# Digitalia #839 - Tecnologia e tradizione a Pompei

An episode of [Digitalia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/313971769), 25 Aug 2026, 1 h 01 min.

Audio: https://directus.digitalia.fm/d/media.digitalia.fm/digitalia839.mp3

L'antica città di Pompei è oggi un museo archeologico ricco di tecnologia, con realtà virtuale ed AI al servizio della preservazione storica. Ne parliamo con il prof. Francesco Colace e il dott. Michele Pellegrino dell'Università di Salerno che ci guideranno alla scoperta di una città antichissima e smart allo stesso tempo. Dallo studio distribuito di digitalia:Francesco Facconi, Massimo De Santo, Francesco Colace, Michele Pellegrino Produttori esecutivi: Sponsor: Links: • L'Apollo di Pompei. Ricostruzione di un capolavoro classico - Gabriel Zuchtriegel • Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni - Jared Diamond • Pompei: La Casa del Citarista - archeologia, 3d e IA - Centro ICT per i Beni culturali • Westworld - Il mondo dei robot (1973) Gingilli del giorno: Supporta Digitalia, diventa produttore esecutivo.

## Chapters

- 0:00 Introduzione
- 1:37 I nostri ospiti
- 3:00 Francesco Colace
- 3:21 Michele Pellegrino
- 4:23 La città digitale
- 6:19 Il sistema di monitoraggio
- 8:37 Digital Twin
- 10:51 Una città abitata
- 12:49 Il primo daspo della storia
- 16:11 4 milioni di visitatori
- 18:17 Il digital twin per la ricerca
- 20:06 Come si copia una città?
- 27:10 L'AI a Pompei
- 34:14 L'effetto Disney
- 37:03 La ricerca del workflow
- 38:24 Per il pubblico
- 41:08 A metà fra realtà aumentata e videogioco
- 42:02 Pompei come attrattore mondiale
- 45:03 La tradizione archeologica
- 49:53 C'è altro da dire su Pompei
- 52:26 Gingilli del giorno
- 57:03 Finale

## Transcript

[0:14] Dallo studio distribuito di Gunp Media Production.
[0:19] Notizie di tecnologia
[0:23] Questo è Digitalia
[0:28] Settimana del 24 agosto 2026 in questo terzo speciale estivo
[0:33] abbiamo l'onore di ospitare Francesco Colace e Michele Pellegrino dell'Università
[0:37] di Salerno per parlare del loro lavoro archeologico e digitale
[0:40] sulla città antica di Pompei fra tecnologia e tradizione.
[0:44] Dallo studio di Milano Città Studi Francesco Facconi e
[0:49] dallo studio cittadino di Avellino Massimo De Santo.
[0:56] Eccoci qua, ciao Max, che bello partecipare
[1:00] ancora una puntata insieme, una puntata speciale.
[1:02] Noi siamo una coppia da puntate spe speciali, noi c'è una cosa speciali
[1:05] meraviglioso in questo caldo agosto, anche se spero sia caldo penso sia caldo
[1:10] perché ora siamo a luglio diciamolo dovremmo dirlo non lo devi dire hai
[1:16] rotto l'incantesimo temporale sì, ma noi lo diciamo sempre siamo in time sync
[1:19] oggi siamo fuori comunque le previsioni sono di un caldo agosto siamo onesti
[1:25] E allora oggi siamo qua per parlare di Pompei, non solo ci sono tanti altri
[1:31] argomenti tecnologici e abbiamo un po' di ospiti che ci vuoi presentare tu Max dai.
[1:36] Come no, anche se come dire da un lato diciamo provo
[1:40] un po' di imbarazzo perché ovviamente come dirò tra poco i
[1:45] miei ospiti sono i nostri ospiti sono Francesco Colace
[1:49] che è stato uno dei miei primi allievi e che oggi è
[1:54] un anche lui professorone dell'Università di Studi di Salerno, direttore del centro
[1:59] ICT di Ateneo ICT per i beni culturali infatti il tema è
[2:05] squisitamente legato appunto a una serie di attività che con il centro
[2:09] si stanno conducendo e che sono sulla diciamo cresta dell'onda per quanto
[2:13] riguarda le applicazioni del BIM, della digitalizzazione nel settore del patrimonio culturale.
[2:20] E con lui c'è un altro allievo e giovane
[2:23] virgulto dell'Università di Salerno che è Michele Pellegrino Michele attualmente è
[2:28] vincitore della prestigiosa borsa Marie Curie, se non erro, vero Michele?
[2:33] Quindi vi ho presentati potete salutare.
[2:36] Ok, salve a tutti, io sono Francesco.
[2:39] Buonasera a tutti e sono Michele
[2:41] .
[2:41] Ciao Michele, ciao Francesco, benvenuti che bello essere qui stasera.
[2:44] So che parleremo di tante cose interessanti.
[2:46] Abbiamo detto Pompei prima di no prima di metterci nel discorso, volete raccontarci
[2:51] un pochino di più in due parole su di voi qualche cosina un
[2:55] po' di autobiografia veloce Velocissimi, velocissimi, giusto per chi non vi conosce
[3:00] Io sono un docente dell'Università di sud di Salerno, il mio maestro è
[3:03] stato il professore De Santo è il professore De Santo che sta lì.
[3:06] Le mie attività di ricerca vanno sostanzialmente nell'ambito dell'introduzione
[3:12] delle nuove tecnologie nel mondo dei beni culturali.
[3:16] Bellissimo.
[3:17] Michele, tu invece
[3:19] raccontaci.
[3:20] Allora, io invece sono un archeologo diciamo da quando è iniziata un po'
[3:26] la mia carriera accademica in quanto studente, diciamo dall'inizio della triennale ho sempre
[3:31] avuto un paio di camici a disposizione, quello dell'archeologo e quello
[3:35] dell'amante un po' della tecnologia mi occupo principalmente di archeologia
[3:40] preistorica, quindi le età più risalenti della storia dell'uomo che
[3:45] evidentemente dall'inizio mi hanno portato a dover immaginare
[3:52] meglio forse con la tecnologia quello che
[3:55] è un paesaggio invisibile della preistoria.
[3:58] Meraviglioso preistoria subito sto pensando ai dinosauri adesso cercherò di togliermi
[4:03] questo dalla mente promesso chiusa e vabbè io da persona media
[4:09] Fantastico e allora dicevamo parliamo di Pompei stasera di che cosa
[4:15] parliamo di Pompei perché non è né preistoria né digitale.
[4:18] però forse un po' tutte e due argomenti li tocca giusto?
[4:22] Allora, in uno dei due cafi hai sbagliato perché Pompei è anche digitale.
[4:30] E questa la scopriamo fantastica questa è una delle cose che
[4:34] io dico sempre in questo momento la città più smart d'Italia
[4:39] a mio avviso è proprio Pompei, la città antica di Pompei
[4:44] perché all'interno del parco archeologico di Pompei ci sono le migliori tecnologie digitali
[4:51] al servizio dei beni culturali è un parco che tutti conoscono per la
[4:58] sua importanza per la sua unicità è una sorta di fotografia tridimensionale
[5:04] di una giornata in qualche modo si è fermato lì il tempo in
[5:10] sul finire alcuni dicono sul finire di agosto del 79 dC altri dicono
[5:17] invece che era ottobre sulla datazione si potrebbe insomma discutere un po'
[5:22] ma la verità è che quei giorni sono per sempre ora uso
[5:28] il termine congelato che per descrivere una città che invece è stata
[5:33] sepolta da È proprio il contrario, esatto, non funziona bene però è
[5:38] congelata in quella giornata tutto si è fermato in quel momento e
[5:41] rappresenta un unicum perché è l'unico caso in cui noi possiamo
[5:46] guardare e toccare con mano ancora una città del 79 d.C.
[5:51] Però a fianco a questo aspetto archeologico e culturale per preservarla sono
[5:59] stati utilizzati gli strumenti tecnologici più importanti e più stato dell'arte e
[6:06] lì c'è un trionfo di tecnologia tecnologia applicata al servizio
[6:11] del visitatore sicuramente, ma anche e soprattutto al
[6:15] servizio di chi deve manutenere quella città.
