# Capitolo 47

An episode of [Il conte di Montecristo - AUDIOLIBRO](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896945380), 21 Jun 2026, 26 min.

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[0:01] Speaker 2: Capitolo 47 Ideologia Se il conte di Montecristo avesse vissuto da
[0:08] Speaker 2: lungo tempo nella società parigina, avrebbe apprezzato in tutto il
[0:11] Speaker 2: suo valore la dimostrazione che gli faceva Vilforo con la
[0:14] Speaker 2: sua visita. Benveduto alla corte, tanto se regnava un re
[0:19] Speaker 2: del ramo primogenito o del ramo cadetto, tanto se governava
[0:23] Speaker 2: un ministro dottrinario, che liberale o conservatore, riputato abile da tutti,
[0:29] Speaker 2: come si reputano generalmente abili tutte le persone che non
[0:32] Speaker 2: hanno mai provato i sinistri politici. Odiato da molti, ma
[0:36] Speaker 2: caldamente protetto da certuni, senza però essere amato da alcuno.
[0:41] Speaker 2: Il signor de Villefort teneva un alto posto nella magistratura
[0:45] Speaker 2: e si teneva a questa altezza come un harlè o
[0:47] Speaker 2: come un mollè. Il suo salone, rimodernato da una giovane
[0:51] Speaker 2: sposa e da una figlia di primo letto dell'età piena
[0:55] Speaker 2: di diciotto anni, Non era però uno di quei saloni
[0:58] Speaker 2: severi di Parigi, in cui si osserva il culto delle
[1:01] Speaker 2: tradizioni e la religione dell'etichetta. La fredda cortesia, la fedeltà
[1:06] Speaker 2: assoluta ai principi del governo, un disprezzo profondo delle teorie
[1:10] Speaker 2: e dei teoretici, un odio grande all'ideologia, tali erano gli
[1:15] Speaker 2: elementi della vita interna e pubblica professati dal signor de Villefort.
[1:21] Speaker 2: Egli non era solamente un magistrato, era quasi un diplomatico,
[1:26] Speaker 2: Le sue relazioni con la vecchia corte, di cui parlava
[1:29] Speaker 2: sempre con dignità e rispetto, lo facevano rispettare dalla nuova.
[1:33] Speaker 2: Sapeva tante cose, che non solo era sempre blandito, ma
[1:37] Speaker 2: spesso ancora consultato. Egli abitava una fortezza inespugnabile. Questa fortezza
[1:43] Speaker 2: era la sua carica di procuratore del re, di cui
[1:46] Speaker 2: si avvaleva meravigliosamente, e che avrebbe lasciata soltanto per essere
[1:50] Speaker 2: fatto deputato, e per cambiare così la neutralità in opposizione.
[1:56] Speaker 2: In generale faceva o rendeva raramente delle visite. Sua moglie
[2:00] Speaker 2: le faceva in sua vece. Cosa accettata in questa società,
[2:04] Speaker 2: dove si teneva conto delle gravi e numerose occupazioni del magistrato.
[2:08] Speaker 2: Ciò che in realtà non era che un calcolo d'orgoglio,
[2:11] Speaker 2: una quintessenza d'aristocrazia, l'applicazione infine di questa sioma. Fa mostra
[2:16] Speaker 2: di stimarti e sarai stimato. Assioma le mille volte più
[2:20] Speaker 2: utile nella nostra società di quello dei greci. Conosci te
[2:24] Speaker 2: da te stesso. sostituito ai nostri giorni dall'arte meno difficile
[2:29] Speaker 2: e più vantaggiosa del conoscere gli altri. Per i suoi
[2:33] Speaker 2: amici Wilford era un possente protettore. Per i suoi nemici
[2:38] Speaker 2: un avversario sordo, ma accanito. Per gli indifferenti la statua
[2:42] Speaker 2: della legge fatta uomo. Aspetto altero, fisionomia impassibile, sguardo fosco
[2:48] Speaker 2: e appannato, o insolentemente penetrante e scrutatore. Tale era l'uomo
[2:53] Speaker 2: di cui quattro rivoluzioni, abilmente ammassate l'una sull'altra, avevano dapprima costruito,
[3:00] Speaker 2: poscia cementato, il piedistallo. Il signor de Villefort aveva la
[3:05] Speaker 2: reputazione di essere l'uomo meno curioso e meno allegro della Francia.
[3:10] Speaker 2: Egli dava un ballo tutti gli anni, ma non vi
[3:12] Speaker 2: compariva che per un quarto d'ora, cioè quarantacinque minuti di
[3:16] Speaker 2: meno che non fa il re ai suoi. Egli non
[3:19] Speaker 2: si vedeva mai né ai teatri né nei luoghi pubblici.
