# Ep. 6 - STRATEGIA PARALLELA

An episode of [Lampi - 2 agosto 1980](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1878634326), 9 Mar 2026, 40 min.

Audio: https://anchor.fm/s/1096ac250/podcast/play/116951370/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2026-2-15%2F73af3c4a-262a-1ca4-9f2e-90f9ab6911be.mp3

Nel sesto episodio di Lampi - 2 agosto 1980 si svela il reticolo della catena di comando dietro la strage di Bologna. Spuntano documenti occultati per decenni, che, grazie all’attenta analisi degli inquirenti, rivelano la responsabilità della P2 di Licio Gelli come finanziatrice dei terroristi e dei depistatori: D’Amato e Tedeschi. I processi e le ricostruzioni fanno emergere la strategia parallela che ha minato le istituzioni, mostrando come la verità storica emerga solo con coraggio, tenacia e impegno collettivo. Interviste a: Vito Zincani (magistrato), Cataldo Sgarangella (Maggiore della Guardia di Finanza), Anna Vinci (scrittrice e biografa ufficiale di Tina Anselmi), Cinzia Venturoli (storica). ----------- Scritto e narrato da Sara Poledrelli Musiche e sound design di Marco Degli Esposti Artwork di copertina di Serena Oddo Sigla di apertura: Belladonna Producer e montaggio: Paolo Maoret Supervisione autoriale: Antonella Beccaria e Paolo Maoret Consulenza storica: Antonella Beccaria e Cinzia Venturoli Ufficio stampa: Vincenzo Branà Comunicazione e social media manager: Serena Oddo Una produzione Piombo Podcast Con il patrocinio del Comune di Bologna. In collaborazione con Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Con il sostegno di Radio Taxi Co.Ta.Bo, e la collaborazione di ANPI comitati provinciali di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Registrato presso Happenstance Recording Studio / Studio Aleph ----------- “Lampi - 2 agosto 1980” è un podcast indipendente e senza pubblicità. Se ti è piaciuto, ti ha appassionato o anche solo fatto compagnia, puoi sostenere il nostro lavoro con un contributo libero al link Paypal. ----------- Repertori citati: • Discorso del Presidente Paolo Bolognesi, 02/08/2025, ore 10 circa, registrazione dal vivo effettuata dalla stessa autrice. • Registrazione audio integrale dell'udienza del 16/02/2022, "Processo per la strage di Bologna”, Corte d’Assise a carico di Paolo Bellini +2 . https://www.radioradicale.it/scheda/660185/processo-a-carico-di-paolo-bellini-ed-altri-strage-alla-stazione-di-bologna-del-2 (per gentile concessione di Radio Radicale). • Registrazione audio integrale dell'udienza del 23/02/2022, "Processo per la strage di Bologna”, Corte d’Assise a carico di Paolo Bellini +2 . https://www.radioradicale.it/scheda/661232/processo-a-carico-di-paolo-bellini-ed-altri-strage-alla-stazione-di-bologna-del-2 (per gentile concessione di Radio Radicale). Il podcast “Lampi - 2 agosto 1980” è pubblicato per scopi di critica e di discussione, pertanto si avvale del diritto di citazione, secondo l’art. 70, Legge 22 aprile 1941 n. 633 e dell'art. 10 della Convenzione di Berna. La produzione ha fatto ogni sforzo possibile per rintracciare i titolari dei diritti e si mette a disposizione dei legittimi aventi diritto per sanare ogni eventuale controversia.

## Transcript

[0:05] 45 anni di trame e depistaggi per nascondere la verità, la
[0:11] determinazione dell'associazione dei familiari lo ha impedito.
[0:16] Mi trovo a Bologna in piazza delle medaglie d'oro, il
[0:19] piazzale della stazione. È il 2 agosto 2025, sono anni
[0:24] che non manco al corteo e alle commemorazioni.
[0:27] Ecco, questo è uno di quegli eventi che almeno a me, a
[0:30] sentire parte di un qualcosa di più grande.
[0:34] E mi fa sentire partecipe essere al fianco dei familiari delle
[0:37] vittime e dei feriti contraddistinti da un fiore
[0:40] bianco, la gerbera. Accompagnarli in mezzo a questo
[0:44] fiume eterogeneo di persone e al tempo stesso sentire di essere
[0:48] sostenuti da loro, perché la loro battaglia civile per la
[0:51] verità è qualcosa che fanno per tutti i cittadini, segue il
[0:56] fluire di quella folla pacifica sulla quale svettano i gonfaloni
[1:00] di tantissimi comuni italiani, mentre davanti a me ci sono un
[1:04] camion dei pompieri e un'ambulanza che hanno prestato
[1:07] i primi soccorsi nel 1980. E ad aprire il corteo anche
[1:12] quell'autobus il 37. Era tempo però che non vedevo
[1:17] un'affluenza come quella che mi circonda adesso e riempie le
[1:20] strade lungo il percorso dal municipio in piazza Maggiore
[1:23] fino alla stazione. Dal palco Paolo Bolognesi,
[1:27] presidente uscente dell'associazione familiari
[1:29] vittime, corona i suoi quasi trent'anni in questo ruolo con
[1:33] un discorso che celebra due importanti risultati
[1:36] processuali. Si sono voluti anni, decenni e
[1:40] il cammino che ha fatto emergere in modo sempre più nitido il
[1:43] quadro delle responsabilità. Non è stato semplice, è stato
[1:48] difficile. Orrore e faticoso.
[1:49] In percorso non l'abbiamo fatto insieme ed anche grazie a questo
[1:56] che con le ultime sentenze si sta finalmente delineando la
[2:00] verità completa. Lo scorso gennaio la Corte di
[2:04] Cassazione ha condannato in via definitiva Gilberto Cavallini
[2:08] quale esecutore della strage della stazione.
