# IL SOLE come METAFORA del BENE | Platone

An episode of [I Podcast di Filosofia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1868305324), 25 May 2026, 24 min.

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Che cos’è davvero il Bene? Per Platone, il Sole non è soltanto un astro nel cielo, ma il simbolo stesso della verità, della conoscenza e della luce interiore. In questo viaggio nella filosofia antica esploreremo una delle metafore più potenti mai create: il Sole come immagine del Bene assoluto, capace di illuminare la mente umana così come la luce illumina il mondo visibile. Un testo immortale, capace ancora oggi di parlare all’uomo moderno, sospeso tra ombre, illusioni e ricerca della verità. 🏛️ Filosofia, simbolismo e pensiero antico si incontrano ancora una volta accanto al fuoco della Locanda. 🏰 **Segui la Locanda della Tormenta:** - YouTube → \[@LaLocandaDellaTormenta\](https://www.youtube.com/@lalocandadellatormenta) - Instagram → \[La Locanda della Tormenta\](https://www.instagram.com/lalocandadellatormenta) - Spreaker → \[Audiolibri Locanda Tormenta\](https://www.spreaker.com/user/audiolibri-locanda-tormenta--12073807) - WhatsApp → \[Unisciti alla Locanda\] 📱 https://whatsapp.com/channel/0029Va922gSHbFV37bQITu3E 💰 **Sostieni la Locanda:** - Ko-fi → https://ko-fi.com/lalocandadellatormenta - PayPal → https://paypal.me/locandadellatormenta - Patreon → https://patreon.com/locandadellatormenta

## Transcript

[0:34] Speaker 2: Amici della Locanda, bentornati attorno al nostro fuoco. Stanotte vi
[0:38] Speaker 2: porterò nel cuore delle immagini più luminose e potenti che
[0:42] Speaker 2: la filosofia occidentale ci abbia mai insegnato. Stiamo parlando della
[0:46] Speaker 2: metafora del sole che Platone costruisce nel Sesto Libro della
[0:50] Speaker 2: Repubblica e che da oltre duemila anni continua ad interrogarci
[0:54] Speaker 2: su una domanda che sembra semplice e non lo è affatto.
[0:59] Speaker 2: Che cos'è il bene? Non un bene qualunque, non il
[1:02] Speaker 2: bene della salute o quello dell'amicizia o quello di una
[1:05] Speaker 2: legge equa. Platone cerca qualcosa di più radicale, più profondo.
[1:11] Speaker 2: Il principio che rende possibile qualsiasi cosa possa essere chiamata buona,
[1:16] Speaker 2: il fondamento di tutto. E per spiegarlo sceglie di non
[1:20] Speaker 2: definirlo direttamente, perché sa che non può, ma di mostrarci un'immagine, un'analogia,
[1:27] Speaker 2: una luce. Preparatevi. Perché questa sera non parliamo solo di
[1:32] Speaker 2: filosofia astratta, parliamo di come conosciamo, di come governiamo e
[1:37] Speaker 2: di cosa cerchiamo davvero quando cerchiamo la verità. Per capire
[1:47] Speaker 2: la portata di questa metafora è utile sapere dove Platone
[1:51] Speaker 2: la inserisce. La Repubblica è un dialogo lungo e ambizioso,
[1:56] Speaker 2: in cui Socrate e i suoi interlocutori cercano di rispondere
[1:59] Speaker 2: ad una domanda fondamentale. Che cos'è la giustizia? Nel corso
[2:05] Speaker 2: della conversazione si parla dell'anima, della città ideale, dei diversi
[2:09] Speaker 2: regimi politici e della figura straordinaria del filosofo, colui che
[2:13] Speaker 2: ha il compito di governare, non perché voglia il potere,
[2:17] Speaker 2: ma perché è l'unico che sa dove guardare. Ad un
[2:20] Speaker 2: certo punto, però, la discussione arriva ad un nodo. Glaucone,
[2:24] Speaker 2: uno degli interlocutori, chiede a Socrate di spiegare direttamente che
