# Alessandro Barbero - La fine del mondo antico

An episode of [Di Nuovo BARBERO - Alessandro Barbero Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896716561), 12 Jun 2026, 1 h 41 min.

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## Transcript

[0:04] Speaker 2: Prende allora la parola il professor Alessandro Barbero.
[0:14] Speaker 3: Grazie, buongiorno a tutti. Questo passo di Eusebio di Cesarea
[0:20] Speaker 3: è un piccolo assaggio del tono con cui Eusebio di Cesarea,
[0:25] Speaker 3: biografo di Costantino, esalta il suo protagonista, il suo eroe.
[0:32] Speaker 3: l'imperatore santo, tre volte beato, più grande di Alessandro Magno,
[0:38] Speaker 3: figlio prediletto di Dio, l'unico imperatore che ha riconosciuto il
[0:42] Speaker 3: vero Dio e rifiutato i falsi dei. Eusebio, nello sviluppo
[0:46] Speaker 3: di questo passo, arriva a dire che nella sua nuova città, Costantinopoli,
[0:52] Speaker 3: non soltanto Costantino eresse grandiosi templi cristiani e monumenti cristiani,
[0:58] Speaker 3: statue e così via, ma non volle che ci fosse
[1:02] Speaker 3: nessuna traccia di paganesimo. Per cui Costantinopoli, scrive Eusebio, era
[1:08] Speaker 3: l'unica città dell'impero completamente ripulita, non insozzata dai templi e
[1:16] Speaker 3: dal culto dei falsi dei. Ora questo è totalmente falso.
[1:24] Speaker 3: Gli scrittori bizantini dei secoli successivi... occasionalmente, senza farlo apposta,
[1:31] Speaker 3: a loro capita continuamente di menzionare questo o quel tempio
[1:36] Speaker 3: che si trova a Costantinopoli, templi che ancora nel V
[1:40] Speaker 3: secolo in qualche caso sono in funzione. A Costantinopoli in
[1:45] Speaker 3: particolare c'era un Campidoglio e quindi un tempio della Trinità Capitolina,
[1:51] Speaker 3: c'erano templi di tutti i tipi e la cosa è
[1:54] Speaker 3: talmente sicura che a questo punto noi siamo costretti a
[2:00] Speaker 3: chiederci perché Eusebio scrive una cosa del genere. Eusebio è
[2:06] Speaker 3: un grande scrittore, ha inventato il genere della storia della Chiesa,
[2:10] Speaker 3: ha inventato il genere della biografia cristiana, è uno storico
[2:13] Speaker 3: che riempie le sue opere di documenti citati letteralmente. Poi
[2:20] Speaker 3: pazienza se il primo di quei documenti è una lettera
[2:23] Speaker 3: di Gesù al re di Edessa che Eusebio sostiene di
[2:28] Speaker 3: aver trovato personalmente in archivio ed essa è tradotto dal siriaco. Ecco,
[2:35] Speaker 3: allora io ho pensato di partire da questo perché il
[2:38] Speaker 3: tema di Costantino fra Roma e Costantinopoli è cruciale per
[2:44] Speaker 3: le mille complicazioni che lo toccano, complicazioni politiche, complicazioni religiose
[2:50] Speaker 3: e complicazioni storiografiche. tanto che è estremamente difficile oggi provare
[2:56] Speaker 3: a capire almeno qualche cosa di sicuro sull'atteggiamento che Costantino
[3:00] Speaker 3: ha avuto nei confronti della città di Roma e sui
[3:04] Speaker 3: motivi che lo hanno portato a fondare la sua nuova città,
[3:07] Speaker 3: la sua nuova residenza. Cominciamo da questo. Tutta la carriera
[3:14] Speaker 3: di Costantino potrebbe essere descritta come la carriera di un
[3:18] Speaker 3: sovrano che sceglie l'Oriente come punto di riferimento e che
[3:23] Speaker 3: marcia ininterrottamente verso Oriente. Questo è vero alla lettera dal
[3:29] Speaker 3: punto di vista politico- militare. Sapete che Costantino arriva al potere
[3:35] Speaker 3: in un momento in cui non c'è un solo imperatore,
[3:37] Speaker 3: ce ne sono parecchi, tecnicamente quattro, e la tetrarchia di
[3:42] Speaker 3: Diocleziano con due Augusti e due Cesari. Costantino per aprirsi
[3:47] Speaker 3: la strada al potere assoluto avrà un lungo percorso di
[3:51] Speaker 3: guerre civili, di guerre fratricide, nel corso delle quali ucciderà
[3:57] Speaker 3: altri tre imperatori romani, di cui uno suo suocero e
[4:02] Speaker 3: due i suoi cognati. Fino a poco tempo fa, quando
[4:06] Speaker 3: ragionavo su questa cosa, pensavo e dicevo che nessuno ha
[4:09] Speaker 3: mai ucciso così tanti imperatori romani come Costantino. In realtà
[4:13] Speaker 3: poi ho verificato anche se Timio Severo ha ucciso altri
[4:17] Speaker 3: tre imperatori romani, nella sua marcia verso il potere assoluto,
[4:21] Speaker 3: ma quello che è interessante è che la marcia di
[4:23] Speaker 3: Costantino appunto è una marcia verso oriente, quando usurpa il trono,
[4:29] Speaker 3: perché di fatto lo usurpa, nel sistema tetrarchico non aspettava
[4:34] Speaker 3: lui inserirsi, sono i suoi soldati che lo acclamano, suo
[4:38] Speaker 3: padre era Augusto, sì, Ma il sistema tetrarchico, Augusto d'Occidente,
[4:42] Speaker 3: ma il sistema della tetrarchia era stato costruito apposta per
[4:46] Speaker 3: evitare che ogni imperatore cercasse di portare poi su il figlio.
[4:50] Speaker 3: Invece i suoi soldati lo acclamano e lui diventa imperatore,
[4:53] Speaker 3: uno degli imperatori. E siamo nell'embo più occidentale dell'impero, nel
[4:59] Speaker 3: posto più sperduto dove a un generale romano potesse capitare
[5:04] Speaker 3: di trovarsi, a York. luogo a cui Costantino abbandona immediatamente,
[5:10] Speaker 3: dove non metterà mai più piede naturalmente. Abbandona immediatamente l'intera
[5:13] Speaker 3: isola britannica e non ci metterà mai più piede naturalmente.
[5:17] Speaker 3: Però di fatto all'inizio lui è sovrano dell'Occidente, la Britannia,
[5:21] Speaker 3: la Spagna, la Gallia. Siccome non si accontenta comincia presto
[5:26] Speaker 3: a pianificare il primo balzo a Oriente. Il primo balzo
[5:29] Speaker 3: a Oriente è quello che lo porterà a isolare uno
[5:33] Speaker 3: dei colleghi, un usurpatore come lui, Massenzio, e come lui
[5:39] Speaker 3: usurpatore fino a un certo punto, perché anche Massenzio, poveretto,
[5:42] Speaker 3: era figlio di un Augusto, era figlio di Massimiano, e
[5:45] Speaker 3: anche a lui stava un po' stretto questo sistema tetrarchico,
[5:49] Speaker 3: per cui l'Augusto doveva scegliersi un bravo generale come successore,
[5:52] Speaker 3: invece di lasciare il potere a suo figlio, come sembrava
[5:55] Speaker 3: naturale a tutti. Costantino e Massenzio quindi sono identici come situazione,
[6:00] Speaker 3: ma Costantino opera meglio, isola l'avversario, che infatti passa alla
[6:05] Speaker 3: storia come un usurpatore, lo aggredisce, lo sconfigge, lo uccide
[6:10] Speaker 3: in battaglia al ponte Milvio. Questo primo balzo verso Oriente
[6:15] Speaker 3: porta Costantino a impadronirsi dell'Italia e della città di Roma
[6:20] Speaker 3: e dell'Africa che veniva nello stesso pacchetto. Dopodiché anche a
[6:25] Speaker 3: Oriente la situazione si è semplificata, Licinio ha sconfitto Massimino D'Aia,
[6:30] Speaker 3: quindi ci sono due imperatori, Costantino e Licinio. Si incontrano
[6:36] Speaker 3: a Milano, fanno degli editi di una certa importanza, come
[6:38] Speaker 3: tutti sapete, si accordano per una pace eterna. Tre anni
[6:43] Speaker 3: dopo Costantino aggredisce Licinio, lo sconfigge, gli porta via un
[6:47] Speaker 3: altro pezzo, i Balcani, e comincia a spostarsi stabilmente in
[6:53] Speaker 3: quella zona. Passa ancora qualche anno, Costantino decide che non
[6:57] Speaker 3: va bene questo sistema in cui lui governa tre quarti
[7:00] Speaker 3: dell'impero e suo cognato Licinio, anche Massenzio era suo cognato,
[7:06] Speaker 3: governa il quarto rimanente, 324, Costantino fa un ultimo salto, liquida Licinio,
[7:12] Speaker 3: diventa unico sovrano di tutto l'impero. Licinio, siccome suo cognato
[7:18] Speaker 3: per il momento viene risparmiato, lo mandano in pensione a Salonicco,
[7:22] Speaker 3: dove però un anno dopo Costantino decide che non vuole
[7:24] Speaker 3: correre rischi e lo fa strangolare. Dunque è una marcia
[7:29] Speaker 3: continua verso Oriente. È una marcia verso oriente di un
[7:33] Speaker 3: imperatore che sa benissimo che il compito dell'imperatore, al di
[7:36] Speaker 3: là delle guerre civili e del liquidare i rivali, consiste
[7:40] Speaker 3: nel difendere le frontiere. E quindi finché Costantino governa l'Occidente
[7:45] Speaker 3: è sempre sul Reno, a Treviri, a combattere i Franchi
[7:48] Speaker 3: e gli Alamanni. E da quando è padrone dei Balcani
[7:52] Speaker 3: lo si trova quasi sempre lì, nei Balcani, sul Danubio,
[7:55] Speaker 3: a combattere i Goti e i Sarmati. Roma, in questo quadro,
[8:02] Speaker 3: Non è il luogo naturale dove l'imperatore deve risiedere. Roma
[8:06] Speaker 3: è troppo lontana dal fronte. E infatti gli imperatori da
[8:09] Speaker 3: tempo non risiedono regolarmente a Roma. Costantino c'è andato per
[8:14] Speaker 3: la prima volta nel 312 dopo aver sconfitto Massenzio. Non aveva
[8:18] Speaker 3: mai visto Roma prima. E questo era normale. Tanti imperatori
[8:22] Speaker 3: del secolo precedente avevano visto Roma solo dopo essere diventati imperatori.
[8:29] Speaker 3: Il che non impedisce che Roma... sia la capitale dell'impero
[8:34] Speaker 3: perché qui dobbiamo intenderci su quello che vogliono dire i
[8:37] Speaker 3: termini in realtà capitale è un termine inadeguato per noi
[8:41] Speaker 3: la capitale è il centro di tutta l'amministrazione dello Stato
[8:44] Speaker 3: dove ci sono ministeri, apparati, servizi ecco tutto questo nell'impero
[8:49] Speaker 3: romano era leggero non occupava molto spazio e in gran
[8:53] Speaker 3: parte il potere si trasferiva con l'imperatore stava accanto a
[8:56] Speaker 3: lui Roma non era la capitale in questo senso Come
[9:00] Speaker 3: neanche Costantinopoli sarà la capitale in questo senso. Roma era
[9:04] Speaker 3: un'altra cosa. Due cose. Tre. Era il luogo dove risiedeva
[9:13] Speaker 3: il senato e cioè la concentrazione di alcune centinaia di uomini,
[9:17] Speaker 3: i più ricchi del mondo, i più ricchi dell'impero, che
[9:21] Speaker 3: avevano i senatori, che avevano nelle loro mani quasi tutta
[9:25] Speaker 3: la ricchezza, la produzione, l'oro, gli schiavi dell'impero. E quindi
[9:30] Speaker 3: un insieme di persone con cui un imperatore doveva sempre
[9:33] Speaker 3: fare i conti. Secondo, un milione di abitanti, forse un
[9:38] Speaker 3: po' meno al tempo di Costantino, ma comunque mezzo milione
[9:41] Speaker 3: c'erano di sicuro, convinti di essere il popolo romano e
[9:45] Speaker 3: quindi i padroni del mondo e di conseguenza nutriti gratuitamente
[9:49] Speaker 3: a cura dello Stato in modo che rimanessero tranquilli e
[9:52] Speaker 3: felici e non contestassero il potere imperiale. E terzo, un mito.
[9:59] Speaker 3: il mito della città che è la città e che
[10:02] Speaker 3: è il mondo, l'urbe che è anche l'orbe e che
[10:06] Speaker 3: è destinata a governare il mondo, come pensavano i pagani
[10:11] Speaker 3: e come continueranno a pensare i cristiani naturalmente. Allora a
[10:15] Speaker 3: questo punto cosa significa da parte di Costantino che a
[10:17] Speaker 3: Roma in vita sua passerà tre volte in tutto se
[10:20] Speaker 3: abbiamo fatto bene i calcoli, ogni volta per qualche settimana
[10:23] Speaker 3: o qualche mese al massimo, ma appunto non è quella
[10:27] Speaker 3: la cosa che conta. Cosa significa per Costantino creare una
[10:31] Speaker 3: nuova città? Intanto significa che Costantino nel corso della sua marcia... Ah,
[10:37] Speaker 3: ma dimenticavo una cosa fondamentale, scusate, fermi. La marcia di
[10:41] Speaker 3: Costantino verso Oriente non è soltanto una marcia in termini
[10:44] Speaker 3: politici e militari, è anche una marcia spirituale. Diventare cristiano
[10:51] Speaker 3: da parte di Costantino, o meglio, essere molto interessato da
[10:55] Speaker 3: questa religione, e avvicinarsi molto ai suoi dirigenti e al
[10:59] Speaker 3: suo clero e poi via via convincersi che loro hanno
[11:01] Speaker 3: ragione che il loro Dio è davvero il più potente
[11:04] Speaker 3: di tutti e affidarsi alla sua protezione e negli ultimi
[11:08] Speaker 3: anni di vita probabilmente convincersi che quell'unico Dio lo ha
[11:13] Speaker 3: sempre protetto anche quando lui non ci pensava neanche tutto questo,
[11:18] Speaker 3: anche questo vuol dire guardare a oriente il cristianesimo è
[11:21] Speaker 3: una religione orientale che nasce a oriente che nasce nella
[11:25] Speaker 3: lingua dell'Oriente, il greco, che al tempo di Costantino è
[11:30] Speaker 3: largamente diffusa nell'Impero d'Oriente, in Anatolia, in Siria, in Egitto,
[11:38] Speaker 3: lì ci sono le grandi capitali cristiane, in Palestina naturalmente, Antiochia,
[11:42] Speaker 3: Alessandria d'Egitto, Gerusalemme, in un'epoca in cui in Occidente, a
[11:49] Speaker 3: parte la comunità romana, le comunità cristiane sono ancora scarse,
[11:53] Speaker 3: poco numerose, Quindi il cristianesimo è la religione dell'Oriente. Quando
[11:58] Speaker 3: Costantino liquida definitivamente Licinio e diventa padrone del vero Oriente, appunto,
[12:04] Speaker 3: quello che noi chiamiamo il Medio Oriente, la Siria, la Palestina,
[12:08] Speaker 3: Costantino scrive una lettera ai vescovi di quelle parti dicendo
[12:13] Speaker 3: sono così contento che adesso voi siete miei perché dall'Oriente
[12:19] Speaker 3: viene la luce. E io ho bisogno del vostro aiuto
[12:23] Speaker 3: per mettere ordine anche nella vita religiosa, per risolvere le
[12:27] Speaker 3: controversie fra cristiani. Cosa di cui lui, come dire, che
[12:32] Speaker 3: era un suo compito già in quanto pontifex maximus, anche
[12:35] Speaker 3: al di là delle sue credenze personali, ma che a
[12:38] Speaker 3: maggior ragione lui riteneva importante. Dall'Oriente viene la luce e
[12:42] Speaker 3: Costantino a Oriente guarda. E allora ecco perché la nuova città,
[12:48] Speaker 3: la nuova residenza. A Bisanzio Costantino ci è capitato per caso,
[12:53] Speaker 3: probabilmente non sapeva neanche che esisteva, o comunque poteva conoscerla
[12:57] Speaker 3: come una delle innumerevoli poleis greche dell'Oriente, ma Costantino capita
[13:02] Speaker 3: a Bisanzio inseguendo Licinio sconfitto. E nelle acque di Bisanzio
[13:09] Speaker 3: la flotta di Costantino ottiene la vittoria definitiva contro Licinio.
