# Capitolo 77

An episode of [Il conte di Montecristo - AUDIOLIBRO](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896945380), 30 Aug 2026, 40 min.

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[0:01] Speaker 2: Capitolo 77. Ci scrivono da Giannina. Franz era uscito dalla
[0:08] Speaker 2: camera di Noirtier così tremante e così fuori di sé
[0:11] Speaker 2: che Valentina stessa aveva avuto pietà di lui. Vilfort, che
[0:15] Speaker 2: non aveva articolato che poche parole senza ordine e che
[0:19] Speaker 2: era fuggito nel suo gabinetto, ricevette, due ore dopo, la
[0:22] Speaker 2: seguente lettera. Dopo ciò che è stato rivelato questa mattina,
[0:27] Speaker 2: il signor Noirtier de Villefort non potrà supporre che un'alleanza
[0:31] Speaker 2: sia possibile fra la sua famiglia e quella del signor
[0:34] Speaker 2: Franz de Pinay, il quale ha orrore nel pensare che
[0:38] Speaker 2: il signor de Villefort, che sembrava conoscesse gli avvenimenti raccontati
[0:41] Speaker 2: questa mattina, non lo abbia prevenuto in questo pensiero. Chiunque
[0:46] Speaker 2: avesse veduto in questo momento il magistrato, curvato sotto il colpo,
[0:51] Speaker 2: non avrebbe creduto che egli l'avesse preveduto. Di fatto non
[0:55] Speaker 2: avrebbe pensato che suo padre avesse spinto la sua franchezza,
[0:58] Speaker 2: o piuttosto la sua rozzezza, fino a raccontare una simile storia.
[1:03] Speaker 2: È vero che il signor Noirtier, sdegnoso dell'opinione di suo figlio,
[1:07] Speaker 2: non si era occupato di schiarire i fatti agli occhi
[1:09] Speaker 2: di Villefort, e che questi aveva sempre creduto che il
[1:13] Speaker 2: generale Quesnel, o barone d'Epinay, secondo che si vorrà chiamare,
[1:17] Speaker 2: o col nome che si era fatto, o con quello
[1:19] Speaker 2: che gli era stato fatto, fosse morto assassinato, e non
[1:23] Speaker 2: ucciso lealmente in duello. Questa lettera così aspra, da un
[1:27] Speaker 2: giovine fino ad allora tanto rispettoso, era mortale per l'orgoglio
[1:32] Speaker 2: di un uomo come Villefort. Appena fu nel suo gabinetto,
[1:35] Speaker 2: entrò sua moglie. L'uscita di Franz, chiamato da Noirtier, aveva
[1:40] Speaker 2: così fattamente meravigliato tutti, che la posizione della signora de Villefort,
[1:45] Speaker 2: rimasta sola col notaro e i testimoni, divenne di momento
[1:48] Speaker 2: in momento più impacciante. Allora ella aveva preso la sua
[1:52] Speaker 2: risoluzione ed era uscita annunciando che andava a raccogliere le notizie.
[1:58] Speaker 2: Il signor de Villefort si contentò di dirle che in
[2:01] Speaker 2: seguito ad alcune spiegazioni tra lui, il signor Noirtier e
[2:04] Speaker 2: il signor Franz de Pinay, il matrimonio di Valentina con
[2:08] Speaker 2: Franz era rotto. Era difficile a riportare questa ambasciata a
[2:12] Speaker 2: coloro che aspettavano. Così la signora de Villefort, rientrando, si
[2:17] Speaker 2: limitò a dire che il signor Noirtier, avendo avuto nel
[2:20] Speaker 2: principio della conferenza una specie di attacco di apoplessia, il
[2:24] Speaker 2: contratto era naturalmente differito a qualche giorno. Questa notizia, per
[2:30] Speaker 2: quanto fosse falsa, giungeva tanto singolarmente, al seguito delle altre
[2:34] Speaker 2: due disgrazie dello stesso genere, che gli uditori si guardarono
[2:38] Speaker 2: meravigliati e si ritirarono senza dir parola. In questo mentre, Valentina,
[2:44] Speaker 2: felice e a un tempo spaventata, Dopo aver abbracciato e
[2:48] Speaker 2: ringraziato il debole vecchio, che aveva in tal modo rotto
[2:51] Speaker 2: una catena che ella riguardava già come indissolubile, aveva domandato
[2:55] Speaker 2: di ritirarsi nelle sue camere per rimettersi, e Noirtier le
[2:59] Speaker 2: aveva accordato il permesso che sollecitava. Ma invece di risalire
[3:04] Speaker 2: da lei, Valentina, una volta uscita, prese il corridoio, e
[3:08] Speaker 2: uscendo dalla piccola porta si slanciò nel giardino. In mezzo
[3:12] Speaker 2: a tutti gli avvenimenti che venivano ad accatastarsi gli uni
[3:15] Speaker 2: sugli altri, un sordo terrore le aveva costantemente compresso il cuore.
[3:20] Speaker 2: Ella si aspettava, da un momento all'altro, di vedersi comparire Morrel,
[3:24] Speaker 2: pallido e minaccioso, come il laird di Ravenswood al contratto
[3:28] Speaker 2: di Lucia di Lambermoor. Di fatto era tempo che andasse
[3:32] Speaker 2: al cancello. Massimiliano, che aveva sospettato quel che sarebbe accaduto,
[3:38] Speaker 2: quando vide Franz lasciare il cimitero in compagnia del signor
[3:41] Speaker 2: de Villefort, lo aveva seguito. Poi, dopo averlo veduto entrare,
[3:46] Speaker 2: Lo aveva pur anche veduto uscire e rientrare nuovamente in
[3:49] Speaker 2: compagnia di Alberto e Chateaurenot. Per lui non vi era
[3:53] Speaker 2: dunque più alcun dubbio. Allora si era gettato nel recinto,
[3:57] Speaker 2: pronto a qualunque avvenimento, ben certo che al primo momento
[4:00] Speaker 2: di libertà che potrebbe afferrare, Valentina sarebbe corsa da lui.
[4:05] Speaker 2: Egli non si era ingannato. Il suo occhio attaccato alle
[4:08] Speaker 2: assi vide infatti comparire la giovinetta, che senza prendere le
[4:12] Speaker 2: usate cautele, correva al cancello. Al primo colpo d'occhio che
[4:16] Speaker 2: gettò su di essa, Massimiliano si fece tranquillo. Alla prima
[4:20] Speaker 2: parola che pronunciò, balzò di gioia.« Salvi!» disse Valentina.« Salvi!»
[4:27] Speaker 2: ripete Morrel, non potendo credere a tanta felicità.« Ma da chi?»«
[4:32] Speaker 2: Da mio nonno! Oh, amatelo molto, Morrel!» Questi giurò d'amare
[4:37] Speaker 2: il vecchio con tutta l'anima sua.« Ma com'è accaduto?» domandò Morrel.«
[4:43] Speaker 2: Quale strano mezzo egli ha impiegato?» Valentina aprì la bocca
[4:47] Speaker 2: per raccontare tutto, ma pensò che in fondo a tutto
[4:50] Speaker 2: ciò vi era un segreto terribile che non apparteneva soltanto
[4:53] Speaker 2: a suo nonno.« Più tardi», disse ella,« vi racconterò tutto.
