# BARBERO racconta la Battaglia di Waterloo (Alessandro Barbero)

An episode of [Di Nuovo BARBERO - Alessandro Barbero Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896716561), 18 Aug 2026, 57 min.

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Il professore Alessandro Barbero racconta la battaglia di Waterloo, una delle più combattute e sanguinose battaglie delle guerre napoleoniche, nonché l'ultima battaglia di Napoleone, che segnò la sua definitiva sconfitta e il conseguente esilio a Sant'Elena. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/di-nuovo-barbero-alessandro-barbero-podcast--6755193/support. Se questo episodio ti è piaciuto e vuoi continuare ad ascoltare degli splendidi interventi del professor Barbero non dimenticare di seguire il podcast e lasciare una recensione a 5 ⭐⭐⭐⭐⭐

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Allora, noi siamo qui per questo terzo incontro che attraverso
[0:03] Speaker 2: delle famose battaglie cerca di spiegare non soltanto come funzionavano
[0:07] Speaker 2: strategie e tattiche militari, ma anche gli enormi sforzi che
[0:12] Speaker 2: governi e società facevano per mettere in campo gli eserciti
[0:15] Speaker 2: e le flotte. La battaglia di cui parliamo stasera è
[0:18] Speaker 2: una battaglia famosissima, anche se probabilmente non siamo d'accordo su
[0:21] Speaker 2: come pronunciarne il nome. Io tendo a dire Waterloo come
[0:25] Speaker 2: sta scritto, che non è neanche tanto diverso da come
[0:27] Speaker 2: lo pronunciano i fiamminghi. E' l'ultima battaglia di Napoleone, è
[0:32] Speaker 2: la battaglia che mette fine ai cento giorni, alla breve
[0:35] Speaker 2: speranza di Napoleone di ritornare al potere dopo la sua
[0:38] Speaker 2: sconfitta del 1814 e dopo il suo esilio all'isola d'Elba. Siamo nel 1815,
[0:46] Speaker 2: a marzo, Napoleone è scappato dall'isola d'Elba, è tornato in Francia.
[0:51] Speaker 2: con pochissime forze, ed è successo una specie di miracolo,
[0:54] Speaker 2: è successo che gran parte del paese e quasi tutto
[0:57] Speaker 2: l'esercito lo ha acclamato come il legittimo sovrano della Francia.
[1:02] Speaker 2: Il re di Francia, Luigi XVIII di Borbone, rimesso sul
[1:05] Speaker 2: trono dalle potenze alleate, fugge, Napoleone arriva a Parigi, riprende
[1:11] Speaker 2: il potere, rimette in piedi fulmineamente il suo stato, il
[1:15] Speaker 2: suo governo imperiale, trova anche il tempo di far approvare
[1:19] Speaker 2: una nuova costituzione in cui promette spazi di parlamentarismo liberale
[1:24] Speaker 2: anziché un governo monarchico quasi assoluto come aveva praticato in
[1:27] Speaker 2: passato e scrive a tutti i sovrani europei per dire
[1:32] Speaker 2: che lui vuole la pace è tornato ma non chiede
[1:34] Speaker 2: niente si accontenta della Francia nei confini ridimensionati dal congresso
[1:39] Speaker 2: di Vienna non ha nessuna rivendicazione vuole soltanto regnare pacificamente
[1:46] Speaker 2: fatto sta che non gli credono Le sue lettere qualcuno
[1:49] Speaker 2: non le apre neanche, al re d'Inghilterra il primo ministro
[1:52] Speaker 2: non permette neanche di aprirla, gliela fa rispedire, ancora sigillata,
[1:56] Speaker 2: e immediatamente le potenze che negli anni precedenti si erano
[1:59] Speaker 2: coalizzate contro di lui tornano a stringere un patto di
[2:02] Speaker 2: alleanza per invadere la Francia e cacciare Napoleone una volta
[2:06] Speaker 2: per tutte. Quindi questa per una volta è una guerra difensiva,
[2:10] Speaker 2: è una delle pochissime guerre difensive che Napoleone combatte nel
[2:13] Speaker 2: corso della sua carriera. Le potenze coalizzate contro di lui
[2:17] Speaker 2: sono praticamente tutta Europa. Ci sono quattro grandi eserciti che
[2:21] Speaker 2: si preparano a invadere la Francia. Uno molto vicino, quello
[2:26] Speaker 2: che gli inglesi hanno già pronto in Belgio e in
[2:30] Speaker 2: Olanda e a cui si uniscono contingenti appunto belgi e
[2:33] Speaker 2: olandesi e di vari stati tedeschi, al comando del duca
[2:36] Speaker 2: di Wellington. Quello prussiano, la Prussia è la principale potenza tedesca.
[2:43] Speaker 2: che è già pronto praticamente sul Reno, deve soltanto avvicinarsi,
[2:47] Speaker 2: quell'austriaco che è già più lontano, quello russo che è
[2:50] Speaker 2: molto più lontano, come capite. Ognuno di questi eserciti preso
[2:54] Speaker 2: da solo è più debole dell'esercito che Napoleone è in
[2:56] Speaker 2: grado di mettere in campo, ma già due sono più forti,
[3:00] Speaker 2: tutti e quattro insieme non ci sarebbe storia. Napoleone decide
[3:04] Speaker 2: che l'unica cosa da fare è agire e agire fulmineamente.
[3:08] Speaker 2: I russi sono molto molto lontani, gli austriaci anche. Ci
[3:12] Speaker 2: sono due eserciti che sono già pronti sui confini della
[3:15] Speaker 2: Francia e stanno aspettando che arrivino anche gli altri per
[3:18] Speaker 2: iniziare l'invasione. E sono appunto l'esercito inglese e olandese e
[3:23] Speaker 2: tedesco al comando di Wellington e l'esercito prussiano al comando
[3:27] Speaker 2: di Blücher. Questi due eserciti sono accantonati, come si diceva allora,
[3:33] Speaker 2: in tutto il territorio del Belgio. Il Belgio e l'Olanda
[3:37] Speaker 2: formano un'unica monarchia sotto la Casa d'Orange in quel momento,
[3:40] Speaker 2: alleata della coalizione, dunque sono in paese amico, sono accantonati
[3:44] Speaker 2: come si usava allora, in un'epoca in cui quasi non
[3:47] Speaker 2: esistevano le caserme, o comunque si usavano pochissimo, e per
[3:51] Speaker 2: mantenere un esercito si piazzavano, si collocavano i soldati a
[3:55] Speaker 2: casa dei contadini e gli ufficiali a casa dei borghesi
[3:59] Speaker 2: e dei nobili, e era un obbligo civico ospitare e
[4:04] Speaker 2: mantenere questa gente. Questo significa naturalmente, lo capite, che questi
[4:08] Speaker 2: eserciti sono sparpagliati su tutto il territorio del Belgio, perché
[4:12] Speaker 2: in ogni villaggio trova posto una compagnia di soldati, se
[4:15] Speaker 2: va bene. Qui ci sono quasi centomila uomini nell'esercito di Wellington,
[4:19] Speaker 2: più di centomila in quello prussiano, sono sparpagliati da un
[4:22] Speaker 2: angolo all'altro del Belgio. Napoleone più o meno ha messo
[4:26] Speaker 2: insieme centomila uomini, l'armée du nord. È sicuro che se
[4:31] Speaker 2: affronta uno di quei due eserciti lo annienterà senza fatica.
[4:36] Speaker 2: Deve impedire che possano reagire, mettersi insieme, affrontarlo insieme su
[4:40] Speaker 2: un unico teatro di battaglia. Di conseguenza Napoleone decide di
[4:45] Speaker 2: agire molto rapidamente, di entrare in Belgio prima che il
[4:48] Speaker 2: nemico se ne possa accorgere e di travolgere tutto quello
[4:51] Speaker 2: che si trova davanti. Verso la metà di giugno del 1815
[4:56] Speaker 2: Napoleone sigilla le frontiere. Dalla Francia per qualche giorno non
[5:01] Speaker 2: esce più, non dico una carrozza o un turista, ma
[5:03] Speaker 2: neanche una lettera, neanche un giornale. E in quei pochi
[5:06] Speaker 2: giorni l'esercito francese marcia fino alla frontiera e la sera
[5:12] Speaker 2: del 15 giugno entra in Belgio. La notizia arriva fulminamente ai
[5:18] Speaker 2: comandi inglesi e prussiani ed è una notizia terrificante perché
[5:21] Speaker 2: i loro eserciti sono ancora sparsi, disuniti e i francesi
[5:25] Speaker 2: sono lì. Ma sono tutti dei professionisti, sanno come reagire.
[5:29] Speaker 2: Molto rapidamente sia gli inglesi sia i prussiani cominciano a
[5:32] Speaker 2: radunare le loro forze sparse il più vicino possibile alla frontiera,
[5:38] Speaker 2: per cercare di dare battaglia a Napoleone, impedirgli di invadere
[5:41] Speaker 2: il Belgio, di conquistare Bruxelles, che sarebbe dal punto di vista,
[5:45] Speaker 2: voi lo capite, della propaganda, una cosa molto sgradevole per
[5:48] Speaker 2: la coalizione, se la guerra cominciasse con Napoleone che conquista,
[5:51] Speaker 2: cattura una delle capitali dei sovrani nemici. Dunque bisogna dare
[5:55] Speaker 2: battaglia il più avanti possibile. Napoleone avanza senza bene sapere
[6:00] Speaker 2: chi si troverà prima di fronte, con delle forze sulla
[6:02] Speaker 2: destra dalla parte dove si aspetta i prussiani. sulla sinistra
[6:05] Speaker 2: dove si aspetta gli inglesi e una forte riserva con
[6:10] Speaker 2: la guardia imperiale da buttare sul lato dove ce ne
[6:13] Speaker 2: sarà bisogno il 16 giugno c'è battaglia perché i prussiani hanno
[6:18] Speaker 2: radunato una parte delle loro forze e gli sbarrano la
[6:22] Speaker 2: strada Napoleone quindi con la sua alla destra e con
[6:26] Speaker 2: tutta la riserva che sposta da quel lato affronta i
[6:28] Speaker 2: prussiani in una battaglia che è la battaglia di Ligny
[6:31] Speaker 2: che è l'ultima vittoria di Napoleone Napoleone effettivamente sconfigge i
[6:35] Speaker 2: prussiani molto duramente, li mette in fuga, dopodiché si sposta
[6:41] Speaker 2: dall'altra parte, dove il duca di Wellington ha radunato frettolosamente
[6:45] Speaker 2: quel che ha potuto trovare del suo esercito anglo- olandese- tedesco, un
[6:49] Speaker 2: esercito in cui si parlano quattro lingue, e ha tentato
[6:52] Speaker 2: di fermare l'ala sinistra di Napoleone, c'è stato uno scontro,
[6:55] Speaker 2: una piccola battaglia che si chiama di quatre bras, gli
[6:58] Speaker 2: inglesi hanno tenuto, però... Alla sera vengono a sapere che
[7:01] Speaker 2: sul loro fianco Napoleone ha sbaragliato i prussiani e sta
[7:04] Speaker 2: andando avanti. Di conseguenza il duca di Wellington non può
[7:06] Speaker 2: fare altro che ritirarsi anche lui in direzione di Bruxelles.