[13:15] Speaker 3: La flotta di Costantino è guidata dal suo figlio maggiore, Crispo.
[13:19] Speaker 3: associato al potere imperiale accanto al padre e che Costantino
[13:23] Speaker 3: due anni dopo farà uccidere, non sappiamo perché, ma comunque.
[13:28] Speaker 3: Questa grande vittoria navale porta Costantino appunto a Bisanzio e
[13:32] Speaker 3: lì Bisanzio scopre il posto più incredibile del suo impero,
[13:36] Speaker 3: un posto dove tu stai coi piedi in Europa e
[13:39] Speaker 3: guardi al di là di un piccolo braccio di mare
[13:42] Speaker 3: e quella lì è l'Asia, non c'è nessun altro luogo
[13:45] Speaker 3: del genere, è una città a cavallo fra due continenti.
[13:49] Speaker 3: Ed è una città che porta bene perché lì Costantino
[13:52] Speaker 3: ha vinto la grande battaglia navale. Sulle monete che Costantino
[13:56] Speaker 3: dedicherà a Costantinopoli a lungo verrà sempre raffigurata la prora
[14:00] Speaker 3: di una nave e sembra che una nave fosse il
[14:03] Speaker 3: grande monumento costruito a Costantinopoli per celebrare la vittoria. Dunque
[14:08] Speaker 3: è un luogo geograficamente prediletto dagli dèi o da Dio,
[14:13] Speaker 3: questo è ancora da vedere, ed è il luogo dove
[14:15] Speaker 3: Costantino ha vinto la sua ultima grande vittoria. Dunque costantino
[14:20] Speaker 3: decide non è ovvio è ben inteso queste sono le
[14:23] Speaker 3: premesse diciamo così per una decisione politica che deve essere
[14:27] Speaker 3: stata una decisione controversa quasi tutte sapete quasi tutte le
[14:31] Speaker 3: decisioni politiche dell'antichità cara calla che decide di dare la
[14:36] Speaker 3: cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero ecco tutte queste decisioni
[14:40] Speaker 3: politiche esattamente come quelle di oggi saranno state discusse per
[14:45] Speaker 3: mesi per anni c'erano i pro i contro Di tutto
[14:48] Speaker 3: questo noi in genere non sappiamo niente, sappiamo solo che
[14:51] Speaker 3: a un certo punto la decisione è stata presa. Sappiamo
[14:55] Speaker 3: anche che la decisione di Costantino di creare una nuova
[14:58] Speaker 3: grandiosa città ingrandendo la vecchia Bisanzio provocherà molto malcontento perché
[15:08] Speaker 3: gli investimenti a quel punto vanno lì e gli abitanti
[15:11] Speaker 3: delle altre grandi città dell'impero, appunto quelli di Alessandria, quelli
[15:14] Speaker 3: di Antiochia, noi sappiamo dai discorsi dei retori dalle memorie
[15:18] Speaker 3: dei cronisti, che la gente non era contenta per niente
[15:21] Speaker 3: perché di colpo i finanziamenti finivano, andava tutto a Costantinopoli
[15:25] Speaker 3: e anche le opere d'arte venivano trasferite e così via.
[15:29] Speaker 3: Qualcuno dice di Costantino dopo la sua morte ha voluto
[15:32] Speaker 3: creare la sua nuova città impoverendo tutte le altre. Costantinopoli
[15:43] Speaker 3: ovviamente significa anche io sono Alessandro Magno, Alessandro ha riempito
[15:48] Speaker 3: il mondo di città chiamate Alessandria e Costantino crea una
[15:53] Speaker 3: grande città con il suo nome. Poi ne fa anche
[15:56] Speaker 3: una in Asia Minore per la mamma Elena, Elenopoli. È
[16:02] Speaker 3: una nuova Roma? Sì e no. Da un certo punto
[16:06] Speaker 3: di vista più sì che no. L'unico dubbio sta nel
[16:11] Speaker 3: fatto che questa espressione, nuova Roma... che piacerà moltissimo ai
[16:14] Speaker 3: bizantini dei secoli successivi, che infatti la usano abbondantemente, al
[16:18] Speaker 3: tempo di Costantino si usa pochissimo. È quasi come se
[16:24] Speaker 3: fosse meglio tutto sommato evitare di ostentarlo, perché il problema
[16:28] Speaker 3: di tenersi buona la Roma vera e il suo senato,
[16:31] Speaker 3: quel problema rimane. Quindi forse andare proprio a dire me
[16:34] Speaker 3: ne sono fatta un'altra non era politicamente la cosa migliore.
[16:39] Speaker 3: Il parallelo però c'è. Costantino conia monete, in cui raffigura
[16:45] Speaker 3: in parallelo Roma e Costantinopoli. Mi spiego meglio. Sapete che
[16:51] Speaker 3: le monete sono un fantastico mezzo di propaganda e sono
[16:54] Speaker 3: un mezzo per far conoscere la linea politica dell'imperatore e
[16:58] Speaker 3: per far conoscere la sua famiglia. Negli ultimi anni, quando
[17:01] Speaker 3: il potere di Costantino si è assestato, qualunque serie monetaria
[17:06] Speaker 3: viene di solito prodotta sul rovescio, in una versione la
[17:12] Speaker 3: faccia dell'imperatore. In altre versioni le facce dei suoi figli
[17:17] Speaker 3: ed eredi, Costanzo, Costantino II e così via, Costante. E
[17:22] Speaker 3: poi finché ci sono la moglie, Fausta, e la mamma, Elena.
[17:28] Speaker 3: Così fra le mani dei sudditi tutte le monete che
[17:31] Speaker 3: circolano portano impressa non soltanto la faccia dell'imperatore, ma a caso,
[17:35] Speaker 3: a seconda delle monete che ti passano in mano, quelle
[17:38] Speaker 3: dei suoi figli che tu così impari a conoscere, già
[17:41] Speaker 3: prima che succedano al trono, e poi quelle delle sue donne.
[17:44] Speaker 3: perché la famiglia imperiale ha le donne, è una famiglia fertile,
[17:48] Speaker 3: che garantisce il futuro. Poi le donne a un certo
[17:51] Speaker 3: punto spariscono, Elena muore a un certo punto di vecchiaia, Fausta,
[17:56] Speaker 3: Costantino la fa uccidere, lo stesso anno in cui fa
[17:59] Speaker 3: uccidere Crispo, e non sappiamo perché, ancora una volta. Non
[18:03] Speaker 3: ci sono più donne, e nelle serie monetarie al loro
[18:06] Speaker 3: posto compaiono Roma e Costantinopoli, personificate. come due donne divine
[18:14] Speaker 3: che in qualche modo sostituiscono le donne vere nella famiglia dell'imperatore.
[18:21] Speaker 3: E poi dopo la morte di Costantino, Eusebio di Cesarea
[18:26] Speaker 3: racconta di lui. Eusebio di Cesarea è un vescovo palestinese,
[18:31] Speaker 3: un greco, scrive in greco, un cristiano d'Oriente. Eusebio di
[18:36] Speaker 3: Cesarea di Roma si occupa solo quando racconta di Ponte Milvio,
[18:39] Speaker 3: della meravigliosa visione, la croce in cielo e così via,
[18:43] Speaker 3: e dice che è entrato in Roma dopo la vittoria,
[18:46] Speaker 3: Costantino fece edificare un grande monumento per ricordare la sua vittoria,
[18:50] Speaker 3: una immensa statua che portava in mano il simbolo della passione,
[18:55] Speaker 3: cioè la croce si intende di solito. Poi dopo questo
[19:02] Speaker 3: Eusebio di Cesarea che scrive in Palestina della città di
[19:05] Speaker 3: Roma si disinteressa completamente. l'imperatore uno dei nostri è un
[19:09] Speaker 3: orientale è un cristiano d'oriente sta a oriente il suo
[19:14] Speaker 3: nuovo luogo di residenza è costantinopoli e costantinopoli come vi
[19:19] Speaker 3: dicevo all'inizio per eusebio è il luogo dove costantino onora
[19:24] Speaker 3: il suo nuovo dio esigendo una città libera dall'immondizia pagana
[19:34] Speaker 3: notate questa cosa Che cos'è questo nuovo regime di un
[19:39] Speaker 3: imperatore che si è trasferito a Oriente, che è circondato
[19:43] Speaker 3: dal clero orientale con cui parla in greco, che a
[19:47] Speaker 3: Roma non tornerà più. Cos'è Roma per questa gente? Roma, certo,
[19:54] Speaker 3: da un lato è quello che vi dicevo prima, il mito,
[19:56] Speaker 3: l'urbe e tutto, però Roma è anche il paganesimo. Roma
[20:04] Speaker 3: è il vecchio. E a questi cristiani d'Oriente non piace
[20:09] Speaker 3: poi tanto, tutto sommato, Roma. Non c'è motivo di parlarne tanto.
[20:15] Speaker 3: È buffo perché per noi oggi Roma è il centro
[20:17] Speaker 3: del cristianesimo cattolico, lo è stato per secoli, invece in
[20:21] Speaker 3: quel momento, agli occhi di una gran parte dei cristiani,
[20:24] Speaker 3: Roma è il contrario. È un passato di cui ci
[20:28] Speaker 3: si vorrebbe quasi liberare. La storiografia è andata dietro a questo.
[20:36] Speaker 3: Cosa voglio dire quando dico la storiografia è andata dietro?
[20:39] Speaker 3: Forse dovrei fare un'altra premessa. Tutte le cose che noi
[20:42] Speaker 3: sappiamo di Costantino, intanto sono poche quelle che sappiamo di sicuro.
[20:46] Speaker 3: Sono tutte controverse, costruite attraverso l'analisi di fonti contraddittorie, false, falsificate, parziali, tendenziose.
[20:56] Speaker 3: E come le fonti sono tendenziose, anche noi siamo tendenziosi
[21:01] Speaker 3: di solito. Ogni storico che studia Costantino... Finisce per innamorarsi
[21:05] Speaker 3: di una posizione, di un'interpretazione e cercare di sostenerla a
[21:09] Speaker 3: tutti i costi. Per molto tempo la storiografia ha detto,
[21:12] Speaker 3: sì è vero, Costantino fonda Costantinopoli perché è in rotta
[21:17] Speaker 3: con Roma. E allora si diceva, vedi che poche volte
[21:20] Speaker 3: che ci va. Poi si sono costruite delle vere e
[21:23] Speaker 3: proprie leggende. Ve ne faccio un esempio. C'è un panegirico
[21:30] Speaker 3: di Costantino. che racconta il suo ingresso a Roma dopo
[21:34] Speaker 3: la vittoria su Massenzio. E questo panegirico dice che Costantino
[21:39] Speaker 3: entra in città sul suo carro e il popolo si
[21:45] Speaker 3: affolla intorno acclamandolo, è così folto il popolo romano che
[21:50] Speaker 3: il carro di Costantino e il suo corteo non possono avanzare.
[21:54] Speaker 3: E anche quando scompare alla vista il popolo continua a
[21:58] Speaker 3: reclamarlo e si lamenta. perché è entrato troppo presto nel palazzo,
[22:04] Speaker 3: è sparito troppo presto nel palazzo. Manca poco, dice il panegirista,
[22:10] Speaker 3: che qualche esaltato volesse addirittura entrare nel palazzo per continuare
[22:14] Speaker 3: a vedere l'imperatore, cosa che sarebbe stata lesa maestà e
[22:18] Speaker 3: avrebbe avuto conseguenze sgradevolissime, avrebbe violato il sacrum limen del palazzo.
[22:28] Speaker 3: Un autore bizantino, Zosimo, che scrive secoli dopo, racconta una
[22:32] Speaker 3: strana storia sul fatto che una volta Costantino a Roma
[22:36] Speaker 3: era salito al Campidoglio per celebrare i sacrifici e un
[22:39] Speaker 3: mago egiziano gli ha mandato una visione dicendogli che gli
[22:42] Speaker 3: avrebbe portato malissimo fare quella cosa. Allora Costantino si è
[22:46] Speaker 3: spaventato ed è sceso dal Campidoglio senza celebrare i sacrifici
[22:49] Speaker 3: e i soldati si sono arrabbiati. Allora, per farvi capire
[22:54] Speaker 3: come procede la storiografia. Molti studiosi hanno preso il primo racconto,
[23:00] Speaker 3: è entrato nel palazzo e il popolo si lamentava che
[23:03] Speaker 3: c'era entrato troppo presto. Hanno preso il secondo racconto che
[23:07] Speaker 3: non c'entra niente, una volta al Campidoglio ha rifiutato di
[23:10] Speaker 3: celebrare i sacrifici. Hanno fatto due più due, quando un
[23:14] Speaker 3: generale in trionfo entra in città la tappa al Campidoglio
[23:17] Speaker 3: è obbligata. Sta a vedere che Costantino non c'è andato.
[23:23] Speaker 3: è entrato in trionfo a Roma e non ha voluto
[23:25] Speaker 3: andare in Campidoglio. Per quello la gente protestava, anche se
[23:30] Speaker 3: il paneggirista non lo dice. E di questo che parla
[23:34] Speaker 3: Zosimo secoli dopo, anche se lui in realtà dice che
[23:36] Speaker 3: c'era andato e poi è sceso, ma non importa, perché
[23:40] Speaker 3: si procede così purtroppo. Innumerevoli libri e articoli danno per
[23:44] Speaker 3: scontato che Costantino, quando entrò a Roma, rifiutò di salire
[23:47] Speaker 3: al Campidoglio, così dimostrando la sua nuova fede cristiana. Su
[23:53] Speaker 3: questa base si continua. Costantino, si è detto per molto tempo,
[23:57] Speaker 3: litiga col Senato. Il Senato è pagano, è il custode
[24:01] Speaker 3: degli antichi valori. Un Costantino già cristiano non può andare d'accordo.
[24:07] Speaker 3: Per quello viene così poco a Roma e così via.
[24:12] Speaker 3: Siamo sicuri? A un certo punto si è cominciato ad
[24:15] Speaker 3: andare a vedere i senatori di cui Costantino si circonda.