[2:11] Il 1 luglio scorso la Corte di Cassazione ha condannato Paolo
[2:15] Bellini all'ergastolo di via definitiva nell'ambito del
[2:18] processo mandanti per aver partecipato alla strage.
[2:23] Un certo che si chiude e dopo 45 anni possiamo dire che
[2:27] conosciamo i retroseno della strada.
[2:31] Spieghiamo la nostra storia e chi tra loro ci chiede come
[2:35] abbiamo fatto a rimanere saldi in tutti questi anni,
[2:39] rispondiamo che abbiamo fatto come gli alberi, abbiamo
[2:42] cambiato le foglie ma conservato le nostre radici.
[2:52] Un pronto fisco del treno segna l'inizio del minuto di silenzio.
[3:14] Sono Sara polebrelli e questo è l'anpi. 2 agosto 1980 come.
[3:21] Durante un temporale i lampi squarciano, il velo nero del
[3:25] cielo, il velo dell'illusione e per qualche istante vediamo la
[3:31] realtà così com'è. Una serie PODCAST che esplora la
[3:35] sottile linea di confine tra micro e macro storie,
[3:40] un'inchiesta personale, un viaggio intimo e universale alla
[3:45] ricerca. Della nostra identità storica.
[4:08] Nel 2025, anno del Quarantacinquesimo anniversario
[4:12] del 2 agosto 1980, gli ultimi. Due processi a carico di
[4:17] Gilberto Cavallini e di Paolo Bellini sono approdati in
[4:20] Cassazione e le sentenze sono diventate definitive.
[4:24] Ma la cosa più importante non sono tanto o non solo, le
[4:27] condanne. Accertare le responsabilità
[4:30] degli imputati è stato utile per ricostruire un contesto di
[4:34] connessioni, di connivenze, di ricatti di dinamiche del potere.
[4:38] Grazie a questi due processi, che hanno potuto assimilare gli
[4:41] atti e le sentenze di tanti altri procedimenti, si è
[4:44] raggiunto un quadro che possiamo definire storico, cioè
[4:48] l'accertamento della verità per via giudiziaria.
[4:52] Ha reso visibile una porzione vasta e dettagliata della realtà
[4:55] storica di quel periodo. Non perché i magistrati si siano
[4:59] voluti sostituire agli storici, ma perché senza collocare gli
[5:03] esecutori materiali in uno spaccato più ampio, si fa il
[5:07] gioco di chi non vuole rischiarare la visione
[5:09] d'insieme. Che è esattamente il gioco dei
[5:12] mandanti, tant'è vero che si è potuto risalire a loro solo dopo
[5:16] che erano passati a miglior vita.
[5:18] Sono gli stessi che abbiamo intravisto a più riprese lungo
[5:21] il nostro cammino, ma non abbiamo.
[5:23] Ancora illuminati appieno. Fu il primo a interrogare il gel
[5:27] nel corso di questa indagine e fu un interrogatorio quasi
[5:30] grottesco perché non avevo niente in mano e quindi abbiamo
[5:35] fatto questo interrogatorio piuttosto ridicolo.
[5:40] Ma non viene fuori come disse? Ma no, negò ogni.
[5:44] L'ex magistrato Vito Zincani, che ci ha accompagnato nelle
[5:48] scorse puntate, ha incontrato nel 1975 Licio Gelli quando
[5:53] indagava su ordine nero l'italicus e il gruppo toscano
[5:57] Ma chi è Licio Gelli? Come si connette alla storia del
[6:00] 2 agosto? Era davvero il grande vecchio
[6:03] dietro tutte le trame o c'era qualcuno di più potente ancora
[6:06] sopra di lui? La Commissione p due ha
[6:09] formulato un'immagine plastica per descrivere l'organizzazione
[6:13] del potere occulto, la doppia piramide rovesciata congelli
[6:17] come punto di intersezione, come uomo cerniera fra il mondo di
[6:20] sopra e il mondo di sotto. Forse è arrivato il momento di
[6:24] approfondire questa figura che ha aleggiato in controluce
[6:27] durante tutto il nostro viaggio. Sappiamo per certo che è stato
[6:31] responsabile dell'operazione di depistaggio, ma perché un uomo
[6:35] così potente, ricco, influente in apparenza all'apice del suo
[6:39] fulgore, si sarebbe dovuto esporre fino alla condanna a 10
[6:42] anni per coprire dei giovanissimi terroristi che
[6:45] dicono tra l'altro di essere spontaneisti?
[6:48] Di agire in autonomia. È una narrazione che traballa,
[6:52] c'è un nesso logico che manca e. Furono le indagini sul gruppo
[6:56] ARETINO che ci portarono a gente.
[6:58] Quel gruppo toscano era strettamente controllato dai
[7:02] servizi, era strettamente controllato dalla p due, di cui
[7:06] era un braccio armato. Oggi noi lo sappiamo per certo,
[7:09] allora lo sospettavamo. Il capo della p due in
[7:12] quell'interrogatorio USA quella che sarà sempre la sua linea di
[7:15] condotta davanti agli inquirenti, negare sempre fino
[7:19] alla fine una strategia che a lungo ha pagato, ma non del
[7:23] tutto. Era già tutto molto chiaro
[7:25] perché io avevo già acquisito alcuni documenti interni alla
[7:30] massoneria, tra cui una specie di pamphlet di accornero, gran
[7:35] maestro della massoneria di palazzo Giustiniani.
[7:39] Il quale accusava la p due di essere intanto non una roggia
[7:43] massonica, ma una semplice copertura di eversori.
[7:47] E qualche cosa di molto pericoloso per la sicurezza
[7:49] dello Stato e anche per l'onorabilità della era, una
[7:52] copertura di un'attività di controllo dei gangli dello
[7:56] Stato. Questo è emergente.