[3:23] Speaker 2: Qualche volta, ma raramente, Faceva una partita di whist, ma
[3:27] Speaker 2: allora aveva sicura di scegliere gli giocatori degni di lui.
[3:30] Speaker 2: Qualche ambasciatore, qualche primo presidente, o infine qualche duchessa primogenita.
[3:37] Speaker 2: Ecco qual era l'uomo la cui carrozza si era fermata
[3:39] Speaker 2: davanti alla porta del conte di Monte Cristo. Il cameriere
[3:43] Speaker 2: annunziò il signor de Villefort, al momento in cui il conte,
[3:46] Speaker 2: chinato sopra una gran tavola, seguiva su una carta geografica
[3:50] Speaker 2: un itinerario da Pietroburgo alla Cina. Il procuratore del re
[3:55] Speaker 2: entrò con quello stesso passo grave e misurato con cui
[3:58] Speaker 2: era solito andare al tribunale. Era lo stesso uomo che
[4:02] Speaker 2: noi abbiamo visto sostituto a Marsiglia. La natura, consentane ai
[4:07] Speaker 2: suoi principi, nulla aveva cambiato in costui nel corso che
[4:11] Speaker 2: aveva dovuto seguire. Di snello egli era divenuto magro, di
[4:16] Speaker 2: pallido giallo. Gli occhi infossati erano cavi, gli occhiali, legati
[4:20] Speaker 2: in oro appoggiati sull'orbita, Sembravano ora far parte del viso.
[4:25] Speaker 2: Eccettuata la cravatta bianca, tutto il rimanente del suo vestire
[4:28] Speaker 2: era completamente nero. E questo colore funebre non era interrotto
[4:32] Speaker 2: che dalla striscia della fettuccia rossa, che si mostrava impercettibilmente
[4:36] Speaker 2: dall'occhiello del suo abito, e che sembrava una linea di
[4:39] Speaker 2: sangue tirata col pennello. Per quanto Montecristo fosse padrone di sé,
[4:44] Speaker 2: esaminò con una visibile curiosità, rendendogli il saluto il magistrato, che,
[4:50] Speaker 2: diffidente per abitudine e poco credulo soprattutto alle meraviglie sociali,
[4:54] Speaker 2: era più disposto di vedere nel nobile straniero, chiamato Montecristo,
[4:59] Speaker 2: un cavaliere d'industria che tentasse un nuovo teatro, o un
[5:02] Speaker 2: malfattore in stato di rottura di bando, di quello che
[5:05] Speaker 2: un principe dello Stato romano o un sultano delle mille
[5:08] Speaker 2: e una notte. Signore, disse Vilfort, con quel tono lamentevole
[5:14] Speaker 2: che assumono i magistrati nei loro periodi oratori, e di
[5:18] Speaker 2: cui non vogliono o non possono disfarsi nella conversazione.« Signore,
[5:23] Speaker 2: il servigio segnalato che ieri avete reso a mia moglie
[5:26] Speaker 2: e a mio figlio mi fanno un dovere di ringraziarvi.
[5:30] Speaker 2: Vengo dunque a compiere questo dovere e ad esprimervi tutta
[5:33] Speaker 2: la mia riconoscenza». E nel pronunciare queste parole l'occhio severo
[5:37] Speaker 2: del magistrato nulla aveva perduto della sua abituale arroganza. Queste
[5:42] Speaker 2: parole che aveva dette le aveva articolate con la voce
[5:45] Speaker 2: da procuratore generale, con quella rigidità inflessibile di collo e
[5:49] Speaker 2: di spalle che faceva dire ai suoi adulatori, come noi
[5:53] Speaker 2: lo ripetiamo, che egli era la statua vivente della legge.« Signore»,
[5:59] Speaker 2: disse il conte a sua volta con una freddezza di gelo,«
[6:03] Speaker 2: io sono molto fortunato di aver potuto conservare un figlio
[6:06] Speaker 2: a sua madre, perché si dice che il sentimento di
[6:09] Speaker 2: maternità sia il più possente, come è il più santo
[6:11] Speaker 2: di tutti». e questa fortuna che mi sono procurata vi dispensava, signore,
[6:16] Speaker 2: dal compiere un dovere di cui la esecuzione è certamente monora,
[6:20] Speaker 2: perché so che il signor de Villefort non prodiga il
[6:22] Speaker 2: favore che mi fa, ma che, per quanto ciò sia prezioso, nonostante,
[6:26] Speaker 2: non vale per me l'interna soddisfazione. Villefort, meravigliato di questa uscita,
[6:33] Speaker 2: cui non si aspettava, fremè come un soldato che sente
[6:36] Speaker 2: il colpo che gli viene dato, adonta dell'armatura di cui
[6:39] Speaker 2: è coperto. ed una piega sdegnosa del suo labbro indicò
[6:43] Speaker 2: che da bel principio egli non riteneva il conte di
[6:45] Speaker 2: Montecristo per un gentiluomo bene educato. Girò gli occhi intorno
[6:50] Speaker 2: a sé, come per riattaccare su qualche cosa la conversazione
[6:53] Speaker 2: che era già caduta e che sembrava essersi infranta cadendo.