[2:28] Speaker 2: cosa sia il bene, quel principio supremo che il filosofo
[2:32] Speaker 2: dovrebbe conoscere per poter governare bene. E Socrate, con la
[2:36] Speaker 2: sua caratteristica onestà intellettuale, risponde che non è in grado
[2:40] Speaker 2: di farlo. Non perché non sappia abbastanza, ma perché il
[2:44] Speaker 2: bene è la condizione di ogni sapere e definirlo, come
[2:47] Speaker 2: si definisce una cosa qualunque, sarebbe come cercare di guardare
[2:51] Speaker 2: il sole fissandolo direttamente negli occhi. Non lo si può
[2:54] Speaker 2: fare senza rischiare di accecarsi. Dice però che può indicarne
[2:59] Speaker 2: un figlio, qualcosa che nel mondo visibile svolge la stessa
[3:03] Speaker 2: funzione che il bene svolge nel mondo intelligibile. E quel
[3:07] Speaker 2: figlio è appunto il sole. Per entrare nel vivo dell'analogia
[3:13] Speaker 2: dobbiamo prima capire una distinzione che per Platone è assolutamente fondamentale,
[3:18] Speaker 2: la distinzione tra il mondo sensibile e il mondo intelligibile.
[3:22] Speaker 2: Il mondo sensibile è quello che conosciamo attraverso i sensi,
[3:25] Speaker 2: gli oggetti che vediamo, tocchiamo, ascoltiamo, i colori, le forme,
[3:30] Speaker 2: i corpi. È il mondo del cambiamento continuo, le cose
[3:34] Speaker 2: nascono e muoiono, si trasformano e si deteriorano. Non c'è
[3:38] Speaker 2: nulla in questo mondo che sia stabile per sempre. Il
[3:42] Speaker 2: mondo intelligibile, invece, è il mondo delle idee. Le idee
[3:46] Speaker 2: non sono concetti soggettivi, non sono quello che penso io
[3:50] Speaker 2: della bellezza o della giustizia. Sono strutture oggettive, eterne e necessarie.
[3:56] Speaker 2: L'idea di bello non cambia con il passare del tempo,
[4:00] Speaker 2: non diventa più o meno bella a seconda della moda.
[4:04] Speaker 2: L'idea di giusto non dipende dalle leggi di questo o
[4:07] Speaker 2: quel paese. Le idee sono il modello stabile di cui
[4:11] Speaker 2: le cose sensibili sono copie imperfette e transitorie. Questa distinzione
[4:17] Speaker 2: non è solo teorica, ha conseguenze pratiche enormi. Se vogliamo
[4:22] Speaker 2: capire cosa sia davvero la giustizia, non posso limitarmi ad
[4:25] Speaker 2: osservare le leggi vigenti o i comportamenti della gente. Devo
[4:29] Speaker 2: orientare la mente verso qualcosa di più stabile, verso quell'idea
[4:33] Speaker 2: che non dipende dal contesto storico e che costituisce il
[4:37] Speaker 2: criterio con cui giudicare tutte le leggi e tutti i comportamenti.
[4:43] Speaker 2: E adesso siamo pronti per l'analogia. Platone parte da un'osservazione
[4:49] Speaker 2: molto semplice sulla vista. Tra tutti i sensi, la vista
[4:53] Speaker 2: è quella che richiede una condizione esterna per funzionare, la luce.
[4:58] Speaker 2: Non basta infatti avere degli occhi sani. Se ti trovi
[5:01] Speaker 2: in una stanza completamente buia, i tuoi occhi non vedono nulla,
[5:05] Speaker 2: anche se sono perfettamente integri. Ci vuole qualcosa che illumini
[5:09] Speaker 2: gli oggetti, che li renda visibili. E questa fonte di
[5:13] Speaker 2: luce nel mondo greco, come nel nostro, è per eccellenza
[5:17] Speaker 2: il sole. Ma il sole non è solo una lampada gigante,
[5:21] Speaker 2: è molto di più. Non si limita a rendere visibili
[5:24] Speaker 2: le cose e anche la fonte da cui dipende la
[5:27] Speaker 2: loro vita, la loro crescita e la loro intera esistenza.
