# Capitolo 52

An episode of [Il conte di Montecristo - AUDIOLIBRO](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896945380), 21 Jun 2026, 33 min.

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[0:01] Speaker 2: Capitolo 52. Roberto il diavolo. La scusa dell'opera era tanto migliore
[0:08] Speaker 2: ad addursi in quanto che in quella sera vi era
[0:11] Speaker 2: solennità per l'Accademia Reale di Musica. La Vasseur, dopo una
[0:15] Speaker 2: lunga indisposizione, si riproduceva rappresentando la parte di Bertram. E,
[0:21] Speaker 2: come accade sempre, l'opera del maestro di moda aveva chiamata
[0:24] Speaker 2: la più brillante società di Parigi. Morcef, come la maggior
[0:28] Speaker 2: parte dei giovani ricchi, aveva il suo posto fisso in orchestra,
[0:32] Speaker 2: più dieci palchi di persone di sua conoscenza cui poteva
[0:35] Speaker 2: dimandare un posto, senza calcolare quello al quale aveva diritto
[0:40] Speaker 2: nel palco dei Lyon. Chateauneuf aveva il posto vicino al suo. Beauchamp,
[0:45] Speaker 2: nella qualità di giornalista, aveva posto dappertutto. Quella sera Luciano
[0:50] Speaker 2: Debré riteneva a sua disposizione il palco del ministro e
[0:54] Speaker 2: lo aveva offerto al conte di Morsef, il quale, dietro
[0:57] Speaker 2: il rifiuto di Mercedes, lo aveva inviato ad Anglard, facendogli
[1:01] Speaker 2: dire che quella sera avrebbe probabilmente fatto una visita alla
[1:05] Speaker 2: baronessa e a sua figlia, se queste signore avessero accettato
[1:08] Speaker 2: il palco che gli proponeva. Queste dame eransi ben guardate
[1:13] Speaker 2: dal rifiutare. Nessuno è più ingordo di un palco che
[1:16] Speaker 2: non costa niente quanto un milionario. In quanto ad Anglard
[1:20] Speaker 2: aveva dichiarato che i suoi principi politici e la qualità
[1:23] Speaker 2: di deputato dell'opposizione non gli permettevano di andare nel palco
[1:26] Speaker 2: del ministro. In conseguenza la baronessa aveva scritto a Luciano
[1:31] Speaker 2: di venirla a prendere, da poiché non poteva andare all'Opera
[1:35] Speaker 2: sola con Eugenia. Infatti, se le due dame vi fossero
[1:38] Speaker 2: andate sole, sarebbe sicciò ritrovato di cattivo gusto, mentre che
[1:43] Speaker 2: non verrà nulla da dire se Madame Gela d'Anglard andava
[1:46] Speaker 2: all'Opera con sua madre. Bisogna pure prendere il mondo come
[1:49] Speaker 2: è fatto. Il sipario si alzò, come d'ordinario, col teatro
[1:53] Speaker 2: quasi vuoto. Questa è ancora una delle abitudini della società
[1:57] Speaker 2: elegante parigina, che va allo spettacolo quando è già cominciato.
[2:01] Speaker 2: E ne risulta che, per gli spettatori già arrivati, il
[2:04] Speaker 2: primo atto passa senza essere guardato e ascoltato, ma nel
[2:08] Speaker 2: vedere gli spettatori che giungono a non ascoltare altro che
[2:11] Speaker 2: il rumore delle porte e quello delle conversazioni.« Guarda», disse
[2:16] Speaker 2: all'improvviso Alberto, vedendo aprirsi un palco laterale di prim'ordine.« Arriva
[2:21] Speaker 2: la contessa Gé,« E chi è questa Contessa Gé?» domandò Chateauneuf.« Oh, perbacco, barone,
[2:29] Speaker 2: ecco una domanda che non vi perdono. Chiedete chi è
[2:32] Speaker 2: la Contessa Gé?»« Oh, è vero», disse Chateauneuf.« Non è
[2:38] Speaker 2: quella graziosa veneziana?»« Precisamente». In questo momento la Contessa Gé
[2:43] Speaker 2: s'accorse ad Alberto e scambiò con lui un saluto accompagnato
[2:47] Speaker 2: da un sorriso.« La conoscete?» disse Chateauneuf.« Sì», fece Alberto.«
[2:54] Speaker 2: Le fui presentato a Roma, da Franz.»« Vorreste rendermi a
[2:58] Speaker 2: Parigi lo stesso favore?»« Ben volentieri.»« Zitti!» gridò il pubblico.
[3:05] Speaker 2: I due giovani continuarono la loro conversazione, senza sembrare di
[3:09] Speaker 2: menomante e inquietarsi del desiderio che manifestava la platea di
[3:12] Speaker 2: sentire la musica.« Ella era alle corse del Campo di Marte»,
[3:17] Speaker 2: disse Chateau Renaud.« Di fatto oggi vi erano le corse,
[3:20] Speaker 2: eravate impegnato.» Oh, per una miseria, 50 Luigi. Chi ha vinto? Nautilus.
[3:28] Speaker 2: Io scommetteva per lui. Ma vi erano tre corse. Sì,
[3:32] Speaker 2: vi era il premio del Jockey Club, una coppa d'oro. Anzi,
[3:35] Speaker 2: è accaduto una cosa bizzarra. E quale? Zitti, dunque, gridò
[3:40] Speaker 2: il pubblico. Hanno vinto questa corsa un cavallo e un
[3:43] Speaker 2: jockey del tutto sconosciuti. Come? Oh, mio Dio, sì. Nessuno
[3:49] Speaker 2: aveva fatto attenzione ad un cavallo iscritto sotto il nome
[3:51] Speaker 2: di Vampa. È un giochi grosso come un pugno. Sono
[3:54] Speaker 2: stati costretti a caricarlo di venti libre di piombo in saccoccia,
[3:58] Speaker 2: cosa che non gli ha impedito di giungere alla meta
[4:00] Speaker 2: tre lunghezze di cavallo prima di Ariel e Barbaro, che
[4:03] Speaker 2: correvano con lui. E non si è saputo a chi
[4:06] Speaker 2: apparteneva il cavallo e il giochi? No. Diceste che il
[4:10] Speaker 2: cavallo era iscritto sotto il nome di Bampa. Ne so
[4:14] Speaker 2: più di voi. So a chi apparteneva il cavallo. Silenzio, dunque!