[6:57] Speaker 2: Vide la carta che studiava Montecristo quando egli entrò, e riprese.«
[7:02] Speaker 2: Vi occupate di geografia, signore? Questo è un ricco studio,
[7:06] Speaker 2: per voi particolarmente», che, a quanto sia sicura, avete già
[7:09] Speaker 2: veduti tanti paesi quanti ne sono incisi su quella carta».« Sì, signore»,
[7:14] Speaker 2: rispose il conte,« io ho voluto fare sulla specie umana
[7:18] Speaker 2: presa in massa ciò che voi fate ogni giorno sulle eccezioni,
[7:22] Speaker 2: vale a dire uno studio fisiologico. Ho pensato che mi
[7:25] Speaker 2: sarebbe più facile discendere dal tutto al particolare che dal
[7:28] Speaker 2: particolare salire al tutto. È un assioma algebrico che vuole
[7:33] Speaker 2: che si proceda dal conosciuto allo sconosciuto». e non dallo
[7:36] Speaker 2: sconosciuto al conosciuto. Ma sedetevi dunque, ve ne supplico». E
[7:41] Speaker 2: Montecristo indicò con la mano al procuratore del re una sedia,
[7:45] Speaker 2: che questi dovette inoltrare da se stesso, nel mentre che
[7:48] Speaker 2: egli non ebbe che quella di lasciarsi ricadere sulla stessa,
[7:52] Speaker 2: su cui era inginocchiato quando entrò il procuratore del re.
[7:56] Speaker 2: In questo modo il conte si ritrovò per metà voltato
[7:58] Speaker 2: verso il suo visitatore, avendo le spalle alla finestra ed
[8:02] Speaker 2: il gomito appoggiato alla carta geografica, che per il momento
[8:05] Speaker 2: formava il soggetto della conversazione, la quale prendeva, come era
[8:10] Speaker 2: accaduto da Morsef e da Danglar, una piega del tutto analoga,
[8:14] Speaker 2: se non alla situazione, almeno al personaggio.« Ah, voi filosofate!»
[8:20] Speaker 2: riprese Vilfort dopo un momento di silenzio, durante il quale,
[8:24] Speaker 2: come un atleta che incontra un forte avversario aveva riunite
[8:27] Speaker 2: le sue forze.« Ebbene, signore, parola d'onore, se come voi
[8:32] Speaker 2: non avessi nulla da fare, cercherei un'occupazione meno triste».« È vero, signore»,
[8:37] Speaker 2: rispose Montecristo.« E l'uomo è un laido bruco se si
[8:41] Speaker 2: osserva col microscopio solare. Ma voi avete detto che io
[8:44] Speaker 2: non ho niente da fare. Vediamo, credereste per caso di
[8:47] Speaker 2: avere voi qualche cosa da fare?»« O per parlare più chiaramente, signore»,«
[8:52] Speaker 2: Credete che ciò che fate possa chiamarsi qualche cosa?» Lo
[8:57] Speaker 2: stupore di Wilford raddoppiò a questo secondo colpo così brutalmente
[9:00] Speaker 2: vibrato dal suo strano avversario. Era gran tempo che il
[9:04] Speaker 2: magistrato non si era sentito dire un paradosso di questa forza,
[9:08] Speaker 2: o piuttosto, per parlare più rettamente, era la prima volta
[9:11] Speaker 2: che lo sentiva. Il procuratore del re si emise all'opera
[9:16] Speaker 2: per rispondere.« Signore», disse egli,« voi siete straniero?» E lo
[9:22] Speaker 2: dite voi stesso, io credo una parte della vostra vita
[9:25] Speaker 2: l'avete passata nei paesi orientali. Non sapete dunque come la
[9:29] Speaker 2: giustizia umana, speditiva in quelle contrade, ha preso noi un
[9:33] Speaker 2: andamento prudente e misurato? Sia, signore, sia, è il piedezoppo
[9:38] Speaker 2: degli antichi. So tutto questo, perché è particolarmente della giustizia
[9:42] Speaker 2: di tutti i paesi che mi sono occupato. È la
[9:45] Speaker 2: procedura criminale di tutte le nazioni che io ho paragonata
[9:48] Speaker 2: con la giustizia naturale». E debbo dirlo, signore, è ancora
[9:52] Speaker 2: la legge dei popoli primitivi, la legge del taglione, che
[9:56] Speaker 2: ho ritrovata la più conforme al bisogno e la più speditiva.