[7:12] Speaker 2: Per tutto il giorno 17 l'esercito inglese si ritira sull'unica grande
[7:17] Speaker 2: strada verso Bruxelles e l'esercito di Napoleone li insegue. I
[7:22] Speaker 2: prussiani si stanno ritirando altrove, sono stati battuti e Napoleone
[7:25] Speaker 2: è convinto che non li vedrà più. Ha mandato una
[7:28] Speaker 2: parte della sua ala destra a inseguirli, ma non si preoccupa.
[7:32] Speaker 2: Lui con l'ala sinistra e la riserva insegue gli inglesi.
[7:36] Speaker 2: Perché gli inglesi si ritirano in realtà? L'esercito inglese, io
[7:41] Speaker 2: dico sempre inglese, bisogna sempre fare uno sforzo per ricordarsi
[7:44] Speaker 2: che soltanto un terzo di quelle forze erano davvero inglesi,
[7:47] Speaker 2: gli altri erano olandesi, belgi, tedeschi, il comando era inglese.
[7:52] Speaker 2: L'esercito di Wellington è più o meno grande come quello
[7:54] Speaker 2: di Napoleone, sono circa 70.000 uomini per parte, quelli che si
[7:57] Speaker 2: inseguono sulla strada selciata che va a Bruxelles. E allora
[8:04] Speaker 2: perché di questi due eserciti uno si ritira, non osa
[8:06] Speaker 2: dare battaglia, e l'altro, quello francese, lo insegue senza nessuna paura,
[8:12] Speaker 2: cercando la battaglia, cercando lo scontro decisivo? Se uno guarda, appunto,
[8:16] Speaker 2: il numero di uomini è più o meno lo stesso.
[8:19] Speaker 2: Napoleone aveva più cannoni, aveva circa 250 cannoni contro un 150 di Wellington,
[8:26] Speaker 2: e questo per un motivo molto preciso, Napoleone era un
[8:29] Speaker 2: vecchio sottotenente di artiglieria. che in artiglieria aveva fatto i
[8:33] Speaker 2: suoi primi passi e che sapeva molto bene quanto contano
[8:37] Speaker 2: i cannoni e che aveva sempre speso per avere più
[8:41] Speaker 2: cannoni degli altri, aveva sempre investito in cannoni, perché anche
[8:44] Speaker 2: queste cose poi nelle battaglie vengono fuori. Gli eserciti sono
[8:47] Speaker 2: come li hanno fatti i governi e i governi li
[8:50] Speaker 2: hanno fatti in base alle idee che avevano su come
[8:52] Speaker 2: deve essere un esercito e in base ai soldi che
[8:55] Speaker 2: avevano da spendere. I soldi sono un limite molto grosso.
[8:59] Speaker 2: Per esempio la cavalleria di Napoleone in questi giorni, in
[9:02] Speaker 2: questi giorni di Waterloo, è più debole del solito perché
[9:06] Speaker 2: non ha avuto abbastanza soldi per comprare cavalli buoni. I
[9:10] Speaker 2: suoi famosi corazzieri sono montati in gran parte su cavalli
[9:12] Speaker 2: scadenti perché non c'erano fondi per comprare cavalli adatti. Ma
[9:19] Speaker 2: allora perché comunque l'esercito inglese si ritira? Solo perché ha
[9:21] Speaker 2: meno cannoni? In realtà no. Guardiamo un po' come sono
[9:24] Speaker 2: fatti questi eserciti. Come si facevano gli eserciti in quell'epoca?
[9:28] Speaker 2: Chi è che prestava servizio? Siamo dopo la rivoluzione francese, naturalmente,
[9:34] Speaker 2: siamo dopo che è stato abbattuto l'antico regime, che è
[9:38] Speaker 2: stato abbattuto un po' in tutta Europa, tranne in Inghilterra, ricordiamocelo,
[9:42] Speaker 2: perché l'Inghilterra che da un certo punto di vista è
[9:44] Speaker 2: il paese più moderno del mondo in quell'epoca, l'Inghilterra sta
[9:48] Speaker 2: facendo la rivoluzione industriale in quel momento, Però da un
[9:51] Speaker 2: altro punto di vista l'Inghilterra è il paese più arcaico d'Europa,
[9:54] Speaker 2: è l'unico dove non è arrivata la rivoluzione francese, è
[9:57] Speaker 2: ancora un paese di antico regime e il suo esercito
[10:00] Speaker 2: è un esercito di antico regime, come quello dei vecchi
[10:03] Speaker 2: re di una volta, del re Sole, è fatto di
[10:06] Speaker 2: mercenari in pratica, è fatto cioè di gente che fa
[10:09] Speaker 2: il soldato di mestiere. Non sono mercenari stranieri, sono sudditi britannici,
[10:15] Speaker 2: ma sono gente che fa il soldato di mestiere, che
[10:17] Speaker 2: si arruola, che firma un contratto che obbliga a servire
[10:21] Speaker 2: per un gran numero di anni, in cambio di una
[10:23] Speaker 2: paga molto bassa e di condizioni di vita molto dure,
[10:26] Speaker 2: e di una disciplina durissima, tenuta col bastone e con
[10:29] Speaker 2: la frusta. Come in tutto il mondo di antico regime,
[10:33] Speaker 2: fare il soldato non è un mestiere prestigioso. È il
[10:36] Speaker 2: mestiere che fanno gli ultimi, che fanno i disoccupati, che
[10:39] Speaker 2: fanno i braccianti, che si arruolano negli anni di cattivo
[10:42] Speaker 2: raccolto o che fanno gli apprendisti che rimangono disoccupati quando
[10:46] Speaker 2: chiude la fabbrica. Quelli sono i soldati. Il duca di Wellington,
[10:50] Speaker 2: che era di grandissima famiglia nobile e uno dei capi
[10:54] Speaker 2: del partito conservatore, disse un giorno amabilmente che il suo
[10:57] Speaker 2: esercito era formato dalla schiuma della terra. Ma in Francia
[11:04] Speaker 2: c'è stata la rivoluzione francese. L'esercito francese è qualcosa di
[11:07] Speaker 2: molto diverso. L'esercito francese è il frutto dell'idea che tutti
[11:11] Speaker 2: sono non sudditi ma cittadini e di conseguenza devono prestare
[11:16] Speaker 2: servizio per difendere la nazione quando la nazione lo chiede.
[11:19] Speaker 2: E quindi l'esercito francese è basato sulla coscrizione. Se un
[11:23] Speaker 2: soldato inglese è un poveraccio che si è arruolato volontariamente,
[11:28] Speaker 2: anche perché era disoccupato e cretava di fame, e che
[11:31] Speaker 2: presta servizio tutta la vita... un soldato francese e un
[11:35] Speaker 2: coscritto di leva. Viene inteso, non sono ancora le leve
[11:39] Speaker 2: in massa degli eserciti della Prima Guerra Mondiale. La leva
[11:43] Speaker 2: veniva fatta dicendo tutti potrebbero essere chiamati a servire, ma
[11:48] Speaker 2: all'imperatore bastano centomila uomini all'anno. Quindi se quest'anno i giovani
[11:52] Speaker 2: di leva sono trecentomila, uno su tre presterà servizio. E
[11:57] Speaker 2: come si faceva per sapere chi avrebbe prestato servizio? Si sorteggiava.
[12:01] Speaker 2: Notate che questo era un sistema estremamente diffuso e ancora
[12:04] Speaker 2: il sistema con cui saranno reclutati gli eserciti del Risorgimento,
[12:07] Speaker 2: per esempio. L'esercito piemontese che combatte a Custozza e a
[12:11] Speaker 2: Novara nel 1848-49 era reclutato così. In teoria tutti sono coscritti,
[12:16] Speaker 2: ma siccome non c'è bisogno di tutti, si sorteggerà. In
[12:20] Speaker 2: ogni paese i giovanotti di 18 anni un bel giorno sono
[12:23] Speaker 2: convocati dal sindaco, vanno in municipio e davanti al sindaco
[12:27] Speaker 2: c'è un'urna e ognuno tira fuori il suo numero. Quelli
[12:30] Speaker 2: che tirano fuori il numero basso Devono andare a fare
[12:32] Speaker 2: il soldato. C'erano anche molti modi poi per sfuggire, se
[12:37] Speaker 2: uno aveva i soldi si poteva pagare un sostituto, per esempio.
[12:40] Speaker 2: Per cui anche lì alla fine erano soprattutto i più poveri,
[12:42] Speaker 2: i braccianti, i disoccupati che andavano a fare il soldato.
[12:47] Speaker 2: Ma comunque il principio, lo vedete, era radicalmente diverso. Il
[12:50] Speaker 2: principio era lo Stato ha il diritto di chiamarti e
[12:56] Speaker 2: di fare di te un coscritto. Quando Napoleone era caduto
[13:02] Speaker 2: nel 1814 ed era tornato il vecchio regime, i nuovi re
[13:08] Speaker 2: che avevano ripreso il potere, i vari principi tedeschi, il
[13:11] Speaker 2: principe d'Orange che era diventato re dei Paesi Bassi, lo
[13:14] Speaker 2: stesso Luigi XVIII tornato a Parigi, si sono trovati in
[13:18] Speaker 2: una situazione politicamente imbarazzante, perché la coscrizione obbligatoria era il
[13:23] Speaker 2: lascito più odiato della rivoluzione. Tutti avevano promesso di abolirla.
[13:30] Speaker 2: Però era anche un bel peccato abolire una risorsa così,
[13:34] Speaker 2: abolire una legge che permetteva al re di avere tutti
[13:37] Speaker 2: gli uomini che gli servivano, semplicemente tirando a sorte. Questi
[13:42] Speaker 2: sovrani cercano di mettere in piedi degli eserciti. Sto parlando
[13:45] Speaker 2: di quei principi tedeschi del re d'Olanda che formano poi
[13:48] Speaker 2: gran parte dell'esercito di Wellington. Lì arriverò. Come mai quell'esercito
[13:52] Speaker 2: si sta ritirando davanti a quello di Napoleone? Questi sovrani
[13:56] Speaker 2: alla fine si riducono a un compromesso. La leva, la
[13:59] Speaker 2: coscrizione non possiamo farla perché politicamente sarebbe un suicidio. Rifaremo
[14:04] Speaker 2: un esercito di mestiere, di mercenari, di gente che si
[14:08] Speaker 2: arruola per la vita perché non sa come vivere. Un
[14:11] Speaker 2: piccolo nucleo perché costano. E poi faremo Una specie di
[14:15] Speaker 2: coscrizione attenuata, la milizia. L'idea della milizia è di grande
[14:20] Speaker 2: successo nell'Europa già in precedenza, ma poi soprattutto in quella dell'Ottocento.