[4:59] Speaker 2: Ma quando? Quando sarò vostra moglie?» Questo era un mettere
[5:05] Speaker 2: la conversazione su un campo che rendeva facile a Morel
[5:08] Speaker 2: l'intendere tutto. Egli, per tal modo, capì ancora che doveva
[5:12] Speaker 2: contentarsi di ciò che sapeva. e che ciò era abbastanza
[5:16] Speaker 2: per quel giorno. Però non la consentì a ritirarsi, che
[5:19] Speaker 2: sulla promessa che Valentina sarebbe ritornata la dimane a sera.
[5:23] Speaker 2: Ella promise ciò che volle Morrel. Tutto era cambiato ai
[5:27] Speaker 2: loro occhi, e certo ora era men difficile a Valentina
[5:31] Speaker 2: il credere che avrebbe potuto maritarsi con Morrel, di quel
[5:34] Speaker 2: che un'ora prima non avrebbe sposato il signor Franz. In
[5:40] Speaker 2: questo tempo la signora de Villefort era salita dal signor Noirtier.
[5:44] Speaker 2: il quale la guardò con quell'occhio cupo e severo con
[5:47] Speaker 2: cui era a suo effatto a riceverla.« Signore», gli disse ella,«
[5:52] Speaker 2: non ho bisogno di dirvi che il matrimonio di Valentina
[5:54] Speaker 2: è rotto, poiché qui si operò questa rottura». Noirtier rimase impassibile.«
[6:00] Speaker 2: Ma ciò che voi non sapete, signore, è che io
[6:03] Speaker 2: sono stata sempre contraria a questo matrimonio e che si
[6:06] Speaker 2: faceva a mio malgrado». Noirtier guardò sua nuora come uno
[6:10] Speaker 2: che aspetti una spiegazione. Ora, poiché questo matrimonio, per quale
[6:15] Speaker 2: conoscevo la vostra ripugnanza, è rotto, vengo a farvi una
[6:19] Speaker 2: rimostranza che non possono farvi né il signor Dufour né Valentina».
[6:27] Speaker 2: Gli occhi di Noirtier chiesero quale fosse questa rimostranza.« Vengo
[6:31] Speaker 2: per pregarvi, signore, come la sola che ne ha il diritto,
[6:35] Speaker 2: perché sono la sola a cui nulla frutterà. Vengo a
[6:38] Speaker 2: pregarvi di rendere, non dirò i vostri favori, ella li
[6:41] Speaker 2: ha sempre goduti». ma la vostra fortuna a vostra nipote».
[6:46] Speaker 2: Gli occhi di Noirtier rimassero un momento incerti. Essi cercavano
[6:50] Speaker 2: evidentemente i motivi di questa rimostranza e non li potevano ritrovare.«
[6:55] Speaker 2: Posso sperare, signore», disse la signora de Villefort,« che le
[6:59] Speaker 2: vostre intenzioni siano in armonia con la preghiera che vi faccio?»« Sì»,
[7:04] Speaker 2: fece Noirtier.« In questo caso mi ritiro, riconoscente ad un
[7:09] Speaker 2: tempo e felice». e salutando il signor de Noirtier, si ritirò. Infatto,
[7:15] Speaker 2: il giorno dopo Noirtier fece venire il notaro. Fu stracciato
[7:19] Speaker 2: il primo testamento, ne fu fatto un secondo, nel quale
[7:22] Speaker 2: lasciava tutta la sua fortuna a Valentina, sotto la condizione
[7:26] Speaker 2: che non si fosse separata da lui. Alcune persone allora
[7:30] Speaker 2: calcolarono per il mondo che madame Gela de Villefort, ereditiera
[7:34] Speaker 2: del marchese e della marchesa di Saint- Méron, e rientrata nella
[7:37] Speaker 2: grazia di suo nonno, avrebbe un giorno potuto godere di
[7:40] Speaker 2: una rendita di 300.000 franchi annui. Mentre che si rompeva
[7:45] Speaker 2: questo matrimonio presso i Bilfor, il conte de Morcef aveva
[7:49] Speaker 2: ricevuto la visita di Monte Cristo, e per far vedere
[7:52] Speaker 2: la sua premura ad Anglard indossò la grande uniforme di
[7:55] Speaker 2: luogotenente generale, cui aveva fatto ornare di tutte le decorazioni,
[7:59] Speaker 2: ed ordinò i suoi migliori cavalli. Morsef, così abbigliato, si
[8:04] Speaker 2: fece condurre alla strada della Chaussée d'Anton e si fece
[8:07] Speaker 2: annunciare a Danglar che stava facendo il bilancio della fine
[8:10] Speaker 2: del mese. Da qualche tempo non era quello il momento
[8:15] Speaker 2: da scegliersi per ritrovare il banchiere di buon umore. Così,
[8:20] Speaker 2: all'aspetto del suo antico amico, Danglar prese un'aria maestosa e
[8:24] Speaker 2: si stabilì nel suo seggio. Morsef, ordinariamente così serio, aveva
[8:30] Speaker 2: assunto un'aria ridente e affabile. In conseguenza, quasi sicuro d'essere
[8:35] Speaker 2: ben accolto fino dalle sue prime parole, non fece punto
[8:39] Speaker 2: il diplomatico e andò direttamente e di un sol tratto
[8:42] Speaker 2: alla meta.« Barone?» disse egli.« Eccomi. Da lungo tempo ci
[8:47] Speaker 2: agiriamo attorno alle parole d'altra volta». Morsef si aspettava, a
[8:51] Speaker 2: questi detti, di vedere rasserenata la figura del banchiere. il
[8:55] Speaker 2: cui sussiego egli attribuiva al proprio silenzio. Ma, al contrario,
[9:00] Speaker 2: questa figura divenne, cosa che pareva quasi impossibile, più impassibile
[9:04] Speaker 2: e più fredda ancora. Ecco perché Morsef si era fermato
[9:09] Speaker 2: a metà della frase. Quali parole, signor Conte? domandò il banchiere,
[9:16] Speaker 2: come se cercasse in vano nel suo spirito la spiegazione
[9:19] Speaker 2: di ciò che voleva dire il generale. Oh, disse il Conte,
[9:23] Speaker 2: Voi siete amante della formalità, e mi rammentate che il
[9:26] Speaker 2: cerimoniale deve eseguirsi secondo tutti i riti. Benissimo, in fede mia, perdonatemi,
[9:32] Speaker 2: ma siccome non ho che un sol figlio, e questa
[9:35] Speaker 2: è la prima volta, sono ancora novizio. Andiamo, io mi adatto».
