# Cosa c’entra il baseball con la Chiesa universale

An episode of [LeoPOP](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1873032679), 13 Feb 2026, 7:55.

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Che cosa può dirci una partita dei White Sox sul pontificato di Leone XIV? In questa terza puntata di LeoPop partiamo da una scena del 2005, con un giovane padre Robert Prevost in tensione per la sua squadra sugli spalti delle World Series, per raccontare il valore dello sport nel pensiero del Papa di Chicago. Una disciplina, il baseball, seguitissima da milioni di cattolici nel mondo ma quasi sconosciuta per gli europei, che ci racconta di una Chiesa sempre più globale e meno europea. Dal derby vissuto in famiglia all’importanza delle regole, dal valore educativo dello sport alla Tregua olimpica invocata per Milano-Cortina 2026, scopriamo come Leone XIV usi il linguaggio sportivo per richiamare tutti alla pace e all’unità. Come ha scritto nella lettera sull’importanza dello sport in occasione dei Giochi. Perché nel baseball, come nella Chiesa e nelle relazioni internazionali, la vera vittoria non è prevalere sull’avversario, ma costruire uno spazio dove tutti possano mettere a frutto i propri talenti. LeoPop è il podcast di Avvenire che racconta ogni settimana le parole, i gesti e gli incontri più significativi di papa Leone XIV, per capire chi è davvero il primo Pontefice statunitense della storia. Dai grandi temi della Chiesa globale alla diplomazia internazionale, ogni episodio entra dietro le quinte del pontificato di Robert Francis Prevost, tra le scelte, le novità, e uno stile di governo che punta a ricostruire l’unità, dentro e fuori dalle mura vaticane. Un racconto, in stile “pop”, per provare a leggere il presente e il futuro della Chiesa. "LeoPop" è un podcast di Avvenire Scritto da Agnese Palmucci In redazione: Maria Gomiero e Alessandro Saccomandi