[4:21] Speaker 2: gridò per la terza volta alla platea. Questa volta gli
[4:24] Speaker 2: urli erano sì grandi che i due giovani si accorsero
[4:27] Speaker 2: finalmente che erano ad essi indirizzati dal pubblico. Si volsero
[4:32] Speaker 2: un momento, cercando in questa folla chi si rendesse garante
[4:35] Speaker 2: di ciò che essi consideravano come un'insolenza. Ma nessuno reiterò l'invito,
[4:40] Speaker 2: ed essi si volsero verso la scena. In questo mentre
[4:44] Speaker 2: si apriva il palco del ministero, e la signora Danglar
[4:47] Speaker 2: con la figlia e Luciano Debré prendevano i loro posti.«
[4:51] Speaker 2: Ah ah», disse Chateaureneau,« ecco delle persone di vostra conoscenza
[4:56] Speaker 2: a Visconte. Che diavolo guardate a dritta? Siete cercato da
[4:59] Speaker 2: quest'altra parte?» Alberto si volse, e i suoi occhi si
[5:04] Speaker 2: incontrarono in quelli della baronessa d'Anglard, che gli fece un
[5:07] Speaker 2: piccolo saluto col ventaglio. In quanto a Madame Gella e Eugenia,
[5:11] Speaker 2: fu molto se i suoi occhi si abbassarono fino all'orchestra.«
[5:15] Speaker 2: In verità, mio caro», disse Chateaureneau, Non capisco, prescindendo dalla
[5:20] Speaker 2: cattiva alleanza che non credo sia ciò che vi preoccupi molto,
[5:24] Speaker 2: quel che potete avere contro Madame Gelladanglar. Eppure in verità
[5:27] Speaker 2: è una bellissima giovane».« Bellissima, certamente», disse Alberto.« Ma vi
[5:33] Speaker 2: confesso che in fatto di bellezza amerei meglio qualche cosa
[5:36] Speaker 2: di più dolce, di più suave, infine di più femminino».«
[5:42] Speaker 2: Ecco i giovani che non si accontentano mai», disse Chateaureneau.
[5:46] Speaker 2: che nella sua qualità di uomo di trent'anni assumiva un'aria paterna.«
[5:50] Speaker 2: E come, mio caro, vi si ritrova una fidanzata costruita
[5:53] Speaker 2: sul modello di Diana Cacciatrice, e non siete contento?»« Ebbene,
[5:58] Speaker 2: precisamente l'avrei desiderata piuttosto del genere della Venere di Milo,
[6:02] Speaker 2: o di Capua. Questa Diana Cacciatrice, sempre in mezzo alle
[6:05] Speaker 2: sue ninfe, mi spaventa un poco. Ho paura che mi
[6:09] Speaker 2: tratti come ateone». Di fatto, un colpo d'occhio che si
[6:13] Speaker 2: fosse dato sulla giovane poteva quasi spiegare il sentimento che
[6:17] Speaker 2: aveva esposto Morsef. Eugenia Danglar era bella, ma, come aveva
[6:22] Speaker 2: detto Alberto, di una bellezza un poco sostenuta. I capelli
[6:26] Speaker 2: erano di un bel nero, ma nel loro ondeggiamento naturale
[6:29] Speaker 2: si rinveniva qualche cosa di restiglio alla mano che voleva
[6:32] Speaker 2: impor loro la sua volontà. Gli occhi, neri come i capelli,
[6:36] Speaker 2: sottoposti a magnifiche sopracciglia, che non avevano che un difetto,
[6:41] Speaker 2: quello cioè di aggrottarsi qualche volta, erano particolarmente notevoli per
[6:45] Speaker 2: un'espressione di fermezza che erasi meravigliati di ritrovare in una donna.
[6:50] Speaker 2: Il naso aveva quelle proporzioni esatte che un bravo scultore
[6:54] Speaker 2: darebbe alla statua di Giunone. Soltanto la bocca era un
[6:57] Speaker 2: po' grande, ma guarnita di bei denti che facevano risaltare
[7:01] Speaker 2: le labbra, il cui carminio troppo vivo risaltava sul pallore
[7:05] Speaker 2: del viso. Finalmente un nero neo posto all'angolo della bocca
[7:09] Speaker 2: e più largo di quello che ordinariamente sono questi capricci
[7:13] Speaker 2: della natura, compiva di dare a questa fisionomia un'indole irrisoluta,
[7:17] Speaker 2: ciò che spaventava alcun poco Morsef. Nel rimanente, tutto il
[7:23] Speaker 2: restante della persona di Eugenia corrispondeva a questa testa che
[7:26] Speaker 2: abbiamo procurato di descrivere. Essa era, come l'aveva detto Chateau Renaud,
[7:31] Speaker 2: la Diana cacciatrice, ma con qualche cosa di più fermo
[7:34] Speaker 2: e di più maschio nella sua bellezza. In quanto all'educazione
[7:38] Speaker 2: che aveva ricevuta, se vi era un rimprovero a farsi
[7:41] Speaker 2: era che sembrava, in alcuni punti, come nella sua fisionomia
[7:45] Speaker 2: più propria dell'altro sesso. Di fatto parlava due o tre lingue,
[7:49] Speaker 2: disegnava facilmente, faceva versi e componeva musica. Era soprattutto appassionata
[7:55] Speaker 2: per quest'ultima arte, che studiava con una delle amiche al conservatorio,
[7:59] Speaker 2: giovanetta senza beni di fortuna, ma che, a quanto veniva assicurato,
[8:03] Speaker 2: aveva tutte le disposizioni possibili per diventare un eccellente cantante.