[24:19] Speaker 3: Le nomine che fa. si è provato a vedere chi
[24:22] Speaker 3: nomina prefetto del pretorio chi nomina prefetto umurbi chi sono
[24:27] Speaker 3: costoro possiamo sapere se erano pagani o cristiani la premessa
[24:33] Speaker 3: è che in molti casi non lo sappiamo affatto a
[24:35] Speaker 3: volte si ha l'impressione che a loro interessasse molto meno
[24:37] Speaker 3: che a noi dichiararsi da una parte o dall'altra e
[24:41] Speaker 3: di molti importanti politici dell'epoca non abbiamo la minima idea
[24:44] Speaker 3: se erano pagani o cristiani ma qualche volta lo sappiamo
[24:48] Speaker 3: una dedica un'offerta una lapide Di quelli di cui conosciamo
[24:52] Speaker 3: l'affiliazione religiosa si è fatto il conto. Tra tutte le
[24:56] Speaker 3: nomine di senatori a posti importanti fatte da Costantino, metà
[25:00] Speaker 3: sono pagani e metà sono cristiani. E andavano a quanto
[25:05] Speaker 3: pare d'amore e d'accordo fra loro, collaborando tranquillamente senza porsi
[25:10] Speaker 3: il minimo problema. Allora, una prima conseguenza è che oggi
[25:14] Speaker 3: tendiamo a pensare che abbiamo esagerato a vedere un mondo
[25:16] Speaker 3: spaccato fra i pagani e i cristiani. per tanta gente
[25:20] Speaker 3: non era così importante come a noi sembrerebbe. In secondo luogo,
[25:25] Speaker 3: un contrasto fra Costantino e il Senato non è assolutamente provato.
[25:31] Speaker 3: Eppure il contrasto con il Senato di Roma viene ancora
[25:35] Speaker 3: tirato in ballo dagli storici, dai nostri colleghi storici dell'arte anche,
[25:40] Speaker 3: per spiegare le spaventose stranezze della più grande testimonianza di
[25:47] Speaker 3: sé che Costantino si è lasciato dietro. l'arco di Costantino.
[25:52] Speaker 3: Spaventose stranezze per i molti, non tutti, studiosi che sono
[25:56] Speaker 3: abbastanza convinti che Costantino prima della battaglia di Ponte Milvio
[26:00] Speaker 3: in cielo deve aver visto qualcosa effettivamente, fosse anche soltanto
[26:04] Speaker 3: un fenomeno astronomico e che Costantino era davvero a quel
[26:09] Speaker 3: punto convinto che il Dio cristiano lo proteggeva, quindi già
[26:12] Speaker 3: nel 312 e quindi è entrato a Roma, poi subito fondato,
[26:16] Speaker 3: ne parleremo concludendo, la Basilica del Laterano come ringraziamento, ecco
[26:21] Speaker 3: quelli che pensano questo poi vanno a vedere l'arco di Costantino.
[26:27] Speaker 3: Massimiliano mi ha sgridato che avevano portato delle slide per
[26:30] Speaker 3: farvelo vedere anche a voi, è vero, ho confesso, non
[26:32] Speaker 3: mi è venuto in mente, ve lo racconto però. L'arco
[26:35] Speaker 3: di Costantino ha una serie di pannelli commissionati per l'occasione
[26:40] Speaker 3: che rappresentano la vittoria di Costantino contro Massenzio. E quindi
[26:46] Speaker 3: si vedono i soldati di Costantino in mille occasioni, in battaglia,
[26:49] Speaker 3: all'ingresso in città e così via. Lattanzio racconta che Costantino
[26:55] Speaker 3: aveva fatto dipingere sugli scudi dei suoi soldati il simbolo
[26:59] Speaker 3: di Cristo, si discute molto su cosa sia questo simbolo,
[27:02] Speaker 3: probabilmente un cristogramma, ma in qualunque film o fiction che
[27:06] Speaker 3: voi vediate, i soldati di Costantino sugli scudi hanno il cristogramma.
[27:12] Speaker 3: Uno va a vedere gli scudi dei soldati di Costantino
[27:14] Speaker 3: sull'arco di trionfo, che è stato dedicato nel 315, sembra abbastanza sicuro.
[27:22] Speaker 3: Avete già capito dove vado a parare. Su nessuno scudo
[27:25] Speaker 3: di nessun soldato, su nessuna insegna di nessun reparto militare
[27:29] Speaker 3: c'è un cristogramma o una qualunque altra insegna cristiana. Ma
[27:33] Speaker 3: ci sono delle insegne? Certo che ci sono. Hanno riconosciuto
[27:37] Speaker 3: le diverse legioni che componevano l'esercito di Costantino dai simboli
[27:42] Speaker 3: raffigurati sugli scudi. simboli cristiani neanche uno non è finita
[27:50] Speaker 3: l'arco di Costantino è fatto come si usava a fare
[27:54] Speaker 3: all'epoca e cioè qualche pannello nuovo lo dobbiamo commissionare per
[27:58] Speaker 3: forza se no che figura ci facciamo però il grosso
[28:01] Speaker 3: dei pannelli li tiriamo giù da qualche edificio di Adriano
[28:04] Speaker 3: di Marco Aurelio e poi facciamo venire uno scalpellino bravo
[28:07] Speaker 3: che tira via la faccia di Adriano ci mette al
[28:10] Speaker 3: posto quella di Costantino e poi rimontiamo su i pannelli
[28:15] Speaker 3: I nostri colleghi storici dell'arte sono divisi fra quelli che
[28:18] Speaker 3: pensano che si faceva così per risparmiare e quelli che
[28:21] Speaker 3: pensano che si faceva così per nobilissime ragioni ideologiche, sottolineare
[28:25] Speaker 3: la continuità rispetto ai predecessori e così via. Le due
[28:29] Speaker 3: correnti oscillano da un'epoca all'altra, adesso stanno tornando in auge
[28:32] Speaker 3: quelli che dicono che si faceva così per risparmiare. Ma comunque,
[28:37] Speaker 3: lo spettatore che non sapeva niente di tutto questo vedeva
[28:40] Speaker 3: Costantino e Costantino ha sostituito Adriano o Marco Aurelio, in
[28:46] Speaker 3: una serie di pannelli in cui l'imperatore sacrifica gli dèi.
[28:50] Speaker 3: Ci sono pannelli in cui Costantino, davanti all'esercito schierato, con
[28:54] Speaker 3: la scura in mano e i sacerdoti e i littori intorno,
[28:57] Speaker 3: si prepara ad ammazzare il bue, il caprone e così via.
[29:03] Speaker 3: Chi trova questo scandaloso dice, no, ma quello non è Costantino,
[29:06] Speaker 3: era Marco Aurelio e di conseguenza, ecco. Però è davvero
[29:10] Speaker 3: imbarazzante per chi vorrebbe un Costantino cristiano molto presto. Tutto
[29:15] Speaker 3: tenderebbe a indicare che non è così, Costantino in quell'epoca
[29:18] Speaker 3: non aveva fatto ancora nessuna scelta. E dunque Costantino a
[29:23] Speaker 3: Roma non si trovava così male, semplicemente non era il
[29:27] Speaker 3: compito dell'imperatore stare a Roma. Nessun imperatore avrebbe potuto reggere
[29:33] Speaker 3: e governare un impero immenso che andava dalla Scozia all'Iraq,
[29:39] Speaker 3: standosene a Roma. Roma è un'altra cosa. Ma naturalmente però,
[29:46] Speaker 3: come dire, come voi sapete, questo a Roma a un
[29:50] Speaker 3: certo punto comincia a dare fastidio. L'idea che Costantino con
[29:56] Speaker 3: Roma abbia avuto così pochi rapporti, man mano che non
[30:00] Speaker 3: si capisce più i motivi, non sia più chiaro qual
[30:03] Speaker 3: era la situazione dell'impero all'epoca, parlo quindi del Medioevo, nel
[30:06] Speaker 3: corso dell'Alto Medioevo, a Roma specialmente, si comincia a dire
[30:13] Speaker 3: ma possibile... che il più grande imperatore di tutti i
[30:16] Speaker 3: tempi non abbia avuto un rapporto più stretto con Roma.
[30:21] Speaker 3: Voi capite qual è la situazione, stiamo parlando del VI, VII,
[30:24] Speaker 3: VIII secolo. Roma è ancora una città dell'impero, non usurpo
[30:30] Speaker 3: il tuo campo ovviamente, ma comunque Roma è ancora una
[30:34] Speaker 3: città dell'impero bizantino, però è una città molto periferica dell'impero
[30:38] Speaker 3: bizantino dove in realtà il vescovo locale, governa lui, il
[30:43] Speaker 3: governatore bizantino conta relativamente poco. E allora a Roma si
[30:48] Speaker 3: comincia a pensare che non è possibile lasciare Costantino a
[30:55] Speaker 3: quelli che noi dopo secoli chiameremo i bizantini. Costantino è nostro,
[30:59] Speaker 3: è un imperatore romano. Sapete che il Marco Aurelio del
[31:04] Speaker 3: Campidoglio per secoli sono stati convinti che fosse Costantino. che
[31:08] Speaker 3: è talmente importante costantino l'uomo che ha unito la storia
[31:11] Speaker 3: di roma e la storia cristiana e quindi che ha
[31:14] Speaker 3: aperto una nuova fase nella storia del mondo l'uomo più
[31:18] Speaker 3: importante mai vissuto dopo gesù cristo e questo costantino nel
[31:22] Speaker 3: medioevo allora a roma si comincia a dire costantino per
[31:29] Speaker 3: esempio ha avuto un rapporto molto stretto col papa con
[31:32] Speaker 3: papa silvestro Nascono leggende, io spero davvero di non usurpare
[31:36] Speaker 3: il campo di cose che dirai tu, se è così
[31:39] Speaker 3: tirami per la giacchetta. Nascono leggende fantastiche, Costantino si era
[31:46] Speaker 3: ammalato di lebra, ma Papa Silvestro lo ha guarito e
[31:49] Speaker 3: poi lo ha battezzato. Costantino e Silvestro diventano due figure
[31:54] Speaker 3: strettamente collegate. In realtà Costantino e Papa Silvestro non avevano
[31:59] Speaker 3: praticamente alcun rapporto. Quando Costantino si è trasferito definitivamente in
[32:04] Speaker 3: Oriente e ha fatto quella cosa straordinaria di convocare il
[32:09] Speaker 3: primo concilio ecumenico della storia, Anicea, cioè è il primo
[32:14] Speaker 3: che ha avuto l'idea di convocare tutti i vescovi del
[32:18] Speaker 3: mondo in un palazzo imperiale sotto la presidenza dell'imperatore per
[32:23] Speaker 3: discutere una serie di questioni religiose, dal calcolo della Pasqua
[32:28] Speaker 3: alla concezione della Trinità. e ha invitato tutti i vescovi
[32:32] Speaker 3: del mondo, e dico del mondo con intenzione, anche se
[32:36] Speaker 3: i cristiani erano al 90% dentro l'impero romano, ce n'erano
[32:40] Speaker 3: anche fuori, e al concilio di Nicea viene un vescovo
[32:44] Speaker 3: dei Goti, viene un vescovo persiano, il vescovo di Roma
[32:49] Speaker 3: non viene, manda due diaconi, mi sembra di ricordare, si
[32:53] Speaker 3: scusa perché non sta tanto bene, ma non ci va, Silvestro, ecco,
[32:58] Speaker 3: nemmeno al concilio di Nicea è andato, E invece nella
[33:03] Speaker 3: memoria romana nei secoli si crea l'idea di questa alleanza
[33:08] Speaker 3: strettissima fra l'imperatore e il suo papa. E questo ha
[33:13] Speaker 3: anche un'altra conseguenza. In Roma ci sono grandiose basiliche costruite
[33:21] Speaker 3: nel qua a partire dal IV secolo. Il Laterano, San Pietro,
[33:28] Speaker 3: queste grandiose basiliche Nessuno sa esattamente quando sono state cominciate,
[33:32] Speaker 3: quando sono state finite, ma nella mentalità della chiesa romana
[33:39] Speaker 3: molto presto si comincia a dire e chi vuoi che
[33:43] Speaker 3: le abbia costruite se non Costantino? Per forza. Noi tuttora
[33:48] Speaker 3: diciamo le basiliche costantiniane. Non avete idea del livello di
[33:53] Speaker 3: discussione di storici e archeologi per capire qualcosa di questa
[33:59] Speaker 3: faccenda e anche della fatica con cui tanti colleghi anche
[34:03] Speaker 3: di fronte ai fatti dicono ma è possibile che davvero
[34:06] Speaker 3: non l'abbia fondata Costantino la Basilica del Laterano? Forse potrebbe essere,
[34:11] Speaker 3: perché anche noi appunto siamo tremendamente faziosi e ideologici in
[34:15] Speaker 3: queste cose. Vi dico soltanto a costo di entrare, ma
[34:19] Speaker 3: tanto ormai sto finendo, me lo posso permettere, a costo
[34:22] Speaker 3: di entrare in una cosa un po' più specifica, Ma
[34:26] Speaker 3: per darvi un'idea, la Basilica del Laterano, se voi leggete
[34:31] Speaker 3: i manuali, le guide turistiche, ma dappertutto, si dice tranquillamente
[34:36] Speaker 3: come un fatto. La Basilica del Laterano l'ha fondata Costantino
[34:40] Speaker 3: il 9 novembre 312. Era appena entrato in Roma dopo aver sconfitto
[34:44] Speaker 3: Massenzio e in ringraziamento del suo nuovo Dio ha fondato
[34:50] Speaker 3: questa grandiosa basilica. Come facciamo a sapere che l'ha fondata
[34:56] Speaker 3: Costantino il 9 novembre 312? E questo è il percorso un po'
[35:00] Speaker 3: difficile in cui volevo trascinarvi. Il cardinale Baronio, nel XVI secolo,
[35:08] Speaker 3: nel Martirologio Romano, dice che la Basilica del Laterano è
[35:12] Speaker 3: stata dedicata un 9 novembre, quinto delle Idi di novembre. Il
[35:19] Speaker 3: Baronio l'ha letto in un testo del XII secolo. dove
[35:25] Speaker 3: effettivamente si menziona la dedicazio della Basilica del Laterano un 9 novembre.
[35:31] Speaker 3: Il più grande studioso della Roma paleocristiana, il Krautheimer, grandissimo
[35:38] Speaker 3: storico dell'arte e dell'architettura, ha visto questa cosa e questa
[35:43] Speaker 3: data del 9 novembre l'ha colpito. La battaglia del Ponte Milvio
[35:47] Speaker 3: è a fine ottobre. E' andato a vedere il 9 novembre
[35:52] Speaker 3: in quali anni cadeva Di domenica, perché ovviamente per dedicare
[35:59] Speaker 3: una basilica si aspetta la domenica, cadeva di domenica nel 312. Certo,
[36:08] Speaker 3: poi cadeva di domenica nel 318, nel 329, nel 335 e così via,
[36:15] Speaker 3: ma non importa, è troppo bello. Il Krautheimer avanza l'ipotesi,
[36:20] Speaker 3: visto che è stato dedicato un 9 novembre, Costantino il 28 ottobre
[36:24] Speaker 3: ha vinto a Ponte Milvio, il 9 novembre 312 è domenica e
[36:29] Speaker 3: Costantino ha voluto ringraziare il suo Dio fondando questa basilica.
[36:36] Speaker 3: Questo in pubblicazioni diffusissime, lette da tutti, citate da tutti
[36:39] Speaker 3: noi e così via. In un testo rarissimo per soli
[36:43] Speaker 3: addetti ai lavori, estremamente specifico e quasi introvabile, il crowd
[36:47] Speaker 3: timer di lo stesso autore quindi dice È vero che
[36:50] Speaker 3: questa data del 9 novembre si trova solo in questo testo
[36:53] Speaker 3: del XII secolo, mentre altri cataloghi simili dei secoli precedenti
[36:57] Speaker 3: non menzionano questa data. Potrebbe anche darsi che il 9 novembre
[37:02] Speaker 3: fosse la data in cui è stata ridedicata la Basilica
[37:05] Speaker 3: del Laterano nel X secolo dopo un terremoto. E allora forse,
[37:11] Speaker 3: chissà però, dice il Krautheimer, Allora dobbiamo rinunciare all'idea che
[37:16] Speaker 3: Costantino il 9 novembre 312 ha voluto. Ecco, questi dubbi li pone
[37:21] Speaker 3: in una pubblicazione che non legge nessuno. In tutte le
[37:25] Speaker 3: altre la fondazione è un dato di fatto. E in
[37:29] Speaker 3: opere scientifiche serissime si legge. Cosa sarà avvenuto in quel momento?