## Transcript

[0:00] Il 2 sprazie di Winnie in 2005 è il 2,251.
[0:07] E l'ottobre 2005 e una squadra di baseball della zona sud di Chicago, i White Sox, sta per vincere il campionato nazionale per la terza volta nella sua storia.
[0:16] Sugli spalti del Minute Made Park, lo stadio di Houston, in Texas, viene inquadrato un quarantanovenne padre Robert Prevost, allora priore degli Agostiniani.
[0:25] Il viso è tirato, gli occhi attenti, le spalle si muovono nervose insieme a quelle degli altri tifosi accanto a lui.
[0:32] Tensione che si scioglie minuti dopo in una gioia collettiva per la vittoria, un'emozione che solo gli appassionati di sport saprebbero descrivere a parole.
[0:52] "Prima di rispondere alle vostre importanti domande", ho detto scherzando papa Leone quattordicesimo agli adolescenti cattolici americani riuniti in uno stadio di Indianapolis, a novembre scorso,
[1:01] "Vorrei dire che vesto solo calzini bianchi", per citare la sua squadra del cuore, i White Sox.
[1:06] Sua madre però, come il Papa ha detto in un'intervista, tifava l'altro team di Chicago, i Cubs, acerrimi avversari dei Sox.
[1:13] Con un derby in casa, il giovane Prevost non poteva comportarsi come uno di quei tifosi che odiano gli avversari.
[1:19] "Così grazie allo sport", ha raccontato ancora il Pontefice, "in famiglia abbiamo imparato ad avere un atteggiamento aperto, dialogante e amichevole, perché altrimenti forse non avremmo cenato!".
[1:28] A papa Leone quattordicesimo è molto familiare un gioco che è come un rito per milioni di cattolici in diverse parti del mondo, ma stavolta non per noi europei.
[1:37] Così il suo baseball e anche sui White Sox in un certo senso ci fanno aprire gli occhi sulla Chiesa universale, sempre più globale e meno europea.
[1:45] Io sono Agnese Palmucci e questo è Leo Pop, il podcast di Avvenire che racconta ogni settimana le parole, i gesti, gli incontri più significativi di Leone quattordicesimo, per aiutarci a capire meglio chi è il primo Papa dagli Stati Uniti d'America.
[2:05] Anche la passione per un sport come il baseball, di cui noi italiani non riusciremo mai a imparare davvero le regole, ci dice qualcosa in più di Prevost.
[2:19] Ci racconta del primo Papa che non è nato immerso nelle radici europee, come in fondo era stato per i Pontefici fino ad oggi.
[2:25] Papa Giovanni Paolo II amava sciare sulle montagne italiane, papa Francesco non aveva mai nascosto di essere un tifoso del San Lorenzo, la squadra di calcio di Buenos Aires.
[2:34] Ma il Papa di Chicago parla spesso di sport non solo perché adora giocare a tennis o fare lunghe nuotate quando si ritira settimanalmente nella residenza papale di Castel Gandolfo per riprendere fiato.
[2:45] Ma lo fa soprattutto per lanciare appelli di pace, diretti, concreti e reali. Per raccontare attraverso le metafore sportive un altro modo di vivere e relazionarsi nella vita spirituale come nel rapporto tra gli Stati.
[2:58] La stessa Chiesa riconosce da sempre il valore educativo dello sport, basti pensare a san Paolo che parlando ai Corinzi faceva già ricorso a immagini sportive per introdurli alla vita cristiana.
[3:09] "Gli atleti corrono per ottenere una corona che ha passisce", scrive, "noi invece una che dura per sempre".
[3:16] Ecco esattamente una settimana fa sono iniziate le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e il Papa si è espresso diverse volte a riguardo.
[3:26] "Queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace,
[3:39] e questo anche il senso della tregua olimpica"-
[3:46] Queste le parole di Prevost al termine dell'Angelus nella domenica che ha preceduto l'apertura dei Giochi.
[3:51] Quello sportivo è un linguaggio umano, esplicito, familiare a tutti. Per questo il Papa non ha perso l'occasione per esortare ancora una volta, pur consapevole delle difficoltà, il leader mondiali a fermare le armi.
[4:03] Il 6 febbraio, proprio in occasione della cerimonia d'inaugurazione delle Olimpiadi italiane, ha pubblicato anche una storica Lettera sul valore dello sport, dal titolo "La vita in abbondanza".
[4:13] "L'istituzione della tregua olimpica", scrive Prevost nel messaggio, "nasce nell'antica Grecia dalla convinzione che per gli uomini e le donne, partecipare a competizioni del genere, costituisca un cammino individuale collettivo verso la virtù e l'eccellenza".
[4:27] Così idealmente grazie alle tregue, sia gli atleti che gli spettatori potevano muoversi da una zona all'altra senza timori.
[4:34] Al contrario la guerra si innesca dal disaccordo e dal rifiuto di collaborare insieme. Così, in questo modo, l'avversario diventa un nemico mortale, da isolare, deridere e annientare.
[4:45] Questa è la "cultura della morte", si legge nel messaggio, che come in un videogioco sparatutto "ci lascia davanti ai occhi una realtà di vite spezzate, sogni infranti e città distrutte".
[4:56] Ed ecco l'appello. "In un mondo assetato di pace", dice ancora Leone quattordicesimo, "abbiamo bisogno di strumenti che pongano fine alla prevaricazione, all'esibizione della forza e all'indifferenza per il diritto", come appunto la tregua olimpica, simbolo e profezia di un mondo riconciliato.
[5:13] Insieme a lui a invocarla è stato anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che il Papa ha incontrato diverse volte.
[5:20] Certamente Leone quattordicesimo conosce il rischio che le sue parole restino inascoltate, ma il suo compito è non smettere di chiamare il mondo all'unità. E lo sport è il luogo delle espressione di sé, del proprio talento, un'esperienza che però non allontana dalla vita reale.
[5:41] Negli eventi sportivi globali a cui stiamo assistendo in questi giorni dove atleti da tutto il mondo vivono e si confrontano nel rispetto reciproco, è ancora più forte il rumore di ciò che invece non si riesce a condividere al di fuori.
[5:53] Così forse non ci sarà una tregua olimpica, ma ai Giochi invernali ci sono atleti statunitensi che hanno preso l'occasione per criticare in mondovisione le violenze della polizia anti-immigrazione nel loro Paese, difendendo i migranti.
[6:06] Oppure, facendo un salto a Seattle, sempre negli States, domenica scorsa durante lo show musicale del Super Bowl, la seguitissima finale del campionato di football americano, un cantante di Portorico ha riunito insieme bandiere di tutti i Stati del continente, e su un palone da football ha scritto: "Noi tutti siamo America". Insieme.
[6:32] E forse anche Prevost, quando farà il suo viaggio apostolico negli Stati Uniti, che non sarà nel 2026, ricorderà alle comunità che l'unità è la via per la pace.
[6:55] Nel baseball non vince soltanto chi corre più veloce o colpisce più forte la palla, ma chi rispetta le regole con intelligenza, disciplina e pazienza. Le partite non hanno un tempo prestabilito, tutto dipende.
[7:07] E così anche il Papa non si stanca di ricordare alla Chiesa e al mondo, anche attraverso lo sport, ciò che conta davvero. Senza paura di non essere subito ascoltato, con intelligenza e pazienza, come in un match senza cronometro.
[7:22] Io sono Agnese Palmucci e vi do appuntamento ogni venerdì, su tutte le piattaforme di streaming, con LeoPOP, un podcast di Avvenire.
[7:36] Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o all'indirizzo mail: social@avvenire.it.
[7:41] Noi ci risentiamo la prossima settimana.
[7:44] \[Musica\]

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