[6:18] Ecco, raccontaci un po' più qualche dettaglio di questa trionfo della
[6:22] tecnologia di cui parli, perché penso che tutti immaginano per esempio
[6:27] che so riproduzioni visive, ma le cose che
[6:30] sono in gioco lì sono molto più sofisticate.
[6:33] Sì, quella diciamo molte volte sono la punta dell'iceberg sono quelle che
[6:38] in qualche modo vengono mostrate ai visitatori e che permettono anche talvolta
[6:43] di avere quell'effetto wow che molte volte ma Pompei ha
[6:48] tutto un apparato digitale di monitoraggio è uno dei luoghi
[6:52] dove il monitoraggio predittivo e tutte le tecniche di conservazione
[6:57] assistite dalle nuove tecnologie si sono sviluppate per prime.
[7:01] E anche il luogo dove per primo si è cominciato a parlare concretamente di
[7:06] Digital Twin di un clone digitale della città e questo è gioco forse una
[7:12] necessità per Pompei, perché facendo tutti i debiti scongiuri, io vi ricordo che la
[7:17] città di Pompei è stata distrutta da un vulcano che si chiama Vesuvio
[7:21] e che è ancora è ancora lì mi pare che è ancora lì quella che è
[7:25] quella montagnetta che si vede se uno guarda bene perché è piccolina e non si nota
[7:30] esatto e quindi quella montagnetta è ancora lì e potrebbe distruggere nuovamente quella città
[7:39] facendo perdere tutto ciò che abbiamo su quella città, tutto ciò
[7:45] che abbiamo imparato e che possiamo ancora imparare anche perché Pompei
[7:48] è ancora un cantiere è stata scavata in questo momento solo
[7:53] per i due terzi, quindi rimane ancora un terzo
[7:56] da poter far emergere e quindi la necessità di avere un
[8:01] clone digitale di avere una rappresentazione digitale, un gemello digitale quanto
[8:06] più vicino alla realtà è è una necessità vera
[8:10] laddove non pensiamo più a noi alla nostra
[8:14] generazione, ma a quelle che verranno dopo.
[8:16] Tant'è vero che quando noi facciamo le riunioni del comitato scientifico, abbiamo quasi un
[8:21] obbligo morale che è quello di pensare sempre a 50 anni, cioè tutte le
[8:25] azioni che mettiamo in campo sono azioni che in qualche modo hanno
[8:29] una prospettiva di almeno 50 anni che è tantissimo in ambito
[8:34] tecnologico e un'eternità mi aiuti a capire meglio il concetto di
[8:39] digital Twin cioè un concetto che conosco è una rappresentazione di
[8:43] spesso si usa proprio di oggetti fisici per vederne lo Stato, ma qui quanto ti
[8:50] faccio una domanda forse sciocca, spero non lo so, ma io posso mettermi degli occhialietti
[8:54] e viaggiare dentro Pompei in teoria, cioè siamo arrivati a questo livello di No, ma
[8:59] non è questo il problema il punto questo è sempre l'effetto wow.
[9:03] Noi abbiamo bisogno dapprima di avere un clone digitale vero.
[9:07] navigabile col computer tranquillamente su una scrivania e che in qualche modo
[9:14] rappresenti lo stato di salute dell'artefatto che stiamo in qualche modo controllando
[9:20] monitorando in tal senso già nella metà del già nel 2015
[9:26] è partita una fortissima campagna di digitalizzazione di Pompei con tecniche di laser
[9:33] scanning e fotogrammetria che hanno fatto sì che per ogni zona di Pompei
[9:37] fosse possibile costruire un modello digitale sotto BIM e quindi un modello virtuale
[9:43] rappresentativo dei luoghi che stanno in che si stanno digitalizzando.
[9:49] Associati a questi modelli con l'avanzare delle
[9:52] tecnologie sono stati inseriti dei sensori
[9:55] e quindi è come se tutte queste infrastrutture ci parlassero.
[9:59] ci dicessero continuamente il loro stato di salute e di che cosa bisognano.
[10:04] E questa la novità in qualche modo a noi non interessa in
[10:07] questo momento tanto poterle navigare con gli occhi atti e così via,
[10:11] ma poi su questo ci torneremo perché poi è l'oggetto
[10:14] delle attività che stiamo svolgendo in questi giorni a quello che interessa
[10:17] al manutentore di Pompei, chi in qualche modo controlla e dirige la
[10:22] cittadina di Pompei antica è quello di avere un quadro completo e
[10:27] immediato in real time di tutto ciò che sta accadendo nella città
[10:32] e dello stato di salute di ogni singola componente
[10:35] presente all'interno della città, perché diciamolo ogni tanto di
[10:39] più nel passato anche recente ci sono stati dei
[10:43] dei momenti di danno dei crolli e questo
[10:48] aiuta a prevenirli giusto aiuta ad anticiparli.
[10:50] Premesso che questa cosa che stiamo dicendo, quella dei
[10:53] crolli è una cosa abbastanza naturale è una città.
[10:57] abbiamo 2000 anni.
[10:58] Esatto, è una città che
[11:01] ha 2000 anni e quindi è una città con tutte le
[11:04] difficoltà della città tra l'altro vi sottolineo è una città strana
[11:08] è una città che ogni giorno si popola di abitanti nuovi.
[11:11] che la calpestano con scarpe che non
[11:16] erano pensate per l'epoca, eccetera, eccetera, eccetera.
[11:19] Tenete presente che Pompei come parco archeologico fa circa 4
[11:23] milioni di visitatori l'anno e ci sono dei giorni in
[11:27] cui a punte aveva punte di circa 30.000, 35.000 visitatori.
[11:32] Si pensi che Pompei moderna ha 20.000 abitanti
[11:36] quindi in qualche modo tu ti trovi un'altra città nella città in un giorno.
[11:42] Questi homo peregrinus non c'erano ai tempi degli
[11:45] antichi romani, non in quantità così importanti.
[11:48] No, la città di Pompei complessivamente contava
[11:51] già all'epoca sui 20.000 abitanti, però.
[11:55] Sì, era tanto però Pompei non era una città
[11:58] importante, famosissima di cui avremmo avuto conoscenza oggi se non fosse stata
[12:05] sommersa dal Vesuvio era una città normale, una città di persone
[12:10] più o meno abbienti pigre come tutti i romani era
[12:15] arrivata diciamo alle nei tabloid della diciamo dell'impero romano, semplicemente
[12:21] per quel piccolo quella piccola baruffa che c'è stata
[12:27] nell'anfiteatro contro i nocerini, quindi quando c'è stata questa questa piccola rissa
[12:36] diciamo tra le tifoserie che questo ha portato anche a un.
[12:40] questa cosa non credo sia molto nota raccontacela No,
[12:43] infatti stavo pensavo di essere io l'unico ignorante in
[12:46] questo momento, ma ascoltiamo questa storia dai dai dai.
[12:48] La dico io prima e poi mi gelta i dettagli
[12:51] si tratta del primo daspo della storia dello sport
[12:56] suolo italico, diciamolo così nella pratica ci furono dei giochi dei
[13:01] gladiatori e questo gioco dei gladiatori portarono a confrontarsi i tifosi
[13:07] pompeani e tifosi nocerini che se le diedero di santa ragione.
[13:12] E tutto ciò è immortalato in un affresco, credo, in cui appunto si racconta
[13:20] di questa rissa che ci fu fra queste due tifoserie e che portò alla
[13:25] sospensione dei giochi all'interno della città di Pompei che era anche un motivo in
[13:30] qualche modo di ordine pubblico perché Pompei aveva l'anfideatro all'interno delle mura
[13:34] e non era no non era proprio la cosa migliore del mondo avere
[13:40] una rissa all'interno delle mura della città questa cosa che vi abbiamo raccontato
[13:47] è famosa proprio perché insomma si tratta del primo daspo della storia
[13:52] dello sport italico se vogliamo poi considerare le lotte gladiatorie uno sport e insomma
[13:58] quando si fa in visita a Pompei si vede a San fresco insomma si
[14:01] racconta di questa storia Michele puoi dirci qualcosa in più siamo praticamente
[14:06] una dozzina d'anni prima di diciamo dell'evento che conclusivo, mettiamola così
[14:11] quindi di questo questo screenshot di che è successo a Pompei
[14:15] nel 79 siamo forse una vent'anni nel 59 dopo.