[8:08] Speaker 2: Si diceva che un gran compositore portava a questa giovinetta
[8:11] Speaker 2: un interessamento quasi paterno, e la faceva studiare nella speranza
[8:15] Speaker 2: che un giorno avrebbe fatto una gran fortuna con la
[8:18] Speaker 2: sua voce. La possibilità che Luisa d'Armigli, era il nome
[8:22] Speaker 2: della giovane virtuosa, potesse un giorno andare sul teatro, faceva
[8:26] Speaker 2: sì che Madame Gela d'Anglard, quantunque la ricevesse in casa,
[8:30] Speaker 2: non si facesse vedere con essa in pubblico. Del resto,
[8:33] Speaker 2: senza avere nella casa del banchiere il posto indipendente di un'amica,
[8:37] Speaker 2: Luisa godeva di una posizione superiore a quella delle istitutrici ordinarie.
[8:43] Speaker 2: Qualche secondo dopo l'ingresso della signora d'Anglard nel palco era
[8:47] Speaker 2: calato il sipario, ed in grazia di quella facoltà data
[8:50] Speaker 2: dalla lunghezza degli intermezzi tra un atto e l'altro, viene
[8:53] Speaker 2: lasciato tutto il comodo di andare a passeggiare nella scala
[8:57] Speaker 2: o di fare delle visite per una mezz'ora. I posti
[8:59] Speaker 2: dell'orchestra si erano quasi del tutto svuotati. Morsef e Chateau- Renaud
[9:04] Speaker 2: erano usciti per primi. Per un momento la signora d'Anglard
[9:08] Speaker 2: credette che questa sollecitudine di Alberto avesse per il scopo
[9:12] Speaker 2: di farle i suoi complimenti, e si era inclinata all'orecchio
[9:15] Speaker 2: della figlia per annunziarle questa visita. Ma con lei era
[9:19] Speaker 2: si accontentata di scuotere la testa, sorridendo. E nello stesso tempo,
[9:23] Speaker 2: come per provare quanto era fondata la negativa deugenia, Morsef
[9:28] Speaker 2: comparve nel palco di fianco del primordine. Era quello della
[9:31] Speaker 2: contessa G.« Ah, eccovi qui, signor viaggiatore», disse questa, stendendogli
[9:37] Speaker 2: la mano con tutta la cordialità di un'antica conoscenza. È
[9:41] Speaker 2: un bel tratto di amabilità per voi di avermi riconosciuta,
[9:44] Speaker 2: e soprattutto di avermi accordata la preferenza della prima visita. Credetemi, signora,
[9:50] Speaker 2: che se avessi conosciuto prima il vostro arrivo a Parigi
[9:53] Speaker 2: ed avessi saputo il vostro indirizzo non avrei aspettato così tardi.
[9:57] Speaker 2: Ma vogliate permettermi di presentarvi il signor Barone de Chateaureneau,
[10:00] Speaker 2: mio amico, uno dei pochi galantuomini che rimangano ancora in Francia,
[10:05] Speaker 2: e dal quale ho saputo che voi eravate alle corse
[10:08] Speaker 2: del campo di Marte». Chateauneuf salutò.« Ah, voi eravate alle corse, signore»,
[10:15] Speaker 2: disse con vivacità la contessa.« Sì, signore».« Ebbene», riprese la
[10:20] Speaker 2: contessa G,« saprete dirmi di chi era il cavallo che
[10:23] Speaker 2: ha vinto il premio del Jockey Club?»« No, signora, e
[10:26] Speaker 2: poco fa faceva la stessa interrogazione ad Alberto».« Vi avete
[10:31] Speaker 2: molta premura, signora contessa», domandò Alberto.« A che?»« A conoscere
[10:37] Speaker 2: il padrone del cavallo.»« Infinitamente. Immaginatevi... Ma sapreste, Visconte, chi
[10:44] Speaker 2: egli sia?»« Signora, sembra che voleste contare una storia. Avete
[10:48] Speaker 2: detto immaginatevi.»« Ebbene, immaginatevi che quel grazioso cavallo sauro e
[10:53] Speaker 2: quel bello e piccolo giochei dalla casacca color di rosa
[10:56] Speaker 2: mi avevano a prima vista ispirata a una così vera
[10:59] Speaker 2: simpatia che io faceva voti per l'uno e per l'altro.»
