# Capitolo 39

An episode of [Il conte di Montecristo - AUDIOLIBRO](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896945380), 21 Jun 2026, 1 h 11 min.

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[0:00] Speaker 2: 25 dispacci diplomatici. Ritornato in casa questa mattina a giorno
[0:01] Speaker 2: Capitolo 39. La colazione. Nella casa a strada Elder, in cui
[0:06] Speaker 2: Alberto de Morcef aveva dato in Roma convegno al conte
[0:10] Speaker 2: di Montecristo, tutto veniva preparato nel mattino del 21 maggio, per
[0:14] Speaker 2: fare onore alla parola data dal giovane. Alberto abitava un
[0:18] Speaker 2: padiglione posto sull'angolo di un gran cortile, rimpetto ad un
[0:21] Speaker 2: altro stabile deputato ai comuni. Due sole finestre di questo
[0:25] Speaker 2: padiglione guardavano sulla strada, delle altre tre davano sul cortile
[0:29] Speaker 2: e due sul giardino. Fra questo cortile e il giardino
[0:33] Speaker 2: si ergeva, sebbene fabbricata con cattivo gusto d'architettura imperiale, l'abitazione
[0:38] Speaker 2: elegante e vasta del conte e della contessa de Morcef.
[0:43] Speaker 2: Su tutta la lunghezza del fabbricato girava un muro, che
[0:46] Speaker 2: metteva sulla strada, ad intervalli guernito da sovrapposti vasi di
[0:50] Speaker 2: fiori e diviso nel mezzo da un gran cancello a
[0:53] Speaker 2: lance dorate, che serviva per le entrate di parata. Una
[0:57] Speaker 2: piccola porta, Addossata all'abitazione del portinaro, dava passaggio ai padroni
[1:01] Speaker 2: e ai servitori, quando entravano o uscivano a piedi. Nella
[1:06] Speaker 2: scelta del padiglione, destinato per abitazione d'Alberto, si scorgeva la
[1:10] Speaker 2: delicata previdenza di una madre, che, non volendo dividersi dal figlio,
[1:14] Speaker 2: aveva però capito che un giovane dell'età di Alberto aveva
[1:17] Speaker 2: bisogno di tutta la sua libertà. Dall'altra parte, dobbiamo convenirne,
[1:22] Speaker 2: si scorgeva pure l'intelligente egoismo del giovane, perduto in questa
[1:26] Speaker 2: vita libera ed oziosa, propria dei figli di famiglia, al
[1:30] Speaker 2: quale veniva, come all'uccello, dorata la sua gabbia. Da queste
[1:34] Speaker 2: due finestre che guardavano sulla strada, Alberto poteva fare le
[1:37] Speaker 2: sue esplorazioni all'esterno, vista tanto necessaria ai giovani che vogliono
[1:42] Speaker 2: vedere passare innanzi ai loro occhi il proprio orizzonte, fosse
[1:46] Speaker 2: pur quello della strada. Fatta la sua esplorazione, se gli
[1:50] Speaker 2: sembrava meritare un esame più profondo, Alberto poteva, per darsi
[1:54] Speaker 2: alle proprie ricerche, uscire da una piccola porta che era
[1:57] Speaker 2: di rimpetto all'altra di cui abbiamo parlato presso l'abitazione del portinaro,
[2:02] Speaker 2: e che merita una particolare menzione. Era una piccola porta,
[2:07] Speaker 2: che sarebbe si detto dimenticata da tutti dal momento che
[2:10] Speaker 2: fu fabbricata la casa, e sarebbe si creduta condannata a
[2:13] Speaker 2: rimanere sempre chiusa, tanto sembrava meschina e polverosa, ma i
[2:17] Speaker 2: catenacci e i gangheri erano talmente bene unti che indicavano
[2:21] Speaker 2: l'uso continuo e misterioso. Questa piccola porta segreta faceva concorrenza
[2:26] Speaker 2: con le altre due, e si burlava del portinaro, di
[2:29] Speaker 2: cui sfuggiva alla vigilanza e dalla responsabilità, aprendosi come la
[2:33] Speaker 2: famosa porta della caverna delle mille e una notte, a
[2:36] Speaker 2: guisa del sesamo incantato di Alibaba, per mezzo di qualche
[2:40] Speaker 2: parola cabalistica o di qualche segno convenuto pronunciato dalla più
[2:44] Speaker 2: dolce voce, o eseguito dalla più bella mano del mondo.
[2:49] Speaker 2: Alla fine di un corridoio vasto e silenzioso, col quale
[2:52] Speaker 2: comunicava e che formava anticamera, s'apriva a destra la sala
[2:56] Speaker 2: da pranzo d'Alberto, che guardava il cortile, e a sinistra
[2:59] Speaker 2: la sua piccola camera da ricevere, che guardava il giardino.
[3:03] Speaker 2: Cespugli e piante parassite si aprivano a ventaglio davanti alle
[3:06] Speaker 2: finestre e nascondevano al cortile e al giardino l'interno di
[3:10] Speaker 2: queste camere, le sole al piano terreno, che potevano essere
[3:14] Speaker 2: esposte agli sguardi degli importuni. Al primo piano queste due
[3:18] Speaker 2: camere si ripetevano, aumentate da una terza che corrispondeva alla
[3:22] Speaker 2: sottoposta anticamera. Erano la camera da letto, quella da ricevere
[3:26] Speaker 2: e un gabinetto. La sala del pian terreno era una
[3:31] Speaker 2: specie di divano algerino destinato ai fumatori. Il gabinetto del
[3:34] Speaker 2: primo piano metteva nella camera da letto e per una
[3:37] Speaker 2: porta invisibile aveva comunicazione con le scale. Si ponga mente
[3:41] Speaker 2: alle cautele. Al di sopra di questo primo piano spaziava
[3:46] Speaker 2: un vasto studio, ingrandito con l'atterrare i muri di divisione
[3:50] Speaker 2: pandemonio che disputava l'artista Aldamerino. Là erano rifugiati e affastellati
[3:55] Speaker 2: tutti i successivi capricci d'Alberto. I corni da caccia, i bassi,
[3:59] Speaker 2: i flauti, un'orchestra completa, poiché per un momento ebbe non
[4:03] Speaker 2: il gusto ma la fantasia della musica. I cavalletti, i tavolozzi,
[4:07] Speaker 2: i pastelli, poiché alla fantasia della musica era succeduta la
[4:11] Speaker 2: fatuità della pittura. Finalmente i fioretti, i guanti da pugilatore,
[4:16] Speaker 2: gli squadroni e i bastoni d'ogni genere. poiché, seguendo il
[4:19] Speaker 2: costume dei giovani alla moda, Alberto coltivava, con maggiore perseveranza
[4:24] Speaker 2: di quel che non aveva fatto la musica e la pittura,
[4:27] Speaker 2: le tre arti che formavano il compimento dell'educazione d'Allium, vale
[4:31] Speaker 2: a dire la scherma, i pugni e il bastone, ed
[4:34] Speaker 2: in questa camera, destinata agli esercizi corporali, riceveva successivamente Grisier,
[4:40] Speaker 2: Cux e Carlo Lacour. Il rimanente della mobilia di questa
[4:44] Speaker 2: sala privilegiata si componeva di vecchi forzieri dei tempi di
[4:47] Speaker 2: Francesco I, ripieni di porcellane della Cina, di vasi del Giappone,
[4:51] Speaker 2: di terraglie di Luca della Robbia e di piatti di
[4:54] Speaker 2: Bernardo di Palissy, di antichi seggioloni, ove forse era sia
[4:58] Speaker 2: Siso Enrico IV o Sully, Luigi XIII o Richelieu, poiché
[5:04] Speaker 2: due di essi ornati di uno scudo intagliato, dove sopra
[5:07] Speaker 2: un campo azzurro brillavano i tre gigli di Francia sormontati
[5:10] Speaker 2: dalla corona reale. Uscivano visibilmente dal guardaroba del Louvre, o
[5:15] Speaker 2: perlomeno da qualche castello reale. Su di essi erano gettate
[5:20] Speaker 2: alla rinfusa ricche stoffe a vivi colori, tinte al sole
[5:24] Speaker 2: della Persia o ricamate dalle dita delle donne di Calcutta
[5:27] Speaker 2: o di Chandernoir. Ciò che si stessero a fare là
[5:31] Speaker 2: a quelle stoffe non si sarebbe potuto dire. Aspettavano, ricreando
[5:36] Speaker 2: gli occhi, un destino sconosciuto anche al loro stesso proprietario,
[5:40] Speaker 2: e mentre aspettavano rischiaravano l'appartamento con i loro riflessi dorati.
[5:45] Speaker 2: Nel posto più apparente sorgeva un pianoforte. fabbricato da rollier
[5:49] Speaker 2: e blanché, di legno di rosa, della forma delle nostre
[5:52] Speaker 2: sale di Lillipussion, racchiudendo, ciò non pertanto, un'orchestra nella sua
[5:57] Speaker 2: stretta e sonora capacità, e sopraccaricato dai capi d'opera di Beethoven,
[6:02] Speaker 2: di Weber, di Mozart, di Haydn, di Cretri e di Porpora. Quindi,
[6:07] Speaker 2: lungo tutti i muri, sopra le porte e nel soffitto,
[6:10] Speaker 2: erano disposte spade, pugnali, stocchi, mazze dorate e complete armature, damascate, incrostate, arborari,
[6:18] Speaker 2: Massi di minerali, uccelli imbottiti di crini, che tenevano le
[6:22] Speaker 2: ali aperte ad un volo immobile, con le penne color
[6:25] Speaker 2: di fuoco, col becco che non chiudono mai. Non occorre
[6:28] Speaker 2: dire che questa era la stanza di predilezione di Alberto.
[6:32] Speaker 2: Però il giorno del convegno, il giovane, in abito di
[6:35] Speaker 2: mezza gala, aveva fissato il suo quartier generale nel salotto
[6:38] Speaker 2: del pian terreno. Ivi, su una tavola, circondata da un
[6:42] Speaker 2: divano largo e morbido, tutti i tabacchi sconosciuti, dal giallo
[6:46] Speaker 2: di Pietroburgo fino al nero di Sinai, passando per il
[6:49] Speaker 2: Porto Ricco e il Latakie, erano racchiusi in vasi di
[6:53] Speaker 2: terraglia smaltata che sono l'adorazione degli olandesi. Vicini ad essi,
[6:58] Speaker 2: in cassette di legni odorosi, erano schierati per ordine di
[7:01] Speaker 2: grandezza e di qualità i sigari Puros, Regalia, Havana, ecc. Finalmente,
[7:07] Speaker 2: in un armadio aperto, una collezione di pipe di Germania,
[7:10] Speaker 2: di Turchia, coi bocchini d'ambra ornate di corallo e di
[7:14] Speaker 2: fregi incrostati d'oro, con lunghe canne di marocchino ripiegate a
[7:18] Speaker 2: guisa di serpenti. Aspettavano il capriccio o la simpatia dei fumatori.
[7:23] Speaker 2: Alberto aveva presieduto da se stesso all'ordinamento, o piuttosto a
[7:28] Speaker 2: quel disordine simmetrico, che dopo il caffè i convitati di
[7:31] Speaker 2: una colazione alla moderna amano di osservare per mezzo al fumo,
[7:36] Speaker 2: che lor sfugge di bocca, dirigendosi al soffitto in lunghe
[7:39] Speaker 2: e capricciose spirali. Alle dieci meno un quarto entrò un cameriere,
[7:45] Speaker 2: che unitamente ad un groom di quindici anni, il quale
[7:47] Speaker 2: parlava soltanto l'inglese e rispondeva al nome di John, erano
[7:51] Speaker 2: i soli domestici di Alberto. Ben inteso che gli poteva
[7:54] Speaker 2: disporre del cuoco di casa nei giorni ordinari, e negli
[7:57] Speaker 2: straordinari il cacciatore del conte era a sua disposizione. Questo cameriere,
[8:03] Speaker 2: che si chiamava Germano e che godeva tutta la confidenza
[8:06] Speaker 2: del giovane padrone, teneva in mano un pacco di giornali,
[8:09] Speaker 2: che depose sul tavolo, ed alcune lettere che consegnò ad Alberto,
[8:13] Speaker 2: il quale vi gettò sopra uno sguardo indifferente, ne scelse
[8:16] Speaker 2: due con minuti caratteri e con la sopraccarta profumata. Le
[8:20] Speaker 2: disigillò e le lesse con qualche attenzione.« Come sono arrivate
[8:24] Speaker 2: queste lettere?» domandò egli.« Una è venuta per posta, l'altra
[8:29] Speaker 2: l'ha portata il cameriere della signora Danglar.»« Fatti dire alla
[8:33] Speaker 2: signora Danglar che accetto il posto che mi offre nel
[8:36] Speaker 2: suo palco.» Aspettate, in giornata passerete da Rosa. Le direte
[8:40] Speaker 2: che andrò, come mi invita a cenare da lei uscendo dall'opera.
[8:43] Speaker 2: E le porterete sei bottiglie di vino assortito di Cipro,
[8:46] Speaker 2: di Xeres, di Malaga ed un barile di ostriche d'Ostenda.
[8:50] Speaker 2: Prendete le ostriche da Borel e raccomandategli che sono per me.