[9:40] Speaker 2: E Morsef, con un sorriso sforzato, si alzò, fece una
[9:43] Speaker 2: profonda riverenza a Danglar e gli disse« Signor Barone, ho
[9:48] Speaker 2: l'onore di domandarvi la mano di Madame Gella Eugenia Danglar,
[9:51] Speaker 2: vostra figlia». Per mio figlio, il Visconte Alberto de Morcef.
[9:58] Speaker 2: Madame Glare, invece di accogliere queste parole, con quel fervore
[10:01] Speaker 2: che Morsef si aspettava da lui, aggrottò il sopracciglio e,
[10:05] Speaker 2: senza invitare il conte, che era rimasto in piedi, a
[10:08] Speaker 2: sedersi di nuovo.« Signor conte», disse egli,« prima di potervi
[10:13] Speaker 2: rispondere avrò bisogno di riflettervi».« Di riflettervi», disse Morsef. di
[10:20] Speaker 2: più in più meravigliato. Non avete avuto dunque il tempo
[10:23] Speaker 2: di riflettervi da otto anni circa che parliamo di questo matrimonio?»«
[10:27] Speaker 2: Signor Conte, tutti i giorni accadono cose per le quali
[10:30] Speaker 2: le riflessioni che si credevano fatte sono da rifarsi.»« E come?
[10:36] Speaker 2: Non vi comprendo più, barone.»« Voglio dire che, da quindici giorni,
[10:41] Speaker 2: nuove congiunture...»« Permettetemi, disse Morsef, non è già questa una
[10:46] Speaker 2: commedia che rappresentiamo?» Ed in qual modo una commedia? Sì,
[10:50] Speaker 2: spieghiamoci categoricamente. Non chiedo di meglio. Avete veduto il conte
[10:55] Speaker 2: di Montecristo? Lo vedo spessissimo, disse d'Anglard. È uno dei
[11:00] Speaker 2: miei amici. Ebbene, una delle ultime volte che lo avete veduto,
[11:04] Speaker 2: gli avete detto che io sembravo smemorato, irresoluto sul conto
[11:08] Speaker 2: di questo matrimonio. È vero? Ebbene, eccomi. Non sono né
[11:13] Speaker 2: irresoluto né smemorato, lo vedete, poiché vengo a reclamare che
[11:16] Speaker 2: manteniate la vostra parola. Danglar non rispose.« Avete voi così
[11:23] Speaker 2: presto cambiato d'avviso?» soggiunse Borsef.« O non avete provocato la
[11:27] Speaker 2: mia domanda che per darvi il piacere di umiliarmi?» Danglar
[11:32] Speaker 2: capì che se egli continuava la conversazione sul tono con
[11:35] Speaker 2: quale l'aveva iniziata, la cosa poteva voltarsi male per lui.«
[11:40] Speaker 2: Signor Conte, dovete essere a buon diritto meravigliato della mia riserva,
[11:44] Speaker 2: lo capisco, così, credetemi, sono il primo ad affliggermene». Credetemi
[11:48] Speaker 2: bene che ella mi è imposta da imperiose congiunture. Queste
[11:53] Speaker 2: sono parole in aria, e forse potrebbero soddisfare il primo arrivato.
[11:57] Speaker 2: Ma il conte di Morsef non è un primo arrivato,
[12:00] Speaker 2: e quando un uomo come lui viene a ritrovare un
[12:02] Speaker 2: altro uomo e gli ricorda la parola data e questi
[12:05] Speaker 2: manca alla sua parola, ha il diritto di esigere sul
[12:08] Speaker 2: momento che almeno gli venga adotta una buona ragione. Danglar
[12:12] Speaker 2: era vile, ma non voleva comparirlo. Fu punto dal tono
[12:16] Speaker 2: che aveva preso Morsef. Non è certo una buona ragione
[12:20] Speaker 2: quella che mi manca. Che pretendete a dire? Che ho
[12:25] Speaker 2: la buona ragione, ma che è difficile a darsi. Capite frattanto,
[12:30] Speaker 2: disse Morsef, che io non posso appagarmi delle vostre reticenze,
[12:34] Speaker 2: ed una cosa in ogni modo mi sembra chiara, ed
[12:37] Speaker 2: è che voi rifiutate la mia alleanza. No, signore, sospendo
[12:42] Speaker 2: la mia risoluzione, ecco tutto. Ma non avrete però la pretensione, credo,
[12:47] Speaker 2: che mi abbia sottoscrivere i vostri capricci, al punto d'aspettare
[12:50] Speaker 2: tranquillamente e umilmente il ritorno del vostro favore. Allora, signor conte,
[12:58] Speaker 2: se non potete aspettare, consideriamo i nostri disegni come non fatti».
[13:04] Speaker 2: Il conte si morse le labbra fino al sangue per
[13:06] Speaker 2: non irrompere, come lo avrebbe portato a fare la sua
[13:09] Speaker 2: indole superba ed irritabile. però, conoscendo che in simile congiuntura
[13:13] Speaker 2: il ridicolo sarebbe caduto dalla parte di lui, aveva già
[13:17] Speaker 2: cominciato ad accostarsi alla porta del salotto, allorché, pentendosi, ritornò indietro.
[13:23] Speaker 2: Una fosca nube era passata sulla sua fronte, lasciandovi invece
[13:27] Speaker 2: di offeso orgoglio una vaga inquietezza.« Vediamo», dissegli.« Caro Danglar,
[13:33] Speaker 2: noi ci conosciamo da molti anni e per conseguenza dobbiamo
[13:37] Speaker 2: averci dei riguardi l'un per l'altro». Voi mi dovete una spiegazione,
[13:42] Speaker 2: ed è che almeno io sappia quale disgraziato avvenimento mio
[13:45] Speaker 2: figlio debba la perdita delle vostre buone intenzioni a suo vantaggio.
[13:51] Speaker 2: Non è un affare personale al visconte, ecco tutto ciò
[13:54] Speaker 2: che posso dirvi, rispose Danglar, che ritornava impertinente, vedendo Morsef addolcirsi.
[14:02] Speaker 2: Ed a chi dunque è personale? domandò con voce alterata
[14:05] Speaker 2: a Morsef, la cui fronte si coprì di pallore. Danglar,
[14:10] Speaker 2: al quale non sfuggiva veruno di questi sintomi, fissò su
[14:13] Speaker 2: di lui uno sguardo più sicuro di quello che non
[14:16] Speaker 2: era solito fare.« Ringraziatemi, se non mi spiego maggiormente», dissegli.
[14:23] Speaker 2: Un tremito nervoso, che senza dubbio veniva dalla collera trattenuta,
[14:27] Speaker 2: agitava Morsef.« Ho il diritto», rispose questi, facendo un violento
[14:32] Speaker 2: sforzo su se stesso,« di esigere che vi spieghiate». E
[14:36] Speaker 2: dunque è contro la signora de Morcef che avete qualche cosa?
[14:39] Speaker 2: È la mia fortuna che non è sufficiente? Sono forse
[14:42] Speaker 2: le mie opinioni, che essendo contrarie alle vostre?»« Niente di
[14:46] Speaker 2: tutte queste, signore», disse Danglar.« Sarei imperdonabile, perché mi sono
[14:51] Speaker 2: impegnato conoscendo tutto ciò. No, non cercate più. Sono mortificato
[14:56] Speaker 2: di costringervi a fare questo esame di coscienza. Fermiamoci qui, credetemi.
