# Il tempo esiste davvero?

An episode of [Strane Storie](https://invisiblenetwork.ai/podcast/6813445917), 15 Oct 2026, 34 min.

Audio: https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/75672057/264_il_tempo_esiste_davvero_lucrezio.mp3

Da sempre lo diamo per scontato: il tempo è un fiume unico, che scorre uguale per tutti, con un "adesso" condiviso da tutto l'universo. È la certezza più solida che abbiamo. Eppure è sbagliata: nell'ultimo secolo la fisica ha smontato, pezzo dopo pezzo, quasi tutto ciò che crediamo di sapere sul tempo: che sia uno solo, uguale per tutti, con un presente universale, e persino che scorra davvero. E a farlo non sono stati mistici o visionari, ma alcuni tra gli scienziati più rigorosi mai esistiti. Oggi a Strane Storie, entriamo in un mondo più strano di qualsiasi casa stregata! SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFV PIERO ANGELA: ecco il nuovo libro che ho avuto il piacere e l'onore di curare "Chiedetevi sempre perché" (Mondadori): https://amzn.to/4nhQ8Rz Una serie prodotta da "LUCREZIO, la meraviglia del sapere".

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Immaginate una scala, una normale scala di casa. Salite un gradino,
[0:04] Speaker 2: poi un altro. Vi fermate lì. In questo preciso istante
[0:08] Speaker 2: la vostra testa e i vostri piedi non stanno vivendo
[0:12] Speaker 2: lo stesso tempo. La testa, più in alto, sta correndo
[0:16] Speaker 2: verso il futuro un pochino più infinito. fretta. I piedi
[0:18] Speaker 2: più in basso restano un pochino più indietro. Dai capelli
[0:22] Speaker 2: alle suole delle scarpe voi state invecchiando a due velocità diverse.
[0:27] Speaker 2: Sembra un'immagine magari poetica, un modo di dire. In realtà
[0:30] Speaker 2: è un fatto scientifico ed è stato misurato. Nel 2010
[0:34] Speaker 2: in un laboratorio del Colorado alcuni fisici hanno preso due
[0:38] Speaker 2: tra gli orologi più precisi mai costruiti e e ne
[0:41] Speaker 2: hanno messo uno appena 33 centimetri più in alto dell'altro
[0:46] Speaker 2: un gradino e hanno visto nero su bianco l'orologio più
[0:50] Speaker 2: in alto ticchettare più veloce il titolo con cui annunciarono
[0:54] Speaker 2: la scoperta diceva senza mezzi termini la vostra testa è
[0:57] Speaker 2: più vecchia dei vostri piedi ma allora se persino sulle
[1:01] Speaker 2: scale di casa il tempo Scorre a velocità diverse e
[1:04] Speaker 2: non possiamo fare a meno di chiederci il tempo. È
[1:07] Speaker 2: davvero quella cosa unica, uguale per tutti che crediamo di conoscere?
[1:12] Speaker 2: Oppure il tempo che sentiamo scorrere in fondo non esiste affatto?
[1:17] Speaker 2: È quello che proveremo a scoprire oggi insieme a Strane Storie.
[1:53] Speaker 2: Da sempre lo diamo per scontato. Il tempo è un fiume,
[1:56] Speaker 2: uno solo, che scorre sempre nella stessa direzione, alla stessa velocità,
[2:00] Speaker 2: uguale per tutti. C'è un adesso, questo istante, e lo
[2:04] Speaker 2: immaginiamo come un presente condiviso da tutto l'universo. Mentre io parlo,
[2:09] Speaker 2: un orologio su Marte, una stella dall'altra parte della galassia,
[2:12] Speaker 2: tutto batte lo stesso identico momento. È la certezza più
[2:17] Speaker 2: solida che abbiamo. La sentiamo sulla pelle, la misuriamo con
[2:21] Speaker 2: i calendari, ci costruiamo sopra intere vite, però è sbagliata.
[2:25] Speaker 2: Quasi tutto quello che noi crediamo di sapere sul tempo,
[2:28] Speaker 2: che sia uno solo, cioè che sia uguale per tutti,
[2:31] Speaker 2: che ci sia un adesso universale, persino che scorra davvero,
[2:34] Speaker 2: nell'ultimo secolo, La fisica lo ha smontato un pezzo dopo
[2:39] Speaker 2: l'altro e i primi a farlo a pezzettini non sono
[2:42] Speaker 2: stati dei mistici o dei visionari, sono stati alcuni tra
[2:46] Speaker 2: gli scienziati più rigorosi che siano mai esistiti. Mettetevi comodi
[2:50] Speaker 2: perché quello che stiamo per scoprire è molto più strano
[2:54] Speaker 2: di qualsiasi storia di fantasmi o di dischi volanti. Bentrovati
[3:06] Speaker 2: naviganti del mistero e degli insoliti, io sono Massimo Polidoro,
[3:09] Speaker 2: vi do il bentrovato a questa nuova stagione di Strane
[3:12] Speaker 2: Storie che da otto anni ormai ogni venerdì ci porta
[3:15] Speaker 2: a indagare enigmi e misteri ai confini del reale con
[3:19] Speaker 2: gli strumenti della scienza e della razionalità. Vi invito a
[3:22] Speaker 2: iscrivervi al canale, ad abbonarvi se volete per vedere gli
[3:25] Speaker 2: episodi in anteprima, per accedere ai contenuti extra. Ma oggi
[3:29] Speaker 2: devo dirvi qualcosa di molto speciale. È nata una nuova testata,
[3:34] Speaker 2: un nuovo giornale, una nuova rivista. Si chiama Lucrezio, la
[3:38] Speaker 2: meraviglia del sapere. La trovate al sito lucrezio. eu. È uno spazio,
[3:43] Speaker 2: un nuovo luogo dove trovarsi per meravigliarci insieme di tutto
[3:48] Speaker 2: quello che è il mondo, ci può offrire, provando a
[3:51] Speaker 2: guardarlo con uno sguardo non pessimista, non catastrofista, ma lo
[3:56] Speaker 2: sguardo di qualcuno che vuole capire le cose. E si
[3:59] Speaker 2: chiama Lucrezio proprio in omaggio al filosofo della natura delle cose,
[4:03] Speaker 2: il dererum natura, l'uomo che più di duemila anni fa
[4:06] Speaker 2: aveva uno sguardo già scientifico, cioè il diceva apertamente che
[4:10] Speaker 2: se vuoi superare la paura di qualcosa devi conoscere, devi sapere. Ecco,
[4:15] Speaker 2: noi con questo spazio dove vi invito a raggiungerci, lucrezio. eu,
[4:20] Speaker 2: lo trovate facilmente, è uno spazio dove troverete gli articoli,
[4:24] Speaker 2: gli approfondimenti, i video, questo stesso video che state guardando ora,
[4:28] Speaker 2: saranno tutti raccolti lì, i podcast e tantissime altre iniziative.