[14:20] Durante una delle normalissime
[14:24] giornate di festa, perché ci sono i figli i giochi ludi gladiatori, quindi
[14:28] la popolazione nobile di Pompei e anche diciamo la parte plebea era invitata
[14:36] a questi giochi a visualizzare a giocare, insomma con i gladiatori
[14:41] e probabilmente non si sa quale realmente qual è il motivo, ma
[14:45] insomma c'è stata questa rissa all'esterno e all'interno che poi proseguita all'esterno
[14:51] abbiamo una fotografia di quel tempo esposta al museo nazionale archeologico di
[15:00] Napoli e c'è questo affresco questa parte di affresco in cui si
[15:02] vede la parte dell'anfiteatro diciamo in a volo d'uccello con questi piccoli
[15:07] omini che un po' se le danno di di santa ragione
[15:11] Insomma, questa questo evento ha fatto così tanto eco nella
[15:16] insomma nella romanità che addirittura Nerone l'imperatore ha portato in
[15:23] Senato questo problema e ha hanno deciso di bloccare
[15:27] i giochi nell'anfiteatro di Pompei Un daspo che evidentemente è
[15:35] stato poi è stato poi interrotto per volontà di Poppea.
[15:40] Sì, così sembra che ci sia stata poi in qualche modo l'ingerenza di Poppea
[15:45] che proveniva dalle zone limitrofe di Pompei da Oplontis sostanzialmente e
[15:50] quindi sembra che Poppea poi avesse insomma chiesto all'imperatore di ridare
[15:55] i giochi a Pompei come si vede l'influenza femminile ha sempre
[16:03] la sua importante diciamo Tornando invece a noi,
[16:06] diciamo tornando al concetto che si diceva prima
[16:11] appunto Pompei ha 4 milioni di visitatori adesso è stato posto anche un
[16:15] blocco agli ingressi, cioè più di 20.000 non si possono avere in un
[16:21] giorno perché sostanzialmente è un rischio antropico troppo alto per la città non
[16:25] riesce a sostenerlo e ecco appunto è importante avere in tempo reale un
[16:31] monitoraggio continuo di quello che sta accadendo durante la visita delle persone
[16:35] , quindi devi mettere in sicurezza sia il bene culturale, ma anche
[16:39] le persone che stanno all'interno devo anche dirvi che Pompei si presta
[16:43] per esempio a dei comportamenti un po' particolari tutti sono alla ricerca
[16:48] del selfie più bello del mondo e quant'altro proprio perché è una
[16:52] città aperta e tu puoi toccare mura puoi toccare colonne
[16:55] e molte volte trovi persone che salgono su posti in cui non dovrebbero andare
[17:00] e questo può portare a sostanzialmente a rotture crolli a rischi anche per la
[17:07] persona anche per la persona e quindi tu hai la necessità di avere un
[17:11] monitoraggio completo, quindi al digital Twin alla ricostruzione digitale che tu dicevi prima
[17:16] poi sono stati associati i sensori e ce ne sono tanti ormai su
[17:20] Pompei sensori che possono essere accelerometri sensori che sono capaci di catturare delle
[17:27] vibrazioni, telecamere tutto quello che vi potete immaginare in termocamere di tutto
[17:34] e in questo caso noi abbiamo continuamente una mappa in una cabina di regia
[17:39] digitale di tutto quello che sta accadendo a Pompei, quindi in qualche modo l'intera
[17:45] città ti parla ecco diciamo da questo punto di vista poi è ovvio
[17:49] si può utilizzare anche per la ricostruzione con gli occhialini e far
[17:54] vedere la città con occhi diversi al visitatore, anche se insomma noi
[18:01] cerchiamo sempre di fare favorire la visita reale piuttosto che la virtuale.
[18:06] No, però in un fra 50, anzi 500 5000 anni e forse
[18:10] di più quando il Vesuvio avrà fatto la sua secondo rottino.
[18:14] potremmo continuare a viverla questa è la cosa importante.
[18:17] Questo potrebbe essere utile anche per la ricerca, cioè avere delle ricostruzioni quanto
[18:21] più precise e possibili della città favorisce poi la ricerca, favorisce il lavoro
[18:27] continuo dei gruppi di ricerca, anche che non sono sui luoghi che quindi
[18:31] lavorano da remoto, ma tra l'altro anche questo non è
[18:34] qualcosa di nuovo e vi spiego perché perché Fiorelli che è
[18:39] uno dei primi che ha lavorato a Pompei sugli scavi sul
[18:43] finire dell'ottocento costruì se vuoi una replica di un digital Twin
[18:48] costruire un digital ttter a Delitter che era un plastico un twin esatto, un
[18:57] plastico da gile in cui lui riportava precisamente tutto quello che aveva visto a
[19:01] Pompei quindi quella è una delle memorie più importanti che abbiamo nel parco
[19:06] perché si trova al Man al museo archeologico nazionale di Napoli ed è hai
[19:12] la possibilità di vedere quello che vedeva Fiorelli all'epoca è tutto decorato è
[19:16] tutto preciso tutto puntuale hai effettivamente la visione di quello che c'era in
[19:21] quel momento perché questo è importante perché alcune cose a Pompei scompaiono
[19:26] Ma non perché vengono prese da turisti o rubate, scompaiono perché c'è
[19:31] l'usura del tempo pensi all'epigrafi per esempio le epigrafi che sono all'aperto
[19:36] vengono protette ma dopo un po' a causa dell'azione del sole della
[19:40] pioggia è naturale giustamente cominciano a perdersi quindi i disegni del passato
[19:46] le foto più o meno recenti, il plastico ti dà in qualche
[19:50] modo la possibilità di capire quello che c'era prima e qui le
[19:53] tecnologie ritornano perché tu puoi riutilizzarle e per esempio in realtà aumentata
[19:58] puoi far vedere effettivamente quello che era una volta
[20:01] quel disegno, quella scritta o quella parte di città come si copia una città?
[20:07] Come si traduce in digitale?
[20:10] Allora ti posso prima così Michele ti racconta con più dettaglio.
[20:16] Noi veniamo dai dai mi piace Noi veniamo da un'esperienza che abbiamo
[20:20] sviluppato nei mesi scorsi che si è conclusa sul finire di giugno
[20:24] di ricostruzione di una casa che si chiama casa del Citarista è
[20:31] una casa molto particolare è una delle prime che fu scoperta a
[20:35] Pompei fu scoperta nella metà dell'ottocento 1850 più o meno
[20:40] ed è una casa molto particolare, perché è una delle
[20:42] case più grandi a Pompei in effetti sono tre case.
[20:46] Perché insomma, tutto aveva origine in una casa iniziale, poi il possessore ha
[20:53] fatto fortuna e ha comprato le altre case che gli erano vicini
[20:58] e quindi questa è una casa sostanzialmente composta da tre case
[21:02] molto grande, molto bella con tre pedistili con degli ingressi molto
[21:07] belli, insomma è una casa particolare in cui all'interno è stata
[21:11] trovata una statua la statua di Apollo citarista.
[21:15] Apollo con la cetra o con la lira, perciò si chiama la casa del citarista.
[21:19] Questa statua rimanda a un sogno.
[21:22] È il sogno del fondatore della città di Efeso che sognò il
[21:31] Dio che gli disse guarda tu fonderai Efeso dove troverai un cinghiale.
[21:35] Trovano questo cinghiale, fondano Efeso e ringraziano il Dio con questa statua.
[21:41] La statua viene trafugata dai romani da Marcantonio sostanzialmente si portano
[21:48] questa statua a Roma e Augusto la tiene nella sua casa
[21:52] .
[21:53] Cosa accade anche Augusto sogna qualcosa sogna il Dio
[21:57] che gli dice devi riportare la statua a Efeso.