[10:01] Speaker 2: Se questa legge fosse adottata semplificherebbe molto i nostri codici,
[10:05] Speaker 2: ed allora, pel colpo che ne riceverebbero i nostri magistrati,
[10:08] Speaker 2: come dicevate or ora, non avrebbero più gran cosa da fare.
[10:13] Speaker 2: Ciò accadrà forse nell'avvenire, disse Montecristo. Sapete che le invenzioni
[10:18] Speaker 2: umane progrediscono dal composto al semplice, e che il semplice
[10:22] Speaker 2: è sempre la perfezione. Mentre si aspetta questo avvenire, però,
[10:27] Speaker 2: disse il magistrato, vi sono i nostri codici, con i
[10:30] Speaker 2: loro articoli contraddittori tolti dai gallici costumi, dalle leggi romane
[10:35] Speaker 2: e dagli usi franchi. Ora, la conoscenza di tutte queste leggi,
[10:38] Speaker 2: ne converrete, non si acquista che con lunghi lavori, ed
[10:42] Speaker 2: ha bisogno a un lungo studio per acquistare tale conoscenza».
[10:45] Speaker 2: ed una grande possanza di testa perché non si abbia
[10:48] Speaker 2: a dimenticare una volta acquisita. Io sono del vostro parere, signore,
[10:54] Speaker 2: ma tutto ciò che sapete in riguardo a questo codice
[10:56] Speaker 2: francese lo so io pure, ma non solamente riguardo a
[11:00] Speaker 2: questo codice, ma a quello di tutte le nazioni. Le
[11:03] Speaker 2: leggi indiane, turche e giapponesi mi sono tanto familiari quanto
[11:06] Speaker 2: le leggi francesi. Aveva dunque ragione di dire che relativamente,
[11:11] Speaker 2: perché tutto è relativo, A tutto ciò che ho fatto io,
[11:14] Speaker 2: voi avete fatto ben poco, e che relativamente a quanto
[11:17] Speaker 2: ho imparato io, voi avete ben molto da imparare. Ma
[11:22] Speaker 2: con quale scopo avete voi appreso tutto ciò? Riprese Vilfor meravigliato.
[11:27] Speaker 2: Montecristo sorrise. Bene, signore, dissegli. Io vedo che adonta della
[11:33] Speaker 2: reputazione per la quale si ritiene un uomo superiore agli altri,
[11:37] Speaker 2: voi vedete ogni cosa sotto il punto di vista materiale
[11:39] Speaker 2: e volgare della società. cominciando dall'uomo e terminando all'uomo, cioè
[11:44] Speaker 2: sotto il punto di vista più ristretto, più circoscritto, che
[11:48] Speaker 2: sia stato permesso all'umana intelligenza ad abbracciare. Spiegatevi, disse Vilfora
[11:53] Speaker 2: sempre più meravigliato. Non vi capisco molto bene. Dico, signore,
[12:00] Speaker 2: che con gli occhi fissi sull'organizzazione sociale delle nazioni voi
[12:03] Speaker 2: non vedete che le molle della macchina e non conoscete
[12:06] Speaker 2: davanti a voi e intorno a voi che i titolari
[12:09] Speaker 2: dei posti, i cui diplomi sono stati firmati dai ministri
[12:13] Speaker 2: o dal re, e che gli uomini che il Dio
[12:15] Speaker 2: ha messo al di sopra dei titolati, dei ministri e
[12:18] Speaker 2: dei re, dando loro una missione da compiere e non
[12:21] Speaker 2: un posto da occupare, io dico che questi sfuggono alla
[12:25] Speaker 2: vostra corta vista. Ciò è proprio dell'umana debolezza e degli
[12:29] Speaker 2: organi deboli ed incompleti. Tobia prendeva l'angelo che doveva rendergli
[12:34] Speaker 2: la vista per un giovine comune, Le nazioni prendevano Attila,
[12:38] Speaker 2: che doveva annientarle, per un conquistatore come tutti gli altri.