[14:25] Speaker 2: L'idea che sì, il cittadino deve prestare servizio, è un
[14:27] Speaker 2: po' la Guardia Nazionale Americana, per chi conosce queste cose,
[14:30] Speaker 2: che ancora oggi esiste. non è proprio la leva sono
[14:34] Speaker 2: reparti che rimangono a casa la gente che fa parte
[14:38] Speaker 2: di questi reparti può condurre una vita normale semplicemente qualche
[14:42] Speaker 2: settimana all'anno si radunano per addestrarsi un po' e poi
[14:46] Speaker 2: però quando c'è la guerra quando c'è la guerra devono
[14:48] Speaker 2: andare i nuovi sovrani rimessi sui loro troni dal congresso
[14:52] Speaker 2: di Vienna mettono in piedi degli eserciti basati sul principio
[14:56] Speaker 2: della milizia si sorteggia Ma abbastanza poca gente e comunque
[15:01] Speaker 2: niente paura, anche se vieni sorteggiato vai solo nella milizia,
[15:04] Speaker 2: non dovrai lasciare il lavoro, la bottega, la famiglia, i campi,
[15:07] Speaker 2: basterà che tu faccia quelle poche settimane di addestramento all'anno.
[15:12] Speaker 2: Questo era il principio, dopodiché questi nuovi reggimenti di miliziani, olandesi, tedeschi,
[15:18] Speaker 2: sono appena stati radunati e messi in piedi che arriva
[15:21] Speaker 2: la notizia che Napoleone ha invaso il Belgio. E di
[15:24] Speaker 2: conseguenza a tutti quanti si dice, è vero che avevamo
[15:27] Speaker 2: detto che soltanto in caso di emergenza dovevate prestare servizio,
[15:30] Speaker 2: ma ecco l'emergenza. E quindi l'esercito di Wellington è un
[15:35] Speaker 2: esercito che è composto per una buona metà da reparti
[15:38] Speaker 2: reclutati in questo modo. La differenza di qualità è enorme.
[15:42] Speaker 2: Un battaglione inglese fatto di soldati induriti, ben nutriti, bevitori
[15:46] Speaker 2: di birra, mangiatori di montone e che fanno quello di
[15:49] Speaker 2: mestiere con un fortissimo senso dell'onore della disciplina è una cosa.
[15:54] Speaker 2: Un battaglione di milizia olandese o tedesca appena reclutato sorteggiando
[15:58] Speaker 2: dei contadini che non ci capiscono niente è una cosa
[16:01] Speaker 2: radicalmente diversa. Di fronte c'è un esercito francese che ha
[16:06] Speaker 2: fatto tutto di coscritti, ma sono tutti coscritti che hanno
[16:08] Speaker 2: già esperienza. Napoleone non fa in tempo a chiamare i
[16:11] Speaker 2: nuovi coscritti del XV. Quindi il suo esercito è tutto
[16:14] Speaker 2: formato dai vecchi coscritti del XIV, del XIII, che hanno
[16:17] Speaker 2: già combattuto. Wellington semplicemente sa che anche se il suo
[16:22] Speaker 2: esercito è fatto di 70.000 uomini, esattamente come quello francese, se
[16:26] Speaker 2: provasse a sbarrargli la strada, probabilmente verrebbe spazzato via. Di
[16:32] Speaker 2: conseguenza arretra. Arretra e per tutto il giorno 17 e la
[16:37] Speaker 2: notte disperatamente manda dei corrieri ai generali prussiani che si
[16:41] Speaker 2: stanno ritirando lontano verso est per sentire come vanno le
[16:44] Speaker 2: loro cose. Sono davvero stati sbaragliati? Oppure riescono ancora a
[16:48] Speaker 2: mettere insieme qualcosa e venire ad aiutarlo? Per tutto il
[16:52] Speaker 2: giorno 17 e durante la notte si scambiano questi messaggi tra
[16:55] Speaker 2: il generale inglese e i generali prussiani che si scrivono
[16:58] Speaker 2: tra loro in francese, che è l'unica lingua internazionale che
[17:00] Speaker 2: tutti conoscono, E i prussiani gli dicono, ce la possiamo fare,
[17:06] Speaker 2: abbiamo ancora delle forze fresche, delle forze che non sono
[17:08] Speaker 2: state coinvolte nel disastro, te le manderemo. Se tu ti
[17:12] Speaker 2: fermi a dare battaglia davanti a Bruxelles, prima di Bruxelles,
[17:17] Speaker 2: noi ti manderemo dei soccorsi. Anche i generali prussiani hanno
[17:21] Speaker 2: discusso furiosamente per questo, perché c'era chi diceva, a noi
[17:24] Speaker 2: che cosa ce ne importa, di Bruxelles, degli inglesi, di Wellington,
[17:27] Speaker 2: abbiamo già preso una bella batosta, non rischiamo quello che
[17:30] Speaker 2: ci rimane. Ma alla fine prevale invece l'opinione che dice no,
[17:34] Speaker 2: è più importante che ci fermiamo anche noi e che
[17:36] Speaker 2: diamo una mano. Di conseguenza il duca di Wellington la
[17:40] Speaker 2: sera del 17 ha la garanzia, dai prussiani che se lui
[17:46] Speaker 2: si ferma a dar battaglia loro verranno ad aiutarlo e
[17:49] Speaker 2: questo può cambiare completamente le cose evidentemente perciò decide di
[17:53] Speaker 2: correre questo rischio se si ritirasse ancora Bruxelles è lì
[17:56] Speaker 2: dietro la perderebbe e la stampa inglese se lo mangerebbe
[18:00] Speaker 2: vivo evidentemente perciò decide di dar battaglia ha trovato una
[18:04] Speaker 2: posizione buona lui è lì in Belgio da tempo è
[18:06] Speaker 2: andato in giro a cavallo ha guardato i posti le
[18:09] Speaker 2: strade Ha visto che sulla strada di Bruxelles c'è una
[18:13] Speaker 2: posizione molto forte, una lunga cresta, una specie di lunga
[18:17] Speaker 2: collinetta molto bassa, che però è sufficiente per potersi riparare
[18:21] Speaker 2: dietro a non essere quasi visti dal nemico, con alcune
[18:24] Speaker 2: fattorie fortificabili, belle robuste. Già tempo prima aveva detto in
[18:30] Speaker 2: un appunto se mai si dovesse dar battaglia per difendere Bruxelles,
[18:33] Speaker 2: il posto adatto è questo. È vicino a un villaggio
[18:36] Speaker 2: che si chiama Waterloo. Decide di fermarsi lì. Napoleone che
[18:42] Speaker 2: lo sta inseguendo arriva anche lui la sera e si
[18:45] Speaker 2: accorge che il nemico ha smesso di ritirarsi perché si
[18:48] Speaker 2: vedono i fuochi degli inglesi giù in fondo. Si vede
[18:50] Speaker 2: che hanno preso posizione lungo questa cresta e di conseguenza
[18:54] Speaker 2: Napoleone sa che il giorno dopo ci sarà battaglia e
[18:58] Speaker 2: dirà poi nelle sue memorie nessuna battaglia mi era mai
[19:01] Speaker 2: sembrata più facile perché lui era convinto che i prussiani
[19:05] Speaker 2: non si sarebbero più visti. e sapeva che l'esercito di
[19:07] Speaker 2: Wellington da solo non sarebbe stato possibile, non sarebbe stato
[19:11] Speaker 2: sufficiente per fermarlo. Napoleone quella notte dorme poco, e dorme
[19:15] Speaker 2: poco più che altro perché si preoccupa che gli inglesi
[19:17] Speaker 2: cambino idea e se ne vadano. Tant'è vero che dice
[19:21] Speaker 2: nelle sue memorie, a un certo punto sono uscito, non
[19:23] Speaker 2: riuscivo a dormire, sono uscito, da solo, con un aiutante
[19:27] Speaker 2: di campo, sono andato in prima linea, E lì ho
[19:30] Speaker 2: controllato e ho visto, giù in fondo si continuavano a
[19:32] Speaker 2: vedere i fuochi degli inglesi, sembrava che l'orizzonte bruciasse come
[19:36] Speaker 2: un immenso incendio. Allora mi sono tranquillizzato. Voleva dire che
[19:40] Speaker 2: erano ancora lì, che non se ne sarebbero andati. È
[19:45] Speaker 2: vero che il domestico di Napoleone, che ha scritto anche
[19:47] Speaker 2: lui le sue memorie, dice che quella notte pioveva e
[19:49] Speaker 2: l'imperatore non è mai uscito di casa. Però conferma che
[19:54] Speaker 2: non dormiva bene. Era sveglio, si alzava, guardava dalla finestra,
[19:57] Speaker 2: si tagliava le unghie. e aspettava il mattino dopo è
[20:02] Speaker 2: ben chiaro gli inglesi sono ancora lì si preparano a
[20:04] Speaker 2: dare battaglia dunque capite qual è la situazione se non
[20:09] Speaker 2: arrivassero i prussiani le probabilità sono tutte a favore di
[20:13] Speaker 2: Napoleone se i prussiani arrivano di colpo i suoi nemici
[20:17] Speaker 2: diventano il doppio e allora le cose cambiano pesantemente Napoleone
[20:21] Speaker 2: è convinto che i prussiani non arriveranno Wellington spera che
[20:25] Speaker 2: mantengano la promessa e vengano E dunque Napoleone prepara la
[20:30] Speaker 2: battaglia con calma. Del resto è sempre stato il suo principio,
[20:33] Speaker 2: non c'è da aver fretta. Si vede come vanno le cose,
[20:37] Speaker 2: si comincia a impegnare il combattimento su tutta la linea,
[20:40] Speaker 2: mandando avanti piccole squadre di tiratori che prendono contatto col nemico,
[20:44] Speaker 2: si cerca di capire bene come è schierato il nemico,
[20:46] Speaker 2: e poi, quando si vede qual è il punto debole,
[20:50] Speaker 2: lì si va dentro con le riserve. Perciò Napoleone si
[20:53] Speaker 2: tiene una grossa riserva, tutto il corpo della guardia più
[20:57] Speaker 2: un altro corpo d'armata, il sesto, Sono 37 battaglioni, un terzo
[21:02] Speaker 2: del suo esercito, diciamo. Capirete voi perché vi dico questa cifra.
