# Ep. 1 - TRAIETTORIE

An episode of [Lampi - 2 agosto 1980](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1878634326), 9 Mar 2026, 34 min.

Audio: https://anchor.fm/s/1096ac250/podcast/play/116540849/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2026-2-7%2F790fb1bb-7bfa-209c-4830-37fe06d815a7.mp3

Nel primo episodio di Lampi – 2 agosto 1980, la memoria personale si intreccia con la tragedia collettiva. Una bomba esplode alla stazione ferroviaria di Bologna causando 85 vittime e più di 200 feriti. Tra ricordi familiari, voci di testimoni, storie di vita e GR radio di quel giorno prende forma il racconto di una Strage che un sabato d'estate cambiò per sempre il destino di una città e di un Paese intero. Interviste a: Elena Castagni (amica di una delle vittime), Cinzia Venturoli (storica), Anna Di Vittorio (sorella di una delle vittime). ----------- Scritto e narrato da Sara Poledrelli Musiche e sound design di Marco Degli Esposti Artwork di copertina di Serena Oddo Sigla di apertura: Belladonna Producer e montaggio: Paolo Maoret Supervisione autoriale: Antonella Beccaria e Paolo Maoret Consulenza storica: Antonella Beccaria e Cinzia Venturoli Ufficio stampa: Vincenzo Branà Comunicazione e social media manager: Serena Oddo Una produzione Piombo Podcast Con il patrocinio del Comune di Bologna. In collaborazione con Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Con il sostegno di Radio Taxi Co.Ta.Bo, e la collaborazione di ANPI comitati provinciali di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Registrato presso Happenstance Recording Studio / Studio Aleph ----------- “Lampi - 2 agosto 1980” è un podcast indipendente e senza pubblicità. Se ti è piaciuto, ti ha appassionato o anche solo fatto compagnia, puoi sostenere il nostro lavoro con un contributo libero al link Paypal. ----------- Repertori citati: • GR2 del 02/08/1980, ore 11.08, voce di Marco Destrobel (concessione licenza materiali archivio RAI). • Servizio di Ranuccio Sodi per Radio Alice “Bologna 1977: comunicazione e movimento”, il Convegno Contro la Repressione del 23-25 settembre 1977 (per gentile concessione di www.radioalice.org). • Registrazione audio integrale dell'udienza del 14.11.2018 di "Processo per la strage di Bologna”, Corte d’Assise a carico di Gilberto Cavallini www.radioradicale.it/scheda/556590/processo-per-la-strage-di-bologna-imputato-gilberto-cavallini (per gentile concessione di Radio Radicale). • Tg3 Regione Emilia Romagna del 02/08/1980, ore 19.00, voce di Piero Filippini (concessione licenza materiali archivio RAI). • Registrazione audio integrale dell'udienza del 30.09.1987, "Processo per la strage di Bologna”, Corte d’Assise Tribunale di Bologna https://www.radioradicale.it/scheda/88164/strage-alla-stazione-di-bologna (per gentile concessione di Radio Radicale). Il podcast “Lampi - 2 agosto 1980” è pubblicato per scopi di critica e di discussione, pertanto si avvale del diritto di citazione, secondo l’art. 70, Legge 22 aprile 1941 n. 633 e dell'art. 10 della Convenzione di Berna. La produzione ha fatto ogni sforzo possibile per rintracciare i titolari dei diritti e si mette a disposizione dei legittimi aventi diritto per sanare ogni eventuale controversia.

## Transcript

[0:07] Cosa collega le vite dei singoli alla grande storia?
[0:11] Come entra la storia con la S maiuscola nelle vite di tutti
[0:15] noi ci sono episodi che più di altri rendono evidente questo
[0:18] legame. Possono essere eventi lieti che
[0:20] ci fanno sentire parte di un qualcosa di più grande che ci
[0:23] danno un senso di appartenenza, oppure.
[0:26] Possono essere eventi che tirompono nelle vite delle
[0:29] persone in modo assurdo, senza senso.
[0:32] Se una bomba esplode in un sabato d'agosto, in una stazione
[0:35] ferroviaria e gremita di persone in partenza o in arrivo, ecco
[0:40] che le loro vite saltano, si frantumano, si rimescolano, si
[0:44] rimescolano tra loro, si frammischiano alla storia.
[0:48] Quelle morti non sono naturali. Non è naturale perdere la vita
[0:52] per una stazione che salta in tempo di pace.
[0:55] E se il loro sacrificio non è né casuale né accidentale, è perché
[0:59] qualcuno lo ha voluto con uno scopo preciso.
[1:02] Un obiettivo, però, che va al di là delle vite che si sono
[1:05] infrante, che non riguarda le sole vittime ma tutta la
[1:09] collettività. Ecco allora che quelle vittime
[1:12] entrano immediatamente nella storia con la S maiuscola, a
[1:17] Bologna, il 2 agosto 1980, furono 85.
[1:33] Flash. Gr due.
[1:37] Della redazione del GR due Marco de Strobel una violenta
[1:41] esplosione ha fatto crollare parte della stazione centrale di
[1:44] Roma. Ci sono morti e feriti.