[8:54] Speaker 2: A che ora comanda sia in ordine la tavola? Che
[8:57] Speaker 2: ora abbiamo? Manca un quarto alle dieci. Ebbene, ordinate per
[9:01] Speaker 2: le dieci e mezzo precise. Debré sarà forse obbligato di
[9:04] Speaker 2: andare al suo ministero. E, d'altra parte... Alberto consultò il
[9:08] Speaker 2: suo taccuino.« Questa è l'ora che ho indicato al conte.
[9:11] Speaker 2: Il 21 maggio alle dieci e mezzo. Quantunque non faccia gran
[9:15] Speaker 2: fondamento sulla promessa, desidero di essere esatto. A proposito, sapete
[9:20] Speaker 2: se la signora contessa sia alzata?»« Se il signor Visconte
[9:24] Speaker 2: lo desidera, andrò ad informarmene. Sì, le chiederete una delle
[9:28] Speaker 2: cassettine da liquori, poiché la mia è incompleta. Le direte
[9:32] Speaker 2: che avrò l'onore di andare da lei verso le tre,
[9:34] Speaker 2: e che le domando permesso di presentarle un signore.» Il
[9:38] Speaker 2: cameriere uscito, Alberto si gettò sul divano. Stracciò la fascetta
[9:42] Speaker 2: a due o tre giornali. Guardò gli annunci degli spettacoli.
[9:46] Speaker 2: Fece la boccaccia vedendo che si rappresentava un'opera e non
[9:49] Speaker 2: un ballo. Cercò in vano quegli annunci di profumeria, un
[9:53] Speaker 2: oppiato per il dolore dei denti di cui gli era
[9:55] Speaker 2: stato parlato. E gettò l'uno dopo l'altro i tre giornali
[9:58] Speaker 2: più in voga di Parigi, mormorando in mezzo ad uno
[10:01] Speaker 2: sbadiglio prolungato. In verità, questi giornali diventano di giorno in
[10:05] Speaker 2: giorno sempre più noiosi. In questo mentre, una carrozza si
[10:09] Speaker 2: fermò davanti la porta, ed un momento dopo il cameriere rientrò,
[10:13] Speaker 2: annunciando il signor Luciano Debré. Un giovane biondo, alto, pallido,
[10:18] Speaker 2: con l'occhio grigio e fermo, con le labbra sottili e fredde,
[10:22] Speaker 2: con l'abito blu a bottoni cisellati, la cravatta bianca, una
[10:25] Speaker 2: lente di cristallo sospesa ad un filo di seta, e
[10:28] Speaker 2: che per uno sforzo del tendine sopraccigliare e del tendine
[10:31] Speaker 2: zigomatico arrivava a fissare davanti la cavità dell'occhio destro. Entrò
[10:37] Speaker 2: senza sorridere, senza parlare, con un portamento semi- ufficiale.« Buongiorno, Luciano, buongiorno»,
[10:44] Speaker 2: disse Alberto.« Ah, voi mi spaventate, mio caro, con la
[10:48] Speaker 2: vostra esattezza. Ma che dico, esattezza! Voi che non aspettavo
[10:52] Speaker 2: che per ultimo giungete alle dieci meno cinque minuti, mentre
[10:56] Speaker 2: il convegno definitivo non è che alle dieci e mezzo.
[10:59] Speaker 2: Questo è un miracolo, il ministero sarebbe forse caduto?»« No, carissimo»,
[11:04] Speaker 2: disse il giovane, gettandosi sul divano.« Tranquillizzatevi, trattiamo sempre, ma
[11:09] Speaker 2: non cediamo mai, e comincio a credere che passeremo buonariamente all'immobilità,
[11:14] Speaker 2: senza contare che gli affari della penisola vanno in modo
[11:16] Speaker 2: da consolidarsi pienamente.»« Ah, è vero. Scacciate Don Carlos dalla Spagna.»« No, carissimo,
[11:23] Speaker 2: non confondete le cose. Lo riconduciamo all'altra frontiera della Francia
[11:28] Speaker 2: e gli offriamo un'ospitalità da re a Bourges.»« A Bourges?»« Sì,
[11:32] Speaker 2: egli non avrà a lagnarsi. Bourges è la capitale del
[11:35] Speaker 2: re Carlo VII.» Come? Voi non sapete nulla di tutto ciò?
[11:39] Speaker 2: Tutta Parigi lo sa da ieri, e avanti ieri la
[11:41] Speaker 2: cosa era già traspirata alla borsa. Perché Danglar, non so
[11:45] Speaker 2: con quale mezzo, quest'uomo ha le notizie nello stesso tempo
[11:48] Speaker 2: di noi? Perché Danglar ha arrischiato sul rialzo dei fondi
[11:52] Speaker 2: e vi ha guadagnato un milione? E voi una nuova decorazione,
[11:56] Speaker 2: a quanto parmi? Poiché vedo una striscia blu aumentata alla
[12:00] Speaker 2: vostra spranghetta. Eh, mi hanno inviato la decorazione di Carlo III.
[12:05] Speaker 2: rispose negligentemente Debré.« Andiamo, non fate tanto l'indifferente, e confessate
[12:11] Speaker 2: che avete avuto piacere a riceverla».« In fede mia? Sì,
[12:15] Speaker 2: come compimento di toletta. Una placca sta bene sopra un
[12:18] Speaker 2: abito nero abbottonato, è cosa elegante».« Eh», disse ridendo Morsef,«
[12:24] Speaker 2: sì all'aspetto del principe di Galles, o simili. Ecco, adunque, carissimo,
[12:28] Speaker 2: il perché mi vedete così di buon'ora».« Perché avete la
[12:32] Speaker 2: placca di Carlo III e volevate darmi questa notizia?» No,
[12:35] Speaker 2: ma perché ho passata tutta la notte a spedir lettere.
[12:43] Speaker 2: volevo dormire, ma mi ha assalito il dolor di testa
[12:46] Speaker 2: e mi sono rialzato per montare un'ora a cavallo. A
[12:49] Speaker 2: Boulogne sono stato preso dalla noia e dalla fame, due
[12:52] Speaker 2: nemici che raramente vanno insieme, e che ciò non pertanto
[12:56] Speaker 2: si sono collegati contro di me. Una specie di alleanza carlo- repubblicana.
[13:00] Speaker 2: Allora mi sono ricordato che questa man è vera festa
[13:03] Speaker 2: in casa vostra. Ed eccomi qua». Ho fame, nutritemi. Sono annoiato, divagatemi.
[13:10] Speaker 2: Questo è il mio dovere d'anfitrione, amico caro, disse Alberto
[13:13] Speaker 2: suonando per il cameriere, mentre che Luciano, con la sua bacchettina,
[13:17] Speaker 2: col pomo cesellato ed ingrostato di turchinette, faceva saltare i
[13:21] Speaker 2: giornali spiegati. Germano, un bicchiere di Xeres e un biscotto. Frattanto,
[13:27] Speaker 2: mio caro Luciano, ecco dei sigari di contrabbando. Bene inteso,
[13:30] Speaker 2: vi invito a fumarli, e a persuadere il vostro ministro
[13:33] Speaker 2: a vendercene degli uguali, invece delle foglie di noce che
[13:37] Speaker 2: condanna i buoni cittadini a fumare. Peste, me ne guarderò bene.
[13:42] Speaker 2: Quando questi vi venissero dal governo non li vorreste più,
[13:45] Speaker 2: e li ritrovereste esecrabili. D'altra parte ciò non ha rapporto
[13:48] Speaker 2: con l'interno, spetta alle finanze. Indirizzatevi al signor Hume, sezione
[13:53] Speaker 2: delle contribuzioni indirette, corridore A numero 26. In verità, disse Alberto,
[13:59] Speaker 2: mi sorprenderete per le vostre stese cognizioni, ma prendete un sigaro».« Ah,
[14:05] Speaker 2: caro conte», disse Luciano, accendendo un sigaro ad una candela
[14:09] Speaker 2: color di rosa in una bugia d'argento dorato, e rovesciandosi
[14:13] Speaker 2: sul divano,« quanto siete felice per non avere nulla da fare.
[14:17] Speaker 2: In verità non conoscete la vostra felicità».« E che fareste dunque,
[14:23] Speaker 2: mio caro rapacificatore di regni?», rispose Morsef con una leggera ironia.
[14:28] Speaker 2: se non aveste nulla da fare. Come, segretario particolare di
[14:32] Speaker 2: persona influente, lanciato ad un tempo nella gran cabala europea
[14:36] Speaker 2: e nei piccoli intrighi di Parigi, avendo dei re, e
[14:39] Speaker 2: meglio ancora, delle regine da proteggere, dei partiti da riunire,
[14:43] Speaker 2: delle elezioni da dirigere, facendo più nel vostro gabinetto e
[14:47] Speaker 2: col vostro telegrafo di quel che non ha fatto Napoleone
[14:49] Speaker 2: sui campi di battaglia con la spada e con le vittorie, possedendo 25.000
[14:54] Speaker 2: lire di rendita, oltre il vostro impiego e Un cavallo
[14:57] Speaker 2: di cui Chateau Renaud vi ha offerto 400 Luigi e non
[15:00] Speaker 2: glielo avete voluto dare. Un sarto che non vi sbaglia
[15:03] Speaker 2: mai un calzone. Avendo l'opera, il giochiclub e il teatro
[15:07] Speaker 2: delle varietà, non trovate dunque che tutto ciò sia buono
[15:10] Speaker 2: per distrarvi? Ebbene sia, vi distrarrò io. E in qual modo?
[15:16] Speaker 2: Col farvi fare una nuova conoscenza. Un uomo o una donna?
[15:20] Speaker 2: Un uomo. Oh, ne conosco già troppi. Ma è uno
[15:24] Speaker 2: come non ne conoscete, quello di cui vi parlo. E
[15:27] Speaker 2: di dove viene questo, dunque? Di capo al mondo? Forse
[15:31] Speaker 2: anche di più lontano. Oh, diavolo, spero bene che non
[15:34] Speaker 2: sia quelli che deve portare la nostra colazione. No, siate tranquillo,
[15:39] Speaker 2: la nostra colazione è nelle cucine materne. Ma dunque avete fame? Sì,
[15:44] Speaker 2: lo confesso, per quanto sia umiliante il dirlo. E ciò nonostante,
[15:48] Speaker 2: ieri ho pranzato dal signor de Villefort. E non so
[15:50] Speaker 2: se abbiate mai notato che si pranza molto male dalle
[15:53] Speaker 2: persone di tribunale. Direbbe sì che hanno sempre dei rimorsi. Ah, perbacco,
[15:59] Speaker 2: voi disprezzate i pranzi degli altri come se si pranzasse
[16:02] Speaker 2: bene dai vostri ministri. Sì, ma non invitiamo la gente
[16:06] Speaker 2: di Bonton almeno, e se non fossimo obbligati ad invitare
[16:10] Speaker 2: quei miserabili che pensano, e quel che più importa, che
[16:13] Speaker 2: danno buoni voti, ci guarderemmo, come dalla peste, di pranzare
[16:17] Speaker 2: in casa nostra. Questo vi prego a volerlo credere sul serio. Allora,
[16:22] Speaker 2: mio caro, prendete un altro bicchiere di Xeres e un
[16:25] Speaker 2: altro biscotto. Il vostro vino di Spagna è eccellente. Vedete
[16:30] Speaker 2: bene che abbiamo avuto gran ragione a rapacificare quel paese.
[16:33] Speaker 2: E ciò vi procurerà il tossone d'oro. E ciò vi
[16:36] Speaker 2: procurerà il tossone d'oro. Credo che questa mattina abbiate adottato
[16:40] Speaker 2: il sistema di nutrirmi di fumo. Eh, questo è quanto
[16:44] Speaker 2: divertente più lo stomaco. Convenitene, ma ascoltate. Sento appunto la
[16:50] Speaker 2: voce di Beauchamp nell'anticamera. Disputerete insieme e ciò vi farà
[16:53] Speaker 2: attendere con maggior pazienza. A proposito di che, a proposito
[16:58] Speaker 2: di giornali».« Ah, caro amico», disse Luciano,« io leggo forse giornali?
[17:04] Speaker 2: Ragione di più, allora, disputerete maggiormente». Il signor Beauchamp annunciò
[17:11] Speaker 2: il cameriere.« Entrate, entrate, penna terribile», disse Alberto, alzandosi e
[17:17] Speaker 2: andando incontro al giovane.« Ecco qui Debré, che vi detesta
[17:21] Speaker 2: senza leggervi, almeno a quanto ha detto».« Egli ha ben ragione»,
[17:26] Speaker 2: disse Beauchamp. Si conduce come me, io lo critico senza
[17:30] Speaker 2: sapere quel che fa. Buongiorno, commendatore. Ah, lo sapete di già,
[17:35] Speaker 2: rispose il segretario particolare, scambiando col giornalista una stretta di
[17:39] Speaker 2: mano e un sorriso. Perbacco, riprese Beauchamp. E che se
[17:43] Speaker 2: ne dice nel mondo? In qual mondo? Abbiamo molti mondi
[17:47] Speaker 2: nell'anno di Grazia 1838. È nel mondo critico- politico di cui siete
[17:53] Speaker 2: uno dei lion. Ma si dice che la cosa è giustissima.« Andiamo, andiamo,
[17:58] Speaker 2: non c'è male», disse Luciano.« Perché mai non siete uno
[18:02] Speaker 2: dei nostri, mio caro Beauchamp? Con tanto spirito quanto ne possedete,
[18:06] Speaker 2: fareste fortuna in tre o quattro anni».« Non aspetto che
[18:10] Speaker 2: una cosa per seguire il vostro consiglio. Ora una sola
[18:13] Speaker 2: parola a voi, caro Alberto, poiché bisogna bene che lasci
[18:17] Speaker 2: respirare Luciano. Facciamo colazione o pranziamo? Perché io ho la
[18:21] Speaker 2: camera che mi aspetta. Non sono tuteruosa, come vedete, nel
[18:25] Speaker 2: nostro mestiere». Faremo soltanto colazione, non aspettiamo più che due persone,
[18:30] Speaker 2: e ci metteremo a tavola subito che saranno giunte».« E
[18:34] Speaker 2: chi aspettate?» disse Beauchamp.« Un gentiluomo e un diplomatico», rispose Alberto.«
[18:40] Speaker 2: Allora è l'affare di due piccole ore per il gentiluomo
[18:43] Speaker 2: e di due grandi ore per il diplomatico. Ritornerò alle frutte,
[18:47] Speaker 2: serbatemi delle fragole, del caffè e dei sigari. Mangerò una
[18:50] Speaker 2: costolina alla camera».« Non ne fate niente, Beauchamp», Quando anche
[18:54] Speaker 2: il gentiluomo fosse un Montmorency e l'altro uno dei primi diplomatici,
[18:58] Speaker 2: faremo colazione alle undici precise. Frattanto fate come Debré, assaggiate
[19:02] Speaker 2: il mio Xeres e i miei biscotti. Attendiamo dunque, così sia. Resto.