[15:01] Speaker 2: Prendiamo un termine medio di dilazione, che non sia né
[15:03] Speaker 2: una rottura né un impegno. Niente ne sollecita, mio Dio.
[15:08] Speaker 2: Mia figlia ha diciassette anni e vostro figlio ventuno. Nella
[15:12] Speaker 2: nostra fermata il tempo passerà. Condurrà gli avvenimenti. Le cose
[15:16] Speaker 2: che sembrano oscure oggi possono divenire chiare domani. Qualche volta
[15:20] Speaker 2: con una parola in un giorno cadono le più crudeli calunnie. Calunnie, diceste, signore?
[15:27] Speaker 2: gridò Morsef, diventando livido. Sono forse calugnato? Signor Conte, vi
[15:33] Speaker 2: dico di non spiegarci di più. mi ha bisognerà soffrir
[15:37] Speaker 2: tranquillamente questo rifiuto? Penoso soprattutto per me, perché io contava
[15:42] Speaker 2: sull'onore della nostra alleanza ed un matrimonio andato a monte
[15:46] Speaker 2: fa sempre più torto alla fidanzata che al fidanzato».« Sta bene, signore,
[15:52] Speaker 2: non ne parliamo più», disse Morsef. Estrofinando i guanti per
[15:57] Speaker 2: la rabbia, uscì dall'appartamento. Danglar notò che neppure una sola
[16:01] Speaker 2: volta Morsef aveva osato di domandare se il matrimonio andava
[16:05] Speaker 2: a monte per causa sua. La sera egli ebbe una
[16:09] Speaker 2: lunga conferenza con molti amici, e il signor Cavalcanti, che
[16:13] Speaker 2: si era costantemente fermato nel salotto delle signore, uscì l'ultimo
[16:17] Speaker 2: dalla casa del banchiere. La dimane, svegliandosi, Danglar domandò i giornali,
[16:22] Speaker 2: che gli furono tosto portati. Egli ne scartò tre o
[16:25] Speaker 2: quattro e prese l'imparziale, quello di cui Beauchamp era il redattore.
[16:30] Speaker 2: Ruppe rapidamente le fascette, l'aprì con una precipitazione nervosa, passò
[16:35] Speaker 2: sdegnosamente sul premier Paris e, giunto ai fatti diversi, si
[16:39] Speaker 2: fermò col suo finissimo sorriso sopra un periodo fralineato, che
[16:43] Speaker 2: cominciava con queste parole.« Ci scrivono da Giannina».« Buono», disse
[16:49] Speaker 2: egli dopo averlo letto.« Ecco un piccolo principio d'articolo sul
[16:52] Speaker 2: colonnello Fernando, che, secondo tutte le probabilità, Mi dispenserà dal
[16:56] Speaker 2: dare delle spiegazioni al signor Conte di Morsef». Nello stesso momento,
[17:02] Speaker 2: vale a dire mentre suonavano le nove del mattino, Alberto
[17:05] Speaker 2: de Morsef, vestito di nero, abbottonato metodicamente e col portamento agitato,
[17:11] Speaker 2: si presentò alla casa dei Campielisi.« Il signor Conte è
[17:15] Speaker 2: uscito sarà mezz'ora», disse il portinaio.« Ha egli condotto seco Battistino?»
[17:21] Speaker 2: domandò Morsef.« No, signore». Chiamate Battistino, voglio parlargli. Il portinaro
[17:28] Speaker 2: andò di persona a cercare il cameriere e un momento
[17:31] Speaker 2: dopo ritornò con lui. Vi chiedo scusa, disse Alberto, della
[17:36] Speaker 2: mia indiscretezza, ma ho voluto domandare a voi stesso se
[17:40] Speaker 2: il vostro padrone è realmente uscito. Sì, signore, riprese Battistino.
[17:46] Speaker 2: Anche per me? So quanto il mio padrone è contento
[17:49] Speaker 2: di ricevere il signore e mi guarderei bene di confonderlo
[17:53] Speaker 2: in una misura generale. Tu hai ragione. Perché devo parlargli
[17:58] Speaker 2: di un affare serio? Credi che tarderà a ritornare? No,
[18:02] Speaker 2: perché ha ordinato la colazione per le dieci. Bene, vado
[18:06] Speaker 2: a fare un giro ai campi Elisi. Alle dieci sarò qui.
[18:09] Speaker 2: Se il signor Conte rientra prima di me, ditegli che
[18:12] Speaker 2: lo prego di aspettarmi. Non mancherò, il signore può stare tranquillo.
[18:18] Speaker 2: Alberto lasciò alla porta del Conte il cabriolet di piazza
[18:21] Speaker 2: che aveva preso e andò a passeggiare a piedi. passando
[18:25] Speaker 2: davanti al viale delle vedove, crede a riconoscere i cavalli
[18:28] Speaker 2: del conte, che erano fermi davanti alla porta del tiro
[18:31] Speaker 2: di bersaglio di Gosset. Si avvicinò, e dopo aver riconosciuti
[18:34] Speaker 2: i cavalli, riconobbe il cocchiere.« Il signor conte è al
[18:38] Speaker 2: tiro al bersaglio?» gli domandò Morsef.« Sì, signore», rispose il cocchiere. Infatti,
[18:45] Speaker 2: molti colpi regolari si erano fatti sentire da che Morsef
[18:48] Speaker 2: si era accostato al bersaglio. Egli entrò. Nel primo giardino
[18:53] Speaker 2: stava il servitore.« Perdono», disse egli,« ma il signor Visconte
[18:59] Speaker 2: abbia la bontà di aspettare un momento».« E perché questo, Filippo?»,
[19:04] Speaker 2: domandò Alberto, che essendo uno di quelli che frequentavano spesso
[19:08] Speaker 2: quel luogo, si meravigliava di questo ostacolo che non capiva.«
[19:14] Speaker 2: Perché la persona che si esercita in questo momento ha
[19:16] Speaker 2: preso il bersaglio a sé e non tira mai in
[19:18] Speaker 2: presenza di altri».« Nepure presente voi, Filippo?»« Vedete, signore, sono
[19:25] Speaker 2: alla porta». E chi gli carica le pistole? Il suo domestico.