[12:42] Speaker 2: E fu duopo che entrambi svelassero la loro missione celeste
[12:45] Speaker 2: perché gli uomini la conoscessero. Abbi sognò che uno dicesse«
[12:49] Speaker 2: Io sono l'angelo del Signore» e l'altro« Io sono il
[12:52] Speaker 2: martello di Dio» perché la missione divina ad entrambi fosse rivelata.« Allora»,
[12:59] Speaker 2: disse Vilfor, con stupore sempre crescente e credendo di parlare
[13:03] Speaker 2: ad un pazzo o ad un ispirato, Voi vi considerate
[13:06] Speaker 2: come uno di questi esseri straordinari che avete nominato?»« E
[13:10] Speaker 2: perché no?» disse freddamente Montecristo.« Perdonatemi, signore», riprese Vilfort sbalordito,«
[13:18] Speaker 2: ma mi scuserete se, presentandomi a voi, non sapevo di
[13:21] Speaker 2: presentarmi ad un uomo il cui sapere e il cui
[13:24] Speaker 2: spirito sorpassavano di tanto il sapere e lo spirito ordinario
[13:28] Speaker 2: e abituale degli uomini. Non è usanza fra noi infelici
[13:32] Speaker 2: corrotti dell'incivilimento Che i gentiluomini possessori come voi, di un'immensa fortuna,
[13:37] Speaker 2: almeno a ciò che mi sia sicura, notate bene che
[13:40] Speaker 2: io non mi interrogo, ma ripeto soltanto ciò che ho inteso.
[13:44] Speaker 2: Non è usanza fra noi, dicevo, che questi privilegiati dalle
[13:48] Speaker 2: ricchezze perdano il loro tempo in speculazioni sociali, in astrazioni filosofiche,
[13:53] Speaker 2: fatte tutt'al più per consolare quelli che la sorte ha
[13:56] Speaker 2: diseredati dei beni della terra. Eh, signore, riprese il conte,
[14:02] Speaker 2: Siete voi dunque giunto al posto eminente che occupate senza
[14:05] Speaker 2: aver mai fatta o incontrata qualche eccezione? E non esercitate
[14:10] Speaker 2: mai il vostro sguardo, che pure avrebbe bisogno di molta
[14:13] Speaker 2: finezza e sicurezza, ad indovinare con un sol colpo chi
[14:17] Speaker 2: è caduto sotto questo sguardo? Un magistrato non dovrebbe egli
[14:21] Speaker 2: essere non il migliore applicatore della legge, non il più
[14:25] Speaker 2: furbo interprete dell'oscurità della cabala, ma uno specchio d'acciaio per
[14:29] Speaker 2: provare i cuori, Una pietra di paragone per assaggiare l'oro
[14:32] Speaker 2: che in ciascun'anima si trova sempre misto a più o
[14:36] Speaker 2: meno lega? Signore, disse Vilfort, voi mi confondete. Non ho
[14:42] Speaker 2: mai inteso parlare come fate voi. Egli è perché siete
[14:46] Speaker 2: sempre rimasto racchiuso fra il cerchio delle condizioni generali, perché
[14:50] Speaker 2: non avete mai osato innalzarvi con un batter d'ali nelle
[14:53] Speaker 2: sfere superiori che sono popolate di esseri invisibili ed eccezionali.
[14:58] Speaker 2: Ammettete dunque, signore, Che vi siano queste sfere, e che
[15:02] Speaker 2: gli esseri eccezionali ed invisibili si mischino a noi. E
[15:05] Speaker 2: perché no? Vedete voi forse l'aria che respirate, e senza
[15:09] Speaker 2: la quale non potreste vivere? Allora non vediamo questi esseri
[15:13] Speaker 2: di cui parlate? Voi li potete vedere ogni qualvolta quegli
[15:17] Speaker 2: esseri si materializzano. Voi li toccate allora, li urtate, parlate loro,
[15:22] Speaker 2: essi vi rispondono. Ah, disse Vilfort sorridendo. Ti confesso che
[15:28] Speaker 2: vorrei essere avvisato quando uno di questi esseri si ritroverà
[15:31] Speaker 2: meco in contatto. Voi siete stato servito a seconda del
[15:35] Speaker 2: vostro desiderio, signore, perché te stessi ed è stato avvisato,
[15:39] Speaker 2: ed ora pure vi avviso. Così, voi stesso... Io sono
[15:44] Speaker 2: uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, io lo credo.
[15:48] Speaker 2: Sino ad oggi nessun uomo si è ritrovato in una
[15:50] Speaker 2: posizione simile alla mia. I regni dei re sono circoscritti,
[15:54] Speaker 2: Sia dalle montagne, sia dai fiumi, sia da un cambiamento
[15:57] Speaker 2: di costumi o di pavella. Il mio regno è grande
[16:00] Speaker 2: come il mondo, perché non sono né italiano, né francese,
[16:04] Speaker 2: né indiano, né americano, né spagnolo. Io sono cosmopolita. Nessuno
[16:09] Speaker 2: può dire di avermi veduto nascere. Dio solo sa quale
[16:12] Speaker 2: terra mi vedrà morire. Io adotto tutti i costumi. Io
[16:16] Speaker 2: parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero?
