# BARBERO RACCONTA LE BRIGATE ROSSE E IL CASO MORO (Alessandro Barbero, 2020)

An episode of [Di Nuovo BARBERO - Alessandro Barbero Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1896716561), 2 Oct 2025, 1 h 08 min.

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Alessandro Barbero racconta le brigate rosse e il caso Aldo Moro Link al video originale: (22) Alessandro Barbero - Le Brigate Rosse ed il caso Moro - YouTube Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/di-nuovo-barbero-alessandro-barbero-podcast--6755193/support. Se questo episodio ti è piaciuto e vuoi continuare ad ascoltare degli splendidi interventi del professor Barbero non dimenticare di seguire il podcast e lasciare una recensione a 5 ⭐⭐⭐⭐⭐

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Buonasera. Buonasera. C'era una volta a Roma un fioraio che
[0:20] Speaker 2: si chiamava Antonio Spiriticchio. Era un fioraio ambulante. Era uno
[0:26] Speaker 2: che aveva un posto fisso dove parcheggiava il furgone e
[0:29] Speaker 2: poi apriva la serranda e dal furgone vendeva i suoi fiori.
[0:35] Speaker 2: Un giorno di marzo del 1978, scendendo in strada al mattino
[0:40] Speaker 2: per andare a lavorare, il fioraio trovò che qualcuno gli
[0:43] Speaker 2: aveva bucato una gomma. Avrà detto qualche parolaccia, ha cambiato
[0:48] Speaker 2: la gomma e alle nove del mattino era puntuale al lavoro.
[0:54] Speaker 2: Un paio di giorni dopo, scendendo al mattino per andare
[0:56] Speaker 2: a lavorare, il fioraio trovò che il furgone aveva tutte
[1:01] Speaker 2: e quattro le gomme tagliate. Deve aver detto molte parolacce
[1:05] Speaker 2: quella mattina. Si è messo lì, ha provato a cambiare
[1:09] Speaker 2: le gomme, alla fine ci è riuscito, però niente da fare.
[1:11] Speaker 2: Quel mattino al lavoro ha fatto tardi. Era la mattina
[1:16] Speaker 2: del 16 marzo 1978 e... Il luogo dove il fioraio di solito lavorava,
[1:23] Speaker 2: dal furgone parcheggiato, era via Stresa, angolo via Mario Fani.
[1:30] Speaker 2: Non so se la data e il nome vi ricorderebbero qualcosa,
[1:35] Speaker 2: se non fosse che sapete qual è l'argomento del nostro
[1:38] Speaker 2: incontro di stasera. Quello era il giorno in cui le
[1:42] Speaker 2: Brigate Rosse avevano progettato di rapire Aldomoro. E l'angolo tra
[1:46] Speaker 2: via Stresa e via Mariofani è il punto preciso in
[1:50] Speaker 2: cui avevano deciso di bloccare le macchine di Moro e rapirlo.
[1:56] Speaker 2: Per cui al processo delle BR in seguito venne fuori
[1:58] Speaker 2: che loro, studiando la scena dell'agguato, si erano accorti che
[2:03] Speaker 2: il fioraio stava proprio nel punto in cui si sarebbe
[2:07] Speaker 2: fermata la macchina di Moro e soprattutto quella dietro della scorta.
[2:13] Speaker 2: Il fioraio si sarebbe trovato nella linea di tiro del
[2:16] Speaker 2: gruppo di fuoco che doveva sterminare la scorta e i
[2:20] Speaker 2: brigatisti non avevano voglia di fare vittime inutili perciò avevano
[2:24] Speaker 2: deciso che quel mattino il fioraio non doveva esserci avevano
[2:28] Speaker 2: fatto una prova generale qualche giorno prima tagliandogli una gomma niente,
[2:33] Speaker 2: quello alle nove era lì lo stesso allora il giorno
[2:37] Speaker 2: dell'agguato hanno deciso di andarci giù pesanti gli hanno tagliato
[2:41] Speaker 2: tutte e quattro le gomme mario moretti racconterà poi o
[2:46] Speaker 2: meglio racconterà dirà capite in che situazione eravamo se per
[2:51] Speaker 2: caso quel mattino qualcosa andava storto e dovevamo rimandare a
[2:54] Speaker 2: un altro giorno quell'altro giorno di nuovo dovevamo tagliargli tutte
[2:58] Speaker 2: e quattro le gomme e dice moretti quante volte potevamo
[3:03] Speaker 2: farlo a parte che a spiriticchio sarebbe venuto l'esaurimento nervoso
[3:07] Speaker 2: dice moretti e comunque prima o poi qualcuno avrebbe cominciato
[3:10] Speaker 2: a sospettare qualcosa Ecco, la storia che racconteremo stasera è
[3:16] Speaker 2: fatta anche di questi particolari. Ha scritto uno storico che
[3:20] Speaker 2: si è occupato a lungo del caso Moro, che studiare
[3:23] Speaker 2: questa pagina di storia italiana significa immergersi in una dimensione orribile,
[3:31] Speaker 2: fatta quasi esclusivamente di morti ammazzati e di menzogne. È
[3:37] Speaker 2: vero però, è anche vero che ricostruire questa vicenda è
[3:41] Speaker 2: cioè come le BR hanno progettato ed eseguito il rapimento
[3:46] Speaker 2: di Moro, perché questo è il tema di stasera, vuol
[3:51] Speaker 2: dire anche scoprire tante cose inaspettate, tanti dettagli inattesi su
[3:56] Speaker 2: cosa voleva dire essere una rete clandestina di terroristi e
[4:00] Speaker 2: preparare un attentato nell'Italia degli anni 70. È il caso di
[4:08] Speaker 2: fare una premessa anche oggi, facciamola. io cercherò di raccontarvi
[4:13] Speaker 2: dei fatti accertati. I fatti accertati, indiscussi, permettono di ricostruire
[4:20] Speaker 2: quasi tutta la dinamica del rapimento di Moro. Poi al
[4:25] Speaker 2: di là di questo ci sono le illazioni, ci sono
[4:28] Speaker 2: i teoremi, ci sono le teorie tirate per i capelli,
[4:31] Speaker 2: ci sono le testimonianze contraddittorie su cui qualcuno ha costruito
[4:35] Speaker 2: ipotesi alternative. Io personalmente credo molto poco a a quasi
[4:39] Speaker 2: tutte le dietrologie che sono state pubblicate intorno all'azione delle
[4:45] Speaker 2: Brigate Rosse in quei giorni. Quello che vi racconterò oggi
[4:49] Speaker 2: è quello che viene fuori dalle testimonianze, dai processi, dai verbali,
[4:54] Speaker 2: dai libri che i protagonisti hanno scritto. Rimangono molte piccole
[4:58] Speaker 2: zone d'ombra, rimangono molti dettagli contraddittori. Io non credo che
[5:05] Speaker 2: nella sostanza che veramente ci importa rimangano molte cose che
[5:09] Speaker 2: non si sanno c'è gente in italia che pensa invece
[5:13] Speaker 2: di sì che ci siano grandi segreti ancora da scoprire
[5:18] Speaker 2: io non ci credo tanto comunque questa è la versione
[5:21] Speaker 2: che si può mettere insieme mettendo in fila le cose
[5:25] Speaker 2: di cui siamo abbastanza sicuri e cominciamo con le brigate
[5:30] Speaker 2: rosse che cos'erano che cos'erano le brigate rosse mario moretti
[5:36] Speaker 2: che citerò ancora molto spesso, sono giorni che mi dico,
[5:39] Speaker 2: devi stare attento a non chiamarlo Nanni Moretti, mi scapperà
[5:43] Speaker 2: di sicuro. Mario Moretti, che è uno dei protagonisti e
[5:47] Speaker 2: il regista del delitto Moro, ha raccontato molto. Ovviamente ha
[5:52] Speaker 2: raccontato quello che voleva lui, non dobbiamo pensare che la
[5:55] Speaker 2: sua testimonianza sia candida, come non sono candide le testimonianze
[6:00] Speaker 2: di ministri dell'interno o di generali dei carabinieri. Ma comunque
[6:04] Speaker 2: Mario Moretti ha raccontato molto e secondo lui le BR
[6:09] Speaker 2: erano un'avanguardia ristrettissima, erano in pochi, molto pochi, però in
[6:17] Speaker 2: fabbrica avevano un vasto consenso, Moretti è sicuro. Erano pochi
[6:22] Speaker 2: perché avevano deciso che i militanti, i regolari come li
[6:26] Speaker 2: chiamavano loro, che è un termine militare, E' interessante questo,
[6:31] Speaker 2: le Brigate Rosse usano una terminologia militare, si sentono un esercito.
[6:36] Speaker 2: I regolari, è stato deciso che vivranno in totale clandestinità,
[6:42] Speaker 2: nomi falsi, documenti falsi, ovviamente questa è una cosa complessa,
[6:47] Speaker 2: perciò i regolari sono molto pochi, qualche decina al massimo
[6:52] Speaker 2: in ognuna delle grandi città in cui le BR sono presenti,
[6:57] Speaker 2: però hanno una vasta rete di fiancheggiatori. Ci sono un
[7:00] Speaker 2: sacco di compagni che vivono la loro vita normale alla
[7:03] Speaker 2: luce del sole, ma in segreto guardano con simpatia le
[7:06] Speaker 2: BR e quando possono danno una mano. Le BR sono organizzate,
[7:12] Speaker 2: come ci ricordiamo da quei tempi, in colonne, è un
[7:17] Speaker 2: altro termine militare. In ogni città l'organizzazione delle BR si
[7:21] Speaker 2: chiama la colonna romana, la colonna genovese. Ogni colonna è
[7:27] Speaker 2: completamente autonoma. risponde sia a un esecutivo centrale ma non
[7:32] Speaker 2: sa niente delle altre colonne e questo è un principio
[7:35] Speaker 2: fondamentale per sopravvivere in clandestinità meno sai e meno racconterai
[7:42] Speaker 2: quando ti arresteranno si chiama la compartimentazione le colonne nascono
[7:49] Speaker 2: in una città quando si è sicuri che in quella
[7:52] Speaker 2: città c'è un terreno favorevole anzi raccontano loro quando da
[7:56] Speaker 2: quella città ci mandavano a chiamare quando c'è una rete
[8:01] Speaker 2: di gente che ci guarda con simpatia, così fitta, che
[8:04] Speaker 2: riescono a trovarci, riescono a contattarci, ci chiedono di andare lì,
[8:09] Speaker 2: allora noi mandavamo dei compagni in città e verificavamo se
[8:14] Speaker 2: era possibile mettere in piedi una nuova colonna. La colonna romana,
[8:20] Speaker 2: che è quella che gestisce il delitto moro, e cioè
[8:22] Speaker 2: l'azione più eclatante delle BR, non è una delle più forti.