[11:02] Speaker 2: come precisamente se avessi scommesso per loro la metà dei
[11:05] Speaker 2: miei beni. Per cui, quando essi giunsero alla meta, sorpassando
[11:09] Speaker 2: gli altri corridori di tre lunghezze di cavallo, ne fui
[11:12] Speaker 2: così contenta che mi misi a battere le mani come
[11:14] Speaker 2: una pazza. Figuratevi il mio stupore, allorché rientrando in casa,
[11:19] Speaker 2: ho incontrato per le scale il piccolo giochè in color
[11:21] Speaker 2: di rosa. Credete che il vincitore della corsa abitasse per
[11:24] Speaker 2: caso nella stessa casa, dove sono? Quando aprendo la porta
[11:28] Speaker 2: del mio salotto, La prima cosa che vidi fu la
[11:31] Speaker 2: coppa d'oro che formava il premio guadagnato dal cavallo e
[11:34] Speaker 2: dal giochei sconosciuti. Nella coppa aveva un pezzetto di carta
[11:38] Speaker 2: sul quale erano scritte queste parole.« Alla Contessa J, Lord Ruthwen.»«
[11:44] Speaker 2: E' precisamente lui», disse Morsef.« Come è precisamente lui? Chi
[11:50] Speaker 2: volete dire?»« Voglio dire che è Lord Ruthwen in persona.»«
[11:55] Speaker 2: Qual è Lord Ruthwen?»« Il mostro, il vampiro.»« Quello del
[11:59] Speaker 2: Teatro Argentina.»« Davvero?» gridò la contessa.« Egli è dunque qui?»« Precisamente.»«
[12:08] Speaker 2: E voi lo vedete? Lo ricevete e andate da lui?»«
[12:11] Speaker 2: Egli è mio amico intimo ed anche il signor di
[12:14] Speaker 2: Chateau- Renaud ha l'onore di conoscerlo.»« Ma che cosa può farvi
[12:18] Speaker 2: credere che sia il vincitore?»« Il suo cavallo è scritto
[12:21] Speaker 2: sotto il nome di Vampa.»« Ebbene, avanti.» Non vi ricordate
[12:26] Speaker 2: il nome di quel famoso bandito che mi fece prigioniero? Ah,
[12:30] Speaker 2: è vero! E dalle mani del quale il conte mi
[12:34] Speaker 2: cavò miracolosamente? È un fatto. Egli si chiamava Vampa. Vedete
[12:39] Speaker 2: bene che è lui. Ma perché ha inviato questa coppa
[12:43] Speaker 2: a me? Primeramente, signora contessa, perché gli avevo parlato molto
[12:47] Speaker 2: di voi, come potete ben crederlo. Secondo, perché sarà rimasto
[12:51] Speaker 2: soddisfatto di aver qui ritrovato una compatriota. e contento dell'interessamento
[12:56] Speaker 2: che questa compatriota prendeva per lui.« Spero bene che non
[13:00] Speaker 2: gli avrete mai raccontate le pazzie che si sono dette
[13:03] Speaker 2: sul suo conto.»« In fede mia non lo giurerei. È
[13:06] Speaker 2: questo modo d'offrirvi la coppa sotto il nome di Lord Reutwen.»«
[13:11] Speaker 2: Ma è orribile! L'avrà con me mortalmente!»« Il suo procedere
[13:16] Speaker 2: è quello di un nemico?»« No, lo confesso.»« Ebbene...»« Dunque
[13:21] Speaker 2: egli è a Parigi?»« Sì.»« E che sensazione ha fatta!»«
[13:25] Speaker 2: Se n'è parlato otto giorni», disse Alberto.« Poi è succeduta
[13:29] Speaker 2: l'incoronazione della regina d'Inghilterra e il rubamento dei diamanti di
[13:33] Speaker 2: Madame Gellamars, e non si è più parlato che di questo».«
[13:37] Speaker 2: Mio caro», disse Chateauneuf,« si vede bene che il conte
[13:40] Speaker 2: è vostro amico, e lo trattate come tale. Non credete,
[13:43] Speaker 2: signora contessa, a tutto ciò che vi dice Alberto. In
[13:46] Speaker 2: tutta Parigi non si è fatto altro discorso che del
[13:49] Speaker 2: conte di Monte Cristo». Egli ha cominciato a regalare alla
[13:52] Speaker 2: signora d'Anglard un paio di cavalli che gli sono costati 30.000 franchi.
[13:56] Speaker 2: Poi ha salvato la vita alla signora de Villefort. Poi
[13:59] Speaker 2: ha guadagnato, a quanto sembra, il premio della corsa del
[14:02] Speaker 2: Jockey Club. Io sostengo al contrario, qualunque sia l'opinione di Morsef,
[14:07] Speaker 2: che in questo momento tutti si occupano ancora del conte,
[14:10] Speaker 2: e che non si occuperanno per un buon mese ancora
[14:13] Speaker 2: che di lui. Molto più se continua a fare delle eccentricità,
[14:16] Speaker 2: le quali dal resto sembrano la sua buona maniera di vivere.«
[14:21] Speaker 2: È possibile», disse Morsef.« Ma frattanto chi ha dunque ripreso
[14:25] Speaker 2: il palco dell'ambasciatore di Russia?»« Qual è?», disse la contessa.«
[14:31] Speaker 2: Quello fra l'intercolonio del primo ordine. Mi sembra rimesso a
[14:34] Speaker 2: nuovo del tutto».« È vero», disse Chateaurene.« Non verrà alcuno
[14:38] Speaker 2: durante il primo atto?»« Dove? In quel palco?»« No», riprese
[14:44] Speaker 2: la contessa.« Non vi ho veduto alcuno».« Così», continuò, ritornando
[14:50] Speaker 2: alla prima conversazione.« Credete che il vostro conte di Monte
[14:53] Speaker 2: Cristo sia stato quello che ha guadagnato il premio?»« Ne
[14:56] Speaker 2: sono sicuro.»« E chi mi ha inviato la coppa?»« Senza
[15:00] Speaker 2: alcun dubbio.»« Ma io non lo conosco, ed ho volontà
[15:03] Speaker 2: di rimandargliela.»« Oh, non lo fate. Ve ne manderebbe un'altra
[15:07] Speaker 2: tagliata in qualche zaffiro, o scavata in qualche rubino. Questi
[15:10] Speaker 2: sono i suoi modi di operare. Che volete, bisogna prenderlo com'è.»
[15:15] Speaker 2: In questo mentre si intesero i campanelli, che avvisavano che
[15:18] Speaker 2: il secondo atto stava per cominciare. Alberto si alzò per
[15:22] Speaker 2: andare a prendere il suo posto.« Vi rivedrò?» domandò la contessa.«
[15:28] Speaker 2: Nell' intermezzo degli atti, se lo permettete. Verrò a sentire se
[15:31] Speaker 2: posso esservi utile in qualche cosa a Parigi».« Signori», disse
[15:36] Speaker 2: la contessa,« il sabato la sera sto in casa per
[15:39] Speaker 2: ricevere gli amici, strada di Rivoli numero 22. Entrambi siete avvisati».
[15:45] Speaker 2: I due giovani salutarono ed uscirono. Rientrando in platea, videro
[15:50] Speaker 2: tutti in piedi con gli occhi fissi sopra un sol
[15:52] Speaker 2: punto del teatro. I loro sguardi seguirono quelli della direzione
[15:56] Speaker 2: generale e si fermarono sul palco che prima apparteneva all'ambasciatore
[16:00] Speaker 2: di Russia. Vi era entrato un uomo vestito di nero,
[16:06] Speaker 2: di 35 o 40 anni, con una donna che portava un costume orientale.