[1:46] La deflagrazione. Di Bologna, scusate di Bologna
[1:50] di Bologna. La deflagrazione di enorme
[1:52] potenza ha fatto crollare un tratto del fabbricato lungo
[1:55] circa 50 m, ospitava i locali del ristorante delle sale di
[1:59] attesa di prima e seconda classe della stazione di Bologna.
[2:01] Da una parte fiancheggiava la pensilina del primo binario, il
[2:05] fronte opposto dava invece su un parcheggio di taxi.
[2:07] Il fabbricato è crollato al 90%, seppellendo decine.
[2:11] Di persone 1980 io avevo solo un anno.
[2:14] È difficile quindi che possa averne ricordi diretti.
[2:17] Eppure è proprio come se avessi impresse le immagini e i suoni
[2:21] di quel momento in cui l'edizione straordinaria del GR
[2:24] due delle 11 e 0 8 ha dato per prima la notizia.
[2:28] La voce dell'inviato Marco de Strobel che dalla concitazione,
[2:31] come avete sentito, sbaglia pure il nome della città.
[2:35] Forse. Forse è perché me lo ha
[2:36] raccontato tante volte mia madre che alla fine ho fatto mio quel
[2:39] ricordo. Ero con i miei genitori al mare,
[2:42] in una casa ai lidi ferraresi a cui siamo tuttora molto
[2:45] affezionati e in cui si respira un'aria magica che per me ha il
[2:49] sapore dell'infanzia. Mia nonna invece ci avrebbe
[2:53] raggiunto per Ferragosto. Era quindi a Bologna quando il 2
[2:56] agosto 1980 è esplosa la bomba. Nel mio ricordo vedo mia madre
[3:01] impietrita, incredula quando sente la notizia e fa la prima e
[3:04] sola cosa che può calmarla. Telefonare a mia nonna.
[3:09] Il telefono squilla a vuoto, secondi eterni.
[3:12] Poi la nonna finalmente risponde, è trafelata, non sa
[3:16] ancora niente. È appena tornata dal suo giro
[3:18] mattutino in centro con l'irrinunciabile cappuccino al
[3:21] bar impero, in via indipendenza, e dice solo che quando era di
[3:25] ritorno in autobus, sul ponte della stazione aveva sentito un
[3:29] tremendo boato, tanto forte che l'autista aveva distinto,
[3:32] inchiodato e dai finestrini tutti avevano visto una nube
[3:36] grigia a forma di fungo. L'IVA dal lato della ferrovia e
[3:39] si espandeva macchiando il cielo azzurrissimo di quella mattina.
[3:44] Al telefono la sua voce è molto agitata, ma almeno lei è salva.
[3:55] Sono Sara poledrelli e questo è l'anpi, 2 agosto 1980.
[4:02] Come durante un temporale, i lampi squarciano, il velo nero
[4:06] del cielo, il velo dell'illusione e per qualche
[4:10] istante vediamo la realtà così com'è.
[4:14] Una serie. Una serie PODCAST che esplora la
[4:17] sottile linea di confine tra micro e macro storie,
[4:21] un'inchiesta personale, un viaggio intimo e universale alla
[4:26] ricerca della nostra identità storica.
[4:47] Bologna è l'Italia intera, sono in fermento per le sacre ferie
[4:51] d'agosto. O brulicare di gente di ogni
[4:53] provenienza, età ed estrazione sociale ad affollare il
[4:56] principale snodo ferroviario d'Italia, la stazione di
[4:59] Bologna. Chi per raggiungere le mete
[5:02] delle proprie vacanze villeggiatura, mare, montagne,
[5:05] chi per andare a trovare amici, parenti, per godersi un viaggio
[5:08] premio. E poi, nonostante il caldo umido
[5:11] e annientante tipico della pianura padana, c'è anche chi
[5:14] lavora, chi ha già finito le proprie ferie o chi le farà più
[5:17] avanti. Un giorno come tanti, insomma,
[5:20] ma forse con appena 1 ° di eccitazione in più, di
[5:24] leggerezza e di voglia di. Vivere ero.
[5:26] Ero assolutamente disperata dopo la maturità perché scoprì che i
[5:30] miei genitori mi avrebbero mandato all'università a Pisa.
[5:35] E io lì proprio non ci volevo andare.
[5:36] Invece ho un compagno, un mio compagno del liceo mi disse,
[5:39] Guarda Elena che a Bologna c'è una nuova facoltà.
[5:42] Una facoltà che non c'è. A Pisa l'hanno appena aperta, si
[5:46] chiama Dams. Ho.
[5:47] Conosciuto Elena Castagni qualche anno fa.
[5:50] È sua la voce che avete appena sentito, viviamo nello stesso
[5:54] quartiere a Roma, frequentiamo lo stesso gruppo buddista.
[5:57] Per anni ci siamo viste e abbiamo avuto scambi profondi,
[6:01] senza conoscere in realtà la storia l'una dell'altra.
[6:04] A Febbraio del del 75, 1 sera sento suonare il telefono.
