# La Linea Divisa di Platone – I 4 Gradi della Conoscenza

An episode of [I Podcast di Filosofia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1868305324), 1 Sep 2026, 22 min.

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**La Linea Divisa di Platone** è una delle immagini filosofiche più importanti della *Repubblica*. Nel Libro VI Platone divide simbolicamente la conoscenza in quattro livelli: **Eikasia, Pistis, Dianoia e Noesis**. È un percorso che conduce dalle immagini e dalle apparenze del mondo sensibile fino alla conoscenza delle Idee e alla comprensione del mondo intelligibile. In questo episodio esploriamo la **Teoria della Linea Divisa**, il rapporto tra opinione e conoscenza, la distinzione tra **mondo sensibile e mondo intelligibile**, l'Idea del Bene e il profondo legame con l'**Allegoria della Caverna**. Un viaggio nel cuore della filosofia platonica e in una domanda che attraversa ancora oggi il pensiero occidentale: **che cosa significa conoscere veramente la realtà?** 🎙️ **Locanda della Tormenta** 🏰 **Segui la Locanda della Tormenta:** - YouTube → \[@LaLocandaDellaTormenta\](https://www.youtube.com/@lalocandadellatormenta) - Instagram → \[La Locanda della Tormenta\](https://www.instagram.com/lalocandadellatormenta) - Spreaker → \[Audiolibri Locanda Tormenta\](https://www.spreaker.com/user/audiolibri-locanda-tormenta--12073807) - WhatsApp → \[Unisciti alla Locanda\] 📱 https://whatsapp.com/channel/0029Va922gSHbFV37bQITu3E 💰 **Sostieni la Locanda:** - Ko-fi → https://ko-fi.com/lalocandadellatormenta - PayPal → https://paypal.me/locandadellatormenta - Patreon → https://patreon.com/locandadellatormenta

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Amici della Locanda, questa sera vi porto dentro una delle
[0:04] Speaker 2: immagini più enigmatiche e affascinanti della filosofia platonica, l'allegoria della
[0:10] Speaker 2: linea divisa. Non è un mito pieno di dei e
[0:13] Speaker 2: di titani, né un racconto poetico come quello dell'androgeno o
[0:17] Speaker 2: della biga alata. È una figura geometrica. Una linea. Un
[0:22] Speaker 2: segmento tracciato idealmente nello spazio. Eppure dentro quella linea Platone
[0:28] Speaker 2: nasconde l'intera mappa del pensiero umano, una cartografia della realtà
[0:33] Speaker 2: e della conoscenza che non ha perso nulla della sua
[0:36] Speaker 2: potenza alla ben distante epoca di 25 secoli. Per capire
[0:42] Speaker 2: da dove viene quest'immagine, dobbiamo però fare un piccolo passo indietro. Sigla.
[1:24] Speaker 2: Nel Sesto Libro della Repubblica, Platone introduce una sequenza di
[1:28] Speaker 2: tre immagini destinate a diventare tra le più celebri della
[1:32] Speaker 2: storia del pensiero. Il sole, la linea divisa e la caverna.
[1:37] Speaker 2: Sono tre modi diversi di guardare la stessa cosa, la
[1:40] Speaker 2: struttura della realtà e il percorso dell'anima verso la conoscenza
[1:44] Speaker 2: e si sostengono l'una con l'altra come le arcate di
[1:47] Speaker 2: un ponte. La prima immagine, quella del sole, risponde ad
[1:52] Speaker 2: una domanda precisa. Che cos'è il bene? Socrate non lo
[1:56] Speaker 2: definisce mai direttamente, dice che è troppo per lui affrontare
[1:59] Speaker 2: il bene in sé, ma ne descrive il figlio, l'immagine fedele,
[2:04] Speaker 2: il sole. Così come il sole nel mondo visibile è
[2:07] Speaker 2: ciò che rende le cose visibili e permette agli occhi
[2:10] Speaker 2: di vedere, il bene nel mondo intellegibile è ciò che
[2:13] Speaker 2: rende le cose conoscibili e permette alla mente di comprendere.