[22:01] Riparte ovviamente era una questione meramente politica si doveva
[22:05] ridare dignità a quelle zone, eccetera, eccetera, eccetera riprendono
[22:09] questa statua e la riportano ad Efeso.
[22:12] Cosa c'entra Pompei?
[22:14] In questa casa guarda un po' c'è questa statua
[22:17] di Apollo citarista e ci sta il cinghiale
[22:21] attaccato dai cani.
[22:22] Allora c'è stato un altro sogno, quello dell'attuale direttore del
[22:27] parco archeologico di Pompei che ha detto no, qui forse
[22:30] la ricostruzione della casa deve essere fatta in modo diverso.
[22:33] È un luogo in cui il Dio sta in un certo posto che guarda
[22:37] il cinghiale, eccetera, eccetera, eccetera lui ha avuto un altro sogno fammi dire così
[22:41] non è blasfemia quello che sto dicendo tutte le ricostruzioni archeologiche sono verosimili non
[22:46] c'è mai certezza soprattutto in una città dove c'è stata un'eruzione
[22:50] e quindi gli oggetti li trovi un po' sparsi nella casa stessa.
[22:55] A questo punto abbiamo avuto un sogno il sogno del direttore
[22:59] è stato perché non lo ricostruiamo attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale?
[23:06] E quindi a partire da una serie di dati che avevamo già Michele
[23:13] si è messa all'opera e ti racconta lui come si ricostruisce una città.
[23:17] Allora, ricostruire una città è difficile perché da archeologo posso
[23:24] dire che citando uno dei titolo di uno dei manuali
[23:27] più interessanti tra gli archeologi, le storie vengono dalla Terra.
[23:33] quindi il primo approccio necessario è quello del contesto
[23:38] del sito, quindi la necessità di realizzare dei rilievi
[23:43] quanto più accurati possibili, capire e analizzare questi rilievi.
[23:48] su quanto è stato aggiunto
[23:51] Nel tempo, quanto è venuto meno nel tempo, perché nel contesto di
[23:55] Pompei diciamo prima è vero, ci sono stati dei crolli, però la
[24:01] problematica più grande è che è un sito che non era previsto
[24:05] In quel in quel modo, cioè gli ambienti erano chiusi, avevano i
[24:09] secondi piani, quindi tutto quello che è esposto gli è capitato.
[24:13] Il più delle volte gli restauri nel corso del tempo hanno aggiunto dei
[24:19] pesi statici tutta una serie di elementi che quindi hanno compromesso la natura
[24:24] dei insomma delle evidenze stesse.
[24:28] Risponde oggi l'archeologo del terzo millennio d Cristo.
[24:33] e nello specifico del 2026
[24:37] Perché come dicevamo prima fino a una decina di anni
[24:43] fa ricostruire una città in digitale era molto complesso e
[24:48] soprattutto prevedeva delle diciamo dei workflow dei processi
[24:53] molto più complessi, più articolati.
[24:55] Oggi nel 2026 abbiamo la possibilità di documentare come abbiamo visto
[25:03] sinora, quindi avere la possibilità di parlare con un digital Twin
[25:08] con le strutture con le ossa di questo Digital
[25:12] Twin e parlare con la documentazione storica archeologica che
[25:16] nel frattempo è stata raccolta dagli archeologi, ovviamente.
[25:19] fotografie, reperti, intuizioni archeologiche, cioè nel senso analisi rispetto
[25:26] e interpretazione rispetto a quello che c'è sul luogo.
[25:31] Per questo ulteriore sogno, poi diciamo la parte nostra
[25:37] Abbiamo adottato delle tecniche di modellazione digitale tridimensionale
[25:41] sono stati utilizzati dei software liberi, quindi io
[25:45] ad esempio come il software di grafica blender
[25:48] a cui è stata aggiunta la possibilità di integrare oggetti quindi per
[25:56] oggetti intendo non solo statue ceramiche, quindi oggetti utensili, ma anche oggettiggetti
[26:04] ritrovati di fatto che faceva parte della vita quotidiana, dell'uso quotidiano
[26:09] insomma dell'abitatore di frequentatori di questa casa
[26:15] intendo anche le decorazioni architettoniche, decorazioni parietali.
[26:23] Nello specifico è quelle sono è stato questo diciamo il focus principale
[26:29] della nostra ricerca che ha in qualche modo
[26:32] unito la ricerca archeologica con anche l'intelligenza artificiale
[26:40] arrivando a un risultato che come spesso diciamo noi archeologi
[26:45] non è come è stato, ma è come la immaginiamo.
[26:49] quindi arrivare a delle rese verosimili e soprattutto
[26:57] Un riflesso che in qualche modo può allinearsi in qualche modo
[27:04] a quello che può essere stata la realtà di tutti i
[27:07] giorni di quegli ambienti grazie anche all'intelligenza artificiale è stato interessante.
[27:12] Michele, facci capire un po' meglio
[27:14] appunto l'intelligenza artificiale che c'entra perché
[27:17] mentre penso sia piuttosto abbastanza chiaro l'idea di dire
[27:21] ok facciamo una digitalizzazione, usiamo il laser scanner, usiamo
[27:26] le fotografie eccetera, eccetera, ma poi in questa
[27:31] appunto in questo sogno che state che avete su
[27:35] cui avete lavorato, poi che cosa c'entra l'intelligenza artificiale?
[27:39] Che tipo di tecnologie sono state usate più nel dettaglio?
[27:43] Allora, ci siamo spesso detti un uso
[27:46] consapevole dell'intelligenza artificiale, perché alla base
[27:49] , mi piace mi piace molto giocare
[27:51] su questo, c'è stata un'intelligenza artigianale.
[27:55] Cioè, si sono abbiamo recuperato dallo studio, quindi
[28:01] dall'analisi archeologica dalle interpretazioni da tutto quello che
[28:05] era possibile da accogliere in bibliografia
[28:07] , abbiamo preparato dei pacchetti tra virgolette di informazioni
[28:11] che sono state realizzate appunto impacchettate e affidate all'intelligenza
[28:18] artificiale che le ha rese in qualche modo verosimili.
[28:22] Faccio degli esempi pratici.
[28:24] esempio dai faccio due esempi
[28:27] dal più semplice relativamente a quello un po' più complesso.
[28:31] L'ese l'esempio più semplice è ad esempio la realizzazione
[28:36] di modelli tridimensionali in modo tra virgolette semiautomatico
[28:41] partendo da immagini fotografiche, quindi immaginiamo non troppo in là nel
[28:47] tempo, anche cinque anni fa modellare il busto di una statua
[28:55] avrebbe occupato un tempo che andava da uno a due mesi
[29:00] per raggiungere un livello di dettaglio elevato di un livello di
[29:06] texture che poteva soddisfare insomma anche il senso grafico
[29:09] oggi con strumenti tra l'altro del tutto Quasi
[29:15] remoti perché sono strumenti disponibili online, quindi
[29:22] Avendo come source, come diciamo informazioni di base
[29:28] una immagine, una fotografia di questo busto.
[29:32] È possibile tramite tecnologie NeRF di realizzare un modello tridimensionale
[29:40] partendo appunto dall'immagine.
[29:42] Sembra abbastanza complesso una realtà è quello che sta succedendo
[29:47] negli ultimi due anni ormai, cioè partire la realizzazione di
[29:52] modelli tridimensionali adesso stanno diventando sempre più accurati perché i
[29:57] i modelli di base pian piano si stanno addestrando, quindi è molto interessante
[30:03] più facciamo le scansioni fatte bene più i modelli imparano più li ricreano
[30:07] un livello di dettaglio davvero molto elevato tra l'altro anche di
[30:13] con aggiunte in stile che a volte mi hanno fatto anche pensare, cioè caspita
[30:21] l'anno l'ha fatto lui cioè l'ha pensata lui effettivamente però ci può stare.
[30:25] E quindi questo è uno degli esempi.
[30:28] Il secondo esempio, quello che ci ha portato un po' più di
[30:32] mestiere archeologico, mettiamola così di pensiero di approccio
[30:35] archeologico, ad esempio è stato quello nella integrazione
[30:39] e ricollogazione di parti di affreschi.