[16:20] Speaker 2: Perché parlo il francese con la stessa facilità e purezza
[16:23] Speaker 2: di voi? Ebbene, Ali, il mio moro, mi crede arabo, Bertuccio,
[16:28] Speaker 2: il mio intendente, mi crede romano, Aide, la mia schiava,
[16:32] Speaker 2: mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di alcun paese,
[16:37] Speaker 2: non domandando protezione ad alcun governo, non riconoscendo alcun uomo
[16:41] Speaker 2: per mio fratello, non un solo scrupolo che arresta i potenti,
[16:46] Speaker 2: non un solo ostacolo che paralizza i deboli, può né
[16:49] Speaker 2: arrestarmi né paralizzarmi. Non ho che due avversari, Non dirò
[16:54] Speaker 2: due vincitori, perché li sottometto con una persistenza. La distanza
[16:59] Speaker 2: e il tempo. Il terzo, ed è il più terribile,
[17:03] Speaker 2: sta nella mia condizione di mortale. Ciò solo può fermarmi
[17:06] Speaker 2: nella strada che percorro, e prima che abbia conseguito lo
[17:09] Speaker 2: scopo a cui miro, tutto il resto l'ho calcolato. Ciò
[17:13] Speaker 2: che gli uomini chiamano capricci della fortuna, vale a dire
[17:16] Speaker 2: la ruina, i cambiamenti, le eventualità, le ho tutte prevedute,
[17:20] Speaker 2: e se qualcuna può colpirmi, nessuna può rovesciarmi. A meno
[17:24] Speaker 2: che non muoia, sarò sempre ciò che sono. Ecco perché
[17:28] Speaker 2: vi dico cose che voi non avete mai intese, neppure
[17:31] Speaker 2: dalla bocca dei re. Perché i re hanno bisogno di
[17:34] Speaker 2: voi e gli altri uomini hanno paura di voi. Chi
[17:37] Speaker 2: è quelli che non supponga, in una società ordinata tanto
[17:40] Speaker 2: ridicolmente quanto la nostra, forse un giorno posso avere a
[17:44] Speaker 2: che fare col procuratore del re. Ma voi stesso potete
[17:48] Speaker 2: dire questo, perché dal momento che abitate la Francia siete
[17:51] Speaker 2: naturalmente sottoposto alle leggi francesi. Lo so, signore, rispose Montecristo.
[17:57] Speaker 2: Ma quando devo andare in un paese, comincio dallo studiare,
[18:01] Speaker 2: con i mezzi che mi sono particolari, tutti gli uomini
[18:04] Speaker 2: dai quali posso avere qualche cosa da sperare o da temere,
[18:07] Speaker 2: e giungo a conoscerli molto bene. Forse è meglio ancora
[18:10] Speaker 2: di quello che non si conoscono da se stessi. Ciò
[18:13] Speaker 2: porta ad un risultato, che il procuratore del re, qualunque
[18:17] Speaker 2: egli fosse, con cui avessi da fare, sarebbe certissimamente più
[18:22] Speaker 2: impacciato di me. Ciò vuol dire, riprese con esitanza a Vilfor,
[18:28] Speaker 2: che la natura umana è debole ed ogni uomo, secondo voi,
[18:31] Speaker 2: ha commesso qualche sbaglio. Sbaglio o delitto? Rispose negligentemente Montecristo.
[18:40] Speaker 2: E che voi solo fra gli uomini, che ne riconosceste
[18:43] Speaker 2: per fratelli, come avete detto voi stesso, riprese Vilfor con
[18:47] Speaker 2: voce leggermente alterata. E che voi solo siete perfetto. Non perfetto.
[18:53] Speaker 2: rispose il conte.« Impenetrabile, ecco tutto. Ma tronchiamo quest'argomento, signore.
[18:59] Speaker 2: Se la conversazione vi dispiace, molto più che voi non
[19:02] Speaker 2: vi trovavate maggiormente minacciato dalla mia doppia vista di quello
[19:06] Speaker 2: che lo sia io della vostra giustizia».« No, signore», disse
[19:11] Speaker 2: vivamente Vilfort, che senza dubbio temeva comparisse aver abbandonato il terreno.« No,
[19:17] Speaker 2: con la vostra brillante e quasi sublime conversazione mi avete
[19:21] Speaker 2: innalzato al di sopra dei livelli ordinari». Noi non parliamo più, dissertiamo.
