nacque probabilmente come corruzione
[25:01] Speaker 2: di Tatari, cioè il nome di una popolazione di origine
[25:05] Speaker 2: turca che poi si è spostata verso la Russia. Ed
[25:08] Speaker 2: è diventata un'etichetta ombrello con cui gli europei indicavano tutto
[25:12] Speaker 2: quello che stava a est degli Urali e che non
[25:15] Speaker 2: sapevano come chiamare altrimenti. La situazione rimase questa per secoli
[25:20] Speaker 2: e poi nel Settecento le grandi spedizioni geografiche russe, promosse
[25:25] Speaker 2: dai riformatori come Pietro il Grande, Caterina II, cominciarono a
[25:29] Speaker 2: esplorare sistematicamente tutte quelle regioni e riportarne a discrezioni precise.
[25:34] Speaker 2: Sulle mappe si cominciò allora a distinguere una Tartaria russia,
[25:38] Speaker 2: nell'odierna Siberia, una piccola Tartaria, nel Canato di Crimea, una
[25:44] Speaker 2: Tartaria cinese, nella Manciuria, una Tartaria indipendente, in Asia Centrale.
[25:50] Speaker 2: Col progredire delle scoperte geografiche, il nome ha lasciato gradualmente
[25:54] Speaker 2: il posto a denominazioni più precise, quelle delle regioni e
[25:58] Speaker 2: delle popolazioni che le abitavano. E così Tartaria è scomparsa
[26:02] Speaker 2: dalle mappe. Questo già da solo basta a chiarire una
[26:04] Speaker 2: cosa fondamentale, no? Non esisteva una Tartaria come stato unitario
[26:09] Speaker 2: e indipendente, era solo il nome che l'ignoranza degli europei
[26:13] Speaker 2: dava a queste terre che non conoscevano, non era la
[26:15] Speaker 2: traccia di un impero perduto. Questo non significa però che
[26:19] Speaker 2: in quelle regioni non ci siano stati dei grandi imperi.
[26:22] Speaker 2: Gengis Khan, nel 200, unificò le tribù mongole e turche
[26:26] Speaker 2: dando vita all'Impero Mongolo, uno degli imperi più estesi nella
[26:30] Speaker 2: storia umana, che arrivò a controllare territori dalla Cina alla Polonia. Tamerlano,
[26:35] Speaker 2: che si presentava come erede di Gengis Khan, fondò l'Impero
[26:39] Speaker 2: Timuride tra il 1370 e il 1405, con capitale la
[26:41] Speaker 2: splendente Samarkanda. Erano civiltà reali, complesse, straordinarie, ma non sono
[26:51] Speaker 2: la tartaria delle leggende. Hanno dei nomi propri, delle storie documentate,
[26:56] Speaker 2: degli archivi che vengono studiati dagli storici. Ecco, conviene fermarsi
[27:00] Speaker 2: un momento su un dettaglio che io trovo sempre... illuminante.
[27:03] Speaker 2: Quando si parla di teorie come questa, i sostenitori di Tartaria,
[27:07] Speaker 2: per esempio, sostengono che un'elite globale abbia riscritto tutta la
[27:11] Speaker 2: storia cancellando ogni traccia di questo immenso impero. Un'impresa colossale
[27:17] Speaker 2: che avrebbe richiesto la complicità di migliaia, centinaia di migliaia
[27:22] Speaker 2: di storici, cartografi, archeologi, in qualunque parte del mondo per secoli. Eppure,
[27:28] Speaker 2: quella stessa élite avrebbe trascurato di togliere il nome Tartarga
[27:33] Speaker 2: dalle mappe. Avrebbe lasciato in circolazione per secoli centinaia di
[27:37] Speaker 2: carte geografiche che riportano esplicitamente quel nome nelle biblioteche, nei musei,
[27:41] Speaker 2: nelle collezioni private di Mezzomondo. Scrivere la storia va bene dunque,
[27:45] Speaker 2: ma la geografia, le vecchie pergamene, i planisferi conservati negli
[27:49] Speaker 2: archivi vaticani, eh no! Quelli no, quelli li hanno lasciati stare. Ecco,
[27:53] Speaker 2: onestamente ditemi voi quanto è credibile tutta questa storia? E
[28:03] Speaker 2: allora è arrivato il momento di tirare un po' di fila, no?
[28:06] Speaker 2: La teoria di Tartaria è stata smontata pezzo per pezzo
[28:10] Speaker 2: dagli storici, dagli architetti, dagli archeologi. La stessa società geografica
[28:15] Speaker 2: russa si è spesa pubblicamente per contrastarla. questo senza nemmeno
[28:19] Speaker 2: considerare i dati oggettivi che rendono tutta l'impalcatura impossibile da sostenere.
