# BARBERO racconta Gaetano Salvemini (Alessandro Barbero)

An episode of [Di Nuovo BARBERO - Alessandro Barbero Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896716561), 7 Aug 2026, 1 h 06 min.

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## Transcript

[0:26] Speaker 2: Entrai nella scuola trent'anni or sono. Quando la legge mi
[0:30] Speaker 2: domandava solo che insegnassi la storia con spirito di verità
[0:35] Speaker 2: e di lealtà, non che vendessi la mia anima al
[0:39] Speaker 2: partito dominante. Oggi la costituzione politica italiana di trent'anni or
[0:45] Speaker 2: sono è completamente abolita. Oggi l'Italia è divisa fra una
[0:51] Speaker 2: minoranza di padroni armati. a cui tutto è lecito, anche l'assassinio,
[0:59] Speaker 2: ed una moltitudine di sudditi disarmati, non più protetti da
[1:03] Speaker 2: nessuna legge morale, esclusi da ogni diritto politico. Non sono
[1:10] Speaker 2: parole mie, voi lo capite. Sono le parole con cui
[1:14] Speaker 2: Gaetano Salvemini, da Parigi, nel dicembre 1925, scrive al Rettore dell'Università
[1:22] Speaker 2: di Firenze per informarlo che si dimette, rinuncia alla cattedra
[1:28] Speaker 2: e non tornerà in Italia. Gaetano Salvemini è il protagonista
[1:33] Speaker 2: di questo primo incontro, il primo di questi tre incontri
[1:36] Speaker 2: di quest'anno e io vorrei cominciare dicendo due parole brevissime
[1:41] Speaker 2: sulla scelta dell'argomento di quest'anno. Voi capite che parlarvi della
[1:47] Speaker 2: responsabilità dello storico per uno che fa il mio mestiere
[1:52] Speaker 2: ha un significato particolare. Quest'anno il tema del Festival della
[1:56] Speaker 2: Mente è la responsabilità e io vi racconterò tre storici
[2:01] Speaker 2: del Novecento, nella cui vita il mestiere dello storico e
[2:06] Speaker 2: la responsabilità del cittadino si sono intrecciati in modi che
[2:13] Speaker 2: la nostra generazione non ha più dovuto affrontare, sostanzialmente per fortuna.
[2:19] Speaker 2: Però come vedrete, come spero che vedrete, i risultati sono
[2:24] Speaker 2: tre vite incredibili di tre uomini che non sono stati
[2:27] Speaker 2: soltanto grandi storici, e questo può interessare a me e
[2:30] Speaker 2: a chi fa il mio mestiere, perché i loro libri
[2:33] Speaker 2: sono tuttora dei punti di riferimento, ma potrebbero non essere
[2:38] Speaker 2: degli storici e le loro tre vite, come vedrete, sarebbe
[2:41] Speaker 2: la stessa cosa, varrebbe lo stesso la pena di raccontarle
[2:44] Speaker 2: per attraversare con loro il Novecento. Stasera Gaetano Salvemini, un
[2:51] Speaker 2: nome che io poi mi son chiesto quanto ci è
[2:53] Speaker 2: familiare ancora oggi, ma il nome sì, certo, un grande
[2:57] Speaker 2: intellettuale di una volta, poi però forse non più così presente,
[3:03] Speaker 2: tanto che è importante prima di cominciare a raccontare la
[3:05] Speaker 2: vita di Salvemini avere chiaro che lui alla sua epoca
[3:10] Speaker 2: e quindi direi per tutta la prima metà del Novecento
[3:14] Speaker 2: è stato un uomo famosissimo, è stato un intellettuale e
[3:18] Speaker 2: un politico celeberrimo, conosciutissimo in Italia e anche all'estero, in
[3:25] Speaker 2: modi che oggi non riusciamo neanche più a immaginarci. Vedrete
[3:29] Speaker 2: che ci sono dei motivi per questo, ma tenetelo presente.
[3:32] Speaker 2: Parliamo di un uomo che quando interveniva l'Italia lo stava
[3:36] Speaker 2: a sentire, fino a quando l'Italia non ha minacciato di
[3:39] Speaker 2: rompergli la testa a manganellate e lo ha costretto ad
[3:42] Speaker 2: andare all'estero. Allora Gaetano Salvemini nasce a Molfetta, è un
[3:48] Speaker 2: pugliese quindi, nel 1873. È il secondo di nove figli, che
[3:55] Speaker 2: belle famiglie di una volta, in realtà erano dodici figli,
[3:58] Speaker 2: i nove sono quelli sopravvissuti. È il secondo primo maschio
[4:03] Speaker 2: di questi nove figli, nasce da una famiglia della piccolissima borghesia.
[4:08] Speaker 2: Il papà fa l'istitutore in un collegio, il maestro per intenderci.
[4:15] Speaker 2: In famiglia c'è anche, classico di una volta, lo zio prete,
[4:19] Speaker 2: dal quale Salvemini Gaetanino comincia a imparare qualche cosa, i
[4:24] Speaker 2: primi rudimenti di latino glieli insegna lo zio prete. Siamo
[4:27] Speaker 2: negli anni settanta dell'ottocento, lo zio prete però è anche borbonico.
[4:33] Speaker 2: E lì Gaetano Bambino comincia a imparare che la storia
[4:37] Speaker 2: può essere una cosa più controversa di quello che magari
[4:39] Speaker 2: lui credeva, perché Gaetano Bambino di quarta elementare, torna a
[4:45] Speaker 2: casa un giorno tutto entusiasta raccontando che a scuola il
[4:49] Speaker 2: maestro ha spiegato l'impresa dei Mille e Garibaldi e lui
[4:55] Speaker 2: racconta questa cosa a tavola con tutta la famiglia a
[4:58] Speaker 2: tavola senza accorgersi che cade il gelo tutto intorno. Fino
[5:02] Speaker 2: a quando lo zio prete Borbonico non prende la parola
[5:07] Speaker 2: e annuncia a Gaetano che lui e il maestro andranno all'inferno.
[5:15] Speaker 2: È una famiglia della piccolissima borghesia, si è elevata di
[5:19] Speaker 2: un gradino rispetto ai nonni contadini, però allevare nove figli
[5:24] Speaker 2: con lo stipendio di un maestro nell'italietta di fine ottocento
[5:28] Speaker 2: vuol dire la miseria. E come tanti nelle stesse condizioni
[5:33] Speaker 2: Gaetanino per andare a scuola innanzitutto va in seminario. E
[5:38] Speaker 2: studia a lungo in seminario e lì fa due scoperte
[5:43] Speaker 2: che poi più tardi scriverà queste due cose, questi due
[5:46] Speaker 2: libri mi hanno influenzato in modo decisivo. Sentite lo storico
[5:51] Speaker 2: Salvemini quali sono i due libri da cui è stato
[5:53] Speaker 2: influenzato fin da bambino. Il primo libro della geometria di Euclide.
[6:00] Speaker 2: miracolo di chiarezza ordine buonsenso ebbe un'influenza decisiva e permanente
[6:10] Speaker 2: sul mio sviluppo intellettuale l'altro libro è la Bibbia che
[6:17] Speaker 2: naturalmente da buon cattolico in casa non aveva mai letto
[6:20] Speaker 2: deve andare in seminario perché gli facciano leggere la Bibbia
[6:23] Speaker 2: e la Bibbia lo impressiona la Bibbia dice i Vangeli
[6:27] Speaker 2: in particolare hanno con la loro potenza morale e bellezza poetica,
[6:34] Speaker 2: dettero al mio pensiero un grande graffio che rimase. Allora
[6:39] Speaker 2: voi capite, uno che fa lo storico perché è attrezzato così,
[6:43] Speaker 2: perché ha letto Euclide e ha letto la Bibbia. Potremmo dire,
[6:47] Speaker 2: c'è una vecchia domanda che ossessionano i storici, Mark Bloch
[6:50] Speaker 2: diceva che è stupido perdere tempo dietro a queste cose,
[6:53] Speaker 2: la storia è un'arte o è una scienza? Ecco, Salvemini
[6:57] Speaker 2: evidentemente non sentiva la contraddizione, Euclide è la Bibbia per
[7:02] Speaker 2: la poesia della Bibbia. Bene, dunque fa il liceo, arriva
[7:08] Speaker 2: a prendere la maturità in seminario. E poi? E poi
[7:12] Speaker 2: andare all'università è proibitivo. Salvemini vince una borsa di studio.
[7:18] Speaker 2: E con quella borsa di studio riesce ad andare all'università
[7:22] Speaker 2: di Firenze. Sessanta lire al mese. Abbastanza per campare, ma
[7:28] Speaker 2: proprio tirato, tirato. Ehm... Durante queste lezioni spesso vi citerò direttamente,
[7:35] Speaker 2: come vedete sto già facendo, le parole degli studiosi che
[7:40] Speaker 2: vi racconto, che sapevano tutti maneggiare la penna. Ogni tanto
[7:45] Speaker 2: mi sono detto comodo anche, cioè vi parlo più con
[7:47] Speaker 2: le parole loro che con le mie, quando esagero ditemelo,
[7:50] Speaker 2: ma secondo me è importante sentire la loro voce. Senza
[7:54] Speaker 2: quelle 60 lire avrei dovuto tornarmene al mio paese, primo maschio
[8:00] Speaker 2: di nove fratelli e sorelle, a diventare prete, che questo
[8:06] Speaker 2: era nell'Italia meridionale di allora il destino dei ragazzi non
[8:11] Speaker 2: stupidi di famiglie povere. E invece lo scampa, c'è la
[8:15] Speaker 2: borsa di studio, va all'Università di Firenze a studiare storia.