[8:27] Speaker 2: La forza delle BR stava nelle grandi città industriali, a Milano,
[8:32] Speaker 2: a Torino, a Genova. Mario Moretti sostiene che anche a
[8:37] Speaker 2: Roma in realtà una certa forza alla fine l'avevano. Anche
[8:43] Speaker 2: a Roma c'era qualche fabbrica. Moretti dice c'era una fabbrica
[8:47] Speaker 2: dove avevamo un nucleo, una brigata dicono loro, una fabbrica
[8:51] Speaker 2: di pomezia. Altri nuclei erano imposti, come dire, che sono
[8:57] Speaker 2: più quelli che ci potremmo aspettare in una grande città
[8:59] Speaker 2: come Roma, alla SIP, negli ospedali, e poi nuclei nei
[9:04] Speaker 2: quartieri popolari, nelle borgate, al Tiburtino, a Centocelle, a Prima Valle.
[9:09] Speaker 2: Moretti racconta che le BR a Roma in realtà erano forti.
[9:15] Speaker 2: Altri brigatisti hanno raccontato una storia un po' diversa. In
[9:19] Speaker 2: particolare c'è un testimone importantissimo, valerio morucci bisogna stare attenti
[9:25] Speaker 2: a non confonderli moretti e morucci morucci saranno tutti e
[9:29] Speaker 2: due in via fani al momento dell'agguato a moro però
[9:33] Speaker 2: però poi le loro strade si sono divise morucci si
[9:37] Speaker 2: è dissociato ed è molto critico nei confronti di quel
[9:40] Speaker 2: periodo moretti molto meno e dunque morucci dice moretti esagera
[9:46] Speaker 2: non è mica vero che le brigate rosse erano forti
[9:49] Speaker 2: a roma erano quattro gatti E Valerio Morucci dice, io
[9:53] Speaker 2: lo so perché quando io e la mia fidanzata abbiamo
[9:56] Speaker 2: chiesto di entrare nelle BR, fidanzata è Adriana Faranda, Morucci
[10:02] Speaker 2: e Faranda avevano militato in un'altra organizzazione, i NAP, i
[10:06] Speaker 2: nuclei armati proletari, poi nell'estate del 76 hanno chiesto di entrare
[10:11] Speaker 2: nelle BR e Morucci dice, ci hanno subito presi, non
[10:16] Speaker 2: solo ci hanno subito presi, ci hanno subito fatti entrare
[10:19] Speaker 2: come militanti a tempo pieno, regolari, clandestini e dice Morucci, cito,
[10:26] Speaker 2: se ci facevano entrare subito come regolari, spocchiosi come erano,
[10:33] Speaker 2: voleva dire che non stavano messi poi tanto bene. Morucci
[10:38] Speaker 2: è uno che appunto è entrato nelle biere dopo aver
[10:40] Speaker 2: fatto altre esperienze e poi si è dissociato e nel
[10:44] Speaker 2: suo ricordo tende a insistere, ci siamo noi che siamo
[10:47] Speaker 2: arrivati dopo e poi c'erano i brigatisti veri e quelli
[10:50] Speaker 2: erano spocchiosi, È una cosa che è importante perché fa
[10:56] Speaker 2: emergere una delle tante cose che bisogna ricordare, che le
[10:58] Speaker 2: biere non sono monolitiche. Ci sono i militanti della prima ora,
[11:03] Speaker 2: i puri e duri, e poi ci sono quelli che
[11:05] Speaker 2: sono arrivati dopo, ci sono quelli che hanno fatto altre esperienze,
[11:09] Speaker 2: che col tempo maturano dei dubbi. Sono tutto meno che
[11:12] Speaker 2: monolitiche le biere. Però al tempo del rapimento di Moro
[11:16] Speaker 2: quei dubbi non sono ancora venuti fuori. A un certo
[11:23] Speaker 2: punto le BR decidono che devono dimostrare la loro forza.
[11:27] Speaker 2: Devono dimostrare la loro forza, rapiranno e processeranno uno dei
[11:32] Speaker 2: capi della DC. È una decisione che matura fra il 76
[11:37] Speaker 2: e il 77, su questo le testimonianze sono un po' contraddittorie,
[11:42] Speaker 2: devono averne parlato a lungo. Quello che è sicuro è
[11:45] Speaker 2: che in quel momento a Torino è in corso il
[11:48] Speaker 2: processo al cosiddetto nucleo storico delle BR. Renato Curcio e
[11:54] Speaker 2: gli altri, Franceschini. Lo Stato sta processando le BR, perciò
[11:59] Speaker 2: le BR decidono di processare lo Stato. Secondo la loro analisi,
[12:05] Speaker 2: lo Stato vuol dire la DC. La DC possiede e
[12:09] Speaker 2: gestisce integralmente lo Stato. È un'analisi forse non del tutto sbagliata,
[12:16] Speaker 2: a essere sinceri, diciamolo pure. Certo, troppo rigida. In ogni
[12:20] Speaker 2: caso loro hanno questa idea, è l'ADC che bisogna colpire
[12:23] Speaker 2: per colpire lo Stato, ma l'ADC vuol dire tante cose,
[12:26] Speaker 2: c'è Andreotti, c'è Fanfani, c'è Moro, bisogna decidere. E allora
[12:35] Speaker 2: Valerio Morucci e Adriana Faranda sono incaricati di fare qualche
[12:40] Speaker 2: indagine per verificare fra questi dirigenti dell'ADC chi è il
[12:46] Speaker 2: più vulnerabile. e cominciano ad andare in giro per Roma
[12:50] Speaker 2: a verificare. Andreotti abita in centro, a Corso Vittorio. Trovarlo
[12:56] Speaker 2: è facilissimo. Addirittura c'è una trattoria dove la sua scorta
[13:01] Speaker 2: si ferma a pranzo tutti i giorni, e per parecchi
[13:04] Speaker 2: giorni Morucci e Faranda vanno a pranzo anche loro nella
[13:07] Speaker 2: stessa trattoria, tanto che alla fine quasi fanno amicizia con
[13:10] Speaker 2: la scorta di Andreotti. Quando si trovano lì a pranzo
[13:13] Speaker 2: si fanno segno col capo entrando, Una volta viene a
[13:17] Speaker 2: pranzo lì con loro anche Mario Moretti, il quale si
[13:20] Speaker 2: mette le mani nei capelli quando si accorge che loro
[13:22] Speaker 2: si salutano con la scorta di Andreotti. Però Andreotti, anche
[13:26] Speaker 2: se è facile da trovare, è difficile da portare via,
[13:29] Speaker 2: abita in centro, a Roma, le strade sono strette, bloccare
[13:32] Speaker 2: il centro è facilissimo, i controlli di polizia, siamo nel 78,
[13:37] Speaker 2: vi ricordate quanti ce n'erano, anche prima del rapimento Moro,
[13:41] Speaker 2: i controlli di polizia sono fittissimi, insomma Andreotti non va bene.
[13:47] Speaker 2: C'è Fanfani, andiamo a vedere, hanno un indirizzo di Fanfani
[13:52] Speaker 2: al trionfale. Morucci e la Faranda vanno a vedere a quell'indirizzo,
[13:56] Speaker 2: suonano il campanello, Fanfani no, non abita qui. Dato che
[14:02] Speaker 2: non l'hanno trovato, non sanno bene come fare e di
[14:05] Speaker 2: conseguenza anche Fanfani rinunciano a rapirlo. Questa è un'altra cosa
[14:10] Speaker 2: che vale la pena di ricordarci, le biere non sono
[14:12] Speaker 2: mica dei superuomini, sono una coppia di fidanzati in questo
[14:16] Speaker 2: caso e morucci di 29 anni e faranda di 27 che vanno
[14:21] Speaker 2: a vedere su un citofono se c'è scritto fanfani non
[14:24] Speaker 2: c'è scritto fanfani e le br non sono in grado
[14:27] Speaker 2: di andare avanti rimarrebbe moro e in una riunione uno
[14:34] Speaker 2: dei brigatisti dice sapete io questo è franco bonisoli detto
[14:40] Speaker 2: il rossino che sarà nel gruppo di fuoco dell'attacco a
[14:43] Speaker 2: Moro e che è uno dei capi dell'EBR, sta nell'esecutivo,
[14:48] Speaker 2: Franco Bonisoli dice, sapete io un po' di tempo fa,
[14:50] Speaker 2: un mattino, passavo davanti alla chiesa di Santa Chiara alla
[14:54] Speaker 2: Camilluccia e ho visto parcheggiate due auto blu. Un buon
[15:00] Speaker 2: brigatista a quel punto si ferma a controllare cosa sta succedendo.
[15:04] Speaker 2: Sono fermato e sapete cosa ho visto? Ho visto che
[15:06] Speaker 2: Moro andava lì a pregare in chiesa. prima di andare
[15:11] Speaker 2: in ufficio, alle nove del mattino. Erano le sue le
[15:13] Speaker 2: auto blu, con la scorta. E racconta Bonisoli la mattina dopo,
[15:17] Speaker 2: sono tornato a vedere, erano di nuovo lì, alla stessa ora.
[15:22] Speaker 2: Lui fa sempre lo stesso percorso e si ferma a
[15:25] Speaker 2: pregare alla chiesa di Santa Chiara. Moro abita fuori dal
[15:29] Speaker 2: centro storico, questa è una cosa importante, abita a Montemario,
[15:33] Speaker 2: lì il problema del traffico è diverso, e si ferma
[15:36] Speaker 2: alla Camilluccia a Santa Chiara a pregare. Vi do un
[15:41] Speaker 2: esempio adesso su questo dettaglio di come i brigatisti hanno
[15:44] Speaker 2: saputo che Moro tutte le mattine si fermava alla chiesa
[15:48] Speaker 2: di Santa Chiara, vi do un esempio dei piccoli dettagli
[15:52] Speaker 2: frustranti su cui esistono versioni contraddittorie, su cui non possiamo
[15:57] Speaker 2: essere sicuri al 100%. Tutti loro raccontano appunto, sì, Bonisoli
[16:02] Speaker 2: l'ha visto, Valerio Morucci racconta una storia diversa. Valerio Morucci
[16:08] Speaker 2: dice che questa storia che Moro andava a pregare tutte
[16:11] Speaker 2: le mattine a Santa Chiara era già saltata fuori in
[16:16] Speaker 2: una riunione tre anni prima. Era la prima volta che
[16:21] Speaker 2: quelli del nord, come dice Valerio Morucci, erano venuti a
[16:26] Speaker 2: Roma per fondare la colonna romana. Lui non c'era ancora
[16:31] Speaker 2: in quella riunione, è entrato dopo, chissà se dice la verità.
[16:35] Speaker 2: A Morucci i brigatisti venuti da Milano stanno molto antipatici. Dice,
[16:41] Speaker 2: su Roma la pensavano più o meno come i leghisti.
[16:45] Speaker 2: E comunque quelli del nord scesi a Roma, secondo Morucci,
[16:49] Speaker 2: si erano portati dietro come una reliquia, un ritaglio di
[16:53] Speaker 2: giornale in cui si raccontava che l'onorevole Moro tutte le
[16:58] Speaker 2: mattine andando a lavorare si ferma a sentir messa alla
[17:03] Speaker 2: chiesa di Santa Chiara. A questo punto è molto difficile
[17:07] Speaker 2: sapere se questa storia è vera, Morucci è uno che
[17:09] Speaker 2: scrive bene, ha scritto tanti libri, gli piace romanzare, ma insomma,
[17:13] Speaker 2: a noi non importa, era solo per darvi un'idea delle
[17:16] Speaker 2: mille piccole cose su cui lo storico fa fatica a
[17:19] Speaker 2: dire qual è la verità. Ma in ogni caso la
[17:25] Speaker 2: sostanza è chiara, Moro è l'obiettivo più facile. Nell'autunno del 77,
[17:32] Speaker 2: a livello nazionale, le BR decidono il rapimento di Moro.