[7:58] Quando già a metà degli anni 70 le indagini su fatti eversivi
[8:02] che insanguinano l'Italia portano ripetutamente alla
[8:05] figura di Gelli, si apre in parallelo un processo masslico
[8:09] che determina lo scioglimento della Loggia segreta propaganda
[8:12] due. Tuttavia Jelly, che ne è
[8:14] segretario dal 1963 e che ne diventa in brevissimo tempo
[8:19] maestro venerabile saltando 32 passaggi iniziatici nel 1975,
[8:25] non solo non chiude la p due, ma addirittura la rafforza e
[8:29] allarga il numero degli iscritti, attingendo ad ogni
[8:32] ramo del potere alti gradi dell'esercito e dei servizi
[8:35] segreti, imprenditori e funzionari, banchieri e
[8:38] finanzieri, politici, giornalisti, prefetti, questori,
[8:41] magistrati. Il ricatto perpetrato grazie a
[8:45] una pluridecennale attività di dossieraggio illecita, nonché la
[8:48] lusinga di potere e ricchezza, sono sempre stati i suoi
[8:52] strumenti. Senza scordarsi del doppio
[8:54] gioco, strategia che fin da giovanissimo ha dimostrato di
[8:58] saper usare con grande abilità. Ex repubblichino poi diventato
[9:02] collaboratore spia prima per e poi per gli americani, insomma,
[9:07] e che a un certo punto scompare quindi il sospetto che fosse a
[9:10] un certo punto Stato salvato da dai servizi americani in cambio
[9:15] di informazioni. Perché i partigiani toscani ora?
[9:19] Perché si sapeva che. Era stato un repubblichino che
[9:22] aveva compiuto misfatti, diciamo nell'epoca più più dura del
[9:29] passaggio dall'otto settembre in poi, insomma, il periodo molto
[9:33] critico della storia italiana. E ricompare.
[9:37] Improvvisamente demografia, con una copertura come proveniente
[9:43] dall'Argentina, come industriale.
[9:47] La permaflex. Dal 1956, quando gelly diventa
[9:51] direttore commerciale dell'industria di materassi
[9:54] permaflex, passando poi all'azienda di abbigliamento
[9:57] jole, nella provincia di Arezzo, quella di piccolo industriale
[10:00] rimane per più di vent'anni la sua attività ufficiale.
[10:04] Fino a quando, il 17 Marzo 1981, proprio negli uffici della Giole
[10:09] di Castiglion Fibocchi, fanno irruzione i giudici milanesi.
[10:12] Turone e Colombo indagano sul Bancarottiere Michele Sindona.
[10:17] Ma la perquisizione porta alla luce qualcosa di non del tutto
[10:20] inaspettato, le liste della pittore.
[10:24] Spuntano 962 nomi eccellenti, ma l'elenco era certamente molto
[10:29] più ampio, tra cui figurano anche i vertici del sismi e del
[10:33] Sisde. E ancora politici e uomini
[10:35] d'affari, industriali, costruttori.
[10:38] E poi imprenditori e banchieri come Roberto Calvi, Angelo
[10:42] Rizzoli, Silvio Berlusconi. E in mezzo ad un profluvio di
[10:46] personaggi influenti ci sono anche il senatore dell'M SI
[10:50] Mario tedeschi, direttore del settimanale il borghese, e
[10:53] Federico Umberto D'Amato per. L'anima dell'ufficio affari
[10:57] riservati del ministero dell'Interno.
[11:00] Proprio questi ultimi due, insieme a Umberto Ortolani,
[11:03] mente finanziaria della p due, figurano in un documento che ha
[11:07] fornito la chiave per vedere oltre il velo degli esecutori
[11:10] materiali. Un documento che, seguendo i
[11:13] flussi di denaro, porta dritto dritto ai mandati e
[11:17] organizzatori della strage. Vederlo fisicamente è diverso.
[11:23] Che descrivono comunque fotocopiarlo.
[11:25] Si tratta di un documento che è manoscritto che è ricavato da un
[11:29] foglio a quadretti che è piegato in quattro parti scomparti a
[11:34] forma un po di libretto, è piegato in maniera tale da poter
[11:37] essere contenuto nel portafogli. Il maggiore.
[11:40] È Cataldo sgarangella della Guardia di Finanza di Bologna,
[11:43] mi mostra un facsimile del tutto identico all'originale ritrovato
[11:47] nel portafoglio di Licio Gelli. E sul fronte spiccio esterno
[11:50] visibile? Azionebolognapoiceunnumerocinquantaduecinquesettesettenovex.se,
[11:58] aprendo questo documento si trovano una serie di indicazioni
[12:03] relative ad importi e ci sono anche correlate date e alcune
[12:09] annotazioni riferite agli stessi importi.
[12:12] È il documento Bologna. Quando salta fuori per la prima
[12:16] volta, Jelly è latitante da quasi un anno e mezzo, dopo la
[12:19] famosa perquisizione di Castiglion Fibocchi.
[12:22] Con capelli tinti e baffi finti, si aggira sotto falso nome tra
[12:26] l'America Latina e la Svizzera. Ed è proprio a Ginevra, il 13
[12:30] settembre 1982, mentre sta entrando nella filiale UBS dove
[12:35] ha ancora dei conti correnti, che la polizia elvetica
[12:38] lobracca. E anche se in quegli anni Gelli
[12:42] è imputato per il crack del banco ambrosiano di cui era
[12:45] Presidente il Piduista Roberto Calvi, anche se a Bologna è
[12:49] indagato per il depistaggio della strage alla stazione, e
[12:52] anche se c'è perfino una commissione parlamentare che
[12:55] indaga sulla p due i documenti non arrivano in Italia prima del
[12:59] 1986, quattro anni dopo il suo arresto.
[13:04] Esattamente dopo un anno, il. A luglio dell'ottantasette, la
[13:08] Guardia di Finanza estrae il documento Bologna e lo tratta
[13:11] separatamente perché è un documento di particolare
[13:14] interesse. All'interno dell'informativa si
[13:17] legge che all'indicazione Bologna non si riesce allo Stato
[13:21] a dare un significato ben preciso.