[21:08] Speaker 2: E il resto lo schiera e pian piano manda avanti
[21:11] Speaker 2: i tiratori per prendere contatto. Aspettando di vedere dove bisognerà
[21:16] Speaker 2: dare il colpo decisivo. Se attaccare prima con la destra
[21:19] Speaker 2: o prima con la sinistra, a seconda di come appare
[21:21] Speaker 2: più debole il nemico, ci pensa un po'. Di colpo decide,
[21:26] Speaker 2: e lì è inspiegabile, è il colpo d'occhio dell'uomo che
[21:29] Speaker 2: fa quel mestiere da tanti anni e lo ha sempre
[21:31] Speaker 2: fatto benissimo, Napoleone decide di attaccare sulla sua ala destra
[21:36] Speaker 2: e noi sappiamo, come facesse a saperlo lui che non
[21:39] Speaker 2: vedeva quasi niente, c'era la cresta che copriva il nemico,
[21:42] Speaker 2: noi sappiamo che lì Wellington era più debole. Perché da
[21:45] Speaker 2: quel lato Wellington aspettava che arrivassero i prussiani, lì aveva
[21:49] Speaker 2: messo le sue forze più deboli, quelle che erano state
[21:51] Speaker 2: già tartassate due giorni prima, le brigate più indebolite. Convinto
[21:55] Speaker 2: che sarebbero arrivati presto i prussiani a riempire i buchi.
[21:58] Speaker 2: Lì Napoleone decide di attaccare. E di conseguenza il suo
[22:02] Speaker 2: corpo d'armata, il primo corpo che è schierato lì, viene
[22:06] Speaker 2: mandato avanti, 15.000 uomini, un corpo d'armata, quattro divisioni. 8 brigate, 16 reggimenti, 32 battaglioni,
[22:17] Speaker 2: cosa vogliono dire queste cifre? Sono queste poi le cose
[22:19] Speaker 2: che troviamo nelle storie militari, no? Un corpo d'armata che attacca.
[22:23] Speaker 2: Cosa vuol dire? Vuol dire 15.000 uomini organizzati rigidamente che vanno avanti.
[22:30] Speaker 2: Come si faceva allora e come l'abbiamo visto tante volte
[22:33] Speaker 2: nei film ambientati nel Settecento o appunto nell'epoca di Napoleone.
[22:37] Speaker 2: Abbiamo visto tutto di questa fanteria che avanza, tutti in fila,
[22:41] Speaker 2: una fila dopo l'altra, al passo cadenzato, con i tamburini
[22:44] Speaker 2: che battono il passo, con il moschetto in spalla e
[22:48] Speaker 2: va avanti verso il nemico e il nemico a un
[22:49] Speaker 2: certo punto comincia a sparare, la gente comincia a cadere
[22:52] Speaker 2: e tuttavia vanno sempre avanti. Così, allo scoperto, tutti in piedi,
[22:56] Speaker 2: tutti in fila, tutti allo stesso passo cadenzato. Credo che tutti,
[23:00] Speaker 2: se abbiamo visto dei film del genere, ci siamo chiesti,
[23:03] Speaker 2: ma è possibile che combattessero davvero così? E se lo facevano,
[23:08] Speaker 2: perché combattevano davvero così? Ecco, questa è una cosa su
[23:11] Speaker 2: cui vale la pena di riflettere, perché questa è l'essenza
[23:14] Speaker 2: della battaglia dell'epoca napoleonica. Questi eserciti erano fatti per combattere così.
[23:21] Speaker 2: Come mai? Io non so, credo che molti di voi
[23:25] Speaker 2: ci fossero già l'altro ieri sera a sentire raccontare la
[23:27] Speaker 2: battaglia di Campaldino. La battaglia di Campaldino era una battaglia
[23:30] Speaker 2: medievale e io ho accennato al fatto che la fanteria
[23:32] Speaker 2: del Medioevo non poteva fare molto contro la cavalleria corazzata.
[23:37] Speaker 2: Poteva star ferma dietro un muro di scudi con le
[23:39] Speaker 2: lance piantate nel terreno sperando di resistere se i cavalieri
[23:42] Speaker 2: gli venivano dentro. Aveva un ruolo essenzialmente passivo. Le armi
[23:48] Speaker 2: da fuoco hanno cambiato tutto. Ieri... Molti di voi c'erano
[23:52] Speaker 2: a sentire parlare di lei, tanto ho accennato che la
[23:54] Speaker 2: fanteria imbarcata sulle galere era la fanteria europea del Rinascimento,
[23:58] Speaker 2: armata in parte di archibugio, in parte di picca, corazzata ancora,
[24:03] Speaker 2: con l'elmo, la corazza, una fanteria straordinariamente efficiente. Cos'era cambiato?
[24:09] Speaker 2: Era cambiato che l'archibugio aveva dato per la prima volta
[24:12] Speaker 2: alla fanteria la capacità di aggredire il nemico, di fargli male.
[24:17] Speaker 2: di potersi muovere e colpirlo a distanza. L'arco e le frecce,
[24:21] Speaker 2: la balestra erano dei surrogati, non avevano la stessa valenza.
[24:24] Speaker 2: L'archibugio cambia le cose. A partire dal Rinascimento i comandanti
[24:28] Speaker 2: europei sanno che quella è l'arma decisiva. E' l'arma, tra l'altro,
[24:32] Speaker 2: che vincerà le guerre coloniali. E dunque ci sono le
[24:36] Speaker 2: armi da fuoco. Perché c'è anche la picca ancora? C'è
[24:42] Speaker 2: ancora la picca perché è l'unica cosa che dei soldati
[24:44] Speaker 2: armati di Archibugio non possono fare, anche loro, e resistere
[24:47] Speaker 2: se gli viene dentro la cavalleria all'improvviso. Se gli viene
[24:50] Speaker 2: dentro la cavalleria l'unica cosa è che ci sia una
[24:52] Speaker 2: massa di fanti con delle lunghe picche che possono fermare
[24:56] Speaker 2: la carica della cavalleria. Dunque nel Cinquecento, nel Seicento, gli
[24:59] Speaker 2: eserciti europei sono tutti fatti di picchieri e archibuggeri che
[25:04] Speaker 2: agiscono insieme. Perché vi racconto questo? Ritorneremo sul campo di Waterloo,
[25:10] Speaker 2: sia chiaro. Vi racconto questo perché i comandanti, i militari
[25:14] Speaker 2: europei del Cinquecento e del Seicento cominciano a riflettere com'è
[25:18] Speaker 2: che si può rendere il più efficiente possibile l'uso di
[25:22] Speaker 2: queste due armi combinate. I picchieri, è chiaro, devono stare
[25:26] Speaker 2: tutti ammassati perché lì sta la loro forza. Un'enorme massa
[25:30] Speaker 2: di uomini da cui si protende come un riccio una
[25:32] Speaker 2: gran quantità di picche. E gli archibuggeri, beh, quelli li
[25:36] Speaker 2: manderemo fuori dalla massa, ovviamente, e allora dobbiamo un po' organizzarli.
[25:41] Speaker 2: All'inizio si pensa agli archibuggeri come a due maniche di
[25:46] Speaker 2: un abito, si dice proprio mandiamo fuori una manica di archibuggeri,
[25:50] Speaker 2: che vengono fuori dalla massa, si allineano tutti, sono in
[25:53] Speaker 2: grado di sparare, poi se le cose vanno male tornano
[25:55] Speaker 2: dentro la massa delle picche. Ma molto presto... I militari
[26:00] Speaker 2: europei si accorgono che per ottimizzare l'uso delle armi da fuoco,
[26:05] Speaker 2: questa straordinaria invenzione occidentale che sta dando la supremazia agli
[26:09] Speaker 2: occidentali nel mondo, per ottimizzarlo bisogna che gli archibuggeri lavorino
[26:14] Speaker 2: tutti insieme. Non più ciascuno per conto suo che carica
[26:18] Speaker 2: e spara quando vuole. È l'ufficiale che deve dire, valutare
[26:23] Speaker 2: qual è il momento giusto, perché 100, 200, 500 archibuggeri che sparano tutti
[26:28] Speaker 2: insieme in un solo istante... hanno un fuoco enormemente più
[26:32] Speaker 2: efficace rispetto a quello che farebbero se sparassero a casaccio.
[26:36] Speaker 2: E allora si comincia a ragionare, ed è incredibile quante
[26:40] Speaker 2: conseguenze ha questa intuizione iniziale sulla creatività dei militari, perché
[26:47] Speaker 2: si comincia a dire, benissimo, allora, si schierano in file,
[26:51] Speaker 2: quante file? Se li mettiamo in dieci file, quelli in
[26:54] Speaker 2: fondo non potranno sparare, devono essere di meno. 4 alla
[26:58] Speaker 2: fine si dice, 4 è l'ideale, poi si dice no no
[27:00] Speaker 2: meglio ancora 3 soltanto, gli inglesi a un certo punto dicono
[27:04] Speaker 2: no no 2 soltanto e si ragiona e ci si rompe
[27:06] Speaker 2: il capo per decidere qual è il modo migliore per schierarli,
[27:10] Speaker 2: ma poi soprattutto bisogna insegnarli a sparare tutti insieme e
[27:13] Speaker 2: allora si comincia a riflettere, intanto il rinascimento pian piano
[27:17] Speaker 2: trapassa nell'epoca dell'illuminismo, nell'epoca della ragione, nell'epoca dell'enciclopedia, nell'epoca in
[27:23] Speaker 2: cui si pensa che in fondo il mondo è una macchina,
[27:25] Speaker 2: è un ingranaggio e tutto si può spiegare in questo modo.
[27:28] Speaker 2: E allora noi vediamo degli intellettuali, dei militari colti, che dicono, bene,
[27:32] Speaker 2: caricare un archibugio, quanti movimenti ci vogliono? Ci sono manuali
[27:37] Speaker 2: che descrivono 60 movimenti diversi che deve compiere l'archibugere per caricare,
[27:42] Speaker 2: sparare ed essere pronto a ricaricare. E a questo punto
[27:46] Speaker 2: il passo è breve per dire, beh, insegniamogli a questi
[27:50] Speaker 2: archibuggeri a farli tutti insieme questi movimenti. Ciascuno dovrà imparare
[27:55] Speaker 2: a fare una sequenza precisa di movimenti tutti insieme. E
[28:00] Speaker 2: di colpo una compagnia di archibuggeri diventerà un ingranaggio. E
[28:04] Speaker 2: un esercito fatto da tante compagnie diventerà un meraviglioso meccanismo
[28:10] Speaker 2: che funziona come una macchina agli ordini dei suoi comandanti.