[8:21] Speaker 2: Per un attimo ha un dubbio. Fra i suoi compagni
[8:25] Speaker 2: all'Università di Firenze c'è Cesare Battisti, quello che poi sarà
[8:29] Speaker 2: martire dell'erudentismo, E c'è una ragazza che poi sposerà Cesare Battisti,
[8:35] Speaker 2: ma che evidentemente anche a Gaetano piaceva. La ragazza studia
[8:38] Speaker 2: filosofia e Salvemini dice« per un momento ho esitato». Io
[8:44] Speaker 2: vi racconto questa cosa in queste tre serate, raccontandovi tre storici,
[8:49] Speaker 2: inevitabilmente vi racconto anche qualcosa di me e qualcosa che
[8:54] Speaker 2: ci accomuna tutti, bene o male. trovando l'occasione in questo
[8:59] Speaker 2: caso nelle idee di Salvemini, non sono quindi io che
[9:03] Speaker 2: lo dico, però non posso non confessare che trovo una
[9:06] Speaker 2: certa affinità con l'idea di Salvemini, che dice, ho rischiato
[9:11] Speaker 2: di diventare un filosofo. Ci fu un momento che pensai
[9:15] Speaker 2: di lasciare la storia per la filosofia. Fortunatamente guarì da
[9:22] Speaker 2: quella scarlattina prima che mi rovinasse. Studierà storia. Il suo
[9:29] Speaker 2: maestro è un importante storico di allora, Pasquale Villari, che
[9:34] Speaker 2: gli insegna tante cose. Gli insegna che la storia è
[9:37] Speaker 2: una roba viva, non è una roba morta. Che la
[9:40] Speaker 2: storia è contatto fra il passato e il presente. E soprattutto,
[9:44] Speaker 2: dice ancora Salvemini, ci insegnava soprattutto a non essere mummie,
[9:51] Speaker 2: a essere uomini. Bene. Ma all'università, a Gaetano Salvemini, capita
[9:59] Speaker 2: anche un'altra cosa, che scopre la politica e diventa socialista. Oh, capiamoci,
[10:07] Speaker 2: siamo nell'Italia degli anni 1890, il partito comunista non esiste ancora,
[10:13] Speaker 2: il partito socialista è l'estrema sinistra. Il Partito Socialista fa
[10:17] Speaker 2: parte dell'internazionale. È visto con spavento dai borghesi. È un
[10:22] Speaker 2: partito rivoluzionario, anche se più nelle teorie che nella prassi. Salvemini, ventenne,
[10:31] Speaker 2: è nato nel 1973. Salvemini, ventenne, all'Università di Firenze, poi dopo,
[10:36] Speaker 2: è un estremista. È un rivoluzionario. Ricordiamoci cosa sono gli
[10:41] Speaker 2: anni 90 dell'Ottocento in Italia. Sono non solo gli anni in cui...
[10:47] Speaker 2: Si sta uscendo con gran fatica dalla crisi economica di
[10:50] Speaker 2: fine Ottocento, ma proprio con grande fatica. Sono ancora anni
[10:53] Speaker 2: di crisi pesante. E sono anni di crisi politica. Da
[10:58] Speaker 2: un lato il Paese si avventura nelle imprese coloniali e
[11:02] Speaker 2: ci prendiamo la batosta di Adua. 1896, la più grande
[11:08] Speaker 2: figuraccia di un esercito europeo nelle colonie. Ma il peggio
[11:13] Speaker 2: è che in Italia c'è una svolta reazionaria pesantissima. L'atmosfera
[11:19] Speaker 2: negli anni 90 è molto pesante. Sono quelli che vengono chiamati
[11:22] Speaker 2: i governi della sciabola. Quando in piazza l'esercito spara e
[11:26] Speaker 2: la cavalleria carica gli soperanti. Sono gli anni dei moti
[11:30] Speaker 2: di Milano del 1898, con il generale Bava Beccaris che fa
[11:35] Speaker 2: sparare sulla folla a Milano e fa centinaia di morti
[11:39] Speaker 2: nelle strade di Milano. Il tutto sotto la copertura del
[11:42] Speaker 2: re Umberto che non per niente nel 1900 un anarchico ammazzerà.
[11:46] Speaker 2: Talmente una parte del paese non ne può più di
[11:49] Speaker 2: quello che sta succedendo. Allora in questi anni Gaetanino, ventenne,
[11:55] Speaker 2: studente universitario, è un estremista rivoluzionario e non ne può
[11:59] Speaker 2: più di questo partito socialista. Vi stupirà, i partiti della
[12:04] Speaker 2: sinistra in Italia hanno una certa tendenza a scivolare poi
[12:07] Speaker 2: pian piano sempre più verso il centro dello schieramento politico.
[12:10] Speaker 2: Già allora il partito socialista è guidato da uomini come Turati,
[12:15] Speaker 2: i quali... Tano Salvemini morde il freno, c'è la piazza
[12:21] Speaker 2: che ribolle, c'è l'esercito che spara, ci sarebbe l'occasione di
[12:26] Speaker 2: fare la rivoluzione e invece Turati frena, il partito frena.
[12:32] Speaker 2: Salvemini da giovane dice cose di questo tipo, smettere la
[12:37] Speaker 2: tattica legale e mettersi sulle vie rivoluzionarie, star quieti, organizzarsi ferreamente,
[12:47] Speaker 2: sembra Lenin, poi Lenin è andato avanti dritto, Salvemini come
[12:51] Speaker 2: vedremo a un certo punto cambia idea. non dar pretesto
[12:56] Speaker 2: a reazioni con moti inconsulti e preparare la rivoluzione vera
[13:02] Speaker 2: e non la rivolta buona soltanto a far guadagnare medaglie
[13:07] Speaker 2: agli scappati da Adua. Cioè un esercito che ad Adua
[13:12] Speaker 2: ha fatto quel che ha fatto ma in Italia fa
[13:13] Speaker 2: il coraggioso e spara. In questi anni Salvemini fa una riflessione,
[13:18] Speaker 2: estremista ovviamente, giovane, pieno di fantasie e di idealismi, fa
[13:23] Speaker 2: anche una riflessione estremamente lucida sulla legalità. Cos'è la legalità?
[13:29] Speaker 2: Perché voi capite nel Partito Socialista i capi dicono no, no, momento,
[13:32] Speaker 2: si sta nella legalità e Salvemini dice ci sono due
[13:37] Speaker 2: tipi di legalità. Una volta la legalità voleva dire la
[13:42] Speaker 2: volontà del padrone, quella è la legge. Oggi c'è un
[13:48] Speaker 2: senso moderno della legalità, la volontà del popolo come fonte
[13:52] Speaker 2: della legge e Salvemini 120 anni fa dice i governi d'oggi
[13:59] Speaker 2: in teoria si basano sulla legalità moderna, la volontà del popolo,
[14:04] Speaker 2: ma in pratica adorano ancora sempre la legalità antica e
[14:09] Speaker 2: cercano in tutti i modi di praticarla, la legalità antica
[14:13] Speaker 2: cioè la volontà del padrone e la gente deve ubbidire.
[14:17] Speaker 2: specialmente dove i sudditi non sono pronti a picchiare. Questa
[14:22] Speaker 2: idea che quando ce n'è bisogno bisogna saper picchiare perché
[14:26] Speaker 2: altrimenti lo Stato ti schiaccia è un'idea che negli anni 1890
[14:30] Speaker 2: a Salvemini sembra una cosa addirittura ovvia. Oh, questo estremismo
[14:35] Speaker 2: giovanile svanirà presto. Un altro aspetto del Salvemini politico invece
[14:40] Speaker 2: rimarrà sempre. Salvemini è un meridionale, e la questione meridionale
[14:48] Speaker 2: è centrale nell'Italia di allora, come poi sarà sempre centrale
[14:53] Speaker 2: in Italia. Salvemini ci lavora su, ci ragiona su, e
[14:57] Speaker 2: si convince di una cosa. La soluzione per il Sud,
[15:02] Speaker 2: dove i mali sono l'immobilismo e la corruzione politica, la
[15:07] Speaker 2: soluzione è che bisogna portare alla politica le masse, le
[15:10] Speaker 2: masse contadine, le masse dei contadini del Sud, Sono loro
[15:15] Speaker 2: che devono prendere in mano il loro destino. Non ci
[15:17] Speaker 2: si può aspettare niente dallo Stato. Lo Stato italiano non
[15:23] Speaker 2: farà mai nulla, come non ha fatto finora mai nulla.
[15:29] Speaker 2: Nel Partito Socialista gli amici gli dicono ma calma, non
[15:31] Speaker 2: vedi che c'è un processo comunque di democratizzazione in corso
[15:37] Speaker 2: e la democrazia sarà la soluzione. Salvemini pensa che la
[15:42] Speaker 2: democrazia non basti. Succederà alla democrazia quel che è successo
[15:48] Speaker 2: prima alla destra e poi alla sinistra. Fuori una facciata
[15:52] Speaker 2: liberale e dentro la verminaia delle camorre del nord e
[15:59] Speaker 2: del sud. Così Salvemini sull'Italia del 1900. Qual è il modo
[16:05] Speaker 2: per portare le masse contadine alla coscienza politica? Salvemini si
[16:11] Speaker 2: convince che il modo è uno, il suffragio universale. Bisogna
[16:14] Speaker 2: che votino. Perché non votano naturalmente? Qual è la situazione
[16:20] Speaker 2: del suffragio alla fine dell'Ottocento in Italia? Che i limiti
[16:25] Speaker 2: economici censitari sono stati in gran parte rimossi, ma rimane
[16:29] Speaker 2: un vincolo fortissimo. Gli analfabeti non votano. Per votare devi
[16:34] Speaker 2: andarti a registrare e far vedere che sai scrivere. Di
[16:38] Speaker 2: conseguenza la massa dei contadini del sud non vota. Salvemini
[16:43] Speaker 2: si impegna nel Partito Socialista a lottare per ottenere il
[16:47] Speaker 2: suffragio universale. Maschile si intende, allora non gli veniva in
[16:51] Speaker 2: mente a quasi nessuno che potesse voler dire un'altra cosa.
[16:54] Speaker 2: Ma quello maschile sì. Ora, pensate l'effetto dirompente che ha
[16:59] Speaker 2: questa cosa, proporre il suffragio universale, in un'Italia dove in
[17:04] Speaker 2: certe zone, siccome non vota quasi nessuno, i voti sono
[17:08] Speaker 2: pochi e quindi, scopre Salvemini, non si deve spendere molto
[17:16] Speaker 2: per fare eleggere un deputato, non ci sono molti voti
[17:18] Speaker 2: da comprare. In un suo articolo Salvemini cita quel sindaco
[17:23] Speaker 2: di un paesino della Calabria che gli diceva Ma tu
[17:26] Speaker 2: vuoi fare il suffragio universale? Ma ragiona un po'. I
[17:30] Speaker 2: voti qui in paese si pagano fino a 300 lire e
[17:36] Speaker 2: perciò bisogna andare molto cauti nell'aumentare il numero degli elettori.