[19:26] Speaker 2: Ora voi sapete, come i professori in cattedra e i
[19:29] Speaker 2: filosofi nelle loro dispute, si dicono qualche volta delle crude liberità.
[19:33] Speaker 2: Fingiamo adunque di fare una disputa sociale e filosofica. Vi
[19:37] Speaker 2: dirò dunque, per quanto vi sembri duro, caro fratello, voi
[19:40] Speaker 2: sacrificate all'orgoglio. Voi siete al di sopra degli altri, ma
[19:44] Speaker 2: al di sopra di voi sta Dio. Al di sopra
[19:47] Speaker 2: di tutti, signore. rispose Montecristo, con un accento così profondo
[19:52] Speaker 2: che Vilfort ne fremette involontariamente.« Ho il mio orgoglio per
[19:57] Speaker 2: gli uomini, serpenti sempre pronti a drizzarsi contro colui che
[20:00] Speaker 2: li sorpassa di fronte, senza schiacciarli col piede. Ma lo
[20:04] Speaker 2: depongo davanti a Dio, che mi ha tolto dal niente
[20:07] Speaker 2: per farmi quel che sono».« Allora, signor Conte, vi ammiro»,
[20:12] Speaker 2: disse Vilfort, che per la prima volta in questo strano
[20:15] Speaker 2: dialogo impiegava questa formula aristocratica con lo straniero, che fino
[20:20] Speaker 2: ad allora aveva soltanto chiamato signore. Sì, ve lo dico,
[20:24] Speaker 2: se siete realmente forte, superiore, sano o impenetrabile, ciò che
[20:29] Speaker 2: torna è la stessa cosa. Siate superbo, questa è la
[20:32] Speaker 2: legge della dominazione. Ma voi pertanto avrete una qualche ambizione?
[20:37] Speaker 2: Ne ho avuta una, signore. E quale? Ho ambito di
[20:41] Speaker 2: essere fatto strumento della provvidenza. Vilfort guardò Montecristo con somma meraviglia.«
[20:48] Speaker 2: Signor Conte», dissegli,« non avete voi parenti?»« No, signore, sono
[20:53] Speaker 2: solo in questo mondo».« Tanto peggio! Perché?» domandò Montecristo.« Perché
[21:00] Speaker 2: avreste potuto vedere uno spettacolo atto a infrangere il vostro orgoglio.
[21:04] Speaker 2: Non temete che la morte, diceste?»« Non dico di temerla,
[21:08] Speaker 2: dico che ella sola può arrestarmi».« E la vecchiaia?» La
[21:13] Speaker 2: mia missione sarà compiuta prima che sia vecchio. È la pazzia.
[21:18] Speaker 2: Poco ha mancato che non diventassi pazzo. E voi sapete
[21:20] Speaker 2: la sioma? Non due volte nello stesso. Non vi si nidem.
[21:25] Speaker 2: È una sioma criminale, e perciò della vostra sfera. Signore,
[21:29] Speaker 2: vi è ancora un'altra cosa da temersi oltre la morte,
[21:31] Speaker 2: la vecchiaia o la pazzia? Vi è, per esempio, la poplessia.
[21:35] Speaker 2: Questo colpo di fulmine che vi colpisce senza distruggervi, ma
[21:39] Speaker 2: dopo il quale però tutto è finito. Siete sempre voi,
[21:42] Speaker 2: e ciò nonostante non siete più voi. Venite, se vi piace,
[21:45] Speaker 2: a continuare questa conversazione. Venite in casa mia, signor Conte,
[21:49] Speaker 2: un giorno che abbiate volontà di incontrarvi in un avversario
[21:52] Speaker 2: capace di comprendervi e avido di confutarvi. E vi mostrerò
[21:56] Speaker 2: mio padre, il signor Noirtier de Villefort, uno dei più
[21:59] Speaker 2: focosi giacobini della rivoluzione francese, vale a dire la più
[22:03] Speaker 2: brillante e audacia messa al servizio della più vigorosa organizzazione.
[22:07] Speaker 2: Un uomo che, come voi, Non aveva forse veduto tutti
[22:10] Speaker 2: i regni della terra, ma aveva aiutato a rovesciarne uno
[22:13] Speaker 2: dei più forti. Un uomo, finalmente, che, come voi, pretendeva
[22:18] Speaker 2: di essere un inviato di Dio, dell'essere supremo, dalla provvidenza. Ebbene, signore,
[22:24] Speaker 2: la rottura di un vaso sanguigno in un lobo del
[22:27] Speaker 2: cervello ha rovinato tutto questo. Non in un giorno, non
[22:31] Speaker 2: in un'ora, ma in un secondo. Il giorno prima il
[22:35] Speaker 2: signor Noirtier, antico giacobino, antico senatore, antico carbonaro, rideva della ghigliottina,
[22:41] Speaker 2: rideva del cannone, rideva del pugnale. Il signor Noirtier, che
[22:45] Speaker 2: giocava con le rivoluzioni, egli per cui la Francia non
[22:48] Speaker 2: era che una vasta scacchiera della quale pedine, torri, cavalli
[22:52] Speaker 2: e regina dovevano sacrificarsi perché il re ricevesse scacco matto.