[5:31] Speaker 2: Senza il sole le piante non crescono, gli animali non sopravvivono,
[5:35] Speaker 2: il ciclo delle stagioni si ferma. Il sole è dunque
[5:39] Speaker 2: causa di visibilità, ma anche causa di esistenza e generazione.
[5:45] Speaker 2: Platone prende questo schema e lo trasporta sul piano intelligibile.
[5:50] Speaker 2: Nel mondo delle idee, la funzione del sole è svolta
[5:53] Speaker 2: dal bene. Come il sole rende le cose visibili agli occhi,
[5:56] Speaker 2: il bene rende le idee conoscibili all'intelletto. Come il sole
[6:01] Speaker 2: contribuisce alla vita e alla crescita delle cose sensibili, il
[6:05] Speaker 2: bene conferisce essere e realtà alle idee stesse. Non è
[6:09] Speaker 2: solo la fonte della nostra capacità di conoscere, è il
[6:12] Speaker 2: fondamento dell'esistenza di ciò che conosciamo. L'intelletto in questa struttura
[6:18] Speaker 2: è come gli occhi. È lo strumento della conoscenza, ma
[6:22] Speaker 2: non è la causa ultima della conoscibilità. Così come gli
[6:26] Speaker 2: occhi non producono la luce, ma la ricevono, l'intelletto non
[6:29] Speaker 2: produce il bene, ma ne partecipa. E così come gli
[6:33] Speaker 2: occhi senza luce restano potenzialmente inattivi, l'intelletto senza il bene
[6:40] Speaker 2: non riesce ad accedere alla verità. Platone spinge l'analogia fino
[6:45] Speaker 2: ad una formulazione che nella storia della filosofia ha prodotto
[6:49] Speaker 2: secoli di commenti e discussioni. Il bene, scrive, è al
[6:53] Speaker 2: di là dell'essere, per dignità e potenza. Non è una
[6:59] Speaker 2: cosa tra le cose, non è un'idea tra le idee,
[7:03] Speaker 2: è la condizione primaria che rende possibile l'essere stesso. Questa
[7:09] Speaker 2: affermazione va capita con cura, perché è facile fraintenderla. Platone
[7:15] Speaker 2: non sta dicendo che il bene sia qualcosa di misterioso
[7:18] Speaker 2: e ineffabile, separato dalla realtà come un'entità ultraterrena e raggiungibile.
[7:23] Speaker 2: Sta dicendo qualcosa di molto più preciso, che il bene
[7:26] Speaker 2: è il principio che conferisce ad ogni cosa la propria
[7:29] Speaker 2: realtà intelligibile. Come il sole non è una cosa tra
[7:33] Speaker 2: le altre cose visibili, ma è ciò che rende le
[7:35] Speaker 2: cose visibili esistere come tali, così il bene non è
[7:39] Speaker 2: un valore tra gli altri valori. ma è ciò che
[7:42] Speaker 2: fa sì che i valori abbiano un senso, una misura
[7:46] Speaker 2: ed un fondamento. Se il bene coincidesse semplicemente con l'essere,
[7:52] Speaker 2: sarebbe qualcosa che esista allo stesso modo degli altri enti.