[37:37] Speaker 3: Si può ipotizzare che l'imperatore abbia chiamato gli architetti più
[37:40] Speaker 3: importanti attivi in quel momento a Roma. e abbia espresso
[37:44] Speaker 3: la sua committenza in modo molto semplice dichiarando la sua
[37:48] Speaker 3: volontà di costruire un nuovo tempio molto grande per i
[37:51] Speaker 3: cristiani gli architetti potrebbero aver chiesto delucidazioni sulla funzione di
[37:57] Speaker 3: questo nuovo edificio a questo punto potrebbe essere stato necessario
[38:01] Speaker 3: interpellare il clero di Roma ecco un romanzo per bambini
[38:05] Speaker 3: fondamentalmente ma queste cose stanno nella nostra storiografia più recente
[38:11] Speaker 3: un piccolo dettaglio Eusebio di Cesarea, che non è la
[38:15] Speaker 3: fonte più in... vabbè, d'accordo, è quello che è, però
[38:19] Speaker 3: nella sua vita di Costantino elenca una serie di grandi
[38:22] Speaker 3: monumenti costruiti da Costantino, a Costantinopoli, a Gerusalemme, a Nicomedia,
[38:27] Speaker 3: ad Antiochia, grandi basiliche ovunque, della fondazione di basiliche a
[38:33] Speaker 3: Roma da parte di Costantino non ha mai sentito parlare
[38:36] Speaker 3: e non ne parla minimamente. Allora, Allora il punto è
[38:42] Speaker 3: che come vedete è difficilissimo liberarsi da un'immagine fantastica di
[38:46] Speaker 3: Costantino e arrivare a capire qualcosa di più concreto. Quello
[38:51] Speaker 3: che è certo, secondo me, poi certo fino a un
[38:54] Speaker 3: certo punto, è che bisogna sbarazzare il campo da tutte
[38:58] Speaker 3: queste idee. Fondare Costantinopoli vuol dire abbandonare Roma, vuol dire
[39:02] Speaker 3: mettersi contro Roma, scappare da Roma. Sono proprio due cose diverse.
[39:07] Speaker 3: Roma resta quello che è. Il centro politico dell'impero perché
[39:12] Speaker 3: lì è concentrata la classe dirigente e tutta la ricchezza dell'impero.
[39:17] Speaker 3: E Roma resta il mito perché, e questa è l'ultima
[39:21] Speaker 3: cosa che voglio dire, Roma, l'epoca di cui parliamo, è
[39:27] Speaker 3: un'epoca in cui tutto viene visto attraverso l'immagine della città.
[39:33] Speaker 3: Noi oggi potremmo dire che vediamo tutto attraverso l'idea dello Stato.
[39:37] Speaker 3: Ogni organizzazione umana la paragoniamo a uno Stato. Per loro
[39:41] Speaker 3: l'organizzazione umana è la città, l'impero è una città. Fino
[39:47] Speaker 3: all'editto di Caracalla del 212 l'impero è una città che ha
[39:51] Speaker 3: conquistato il mondo e i cittadini romani sono i padroni
[39:54] Speaker 3: del mondo, mentre gli indigeni provinciali che non hanno la
[39:57] Speaker 3: cittadinanza non contano niente. Quando Caracalla nel 212 dà la cittadinanza,
[40:03] Speaker 3: ma non badate la cittadinanza dell'impero, la cittadinanza romana, a
[40:08] Speaker 3: ogni abitante dell'impero quello che succede tecnicamente è che ogni
[40:13] Speaker 3: abitante dell'impero diventa un cittadino della città di Roma e
[40:18] Speaker 3: questo è quello che loro percepiscono e per secoli continueranno
[40:22] Speaker 3: a vederla così Rutilio Namaziano all'inizio del quinto secolo dice
[40:28] Speaker 3: ecco Roma ha dato la sua cittadinanza a tutti i
[40:32] Speaker 3: popoli è vero che l'urbe è diventata orbe che la
[40:37] Speaker 3: città si è sovrapposta al mondo. Sempre nel V secolo
[40:42] Speaker 3: Sidonio Apollinare, che vive nella Gallia governata nella sua zona
[40:46] Speaker 3: dai Burgundi, quindi in un regno romano barbarico, ma che
[40:50] Speaker 3: è un vescovo cristiano e un senatore romano, Sidonio Apollinare
[40:55] Speaker 3: nel V secolo dice Roma, Roma è proprio la patria
[40:58] Speaker 3: della libertà, è l'unica città di tutto il mondo in
[41:03] Speaker 3: cui solo i schiavi sono considerati stranieri. Tutti gli altri
[41:07] Speaker 3: esseri umani sono cittadini, ecco, tutti gli esseri umani sono
[41:12] Speaker 3: cittadini di Roma e questo è il significato di Roma
[41:16] Speaker 3: e nessuno dirà mai che tutti i cittadini di Bisanzio
[41:19] Speaker 3: sono cittadini del mondo, bisogna essere cittadini romani. Tant'è vero
[41:24] Speaker 3: che gli abitanti della città creata da Costantino continueranno per
[41:30] Speaker 3: sempre a chiamare se stessi romani. Quando i turchi arrivano
[41:38] Speaker 3: nell'impero bizantino, in Anatolia, nel Medioevo, nel X- XI secolo e
[41:43] Speaker 3: chiedono dove siamo, gli rispondono a Roma. Infatti i crociati
[41:49] Speaker 3: che andranno a piedi a Gerusalemme nell'XI secolo, entrati nel
[41:53] Speaker 3: territorio turco, si troveranno in un sultanato, chiederanno come si
[41:56] Speaker 3: chiama questo sultanato, il sultanato di Rum, Roma. E... E
[42:03] Speaker 3: gli imperatori di Bisanzio continueranno, finché esistono, fino al 1453, a
[42:09] Speaker 3: chiamare se stessi imperatori di Roma. In greco, naturalmente. E
[42:15] Speaker 3: gli abitanti dell'impero continueranno a chiamare se stessi, in greco, romani, romaioi.
[42:21] Speaker 3: Agli abitanti della Grecia l'idea di essere greci tornerà in
[42:24] Speaker 3: mente solo nel 1800. Prima non si sarebbero mai sognati una
[42:27] Speaker 3: stranezza del genere. Erano ovviamente romani. cittadini romani siamo noi
[42:36] Speaker 3: che abbiamo trovato che questa cosa non ci tornava perché
[42:38] Speaker 3: Roma la vogliamo soltanto qui tutto sommato ecco e allora
[42:42] Speaker 3: quell'altra roba lì a un certo punto la nostra cultura
[42:45] Speaker 3: ha deciso di rifiutarla e abbiamo deciso che quei poveretti
[42:48] Speaker 3: che per mille anni avevano continuato a dire noi siamo
[42:51] Speaker 3: i romani ecco invece non erano romani per niente erano
[42:54] Speaker 3: i bizantini grazie Grazie a tutti, ma io vorrei sentire Massimiliano,
[43:46] Speaker 3: se permettete.
[43:55] Speaker 2: E ora la parola il professor Massimiliano Vilarti.
[44:07] Speaker 5: Buongiorno, grazie a tutti. Alessandro vuoi fare anche la mia?
[44:14] Speaker 5: Io glielo dicevo prima in camerino, sono 720 posti, io ho mamma, papà,
[44:22] Speaker 5: mia moglie e 717 sono tutti per te. Grazie. Dunque se
[44:27] Speaker 5: vuoi proseguire pure la mia mi fai un favore, anche
[44:29] Speaker 5: perché è imbarazzante intervenire dopo una relazione come questa che
[44:33] Speaker 5: è sensazionale, non hai fatto alcuna invasione, anche perché sembra
[44:38] Speaker 5: quasi fatta apposta, in realtà no, le nostre dialogano molto bene,
[44:42] Speaker 5: nel senso che io parto proprio, ritorno a Roma dopo Costantinopoli.
[44:49] Speaker 5: Roma dopo Costantinopoli, la fine della città antica. In effetti
[44:53] Speaker 5: già questo titolo di suo è in parte inesatto, forse
[44:57] Speaker 5: sarebbe stato più corretto chiedermi se la città sia mai morta,
[45:01] Speaker 5: se sia mai stata una fine della città. Però in
[45:04] Speaker 5: effetti non sono riuscito a sottrarmi al fascino di così
[45:10] Speaker 5: parafrasare un po' anche il titolo del nostro incontro della
[45:14] Speaker 5: fine del mondo antico e parafrasare il titolo di un
[45:20] Speaker 5: celebre saggio di Santo Mazzarino, lo storico caranese del mondo antico,
[45:24] Speaker 5: che apparve per i tipi di Garzanti esattamente 58 anni fa,
[45:28] Speaker 5: quasi 60 anni fa. Dunque questo titolo un po' di derivazione
[45:31] Speaker 5: gibboniana in effetti è anche un po' un omaggio a
[45:35] Speaker 5: Santo Mazzarino. Però vorrei iniziare il mio intervento leggendo brevemente
[45:40] Speaker 5: un passo di un altro grande storico del mondo antico,
[45:44] Speaker 5: sempre dello scorso secolo, che è il francese André Pigagnol. Dunque,
[45:49] Speaker 5: in un volume apparso esattamente 70 anni fa, in questo caso nel 1947,
[45:52] Speaker 5: l'Empire chrétienne, questo storico originario della Normandia, interrogandosi sulla fine
[45:59] Speaker 5: della civiltà romana, affermava così, vi leggo brevemente questo passo.
[46:06] Speaker 5: È errato dire che Roma era in decadenza, saccheggiata, sfigurata
[46:11] Speaker 5: dagli invasori barbari del III secolo, essa si sollevava dalle
[46:15] Speaker 5: sue rovine. Nello stesso tempo si compiva, a prezzo di
[46:19] Speaker 5: una grande crisi, un lavoro di metamorfosi interna. Si formava
[46:24] Speaker 5: una nuova concezione del potere imperiale, che è quella di Bisanzio,
[46:28] Speaker 5: una nuova concezione della verità e della bellezza, che è
[46:31] Speaker 5: quella del Medioevo, una nuova concezione del lavoro collettivo e
[46:34] Speaker 5: solidale al servizio della società. e tutti i mali di
[46:39] Speaker 5: cui l'impero soffriva, la fiscalità esosa, il rovesciamento delle fortune
[46:42] Speaker 5: delle classi sociali, hanno la loro origine non già in
[46:46] Speaker 5: questo fecondo travaglio di metamorfosi, ma nella guerra perpetua condotta
[46:50] Speaker 5: da bande disorganizzate di germani, i quali, alle frontiere dell'impero,
[46:55] Speaker 5: erano riusciti a vivere secoli e secoli senza civilizzarsi ancora.
[47:00] Speaker 5: È troppo comodo pretendere che all'arrivo dei barbari nell'impero fosse
[47:04] Speaker 5: tutto morto, e ci fosse un corpo senza forza, cadavere
[47:07] Speaker 5: immerso nel sangue, o anche che l'impero romano d'Occidente non
[47:11] Speaker 5: è stato distrutto da un brutale colpo e si è
[47:13] Speaker 5: semplicemente assopito. La civiltà romana non è morta della sua
[47:18] Speaker 5: morte naturale, essa è stata assassinata. Dunque, a distanza di 70 anni,
[47:25] Speaker 5: il giudizio di Piganiolo sull'assassinio della civiltà antica da parte
[47:29] Speaker 5: dei barbari invasori è oggi difficilmente condivisibile. Del resto alle
[47:33] Speaker 5: popolazioni barbariche che a più riprese hanno percorso la nostra penisola,
[47:38] Speaker 5: notate bene ho preferito dire percorso piuttosto che invaso, la
[47:42] Speaker 5: storiografia contemporanea, ce l'ha insegnato bene proprio il nostro amico
[47:46] Speaker 5: professor Barbero, ha cercato sempre di più di restituire una
[47:51] Speaker 5: autonoma dignità storica. culturale e, perché no, intellettuale. Ed anche
[47:57] Speaker 5: in tale direzione, ovvero il riconoscimento dei valori culturali, intellettuali
[48:02] Speaker 5: dei barbari, va letta la grande mostra che circa dieci
[48:06] Speaker 5: anni fa, nel 2008, si tenne a Palazzo Grassi, a Venezia,
[48:13] Speaker 5: Roma e i Barbari, il cui sottotitolo, particolarmente suggestivo, recitava
[48:18] Speaker 5: appunto la nascita di un nuovo mondo. Vedete, è significativo
[48:24] Speaker 5: come mutino, come si ha le percezioni delle dinamiche storiche,
[48:27] Speaker 5: mentre 70 anni fa in relazione alle invasioni barbariche si parlava
[48:32] Speaker 5: di assassino della civiltà, oggi parliamo di migrazioni di popoli,
[48:36] Speaker 5: ce l'hai insegnato proprio tu, e di nascita di un
[48:40] Speaker 5: nuovo mondo. Tuttavia, anche se con esiti diametralmente opposti, entrambe
[48:45] Speaker 5: queste tendenze storiografiche sono concordi nel vedere nel mondo dei
[48:50] Speaker 5: barbari un elemento di rottura con il mondo classico, cioè
[48:53] Speaker 5: una vera e propria cesura storica. Ciò che cercheremo di
[48:57] Speaker 5: fare noi insieme qui questa mattina, alla luce delle fonti
[49:00] Speaker 5: letterarie e dei monumenti antichi, è cercare di comprendere, di
[49:04] Speaker 5: analizzare l'impatto dei barbari sulla città di Roma, sulle sue
[49:09] Speaker 5: strutture urbane, sulle sue articolazioni sociali, per cercare di comprendere se,
[49:13] Speaker 5: proprio nel caso della città, si sia trattato di distruzioni
[49:18] Speaker 5: o se al contrario essi possono essere considerati in qualche
[49:20] Speaker 5: modo dei portatori di civiltà, civiltà altra ovviamente, ma pur
[49:24] Speaker 5: sempre civilitas. E lo faremo, come ha fatto per l'appunto
[49:28] Speaker 5: anche l'amico Alessandro, proprio con un'attenzione sempre particolare agli aspetti religiosi,
[49:33] Speaker 5: tra dilagare sempre più ampio del cristianesimo e consistenti sacchi
[49:38] Speaker 5: di resistenza, vere e proprie delle riviviscenze dei culti pagani
[49:42] Speaker 5: che anche a Roma continuarono ad essere sempre presenti. In
[49:48] Speaker 5: sostanza ci chiederemo, la fine della civiltà e la caduta
[49:53] Speaker 5: di Roma sono colpe dei barbari? Vedo che Alessandro sorride,
[49:57] Speaker 5: in effetti penso a questo volume recente di Brian Warthekins
[50:01] Speaker 5: sulla caduta di Roma e la fine di civiltà, un
[50:03] Speaker 5: volume molto provocatorio che è stato pubblicato da Warthekins. Il
[50:07] Speaker 5: nostro viaggio inizia nei giorni finali dell'anno 408 o secondo altri
[50:13] Speaker 5: studiosi all'inizio, le prime settimane del 409. Roma è assediata dai
[50:18] Speaker 5: Visigoti di Alarico. Secondo quanto narrato nella istoria nea del
[50:23] Speaker 5: pagano Zosimo e confermato dall'istoria ecclesiastica del cristiano Sozzomeno, durante
[50:29] Speaker 5: uno dei momenti gli assedi più critici vissuti da Roma
[50:32] Speaker 5: per mano delle orde visigotiche, il prefetto urbano Gabinio Barbaro
[50:37] Speaker 5: Pompeiano si incontrò a Roma con alcuni uomini giunti dall'Etruria.