[17:36] Speaker 2: e il comitato esecutivo delle Brigate Rosse incarica la colonna
[17:41] Speaker 2: romana di studiare l'azione. Oh, come sono organizzate le Brigate
[17:46] Speaker 2: Rosse al vertice. Chi dirige tutto è il comitato esecutivo.
[17:51] Speaker 2: Sono in quattro. Moretti, Azzolini, Micheletto, Bonisoli. Al di sopra
[17:59] Speaker 2: di loro c'è la direzione strategica delle BR, ma la
[18:03] Speaker 2: direzione strategica è un organismo pesante, in cui ci sono
[18:07] Speaker 2: i rappresentanti di tutte le colonne, 15 persone che si trovano.
[18:11] Speaker 2: Quindi la direzione strategica non si può riunire a tutti
[18:13] Speaker 2: i momenti. Arriva gente da tutta Italia, è un organismo
[18:17] Speaker 2: di indirizzo. La direzione strategica discute, prepara i famosi documenti
[18:23] Speaker 2: con cui si dà la linea. Nel febbraio del 78, un
[18:29] Speaker 2: mese prima del rapimento Moro, la direzione strategica dell'EBR si
[18:33] Speaker 2: riunisce in una villetta Avelletri, messa a disposizione della colonna romana,
[18:41] Speaker 2: e preparano la risoluzione in cui dichiarano che la DC
[18:45] Speaker 2: è il nemico numero uno. Questa risoluzione strategica delle Brigate Rosse,
[18:51] Speaker 2: tanto per dare un'idea della loro capacità di diffusione delle
[18:54] Speaker 2: loro idee, viene stampata in 10.000 copie che vengono distribuite nelle
[19:00] Speaker 2: fabbriche italiane. Dopodiché, una volta presa la decisione, la direzione
[19:04] Speaker 2: strategica esce di scena. Adesso entra in campo l'esecutivo. E
[19:10] Speaker 2: il legame fra l'esecutivo e la colonna romana è Mario Moretti.
[19:16] Speaker 2: Cosa si fa concretamente? Dobbiamo decidere, vogliamo rapire Moro? Benissimo. Dove?
[19:23] Speaker 2: Dobbiamo pedinarlo, studiare le sue abitudini e capire dove rapirlo.
[19:30] Speaker 2: La prima idea è la chiesa di Santa Chiara. hanno
[19:33] Speaker 2: già questo elemento in mano. Perciò Valerio Morucci e Adriana Faranda,
[19:38] Speaker 2: due fidanzatini che si tengono per mano, vanno a passeggio
[19:42] Speaker 2: alla mattina davanti alla chiesa di Santa Chiara. Passano così vicini,
[19:47] Speaker 2: e tutte le mattine le auto della scorta di Moro
[19:50] Speaker 2: sono lì. I due fidanzatini passano accanto alle auto della scorta,
[19:54] Speaker 2: così vicini che sentono i poliziotti che chiacchierano. Uno di
[19:59] Speaker 2: loro dice, hai visto sono arrivate le rondini. Fra poco
[20:03] Speaker 2: è primavera, molti anni dopo Adriana Faranda racconterà a Valerio
[20:08] Speaker 2: Morucci che quella frase le è rimasta impressa e che
[20:11] Speaker 2: le provoca ancora un groppo in gola perché loro stanno
[20:14] Speaker 2: passando accanto a quei poliziotti e devono decidere come rapire
[20:18] Speaker 2: Moro e quanta gente bisognerà ammazzare. La chiesa di Santa
[20:25] Speaker 2: Chiara per un po' sembra un luogo ideale perché Moro entra,
[20:29] Speaker 2: va al primo banco a pregare, Sui cinque uomini di
[20:32] Speaker 2: scorta solo due entrano e si fermano all'ingresso della chiesa,
[20:37] Speaker 2: gli altri tre restano fuori. Per cui, insomma, se entriamo
[20:41] Speaker 2: in forze possiamo immobilizzare i due poliziotti che sono entrati,
[20:45] Speaker 2: non c'è bisogno di sparare, prendiamo Moro, lo portiamo fuori.
[20:49] Speaker 2: Da dove? C'è un'uscita laterale della chiesa di Santa Chiara.
[20:55] Speaker 2: Morucci va, viene in quella chiesa come fosse a casa
[20:58] Speaker 2: sua alla fine, se la studia in tutti gli angoli,
[21:01] Speaker 2: è convinto che si può fare, solo che a quell'uscita
[21:05] Speaker 2: laterale della chiesa da lì si vede un'edicola che c'è
[21:11] Speaker 2: sulla strada, quindi dall'edicola si vede l'uscita e tutte le
[21:15] Speaker 2: mattine i poliziotti della scorta che restano fuori a un
[21:18] Speaker 2: certo punto vanno a comprare il giornale all'edicola. e quindi
[21:22] Speaker 2: non andrebbe tanto bene, ma poi viene fuori un'altra cosa,
[21:26] Speaker 2: che l'uscita laterale dà sul cortile di una scuola, è
[21:30] Speaker 2: il cortile di una scuola e alle nove del mattino
[21:34] Speaker 2: è il momento in cui entrano ed escono i bambini
[21:36] Speaker 2: e le mamme. Quando si discute di questo all'esecutivo si
[21:41] Speaker 2: dice no, non si può fare, noi non ci mettiamo
[21:44] Speaker 2: a rapire Moro, e portarlo fuori in mezzo alle mamme
[21:48] Speaker 2: e ai bambini col rischio che la scorta reagisca e
[21:51] Speaker 2: che comincia una sparatoria non se ne parla neanche allora
[21:55] Speaker 2: allora dove andiamo a prenderlo? Moro insegna all'università vanno a
[22:00] Speaker 2: vedere all'università studiare i suoi orari le aule ci va
[22:06] Speaker 2: Antonio Savasta che poi sarà uno dei famosi pentiti delle
[22:09] Speaker 2: Brigate Rosse segue Moro va a lezione prende i tempi
[22:15] Speaker 2: poi torna e dice no ragazzi non si può mica fare,
[22:18] Speaker 2: primo lì è sempre pieno di studenti, è sempre pieno
[22:21] Speaker 2: di gente, secondo e questo è interessante, in quel luogo
[22:26] Speaker 2: pericoloso che è l'università, in mezzo a quella gente pericolosa
[22:29] Speaker 2: che sono gli studenti, i poliziotti della scorta di Moro
[22:33] Speaker 2: sono sul chi vive, attentissimi col dito sul grilletto, quindi
[22:38] Speaker 2: quello è l'ultimo posto dove si può andarlo a prendere.
[22:42] Speaker 2: E allora c'è un'unica soluzione, bisogna prenderlo per strada, bisogna
[22:46] Speaker 2: bloccare le auto a un certo punto e portarlo via.
[22:53] Speaker 2: Certo in quel caso bisognerà uccidere la scorta. Tutto questo
[23:01] Speaker 2: avviene ad opera di un gruppetto ristrettissimo, una decina di militanti,
[23:06] Speaker 2: non sono mica di più la colonna romana delle Brigate Rosse.
[23:11] Speaker 2: Una decina di militanti che vivono, come dicevamo, in clandestinità.
[23:14] Speaker 2: Vivere in clandestinità non è facile. La prima difficoltà è
[23:19] Speaker 2: che ci vogliono i documenti falsi. Ci sono controlli continui
[23:23] Speaker 2: in Italia in quegli anni. Devi avere le carte a
[23:27] Speaker 2: posto e devi averne tante. Mario Moretti ha raccontato sapete
[23:33] Speaker 2: quanti documenti falsi ci vogliono per venire via puliti se
[23:38] Speaker 2: ti fermano su una macchina rubata? Ce ne vogliono otto.
[23:43] Speaker 2: Se non li hai è meglio girare in tram, altrimenti
[23:48] Speaker 2: non duri neanche tre giorni. Dunque ci vogliono i documenti
[23:52] Speaker 2: falsi e bisogna fabbricarli, così come si fabbricano le targhe
[23:56] Speaker 2: false per le macchine che vengono rubate. Ci vogliono officine,
[24:00] Speaker 2: tipografie e operai capaci. E ci sono. Le biere sono
[24:07] Speaker 2: composte soprattutto da operai. E i simpatizzanti, quelli che vivono
[24:11] Speaker 2: liberamente alla luce del sole e che però danno una mano,
[24:14] Speaker 2: sono quasi tutti operai, tecnici. Per cui non c'è difficoltà,
[24:19] Speaker 2: si trovano quelli che ti fanno le cose. C'è il
[24:22] Speaker 2: compagno tipografo che accetta di aprire una tipografia sua alla
[24:26] Speaker 2: luce del sole e poi però quando ce n'è bisogno
[24:29] Speaker 2: ti stampa di nascosto i comunicati delle BR. Poi certo
[24:36] Speaker 2: ci possono essere degli incidenti, A un certo punto comprano
[24:40] Speaker 2: una stampante, la comprano da un rigattiere. Questa cosa darà
[24:45] Speaker 2: luogo a dietrologie sbalorditive, perché salterà fuori un bel giorno
[24:51] Speaker 2: che questa stampante usata dalle BR in tipografia era stata
[24:55] Speaker 2: dismessa dai servizi segreti. Il fatto che loro usano una
[25:00] Speaker 2: stampante che viene dai servizi segreti, ovviamente, ecco, Mario Moretti dirà,
[25:06] Speaker 2: quella stampante... avremmo fatto meglio a mangiarcela bullone per bullone
[25:11] Speaker 2: ci dava meno grane la tipografia dunque è fondamentale la
[25:15] Speaker 2: tipografia servirà per esempio pensate ai dettagli di una storia
[25:19] Speaker 2: come questa servirà la tipografia per stampare durante il sequestro
[25:25] Speaker 2: Moro per falsificare una ricetta che serve per comprare un
[25:31] Speaker 2: farmaco di cui Moro ha bisogno e che non gli
[25:34] Speaker 2: possono dare non gli possono comprare in farmacia senza la
[25:36] Speaker 2: ricetta Ora è chiaro che per fare tutto questo ci
[25:41] Speaker 2: vogliono dei soldi, tutta questa gente vive in clandestinità a
[25:44] Speaker 2: tempo pieno senza lavorare e perciò prendono uno stipendio. Le
[25:49] Speaker 2: BR a ogni regolare pagano uno stipendio, loro lo chiamano così,
[25:56] Speaker 2: sono stipendiati e naturalmente lo stipendio è quello di un operaio,
[26:02] Speaker 2: non una lira di più. Anzi Valerio Morucci dice che
[26:07] Speaker 2: come avete capito nei confronti dei puri è, come dire,
[26:11] Speaker 2: è un po', si è un po' allontanato. Morucci racconta, sapete,
[26:15] Speaker 2: i puri riuscivano a non spenderlo neanche tutto, quello stipendio
[26:19] Speaker 2: da operaio che gli veniva versato ogni mese, e se
[26:22] Speaker 2: avanzavano qualcosa riportavano indietro. Erano fuori di testa, dice Morucci.