[7:56] Speaker 2: Ma il bene è molto più di questo. È la
[7:59] Speaker 2: radice da cui l'essere scaturisce come intelligibile, come conoscibile, come
[8:05] Speaker 2: essere ordinato. Senza di esso l'essere si sarebbe, forse. ma
[8:11] Speaker 2: sarebbe muto e oscuro inaccessibile alla ragione poi c'è un
[8:17] Speaker 2: altro aspetto dell'analogia che vale la pena da esplorare e
[8:21] Speaker 2: che ha implicazioni profonde per il modo in cui Platone
[8:24] Speaker 2: concepisce l'educazione filosofica la luce del sole se la si
[8:29] Speaker 2: guarda troppo direttamente e senza una preparazione adeguata abbaglia chiunque
[8:34] Speaker 2: non è un difetto della luce in sé è un
[8:36] Speaker 2: problema degli occhi che non sono ancora abituati a quell'intensità
[8:41] Speaker 2: E lo stesso vale per il bene. Chi non ha
[8:44] Speaker 2: compiuto il percorso necessario, chi non ha allenato la mente
[8:47] Speaker 2: attraverso matematica, geometria, dialettica, non può accedere direttamente alla contemplazione
[8:53] Speaker 2: del principio supremo. Lo sguardo si confonde, si perde, torna
[8:58] Speaker 2: a cercare riparo nelle ombre più confortevoli del mondo sensibile.
[9:03] Speaker 2: Per questo, nella Repubblica, la formazione del filosofo è un
[9:06] Speaker 2: processo lungo e graduale. Prima si studia la matematica. ahimè,
[9:12] Speaker 2: che abitua l'anima ad astrarre dalle cose fisiche e a
[9:15] Speaker 2: cogliere relazioni necessarie tra entità puramente intellettuali. Poi la geometria
[9:20] Speaker 2: e le altre scienze esatte, che rafforzano questa capacità. E poi, finalmente,
[9:25] Speaker 2: la dialettica, l'arte del ragionamento che non si appoggia ad
[9:29] Speaker 2: immagini sensibili, ma procede per sole idee, fino a risalire
[9:33] Speaker 2: al principio che non ha bisogno di alcun presupposto. Questo
[9:38] Speaker 2: percorso non è solo un curriculum scolastico, è una trasformazione
[9:43] Speaker 2: della nostra anima. Platone usa la parola periagoge, conversione, rivolgimento
[9:50] Speaker 2: dello sguardo. Non si tratta di imparare nuove nozioni, si
[9:54] Speaker 2: tratta di orientare diversamente l'intera capacità di vedere e di comprendere.
[9:59] Speaker 2: Come chi esce dalla caverna, e qui si anticipa la
[10:03] Speaker 2: famosa mitologia della caverna che ho già trattato, si si
[10:06] Speaker 2: deve abituare progressivamente alla luce prima di poter guardare il sole,
[10:11] Speaker 2: così l'anima deve essere preparata prima di poter contemplare il bene.
[10:16] Speaker 2: Questa struttura ha conseguenze dirette sul modo in cui Platone
[10:19] Speaker 2: distingue i diversi gradi di conoscenza. Da un lato c'è
[10:23] Speaker 2: la doxa, l'opinione, che si muove nel mondo delle apparenze sensibili.
[10:29] Speaker 2: L'opinione non è necessariamente falsa. Noi possiamo avere delle opinioni
[10:33] Speaker 2: corrette su molte cose. ma è per sua natura instabile
[10:38] Speaker 2: e soggetta a revisione e dipendente sempre dal contesto. Fateci caso.
[10:43] Speaker 2: Non è vera conoscenza perché non ha un fondamento stabile
[10:47] Speaker 2: su cui reggersi. E poi, dall'altro lato, c'è l'episteme, la
[10:52] Speaker 2: conoscenza autentica, che riguarda ciò che è necessario ed immutabile.
[10:57] Speaker 2: Chiedo già scusa se avessi sbagliato i termini in greco.
[11:01] Speaker 2: La scienza, nel senso platonico, non è un accumulo di
[11:04] Speaker 2: dati empirici, è la comprensione delle strutture eterne che reggono
[11:09] Speaker 2: la realtà. E questa comprensione è possibile solo se l'intelletto
[11:14] Speaker 2: è orientato verso il bene, che è la luce in
[11:17] Speaker 2: cui le idee diventano pienamente conoscibili. Il bene, in questo senso,
[11:23] Speaker 2: non è un oggetto della conoscenza come lo sono le
[11:26] Speaker 2: altre idee, è la condizione della conoscenza stessa. Non si
[11:31] Speaker 2: può sapere il bene nel modo in cui si sa
[11:34] Speaker 2: che i triangoli hanno la somma degli angoli uguali a 180 gradi, ecc.