[17:42] Speaker 2: Dopodiché Salvemini scopre anche un'altra cosa ancora più sorprendente. Che
[17:48] Speaker 2: nemmeno il Partito Socialista ci tiene tanto al suffragio universale.
[17:52] Speaker 2: E il Partito Socialista non ci tiene tanto... perché gli
[17:56] Speaker 2: operai del nord ormai sempre più spesso sanno leggere e
[18:01] Speaker 2: scrivere e quindi votano e al giovane salvemini gli dicono
[18:06] Speaker 2: ma sei sicuro che ci conviene far votare anche i
[18:08] Speaker 2: tuoi contadini del sud non è che poi votano come
[18:12] Speaker 2: gli dice il prete ricordate i dubbi che ci saranno
[18:15] Speaker 2: poi più tardi una generazione dopo per il voto alle
[18:17] Speaker 2: donne no anche a sinistra non è che poi ecco
[18:21] Speaker 2: stessa cosa qui Salvemini spiega ai compagni socialisti del nord
[18:26] Speaker 2: che non sanno niente di cos'è il sud. Al sud
[18:29] Speaker 2: dice i preti sono odiati perché sono visti come alleati
[18:34] Speaker 2: dei padroni, come alleati dei galantuomini. Di conseguenza la gente
[18:38] Speaker 2: va a messa ma poi non rispetta minimamente il prete.
[18:44] Speaker 2: Dunque Salvemini si impegna in queste battaglie politiche. Naturalmente nel
[18:50] Speaker 2: frattempo si è laureato. Ed essendosi laureato in lettere, cosa
[18:55] Speaker 2: succede in Italia a un giovane appena laureato in lettere?
[18:57] Speaker 2: Che gli danno subito la cattedra a scuola, come è normale.
[19:02] Speaker 2: Nei primissimi anni, come si usa allora, lo mandano a
[19:05] Speaker 2: tappare i buchi in diverse città dove al liceo c'è
[19:09] Speaker 2: un posto libero. E allora da un anno all'altro Salvemini
[19:12] Speaker 2: si fa Palermo, Faenza, Lodi, Firenze... sembrano cose molto attuali
[19:19] Speaker 2: beninteso tutto questo col posto garantito però in cattedra e
[19:24] Speaker 2: nei primissimi anni dopo la laurea Salvemini si butta a
[19:28] Speaker 2: corpo morto non ha mai fatto niente credo senza buttarci
[19:31] Speaker 2: sia a corpo morto il giovanissimo professor Salvemini si butta
[19:35] Speaker 2: a corpo morto nei problemi della scuola e dopo un
[19:38] Speaker 2: po' comincia a scrivere articoli di denuncia dicendo sostanzialmente voi
[19:45] Speaker 2: riderete la scuola pubblica è in miseria Non ci sono soldi,
[19:51] Speaker 2: gli stipendi sono miserabili, l'opinione pubblica è indifferente e quando
[19:56] Speaker 2: i professori protestano l'opinione pubblica tende anzi a essere ostile.
[20:03] Speaker 2: Salvemini all'inizio è ancora molto rivoluzionario, sono le ultime cose
[20:07] Speaker 2: molto rivoluzionarie che vi leggo dallo stile di Salvemini. All'inizio
[20:11] Speaker 2: dice proprio, eh sì, si vede, certo, lo Stato non vuole,
[20:15] Speaker 2: allo Stato non importa niente della scuola pubblica. Sentite questa,
[20:19] Speaker 2: questa è proprio l'ultima e poi diventa più moderato. Per
[20:24] Speaker 2: i partiti conservatori le colonne della società non sono né
[20:28] Speaker 2: il maestro elementare, né l'insegnante secondario, né l'insegnante d'università. Le
[20:35] Speaker 2: colonne della società sono il prete, il magistrato, il militare,
[20:41] Speaker 2: l'uomo che inganna, l'uomo che condanna, l'uomo che uccide. Dopodiché
[20:50] Speaker 2: Salvemini vive in un'Italia, guardate bene, siamo prima del concordato,
[20:57] Speaker 2: quella è un'Italia che in teoria è un paese laico,
[21:01] Speaker 2: lo stato italiano non è neanche riconosciuto dal Vaticano, non
[21:04] Speaker 2: c'è la lezione di religione, i crocifissi nelle aule, non
[21:07] Speaker 2: c'è niente di tutto questo. C'è addirittura qualcuno che dice
[21:13] Speaker 2: non dovremmo neanche permettere ai preti di avere delle scuole.
[21:17] Speaker 2: Salvemini che è un anticlericale impenitente e coerentissimo fino alla
[21:22] Speaker 2: morte di un anticlericalismo estremo io ho dovuto tagliare vi
[21:25] Speaker 2: potrei leggere certi passi di quel che pensa vabbè è
[21:28] Speaker 2: un anticlericale feroce però sul fatto della scuola privata non
[21:33] Speaker 2: ha dubbi guai se non lasciamo che ci siano le
[21:35] Speaker 2: scuole private se lo Stato pretendesse di avere il monopolio
[21:39] Speaker 2: della scuola sarebbe come pretendere il monopolio della stampa ecco
[21:44] Speaker 2: guai detto questo Salvemini si fa l'idea era uno che
[21:51] Speaker 2: si faceva in fretta delle idee quando gli sembrava di
[21:54] Speaker 2: aver capito la situazione non aveva scrupoli a metterla giù
[21:57] Speaker 2: Salvemini dice sì saremo anche un paese laico ma qui
[22:00] Speaker 2: in realtà la classe dirigente è clericale sotto sotto è
[22:04] Speaker 2: clericale e allora Salvemini scrive nell'anno di grazia 1907 questo brano
[22:12] Speaker 2: che non riesco a resistere al citarvi adesso per farvi
[22:14] Speaker 2: vedere quanto era diversa l'Italia di allora La politica scolastica
[22:19] Speaker 2: del partito clericale non può essere in Italia che una sola.
[22:24] Speaker 2: Deprimere la scuola pubblica, non far nulla per migliorarla e
[22:29] Speaker 2: più largamente dotarla, favorire le scuole private confessionali con sussidi
[22:35] Speaker 2: pubblici e con sedi d'esami, con pareggiamenti, rafforzata a poco
[22:42] Speaker 2: a poco la scuola privata confessionale e disorganizzata la scuola pubblica,
[22:48] Speaker 2: sopprimere questa al momento opportuno e presentare come unica salvatrice
[22:53] Speaker 2: della gioventù quella. Dopodiché la cosa che veramente lo colpisce
[23:04] Speaker 2: e lo coinvolge è la miseria degli insegnanti. Su questo
[23:10] Speaker 2: fatto che gli insegnanti sono pagati scandalosamente poco. Oh, ben inteso,
[23:16] Speaker 2: puro caso vuole che noi in questi giorni in Italia
[23:19] Speaker 2: stiamo parlando molto di scuola, di insegnanti, eccetera. Qui io
[23:23] Speaker 2: vi sto citando, appunto, ci sono tutte le fonti, cose
[23:26] Speaker 2: degli anni 1900, 1905, 1907. Salvemini pubblica delle cose sulla situazione degli insegnanti
[23:33] Speaker 2: nell'Italia di allora. che sono di un'estrema lucidità. L'insegnante guadagna
[23:39] Speaker 2: troppo poco, all'inizio parte con tanto entusiasmo e poi pian
[23:44] Speaker 2: piano l'entusiasmo si spegne. Passano gli anni, le forze diminuiscono,
[23:50] Speaker 2: ci sono le lezioni private da dare e alla fine
[23:55] Speaker 2: l'insegnante va a scuola per guadagnarsi lo stipendio e basta.
[23:58] Speaker 2: E si risparmia per dare le lezioni private poi fuori orario.
[24:03] Speaker 2: E dice Salvemini Quando poi si azzarda a protestare, l'opinione
[24:10] Speaker 2: pubblica gli dice ma cosa volete ancora voi altri insegnanti?
[24:15] Speaker 2: Secondo Salvemini l'opinione pubblica italiana pensa nel 1905 che l'insegnante vive
[24:22] Speaker 2: in un mondo ideale dove non ha bisogni, non ha preoccupazioni,
[24:25] Speaker 2: non ha dolori e si nutre solo di bacche d'alloro
[24:28] Speaker 2: e di cipresso. Come fare per cambiare qualcosa? Salvemini fa
[24:36] Speaker 2: una cosa che di nuovo poi parleremo di cose inattuali
[24:41] Speaker 2: l'interventismo della prima guerra mondiale eccetera eccetera ma qui colpisce
[24:45] Speaker 2: vedere quest'uomo che di fronte a questi problemi a un
[24:48] Speaker 2: certo punto trova la soluzione dobbiamo fare un sindacato anche
[24:52] Speaker 2: noi un sindacato lo fa nel 1902 Salvemini fonda il sindacato
[24:57] Speaker 2: degli insegnanti anche qui tenete presente cos'è l'epoca i sindacati
[25:03] Speaker 2: sono cose che al bravo borghese fanno paura, che organizzano
[25:08] Speaker 2: solo gli operai e che organizzano gente vista con sospetto,
[25:13] Speaker 2: sono rivendicazioni sospette. Dire agli insegnanti che sono appena arrivati
[25:18] Speaker 2: a questa condizione piccolo borghese, finalmente, anche loro figli di contadini,
[25:22] Speaker 2: che devono fare un sindacato è una cosa che nell'Italia
[25:26] Speaker 2: di allora è abbastanza scioccante. Salvemini ci si impegna e
[25:31] Speaker 2: un'altra sua caratteristica è che tendeva a illudersi. Fonda il
[25:36] Speaker 2: sindacato degli insegnanti e nel programma dice noi non dobbiamo
[25:39] Speaker 2: andare a elemosinare, non dobbiamo formare una confraternita di pitocchi,
[25:45] Speaker 2: non dobbiamo usare il tipico sistema italiano del pianisteo, dobbiamo
[25:50] Speaker 2: imporre all'opinione pubblica il problema della scuola, dobbiamo imporre all'attenzione
[25:56] Speaker 2: dell'opinione pubblica e quindi del governo il problema della scuola.