[19:08] Speaker 2: Bisogna assolutamente che questa mane mi distragga. Buono, eccovi come Debré.
[19:13] Speaker 2: Mi sembra però che quando il ministero è tristo l'opposizione
[19:16] Speaker 2: debba essere allegra. Ah, vedete, amico caro, ciò nasce perché
[19:21] Speaker 2: non sapete da che cosa sono minacciato. Questa mattina sentirò
[19:24] Speaker 2: alla Camera dei Deputati un discorso di Danglare e questa
[19:28] Speaker 2: sera in casa di sua moglie una tragedia di un
[19:30] Speaker 2: pari di Francia. Capisco, avete bisogno di far provvigione di larità.
[19:35] Speaker 2: Non dite dunque male dei discorsi di Danglare. Egli vota
[19:38] Speaker 2: per voi e dell'opposizione. Ah, ecco per bacco dove sta
[19:42] Speaker 2: il male. Io aspetto che lo mandiate a discorrere a
[19:45] Speaker 2: Lussemburgo per riderne mio bellagio. Caro mio, disse Alberto a Beauchamp,
[19:51] Speaker 2: Si vede bene che gli affari di Spagna sono accomodati.
[19:54] Speaker 2: Questa mattina siete di una sprezza stomachevole. Ricordatevi dunque che
[19:58] Speaker 2: la cronaca parigina porta trattative di un matrimonio fra me
[20:01] Speaker 2: e Eugenia Danglar. Non posso dunque in coscienza lasciarvi parlare
[20:06] Speaker 2: male dell'eloquenza di un uomo che un giorno o l'altro
[20:10] Speaker 2: può dirmi« Signor Visconte, sapete che assegno in dote due
[20:13] Speaker 2: milioni a mia figlia?»« Sù, via», disse Beauchamp.« Questo matrimonio
[20:19] Speaker 2: non si farà mai». Il re ha potuto farlo conte,
[20:22] Speaker 2: ma non potrà mai farlo diventare gentiluomo, e il conte
[20:25] Speaker 2: de Morcef è una spada troppo aristocratica per acconsentire, per
[20:29] Speaker 2: due meschini milioni, ad una cattiva alleanza. Il visconte de
[20:32] Speaker 2: Morcef non deve sposare che una marchesa».« Due milioni?» rispose Alberto.«
[20:38] Speaker 2: Sono una bella cosa. Questo è il capitale sociale di
[20:42] Speaker 2: un teatro dei baluardi o di una strada di ferro
[20:44] Speaker 2: del giardino delle piante a rapé. Lasciatelo dire, Morcef». riprese
[20:49] Speaker 2: con non curanza ad ebrei.« E ammogliatevi. Voi sposate la
[20:54] Speaker 2: cifra che sta scritta sopra un sacco, non è vero?
[20:57] Speaker 2: Ebbene che vi importa. È meglio allora su questa cifra
[20:59] Speaker 2: un blasone di meno ed un zero di più. Avete
[21:02] Speaker 2: sette merli nelle vostre armi, ne darete tre a vostra
[21:05] Speaker 2: moglie e ve ne resteranno ancora quattro».« In fede mia,
[21:09] Speaker 2: credo che abbiate ragione, Luciano», rispose con distrazione Alberto.« E certamente.
[21:14] Speaker 2: D'altra parte è milionario e nobile come un bastardo».« Cioè,
[21:18] Speaker 2: come potrebbe esserlo?»« Zitto, non dite questo! Debré!» rispose ridendo Beauchamp.«
[21:25] Speaker 2: Poiché ecco qui Chateau Renaud, che per guarirvi dalla mania
[21:28] Speaker 2: di paradossare su tutto, vi passerebbe attraverso il corpo la
[21:31] Speaker 2: spada di Renaud di Montbon, suo avolo!»« Egli allora derogherebbe!»
[21:36] Speaker 2: rispose Luciano.« Perché io sono un villano, villanissimo!»« Bene!» gridò Beauchamp.«
[21:43] Speaker 2: Ecco il ministero che canta da pastore!»« Ah, come finiremo!»«
[21:48] Speaker 2: Il signor Chateaurenaud, il signor Massimiliano Morrel», disse il cameriere,
[21:53] Speaker 2: annunciando i due nuovi convitati.« Il numero è completo», disse Beauchamp,«
[22:00] Speaker 2: e noi andiamo a far colazione, perché se non sbaglio
[22:03] Speaker 2: non aspettavate che due persone, Alberto».« Morrel», mormorò Alberto,« e
[22:09] Speaker 2: chi è costui?». Ma prima che avesse terminato, il signor
[22:13] Speaker 2: de Chateaurenaud, bel giovane di trent'anni, Gentiluomo dalla testa ai piedi,
[22:18] Speaker 2: vale a dire con l'aspetto di un guisce e lo
[22:20] Speaker 2: spirito di un mortmartre, aveva preso Alberto per la mano.« Permettetemi,
[22:26] Speaker 2: mio caro», gli disse egli,« di presentarvi il signor Massimiliano Morrel,
[22:30] Speaker 2: capitano dei Spai, specie di cavalieri africani, mio amico e
[22:35] Speaker 2: di più mio salvatore. Nel rimanente egli si presenta abbastanza
[22:39] Speaker 2: bene da se stesso. Salutate il mio eroe, Visconte». e
[22:44] Speaker 2: si scostò per lasciar vedere questo grande e nobile giovane
[22:47] Speaker 2: dalla fronte larga, dallo sguardo penetrante, dai baffi neri, che
[22:51] Speaker 2: i nostri lettori si ricorderanno di aver veduto a Marsiglia
[22:54] Speaker 2: in una conciuttura molto più drammatica e che non avranno
[22:57] Speaker 2: certo dimenticato. Una ricca uniforme metà francese e metà orientale,
[23:02] Speaker 2: mirabilmente portata, faceva comparire il suo largo petto decorato della
[23:06] Speaker 2: croce della Legion d'Onore e l'inquadratura svelta delle sue forme.
[23:11] Speaker 2: Il giovane ufficiale si inchinò con pulita eleganza Morrel era
[23:14] Speaker 2: grazioso in tutti i suoi movimenti, perché era forte.« Signore»,
[23:20] Speaker 2: disse Alberto con affettuosa cortesia,« il barone di Chateau- Renaud ben
[23:23] Speaker 2: sapeva tutto il piacere che mi procurava nel farmi fare
[23:27] Speaker 2: la vostra conoscenza. Voi siete uno dei suoi amici, signore.
[23:31] Speaker 2: Siete ancora uno dei nostri».« Benissimo», disse Chateau- Renaud,« e desiderate,
[23:36] Speaker 2: mio caro Visconte, che presentandosi l'occasione faccia per voi quel
[23:40] Speaker 2: che ha fatto per me».« E che ha dunque fatto?»
[23:43] Speaker 2: domandò Alberto.« Oh, non è mestiere di parlarne, il signore esagera».« Come?
[23:49] Speaker 2: È mestiere di parlarne? La vita non vale la pena
[23:52] Speaker 2: che se ne parli? In vero avete troppa filosofia nelle
[23:55] Speaker 2: vostre parole, mio caro Morrel. Andrà bene per voi che
[23:58] Speaker 2: esponete la vostra vita tutti i giorni, ma per me
[24:01] Speaker 2: che lo è esposta una volta, è per caso? Ciò
[24:04] Speaker 2: che scorgo di più chiaro in tutto ciò, barone, è
[24:07] Speaker 2: che il capitano Morrel vi ha salvato la vita».« Oh,
[24:10] Speaker 2: mio Dio, sì, semplicemente», replicò Chateau- Renaud,« E in quale occasione?»
[24:15] Speaker 2: domandò Beauchamp.« Beauchamp, amico mio, sapete che anch'io muoio di fame»,
[24:20] Speaker 2: disse Debré.« Non andate dunque nelle storie».« Ebbene, ma io»,
[24:26] Speaker 2: disse Beauchamp,« non impedisco che si mettano a tavola. Chateaureneau
[24:29] Speaker 2: ci racconterà ciò a tavola».« Signori», disse Morsef,« non sono
[24:35] Speaker 2: che le dieci e un quarto, e noi aspettiamo un
[24:37] Speaker 2: altro convitato».« Ah, è vero, un diplomatico», riprese Debré.« Un
[24:43] Speaker 2: diplomatico o qualche altra cosa, non so niente. Ciò che so, sì,
[24:47] Speaker 2: è che lo incaricai di un'ambasciata per conto mio, da
[24:50] Speaker 2: lui disimpegnata con tanta mia soddisfazione che se fossi stato
[24:53] Speaker 2: re lo avrei fatto cavaliere di tutti i miei ordini
[24:56] Speaker 2: ad un tempo, ancorché avessi avuto a mia disposizione il
[24:59] Speaker 2: tosondoro e la giarretiera.»« Allora, da poiché non si va
[25:03] Speaker 2: ancora a tavola,» disse Debré,« versatevi un altro bicchiere di Xeres,
[25:07] Speaker 2: come abbiamo fatto noi, e raccontateci la vostra storia, barone.»
[25:11] Speaker 2: Voi tutti sapete che mi venne il capriccio di andare
[25:14] Speaker 2: in Africa? Strada tracciata vi dai nostri antenati, mio caro Chateaureneau,
[25:19] Speaker 2: disse con galanteria Morsef. Sì, ma dubito che non vi
[25:23] Speaker 2: sarete andato, come essi, per liberare il santo sepolcro. Avete ragione, Beauchamp,
[25:29] Speaker 2: disse il giovane aristocratico. Fu solo per tirare il mio
[25:32] Speaker 2: colpo di pistola come dilettante. Il duello mi ripugna, come
[25:35] Speaker 2: voi sapete, da poiché i due testimoni, che io aveva
[25:38] Speaker 2: scelti per accomodare una contesa, mi costrinsero a rompere un
[25:42] Speaker 2: braccio ad uno dei miei migliori amici.« Eh, perbacco, a
[25:45] Speaker 2: quel povero Franz Depinet, che voi tutti conoscete!»« Ah, è vero,
[25:50] Speaker 2: vi batteste in allora, molto tempo fa. E a proposito
[25:52] Speaker 2: di che?»« Il diavolo mi porti se me ne ricordo»,
[25:56] Speaker 2: disse Chateaurenot.« Ma ciò che mi ricordo perfettamente, si è che,
[25:59] Speaker 2: avendo vergogna di lasciar dormire un ingegno come il mio,
[26:03] Speaker 2: ho voluto provare sugli arabi delle pistole nuove di cui
[26:05] Speaker 2: avevo avuto dono. In conseguenza mi imbarcai per Orano, Da
[26:09] Speaker 2: lì passai a Costantina e giunsi precisamente in tempo per
[26:12] Speaker 2: vedere levare l'assedio. Mi misi in ritirata come gli altri.