[2:17] Speaker 2: Il bene è il principio di intellegibilità di tutto ciò
[2:20] Speaker 2: che esiste. Ma questa spiegazione apre immediatamente una nuova domanda.
[2:25] Speaker 2: Se il bene è il principio supremo, come ci si arriva?
[2:29] Speaker 2: Attraverso quali gradi? Qual è la struttura del percorso che
[2:32] Speaker 2: separa l'ignoranza dalla comprensione? Ed è qui che entra in
[2:36] Speaker 2: scena la linea divisa. Socrate chiede di immaginare una linea
[2:42] Speaker 2: retta divisa in due segmenti diseguali. Il segmento più corto
[2:46] Speaker 2: rappresenta il mondo visibile, il mondo della materia, delle cose
[2:50] Speaker 2: che si possono toccare, vedere, percepire con i nostri sensi.
[2:54] Speaker 2: Il segmento più lungo rappresenta il mondo intelligibile, il mondo
[2:58] Speaker 2: delle idee, delle strutture necessarie, dei principi che la mente
[3:02] Speaker 2: può cogliere, ma i sensi non riescono a raggiungere. Fin qui,
[3:07] Speaker 2: la divisione potrebbe anche sembrare la semplice opposizione tra materia
[3:11] Speaker 2: e pensiero, tra corpo e anima. Ma Platone fa un
[3:15] Speaker 2: passo in più. Ciascuno dei due segmenti viene a sua
[3:18] Speaker 2: volta diviso secondo la stessa proporzione. Si ottengono così quattro parti,
[3:24] Speaker 2: disposte in ordine crescente di chiarezza e verità, e a
[3:27] Speaker 2: ciascuno corrisponde uno stato specifico dell'anima, un modo diverso di
[3:32] Speaker 2: rapportarsi alla realtà. Ma partiamo dal basso. Il primo livello,
[3:38] Speaker 2: le ombre, cioè l'eicasia. Nel segmento inferiore del mondo visibile
[3:44] Speaker 2: si collocano le immagini, ombre proiettate su una parete, riflessi
[3:48] Speaker 2: nell'acqua e rappresentazioni indirette di cose che esistono altrove. Platone
[3:54] Speaker 2: chiama lo stato mentale corrispondente eicasia, termine che può essere
[3:59] Speaker 2: tradotto come immaginazione, congettura o più precisamente come il prendere
[4:05] Speaker 2: le immagini per realtà. È il grado più basso della conoscenza.
[4:10] Speaker 2: Non perché le immagini siano necessariamente false, ma perché non
[4:14] Speaker 2: hanno consistenza propria. Un'ombra dipende dall'oggetto che la proietta e
[4:19] Speaker 2: dalla luce che illumina quell'oggetto. Chi conosce solo l'ombra, non
[4:23] Speaker 2: conosce l'oggetto, conosce qualcosa che rimanda ad altro senza essere
[4:27] Speaker 2: capace di risalirvi. È una conoscenza di secondo grado, o
[4:31] Speaker 2: forse sarebbe più giusto chiamarla non- conoscenza. un rapporto con la
[4:36] Speaker 2: realtà filtrato da mediazioni che il soggetto non vede e
[4:40] Speaker 2: non riconosce. Nella vita quotidiana, l'eicasia corrisponde a chi si
[4:45] Speaker 2: orienta nel mondo attraverso impressioni, voci, stereotipi, immagini costruite da altri.
[4:51] Speaker 2: Non è necessariamente cattiveria o stupidità, è semplicemente l'assenza di
[4:56] Speaker 2: uno sguardo critico che chieda da dove viene l'immagine e
[4:59] Speaker 2: che cosa nasconde. Il secondo livello sono le cose, la pistis. Quindi,
[5:08] Speaker 2: salendo di un gradino, si incontrano gli oggetti fisici del
[5:11] Speaker 2: mondo sensibile, animali, piante, manufatti, corpi umani. Qui la mente
[5:17] Speaker 2: esercita la pistis, la credenza fondata sulla percezione diretta. È
[5:22] Speaker 2: un livello più stabile rispetto al precedente. Invece di rapportarsi
[5:26] Speaker 2: ad un riflesso, si ha a che fare con la
[5:28] Speaker 2: cosa stessa, almeno per come si presenta ai nostri sensi.