[19:30] Speaker 2: Un moro? Sì, un nero. E lui? Voi dunque conoscete
[19:35] Speaker 2: questo signore? Vengo a cercarlo, è un mio amico. Oh,
[19:39] Speaker 2: allora è un'altra cosa, entrerò per prevenirlo. E Filippo, spinto
[19:43] Speaker 2: dalla propria curiosità, entrò nella capanna di assi. Un secondo dopo,
[19:48] Speaker 2: Montecristo comparve solo sulla soglia.« Perdono di perseguitarvi fin qui,
[19:53] Speaker 2: mio caro conte», disse Alberto,« ma comincio dal dirvi che
[19:57] Speaker 2: non è colpa della vostra servitù e che io solo
[20:00] Speaker 2: sono l'indiscreto». Mi sono presentato alla vostra abitazione e mi
[20:04] Speaker 2: fu detto che eravate a passeggiare, ma che sareste rientrato
[20:07] Speaker 2: alle dieci per fare colazione. Mi sono messo a passeggiare
[20:10] Speaker 2: io pure per aspettare le dieci, e passeggiando ho riconosciuto
[20:13] Speaker 2: i vostri cavalli e la vostra carrozza. Ciò che mi
[20:18] Speaker 2: dite mi fa sperare che veniate a chiedermi una colazione. No, grazie,
[20:23] Speaker 2: non si tratta di far colazione a quest'ora. Forse la
[20:26] Speaker 2: faremo più tardi, ma in cattiva compagnia per bacco. Che
[20:30] Speaker 2: diavolo mi dite? Mio caro conte, oggi mi batto. Voi?
[20:35] Speaker 2: E per far che? Per battermi per bacco. Sì, capisco bene,
[20:40] Speaker 2: ma a cagione di che? Ci si batte per tante cause,
[20:43] Speaker 2: capite bene. Per causa d'onore. Ah, questo è serio. Tanto
[20:49] Speaker 2: serio che vengo a pregarvi di farmi un favore. Quale?
[20:53] Speaker 2: Quello di essere mio testimonio. Allora ciò diventa grave, non
[20:57] Speaker 2: ne parliamo qui, ritorniamo a casa mia. Ali, dammi l'acqua.
[21:02] Speaker 2: Il conte rovesciò le maniche e passò nel piccolo vestibolo
[21:05] Speaker 2: che precedeva il luogo del bersaglio e dove coloro che
[21:08] Speaker 2: tiravano avevano l'abitudine di lavarsi le mani.« Entrate dunque, signor Visconte,
[21:14] Speaker 2: e vedete una cosa singolare», disse a bassa voce Filippo
[21:18] Speaker 2: ad Alberto. Morsef entrò. Sulla placca del bersaglio, invece di
[21:23] Speaker 2: esservi attaccati i segni, vi erano incollate delle carte da gioco.
[21:28] Speaker 2: In distanza Morsef crede che fosse un gioco intero, vera
[21:31] Speaker 2: dall'asso fino al dieci.« Ah ah!» fece Alberto.« Eravate in
[21:36] Speaker 2: voglia di giocare al picchetto?»« No, ero in voglia di
[21:39] Speaker 2: fare un gioco di carte.»« E in che modo?»« Sono assi,
[21:44] Speaker 2: e due, che voi vedete, e soltanto le mie palle
[21:47] Speaker 2: li hanno convertiti in tre, in quattro, in cinque, in sei,
[21:50] Speaker 2: in nove e dieci.» Alberto si avvicinò. Infatto le palle avevano,
[21:56] Speaker 2: a linee ugualmente distanti e perfettamente esatte, riempiti i segni mancanti.
[22:01] Speaker 2: e forate le carte nel posto dove dovevano essere dipinte».
[22:05] Speaker 2: Andando alla placca, Morsef raccolse diverse rondinelle che avevano avuto
[22:10] Speaker 2: l'imprudenza di passare alla portata delle pistole del conte e
[22:13] Speaker 2: che egli aveva abbattute.« Diavolo!» fece Morsef.« Che volete, caro Visconte?»
[22:20] Speaker 2: disse Montecristo, asciugandosi le mani con biancheria portata ad ali.«
[22:25] Speaker 2: Bisogna bene che io occupi i miei momenti d'ozio, ma venite,
[22:28] Speaker 2: vi aspetto». Entrambi montarono nel coupé di Montecristo, che in
[22:33] Speaker 2: capo a pochi momenti li depose alla porta numero 30.
[22:37] Speaker 2: Montecristo condusse Morsef nel suo gabinetto e gli mostrò una sedia.
[22:42] Speaker 2: Tutti e due si sedettero.« Ora parliamo tranquillamente», disse il conte.«
[22:48] Speaker 2: Vedete che io sono perfettamente tranquillo».« Con chi volete battervi?»«
[22:54] Speaker 2: Con Beauchamp. Uno dei vostri amici. È sempre con amici
[22:58] Speaker 2: che uno si batte. ma vi vuole almeno una ragione.
[23:01] Speaker 2: E ne ho una. E che vi ha fatto? Vi
[23:06] Speaker 2: è nel suo giornale di ieri sera? Ma prendete, leggete.
[23:10] Speaker 2: Alberto stese a Montecristo un giornale dove lesse queste parole.
[23:14] Speaker 2: Ci scrivono da Giannina. Un fatto fin qui ignorato, o
[23:18] Speaker 2: perlomeno inedito, è giunto a nostra conoscenza. Le fortezze che
[23:22] Speaker 2: difendevano la città sono state vendute ai turchi da un
[23:25] Speaker 2: ufficiale francese, nel quale il vizir Alite Belen aveva riposta
[23:29] Speaker 2: tutta la sua confidenza e che si chiamava Fernando.« Ebbene?»
[23:36] Speaker 2: disse Montecristo.« E che cosa vi è che vi urti?
[23:39] Speaker 2: Che importa a voi che i forti di Giannina siano
[23:41] Speaker 2: stati venduti da un ufficiale francese di nome Fernando?»« Mi importa,
[23:47] Speaker 2: perché mio padre, il conte de Morcef, si chiama Fernando
[23:50] Speaker 2: per nome di battesimo.»« E vostro padre serviva a Lipachat?»
[23:56] Speaker 2: Vale a dire che egli combatteva per l'indipendenza della Grecia.
[23:59] Speaker 2: Ecco dov'è la calunnia. A noi, caro Visconte, parliamo ragionevolmente.
[24:06] Speaker 2: Ditemi un po'. Chi diavolo sa in Francia che l'ufficiale
[24:09] Speaker 2: Fernando è lo stesso nome del conte di Morsef? O
[24:12] Speaker 2: chi si occupa a quest'ora di Giannina, che è stata
[24:15] Speaker 2: presa nel 1822 o 23, credo? Ecco precisamente dov'è la perfidia.
[24:22] Speaker 2: Si è lasciato passarvi sopra il tempo. Poi oggi si
[24:25] Speaker 2: ritorna su avvenimenti dimenticati per farne uscire uno scandalo che
[24:28] Speaker 2: può ledere un'alta posizione. Ebbene, erede del nome di mio padre,
[24:33] Speaker 2: non voglio che vi ondeggi neppure un'ombra di sospetto. Invierò
[24:36] Speaker 2: a Beauchamp, il cui giornale ha pubblicato questa nota, due testimoni,
[24:41] Speaker 2: ed egli la ritratterà. Beauchamp nulla ritratterà. Allora ci batteremo. No,
[24:48] Speaker 2: non vi batterete, perché Beauchamp vi risponderà che nell'esercito greco
[24:52] Speaker 2: potevano esservi cinquanta ufficiali che si chiamavano Fernando. Noi ci
[24:57] Speaker 2: batteremo ad onta di questa risposta. Oh, voglio che questa sparisca.