[30:42] Cioè, ad esempio, abbiamo fornito delle basi
[30:46] schematizzate di quelle che potevano essere
[30:50] gli andamenti, le partizioni delle decorazioni parietali, quindi
[30:58] con affidabilità del colore, affidabilità nelle decorazioni stesse,
[31:02] quindi nella schematicità delle decorazioni architettoniche presenti all'interno
[31:07] dei vari stili pompeiani noi ci siamo confrontati
[31:10] nello specifico con il terzo e il quarto stile
[31:13] di decorazioni pittoriche all'interno della di questa casa.
[31:17] Dato in pasto all'intelligenza artificiale, quindi un'intelligenza
[31:24] artificiale in qualche modo generativa, ma generativa
[31:28] non partendo da zero, cioè sulla base di un'analisi e
[31:33] quindi su dei dati che fondano su una analisi archeologica
[31:38] e storico dell'arte, diciamo in qualche modo affidabile.
[31:41] Quindi, in qualche modo, quando mi è stato detto, ma qual è l'affidabilità
[31:46] di questi questi modelli o comunque qual è l'affidabilità di queste decorazioni?
[31:51] Beh, io ho potuto dire in qualche modo 90 95% perché
[31:55] la base di partenza era già in qualche modo archeologicamente valida.
[32:01] Aggiungo io qualcosa, il flusso che abbiamo qualche modo pensato che poi è stato
[32:06] pensato insieme agli archeologi è un flusso più o meno di questo tipo.
[32:10] Si parte dalla ricostruzione dal modello
[32:13] tridimensionale della casa di riferimento.
[32:15] quindi in qualche modo si va a costruire il modello 3D della casa e
[32:21] lì c'è un primo problema che le case come diceva Michele avevano solitamente anche
[32:25] un secondo piano che non c'è più e quindi se devi andare
[32:29] andare prima di tutto a capire come
[32:31] ricostruire questo benedetto secondo piano laddove c'è.
[32:35] Fatto questo, quindi tu vai a fare poi le acquisizioni sul
[32:38] campo e fai acquisizione con laser, tecniche fotogrammetriche e quant'altro.
[32:44] A questo punto hai la SIS com'è in questo momento
[32:48] Devi andarti a prendere informazioni su come era e in questo per
[32:53] esempio il plastico di Fiorelli per noi era fondamentale perché vedevamo esattamente
[32:59] come l'avevano visto loro in quel momento tte presente che
[33:03] alle prime case di Pompei sono state spogliate sostanzialmente quindi gli affreschi non
[33:08] stanno più lì stanno al man al museo archeologico perché il re li
[33:13] rompeva fisicamente e se li portava a casa e questo ha creato anche
[33:16] danni sulle murature, quindi lì avevano delle tecniche abbastanza invasive
[33:21] archeologiche nel passato.
[33:23] Fatto questo, si è cominciato a utilizzare l'intelligenza artificiale e si è
[33:28] cominciato a dire questo è il modello, questa è la struttura.
[33:31] Tutto c'è come riferimento a questa storia dei sogni, quindi probabilmente la prima parte
[33:36] era la casa vera e propria la seconda era più da vedere come un
[33:39] tempio la terza invece era quella dove si sbrigavano gli affari pubblici.
[33:43] Fiorelli l'aveva visto in questo modo la casa si trova in
[33:46] questa zona intorno a questa zona ci sono queste altre informazioni.
[33:51] Dopo che gli abbiamo dato questi abbiamo detto come si viveva
[33:54] all'epoca gli abbiamo dato dei testi gli abbiamo dato tutti gli
[33:57] studi gli abbiamo dato gli apparati fotografici ed immagini
[34:01] dell'epoca gli abbiamo spiegato cos'è un terzo stile così è un quarto
[34:05] stile gli abbiamo spiegato tutto quello che gli poteva essere o meglio
[34:08] gli abbiamo dato tutte queste informazioni e da quel momento in poi
[34:13] abbiamo detto adesso vi dico un'altra cosa si doveva evitare
[34:16] una cosa classica in questi scenari, cioè l'effetto Disney.
[34:20] Se ci fate caso, siete tutti quanti convinti a che a Pompei le case
[34:25] erano bellissime, pulite, sistemate erano delle regge di Beverly Hills non è proprio così
[34:33] erano anche bruttine le case ricche di Pompei sicuramente erano fredde quindi questa
[34:39] era una prima informazione e in seconda battuta Pompei una decina d'anni prima
[34:44] aveva avuto un pesantissimo terremoto quindi le case non erano proprio
[34:49] pulite tant'è vero che molte delle case che sono state ritrovate hanno
[34:54] all'interno dei lavori di restauro la stessa casa del citarista aveva dei
[34:58] lavori di restauro in essere e quindi tutto sommato di ristrutturazione e
[35:03] quindi tutto sommato dovevamo tenere in conto anche di questo
[35:07] e quindi nella ricostruzione le ricostruzioni del passato sono quasi sempre
[35:11] ricostruzione con muri precisi perfetti allineati e invece no, in questo
[35:16] caso noi abbiamo anche una ricostruzione con crepe e quella distruzioni
[35:20] di alcune parti del muro, eccetera, eccetera perché era quella la
[35:23] realtà del momento che è più verosimile esatto la richiesta che
[35:27] c'era venuta dal direttore era quella di avere una ricostruzione verosimile
[35:31] dove non doveva essere una ricostruzione fine a se stessa per far vedere
[35:36] quanto era bello ce ne esistono tante altre sono state fatte gli hanno
[35:40] passato proprio dal citarista nel 2019 credo che sia stata rilasciata una ricostruzione
[35:44] la nostra è invece una ricostruzione un po' più verosimile
[35:49] che dà conto di tutte queste cose poi il flusso qual è
[35:52] si parlava con i vari strumenti di intelligenza artificiale che abbiamo utilizzato
[35:56] gli si chiedevano le cose gli si facevano vedere i modelli gli
[36:00] si chiedeva una lampada gli si chiedevano un affresco vedi l'affresco di
[36:04] partenza è questo come potrebbe diventare siamo andati avanti
[36:07] così fino alla fine fino ad ottenere l'intera ricostruzione Michele ritteneva le
[36:12] mesh le metteva sui muri e si andava avanti fino a quando
[36:16] non abbiamottenuto la completa ricostruzione della casa con queste nuove tecniche.
[36:21] Tra l'altro è stato un lavoro in si perché ad esempio una stessa domanda fatta
[36:26] due mesi prima prima della release di un determinato pacchetto di
[36:31] informazioni a senza fare diciamo pubblicità varie a un determinato
[36:37] diciamo motore di non era possibile perché magari non
[36:43] questo motore di generazione non manteneva le proporzioni e
[36:47] quindi se io ho replicato questo modello al millimetro
[36:51] E quindi diciamo il lavoro era era completamente sballato, quindi insomma.
[36:56] Ma c'è anche della ricerca dietro, quindi c'è anche
[36:58] da parte vostra, anche nei confronti di questi modelli.
[37:01] Il tempo maggiore è stato occupato da capire
[37:05] quale workflow, cioè quali quali passaggi svolgere.
[37:11] Poi se ci sono delle cose divertenti, per
[37:13] esempio nello stile che noi abbiamo considerato
[37:16] c'erano delle colonne decorative sostanzialmente queste colonne decorative strutturalmente non funzionano
[37:24] sono affreschi di colonne che però se tu le vedi sai
[37:27] che strutturalmente non non reggono la casa un'immagine prospettiva per apertura
[37:33] della parete Allora questo ci hanno spiegato gli archeologi creò già
[37:37] dei problemi all'epoca in cui si diceva vabbè, ma questa cosa
[37:40] che si fa non è verosimile non è reale, ma perché
[37:42] la facciamo deve essere state capendo c'era questo dibattito.