[11:39] Speaker 2: Il bene si contempla, il bene si partecipa. Del bene
[11:45] Speaker 2: ci si deve orientare verso di esso. È una relazione
[11:49] Speaker 2: più che un'acquisizione di dati. E tutto questo nella Repubblica
[11:54] Speaker 2: non è fine a se stesso. Ha conseguenze politiche precise.
[11:59] Speaker 2: e per certi versi anche un po' provocatorie. Se il
[12:02] Speaker 2: governo della città deve essere affidato a qualcuno, quel qualcuno
[12:06] Speaker 2: non deve essere necessariamente il più ricco, il più eloquente,
[12:10] Speaker 2: il più popolare, il più ambizioso, eccetera eccetera, per evitare
[12:14] Speaker 2: di parlare della situazione contemporanea. Ma deve essere colui che
[12:18] Speaker 2: conosce il bene, o almeno colui che ha orientato la
[12:22] Speaker 2: propria anima nella sua direzione e ha dedicato anni a
[12:25] Speaker 2: questo percorso di ascesa. Facile, direte voi. il filosofo nella
[12:31] Speaker 2: città ideale di platone non governa per desiderio di potere
[12:35] Speaker 2: anzi uno dei paradossi della repubblica è che il vero
[12:39] Speaker 2: filosofo preferirebbe continuare a contemplare piuttosto che scendere nell'arena politica
[12:45] Speaker 2: ma ha un obbligo nei confronti di coloro che sono
[12:48] Speaker 2: rimasti nella caverna chi ha visto la luce non può
[12:51] Speaker 2: restare isolato nella beatitudine della contemplazione deve tornare indietro, deve
[12:57] Speaker 2: aiutare gli altri a risalire, deve tradurre quella visione in istituzioni,
[13:02] Speaker 2: in leggi e in decisioni concrete. La politica, per Platone,
[13:08] Speaker 2: non è separabile dalla metafisica. Non è possibile decidere bene
[13:12] Speaker 2: senza una comprensione di che cosa sia il bene. Non
[13:17] Speaker 2: è possibile fare leggi giuste senza un riferimento a ciò
[13:20] Speaker 2: che rende la giustizia qualcosa di più di una convenzione temporanea.
[13:25] Speaker 2: Ogni norma che non si radica in un fondamento oggettivo
[13:28] Speaker 2: è destinata a diventare puro arbitrio. La volontà dei più
[13:32] Speaker 2: forti viene così travestita da legge. Vi dice qualcosa? Questo
[13:39] Speaker 2: spiega perché Platone sia così critico verso la democrazia ateniese
[13:42] Speaker 2: del suo tempo e non so cosa direbbe di quella attuale.
[13:46] Speaker 2: E non perché fosse antidemocratico in senso contemporaneo. concetto stesso
[13:51] Speaker 2: di democrazia moderna era lontanissimo dal suo orizzonte ma perché
[13:56] Speaker 2: platone vedeva in una politica fondata sull'opinione della maggioranza una
[14:01] Speaker 2: struttura fondamentalmente instabile priva di quel riferimento al bene che
[14:06] Speaker 2: solo può garantire ordine duraturo la metafora del sole stabilisce
[14:12] Speaker 2: anche un criterio di misura che attraversa tutti i livelli
[14:15] Speaker 2: della realtà il sole non illumina selettivamente La sua luce
[14:20] Speaker 2: è universale, cadenzata e proporzionata al ciclo del giorno e
[14:25] Speaker 2: delle stagioni. Regola il tempo, stabilisce dei ritmi e mantiene
[14:30] Speaker 2: l'equilibrio tra la luce e l'ombra. Il bene svolge la
[14:34] Speaker 2: stessa funzione di misura nel mondo intelligibile e nella vita pratica.
