# Isometria e ginocchio | con Paolo Torneri

An episode of [FisioScience Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/6813050682), 15 Oct 2026, 8:30.

Audio: https://www.buzzsprout.com/2651455/episodes/19898757-isometria-e-ginocchio-con-paolo-torneri.mp3

5 serie da 45 secondi vanno bene per ogni isometria? In questa puntata di Opinion, con Paolo Torneri proviamo a smontare la ricetta che scriviamo quasi in automatico davanti a una tendinopatia rotulea. Vedremo perché un'isometria in spinta e una in tenuta non affaticano allo stesso modo, e come dosarle. 👉 Ascolta la puntata completa

## Transcript

[0:00] SPEAKER_00: Hai in mano l'ennesimo referto di tendinopatia rotulia e in fondo sei sollevato perché sai già come partire con la riabilitazione.
[0:07] SPEAKER_00: Prescriverai una leg extension, uno spanny squat, un'isometria, 5 serie per 45 secondi perché tanto l'hai letto ovunque.
[0:16] SPEAKER_00: Sembra una delle poche certezze della letteratura sulla posologia e il paziente tra l'altro può farla anche a casa con una buona aderenza.
[0:23] SPEAKER_00: Ma se ti fermassi un secondo e ti chiedessi davvero cosa sto prescrivendo?
[0:28] SPEAKER_00: Scommetto che per molti di noi la risposta onesta sarebbe faccio così perché mi hanno insegnato così.
[0:33] SPEAKER_00: Io sono Paolo Torner e questa è Opinion, il podcast di Fiso Science che parla di clinica esattamente com'è, come la viviamo ogni giorno.
[0:52] SPEAKER_00: La prima domanda che dobbiamo porci davanti a un esercizio isometrico riguarda proprio la sua definizione.
[0:57] SPEAKER_00: Di fatto le isometrie non sono degli esercizi, ma sono una famiglia.
[1:01] SPEAKER_00: Possiamo definirla come un contenitore più grande di esercizi che sono molto diversi tra di loro.
[1:06] SPEAKER_00: Da fuori, però, ovviamente, sembrano avere tutti la stessa faccia.
[1:10] SPEAKER_00: Se ti immagini infatti un paziente in una posizione ferma tenuta nel tempo, cosa pensi?
[1:14] SPEAKER_00: Pensi ad un'isometria?
[1:16] SPEAKER_00: Il problema però nasce nel momento in cui per anni le isometrie sono state trattate come se fossero tutte la stessa cosa.
[1:23] SPEAKER_00: Partiamo dalla base.
[1:24] SPEAKER_00: Esistono due azioni isometriche completamente diverse.
[1:28] SPEAKER_00: La prima nasce dalla richiesta di spingere attivamente, con tutta la forza, contro qualcosa che non si muove.
[1:33] SPEAKER_00: Pensa ad esempio a un bilacciere fissato al rack oppure a una spinta contro un muro.
[1:38] SPEAKER_00: Nel tuo intento devi fallire, perché non devi spostare quella massa.
[1:42] SPEAKER_00: Questi si chiamano PIMA, pushing isometric muscle action, e anche se vedi il paziente fermo, in realtà sta spingendo più forte che può contro qualcosa.
[1:51] SPEAKER_00: Nella seconda richiesta devi mantenere una posizione mentre un carico esterno ti spinge verso il movimento opposto.
[1:57] SPEAKER_00: Pensa ad un mezzo squat con un bilanciere o dei manubri che ti porterebbero a terra, ma tu devi resistere.
[2:03] SPEAKER_00: Se cedi, il ginocchio si muove.
[2:05] SPEAKER_00: Queste vengono chiamate holding isometric masculation, dette anche IMA.
[2:10] SPEAKER_00: Anche in questo caso vedi il paziente fermo, ma non sta spingendo.
[2:13] SPEAKER_00: Sta resistendo ad una forza esterna che lo vuole buttare giù.
[2:17] SPEAKER_00: Queste due modalità di isometria portano con sé delle differenze importanti.
[2:21] SPEAKER_00: In una holding isometric muscle action, quando resisto, mi stanco molto prima che in una pushing.
[2:27] SPEAKER_00: Molto prima ovviamente a parità di intensità relativa.
[2:30] SPEAKER_00: Un'isometria in spinta pensa che si può mantenere fino al doppio del tempo di una intenuta.