[4:33] Speaker 2: vi aspettiamo venite a trovarci ogni giorno ci saranno cose
[4:37] Speaker 2: nuove ci sono già cose nuove che potete trovare e
[4:40] Speaker 2: quindi potete anche abbonarvi alle nostre newsletter per non perdere
[4:44] Speaker 2: nessuno dei contenuti ne parleremo ancora perché è qualcosa davvero
[4:47] Speaker 2: che mi appassiona moltissimo ora però cerchiamo di capire visto
[4:51] Speaker 2: che il tempo fugge se il tempo è davvero qualcosa
[4:55] Speaker 2: che noi possiamo dare per scontato oppure se è una
[4:57] Speaker 2: realtà molto più sorprendente di quanto immaginavamo Sulle scale di
[5:07] Speaker 2: casa rallentare il tempo era stata la gravità. Ma esiste
[5:11] Speaker 2: un secondo modo ancora più sorprendente per piegare il tempo. Quale?
[5:16] Speaker 2: Basta muoversi. Più veloce vi spostate, più lentamente scorre il
[5:21] Speaker 2: vostro tempo. Non sembra scorrere più lento, scorre per davvero lentamente.
[5:26] Speaker 2: Se poteste salire su un'astronave e viaggiare per qualche anno
[5:31] Speaker 2: a una velocità vicina a quella della luce, perché la
[5:34] Speaker 2: velocità della luce non si può raggiungere, a ritorno trovereste
[5:38] Speaker 2: la Terra invecchiata di decenni. E voi avreste messo su
[5:41] Speaker 2: appena qualche ruga. Sembra fantascienza, però è la conseguenza diretta
[5:45] Speaker 2: di quello che un impiegato dell'ufficio brevetti di Bern, tale
[5:50] Speaker 2: Albert Einstein, capì nel 1905. E dieci anni dopo aggiunse
[5:54] Speaker 2: il tassello mancante, cioè anche la gravità rallenta il tempo.
[5:59] Speaker 2: Da qui l'idea che manda in frantumi la nostra certezza
[6:03] Speaker 2: più solida. Non esiste un unico grande orologio che batte
[6:07] Speaker 2: il tempo per tutto l'universo. Il tempo È una faccenda locale,
[6:12] Speaker 2: diciamo così. Cioè dipende da dove siete, da quanto in
[6:15] Speaker 2: fretta vi state muovendo. A questo punto viene naturale reagire
[6:18] Speaker 2: come faremmo un po' tutti, no? Sì, bellissimo, ma queste
[6:21] Speaker 2: sono astrazioni da cervelloni, sono dei calcoli complessi da scrivere
[6:25] Speaker 2: su una lavagna. Ma non è così, perché ogni volta
[6:28] Speaker 2: che siamo andati a controllare la natura... Ha dato ragione
[6:32] Speaker 2: ad Einstein. Prendete i muoni. Sapete cosa sono? Sono delle
[6:36] Speaker 2: minuscole particelle che nascono in continuazione là, là in alto,
[6:42] Speaker 2: dove i raggi cosmici colpiscono l'atmosfera. Hanno una vita brevissima,
[6:47] Speaker 2: appena due milionesimi di secondo. Ma così breve che in
[6:51] Speaker 2: teoria dovrebbero disintegrarsi molto prima di toccare Terra. E invece
[6:55] Speaker 2: arrivano qua giù a frotte. Noi li rileviamo di continuo.
[6:59] Speaker 2: Com'è possibile? Perché sfrecciano a una velocità che è vicinissima
[7:04] Speaker 2: a quella della luce, che è quasi 300.000 km al secondo,
[7:08] Speaker 2: ve lo ricordo, insomma, a quella velocità. Ecco, il loro
[7:12] Speaker 2: tempo rallenta al punto da farli vivere, questi muoni, abbastanza
[7:16] Speaker 2: lungo da arrivare qui fino a noi. Per loro, dunque,
[7:20] Speaker 2: il tempo non scorre come scorre per noi che viviamo
[7:23] Speaker 2: sul pianeta Terra. Ok, forse è un esempio... Così, difficile
[7:28] Speaker 2: da immaginare, me ne rendo conto. E allora proviamo con
[7:30] Speaker 2: qualcosa di più concreto. Nel 1971 due ricercatori fecero una
[7:35] Speaker 2: cosa quasi comica nella sua semplicità, cioè presero degli orologi atomici,
[7:41] Speaker 2: li imbarcarono su normali aerei di linea e fecero fare
[7:44] Speaker 2: loro il giro del mondo uno andava verso est uno
[7:48] Speaker 2: verso ovest a ritorno confrontarono quegli orologi con altri orologi
[7:53] Speaker 2: identici che erano rimasti a terra risultato erano sfasati di
[7:59] Speaker 2: pochissimi miliardesimi di secondo certo però erano sfasati esattamente della
[8:06] Speaker 2: quantità prevista cioè gli orologi partiti verso est avevano perso
[8:11] Speaker 2: tempo quelli verso ovest ne avevano guadagnato Un volo di
[8:16] Speaker 2: linea era bastato a far scorrere il tempo in modo diverso.