[26:02] Speaker 2: Era un uomo che per tutta la vita si è
[26:03] Speaker 2: fatto un sacco di illusioni, Gaetano Salvemini, e lo vedremo
[26:07] Speaker 2: anche più avanti. Oh, parentesi, ma non tanto. Questo giovanotto,
[26:17] Speaker 2: nel 1899 a 26 anni, pubblica un grandissimo libro di storia medievale,
[26:22] Speaker 2: perché è pur sempre uno storico l'uomo di cui vi
[26:24] Speaker 2: sto parlando, e dormiva poco la notte evidentemente, oltre a
[26:30] Speaker 2: far politica, oltre a fare il sindacato, oltre a insegnare,
[26:34] Speaker 2: continua i suoi studi, pubblica la tesi di laurea e
[26:38] Speaker 2: poi nel 1899 a 26 anni pubblica un grandissimo libro di storia
[26:43] Speaker 2: medievale che si chiama Magnati e Popolani a Firenze all'epoca
[26:48] Speaker 2: di Dante. Ora, Io mi sono chiesto a lungo, preparando
[26:53] Speaker 2: queste lezioni, ma fin dove posso andare a raccontare dell'attività
[26:58] Speaker 2: di storici di questi personaggi? Non posso esagerare, ovviamente. Però
[27:04] Speaker 2: al tempo stesso sono storici e una vaga idea del
[27:07] Speaker 2: perché sono grandi storici mi sembra che devo darla. Perciò
[27:11] Speaker 2: io su questo vi faccio un medaglione, diciamo così. Magnati
[27:16] Speaker 2: e Popolani, a 26 anni... Salvemini studia un comune medievale, un
[27:21] Speaker 2: grandissimo comune medievale, dove ovviamente ci sono delle feroci lotte politiche,
[27:26] Speaker 2: guelfi e ghibellini e magnati e popolani per l'appunto. Alla
[27:31] Speaker 2: sua epoca sembrava scontato che i guelfi e i ghibellini
[27:36] Speaker 2: si sa cosa sono, i guelfi sono quelli che vogliono
[27:38] Speaker 2: il papa, i ghibellini sono quelli che vogliono l'imperatore e
[27:43] Speaker 2: siccome alla sua epoca anche qui i paraocchi ideologici che
[27:47] Speaker 2: noi abbiamo nel nostro mestiere in ogni momento. Cosa pensate
[27:51] Speaker 2: che interessasse alla cultura italiana a fine Ottocento del Medioevo?
[27:56] Speaker 2: L'unità d'Italia, la spinta verso l'unità d'Italia, questo loro cercavano
[28:00] Speaker 2: nel passato. E quindi pensavano, i Guelfi sono quelli che
[28:05] Speaker 2: vogliono fare l'unità d'Italia sotto il Papa, i Ghibellini sono
[28:09] Speaker 2: quelli che vogliono fare l'unità d'Italia sotto l'imperatore. Questa teoria
[28:18] Speaker 2: è sbagliata da cima a fondo. Guelfi e Ghibellini sono
[28:22] Speaker 2: partiti locali che combattono per ragioni locali, indipendenti dalla lotta
[28:28] Speaker 2: tra Papa e Imperatore, alla libertà, all'indipendenza, alla unità italiana,
[28:35] Speaker 2: ai diritti del papato o dell'impero. Essi non ci pensano nemmeno.
[28:41] Speaker 2: Ed è una cosa verissima, appena ci hai pensato e
[28:44] Speaker 2: vai a vedere, te ne accorgi. Sono interessi locali, fazioni, rivali,
[28:50] Speaker 2: ma bisognava avere la lucidità di vederlo quando tutti gli
[28:53] Speaker 2: altri vedevano un'altra cosa. Questa capacità di superare i paraocchi
[28:58] Speaker 2: ideologici del proprio tempo è la cosa che distingue un
[29:03] Speaker 2: grande storico dagli altri. salvo che poi naturalmente anche il
[29:08] Speaker 2: grande storico vive nel suo tempo e magari cade in
[29:10] Speaker 2: altri paraocchi per salvemini 26enne non dimentichiamocelo mai quando scrive
[29:16] Speaker 2: questo libro per salvemini 26enne rivoluzionario quello che conta è
[29:21] Speaker 2: la lotta di classe e quindi lui cerca di spiegare
[29:25] Speaker 2: la vita politica dei comuni medievali come lotta fra classi
[29:29] Speaker 2: in parte ciazzecca in parte meno lui vede quello Qualcuno
[29:35] Speaker 2: che lo accusa di semplicismo c'è, un famoso intellettuale italiano
[29:39] Speaker 2: di allora, Vilfredo Pareto, il teorico delle élite, che la
[29:44] Speaker 2: lotta di classe non l'amava particolarmente, come nella sua concezione
[29:47] Speaker 2: c'è una lettera di un amico di Salvemini che gli
[29:50] Speaker 2: scrive e gli dice ho parlato di te con Vilfredo
[29:52] Speaker 2: Pareto e Pareto mi ha detto quel tuo amico mi
[29:57] Speaker 2: pare avere una fissazione con la sua lotta di classe,
[30:00] Speaker 2: se piove sarà per cagione della lotta di classe. Come
[30:04] Speaker 2: dire che appunto ognuno di noi poi si crea i
[30:06] Speaker 2: suoi paraocchi, il suo modo di vedere le cose. Però
[30:10] Speaker 2: l'abbiamo portato solo fino a 26 anni di vita questo ragazzo.
[30:15] Speaker 2: E a 28 nel 1901, l'Italia di allora è anche questo, per
[30:21] Speaker 2: questo grande libro gli danno una cattedra universitaria. Gli danno
[30:26] Speaker 2: la cattedra all'Università di Messina. Nel frattempo ha anche fatto
[30:31] Speaker 2: quell'altra cosa che è normale fare sei laureato, hai cominciato
[30:34] Speaker 2: a lavorare, ti sposi, a 24 anni si è sposato, si
[30:41] Speaker 2: è trovato anche un'altra pugliese residente a Firenze, perché evidentemente
[30:45] Speaker 2: uno poi cerca comunque delle affinità, ha sposato Maria Minervini,
[30:50] Speaker 2: hanno fatto cinque figli, e dunque a 28 anni prende la
[30:54] Speaker 2: sua cattedra all'Università di Messina, si trasferisce lì con la famiglia.
[31:02] Speaker 2: Fin qua... Capite? In una lettera del 1908 scrive, nella mia
[31:08] Speaker 2: vita privata sono così felice che ho persino paura. Ora
[31:14] Speaker 2: io non so se a qualcuno di voi il luogo
[31:17] Speaker 2: e la data che ho citato fanno scattare qualcosa nella memoria.
[31:23] Speaker 2: Ha avuto la cattedra a Messina e nel 1908 scrive sono
[31:28] Speaker 2: così felice che ho persino paura. E poi alle 5 del
[31:33] Speaker 2: mattino del 28 dicembre 1908 il terremoto rade al suolo Messina e
[31:41] Speaker 2: reggio dall'altra parte. Salvemini è appena tornato a casa, era
[31:47] Speaker 2: fuori in viaggio, è appena tornato e sveglio alle 5 del mattino,
[31:52] Speaker 2: sente la prima scossa di terremoto, va alla finestra, In
[31:57] Speaker 2: quel momento l'intera parete della casa va giù e lui
[32:00] Speaker 2: è dentro la finestra, è protetto dall'architrave della finestra, arriva
[32:05] Speaker 2: giù dal quinto piano e si salva. Quando rinviene e
[32:10] Speaker 2: si guarda indietro non c'è più casa sua e non
[32:13] Speaker 2: c'è più la città di Messina. Nel terremoto di Messina
[32:16] Speaker 2: Salvemini perde la moglie, tutti e cinque i figli e
[32:21] Speaker 2: la sorella che in quel momento si trovava con loro.
[32:26] Speaker 2: voi capite qui non ci sarebbe più niente da dire,
[32:30] Speaker 2: è una roba tale che non si può descrivere e
[32:32] Speaker 2: quindi voi mi scuserete se io a questo punto introduco
[32:34] Speaker 2: una nota non dico comica ma quasi quasi surreale, non
[32:38] Speaker 2: si sa se Salvemini è morto oppure no e Salvemini
[32:41] Speaker 2: è già così famoso in Italia come socialista, come storico,
[32:47] Speaker 2: che un po' dappertutto in Italia mentre si piangono le vittime,
[32:50] Speaker 2: si fa il conto dei morti, si parla di Salvemini,
[32:53] Speaker 2: che è successo a Salvemini? Non lo trovano più, Turati,
[32:57] Speaker 2: capo del partito socialista, scrive due o tre giorni dopo
[33:00] Speaker 2: il terremoto quando non sa ancora se Salvemini è vivo
[33:04] Speaker 2: o morto e dice Salvemini il più colto, il più
[33:10] Speaker 2: armato dei socialisti italiani. Io vi confesso che la prima
[33:16] Speaker 2: volta che ho letto questa frase il mio cervello mi
[33:18] Speaker 2: ha fatto leggere il più colto, il più amato. Mi
[33:23] Speaker 2: sembrava così bello, funzionava perfettamente, no? Poi sono dovuto andare
[33:26] Speaker 2: a rileggere, no? Dice il più armato, perché per Salvemini
[33:30] Speaker 2: la cultura è indiscutibilmente un'arma. E questo è quello che
[33:35] Speaker 2: vuol dire Turati. Era quello più capace di combattere di tutti? Era.
[33:40] Speaker 2: Forse è, ma Turati non lo sa. Un altro leader socialista,
[33:44] Speaker 2: che va per la maggiore in quel momento, 1908, è più sbrigativo.