[13:23] Quindi l'intestazione sul frontespizio era stata notata.
[13:27] Ma nonostante la stranezza che avrebbe dovuto suscitare
[13:30] quantomeno curiosità, ai finanzieri di Milano non scatta
[13:33] nessun campanello d'allarme. E così ai giudici istruttori del
[13:37] processo sul crack dell'ambrosiano viene fornita
[13:40] solo una fotocopia della parte interna, quella con i flussi
[13:43] finanziari, mentre i. Mpredici Bolognesi non viene
[13:46] nemmeno comunicata l'esistenza di quel documento che così nel
[13:50] giro di breve viene dimenticato, per 33 anni resta a ingiallire
[13:55] nel portafoglio di Jelly conservato all'archivio di Stato
[13:58] di Milano, fino a quando, nel 2019, lo ritrovano intonso i
[14:03] magistrati della Procura generale di Bologna che hanno
[14:06] riaperto le indagini sui mandanti della strage alla
[14:09] stazione. Quella mancata comunicazione è
[14:13] stata volontà o negligenza? Non è stato possibile
[14:16] ricostruirlo con sicurezza. Di certo c'è però che il
[14:20] documento Bologna a livello giudiziario cade nell'oblio in
[14:23] seguito a un fatto importante avvenuto in ottobre del 1987.
[14:29] Da questa data si perdono le tracce del documento di Bologna,
[14:33] però cosa succede? Che tra l'informativa della
[14:36] Guardia di finanza del 15 luglio 87 e l'interrogatorio di Gelli
[14:40] del 2 maggio 88. Si pone un documento, il famoso
[14:44] il documento artigli. Il documento, classificato come
[14:47] Riservatissimo, è del 15 ottobre 1987 e ricostruisce un incontro
[14:53] che l'avvocato Fabio Dean, legale di Gelli, ebbe al
[14:56] ministero dell'Interno. L'avvocato Dean Stigmatizzò, il
[15:01] sistema persecutorio nei confronti di Gelli definiva
[15:04] tragicamente ridicola l'imputazione sulla strage di
[15:06] Bologna e. Faceva presente che l'ufficio
[15:09] affari riservati dal ministero degli Interni, già diretto da
[15:13] Federico Umberto D'Amato, era un ufficio che poteva fare molto.
[15:17] L'avvocato Dean invitò il ministro a prendere in mano la
[15:20] gestione complessiva, aggiungendo che se la vicenda
[15:24] viene esasperata e lo costringono necessariamente a
[15:26] tirare fuori gli artigli, allora quei pochi che ha li tirerà
[15:30] fuori, concludeva ancora. E qui il proprio riferimento al
[15:33] documento Bologna che vi sono degli appunti con notizie
[15:36] riservate, che spetterà poi al Gelli avallare o meno sulla base
[15:41] di come gli verranno poste le domande.
[15:44] In realtà poi, abbiamo visto che le domande non vengono proprio
[15:46] fatte nell'interrogatorio del maggio dell'ottantotto.
[15:50] Il ricatto nei confronti dei vertici del ministero
[15:53] dell'Interno, insomma, è andato a segno.
[15:56] C'è da chiedersi, però, come mai Gelli sia così geloso di quel
[15:59] foglietto, tanto da essere pronto a dispiegare tutta la sua
[16:02] artiglieria pur di non svelarne il significato, addentriamoci
[16:07] almeno un po fra le misteriose pieghe di questo appunto
[16:10] seguendo le. Ricostruzioni fatte nel corso
[16:12] del processo. Tutto ha inizio con i gravi guai
[16:16] giudiziari e finanziari che assillano Roberto Calvi dal 1979
[16:21] fino alla sua morte nel 1982. Ed è nel momento del bisogno che
[16:26] si vedono i veri amici. Così Jelly e Ortolani, che fino
[16:30] ad allora hanno fatto ottimi affari con e grazie a Calvi, si
[16:34] propongono di aiutarlo a uscire dalle beghe giudiziarie.
[16:38] Ma ci vogliono tanti soldi per convincere i giudici di Milano e
[16:41] di Roma ad assolverlo almeno. 15 milioni di dollari.
[16:46] Naturalmente non è vero, è un imbroglio, ma il banchiere
[16:49] disperato abbocca. I soldi partono da Lima, ma in
[16:54] realtà la banca fa sempre parte. Dell'Ambrosiano è una sua
[16:57] consociata estera, si chiama infatti banco Ambrosiano andino.
[17:01] Il denaro, insomma, parte dal Perù per essere distribuito su
[17:05] tre conti svizzeri della UBS di Ginevra.
[17:08] Uno di questi è proprio il fatidico conto 525779XS.
[17:14] Sul quale viene accreditato della somma iniziale solo, si fa
[17:19] per dire, 1.900.000 $. È il conto Bologna.
[17:25] Questo 1.000.009 viene trattato da Gelli nel documento Bologna,
[17:29] nella parte centrale nella colonna note 850 Real Az Zaft
[17:33] tedeschi Artic 20 e da saldare un milione 0 30. 1.900.000 $
[17:40] corrisponde a un'operazione di rimborso, Jelly, che ha
[17:44] anticipato quei soldi di tasca propria, adesso, il 22 agosto
[17:48] 1980, 20 giorni dopo la strage, si risarcisce coi fondi
[17:53] distratti dall'Ambrosiano, ma. Ciò che ci interessa adesso è
[17:57] che sul documento Bologna Gelli, Annotando le specifiche per cui
[18:01] si è rimborsato, ci dà la chiave per capire come aveva speso in
[18:05] precedenza quelle somme, per cosa e a chi erano destinate.