[8:20] Speaker 2: Ma se tutto questo vi sembra ancora molto lontano dalla
[8:24] Speaker 2: vostra vita quotidiana, allora tirate fuori quello smartphone che avevamo
[8:28] Speaker 2: sempre in mano, seccatore, questa volta ci serve. Il navigatore
[8:32] Speaker 2: che vi dice dove siete, cosa fa? Si affida ai
[8:35] Speaker 2: satelliti del GPS che orbitano a 20.000 km di quota.
[8:40] Speaker 2: Lassù cosa succede? Due cose insieme. Quei satelliti corrono veloci
[8:44] Speaker 2: e questo rallenta i loro orologi ma stanno anche più
[8:47] Speaker 2: lontani dalla Terra dove la gravità è più debole e
[8:51] Speaker 2: questo li accelera. Facendo i conti il risultato è che
[8:54] Speaker 2: ogni giorno gli orologi dei satelliti guadagnano circa 38 milionesimi
[9:00] Speaker 2: di secondo sui nostri qui sulla Terra. Sembra un inezio ovviamente.
[9:05] Speaker 2: Ma se gli ingegneri non correggessero continuamente questo scarto, il
[9:10] Speaker 2: vostro navigatore qui sul cellulare accumulerebbe un errore di una
[9:15] Speaker 2: decina di chilometri al giorno. In pratica, ogni volta che
[9:19] Speaker 2: il telefono vi dice dove siete, è costretto a fare
[9:22] Speaker 2: i conti con la teoria della relatività. E quindi, no.
[9:26] Speaker 2: Qui non siamo davanti a qualche astrazione per fisici teorici
[9:30] Speaker 2: e nemmeno a qualche trucco da laboratorio. È proprio così
[9:33] Speaker 2: che funziona la natura, funziona il mondo, funziona l'universo. Quindi
[9:37] Speaker 2: non esiste una sorta di orologio padrone, un riferimento assoluto,
[9:41] Speaker 2: appeso da qualche parte nel cosmo a scandire il tempo
[9:45] Speaker 2: per tutti quanti. Ognuno si porta dietro al proprio. Capite
[9:48] Speaker 2: che le cose iniziano a farsi davvero vertiginose, perché fin
[9:52] Speaker 2: qui abbiamo detto che orologi diversi vanno a velocità diverse.
[9:56] Speaker 2: Ma in realtà il problema è molto più profondo di così.
[9:59] Speaker 2: due persone possono non essere d'accordo nemmeno su una cosa
[10:03] Speaker 2: che ci sembra la più ovvia del mondo che cosa
[10:05] Speaker 2: sta succedendo adesso nello stesso momento anzi possono persino non
[10:11] Speaker 2: essere d'accordo su che cosa voglia dire esattamente nello stesso
[10:15] Speaker 2: momento come è possibile Come può l'adesso, la cosa più
[10:20] Speaker 2: concreta e reale che conosciamo, dipendere da chi lo sta guardando?
[10:24] Speaker 2: E se il presente, che diamo tutti per scontato, semplicemente
[10:29] Speaker 2: non esistesse? Torniamo a quelle due persone che non riuscivano
[10:37] Speaker 2: a mettersi d'accordo su cosa stesse succedendo adesso, non all'esempio
[10:40] Speaker 2: che stavamo facendo prima. La risposta a questa enigma è
[10:42] Speaker 2: in realtà un nome un po' tecnico. Relatività della simultaneità.
[10:47] Speaker 2: Non lasciatevi spaventare, seguitemi. L'idea è molto semplice. e spiazzante
[10:52] Speaker 2: al tempo stesso. Quando due eventi avvengono lontani l'uno dall'altro
[10:57] Speaker 2: il fatto che accadano nello stesso istante non è una
[11:00] Speaker 2: verità assoluta, dipende da come vi state muovendo. Facciamo un
[11:04] Speaker 2: esempio per capire meglio. Per me, fermo qui, seduto, due
[11:08] Speaker 2: lampi lontanissimi possono scoppiare esattamente insieme. Ma per qualcuno che
[11:13] Speaker 2: in quel momento mi sta sfrecciando accanto, uno dei due
[11:17] Speaker 2: lampi è scoppiato prima dell'altro. E la cosa incredibile è
[11:21] Speaker 2: che nessuno di noi due si sta sbagliando. Abbiamo ragione entrambi.
[11:24] Speaker 2: Non c'è un arbitro da fuori che possa stabilire chi
[11:26] Speaker 2: ha visto davvero giusto. Semplicemente le parole stesso momento perdono
[11:32] Speaker 2: significato quando parliamo di posti diversi dell'universo. Mi sembra un
[11:36] Speaker 2: dettaglio da poco. Aspettate perché sulle grandi distanze diventa incredibilmente vertiginoso.
[11:43] Speaker 2: C'è un esempio famosissimo, tanto quanto hai frainteso, quindi seguitemi
[11:47] Speaker 2: con attenzione. Lo ha ideato un fisico famosissimo, Roger Penrose.
[11:52] Speaker 2: Immaginate due persone che si incrociano sul marciapiede camminando lentamente
[11:57] Speaker 2: in direzioni opposte. Nell'istante esatto in cui si sfiorano sono
[12:01] Speaker 2: nello stesso punto, nello stesso momento. E adesso facciamo una
[12:05] Speaker 2: domanda un po' strana. Cosa sta accadendo proprio ora, proprio
[12:09] Speaker 2: in questo momento, in una galassia lontana lontana, come Andromeda
[12:14] Speaker 2: per esempio? Due milioni e mezzo di anni luce da qui.
[12:17] Speaker 2: Chiariamo subito un equivoco. Il punto non è che i
[12:19] Speaker 2: due possano vederlo o saperlo. La luce da Andromeda impiega
[12:23] Speaker 2: due milioni e mezzo di anni ad arrivare fin qui,
[12:25] Speaker 2: quindi nessuno dei due passanti può avere la più pallida
[12:28] Speaker 2: idea di che cosa stia realmente succedendo là. La domanda
[12:33] Speaker 2: è più sottile. Che cosa vuol dire adesso su Andromeda
[12:38] Speaker 2: per ciascuno di loro? Ecco è qui che la relatività
[12:41] Speaker 2: fa lo sgambetto a ogni nostra intuizione. Ogni osservatore, a
[12:45] Speaker 2: seconda di come si muove, possiede una sua fetta di presente.
