# Conosci te stesso – Il significato della frase più famosa della filosofia

An episode of [I Podcast di Filosofia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1868305324), 22 Jul 2026, 19 min.

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Tre semplici parole incise sul tempio di Apollo a Delfi che hanno attraversato oltre duemila anni di storia. Ma cosa significavano davvero? Era un invito alla riflessione personale? Un ammonimento religioso? Oppure il fondamento stesso di tutta la filosofia occidentale? In questo episodio esploriamo il significato autentico del celebre motto greco Γνῶθι σεαυτόν (Gnōthi Seautón), seguendo il pensiero di Socrate, Platone e della tradizione delfica. Scopriremo perché conoscere se stessi non significa soltanto comprendere la propria personalità, ma riconoscere i propri limiti, cercare la verità e intraprendere quel percorso interiore che, per i filosofi antichi, conduceva alla saggezza. Un viaggio alle origini della filosofia occidentale, dove ogni domanda importante inizia con una sola persona: noi stessi. 🎧 Buon ascolto, viandanti. 🏰 La Locanda della Tormenta Audiolibri, filosofia, miti, storia e grandi classici della letteratura. 🏰 **Segui la Locanda della Tormenta:** - YouTube → \[@LaLocandaDellaTormenta\](https://www.youtube.com/@lalocandadellatormenta) - Instagram → \[La Locanda della Tormenta\](https://www.instagram.com/lalocandadellatormenta) - Spreaker → \[Audiolibri Locanda Tormenta\](https://www.spreaker.com/user/audiolibri-locanda-tormenta--12073807) - WhatsApp → \[Unisciti alla Locanda\] 📱 https://whatsapp.com/channel/0029Va922gSHbFV37bQITu3E 💰 **Sostieni la Locanda:** - Ko-fi → https://ko-fi.com/lalocandadellatormenta - PayPal → https://paypal.me/locandadellatormenta - Patreon → https://patreon.com/locandadellatormenta