[33:49] Speaker 2: Scrive un telegramma di condoglianze al suocero di Salvemini. Con
[33:55] Speaker 2: Gaetano Salvemini scompare una delle più belle figure del socialismo italiano,
[34:01] Speaker 2: firmato Benito Mussolini. Ma non sono solo i socialisti, è
[34:07] Speaker 2: tutta la cultura italiana angosciata per la sorte di questo,
[34:12] Speaker 2: che ormai non è più un ragazzo, per carità, 35 anni.
[34:17] Speaker 2: Benedetto Croce, quando ormai Salvemini è venuto fuori, l'han trovato.
[34:21] Speaker 2: Benedetto Croce in una lettera scrive il disastro di Messina
[34:25] Speaker 2: ci ha gettati nell'angoscia e nel lutto. Avevo tanti amici colà.
[34:31] Speaker 2: Il Salvemini vi ha perduto tutta la famiglia e fa
[34:36] Speaker 2: temere per la sua ragione. Dopodiché Salvemini reagisce nell'unico modo
[34:44] Speaker 2: che riesce a immaginare. Si butta nel lavoro, si butta
[34:49] Speaker 2: nella politica Dopo due mesi Salvemini scrive a un altro
[34:55] Speaker 2: grande intellettuale, suo amico Prezzolini, io mi sono rimesso al
[35:00] Speaker 2: lavoro e vedo con gioia e con terrore che mi interessa.
[35:07] Speaker 2: Capite questo con gioia e con terrore? Con gioia perché
[35:11] Speaker 2: comunque ho ancora motivo di vivere e però con terrore
[35:15] Speaker 2: perché se due mesi dopo quello che mi è successo
[35:18] Speaker 2: mi accordo che mi rimetto sui miei documenti e mi interessa,
[35:22] Speaker 2: ma chi sono io allora? Cioè gli viene da chiederselo.
[35:27] Speaker 2: Dopodiché più tardi scriverà una volta, salvemini, sì mi vedono,
[35:30] Speaker 2: che lavoro, faccio politica, sembro forte, non sanno che sono
[35:35] Speaker 2: un poveretto. Da vecchio gli capiterà da dire che ha
[35:40] Speaker 2: passato tutta la vita pensando al suicidio. Dopodiché non si
[35:46] Speaker 2: suicida e si butta nella politica italiana che nel frattempo
[35:50] Speaker 2: è cambiata, perché la politica del 1909 non è più quella
[35:54] Speaker 2: dei bava beccaris e dei cannoni, non c'è più il
[35:57] Speaker 2: re Umberto, c'è Vittorio Emanuele, non ci sono più i
[35:59] Speaker 2: governi della sciabola e c'è Giolitti. E l'epoca giolittiana, il
[36:04] Speaker 2: primo decennio, il primo quindicennio del secolo, quando noi la
[36:07] Speaker 2: riguardiamo oggi, è un'epoca in cui l'Italia cresce. Cresce in
[36:11] Speaker 2: democrazia e cresce in economia, comincia la rivoluzione industriale nelle
[36:15] Speaker 2: città del nord, nasce la Fiat. Salvemini si butta in politica,
[36:23] Speaker 2: ma lui pensa al sud, pensa al mezzogiorno. E buttandosi
[36:27] Speaker 2: in politica voglio dire che accetta di fare il candidato,
[36:29] Speaker 2: si presenta alle elezioni, fa campagna elettorale nel sud. E
[36:35] Speaker 2: lì scopre l'altra faccia della medaglia. Qui fuori vendono uno
[36:39] Speaker 2: dei suoi libri, Il ministro della malavita. Andatelo a leggere.
[36:44] Speaker 2: Il ministro della malavita è Giolitti, che nella storia d'Italia
[36:48] Speaker 2: è passato come il ministro modernizzatore che ha concesso molto
[36:51] Speaker 2: anche al movimento operaio e così via. Salvemini dice l'altra
[36:55] Speaker 2: faccia della medaglia è che Giolitti si regge su una
[36:59] Speaker 2: maggioranza eletta soprattutto al sud e al sud è Voi
[37:05] Speaker 2: non vi immaginate, dice ai lettori dei giornali del Nord,
[37:09] Speaker 2: come avvengono le elezioni. E il quadro che dà Salvemini
[37:14] Speaker 2: in questo libro del 1910, il ministro della malavita, è stupefacente.
[37:22] Speaker 2: E noi l'abbiamo, credo, molto rimosso. Io non avevo la
[37:24] Speaker 2: minima idea che le cose fossero a quel livello in
[37:26] Speaker 2: una parte del paese. Salvemini rappresenta la cronaca di queste
[37:31] Speaker 2: elezioni in piccole città in cui... I giorni delle elezioni
[37:37] Speaker 2: la città è pattugliata dai picchiatori, da squadre di picchiatori
[37:41] Speaker 2: col manganello che vanno in giro e se trovano un
[37:45] Speaker 2: elettore antigovernativo lo pestano, lo cacciano fuori. Per cui gli
[37:50] Speaker 2: elettori degli altri partiti stanno chiusi in casa il giorno
[37:53] Speaker 2: delle elezioni oppure scappano dalla città. E la polizia non
[37:57] Speaker 2: solo chiude un occhio, se qualcuno protesta arrestano chi protesta.
[38:03] Speaker 2: Io non credevo ai miei occhi, ripeto, il libro è laggiù,
[38:05] Speaker 2: potete andarlo a sfogliare sui nostri scaffali. È sbalorditivo. Salvemini
[38:15] Speaker 2: si dà un altro compito nella vita, star dietro a
[38:18] Speaker 2: Giolitti e denunciare tutte queste malefatte sistematicamente, usando le armi
[38:25] Speaker 2: dello storico, raccogliendo i documenti, intervistando, pubblicando i fatti. Comincia
[38:30] Speaker 2: a farlo con questo libro e poi continua a farlo,
[38:33] Speaker 2: In un modo così sistematico che a me ha fatto
[38:35] Speaker 2: venire in mente un personaggio che conosciamo bene oggi, vent'anni
[38:40] Speaker 2: dopo Salvemini verrà da riassumere il suo conto aperto con
[38:43] Speaker 2: Giolitti dicendo io con Giolitti ho preso un abbonamento, vent'anni
[38:49] Speaker 2: fa ho preso un abbonamento e gli sono rimasto fedele,
[38:51] Speaker 2: continuo a stargli dietro e a denunciare, ecco a me
[38:54] Speaker 2: è fatto venire Marco Travaglio devo dire in mente. con
[38:58] Speaker 2: questa quasi ossessione alla fine di andare a denunciare gli
[39:02] Speaker 2: scandali di cui si viene a conoscenza. Dopodiché, Salvemini, meridionale,
[39:08] Speaker 2: che denuncia i problemi del Sud, scopre sempre di più,
[39:13] Speaker 2: come già col suffragio universale, no? Ve lo dicevo. Scopre
[39:17] Speaker 2: sempre di più che nel Partito Socialista non lo vogliono
[39:21] Speaker 2: stare a sentire. Quando denunciavo i metodi digioliti al Sud, dice...
[39:27] Speaker 2: i compagni del Nord o ci facevano capire che non
[39:31] Speaker 2: credevano a queste cose, che stavamo esagerando, oppure scrollavano le
[39:36] Speaker 2: spalle e ci dicevano da noi il governo non fa così,
[39:41] Speaker 2: la colpa non è di Giolitti, è vostra. Alla fine
[39:46] Speaker 2: Salvemini si rende conto che il Partito Socialista non ha
[39:49] Speaker 2: nessun interesse nei contadini del Sud, protegge gli operai del
[39:53] Speaker 2: Nord e E non guarda oltre, almeno questa è la
[39:56] Speaker 2: diagnosi di Salvemini. Nel 1911 esce dal Partito Socialista. Non è
[40:03] Speaker 2: più il rivoluzionario che era da giovane ovviamente, sono passate
[40:06] Speaker 2: tante cose. E' anche successa un'altra cosa che ha messo
[40:09] Speaker 2: molto in difficoltà tutti quanti, che Giolitti, che è una
[40:12] Speaker 2: vecchia volpe, ha dato il suffragio universale. Senza che glielo chiedessero,
[40:18] Speaker 2: il Partito Socialista non era tanto convinto, Giolitti l'ha dato.
[40:23] Speaker 2: sempre maschile e si intende a questo punto salvemini che
[40:29] Speaker 2: diventa meno rivoluzionario un po più illuso forse col passare
[40:32] Speaker 2: degli anni salvemini si dice è fatta adesso le masse
[40:36] Speaker 2: al sud votano basta educarle salvemini ha fatto una sua
[40:43] Speaker 2: evoluzione in questi anni che lo porta a non aver
[40:45] Speaker 2: più tanto fiducia nel fatto che le masse da sole
[40:47] Speaker 2: riescano a fare delle cose si è un po convinto
[40:50] Speaker 2: che l'italia è un paese dove la maggioranza non si
[40:52] Speaker 2: muove dove sono le minoranze che sanno cosa vogliono, che
[40:56] Speaker 2: ottengono qualcosa. E lui si convince che sì, una minoranza
[41:00] Speaker 2: che sa cosa vuole, può ottenere qualcosa. Tante volte scrive,
[41:05] Speaker 2: basterebbero dieci, venti uomini che andassero al sud a parlare
[41:09] Speaker 2: alla gente, a spiegare, a far capire. Esce dal Partito Socialista,
[41:16] Speaker 2: rimango solo, non importa, basterebbe che fossimo in pochi, pochi professori.