[18:10] Con relativi importi sono tre. Ce le ha appena lette il
[18:13] maggiore sgarangella che mi sta indicando quelle cifre sul
[18:16] foglio. Sciogliere il significato di
[18:19] quelle abbreviazioni, mi dice il maggiore, è stata una sorta di
[18:22] rebus che, una volta decodificato, però, ha portato
[18:26] ai destinatari delle somme e al ruolo che hanno avuto nel
[18:29] progetto STRAGISTA. Partiamo da quel milione e rotti
[18:33] da saldare e partiamo dall'anello della catena di
[18:36] comando più facile da individuare, cioè gli operativi,
[18:39] i terroristi. Ali, va saldata la somma per
[18:43] mettere la bomba. A questo proposito è un appunto
[18:47] diretto al cassiere prestanome di Jelly, tal Marco Ceruti, a
[18:51] rivelare qualche dato illuminante.
[18:53] Qui si fa riferimento a un milione di dollari, proprio la
[18:57] stessa cifra annotata anche sul documento Bologna da consegnare
[19:00] in contanti fra il 20 e il 30 luglio 1980.
[19:05] A questo punto occhio alle date. Dove era Licio Gelli e dov'era
[19:10] il suo cassiere Marco Ceruti? Tra il 20 e il 30 luglio 80 e
[19:15] noi scopriamo che erano entrambi, sia Marco Cerutti che
[19:19] i cioggelli erano entrambi a Roma.
[19:22] Indichiamo anche le date della delle permanenze a Roma.
[19:27] Ed erano nelle condizioni affinché uno desse all'altro un
[19:31] milione di dollari in contanti. La Procura generale, questa è la
[19:35] voce del sostituto procuratore Umberto Palma sospetta che Gelli
[19:39] anticipi al suo prestanome, Marco Ceruti, un milione di
[19:43] dollari in contanti. Ma chi altro c'era a Roma in
[19:46] quel periodo, tre giorni prima della strage?
[19:49] Scrupolo? Andiamo a vedere.
[19:50] Ma dove erano gli esecutori della strage di Bologna?
[19:53] Arrivano a Roma il 30 luglio, la mattina in aereo da Palermo.
[19:56] Quel che sappiamo rispetto agli spostamenti dei terroristi Nar
[20:00] Valerio Fioravanti e Francesca mambro in quei giorni lo
[20:03] conosciamo grazie ai biglietti aerei, il 30 luglio mattina
[20:07] atterrano all'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma provenienti da
[20:11] Palermo, il 31 luglio nel tardo pomeriggio ripartono sempre in
[20:16] aereo e sempre da Fiumicino verso l'aeroporto tessera di
[20:19] Venezia Mestre. Dove arrivano in serata e dove
[20:22] li aspetta Gilberto Cavallini per portarli a Treviso, dove
[20:25] hanno un appoggio. Da qui, il 2 agosto 1980,
[20:30] partono di buon mattino in macchina verso Bologna, dove la
[20:34] testimone cuoghi li ha visti vestiti da turisti tedeschi
[20:37] nella piazza davanti alla stazione, poco prima del boato.
[20:41] Ma cosa succede in quel lasso di tempo?
[20:43] Migliora avanti, è mambro, si suppone.
[20:45] Trascorrono a Roma. Il totale buio che avvolge la
[20:51] giornata del 30 luglio, la notte tra il 30 e il 31 di cui non è
[20:56] stata mai fatta menzione, è l'intera giornata del 31.
[20:58] Cioè viene analizzato il tessuto narrativo di dei due imputati
[21:04] che hanno sempre dichiarato, noi confessiamo tutto, facciamo
[21:07] tutto. Però quello che hanno fatto il
[21:10] 30 e il 31 luglio non l'hanno voluto dire, cioè hanno detto
[21:13] con una miriade di bugie incredibili.
[21:15] Chissà perché i due nar hanno sempre reso dichiarazioni
[21:18] improbabili e contraddittorie pur di non essere collocati in
[21:22] quegli ultimi due giorni di luglio del 1980 a Roma, quando
[21:26] c'erano anche Gelli e Ceruti? Forse perché hanno ricevuto
[21:30] brevi Manu dal cassiere di gelly un milione di dollari in
[21:33] contanti? È solo una supposizione,
[21:36] un'ulteriore indizio che tuttavia sommandosi a tanti
[21:39] altri indizi, ha il suo peso. Molto più semplice è stato
[21:46] risalire al significato di tedeschi artic, a cui sono
[21:49] destinati 20.000 $, secondo quanto è stato acclarato,
[21:53] tedeschi è il già citato senatore dell'M SI Mario
[21:57] tedeschi, direttore, come abbiamo già detto, del
[21:59] settimanale il borghese. La giornalista con i suoi artic,
[22:04] o meglio articoli, può fare molto.
[22:08] Ecco un passaggio interessante di un'udienza del processo ai
[22:10] mandanti in cui si rievoca uno dei depistaggi che abbiamo
[22:14] raccontato nella scorsa puntata, la pista libanese, ricordate?
[22:18] Pare che anche Mario tedeschi abbia dato il suo volenteroso
[22:22] apporto. Guardate cosa accade il 5
[22:25] ottobre 1980, il. Borghese in quella data pubblica
[22:29] un articolo dal titolo quel gentiluomo di abuayd, quindi
[22:34] amplificando sotto il profilo mediatico quell'intervista che
[22:39] era stata data alla Porena da Habo e pubblicata sul Corriere
[22:43] del del Ticino. Quindi si rilancia, 111 pista
[22:49] alternativa. Si diceva che il vero centro del
[22:51] terrorismo internazionale era vero. 8 ovest, viene fuori il
[22:54] nome di Carlos che era già stato evocato prima della strage in un
[22:57] articolo. Pubblicato sempre sul borghese
[23:00] di Mario tedeschi. Cioè se succede qualcosa la
[23:02] colpa OO. Le indagini vanno indirizzate in
[23:04] quella sede. Il sostituto procuratore Nicola
[23:07] Proto nella sua requisitoria rende lampante il ruolo per cui
[23:11] il senatore e giornalista è stato ingaggiato, i 20.000 $
[23:15] sono il compenso per il depistaggio mediatico per
[23:18] influenzare l'opinione pubblica con tesi opposte a quelle
[23:21] imboccate dalla magistratura. Ora resta da risolvere solo un
[23:27] quesito del nostro rebus iniziale, chi è lo zaf a cui va
[23:31] il restante gruzzoletto di 850.000 $?