[5:32] Speaker 2: La pistis è il territorio della vita ordinaria, della conoscenza pratica,
[5:36] Speaker 2: dell'esperienza accumulata. Sa come funzionano le cose nel mondo, sa
[5:41] Speaker 2: come affrontare problemi concreti, sa giudicare in base a ciò
[5:44] Speaker 2: che ha vissuto. È una forma di conoscenza rispettabile, spesso
[5:49] Speaker 2: sottovalutata nelle gerarchie intellettuali. Eppure, per Platone, anche questo livello
[5:55] Speaker 2: resta nel dominio dell'opinione. Gli oggetti sensibili sono oggetti al mutamento. Nascono, cambiano,
[6:02] Speaker 2: si corrompono. La pietra si sgretola, l'animale invecchia, il manufatto
[6:07] Speaker 2: si deteriora. Una conoscenza ancorata esclusivamente a oggetti mutevoli sarà
[6:13] Speaker 2: essa stessa mutevole. È valida oggi sicuramente, ma falsificata il domani.
[6:19] Speaker 2: Non può fondare una verità stabile. E poi questo non
[6:23] Speaker 2: è che significhi che la percezione sensibile sia inutile, ma
[6:27] Speaker 2: significa che non può essere il punto d'arrivo. Il terzo
[6:32] Speaker 2: livello sono gli enti matematici, la dianoia. Con il terzo
[6:37] Speaker 2: livello si combia il salto nel mondo intelligibile. Qui si
[6:41] Speaker 2: collocano gli enti matematici, numeri, figure geometriche, proporzioni, relazioni logiche.
[6:47] Speaker 2: La mente opera attraverso la dianoia, il pensiero discorsivo, razionale
[6:52] Speaker 2: e dimostrativo. La matematica non si fonda sui sensi. Non
[6:58] Speaker 2: ho bisogno di toccare un triangolo per capire che la
[7:00] Speaker 2: somma dei suoi angoli interni è uguale a 180 gradi.
[7:04] Speaker 2: Non ho bisogno di contare migliaia di mele per sapere
[7:07] Speaker 2: che 7 è un numero primo. Gli enti matematici esistono
[7:11] Speaker 2: in uno spazio diverso da quello fisico. Sono necessari, immutabili,
[7:16] Speaker 2: identici in ogni tempo e in ogni luogo. Questo li
[7:20] Speaker 2: rende oggetti di conoscenza in senso più forte rispetto alle
[7:23] Speaker 2: cose sensibili. Ma Platone nota qualcosa di sottile ed importante
[7:28] Speaker 2: a questo punto, perché anche il pensiero matematico utilizza ancora
[7:32] Speaker 2: un appoggio sensibile. Il geometra disegna un triangolo sulla sabbia
[7:37] Speaker 2: o sulla lavagna, non perché il triangolo disegnato sia il
[7:40] Speaker 2: triangolo ideale, ma perché ha bisogno di un supporto visivo
[7:43] Speaker 2: per pensare. Il disegno è uno strumento, non l'oggetto. E
[7:49] Speaker 2: questo rivela un limite. La dianoia parte da ipotesi che
[7:53] Speaker 2: non vengono messe in discussione, da assiomi che assume come
[7:57] Speaker 2: punti di partenza senza risalire alla loro fondazione. Il matematico
[8:01] Speaker 2: dice« si ha dato un punto e una retta». Non
[8:05] Speaker 2: chiede perché esistano il punto e la retta e quali
[8:08] Speaker 2: siano i loro fondamenti ultimi, oppure cosa li giustifichi. Li
[8:12] Speaker 2: prende per dati e da lì costruisce il suo sistema.