[41:21] Speaker 2: Pochi intellettuali, è una parola nuova intellettuali, lui lo scrive
[41:25] Speaker 2: tra virgolette, basterebbero pochi intellettuali che cerchino di educare i
[41:30] Speaker 2: lavoratori dicendo sempre e ad ogni costo la verità. Si
[41:40] Speaker 2: butta in questo, ma non ha molto tempo. Perché succede
[41:44] Speaker 2: un'altra cosa, stiamo andando avanti pian pianino sulla tabella, sull'arco
[41:48] Speaker 2: cronologico di questa vita che arriverà fino agli anni 50, poi
[41:51] Speaker 2: sarà meglio che io acceleri se voglio farla tutta, ma
[41:53] Speaker 2: ce lo porteremo agli anni 50. Succede un'altra cosa che come
[41:56] Speaker 2: vedremo anche nelle storie che vi racconterò domani e dopodomani
[42:00] Speaker 2: spezza la storia dell'Europa e la vita di tutti quelli
[42:04] Speaker 2: che ci vivono. Scoppia la prima guerra mondiale. e in
[42:08] Speaker 2: italia bisogna decidere se andare in guerra oppure restare neutrali
[42:13] Speaker 2: salvemini tanto per cambiare si fa una sua idea precisissima
[42:18] Speaker 2: e ci si butta a corpo morto bisogna entrare in
[42:21] Speaker 2: guerra c'è tanta gente sgradevole che dice la stessa cosa
[42:26] Speaker 2: i nazionalisti quelli che vogliono conquistare i balcani e così
[42:29] Speaker 2: via ma c'è anche tanta gente per bene che dice
[42:32] Speaker 2: questa cosa perché dice la prima guerra mondiale o meglio
[42:35] Speaker 2: la guerra mondiale loro non lo sanno che è la
[42:37] Speaker 2: prima La guerra mondiale contro la Germania, contro l'Austria, contro
[42:42] Speaker 2: questi paesi militaristi è il modo per far trionfare la libertà,
[42:47] Speaker 2: la democrazia, farla finita con questi imperi, con l'elmo chiodato,
[42:52] Speaker 2: far trionfare la civiltà, che poi siamo noi i popoli
[42:55] Speaker 2: latini naturalmente, gli italiani, i francesi. Salvemini ci crede, ci crede,
[43:01] Speaker 2: si batte per l'entrata in guerra e quando l'Italia entra
[43:04] Speaker 2: in guerra va volontario. è abituato a un'altra vita, anche
[43:10] Speaker 2: se durante una campagna elettorale gli hanno sparato, intendiamoci. Per
[43:14] Speaker 2: cui ne ha visto anche lui le sue. Però sul
[43:17] Speaker 2: carso deve essere un po' un'altra cosa. Dopo due settimane
[43:22] Speaker 2: di trincea si ammala, non si ammala, si ammala, non
[43:25] Speaker 2: è che fila via, si ammala seriamente, lo spediscono in
[43:28] Speaker 2: ospedale e poi quando guarisce lo congedano. Evidentemente il professor
[43:32] Speaker 2: Salvemini in trincea non serve a tanto, serve di più all'università.
[43:36] Speaker 2: Cosa ha fatto? in quelle settimane di ospedale. Secondo voi
[43:40] Speaker 2: cosa fa uno storico che ha fatto due settimane di
[43:43] Speaker 2: guerra in trincea, ha scoperto qualche cosa di incredibile? Scrive
[43:47] Speaker 2: appunti dicendo poi scriverò un libro. E la reazione automatica
[43:52] Speaker 2: è obbligata dello storico a cui succede qualcosa. E dovete
[43:55] Speaker 2: avere pazienza, siamo tutti fatti così. Scriverò un libro. Non
[43:59] Speaker 2: lo scriverà mai questo libro. E ci torna spesso poi
[44:02] Speaker 2: in futuro, nella sua vita, a dire sì, io... Ero
[44:06] Speaker 2: convinto che dovevo scrivere per spiegare alla gente, tanto per cambiare,
[44:11] Speaker 2: spiegare alla gente che la guerra non è come le
[44:15] Speaker 2: raccontano i giornali, che è tutta un'altra cosa. Però poi
[44:19] Speaker 2: Salvemini dice anche io quando ci ripenso mi mette una
[44:25] Speaker 2: tale angoscia che non ce la faccio a parlarne. Torna all'università,
[44:31] Speaker 2: gli danno la cattedra a Firenze, insegna a Firenze. arriva
[44:35] Speaker 2: la fine della guerra nel dopoguerra salvemini non vorrei insistere
[44:40] Speaker 2: troppo sulle sue ingenuità era un uomo di incredibile intelligenza
[44:44] Speaker 2: però poi quando uno vede le cose a posteriori è
[44:46] Speaker 2: facile vedere le cose che col senno di poi sembrano
[44:49] Speaker 2: un po ingenue salvemini si dice la guerra ha educato
[44:53] Speaker 2: la gente i combattenti i combattenti che hanno imparato cos'è
[44:58] Speaker 2: il sacrificio la solidarietà Loro sono i nuovi italiani. Nasce
[45:03] Speaker 2: un partito dei combattenti e Salvemini si candida e stavolta
[45:06] Speaker 2: entra in Parlamento col partito dei combattenti. Elezioni del 19, eletto
[45:14] Speaker 2: a Bari. Detto fra parentesi, non è cambiato niente rispetto
[45:18] Speaker 2: agli anni di Giolitti. La campagna elettorale del 19 di Salvemini
[45:22] Speaker 2: a Bari è il solito macello con tafferugli, bastonate, ci
[45:27] Speaker 2: scappa il morto, salvo che il morto è il capo
[45:30] Speaker 2: dei picchiatori nemici, perché anche gli amici di Salvemini si
[45:34] Speaker 2: sono organizzati e hanno i bastoni e i coltelli e
[45:38] Speaker 2: si fa così la campagna elettorale del 19 a Bari. Ci
[45:41] Speaker 2: scappa il morto, poi Salvemini viene eletto col partito dei combattenti.
[45:45] Speaker 2: Un mese dopo il collega eletto con lui viene denunciato
[45:48] Speaker 2: per connivenza con un contrabbandiere di formaggi, cose di questo genere.
[45:51] Speaker 2: Salvemini comincia a perdere quest'ultima illusione che i combattenti fossero
[45:55] Speaker 2: quelli che avrebbero salvato l'Italia ed è sempre più disilluso.
[46:05] Speaker 2: Però è un maestro che deve aver avuto un fascino.
[46:08] Speaker 2: un carisma, una capacità di appassionare i giovani, incredibili, perché
[46:15] Speaker 2: sentite cosa dice di lui Piero Gobetti, che è suo allievo,
[46:19] Speaker 2: gli è molto vicino, impara da lui un sacco di
[46:22] Speaker 2: cose prima di cominciare a fare politica per conto suo.
[46:25] Speaker 2: Piero Gobetti quando conosce Salvemini, Salvemini è un genio, me
[46:33] Speaker 2: lo immaginavo proprio così. l'uomo che sviscera le questioni e
[46:38] Speaker 2: ti presenta tutte le soluzioni in due minuti, definitive. Magari
[46:44] Speaker 2: un po' troppo in fretta diremmo noi, Gobetti ha vent'anni,
[46:48] Speaker 2: evidentemente per i ventenni ci vuole anche questo. Poi Gobetti
[46:52] Speaker 2: ha vent'anni ma è uno talmente intelligente che non tarda
[46:55] Speaker 2: a capire che ci sono dei risvolti. Un anno dopo
[46:58] Speaker 2: il giudizio di Gobetti su Salvemini è leggermente cambiato, ma
[47:01] Speaker 2: non del tutto. Quest'uomo è pur nei suoi limiti addirittura spaventevoli,
[47:09] Speaker 2: evolutamente accentuati e di una lucidità straordinaria. Gobetti dice in sostanza,
[47:15] Speaker 2: parli con lui, lui ha un'idea chiara su tutto, sembra
[47:19] Speaker 2: quasi infantile, te la spara lì in due minuti, tu
[47:21] Speaker 2: dici vabbè non correre tanto, poi ci pensi su e
[47:25] Speaker 2: ti accorgi che dire qualcosa di più intelligente non ci riesci.
[47:31] Speaker 2: Però quest'uomo ormai è molto disilluso, il partito dei combattenti
[47:35] Speaker 2: è l'ultima speranza, non ha più voglia, è deputato, fa
[47:40] Speaker 2: dei bei discorsi contro l'imperialismo italiano che vuole annettere la Dalmazia,
[47:45] Speaker 2: anche se lì gli abitanti sono tutti slavi, i nazionalisti
[47:49] Speaker 2: lo odiano, cominciano a chiamarlo slavemini, dato che appunto questo
[47:55] Speaker 2: rinnegato tiene le parti degli slavi. Mussolini lo sfida a
[47:58] Speaker 2: duello a un certo punto, non sono più così amici,
[48:00] Speaker 2: poi il duello non si fa per qualche ragione tecnica
[48:03] Speaker 2: che non ho potuto appurare. Fa dei bei discorsi in Parlamento,
[48:07] Speaker 2: però è stanco. A un certo punto comincia a scrivere,
[48:10] Speaker 2: scrive a un amico nell'ottobre del 22, altra epoca fatale, nell'ottobre
[48:15] Speaker 2: del 22 Salvemini scrive sono vecchio, non ho più voglia. Che
[48:20] Speaker 2: fatica la politica a discutere di cose rumorose, per forza,
[48:23] Speaker 2: perché in politica non si può fare altro. Non ho voglia,
[48:26] Speaker 2: ho voglia di studiare. La vecchiaia mi rende così. Ha 49 anni,
[48:31] Speaker 2: notate bene, però una volta si invecchiava anche più in fretta.
[48:36] Speaker 2: Forse perché è così stanco, Salvemini all'inizio sottovaluta il fascismo.
[48:41] Speaker 2: Questa è una cosa che colpisce molto, perché Salvemini è famoso...
[48:45] Speaker 2: anche se non ve ne ho ancora parlato per niente
[48:46] Speaker 2: di questo aspetto, ma negli ultimi dieci minuti ve ne parlerò,
[48:48] Speaker 2: Salvemini è famoso come antifascista, di primissimo piano, all'inizio Salvemini,
[48:55] Speaker 2: come tanti altri, sottovaluta, è uno dei tanti che dicono,
[49:00] Speaker 2: ma figurati dai, finirà tutto in tre mesi, come nel
[49:04] Speaker 2: finale della marcia su Roma, avete presente il film di Monicelli,
[49:07] Speaker 2: col re che dice proviamoli per qualche mese e poi vediamo.
[49:10] Speaker 2: Salvemini è di quelli. Ancora dopo il delitto Matteotti si illude.