[16:11] Speaker 2: La donna era della più gran bellezza ed il vestito
[16:14] Speaker 2: di tale ricchezza che tutti gli occhi, come si disse,
[16:17] Speaker 2: si erano rivolti su di lei.« Ah», disse Alberto,« è
[16:22] Speaker 2: Montecristo con la sua greca». Infatti erano il conte e Aidee.
[16:27] Speaker 2: In meno di un momento la giovane greca era l'oggetto
[16:30] Speaker 2: dell'attenzione non solo della platea, ma di tutto il teatro.
[16:34] Speaker 2: Le donne sporgevansi dai palchi per vedere risplendere al chiarore
[16:37] Speaker 2: dei lumi quella cascata di diamanti. Il secondo atto passò
[16:41] Speaker 2: in mezzo a quel sordo rumore che, nelle riunioni ammassate,
[16:45] Speaker 2: indica un grande avvenimento. Nessuno pensò a gridare silenzio. Questa
[16:49] Speaker 2: donna così bella, così giovane, così raggiante, era il più
[16:53] Speaker 2: bello spettacolo che si potesse vedere. Questa volta un segno
[16:57] Speaker 2: della signora d'Anglard indicò chiaramente ad Alberto che la baronessa
[17:01] Speaker 2: desiderava avere da lui visita, finito l'atto. Morsef era di
[17:06] Speaker 2: troppo buon gusto per non farsi aspettare, quando gli veniva
[17:10] Speaker 2: chiaramente indicato che era aspettato. L'atto finì ed egli si
[17:14] Speaker 2: affrettò di salire al palco sul proscenio. salutò le due
[17:18] Speaker 2: dame e stesse la mano a Debré. La baronessa lo
[17:21] Speaker 2: accolse con un grazioso sorriso, ed Eugenia con la sua
[17:24] Speaker 2: freddezza abituale.« In fede mia, mio caro», disse Debré,« voi
[17:29] Speaker 2: vedete un uomo al suo termine e che vi chiama
[17:31] Speaker 2: in aiuto per sollevarlo. Ecco qui la signora, che mi
[17:35] Speaker 2: ammazza di interrogazioni sul conte, e che vuole che io
[17:37] Speaker 2: sappia dov'è, di dove viene e dove va. In fede
[17:40] Speaker 2: mia non sono cagliostro, e per togliermi d'impaccio ho detto...
[17:44] Speaker 2: Domandate tutto ciò a Morsef, egli conosce sulla punta delle
[17:47] Speaker 2: dita il suo Montecristo. Allora vi hanno fatto segno. Non
[17:52] Speaker 2: è incredibile, disse la baronessa, che quando si ha un
[17:55] Speaker 2: mezzo milione di fondi segreti a sua disposizione non si
[17:59] Speaker 2: sia meglio istruiti di lui? Signora, disse Luciano, vi prego
[18:03] Speaker 2: di credere che se avessi mezzo milione a mia disposizione
[18:07] Speaker 2: lo impiegherei in tutt'altro che nel prendere informazioni su Montecristo.
[18:11] Speaker 2: che ai miei occhi non ha altro merito se non
[18:13] Speaker 2: quello di essere due volte più ricco di un nababbo.
[18:16] Speaker 2: Ma ho ceduto la parola a Morsef. Accomodatevi con lui,
[18:19] Speaker 2: in ciò non ho più nulla a fare. Un nababbo
[18:23] Speaker 2: non mi avrebbe al certo mandato a regalare un paio
[18:25] Speaker 2: di cavalli di trentamila franchi, con quattro diamanti da cinquemila
[18:28] Speaker 2: franchi l'uno. Oh, disse ridendo Morsef, i diamanti sono la
[18:34] Speaker 2: sua mania. Io credo che a guisa di Potemkin ne
[18:37] Speaker 2: abbia sempre in saccoccia, e che ne semini lungo la strada,
[18:41] Speaker 2: come il piccolo Poussé faceva dei sassolini.« Ne avrà trovata
[18:45] Speaker 2: qualche miniera», disse la signora.« Sapete che ha un credito
[18:49] Speaker 2: illimitato sul barone?»« Non lo sapevo, ma deve essere così»,
[18:54] Speaker 2: rispose Alberto.« E che ha avvisato il signor Danglare che
[18:58] Speaker 2: conta di stare a Parigi un anno e di spendervi
[19:00] Speaker 2: sei milioni?»« Questi è lo Jacques di Persia che viaggia
[19:04] Speaker 2: in incognito».« E quella donna, signor Luciano?» disse Eugenia. Avete
[19:10] Speaker 2: osservato quant'è bella? In verità, madame Gella, non conosco che
[19:14] Speaker 2: voi per fare giustizia alle persone del vostro sesso. Luciano
[19:19] Speaker 2: si accostò all'occhio l'occhialino. Graziosa, disse egli. Ed il signor
[19:25] Speaker 2: de Morcef sa chi sia quella signora? Madame Gella, disse Alberto,
[19:30] Speaker 2: rispondo a questa quasi diretta interpellazione. Ne so presso a poco,
[19:35] Speaker 2: come di tutto ciò che riguarda il personaggio misterioso di
[19:37] Speaker 2: cui si parla. Quella signora è una greca, Ciò si
[19:41] Speaker 2: conosce facilmente dal vestito, e non mi dite con ciò
[19:44] Speaker 2: nulla di più di quello che a quest'ora sa tutto
[19:46] Speaker 2: il teatro».« Sono mortificato», disse Morsef,« di essere un cicerone
[19:51] Speaker 2: tanto ignorante, ma debbo confessarvi che le mie coniezioni si
[19:55] Speaker 2: limitano a ciò solo. So di più che ella è
[19:58] Speaker 2: amante di musica, perché un giorno che feci colazione dal
[20:01] Speaker 2: conte intesi il suono di una gusla che certamente veniva
[20:04] Speaker 2: da lei».« Il vostro conte riceve?» domandò la signora d'Anglard.