[28:15] Speaker 2: È un'illusione, come vedete. È un'illusione che non tiene conto
[28:18] Speaker 2: di tanti fattori, il fattore umano, la paura, il caos,
[28:22] Speaker 2: ma è un'illusione profondamente radicata nella cultura europea, dal 600 in poi.
[28:27] Speaker 2: L'illusione che gli uomini possono essere trattati come macchine. Tanto
[28:30] Speaker 2: lo sappiamo, sono tutti miserabili mercenari, poveracci, analfabeti. Di conseguenza
[28:36] Speaker 2: è chiaro che i loro comandanti devono tenerli in pugno
[28:38] Speaker 2: come se fossero, appunto, ingranaggi. E allora non soltanto sparare
[28:42] Speaker 2: devono farlo tutti insieme, anche muoversi. marciare tutti insieme ai
[28:47] Speaker 2: soldati cosa insegneremo per prima cosa a mettersi in fila
[28:52] Speaker 2: e poi a marciare al passo un, due, un, due
[28:55] Speaker 2: lo si inventa in quell'epoca gli antichi romani non le
[28:58] Speaker 2: facevano mica queste cose anche se i legionari nei fumetti
[29:00] Speaker 2: di Asterix lo fanno ma in realtà è un'invenzione europea
[29:04] Speaker 2: di quest'epoca che riflette questo sogno dei generali di avere
[29:08] Speaker 2: degli eserciti che possono essere manovrati come meccanismi e allora
[29:13] Speaker 2: si inventa il concetto dell'addestramento Al soldato si deve insegnare
[29:17] Speaker 2: a eseguire tutta una serie di movimenti, lui neanche deve
[29:19] Speaker 2: sapere cosa sta facendo. Quando sente l'ordine del comandante deve
[29:22] Speaker 2: fare quel movimento lì. E il risultato sarà appunto la perfezione.
[29:27] Speaker 2: Tutto il Settecento insegue questa perfezione degli eserciti spersonalizzati dove
[29:33] Speaker 2: gli uomini si muovono come macchine. E ancora all'epoca di
[29:37] Speaker 2: Napoleone gran parte di questo è rimasto. Per carità, come sapete,
[29:41] Speaker 2: è rimasto ancora oggi, nel senso che l'idea che innanzitutto
[29:43] Speaker 2: ai soldati si deve insegnare a marciare un due, un due,
[29:46] Speaker 2: perché questo crea la disciplina e l'organizzazione, è una cosa
[29:49] Speaker 2: che ancora oggi, in qualche modo, gli eserciti si portano dietro.
[29:53] Speaker 2: Ma all'epoca, quello era il modo migliore per farli combattere,
[29:57] Speaker 2: anziché non lasciare nulla all'improvvisazione. Lasciare che il genio del
[30:02] Speaker 2: comandante potesse usare, appunto, l'esercito come uno strumento senza volontà
[30:06] Speaker 2: a sua disposizione. E dunque le masse che Napoleone manda
[30:13] Speaker 2: all'attacco contro la linea di Wellington, nel punto più debole
[30:18] Speaker 2: che lui miracolosamente ha indovinato là dietro la cresta, sono
[30:22] Speaker 2: masse che avanzano in questo modo. Avanzano in questo modo,
[30:25] Speaker 2: sono stati addestrati questi soldati ad avanzare così, a obbedire
[30:29] Speaker 2: ciecamente agli ordini dei loro ufficiali. Gli ufficiali anche loro
[30:33] Speaker 2: sono stati addestrati, devono conoscere tutti gli ordini, gli ordini giusti.
[30:36] Speaker 2: Che ordini devo dare se i miei soldati che sono
[30:38] Speaker 2: tutti in fila si devono mettere di colpo inquadrato per
[30:42] Speaker 2: difendersi dalla cavalleria e quindi essere in grado di avere
[30:45] Speaker 2: dei moschetti che sparano a tutte le parti? Devo conoscere
[30:48] Speaker 2: gli ordini precisi. Se li sbaglio, i soldati cominceranno a
[30:51] Speaker 2: fare dei movimenti insensati e sarà il caos. Anche qui
[30:55] Speaker 2: lo sforzo, l'illusione di poter trasformare la guerra in un'attività
[31:00] Speaker 2: interamente razionale. Siamo veramente alla fine dell'illuminismo europeo, al vertice
[31:07] Speaker 2: dell'illuminismo europeo. E dunque questa fanteria avanza, 15.000 uomini, tutti su
[31:13] Speaker 2: file regolari, tutti col moschetto in spalla, che avanzano contro
[31:16] Speaker 2: il nemico e il nemico gli spara. Gli spara con
[31:19] Speaker 2: i cannoni finché sono lontani, perché i moschetti di quest'epoca,
[31:22] Speaker 2: che hanno sostituito gli archibugi, hanno perfezionato gli archibugi, i
[31:26] Speaker 2: moschetti sparano a 100 metri, più in là non servono praticamente.
[31:30] Speaker 2: Quindi per buona parte della loro marcia verso il nemico
[31:33] Speaker 2: questi soldati vanno avanti e ogni tanto arriva una palla
[31:37] Speaker 2: di cannone che vola in mezzo a loro, non esplode
[31:42] Speaker 2: perché non ci sono ancora le granate esplosive o sono
[31:43] Speaker 2: comunque molto rare. Normalmente la palla di cannone è una
[31:46] Speaker 2: palla che vola ad altezza d'uomo e che se investe
[31:50] Speaker 2: una fila di uomini è in grado di ammazzare il primo,
[31:52] Speaker 2: il secondo, il terzo, il quarto, anche il quinto magari.
[31:56] Speaker 2: E tutti vanno avanti sperando di non essere loro quelli
[31:58] Speaker 2: che prenderanno la palla. Ma i generali sanno che è
[32:02] Speaker 2: meglio così, piuttosto che lasciarli andare avanti ciascuno per conto suo, riparandosi.
[32:06] Speaker 2: Non è così che si può fare la guerra. Bisogna rischiare,
[32:09] Speaker 2: sapere che l'1% saranno uccisi, di sicuro, se va male
[32:12] Speaker 2: il 5%, se va malissimo il 10%, non importa. Avete
[32:17] Speaker 2: presente l'espressione carne da cannone? Ecco, questo vuol dire la
[32:21] Speaker 2: carne da cannone. Vuol dire che i generali sanno che
[32:25] Speaker 2: perderanno una parte dei loro uomini, ma non importa. Tutto
[32:29] Speaker 2: l'esercito è stato costruito perché quegli uomini sappiano che devono
[32:32] Speaker 2: lo stesso andare avanti, che l'onore lo impone, se sono
[32:37] Speaker 2: veri uomini lo devono fare, in ogni caso se disertano
[32:40] Speaker 2: finiranno molto male, perciò sono stati addestrati e non hanno
[32:43] Speaker 2: altro da fare che andare avanti. Questo attacco di Napoleone
[32:50] Speaker 2: avrebbe potuto concludere la battaglia di Waterloo e in effetti
[32:54] Speaker 2: la linea inglese di fronte a loro stava già sfaldandosi
[32:57] Speaker 2: vedendoli arrivare, Quando succede il caso, Wellington aveva un'unica riserva
[33:04] Speaker 2: in quella zona, una divisione di cavalleria, un migliaio di cavalleggeri.
[33:11] Speaker 2: Li manda dentro. C'è questa collinetta per cui i francesi
[33:15] Speaker 2: che stanno andando avanti non si rendono conto di quello
[33:17] Speaker 2: che succede. Avanzano tutti in fila, intravedono appena la fanteria
[33:22] Speaker 2: inglese davanti a loro che sta arretrando. Appena arrivano in
[33:25] Speaker 2: cima a questa collinetta, di colpo si vedono di fronte
[33:28] Speaker 2: un migliaio di cavalieri con le sciavole sguainate che gli
[33:31] Speaker 2: stanno venendo incontro. Non stanno caricando al galoppo come si
[33:35] Speaker 2: vede nei quadri. perché il terreno era irregolare stavano risalendo
[33:39] Speaker 2: un pendio gli inglesi e poi comunque non si caricava
[33:41] Speaker 2: quasi mai al galoppo perché i cavalli dopo pochi minuti
[33:43] Speaker 2: al galoppo non ce la fanno più e il pericolo
[33:46] Speaker 2: maggiore era che i cavalli alla fine spompati diventassero inutili
[33:50] Speaker 2: stavano venendo avanti quasi al passo ci dicono le testimonianze
[33:53] Speaker 2: e tuttavia l'affanteria francese che fino a quel momento è
[33:56] Speaker 2: andata avanti sotto il fuoco vedendo morire la gente quando
[33:59] Speaker 2: arrivava la palla di cannone negli ultimi cento metri anche
[34:02] Speaker 2: sotto il fuoco dei moschetti in mezzo al fumo E
[34:06] Speaker 2: che tuttavia è andata avanti perché il suo addestramento la
[34:08] Speaker 2: forzava ad andare avanti e i tamburi rullavano e quindi
[34:11] Speaker 2: rullavano ossessivamente e la gente aveva imparato ad andare avanti
[34:14] Speaker 2: a passo cadenzato e andava avanti in massa tutti insieme,
[34:18] Speaker 2: io col compagno di qua e col compagno di là,
[34:19] Speaker 2: gli altri dietro e gli altri davanti, e gli ufficiali
[34:21] Speaker 2: che gridavano viva l'imperatore e l'imperatore ricompenserà quello che arriverà
[34:26] Speaker 2: sulle linee nemiche per primo. Tutta questa gente che è
[34:30] Speaker 2: andata avanti e che sente la vittoria già in mano
[34:32] Speaker 2: vedendosi arrivare addosso. Questa marea di gente a cavallo con
[34:36] Speaker 2: le sciabole sguainate di colpo viene presa dal panico e
[34:39] Speaker 2: comincia a arretrare, a rinculare e poi a scappare disperatamente.
[34:44] Speaker 2: Tutta questa massa di fanteria, 15.000 uomini, fugge a rotta di
[34:48] Speaker 2: collo in seguita dalla cavalleria inglese che ovviamente sciabola e abbatte.
[34:54] Speaker 2: Ed è, come dire, come se per Napoleone fosse necessario
[34:59] Speaker 2: in questo momento ricordarsi che appunto la razionalità non è tutto,
[35:02] Speaker 2: gli eserciti non sono ingranaggi. Gli eserciti sono pur sempre
[35:05] Speaker 2: fatti di esseri umani che hanno emozioni, passioni, l'addestramento cerca
[35:09] Speaker 2: di fargliene dimenticare, ma poi in realtà in battaglia quello
[35:12] Speaker 2: che succede invece è proprio questo, che la gente all'improvviso
[35:15] Speaker 2: si rende conto di quello che sta succedendo, si rende
[35:18] Speaker 2: conto che sta rischiando la pelle, mentre tutto l'addestramento cerca
[35:21] Speaker 2: di fartelo dimenticare. Quando te ne rendi conto è il panico.