[26:16] Speaker 2: Per 48 ore sopportai abbastanza bene la pioggia di giorno e
[26:20] Speaker 2: la neve di notte. Finalmente, nella terza mattina, il cavallo
[26:24] Speaker 2: morì di freddo. Povera bestia. Accostumato alle coperte e al
[26:28] Speaker 2: braciere della scuderia. Un cavallo arabo che si è trovato
[26:31] Speaker 2: spatriato per aver rinvenuto appena a 10 gradi di freddo in Arabia.«
[26:37] Speaker 2: Perciò volevate comprare il mio cavallo inglese», disse Debré,« supponendo
[26:41] Speaker 2: forse che sopporterebbe il freddo meglio del vostro arabo».« Siete
[26:46] Speaker 2: in errore, poiché ho fatto voto di non ritornare più
[26:48] Speaker 2: in Africa».« Voi dunque avete avuto paura?», domandò Beauchamp.« In
[26:53] Speaker 2: fede mia? Sì, lo confesso», disse Chateaurenot.« E ne ho
[26:57] Speaker 2: avuto ben d'onde. Il mio cavallo dunque era morto. Io
[27:00] Speaker 2: facevo la mia ritirata a piedi. Sei arabi vennero al
[27:02] Speaker 2: galoppo per tagliarmi la testa. Ne ammazzai due con due
[27:05] Speaker 2: colpi del mio fucile». Due con le mie due pistole,
[27:08] Speaker 2: ma ne restavano altri due ed io ero disarmato. L'uno
[27:12] Speaker 2: mi prese per i capelli, per questo ora li porto corti,
[27:15] Speaker 2: non si sa mai ciò che può accadere. L'altro mi
[27:17] Speaker 2: circondò il collo con il suo yetagan e già sentivo
[27:20] Speaker 2: il freddo acuto del ferro, quando questo signore che vedete
[27:24] Speaker 2: caricò a sua volta sopra di essi, atterrò quello che
[27:26] Speaker 2: mi teneva per i capelli con un colpo di pistola
[27:29] Speaker 2: e con la sciabola spiccò la testa a quello che
[27:31] Speaker 2: si apparecchiava a tagliarmi la gola. questo signore si era
[27:34] Speaker 2: imposto in quel giorno l'obbligo di salvare un uomo. La
[27:37] Speaker 2: combinazione volle che questi fossi io. Quando diventerò ricco, voglio
[27:42] Speaker 2: far fare da Glumann o da Marocchetti una statua che
[27:45] Speaker 2: rappresenti l'accaduto».« Sì», disse sorridendo a Morrel.« Era il 5 settembre,
[27:52] Speaker 2: cioè l'anniversario del giorno in cui mio padre fu miracolosamente salvato. Così,
[27:56] Speaker 2: per quanto è in mio potere, celebro tutti gli anni
[27:59] Speaker 2: questo giorno con qualche azione».« Eroica, n'è vero?» Interruppe Chateaurenot.«
[28:05] Speaker 2: Alle corte fui l'eletto, ma qui non sta il tutto.
[28:10] Speaker 2: Dopo avermi salvato dal ferro, mi salvò dal freddo, dandomi
[28:13] Speaker 2: non già una metà del suo mantello, come fece non
[28:16] Speaker 2: mi ricordo chi, ma tutto intero. Poi dalla fame, dividendo meco,
[28:20] Speaker 2: indovinate un poco che cosa? Un pasticcio di Félix, di Sébauchamp. No,
[28:26] Speaker 2: il suo cavallo, di cui mangiamo entrambi un pezzo con
[28:29] Speaker 2: grandissimo appetito, sebbene fosse un poco duro.»« Il cavallo?» domandò
[28:34] Speaker 2: ridendo Morsef.« No, il sacrificio», rispose Chateau Renaud.« Domandate a
[28:40] Speaker 2: Debré se sacrificherebbe il suo cavallo inglese per un estraneo».«
[28:44] Speaker 2: Per un estraneo o no, per un amico potrebbe darsi»,
[28:48] Speaker 2: rispose Debré.« Ed io pronosticai che sareste divenuto mio amico,
[28:52] Speaker 2: signor Conte», disse Morrel.« D' altra parte ho già avuto l'onore
[28:56] Speaker 2: di dirvelo. Eroismo o no, sacrificio o no, Doveva un
[29:00] Speaker 2: olocausto alla cattiva fortuna, in compenso del favore che altra
[29:03] Speaker 2: volta ci aveva fatta la buona. Questa storia a cui
[29:07] Speaker 2: Morrel fa allusione è una bellissima storia, che poi vi
[29:10] Speaker 2: racconterà un giorno, quando avrete fatto con lui una più
[29:13] Speaker 2: estesa conoscenza. Per oggi approvvigioniamo lo stomaco, e non la memoria.
[29:18] Speaker 2: A che ora fate colazione? Alle dieci e mezzo. Precise?
[29:22] Speaker 2: Domandò Debré cavando l'orologio. Oh, mi accorderete cinque minuti di tolleranza,
[29:28] Speaker 2: disse Morsef. poiché io pure aspetto un salvatore».« Di chi?»«
[29:32] Speaker 2: Di me per bacco», rispose Morsef.« Credete forse che non
[29:36] Speaker 2: possa essere salvato come un altro, e che non vi
[29:39] Speaker 2: siano che gli arabi che tagliano la testa? La nostra
[29:42] Speaker 2: colazione è una colazione filantropica, ed avremo alla nostra tavola,
[29:46] Speaker 2: spero almeno, due benefattori dell'umanità».« E come faremo?» disse Debré.«
[29:53] Speaker 2: Non abbiamo che un sol premio Montion».« Ebbene, verrà dato
[29:57] Speaker 2: a qualcuno che nulla abbia fatto per meritarlo», disse Beauchamp.«
[30:01] Speaker 2: In questo modo d'ordinario fa l'Accademia per togliersi da qualunque impaccio».«
[30:05] Speaker 2: E di dove viene?» domandò Debré.« Scusate l'insistenza, avete di già,
[30:09] Speaker 2: lo so bene, risposto a questa domanda, ma molto vagamente,
[30:13] Speaker 2: perché possa permettermi di potervela fare una seconda volta».« In verità»,
[30:18] Speaker 2: disse Alberto,« non lo so. Quando l'ho invitato, or son
[30:21] Speaker 2: tre mesi, era a Roma». Ma da quel tempo, chi
[30:25] Speaker 2: può dire il viaggio che ha fatto? E lo credete
[30:28] Speaker 2: capace di essere esatto? Lo credo capace di tutto, rispose Morsef.
[30:33] Speaker 2: Fate attenzione, che, compresi i minuti di tolleranza, non ne
[30:37] Speaker 2: mancano più che dieci. Ebbene, ne approfitterò per dirvi una
[30:40] Speaker 2: parola sul mio convitato. Perdono, disse Beauchamp. Vi sarà materia
[30:45] Speaker 2: per un feuilleton in ciò che mi state per narrare? Sì, certamente,
[30:50] Speaker 2: disse Morsef. Ed anche dei più curiosi. allora raccontate perché
[30:55] Speaker 2: vedo bene che non potrò andare alla camera e bisogna
[30:57] Speaker 2: che ne abbia un compenso. Io ero a Roma nell'ultimo carnevale.
[31:04] Speaker 2: Questo lo sappiamo di già, disse Beauchamp, ma ciò che
[31:07] Speaker 2: non sapete è che fui rapito dai briganti. Non vi
[31:11] Speaker 2: sono più briganti, disse Debré. Ve ne sono, e ve
[31:15] Speaker 2: ne sono anche degli orridi, cioè ammirabili, mentre ne ho
[31:18] Speaker 2: trovati dei belli, ma da far paura.« Vediamo, mio caro Alberto»,
[31:24] Speaker 2: disse Debré.« Confessate che il vostro cuoco è in ritardo,
[31:27] Speaker 2: che le ostriche non sono ancora giunte da Marenno o
[31:29] Speaker 2: da Ostenda, e che a guisa della signora di Menton
[31:33] Speaker 2: volete sostituire un racconto ad un piatto. Ditelo, mio caro,
[31:36] Speaker 2: siamo abbastanza di buona compagnia per perdonarvelo e per ascoltare
[31:40] Speaker 2: la vostra storia, tutto che è sempre favolosa. Ed io
[31:44] Speaker 2: vi dico, per quanto possa comparire favolosa, che ve la
[31:47] Speaker 2: garantisco per vera dal principio alla fine». I briganti adunque
[31:50] Speaker 2: mi avevano condotto in un luogo molto tristo, chiamato le
[31:53] Speaker 2: Catacombe di San Sebastiano.« Lo conosco», disse Chateaurenot,« e per
[31:58] Speaker 2: poco non vi presi le febbre».« Ed io ho fatto
[32:01] Speaker 2: ancora di più, lebi realmente. Mi fu annunciato che ero prigioniero,
[32:05] Speaker 2: salvo il riscatto, una bagatella, quattromila scudi romani, circa ventiseimila
[32:09] Speaker 2: lire e tornessi. Disgraziatamente non ne avevo più che mille
[32:13] Speaker 2: e cinquecento. Ero alla fine del mio viaggio, il mio
[32:15] Speaker 2: credito era esausto». Scrisi a Franz.« Ah, per bacco, Franz
[32:19] Speaker 2: era là, e potete chiedergli se è mento di una
[32:22] Speaker 2: sola virgola. Scressi dunque a Franz che se non giungeva
[32:25] Speaker 2: alle sei del mattino con i quattromila scudi, alle sei
[32:28] Speaker 2: e dieci minuti sarei passato all'eterna gloria, e Luigi Vampa,
[32:32] Speaker 2: questo è il nome del capo dei briganti, di prego
[32:34] Speaker 2: a crederlo, mi avrebbe mantenuta scrupolosamente la sua parola. Ma
[32:40] Speaker 2: Franz sarà giunto coi quattromila scudi? Disse Chateau Renaud. Che diavolo,
[32:45] Speaker 2: non può trovarsi in impaccio per quattromila scudi, chi porta
[32:48] Speaker 2: il nome di Franz de Pinay o di Alberto de Morcef».« No,
[32:52] Speaker 2: ma egli giunse solamente, e semplicemente, accompagnato dal convitato che
[32:57] Speaker 2: vi ho annunciato, e che spero di potervi presentare».« E che,
[33:01] Speaker 2: e dunque Ercole che uccide Caco, questo signore? Un Perseo
[33:05] Speaker 2: che libera Andromeda?»« No, è un uomo, in circa della
[33:09] Speaker 2: mia corporatura. Armato fino ai denti? Non aveva neppure un
[33:12] Speaker 2: ferro da calzetta. Egli dunque contrattò il vostro riscatto». Disse
[33:17] Speaker 2: due parole all'orecchio del capo, ed io fui liberato. Anzi,
[33:21] Speaker 2: gli fecero persino le scuse d'avervi arrestato, disse Beauchamp. Precisamente,
[33:26] Speaker 2: rispose Morcef. Ma che, era dunque l'Ariosto quest'uomo? No, era
[33:31] Speaker 2: semplicemente il conte di Monte Cristo. Non v'è nessuno che
[33:35] Speaker 2: si chiami così, disse Debré. Io non credo, soggiunse Chateauneuf,
[33:40] Speaker 2: con la presenza d'animo dell'uomo che tiene sulla punta delle
[33:43] Speaker 2: dita tutte le genealogie delle famiglie nobili dell'Europa. Chi è
[33:47] Speaker 2: che conosca in alcuna parte un conte di Monte Cristo?
[33:52] Speaker 2: È forse un qualche casato proveniente dalla Terra Santa, disse Beauchamp.
[33:56] Speaker 2: Uno dei suoi avi avrà posseduto il Calvario, come i
[33:59] Speaker 2: Montmartre e il Mar Morto. Perdono, disse Massimiliano, ma io
[34:05] Speaker 2: credo di potervi togliere d'invaccio, signori. Monte Cristo è una
[34:08] Speaker 2: piccola isola, di cui ho sovente inteso parlare dai marinari
[34:11] Speaker 2: impiegati da mio padre. Un grano di sabbia in mezzo
[34:14] Speaker 2: al Mediterraneo, un atomo nell'infinito. Ed è perfettamente ciò, signore,
[34:20] Speaker 2: disse Alberto. Ebbene, di questo grano di sabbia, di questo atomo,
[34:25] Speaker 2: è signore e re colui di cui vi parlo. Egli
[34:28] Speaker 2: avrà comprato il diploma di conte in qualche parte della Toscana.
[34:32] Speaker 2: E dunque ricco è il vostro conte? In fede mia
[34:35] Speaker 2: lo credo. Ma ciò deve vedersi, mi sembra. Ecco ciò
[34:39] Speaker 2: che vi inganna, Debré. Io non vi capisco affatto. Avete
[34:43] Speaker 2: letto le mille e una notte? Perbacco, bella domanda. Ebbene,
[34:47] Speaker 2: Sapete se le persone che vi si vedono sono ricche
[34:49] Speaker 2: o povere? Se i loro grani di frumento sono rubini
[34:52] Speaker 2: o diamanti? Essi hanno l'aspetto di miserabili pescatori, non è vero?
[34:57] Speaker 2: Voi li trattate come tali, ed un subito vi aprono
[34:59] Speaker 2: qualche caverna misteriosa e vi trovate un tesoro da comprare
[35:03] Speaker 2: le indie. Il mio conte di Montecristo è uno di
[35:05] Speaker 2: quei pescatori. Ha perfino un nome tolto da quella professione.
[35:09] Speaker 2: Si chiama Simbad il Marinaro e possiede una caverna piena d'oro.
[35:15] Speaker 2: L'avete veduta? Domando Beauchamp. Io no. Ma Franz sì. Ma zitti,
[35:21] Speaker 2: non bisogna dire una parola di tutto ciò davanti a lui.
[35:23] Speaker 2: Franz vi discesse con gli occhi bendati e fu servito
[35:26] Speaker 2: da uomini muti e da donne in paragone delle quali
[35:29] Speaker 2: Cleopatra non era, a quanto pare, che una Lorette. Soltanto
[35:33] Speaker 2: delle donne egli non è ben sicuro, atteso che esse
[35:36] Speaker 2: non apparvero che dopo aver mangiato dell'ashish, di modo che
[35:39] Speaker 2: potrebbe darsi che quelle che apprese per donne non fossero
[35:42] Speaker 2: state bonariamente che statue. I giovani amici guardarono Morsef con
[35:46] Speaker 2: uno sguardo che voleva dire« Ma che, mio caro, diventate
[35:50] Speaker 2: voi insensato o vi burlate di noi?»« In fatto», disse
[35:54] Speaker 2: Morrel pensieroso,« ho inteso raccontare anch'io da un vecchio marinaro,
[35:58] Speaker 2: chiamato Penelon, qualche cosa di consimile a ciò che dice
[36:01] Speaker 2: il signor di Morsef».« Ah», fece Alberto,« sono ben fortunato
[36:06] Speaker 2: che Morrel venga in mio aiuto. Mi dispiace, n'è vero,
[36:09] Speaker 2: che egli getti un gomitolo di filo nel mio labirinto?» Perdonate,
[36:13] Speaker 2: mio caro, ma ci raccontate cose tanto inverosimili? Ah, perbacco,
[36:17] Speaker 2: perché i vostri ambasciatori, i vostri consoli non ve ne parlano?