[14:39] Speaker 2: Le virtù, giustizia, temperanza, coraggio, sapienza, non sono abitudini arbitrarie
[14:46] Speaker 2: e nemmeno semplicemente delle regole sociali utili. sono delle modalità
[14:51] Speaker 2: con cui la nostra anima si orienta verso il bene
[14:55] Speaker 2: e partecipa della sua struttura proporzionata. La giustizia, nell'anima come
[15:01] Speaker 2: anche nella città, non è un equilibrio qualunque. È l'equilibrio
[15:06] Speaker 2: che riflette l'ordine più profondo, quello che ha nel bene
[15:10] Speaker 2: il proprio vertice. Senza questo riferimento tutte le virtù si svuotano.
[15:17] Speaker 2: Il coraggio senza sapienza è diventa pura temerità. La temperanza,
[15:22] Speaker 2: senza la comprensione, diventa rigidità. La giustizia, senza un fondamento
[15:29] Speaker 2: nel bene, diventa la giustizia del più forte, mascherata agli
[15:33] Speaker 2: altri come principio universale. Prima di arrivare alla nota conclusiva,
[15:41] Speaker 2: vale anche la pena fermarsi su un aspetto che Platone
[15:43] Speaker 2: sviluppa con particolare acutezza. La differenza tra la luce vera
[15:48] Speaker 2: e le sue imitazioni. Nel mondo visibile, soprattutto nel mondo moderno,
[15:54] Speaker 2: esistono fonti di luce artificiale, torce, lampade, braceri, lampadine, eccetera eccetera.
[16:00] Speaker 2: E illuminano, certo, permettono di vedere qualcosa in un ambiente buio.
[16:06] Speaker 2: Ma nessuna di esse è il sole, nessuna di esse
[16:10] Speaker 2: scandisce le stagioni, sostiene la vita delle piante e regola
[16:13] Speaker 2: il tempo. Vabbè, non facciamo proprio l'esempio delle serre e
[16:17] Speaker 2: delle luci per tirar su le piante, andiamo più su
[16:20] Speaker 2: qualcosa di filosofico. Queste luci artificiali sarebbero fonti locali, parziali,
[16:27] Speaker 2: che esauriscono la loro energia e alla fine si spengono.
[16:31] Speaker 2: Platone usa questa distinzione per fare un'osservazione tagliente sulla vita politica.
[16:37] Speaker 2: Nel mondo della città reale, esistono criteri parziali con cui
[16:41] Speaker 2: si prendono tutte le decisioni l'utilità immediata al bene comune
[16:46] Speaker 2: il vantaggio del gruppo dominante il consenso della maggioranza che
[16:50] Speaker 2: non è detto che sia giusto e poi la tradizione
[16:53] Speaker 2: che non è sempre adatta al mondo contemporaneo questi criteri
[16:59] Speaker 2: non sono privi di valore come le lampade permettono di
[17:03] Speaker 2: vedere qualcosa ma non equivalgono al bene come criterio universale
[17:08] Speaker 2: Sono luce riflessa o artificiale e non luce originaria. Una
[17:14] Speaker 2: legge che serve l'interesse di una fazione può sembrare giusta
[17:18] Speaker 2: a chi quella fazione la compone, ma non per questo
[17:21] Speaker 2: è veramente una legge giusta. Una decisione che massimizza il
[17:25] Speaker 2: piacere immediato può sembrare buona nel breve termine, ma non
[17:29] Speaker 2: è per questo orientata al bene. La metafora del sole
[17:33] Speaker 2: stabilisce in questo modo un criterio di giudizio che trascende
[17:37] Speaker 2: i criteri particolari. Non si tratta di stabilire regole arbitrarie dall'alto,
[17:42] Speaker 2: ma di riconoscere che esiste un ordine più profondo a
[17:45] Speaker 2: cui tutte le regole particolari devono rispondere se vogliono avere
[17:50] Speaker 2: un valore autentico. Questo è uno dei motivi per cui
[17:55] Speaker 2: Platone è così esigente con la formazione del governante. Non
[17:59] Speaker 2: è questione di abilità tecnica. Un bravo oratore, un abile
[18:04] Speaker 2: stratega militare, un accorto amministratore possono fare molto con i
[18:08] Speaker 2: loro strumenti, come una lampada fa molto in una stanza buia.