[26:30] Speaker 2: Da dove vengono questi soldi? All'inizio facevano rapine. Rapine in banca,
[26:35] Speaker 2: negli uffici postali, loro li chiamano espropri, ma è molto
[26:40] Speaker 2: rischioso ed è molto impegnativo perché la rapina rende poco,
[26:44] Speaker 2: bisogna farne tante. Moretti dice in pratica facevamo una rapina
[26:47] Speaker 2: in banca ogni mese, non si poteva andare avanti così,
[26:51] Speaker 2: non facevamo nient'altro e non basta, molti compagni non erano contenti.
[26:57] Speaker 2: Molti compagni dicevano ma io non voglio entrare in una
[26:59] Speaker 2: banca e gridare mani in alto questa è una rapina,
[27:03] Speaker 2: noi non siamo delinquenti, siamo comunisti. Perciò ci ragionano su
[27:09] Speaker 2: e decidono che bisogna cambiare sistema. Bisogna rapire dei grandi
[27:14] Speaker 2: industriali e farsi pagare il riscatto. Molti di noi ricordano
[27:18] Speaker 2: che in quell'epoca i rapimenti erano abbastanza frequenti in Italia,
[27:22] Speaker 2: la malavita comune rapiva contro il riscatto, lo fanno anche
[27:26] Speaker 2: le BR. ne fanno più di uno, poi ne fanno
[27:29] Speaker 2: uno grandioso che li mette a posto per sempre. Rapiscono
[27:32] Speaker 2: Pietro Costa della famiglia di armatori genovesi, Costa Crocere, avete presente, no? Ecco,
[27:39] Speaker 2: questo rapimento Costa, io adesso ci perderò un pochino di
[27:42] Speaker 2: tempo perché è una storia che meriterebbe di essere raccontata
[27:46] Speaker 2: in un'ora anche quella, la storia del rapimento Costa. Pietro
[27:50] Speaker 2: Costa è un membro giovane della famiglia, le birre lo
[27:54] Speaker 2: rapiscono e chiedono il riscatto. I Costa, Armatori genovesi, vecchi
[28:00] Speaker 2: a scuola, cominciano a negoziare. Negoziano per tre mesi, costringendo
[28:10] Speaker 2: le BR ad abbassare progressivamente la richiesta del riscatto. Quando
[28:15] Speaker 2: la cifra chiesta dalle BR coincide con l'importo dell'assicurazione, i
[28:21] Speaker 2: costa pagano. Hanno raccontato i brigatisti che quando rilasciano Pietro
[28:38] Speaker 2: Costa dopo tre mesi di prigionia gli ridanno il portafoglio,
[28:43] Speaker 2: lui controlla che ci sia tutto e poi dice c'era
[28:48] Speaker 2: un biglietto dell'autobus timbrato da una sola parte. Il fatto
[28:54] Speaker 2: è che i brigatisti sono deliziati, li ammirano tantissimo, questi
[28:57] Speaker 2: sono i veri nemici con cui vale la pena di combattere.
[29:00] Speaker 2: I brigatisti adorano questi industriali vecchio stile che sanno qual
[29:05] Speaker 2: è il valore del denaro e gente con cui si capiscono.
[29:09] Speaker 2: Del resto Moretti lo dirà proprio, quando noi rapivamo un
[29:12] Speaker 2: industriale o un dirigente d'azienda, con lui ci capivamo subito.
[29:19] Speaker 2: parlavamo la stessa lingua e parlavamo della stessa cosa noi
[29:24] Speaker 2: gli dicevamo il punto di vista degli operai e lui
[29:27] Speaker 2: ci rispondeva col punto di vista dei padroni mentre dice
[29:30] Speaker 2: Moretti quando rapivamo o comunque dovevamo interloquire con un magistrato
[29:34] Speaker 2: o con un politico non ci si capiva per niente
[29:38] Speaker 2: sapete che con Moro non si sono capiti per niente
[29:40] Speaker 2: è stato uno dei drammi del rapimento Moro la fatica
[29:43] Speaker 2: di capirsi e invece con gli industriali si capiscono questa
[29:47] Speaker 2: storia del sequestro costa vabbè c'è ancora questo è un
[29:50] Speaker 2: dettaglio ma anche questo raccontiamolo i costa pagano due valigie
[29:55] Speaker 2: piene di soldi i brigatisti sono lì in un garage
[29:59] Speaker 2: con queste due valigie piene di soldi chiuse e hanno
[30:03] Speaker 2: paura ad aprirle perché hanno paura che ci sia il
[30:06] Speaker 2: trucco la bomba si sono procurati delle maschere antigas e
[30:12] Speaker 2: si mettono le maschere antigas e a quel punto i
[30:16] Speaker 2: non le aprono le valigie, tagliano il coperchio, le valigie
[30:21] Speaker 2: sono piene di soldi. Grande sollievo, ci sono i soldi,
[30:24] Speaker 2: si tolgono le maschere antigas e poi appena li maneggiano
[30:28] Speaker 2: si rendono conto che questi soldi, queste banconote, due valigie
[30:31] Speaker 2: di banconote, sono state tutte cosparse di una strana polverina fosforescente.
[30:38] Speaker 2: Tuttora i brigatisti quando raccontano questa cosa non sanno se
[30:40] Speaker 2: ridere o piangere, dicono ma cosa pensava di fare la polizia?
[30:43] Speaker 2: Comunque fatto sta che le banconote sono tutte cosparse di
[30:45] Speaker 2: polverina fosforescente per cui i brigatisti passano le settimane successive
[30:51] Speaker 2: a lavare una per una le banconote con una spugnetta
[30:55] Speaker 2: e poi le appendono in bagno con le mollette ad asciugare.
[30:59] Speaker 2: Come in un film di Totò, dice Mario Moretti. Il
[31:05] Speaker 2: sequestro costa rende un miliardo e mezzo di lire. che
[31:08] Speaker 2: basta a mantenere le br per quattro anni tutti i
[31:13] Speaker 2: soldi sono presi in consegna dal comitato esecutivo che li
[31:16] Speaker 2: distribuisce alle varie colonne secondo il bisogno il comitato esecutivo
[31:21] Speaker 2: tiene i conti e in teoria ogni militante ha il
[31:25] Speaker 2: diritto di chiedere di vedere i conti moretti dice non
[31:28] Speaker 2: è mai successo dei soldi non fregava niente a nessuno
[31:32] Speaker 2: e credo che possiamo anche credergli su questo Uno degli
[31:36] Speaker 2: usi principali dei soldi consiste nel pagarsi degli alloggi, bisogna
[31:40] Speaker 2: affittare degli alloggi, capite chi vive in clandestinità il punto
[31:45] Speaker 2: debole è la casa e fra l'altro lo Stato lo
[31:48] Speaker 2: sa e cerca di stringere proprio sulla casa, subito prima
[31:54] Speaker 2: del sequestro Moro, Passa una nuova legge secondo cui il
[31:58] Speaker 2: padrone di casa che affitta un alloggio deve comunicarlo alla
[32:02] Speaker 2: polizia con i dati dei documenti dell'inquilino. Ora le Brigate
[32:08] Speaker 2: Rosse a Roma hanno come sede principale un ufficio in
[32:13] Speaker 2: via Chiabrera all'Ostiense che Valerio Morucci ha preso in affitto
[32:17] Speaker 2: sotto falso nome fingendo di essere un ingegnere che doveva
[32:21] Speaker 2: mettere su un'impresa. Quando esce questa legge della segnalazione alla polizia,
[32:26] Speaker 2: Morucci si preoccupa. Non è che adesso la padrona di
[32:29] Speaker 2: casa viene a chiedermi i documenti, la fotocopia. Com'è, com'è
[32:33] Speaker 2: non è, decide di giocare d'anticipo, telefona alla padrona di casa. Dice, signora,
[32:38] Speaker 2: ha visto la nuova legge? La signora non sapeva niente.
[32:42] Speaker 2: Morucci le spiega, c'è la nuova legge, dovrebbe compilare dei moduli,
[32:45] Speaker 2: portarli alla polizia. Ma guardi signora, se vuole venga qua
[32:49] Speaker 2: un momento, ne parliamo. padrona di casa va a casa
[32:53] Speaker 2: da Morucci a via Chiabrera, Morucci le dice guardi signora
[32:56] Speaker 2: ho controllato bene, la legge non è retroattiva, quindi noi
[33:01] Speaker 2: siamo a posto, però se lei vuole essere proprio tranquilla,
[33:04] Speaker 2: se vuole compilare i moduli li ho già presi, ma
[33:07] Speaker 2: no dice la padrona di casa, ma si immagini, lei
[33:10] Speaker 2: è una così brava persona e dice la padrona di
[33:13] Speaker 2: casa non sa chi c'era qui prima di lei, c'erano
[33:17] Speaker 2: due studenti calabresi, Avevano perfino una bandiera con la falce
[33:22] Speaker 2: e il martello appesa al muro. Secondo me erano delle
[33:26] Speaker 2: brigate rosse. Ora, i padroni di casa sono sempre un problema,
[33:43] Speaker 2: quindi quando vuoi essere veramente sicuro sicuro l'alloggio devi comprarlo.
[33:48] Speaker 2: l'alloggio in cui sequestrare Moro lo comprano appena deciso il
[33:53] Speaker 2: rapimento Mario Moretti cerca un alloggio da comprare con i
[33:57] Speaker 2: soldi del sequestro Costa ci sono dei criteri deve essere
[34:01] Speaker 2: in un posto anonimo una via anonima una palazzina qualunque
[34:06] Speaker 2: senza portineria nessuno che tenga d'occhio chi entra ed esce
[34:11] Speaker 2: e ci vuole il garage con i box con i
[34:14] Speaker 2: box da cui si possa salire all'alloggio rapidamente senza farsi
[34:18] Speaker 2: vedere trovano un alloggio che andrebbe proprio bene in una
[34:23] Speaker 2: via minuscola che non conosce nessuno, alla Magliana. Non è
[34:28] Speaker 2: vicino alla zona in cui abita Moro e dove probabilmente
[34:31] Speaker 2: avverrà il rapimento a Montemario, però è dalla stessa parte
[34:35] Speaker 2: del Tevere e questo è fondamentale. Quando hai Moro nel
[34:39] Speaker 2: bagagliaio non puoi rimanere bloccato in un ingorgo al ponte.
[34:43] Speaker 2: La via si chiama via Montalcini. L'alloggio lo compra una
[34:48] Speaker 2: compagna non clandestina, Laura Braghetti, che fa l'impiegata. Dopo che
[34:52] Speaker 2: ha comprato l'alloggio decidono che per essere proprio sicuri deve
[34:55] Speaker 2: avere anche un fidanzato, Laura Braghetti. Perciò Germano Maccari, un
[35:00] Speaker 2: altro brigatista, compare come suo fidanzato e loro insieme cominciano
[35:04] Speaker 2: a frequentare questo alloggio per creare un'apparenza di totale normalità.