[37:45] Beh, questo dibattito l'abbiamo affrontato pure noi col sistema di
[37:48] intelligenza artificiale perché lui continuava a fare le colonne
[37:51] come dovevano essere fatte nella realtà, quindi che è in grado di sostenere eccetera,
[37:56] eccetera e noi continuiamo a dirgli no guarda che deve essere fatta in quest'altro
[37:59] modo è quello continuava a rispondere, ma no, ma poi non è vero non
[38:03] è verosimile tentava di replicare delle colonne o delle mam quando andava
[38:10] cioè è stata abbastanza comple complesso da questo punto di vista, però poi
[38:14] il prodotto che ne è uscito è uscito un prodotto che ha soddisfatto
[38:19] soprattutto gli archeologi da questo punto di vista, perché appunto è verosimile.
[38:23] Da questo punto di vista questi risultati
[38:26] sono fruibili anche dal pubblico oppure no?
[38:29] La storia della fruizione di questi risultati adesso diventa complessa
[38:33] perché noi abbiamo fatto la ricostruzione ed è fruibile sul sito
[38:38] sulla pagina YouTube del centro ICT, quindi c'è il video e
[38:42] si può vedere quello che abbiamo fatto non è un video
[38:45] da effetto wow è un video normale di una ricostruzione verosimile devo dire che
[38:50] questo ha trovato il come dire il plauso di tutti gli archeologi che l'hanno
[38:56] vista che l'hanno trovata invece una ricostruzione molto bella verosimile e adatta.
[39:00] Poi noi abbiamo dato questo modello
[39:02] Il modello viene fruito in questo modo e quindi vengo alla domanda
[39:06] che si era stata fatta prima, ma posso vedere con gli occhialini
[39:09] Pompei la risposta è sì la puoi vedere però noi ci consigliamo
[39:13] a tutti l'utilizzo dei visori e degli occhiali in quel contesto.
[39:18] Ricordatevi sempre i numeri sono 20.000 persone al giorno
[39:22] c'è un problema di pulizia di questi dispositivi.
[39:26] Allora noi abbiamo.
[39:28] No, no, certo Abbiamo cominciato a ragionare su un
[39:30] concetto di metaverso nella tasca, quindi questo si doveva
[39:34] vedere tutto sul proprio telefonino, quindi l'idea era questa.
[39:37] Quindi con un po' di tecnologie che sono proprie
[39:41] di Pompei, soprattutto i cosiddetti referenti topografici, la possibilità
[39:45] di piazzare al millimetro le ricostruzioni surreale
[39:51] col tuo telefonino ti puoi mettere a camminare nella città e vedere
[39:54] com'era una volta com'era prima e quindi riesci passeggiando all'interno a vedere
[40:00] queste ricostruzioni che abbiamo fatto noi, quindi hai l'impressione in qualche modo
[40:04] di camminare all'interno della casa come era stata fatta prima
[40:09] Nel nostro produrre questi contenuti abbiamo poi dato il modello
[40:17] a un'azienda che lavora col parco che ha invece azienda
[40:20] che ha al suo interno degli sviluppatori di videogiochi provenienti
[40:24] dalla Sony e quant'altro che hanno ricostruito alcuni momenti
[40:28] di quella della città i giochi dei gladiatori e poi la casa del
[40:34] citarista e con un tablet oppure col tuo telefonino scaricandoti l'app che in
[40:39] questo momento è gratuita poi se tutto funziona doveva essere venduta dal parco
[40:45] tu puoi camminare all'interno della casa e vedere quanto abbiamo ricostruito
[40:49] noi e quindi vedere effettivamente qual è non è un video
[40:53] sei tu che no all'interno è realtà aumentata virtuale dove all'interno
[40:58] c'hai pure delle persone che camminano dei comportamenti più o meno
[41:04] intelligenti di queste persone, eccetera, eccetera, eccetera.
[41:08] Quindi è un po' un incrocio tra realtà aumentata
[41:10] e un video e la simulazione di un videogioco.
[41:13] Sì, allora
[41:14] probabilmente a me quando li ho visti sembrano i personaggi
[41:18] di un videogioco, soprattutto i gladiatori, però resta invece molto
[41:23] educativo quello che vedi in quel momento mi spiego nell'anfiteatro
[41:27] vedi per esempio tutta la tecnica di copertura che avevano
[41:32] quindi quando lo chiudevano per il sole sostanzialmente quindi ti fanno capire
[41:37] come funzionava effettivamente sono anche con scopi didattici e divulgativi, quindi per
[41:42] far capire anche al visitatore come effettivamente si viveva all'epoca.
[41:48] Queste attualmente sono fruibili al parco gratuitamente, quindi
[41:51] tutto questo lavoro è fruibile lì che bello no è un modo
[41:55] per vivere di più quello che è già un posto veramente magico,
[41:58] perché diciamolo, cioè va visto comunque con gli occhi veri.
[42:01] Non si può negare che Pompei rimane un attrattore mondiale e che adesso
[42:07] con tutto questo che ci stiamo raccontando, secondo me a molti
[42:11] nostri ascoltatori, se non ci sono ancora stati gli starà venendo
[42:14] voglia quello c'è un altro claim nostro del parco dico nostro
[42:18] perché come avete detto io faccio parte del comitato scientifico
[42:23] Uno dei claim che noi adottiamo è che probabilmente chi viene a fare visita
[42:28] al parco verrà una volta sola nella sua vita al parco che vengono persone
[42:31] da molto lontano e quindi probabilmente faranno una visita al parco e noi abbiamo
[42:36] l'obbligo di rendere quella visita la più bella in assoluto che potesse mai avere.
[42:42] Abbiamo un solo colpo per fargli vedere le cose più belle
[42:45] in assoluto e quindi ci proviamo da questo punto di vista.
[42:49] Le tecniche che vi abbiamo detto prima sono ovviamente generalizzabili,
[42:53] cioè le possiamo applicare e questo poi è l'obiettivo su
[42:56] tutta la città di Pompei, quindi il lavoro
[43:00] del futuro nostro sarà proprio fare
[43:02] questo ricostruire completamente l'intera città.
[43:05] Che meraviglia.
[43:06] Ovviamente cambia la prospettiva effettivamente la prima il primo obiettivo è il
[43:11] digital Twin così com'è e quindi ci serve la struttura così com'è.
[43:15] gli scopi di manutenzione che dicevi di sicurezza e così.
[43:19] Esattamente la seconda invece è una ricostruzione
[43:22] più o meno filologica e sempre rispettosa del mondo archeologico della città.
[43:30] Ovviamente tutto ciò che abbiamo raccontato sembra complicato, ma in verità
[43:34] è molto molto peggio è molto peggio perché esatto esatto
[43:38] si coglie che c'è una profondità ben
[43:41] superiore a quanto riusciamo poverino a capire.
[43:44] Sì, no ma la lezione secondo me più
[43:46] interessante è proprio questa diciamo questa profonda interconnessione
[43:53] tra tutto un patrimonio di lavoro archeologico, quindi di discipline
[43:59] umanistiche e di ricostruzione storica, di immaginazione basata su documenti
[44:05] di quello che poteva essere la vita e la struttura
[44:08] della città del tempo con le tecnologie più avanzate
[44:12] dal punto di vista delle ricostruzioni digitali della sensoristica dei digital e così
[44:17] via è un vedere come solo camminando insieme con questi due con questi
[44:25] due mondi, uno affianca l'altro e stretti per mano che si riesce
[44:29] a dare quel risultato di eccellenza di cui parlavamo.
[44:32] Che che è una bella cosa per noi digitaliani, no che abbiamo sempre
[44:36] detto che è la cosa più importante dal punto di vista delle tecnologie
[44:41] digitali è vedere l'impatto che hanno sul cambiamento della società e anche sul
[44:46] modo in cui per esempio ci approcciamo a una situazione di questo genere.
[44:50] Scusa Francesco, le aggiunto una cosa no no ma è tutto corretto,
[44:54] ma noi ragioniamo anche in un altro modo questa soprattutto allora premesso
[44:58] qui giusto che stiamo facendo una chiacchierata va detta tutta la verità
[45:02] tutto quello che vi stiamo raccontando poi si scontra con un'altra problematica
[45:07] Il mondo degli archeologi è comunque un mondo di tradizione.