[8:16] Speaker 2: Questo è straordinariamente efficace per produrre risultati dimostrati ma non
[8:22] Speaker 2: raggiunge ancora il principio da cui tutto dipende. E arriviamo
[8:27] Speaker 2: al quarto livello, il principio, la noesis. Al vertice della
[8:32] Speaker 2: linea si trova la noesis, l'intellezione pura, la contemplazione diretta
[8:37] Speaker 2: delle idee. È il grado più alto della conoscenza. Qui
[8:42] Speaker 2: la mente non si limita ad usare ipotesi come trampolini
[8:45] Speaker 2: di lancio. Le supera, le mette in discussione, risale verso
[8:49] Speaker 2: ciò che le fonda. Questo movimento, che Platone chiama dialettica,
[8:54] Speaker 2: non si ferma finché non raggiunge il principio non ipotetico,
[8:58] Speaker 2: il fondamento che non dipende da altro, cioè il bene.
[9:02] Speaker 2: L'anoesis non è illuminazione mistica, non è visione statica nel
[9:06] Speaker 2: senso religioso del termine. È il culmine di un esercizio
[9:10] Speaker 2: rigoroso e progressivo della ragione. È ciò che si ottiene
[9:13] Speaker 2: quando la mente, dopo aver attraversato tutti i livelli precedenti,
[9:17] Speaker 2: ha imparato a liberarsi dalle dipendenze, Dalla dipendenza del senso,
[9:21] Speaker 2: dalla dipendenza dall'immagine, dalla dipendenza dalle ipotesi non esaminata. E
[9:26] Speaker 2: raggiunge così la capacità di cogliere le strutture intelligibili direttamente
[9:32] Speaker 2: nella loro necessità. Qui la conoscenza non dipende più da
[9:37] Speaker 2: premesse improvvisorie. Ha trovato il suo fondamento. E quel fondamento
[9:42] Speaker 2: illumina retroattivamente tutto il resto. Spiega perché gli enti matematici
[9:47] Speaker 2: sono necessari. Perché le cose sensibili hanno la forma che hanno?
[9:51] Speaker 2: Perché il mondo è comprensibile? Affrontiamo ora un dettaglio che
[9:58] Speaker 2: sembra tecnico, ma non lo è affatto. platone specifica che
[10:02] Speaker 2: la divisione avviene secondo la stessa proporzione a tutti i
[10:05] Speaker 2: livelli non è una scelta arbitraria vuole dire che il
[10:09] Speaker 2: rapporto tra ombra e oggetto nel mondo visibile è lo
[10:13] Speaker 2: stesso che esiste tra pensiero ipotetico e intellezione pura nel
[10:17] Speaker 2: mondo intelligibile la struttura si ripete, ma su scale diverse.
[10:22] Speaker 2: Questa proporzione rivela qualcosa di importante, che la gerarchia non
[10:27] Speaker 2: è una scala di valori soggettiva, non dipende da preferenze
[10:30] Speaker 2: o tradizioni culturali, è una struttura oggettiva che riflette il
[10:35] Speaker 2: grado di stabilità e dipendenza degli oggetti conosciuti. L'ombra dipende dall'oggetto,
[10:41] Speaker 2: la credenza sensoriale dipende dal mutamento, il pensiero matematico dipende
[10:46] Speaker 2: dalle ipotesi, Solo la noesis raggiunge ciò che non dipende
[10:50] Speaker 2: da nient'altro. Più l'oggetto è stabile e fondato, più la
[10:55] Speaker 2: conoscenza è chiara e vera. Questo è il principio che
[10:59] Speaker 2: regge l'intera costruzione. C'è poi una lettura superficiale della linea
[11:05] Speaker 2: divisa che la trasforma in una semplice classificazione scolastica. Quattro livelli,
[11:11] Speaker 2: quattro stati mentali, quattro categorie in cui riusciamo ad archiviare
[11:15] Speaker 2: le forme di conoscenza. cosa utile per i manuali ma
[11:20] Speaker 2: inutile per capire cosa platone volesse davvero dire a noi
[11:23] Speaker 2: poveri umani la linea non è una tassonomia è la
[11:27] Speaker 2: descrizione di un percorso e un percorso trasformativo non semplicemente
[11:33] Speaker 2: informativo il passaggio da un livello al successivo non avviene
[11:38] Speaker 2: per un accumulo di dati non si sale dalla pistis
[11:42] Speaker 2: alla dianoia imparando più cose sulle cose sensibili Si sale
[11:47] Speaker 2: cambiando il tipo di domanda che si pone, cambiando l'oggetto
[11:50] Speaker 2: a cui si presta attenzione, cambiando il modo in cui
[11:53] Speaker 2: la mente si rapporta alla realtà. È una trasformazione dello sguardo.