[50:43] Speaker 5: Questi riferirono al prefetto che Narnia, ovvero la odierna città
[50:48] Speaker 5: di Narni, era stata liberata dall'assedio di Alarico dalle preghiere
[50:52] Speaker 5: innalzate alle divinità classiche secondo i riti tradizionali. Convinto dalle
[50:58] Speaker 5: parole degli aruspi cetruschi, il pagano, era pagano, Gabinio Barbaro Pompeiano,
[51:04] Speaker 5: si rivolse allora al vescovo della città di Roma, Innocenzo.
[51:07] Speaker 5: che anteponendo alla propria fede la salvezza della città, proprio
[51:11] Speaker 5: sono queste le parole che usa Zosimo, anteponendo alla propria
[51:14] Speaker 5: fede la salvezza della città, ha consentito che queste pratiche
[51:18] Speaker 5: venissero svolte, celebrate, purché fossero state eseguite latra, di nascosto,
[51:27] Speaker 5: così ci dice Zosimo. Tuttavia, di fronte a questa irriverente proposta,
[51:32] Speaker 5: I tusci, gli eruspici, risposero che la città, se i
[51:35] Speaker 5: riti non fossero stati svolti pubblicamente e con il senato
[51:39] Speaker 5: che al completo fosse asceso al tempio di Giove Ottimo
[51:43] Speaker 5: Massimo sul Campidoglio, la città non ne avrebbe tratto alcun
[51:45] Speaker 5: tipo di giovamento. Di fronte a tale constatazione però nessun
[51:50] Speaker 5: senatore si è la sentì di partecipare alla processione. Dunque
[51:55] Speaker 5: i romani abbandonarono i consigli degli aruspici etruschi e preferirono
[52:00] Speaker 5: trattare con gli invasori. Sono delle trattative che più volte
[52:04] Speaker 5: fallirono per sfumature apparentemente insignificanti e che poi poco più
[52:08] Speaker 5: tardi portarono al sacco del 24 agosto del 410. Dunque, penetrati in
[52:15] Speaker 5: città dalla porta salaria, oggi lo sapete non più esistente,
[52:19] Speaker 5: ma sul terreno sono ancora le impronte nei Cubilia di
[52:23] Speaker 5: Porfido si vedono ancora le due torri della Porta Salaria,
[52:26] Speaker 5: dunque grazie al tradimento di alcuni giovani barbari che erano
[52:29] Speaker 5: stati donati ai romani in segno di pacificazione, oppure, secondo
[52:32] Speaker 5: un'altra tradizione, entrati grazie al tradimento di una donna romana, Proba,
[52:38] Speaker 5: i Visigoti di Alarico, annunciati dal fragore delle trombe e
[52:41] Speaker 5: dallo strepitio delle urla, devastarono, come ci racconta Procopio di Cesarea,
[52:45] Speaker 5: che però nasce circa un secolo dopo le devastazioni di Alarico,
[52:50] Speaker 5: tutte le residenze private che erano ubicate nella fascia verde
[52:54] Speaker 5: del colle Quirinale addossate al ridosso delle mura urbiche. Tra
[52:59] Speaker 5: tutte queste abitazioni quella che forse subì maggiori danni, stando
[53:03] Speaker 5: per l'appunto alle indicazioni di Procopio di Cesarea, fu quella
[53:06] Speaker 5: che in tempo era appartenuta allo storico di Amiterno, Sallustio,
[53:10] Speaker 5: per l'appunto mi riferisco agli orti sallustiani. Dunque attraversato il
[53:15] Speaker 5: campus Celeratus, scesi nell'area di Fori, I soldati di Alarico,
[53:20] Speaker 5: ed è importante questo, avevano avuto l'ordine di non danneggiare
[53:25] Speaker 5: le costruzioni cristiane, dunque di non fare danni nelle chiese,
[53:29] Speaker 5: anche di risparmiare tutti coloro che si fossero riparati al
[53:33] Speaker 5: loro interno. Dunque i soldati incendiarono molti edifici monumentali dell'area centrale,
[53:39] Speaker 5: questo è un celeberrimo dipinto che ci richiama questo episodio
[53:44] Speaker 5: del sacco di Roma. Dunque, nell'area centrale, ad essere devastati
[53:47] Speaker 5: dalle fiamme, furono certamente il Templum Pacis, la Basilica Emilia
[53:53] Speaker 5: e probabilmente la Basilica Giulia. I danni quelli del Templum Pacis,
[53:57] Speaker 5: vi ricordate, era stato costruito da Vespasiano con il bottino
[54:00] Speaker 5: preso con la presa di Gerusalemme, poi era stato decorato
[54:05] Speaker 5: con le opere d'arte, anche le più celebri, che erano
[54:08] Speaker 5: state prese dall'appena dismessa Domus Aura di Nerone, I danni
[54:12] Speaker 5: al templum pacis dovettero essere davvero consistenti se ancora un
[54:16] Speaker 5: secolo più tardi Procopio ci racconta di aver visto un
[54:20] Speaker 5: armento di buoi pascolare all'interno del foro del Tempio della Pace,
[54:24] Speaker 5: dunque un senso di smantellamento. Anche la diacente Basilica Emilia
[54:29] Speaker 5: dovette essere notevolmente danneggiata dal fuoco e ancora oggi, come sapete,
[54:34] Speaker 5: le più commerciali guide turistiche, le stesse forze a cui
[54:38] Speaker 5: facevi riferimento tu, Ci ricordano che impresse sul pavimento ci
[54:43] Speaker 5: sono le monete di bronzo che si fusero nel corso
[54:46] Speaker 5: dell'incendio a Lariciano. L'avanzata dei barbari proseguì poi verso l'area
[54:52] Speaker 5: meridionale della città e incendiato l'anfiteatro Flavio, ovviamente questa non
[54:59] Speaker 5: è un'immagine d'epoca ma e quell'installazione bellissima che abbiamo fortunatamente
[55:04] Speaker 5: potuto vedere, solamente un'installazione nel 2010, opera di due artisti, Tira
[55:09] Speaker 5: Hilden e Pio Diaz, i Visigoti salirono al celio lungo
[55:14] Speaker 5: la via Celimontana e qui devastarono e saccheggiarono tutte le abitazioni,
[55:19] Speaker 5: le più importanti abitazioni della aristocrazia romana. Penso ad esempio
[55:25] Speaker 5: alla Domus dei Valeri, che oggi giace sotto all'ospedale della Dolorata.
[55:29] Speaker 5: Ma i danni inferti alle Domus... non furono gli unici,
[55:32] Speaker 5: perché anche gli edifici pubblici furono devastati, penso ad esempio
[55:36] Speaker 5: ai Castra Peregrinorum, che furono interrati al principio del V
[55:40] Speaker 5: secolo e sui quali più tardi fu costruita la chiesa
[55:44] Speaker 5: di Santo Stefano Rotondo. Poi alle estreme propaggini del colle Celio,
[55:50] Speaker 5: nonostante il già menzionato... richiamo il rispetto imposto dalla rica
[55:56] Speaker 5: ai suoi soldati di non danneggiare i luoghi sacri, i
[55:59] Speaker 5: barbari dovettero però depredare la basilica costantiniana del Laterano privata
[56:10] Speaker 5: così di un preziosissimo fastigio in argento che gli era
[56:14] Speaker 5: stata donata da Costantino al momento della fondazione. Ma adesso
[56:19] Speaker 5: ve lo dico anche perché non ci siamo messi d'accordo,
[56:22] Speaker 5: non è una cosa proprio da teatro. Il tesoro della
[56:26] Speaker 5: basilica evidentemente era troppo ricco perché le milizie di Alarico
[56:30] Speaker 5: non decidessero di saccheggiarlo. Noi lo conosciamo bene questo fastigium
[56:37] Speaker 5: argenteum battutilem che era stato donato da Costantino perché ce
[56:41] Speaker 5: ne parla in dettaglio la biografia di Papa Silvestro, la
[56:44] Speaker 5: vita a Silvestri, del Liber Pontificalis. No, però c'ha ragione,
[56:50] Speaker 5: il Liber Pontificalis in questa redazione è di VI secolo,
[56:53] Speaker 5: quindi non è di IV, è una fase, un passo
[56:57] Speaker 5: del VI secolo, dunque possono essere inventati loro, va bene.
[57:01] Speaker 5: Però ecco, ora non ve lo leggo tutto, non ve
[57:03] Speaker 5: lo traduco, non vi sottopongo a questo martirio, però vi
[57:07] Speaker 5: sintetizzo questo passo. Il fastigium era rivestito tutto di argento battuto,
[57:14] Speaker 5: era del peso di 2025 libre, pari cioè a 619 chili, e
[57:20] Speaker 5: fungeva da sostegno per una serie di statue di argento,
[57:25] Speaker 5: alte 5 piedi, dunque un metro e mezzo, C'era sul lato
[57:30] Speaker 5: della navata, dunque davanti ai fideli, un Cristo maestro seduto
[57:34] Speaker 5: su una sella e affiancato da dodici apostoli, mentre sul
[57:37] Speaker 5: lato dell'abside, davanti al vescovo, un Cristo sovrano seduto in
[57:41] Speaker 5: trono con quattro angeli con un'asta cerimoniale. Il peso di
[57:44] Speaker 5: queste 18 statue era pari a 3885 libri d'argento, cioè 1270 chili, che
[57:53] Speaker 5: sommati a quei 620 di prima fanno quasi 2000 chili di argento.
[57:57] Speaker 5: E sotto al fastigio c'era poi un lume d'oro di 135 libri,
[58:02] Speaker 5: cioè quasi 45 chili d'oro. Dunque capiamo bene che 2000 chili d'argento
[58:08] Speaker 5: e 45 d'oro erano, come dire, troppo, facevano troppo gola ai
[58:11] Speaker 5: barbari per non... distruggere comunque la basilica. Dal Celio spostandosi
[58:17] Speaker 5: da un colle all'altro le truppe di Alarico si diressero
[58:19] Speaker 5: poi all'Aventino, un colle plebeo che come sapete però nell'età
[58:23] Speaker 5: imperiale come il Celio era diventato ormai sede di residenze
[58:27] Speaker 5: ricchissime di aristocratici. Anche in questo caso le devastazioni non
[58:31] Speaker 5: si limitarono ai soli contesti abitativi ma come testimoniano delle
[58:35] Speaker 5: iscrizioni che ricordano dei restauri dell'anno 414, anche le terme surane
[58:40] Speaker 5: o le terme deciane soffrirono probabilmente il passaggio dei visigoti
[58:44] Speaker 5: di Alarico. Prima di abbandonare Roma, che fu messa a
[58:49] Speaker 5: sacco per tre giorni, le truppe di Alarico, secondo la ricostruzione,
[58:52] Speaker 5: la storiografia, quello che dicevi tu, secondo la ricostruzione che
[58:56] Speaker 5: maggiormente è stata accolta dagli storici, dagli studiosi, si sarebbero
[59:00] Speaker 5: rivolte al Trastevere, dove avrebbero distrutto la Basilica Iuli, che
[59:04] Speaker 5: oggi sarebbe la chiesa di Santa Maria in Trastevere. E
[59:07] Speaker 5: poi dal Trastevere i visigoti sarebbero usciti da Porta Aurelia
[59:10] Speaker 5: e sarebbero andati lontano da Roma. In effetti, devastazioni visigote
[59:15] Speaker 5: nel Trastevere sono plausibili. Penso ad esempio alle fasi di
[59:20] Speaker 5: inizio V secolo, a quell'interno di inizio V secolo, che
[59:23] Speaker 5: è stato riconosciuto negli scavi del Conservatorio di San Pasquale Bailon,
[59:28] Speaker 5: però in effetti crederei che possa esistere una soluzione differente
[59:32] Speaker 5: a quella generalmente condivisa dagli studiosi, una lettura leggermente diversa.
[59:36] Speaker 5: I Visigoti, che come sappiamo dalle fonti, dopo aver distrutto
[59:41] Speaker 5: Roma si diressero a Capua, non credo che abbiano preso l'Aurelia,
[59:46] Speaker 5: a meno che non siano andati prima a Fregene, non
[59:48] Speaker 5: lo so, al mare, ma credo che possano aver preso
[59:51] Speaker 5: la via Appia, possano essere usciti dalla porta Appia. Dunque,
[59:58] Speaker 5: Le devastazioni al Celio e all'Aventino dovrebbero essere state le
[1:00:01] Speaker 5: ultime effettuate dai soldati di Alarico prima di proseguire verso
[1:00:05] Speaker 5: l'Italia meridionale. Dunque la Basilica Iuli, che è stata restaurata,
[1:00:11] Speaker 5: come ci dice un passo del Liber Pontificalis, la vita
[1:00:13] Speaker 5: di Celestino I, post ignem geticum, dopo l'incendio dei Goti,
[1:00:19] Speaker 5: Non sarebbe quella, secondo me, quella del Trastevere, ma l'omonima basilica,
[1:00:23] Speaker 5: sempre edificata dallo stesso Papa Giulio I, tra il 337 e il 352,
[1:00:28] Speaker 5: vescovo della città di Roma, che più tardi fu sostituita
[1:00:32] Speaker 5: dalla Basilica Apostolorum, oggi la Basilica dei Santi Apostoli, cioè
[1:00:36] Speaker 5: la Basilica Iuli Juxta Forum di Vitraiani, come nel biografiae
[1:00:42] Speaker 5: Liber Pontificalis ci dice che Giulio fa due basiliche. Peraltro
[1:00:45] Speaker 5: anche dal punto di vista topografico la successione degli eventi
[1:00:48] Speaker 5: letta in questa maniera offrirebbe un percorso topografico, una successione
[1:00:57] Speaker 5: dei barbari in città più uniforme, cioè un percorso un
[1:01:01] Speaker 5: pochino più ordinato, se è possibile parlare di ordine a
[1:01:03] Speaker 5: proposito di un saccheggio, però un passaggio un pochino meno confuso,
[1:01:09] Speaker 5: anche perché hanno avuto solamente tre giorni, di quello che
[1:01:12] Speaker 5: solitamente siamo portati a immaginare. Dunque entrati dalla porta salaria
[1:01:16] Speaker 5: sarebbero discesi attraverso il Quirinale e qui alle propaggini del
[1:01:21] Speaker 5: Quirinale avrebbero incendiato la Basilica di Giulio, dunque Santi Apostoli,
[1:01:26] Speaker 5: poi sarebbero scesi verso l'area dei Fori e poi sarebbero
[1:01:29] Speaker 5: andati Celio e Aventino e poi per la vallis Camenarum
[1:01:33] Speaker 5: sarebbero usciti dalla Viappia, quindi facendo in qualche modo un
[1:01:37] Speaker 5: percorso quasi parallelo al corso del fiume, da nord a
[1:01:41] Speaker 5: sud quasi parallelo al corso del Tevere. Nel 2010, in occasione
[1:01:47] Speaker 5: del sedicesimo centenario del Sacco di Roma, archeologi, storici, filologi
[1:01:52] Speaker 5: classici si sono confrontati a lungo in una serie di
[1:01:55] Speaker 5: convegni nel tentativo di chiarire le reali dimensioni dell'impresa alariciana
[1:02:00] Speaker 5: e in particolare capire la effettiva portata delle distruzioni di
[1:02:04] Speaker 5: Alarico in città. Seguendo le indicazioni offerte dalle fonti letterarie
[1:02:08] Speaker 5: del tempo, che sono informazioni curiosamente attestate su due posizioni
[1:02:13] Speaker 5: realmente opposte tra loro, una per così dire apocalittica e catastrofista,
[1:02:18] Speaker 5: penso ad esempio a San Girolamo o a Sant'Agostino, l'altra
[1:02:22] Speaker 5: al contrario minimalista o in qualche modo negazionista, penso ad Orosio,
[1:02:26] Speaker 5: che dice che non c'è mai stato il sacco, se
[1:02:29] Speaker 5: andate per Roma lo chiedete praticamente nulla. Dunque, unendo le
[1:02:34] Speaker 5: fonti e le informazioni ricavabili dalle strategie archeologiche, gli studiosi
[1:02:39] Speaker 5: che si sono interessati al dibattito del 410 hanno cercato di
[1:02:41] Speaker 5: capire cosa sia successo. Secondo molti storici, prevalentemente di area anglosassone,
[1:02:48] Speaker 5: storici che sono stati attratti dalle attualizzazioni della storia antica,
[1:02:53] Speaker 5: dalla modernità della storia antica, il sacco alariciano di Roma
[1:02:57] Speaker 5: ha rappresentato l'11 settembre dell'antichità. E Dalarico, in questo gioco
[1:03:04] Speaker 5: delle simmetrie, è pertanto finito per essere paragonato ad Osama
[1:03:08] Speaker 5: Bin Laden, rifugendo da ogni possibile interpretazione di Suare Venementiel,
[1:03:16] Speaker 5: però attratti in qualche modo dalla ciclicità vichiana della storia
[1:03:19] Speaker 5: con tutti i distinguo necessari e le devute cautele, si
[1:03:24] Speaker 5: può in qualche modo essere d'accordo con questa interpretazione solo
[1:03:28] Speaker 5: se si restringe il confronto all'immagine di sgomento che entrambi
[1:03:33] Speaker 5: gli avvenimenti hanno generato nelle coscienze dei contemporanei. Girolamo e Agostino,
[1:03:38] Speaker 5: riferendo dell'atrocità dell'invasione barbarica, più volte vollero sottolineare che la
[1:03:44] Speaker 5: caduta della città rappresentava per l'intero occidente, per l'intera cristianità,
[1:03:48] Speaker 5: una vera e propria catastrofe. Chiarissimo in questo senso il
[1:03:52] Speaker 5: messaggio di Girolamo. In una città tutto il mondo è caduto.