[28:25] Speaker 2: Il metodo del carbonio 14 che ci permette oggi di
[28:28] Speaker 2: datare i reperti organici del passato con una precisione che
[28:31] Speaker 2: nessun falsario potrebbe aggirare. le cronache astronomiche che hanno registrato
[28:37] Speaker 2: eclissi ed eventi celesti di cui possiamo calcolare la data
[28:40] Speaker 2: con assoluta certezza. Riscrivere la cronologia dell'umanità di oltre mille
[28:45] Speaker 2: anni non è uno scherzo, ci sono cose che non
[28:48] Speaker 2: si possono falsificare. Eppure, anche di fronte a spiegazioni ben documentate,
[28:53] Speaker 2: la teoria di Tartaria continua ad attirare un pubblico vasto,
[28:58] Speaker 2: addirittura in crescita. Perché? Perché una parte della risposta la
[29:01] Speaker 2: troviamo nella sua componente estetica. Questo devo dire è l'aspetto
[29:05] Speaker 2: che trovo anche più interessante. Come ha osservato l'esperto di
[29:08] Speaker 2: architettura Zach Mortis, chi si avvicina a Tartaglia spesso lo
[29:12] Speaker 2: fa a partire da un disagio molto concreto nei confronti
[29:17] Speaker 2: dell'architettura moderna che è fredda, spersonalizzata, priva di ornamenti, contrapposta
[29:23] Speaker 2: alla ricchezza visiva di tanti edifici storici. In questo senso
[29:26] Speaker 2: Tartaglia funziona anche come una critica estetica molto semplificata. e
[29:32] Speaker 2: non del tutto infondata nel suo punto di partenza. Il
[29:35] Speaker 2: mondo era più bello una volta, poi qualcuno ce l'ha
[29:37] Speaker 2: portato via. Ecco, poi c'è la componente. politica che Tartaria
[29:42] Speaker 2: condivide con molte altre teorie del complotto contemporaneo, cioè la
[29:46] Speaker 2: sfiducia verso le istituzioni che custodiscono il sapere ufficiale. gli accademici,
[29:51] Speaker 2: gli storici, i governi, la convinzione che la realtà ufficiale
[29:56] Speaker 2: appunto sia per definizione una costruzione a favore di pochi
[30:01] Speaker 2: e che la verità autentica si scopra sempre da soli
[30:03] Speaker 2: o al massimo con altri illuminati fuori dai canali istituzionali.
[30:08] Speaker 2: Infine c'è una caratteristica strutturale che Tartaria condivide con QAnon.
[30:14] Speaker 2: È un sistema narrativo decentralizzato, senza un canone ufficiale. Cioè
[30:18] Speaker 2: chiunque può aggiungere un tassellino, no? Legarla alla propria cospirazione preferita.
[30:24] Speaker 2: E l'energia libera, e le cure soppresse, Atlanti, delle stirpi
[30:28] Speaker 2: dei giganti, gli alieni costruttori, quello che volete. La teoria
[30:32] Speaker 2: si espande, si adatta, incorpora tutto quanto. È proprio però
[30:36] Speaker 2: questa flessibilità infinita che la rende così difficile da smentire.
[30:41] Speaker 2: non ha un centro che si possa spiegare, che si
[30:43] Speaker 2: possa colpire. Però c'è qualcosa che alla fine credo valga
[30:47] Speaker 2: la pena sottolineare. Tartaria nasce dall'amore per un'architettura che a
[30:52] Speaker 2: tanti sembra straordinariamente bella, perché lo è. Quella bellezza è reale,
[30:56] Speaker 2: non è un'illusione, non è una truffa. Il Taj Mahal
[31:00] Speaker 2: è davvero magnifico. Notre Dame è davvero imponente. La città
[31:04] Speaker 2: bianca di Chicago era davvero uno spettacolo che poteva lasciare
[31:08] Speaker 2: senza fiato. Ma forse è più facile, più romantico, immaginare
[31:11] Speaker 2: una civiltà perduta e cancellata dalla storia anziché accettare la
[31:16] Speaker 2: spiegazione più semplice e in un certo senso ancora più straordinaria,
[31:19] Speaker 2: cioè che i nostri antenati, senza alcuna tecnologia nascosta, soppressa,
[31:24] Speaker 2: senza avere energia libera, senza segreti cosmici, sapevano semplicemente costruire
[31:30] Speaker 2: un mondo splendido, basandosi sulle loro idee di armonia, di simbolo,
[31:36] Speaker 2: di bellezza. Ecco, forse allora il vero mistero non è
[31:39] Speaker 2: chi ha costruito quegli edifici, È come abbiamo fatto a
[31:43] Speaker 2: dimenticare che eravamo capaci di tanto. Io vi ringrazio per
[31:59] Speaker 2: essere stati con me, vi ricordo Breve Storia della Conoscenza,
[32:03] Speaker 2: il mio nuovo libro in uscita il 10 novembre, ma
[32:05] Speaker 2: sin da ora disponibile per essere preordinato sugli store online
[32:09] Speaker 2: e in libreria. Trovate il link anche qui sotto in descrizione.
[32:13] Speaker 2: a scoprire Lucrezio, la meraviglia del sapere. Andate al sito lucrezio. eu
[32:18] Speaker 2: e scoprite tantissimi approfondimenti sugli argomenti più affascinanti. Ringrazio poi
[32:24] Speaker 2: tutti i naviganti che rendono possibile Strane Storie e tutte
[32:27] Speaker 2: le altre serie del canale. Lo fanno sostenendo il nostro lavoro,
[32:31] Speaker 2: abbonandosi a questo canale oppure arrivando sulla pagina Patreon, l'isola
[32:35] Speaker 2: del mistero, Se vi unite anche voi avrete accesso a
[32:38] Speaker 2: centinaia di contenuti esclusivi, i bloopers, le anticipazioni del mio lavoro,
[32:43] Speaker 2: i dietro le quinte, soprattutto entrerete nella chat Telegram riservata
[32:47] Speaker 2: ai naviganti dove ci sono anch'io ogni giorno e il
[32:50] Speaker 2: vostro nome potrebbe apparire nei titoli di coda di questo video.
[32:54] Speaker 2: Se volete potete anche abbonarvi a questo canale YouTube, vedrete
[32:58] Speaker 2: gli episodi in anteprima, avrete accesso a contenuti esclusivi, ecco.
[33:03] Speaker 2: Noi per ora ci fermiamo qui, ma ci rivediamo venerdì
[33:07] Speaker 2: prossimo con un nuovo misterioso episodio di Strane Storie. A presto!

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