[49:16] Speaker 2: Dice ormai hanno tutti contro. Non possono durare. In realtà,
[49:21] Speaker 2: voi capite, qui potremmo fare un esercizio molto interessante. Lo
[49:24] Speaker 2: facciamo in due minuti. Uno che ha le sue esperienze.
[49:29] Speaker 2: Cosa vede del fascismo? Lui dice ma io i picchiatori
[49:32] Speaker 2: li ho visti già prima. Anche sotto Giolitti spaccavano le teste.
[49:38] Speaker 2: non mi sembra che sia cambiato niente la vita politica
[49:41] Speaker 2: italiana è stata tutta una dittatura e Mussolini è solo
[49:46] Speaker 2: un dittatore fra gli altri c'è anche un'altra cosa che
[49:52] Speaker 2: lui non ha mai mandato giù il fatto che i
[49:53] Speaker 2: socialisti non gli venivano dietro che i socialisti non interessava
[49:56] Speaker 2: niente del sud non gli interessava niente dei contadini del
[49:59] Speaker 2: sud lui i socialisti ce li ha qui ormai li
[50:03] Speaker 2: sente come una forza paralizzata ossificata e in sostanza dice
[50:10] Speaker 2: capiscono solo le bastonate e allora forse non gli fanno
[50:14] Speaker 2: tanto male un po di bastonata ai nostri socialisti arriva
[50:16] Speaker 2: anche a pensare questo a dire questo e poi lo
[50:19] Speaker 2: stesso ammette che che nel caos dell'italia del primo dopoguerra
[50:25] Speaker 2: Il bisogno di ordine era così forte che perfino a
[50:28] Speaker 2: lui è venuto da dire ma stiamo a vedere, ma
[50:31] Speaker 2: se questi riportano un po' d'ordine alla fin fine non
[50:35] Speaker 2: bisogna essere contro per partito preso. Tanto che Mussolini, superata
[50:41] Speaker 2: la cosa del duello, equivoca e gli offre di iscriversi
[50:45] Speaker 2: al partito fascista. Salvemini rifiuta e pian pianino apre gli occhi.
[50:53] Speaker 2: perché lui continua a insegnare, a scrivere e a opporsi
[50:57] Speaker 2: per esempio alle annessioni italiane in Dalmazia e il fatto
[51:00] Speaker 2: che il Salvemini è un anti- italiano e un traditore della
[51:05] Speaker 2: patria circola. Salvemini per un po' pensa di poter continuare
[51:10] Speaker 2: a fare il suo mestiere e basta, tener duro, tutt'al
[51:14] Speaker 2: più dice ci ficcheranno in galera e pazienza, saremo sempre noi,
[51:18] Speaker 2: in realtà il problema non è il rischio di essere
[51:20] Speaker 2: ficcato in galera. e che Salvemini comincia a conoscere degli
[51:26] Speaker 2: episodi che gli fanno capire in che paese sta vivendo.
[51:29] Speaker 2: Lo invitano in Inghilterra a fare lezioni a Oxford, chiede
[51:33] Speaker 2: il passaporto e non glielo vogliono dare. Siccome è il
[51:37] Speaker 2: tipino che avete capito, espatria lo stesso clandestinamente e va
[51:42] Speaker 2: a fare le sue conferenze a Oxford. All'Università di Firenze
[51:47] Speaker 2: gli studenti fascisti impiantano una gazzarra dicendo se n'è andato
[51:51] Speaker 2: il traditore, adesso non lo facciamo più tornare. Sui muri
[51:55] Speaker 2: di Firenze compaiono manifesti che dichiarano la scimmia di Molfetta
[52:01] Speaker 2: non rientrerà in Italia. Ma i manifesti sono ancora il meno,
[52:06] Speaker 2: perché sul quotidiano, letto credo anche qui, La Nazione, A Firenze,
[52:12] Speaker 2: sul quotidiano La Nazione, compaiono articoli in cui si invitano
[52:18] Speaker 2: tutti gli studenti fascisti dell'università a tenersi a disposizione per
[52:24] Speaker 2: quella azione morale che nei limiti della legge valga somministrare
[52:33] Speaker 2: al Salvemini il premio delle sue opinioni anti- italiane e così via.
[52:38] Speaker 2: Capite la meraviglia di un quotidiano che pubblica questa cosa? Somministrare,
[52:43] Speaker 2: però nei limiti della legge, perché ha rinnegato l'italianità a difendere.
[52:49] Speaker 2: Che succede? Succede che Mussolini è talmente famoso, Salvemini, che
[52:53] Speaker 2: sta facendo lezione a Oxford nel frattempo, che Mussolini non
[52:57] Speaker 2: vuole grane, lo fa tornare in Italia. Salvemini ricomincia a
[53:01] Speaker 2: far lezione e però il clima a quel punto all'Università
[53:07] Speaker 2: di Firenze è pesantissimo. Ci sono testimonianze che descrivono il
[53:12] Speaker 2: rettore dell'Università di Firenze e il sindaco di Firenze in
[53:16] Speaker 2: un angolo di un corridoio che fanno finta di niente
[53:20] Speaker 2: mentre gli studenti fascisti manifestano contro il Salvemini. Salvemini si
[53:24] Speaker 2: rende conto e scrive che ormai non sono più sicuro,
[53:28] Speaker 2: quando esco per andare a fare lezione non sono più
[53:30] Speaker 2: sicuro di tornare a casa col cranio intatto. In realtà
[53:35] Speaker 2: a bastonarlo non arrivano, ma intanto le cose vanno avanti.
[53:38] Speaker 2: Delitto Matteotti. Il 3 gennaio 1925, come sapete, Mussolini si assume alla
[53:46] Speaker 2: Camera la responsabilità del delitto Matteotti. Se il fascismo è
[53:51] Speaker 2: stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa
[53:56] Speaker 2: associazione a delinquere. Questa è la dichiarazione di Mussolini con
[54:00] Speaker 2: cui mette di fronte il Parlamento al fatto che ormai
[54:04] Speaker 2: non ce n'è per nessuno. Salvemini crea un giornale clandestino,
[54:08] Speaker 2: invitando alla resistenza. In quel periodo Ma lui ha fatto così,
[54:14] Speaker 2: voi lo capite. Ci sono molte testimonianze di vecchi amici
[54:17] Speaker 2: che gli vengono incontro, ciao Salvemini, ma siccome quelli hanno
[54:20] Speaker 2: aderito al fascismo, Salvemini gli dice, io non la conosco.
[54:24] Speaker 2: E tira dritto. Si fa un sacco di amici, come capite,
[54:26] Speaker 2: all'Università di Firenze. Finalmente lo scoprono e lo arrestano. E
[54:32] Speaker 2: quei seguono una meravigliosa storia all'italiana. Giugno 25, arrestato. Inizio di luglio,
[54:39] Speaker 2: rinvio del processo e libertà provvisoria. 31 luglio, 25, amnistia per
[54:47] Speaker 2: tutti gli accusati di reati politici. Perché c'è l'amnistia del 31 luglio?
[54:52] Speaker 2: Per tirar fuori gli assassini di Matteotti. Ma intanto però
[54:57] Speaker 2: l'amnistia si fa in generale e quindi anche l'accusa su
[55:00] Speaker 2: Salvemini cade e a piede libero. In realtà la polizia
[55:05] Speaker 2: lo segue. Salvemini prende un treno, arriva a Milano, i
[55:10] Speaker 2: poliziotti lo seguono, Alle tre di notte alla stazione di
[55:13] Speaker 2: Milano salta su un taxi, poi siamo in piena lotta
[55:16] Speaker 2: di spie, salta su un altro taxi, trova dei colleghi
[55:20] Speaker 2: che lo aspettano in macchina, fra cui Federico Chabot e
[55:22] Speaker 2: altri grandi storici italiani, partono in macchina da Milano, arrivano
[55:27] Speaker 2: al piccolo San Bernardo, lui non ha i documenti ma
[55:30] Speaker 2: in qualche modo passa lo stesso, e lo portano in Francia.
[55:34] Speaker 2: Da lì scriverà al rettore la lettera di dimissioni con
[55:38] Speaker 2: cui ho cominciato questa chiacchierata. Noi oggi rischiamo un po'
[55:42] Speaker 2: di sottovalutare queste cose. Sono successe, quindi vuol dire che
[55:45] Speaker 2: non era niente di grave. Voi pensate cosa vuol dire?
[55:48] Speaker 2: È vero che non tiene più famiglia, però pensate cosa
[55:51] Speaker 2: vuol dire. Mollo la cattedra all'università, me ne vado all'estero.
[55:58] Speaker 2: Per carità, è vero, sei famoso, ci sono gli esuli,
[56:02] Speaker 2: ti aiuteranno, però non è una di quelle cose da sottovalutare.
[56:08] Speaker 2: E Salvemini all'estero si butta nell'ultima grande battaglia della sua vita,
[56:14] Speaker 2: controbattere la propaganda fascista che all'estero ha un'efficacia enorme. Salvemini
[56:21] Speaker 2: è sempre stato il primo a riconoscere che Mussolini, per esempio,
[56:24] Speaker 2: era un grandissimo propagandista, un grandissimo giornalista. Dopo la seconda
[56:30] Speaker 2: guerra mondiale Salvemini scrive un libro proprio su Mussolini diplomatico.