[1:03:59] Speaker 5: Il mondo intero dunque cadeva con Roma. Lo stesso Girolamo,
[1:04:03] Speaker 5: alla vigilia del sacco, istituendo un legame indissolubile fra le
[1:04:07] Speaker 5: sorti di Roma e quelle del mondo intero, si era
[1:04:10] Speaker 5: retoricamente domandato che cosa si sarebbe salvato di Roma se
[1:04:14] Speaker 5: un giorno questa città fosse caduta. Lui si chiedeva quid
[1:04:17] Speaker 5: salvum est si Roma perit? Cosa si potrebbe salvare se
[1:04:20] Speaker 5: Roma cadrà? La città che aveva conquistato il mondo era caduto.
[1:04:24] Speaker 5: Ormai era impossibile anche riuscire a commentare l'episodio perché il
[1:04:27] Speaker 5: pianto e i singhiozzi impedivano anche a questi scrittori di
[1:04:31] Speaker 5: scrivere in un'epistola San Girolamo ricorda così la caduta di
[1:04:37] Speaker 5: Roma dove si erano anche verificati degli episodi drammatici di
[1:04:40] Speaker 5: cannibalismo vi leggo due righe di questa epistola di San
[1:04:43] Speaker 5: Girolamo in cui dice mi viene a mancare la voce
[1:04:47] Speaker 5: il pianto mi impedisce di dettare la città che ha
[1:04:50] Speaker 5: conquistato tutto il mondo è conquistata anzi cade per fame
[1:04:54] Speaker 5: prima ancora che per l'impeto delle armi tanto che a
[1:04:57] Speaker 5: stento vi si trova qualcuno da prendere prigioniero La disperata
[1:05:01] Speaker 5: bramosia fa sì che ci si getti su cibi nefandi,
[1:05:05] Speaker 5: gli affamati si sbranano l'uno con l'altro, perfino la madre
[1:05:09] Speaker 5: non risparmia al figlio lattante e inghiotte nel suo ventre
[1:05:12] Speaker 5: ciò che il ventre ha appena partorito. Dunque, immagine catastrofica ovviamente,
[1:05:18] Speaker 5: però lo stesso disagio avvertito dagli antichi, il medesimo senso
[1:05:23] Speaker 5: di smarrimento, di paura, di Il terrore provato dall'Orbis Romanus
[1:05:27] Speaker 5: all'indomani del sacco del 24 agosto del 410 ha colpito il mondo
[1:05:32] Speaker 5: intero l'11 settembre del 2001. quotidiani mondiali del giorno successivo all'attentato
[1:05:43] Speaker 5: del World Trade Center sembra ancora di poter cogliere l'eco
[1:05:46] Speaker 5: delle parole degli uomini del V secolo d. C. Come nel
[1:05:50] Speaker 5: caso del sacco di Alarico, i cronisti del nostro tempo
[1:05:54] Speaker 5: hanno colto veramente bene che l'attacco agli Stati Uniti, un'apocalisse,
[1:06:00] Speaker 5: come recita il manifesto, rappresentava non solo un atto di
[1:06:04] Speaker 5: guerra all'America, ma un attacco alla civiltà intera, lo dice
[1:06:08] Speaker 5: il Corriere della Sera, lo stato di allerta era da
[1:06:11] Speaker 5: considerarsi mondiale, come dice il Paese, e tutto il mondo
[1:06:17] Speaker 5: sarebbe cambiato da quel giorno. Ma è senza dubbio Le Monde,
[1:06:23] Speaker 5: con la sua eco involontariamente geronimiana, a costituire il confronto
[1:06:28] Speaker 5: attuale più stringente con lo stato di angoscia vissuto da
[1:06:31] Speaker 5: noi contemporanei con gli uomini del V secolo. L'America colpita,
[1:06:36] Speaker 5: il mondo colto dal terrore. Ricordate Gerolamo diceva Roma è caduta,
[1:06:39] Speaker 5: tutto il mondo è colto dal terrore. Come spesso è
[1:06:43] Speaker 5: accaduto a seguito di drammatici avvenimenti della storia, all'indomani del
[1:06:48] Speaker 5: sacco gli uomini del tempo si interrogarono sulle cause più
[1:06:52] Speaker 5: metafisiche che storico- politiche che avevano favorito o determinato l'avverarsi della sciagura.
[1:06:59] Speaker 5: Lo hai detto già tu, mentre i pagani sostennero che
[1:07:01] Speaker 5: la causa andasse ricercata nell'abbandono degli dèi del Panteon classico,
[1:07:06] Speaker 5: i cristiani, al contrario, e penso soprattutto al Decivitate Dei
[1:07:10] Speaker 5: o a molti sermoni di Agostino, individuarono nelle resistenze al cristianesimo,
[1:07:15] Speaker 5: le resistenze pagane al cristianesimo, la causa del sacco, investendo
[1:07:21] Speaker 5: così i visigoti del ruolo, che tutto sommato gli andava stretto,
[1:07:25] Speaker 5: di vendicatori di Dio. Impressionante. meglio dovrei dire, forse è
[1:07:32] Speaker 5: un altro aggettivo, scioccante, sconcertante, anche in questo caso, l'analogia
[1:07:38] Speaker 5: con i nostri giorni. Il giorno dopo l'attentato delle Twin Towers,
[1:07:45] Speaker 5: il pastore evangelico statunitensi Jerry Falwell, in televisione, pubblicamente sostenne
[1:07:51] Speaker 5: il 12 settembre del 2001 che ad aver favorito l'attentato erano stati
[1:07:56] Speaker 5: i pagani, utilizza proprio the pagans, i pagani, gli abortisti,
[1:08:01] Speaker 5: i gay, le lesbiche, che con i loro atteggiamenti sovvertivano
[1:08:05] Speaker 5: l'ordine naturale delle cose. Sono affermazioni ovviamente aberranti che purtroppo
[1:08:10] Speaker 5: in circostanze drammatiche siamo stati costretti ad ascoltare anche in
[1:08:14] Speaker 5: Italia con le nostre orecchie. Penso lo ricorderete perché è
[1:08:18] Speaker 5: storia dei nostri giorni, alle interpretazioni veicolate da un'emittente radiofotica
[1:08:23] Speaker 5: cattolica dei terremoti quali segni della bontà di Dio. Castighi
[1:08:28] Speaker 5: divini causati dalle unioni civili. Sono interpretazioni ovviamente folli, frutto
[1:08:33] Speaker 5: di un deviato ed esasperato fanatismo religioso. Peraltro, è solo
[1:08:38] Speaker 5: una casualità, ovviamente non lo fate sapere all'emittente cattolica, non
[1:08:44] Speaker 5: è un disegno della ciclicità della storia, il sacco di
[1:08:48] Speaker 5: Alarico si è verificato il 24 agosto, che è lo stesso
[1:08:52] Speaker 5: giorno del terremoto di Amatrice. Ed è tragicamente lo stesso
[1:08:55] Speaker 5: giorno dell'eruzione del Vesuvio del 79 d. C. Quindi non glielo facciamo sapere,
[1:09:00] Speaker 5: altrimenti è drammatico. Dunque, tornando al rapido affresco storico, arriviamo
[1:09:06] Speaker 5: all'estate dell'anno 455. Sono trascorsi meno di 50 anni dal sacco ad Alarico, 45 anni.
[1:09:14] Speaker 5: La città, che aveva subito notevoli mutilazioni dal punto di
[1:09:17] Speaker 5: vista urbanistico, si era lentamente ripresa anche grazie a campagne diversi.
[1:09:23] Speaker 5: ma anche a attente politiche demografiche, quindi la città si
[1:09:27] Speaker 5: stava anche ripopolando avendo un'immagine di effimera prosperità. Il numero
[1:09:32] Speaker 5: degli abitanti per l'appunto che era diminuito, parlavi di questo
[1:09:37] Speaker 5: milione di abitanti al tempo di Costantino, era diminuito gravemente
[1:09:42] Speaker 5: ma volendo credere a un frammento di Olimpio d'Oro di
[1:09:46] Speaker 5: Tebbe relativa a una lettera inviata dal prefetto della città
[1:09:50] Speaker 5: Albino all'imperatore Onoio per chiedergli che venisse concesso più grano
[1:09:53] Speaker 5: da destinare in donativi alla plebe urbana, in un solo
[1:09:57] Speaker 5: giorno dell'anno 414 sarebbero nati a Roma ben 14.000 bambini. Ovviamente la
[1:10:06] Speaker 5: cifra destra delle lecite perplessità, soprattutto se paragonata, cercando sempre
[1:10:11] Speaker 5: di attualizzare I dati, paragonata con le stime demografiche delle
[1:10:16] Speaker 5: città dell'età contemporanea. Ad esempio a Roma, secondo i dati Istat,
[1:10:21] Speaker 5: nell'ultimo venticinquennio siamo sempre attestati sui circa 24.000-25.000 bambini annui,
[1:10:29] Speaker 5: dunque con una media di 67 bambini al giorno. Quindi che
[1:10:33] Speaker 5: valore ha questa indicazione di Olimpo d'Oro di Tebbe? Ovviamente... Poca, poca,
[1:10:39] Speaker 5: però ci fa capire che la città in qualche modo
[1:10:41] Speaker 5: si stava riorganizzando, ripopolando. Ebbene, in questo momento di riorganizzazione,
[1:10:45] Speaker 5: il 2 giugno del 455, Roma venne di nuovo presa dai barbari,
[1:10:50] Speaker 5: stavolta dai vandali di Genserico. Petronio Massimo, che il 17 marzo
[1:10:57] Speaker 5: di quell'anno aveva usurpato la porpora di Valentiniano III, era
[1:11:01] Speaker 5: stato ucciso in una sommossa popolare tre giorni prima, il 31
[1:11:05] Speaker 5: di maggio. I vandali, conquistatori della città, entravano ora in
[1:11:09] Speaker 5: città quasi quali liberatori, quantomeno per coloro che avevano subito
[1:11:13] Speaker 5: le angherie e l'arroganza dell'usurpatore. Senza incontrare alcun tipo di resistenza,
[1:11:19] Speaker 5: il re dei vandali, entrato in città, si diresse immediatamente
[1:11:22] Speaker 5: al palatino, occupando con le proprie armate il palazzo imperiale.
[1:11:26] Speaker 5: In assenza dell'imperatore, l'unico che andò ad affrontarlo, gli andò incontro,
[1:11:31] Speaker 5: fu il vescovo di Roma, Leone Magno. anche in questo
[1:11:37] Speaker 5: caso Leone Magno gli chiese mediò fu un mediatore gli
[1:11:41] Speaker 5: chiese di lasciare liberi i cittadini romani e in cambio
[1:11:49] Speaker 5: della salvezza di tutti i cittadini romani gli lasciò il
[1:11:53] Speaker 5: diritto di saccheggiare interamente la città. Diversamente da quello del 410,
[1:11:59] Speaker 5: il sacco del 455 fu durissimo per la città di Roma
[1:12:03] Speaker 5: e per tutto il suo apparato monumentale che era sopravvissuto.