[6:10] Era mia mamma che mi chiamava per farmi gli auguri.
[6:14] Tanti auguri nuova maggiorenne. Non capivo, mi spiegò che
[6:18] avevano fatto una legge per la maggiore età, quindi io che
[6:22] avevo 19 anni, non ne dovevo aspettare 21, ma ero diventata
[6:26] automaticamente maggiorenne. Quindi con questo amico e con
[6:30] un'altra amica Partimmo per Bologna per andare al Dams e io
[6:34] lì cominciai a combinare guai. Elena che.
[6:36] È nata a Forte dei Marmi, fa l'università a Bologna negli
[6:40] anni d'oro dell'ateneo bolognese, quando Umberto Eco
[6:44] aveva fondato la prima sede del Dams e affluivano.
[6:47] Parte d'Italia ed Europa, tanti giovani per seguire i corsi
[6:51] innovativi di semiotica, di musica, arte e spettacolo.
[6:55] Elena si immerge totalmente nella realtà bolognese di studio
[6:58] ed esperienze di vita, occupa la sua facoltà nel 77, vede i carri
[7:03] armati per le vie del centro mandati dal governo ad
[7:06] affrontare la rivolta studentesca e assiste
[7:09] all'uccisione dello studente Francesco Lorusso, ferito a
[7:13] morte dalle forze dell'ordine. C'era.
[7:16] Stato 77, c'era stato un movimento degli studenti, un
[7:19] movimento che aveva coinvolto poche città in Italia.
[7:23] Padova, Bologna e Roma ma quello di Bologna era particolare,
[7:26] quello di Bologna era un movimento creativo.
[7:29] Questa è la voce di Cinzia venturoli, storica e autrice di
[7:33] libri come storia di una bomba, che collabora da anni con
[7:36] l'associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2
[7:39] agosto 1980. Era appena nato il Dams e le
[7:44] discussioni, il fervore che c'era all'interno del Dams, poi
[7:48] piano piano veniva trasportato da.
[7:51] Fuori dal Dams? Erano coinvolti, c'era
[7:54] certamente autonomia, ma c'erano indiani metropolitani e c'erano
[7:58] i cani sciolti. C'erano il movimento femminista
[8:01] e tu vedevi questi cortei anche molto colorati.
[8:04] Bologna si è riempita di murales, era una cosa
[8:07] bellissima. Tuttavia delle Belle Arti,
[8:09] appunto. Perché?
[8:10] E via Zamboni era. Piena piena di bellissimi
[8:14] murales e poi erano estremamente ironici.
[8:17] Lotta dura per la verdura nel 68 non l'avrebbe mai detto nessuno
[8:21] e 77 lo dicono. Oppure il prendere in giro il
[8:24] fatto dell'austerity, vogliamo fare i sacrifici, siamo artisti,
[8:28] mangiamo le vernici. Oggi i giovani non sono più
[8:34] disposti ad accettare che i mezzi di informazione ufficiali
[8:37] parlino per loro. Ma torniamo nel salotto della
[8:40] mia amica Elena, che quegli anni li ha vissuti.
[8:43] Ha frequentato il fumettista Andrea pazienza e il cantante
[8:47] free cantoni, frontman degli Skiantos, un gruppo di Bologna
[8:50] che faceva rock demenziale e che tra l'altro è stato anche suo
[8:53] fidanzato. Ed Elena nel 1980, nella
[8:57] sessione di luglio, finalmente si laurea.
[9:00] Anche quel giorno in cui ci troviamo a parlare nella sua
[9:03] casa romana è un pomeriggio di fine luglio.
[9:06] Elena mi fa cenno ad un suo malssere ricorrente che arriva
[9:09] ogni anno in prossimità del suo compleanno che cade il 2 agosto.
[9:14] Penso alluda al tempo che passa, è una bella signora che tiene
[9:18] alla propria avvenenza e invece quando le chiedo contatto di
[9:21] spiegarmi meglio la storia che ne emerge mi lascia stupefatta,
[9:25] rivelando un legame tra noi molto più profondo di quello che
[9:29] fino ad allora avevo immaginato. Inizia a raccontarmi del suo
[9:33] venticinquesimo compleanno che cadeva proprio in quel 2 agosto
[9:37] 1980. Immagino Elena Fricchettona
[9:41] Trasgressiva con quel tocco di glamour che l'ha sempre
[9:44] contraddistinta e che sicuramente aveva già allora.
[9:47] Ha organizzato una grandissima festa vicino a Forte dei Marmi e
[9:52] invitato molti amici dell'università a passare una
[9:54] giornata di mare per poi brindare insieme a 00:00.
[9:58] Feste. Ggiamo il compleanno la notte
[10:00] tra l'uno e il 2 agosto, perché siccome sono nata alle 5 del
[10:05] mattino, trovavo la notte il momento più adatto più mio per
[10:11] questa festa. E quindi praticamente la mattina
[10:15] dell'uno eravamo ancora a casa, ci stavamo preparando per andare
[10:21] al mare, suona il telefono. E rispondo, ed è un mio
[10:26] carissimo amico del Dams, è un ragazzo di Terni che avevo
[10:31] conosciuto appena arrivata a Bologna e avevamo instaurato
[10:36] immediatamente un rapporto molto, molto fraterno, molto
[10:41] molto intimo, molto confidenziale.