[20:09] Speaker 2: in un modo assai splendido, ve lo giuro. Bisogna che
[20:13] Speaker 2: io obblighi il signor Danglare ad offrirgli un pranzo, un ballo,
[20:16] Speaker 2: affinché ce lo restituisca».« Come? Andreste da lui?» disse Debré ridendo.«
[20:24] Speaker 2: E perché no? Con mio marito!»« Ma questo misterioso conte
[20:29] Speaker 2: è celibe!»« Vedete che non è vero!» disse ridendo la baronessa,
[20:34] Speaker 2: mostrando la bella greca.« Quella donna è una schiava, a
[20:38] Speaker 2: quanto ci ha detto».« Ve ne ricordate? Alla vostra colazione, Morsef.»« Converrete,
[20:43] Speaker 2: mio caro Luciano», disse la baronessa,« che ella ha piuttosto
[20:47] Speaker 2: l'aspetto di qualche principessa.»« Delle mille e una notte.»« Non
[20:51] Speaker 2: dico delle mille e una notte, ma che cosa forma
[20:53] Speaker 2: la principessa, caro mio? I diamanti, ed essa ne è ricoperta.»«
[20:58] Speaker 2: Ella ne ha anche troppi», disse Eugenia.« Sarebbe ancora più
[21:02] Speaker 2: bella senza, perché il collo e i polsi, che sono
[21:05] Speaker 2: di forme bellissime, avrebbero maggior spicco.»« Oh, l'artista!»« Sentite», disse
[21:11] Speaker 2: la signora d'Anglard,« com' è entusiasta!»« Amo tutto ciò che è bello»,
[21:16] Speaker 2: disse Eugenia.« Ma che ne dite del conte? Mi sembra
[21:20] Speaker 2: che non ci sia male».« Il conte», disse Eugenia, come
[21:24] Speaker 2: se non avesse ancora pensato a guardarlo.« Il conte è
[21:28] Speaker 2: molto pallido».« Di questo pallore, precisamente», disse Morsef,« noi studiamo
[21:34] Speaker 2: conoscere la causa». La contessa Gé pretende, voi sapete, che
[21:39] Speaker 2: sia un vampiro».« E dunque di ritorno, la contessa?» domandò
[21:43] Speaker 2: la baronessa.« Nel palco di fianco», disse Eugenia.« Quasi in
[21:48] Speaker 2: faccia al nostro, quella donna con quei bei capelli biondi,
[21:51] Speaker 2: e lei?»« Ah», disse la signora d'Anglard.« Sapete ciò che
[21:56] Speaker 2: dovreste fare, Morsef?»« Ordinate, signora. Dovreste andare a fare una
[22:01] Speaker 2: visita al vostro conte di Monte Cristo e condurcelo».« Perché farne?»
[22:06] Speaker 2: disse Eugenia.« Per parlare con lui? Non sei tu curiosa
[22:10] Speaker 2: di vederlo?»« Niente affatto».« Strana fanciulla», mormorò la baronessa.« Oh»,
[22:17] Speaker 2: disse Morsef,« probabilmente verrà da sé. Osservate, vi ha veduta, signora,
[22:22] Speaker 2: e vi saluta». La baronessa rese il saluto al conte,
[22:26] Speaker 2: accompagnandolo con un grazioso sorriso.« Andiamo», disse Morsef,« io mi sacrifico.
[22:32] Speaker 2: Vi lascio per andare a vedere se ci è modo
[22:34] Speaker 2: di parlargli». Andate nel palco, la cosa è semplicissima. Ma
[22:39] Speaker 2: io non sono stato presentato. A chi? Alla bella greca.
[22:44] Speaker 2: Ma diceste essere una schiava? Sì, ma voi pretendete che
[22:48] Speaker 2: sia una principessa. Spero che quando mi vedrà uscire, uscirà
[22:51] Speaker 2: anche egli. È possibile, andate. Vado. Morsef salutò Eushi. Effettivamente,
[22:59] Speaker 2: al momento che passava davanti al palco del conte, la
[23:02] Speaker 2: porta si aprì. Il conte disse alcune parole in arabo
[23:05] Speaker 2: ad Ali. che stava nel corridore, e prese il braccio
[23:08] Speaker 2: di Morsef. Ali chiusa la porta e si tenne in
[23:11] Speaker 2: piedi davanti ad essa. Nel corridoio vi era una riunione
[23:14] Speaker 2: di gente avanti al muro.« In verità, disse Montecristo, il
[23:19] Speaker 2: vostro Parigi è una strana città, e i vostri parigini
[23:22] Speaker 2: una popolazione singolare. Si direbbe che questa è la prima
[23:25] Speaker 2: volta che vedano un muro. Guardate come si affollano intorno
[23:29] Speaker 2: a questo povero Ali, che non sa che voglia dir questo».
[23:32] Speaker 2: Mi dico però che un parigino può andare a Tunisi,
[23:35] Speaker 2: a Costantinopoli, a Baghdad, al Cairo, e non gli faranno
[23:38] Speaker 2: cerchio intorno. Ciò è perché i vostri orientali sono persone
[23:42] Speaker 2: sensate e non guardano che ciò che merita la pena
[23:46] Speaker 2: ad essere guardato. Ma credetemi, Ali non gode di questa
[23:49] Speaker 2: popolarità se non perché vi appartiene, ed in questo momento
[23:53] Speaker 2: voi siete l'uomo di moda. Davvero, e chi mi ha
[23:56] Speaker 2: procurato questo favore?« Verbacco, voi stesso! Voi regalate delle pariglie
[24:02] Speaker 2: da migliaia di Luigi, salvate la vita alle mogli dei
[24:04] Speaker 2: procuratori del re, fate correre sotto il nome del Maggiore
[24:08] Speaker 2: Black dei cavalli di puro sangue e dei giochi grossi
[24:11] Speaker 2: come formiche. Finalmente vincete delle coppe d'oro e le mandate
[24:15] Speaker 2: in regalo a delle belle donne.»« E chi diavolo vi
[24:18] Speaker 2: ha raccontato tutte queste fole?»« Verbacco, la prima è la
[24:22] Speaker 2: signora Danglar, che muore dalla volontà di vedervi nel suo palco,
[24:25] Speaker 2: o piuttosto di farvici vedere.» la seconda il giornale di
[24:29] Speaker 2: Beauchamp e la terza la mia propria immaginazione. Perché nominasse
[24:33] Speaker 2: il vostro cavallo vampa, se volevate conservare l'incognito?»« Ah, è vero»,
[24:39] Speaker 2: disse il conte. Fu un'imprudenza.« Ma ditemi dunque, il conte
[24:43] Speaker 2: di Morsef non viene qualche volta all'Opera? L'ho cercato dappertutto
[24:47] Speaker 2: con gli occhi, ma non lo scorto da nessuna parte.