[23:36] Anche in questo caso è stata fondamentale la comparazione con
[23:39] il cosiddetto appunto memoria. Che ha permesso di rintracciare
[23:43] le varie tranche dei pagamenti per un importo complessivo
[23:47] equivalente a quello segnato sul documento Bologna e destinati
[23:50] sempre al misterioso zaf rivelatore.
[23:53] Poi anche un'altro appunto in cui figurano delle varianti di
[23:57] quella abbreviazione fino alla sua dicitura completa, zaff
[24:00] zaffer zafferano. Siamo già a buon punto, ma come
[24:05] si è arrivati a dare un nome e un volto a zafferano?
[24:09] Nel libro poi si parla di quando lui ha avuto questa
[24:12] illuminazione che ha cambiato la vita, quindi che l'ha fatto
[24:16] diventare Sbirro Gourmet e stava in un è andato a mangiare un
[24:20] ristorante a Marsiglia. Lui, figlio di un piemontese di
[24:23] una napoletana, era nato a Marsiglia dove c'è un piatto
[24:27] particolare caratteristico che è la guila.
[24:29] Be, è una zuppa, una semplice zuppa di pesce.
[24:32] Ha una particolarità. Quella di avere lo zafferano,
[24:35] noi, lui proprio ha l'odore dello zafferano di questa zuppa
[24:38] di pesce. Ha avuto questa ispirazione.
[24:40] Il libro di cui parla il maggiore sgarangella, uscito nel
[24:43] 1984, è ora pressoché introvabile e costoso, si
[24:48] intitola menù e dossier. L'autore è proprio quel Federico
[24:52] Umberto d'Amato che abbiamo già nominato e che per anni è stato
[24:55] il capo dell'ufficio affari riservati.
[24:58] In parallelo alla sua attività di intelligence, coltiva la
[25:01] passione per la buona cucina, tanto che con lo pseudonimo di
[25:05] Federico godio cura una popolare rubrica gastronomica sul
[25:09] settimanale L'Espresso. Non a caso amava definirsi lo
[25:13] Sbirro Gourmet. In trench caki e cappello a
[25:17] larghe tese, non era difficile trovarlo seduto al tavolo di
[25:20] qualche ristorante dei Parioli o del centro di Roma.
[25:24] Ad amato non era solo un buongustaio, il gusto per lui
[25:28] era un organo dell'estasi e la scoperta dello zafferano nella
[25:33] zuppa di pesce Marsigliese è stata, come lui stesso ricorda
[25:36] nel suo libro, una vera e propria rivelazione
[25:39] gastronomica. Che per la Procura generale di
[25:43] Bologna è diventata una rivelazione indiziaria.
[25:47] Altri elementi hanno poi sostanziato quell'intuizione.
[25:51] Assodato così che zaff ed amato, è facile capire che la dicitura
[25:55] accanto al suo nome sul documento Bologna relax allude
[25:59] alle relazioni personali e di potere che può attivare e alle
[26:03] relazioni informative stesse prodotte dai servizi devianti
[26:06] per depistare la divisione dei ruoli.
[26:09] Insomma, è chiara a tedeschi il depistaggio mediatico, ad amato
[26:14] quello vero e proprio. Con lo spirito familistico della
[26:17] p due che ha appreso il peggio dell'Italietta, che poi è.
[26:22] La base mafiosa? Là c'era una famiglia legata dal
[26:25] sangue, diciamo la p due dà gli interessi mascherati da qualità
[26:31] degli aderenti. Anna Vinci, scrittrice,
[26:34] giornalista e Biografa ufficiale di Tina Anselmi, con la deputata
[26:38] DC ha scritto un libro che si chiama la p due nei diari
[26:42] segreti di Tian Anselmi, per un curioso caso del destino, ho
[26:45] scoperto che è la madre di una mia cara amica Sceneggiatrice
[26:49] che ci ha fatto conoscere e ora, molto gentilmente, Anna ha
[26:52] accettato di rispondere a qualche mia curiosità
[26:55] ospitandomi nel suo studio Romano.
[26:58] E mi racconta la genesi di quel libro che nasce dalla raccolta
[27:01] di appunti scritti a mano su fogli del Senato.
[27:04] Il primo è lunedì 30 ottobre 1981. 17:15 sono convocata
[27:12] dall'onorevole Iotti Nilde, deputato, presidente della
[27:15] Camera, prima donna e primadonna comunista e mi propone di
[27:20] assumere la Presidenza della Commissione.
[27:22] Da qui tutti i giorni, ma nelle cose più recondite, non solo
[27:29] quello che dicevano gli auditi nelle audizioni no, perché sono
[27:33] stati quasi 2000. Ma anche.
[27:37] Proprio. Sue considerazioni, lei
[27:39] raccontava anche dietro le quinte la cosa che è
[27:42] incredibile, che lei tutte le sere c'ha una valigetta marrone.
[27:46] Si fermava a stamacuto, dov'è la sede della Commissione dove lei
[27:50] lavorava 14 ore al giorno e prima di tornare a casa prendeva
[27:54] appunti, prendeva appunti perché poi voleva districarsi.
[27:58] È. Stata proprio lei, Anna Vinci, a
[28:01] raccogliere tutti gli appunti che l'onorevole Anselmi annotava
[28:04] su personaggi e fatti nel periodo in cui ha.
[28:08] La commissione parlamentare d'inchiesta sulla P.
[28:10] Due ci ha tenuto a sottolineare che tante cose le ha sapute
[28:14] dalla viva voce della parlamentare che tra l'altro è
[28:17] stata la prima donna a diventare ministro in Italia.