[35:27] Speaker 2: E così Napoleone al punto di partenza, la sua offensiva
[35:30] Speaker 2: è stata fermata. Non si scoraggia, c'è ancora tanto tempo.
[35:35] Speaker 2: I prussiani ancora non si vedono, lui ha ancora molte
[35:37] Speaker 2: forze intatte, ha ancora la sua famosa riserva di 37 battaglioni
[35:40] Speaker 2: pronta al centro. Si tratta soltanto di trovare un altro
[35:44] Speaker 2: punto debole nello schieramento nemico. Manda avanti la sua cavalleria
[35:49] Speaker 2: a vedere cosa si può fare. E di fronte all'arrivo
[35:52] Speaker 2: della cavalleria francese, gli inglesi, dietro la loro cresta, abbandonano
[35:56] Speaker 2: i loro cannoni, perché sarebbe impossibile pensare di difenderli se
[35:59] Speaker 2: la cavalleria ci arriva in mezzo, e si formano, ciascun
[36:03] Speaker 2: battaglione si forma in quadrato. E' quella formazione che accennavo prima,
[36:07] Speaker 2: quando anziché presentare una fronte al nemico, si fa appunto
[36:10] Speaker 2: un quadrato, in modo che da ogni lato c'è una
[36:12] Speaker 2: selva di moschetti e di baionette che permettono di resistere
[36:17] Speaker 2: alla cavalleria. La baionetta è il motivo per cui non
[36:20] Speaker 2: si usa più la picca come si usava nel Seicento,
[36:22] Speaker 2: perché adesso lo stesso uomo che spara ha anche una
[36:25] Speaker 2: lunga punta di lancia che gli permette di tenere lontana
[36:28] Speaker 2: la cavalleria nemica. Si formano questi quadrati e questa fase
[36:32] Speaker 2: della battaglia di Waterloo è una delle fasi più surreali,
[36:35] Speaker 2: perché i francesi un'altra volta hanno l'impressione di aver vinto.
[36:38] Speaker 2: La loro cavalleria ha preso i cannoni inglesi, la fanteria
[36:43] Speaker 2: inglese è lì, inglese, tedesca, olandese, è lì dietro, immobilizzata, inquadrato.
[36:48] Speaker 2: Tutti i generali inglesi sono dentro i quadrati, Wellington è
[36:51] Speaker 2: dentro uno dei quadrati. Se quei 700-800 uomini che hai
[36:54] Speaker 2: intorno si spaventassero e scappassero... Verrebbero fatti fuori tutti dai
[36:59] Speaker 2: corazzieri francesi, lui compreso. Ordini non ne possono dare. Ma
[37:04] Speaker 2: la cavalleria non va dentro i quadrati, perché il quadrato
[37:07] Speaker 2: è una formazione che è fatta apposta perché la cavalleria
[37:10] Speaker 2: non la possa attaccare. Non perché i cavalieri non vorrebbero,
[37:14] Speaker 2: magari vorrebbero anche, i loro ufficiali vorrebbero, sono i cavalli
[37:17] Speaker 2: che non vogliono. I cavalli non vanno contro un muro
[37:21] Speaker 2: di punte d'acciaio, non vanno contro i quadrati. Molte descrizioni
[37:25] Speaker 2: sono chiarissime, i corazzieri arrivavano veloci, rallentavano, e poi i
[37:30] Speaker 2: cavalli stessi schiumanti si fermavano a pochi metri dalle punte
[37:35] Speaker 2: delle baionette. E vanno avanti, per parte del pomeriggio, a
[37:40] Speaker 2: fare questo gioco micidiale. I corazzieri sono lì, in mezzo
[37:45] Speaker 2: ai quadrati. Wellington dice, c'erano dei momenti in cui la
[37:47] Speaker 2: cavalleria nemica passeggiava in mezzo a noi come se fosse
[37:50] Speaker 2: stata la nostra. Dai quadrati non sparano, perché una delle
[37:55] Speaker 2: cose che insegnano agli ufficiali è non farli sparare quando
[37:57] Speaker 2: sono in quadrato, perché se sparano si crea disordine, non
[38:00] Speaker 2: faranno niente perché tanto hanno paura, spareranno alto, e i
[38:03] Speaker 2: corazzieri nemici se vedono che quelli hanno sparato prendono coraggio,
[38:07] Speaker 2: e allora non si sa cosa può succedere. Perciò i
[38:09] Speaker 2: fanti nei quadrati non sparano. E i corazzieri non possono
[38:12] Speaker 2: andargli dentro e aspettano di vedere. Ci sono infiniti piccoli
[38:17] Speaker 2: duelli giocati tra gli ufficiali inglesi che cercano di tenere
[38:20] Speaker 2: in piedi in mano i loro uomini dicendo niente panico,
[38:25] Speaker 2: state fermi perché se state fermi è l'unico modo di salvarsi.
[38:29] Speaker 2: Se qualcuno comincia a scappare siamo finiti. E gli ufficiali
[38:33] Speaker 2: dei corazzieri francesi che girano intorno a questi quadrati per vedere...
[38:37] Speaker 2: Se c'è qualche quadrato magari di reclute della milizia che
[38:40] Speaker 2: comincia a prendersi paura, perché se si vede che si
[38:43] Speaker 2: prendono paura, che cominciano un po' a oscillare le baionette,
[38:46] Speaker 2: allora magari si fa venire avanti uno squadrone di corattieri
[38:48] Speaker 2: che fa una faccia feroce e chissà che quelli non
[38:51] Speaker 2: comincino a scappare. E qui il ruolo degli ufficiali è decisivo.
[38:56] Speaker 2: E questo è l'altro aspetto su cui vorrei fermarmi un
[38:58] Speaker 2: momento prima di continuare il racconto di questa battaglia. Gli ufficiali.
[39:03] Speaker 2: Gli ufficiali di questi eserciti chi sono? Abbiamo detto che
[39:07] Speaker 2: l'esercito inglese e quello francese sono diversissimi, un esercito di
[39:10] Speaker 2: mestiere di antico regime, quello inglese, un esercito di coscritti,
[39:16] Speaker 2: moderno quindi diremmo noi, quello di Napoleone. Anche gli ufficiali,
[39:21] Speaker 2: il discorso è lo stesso. Nell'antico regime come si diventava ufficiali?
[39:25] Speaker 2: Bisognava essere, se possibile, nobili, se no comunque ben raccomandati,
[39:30] Speaker 2: con buone aderenze, Dopodiché in via del tutto privata si
[39:34] Speaker 2: veniva presentati a un colonnello il quale diceva va bene
[39:36] Speaker 2: ho un posto libero ti prendo nel mio reggimento. Quando
[39:42] Speaker 2: certi governi di antico regime si erano accorti che i
[39:44] Speaker 2: colonnelli si facevano pagare per prendere nel loro reggimento qualche
[39:48] Speaker 2: giovanotto di buona famiglia i governi hanno pensato forse potremmo
[39:51] Speaker 2: farci pagare noi tutto sommato e di conseguenza in particolare
[39:55] Speaker 2: in Inghilterra il governo, di sua maestà, aveva cominciato a
[39:59] Speaker 2: vendere i posti da ufficiale nei reggimenti. E i nobili
[40:04] Speaker 2: li compravano. E anche i figli, quando andava bene, dell'industriale,
[40:07] Speaker 2: del ricco negoziante, ma molti nobili. Il duca di Wellington
[40:13] Speaker 2: aveva seguito questa trafila. Era diventato colonnello senza aver mai
[40:16] Speaker 2: combattuto una battaglia. Semplicemente comprando un posto da sottotenente, molto giovane,
[40:21] Speaker 2: poi uno da tenente sei mesi dopo, uno da capitano
[40:23] Speaker 2: due o tre anni dopo, Era di buona famiglia, aveva
[40:25] Speaker 2: buona aderente, molti soldi, e in questo modo si facevano
[40:29] Speaker 2: gli ufficiali nell'esercito inglese. Voi capite che se la massa
[40:33] Speaker 2: dei soldati è fatta di disperati che si sono arruolati
[40:36] Speaker 2: perché non avevano lavoro, e gli ufficiali sono gente della
[40:40] Speaker 2: buona società che ha comprato il suo grado, non c'è
[40:44] Speaker 2: comunicazione possibile che non sia il linguaggio del dare ordini
[40:48] Speaker 2: e dell'ubbidire. Cominciamo a capire perché l'esercito inglese è stato
[40:51] Speaker 2: l'ultimo tra quelli europei che ha abolito le punizioni corporali.
[40:56] Speaker 2: Nell'esercito di Napoleone un coscritto non poteva essere attaccato a
[41:01] Speaker 2: quattro pioli e frustato, nell'esercito inglese sì, e questo avveniva regolarmente.
[41:07] Speaker 2: detto tra parentesi, subito prima di Waterloo ci sono testimonianze
[41:10] Speaker 2: dal Belgio di autorità locali belghe che si rivolgono ai
[41:14] Speaker 2: generali inglesi dicendo per favore smettete con queste punizioni corporali
[41:18] Speaker 2: ai vostri soldati perché la gente si scandalizza un po',
[41:21] Speaker 2: perché sul continente non si usa più. E nell'esercito francese?
[41:28] Speaker 2: E nell'esercito francese, che era un esercito moderno, uscito dalla rivoluzione,
[41:33] Speaker 2: la grande maggioranza degli ufficiali erano soldati che erano stati
[41:36] Speaker 2: promossi perché avevano dimostrato valore, bravura, competenza ed erano stati promossi. Vedete,
[41:43] Speaker 2: non si potrebbe immaginare una differenza maggiore. Da una parte
[41:46] Speaker 2: un esercito che riflette esattamente la struttura privilegiata, ferocemente privilegiata
[41:53] Speaker 2: e gerarchica del mondo vecchio di antico regime, dall'altra un
[41:57] Speaker 2: esercito che riflette i valori nuovi, l'eguaglianza, la mobilità sociale.