[22:57] Speaker 2: Il signor Noirtier, tanto temuto e temibile, era il giorno
[23:00] Speaker 2: dopo quel povero Noirtier, vecchio immobile, abbandonato alla volontà dell'essere
[23:06] Speaker 2: più debole della casa, vale a dire della sua nipotina Valentina. Infine,
[23:11] Speaker 2: un cadavere muto e agghiacciato, che vive senza gioie, e spero,
[23:15] Speaker 2: senza soffrire.« Ai me, signore, questo spettacolo non è nuovo
[23:20] Speaker 2: né ai miei occhi né al mio pensiero», disse Montecristo.«
[23:24] Speaker 2: Sono alcun poco medico, e qui rammenterò che la provvidenza
[23:27] Speaker 2: sia palesa nei fatti che ci cadono sotto gli occhi,
[23:30] Speaker 2: e non potete negarlo». Cento autori, dopo Socrate, dopo Seneca,
[23:35] Speaker 2: hanno fatto in prosa e in versi il ravvicinamento che
[23:38] Speaker 2: avete fatto voi. Ciò non pertanto capisco che le sofferenze
[23:41] Speaker 2: di un padre possono operare grandi cambiamenti nello spirito del figlio. Verrò, signore,
[23:46] Speaker 2: poiché mi vi impegnate. Verrò a contemplare, a profitto della
[23:50] Speaker 2: mia umiltà, questo tristo spettacolo, che deve molto contristare la
[23:54] Speaker 2: vostra casa. Questo certamente sarebbe se il cielo non mi
[23:58] Speaker 2: avesse dato un largo compenso, In faccia del vecchio, che
[24:01] Speaker 2: discende trascinandosi nella tomba, sorgono due figli che entrano nella vita. Valentina,
[24:07] Speaker 2: figlia della mia prima moglie, Renata di San Meron, ed Edoardo,
[24:11] Speaker 2: quel fanciullo cui avete salvato la vita. E che concludete
[24:15] Speaker 2: da questo confronto, signore? Concludo, rispose Vilfort, che mio padre,
[24:20] Speaker 2: travolto dalle passioni, ha commesso qualcuno di quegli errori che
[24:24] Speaker 2: spuggono all'umana giustizia, ma che si attirano alla giustizia di Dio.
[24:28] Speaker 2: e che Dio, non volendo punire che un solo, non
[24:31] Speaker 2: ha percosso che lui solo. Montecristo, col sorriso sulle labbra,
[24:36] Speaker 2: mandò nel profondo del cuore un ruggito, che avrebbe fatto
[24:40] Speaker 2: fuggire Vilfor, se lo avesse inteso.« Addio, signore», riprese il magistrato,
[24:46] Speaker 2: che si era alzato da qualche tempo e parlava in piedi.«
[24:49] Speaker 2: Io parto portandomi con una memoria di voi piena di stima,
[24:52] Speaker 2: e che, spero, vi potrà essere più aggradita quando mi
[24:55] Speaker 2: conoscerete meglio». poiché non sono un uomo leggero o quanto
[24:58] Speaker 2: può credersi. D'altra parte, vi siete formato della signora de
[25:02] Speaker 2: Villefort un'amica eterna». Il conte salutò e si contentò di
[25:08] Speaker 2: accompagnare Villefort soltanto fino alla porta del gabinetto. Questi raggiunse
[25:12] Speaker 2: la carrozza, preceduto da due lacchè, che dietro un segno
[25:15] Speaker 2: del loro padrone si affrettarono di fargli aprire. Quindi, quando
[25:19] Speaker 2: il procuratore del re fu disparso,« Andiamo», disse Montecristo. cavando
[25:25] Speaker 2: a stento un sospiro dal petto oppresso. Andiamo, abbiamo preso
[25:29] Speaker 2: abbastanza di questo veleno, ora che il cuore ne è pieno,
[25:32] Speaker 2: andiamo a cercarne l'antidoto. E batte un colpo sul campanello sonoro.
[25:38] Speaker 2: Salgo dalla signora, disseglia da lì, che fra mezz'ora la
[25:41] Speaker 2: carrozza sia pronta.

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