[2:35] SPEAKER_00: Quindi quei famosi 45 secondi che scriviamo sempre, identici per tutti gli isometrici, se hanno senso per una pushing, ha la stessa intensità relativa in una holding ti trovi già oltre il punto in cui il sistema comincia a cedere.
[2:48] SPEAKER_00: Perché c'è un altro problema importante.
[2:50] SPEAKER_00: Come vada usata l'isometria?
[2:52] SPEAKER_00: Quanto carico ci metto?
[2:53] SPEAKER_00: Mi baso sull'RPE, sul grado di fatica percepita?
[2:56] SPEAKER_00: Siamo sicuri che il paziente sappia riconoscere un vero cedimento oppure dice che non è più quando in realtà è ben lontano da lì.
[3:03] SPEAKER_00: Almeno questo è quello che capitava a me.
[3:05] SPEAKER_00: Provando a basarmi sull'RPE, il paziente si fermava, che ne so, a 20 secondi.
[3:10] SPEAKER_00: Poi allora io nella serie successiva gli dicevo che avremmo tenuto 20 secondi, ma in realtà lasciavo correre il cronometro e vedevo che riuscivo quasi sempre a fare il doppio.
[3:18] SPEAKER_00: Non puoi nemmeno prendere come riferimento gli esercizi isotonici.
[3:22] SPEAKER_00: E dici il paziente: dai, tieni il 50% e il tuo massimale di leg press.
[3:27] SPEAKER_00: Stai usando in realtà un numero quasi a caso, perché a seconda dell'angolo di lavoro la forza isometrica può essere anche il 25, 50, 75% più alta di quella prodotta nello stesso esercizio dinamico.
[3:38] SPEAKER_00: Il carico isometrico si misura isometricamente, non lo erediti da un altro esercizio.
[3:43] SPEAKER_00: C'è un altro criterio che spesso decide la scelta, primo ancora ovviamente l'obiettivo di forza, che è il dolore.
[3:49] SPEAKER_00: Quello che sappiamo dagli studi di Rio è che un singolo bout di isometria pesante, qui parliamo di intensità molto elevate, sopra il 70-80% di una contrazione massimale, è in grado di produrre un effetto analgesico e di ridurre l'inibizione corticale tipica di che ha dolore tendinio.
[4:03] SPEAKER_00: Ma per arrivare a quell'intensità in sicurezza, il paziente deve poter autoregolarsi in tempo reale.
[4:08] SPEAKER_00: Se una pushing fa troppo male, stacchi subito e non succede nulla, tanto stai spingendo contro qualcosa che non si muove comunque.
[4:14] SPEAKER_00: In una holding, invece, se il dolore ti fa cedere, il carico ti trascina e l'azione diventa un'eccentrica non controllata, probabilmente questa è l'ultima cosa che vuoi in un ginocchio irritabile, magari con della paura del movimento.
[4:25] SPEAKER_00: Ecco perché quando il dolore protagonista, soprattutto nelle fasi iniziali, le pushing sono quasi sempre la scelta più sicura.
[4:32] SPEAKER_00: Insomma, ci sono vari scenari in cui puoi prediligere un lavoro isometrico.
[4:36] SPEAKER_00: Dal dolore, ma per esempio anche durante la programmazione in season.
[4:39] SPEAKER_00: A stagione in corso un lavoro isotonico pesante può lasciarti l'atleta con dei DOMs e una fatica residua che non ti puoi permettere a pochi giorni della partita.
[4:47] SPEAKER_00: Le isometrie qui diventano un buon alleato perché ci permettono di mantenere i livelli di forza o anche addirittura di costruirla senza pagare il prezzo dell'affaticamento che porta con sé il lavoro dinamico.
[4:58] SPEAKER_00: L'aspetto, però, per cui le isometrie per me sono molto importanti, è che permettono di caricare precocemente una struttura prima che il paziente sia pronto per il gesto dinamico corrispondente.
[5:08] SPEAKER_00: Pensa banalmente a una distorsione di caviglia.
[5:10] SPEAKER_00: Prima che il paziente riesca a fare un irrase qualitativamente buono, un'isometria intenuta in un range neutro di dorsi flessione mi permette già di caricare i tessuti e creare adattamento, e sappiamo bene quanto conti il carico precoce per una qualità della lavorazione del tessuto.
[5:25] SPEAKER_00: Adesso che abbiamo una panoramica più precisa, vediamo di scendere nel pratico della clinica di tutti i giorni.
[5:31] SPEAKER_00: Pensa a un post ricostruzione di crociato, con quel quadricipite che non si attiva.