[24:51] Speaker 2: Egli verrà questa sera. E dove? Nel palco della baronessa, credo?»
[24:56] Speaker 2: Quella graziosa giovane che è con lei è sua figlia? Sì.
[25:00] Speaker 2: Ve ne faccio i miei rallegramenti. Morsef sorrise. Parleremo di
[25:04] Speaker 2: ciò in altro momento e con particolarità, dissegli. Che ne
[25:09] Speaker 2: dite della musica? Di quale musica? Ma di quella che
[25:13] Speaker 2: avete intesa. Dico che è bellissima per musica composta da
[25:17] Speaker 2: un compositore umano e cantata da uccelli bipedi e senza penne,
[25:21] Speaker 2: come diceva Diogene. Quando voglio sentire della musica quale non
[25:25] Speaker 2: è mai stata sentita da orecchio umano, dormo. Ebbene, qui
[25:30] Speaker 2: siete situato a meraviglia. Dormite, dormite. L'opera non è stata
[25:34] Speaker 2: inventata per altro scopo. No, in verità la vostra orchestra
[25:39] Speaker 2: fa troppo rumore. Perché io possa dormire del sonno di
[25:42] Speaker 2: cui vi parlo? Mi ha bisogno a calma, silenzio ed
[25:45] Speaker 2: una certa preparazione. Ah, il famoso hashish. Precisamente, Visconte. Quando
[25:52] Speaker 2: vorrete sentire della musica, venite a cena da me».« Ma
[25:56] Speaker 2: ne ho già inteso venendovi a far colazione», disse Morsef.«
[26:00] Speaker 2: A Roma?»« Sì».« Ah, sarà stata la gusla di Haydee. Sì,
[26:05] Speaker 2: la povera esiliata si diverte qualche volta a suonare delle
[26:08] Speaker 2: arie del suo paese». Morsef non insiste più. Dalla sua parte,
[26:13] Speaker 2: il conte si tacque. In questo momento suonarono i campanelli.«
[26:18] Speaker 2: Voi mi scuserete?» disse il conte riprendendo la via del
[26:21] Speaker 2: suo palco.« Come dunque?»« Fate mille complimenti alla contessa Jè
[26:26] Speaker 2: per parte del suo vampiro.»« E alla baronessa?»« Le direte
[26:30] Speaker 2: che avrò l'onore, se mi permette, di andarle a protestare
[26:34] Speaker 2: i miei omaggi nella serata.» Il terzo atto cominciò. Durante
[26:39] Speaker 2: lo stesso il conte de Morcef venne, come aveva promesso,
[26:43] Speaker 2: a raggiungere la signora d'Anglard. Il conte non era uno
[26:47] Speaker 2: di quegli uomini che fanno rivoluzione in un teatro, per
[26:50] Speaker 2: cui nessuno si accorse del suo arrivo, meno quelli nel
[26:53] Speaker 2: palco dei quali venne a prendere posto. Ciò nonostante, Montecristo
[26:57] Speaker 2: lo vide, ed un leggero sorriso gli sfiorò le labbra.
[27:01] Speaker 2: In quanto ad Aidee nulla vide finché il sipario rimase alzato.
[27:06] Speaker 2: Come tutte le nature primitive, ella adorava tutto ciò che
[27:09] Speaker 2: parla all'orecchio e agli occhi. Il terzo atto passò come d'ordinario.
[27:15] Speaker 2: Le madamegelle noblet, Giulia e Leroux, eseguirono i loro soliti intermezzi.
[27:20] Speaker 2: Il principe di Granata fu sfidato da Roberto Mario. Finalmente
[27:24] Speaker 2: questo maestoso re che voi sapete fece il giro della
[27:27] Speaker 2: scena per mostrare il suo manto di velluto, tenendo sua
[27:30] Speaker 2: figlia per mano. Poi calò il sipario e la platea
[27:34] Speaker 2: sgorgò nella sala e nei corridoi. Il conte uscì dal
[27:37] Speaker 2: palco ed un momento dopo fu veduto in quello della
[27:40] Speaker 2: baronessa d'Anglard, la quale non poté contenere un leggero grido
[27:44] Speaker 2: di sorpresa misto a gioia.« Venite dunque, signor conte!» gridò ella,«
[27:51] Speaker 2: perché in verità ho sommo desiderio di unire i miei
[27:53] Speaker 2: ringraziamenti verbali a quelli che vi ho già scritti».« Oh, signora,
[27:58] Speaker 2: vi ricordate ancora di questa miseria? Io l'avevo già dimenticata».« Sì,
[28:03] Speaker 2: ma ciò che non si dimentica, signor conte, si è
[28:06] Speaker 2: che il giorno seguente salvaste la mia buona amica, la
[28:08] Speaker 2: signora de Villefort, dal pericolo che le facevano correre i
[28:11] Speaker 2: miei cavalli». Questa volta pure io non merito i vostri ringraziamenti. Ali,
[28:17] Speaker 2: il mio moro, ebbe la fortuna di rendere alla signora
[28:20] Speaker 2: da Vilforo questo importante servigio».« Ma fu pure Ali?» domandò
[28:25] Speaker 2: il conte di Morsef.« Che salvò mio figlio dalle mani
[28:28] Speaker 2: dei banditi romani?»« No, signor conte», disse Montecristo, stringendo la
[28:33] Speaker 2: mano che gli stendeva il generale.« Questa volta accetto i ringraziamenti,
[28:37] Speaker 2: per conto mio». Ma voi me li avete già fatti,
[28:40] Speaker 2: li ho ricevuti, ed in verità sono felice di ritrovarvi
[28:43] Speaker 2: tanto riconoscente. Fatemi dunque l'onore, vi prego, signora baronessa, di
[28:47] Speaker 2: presentarmi a madame Gela, vostra figlia. Oh, voi siete già presentato,
[28:52] Speaker 2: almeno di nome, perché sono due o tre giorni che
[28:55] Speaker 2: non si parla che di voi. Eugenia, continuò la baronessa
[28:58] Speaker 2: voltandosi verso sua figlia. Il signor conte di Montecristo. Il
[29:03] Speaker 2: conte si inchinò. Madame Gela d'Anglara fece un leggero movimento
[29:06] Speaker 2: con la testa.« Voi siete nel palco con una bellissima signora,
[29:10] Speaker 2: signor conte», disse Eugenia.« E vostra figlia?»« No, madame Igella»,
[29:16] Speaker 2: disse Montecristo, meravigliato da questa estrema ingenuità, o da questa
[29:20] Speaker 2: sorprendente destrezza.« È una povera greca di cui io sono
[29:24] Speaker 2: il tutore».« Come si chiama?»« Aide», rispose Montecristo.« Una greca»,
[29:31] Speaker 2: mormorò il conte di Morsef.« Sì, conte», disse la signora d'Anglard.