[35:09] Speaker 2: Comprano la gabbia con i canarini, la vasca con i
[35:12] Speaker 2: pesci rossi, Laura Braghetti fa amicizia con la signora anziana
[35:16] Speaker 2: del piano di sopra, le va a fare la spesa
[35:18] Speaker 2: ogni tanto e neanche loro sanno a cosa servirà l'alloggio.
[35:23] Speaker 2: È sempre la compartimentazione, meno sai e meglio è. Sanno
[35:28] Speaker 2: soltanto che devono aspettare. E poi alla fine del 77 arriva
[35:32] Speaker 2: Mario Moretti e gli avvisa che nell'alloggio bisogna fare dei
[35:36] Speaker 2: lavori in segreto per ricavare una stanzetta nascosta, insonorizzata. nascosta
[35:44] Speaker 2: dietro una finta parete e una libreria, come nei romanzi gialli.
[35:48] Speaker 2: E allora anche i due capiscono che si prepara un rapimento,
[35:51] Speaker 2: ma non sanno mica che sarà Moro. Fino alla fine
[35:58] Speaker 2: ci saranno solo quattro brigatisti che conoscono l'indirizzo di via Montalcini.
[36:03] Speaker 2: Sono Laura e Germano che ci abitano e Mario Moretti
[36:06] Speaker 2: e Prospero Gallinari. il muro per nascondere la stanzetta segreta
[36:11] Speaker 2: lo tirano su loro, Moretti e Gallinari, sono operai, sanno
[36:14] Speaker 2: fare tutto, tirano su il muro, siccome non c'è una
[36:17] Speaker 2: finestra mettono una ventola per l'aerazione, poi problemi ce ne
[36:23] Speaker 2: sono sempre, la prima notte che Moro rimane prigioniero lì
[36:27] Speaker 2: si accorgono che la ventola fa un rumore bestiale, di
[36:30] Speaker 2: notte crea sospetti, perciò fanno un accordo con Moro, loro
[36:35] Speaker 2: ogni sera terranno aperta la porta per mezz'ora e per
[36:38] Speaker 2: cambiare l'aria, e Moro si impegna in quella mezz'ora a
[36:40] Speaker 2: non fare rumore. Beh, ma così siamo andati avanti, chiaramente, no?
[36:45] Speaker 2: Il rapimento non è ancora avvenuto. Devono ancora decidere dove
[36:49] Speaker 2: esattamente rapirlo. Perciò studiano il percorso che Moro fa con
[36:53] Speaker 2: le due auto tutte le mattine. Il percorso è sempre
[36:56] Speaker 2: lo stesso. Esce di casa prima delle nove, lui abita
[37:00] Speaker 2: via del Forte Trionfale, lo dico per i romani, fa
[37:05] Speaker 2: via Trionfale, via Fani, via stresa via della camilluccia si
[37:10] Speaker 2: ferma alla chiesa di santa chiara lungo tutto questo percorso
[37:14] Speaker 2: c'è un unico stop via fani angolo via stresa è
[37:18] Speaker 2: una via in salita dove quindi le macchine rallentano per
[37:21] Speaker 2: forza e in cima c'è lo stop da una parte
[37:26] Speaker 2: della strada c'è un bar ma è chiuso per fortuna
[37:29] Speaker 2: perché è fallito dall'altra parte lavora il fioraio ma quella
[37:34] Speaker 2: mattina il fioraio non ci sarà Calcolano quanta gente ci vuole.
[37:40] Speaker 2: Questo è un altro degli aspetti su cui non siamo sicurissimi, anzi, premessa,
[37:44] Speaker 2: saprete sicuramente che proprio su quanta e quale gente ha
[37:48] Speaker 2: partecipato all'agguato le dietrologie non si sono mai fermate. C'erano
[37:54] Speaker 2: i tedeschi dell'est, il KGB, i palestinesi, i marziani, ogni
[37:59] Speaker 2: sorta di cose. Non sappiamo esattamente quanta gente c'era, ma
[38:03] Speaker 2: in realtà io sono abbastanza sicuro che non c'erano né
[38:05] Speaker 2: i tedeschi dell'est, né gli israeliani, né i palestinesi. C'erano
[38:08] Speaker 2: undici brigatisti di sicuro, poi non si può escludere che
[38:12] Speaker 2: uno o due siano sfuggiti e che i compagni non
[38:14] Speaker 2: li abbiano mai denunciati, per cui sono quelli fondamentalmente, undici,
[38:19] Speaker 2: ne conosciamo di sicuro, di cui tre donne. Mario Moretti
[38:24] Speaker 2: ha detto che nelle BR le donne erano importantissime ed
[38:27] Speaker 2: assolutamente alla pari con gli uomini e se l'è un
[38:31] Speaker 2: po' presa con la stampa maschilista che invece parlava sempre
[38:33] Speaker 2: di passionarie o di fidanzatine. Io ricordo anche di aver
[38:38] Speaker 2: visto un'intervista a un brigatista, ma non ricordo più chi era,
[38:41] Speaker 2: il quale racconta che queste compagne erano veramente delle dure
[38:44] Speaker 2: e che siccome in clandestinità ti manca un po' il
[38:46] Speaker 2: rapporto con una donna, uno magari avrebbe anche voluto avere
[38:49] Speaker 2: una storia con queste compagne, ma non era cosa, ecco,
[38:53] Speaker 2: non era proprio il caso di lasciargli capire che avevi
[38:55] Speaker 2: certi pensieri. Undici dunque, ci vogliono tutti, ci vuole il
[39:00] Speaker 2: gruppo di fuoco, ci vogliono gli autisti delle varie automobili,
[39:03] Speaker 2: ci vogliono delle vedette, dei gruppi di controllo, Undici uomini,
[39:07] Speaker 2: e sono troppi, le Brigate Rosse a Roma non hanno
[39:10] Speaker 2: undici militanti, perciò ne fanno venire giù due dal nord,
[39:14] Speaker 2: uno da Milano e uno da Torino. Vengono giù in
[39:16] Speaker 2: treno e ripartiranno in treno un'ora dopo l'agguato. Undici, il
[39:24] Speaker 2: più giovane ha ventitré anni, il più vecchio ne ha trentuno.
[39:28] Speaker 2: Quelli che devono sparare sono quattro, e sono tutti uomini,
[39:31] Speaker 2: che ne dica Mario Moretti, però quelli con i mitra
[39:33] Speaker 2: sono quattro uomini. tra cui Valerio Morucci e Prospero Gallinari.
[39:39] Speaker 2: Quel mattino si decide che saranno travestiti da piloti dell'Alitalia.
[39:45] Speaker 2: Questa è una cosa che di nuovo ha scatenato dietrologie,
[39:48] Speaker 2: perché si è detto, ma perché devono travestirsi da piloti dell'Alitalia?
[39:52] Speaker 2: E allora qualcuno ha detto, dovevano essere in divisa perché
[39:57] Speaker 2: non si conoscevano. C'era il super killer mandato dal Mossad, supponiamo,
[40:03] Speaker 2: e siccome non si conoscevano dovevano essere in divisa. I
[40:06] Speaker 2: brigatisti hanno detto, ma figuratevi un po', è per un
[40:10] Speaker 2: altro motivo che eravamo vestiti da piloti dell'Alitalia. Perché voi
[40:14] Speaker 2: immaginate in quel momento, in quel contesto storico a Roma,
[40:19] Speaker 2: quattro giovanotti che se ne stanno fermi all'angolo di una strada.
[40:25] Speaker 2: Quanto tempo ci vuole secondo voi perché un vicino telefoni
[40:28] Speaker 2: alla polizia? E se poi la cosa quel giorno non
[40:31] Speaker 2: dovesse andare in porto, dobbiamo tornare lì il giorno dopo?
[40:34] Speaker 2: Invece quattro piloti dell'Alitalia, tutti li vedono e nessuno li nota,
[40:38] Speaker 2: pensano che stiano aspettando il pulmino dell'aeroporto. Poi ci sono
[40:43] Speaker 2: anche altri particolari, l'impermeabile del pilota dell'Alitalia nasconde benissimo il
[40:47] Speaker 2: giubbotto antiproiettile, i quattro hanno il giubbotto antiproiettile e nel
[40:51] Speaker 2: borsone dell'Alitalia ci sta il mitra. Poi naturalmente ci sono
[40:56] Speaker 2: anche i problemi imprevisti perché quella mattina, pochi minuti prima
[40:59] Speaker 2: che arrivi la macchina di Moro, i quattro piloti dell'Alitalia
[41:03] Speaker 2: sono lì all'angolo della strada, arriva una signora, li vede
[41:07] Speaker 2: e avrebbe giusto bisogno di alcune informazioni su dei voli.
[41:11] Speaker 2: Perciò va lì e comincia a chiedere e i quattro
[41:14] Speaker 2: fanno una gran fatica a liberarsi della signora. Quanto alle
[41:20] Speaker 2: armi invece non sono un problema, o meglio lo sono,
[41:23] Speaker 2: ma non procurarsene, procurarsene è uno scherzo. Ancora Moretti. Cosa credete?
[41:29] Speaker 2: Le armi girano sul mercato come la Coca- Cola. Però le
[41:33] Speaker 2: BR hanno degli scrupoli, cercano di non comprarle dalla criminalità organizzata,
[41:38] Speaker 2: ogni tanto capita, però loro preferirebbero evitare. Preferiscono rubarle, oppure
[41:44] Speaker 2: si stampano dei permessi e vanno in armeria e le
[41:48] Speaker 2: comprano regolarmente. La tipografia di nuovo è decisiva. poi c'è
[41:53] Speaker 2: qualche vecchio partigiano che ha ancora lo steng nascosto in
[41:56] Speaker 2: cantina e che si convince a imprestarlo, e poi ci
[42:01] Speaker 2: sono anche i palestinesi, quello è l'unico contatto internazionale che
[42:04] Speaker 2: le BR hanno sempre riconosciuto, con i palestinesi dell'OLP noi
[42:07] Speaker 2: dei contatti li avevamo e qualche arma ce l'hanno data loro.
[42:11] Speaker 2: Però sono armi scadenti spesso, vecchie, malconce. Secondo Morucci, che
[42:18] Speaker 2: l'avete capito, è molto critico, e lui e Moretti non
[42:21] Speaker 2: si amano per niente, Secondo Morucci era addirittura una posa
[42:25] Speaker 2: per certi capi delle BR andare in giro con armi scassate.
[42:29] Speaker 2: Moretti andava in giro con una pistola mal ridotta e
[42:31] Speaker 2: arrugginita e secondo Morucci era così appunto, per posa, per eleganza.