[10:44] Sergio Secci. Appena sento il nome dell'amico
[10:48] di Elena, comincio a intuire la causa di quel turbamento che
[10:51] torna di compleanno in compleanno.
[10:54] Ma non voglio interromperla. Dentro di me però si
[10:57] affastellano pensieri ed emozioni, come io sto scoprendo
[11:01] solo ora questo episodio inciso nella vita della mia amica.
[11:05] A sua volta, Elena non sospetta che anch'io abbia un legame con
[11:08] quel 2 agosto 1980. Infatti, quando si riesce a
[11:12] istruire il primo processo, mio zio Alberto Albiani, diventato
[11:17] giudice, è chiamato a far parte della Corte d'assise.
[11:20] Finalmente si. Celebrava il primo processo per
[11:22] la strage di Bologna. La città era in fermento, i
[11:25] telegiornali ne parlavano quasi ogni giorno, da bambina a vedere
[11:29] lo zio Alberto in televisione, oppure arrivare con la scorta la
[11:32] domenica, quando ci ritrovavamo a pranzo da mia nonna, mi faceva
[11:36] provare un misto di orgoglio e di avventura.
[11:39] Capivo che si trattava di una vicenda che riguardava tutta la
[11:41] nazione e mi sentivo in qualche modo parte della storia.
[11:47] Anche se non comprendevo appieno di che cosa si trattasse.
[11:50] E ora che sono adulta, una necessità si è fatta pressante,
[11:53] capirla davvero, fino in fondo a quella pagina della nostra
[11:57] storia nazionale. E Sergio mi dice che si trova a
[12:01] Torre del Lago al Festival pucciniano e gli dico a Torre
[12:05] del Lago, ma sei pazzo? Corri immediatamente a Forte dei
[12:08] Marmi e vieni perché ti aspetta una giornata meravigliosa.
[12:12] Siamo tutti quanti qua e facciamo una giornata al mare e
[12:16] questa sera andiamo in una villa sulle Apuane a festeggiare.
[12:20] I miei 25 anni? Non devi mancare assolutamente.
[12:25] E Sergio dice com'era fatto. Lui insomma, oppone un po di
[12:28] resistenza. Dice, veramente non ho la
[12:31] macchina, ho avuto un incidente, mi.
[12:35] Sono fermo, sono appiedato. Gli faccio, vabbè che problema è
[12:39] pieno di autobus a Torre del Lago, Viareggio, Viareggio,
[12:42] Forte dei Marmi. Se qua in un attimo.
[12:44] E infatti Sergio dopo poche ore arriva, mi sembra di vederlo a
[12:49] torso nudo, sacca da mare in spalla, apparire dal sentiero
[12:52] fra gli stabilimenti balneari e la pineta vedo anche le spiagge
[12:56] della Versilia, il Mare Verde Azzurro luccicante al Sole, gli
[13:00] Ombrelloni Colorati e la musica dagli altoparlanti del bar che
[13:04] riempie l'aria rovente. State.
[13:07] E infatti lo abbiamo visto arrivare sulla spiaggia tutto
[13:10] pallido, perché appunto, lui non era un tipo da stare al mare ad
[13:13] abbronzarsi, anche perché aveva una pelle molto chiara, gli
[13:17] occhi chiari, i capelli chiari, una fisicità che quando lo
[13:22] vedevi capivi che era molto più legato a zone intellettuali che
[13:27] non alle spiagge della Versilia. In qualche modo anche a me
[13:31] sembra di conoscere Sergio, è come.
[13:33] Se stessimo scoprendo di avere un amico in comune, come sentire
[13:37] parlare di una persona che non vedo da tanto tempo e della
[13:40] quale desidero avere notizie? Noi quel giorno sulla spiaggia
[13:44] parlammo soprattutto di quelli che erano i nostri progetti per
[13:48] il futuro, quello che avremmo fatto.
[13:50] Io ero decisa a fare la giornalista, mentre Sergio aveva
[13:55] un appuntamento per il giorno dopo, proprio per il 2 agosto a
[13:59] Bolzano e sarebbe andato a questo incontro partendo
[14:04] direttamente da Forte dei Marmi. E poi mia mamma è intervenuta
[14:08] nella nostra discussione e ha. Cominciato dai Sergio, per
[14:12] favore, non partire domani, subito dopo la festa.
[14:16] Perché mia mamma andava a dobia con la mattina del 3 agosto?
[14:21] Ma Sergio si è assolutamente ribellato a questa idea.
[14:26] Però, appunto, lui era la persona precisa, la persona
[14:31] seria, una persona che se ti diceva che quel giorno e a
[14:34] quell'ora era lì, quel giorno e a quell'ora lui era lì.
[14:39] Così Sergio decide di fermarsi alla festa di Elena col
[14:43] proposito di partire alle prime ore della notte.