[1:12:07] Speaker 5: La spoliazione infatti fu sistematica, questa è un'altra bella immagine,
[1:12:12] Speaker 5: e si protrasse per 14 giorni, dal 2 al 16 giugno del 455. Roma,
[1:12:19] Speaker 5: come narrato da Prospero d'Aquitania, che è un testimone oculare
[1:12:22] Speaker 5: degli avvenimenti, fu spogliata di tutte le sue ricchezze, ed
[1:12:28] Speaker 5: anche le chiese che erano state risparmiate da Larico, come ricorderete,
[1:12:31] Speaker 5: furono in questo caso spogliate di tutti i loro averi. Dunque, oro, argento, gioielli, statue,
[1:12:36] Speaker 5: rivestimenti in bronzo dei templi, Tutto venne portato via, ha
[1:12:41] Speaker 5: portato via Cartagine via mare, con numerosissime, Cartagine era la
[1:12:46] Speaker 5: nuova capitale del regno vandalico, la rinata Cartagine, diciamo, e
[1:12:51] Speaker 5: numerosissime navi salparono dal porto di Roma e raggiunsero Cartagine,
[1:12:55] Speaker 5: tutte tranne una, questo ce lo racconta sempre Procopio, però
[1:12:59] Speaker 5: in un altro passo, la guerra vandalica, ci dice che
[1:13:03] Speaker 5: per il peso eccessivo causato dalle di grandissimo pregio che
[1:13:07] Speaker 5: aveva asportato a Roma, una nave affondò lungo il viaggio
[1:13:12] Speaker 5: tra Portus e Roma e ancora giace lungo i fondali
[1:13:16] Speaker 5: nel Mediterraneo. Non è ovviamente dimostrato né dimostrabile, però mi
[1:13:21] Speaker 5: piace ricordare un'affascinante ipotesi avanzata poco meno di dieci anni
[1:13:25] Speaker 5: fa in merito a uno straordinario rinvenimento avvenuto nel marzo
[1:13:29] Speaker 5: del 1998 a largo di Mazzara del Vallo. Lo avrete ovviamente immaginato,
[1:13:34] Speaker 5: capito tutti, parlo del celebre satiro danzante che secondo alcuni
[1:13:40] Speaker 5: studiosi proverrebbe proprio dal relitto di cui parla Procopio di Cesarea,
[1:13:45] Speaker 5: dunque sarebbe affondato insieme a questa nave di cui parla
[1:13:50] Speaker 5: Procopio di Ciosarea l'ipotesi ovviamente è suggestiva ma è totalmente
[1:13:55] Speaker 5: priva di prove come ha scritto recentemente l'amico Umberto Roberto
[1:14:01] Speaker 5: al quale si deve un importante volume sui sacchi di
[1:14:04] Speaker 5: Roma oggi poi sapete la festa, la giornata internazionale del
[1:14:06] Speaker 5: libro dunque tutta questa carrellata di libri ci aiuta come
[1:14:10] Speaker 5: ha scritto Umberto il satiro rapito nella sua frenetica danza
[1:14:14] Speaker 5: irride misterioso le nostre fragili conoscenze dunque Per Roma e
[1:14:19] Speaker 5: per la sua popolazione, tuttavia, il sacco di genserico non
[1:14:22] Speaker 5: fu l'ultimo momento drammatico durante il V secolo. 17 anni
[1:14:27] Speaker 5: più tardi, nel luglio del 472, nel corso del conflitto tra
[1:14:30] Speaker 5: l'imperatore romano Antemio e il generale germanico Ricimero, che di
[1:14:34] Speaker 5: Antemio aveva sposato anche la figlia, Alipia, altri barbari ancora
[1:14:39] Speaker 5: percorsero le vie della nostra città. Antemio aveva cercato un'ultima
[1:14:43] Speaker 5: disperata difesa, rinchiuso nel palazzo imperiale del Palatino, mentre le
[1:14:47] Speaker 5: milizie di Ricimero controllavano l'intera riva destra della città, il Trastevere,
[1:14:51] Speaker 5: il Vaticano, il Gianicolo. L'archeologia e le fonti letterarie in
[1:14:54] Speaker 5: questo caso sono avarissime di informazioni, non sappiamo praticamente nulla
[1:14:58] Speaker 5: su questo sacco. Però Cassiodoro, che nasce qualche anno dopo,
[1:15:02] Speaker 5: ci riportò che si dovette assistere a una terribile strage
[1:15:04] Speaker 5: degli abitanti, è un dato che è confermato anche da
[1:15:07] Speaker 5: Paolo Diacono. Del resto lo stesso imperatore romano, lo stesso Antemio,
[1:15:12] Speaker 5: come testimoniato da un passo di Giovanni di Antiochia, fu
[1:15:15] Speaker 5: ucciso nel corso di questo sacco, l'11 luglio del 472. In
[1:15:20] Speaker 5: pratica aveva lasciato, ha abbandonato la porpora, il diadema, le
[1:15:24] Speaker 5: insegne imperiali e vestito da mendicante aveva cercato di fuggire,
[1:15:28] Speaker 5: si era allontanato dal palazzo e aveva cercato rifugio nei
[1:15:31] Speaker 5: portici della basilica trans- tiberina di San Crisogono, qui la vedete
[1:15:35] Speaker 5: nel restauro secentesco, ma Come sapete la basilica padeocristiana che
[1:15:38] Speaker 5: giace esattamente sotto era anche simile, con un portico attestato
[1:15:43] Speaker 5: sulla via del re, sulla via di Trastevere. Ebbene però
[1:15:47] Speaker 5: proprio qui in questo portico il re dei Burgundi, Gundobaldo,
[1:15:52] Speaker 5: in persona l'ha riconosciuto e con un colpo di spada
[1:15:55] Speaker 5: gli ha tagliato, reciso la testa e poi curiosamente la
[1:15:58] Speaker 5: stessa morte del martire presso cui la cui chiesa aveva
[1:16:01] Speaker 5: cercato in vano riparo. La morte di Antemio e la
[1:16:05] Speaker 5: presa della distruzione della città furono i segnali inequivocabili per
[1:16:09] Speaker 5: i contemporanei che ormai eravamo prossimi alla caduta dell'impero romano, caduto,
[1:16:13] Speaker 5: come tutti ricorderanno, d'Occidente, questo ce lo dice sempre Alessandro,
[1:16:18] Speaker 5: caduto quattro anni più tardi, senza rumore, nel 476, altra citazione.
[1:16:24] Speaker 5: Si trattò della fine della città, cioè Tressacchi in 62 anni,
[1:16:27] Speaker 5: sancirono la fine della città antica, il colpo mortale per Roma? No.
[1:16:32] Speaker 5: Apparentemente no, perché secondo quanto tramandato nel De Ornamentis et Edificis,
[1:16:37] Speaker 5: quei nurbe Roma sunt, è una descrizione della città contenuta
[1:16:40] Speaker 5: dall'esterole ecclesiastica del vescovo di Mitilene, Zaccaria Scolastico, alla metà
[1:16:46] Speaker 5: del VI secolo Roma era ancora un centro urbano fiorentissimo,
[1:16:49] Speaker 5: ricchissimo di edifici pubblici e pieno di una selva di
[1:16:53] Speaker 5: stave monumentali. Tra le altre cose, tra tutte le cose
[1:16:58] Speaker 5: segnalate in modo analitico dal compilatore del testo, che è
[1:17:04] Speaker 5: della prima metà del VI secolo, ci dice che a
[1:17:06] Speaker 5: Roma ci stavano ancora 324 grandi statue e strade percorribili, 24 chiese cattoliche, 2
[1:17:13] Speaker 5: basiliche civili, 46.603 insule, 1.797 domus, 926 balnea, 144 statue di divinità, 80 delle quali
[1:17:16] Speaker 5: d'oro e le rimanenti eburne, 22 statue equestre e 3.785 state di bronzo.
[1:17:31] Speaker 5: Dunque evidentemente erano state, se questi numeri sono veri, erano
[1:17:35] Speaker 5: state rifatte tutte queste statue dopo i tre sacchi del
[1:17:39] Speaker 5: V secolo. In effetti sembra ancora di cogliere nella descrizione
[1:17:44] Speaker 5: di Zaccaria l'eco delle impressioni stupite del monaco Fulgenzio, il
[1:17:47] Speaker 5: vescovo di Ruspe nella Bizacena nell'Africa settentrionale, che giunto a
[1:17:51] Speaker 5: Roma nell'anno 500, lo stesso giorno in cui entrava Teoderico, prefigurava,
[1:17:56] Speaker 5: ammirando la bellezza della città, la prefigurava come immagine terrena
[1:18:02] Speaker 5: della Gerusalemme celeste. Lui dice quanto può essere bella la
[1:18:05] Speaker 5: Gerusalemme celeste se è così bella la Roma terrestre? E
[1:18:08] Speaker 5: siamo esattamente nel Cinquecento. In effetti gli anni del regno
[1:18:12] Speaker 5: di Teoderico segnano l'ultimo momento, la celebratissima civilitas di Teoderico
[1:18:20] Speaker 5: rappresentano l'ultimo momento per la vita cittadina di recupero edilizio
[1:18:25] Speaker 5: che a noi è documentato oltre che dai passi di Cassiodoro,
[1:18:29] Speaker 5: anche dai numerosi mattoni bollati con il nome del sovrano,
[1:18:35] Speaker 5: che sono trovati in diversi punti della città. I veri
[1:18:38] Speaker 5: danneggiamenti vengono dopo, perché innumerevoli danneggiamenti e gravissime lutti si
[1:18:43] Speaker 5: abbatterono sulla città di Roma nel periodo che la vide
[1:18:47] Speaker 5: protagonista del teatro degli scontri tra i goti e i bizantini.
[1:18:51] Speaker 5: Siamo nel conflitto greco- gotico tra il 535 e il 553. Lo dicevamo
[1:18:56] Speaker 5: prima con Alessandro, un periodo che oggi è un pochino dimenticato,
[1:18:59] Speaker 5: ma che invece per la città di Roma, per l'Italia,
[1:19:02] Speaker 5: è davvero importante. Noi abbiamo le indicazioni che ci dà Procopio,
[1:19:07] Speaker 5: il debello gotico di Procopio di Cesarea, che è testimone
[1:19:11] Speaker 5: oculare degli eventi. Siamo nell'anno 537... e Vitige, come ricorderete, come
[1:19:19] Speaker 5: ci dice Iordanes, ut leo furibundus, come un leone a furibondo,
[1:19:24] Speaker 5: nel tentativo di affamare e assetare gli abitanti, decise di
[1:19:27] Speaker 5: far tagliare gli acquedotti che rifornivano la città. La fame,
[1:19:32] Speaker 5: dato il protarsi dell'assedio, non tardò molto a farsi avvertire
[1:19:35] Speaker 5: in città. Accampatisi poco lontano delle mura urbiche, nel luogo
[1:19:39] Speaker 5: che ha mantenuto inalterato nei secoli il toponimo Campus Barbaricus,
[1:19:47] Speaker 5: era il luogo dove due acquedotti si incrociavano due volte
[1:19:51] Speaker 5: tra di loro, formando uno spazio artificiale facilmente difendibile. Vi
[1:19:57] Speaker 5: ricordate che la torre del Fiscale, che è questa qui
[1:19:59] Speaker 5: nella campagna romana, è stata realizzata nel Medioevo, uno dei
[1:20:05] Speaker 5: due punti di incontro degli acquedotti. Ebbene qui, in questo
[1:20:09] Speaker 5: campo barbarico, i goti attesero che Roma, dove era anche
[1:20:12] Speaker 5: divampata la peste, terminasse le scorte di cibo e si
[1:20:16] Speaker 5: arrendesse a lungo assedio. Come in ogni frangente bellico di
[1:20:21] Speaker 5: ogni tempo e latitudine, la carestia spinse gli uomini alla disperazione.
[1:20:26] Speaker 5: Chi era più abbiente non esitava a ricorrere ai prodotti
[1:20:29] Speaker 5: venduti alla borsa nera, Procopio ci dice che si acquistavano
[1:20:32] Speaker 5: prodotti anche a 40 volte il prezzo ordinario di mercato, mentre
[1:20:36] Speaker 5: chi non aveva mezzi iniziò a cirbarsi di ortica o
[1:20:41] Speaker 5: di erbe spontanee. Altri ancora vendevano di nascosto la carne
[1:20:46] Speaker 5: degli animali morti che avevano nelle proprie stalle, propagando ovviamente
[1:20:50] Speaker 5: le malattie e favorendo i germi della peste che proliferassero.
[1:20:56] Speaker 5: il numero dei morti in città era così alto che,
[1:20:59] Speaker 5: vista anche la impossibilità di recarsi nel suburbio a seppellire
[1:21:03] Speaker 5: nelle apposite aree sepolturarum, le catacombe, i defunti, i vivi
[1:21:08] Speaker 5: erano costretti a vivere in stretto contatto con i morti,
[1:21:13] Speaker 5: penso alle sepolture intramurane, che sono improvvisati necropoli allestite in
[1:21:20] Speaker 5: diversi monumenti antichi o sono molto povere, qui vi faccio
[1:21:24] Speaker 5: vedere una pianta redatta da Riccardo Sant'Angelo Valenzani e Roberto
[1:21:28] Speaker 5: Meneghini che sono gli studiosi che maggiormente si sono occupati
[1:21:31] Speaker 5: di questa tematica di sepoltura intramuranea e vedete ogni puntino
[1:21:34] Speaker 5: rosso documenta un piccolo cimitero intramuraneo del VI secolo, vedete
[1:21:41] Speaker 5: praticamente Roma è abitata adesso a macchia di leopardo, non
[1:21:46] Speaker 5: c'è un centro urbano monumentale come quello di un tempo,
[1:21:49] Speaker 5: ma vivi e morti sono assieme. Dopo un durissimo assedio,
[1:21:56] Speaker 5: nella notte del 17 dicembre del 546, il re dei Goti, Totila,
[1:22:02] Speaker 5: grazie al tradimento di alcuni soldati saurici che erano stati
[1:22:04] Speaker 5: messi a difesa della porta asinaria, riuscì a prendere Roma.
[1:22:11] Speaker 5: Parte della si nascose all'interno delle chiese e anche in
[1:22:16] Speaker 5: questo caso è in assenza di un potere civile forte
[1:22:22] Speaker 5: la chiesa a farsi incontro. Dunque il diacono Pelagio, che
[1:22:25] Speaker 5: dieci anni più tardi poi sarebbe stato eletto vescovo di Roma,
[1:22:29] Speaker 5: stringendo la Bibbia tra le mani implorò il re dei
[1:22:31] Speaker 5: goti affinché nessun romano fosse trucidato e ottenendone grande lodi
[1:22:37] Speaker 5: dai cittadini di Roma che amminarono La sincera animi bedignitas,
[1:22:42] Speaker 5: la benignità, la bontà d'animo di Totila, imposa ai suoi soldati, Totila,
[1:22:46] Speaker 5: di rispettare gli abitanti della città. Ridotte in schiavitù e mendicità,
[1:22:51] Speaker 5: a Roma, secondo quanto ci dice ora Procopio, rimanevano soltanto 500 persone.
[1:22:57] Speaker 5: L'apparente pietas di Totila, mostrata nei confronti degli abitanti, non
[1:23:01] Speaker 5: contemplò però in un primo momento il rispetto per il
[1:23:03] Speaker 5: patrimonio monumentale di Roma. Intenzione del sovrano Goto, infatti, era
[1:23:09] Speaker 5: quello di trasformare la città in un pascolo di greggi.
[1:23:12] Speaker 5: Iniziò pertanto a danneggiare in più punti, disfece circa, smantellò
[1:23:17] Speaker 5: un terzo di tutto il circuito murario aurelianeo e poi
[1:23:21] Speaker 5: voleva passare a distruggere tutti gli edifici più simbolici del
[1:23:26] Speaker 5: centro cittadino. questo è Totila ovviamente in un dipinto del Cinquecento. Belisario,
[1:23:36] Speaker 5: che era un generale bizantino come sapete, appresa questa dolorosa notizia,
[1:23:41] Speaker 5: scrisse allora una lettera molto toccante a Totila cercando di
[1:23:46] Speaker 5: far leva sui sentimenti, così ci dice, che anche un
[1:23:49] Speaker 5: barbaro doveva necessariamente possedere. Ora io chiederei a Silvia cortesemente
[1:23:54] Speaker 5: di leggerci, di prestare la voce a Procopio per leggere
[1:24:00] Speaker 5: questo passo del De Bello gotico. Grazie Silvia
[1:24:07] Speaker 4: A tale notizia Totila decise di radere al suolo Roma
[1:24:12] Speaker 4: e lasciata colà la maggior parte dell'esercito marciale col resto
[1:24:17] Speaker 4: contro Giovanni e i Lucani. La cinta muraria dunque e
[1:24:21] Speaker 4: gli smantellò in più punti per circa un terzo di
[1:24:23] Speaker 4: tutto il circuito. e già stava per mettere il fuoco
[1:24:27] Speaker 4: ai più belli ed esimi edifici, e muta a Roma
[1:24:30] Speaker 4: in pascolo di greggi, quando Bellisario, appreso ciò, spedì presso
[1:24:36] Speaker 4: di lui alcuni messi con una lettera. Venuti questi al
[1:24:40] Speaker 4: cospetto di Totila, e gli esposero la ragione della loro venuta,
[1:24:44] Speaker 4: e gli consegnarono la lettera, che diceva così, come fornire
[1:24:49] Speaker 4: a una città di nuovi ornamenti, È pensamento da uomini
[1:24:52] Speaker 4: assennati e istruiti del viver civile. Così distruggere gli ornamenti
[1:24:58] Speaker 4: che vi sono è cosa da stolti, che non si
[1:25:01] Speaker 4: vergognano di lasciare al tempo avvenire un tal documento dell'esser loro.
[1:25:06] Speaker 4: E Roma, fra tutte le città quante venè sotto il sole,
[1:25:10] Speaker 4: è riconosciuta come la più grande e la più magnifica.