[11:59] Speaker 2: Platone usa spesso questo termine, periagoge, conversione, rotazione, per descrivere
[12:07] Speaker 2: appunto questo cambiamento. Insomma, non si tratta di riempire una
[12:12] Speaker 2: mente vuota. si tratta di girare la mente nella direzione
[12:16] Speaker 2: giusta come un occhio abituato all'oscurità che deve imparare a
[12:19] Speaker 2: tollerare la luce e così l'anima che si avvicina alla
[12:23] Speaker 2: noesis deve disabituarsi alle mediazioni che la tenevano ferma nei
[12:28] Speaker 2: livelli inferiori ogni gradino comporta una perdita e un guadagno
[12:33] Speaker 2: si perde la familiarità con l'immediato si guadagna la capacità
[12:37] Speaker 2: di vedere ciò che è stabile Si perde l'appoggio del sensibile,
[12:41] Speaker 2: ma si guadagna l'accesso al necessario. Questo cammino non è
[12:46] Speaker 2: affatto confortevole, e Platone non finge che lo sia. E
[12:53] Speaker 2: adesso direi che vale la pena soffermarsi ancora un momento
[12:56] Speaker 2: sul terzo livello, quello della dianoia e degli enti matematici,
[13:01] Speaker 2: perché occupa nella filosofia platonica una posizione speciale che spesso
[13:06] Speaker 2: viene fraintesa. Platone aveva un rispetto profondo per la matematica.
[13:13] Speaker 2: Si dice che sull'ingresso dell'Accademia fosse incisa la scritta« Nessuno
[13:18] Speaker 2: entri qui se non conosce la geometria». Vera o leggendaria
[13:23] Speaker 2: che sia, esprime qualcosa di autentico sul pensiero platonico. La
[13:28] Speaker 2: matematica educa l'anima all'astrazione, abitua a distinguere tra il segno
[13:33] Speaker 2: e ciò che il segno rappresenta davvero. Insegna che esistono
[13:37] Speaker 2: verità necessarie, indipendenti dall'esperienza e dalla percezione. Prepara la nostra
[13:43] Speaker 2: mente alla dialettica. Eppure la matematica non è il culmine,
[13:48] Speaker 2: rimane intrappolata nelle sue ipotesi. Il matematico costruisce sistemi magnifici,
[13:53] Speaker 2: dimostra teoremico l'unrigore assoluto, ma non mette mai in discussione
[13:58] Speaker 2: i fondamenti da cui parte. non chiede perché il numero esiste,
[14:02] Speaker 2: che cosa sia l'unità, quale sia il principio che rende
[14:05] Speaker 2: possibile la struttura numerica stessa. Questa limitazione non è una
[14:11] Speaker 2: critica alla matematica in quanto tale, è una precisazione sul
[14:14] Speaker 2: tipo di lavoro che fa. La matematica libera dai sensi,
[14:18] Speaker 2: ma non libera dalle ipotesi. La dialettica, il pensiero filosofico
[14:23] Speaker 2: nel suo grado più alto, è ciò che prende quelle
[14:26] Speaker 2: ipotesi e le interroga, risalendo fino a dove non c'è
[14:30] Speaker 2: più nulla da cui dipendere. Nella formazione del governante ideale
[14:35] Speaker 2: descritta nella Repubblica, la matematica occupa anni del percorso educativo. Aritmetica, geometria, stereometria, astronomia, armonia.