[14:47] E noi eravamo un bel numero di ragazze e volevamo essere
[14:51] particolarmente attraenti quella sera, per quella festa.
[14:54] Quindi ci siamo stravestite, truccate, lavate, pettinate.
[15:02] Insomma, abbiamo fatto del nostro meglio e siamo partite
[15:05] poi con diverse macchine per raggiungere questa Villa dove
[15:10] dove si svolgeva la festa Brindisi.
[15:13] Brindisi a 00:00. Tanti balli, musica che non me
[15:17] la ricordo, la musica del 1980, a parte una canzone che era il
[15:23] tormentone di quell'anno, che era l'una non essere nervosa,
[15:27] no, non fare la scema. Il mondo piccolo sè visto da
[15:31] un'altalena, io la odiavo proprio.
[15:34] Insomma, noi eravamo in realtà degli intellettuali.
[15:38] Oltre all'una di Gianni Togni, che avete sentito cantare da
[15:41] Elena, ci sono altri successi che risuonano.
[15:44] La torri d'estate del 1980, hit come non so che darei di Alan
[15:48] sorrenti prima in classifica proprio il 2 agosto, Cobra
[15:52] direttore oppure amico di Renato Zero?
[15:55] Ma ci sono anche canzoni più impegnate, che raccontano molto
[15:58] dell'aria che si respirava in quegli anni, come una storia
[16:01] sbagliata di Fabrizio De André dedicata a Pier Paolo Pasolini,
[16:05] o ancora agosto di Claudio Lolli, scritta in ricordo della
[16:09] strage fascista dell'Italicus avvenuta esattamente sei anni
[16:13] prima, il 4 agosto. 1974 e al 4 agosto di quell'anno, il 1980,
[16:20] mancano solo due giorni. La seconda parte della della
[16:24] nottata l'abbiamo trascorsa alla capannina, il locale storico che
[16:29] ha fondato Forte dei Marmi che ha fatto la fortuna della
[16:32] Versilia. Intorno alle 02:30 am alla
[16:36] Capannina Sergio comincia a dire, voglio partire perché
[16:40] c'era un treno notturno che partiva da Viareggio e che
[16:45] arrivava a Firenze e che lui voleva apprendere perché a
[16:48] Firenze c'era poi la coincidenza per Bologna e a Bologna.
[16:52] C'era il treno che lo avrebbe portato diretto a Bolzano e ho
[16:56] l'ultimo ricordo con Sergio. All'uscita della Capannina, in
[17:02] questo corridoio ci ci siamo abbracciati e ci davamo un
[17:08] appuntamento per per questa vita che ci aspettava.
[17:17] Sergio parte con grande anticipo da Viareggio, quel primo sabato
[17:21] di agosto, però il traffico ferroviario è più che mai
[17:24] congestionato, non c'è treno che sia in orario, chi perde la
[17:28] coincidenza aspetta rassegnato il treno successivo.
[17:31] E di ora in ora i passeggeri in sosta si accumulano, riempiono
[17:35] sempre di più le due sale d'aspetto di prima e seconda
[17:38] classe della stazione di Bologna.
[17:40] C'è il. Rischio di rimanere fermi anche
[17:42] mezza giornata in questa stazione di cambio in cui sono
[17:45] pochi a fermarsi. Sergio invece scendeva sempre
[17:48] durante i quattro anni dell'università.
[17:50] Oggi però decide di rimanere in stazione.
[17:53] In fondo la prossima coincidenza è solo tra un paio d'ore.
[17:57] Immagino che magari durante l'attesa abbia fatto un giro sul
[18:01] piazzale davanti alla stazione c'è un'aiuola con dell'erba,
[18:05] forse ci si sarebbe sdraiato volentieri e che invece l'abbia
[18:08] trovata già occupata da alcuni ragazzi vestiti da trekking,
[18:12] diremmo oggi. Così, forse un po deluso, avrà
[18:15] ripiegato sulla grande sala affollata davanti al primo
[18:18] binario. Chissà se Sergio li ha davvero
[18:21] visti quei giovani, una coppia. Una coppia e un terzo ragazzo,
[18:24] tutti più o meno della sua età, in abbigliamento da montagna,
[18:28] pantaloni corti al ginocchio, calzettoni arrotolati sopra gli
[18:32] scarponi pesanti, maglioni annodati in vita e zaini da
[18:36] escursione. In dialetto, l'insegnante dasco.
[18:40] Io ho detto in. Italiano.
[18:42] Il dialetto non lo so bene, non sono neanche tedeschi.