[18:13] Speaker 2: Ma senza la visione del bene generale, anche il governatore
[18:17] Speaker 2: più capace rischia di costruire una città che funziona bene
[18:21] Speaker 2: per qualche tempo e poi finisce a sgretolarsi perché è
[18:25] Speaker 2: fondata su criteri troppo fragili per reggere alle crisi e
[18:28] Speaker 2: alle contraddizioni della storia. la vera competenza del governante filosofo
[18:35] Speaker 2: non è tecnica, è orientativa. Egli sa dove guardare anche
[18:41] Speaker 2: nel lungo periodo, sa distinguere le luci artificiali dalla luce vera.
[18:46] Speaker 2: E questa capacità, dice Platone, non si improvvisa e non
[18:50] Speaker 2: si delega. Richiede anni di formazione, una disciplina intellettuale e
[18:55] Speaker 2: una conversione profonda dell'anima. E poi, C'è un ultimo aspetto
[19:03] Speaker 2: dell'analogia che ci tengo a sottolineare prima di chiudere, perché
[19:07] Speaker 2: a me sembra il più bello. Il sole illumina senza consumarsi.
[19:15] Speaker 2: Ogni mattina sorge di nuovo, irradia luce e calore senza diminuire.
[19:21] Speaker 2: Non è una risorsa che si esaurisce con l'uso, è
[19:24] Speaker 2: una fonte permanente, o almeno permanente per noi umani. Platone
[19:30] Speaker 2: suggerisce che il bene abbia la stessa inesauribilità. Non è
[19:35] Speaker 2: qualcosa che si possiede e che quindi gli altri non
[19:38] Speaker 2: possono avere come te. Non è un segreto che una
[19:41] Speaker 2: volta rivelato perde il suo valore. È un principio che
[19:45] Speaker 2: rende possibile la conoscenza senza essere consumato dall'altra conoscenza. Chi
[19:51] Speaker 2: lo contempla non lo depaupera. Chi lo comprende non lo esaurisce.
[19:57] Speaker 2: Il bene permane. fonda e illumina sempre. Questo è forse
[20:05] Speaker 2: il motivo più profondo per cui Platone usa l'immagine del
[20:08] Speaker 2: sole e non un'altra. Non è una lampada che si spegne,
[20:12] Speaker 2: non è una torcia che brucia fino in fondo. Il sole,
[20:16] Speaker 2: la fonte che non si consuma, il principio che non
[20:18] Speaker 2: dipende da nient'altro, è la luce che precede ogni sguardo
[20:23] Speaker 2: e che rende possibile ogni visione. E così, amici della Locanda,
[20:31] Speaker 2: stanotte abbiamo attraversato una delle zone più alte del pensiero
[20:34] Speaker 2: di Platone. Forse avrei dovuto portare questo video prima, ma
[20:38] Speaker 2: ci ho messo un sacco a prepararlo, forse avete visto
[20:40] Speaker 2: anche perché. Ma intanto abbiamo appurato come un'immagine semplice, cioè
[20:46] Speaker 2: il sole che illumina il mondo, possa diventare la chiave
[20:49] Speaker 2: per comprendere che cos'è la conoscenza, come si governa una
[20:52] Speaker 2: città e su quale fondamento può reggersi la vita morale.
[20:57] Speaker 2: La metafora del sole non è un ornamento, È una struttura.