[42:38] Speaker 2: Poi ci vogliono le macchine, ci vogliono molte macchine e
[42:42] Speaker 2: vengono tutte rubate nelle settimane precedenti da gente, da compagni
[42:47] Speaker 2: che non sanno a cosa serviranno chiaramente. sanno solo che
[42:50] Speaker 2: devono rubare una macchina e consegnarla a qualcun altro rubano
[42:54] Speaker 2: macchine dei modelli più anonimi ovviamente le consegnano a qualcun
[42:58] Speaker 2: altro uno che magari ha un'officina oppure semplicemente uno che
[43:02] Speaker 2: se la parcheggia sotto casa poi di nascosto si mette
[43:05] Speaker 2: una targa falsa chi ha la macchina in consegna dopo
[43:09] Speaker 2: qualche giorno la sposta in un'altra via per non dare
[43:12] Speaker 2: nell'occhio l'importante è che quel giorno ogni macchina sia al
[43:16] Speaker 2: posto giusto e l'autista la possa prendere in consegna Tra
[43:20] Speaker 2: le macchine rubate nelle settimane precedenti c'è anche la famosa
[43:23] Speaker 2: R4 rossa in cui sarà poi trovato molto tempo dopo
[43:27] Speaker 2: il cadavere di Moro. La macchina più importante di tutte
[43:32] Speaker 2: è una 128 bianca che dovrà restare parcheggiata in via Fani
[43:38] Speaker 2: e quando le due macchine di Moro si mettono in
[43:41] Speaker 2: via Fani la 128 bianca deve uscire dal parcheggio e immettersi
[43:45] Speaker 2: nella via davanti a loro. e poi arrivata allo stop
[43:50] Speaker 2: dovrà fermarsi. Questa macchina la guida Mario Moretti. E la macchina,
[43:56] Speaker 2: l'attenzione al dettaglio. Emerge molto spesso questa attenzione maniacale al dettaglio,
[44:01] Speaker 2: che però è quella che ti permette di sopravvivere, o
[44:03] Speaker 2: comunque che aumenta le chance di successo. Su questa macchina rubata,
[44:07] Speaker 2: che dovrà, voi avete capito, sta arrivando la macchina di Moro,
[44:10] Speaker 2: all'improvviso vede una macchina parcheggiata lì che si mette davanti
[44:13] Speaker 2: a loro. Questa macchina avrà una targa del corpo diplomatico.
[44:18] Speaker 2: che è stata anch'essa rubata qualche mese prima, perché al
[44:21] Speaker 2: poliziotto alla guida la targa del corpo diplomatico gli darà
[44:25] Speaker 2: automaticamente sicurezza e eviterà che gli vengano dei sospetti. E
[44:31] Speaker 2: poi serviranno altre tre macchine per andare via. Hanno previsto
[44:35] Speaker 2: una 132 per caricarci moro e altre due 128, una blu e
[44:40] Speaker 2: una bianca, perché tutto il gruppo di fuoco possa allontanarsi.
[44:46] Speaker 2: Così arriviamo... al 16 marzo 1978 la notte prima sono arrivati due
[44:53] Speaker 2: compagni dal nord e si sono incontrati tutti perché bisogna
[44:56] Speaker 2: riconoscersi effettivamente poi sono andati a dormire moretti naturalmente come
[45:02] Speaker 2: tutti quelli che raccontano poi queste cose dopo moretti dice
[45:05] Speaker 2: non abbiamo mica dormito c'era troppa tensione stavo lì a
[45:09] Speaker 2: ripassare tutti i dettagli dice moretti la solitudine comincia la
[45:14] Speaker 2: sera prima Quel mattino del 16 marzo è ancora Moretti che
[45:19] Speaker 2: ha il compito più delicato. Mezz'ora prima delle nove passa
[45:24] Speaker 2: in macchina sotto casa di Moro per vedere se le
[45:27] Speaker 2: auto della scorta sono lì come tutti gli altri giorni.
[45:31] Speaker 2: Sono lì. Allora Moretti fa il giro di tutti gli
[45:34] Speaker 2: altri dieci compagni, ognuno sta andando al posto prefissato e
[45:38] Speaker 2: li avverte tutti e dieci che l'operazione si fa. L'ansia
[45:44] Speaker 2: ce l'han dentro tutti, l'hanno detto dopo ma penso che
[45:46] Speaker 2: sia credibile. Moretti ha raccontato che quando arrivava uno che
[45:49] Speaker 2: voleva entrare nelle BR, lui gli diceva, guarda, lo sai
[45:53] Speaker 2: cosa stai facendo, le statistiche sono quelle che sono. Tra
[45:57] Speaker 2: sei mesi, se ti va bene sei in galera, se
[46:01] Speaker 2: ti va male sei morto. I pentiti, solo i pentiti
[46:06] Speaker 2: hanno raccontato questo, devo dire. Hanno raccontato che la tensione
[46:10] Speaker 2: era tale che c'è stato qualcuno che si è sentito
[46:11] Speaker 2: male subito prima, qualcuno che si è sentito male subito dopo.
[46:15] Speaker 2: c'è uno che subito prima ha dovuto andare al bar
[46:17] Speaker 2: a prendersi un cognac c'è uno che subito dopo quasi
[46:20] Speaker 2: sveniva ha dovuto andare al bar a prendersi un caffè
[46:23] Speaker 2: la cura italiana per tutti i problemi ovviamente va a
[46:26] Speaker 2: sapere lo raccontano solo i pentiti che hanno un po'
[46:29] Speaker 2: il dente avvelenato a volte ma comunque chiaro che la
[46:31] Speaker 2: tensione si tagliava col coltello l'attacco in sé è questione
[46:35] Speaker 2: di pochi secondi però bisogna che tutto si incastri esattamente
[46:41] Speaker 2: Moretti è parcheggiato in via Fani sulla 128 Bianca Ci deve
[46:47] Speaker 2: essere qualcuno che gli fa un segnale per avvertirlo quando
[46:50] Speaker 2: le macchine di moro stanno svoltando. È una donna la vedetta,
[46:55] Speaker 2: si chiama Rita Algranati. Se ne sta all'incrocio con via
[46:59] Speaker 2: del Forte Trionfale, da cui devono arrivare le due auto blu,
[47:03] Speaker 2: e ha un mazzo di fiori in mano. I brigatisti
[47:06] Speaker 2: hanno studiato e si sono resi conto che una ragazza
[47:09] Speaker 2: ferma che non fa niente può essere notata. Una ragazza
[47:12] Speaker 2: ferma con un mazzo di fiori. Tutti la vedono, nessuno
[47:15] Speaker 2: la nota. È normale. Perciò Rita ha in mano un
[47:18] Speaker 2: mazzo di fiori. Moro viaggia su due macchine. Lui sta
[47:23] Speaker 2: su una 130 blu, con l'autista e col comandante della scorta,
[47:27] Speaker 2: il maresciallo Leonardi. Gli altri tre poliziotti sono dietro, su un'alfetta.
[47:32] Speaker 2: Quando arrivano, la ragazza fa il segnale, poi sale in
[47:36] Speaker 2: vespa e se ne va. Lei è finito. Non ha
[47:38] Speaker 2: nessuna idea di cosa succederà, non ha nessuna idea di
[47:41] Speaker 2: dove porteranno Moro, come non ce l'ha nessuno. La 128 Bianca
[47:46] Speaker 2: guidata da Moretti si mette in via Fani proprio davanti
[47:49] Speaker 2: alla macchina di Moro e poi inchioda allo stop. E
[47:55] Speaker 2: qui mi fermo un attimo su un altro di quei
[47:57] Speaker 2: piccoli misteri stupidi. che non hanno nessun senso, nessun significato
[48:02] Speaker 2: e che però ci ricordano ogni volta come noi stiamo
[48:05] Speaker 2: lavorando su testimonianze e le testimonianze a volte sono contraddittorie
[48:10] Speaker 2: in un modo che allo storico mette il nervoso a
[48:12] Speaker 2: dire la verità, ecco perché dice ma che ti frega
[48:14] Speaker 2: di questa cosa, dite la verità maledizione. No, allora, secondo molti,
[48:20] Speaker 2: venne fuori al processo, un'altra finezza, la 128 bianca che si
[48:26] Speaker 2: mette e poi frena allo stop per bloccare dietro di
[48:29] Speaker 2: sé la macchina di Moro, aveva le luci degli stop disattivate, apposta,
[48:37] Speaker 2: perché così quando frena l'autista di Moro non se ne
[48:40] Speaker 2: accorge subito e tampona. Questa cosa al processo è stata accreditata.
[48:47] Speaker 2: Moretti ha detto ma siete scemi, ma perché dovevamo tamponarla?
[48:53] Speaker 2: anzi farci tamponare scusate non ci serviva mica niente il
[48:56] Speaker 2: tamponamento creava solo problemi una roba del genere non l'abbiamo
[48:59] Speaker 2: fatta assolutamente moretti dice guardate che io anzi so perfettamente
[49:05] Speaker 2: che non c'è stato in quel momento nessun tamponamento io
[49:08] Speaker 2: ho fermato allo stop e mi ricordo perfettamente che ho
[49:12] Speaker 2: visto nello specchietto retrovisore l'autista di moro che si è
[49:16] Speaker 2: fermato dietro e che poi siccome non ripartivo mi ha
[49:20] Speaker 2: fatto segno con la mano di andare Dice Moretti, in
[49:26] Speaker 2: quell'istante i compagni aprirono il fuoco. Ma i giudici del
[49:31] Speaker 2: processo per qualche motivo a questa faccenda del tamponamento ci
[49:34] Speaker 2: tenevano enormemente, sono andati a vedere. Particolare surreale, la 130 su
[49:39] Speaker 2: cui viaggiava Moro oggi è esposta in un museo. È
[49:43] Speaker 2: al museo della motorizzazione civile a Roma. Si va a
[49:47] Speaker 2: vederla e si vede che ci sono i segni di tamponamento.
[49:51] Speaker 2: Perciò al processo hanno deciso che è vera questa storia.
[49:54] Speaker 2: Moretti ha detto, ma neanche per sogno, mi hanno sì tamponato,
[49:58] Speaker 2: ma dopo, quando l'autista di Moro è stato ucciso e
[50:01] Speaker 2: ha mollato i piedi dai pedali e la macchina ha
[50:04] Speaker 2: fatto uno scatto in avanti. Di nuovo, come capite, non
[50:08] Speaker 2: credo che possa dipendere il destino di qualcuno da questo particolare,
[50:12] Speaker 2: non si capisce perché neanche queste cose si riesce a
[50:16] Speaker 2: metterle in chiaro. Poi il resto invece si sa abbastanza bene,
[50:20] Speaker 2: tutto sommato, sono in quattro, tutti dallo stesso lato del marciapiede,
[50:24] Speaker 2: ovviamente i quattro aviatori, anche lì mille dietrologie sostengono che
[50:30] Speaker 2: in base alle traiettorie dovrebbe esserci stato un altro che
[50:33] Speaker 2: è sceso dalla 128 Bianca di Moretti e ha sparato dall'altra parte.
[50:39] Speaker 2: Tutti i brigatisti unanimemente hanno detto ma siete scemi, ma
[50:42] Speaker 2: sapete cosa vuol dire sparare da due parti della stessa strada?
[50:45] Speaker 2: È ovvio che quelli che sparavano stavano tutti dalla stessa parte.
[50:50] Speaker 2: Nella prima macchina l'autista e il maresciallo Leonardo sono seduti davanti,
[50:54] Speaker 2: Moro è dietro. È abbastanza facile non colpirlo. Anche per
[50:59] Speaker 2: i brigatisti che non sono affatto dei tiratori scelti. Questa
[51:03] Speaker 2: è una cosa che di nuovo è il caso di
[51:04] Speaker 2: sottolineare perché molti di noi si ricorderanno le formule che
[51:08] Speaker 2: circolavano allora. La geometrica potenza del gruppo di fuoco delle BR.