[29:36] Speaker 2: E ditemi se alla corte d'Alit Belen, dove avete servito gloriosamente,
[29:41] Speaker 2: avete mai veduto un costume così ammirabile quanto è quello
[29:44] Speaker 2: che abbiamo innanzi agli occhi».« Ah», disse Montecristo,« voi avete
[29:49] Speaker 2: servito a Giannina?»« Sono stato generale istruttore delle soldatesche del Pasha»,
[29:55] Speaker 2: rispose Morsef,« e la mia piccola fortuna, non lo nascondo,
[29:59] Speaker 2: mi viene dalla liberalità di questo illustre capo albanese».« Guardate dunque»,
[30:05] Speaker 2: insistette la signora d'Anglard.« E dove?» balbettò Morsef.« Osservate», disse
[30:12] Speaker 2: Monte Cristo, e circondando il conte con il braccio, sporse
[30:16] Speaker 2: con lui fuori del palco. In questo momento, Aidee, che
[30:20] Speaker 2: cercava con gli occhi il conte, scoperse la sua pallida
[30:23] Speaker 2: testa vicino a quella di Morsef, che teneva abbracciato. Questa
[30:27] Speaker 2: vista produsse sulla giovinetta l'effetto della testa di medusa. Fece
[30:31] Speaker 2: un movimento con la testa in avanti e come per
[30:34] Speaker 2: divorarli entrambi con lo sguardo. Poi, quasi subito, si gettò
[30:37] Speaker 2: in addietro, mandando un debole grido, che fu però inteso
[30:41] Speaker 2: dalle persone che le erano vicine, ed Ali, che aperse
[30:45] Speaker 2: subito la porta.« Osservate», disse Eugenia,« che accade alla vostra pupilla,
[30:51] Speaker 2: signor conte. Si direbbe che si sente male».« Sembra», disse
[30:55] Speaker 2: il conte,« ma non vi spaventate. Madame Gelaide è molto nervosa,
[31:00] Speaker 2: per conseguenza molto sensibile agli odori». Un profumo che le
[31:03] Speaker 2: sia antipatico basta per farla svenire. Ma, soggiunse il conte,
[31:08] Speaker 2: cavando una boccettina di saccoccia, ho qui il rimedio. E
[31:12] Speaker 2: dopo avere salutato la baronessa e la figlia, con lo
[31:15] Speaker 2: stesso e solo saluto, strinse nuovamente la mano a Morsef
[31:19] Speaker 2: e a Debré, ed uscì dal palco della signora d'Anglard.
[31:22] Speaker 2: Quando rientrò nel suo, Aide era ancora molto pallida. Appena
[31:26] Speaker 2: gli strinse la mano, Montecristo s'accorse di essere fredda ad
[31:30] Speaker 2: un tempo e umida. E con chi dunque parlavi, signore?
[31:36] Speaker 2: domandò Heidi. Col conte di Morsef, rispose Montecristo, che è
[31:41] Speaker 2: stato al servizio del tuo illustre padre e che confessa
[31:44] Speaker 2: di dovergli la sua fortuna. Ah, miserabile, egli lo vende
[31:48] Speaker 2: ai turchi, e questa fortuna fu il premio del suo tradimento.
[31:52] Speaker 2: Tu dunque non sapevi questo, mio caro signore? Avevo sentito
[31:56] Speaker 2: dire qualche parola su questo proposito in epiro, disse Montecristo,
[32:01] Speaker 2: ma ne ignoro i particolari.« Vieni, figlia mia, tu me
[32:04] Speaker 2: li racconterai. Devono essere curiosi».« Oh sì, vieni, vieni. Mi
[32:09] Speaker 2: sembra che vorrei se dovessi stare più lungamente in faccia
[32:12] Speaker 2: a quest'uomo». E ai dei si alzò prestamente, si inviluppò
[32:16] Speaker 2: nella sua bornus di cashmere bianco, orlata di perle e
[32:20] Speaker 2: di corallo, e uscì al momento in cui si alzava
[32:23] Speaker 2: il sipario per il quarto atto.« Guardate se quest'uomo fa
[32:28] Speaker 2: nulla di quel che fanno gli altri», disse la contessa G,
[32:31] Speaker 2: ad Alberto, che era ritornato da lei. Ascolta attentamente il
[32:36] Speaker 2: terzo atto del Roberto e se ne va al momento
[32:38] Speaker 2: che sta per cominciare il quarto.

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