[21:01] Speaker 2: Ci dice che la realtà ha livelli, che la conoscenza
[21:05] Speaker 2: ha un principio e che la politica non può fare
[21:07] Speaker 2: a meno della filosofia. Ci dice che c'è qualcosa, il
[21:11] Speaker 2: bene appunto, che non si può definire come si definisce
[21:15] Speaker 2: una cosa qualunque, perché è la condizione di ogni definizione.
[21:19] Speaker 2: Che non si può possedere come si possiede un sapere tecnico,
[21:22] Speaker 2: perché è una luce che si riceve, non un oggetto
[21:25] Speaker 2: che si afferra. Ed è importante notare che Platone non
[21:29] Speaker 2: ci presenta il bene come una realtà distante e riservata
[21:33] Speaker 2: a pochi eletti. Certo, la sua contemplazione piena richiede un
[21:37] Speaker 2: percorso lungo e difficile e che passa sempre, ahimè, per
[21:40] Speaker 2: la matematica. Ma l'orientamento verso il bene, cioè il tentativo
[21:44] Speaker 2: di rivolgere lo sguardo nella direzione giusta, è qualcosa che
[21:48] Speaker 2: riguarda chiunque si interroghi seriamente su come vivere o su
[21:52] Speaker 2: come stare insieme agli altri. Ogni volta che ci chiediamo
[21:56] Speaker 2: se una scelta è davvero giusta, e non solo conveniente
[22:00] Speaker 2: per quel momento preciso, ogni volta che restiamo e resistiamo
[22:04] Speaker 2: anche su una decisione facile che poi però sappiamo sbagliata,
[22:08] Speaker 2: e ogni volta che cerchiamo un criterio che vada al
[22:10] Speaker 2: di là del nostro interesse immediato, in quei momenti stiamo
[22:15] Speaker 2: facendo qualcosa che già Platone avrebbe riconosciuto come un primo
[22:20] Speaker 2: piccolo passo verso la luce. E forse in fondo ci
[22:25] Speaker 2: dice anche qualcosa di più personale. Che la nostra capacità
[22:28] Speaker 2: di capire, di giudicare, di distinguere il vero dal falso
[22:32] Speaker 2: e il giusto dall'ingiusto non nasce da dentro di noi
[22:36] Speaker 2: come qualcosa di autosufficiente. Dipende da qualcosa che ci precede
[22:42] Speaker 2: e ci supera. Come gli occhi dipendono dalla luce per vedere,
[22:46] Speaker 2: la nostra ragione dipende da un principio che le è
[22:49] Speaker 2: più grande. Per ora, davanti al fuoco della mia locanda,
[22:55] Speaker 2: lasciatevi illuminare da questa immagine. Ogni fiamma che vedete bruciare
[23:00] Speaker 2: è un piccolo riflesso di quel sole più grande, quello
[23:03] Speaker 2: che non possiamo fissare direttamente, ma che dà senso a
[23:07] Speaker 2: tutto ciò che vediamo, conosciamo e viviamo. E quando uscirete
[23:13] Speaker 2: da qui, quando avrete finito di sentire questo podcast, il
[23:17] Speaker 2: mondo vi sembrerà confuso, contraddittorio e difficile da giudicare. ricordatevi
[23:23] Speaker 2: di questa domanda dalla parte della luce sto guardando oppure
[23:28] Speaker 2: sono ancora nell'ombra è una domanda semplice ed è forse
[23:33] Speaker 2: la più importante di tutte buonanotte amici alla prossima se
[23:50] Speaker 2: ti piace quello che ascolti e vuoi sostenere la locanda,
[23:54] Speaker 2: puoi farlo entrando tra gli abbonati. Oltre ai racconti pubblici,
[23:59] Speaker 2: esiste una sala privata della locanda, dove ogni settimana continuo
[24:03] Speaker 2: a raccontare storie riservate, quando la porta si chiude e
[24:08] Speaker 2: restano in pochi attorno al fuoco. Se vuoi entrare anche tu,
[24:13] Speaker 2: ti aspetto dall'altra parte.

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