[51:14] Speaker 2: Tutte le testimonianze ci hanno detto il contrario. Noi non
[51:20] Speaker 2: sparavamo quasi mai, dice Moretti. Io avrò sparato due volte
[51:23] Speaker 2: in vita mia col mitra. Come si fa, secondo voi,
[51:26] Speaker 2: a allenarsi all'uso del mitra? Dov'è che trovi il posto
[51:29] Speaker 2: dove puoi allenarti a usare un mitra? Perciò, dice Moretti,
[51:33] Speaker 2: noi eravamo dei principianti, dei dilettanti, e i nostri mitra
[51:37] Speaker 2: facevano schifo. Su quattro, due si sono inceppati durante l'azione.
[51:43] Speaker 2: Solo che anche la scorta è armata male. Il maresciallo
[51:48] Speaker 2: Leonardi ha la pistola... in un borsello sotto il sedile,
[51:52] Speaker 2: l'autista ha la pistola in un borsello nel cruscotto, l'unico
[51:57] Speaker 2: mitra in dotazione è nel bagagliaio dell'alfetta, lo trovano i
[52:02] Speaker 2: brigatisti quando in quei pochi secondi dopo aver trascinato Moro
[52:05] Speaker 2: nella macchina frugano ancora le due macchine alla ricerca delle
[52:09] Speaker 2: borse di Moro, altro aspetto che come sapete darà poi
[52:13] Speaker 2: luogo a infinite discussioni Sono saltate fuori tutte le borse
[52:17] Speaker 2: di Moro oppure no, chi le ha prese, chi le
[52:19] Speaker 2: ha nascoste? Fatto sta che i brigatisti le cercano, non
[52:22] Speaker 2: le trovano tutte, però nel cofano trovano questo mitra e
[52:25] Speaker 2: se lo prendono ovviamente. Il pentito Patrizio Peci dirà poi
[52:30] Speaker 2: il mitra che abbiamo preso alla scorta di Moro era arrugginito,
[52:34] Speaker 2: quasi inutilizzabile. Del resto lo dirà anche Moro, che durante
[52:40] Speaker 2: la prigionia, come sapete, scrive, scrive tante lettere, Il 4 aprile,
[52:45] Speaker 2: dalla prigionia, Moro scrive a Zaccagnini, se la scorta non
[52:50] Speaker 2: fosse stata, per ragioni amministrative, del tutto al di sotto
[52:55] Speaker 2: delle esigenze della situazione, io forse non sarei qui. Due
[53:01] Speaker 2: mitra su quattro dei brigatisti si inceppano e uno dei
[53:03] Speaker 2: poliziotti della seconda macchina riesce a scendere, a tirar fuori
[53:06] Speaker 2: la pistola e comincia a sparare, si chiama Raffaele Iozzino.
[53:10] Speaker 2: Ovviamente tutti lo prendono di mira. I due brigatisti che
[53:14] Speaker 2: hanno ancora il mitra, gli altri con le pistole. Raffaele
[53:17] Speaker 2: Iozzino è crivellato da 17 colpi. Secondo le perizie sono sparati 91
[53:24] Speaker 2: colpi in tutto, di cui 45 colpiscono i cinque uomini della scorta.
[53:31] Speaker 2: Uno degli agenti è ancora vivo, in realtà morirà all'ospedale,
[53:33] Speaker 2: ma insomma possiamo dire che la scorta è stata sterminata.
[53:36] Speaker 2: A quel punto Mario Moretti tira fuori Moro dal sedile posteriore.
[53:41] Speaker 2: Gli hanno chiesto se Moro ha reagito. Ma no, dice Moretti,
[53:46] Speaker 2: non ha detto una parola. Eravamo sotto sciocca anche noi,
[53:50] Speaker 2: figuriamoci lui. Lo caricano sulla 132 che intanto è arrivata da
[53:56] Speaker 2: Via Stresa e se ne vanno con quella e con
[53:58] Speaker 2: le altre macchine. Quattro macchine in tutto. Oh, prima di
[54:03] Speaker 2: lasciare l'angolo tra Via Stresa e Via Fani, un dettaglio
[54:06] Speaker 2: che io non conoscevo e che ho trovato incredibile, anche
[54:08] Speaker 2: se irrilevante. Fra tutte le persone che abitano lì e
[54:12] Speaker 2: che sentendo sparare si affacciano alla finestra c'è l'onorevole Pino Rauti, neofascista, estremista,
[54:20] Speaker 2: famosissimo all'epoca, che abita lì in via Stresa e quel
[54:24] Speaker 2: mattino si affaccia e vede le macchine che ripartono ai
[54:27] Speaker 2: morti per terra. Non vuol dire niente però è una
[54:30] Speaker 2: di quelle cose, di quei dettagli che ti lasciano stupefatto.
[54:35] Speaker 2: Le macchine filano tutte, sono tre, ma se neanche una quarta,
[54:37] Speaker 2: hanno previsto una macchina di copertura che si mette in
[54:40] Speaker 2: testa alla colonna. Filano via alla massima velocità, quattro macchine
[54:44] Speaker 2: una dietro l'altra. Gli hanno detto, ma è non farvi vedere?
[54:47] Speaker 2: E Moretti ha risposto, ma figurati, in quel momento non
[54:49] Speaker 2: era importante non farsi notare. La sparatoria si sente a
[54:53] Speaker 2: un chilometro, l'essenziale era andare via di lì in fretta.
[54:58] Speaker 2: Si allontanano alla massima velocità, si fermano un po' più
[55:02] Speaker 2: in là, a Piazza Madonna del Cenacolo, controllano di esserci
[55:06] Speaker 2: tutti anche voi controllate l'orologio giustamente ma siamo quasi alla
[55:09] Speaker 2: fide a quel punto lì si dividono i due del
[55:14] Speaker 2: nord vanno alla stazione termini e prendono il treno per
[55:17] Speaker 2: tornare a casa quasi tutti gli altri filano a casa
[55:22] Speaker 2: attaccati alla televisione alla radio per sentire cosa diranno le
[55:27] Speaker 2: auto vengono tutte abbandonate saranno ritrovate nei giorni seguenti Lì,
[55:31] Speaker 2: a piazza Madonna del Cenacolo, Moro viene trasbordato su un
[55:34] Speaker 2: furgone preparato in precedenza. Nel furgone c'è un cassone di
[55:38] Speaker 2: legno che hanno fabbricato. Ci può stare un uomo dentro, scomodo.
[55:44] Speaker 2: Moretti racconta che quando poi l'hanno tirato fuori dal cassone
[55:47] Speaker 2: per portarlo nell'alloggio segreto, a Moro gli hanno chiesto scusa
[55:51] Speaker 2: perché il cassone era scomodo. Sono quelle stranezze della natura umana.
[55:56] Speaker 2: Comunque il furgone riparte, guida Moretti e davanti c'è un'altra
[56:00] Speaker 2: macchina con due compagni di scorta. Fra tutti quanti solo
[56:04] Speaker 2: Moretti e Gallinari sanno dove si sta andando. La via Montalcini,
[56:08] Speaker 2: ma non subito, c'è tutto un percorso. Si avvicinano alla
[56:13] Speaker 2: zona su un percorso calcolato in precedenza per stradine di periferia,
[56:17] Speaker 2: quasi di campagna. A un certo punto prendono addirittura una
[56:20] Speaker 2: stradina privata che sulle carte non c'è neanche e che
[56:23] Speaker 2: loro hanno individuato in precedenza perlustrando. Questa stradina privata è
[56:27] Speaker 2: chiusa da una catena, loro tagliano la catena con una
[56:31] Speaker 2: tronchese e si infilano di lì. La previsione del dettaglio,
[56:37] Speaker 2: hanno una tronchese su ogni veicolo, perché non si sa
[56:40] Speaker 2: mai cosa succede, ma chiunque arrivi lì deve poter passare.
[56:45] Speaker 2: E il calcolo si rivela esatto, moltissimi testimoni hanno visto
[56:47] Speaker 2: filare via le quattro macchine, dal momento in cui prendono
[56:50] Speaker 2: questa stradina nessuno li ha più visti. Lungo il percorso
[56:55] Speaker 2: hanno addirittura parcheggiato un'altra macchina rubata con un autista che
[56:58] Speaker 2: sta lì solo nel caso che ci sia bisogno di qualcosa.
[57:02] Speaker 2: Invece non c'è bisogno di niente. Arriva a una destinazione,
[57:06] Speaker 2: e cioè al parcheggio sotterraneo della standa dei Colli Portuensi.
[57:12] Speaker 2: Una grande standa, grande parcheggio sotterraneo, è pieno di gente
[57:15] Speaker 2: che carica e scarica roba e nessuno nota un cassone
[57:20] Speaker 2: che viene scaricato da un furgone e caricato su una macchina.
[57:24] Speaker 2: è la macchina di Laura Braghetti, l'inquilino di via Montalcini,
[57:28] Speaker 2: è l'unica macchina che non è stata rubata, è davvero
[57:30] Speaker 2: la sua macchina, lei abita lì, i vicini la conoscono,
[57:34] Speaker 2: quella macchina non sospettisce nessuno, vanno dritti al garage di
[57:39] Speaker 2: via Montalcini, non sono ancora le dieci, un'ora dopo e
[57:43] Speaker 2: Moro è già nella stanza segreta. E qui la nostra
[57:49] Speaker 2: storia è quasi finita, perché ovviamente ne comincia un'altra che
[57:53] Speaker 2: non racconteremo stasera, e che non è ancora facile raccontare.
[57:57] Speaker 2: La storia che vi ho raccontato è una storia, è
[57:58] Speaker 2: una meccanica di avvenimenti, lo vedete, si può ricostruire. La
[58:02] Speaker 2: storia della prigionia di Moro, delle trattative segrete, della linea
[58:06] Speaker 2: della fermezza, delle lettere di Moro, è una enorme storia
[58:11] Speaker 2: italiana che va ancora studiata. È la storia delle ricerche
[58:16] Speaker 2: che non approdano a niente, dei misteri non ancora risolti,
[58:20] Speaker 2: noi non la raccontiamo. Vi racconto qualche dettaglio giusto per
[58:23] Speaker 2: darvi un'idea del clima. come il Telex, che quel mattino
[58:29] Speaker 2: appena informato del rapimento di Moro, il capo dell'UCIGOS, l'ufficio
[58:34] Speaker 2: centrale per le investigazioni generali e le operazioni speciali, che
[58:40] Speaker 2: sarebbe l'FBI italiano in sostanza, quel mattino il capo dell'UCIGOS,
[58:45] Speaker 2: Antonio Fariello, manda a tutte le prefetture e le questure
[58:50] Speaker 2: un messaggio cifrato, attuare immediatamente il piano zero, In tutte
[58:58] Speaker 2: le prefetture e le questure d'Italia si grattano la testa,
[59:01] Speaker 2: cos'è il piano zero? Vanno a vedere nei cassetti, vanno
[59:06] Speaker 2: a vedere in cassaforte, piano zero nessuno sa cosa sia.