[28:20] In questo primissimo appunto che apre il libro, l'Anselmi ricorda
[28:24] quando è stata nominata Presidente della Commissione per
[28:28] mandato dell'onorevole Nilde Iotti.
[28:30] Due donne, due ex partigiane, due persone molto diverse.
[28:35] Ma entrambe pioniere. Gli ostacoli l'anselmine ne ha
[28:38] avuti tanti e non sono mancate le minacce in lei.
[28:42] Trovava sul suo banco un mazzo di fiori che era una minaccia.
[28:48] E continua, ironizzando, che quei fiori non avevano niente di
[28:51] galante, ma piuttosto qualcosa di funebre.
[28:54] Oppure qualcuno che diceva basta Tina, questa fissazione suggelli
[28:59] e la massoneria? Minacce e scarsa solidarietà dei
[29:02] colleghi che però non l'hanno scoraggiata, tanto.
[29:06] Che le inchieste della sua Commissione sono arrivate a
[29:08] sfiorare i legami fra la p due e la.
[29:10] Mafia due e arriva un deputato della DC che dice, guarda Tina,
[29:16] è inutile che approfondisci il rapporto.
[29:19] Mafia p due, perché noi abbiamo fatto una commissione speciale
[29:24] d'inchiesta che si occupa proprio di questo.
[29:27] Quindi il tuo intervento? Potrebbe nuocere questo per
[29:31] dirti come lei era lucida e quando accettò sapeva?
[29:40] Sapeva che andava incontro a. Gravi pericoli, ma non.
[29:47] Tanto perché diciamo, non mi avrebbero mai ammazzato perché
[29:50] non pensavano che una donna sarebbe andata fino in fondo,
[29:55] però. Però sicuramente.
[29:57] Sicuramente iniziò la sua. Solitudine nel palazzo.
[30:03] La strategia di dissuasione può insinuarsi anche in altro modo,
[30:07] meno intimidatoria ma sempre efficace.
[30:10] E la Presidente è sempre più isolata, tanto che la lettura
[30:15] della relazione di maggioranza nel 1986 è stata pronunciata di
[30:20] fronte a un'Aula semideserta. A sostenerla, però, il
[30:23] Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
[30:27] Dice aiutiamo la signorina. E infatti la relazione di
[30:32] maggioranza fu approvata. È beffardo pensare invece che
[30:36] sia stato proprio Licio Gelli a sottolineare come Tina Anselmi
[30:39] non sia potuta andare più in profondità con le sue
[30:42] conclusioni perché tradita da alcuni suoi collaboratori.
[30:46] Non è difficile immaginare come siano stati convinti al
[30:50] voltafaccia. E quindi quello che lei insegnò
[30:53] è che bisogna no fare un puzzle, perché se non capisci come va
[30:58] questo flusso, ma poi ti fermano.
[30:59] Allora lei aveva capito benissimo che nella strategia
[31:03] parallela ci sono delle tappe, perché all'inizio ti fanno fare
[31:07] e che attenzionano. Dopodiché il secondo momento è
[31:11] un po l'isolamento. L'anselmi stessa è stata vittima
[31:15] di quello che ricorda Anna Vinci, è un copione che si
[31:18] ripete, un vero e proprio decalogo.
[31:21] Prima tu attenzioni la persona non ti va bene, mandi qualcuno
[31:25] che può essere un delatore, però sta zitto, raccoglie.
[31:29] Poi quando questo si muove, tu cerchi di come hanno detto a
[31:33] Tina, non ti muovere, ci stai facendo danno.
[31:37] Tirano in ballo la ragione di Stato, dopodiché.
[31:40] Naturalmente iniziano con delle pensioni più forti.
[31:44] Con fare in modo che cada in imboscate diventi la parte
[31:49] indegna tra virgolette, no? Quindi se 6 1.
[31:52] Carabiniere, ti accusano di usare la droga per fini
[31:56] personali, quindi naturalmente poi si va avanti solo in codice
[31:59] e chi non fa parte del gruppo non sa ma ma deve essere
[32:04] manovrato, deve essere controllato.
[32:06] L'ultima ratio è la mano armata, ovviamente.
[32:11] Bisogna avere il tempo giusto e quindi bisogna che tutto sia
[32:15] stato e spiccato in modo che non ci siano buchi, cioè tu devi
[32:23] aver fatto tutto per non lasciare tracce, dopodiché ti
[32:26] puoi permettere di usare il tuo braccio armato altrimenti
[32:31] fallisci quindi di conseguenza. Questa è la strategia parallela.
[32:36] Questo è uno dei modus operandi con cui la p due erode
[32:39] dall'interno le istituzioni democratiche.
[32:42] È stato impresso nel piano di rinascita democratica il
[32:45] cosiddetto progetto d'ordine vigelli, che ottiene l'obiettivo
[32:49] di bloccare il sistema. E anche dopo lo scandalo delle
[32:52] liste p due nel 1981 non si ferma.
[32:56] Il piano va avanti sotto traccia, al punto che poco prima
[33:00] di morire, nel 2015, Jelly si rammaricava di non averne
[33:04] depositato il copyright. Almeno il fratello Silvio
[33:07] Berlusconi, nel frattempo divenuto Presidente del
[33:10] Consiglio, avrebbe dovuto pagargli i diritti d'autore
[33:14] quando cercava di attuare le sue riforme ad personam.