[12:49] Speaker 2: l'insieme di tutti gli eventi che per lui o lei
[12:52] Speaker 2: stanno accadendo nello stesso istante in ogni angolo dell'universo. Per
[12:57] Speaker 2: due persone che si trovano nello stesso punto, ma si
[12:59] Speaker 2: muovono in modo diverso, queste due fette risultano leggermente inclinate
[13:06] Speaker 2: l'una rispetto all'altra. Vicino a noi la differenza è veramente impercettibile,
[13:11] Speaker 2: frazioni infinitesime di secondo. Più si allunga quella fetta attraverso
[13:15] Speaker 2: lo spazio, però, più l'inclinazione si apre. e su una
[13:20] Speaker 2: distanza di milioni di anni luce diventa uno scarto di
[13:24] Speaker 2: giorni interi. Il risultato nella versione proposta da Penrose è
[13:29] Speaker 2: veramente spiazzante, cioè per uno dei due passanti su Andromeda
[13:33] Speaker 2: una civiltà aliena ha già lanciato la sua flotta verso
[13:37] Speaker 2: la Terra. Per l'altro passante, quella flotta, non è ancora partita,
[13:41] Speaker 2: anzi la decisione se partire o meno non è nemmeno
[13:43] Speaker 2: stata presa. Stesso marciapiede, stesso istante, due passi in direzione
[13:48] Speaker 2: opposte e due presenti cosmici che non coincidono più, sfasati
[13:54] Speaker 2: di giorni. E nessuno dei due sta sbagliando. Da qui
[13:58] Speaker 2: molti fisici, non tutti ovviamente sono d'accordo e questo naturalmente
[14:02] Speaker 2: conta parecchio, traggono una conseguenza che è capace di lasciarci
[14:06] Speaker 2: senza fiato ed è questa. Se per te un certo
[14:10] Speaker 2: evento laggiù è già reale, mentre per me deve ancora accadere,
[14:13] Speaker 2: allora forse quell'evento in un certo senso esiste già. E
[14:17] Speaker 2: allora vuol dire che con lui, con quell'evento, esisterebbero tutti
[14:21] Speaker 2: insieme passato, presente e futuro. È l'idea dell'universo a blocco.
[14:29] Speaker 2: Ma attenzione, c'è anche chi ribatte che il vero errore
[14:31] Speaker 2: sta a monte. Pretendere di stabilire cosa succede ora, a
[14:35] Speaker 2: milioni di anni luce di distanza, forse è solo un
[14:37] Speaker 2: gioco di geometria, privo di senso fisico, perché il presente
[14:41] Speaker 2: ha significato soltanto qui dove siamo. Come vedete. Su questo
[14:46] Speaker 2: nemmeno gli esperti vanno d'accordo ed è un ottimo promemoria
[14:49] Speaker 2: per usare la parola certezza con le pinze, soprattutto in
[14:52] Speaker 2: ambito scientifico. Chi però sembrava pensarla proprio così era lo
[14:57] Speaker 2: stesso Einstein. Nel 1955, poche settimane prima di morire, Perse
[15:02] Speaker 2: l'amico di una vita, una persona che gli era carissima,
[15:05] Speaker 2: Michele Besso. Era stato il suo compagno di studi, un
[15:08] Speaker 2: collega all'ufficio brevetti, la persona con cui aveva discusso le
[15:12] Speaker 2: sue idee più rivoluzionarie. Einstein scrisse una lettera di condoglianze
[15:17] Speaker 2: alla famiglia. In quelle righe c'è una delle sue frasi
[15:19] Speaker 2: più celebri. Per noi fisici convinti, la distinzione tra passato,
[15:24] Speaker 2: presente e futuro è soltanto un'illusione per quanto ostinata. È
[15:29] Speaker 2: una bellissima frase e viene tirata in ballo continuamente come
[15:33] Speaker 2: la prova definitiva che il tempo non esiste. Però riflettiamo
[15:37] Speaker 2: un attimo perché è anche un'ottima lezione di di prudenza.
[15:40] Speaker 2: Einstein non l'ha pubblicata su un articolo scientifico, l'ha scritta
[15:44] Speaker 2: per consolare degli amici in lutto, forse per dire che
[15:47] Speaker 2: chi se n'è andato in fondo è ancora lì in
[15:50] Speaker 2: un certo senso, da qualche parte in quel blocco. Anche
[15:53] Speaker 2: Carlo Rovelli, fisico, che più di ogni altro ha riflettuto
[15:57] Speaker 2: su questo tipo di cose, invita a non leggere in
[16:00] Speaker 2: tutto questo una sentenza sulla struttura della realtà. Insomma, una
[16:05] Speaker 2: frase può essere bellissima, profonda, persino scritta da Einstein, ma
[16:09] Speaker 2: allo stesso tempo non dimostrare proprio nulla. E arriviamo al
[16:13] Speaker 2: punto più sconcertante di tutti. Perché se davvero passato, presente
[16:17] Speaker 2: e futuro esistono già tutti insieme e se il tempo
[16:20] Speaker 2: in fondo non scorre affatto, beh, allora perché noi lo
[16:24] Speaker 2: sentiamo scorrere? Perché lo sentiamo andare sempre e solo in avanti?
[16:28] Speaker 2: Perché diavolo riusciamo a ricordare ieri ma non possiamo ricordare domani?
[16:38] Speaker 2: È forse la cosa più curiosa di tutta questa storia.
[16:42] Speaker 2: Perché se andate a guardare le leggi fondamentali della fisica,
[16:46] Speaker 2: quelle che descrivono come si muovono le particelle, come si urtano,
[16:50] Speaker 2: come si attraggono, scoprite un fatto sorprendente. Quasi tutte funzionano identiche,
[16:56] Speaker 2: in avanti e all'indietro. Non fanno alcuna differenza tra passato
[16:59] Speaker 2: e futuro. Immaginate un video che ci mostra due palle
[17:02] Speaker 2: da biliardo che si scontrano e rimbalzano. Fatelo girare al contrario.