[36:21] Speaker 2: Essi non ne hanno il tempo, hanno troppo da fare
[36:23] Speaker 2: nel molestare i loro compatrioti che viaggiano. Ah, ecco che
[36:27] Speaker 2: vi inquietate, e ve la prendete con i nostri poveri diplomatici? Eh,
[36:31] Speaker 2: mio Dio! Con che volete che vi proteggano?« La Camera
[36:35] Speaker 2: corrode ogni giorno i loro stipendi, ed ora è al
[36:38] Speaker 2: punto di non trovarne più. Volete diventare ambasciatore? Vi farò
[36:42] Speaker 2: nominare a Costantinopoli.»« No, perché il sultano alla prima nota
[36:46] Speaker 2: in favore di Meletta lì mi manderebbe il cordone, e
[36:49] Speaker 2: i miei segretari mi strangolerebbero.»« Vedete bene», disse Debré.« Sì,
[36:55] Speaker 2: tutto ciò non toglie che esiste il mio conte di Montecristo.»«
[36:59] Speaker 2: Per bacco, tutti gli uomini esistono. Bel miracolo.» Tutti gli
[37:03] Speaker 2: uomini esistono, ma non in simili condizioni. Tutti gli uomini
[37:07] Speaker 2: non hanno schiavi neri, gallerie principesche, armi alla casa auba,
[37:11] Speaker 2: cavalli da 6.000 franchi l'uno e greche mantenute. L'avete voi veduta
[37:15] Speaker 2: la greca da lui mantenuta? Sì, l'ho veduta e intesa.
[37:19] Speaker 2: Veduta al teatro Valle, intesa un giorno che facevo colazione
[37:22] Speaker 2: dal conte. Il vostro uomo straordinario dunque mangia? È in
[37:27] Speaker 2: fede mia che mangia, è tanto poco che non merita
[37:29] Speaker 2: la pena di parlarne. Voi vedete poi che sarà un vampiro. Ridete,
[37:34] Speaker 2: se volete. Questa era l'opinione della Contessa G, che, come
[37:38] Speaker 2: voi sapete, ha conosciuto Lord Rutwen. Ah, buono, disse Beauchamp.
[37:43] Speaker 2: Ecco per un uomo non giornalista il simile del famoso
[37:46] Speaker 2: serpente di mare del Constitutionnel. Un vampiro perfettamente. Occhio rossiccio,
[37:53] Speaker 2: la cui pupilla si dilata e restringe a volontà, disse Debré.
[37:57] Speaker 2: Volto ad angolo sviluppato, fronte spaziosa, tinta livida, barba nera,
[38:01] Speaker 2: denti bianchi e acuti, compitezza tutta particolare.« Ebbene, precisamente tutto ciò, Luciano»,
[38:08] Speaker 2: disse Morsef,« ed i connotati sono ripostati a puntino. Sì,
[38:12] Speaker 2: compitezza acuta ed incisiva. Quest'uomo spesso mi ha fatto fremere,
[38:16] Speaker 2: e particolarmente un giorno, fra gli altri, che guardavamo insieme un'esecuzione.
[38:21] Speaker 2: Ho creduto di essere presso a svenirmi». molto più per
[38:24] Speaker 2: vederlo e sentirlo ragionare freddamente su tutti i supplizi della terra,
[38:28] Speaker 2: di quella che per guardare il carnefice eseguire il suo
[38:30] Speaker 2: ufficio e sentire le grida del paziente.« E non vi
[38:35] Speaker 2: ha condotto fra le rovine del Colosseo per succhiarvi il sangue, Morsef?»
[38:39] Speaker 2: disse Beauchamp.« Ovvero, dopo avervi liberato, non vi ha fatto
[38:42] Speaker 2: firmare qualche pergamena color di fuoco, in virtù della quale
[38:45] Speaker 2: gli cediate la vostra anima?»« Scherzate, scherzate quanto volete, signori»,
[38:51] Speaker 2: disse Morsef punto sul vivo. Quando osservo voi altri belli parigini,
[38:55] Speaker 2: abituati al baluardo di Gans, passeggiatori del bosco di Boulogne,
[38:59] Speaker 2: e mi ricordo di quest'uomo, mi pare che non siamo
[39:01] Speaker 2: della stessa specie.« Me ne glorio», disse Beauchamp.« Il vostro
[39:06] Speaker 2: conte di Monte Cristo», soggiunse Chateaureneau,« è però sempre un
[39:10] Speaker 2: galantuomo nell'euredozio, salvo però le sue piccole intelligenze con i
[39:14] Speaker 2: banditi italiani».« Ma se non vi sono banditi italiani», soggiunse Debré.«
[39:20] Speaker 2: Non vi sono vampiri», disse Beauchamp.« Non esiste il conte
[39:24] Speaker 2: di Montecristo», riprese Debré.« Ascoltate, caro Alberto, suonano le dieci
[39:29] Speaker 2: e mezzo. Confessate che avete veduto un fantasma e andiamo
[39:33] Speaker 2: a far colazione», disse Beauchamp. Ma la vibrazione dell'orologio a
[39:38] Speaker 2: pendolo non era ancora estinta, quando la porta si aprì
[39:41] Speaker 2: e Germano annunziò« Su eccellenza il conte di Montecristo». Tutti
[39:48] Speaker 2: gli uditori facero loro malgrado un movimento che dinotava la
[39:51] Speaker 2: preoccupazione da Morsef infiltrata nelle loro anime col suo racconto.
[39:56] Speaker 2: Alberto stesso non poteva esimersi da una commozione momentanea. Non
[40:00] Speaker 2: era stato inteso né carrozza sulla strada né passi nell'anticamera.
[40:04] Speaker 2: La porta stessa si era aperta senza rumore. Il conte
[40:08] Speaker 2: comparve sul limitare, vestito con la più grande semplicità, ma
[40:12] Speaker 2: il lion più esigente non avrebbe saputo trovarvi la più
[40:14] Speaker 2: piccola mancanza. Tutto era di un gusto squisito, tutto usciva
[40:19] Speaker 2: dalle mani dei più eleganti fornitori, abiti, cappello, biancheria. Sembrava
[40:24] Speaker 2: avere appena trentacinque anni, ma ciò che sorprese tutti si
[40:28] Speaker 2: fu l'estrema rassomiglianza col ritratto che ne aveva descritto Debré.
[40:32] Speaker 2: Il conte si avanzò sorridendo in mezzo al salotto, e
[40:35] Speaker 2: andò direttamente da Alberto, che venendogli incontro gli offerse con
[40:38] Speaker 2: trasporto la mano.« L' esattezza, disse Montecristo, è la gentilezza dei re,
[40:45] Speaker 2: per quanto ha preteso, io credo, uno dei vostri sovrani.
[40:49] Speaker 2: Ma qualunque sia la loro buona volontà, non è però
[40:52] Speaker 2: sempre quella dei viaggiatori. Però io spero, mio caro Visconte,
[40:56] Speaker 2: che mi scuserete, in grazia della mia buona volontà, i
[40:59] Speaker 2: due o tre secondi di ritardo al nostro convegno. Cinquecento
[41:02] Speaker 2: leghe non si fanno senza qualche contrattempo, particolarmente in Francia,
[41:06] Speaker 2: dove è proibito, a quanto sembra, di battere i postiglioni».«
[41:12] Speaker 2: Signor Conte», disse Alberto, Io ero sul punto di annunciare
[41:15] Speaker 2: la vostra visita ad alcuni dei miei amici, da me
[41:18] Speaker 2: riuniti ad occasione della promessa che mi faceste, e che
[41:21] Speaker 2: ho l'onore di presentarvi. Questi signori sono il conte di Chateau- Renaud,
[41:25] Speaker 2: la cui nobiltà risale a dodici pari, i cui antenati
[41:29] Speaker 2: hanno avuto posto alla tavola rotonda, Luciano Debré, segretario particolare
[41:34] Speaker 2: del ministro dell'interno, Beauchamp, terribile giornalista, il terrore del governo francese,
[41:40] Speaker 2: e di cui forse, a donta della sua celebrità, non
[41:42] Speaker 2: avrete inteso parlare in Italia, atteso che il suo giornale
[41:46] Speaker 2: non vi può entrare. Finalmente, Massimiliano Morrel, capitano degli Spice.
[41:51] Speaker 2: A questo nome, il conte, che fino ad allora aveva
[41:54] Speaker 2: salutato cortesemente, ma con una freddezza ed una impassibilità tutta inglese,
[41:59] Speaker 2: fesso malgrado un passo in avanti, ed una leggera tinta
[42:02] Speaker 2: vermiglia passò come un lampo sulle sue palide guance. Il
[42:06] Speaker 2: signore porta l'uniforme dei nuovi vincitori francesi, disse egli.« È
[42:11] Speaker 2: una bella uniforme». Non sarebbe stato possibile poter dire quale
[42:16] Speaker 2: fosse il sentimento che dava alla voce del conte una
[42:19] Speaker 2: così profonda vibrazione, e che faceva brillare suo malgrado l'occhio
[42:23] Speaker 2: tanto bello, tanto sereno e limpido, quando non aveva alcun
[42:26] Speaker 2: motivo per velarlo.« Voi non avevate mai veduti i nostri africani,
[42:31] Speaker 2: signor conte?» disse Alberto.« Già mai», replicò il conte, ritornato
[42:36] Speaker 2: perfettamente padrone di se stesso.« Ebbene, signor Conte, sotto questo
[42:41] Speaker 2: uniforme batte uno dei cuori più bravi e più nobili dell'esercito».« Oh,
[42:45] Speaker 2: signor Conte», interruppe Morrel.« Lasciatemi dire, capitano, non ha guari»,
[42:50] Speaker 2: continuò Alberto.« Abbiamo inteso un tratto così eroico del signore che,
[42:55] Speaker 2: quantunque io lo veda oggi per la prima volta, reclamo
[42:57] Speaker 2: da lui il favore di potervelo presentare come un mio amico».
[43:02] Speaker 2: E sarebbe si potuto anche, a queste parole, scorgere nel
[43:05] Speaker 2: conte quello strano sguardo di fissazione, quel rossore fuggitivo e
[43:09] Speaker 2: quel leggero tremore della palpebra, che in lui dinotava emozione.« Ah,
[43:15] Speaker 2: il signore ha un cuore nobile!» disse il conte.« Tanto meglio!»
[43:21] Speaker 2: Questa specie di esclamazione, che corrispondeva piuttosto col pensiero del conte,
[43:25] Speaker 2: che col discorso d'Alberto, sorprese tutti, ma particolarmente Morrel. che
[43:30] Speaker 2: guardò il conte di Montecristo con stupore. Ma in pari
[43:33] Speaker 2: tempo il tuono della voce era stato così dolce, e
[43:36] Speaker 2: per così dire così soave, che per quanto strana fosse
[43:40] Speaker 2: apparsa questa esclamazione, non verrà ragione in alcun modo di offendersene.«
[43:45] Speaker 2: Perché dunque ne dubiterebbe egli?» disse Beauchamp a Chateaureneau.« In verità,
[43:51] Speaker 2: rispose questi, che con l'abitudine del gran mondo e la
[43:54] Speaker 2: chiarezza per il suo colpo d'occhio aristocratico aveva penetrato in
[43:58] Speaker 2: Monte Cristo tutto ciò che era in lui penetrabile. In
[44:01] Speaker 2: verità Alberto non ci ha ingannati. È un personaggio singolare
[44:05] Speaker 2: questo conte. Che ne dite, Morrel?« In fede mia», rispose questi,
[44:09] Speaker 2: all'occhio franco e la voce simpatica, di modo che mi
[44:12] Speaker 2: piace ad onta della bizzarra riflessione che ha fatta sul
[44:15] Speaker 2: mio conto.« Signore», disse Alberto,« Germano mi avvisa che la
[44:19] Speaker 2: colazione è all'ordine».« Mio caro conte, permettetemi che vi insegni
[44:23] Speaker 2: la strada.» Passarono silenziosamente nella sala da pranzo, e ciascuno
[44:27] Speaker 2: si mise al suo posto.« Signori», disse il conte sedendosi,«
[44:33] Speaker 2: permettetemi una confessione che sarà la mia scusa per tutte
[44:35] Speaker 2: le inconvenienze che potrò commettere. Sono forestiero, ma forestiero a
[44:40] Speaker 2: tal punto che questa è la prima volta che vengo
[44:42] Speaker 2: a Parigi. La vita francese mi è dunque perfettamente sconosciuta,
[44:46] Speaker 2: non avendo fino ad ora seguito che la sola orientale,
[44:49] Speaker 2: la più antipatica alle buone tradizioni parigine. Vi prego dunque
[44:53] Speaker 2: di scusarmi se ritroverete in me qualche cosa di troppo
[44:56] Speaker 2: turco o di troppo arabo. Detto ciò, signori, facciamo colazione.