[25:01] Speaker 2: Mio padre, un sinobile soldato, una così illustre carriera. Ovvero,
[25:07] Speaker 2: disse il conte, egli metterà, noi abbiamo tutto il fondamento
[25:12] Speaker 2: di credere che questo Fernando non abbia niente di comune
[25:15] Speaker 2: col nome di Morsef, il cui nome di battessimo è
[25:18] Speaker 2: ugualmente Fernando. Mi ha bisogno una ritrattazione piena e intera.
[25:25] Speaker 2: Io non mi contenterei di questa. E volete mandargli i
[25:28] Speaker 2: vostri testimoni? Sì. Avete torto. Vale a dire mi negate
[25:33] Speaker 2: il favore che vengo a chiedervi? Ah, conoscete le mie
[25:37] Speaker 2: teorie sul duello. Vi ho fatto la mia proposta a Roma,
[25:40] Speaker 2: ve ne ricordate? Però, caro Conte, questa mattina, anzi poco fa,
[25:45] Speaker 2: vi ho trovato nell'esercizio di un'occupazione che non sta in
[25:48] Speaker 2: armonia con le vostre teorie. perché, mio caro, non bisogna
[25:53] Speaker 2: mai essere esclusivi. Quando si vive con pazzi, bisogna pure
[25:57] Speaker 2: anche fare il noviziato da insensato. Da un momento all'altro
[26:00] Speaker 2: qualche cervello bollente, che non avrà maggior ragione di muovermi
[26:03] Speaker 2: querela di quel che voi ne abbiate di cercare querela
[26:06] Speaker 2: con Beauchamp, mi verrà a trovare per la prima frivolezza fatta,
[26:10] Speaker 2: o mi manderà i suoi testimoni, o mi insulterà in
[26:12] Speaker 2: un luogo pubblico. Ebbene, questo cervello bollente bisogna bene che
[26:16] Speaker 2: io lo uccida». Ammettete dunque che voi stesso vi battereste?
[26:22] Speaker 2: Ordunque perché non volete che io mi batta? Non dico
[26:25] Speaker 2: che non vi dobbiate battere. Dico soltanto che il duello
[26:29] Speaker 2: è una cosa grave e alla quale bisogna riflettere. Vi
[26:32] Speaker 2: ha egli riflettuto prima di insultare mio padre? Se egli
[26:36] Speaker 2: non vi ha riflettuto e ve lo confessa, non bisogna
[26:39] Speaker 2: averla con lui. Ah, siete troppo indulgente. E voi troppo rigoroso. Vediamo, suppongo...
[26:46] Speaker 2: Ascoltate bene questo, ma non andate in collera per ciò
[26:49] Speaker 2: che vi dico. Suppongo che il fatto raccontato sia vero.
[26:53] Speaker 2: Un figlio non deve ammettere una simile supposizione contro l'onore
[26:56] Speaker 2: di suo padre. Siamo in un'epoca in cui si ammettono
[27:00] Speaker 2: tante cose. È precisamente il vizio dell'epoca. Avreste la pretensione
[27:05] Speaker 2: di riformarla? Sì, in rapporto a ciò che mi spetta.
[27:09] Speaker 2: Eh mio Dio, che rigorista che siete. Io sono così.
[27:14] Speaker 2: Siete inaccessibili ai buoni consigli?« No, quando mi vengono da
[27:18] Speaker 2: un amico.»« E mi credete vostro amico?»« Sì.»« Ebbene, prima
[27:24] Speaker 2: di inviare i vostri testimoni a Beauchamp, informatevi.»« E da chi?»«
[27:29] Speaker 2: Per Bacco, dai dei per esempio.»« I mischiare una donna
[27:32] Speaker 2: in questo affare, che può ella farvi?»« Per esempio, dichiarare
[27:37] Speaker 2: che vostro padre non è entrato per niente nella disfatta
[27:39] Speaker 2: e nella morte del suo, ovvero chiarirvi su questo argomento,
[27:43] Speaker 2: nel caso che vostro padre avesse avuto la disgrazia... Vi
[27:47] Speaker 2: ho già detto, caro conte, che non posso ammettere una
[27:49] Speaker 2: simile supposizione. Rifiutate dunque questo mezzo? Lo rifiuto. Allora un
[27:57] Speaker 2: ultimo consiglio. Sì, ma l'ultimo. Voi non lo volete? Al contrario,
[28:03] Speaker 2: ve lo domando. Non mandate i vostri testimoni a Beauchamp. Come?
[28:09] Speaker 2: Andate voi stesso a ritrovarlo. Ciò è contro tutti gli usi.
[28:14] Speaker 2: Il vostro affare è al di fuori degli affari ordinari.
[28:18] Speaker 2: E perché devo andarvi io stesso, sentiamo? Perché in tal
[28:22] Speaker 2: modo la cosa resterà fra voi e Beauchamp. Se egli
[28:24] Speaker 2: è disposto a ritrattarsi, bisogna lasciargli il merito della buona volontà.
[28:28] Speaker 2: La ritrattazione non per questo sarà men fatta. Se egli rifiuta,
[28:32] Speaker 2: al contrario, vi sarà tempo di ammettere due estranei al
[28:36] Speaker 2: vostro segreto. Non saranno due estranei, saranno due amici. Gli
[28:43] Speaker 2: amici di oggi sono i nemici di domani. Oh, per esempio,
[28:48] Speaker 2: testimonio Beauchamp. Così, così, vi raccomando la prudenza. Credete che
[28:55] Speaker 2: debba andare io stesso a ritrovare Beauchamp? Sì, e solo, solo,
[29:00] Speaker 2: credo che abbiate ragione. Andate, ma farete anche meglio se
[29:04] Speaker 2: non vi andate affatto. È impossibile. Fate dunque così, sarà
[29:09] Speaker 2: sempre meglio di quel che volevate fare. ma nel caso
[29:13] Speaker 2: che adonta di tutte le mie cautele, di tutti i
[29:15] Speaker 2: miei riguardi, avessi ad avere un duello, mi farete da testimonio.
[29:20] Speaker 2: Mio caro Visconte, disse a Montecristo con una gravità suprema,
[29:24] Speaker 2: avete sperimentato che a tempo e luogo sono tutto a
[29:27] Speaker 2: voi dedicato, ma il servigio che mi chiedete esce dal
[29:31] Speaker 2: cerchio di quelli che posso rendervi. E perché? Forse lo
[29:35] Speaker 2: saprete un giorno. E frattanto, domando la vostra indulgenza, per
[29:40] Speaker 2: il mio segreto. Sta bene, prenderò Franz e Chateauneuf. Prendete
[29:45] Speaker 2: Franz e Chateauneuf, e a meraviglia. Ma infine, se avrò
[29:49] Speaker 2: a battermi, mi darete almeno una piccola lezione di spada
[29:52] Speaker 2: o di pistola? No, anche questa è una cosa impossibile.