[17:05] Speaker 2: Ve ne accorgereste? No. Perché entrambe le versioni rispettano le
[17:10] Speaker 2: leggi della fisica. Sono tutte e due perfettamente possibili. Per
[17:14] Speaker 2: quelle leggi il tempo non ha una direzione. E allora
[17:17] Speaker 2: com'è che il nostro mondo invece una direzione ce l'ha
[17:20] Speaker 2: come è anche molto evidente? Una tazza che cade, per esempio,
[17:24] Speaker 2: va in mille pezzi. Non abbiamo mai visto i cocci
[17:26] Speaker 2: risalire e ricomporsi da soli. Il latte versato nel caffè
[17:30] Speaker 2: si mescola in una nuvola marrone e quella nuvola non
[17:33] Speaker 2: torna mai a separarsi. Invecchiamo, non ringiovaniamo. Ecco, da dove
[17:37] Speaker 2: salta fuori questa freccia se le leggi profonde non ce l'hanno?
[17:41] Speaker 2: La risposta è un nome che potrebbe spaventare, ma in
[17:44] Speaker 2: realtà nasconde un'idea semplice. entropia. Che cos'è? Grosso modo è
[17:49] Speaker 2: una misura del disordine. Tutto tende al disordine. È il
[17:53] Speaker 2: motivo per cui il disordine tende sempre ad aumentare, se
[17:57] Speaker 2: ci pensiamo, magari anche in casa nostra. È il motivo,
[17:59] Speaker 2: è quasi ovvio, perché di maniere per stare in disordine
[18:03] Speaker 2: ce ne sono infinitamente di più che di modi per
[18:07] Speaker 2: stare in ordine. C'è un solo modo perché i cocci
[18:09] Speaker 2: formino una tazza intatta e Ma ci sono miliardi di
[18:13] Speaker 2: miliardi di modi perché restino dei cocci sparsi. Per questo motivo,
[18:17] Speaker 2: lasciate a loro stesse, le cose finiscono quasi sempre nella
[18:22] Speaker 2: configurazione più probabile, cioè quella disordinata. Non c'è una legge
[18:26] Speaker 2: che vieti il contrario, cioè che le cose vadano tutte
[18:29] Speaker 2: in ordine. E sono talmente improbabili da non accadere mai
[18:33] Speaker 2: in tutta la vita dell'universo. Ecco allora come si spiega questo.
[18:37] Speaker 2: La freccia del tempo non è una proprietà scritta nelle
[18:40] Speaker 2: leggi fondamentali, ma una faccenda statistica. Il tempo scorre verso
[18:46] Speaker 2: il futuro semplicemente perché il futuro è più disordinato del passato.
[18:51] Speaker 2: Persino il fatto che ricordiamo quello che abbiamo fatto ieri
[18:54] Speaker 2: ma non domani dipende da qui. La memoria è una
[18:58] Speaker 2: forma di ordine e ha senso solo in un universo
[19:01] Speaker 2: in cui il disordine cresce. Attenzione perché adesso arriva la
[19:04] Speaker 2: domanda delle domande. Se il disordine aumenta di continuo, allora
[19:08] Speaker 2: ieri il mondo era più ordinato di oggi in cui
[19:11] Speaker 2: ci siamo e l'altro ieri ancora di più, giusto? Tornando indietro, indietro, indietro,
[19:15] Speaker 2: arriviamo a un universo appena nato in uno stato di
[19:18] Speaker 2: ordine quasi straordinario, così... perfetto da lasciare persino i fisici
[19:22] Speaker 2: senza parole. È proprio da lì, da quel big bang
[19:26] Speaker 2: stranamente ordinatissimo che parte la freccia del tempo. In un
[19:31] Speaker 2: certo senso il motivo per cui il tempo sembra scorrere
[19:34] Speaker 2: adesso nella vostra cucina va cercato nelle primissime frazioni di
[19:39] Speaker 2: secondo dell'universo. E così un pezzo dopo l'altro il tempo
[19:44] Speaker 2: ci si sbriciola tra le mani. Non è universale, non
[19:48] Speaker 2: ha un adesso condiviso e nemmeno la sua direzione è
[19:51] Speaker 2: scolpita nelle leggi. È solo una questione di probabilità e
[19:55] Speaker 2: di come tutto è cominciato. E però, per quanto malconcio
[19:58] Speaker 2: il tempo almeno c'è, è il palcoscenico su cui va
[20:01] Speaker 2: in scena la realtà. O no? Perché c'è chi, arrivato
[20:05] Speaker 2: fin qui, si è spinto oltre. Fino alla domanda più
[20:09] Speaker 2: vertiginosa di tutte. E se alla base di tutto il
[20:13] Speaker 2: tempo semplicemente non esistesse? Per capire da dove nasce un'idea
[20:22] Speaker 2: così estrema, dobbiamo entrare nel cantiere più ambizioso della fisica
[20:27] Speaker 2: di oggi. Da un secolo abbiamo due teorie straordinarie che
[20:30] Speaker 2: funzionano a meraviglia, ma non si parlano tra loro. Da
[20:34] Speaker 2: una parte c'è la relatività di Einstein che descrive il grande,
[20:38] Speaker 2: le stelle, le galassie, lo spazio- tempo, il macrocosmo. Dall'altra la
[20:43] Speaker 2: meccanica quantistica che governa il piccolissimo, atomi e particelle, il microcosmo.