[56:35] Speaker 2: in cui dice papale papale Mussolini ha avuto una capacità
[56:38] Speaker 2: di far propaganda all'Italia fascista straordinaria. Salvemini dice anche Mussolini
[56:47] Speaker 2: fuori d'Italia non poteva rompere le teste, doveva conquistarle e
[56:52] Speaker 2: ne conquistò un gran numero se non tutte. In questo
[56:56] Speaker 2: campo Hitler non può essere paragonato neppure a una scarpa
[57:00] Speaker 2: vecchia di Mussolini. Dopodiché Salvemini si dà come scopo nella
[57:06] Speaker 2: vita quello di spiegare all'estero che il fascismo non è
[57:10] Speaker 2: quello che gli raccontano ed essendo uno storico famosissimo comincia
[57:16] Speaker 2: a essere invitato prima in Inghilterra poi in America, le
[57:18] Speaker 2: università americane lo invitano, un ciclo di lezioni sulla storia
[57:22] Speaker 2: dei comuni italiani medievali e un ciclo di conferenze sull'Italia
[57:26] Speaker 2: di oggi dove il professor Salvemini ci spiega cos'è l'Italia
[57:30] Speaker 2: di oggi. ha un tale successo che a un certo
[57:33] Speaker 2: punto cominciano a pagarlo per fare queste conferenze. Ha un
[57:36] Speaker 2: impresario che lo porta in giro per l'America, lui scrive
[57:40] Speaker 2: questa vita terrificante, fai una lezione nella capitale dell'Arkansas, poi
[57:44] Speaker 2: ti mettono su un treno e ti portano in Texas,
[57:46] Speaker 2: e lì ti svegli e ti portano a fare un'altra conferenza.
[57:50] Speaker 2: Dopodiché lo stanno a sentire tutti, tanto che, questo è
[57:54] Speaker 2: un piccolo dettaglio affascinante dell'Italia di allora, Il Ministero degli
[58:00] Speaker 2: Esteri italiano dà ordine di far smettere in qualche modo
[58:05] Speaker 2: questa cosa. Prima provano a vedere se gli americani lo espellono.
[58:09] Speaker 2: Gli americani verificano, non è comunista. Quindi noi non gli
[58:12] Speaker 2: facciamo niente. A questo punto la farnesina scrive alla nostra
[58:16] Speaker 2: ambasciata a Washington. Bisogna seguire ogni conferenza del professor Salvemini
[58:22] Speaker 2: e bisogna che in ogni conferenza tra il pubblico ci
[58:26] Speaker 2: sia uno dei nostri che comincia a disturbare o che
[58:30] Speaker 2: si alza a fare obiezioni. Questo è l'ordine ufficiale dalla
[58:34] Speaker 2: Farnesina all'ambasciata italiana negli Stati Uniti e dall'ambasciata a ogni
[58:38] Speaker 2: conferenza di Salvemini in qualche cittadina sperduta del Middle West
[58:43] Speaker 2: arriva un rapporto a Roma. Quanta gente c'era, se l'hanno applaudito,
[58:47] Speaker 2: se l'hanno finito, ma avete mandato uno di sturbare? Sì, sì, mandato.
[58:50] Speaker 2: Salvemini continua. E poi c'è anche un giornale fascista in
[58:56] Speaker 2: Italia che rende conto delle attività di questo traditore e
[59:00] Speaker 2: che si augura che la mano benedetta di un santo
[59:04] Speaker 2: pazzo ci liberi del professor Salvemini. Per fortuna la mano benedetta, insomma,
[59:10] Speaker 2: poi fin lì non si arriva. Però si fa anche
[59:13] Speaker 2: altro per screditarlo. Negli Stati Uniti ci sono grosse forze
[59:16] Speaker 2: che in realtà sono amiche dell'Italia fascista. Il New York
[59:18] Speaker 2: Times è filofascista fino in fondo. Al New York Times
[59:22] Speaker 2: si fanno arrivare delle veline dove si spiega che il
[59:24] Speaker 2: Salvemini è un pericoloso terrorista che preparava un attentato per
[59:29] Speaker 2: far saltare in aria San Pietro in Vaticano. E il
[59:32] Speaker 2: New York Times scrive, noi ospitiamo questo pericoloso terrorista. Insomma,
[59:37] Speaker 2: non sono tutte rose e fiori. Sta di fatto però
[59:40] Speaker 2: che comunque Salvemini fa questa attività instancabile per anni e
[59:44] Speaker 2: anni e oggi gli studiosi americani ci dicono l'opinione pubblica
[59:50] Speaker 2: americana era lì in bilico. Salvemini ha dato una bella
[59:54] Speaker 2: botta per farla poi traboccare da una parte anziché dall'altra.
[1:00:00] Speaker 2: Nel frattempo, siccome è lui e non è il primo venuto,
[1:00:06] Speaker 2: gli offrono la cattedra a Harvard e di conseguenza gli
[1:00:10] Speaker 2: creano una cattedra di storia della civiltà italiana a Harvard
[1:00:16] Speaker 2: e lui comincia a insegnare storia della civiltà italiana a
[1:00:19] Speaker 2: Harvard prende la cittadinanza americana invecchia sappiamo Edel abbiamo detto 73
[1:00:29] Speaker 2: nel 43 ha 70 anni è cittadino americano, se ne potrebbe stare
[1:00:37] Speaker 2: lì tranquillo, la guerra ormai ha convinto gli americani che
[1:00:41] Speaker 2: Mussolini va buttato giù e che l'Italia fascista era un bluff,
[1:00:46] Speaker 2: Salvemini rimane lì, insegna finché può, arriva a 75 anni, a
[1:00:51] Speaker 2: Harvard gli dicono adesso però abbi pazienza ma vai in pensione.
[1:00:57] Speaker 2: e dall'Italia del dopoguerra fra mille preoccupazioni che ci sono
[1:01:03] Speaker 2: nel paese che è da ricostruire e tutto quanto una
[1:01:07] Speaker 2: delle preoccupazioni del governo italiano e del governo di De
[1:01:10] Speaker 2: Gasperi è ma riusciamo a far tornare Salvemini in Italia
[1:01:15] Speaker 2: perché sarebbe una tale legittimazione della democrazia cominciano a contattarlo
[1:01:21] Speaker 2: lo fanno tornare in Italia A 76 anni nel 49 Salvemini torna
[1:01:28] Speaker 2: in Italia e benché abbia superato tutti i limiti di
[1:01:31] Speaker 2: età anche in Italia gli ridanno la cattedra a Firenze
[1:01:36] Speaker 2: e Salvemini fa la sua prima lezione a Firenze dopo 24
[1:01:40] Speaker 2: anni cominciando così come stavamo dicendo l'ultima volta. Due parole
[1:01:49] Speaker 2: ancora su come vede Salvemini questa Italia del dopoguerra. Da
[1:01:52] Speaker 2: un lato è ammiratissimo, a parte che dice una cosa fantastica,
[1:01:56] Speaker 2: sono passati di moda i cappelli delle donne, come sono belle,
[1:01:59] Speaker 2: ai miei tempi avevano tutti questi cappelli enormi, adesso sono
[1:02:02] Speaker 2: bellissime senza cappello. Poi vede la ricostruzione ed è affascinato,
[1:02:08] Speaker 2: quel meraviglioso formicaio umano che sono i contadini italiani, dice.
[1:02:15] Speaker 2: li vede ancora solo i contadini, è un meridionale dell'Ottocento,
[1:02:18] Speaker 2: ma comunque, del resto d'Italia è ancora per metà un
[1:02:21] Speaker 2: paese contadino in quegli anni, questo paese si riprenderà con
[1:02:24] Speaker 2: una rapidità che nessuno avrebbe mai sospettato, il formicaio in
[1:02:29] Speaker 2: piena efficienza. Però poi anche lì si è fatto forse
[1:02:34] Speaker 2: qualche illusione, alla fine qualcosa che lo delude lo trova,
[1:02:37] Speaker 2: per esempio trova che al sud non è cambiato fondamentalmente niente,
[1:02:43] Speaker 2: e comincia a pensare che l'unica soluzione è che il
[1:02:47] Speaker 2: nord e il sud si diano da fare insieme, non
[1:02:49] Speaker 2: ci crede più che il sud si tiri fuori da solo.
[1:02:53] Speaker 2: E allora dice, no, adesso noi quel che dobbiamo fare
[1:02:55] Speaker 2: è spiegare a quelli del nord che devono darsi da
[1:02:59] Speaker 2: fare anche per il sud, perché sembra strano, ma anche
[1:03:01] Speaker 2: in quell'Italia degli anni 40, al nord c'è chi dice, ma
[1:03:04] Speaker 2: perché dovremmo preoccuparcene? Sentite ancora questa, che lo vogliano noi settentrionali,
[1:03:11] Speaker 2: Essi sono attaccati ai terroni come il busto è attaccato
[1:03:15] Speaker 2: alle gambe, così il pugliese Salvemini. Bisogna dunque ripetere nell'Italia settentrionale,
[1:03:22] Speaker 2: anche a chi non vuol sentire, e sono sempre molti,
[1:03:27] Speaker 2: che i nordici debbono occuparsi non solo di se stessi,
[1:03:31] Speaker 2: ma anche dei sudici, se non vogliono che finisca male.
[1:03:36] Speaker 2: Dopodiché quella lì è l'Italia di De Gasperi e di Togliatti.
[1:03:41] Speaker 2: della dc e del partito comunista e salvemini come potete
[1:03:46] Speaker 2: capire non ci si trova tanto bene nella politica dell'italia
[1:03:49] Speaker 2: di allora in questo paese di clericali mezzo comunisti e
[1:03:55] Speaker 2: di comunisti mezzo clericali esprimere una franca opinione è diventata
[1:04:00] Speaker 2: roba da manicomio nel diario scrive ormai credo solo più
[1:04:06] Speaker 2: in critone di platone e nel discorso della montagna muore
[1:04:14] Speaker 2: nel 1957 e proprio in punto di morte che fa quella
[1:04:17] Speaker 2: rivelazione dice ma guarda ho pensato tutta la vita al
[1:04:21] Speaker 2: suicidio e sono arrivato 84 anni e poi chi era lì
[1:04:27] Speaker 2: con lui dice ha passato gli ultimi momenti a cercare
[1:04:31] Speaker 2: di capire cosa gli stava succedendo a fare la storia
[1:04:35] Speaker 2: della propria morte in un certo senso a riferire cosa
[1:04:38] Speaker 2: si prova e le sue ultime parole che però sono
[1:04:40] Speaker 2: tristi ma comunque Le sue ultime parole sono, non c'è
[1:04:44] Speaker 2: differenza tra la morte e la vita, non si può
[1:04:48] Speaker 2: fissare il passaggio, è tutta una cosa, non c'è differenza
[1:04:52] Speaker 2: tra la morte e la vita, la morte è dolore. Grazie. Grazie.
[1:05:49] Speaker 2: Grazie mille, a domani.

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