[42:02] Speaker 2: Ogni soldato si diceva ha nello zaino il bastone da maresciallo,
[42:05] Speaker 2: pochissimi diventavano marescialli di Francia ma molti diventavano ufficiali la
[42:10] Speaker 2: statistica dice più o meno i tre quarti degli ufficiali
[42:12] Speaker 2: che hanno servito sotto Napoleone hanno cominciato sotto soldati semplici
[42:17] Speaker 2: come soldati semplici volevo dire dopodiché io vi dico questo
[42:22] Speaker 2: perché secondo me ci sono tante le considerazioni che vengono
[42:25] Speaker 2: fuori da questo discorso per esempio come sarebbe consolante fare
[42:28] Speaker 2: lo storico se fosse l'esercito moderno che ha vinto la
[42:31] Speaker 2: battaglia di Waterloo invece non è così E l'esercito arcaico
[42:35] Speaker 2: che rifletteva un mondo superato quello che ha vinto. L'esercito
[42:40] Speaker 2: francese è stato sconfitto. E in quella situazione, con quei
[42:47] Speaker 2: quadrati di gente che doveva essere tenuta saldamente in pugno
[42:50] Speaker 2: dai suoi ufficiali, c'è da chiedersi se non era migliore
[42:53] Speaker 2: il sistema inglese, per cui i soldati guardavano all'ufficiale come
[42:57] Speaker 2: a un signore, a un gentiluomo, un uomo che naturalmente
[43:01] Speaker 2: aveva il diritto di comandare, e che aveva anche il
[43:03] Speaker 2: diritto di fargli somministrare 300 frustate se per caso sgarravano. La
[43:09] Speaker 2: disciplina di ferro ha permesso ai quadrati inglesi di tenere
[43:12] Speaker 2: duro in quella situazione, mentre molte testimonianze ci dicono che
[43:16] Speaker 2: l'esercito di Napoleone a Waterloo era un bellissimo esercito, fatto
[43:21] Speaker 2: tutto di veterani, gente molto motivata, ma anche indisciplinata. Caotica, disubbidiente, preoccupata,
[43:30] Speaker 2: gente che sospettava gli ufficiali di essere dei traditori, un
[43:32] Speaker 2: esercito dove serpeggiava il dissenso politico, c'era chi in segreto
[43:35] Speaker 2: stava con i borboni in realtà, e i soldati non
[43:38] Speaker 2: rispettavano i loro ufficiali come avrebbero dovuto rispettarli. Fatto sta
[43:48] Speaker 2: che la cavalleria francese non riesce a sfondare i quadrati,
[43:53] Speaker 2: E si logora nel fare questa attività, questi tentativi continui
[43:57] Speaker 2: di superarli, ogni tanto un piccolo combattimento, ogni tanto gli sparano,
[44:00] Speaker 2: si stancano, i cavalli si stancano, alla fine non è
[44:03] Speaker 2: così che Napoleone sfonderà. E mentre Napoleone è lì che
[44:08] Speaker 2: si chiede, da che parte, dopo tutto, dovrà gettare la
[44:11] Speaker 2: sua grande riserva per sfondare, visto che non si è
[44:13] Speaker 2: ancora così tanto chiarita la situazione, e mentre Wellington è
[44:17] Speaker 2: lì che si chiede ma arriveranno i prussiani finalmente, perché
[44:20] Speaker 2: Wellington sa di essere appeso a un filo, perché finora
[44:23] Speaker 2: sta tenendo, ma non è chiaro quanto tempo ancora potrà tenere,
[44:27] Speaker 2: ebbene i prussiani a un certo punto arrivano. A un
[44:30] Speaker 2: certo punto spuntano le prime colonne prussiane sul fianco dell'esercito
[44:35] Speaker 2: di Napoleone. E uno dei paradossi è che Wellington non
[44:39] Speaker 2: se ne accorge, perché lui se li aspettava molto più
[44:41] Speaker 2: vicini che venissero a riempire i vuoti nel suo schieramento.
[44:44] Speaker 2: Invece i prussiani hanno fatto un'altra strada e sono spuntati
[44:47] Speaker 2: quasi alle spalle di Napoleone. Una cosa enormemente più utile,
[44:52] Speaker 2: fra l'altro, perché minacciano di prendere sul fianco e alle
[44:55] Speaker 2: spalle l'esercito di Napoleone. E quando Napoleone se ne accorge
[44:58] Speaker 2: sono già molto vicini. È una zona di foreste, di boschi, quella.
[45:02] Speaker 2: Questi sbucano dalla boscaglia e ci sono reso conti dei
[45:05] Speaker 2: generali prussiani che dicono« E noi da lì vedevamo le
[45:08] Speaker 2: sentinelle francesi, guardavano tutte dall'altra parte e noi siamo andati avanti».
[45:16] Speaker 2: Quando Napoleone se ne accorge... Non può fare nient'altro se
[45:20] Speaker 2: non prendere una parte delle sue riserve e mandarle a
[45:23] Speaker 2: fronteggiare i prussiani. Aveva questi benedetti 37 battaglioni, una massa sufficiente
[45:30] Speaker 2: per sfondare il fronte di Wellington ancora in questo momento,
[45:33] Speaker 2: però ci sono i prussiani che stanno venendo avanti, perciò
[45:36] Speaker 2: prende il corpo d'armata di Mouton, il sesto corpo, 15 battaglioni
[45:41] Speaker 2: e li manda a fronteggiare i prussiani. E lui intanto
[45:45] Speaker 2: continua a tastare il terreno, a cercare di far cadere
[45:48] Speaker 2: le posizioni più avanzate degli inglesi per farsi spazio e
[45:52] Speaker 2: lanciare finalmente la carica finale. I prussiani vengono avanti, i 15
[45:56] Speaker 2: battaglioni francesi sono pochi, sono buoni, sono migliori, i prussiani
[46:00] Speaker 2: sono coscritti freschi freschi, che non sanno combattere tanto bene ancora,
[46:05] Speaker 2: subiscono gravissime perdite, però sono animati da un odio fanatico
[46:08] Speaker 2: per i francesi, vengono avanti lo stesso. I quindici battaglioni
[46:12] Speaker 2: francesi vengono lentamente respinti fino a un grosso villaggio che
[46:16] Speaker 2: si chiama Plancenois, che è praticamente alle spalle dello schieramento francese.
[46:20] Speaker 2: E lì si trincerano, e lì si logorano, e a
[46:24] Speaker 2: un certo punto a Napoleone vengono a dire guarda che
[46:26] Speaker 2: Plancenois sta cadendo, e i cannoni flussiani sono ormai così
[46:29] Speaker 2: avanti che le loro palle cadono sulla posizione da dove
[46:33] Speaker 2: Napoleone col cannocchiale sta guardando il fronte. E di fronte
[46:37] Speaker 2: a Wellington come sta andando? Sta andando bene, i francesi
[46:40] Speaker 2: conquistano delle posizioni, c'è una grande fattoria fortificata, la Essent,
[46:44] Speaker 2: proprio in mezzo allo schieramento e i francesi la stanno prendendo.
[46:48] Speaker 2: Se la prendono poi c'è lo spazio aperto, lì si
[46:51] Speaker 2: potrà lanciare la grande carica della riserva e sfondare il
[46:55] Speaker 2: fronte di Wellington. Però intanto i prussiani stanno arrivando. Napoleone
[46:59] Speaker 2: cosa ha ancora di riserva? Aveva 37 battaglioni, 15 li ha usati,
[47:03] Speaker 2: gliene restano 22, la guardia. Prende i peggiori, la giovane guardia,
[47:09] Speaker 2: otto battaglioni li manda a Plansenois e la giovane guardia arriva,
[47:13] Speaker 2: riconquista Plansenois, sbatte fuori i prussiani e tiene duro. E
[47:18] Speaker 2: intanto i francesi conquistano la fattoria al centro dello schieramento
[47:23] Speaker 2: e di colpo hanno di fronte le posizioni nemiche ormai
[47:27] Speaker 2: in vista, hanno conquistato la cresta, gli inglesi sono dietro,
[47:30] Speaker 2: in vista, pronti per la mazzata finale. Ma intanto i
[47:34] Speaker 2: prussiani stanno insistendo, ostinatamente, a costo di perdite terrificanti. Wellington
[47:41] Speaker 2: non lo sa neanche che loro sono già lì e
[47:42] Speaker 2: stanno combattendo. Continua a guardare l'orologio e a chiedersi ma
[47:46] Speaker 2: perché non arrivano, maledetti trucchi. Tuttavia loro sono lì, stanno
[47:50] Speaker 2: combattendo da ore, molto lontano, dietro lo schieramento di Napoleone.
[47:55] Speaker 2: Anche la giovane guardia si consuma in questa fornace di
[47:57] Speaker 2: questo villaggio che ormai è in rovina e brucia. E
[48:01] Speaker 2: i prussiani ormai stanno uscendo fuori da questo villaggio. Napoleone
[48:07] Speaker 2: fa una cosa che non avrebbe voluto fare. 37 battaglioni all'inizio, 15
[48:11] Speaker 2: già mandati, più 8 della giovane guardia, ne ha già mandati 23,
[48:14] Speaker 2: gliene restano 14. Anzi, 13, perché uno l'ha tenuto indietro col suo
[48:20] Speaker 2: tesoro e con le sue carrozze e i suoi cavalli,
[48:22] Speaker 2: perché non si sa mai. 13.. Quanti ne può sacrificare
[48:27] Speaker 2: per fermare ancora i prussiani? Due, molto malvolentieri, due dei migliori,
[48:32] Speaker 2: i granatieri e i cacciatori della vecchia guardia, i soldati
[48:35] Speaker 2: migliori del mondo. Un migliaio di uomini in tutto, non
[48:38] Speaker 2: di più. Dentro Plansenois ci saranno 10.000 prussiani. I due battaglioni
[48:42] Speaker 2: della vecchia guardia vengono mandati a Plansenois, caricano la baionetta,
[48:47] Speaker 2: spazzano via tutto quello che si trova davanti, riconquistano il villaggio,
[48:51] Speaker 2: ricacciano i prussiani in fuga. In una tale orgia di
[48:54] Speaker 2: violenza che i loro comandanti devono impedirgli di sgozzare i prigionieri,
[48:58] Speaker 2: come avevano cominciato a fare. D'altra parte anche i prussiani
[49:00] Speaker 2: baionettavano regolarmente i feriti francesi. Talmente forte era l'odio che
[49:05] Speaker 2: le lunghe guerre napoleoniche avevano provocato tra prussiani e francesi. Dunque,
[49:10] Speaker 2: l'offensiva prussiana è di nuovo al punto di partenza. Sono
[49:13] Speaker 2: le sette di sera, hanno subito perdite terrificanti, non sono
[49:17] Speaker 2: riusciti a sbucare fuori da questo maledetto villaggio. Però a
[49:21] Speaker 2: Napoleone restano solo 11 battaglioni per l'attacco finale. Lui aveva calcolato
[49:26] Speaker 2: di farlo con 37, vedete voi, gliene restano 11. Manda avanti i
[49:32] Speaker 2: suoi cannoni a sparare le ultime munizioni contro la fila
[49:35] Speaker 2: dei quadrati inglesi e lì tutte le testimonianze dalla parte
[49:38] Speaker 2: inglese ci dicono che è stato il momento più terrificante
[49:41] Speaker 2: perché i cannoni francesi venivano a 300 metri e tiravano a mitraglia.