[20:50] Speaker 2: Ognuna nel suo regno è precisissima. Il guaio è che
[20:53] Speaker 2: quando proviamo a farle stare insieme per capire cosa succede
[20:57] Speaker 2: dentro un buco nero o nel primo istante dell'universo, Litigano furiosamente, serve,
[21:03] Speaker 2: questa è un po' la chimera di tutta la fisica,
[21:05] Speaker 2: una teoria capace di conciliarle, la chiamiamo gravità quantistica ed
[21:10] Speaker 2: è uno dei più grandi problemi irrisolti nella scienza. E
[21:14] Speaker 2: qui succede una cosa strabiliante. Quando i fisici provano a
[21:17] Speaker 2: scrivere le equazioni di questa teoria, in alcune di esse
[21:20] Speaker 2: la variabile tempo semplicemente non compare più, sparisce, come se
[21:25] Speaker 2: scendendo al livello più profondo della realtà il tempo smettesse
[21:30] Speaker 2: di essere un ingrediente necessario. C'è chi ha preso questo
[21:34] Speaker 2: risultato molto sul serio, il più noto da noi è
[21:36] Speaker 2: proprio Carlo Rovelli, che sappiamo essere uno dei principali teorici
[21:40] Speaker 2: della cosiddetta gravità a loop, autore di Un libro che
[21:44] Speaker 2: ha avuto un successo enorme, l'Ordine del Tempo, insieme ai
[21:47] Speaker 2: suoi altri libri fenomenali. La sua tesi è tanto affascinante
[21:52] Speaker 2: quanto spiazzante. Forse il tempo non è un mattone fondamentale dell'universo.
[21:58] Speaker 2: Forse è qualcosa che emerge un po' come emerge il calore.
[22:02] Speaker 2: Cioè un singolo atomo non ha temperatura. La temperatura è
[22:05] Speaker 2: quello che noi percepiamo quando guardiamo miliardi di atomi tutti insieme.
[22:11] Speaker 2: senza distinguerli uno per uno. Allo stesso modo, dice Rovelli,
[22:14] Speaker 2: il tempo che scorre potrebbe nascere soltanto dalla nostra visione
[22:18] Speaker 2: sfocata e incompleta di un mondo che alla base di
[22:22] Speaker 2: quel tempo non ha bisogno. A livello fondamentale, provocatoriamente, il
[22:26] Speaker 2: tempo non esisterebbe. E qui mi devo fermare e piantare
[22:30] Speaker 2: un cartello grande così. Siamo sul filo della ricerca, non
[22:34] Speaker 2: siamo davanti a un fatto acquisito. Mi raccomando, sono... speculazioni
[22:38] Speaker 2: per tanti versi la gravità quantistica oggi non ha ancora
[22:42] Speaker 2: una conferma sperimentale non ne ha nessuna sono teorie in
[22:46] Speaker 2: costruzione magnifiche sulla carta sono ancora tutte da dimostrare infatti
[22:50] Speaker 2: davanti alle stesse equazioni non tutti i fisici traggono le
[22:54] Speaker 2: stesse conclusioni anzi prendete Lee Smolin un altro grande nome
[22:58] Speaker 2: della fisica teorica nel suo libro Time Reborn, sostiene l'esatto
[23:03] Speaker 2: contrario di Rovelli. Il tempo, invece, è la cosa più
[23:05] Speaker 2: reale che esista, l'unica davvero fondamentale, dice. E l'errore, secondo lui,
[23:10] Speaker 2: sta proprio nello scambiare le nostre eleganti equazioni, che sono
[23:14] Speaker 2: senza tempo, per la realtà stessa. Il tempo non sarebbe
[23:18] Speaker 2: un'illusione da spiegare via, da scontare, sarebbe proprio il tessuto
[23:22] Speaker 2: stesso del mondo. Quindi, due tra i fisici più brillanti
[23:25] Speaker 2: in circolazione, di fronte agli stessi indizi, arrivano a conclusioni opposte.
[23:29] Speaker 2: Ma questa non è un pasticcio, non è un fallimento,
[23:32] Speaker 2: è proprio la scienza, la stiamo osservando mentre avviene. Là
[23:36] Speaker 2: dove le risposte non ci sono ancora e nessuno può
[23:38] Speaker 2: dire con certezza che abbia ragione, si parla, si discute,
[23:41] Speaker 2: si fanno ipotesi, le si mette alla prova. Noi onestamente
[23:45] Speaker 2: possiamo solamente restare a guardare, magari anche a goderci il
[23:49] Speaker 2: fatto di non saperlo. E ora facciamo un passo indietro.
[23:53] Speaker 2: dalle equazioni. Torniamo a noi qui, esseri umani sul pianeta Terra.
[23:57] Speaker 2: Perché qualunque cosa decidano i fisici, c'è un posto in
[24:01] Speaker 2: cui il tempo è innegabilmente, prepotentemente reale, dentro di noi.
[24:07] Speaker 2: Noi lo sentiamo scorrere sulla pelle, si può dire, in
[24:10] Speaker 2: ogni istante della nostra vita. E allora, se là fuori
[24:14] Speaker 2: il tempo è così sfuggente, quel senso di scorrere che
[24:17] Speaker 2: proviamo dentro di noi, da dove arriva davvero? E Ci
[24:21] Speaker 2: possiamo davvero fidare? Partiamo da un fatto che di solito
[24:30] Speaker 2: diamo per scontato un altro. Noi abbiamo un organo per
[24:34] Speaker 2: la luce, gli occhi, uno per i suoni, le orecchie.
[24:36] Speaker 2: Ma non abbiamo nessun organo per il tempo. Non esiste
[24:39] Speaker 2: da nessuna parte nel nostro corpo un sensore che misuri
[24:43] Speaker 2: lo scorrere dei secondi. Eppure il tempo lo sentiamo. E come?
[24:46] Speaker 2: E allora chi lo produce quel senso? Lo costruisce il cervello,
[24:50] Speaker 2: lo mette insieme pezzo per pezzo a partire da quello
[24:52] Speaker 2: che ha a disposizione, cioè l'attenzione, le emozioni, i ricordi
[24:58] Speaker 2: e come ogni cosa costruita. Può essere ingannata. Lo sperimentate
[25:03] Speaker 2: anche voi ogni giorno. Un pomeriggio, in compagnia delle persone
[25:06] Speaker 2: che amate, vola via in un lampo. Gli stessi identici minuti,
[25:10] Speaker 2: passati in fila alla posta a pagare qualcosa, fermi a
[25:14] Speaker 2: un semaforo rosso, ecco, sembrano non passare mai. L'orologio al
[25:18] Speaker 2: muro segna sempre lo stesso ritmo, ma il vostro orologio
[25:21] Speaker 2: interno no. Accelera quando siete assorbiti, si trascina quando vi annoiate.