[5:35] SPEAKER_00: Insomma, se tratti ricostruzione di crociato, sai bene di cosa parlo perché ci conviviamo tutti.
[5:40] SPEAKER_00: Nella fase iniziale, quello che ti può essere più utile è una holding submassimale, una tenuta lunga che permetta al sistema nervoso di riprendere confidenza col carico, senza il rischio di un fallimento eccentrico e incontrollato.
[5:52] SPEAKER_00: Più avanti, quando gli obiettivi cominciano a essere più impegnativi, le pushing, le iso in spinta, brevi e intense, possono trovare più spazio.
[5:58] SPEAKER_00: Quindi nello stesso paziente, nello stesso ginocchio, la stessa patologia, due isometrie diverse possono essere utilizzate in due momenti diversi.
[6:06] SPEAKER_00: Ma non è solo una questione di quando nel percorso riabilitativo, per me è anche una questione di dove.
[6:12] SPEAKER_00: Prima di chiedere a un crociato operato un vero cambio di direzione, nei gradi articolari, nella posizione in cui il ginocchio è più vulnerabile, parto quasi sempre da un'isometria intenuta.
[6:21] SPEAKER_00: Perché intenuta?
[6:22] SPEAKER_00: Perché è un angolo specifico, una posizione per il paziente più scomodo dove magari ha più paura, è più facile far riprendere confidenza restando fermo lì piuttosto che chiedere di spingere al massimo.
[6:31] SPEAKER_00: Il mondo dell'isometria ovviamente non finisce qui, in realtà ci sono anche altre famiglie, come ad esempio le Ramping isometrics, che, calandole sempre nella clinica, nel contesto delle lesioni muscolari acute, ad esempio, permettono di fare un'entrata lenta in contrazione di circa 3 secondi, quindi vado per raggiungere il picco di forza, mantengo 15-30 secondi e faccio un'uscita lenta di 3 secondi.
[6:51] SPEAKER_00: Questo è finalizzato ad evitare il cosiddetto jerk, cioè lo strappo brusco, la rapida crescita di forza che rischierebbe di aggravare il fascicolo appena lesionato.
[7:00] SPEAKER_00: Non è questa la puntata per aprire quel capitolo, ma spero che saperlo vi ricordi che il punto è sempre lo stesso.
[7:06] SPEAKER_00: Il mondo dell'esometria è enorme e prescrivere sempre lo stesso 5x45 significa ignorarlo del tutto.
[7:12] SPEAKER_00: Il messaggio che deve passare è che dobbiamo staccarci dalla ricetta, dai protocolli ed osare sempre sul paziente che abbiamo davanti.
[7:20] SPEAKER_00: Quindi la prossima volta che stai per scrivere 5 serie da 45 secondi, fermati un secondo e passa in rassegna a cosa ti serve davvero.
[7:28] SPEAKER_00: Cerchi forza o controllo?
[7:30] SPEAKER_00: Cerchi tolleranza a un angolo specifico in una posizione vulnerabile?
[7:34] SPEAKER_00: Ti serve caricare precocemente una struttura che non è ancora pronta per il dinamico?
[7:38] SPEAKER_00: Ti serve mantenere i livelli in stagione senza pagare il prezzo dei DOMs?
[7:41] SPEAKER_00: Vuoi allenare la decelerazione?
[7:43] SPEAKER_00: Allora forse una holding in a fondo o in split squat nella posizione che richiama quel gesto potrebbe essere un buon punto di partenza.
[7:49] SPEAKER_00: Vuoi richiamare l'ultima fase di un salto verticale?
[7:51] SPEAKER_00: Allora una pushing in massima flessione plantare estensione di ginocchio potrebbe essere una soluzione.
[7:56] SPEAKER_00: Cerchi semplicemente analgesia?
[7:58] SPEAKER_00: Allora l'intensità deve essere il parametro principale da cui partire.
[8:02] SPEAKER_00: Da lì e solo da lì puoi finalmente scegliere.
[8:05] SPEAKER_00: Pushing, holding, lumping.
[8:18] SPEAKER_00: Io sono Paolo Torneri e questa era Opinion, un podcast di fisio science.
[8:22] SPEAKER_00: Se la puntata ti è piaciuta, lascia un mi piace e seguici sulla tua piattaforma di podcast preferita, così non ti perderai i prossimi episodi.
[8:29] SPEAKER_00: A presto!

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