[45:10] Li vedo Michele sullo sfondo che sorride perché evidentemente si
[45:15] è sentito messo con la camicia giusta in questo caso.
[45:17] Quindi vi potete anche conto che in certi casi non è proprio banale
[45:21] o immediato che le persone accettino l'utilizzo di questo tipo della tecnologia
[45:26] e dire a un archeologo ah questa è la ricostruzione fatta col supporto
[45:31] dell'intelligenza artificiale non è proprio la cosa più semplice di questo mondo.
[45:36] Quindi questa è una forse la problematica più grossa al momento
[45:40] In seconda battuta in seconda battuta, l'altra difficoltà che abbiamo
[45:45] è che sostanzialmente il mondo degli archeologi per quanto vi
[45:48] possa sembrare strano il mondo dell'archeologia lavora per compartimenti stagni
[45:53] cioè quello che accade in una casa
[45:55] A Pompei non è detto che si sappia nel gruppo
[45:58] di chi sta lavorando nell'altra casa che gli affianco.
[46:02] Quindi molte volte queste comunicazioni non passano.
[46:04] Una dei tentativi che abbiamo col direttore Zuchtriegel è
[46:08] proprio quello di creare un'intelligenza artificiale e collettiva
[46:12] mettendo a fattore comune tutte queste scoperte e guardate non è
[46:17] banale ci sono noi per fare il modellino nostro abbiamo dovuto
[46:21] comunque arrivare al modello di Fiorelli della fine dell'ottocento.
[46:26] E abbiamo dovuto anche quello digitalizzarlo e portarlo
[46:31] dentro ai nostri modelli e da lì ripartire.
[46:33] esatto, quindi voglio dire è un terreno nuovo perché nessuno ha mai
[46:38] provato a fare queste cose cose in quel campo in questo modo.
[46:41] Tu sei affascinante, è davvero affascinante.
[46:43] Sì, sì, è molto affascinante pensare che a Pompei a un tratto tu c'hai un
[46:48] robot che prende le tessere di un mosaico e cerca di ricomporle dando forma
[46:53] a un qualcosa di intellegibile, però è sicuramente molto più interessante
[46:59] dal mio punto di vista che quel robot agisca sì mettendo
[47:03] insieme, cercando qualcosa di intellegibile, ma sapendo pure che c'era intorno.
[47:07] E quella casa cos'era chi erano le persone che stavano a fianco quali
[47:12] erano le tradizioni in quel momento Sapere per esempio che in i romani
[47:17] mangiavano le triglie allora è molto probabile che quel pesce fosse una triglia,
[47:21] cioè state capendo l'idea questa è tutto un bagaglio di conoscenze
[47:25] che per quanto mi possa sembrare assurdo non sono ancora condivise.
[47:28] Quindi ogni casa sembra un No, non ci sembra
[47:33] assurdo lo capiamo bene, no, dimensione della città.
[47:36] gli archeologi avevano un approccio quasi militaresco cioè
[47:41] parlano di campagne di scavo, prendere possesso del sito non so se
[47:46] state capendo, quindi far passare le informazioni non so cose facili e
[47:52] poi come vi ho detto prima è tutto verosimile nulla è certo
[47:56] Cioè noi adesso abbiamo la statua di questo Apollo citalista messo
[48:00] in una certa posizione, ma ci sono almeno 2 milioni di
[48:03] archeologi che ci dicono che poteva stare da tutt'altra parte.
[48:06] Che è sbagliata esatto quindi insomma, se ne sarà
[48:10] andato in giro per la città povero cirista, no
[48:13] E beh giustamente se suonava la cetra E poi dobbiamo anche
[48:17] dire che non è neanche nella sua versione originale, perché la
[48:20] versione originale ovviamente sta man anche quella giustamente ed era una
[48:25] copia di quella originale che stava a Roma e quindi
[48:28] è una coppia della copia è fantastica è una storia divertente
[48:32] da questo punto di vista dai cioè ci siamo divertendo comunque
[48:35] immaginate quanto possa essere bello fare una cosa del genere e
[48:41] e scoprire poi ora fatemi dare qualcosa anche di più fra virgolette più
[48:47] tecnico un'altra delle cose che facciamo proprio con le statue è quello di
[48:50] avere il Digital twin della statua, soprattutto quelle bronze e andare poi a
[48:55] ricostruire dei modelli che in modo predittivo ti dicono che a seconda di
[49:00] certe condizioni, il numero di visitatori, condizioni ambientali e quant'altro in quanto tempo
[49:05] andrà a degradare la struttura e quando devi fare manutenzione
[49:09] e questa è una cosa bella e per esempio questa la stiamo per applicare ai
[49:13] bronzi di Riace quindi noi siamo andati giù a Reggio Calabria a fare la
[49:19] Le campagne le campagne di scansione prendere possesso del sito Abbiamo preso possesso del
[49:26] sito un lunedì che era chiuso e quindi stavamo solo noi e i bronzi
[49:29] siamo stati con loro per circa otto ore da soli abbiamo fatto tutte le
[49:34] scansioni adesso abbiamo i modelli digitali e su questo stiamo costruendo questi
[49:38] modelli basati su intelligenza artificiale, queste reti neurali basati
[49:43] su modelli fisici in grado di predire il deterioramento
[49:49] in base a certe condizioni dei materiali ecco questo secondo me è un
[49:55] altro argomento che potremmo aprire parlarne per ore ma giustamente abbiamo già
[50:01] buttato in pentola un sacco di cose interessanti, quindi non voglio rubarvi
[50:06] altro di questa affosa serata di agosto forse chi lo sa adesso
[50:09] ah no l'ho detto all'inizio siamo a luglio però è comunque afoso.
[50:12] No voglio ringraziarvi veramente Francesco e Michele
[50:15] per quello che ci avete raccontato.
[50:17] Secondo me c'è spazio chi lo sa lo chiediamo anche agli ascoltatori
[50:20] vi interessa andare avanti avete visto che ci hanno aperto ci hanno
[50:23] alzato una possibile continuazione fateci sapere
[50:26] se volete ancora parlare con loro.
[50:29] ma io posso essere anche più posso osare nei vostri confronti e
[50:34] posso dirvi ma perché non venite a Pompei a fare uno speciale?
[50:37] Perché no lo potete vedere da Pompei è un'invito dai potreste essere ospiti miei
[50:44] a Pompei miei del parco e vi faremo vedere dal vivo cos'è questo lavoro
[50:50] fatto dalla casa del citarista ma soprattutto vi possiamo far parlare con
[50:54] le persone del parco che lavorano quotidianamente su queste sulle
[51:00] tematiche del digitale applicate al mondo dei beni culturali vi
[51:06] voglio sottolineare che per esempio tutta la campagna fotogrammetrica e
[51:11] di modellazione di Pompei parte nel 2015
[51:15] Urca.
[51:15] e i modelli sono ancora del tutto funzionanti.
[51:18] Poi ci sarebbe da indagare su un'altra cosa la butto lì
[51:21] siamo in una chiacchierata siamo sul finire buttiamo lì così sappiamo
[51:26] di dove ci sarebbe anche tanto da parlare sull'archeologia digitale
[51:29] Perché Pompei c'ha una miriade di contenuti che non sono più facilmente fruibili
[51:36] perché sono cambiati formati è cambiato tutto accessibili sono la programmirammi quindi la
[51:46] cetra di 2000 anni fa sì anche la scansione di 10 anni fa
[51:49] un po' meno ci siamo trovati davanti questo problema mondo digitaletale c'è propriologia
[51:57] digitale adesso a Pompei quindi c'è anche questa come problematica
[52:01] Dobbiamo accettare l'invito, dobbiamo venire a vedere arrivare con i f Pompei insomma
[52:09] ricordi chiama altre cose altri gruppi diciamo ben più famosi di noi, però
[52:16] Sì, no comunque ben volentieri saremo molto contenti di molto bene Adesso
[52:20] prima di chiudere, so che avete qualcosa di da consigliarci, quindi sigla
[52:28] Signore e signori,
[52:34] Gingi del giorno sono generalmente le cose che consigliamo so che
[52:39] voi siete arrivati con la valigia piena nel senso che avete
[52:41] qualcosa da consigliarci libri, siti, musica, film, oggetti, qualcosa che
[52:48] abbia un po' inerenza con quello che è il nostro tema.