[25:27] Speaker 2: Il tempo che sentiamo non è quello che misuriamo. L'esperimento
[25:30] Speaker 2: più sorprendente però riguarda i momenti di paura. Quasi tutti
[25:34] Speaker 2: conosciamo il racconto. Durante un incidente, una caduta, uno spavento improvviso,
[25:39] Speaker 2: il tempo sembra rallentare. Tutto sembra muoversi al rallentatore. Ma
[25:45] Speaker 2: succede per davvero? Il neuroscienziato David Eagleman ha voluto verificarlo
[25:50] Speaker 2: sul serio. Ha fatto lanciare dei volontari in caduta libera
[25:53] Speaker 2: di una trentina di metri. Esperienza terrificante in cui si
[25:57] Speaker 2: sfiora la velocità di un'auto in autostrada, con al polso
[26:01] Speaker 2: un piccolo schermo su cui lampeggiavano dei numeri, troppo veloci
[26:04] Speaker 2: per essere letti in condizioni normali. Il ragionamento era semplice.
[26:08] Speaker 2: Se davvero nel terrore la percezione accelera e il mondo
[26:13] Speaker 2: va al rallentatore, allora quei numeri impercettibili normalmente dovrebbero diventare
[26:18] Speaker 2: leggibili a chi sta cadendo e si spaventa, e invece no.
[26:22] Speaker 2: nessuno riusciva a leggerli meglio del solito. La loro percezione
[26:26] Speaker 2: durante la caduta non era per niente più rapida. Eppure,
[26:30] Speaker 2: e questo è bello, quando poi si chiedeva loro quanto
[26:32] Speaker 2: fosse durata quella caduta, la stimavano sempre più lunga, di
[26:37] Speaker 2: un terzo circa rispetto alla realtà. La conclusione qui è affascinante,
[26:41] Speaker 2: cioè il rallentamento nei momenti di paura non è qualcosa
[26:45] Speaker 2: che accade mentre noi stiamo cadendo, accade dopo. quando ce
[26:48] Speaker 2: lo ricordiamo. Nei momenti intensi il cervello registra molti più
[26:52] Speaker 2: dettagli del solito, costruisce un ricordo più denso e più
[26:56] Speaker 2: ricco e quando noi lo riguardiamo tutta quella ricchezza ci
[26:59] Speaker 2: trae in inganno, facendoci credere che sia durato più a lungo.
[27:03] Speaker 2: Come ama ripetere lo stesso Eagleman, il cervello non è
[27:07] Speaker 2: una videocamera, lo diciamo anche noi tantissime volte quando parliamo
[27:11] Speaker 2: della testimonianza oculare, dell'attendibilità dei ricordi, Noi non registriamo il tempo,
[27:16] Speaker 2: nemmeno nei nostri ricordi, lo ricostruiamo. E c'è un ultimo
[27:20] Speaker 2: scherzo che forse avete già cominciato a notare sulla vostra pelle.
[27:24] Speaker 2: Da bambini un'estate sembrava durare un'eternità, da adulti gli anni
[27:29] Speaker 2: sfrecciano via sempre più in fretta e ci ritroviamo a
[27:32] Speaker 2: dire ma come? È già dicembre. Perché? Beh, una risposta
[27:35] Speaker 2: definitiva non c'è. Però la spiegazione più accreditata chiama di
[27:39] Speaker 2: nuovo in causa la memoria. Da piccoli Tutto è nuovo,
[27:43] Speaker 2: ogni giorno porta delle esperienze mai viste prima e il
[27:46] Speaker 2: cervello si riempie di ricordi. Da adulti la vita diventa
[27:50] Speaker 2: più abitudinaria, le stesse strade, gli stessi gesti, le giornate
[27:54] Speaker 2: finiscono per somigliarsi lasciando meno tracce, meno ricordi nuovi e
[27:59] Speaker 2: il tempo a guardarlo indietro sembra essersi rimpicciolito. E anche
[28:03] Speaker 2: il motivo per cui, e lo diciamo e lo ricordiamo
[28:05] Speaker 2: ed è una delle cose che accompagna proprio Lucrezio, se
[28:10] Speaker 2: volete allungare il vostro tempo la ricetta non è complicata,
[28:14] Speaker 2: cercate cose nuove, cambiate strada, imparate qualcosa di nuovo, lasciatevi sorprendere,
[28:20] Speaker 2: mettete da parte sto cavolo di cellulare ed esplorate, esplorate
[28:25] Speaker 2: il mondo, la natura. Naturalmente accendetelo per guardare lucrezio. eu che
[28:30] Speaker 2: vi darà molti stimoli anche su cosa fare nel weekend.