[14:46] Speaker 2: Non come fine, badate bene, ma come preparazione. Così come
[14:51] Speaker 2: il fisioterapista, che rinforza i muscoli prima che l'atleta si
[14:54] Speaker 2: alleni sul campo, La matematica rinforza la mente prima che
[14:58] Speaker 2: si affronti la dialettica vera. A questo punto si potrebbe chiedere,
[15:05] Speaker 2: ma tutto questo è bellissimo, ma che cosa c'entra con
[15:07] Speaker 2: la politica e con il governo o con il governare
[15:10] Speaker 2: una città? Beh, c'entra tutto. Ricordate la nave dello Stato?
[15:16] Speaker 2: Andate a recuperare il video. Il problema centrale di quell'allegoria
[15:20] Speaker 2: era il disprezzo per la competenza. I marinai che litigano
[15:24] Speaker 2: per il timone senza sapere dove navigare, il proprietario che
[15:28] Speaker 2: non sa valutare chi abbia davvero la capacità per farlo.
[15:31] Speaker 2: La linea divisa risponde alla domanda che quell'allegoria lasciava aperta.
[15:36] Speaker 2: In che cosa consiste esattamente la competenza necessaria a governare?
[15:43] Speaker 2: Non si tratta solo di esperienza amministrativa e neppure di
[15:47] Speaker 2: abilità retorica né di conoscenza tecnica dei meccanismi istituzionali. Si
[15:52] Speaker 2: tratta di aver raggiunto il livello della noesis, di aver
[15:55] Speaker 2: compreso il principio che fonda l'ordine giusto, di aver visto
[16:00] Speaker 2: il bene. Senza questa comprensione, le decisioni politiche resteranno ancorate
[16:05] Speaker 2: ai livelli inferiori, guidate da percezioni immediate, da calcoli di
[16:10] Speaker 2: breve periodo, da ipotesi non esaminate che si assumono come
[16:14] Speaker 2: ovvie e non si mettono mai in discussione. Una città
[16:18] Speaker 2: governata da chi si muove a livello dell'eicasia è una
[16:21] Speaker 2: città che reagisce alle ombre, che si fa guidare da
[16:24] Speaker 2: immagini costruite, da paure indotte, da narrazioni che nessuno ha verificato.
[16:30] Speaker 2: Vi suona familiare? Una città governata da chi si muove
[16:34] Speaker 2: a livello della pistis è una città che risponde ai
[16:37] Speaker 2: problemi concreti del momento, ma senza una visione di lungo periodo,
[16:42] Speaker 2: senza principi stabili. Una città governata da chi si muove
[16:47] Speaker 2: al livello della dianoia, cioè con esperti tecnici, di calcolatori,
[16:51] Speaker 2: di costi e benefici, è una città sì competente, ma
[16:55] Speaker 2: senza un orientamento finale. Sa bene come fare le cose,
[17:00] Speaker 2: ma non sa con certezza verso quale fine. Solo chi
[17:04] Speaker 2: ha raggiunto l'anoesis può governare orientandosi verso il bene, non
[17:08] Speaker 2: perché sia superiore agli altri per nascita o privilegio, ma
[17:11] Speaker 2: perché ha compiuto un percorso che gli altri non hanno
[17:14] Speaker 2: ancora compiuto. E qui sta la responsabilità. Chi ha visto
[17:20] Speaker 2: non può fingere di non aver visto. E poi c'è
[17:26] Speaker 2: un'ultima cosa da capire sulla linea divisa, e forse è
[17:29] Speaker 2: la più importante. Platone non sta descrivendo solo come funziona
[17:34] Speaker 2: la nostra mente umana, i diversi modi in cui possiamo
[17:37] Speaker 2: conoscere le cose. sta descrivendo la struttura della realtà stessa,
[17:42] Speaker 2: la gerarchia epistemica. Ombra, oggetto sensibile, ente matematico, idea. E
[17:48] Speaker 2: riflette una gerarchia ontologica. Una gerarchia nel grado di essere,
[17:54] Speaker 2: di stabilità e di realtà delle cose. Le ombre hanno
[17:59] Speaker 2: meno essere degli oggetti fisici. Gli oggetti fisici hanno meno
[18:03] Speaker 2: essere degli enti matematici. Gli enti matematici hanno meno essere
[18:07] Speaker 2: delle idee. E al vertice, lassù in cima, il bene
[18:12] Speaker 2: ha il massimo dell'essere. Anzi, come Platone scrive nella Repubblica,
[18:17] Speaker 2: è al di là dell'essere. È ciò che rende possibile
[18:21] Speaker 2: l'essere di tutto il resto. Questo significa che la linea
[18:26] Speaker 2: non è una classificazione delle opinioni umane. È una mappa
[18:30] Speaker 2: della realtà. Conoscere meglio significa avvicinarsi a ciò che è
[18:34] Speaker 2: più reale. L'ignoranza non è solo un difetto della mente.