[45:01] Speaker 2: Dal modo come ha detto tutto ciò, mormorò Beauchamp, si
[45:04] Speaker 2: conosce che è un gran signore. Un gran signore straniero,
[45:09] Speaker 2: soggiunse Debré. Un gran signore cosmopolita, disse Chateaureneau. Ognuno ricorderà
[45:15] Speaker 2: che il conte era un convitato sobrio. Alberto ne fece
[45:18] Speaker 2: le sue osservazioni e manifestò il timore che non avesse
[45:21] Speaker 2: a dispiacergli la vita parigina fin dal suo bel principio
[45:24] Speaker 2: nella parte più materiale e vero, ma nello stesso tempo
[45:28] Speaker 2: più necessaria.« Mio caro conte», dissegli,« voi mi vedete colpito
[45:33] Speaker 2: da un timore, ed è che la cucina della strada
[45:35] Speaker 2: del Derr non abbia a dispiacervi tanto quanto quella della
[45:38] Speaker 2: piazza di Spagna. Avrei dovuto chiedervi ciò che più vi
[45:41] Speaker 2: gusta o farvi preparare qualche piatto di vostra fantasia. Se
[45:46] Speaker 2: voi mi conosceste di più, rispose sorridendo il conte.« Non
[45:50] Speaker 2: vi preoccupareste di una cosa quasi umiliante per un viaggiatore
[45:53] Speaker 2: quale io sono, che ha successivamente vissuto con maccheroni a Napoli,
[45:57] Speaker 2: con polenta a Milano, con olla pudrida a Valenza, con
[46:00] Speaker 2: riso asciutto a Costantinopoli, con karik nelle Indie e con
[46:03] Speaker 2: nidi di rondinello nella Cina. Non vi è una cucina
[46:06] Speaker 2: particolare per un cosmopolita come sono io. Mangio di tutto,
[46:10] Speaker 2: e in ogni luogo. Solo mangio poco, ed oggi che
[46:14] Speaker 2: voi mi rimproverate la mia sobrietà,« Sono in una delle
[46:17] Speaker 2: giornate nel mio massimo appetito, perché da ieri mattina non
[46:20] Speaker 2: ho più mangiato».« Come da ieri mattina?» esclamarono i convitati.«
[46:25] Speaker 2: Non avete mangiato da ventisei ore?»« No», rispose il conte.«
[46:31] Speaker 2: Fui obbligato a deviare dalla mia strada per portarmi a Nîmes,
[46:34] Speaker 2: a prendere in quei dintorni alcune informazioni, di modo che
[46:37] Speaker 2: era un poco in ritardo e non ho voluto fermarmi».«
[46:41] Speaker 2: Ma avrete mangiato in carrozza?» chiese Morsef. No, ho dormito,
[46:45] Speaker 2: come mi succede quando mi annoio senza avere il coraggio
[46:48] Speaker 2: di distrarmi, o quando ho fame senza aver volontà di mangiare.
[46:53] Speaker 2: Ma dunque, com'andate al sonno? domandò Morrel. Presto a poco.
[46:59] Speaker 2: Avete voi una ricetta per questo? Infallibile. Ecco ciò che
[47:03] Speaker 2: sarebbe eccellente per noi africani, che non abbiamo sempre che
[47:07] Speaker 2: mangiare e che difficilmente abbiamo di che bere, disse Morrel. Sì,
[47:12] Speaker 2: disse il conte.« Disgraziatamente la mia ricetta, buona per un
[47:16] Speaker 2: uomo come me, che conduco una vita di eccezione, sarebbe
[47:19] Speaker 2: molto pericolosa, applicata ad un esercito che non si sveglierebbe più,
[47:23] Speaker 2: quando se ne avesse bisogno.»« Si può sapere che è
[47:26] Speaker 2: questa ricetta?» chiese Debré.« Oh mio Dio sì!» disse il conte.«
[47:31] Speaker 2: Non ne faccio alcun segreto. È un mischio eccellente di oppio,
[47:34] Speaker 2: che io stesso sono stato a cercare a Canton, per
[47:37] Speaker 2: essere certo d'averlo puro. È del miglior hashish che si
[47:40] Speaker 2: raccolga in Oriente.» cioè fra il tigri e le uffrate.
[47:44] Speaker 2: Si riuniscono questi due ingredienti in porzioni uguali e se
[47:47] Speaker 2: ne formano delle specie di pillole che si inghiottiscono quando
[47:50] Speaker 2: uno ne ha bisogno. L'effetto si produce dieci minuti dopo.
[47:54] Speaker 2: Domandatene al barone Franz Depinet, che credo un giorno ne
[47:57] Speaker 2: abbia gustato».« Sì», rispose Morsef,« me ne ha detto qualche parola,
[48:02] Speaker 2: ed anzi ne ha conservato grata memoria».« Ma», disse Beauchamp,«
[48:08] Speaker 2: che nella sua qualità di giornalista era molto incredulo».« Porterete
[48:12] Speaker 2: sempre questa droga con voi?»« Sempre», rispose il conte di Montecristo.«
[48:17] Speaker 2: Sarei indiscreto se vi domandassi di vedere queste pillole», continuò Beauchamp,
[48:21] Speaker 2: nella speranza di cogliere lo straniero in fallo.« No, signore»,
[48:25] Speaker 2: rispose il conte, e cavò di tasca una meravigliosa bomboniera
[48:29] Speaker 2: scavata in un solo smeraldo, e chiusa con un fermaglio d'oro,
[48:33] Speaker 2: che aprendosi dava passaggio ad una pillola di color verdastro
[48:36] Speaker 2: della grossezza di un pisello. Questa pillola aveva un odore
[48:40] Speaker 2: acre e penetrante, Ve ne erano quattro o cinque nella
[48:43] Speaker 2: cavità dello smeraldo, che ne poteva contenere circa una dozzina.
[48:49] Speaker 2: La bomboniera fece il giro del tavolo, e i convitati
[48:52] Speaker 2: se la facevano passare più per esaminare la magnificenza dell'ammirabile
[48:55] Speaker 2: smeraldo che per guardare e fiutare le pillole che conteneva.«
[49:00] Speaker 2: E' forse il vostro cuoco che vi prepara questo regalo?»
[49:03] Speaker 2: domandò Beauchamp.« No, signore», disse il conte di Montecristo. Non
[49:08] Speaker 2: abbandono in tal modo i miei piaceri reali all'arbitrio di
[49:11] Speaker 2: mani indegne. Sono abbastanza buon chimico per prepararmi da me
[49:14] Speaker 2: stesso queste pillole».« Questo è uno smeraldo ammirabile ed è
[49:18] Speaker 2: il più grosso che abbia mai veduto, quantunque mia madre
[49:21] Speaker 2: abbia qualche gioia di famiglia molto notevole», disse Chateau- Renaud.« Di
[49:26] Speaker 2: questi ne aveva tre», soggiunse il conte di Monte Cristo.«
[49:29] Speaker 2: Uno ne regalai al gran signore che ne ha adornata
[49:32] Speaker 2: la sua sciabola, l'altro a persona che non debbo nominare».
[49:35] Speaker 2: Il terzo l'ho riservato per me, e l'ho fatto scavare.
[49:38] Speaker 2: La qualcosa gli ha tolto la metà del valore, ma
[49:41] Speaker 2: l'ha reso più comodo per l'uso al quale l'ho destinato.
[49:45] Speaker 2: Ciascuno guardò il conte di Montecristo con meraviglia. Parlava con
[49:48] Speaker 2: tanta semplicità che faceva conoscere ad evidenza essere vero ciò
[49:52] Speaker 2: che diceva, o essere pazzo. Ciò nonostante, lo smeraldo che
[49:56] Speaker 2: rimaneva nelle sue mani faceva piuttosto inclinare a credere la
[50:00] Speaker 2: prima supposizione. e che vi hanno dato in contraccambio le
[50:04] Speaker 2: persone a cui avete fatto simili doni. Chiese Debré. Il
[50:08] Speaker 2: gran signore mi concesse la libertà di una donna, rispose
[50:11] Speaker 2: il conte. L'altra persona la vita di un uomo. Di
[50:15] Speaker 2: modo che per due volte sono stato così possente, come
[50:18] Speaker 2: se fossi nato sui gradini di un trono. E fu
[50:21] Speaker 2: forse Peppino che liberaste, ne è vero? gridò Morsef. A
[50:25] Speaker 2: lui forse applicaste il vostro diritto di grazia? Può darsi,
[50:30] Speaker 2: disse Montecristo sorridendo.« Signor Conte», disse Morsef,« non potete formarvi
[50:36] Speaker 2: un'idea del piacere che provo nel sentirvi parlare in tal modo.
[50:40] Speaker 2: Vi aveva di già annunciato ai miei amici come un
[50:42] Speaker 2: uomo favoloso, come un mago delle mille e una notte,
[50:45] Speaker 2: come uno stregone del Medioevo. Ma i parigini sono persone
[50:49] Speaker 2: talmente sottili nei paradossi che prendono per capricci dell'immaginazione le
[50:53] Speaker 2: verità più incontrastabili, quando esse non entrano nelle condizioni della
[50:57] Speaker 2: loro giornaliera esistenza». Per esempio, ecco Debré che legge e
[51:01] Speaker 2: Beauchamp che stampa tutti i giorni. Essere stato fermato e
[51:05] Speaker 2: spogliato sul baluardo qualche membro gioca i club in ritardo,
[51:08] Speaker 2: che furono assassinate quattro persone sulla strada Saint- Denis o nel
[51:12] Speaker 2: sobborgo Saint- Germain, che sono stati arrestati quattro, dieci, venti ladri,
[51:17] Speaker 2: sia in un caffè sul baluardo del Tempio sia alle
[51:19] Speaker 2: terme di Giulio, e negano l'esistenza dei banditi nelle Maremme,
[51:23] Speaker 2: nella campagna romana e nelle paludi pontine. Dite dunque voi stesso,
[51:27] Speaker 2: ve ne prego signor Conte, che sono stato preso da
[51:30] Speaker 2: questi banditi, e che è senza la vostra generosa intercessione,
[51:33] Speaker 2: io oggi aspetterei, secondo tutte le probabilità, la resurrezione finale
[51:38] Speaker 2: nelle catacombe di San Sebastiano, invece di dar loro la
[51:41] Speaker 2: colazione nella mia piccola e indegna casa a strada di Helder.— Bah,
[51:47] Speaker 2: voi mi avete promesso di non parlarmi più di questa miseria.—
[51:50] Speaker 2: Non sono io che vi ho fatto questa promessa, signor conte,
[51:53] Speaker 2: gridò Morsef, Sarà stato qualche altro cui avete reso un
[51:56] Speaker 2: simile servigio, e che ora confondete con me. Parliamone, anzi,
[52:00] Speaker 2: ve ne prego, perché se vi risolvete a parlare di
[52:02] Speaker 2: questa particolarità, non solo ridirete alcune cose che so, ma
[52:06] Speaker 2: molte altre ancora che non so. Ma mi sembra che
[52:10] Speaker 2: in tutto questo affare, soggiunse il conte ridendo, abbiate sostenuto
[52:14] Speaker 2: una parte di troppa importanza per sapere al par di
[52:17] Speaker 2: me tutto ciò che è accaduto.« Volete promettermi che, se
[52:21] Speaker 2: dico tutto quel che so, mi direte tutto quello che
[52:24] Speaker 2: non so?»« È troppo giusto», rispose Montecristo.« Ebbene», soggiunse Morsef,«
[52:31] Speaker 2: dovesse il mio amor proprio ancora soffrirne, mi sono creduto
[52:34] Speaker 2: per tre giorni l'oggetto delle civetterie di una maschera, che
[52:38] Speaker 2: aveva preso per discendente delle tulie o delle poppee, nel
[52:41] Speaker 2: mentre che ero puramente e semplicemente l'oggetto delle frascherie di
[52:45] Speaker 2: una contadina. E notate bene che dico contadina, per non
[52:48] Speaker 2: dire villana». Ciò che io so si è, che a
[52:51] Speaker 2: guisa di un gonzo, più gonzo ancora di colui che
[52:54] Speaker 2: si parlava non ha guari, ho preso per questa persona
[52:57] Speaker 2: un giovane bandito dai quindici ai sedici anni. Colmento in verbe,
[53:01] Speaker 2: la vita sottile. che al momento in cui voleva emanciparmi
[53:04] Speaker 2: fino a depositare un bacio sulla sua casta spalla, mi
[53:07] Speaker 2: ha messo le pistole alla gola e con l'aiuto di
[53:10] Speaker 2: altri sette o otto banditi mi ha condotto, o piuttosto
[53:13] Speaker 2: mi ha trascinato, nel fondo delle catacombe di San Sebastiano,
[53:17] Speaker 2: dove trovai un capo di banditi molto letterato, in fede mia,
[53:20] Speaker 2: che leggeva i commentari di Giulio Cesare e che si
[53:23] Speaker 2: è degnato di interrompere la lettura per dirmi che se
[53:26] Speaker 2: la dimane alle sei del mattino non aveva versati quattromila
[53:29] Speaker 2: scudi nella sua cassa, Alle sei e un quarto avrei
[53:32] Speaker 2: perfettamente cessato di vivere. La lettera vi è, essa è
[53:36] Speaker 2: nelle mani di Franz, firmata da me, composto scriptum di
[53:40] Speaker 2: Mastro Luigi Vampa. Se ne dubitate scriverò a Franz, che
[53:44] Speaker 2: farà legalizzare le firme. Ecco ciò che so. Or quello
[53:49] Speaker 2: che mi resta da sapere si è come mai voi,
[53:51] Speaker 2: signor Conte, siate giunto a inquotere ai banditi di Roma
[53:55] Speaker 2: un si gran rispetto, ad essi che nulla rispettano. Vi
[53:58] Speaker 2: confesso che Franz e Dione fumo rapiti d'ammirazione. Niente di
[54:03] Speaker 2: più semplice, signore, rispose il conte. Io conosceva il famoso
[54:08] Speaker 2: Vampa da più di dieci anni. Quando egli era ancora
[54:11] Speaker 2: giovane e pastore, un giorno gli regalai, non mi sovviene
[54:14] Speaker 2: ora in qual moneta d'oro, perché mi indicò la strada,
[54:18] Speaker 2: ed egli, per non avere niente del mio, mi dette
[54:21] Speaker 2: in cambio un pugnale, intagliato con le sue mani, e
[54:23] Speaker 2: che voi forse avrete notato nella mia collezione di armi.