[28:33] Speaker 2: Ci sarà proprio un appuntamento che si chiama Buon Weekend
[28:35] Speaker 2: e dove vi suggeriamo delle cose belle che si possono fare, vedere,
[28:39] Speaker 2: vivere durante il fine settimana. Perché ha un cervello a
[28:42] Speaker 2: cui capitano cose nuove, il tempo torna a dilatarsi e
[28:47] Speaker 2: qui siamo al punto in cui... Tutto quello che abbiamo
[28:49] Speaker 2: detto si tiene. Il tempo là fuori nell'universo si era
[28:53] Speaker 2: già sbriciolato tra le mani. Niente scorrere uguali per tutti,
[28:56] Speaker 2: niente adesso condiviso, forse nemmeno un tempo fondamentale. E ora
[29:00] Speaker 2: scopriamo che perfino qui dentro, qui nella nostra testa, quel
[29:04] Speaker 2: tempo che credevamo così solido e reale, in buona parte
[29:08] Speaker 2: è una storia che il cervello si racconta. Fuori ci sfugge,
[29:12] Speaker 2: dentro se lo inventa, E allora resta una domanda, la
[29:15] Speaker 2: stessa da cui siamo partiti, che però adesso sentiamo pesare
[29:18] Speaker 2: su di noi in maniera diversa. Il tempo in fondo
[29:22] Speaker 2: esiste davvero? Molto bene, siamo partiti da una scala di casa,
[29:31] Speaker 2: vi ricordate? Siamo arrivati fin dentro le equazioni con cui
[29:35] Speaker 2: i fisici provano a capire l'universo. Lungo la strada, quella
[29:38] Speaker 2: che ci sembrava la cosa più semplice e ovvia del mondo,
[29:41] Speaker 2: il tempo, si è rivelata uno dei misteri più profondi
[29:45] Speaker 2: che conosciamo. E qui dobbiamo essere onesti. Il tempo... è
[29:49] Speaker 2: un tema sterminato in una sola puntata è ovvio che
[29:52] Speaker 2: non si può che grattarne la superficie abbiamo scelto alcuni
[29:56] Speaker 2: dei nodi centrali tantissimo è rimasto fuori non abbiamo parlato
[30:01] Speaker 2: dei viaggi nel tempo se siano davvero impossibili o soltanto
[30:05] Speaker 2: terribilmente improbabili non siamo entrati in un buco nero dove
[30:08] Speaker 2: il tempo fa delle cose ancora più estreme non abbiamo
[30:11] Speaker 2: guardato il destino ultimo dell'universo, là dove la freccia dell'entropia
[30:15] Speaker 2: sembra condurci, e abbiamo soltanto sfiorato la lunghissima riflessione dei
[30:19] Speaker 2: filosofi da Sant'Agostino in poi, che su questa domanda si
[30:23] Speaker 2: arrovellano da secoli. Sono tutti quanti temi che meriterebbero una
[30:28] Speaker 2: puntata tutta loro e a cui, chissà, prima o poi,
[30:31] Speaker 2: se vi è piaciuta questa, ci torneremo. Ma anche solo
[30:34] Speaker 2: da quello che abbiamo visto resta una lezione che forse
[30:38] Speaker 2: Vale più di qualsiasi risposta, perché la vera sorpresa di
[30:42] Speaker 2: questo viaggio non è scoprire che il tempo è strano,
[30:46] Speaker 2: è scoprire quanto poco ci possiamo fidare delle nostre intuizioni
[30:51] Speaker 2: più solide. Sentiamo il tempo scorrere identico per tutti e
[30:54] Speaker 2: non è così. Siamo certi che esista un adesso condiviso
[30:58] Speaker 2: dall'intero universo? E non c'è. Diamo per scontato che il
[31:01] Speaker 2: tempo semplicemente sia qui, esista, e i fisici oggi non
[31:05] Speaker 2: sono nemmeno d'accordo su questo. Insomma, il mondo non ha
[31:08] Speaker 2: nessun obbligo di somigliare al nostro buonsenso. Ma la cosa
[31:12] Speaker 2: meravigliosa è che tutto questo non è un motivo di sconforto,
[31:17] Speaker 2: perché ogni volta che una nostra certezza si incrina, da
[31:20] Speaker 2: qualche parte si è aperta una porta. Non avere ancora
[31:23] Speaker 2: una risposta definitiva alla domanda« il tempo esiste davvero» non
[31:27] Speaker 2: è un fallimento della scienza, è il segnale che siamo
[31:30] Speaker 2: arrivati a toccare uno dei confini veri della conoscenza, quel
[31:34] Speaker 2: punto … in cui noi smettiamo di ripetere ciò che
[31:37] Speaker 2: ci sembra ovvio e cominciamo sul serio a capire qualcosa
[31:41] Speaker 2: di nuovo. E così, la prossima volta che darete un'occhiata
[31:45] Speaker 2: al vostro orologio o vi accorgerete che un'altra giornata è
[31:48] Speaker 2: volata via chissà dove, fermatevi un istante. Perché dentro quel
[31:53] Speaker 2: gesto quotidiano, banale, si nasconde uno dei più grandi enigmi
[31:57] Speaker 2: irrisolti dell'universo. E a pensarci bene, è molto più affascinante,
[32:02] Speaker 2: molto più reale, di qualunque storia di fantasmi, di case
[32:07] Speaker 2: stregate o di UFO. Il tempo, in fondo, non è
[32:10] Speaker 2: forse quello che credevamo, ma è proprio per questo che
[32:14] Speaker 2: non ha ancora smesso di stupirci. Grazie per essere stati
[32:30] Speaker 2: con me, ringrazio tutti i naviganti che rendono possibile Strane
[32:33] Speaker 2: Storie e tutte le altre serie che condividiamo qui sul
[32:36] Speaker 2: canale e che aumenteranno di numero grazie a Lucrezio. Lo vedete,
[32:40] Speaker 2: il canale già ha cambiato veste perché Lucrezio entra a
[32:44] Speaker 2: far parte di questa nostra famiglia. Ci saranno altre serie,
[32:48] Speaker 2: ci saranno altri volti oltre al mio. Naturalmente continueranno Strane Storie,
[32:53] Speaker 2: Il Gomitolo, tutte le serie a cui siete abituati, ma
[32:55] Speaker 2: ne arriveranno anche delle nuove. e se volete sostenere tutto
[32:59] Speaker 2: questo abbonatevi a Lucrezio per esempio è la rivista che
[33:03] Speaker 2: ha bisogno del vostro sostegno per poter funzionare Potete, se volete,
[33:08] Speaker 2: iscrivervi al canale, abbonarvi al canale, sbarcare sulla mia isola
[33:12] Speaker 2: del mistero. Insomma, sono tanti i modi in cui ci
[33:14] Speaker 2: potete dare una mano. Tutto quello che riusciamo a raccogliere
[33:18] Speaker 2: serve per produrre nuova conoscenza, per condividere nuove informazioni, nuova sapere,
[33:25] Speaker 2: come si dice. Infatti il sottotitolo di Lucrezio, lucrezio. eu, mi raccomando,
[33:30] Speaker 2: è proprio la meraviglia del sapere. Per ora noi ci
[33:33] Speaker 2: fermiamo qui, ci rivediamo tutti i giorni su lucrezio. eu se volete,
[33:38] Speaker 2: invece con Strane Storie ci ritroviamo venerdì prossimo con un
[33:42] Speaker 2: nuovo misterioso appuntamento. A presto!

Shows are listed from Apple Podcasts' charts and directory, and Podcast Index where it is used. Every show and episode belongs to its publisher and plays from the publisher's own feed; this site hosts none of them.