[49:45] Speaker 2: È il momento in cui intorno a Wellington cadono uno
[49:48] Speaker 2: dopo l'altro i suoi aiutanti di campo, i suoi amici.
[49:51] Speaker 2: Lui rimane illeso miracolosamente, dirà poi, il dito di Dio
[49:56] Speaker 2: è stato su di me, perché intorno a lui sono
[49:58] Speaker 2: morti quasi tutti, morti o feriti quasi tutti. È il
[50:01] Speaker 2: momento in cui qualche battaglione dell'esercito di Wellington comincia davvero
[50:04] Speaker 2: a sfasciarsi, perché quando ti arrivano i cannoni a 300 metri
[50:07] Speaker 2: e cominciano a tirare a mitraglia, neanche più la disciplina
[50:11] Speaker 2: impartita col bastone può tenere fermi gli uomini. Dopodiché i
[50:16] Speaker 2: canoni francesi finiscono le munizioni. Bisogna mandare dentro la riserva,
[50:22] Speaker 2: la guardia. E Napoleone manda dentro la guardia, quello che
[50:26] Speaker 2: gli resta, quegli undici battaglioni che gli restano. La guardia
[50:30] Speaker 2: va avanti. I prussiani hanno ricominciato ad attaccare a Plansenois,
[50:34] Speaker 2: ma per il momento ancora quelli che sono lì tengono duro,
[50:38] Speaker 2: ma l'attacco finale contro la linea di Wellington, che avrebbe
[50:41] Speaker 2: dovuto essere fatto da più di 30 battaglioni, viene fatto con
[50:44] Speaker 2: un terzo delle forze che si era previsto di usare.
[50:48] Speaker 2: E a quel punto questo attacco, nonostante la fama mondiale
[50:52] Speaker 2: della guardia, nonostante il fatto che questi siano davvero i
[50:55] Speaker 2: migliori soldati del mondo, però hanno di fronte un avversario
[50:59] Speaker 2: degno di loro, E questo attacco, lo sanno tutti, fallisce.
[51:02] Speaker 2: L'ultimo attacco della vecchia guardia fallisce. La guardia va avanti,
[51:06] Speaker 2: anche loro, in formazione serrata, come gli hanno insegnato, con
[51:09] Speaker 2: i moschetti in spalla, va avanti sotto il fuoco, sotto
[51:12] Speaker 2: il fuoco dei cannoni. Wellington butta avanti tutto quello che ha,
[51:16] Speaker 2: tutta la fanteria inglese che gli resta, perché quella olandese, tedesca, ormai,
[51:20] Speaker 2: e milizia, sono così stanchi i ragazzi, sono così logori,
[51:23] Speaker 2: che non è il caso di metterli avanti. Manda avanti
[51:26] Speaker 2: tutti gli inglesi che gli restano, che almeno sono soldati veri, veterani,
[51:30] Speaker 2: e questi con il loro fuoco fermano i francesi. I
[51:34] Speaker 2: loro ufficiali ci dicono, li vedevamo avanzare e sembrava letteralmente
[51:37] Speaker 2: come una massa che si squagliava colpita dal vento. Avanzano
[51:42] Speaker 2: finché possono, poi non ce la fanno più, stanno ancora
[51:46] Speaker 2: fermi un po' ostinatamente e poi cosa devono fare? Cominciano
[51:50] Speaker 2: ad andare indietro. e in tutto l'esercito francese quando ci
[51:53] Speaker 2: si accorge che la guardia arretra si decide che tutto
[51:59] Speaker 2: sommato peccato era bello ma non ce l'abbiamo fatta è
[52:02] Speaker 2: inutile domani o un altro giorno si torna a casa
[52:05] Speaker 2: l'intero esercito francese vedendo fallire questo attacco decide che è
[52:10] Speaker 2: inutile continuare tutto sommato ci tenevano tanto all'imperatore ma non
[52:16] Speaker 2: si può pretendere troppo dall'uomo l'intero esercito francese comincia a
[52:20] Speaker 2: ritirarsi È una ritirata relativamente ordinata, sia chiaro. Quasi nessun
[52:25] Speaker 2: reggimento perde le sue bandiere, le sue acquile. Però pian
[52:29] Speaker 2: piano si sfaldano, perché sempre più gente dice io per
[52:32] Speaker 2: conto mio ho finito, torno a casa. Due o tre
[52:36] Speaker 2: giorni dopo i generali di Napoleone riescono a radunare quel
[52:39] Speaker 2: che resta in Francia e sono rimasti più o meno
[52:41] Speaker 2: metà dell'esercito. Non di più. Non sono tutti morti o
[52:45] Speaker 2: feriti o prigionieri. Tantissimi se ne sono andati a casa.
[52:49] Speaker 2: E questa è la battaglia di Waterloo. Dopodiché, naturalmente, che
[52:53] Speaker 2: cosa succede? Succede che si comincia a scrivere le memorie,
[52:57] Speaker 2: e lì sì che la creatività si esercita. Napoleone scrive
[53:01] Speaker 2: delle straordinarie memorie, che sono come fonte storica sostanzialmente inutili,
[53:06] Speaker 2: perché mente spudoratamente dappertutto, e dice, non è assolutamente colpa mia,
[53:11] Speaker 2: io avevo dato ordine a Grouchy, il comandante dell'ala destra,
[53:14] Speaker 2: di raggiungermi a Waterloo, se lui fosse venuto prenderemmo in
[53:17] Speaker 2: trappola i prussiani e li avremmo sterminati. In realtà se
[53:20] Speaker 2: uno guarda, come fanno gli storici, come ho fatto anch'io,
[53:24] Speaker 2: sulle cartine, calcola le distanze, i tempi, gli ordini di
[53:28] Speaker 2: Napoleone erano irrealizzabili. Le sue forze della destra non avrebbero
[53:32] Speaker 2: mai potuto venire in tempo sul campo di Waterloo. Ma
[53:35] Speaker 2: lui ha scritto questo e questa è una delle versioni
[53:37] Speaker 2: che sono passate alla storia. La storiografia inglese. che è
[53:42] Speaker 2: assolutamente dominante in quest'ambito e che è riuscita in sostanza
[53:46] Speaker 2: a far passare questa battaglia come la vittoria inglese, facendo
[53:50] Speaker 2: dimenticare che c'erano gli olandesi, i belgi, i prussiani e
[53:53] Speaker 2: così via, la storiografia inglese in sostanza dice« Noi abbiamo
[53:57] Speaker 2: tenuto duro, la fanteria inglese è la migliore del mondo,
[54:02] Speaker 2: i francesi sono venuti dentro, gli inglesi li hanno aspettati».
[54:07] Speaker 2: I francesi, si sa, sono gente continentale, emotiva, latini, rumorosi, indisciplinati.
[54:13] Speaker 2: La fanteria inglese, la migliore del mondo, stava ferma, immobile,
[54:15] Speaker 2: in silenzio e li ha respinti col suo fuoco superiore.
[54:19] Speaker 2: E gli inglesi hanno vinto la battaglia. Il problema è
[54:25] Speaker 2: che la storia inglese ha faticato a rendersi conto Che
[54:28] Speaker 2: per ore e ore durante quella giornata i prussiani, molto
[54:32] Speaker 2: lontano di lì, dietro le linee di Napoleone, là dove
[54:35] Speaker 2: gli inglesi non li vedevano neanche, non sapevano che c'erano,
[54:38] Speaker 2: per ore e ore i prussiani si sono logorati e
[54:40] Speaker 2: hanno sacrificato migliaia di uomini e hanno ottenuto il risultato decisivo.
[54:45] Speaker 2: Hanno consumato la riserva di Napoleone. Se i prussiani non
[54:49] Speaker 2: fossero venuti dentro e Napoleone avesse potuto attaccare con 30 battaglioni
[54:53] Speaker 2: e non con 11, avrebbe senza nessun dubbio sfondato la linea
[54:57] Speaker 2: di Wellington e la battaglia di Waterloo sarebbe andata a
[55:00] Speaker 2: finire in un altro modo. Fatto sta che la storiografia
[55:06] Speaker 2: tedesca ha perso la guerra degli storici. Nell'Ottocento ha provato
[55:11] Speaker 2: a scrivere libri dove si diceva siamo noi che abbiamo vinto. Poi, sapete,
[55:16] Speaker 2: il Novecento è andato come è andato, la stereografia militare tedesca,
[55:19] Speaker 2: tutto sommato, ha perso un po' di ragion d'essere, e ufficialmente, appunto,
[55:24] Speaker 2: tutti sanno, e io stesso, io stesso vi ho raccontato
[55:26] Speaker 2: degli inglesi. Vedete com'è difficile uscire dagli stereotipi. Io stesso
[55:30] Speaker 2: vi dicevo l'esercito inglese, i quadrati. Di quei quadrati appunto
[55:35] Speaker 2: la maggior parte erano fatti di ragazzotti olandesi, belgi, tedeschi
[55:40] Speaker 2: reclutati nella milizia all'ultimo momento e che i loro ufficiali
[55:43] Speaker 2: nobili hanno saputo tenere fermi e non farli scappare. Però
[55:47] Speaker 2: davanti agli occhi ci sono sempre gli inglesi. Questa è
[55:51] Speaker 2: la battaglia di Waterloo. Io ho voluto non soltanto raccontarvi
[55:54] Speaker 2: la battaglia, ma anche cercare di dare qualche squarcio su
[55:58] Speaker 2: come erano fatti questi eserciti e su come riflettevano le
[56:02] Speaker 2: contraddizioni della società del tempo. La contraddizione più forte in assoluto,
[56:07] Speaker 2: da cui appunto non riesco a uscirne, vedete ve lo
[56:10] Speaker 2: dico ancora una volta, è il fatto che il paese
[56:12] Speaker 2: che da un lato stava facendo la rivoluzione industriale, l'Inghilterra,
[56:16] Speaker 2: avesse un esercito così arcaico, che rifletteva valori così superati.
[56:23] Speaker 2: credo che ci sia una lezione da ricavare da questo
[56:26] Speaker 2: non so bene però quale sia in ogni caso non
[56:27] Speaker 2: lo troveremo credo noi questa sera mi dicono che diversamente
[56:32] Speaker 2: dalle altre sere noi potremmo avere il tempo qui dato
[56:36] Speaker 2: che non ci sono altri eventi che incombono per avere
[56:39] Speaker 2: qualche domanda dal pubblico a cui rispondere così pubblicamente anziché
[56:43] Speaker 2: raccoglierci in un crocchio come abbiamo fatto le altre sere
[56:47] Speaker 2: detto questo però vediamo se questo succederà ma non vorrei
[56:52] Speaker 2: comunque privarci di una conclusione ufficiale della lezione e quindi
[56:55] Speaker 2: direi grazie

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