[29:57] Speaker 2: Che uomo singolare che siete! Andate! Allora voi non volete
[30:00] Speaker 2: immischiarvene per niente? Per niente, assolutamente. Non se ne parli più. Addio, Conte. Addio, Visconte.
[30:09] Speaker 2: Morsef prese il cappello e uscì. Alla porta trovò il
[30:13] Speaker 2: suo cabriolet e, contenendo il meglio che poteva la sua collera,
[30:17] Speaker 2: si fece condurre da Beauchamp. Questi era all'ufficio del suo giornale.
[30:21] Speaker 2: Beauchamp era in uno studio oscuro e polveroso, come sono
[30:24] Speaker 2: dalla fondazione e tutti gli uffizi dei giornali. Gli fu
[30:29] Speaker 2: annunciato Alberto de Morcef. Si fece ripetere due volte l'annuncio, quindi,
[30:34] Speaker 2: non convinto ancora, gridò.« Entrate!» Alberto comparve. Beauchamp mandò un'esclamazione
[30:41] Speaker 2: di sorpresa, vedendo il suo amico oltrepassare i pacchi del
[30:44] Speaker 2: giornale e pestare con un piede male esercitato i giornali
[30:48] Speaker 2: di tutte le grandezze che tappezzavano non già il piancito,
[30:51] Speaker 2: ma le pietre rosse del suo ufficio.« Per di qui,
[30:55] Speaker 2: caro Alberto!» disse egli, stendendo la mano al giovane. Qual
[30:59] Speaker 2: diavolo vi conduce? Siete perduto come piccolo poussé o venite
[31:03] Speaker 2: a chiedermi una colazione? Procurate di trovarvi una sedia, osservate
[31:07] Speaker 2: laggiù vicino a quel giragno.— Beauchamp, è del vostro giornale
[31:12] Speaker 2: che vengo a parlarvi.— Voi, Morsef, e che desiderate?— Una rettificazione.—
[31:19] Speaker 2: Vuoi una rettificazione? A proposito di che? Ma sedete.— Grazie,
[31:24] Speaker 2: rispose Alberto per la seconda volta, e con un leggero
[31:27] Speaker 2: segno di testa.« Spiegatevi!»« Una rettificazione sopra un fatto che
[31:33] Speaker 2: offende l'onore di un membro della mia famiglia!» ripigliò Morsef.« Via!»
[31:38] Speaker 2: disse Beauchamp sorpreso.« Che fatto? Non può essere!»« Il fatto
[31:43] Speaker 2: che vi fu scritto da Giannina!»« Da Giannina?»« Sì, da Giannina!»«
[31:48] Speaker 2: Davvero avete l'aria di ignorare ciò che qui mi conduce?»«
[31:51] Speaker 2: Sul mio onore!»« Battista, un giornale di ieri!»« E' inutile,
[31:55] Speaker 2: vi porto il mio!» Beauchamp lesse brontolando. Ci scrivono da Giannina, eccetera, eccetera».«
[32:02] Speaker 2: Comprenderete che il fatto è grave», disse Morsef, quando Beauchamp
[32:06] Speaker 2: ebbe finito.« Questo ufficiale è un vostro parente?»« Sì», disse
[32:11] Speaker 2: Alberto arrossendo.« Ebbene, che volete che io faccia per aggradirvi?»
[32:16] Speaker 2: disse Beauchamp con dolcezza.« Vorrei, caro Beauchamp, che ritrattaste questo fatto».
[32:22] Speaker 2: Beauchamp guardò Alberto con un'attenzione che annunciava certo molta benevolenza.« Vediamo», dissegli.«
[32:29] Speaker 2: Ciò andrà ad impegnarci in una lunga diceria, perché una
[32:33] Speaker 2: ritrattazione è sempre una cosa grave. Sedetevi, rileggerò queste tre
[32:37] Speaker 2: o quattro righe». Alberto si assise, e Beauchamp rilesse le
[32:41] Speaker 2: linee incriminate dal suo amico con più attenzione della prima volta.« Ebbene,
[32:47] Speaker 2: lo vedete», disse Alberto con fermezza ed asprezza ancora.« Si
[32:51] Speaker 2: è insultato nel vostro giornale uno della mia famiglia, ed
[32:54] Speaker 2: io voglio una ritrattazione».« Voi... Volete? Sì, voglio. Permettetemi di
[33:03] Speaker 2: dirvi che non siete parlamentario. Non voglio esserlo, replicò il
[33:07] Speaker 2: giovane alzandosi. E sigo la ritrattazione del fatto che avete
[33:11] Speaker 2: annunciato ieri, e lo terrò. Siete abbastanza mio amico, continuò
[33:15] Speaker 2: Alberto con le labbra serrate, vedendo che dal canto suo
[33:19] Speaker 2: Beauchamp cominciava ad alzare la testa sdegnosa. E come tale
[33:22] Speaker 2: mi conoscete, io spero, per comprendere la mia tenacità in
[33:26] Speaker 2: simile occasione. Se sono vostro amico, Morsef, finirete per farmelo dimenticare,
[33:32] Speaker 2: con parole come quelle di poco fa. Ma vediamo, non
[33:35] Speaker 2: ci disgustiamo, o almeno non ancora. Siete inquieto, irritato e punto. Vediamo,
[33:42] Speaker 2: chi è questo parente che si chiama Fernando? È mio padre,
[33:46] Speaker 2: disse Alberto. Egli stesso, e non altri. Il signor Fernando Mondego,
[33:51] Speaker 2: conte di Morsef, un vecchio militare che ha veduto venti
[33:54] Speaker 2: campi di battaglia. e del quale si vogliono coprire le
[33:57] Speaker 2: nobili cicatrici col fango impuro raccolto nel ruscello».« Vostro padre?»
[34:04] Speaker 2: disse Beauchamp.« Allora è un altro affare. Capisco la vostra indignazione. Rileggiamo, adunque».
[34:12] Speaker 2: E tornò a leggere la nota, pesando questa volta ciascuna parola.«
[34:17] Speaker 2: Ma dove vedete?» domandò Beauchamp.« Che il Fernando del giornale
[34:21] Speaker 2: sia vostro padre».« In nessun luogo, lo so bene». ma
[34:25] Speaker 2: altri lo vedranno, ed è perciò che voglio che il
[34:27] Speaker 2: fatto sia smentito». Alla parola« voglio», Beauchamp alzò gli occhi
[34:32] Speaker 2: su Morsef, e abbassandoli quasi subito restò un momento pensieroso.«
[34:37] Speaker 2: Voi smentirete questo fatto?» ripete Morsef con una collera crescente,
[34:42] Speaker 2: quantunque sempre concentrata.« Sì», disse Beauchamp.« Ah, alla buon'ora», disse Alberto.«
[34:50] Speaker 2: Ma lo farò quando mi sarà assicurato che il fatto
[34:52] Speaker 2: è falso».« In che modo?»« Sì, la cosa vale la
[34:57] Speaker 2: pena ad essere rischiarata, ed io la rischiarerò.»« Ma che
[35:00] Speaker 2: vedete dunque da rischiarare in tutto questo, signore?» disse Alberto,
[35:04] Speaker 2: alterato fuori di ogni misura.« Se non credete che sia
[35:08] Speaker 2: mio padre, ditelo subito. Se credete che sia lui, rendetemi
[35:11] Speaker 2: ragione di questa opinione.» Beauchamp guardò Alberto con un sorriso
[35:16] Speaker 2: che gli era particolare, e che sapeva prendere la gradazione
[35:19] Speaker 2: di tutte le passioni. Signore, ripetegli, poiché vi è un signore.