[54:27] Speaker 2: Col tempo, sia che gli dimenticasse questo ricambio di piccoli
[54:30] Speaker 2: regali che doveva mantenere l'amicizia fra noi, sia che non
[54:34] Speaker 2: mi avesse riconosciuto, tentò di arrestarmi, ma io al contrario
[54:38] Speaker 2: arrestai lui con una dozzina dei suoi compagni. In allora
[54:41] Speaker 2: poteva abbandonarlo alla giustizia romana che ne è speditiva e
[54:45] Speaker 2: che si sarebbe ancora sollecitata di più a suo riguardo,
[54:48] Speaker 2: ma non lo feci. Invece lo rimandai con tutti i suoi.
[54:52] Speaker 2: A condizione che non peccassero più, disse il giornalista ridendo.
[54:57] Speaker 2: Vedo con piacere che essi hanno mantenuto scrupolosamente la parola».« No, signore»,
[55:02] Speaker 2: rispose Montecristo,« a condizione che rispettassero sempre me e i
[55:06] Speaker 2: miei amici».« Alla buon'ora», gridò Chateau Renaud.« Ecco il primo
[55:11] Speaker 2: uomo coraggioso che sento predicare lealmente e brutalmente l'egoismo. Ciò
[55:15] Speaker 2: è bellissimo, bravo signor conte».« Almeno ciò è molto franco»,
[55:20] Speaker 2: disse Morrel.« Ma sono sicuro che il conte non si
[55:22] Speaker 2: è pentito di avere una volta mancato a questi principi,
[55:26] Speaker 2: che ora ci ha esposti in modo così assoluto.— Ed
[55:29] Speaker 2: in qual modo ho mancato i miei principi, signore? domandò Montecristo,
[55:33] Speaker 2: che di tempo in tempo non poteva esimersi dal guardare
[55:36] Speaker 2: Massimiliano con tanta attenzione che già due o tre volte
[55:39] Speaker 2: l'ardito giovane era stato costretto ad abbassare gli occhi, dirimpetto
[55:43] Speaker 2: allo sguardo limpido e chiaro del conte.— Mi sembra, rispose Morrel,
[55:48] Speaker 2: che liberando il signor de Morcef, che non conoscevate, voi
[55:52] Speaker 2: servivate il prossimo e la società.« Di qui egli fa
[55:55] Speaker 2: il più bell'ornamento», disse con gravità Beauchamp, vuotando in un
[55:59] Speaker 2: sol fiato il bicchiere di champagne.« Signor Conte», gridò Morsef,«
[56:05] Speaker 2: eccovi preso dal ragionamento, voi, uno dei più aspri logici
[56:09] Speaker 2: che io conosca, e starete a vedere che quanto prima
[56:12] Speaker 2: vi sarà dimostrato che invece d'essere un egoista, siate un filantropo. Ah,
[56:16] Speaker 2: voi vi spacciate per orientale, levantino, maltese, indiano, cinese, selvaggio.
[56:21] Speaker 2: Vi chiamate Monte Cristo per nome di famiglia». si imbadi
[56:24] Speaker 2: il marinaro per nome di battesimo. Ed eccovi che il
[56:27] Speaker 2: primo giorno che mettete il piede a Parigi già possedete
[56:30] Speaker 2: il più gran merito, o il più gran difetto, della
[56:32] Speaker 2: nostra eccentricità parigina. Vale a dire, vi usurpate i vizi
[56:37] Speaker 2: che non avete. Mio caro Visconte, disse Montecristo, non vedo
[56:42] Speaker 2: in tutto ciò che ho detto o fatto una sola
[56:45] Speaker 2: parola che possa meritarmi, per parte vostra e di questi signori,
[56:49] Speaker 2: l'elogio che ricevo.« Voi non mi eravate estraneo, poiché vi
[56:52] Speaker 2: avevo dato una colazione. Vi avevo prestato per otto giorni
[56:56] Speaker 2: una carrozza. Avevamo veduto insieme passare le maschere per il corso.
[57:00] Speaker 2: È perché avevamo guardato dalla stessa finestra della piazza del
[57:03] Speaker 2: popolo quell'esecuzione che vi fece tanta impressione che quasi sveniste. Ora,
[57:07] Speaker 2: lo domando a questi signori, potevo io lasciare il mio
[57:10] Speaker 2: ospite nelle mani di quei spaventosi banditi, come voi li chiamate?
[57:14] Speaker 2: D'altra parte, lo sapete, aveva nel salutarvi un secondo fine».
[57:18] Speaker 2: qual era quello di servirmi di voi per introdurmi nella
[57:21] Speaker 2: società di Parigi, quando fossi venuto a visitare la Francia.
[57:25] Speaker 2: Per qualche tempo avete potuto considerare questa risoluzione come un
[57:28] Speaker 2: disegno vago ed incerto. Ma oggi lo vedete, è una
[57:31] Speaker 2: bella e buona realtà, alla quale bisogna che vi sottomettiate,
[57:35] Speaker 2: sotto pena di mancare alla vostra parola».« Ed io la manterrò»,
[57:39] Speaker 2: disse Morsef.« Ma temo che presto vi cadrà ogni illusione,
[57:43] Speaker 2: mio caro Conte». Voi, avvezzo ai luoghi pieni d'avventure, agli
[57:47] Speaker 2: avvenimenti pittoreschi, ai fantastici orizzonti, presso noi non vi accadrà
[57:51] Speaker 2: il più piccolo episodio di quelli con cui la vita
[57:54] Speaker 2: fantastica vi ha abituato. Il nostro Chimboraco e Montmartre, il
[57:58] Speaker 2: nostro Himalaya e il Monte Valerion, il nostro gran deserto
[58:02] Speaker 2: e la pianura di Grenelle, e vi forano ancora un
[58:05] Speaker 2: pozzo artesiano perché le carovane vi trovino dell'acqua. Noi abbiamo
[58:09] Speaker 2: dei ladri, e anche molti, quantunque non ve ne siano
[58:12] Speaker 2: tanti quanti si dice». ma essi temono ugualmente la più
[58:15] Speaker 2: piccola spia come il più gran signore. Finalmente la Francia
[58:19] Speaker 2: è un paese così prosaico, e Parigi è una città
[58:22] Speaker 2: tanto incivilita che non troverete, cercando ancora per tutti gli 85
[58:26] Speaker 2: nostri dipartimenti, dico 85 dipartimenti perché è ben inteso, eccetto la
[58:31] Speaker 2: Corsica dalla Francia, che non troverete una sola montagna in
[58:35] Speaker 2: cui non vi sia un telegrafo, la più piccola grotta
[58:38] Speaker 2: un poco oscura nella quale un commissario di polizia non
[58:40] Speaker 2: abbia fatto porre un becco a gas. Non vi è
[58:43] Speaker 2: dunque che un solo servigio che posso rendervi, mio caro conte,
[58:46] Speaker 2: e per questo mi metto interamente a vostra disposizione, ed
[58:50] Speaker 2: è di presentarvi ovunque e farvi presentare dai miei amici,
[58:53] Speaker 2: abbenché voi per questo non abbiate bisogno d'alcuno. Col vostro nome,
[58:58] Speaker 2: la vostra fortuna e il vostro spirito, Montecristo si inchinò
[59:01] Speaker 2: con un sorriso leggermente ironico. Ognuno si presenta ovunque da
[59:05] Speaker 2: se stesso, ed ovunque è ben ricevuto». In realtà, dunque,
[59:10] Speaker 2: non posso essere buono per voi che ad una sola cosa.
[59:14] Speaker 2: Se l'abitudine della vita parigina, se l'esperienza dei nostri comodi,
[59:17] Speaker 2: se la conoscenza dei nostri bazar possono raccomandarmi a voi,
[59:21] Speaker 2: mi metto a vostra disposizione per ritrovarvi una conveniente abitazione.
[59:25] Speaker 2: Non oso proporvi di farvi parte del mio alloggio, come
[59:28] Speaker 2: ho partecipato del vostro a Roma. Non professo l'egoismo, ma
[59:32] Speaker 2: sono egoista per eccellenza, perché il mio alloggio non potrebbe
[59:35] Speaker 2: contenere oltre me neppure un'ombra, a meno che non fosse
[59:38] Speaker 2: quella di una donna.« Ah», fece il conte,« ecco una
[59:44] Speaker 2: riserva del tutto matrimoniale. Voi, infatto, a Roma mi avete
[59:47] Speaker 2: detto qualche parola di un matrimonio in trattativa. Debo congratularmi
[59:51] Speaker 2: sulla vostra prossima felicità?»« La cosa è sempre allo stato
[59:55] Speaker 2: di disegno, signor conte.»« E chi dice disegno? Soggiunse d'ebre?
[1:00:01] Speaker 2: Vuol dire eventualità?»« No, no», disse Morsef.« Mio padre vi
[1:00:05] Speaker 2: ha dell'impegno e spero fra poco di presentarvi, se non
[1:00:08] Speaker 2: mia moglie, almeno la mia fidanzata, in Madame Gella Eugénie d'Anglard.»«
[1:00:13] Speaker 2: Eugénie d'Anglard?» riprese a Montecristo.« Aspettate, dunque. Suo padre non
[1:00:18] Speaker 2: è il conte d'Anglard?»« Sì», rispose Morsef.« Ma conte di
[1:00:23] Speaker 2: nuova formazione.»« O che importa?» rispose Montecristo.« Se egli ha
[1:00:27] Speaker 2: reso allo Stato dei servigi che gli abbiano meritata questa distinzione.»«
[1:00:32] Speaker 2: Servigi enormi?» disse Beauchamp. Quantunque liberale nell'anima, nel 1829 completò un
[1:00:38] Speaker 2: prestito di sei milioni a Carlo X, che lo ha,
[1:00:41] Speaker 2: sulla mia fede, fatto conte e cavaliere della legion d'onore,
[1:00:45] Speaker 2: di modo che egli porta la decorazione non al taschino
[1:00:47] Speaker 2: del giubbetto, come si potrebbe credere, ma belle bene all'occhiello dell'abito. Ah,
[1:00:53] Speaker 2: disse Morsef ridendo, Beauchamp, riservate questi frizzi per inserirli sul
[1:00:58] Speaker 2: corsaire o sul charivari, ma in mia presenza risparmiate il
[1:01:02] Speaker 2: mio futuro suocero. Quindi, volgendosi a Montecristo,« Ma voi poco
[1:01:07] Speaker 2: fa ne pronunciaste il nome come se conoscesse il conte!»«
[1:01:11] Speaker 2: Non lo conosco», disse negligentemente Montecristo,« ma probabilmente non tarderò
[1:01:16] Speaker 2: molto a fare la sua conoscenza, atteso che ho dei
[1:01:18] Speaker 2: crediti aperti su di lui dalla casa Richard e Blunt
[1:01:22] Speaker 2: di Londra, Arsene ed Eschle di Vienna, Thompson and French
[1:01:25] Speaker 2: di Roma». Pronunciando questi due ultimi nomi, Montecristo guardò con
[1:01:30] Speaker 2: la coda dell'occhio Massimiliano Morrel. Se lo straniero aveva calcolato
[1:01:34] Speaker 2: di produrre dell'effetto sopra Massimiliano Morrel, non si era ingannato.
[1:01:39] Speaker 2: Massimiliano si commosse, come se avesse ricevuto una scossa elettrica.«
[1:01:45] Speaker 2: Thomson & French», disse egli,« conoscete questa casa, signore?»« Sono
[1:01:50] Speaker 2: i miei banchieri nella capitale del mondo cristiano», rispose tranquillamente
[1:01:53] Speaker 2: il conte.« Posso esservi giovevole con essi?»« Ah, signore!» Voi
[1:01:58] Speaker 2: potreste aiutarmi, forse, in certe ricerche, che fino ad oggi
[1:02:01] Speaker 2: sono state infruttuose. In altro tempo questa casa ha reso
[1:02:04] Speaker 2: un grandissimo servigio alla nostra, e non so perché, essa
[1:02:08] Speaker 2: ha sempre negato di avercelo reso. Sono ai vostri comandi,
[1:02:12] Speaker 2: rispose Montecristo inchinandosi. Ma noi, disse Morsef, ci siamo allontanati
[1:02:18] Speaker 2: in modo particolare ed a proposito di Danglar dall'argomento della conversazione.