[52:52] Francesco Michele, regalateci emozioni.
[52:55] allora io comincio prima io che sono meno fantachiuso di
[53:00] Michele.
[53:02] Io consiglio tre cose, però sono abbastanza semplici la
[53:06] prima è chi ha voglia può comprare il libro
[53:12] l'Apollo di Pompei ricostruzione di un capolavoro classico che ha come
[53:19] autore Gabriel Zuchtriegel che è proprio il direttore del parco
[53:22] archeologico di Pompei all'interno vedrete le nostre ricostruzioni, quindi
[53:27] è tutta la parte di ricostruzione digitale quella sarebbe molto bella da
[53:31] vedere perché è un libro classico di un archeologo che però all'interno
[53:35] vi farà vedere tutte le ricostruzioni digitali fatte da noi e dal
[53:39] gruppo del Politecnico di Milano per quel che riguarda invece tutta la
[53:42] parte dei secondi piani ed è una cosa molto interessante
[53:46] Se poi volete sapere qualcosa in più su come è stato
[53:51] ricostruito, eccetera, eccetera, eccetera su YouTube cercando casa del citalista ICT
[53:58] troverete la nostra ricostruzione e quindi potete andare a vedere questa
[54:03] Se andate nel parco potete invece usufruire gratuitamente delle ricostruzioni fatte
[54:11] dall'azienda che si chiama History Tours in cui vi potete
[54:16] è un gioco di parole history ma è un tour all'interno quindi è
[54:19] tours e lì potete andare a vedere come hanno sviluppato e chiudo con
[54:24] un gingillo che potrebbe essere caro anche al professore De Santo
[54:28] Attenzione vediamo io propongo a tutti un film che insomma andrebbe andrebbe
[54:36] visto che è Westworld perché Westworld perché Westworld che è del 73
[54:42] che è dove è stato fondato il concetto di virus, quindi quando uno
[54:46] va a vedere capisce che lì c'è un concetto di virus che viene
[54:49] per la prima volta introdotto ma soprattutto vedeva la ricostruzione di tre parti
[54:54] uno ispirato al western l'altro mi sembra ispirato ai samurai o no al
[54:59] medioevo nel film ai samurai invece nella serie televisiva nella serie e invece
[55:04] c'era poi una un parco ispirato agli antichi romani
[55:08] certe volte vi confesso che quando giochiamo con queste tecnologie all'interno del
[55:13] parco archeologico di Pompei mi sembra di essere in Westworld credo che
[55:18] ormai ci manchi solo la creazione di personaggi in movimento di robot
[55:24] che E poi torniamo a Disneyland secondo me è pericoloso.amo a Disneyland
[55:30] io sono sicuramente meno fantasioso del professore Colace però sono convinto che
[55:40] l'archeologia non è altro che la storia della tecnologia perché
[55:47] la storia dell'uomo e l'uomo non può che non farà
[55:52] altro che tecnologia partendo dagli strumenti della preistoria
[55:57] a quelli di oggi sostanzialmente lo smartphone è il chopper tool
[56:01] del paleolitico inferiore quindi vi consiglio un libro che per me
[56:07] è stato fondamentale è stato molto interessante interessante leggere
[56:12] si chiama armi acciaio e malattie di Jared Diamond la storia degli ultimi
[56:19] 13.000 anni Armi acciaio e malattie carino Sì, diciamo racconta un po' la
[56:26] storia delle civiltà mettiamola così non è storico, cioè non è un
[56:31] un manuale, è un raccontare storie attraverso la storia dell'uomo.
[56:39] Molto molto interessante.
[56:40] Bellissimo, bellissimo, grazie mille.
[56:42] Abbiamo un sacco di cose che useremo anche durante quest'estate per
[56:46] approfondire e usare un po' il nostro tempo
[56:48] libero e bello bello tante cose interessanti.
[57:01] E questo come chi ci conosce sa è
[57:04] il momento di salutarci intanto vabbè, vi ringrazio.
[57:07] ringrazio ancora i nostri ospiti Francesco Colace e Michele Pellegrino
[57:12] siete stati veramente fantastici ce avete dato un sacco di
[57:15] spunti, un sacco di idee, un sacco di
[57:18] gingilli alla fine che sono sicuri i nostri ascoltatori apprezzeranno.
[57:21] Ci avete anche detto di venire a Pompei che altro
[57:24] possiamo sperare di più correremo sicuramente perché è meraviglioso.
[57:28] Se qualcuno interessato a quello che avete raccontato, vabbè Pompei sappiamo dove
[57:34] si trova sotto il Vesuvio, quindi facilissimo se arriva lì il parco
[57:38] se non l'avete visto vedetelo perché diciamoci sono stato già
[57:41] due volte ho avuto sta fortuna due volte memorabili e
[57:45] sono sicuro che una terza sarà ancora più memorabile.
[57:48] Se volessero interagire con voi, c'è un qualche modo per aggiungervi
[57:56] Sì, sicuramente nel mio caso la cosa migliore è utilizzare la
[58:01] mail F Colace, di Francesco Colace è il cognome chiocciolaunisa.it Perfetto.
[58:09] Poi ci sono le pagine del centro ICT per i beni culturali, insomma
[58:13] le pagine Instagram, le pagine social del centro in cui si possono prendere
[58:17] informazioni.
[58:18] Ugualmente, ugualmente anch'io per chi fosse interessato condivido la mia mail
[58:24] il mi pellegrino.it e anch'io in quanto diciamo astante all'interno del
[58:30] laboratorio ICT siamo qui, quindi le porte sono chiuse
[58:36] semplicemente per l'aria condiziona condizionata esatto di aria condizionata
[58:41] basta bussare un minuto lo so che mi odiate
[58:47] anche qui c'è un sogno da dire e da raccontare però un sogno reale
[58:51] Michele quando era un po' più piccolo, una decina di anni fa si era
[58:56] innamorato di un gruppo di ricercatori che sviluppava un master dal titolo
[59:02] patrimonio virtuale, patrimonio virtuale poi era in spagnolo lui era un fan di
[59:08] questo gruppo e voleva andare a fare questo master in Spagna questo gruppo
[59:13] lavora ad Alicante dopo una quindicina d'anni e per puro caso
[59:17] ha scoperto nell'ordine che il gruppo del centro ICT per i
[59:21] beni cultura culturale lavorava con questo gruppo di Alicante, anzi siamo
[59:25] proprio molto molto amici ha applicato la sua domanda per la
[59:29] Marie Curie ad Alicante e nel mese di ottobre si trasferirà
[59:35] a lavorare in quel gruppo che si chiama patrimonio virtuale di Alicante
[59:40] quindi vedete i sogni poi in qualche modo si realizzano una puntata
[59:44] su Pompei una puntata sui sogni è bellissimo questa cosa, cioè
[59:48] Questo è un sogno che si realizzato questo è un
[59:51] sogno che si realizzato il patrimonio virtuale lavorava è uno
[59:53] dei primippi che lavorava sulle ricostruzioni virtuali basate bellissimo indie
[1:00:00] congratulazioni Michele, grazie mille Francesco per averci svelato anche questo
[1:00:03] sogno veramente una puntata uni onirica, una puntata
[1:00:07] di desideri che diventano realtà meglio di così cosa può succedere.
[1:00:12] Vi ringrazio tantissimo, auguro a tutti i nostri ascoltatori una buona continuazione di ferie
[1:00:20] estive e vi rinnovo l'invito al prossimo lunedì in cui avremo una nuova puntata
[1:00:25] di Digitalia come tutti i lunedì da 17 anni a questa parte.
[1:00:29] e vi saluto nel frattempo dallo studio di Milano Città Studi un saluto
[1:00:32] e una buona estate da Francesco Facconi E dallo studio cittadino di Avellino
[1:00:37] un abbraccio da Massimo De Santo che estendo ai miei cari amici Francesco
[1:00:42] Grazie a tutti, buona serata.
[1:00:44] Ciao!

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