[18:46] Così dice in modenese una signora, Mirella, a sua figlia
[18:50] adolescente Mara, spostando lo sguardo dal via vai di gente al
[18:54] gruppetto di tre giovani che si sono appena alzati dall'aiuola
[18:57] al centro della piazza. Per terra, giacconi, immagino
[19:03] giacchette. Ho visto che questa signora si
[19:06] stava alzando, che era semistraiata, che io sono stata
[19:11] colpita da un vestiario a mio parere molto caldo, poi però se
[19:17] vestano così. I turisti tedeschi lo fanno,
[19:21] gestisce anche d'estate, così sa che questi sondaggi eccessivi
[19:25] perché era agosto ed eravamo in pianura e vedere così vestiti al
[19:31] mercato pescatore, altrimenti forse non avrei detto questa
[19:35] frase. Stesso una parte della
[19:37] testimonianza di Mirella cuoghi, resa nel 2018 durante il
[19:41] processo a carico di Gilberto Cavallini, il quarto uomo del
[19:45] commando stragista, con i suoi 28 anni.
[19:48] All'epoca dei fatti era il più anziano dei nar, nuclei armati e
[19:52] rivoluzionari, un'organizzazione terroristica della destra
[19:55] eversiva composta tutta da giovanissimi.
[19:58] Giuseppe Valerio Fioravanti, detto Giusva, di soli 22 anni,
[20:02] che ne era il capo. Francesca mamma.
[20:04] Fidanzata di Valerio, che ne aveva 21, Luigi Ciavardini, che
[20:08] era addirittura minorenne. Sono questi i tre ragazzi
[20:11] vestiti da montagna, notati da Mirella.
[20:14] Ma non vi fate ingannare dalla loro giovane età.
[20:16] All'epoca hanno già un curriculum criminale che gli
[20:19] varrà esclusa, la strage di Bologna, molti ergastoli e
[20:23] qualche centinaio di anni complessivi di condanna.
[20:26] Ora ritorniamo da Mirella e sua figlia Mara, appoggiate alle
[20:30] loro valigie in attesa del pullman per la Grecia.
[20:35] Mara si allontana un attimo dalla madre per andare in
[20:37] farmacia, Mirella invece resta nel piazzale ed è a quel punto
[20:42] che sente come due mani che la spingono, non capisce cosa
[20:46] succede. La percezione del rumore, della
[20:48] confusione e poi del silenzio assordante sono dati che il suo
[20:52] cervello metabolizzerà dopo non sente nemmeno il dolore, mentre
[20:57] sanguina abbondantemente. Impressionata da quella forza
[21:00] invisibile che l'ha spostata come una foglia.
[21:04] Dell'esplosione. Qui Bologna vi parliamo da una
[21:15] città in lutto, ferita da una delle più immani tragedie che
[21:19] abbiano colpito questo nostro paese in questo dopoguerra.
[21:24] Erano le 10:25 questa mattina quando una terrificante
[21:29] esplosione ha distrutto l'ala sinistra della stazione
[21:32] ferroviaria di Bologna e. Le macerie hanno travolto decine
[21:36] e decine di persone. I soccorritori accorsi
[21:40] immediatamente hanno cominciato ad estrarre, lavorando tra le
[21:43] rovine, il fumo, la polvere, in una situazione se non di panico,
[21:47] certamente di dramma per le migliaia di viaggiatori che
[21:50] affollavano i marciapiedi. Binari, binari, i sottopassaggi,
[21:52] la piazza antistante ed in una temperatura da estate
[21:56] d'eccezione hanno cominciato ad estrarre morti e feriti.
[22:00] I morti dissepolti sono una ottantina, i feriti circa 200,
[22:05] è. Stato il più grave massacro di
[22:07] civili del dopoguerra, 85 vittime e 216 feriti, per
[22:12] limitarsi solo alle persone che si sono fatte refertare nei
[22:15] pronto soccorso. Tra di loro c'erano 7 bambini,
[22:19] la più piccola dei quali aveva solo tre anni, Angela Fresu, la
[22:23] vittima più anziana, Antonio Montanari, ne aveva 86.
[22:26] Furono una decina gli stranieri da ogni parte del mondo.
[22:30] Schegge letali di. Visione Toccarono Spagna,
[22:33] Germania, Inghilterra, Belgio e persino Giappone.
[22:38] Qui inizia il mio viaggio tra le vicende umane e giudiziarie, tra
[22:42] le insanabili contraddizioni di una Repubblica a sovranità
[22:45] limitata, di una legittima democrazia condizionata dalle
[22:49] bombe e dalla violenza armata, dalle operazioni devianti dei
[22:52] servizi segreti, dai torbidi legami fra terrorismo, apparati
[22:56] dello Stato e massoneria deviata.
[23:06] Finiamo la nottata, la nottata di festa, non so a che ora
[23:10] avremo fatto. Comunque per noi non era un
[23:13] problema rientrare alle 07:53 am andiamo tutti quanti a casa, ci
[23:18] mettiamo a dormire dove troviamo posto tre in un letto, sul
[23:22] divano senza neanche struccarci e veniamo svegliate a un certo
[23:28] punto da da mia madre che. Che comincia, comincia a urlare
[23:33] e dice, correte, correte immediatamente a telefonare ai
[23:37] vostri genitori, correte, correte.
[23:38] È scoppiata una bomba nella stazione di Bologna, c'è stato
[23:42] un attentato. Un attentato terribile.
[23:45] Andate telefonate ai vostri genitori per dirgli che state
[23:49] bene, che siete vivi, che siete qua, chiamateli subito.