[35:27] Speaker 2: Se è per domandarmi ragione che siete venuto qui, bisogna
[35:30] Speaker 2: farlo dal principio, e non venite a parlare di amicizia
[35:33] Speaker 2: e di altre cose uziose, come quelle che ho la
[35:36] Speaker 2: pazienza di ascoltare da più di mezz'ora. È su questo
[35:39] Speaker 2: terreno che dobbiamo d'ora in avanti camminare? Sì, se non
[35:43] Speaker 2: ritrattate l'infame calunnia. Un momento, non fate minacce. Se vi piace,
[35:49] Speaker 2: signor Alberto Mondego Visconte de Morcef. Non ne tollero dai nemici,
[35:54] Speaker 2: molto meno dai miei amici. Dunque volete che io smentisca
[35:57] Speaker 2: il fatto sul generale Fernando, fatto al quale non ho,
[36:01] Speaker 2: sul mio onore, avuto alcuna parte? Sì, voglio, disse Alberto,
[36:07] Speaker 2: la cui testa cominciava ad esaltarsi. Senza di che ci batteremo?
[36:11] Speaker 2: Continuò Beauchamp con la medesima calma. Sì, riprese Alberto alzando
[36:16] Speaker 2: la voce. Ebbene, disse Beauchamp, ecco la mia risposta, caro signore.
[36:22] Speaker 2: Questo fatto non è stato inserito da me, non lo conosceva,
[36:26] Speaker 2: ma voi avete, con la vostra dimostrazione, attirato la mia
[36:29] Speaker 2: attenzione su di esso. Ella vi ci si attacca. Sussisterà, dunque,
[36:33] Speaker 2: finché non sia smentito, o confermato, da chi di diritto».« Signore»,
[36:39] Speaker 2: disse Alberto alzandosi,« avrò dunque l'onore di mandarvi i miei testimoni.
[36:44] Speaker 2: Discuterete con loro sul luogo e sulle armi».« Perfettamente, caro signore».
[36:50] Speaker 2: e questa sera, se vi piace, o domani mattina, più tardi,
[36:53] Speaker 2: ci incontreremo. No, no. Sarò sul terreno quando abisognerà, e
[36:58] Speaker 2: da mio avviso ho il diritto della scelta, poiché sono
[37:01] Speaker 2: stato io che ho ricevuto la sfida. L'ora non è
[37:04] Speaker 2: ancora giunta. So che tirate benissimo di spada, e io
[37:08] Speaker 2: la tiro passabilmente. So che cogliete tre colpi sopra cinque
[37:12] Speaker 2: nel nero del bersaglio. Questa forza è quasi uguale alla mia.
[37:16] Speaker 2: So che un duello fra noi sarà un duello serio,
[37:19] Speaker 2: perché voi siete coraggioso ed io... io lo sono altrettanto.
[37:23] Speaker 2: Non voglio dunque espormi a uccidervi, o ad essere ucciso
[37:26] Speaker 2: io stesso da voi senza una causa. Sono io che vado,
[37:30] Speaker 2: a mia volta, a piantare la questione categoricamente. Esigete voi
[37:35] Speaker 2: questa ritrattazione al punto di uccidermi se non la faccio.
[37:38] Speaker 2: Quantunque vi ho detto, vi ho ripetuto, quantunque vi ho
[37:41] Speaker 2: affermato sul mio onore, che non conoscevo il fatto». Quantunque
[37:45] Speaker 2: vi dichiaro, finalmente, che è impossibile a tutt'altro che a
[37:48] Speaker 2: un don Giaffè come voi di indovinare il conte di
[37:51] Speaker 2: Morsef sotto questo nome di Fernando. Lo esigo assolutamente. Ebbene,
[37:58] Speaker 2: caro signore, acconsento a tagliarmi la gola con voi, ma
[38:01] Speaker 2: voglio tre settimane. Tra tre settimane mi troverete per dirvi, sì,
[38:06] Speaker 2: il fatto è falso, lo cancello. Ovvero, sì, il fatto
[38:10] Speaker 2: è vero, e cavo la spada dal fodero o le
[38:12] Speaker 2: pistole dall'astuccio a vostra scelta.« Tre settimane!» gridò Alberto.« Ma
[38:18] Speaker 2: sono tre secoli durante i quali sono disonorato!»« Se foste
[38:22] Speaker 2: rimasto mio amico, vi avrei detto, pazienza, amico. Voi invece
[38:26] Speaker 2: vi siete fatto mio nemico, ed io vi dico, che
[38:29] Speaker 2: importa a me, signore?»« Ebbene, fra tre settimane sia», disse Morsef.«
[38:35] Speaker 2: Ma pensateci bene, non vi sarà dilazione né sotterfugio che
[38:39] Speaker 2: possa dispensarvi?»« Signor Alberto de Morsef», disse Beauchamp alzandosi anche egli.
[38:45] Speaker 2: Non posso gettarvi dalla finestra che fra tre settimane, vale
[38:48] Speaker 2: a dire fra ventuno giorni, e voi non avete il
[38:51] Speaker 2: diritto di insultarmi che allora. Siamo ai 29 d'agosto, ai
[38:56] Speaker 2: 19 dunque del mese di settembre. Fin là, credetemi, ed
[38:59] Speaker 2: è un consiglio da gentiluomo che vi do. Risparmiamoci gli
[39:02] Speaker 2: abbaiamenti di due cani mastini incatenati ad una certa distanza».
[39:08] Speaker 2: E Beauchamp, salutando gravemente il giovane, gli voltò le spalle
[39:11] Speaker 2: ed entrò nella stamperia. Alberto si vendicò sopra una fila
[39:15] Speaker 2: di giornali che disperse frustandoli a colpi di bastone. Dopodiché partì,
[39:20] Speaker 2: non senza essersi voltato due o tre volte, verso la
[39:23] Speaker 2: porta della stamperia. Mentre che frustava il davanti del suo cabriolet,
[39:27] Speaker 2: dopo aver frustrate le innocenti carte, Alberto scoprì, traversando il baluardo, Morrel,
[39:33] Speaker 2: che col naso all'aria, l'occhio svegliato e le braccia sciolte,
[39:37] Speaker 2: passava davanti ai bagni cinesi, venendo dalla parte di San
[39:40] Speaker 2: Martino e andando da quella della Maddalena.« Ah», dissegli sospirando,«
[39:47] Speaker 2: ecco un uomo felice». Per caso Alberto non si ingannava.

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