[59:11] Speaker 2: L'unica questura dove sanno cos'è è la questura di Sassari,
[59:15] Speaker 2: dove fino a poco tempo prima era questore il dottor Fariello,
[59:18] Speaker 2: adesso capo del Lucigos. il quale a Sassari aveva trovato
[59:22] Speaker 2: in cassaforte un piano di mobilitazione delle forze dell'ordine di
[59:26] Speaker 2: Sassari in caso di sequestro di persona, cosa che, come sapete,
[59:30] Speaker 2: all'epoca in Sardegna avveniva spesso. Dopodiché il dottor Fariello era
[59:34] Speaker 2: convinto che il piano zero esistesse in tutte le questure d'Italia,
[59:37] Speaker 2: quindi manda quest'ordine. Poi però, appunto, ci sono delle reazioni
[59:43] Speaker 2: immediate dello Stato che sono meno comiche, o meglio, che
[59:46] Speaker 2: possono esserlo, ma che possono essere viste in due modi.
[59:49] Speaker 2: Ve ne faccio un esempio. Quello stesso pomeriggio il ministro Cossiga,
[59:54] Speaker 2: ministro dell'interno, comunica alla stampa i nominativi e le fotografie
[1:00:00] Speaker 2: di 20 sospettati. E questa cosa si può raccontare appunto in
[1:00:05] Speaker 2: due modi opposti. Se vogliamo continuare sulla storia del piano zero,
[1:00:10] Speaker 2: allora vi dirò che su 20 nominativi, due sono di persone
[1:00:14] Speaker 2: che sono già in carcere, altri due con relative fotografie
[1:00:19] Speaker 2: sono tutte e due di Prospero Gallinari. Una senza baffia
[1:00:23] Speaker 2: col nome vero, una coi baffia col nome falso. Un
[1:00:26] Speaker 2: altro ancora è un informatore dei carabinieri, ma il ministro
[1:00:29] Speaker 2: non lo sapeva. Però se guardiamo la storia da un
[1:00:32] Speaker 2: altro punto di vista, fra quei 20 nominativi ci sono 5 dei
[1:00:38] Speaker 2: veri responsabili del sequestro Moro. C'è Moretti, c'è Gallinari e
[1:00:43] Speaker 2: c'è tutto il resto dell'esecutivo, Bonisoli, Azzolini, Michaletto. Insomma non
[1:00:47] Speaker 2: partivano proprio da zero. tanto che rimane aperta la questione
[1:00:51] Speaker 2: di come mai non hanno trovato niente, nonostante le norme,
[1:00:55] Speaker 2: e uno storico l'ha chiamato l'insensato dispiegamento di forze di
[1:01:01] Speaker 2: quelle settimane, con una media in Italia ogni giorno di 1300
[1:01:08] Speaker 2: posti di blocco e ogni giorno 700 perquisizioni domiciliari, alla fine
[1:01:15] Speaker 2: risulteranno perquisite 6 milioni di persone in Italia, E ovviamente il
[1:01:20] Speaker 2: fatto che non abbiamo trovato niente, anche lì, alimenta le dietrologie.
[1:01:24] Speaker 2: Poi però io volevo finire... No, ecco, era incerto fra
[1:01:28] Speaker 2: due finali, ma ve li do tutti e due. Una
[1:01:32] Speaker 2: cosa che a me è sembrata interessante, e tutte e
[1:01:34] Speaker 2: due sono legate all'unico successo che hanno avuto le forze
[1:01:36] Speaker 2: dell'ordine in quel periodo, la scoperta del cosiddetto covo di
[1:01:39] Speaker 2: via Gradoli, che era effettivamente una base delle BR a
[1:01:43] Speaker 2: Roma dove dormivano Moretti e Barbara Balzerani e viene scoperta
[1:01:46] Speaker 2: durante quel periodo. Una cosa che io ho trovato affascinante
[1:01:50] Speaker 2: è l'elenco, l'inventario, di ciò che è stato trovato nel
[1:01:55] Speaker 2: covo di via Gradoli. Un cassetto dell'armadio contiene una pistola mitragliatrice,
[1:02:03] Speaker 2: un fucile da caccia, una pistola calibro 6.35, una pistola FFCK,
[1:02:08] Speaker 2: altra pistola FCK, una pistola beretta, un'impugnatura per pistola, caricatore, eccetera.
[1:02:14] Speaker 2: È solo un cassetto dell'appartamento. Poi però naturalmente nel frigorifero
[1:02:21] Speaker 2: porzioni di salame, mortadella, provolone, sulla mensola barattolo di marmellata, burro,
[1:02:28] Speaker 2: scatola di dadi, star, valigetta 24 ore, un giubbotto antiproiettile e
[1:02:36] Speaker 2: una borsetta di plastica con un SSR da toilette per donna.
[1:02:40] Speaker 2: L'elenco di tutti i senatori della settima legislatura. Libri gialli,
[1:02:45] Speaker 2: libri di fantascienza, fumetti di Charlie Brown, documenti di identità falsi,
[1:02:51] Speaker 2: timbri falsi di uffici di ogni genere, targhe di auto rubate,
[1:02:55] Speaker 2: divise e palette della polizia, pacchetti di sigarette, Goloise, Caporal, MS,
[1:03:02] Speaker 2: fumavano forte, copie di quotidiani, il Corriere della Sera, aperto
[1:03:09] Speaker 2: alla pagina in cui si racconta la vittoria di Moser, Ah,
[1:03:14] Speaker 2: non so più quale gara. Pomodori star, piselli de rica,
[1:03:20] Speaker 2: fagioli cirio. Ecco, questa è una cosa che per lo
[1:03:24] Speaker 2: storico forse non è così significativa, non lo è per niente,
[1:03:26] Speaker 2: però dà un'idea dell'atmosfera italiana che si poteva respirare anche
[1:03:32] Speaker 2: nel più pericoloso covo delle BR, dove appunto... Ah, pasta buitoni, naturalmente,
[1:03:39] Speaker 2: e barilla, entrambi i tipi, pasta corta, niente spaghetti. L'altra
[1:03:44] Speaker 2: cosa connessa al covo di via Gradoli e con cui
[1:03:46] Speaker 2: veramente stavolta finiamo è la storia che, anche qui non
[1:03:50] Speaker 2: so dove ci porta ma è troppo bella per non raccontarla,
[1:03:53] Speaker 2: della seduta spiritica. È il 2 aprile, domenica, Moro è in
[1:04:01] Speaker 2: mano alle BR, le ricerche continuano frenetiche e in una
[1:04:05] Speaker 2: casa di campagna fuori Bologna si incontrano a passare la
[1:04:09] Speaker 2: domenica un gruppo di amici con le famiglie. Siccome piove
[1:04:14] Speaker 2: decidono di fare una seduta spiritica e di chiedere agli
[1:04:17] Speaker 2: spiriti dove è nascosto Moro. Non sono degli amici qualunque,
[1:04:22] Speaker 2: sono tutti professori dell'Università di Bologna, uno di loro si
[1:04:26] Speaker 2: chiama Romano Prodi. Fanno la seduta spiritica, siccome sono tutti
[1:04:31] Speaker 2: cattolici di sinistra, evocano gli spiriti di Don Sturzo e
[1:04:35] Speaker 2: di Giorgio Lapira. Gli chiedono dove si trova Moro, e
[1:04:42] Speaker 2: il piattino si muove e forma una parola, Gradoli. Cos'è Gradoli?
[1:04:48] Speaker 2: Cos'è Gradoli? Vanno a vedere, Gradoli è un paesino in
[1:04:50] Speaker 2: provincia di Viterbo. Mettono sul tavolo una carta geografica, il
[1:04:55] Speaker 2: piattino guidato dalla pira si muove e finisce sulla provincia
[1:04:59] Speaker 2: di Viterbo. Ora, questa è già una cosa, se vogliamo,
[1:05:02] Speaker 2: abbastanza bizzarra, ma la cosa più bizzarra è come mai
[1:05:04] Speaker 2: noi sappiamo tutto questo. Perché il giorno dopo, il professor Prodi,
[1:05:09] Speaker 2: tornato a Bologna, va alla Digos e racconta di questa
[1:05:14] Speaker 2: seduta spiritica da cui è venuto fuori il nome Gradoli.
[1:05:19] Speaker 2: Il giorno dopo ancora il professor Prodi va a Roma
[1:05:22] Speaker 2: e parla di questa faccenda al capo dell'ufficio stampa della DC.
[1:05:27] Speaker 2: Il capo dell'ufficio stampa della DC va al ministero e
[1:05:30] Speaker 2: ne parla a un collaboratore di Cossiga, ministro dell'interno. Il
[1:05:33] Speaker 2: collaboratore di Cossiga parla della seduta spiritica al capo della polizia,
[1:05:37] Speaker 2: il dottor Parlato. E il giorno dopo il dottor Perlato
[1:05:41] Speaker 2: ordina un rastrellamento al paese di Gradoli, sulla base della
[1:05:45] Speaker 2: seduta spiritica. La notizia, ovviamente non viene fuori niente, la
[1:05:51] Speaker 2: notizia della seduta spiritica circola talmente tanto fra gli intimi
[1:05:56] Speaker 2: che anche Eleonora Moro, la moglie di Moro, viene a
[1:05:58] Speaker 2: saperlo e lei racconterà che ha detto a un funzionario
[1:06:03] Speaker 2: della polizia ma non è che magari invece è il
[1:06:06] Speaker 2: nome di una via. Il funzionario di polizia ha risposto
[1:06:10] Speaker 2: alla signora Moro, a Roma non risulta nessuna via Gradoli.
[1:06:15] Speaker 2: Poi se ne ricorderanno tutti due settimane dopo, quando in
[1:06:18] Speaker 2: una palazzina in periferia i vicini chiamano i vigili del
[1:06:22] Speaker 2: fuoco perché c'è una perdita d'acqua, i vigili del fuoco
[1:06:26] Speaker 2: sfondano la porta, c'è davvero una perdita d'acqua, ed è
[1:06:29] Speaker 2: quell'alloggio di via Gradoli di cui vi ho descritto il
[1:06:31] Speaker 2: contenuto un attimo fa, l'alloggio di Moretti e Balzerani. Chi
[1:06:38] Speaker 2: dice che le coincidenze non esistono dice Università di Bologna.
[1:06:44] Speaker 2: Lì l'autonomia operaia era molto forte, le voci circolavano, qualcuno
[1:06:50] Speaker 2: dei professori avrà sentito questo nome Gradoli, non voleva compromettersi,
[1:06:58] Speaker 2: ha pensato alla seduta spiritica per trasmettere l'informazione senza che
[1:07:03] Speaker 2: si sapesse da chi veniva. Io non so se non
[1:07:07] Speaker 2: è peggio, come dire, il tacon del buso, come si dice, ecco,
[1:07:10] Speaker 2: perché in ogni caso l'idea che poi la polizia va
[1:07:14] Speaker 2: a fare i rastrellamenti perché gli hanno detto che una
[1:07:16] Speaker 2: seduta spiritica è venuto fuori, un nome, ci dice qual
[1:07:20] Speaker 2: era la situazione in quel momento in Italia e ci
[1:07:22] Speaker 2: dice forse qualcosa, e qui davvero abbiamo finito, su questo
[1:07:26] Speaker 2: nostro paese dove anche la tragedia è sempre a un
[1:07:30] Speaker 2: pelo dal finire in farsa. Grazie.

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