[33:17] Qu. Esta metodologia va oltre la
[33:20] morte di Jen, che è proprio l'idea di come diceva Tina
[33:26] Anselmi, state attenti che i colpi di Stato non si fanno con
[33:31] i carri armati ormai, ma si fanno proprio con quest'idea di
[33:36] erodere. Le Istituzioni, proprio
[33:40] dall'interno, sfaldarle. Dopo gli anni 70, che sono stati
[33:45] anni affollati e dopo la strage di Bologna, sono arrivati gli
[33:49] anni del riflusso. Basta con la politica, basta con
[33:52] l'impegno militante, basta i movimenti collettivi per una
[33:56] società più giusta e più equa. In questa torbida stagione in
[34:00] cui il privato ha riconquistato il primato sul pubblico, si sono
[34:04] celebrati i primi processi per la strage di Bologna che hanno
[34:08] avuto il merito di inchiodare alle loro responsabilità gli
[34:11] esecutori materiali e i depistatori.
[34:14] Con gli anni 90 sono riprese le indagini per altre stragi,
[34:18] piazza Fontana, Milano e piazza della Loggia a Brescia.
[34:21] Imposto un metodo, non limitarsi a singoli eventi ma metterli in
[34:26] relazione, capire il contesto. Gli ultimi due processi per la
[34:30] strage di Bologna hanno raccolto questa eredità e l'hanno portata
[34:33] alle sue massime conseguenze con il processo mandanti.
[34:38] Ha contribuito così ad accertare e riconoscere responsabilità
[34:42] fino a quel momento inimmaginabili, tappa
[34:45] indispensabile per ritrovare fiducia nella cosa pubblica di
[34:48] cui ognuno di noi è parte. Non possiamo delegare, ci
[34:55] dobbiamo fare carico tutti quanti, ognuno per il nostro
[34:58] ruolo e tutti insieme ci educhiamo ed educhiamo alla
[35:03] partecipazione alla. All'azione politica, nel senso
[35:08] più ampio, più vero del termine, non di parte, ma quella antica.
[35:12] No, la democrazia, veramente la partecipazione.
[35:17] E in questa modalità Io credo che potremmo recuperare, no,
[35:21] quella rete. E faccio sempre questo esempio
[35:23] quando parlo di questa strage, come tutti sono andati a
[35:26] scavare. Gestione l'acqua, il caffè, gli
[35:29] occhiali. Noi ugualmente adesso dobbiamo
[35:31] metterci a disposizione per raccontare quelle cose, per
[35:35] comprendere e anche per progettare un futuro diverso.
[35:39] Un futuro in cui forse le persone potranno partecipare di
[35:41] più alla vita politica, potranno sentirsi più protagonisti, meno
[35:46] esclusi. Potranno.
[35:48] Potranno capire che loro contano, che i giovani contano.
[35:51] Dobbiamo rimetterci insieme? Io credo.
[35:53] Perché come diceva Gaber, libertà e partecipazione, ma
[35:56] anche memoria e partecipazione. Queste parole profonde e
[36:03] incoraggianti di Cinzia venturoli mi fanno riflettere
[36:07] anche sul mio ruolo in questa storia.
[36:10] Il mio viaggio ha avuto inizio dal desiderio personale di
[36:13] approfondire, di conoscere più nel dettaglio questa pagina
[36:16] della nostra storia nazionale per capire meglio la mia
[36:20] identità come cittadina ma soprattutto come nipote di
[36:24] Alberto Albiani giudice. Che, insieme alla Corte di cui
[36:28] ha fatto parte per primo, ha fornito risposte giudiziarie.
[36:32] E la cui sentenza è stata tanto citata negli ultimi due
[36:35] processi. Ma per farlo ho sentito il
[36:38] bisogno di non fermarmi ai libri e alle sentenze, agli atti e ai
[36:42] documenti. Ho sentito il bisogno di
[36:45] incontrare le persone, quelle che a vario titolo sono state
[36:50] toccate da questa storia con la S maiuscola.
[36:54] E, guardando indietro, la strada percorsa fin qui.
[36:58] Mi chiedo se quelle domande hanno trovato la risposta che
[37:00] cercavano. In buona parte questo podcast
[37:06] lampi ne è la risposta. Sono Sara polevrelli e questo è
[37:20] l'anpi. 2 agosto 1980 come durante un temporale, i lampi
[37:25] squarciano, il velo nero del cielo, il velo dell'illusione e
[37:30] per qualche istante vediamo la realtà così com'è.
[37:34] Una serie PODCAST che esplora la sottile linea di confine tra
[37:38] micro e macro storia, un. 'Inchiesta personale, un viaggio
[37:42] intimo e universale alla ricerca della nostra identità storica.
[37:54] Scritto e narrato da Sara Poledrelli musiche Sound design
[37:59] di Marco degli Espositi Artwork di copertina e comunicazione di
[38:03] Serena 8 sigla di apertura, bella donna, supervisione
[38:07] Autoriale Prodiews Remontaggio Paolo Mauret supervisione
[38:11] autoriale e consulenza storica Antonella Beccaria e Cinzia
[38:15] Venturoli ufficio. Stampa Vincenzo Branà una
[38:19] produzione piombo podcast, con il patrocinio del Comune di
[38:22] Bologna, in collaborazione con associazione tra i familiari
[38:26] delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto
[38:31] 1980. Con il sostegno di Radio taxi
[38:34] cotabo e la collaborazione di ampi comitati provinciali di
[38:38] Bologna, Modena e Reggio Emilia, registrato presso happenfans
[38:42] recording studio e studio Ale. Si ringraziano per il materiale
[38:47] di repertorio radioradicale e Radio Alice, per le ricerche di
[38:51] archivio, l'archivio storico di Bologna e in particolare la
[38:54] dottoressa Francesca del Net. Grazie a tutte le persone che
[38:58] hanno prestato la voce per questo podcast, anche a quelle
[39:01] che non sono state inserite nella.
[39:03] La loro testimonianza è comunque intrisa nella sostanza di questo
[39:07] lavoro. Un ringraziamento particolare a
[39:10] Ludovica Ferrario per avermi sempre incoraggiato e spronato,
[39:13] a Tania Pedroni, Sara Sartori, Marta Storti e Elena Fieni per
[39:18] il supporto. Un grazie speciale a mia madre e
[39:21] ai miei zii.

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