[23:53] Quel risveglio fu una cosa, una cosa incredibile, perché noi
[23:59] eravamo persone che avevano fiducia nella vita.
[24:02] No, non non poteva esserci stata quella cosa lì.
[24:07] Noi avevamo già passato la stagione delle bombe.
[24:21] Alla fine Mirella, dopo lunghi momenti di angoscia, ritrova
[24:25] amara per miracolo illesa. Sono tutte e due confuse e
[24:28] sconvolte. Quella frase però non sembrano
[24:31] neanche tedeschi, un'esclamazione pronunciata in
[24:34] un momento qualunque, buttata lì per ingannare il tempo di una
[24:38] lunga attesa. Mirella la ricorda bene e la
[24:41] riferirà agli inquirenti. Quella di Mirella è una
[24:44] sorprendente conferma di un'altra testimonianza.
[24:48] L'ha resa un certo massimo sparti già nel 1981, al momento
[24:52] del suo arresto. È un delinquente comune, ladro e
[24:56] ricettatore con simpatia neofasciste.
[24:59] La sua specialità erano i documenti falsi.
[25:02] E proprio per avere documenti falsi riceve la visita di
[25:05] Fioravanti e mambro due giorni dopo la strage.
[25:09] Durante il processo del 1988 è prima il giudice Alatere mio zio
[25:14] e poi il Presidente Mario Antonacci a leggere la
[25:17] testimonianza resa dallo Sparty. 80 Valerio, donare vennero a
[25:23] casa mia e con una richiesta precisa, Valeria aveva urgente
[25:27] bisogno di procurarsi una carta d'identità ed una patente per la
[25:29] ragazza ed aggiunse che si trattava di una questione
[25:32] urgentissima. Valerio Foravanti mi disse, nel
[25:34] richiedermi I documenti, che aveva timore per la mambrogia
[25:37] che qualcuno poteva averla vista in stazione e che gli era invece
[25:40] tranquillo perché era vestito da turista tedesco.
[25:42] Valeri mi ha detto di essere stato a Bologna il giorno 2
[25:45] agosto 80 con la mambra e a questo proposito si lasciò
[25:48] andare con l'espressione hai visto che botto?
[25:51] E dalla mia domanda, piena di costernazione per il sospetto
[25:54] che si andava affacciando alla mia mente, questi ha avuto un
[25:56] atteggiamento misto di lanteria e spavalderia, tanto da farmi
[26:00] seriamente riflettere sulla sua responsabilità.
[26:02] Nell'attentato massimo Sparti e Mirella cuoghi impossibile
[26:06] pensare due persone più lontane, più diverse.
[26:10] Eppure entrambi confermano questo dettaglio curioso dei
[26:13] vestiti tirolesi su cui se addirittura ironizzato, di certo
[26:17] un abbigliamento inadeguato al caldo torrido di quel giorno, ma
[26:21] che forse aveva proprio la funzione di far riconoscere gli
[26:24] uni con gli altri tutti i soggetti coinvolti nel progetto
[26:28] STRAGISTA portato a termine da varie cellule che non devono
[26:32] conoscersi fra loro. GR uno flash, ottava edizione.
[26:39] Per tutto il giorno le edizioni straordinarie di tge.gr radio si
[26:43] susseguono incalzanti e ogni volta si indica un nuovo crollo
[26:48] o il ritrovamento di una nuova vittima.
[26:50] Il bilancio finale catastrofico si saprà addirittura dopo mesi.
[26:55] L'ultima vittima morirà a novembre.
[26:57] Non è facile l'identificazione, i corpi smembrati non consentono
[27:02] nemmeno un conteggio univoco del loro numero.
[27:06] Se uno degli effetti più lesivi di una strage è ridurre le
[27:09] persone a numeri nelle ore sospese dei primi soccorsi, alle
[27:13] vittime è negato persino di essere numeri.
[27:16] Ci vorrà tempo per identificarle tutte.
[27:19] Il 2 agosto. Noi ascoltammo la televisione e
[27:24] si seppe di questa. Bomba, anche se all'inizio si
[27:28] parlava di un'esplosione di una bobbola di gas.
[27:32] Nella nella stazione di Bologna, in un nell'ala della stazione di
[27:37] Bologna. La voce che sentite è quella di
[27:40] Anna di Vittorio. Per conoscere meglio la sua
[27:43] storia ho cercato Anna attraverso conoscenti comuni.
[27:46] Non sapevo molto su di lei e su suo Fratello Mauro.
[27:50] Sapevo solo che vivevano a torpignattara, un quartiere
[27:53] della periferia Est di Roma. E così, dopo qualche messaggio
[27:57] in una telefonata, ci siamo date appuntamento per un'intervista e
[28:01] ora sono seduta con lei in un locale della periferia romana.
[28:04] Avevo 26 anni, nell'ottanta mio fratello Mauro, 24, era.
[28:10] Andato a Londra da un anno o due per fare esperienza, lui era un
[28:14] tornitore, un operaio specializzato.