[1:02:23] Speaker 2: Si trattava di ritrovare una casa conveniente al conte di Montecristo. Andiamo, signori,
[1:02:28] Speaker 2: orizzontiamoci per averne un'idea. Ove alloggeremo questo nuovo ospite del
[1:02:32] Speaker 2: Gran Parigi? Nel sobborgo Saint- Germain, disse Chateaureneau. Là il signore
[1:02:38] Speaker 2: ritroverà una graziosa abitazione posta fra il cortile e il giardino. Bah, Chateaureneau,
[1:02:45] Speaker 2: disse Debré, voi non conoscete che il vostro tristo ed
[1:02:48] Speaker 2: ammuffito sobborgo Saint- Germain. Non lo ascoltate, signor Conte? Alloggiate Chaussee d'Anton,
[1:02:53] Speaker 2: è il vero centro di Parigi.« Baluardo dell'opera», disse Beauchamp.«
[1:02:58] Speaker 2: Al primo piano, una casa con ringhiera. Il signor Conte
[1:03:01] Speaker 2: vi farà portare dei cuscini di broccato d'argento e vedrà,
[1:03:04] Speaker 2: fumando la sua pipa turca o inghiottendo le sue pillole,
[1:03:08] Speaker 2: tutta la capitale sfilare sotto i suoi occhi».« E voi, voi»,
[1:03:13] Speaker 2: disse Chateaurenot.« Voi, signor Morrel, non avete alcuna idea? Nulla proponete?»« Anzi»,
[1:03:20] Speaker 2: disse il giovane militare,« al contrario, ne ho una, ma
[1:03:24] Speaker 2: aspettava che il signore si fosse lasciato tentare da qualcuna
[1:03:27] Speaker 2: delle brillanti proposizioni che gli sono state fatte. Ora, non
[1:03:30] Speaker 2: avendo egli risposto, credo potergli offrire un appartamento in una
[1:03:34] Speaker 2: casa piccola, ma graziosa, tutta alla Pompadour, che mia sorella
[1:03:38] Speaker 2: ha preso in affitto da circa un anno nella strada Mesley.«
[1:03:42] Speaker 2: Voi avete una sorella?» domandò Montecristo.« Sì, signore, ed una
[1:03:47] Speaker 2: eccellente sorella».« Maritata?»« Ben presto saranno nove anni».« E felice?»
[1:03:53] Speaker 2: domandò di nuovo il conte.« Tanto felice quanto è permesso
[1:03:57] Speaker 2: d'esserlo a creatura umana», rispose Massimiliano.« Ella sposò l'uomo che amava,
[1:04:02] Speaker 2: quello che ci rimase fedele nella nostra avversa fortuna, Manuel Herboux».
[1:04:08] Speaker 2: Montecristo sorrisse impercettibilmente.« Io abito là durante il mio semestre»,
[1:04:13] Speaker 2: continuò Massimiliano.« E diunita a mio cognato Emmanuel, noi saremo
[1:04:18] Speaker 2: a disposizione del signor conte per tutte quelle informazioni che
[1:04:21] Speaker 2: potesse desiderare».« Un momento», gridò Alberto, prima che Montecristo avesse
[1:04:27] Speaker 2: avuto il tempo di rispondere.« Ponete mente a ciò che fate.
[1:04:31] Speaker 2: Volete rinchiudere un viaggiatore, come Simbad il Marinaro, nella vita
[1:04:34] Speaker 2: di famiglia. Un uomo che è venuto a vedere Parigi,
[1:04:37] Speaker 2: volete farlo diventare un patriarca?»« Oh no», rispose Morel sorridendo.«
[1:04:43] Speaker 2: Mia sorella ha venticinque anni, mio cognato trenta. Sono giovani,
[1:04:47] Speaker 2: allegri e felici». D'altra parte il signor Conte avrà il
[1:04:50] Speaker 2: proprio appartamento e non incontrerà gli ospiti che quando gli
[1:04:53] Speaker 2: piacerà discendere da loro».« Grazie, signore, grazie», disse Montecristo.« Mi
[1:05:00] Speaker 2: contenterò di essere da voi presentato a vostra sorella e
[1:05:02] Speaker 2: a vostro cognato, se volete farmi questo onore. Ma non
[1:05:06] Speaker 2: posso accettare le offerte di nessuno di questi signori, atteso
[1:05:09] Speaker 2: che ho già la mia abitazione preparata».« Come?» gridò Morsef.«
[1:05:15] Speaker 2: Voi andate a smontare ad una locanda?»« Sarebbe troppo disdicevole
[1:05:18] Speaker 2: per voi.»« Ma stava io forse tanto male a Roma?»
[1:05:22] Speaker 2: domandò Montecristo.« Per bacco, a Roma?» disse Morsef.« Avevate speso
[1:05:28] Speaker 2: cinquantamila scudi per farvi ammobiliare un appartamento, e presumo che
[1:05:31] Speaker 2: non sarete tutti i giorni disposto ad una simile spesa.»«
[1:05:35] Speaker 2: Non è ciò che mi ha trattenuto», rispose Montecristo.« Avevo
[1:05:39] Speaker 2: stabilito di avere una casa a Parigi, intendo una casa mia.»
[1:05:43] Speaker 2: ho mandato avanti il mio cameriere, e a quest'ora deve
[1:05:46] Speaker 2: già averla comprata e fatta a mobiliare».« Ma diteci dunque
[1:05:50] Speaker 2: che avete un cameriere che conosce Parigi», gridò Beauchamp.« È
[1:05:55] Speaker 2: la prima volta, signore, che egli, come me, viene in Francia,
[1:05:58] Speaker 2: e moro e non parla», disse Montecristo.« Allora è Ali?»,
[1:06:04] Speaker 2: domandò Alberto, in mezzo alla sorpresa generale.« Sì, è Ali,
[1:06:08] Speaker 2: egli stesso, il mio Nubiese, il mio Moro, che voi, credo,
[1:06:12] Speaker 2: avete veduto a Roma».« Sì, certamente», rispose Morsef.« Me lo
[1:06:17] Speaker 2: ricordo benissimo».« Ma come mai avete voi incaricato uno della
[1:06:21] Speaker 2: Nubia di comprarvi una casa a Parigi e un muto
[1:06:23] Speaker 2: di farvela ammobiliare? Il povero disgraziato avrà fatto tutte le
[1:06:27] Speaker 2: cose di traverso».« Desingannatevi, signore. Anzi, sono certo che avrà
[1:06:32] Speaker 2: scelto ogni cosa a seconda del mio gusto, poiché voi
[1:06:35] Speaker 2: sapete che il mio gusto non è quello di tutti.
[1:06:38] Speaker 2: È giunto or sono otto giorni, Avrà percorsa tutta la
[1:06:41] Speaker 2: città con quell'istinto naturale che userebbe un bravo cane da
[1:06:44] Speaker 2: caccia che andasse cacciando da sé solo. Egli conosce i
[1:06:48] Speaker 2: miei capricci, le mie fantasie, i miei bisogni. Avrà ordinato
[1:06:52] Speaker 2: tutto a modo mio. Sapeva che sarei arrivato qui alle dieci.
[1:06:56] Speaker 2: Fin dalle nove mi aspettava alla barriera di Fontainebleau. Mi
[1:06:59] Speaker 2: ha consegnato questo biglietto, che è il mio nuovo indirizzo.
[1:07:02] Speaker 2: Prendete e leggete. Campi Elisi numero 30. Lesse Morcef. Ah, è
[1:07:08] Speaker 2: veramente originale. non poteva far di meno di dire Bouchon.«
[1:07:13] Speaker 2: E' grandemente principesca», aggiunse Chateauneuf.« Come, voi non conoscete la
[1:07:18] Speaker 2: vostra casa?» domandò Debré.« No», disse Montecristo.« Mi dissi già
[1:07:23] Speaker 2: che non voleva tardare al convegno. Feci la mia toletta
[1:07:26] Speaker 2: in carrozza e sono venuto a discendere alla porta del Visconte».
[1:07:30] Speaker 2: I giovani si guardarono l'un l'altro. Essi non sapevano se
[1:07:33] Speaker 2: Montecristo avesse voluto rappresentare una commedia. Ma tutto ciò che
[1:07:37] Speaker 2: usciva dalla bocca di quest'uomo aveva, nonostante la sua originalità,
[1:07:42] Speaker 2: una tale impronta di semplicità che non poteva si supporre
[1:07:45] Speaker 2: che egli avesse dovuto mentire. D'altra parte, perché avrebbe egli mentito?«
[1:07:52] Speaker 2: Bisognerà dunque contentarsi di rendere al signor Conte, disse Beauchamp,
[1:07:57] Speaker 2: tutti quei piccoli servigi che saranno in nostro potere. Io,
[1:08:00] Speaker 2: nella mia qualità di giornalista, li apro tutti i teatri
[1:08:03] Speaker 2: di Parigi».« Grazie, signore», disse sorridendo Montecristo.« Il mio intendente
[1:08:09] Speaker 2: ha di già ricevuto l'ordine di prendere in fitto un
[1:08:11] Speaker 2: palco in ciascuno di essi.»« E il vostro intendente è
[1:08:15] Speaker 2: pure uno della nubia, un muto?» domandò Debré.« No, signore,
[1:08:20] Speaker 2: egli è semplicemente un vostro compatriota, seppure un corso e
[1:08:23] Speaker 2: compatriota di qualcuno. Ma voi lo conoscete, signor de Morcef?
[1:08:28] Speaker 2: Sarebbe egli per caso quel bravo bertuccio, che è così
[1:08:31] Speaker 2: esperto a prendere in fitto le finestre?»« Precisamente, E voi
[1:08:35] Speaker 2: lo avete veduto da me, quel giorno che ebbi l'onore
[1:08:37] Speaker 2: di avervi a colazione con me. È un bravissimo uomo,
[1:08:41] Speaker 2: che è stato un po' soldato, un po' contrabbandiere, un
[1:08:43] Speaker 2: po' infine di tutto ciò che si può essere. Non
[1:08:46] Speaker 2: giurerei neppure che non abbia avuto qualche intrigo con la polizia.
[1:08:50] Speaker 2: Per una miseria, qualche cosa di consimile ad un colpo
[1:08:52] Speaker 2: di coltello. E avete scelto questo onesto cittadino del mondo
[1:08:56] Speaker 2: per vostro intendente, signor Conte?» disse Debré.« E quanto vi
[1:09:00] Speaker 2: ruba ogni anno?»« Ebbene, parola d'onore.» disse il conte.« Niente
[1:09:06] Speaker 2: più di un altro, ne sono sicuro. Ma mi conviene,
[1:09:09] Speaker 2: non conosce l'impossibilità, ed io lo tengo».« Allora», disse Chateaurenot,«
[1:09:15] Speaker 2: eccovi con una casa montata. Voi avete un'abitazione ai Campi Elissi, domestico, intendente.
[1:09:21] Speaker 2: Non vi manca più che una moglie». Alberto sorrise. Pensava
[1:09:25] Speaker 2: alla bella greca veduta nel palco del conte al Teatro
[1:09:27] Speaker 2: Valle e al Teatro Argentina. Da lungo tempo erano passati
[1:09:32] Speaker 2: alle frutta e ai sigari.« Mio caro», disse Debré alzandosi,«
[1:09:37] Speaker 2: sono le due e mezzo. Il vostro convito è grazioso,
[1:09:40] Speaker 2: ma non vi è buona compagnia che non si sia
[1:09:42] Speaker 2: obbligati di lasciare. E qualche volta ancora, per una cattiva.
[1:09:46] Speaker 2: Bisogna che ritorni al ministero. Parlerò del conte al ministero.
[1:09:50] Speaker 2: E bisognerà bene che sappiamo chi sia».« Astenetevene», disse Morsef.«
[1:09:56] Speaker 2: I più maligni vi hanno rinunciato».« Bah, noi abbiamo tre
[1:09:59] Speaker 2: milioni per la nostra polizia. È vero che sono quasi
[1:10:02] Speaker 2: sempre spesi prima, ma non importa, resterà ben sempre un
[1:10:06] Speaker 2: cinquantamila franchi da impiegarsi in questo.»« E quando saprete chi è,
[1:10:10] Speaker 2: me lo direte?»« Ve lo prometto. Arrivederci, Alberto. Signori, servo umilissimo.»
[1:10:16] Speaker 2: Ed uscendo, Debray gridò ad alta voce.« Fate avanzare!»« Buono»,
[1:10:21] Speaker 2: disse Beauchamp ad Alberto.« Io non andrò alla camera, ma
[1:10:25] Speaker 2: avrò da offrire ai miei lettori molto di meglio che
[1:10:27] Speaker 2: un discorso del signor Danglar.»« Di grazia, Beauchamp», disse Moussef.«
[1:10:33] Speaker 2: Nepure una parola, ve ne supplico. Non mi togliete il
[1:10:35] Speaker 2: merito di presentarlo e di spiegarlo. N'è vero che egli
[1:10:39] Speaker 2: è curioso?»« Anche molto meglio che ciò», rispose Chateaurenot.« Egli
[1:10:43] Speaker 2: è veramente uno di quegli uomini più straordinari che abbia
[1:10:46] Speaker 2: mai veduto in vita mia. Venite, Morrel?»« Solo il tempo
[1:10:50] Speaker 2: di dare il mio biglietto al signor Conte.» che vorrà
[1:10:53] Speaker 2: promettermi di venire a farci una visita. Stradamesley, numero 14».« State
[1:10:58] Speaker 2: sicuro che non mancherò, signore», disse inchinandosi il conte. E
[1:11:02] Speaker 2: Massimiliano Morrel uscì col barone di Chateauneuf, lasciando Monte Cristo
[1:11:06] Speaker 2: solo con Morsef.

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