[1:25:14] Speaker 4: poiché non per opera dell'ingegno di un solo uomo, né
[1:25:18] Speaker 4: per la forza di breve tempo divenne essa così grande
[1:25:22] Speaker 4: e così bella, ma bensì tale la fecero molti imperatori,
[1:25:27] Speaker 4: ed assai consorsi di uomini sommi, e un lungo andare
[1:25:31] Speaker 4: di tempi ed ingenti ricchezze, che poterono, come ogni altra cosa,
[1:25:37] Speaker 4: così artisti da tutta la terra colà raccogliere, talché a
[1:25:42] Speaker 4: poco a poco edificando quella città che tu vedi la
[1:25:45] Speaker 4: lasciar noi posteri, quale monumento del valore di tutti. Ond'è
[1:25:50] Speaker 4: che l'inveire contro di questa dovrà parere grande ingiuria agli
[1:25:54] Speaker 4: uomini di ogni tempo, poiché così ai trapassati verrebbe a
[1:25:59] Speaker 4: togliersi il ricordo della loro virtù e agli avvenire lo
[1:26:03] Speaker 4: spettacolo dell'opera loro. Stando così la cosa, tu devi riflettere
[1:26:10] Speaker 4: che uno dei due casi dovrà necessariamente avvenire. Può darsi
[1:26:14] Speaker 4: che tu in questa impresa sia vinto dall'imperatore e può
[1:26:18] Speaker 4: anche darsi che tu lo vinca, nel caso che tu
[1:26:22] Speaker 4: sia il vincitore. Se tu distruggi Roma, non la città
[1:26:26] Speaker 4: di un altro avrai tu rovinato, valente uomo, ma la
[1:26:30] Speaker 4: città tua. Conservandola, invece, sarai ricco del più bello fra
[1:26:36] Speaker 4: tutti i possedimenti. Nel caso, poi, che ti tocchi la
[1:26:40] Speaker 4: sorte peggiore, serbando Roma grande grazia tu serberai per te
[1:26:45] Speaker 4: presso il vincitore. Se tu la distruggerai, non rimarrà alcun
[1:26:51] Speaker 4: motivo di umanità verso di te, oltre che il ciò
[1:26:54] Speaker 4: fare non potrà esserti di alcun pro. A te poi,
[1:27:00] Speaker 4: per il tuo operato, si riserva presso tutti gli uomini
[1:27:03] Speaker 4: la dovuta fama, la quale è già per qualunque delle
[1:27:07] Speaker 4: due parti tu scelga assicurata. poiché quali sono le opere
[1:27:12] Speaker 4: dei principi, tale deve essere il nome di cui essi godono.
[1:27:19] Speaker 4: Tanto scrisse Belisario. Totila, letta più volte la lettera e
[1:27:24] Speaker 4: fatta matura riflessione su quegli ammonimenti, si convince e non
[1:27:28] Speaker 4: fece più oltre alcun male a Roma. Gli ambasciatori Tosto
[1:27:33] Speaker 4: rimandò perché comunicassero a Belisario la sua decisione. La maggior
[1:27:38] Speaker 4: parte dell'esercito egli collocò non molto lungi da Roma, alla
[1:27:42] Speaker 4: distanza di circa 120 stadi a occidente, facendoli accampare presso i
[1:27:47] Speaker 4: colli albani, con ordine di tenersi fermi, affinché Belisario non
[1:27:52] Speaker 4: avesse alcuna facoltà di uscire da porto. Quindi egli, col
[1:27:57] Speaker 4: resto dell'esercito, mosse contro Giovanni e la Lucania. I senatori romani, però,
[1:28:03] Speaker 4: egli tenne con sé Gli altri tutti, con le mogli
[1:28:07] Speaker 4: e i figli, mandò nella campania, non permettendo che alcuno
[1:28:12] Speaker 4: rimanesse in Roma e lasciando la città completamente deserta.
[1:28:29] Speaker 5: Dunque, dopo aver letto più volte la lettera, Totila interruppe
[1:28:34] Speaker 5: dunque gli aggiornamenti che aveva iniziato nelle mura ed inviò
[1:28:38] Speaker 5: ambasciatori a Belisario affinché gli fosse comunicata la propria decisione.
[1:28:42] Speaker 5: Per la prima volta nella sua storia Roma però, dopo
[1:28:45] Speaker 5: la fondazione, volendo credere a quanto dice Procopio, era totalmente deserta.
[1:28:50] Speaker 5: Roma per la prima volta nella sua storia non ha abitanti.
[1:28:54] Speaker 5: Volendo attualizzare questo episodio, come abbiamo già fatto nel caso
[1:28:57] Speaker 5: del sacco del 410 paragonato all'11 settembre, è difficile non pensare immediatamente,
[1:29:04] Speaker 5: sentendo parlare di barbari e di distruzioni di monumenti antichi,
[1:29:08] Speaker 5: non pensare a quanto sta avvenendo ai nostri giorni per
[1:29:11] Speaker 5: opera dell'Isis. Queste sono immagini drammatiche che ciascuno di noi
[1:29:17] Speaker 5: ha visto nei telegiornali e che sono impresse tragicamente nei
[1:29:23] Speaker 5: nostri cuori, le distruzioni del patrimonio culturale. Proprio qui, al
[1:29:28] Speaker 5: Teatro Argentina, e molti lo ricorderanno, ce ne parlarono lo
[1:29:32] Speaker 5: scorso anno, durante proprio una delle puntate del ciclo, del
[1:29:37] Speaker 5: secondo ciclo di luce dell'archeologia, Paolo Mattie e Francesco Rutelli,
[1:29:42] Speaker 5: e prima di loro, in una emozionantissima domenica mattina di
[1:29:45] Speaker 5: novembre del 2015, l'8 novembre per la precisione, Mamun Abdul Karim. colui,
[1:29:53] Speaker 5: il direttore dell'antichità e dei musei della Siria, colui che
[1:29:56] Speaker 5: ha preso il posto di Khaled Assad, il martire dell'archeologia,
[1:30:00] Speaker 5: che si è immolato, morto, per aver difeso il patrimonio
[1:30:03] Speaker 5: monumentale della propria terra e dell'intera umanità. Mamoun Abdul Karim stesso,
[1:30:08] Speaker 5: in questo palco, e poi più volte ai giornalisti, parlò
[1:30:16] Speaker 5: dei miliziani dell'ISIS quali nuovi barbari, ma in effetti... chiedo
[1:30:23] Speaker 5: anche la conferma all'amico Alessandro, non credo che sia giusto
[1:30:26] Speaker 5: dare loro questo appellativo, barbari, barbarians at the gates, perché
[1:30:34] Speaker 5: in effetti ha qualcosa in sé di umano, di culturale,
[1:30:37] Speaker 5: di positivo il termine barbaro. I miliziani dell'Isis sono criminali
[1:30:41] Speaker 5: privi di sensibilità, non sono barbari. Totila è un barbaro,
[1:30:46] Speaker 5: ma come ci ha tramandato Procopio, ha una sua pietas,
[1:30:49] Speaker 5: una sua profondissima humanitas, che lo portò a non danneggiare
[1:30:52] Speaker 5: il patrimonio monumentale di Roma. Anzi, ci dice ancora Procopio
[1:30:55] Speaker 5: in un altro passo, che Totila, biasimato dai propri maggiorenti,
[1:31:00] Speaker 5: addirittura promosse una vasta campagna di restauro rivolta a repristinare
[1:31:04] Speaker 5: l'antico splendore della città che ha cominciato a danneggiare. Quindi
[1:31:07] Speaker 5: un barbaro che poi restaura la città. Morto Totila nell'agosto del 552, Narsete,
[1:31:13] Speaker 5: l'eunuco per Sarmeno, prefetto del tesoro imperiale che aveva assunto
[1:31:17] Speaker 5: il comando delle truppe bizantine in sostituzione di Belisario per
[1:31:20] Speaker 5: volontà di Giustiniano, decise di marciare verso Roma per riconquistarla
[1:31:24] Speaker 5: e per la quinta volta in pochi anni di nuovo
[1:31:27] Speaker 5: Roma fu riconquistata da un altro, tra Goti e Bizantini.
[1:31:32] Speaker 5: I Goti lasciarono la città E, riconquistata Roma, il 13 agosto dell'anno 554,
[1:31:39] Speaker 5: Giustiniano emanò la pragmatica Sankzio. Il capitolo venticinquesimo, Ut Fablice
[1:31:47] Speaker 5: Publice Serventur, si riferisce alle disposizioni da seguire in materia
[1:31:52] Speaker 5: di interventi di restauro. Secondo quanto predisposto dall'imperatore, l'amministrazione bizantina
[1:31:57] Speaker 5: si sarebbe dovuta fare carico del ripristino degli edifici pubblici
[1:32:01] Speaker 5: della città, delle rive del Tevere, del Foro, delle installazioni
[1:32:04] Speaker 5: portuali e degli acquedotti. Siamo ormai agli albori del Medioevo,
[1:32:08] Speaker 5: ma come vedete la città antica non è ancora finita,
[1:32:11] Speaker 5: nonostante i barbari. Ora vorrei concludere la mia relazione con
[1:32:16] Speaker 5: un breve messaggio video, un messaggio di speranza in effetti,
[1:32:21] Speaker 5: un messaggio che decine di volte abbiamo ascoltato proprio qui
[1:32:26] Speaker 5: in questo teatro. Semmai un giorno la nostra civiltà dovesse perire...
[1:32:32] Speaker 5: i suoi germi saranno assorbiti da chi l'avrà conquistata, favorendo
[1:32:35] Speaker 5: così l'immortalità e la continuità del nome della nostra civiltà
[1:32:40] Speaker 5: nei secoli. Cioè se mai un giorno i barbari dovessero prenderci,
[1:32:43] Speaker 5: finiranno per assomigliarci.
[1:32:48] Speaker 7: Sopravverranno le catastrofi, le rovine, trionferà il caos, ma di
[1:32:54] Speaker 7: tanto in tanto verrà anche l'ordine. La pace si instaurerà
[1:32:59] Speaker 7: di nuovo fra le guerre. Le parole umanità, giustizia, libertà
[1:33:03] Speaker 7: riacquisteranno qua e là il senso che noi abbiamo cercato
[1:33:06] Speaker 7: di infondervi. Non tutti i nostri libri periranno, si restaureranno
[1:33:13] Speaker 7: le nostre statue infrante, altre cupole, altri frontoni sorgeranno sulle
[1:33:18] Speaker 7: nostre cupole, sui nostri frontoni. Vi saranno uomini che penseranno, lotteranno,
[1:33:26] Speaker 7: sentiranno come noi. Oso contare. su questi continuatori che seguiranno
[1:33:35] Speaker 7: a intervalli irregolari lungo i secoli, su questa immortalità intermittente.
[1:33:44] Speaker 7: Se i barbari si impadroniranno mai dell'impero del mondo, saranno
[1:33:48] Speaker 7: costretti ad adoperare molti dei nostri metodi e finiranno per rassomigliarci.
[1:33:56] Speaker 5: Vi ringrazio.
[1:35:01] Speaker 2: Cari amici, si conclude così il ciclo di quest'anno Luce sull'archeologia,
[1:35:10] Speaker 2: incontri di storia e arte. Questa è stata la terza edizione.
[1:35:17] Speaker 2: In apertura della giornata di oggi avete sentito il direttore
[1:35:21] Speaker 2: del teatro Antonio Calbi che ha promosso questa iniziativa e
[1:35:27] Speaker 2: che già ci preannuncia un proseguimento per il prossimo anno
[1:35:35] Speaker 2: in cui le tematiche trattate andranno oltre i confini geografici
[1:35:42] Speaker 2: che ci siamo posti e cioè si muoveranno lungo le
[1:35:47] Speaker 2: coste del Mediterraneo. Non credo di dover aggiungere alcunché se non...
[1:35:58] Speaker 2: l'augurio di un buon pranzo per tutti noi e comunque esprimere,
[1:36:05] Speaker 2: diciamo così, se mi è concesso, la grande soddisfazione di
[1:36:12] Speaker 2: poter vivere questi momenti di narrazione e di riflessione e
[1:36:21] Speaker 2: di monito che questi incontri rivolgono a tutti noi e
[1:36:30] Speaker 2: che è il monito il più alto possibile che scaturisca
[1:36:35] Speaker 2: da quella singolare attività umana che noi denominiamo la cultura
[1:36:41] Speaker 2: senza mai bene cosa sia esattamente ma sempre esaltandola la
[1:36:47] Speaker 2: cultura a che cosa serve a niente su questo non
[1:36:52] Speaker 2: c'è il minimo dubbio però però è certamente il miglior ricordo,
[1:37:01] Speaker 2: il miglior monito per tutti noi di un'aspirazione rivolta verso
[1:37:12] Speaker 2: un qualche cosa che in effetti noi non sappiamo bene cos'è,
[1:37:15] Speaker 2: ma che supponiamo essere altamente positivo, e cioè la verità.
[1:37:23] Speaker 2: Ma che cos'è poi alla fin fine? Abbiamo sentito nelle
[1:37:28] Speaker 2: parole dei nostri insigni oratori, abbiamo sentito appunto questo monito,
[1:37:35] Speaker 2: cioè da un lato noi studiamo, cerchiamo di capire, ma
[1:37:43] Speaker 2: sovente studiamo su informazioni inesatte o probabilmente non vere. Ma
[1:37:52] Speaker 2: dunque qual è? Qual è questo serpente che si morde
[1:37:56] Speaker 2: la coda? Noi aspiriamo a comprendere la verità delle cose,
[1:38:00] Speaker 2: la verità della storia, dell'arte, della scienza, della religione. Ma
[1:38:06] Speaker 2: per comprenderla dobbiamo esaminare degli elementi che il passato ci
[1:38:12] Speaker 2: ha tramandato o i laboratori scientifici ci forniscono. E perché
[1:38:21] Speaker 2: lo facciamo? perché conoscere la verità è una gran bella cosa,
[1:38:26] Speaker 2: sia nei rapporti interpersonali, sia in quelli della ricerca storica, etica, filosofica,
[1:38:34] Speaker 2: scientifica appunto. Ma perché deve essere così? Chi l'ha detto?
[1:38:38] Speaker 2: Non sarebbe meglio conoscere la bugia? È un quesito abbastanza interessante,
[1:38:45] Speaker 2: che mi sembra promanare dalle dotte e appassionate parole che
[1:38:49] Speaker 2: abbiamo ascoltato oggi e che abbiamo ascoltato anche precedentemente. Ma certo, oggi,
[1:38:55] Speaker 2: con una grande intensità, un grande coinvolgimento intellettuale e morale,
[1:39:01] Speaker 2: è questa la grande soddisfazione che noi cerchiamo. E anche
[1:39:06] Speaker 2: la spinta a una continua ricerca. Le commoventi parole di Belisario, effettivamente...
[1:39:18] Speaker 2: Sono valide sempre e sono valide ancora oggi. Quando dice
[1:39:22] Speaker 2: a Totila, ma che merito pensi di avere a distruggere tutto? Perché,
[1:39:28] Speaker 2: pensaci un attimo, tu distruggi tutto e non ti accorgi
[1:39:32] Speaker 2: che distruggi te stesso, perché quello che tu stai distruggendo
[1:39:35] Speaker 2: è tuo, sei tu. Ma allora sei scemo. E lui
[1:39:41] Speaker 2: legge varie volte la lettera. tutto sommato forse c'è ragione
[1:39:47] Speaker 2: vorrei che la nostra Silvia Milton tornasse qui sul palcoscenico
[1:39:54] Speaker 2: con i nostri insigni relatori per porgere a tutti noi
[1:39:59] Speaker 2: il saluto più cordiale veramente e l'invito a tornare qui
[1:40:03] Speaker 2: il prossimo anno arrivederci

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