[18:39] Speaker 2: È un rapporto con ciò che è meno reale, con
[18:42] Speaker 2: le ombre invece che con le cose, con le cose
[18:45] Speaker 2: invece che con i principi. È per questo che l'educazione
[18:49] Speaker 2: platonica non è semplicemente istruzione, non è riempire di informazioni
[18:54] Speaker 2: una testa vuota. È una trasformazione ontologica, un processo attraverso
[18:59] Speaker 2: cui l'anima si orienta verso realtà sempre più stabili, sempre
[19:04] Speaker 2: più vere e sempre più fondanti. La linea divisa, dunque,
[19:10] Speaker 2: non è solo schema epistemologico, è struttura ontologica e pedagogica insieme.
[19:19] Speaker 2: E così, amici della Locanda, si chiude questa allegoria della
[19:23] Speaker 2: linea divisa, una semplice figura geometrica che racchiude l'intero percorso dell'anima,
[19:28] Speaker 2: dall'illusione alla scienza, dall'opinione alla verità, fino al bene che
[19:32] Speaker 2: tutto fonda. Quattro gradini, ombre, cose, numeri e principi. quattro
[19:39] Speaker 2: stati dell'anima, congettura, credenza, pensiero discorsivo, intellezione pura. È un
[19:45] Speaker 2: cammino che non è solo intellettuale, è una trasformazione di
[19:49] Speaker 2: chi si è e di un riorientamento dello sguardo verso
[19:53] Speaker 2: ciò che è davvero stabile. A questo punto, anche se
[19:58] Speaker 2: un po' controcorrente, vi suggerisco di recuperare il video sul
[20:02] Speaker 2: mito della caverna che va a concludere il cerchio. Se
[20:06] Speaker 2: guardiamo il fuoco che arde qui nella locanda, possiamo pensare
[20:10] Speaker 2: a quei quattro gradini. L'ombra che il fuoco proietta sul
[20:13] Speaker 2: muro è il livello più basso, reale ma dipendente. La
[20:18] Speaker 2: fiamma che la produce è già più vera. Il calore
[20:21] Speaker 2: che diffonde, invisibile ma assai ben misurabile, è già qualcosa
[20:26] Speaker 2: di più astratto, capite? E il principio che fa sì
[20:30] Speaker 2: che il fuoco bruci, la legge della combustione o la
[20:33] Speaker 2: struttura chimica che la governa, È ciò che nessun occhio vede,
[20:38] Speaker 2: ma che la mente invece può capire bene. Quindi, come
[20:42] Speaker 2: ho già detto, andate a recuperare il video sul mito
[20:44] Speaker 2: della caverna e lì incontreremo i prigionieri che scambiano le
[20:48] Speaker 2: ombre per la realtà. Perché la linea ci ha dato
[20:52] Speaker 2: una mappa teorica, la caverna trascriverà la storia. A presto,
[20:58] Speaker 2: amici miei. Il fuoco della filosofia della locanda è ancora acceso.
[21:08] Speaker 2: Se ti piace quello che ascolti e vuoi sostenere la locanda,
[21:12] Speaker 2: puoi farlo entrando tra gli abbonati. Oltre ai racconti pubblici,
[21:17] Speaker 2: esiste una sala privata della locanda dove ogni settimana continuo
[21:21] Speaker 2: a raccontare storie riservate quando la porta si chiude e
[21:26] Speaker 2: restano in pochi attorno al fuoco. Se vuoi entrare anche tu,
[21:31] Speaker 2: ti aspetto dall'altra parte.

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