[28:17] Lavorava perché mio padre si era ammalato e quindi sia lui che
[28:21] io. Eravamo quattro figli, ci siamo
[28:26] impegnati per dare una mano alla famiglia e quindi lui era a
[28:29] Londra. Era ripartito da Roma a luglio
[28:33] 80. Io avevo avuto modo di
[28:36] incontrarlo e quindi il 2 agosto sapevamo che lui era lì.
[28:41] Mauro a fine luglio era partito in auto col suo amico Peppe,
[28:44] intenzionati entrambi a raggiungere l'Inghilterra.
[28:48] Appena superato il confine con la Svizzera, però, vengono
[28:50] fermati alla dogana e Peppe viene trattenuto per
[28:53] accertamenti. L'auto sequestrata.
[28:57] Mauro allora è costretto a proseguire il viaggio in
[28:59] autostop fino a Ostenda, dove prende il traghetto per dover.
[29:06] Il martedì successivo, il mercoledì sera, quindi il sei o
[29:11] il 7 agosto, telefonarono la sera a casa di mia mamma.
[29:15] Io ero fuori e le dissero, le parlarono di una carta
[29:18] d'identità intestata a Mauro. Le disse che mio fratello era a
[29:23] Londra e che comunque aveva perso, se ricordava bene, una
[29:27] carta d'identità a Milano, dove era stato per un concorso, si
[29:33] scusarono dall'altro lato dell'apparecchio e la telefonata
[29:37] finì lì. Era la questura di Bologna.
[29:40] Ma visto che per la famiglia di Mauro lui è a Londra
[29:43] stabilmente, quella stranezza non li ha preoccupati più di
[29:46] tanto nessuno. Nessuno coglie il potenziale di
[29:49] allarme insito in quella telefonata, sono i conoscenti
[29:53] però a insospettirsi e avvisano anche una.
[29:56] Vicina di casa che. Leggeva molti rotocalchi e anche
[30:02] le descrizioni dettagliate del di quest'ultima vittima di
[30:07] Bologna, non riconosciuta. Fece questo collegamento fra la
[30:10] telefonata che le era sembrata strana e la descrizione di
[30:15] questo ragazzo, ragione, olivastra barba.
[30:20] Capelli un po lunghi e aveva appunto associato la possibilità
[30:25] che la telefonata e questo corpo fossero legati a Mauro.
[30:30] Mi chiamò gran segreto a casa sua, era la vicina di casa di
[30:34] mamma. Mi disse di questo suo pensiero,
[30:37] di questo suo sospetto. Io ovviamente rimasi stupita,
[30:43] anche sconvolta, ma chiaramente riflette su.
[30:46] Questa possibilità, anche se assurda.
[30:49] Per Anna, tuttavia, questi elementi, pur così precisi, non
[30:52] sono ancora abbastanza per pensare che si tratti di Mauro.
[30:56] Lui è a Londra, perché non dovrebbe essere così?
[31:00] Sabato mattina mi decisi a telefonare all'obitorio di
[31:02] Bologna e spiegai la situazione e mi risposero.
[31:08] Dandomi dei dettagli, questo corpo indossava dei jeans di
[31:14] velluto a costine sottili e una maglietta scura e io chiesi di
[31:19] questi dettagli a mio fratello minore Marcello e lui mi
[31:23] confermò che Mauro potesse indossare questo tipo di
[31:27] vestiti. E poi rispetto alla descrizione
[31:30] di alcuni dati dentali. Degli interventi fatti da un
[31:34] dentista, mio fratello mi confermò, io ne parlai a due
[31:37] amici che mi accompagnarono il lunedì a Bologna.
[31:41] Feci venire a casa di mia mamma senza dirle nulla a mia zia, le
[31:45] dissi di questa eventualità e che io sarei partita.
[31:57] Sono Sara polebre e questo è l'anpi, 2 agosto 1980.
[32:04] Come durante un temporale, i lampi squarciano, il velo nero
[32:08] del cielo, il velo dell'illusione.
[32:10] E per qualche istante vediamo la realtà così com'è.
[32:14] Una serie PODCAST che esplora la sottile linea di confine tra
[32:18] micro e macro storie, un'inchiesta personale, un
[32:22] viaggio intimo e universale alla ricerca della nostra identità
[32:26] storica. Scritto e narrato da Sara
[32:37] Poledrelli musiche Sound design di Marco degli esposti, hardware
[32:41] di copertina e comunicazione di serena 8 sigla di apertura bella
[32:46] donna, supervisione autoriale, frode user e montaggio Paolo
[32:50] Mauret, supervisione autoriale e consulenza storica Antonella
[32:54] Beccaria e Cinzia Venturoli, ufficio stampa Vincenzo Branà
[32:59] una produzione piombo podcast con il patrocinio del Comune di
[33:03] Bologna, in collaborazione con. Azione tra i familiari delle
[33:07] vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto
[33:11] 1980, con il sostegno di Radio taxi Cotabo e la collaborazione
[33:16] di ampi comitati provinciali di Bologna, Modena e Reggio Emilia.
[33:21] Registrato presso happenstance recording studio a studio Ales.

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