## Transcript

[0:05] Speaker 2: amici della locanda questa sera vi porto ad elfi nel
[0:09] Speaker 2: cuore della grecia antica davanti al tempio di apollo sulle
[0:13] Speaker 2: sue mura brillava un'iscrizione semplice e potente gnotis auton conosci
[0:20] Speaker 2: te stesso una frase breve ma che racchiude un intero
[0:24] Speaker 2: programma di vita Nel cuore del mondo greco antico esisteva
[0:33] Speaker 2: un luogo che per secoli fu considerato il centro spirituale
[0:36] Speaker 2: della Grecia. Non una città dominante, non una capitale politica,
[0:41] Speaker 2: ma un santuario costruito sulle pendici del monte Parnaso, dove
[0:45] Speaker 2: uomini provenienti da ogni regione del mondo ellenico si recavano
[0:49] Speaker 2: per interrogare il divino. Quel luogo era il santuario del
[0:53] Speaker 2: Tempio di Apollo di Delfi. Ad Elfi non si andava
[0:57] Speaker 2: per discutere di filosofia o per studiare la natura dell'universo.
[1:01] Speaker 2: Si andava per chiedere consiglio agli dèi. Re, generali, legislatori,
[1:05] Speaker 2: colonizzatori e cittadini comuni salivano fino al tempio per consultare
[1:10] Speaker 2: l'oracolo di Apollo. La risposta arrivava attraverso Lapizia, la sacerdotessa
[1:15] Speaker 2: che pronunciava parole enigmatiche interpretate poi dai sacerdoti del santuario.
[1:20] Speaker 2: In quel luogo si decidevano guerre, si fondavano città e
[1:24] Speaker 2: si prendevano decisioni che avrebbero cambiato il destino di interi popoli.
[1:29] Speaker 2: Ma Delphi non era soltanto un luogo di consultazione divina,
[1:33] Speaker 2: era anche un luogo di ammonimento. Sulle pietre del tempio
[1:37] Speaker 2: erano incise alcune brevi massime destinate a ricordare agli uomini
[1:40] Speaker 2: quale fosse il loro posto nel cosmo. Non erano lunghi
[1:44] Speaker 2: discorsi e neppure trattati filosofici, erano frasi brevissime, quasi lapidarie,
[1:50] Speaker 2: pensate per essere lette da chiunque entrasse nel santuario. Tra
[1:54] Speaker 2: queste massime, ce n'era una che sarebbe diventata una delle
[1:57] Speaker 2: frasi più celebri della storia di tutto il pensiero umano.
[2:02] Speaker 2: Conosci te stesso. Per comprendere davvero il significato originario di
[2:07] Speaker 2: questa espressione, bisogna però liberarsi di un'idea moderna molto diffusa.
[2:12] Speaker 2: Oggi siamo abituati a pensare al conosci te stesso come
[2:16] Speaker 2: a un invito all'introspezione psicologica o alla scoperta della propria identità.
[2:21] Speaker 2: Ma nel mondo greco antico il senso della frase era
[2:24] Speaker 2: molto diverso. Quella scritta non era un invito romantico ad
[2:28] Speaker 2: esplorare il proprio carattere, era un avvertimento, un richiamo severo
[2:33] Speaker 2: rivolto a chi entrava nel santuario di Apollo. Significava ricorda
[2:38] Speaker 2: chi sei, ricorda che sei umano. Ricordati dei tuoi limiti.
[2:44] Speaker 2: Il mondo greco era profondamente consapevole della distanza che separava
[2:48] Speaker 2: gli uomini dagli dèi. Gli dèi erano immortali, potenti, capaci
[2:53] Speaker 2: di vedere oltre il tempo e lo spazio. Gli uomini
[2:56] Speaker 2: invece erano fragili, mortali, esposti al destino e all'errore. Gran
[3:02] Speaker 2: parte della saggezza religiosa greca ruotava attorno a questa consapevolezza.
[3:07] Speaker 2: Per questo motivo il« conosci te stesso» aveva un significato
[3:11] Speaker 2: molto preciso. Riconosci la tua condizione mortale. Non confondere la
[3:16] Speaker 2: tua natura con quella divina. Non oltrepassare il limite che
[3:20] Speaker 2: separa l'uomo dagli dèi. Nel pensiero greco antico esisteva una
[3:26] Speaker 2: parola che indicava proprio il pericolo di superare quel limite,
[3:29] Speaker 2: la« hybris». La hubris era la tracotanza, l'arroganza di chi
[3:34] Speaker 2: si credeva superiore alla propria condizione umana. Era l'atteggiamento di
[3:38] Speaker 2: chi pensava di poter sfidare gli dèi, di poter dominare
[3:41] Speaker 2: il destino o di poter agire senza misura. Nelle tragedie
[3:46] Speaker 2: greche la hubris era spesso il primo passo verso la rovina.
[3:50] Speaker 2: Un eroe si lascia trascinare dall'orgoglio, dimenticando i propri limiti
[3:55] Speaker 2: e si comporta come se fosse pari agli dèi. e
[3:58] Speaker 2: a quel punto interviene la punizione divina o il rovesciamento
[4:01] Speaker 2: del destino. Il messaggio implicito è chiaro. Chi non conosce
[4:06] Speaker 2: se stesso, cioè chi non riconosce la propria natura umana,
[4:10] Speaker 2: finisce inevitabilmente per autodistruggersi. In questo contesto, il motto di
[4:16] Speaker 2: Delphi funzionava come una specie di barriera morale. Era un
[4:20] Speaker 2: richiamo alla misura, alla moderazione, alla consapevolezza dei propri limiti.
[4:25] Speaker 2: Non invitava ad esplorare l'anima, ma a ricordare la distanza
[4:29] Speaker 2: che separa l'uomo dal divino. Eppure, a un certo punto
[4:33] Speaker 2: della storia greca, quella frase cominciò a cambiare significato. E
[4:37] Speaker 2: non perché le parole fossero diverse, ma perché qualcuno iniziò
[4:40] Speaker 2: ad interpretarle in un modo nuovo. E quel qualcuno era Socrate.
[4:46] Speaker 2: Socrate non fu il primo a leggere la massima incisa
[4:49] Speaker 2: ad Elfi. Migliaia di pellegrini l'avevano vista prima di lui.
[4:54] Speaker 2: Ma fu uno dei primi a chiedersi che cosa significasse
[4:57] Speaker 2: davvero conoscere se stessi. La svolta avvenne quando la massima
[5:02] Speaker 2: religiosa venne spostata dal piano del rapporto tra uomo e
[5:06] Speaker 2: Dio al piano della ricerca filosofica. Socrate prese quella frase
[5:11] Speaker 2: e la trasformò in una domanda radicale. Che cosa significa
[5:15] Speaker 2: davvero conoscere se stessi? Per Socrate, conoscere se stessi non
[5:20] Speaker 2: voleva dire semplicemente ricordare di essere mortali. significava indagare la
[5:26] Speaker 2: propria anima, interrogare le proprie convinzioni, esaminare le idee che
[5:30] Speaker 2: guidano la propria vita. In altre parole, il motto di
[5:34] Speaker 2: Delphi diventava il punto di partenza di una ricerca filosofica.
[5:39] Speaker 2: Questo cambiamento è uno dei momenti più importanti nella storia
[5:42] Speaker 2: del pensiero occidentale. Una breve massima religiosa, nata per ricordare
[5:47] Speaker 2: all'uomo i propri limiti davanti agli dèi, diventa così la
[5:51] Speaker 2: base di una nuova forma d'indagine, l'esame critico della propria vita.
[5:57] Speaker 2: Socrate non scrisse libri, non fondò una scuola nel senso
[6:01] Speaker 2: che noi tradizionalmente intendiamo. Il suo metodo era molto più
[6:05] Speaker 2: semplice e allo stesso tempo molto più destabilizzante. Andava per
[6:10] Speaker 2: le piazze di Atene, parlava con gli artigiani, con i politici,
[6:14] Speaker 2: con i poeti, con i cittadini comuni e iniziava a
[6:17] Speaker 2: fare domande. Chiedeva che cosa fosse la giustizia, che cosa
[6:21] Speaker 2: fosse il coraggio, che cosa fosse la virtù. All'inizio gli
[6:25] Speaker 2: interlocutori erano convinti di conoscere perfettamente queste cose. Ma man
[6:30] Speaker 2: mano che il dialogo procedeva, le loro certezze cominciavano a sgretolarsi.
[6:35] Speaker 2: Socrate non offriva risposte immediate. continuava a fare domande costringendo
[6:39] Speaker 2: l'interlocutore a chiarire le proprie idee e spesso il risultato
[6:44] Speaker 2: era sorprendente chi era convinto di sapere qualcosa scopriva di
[6:48] Speaker 2: non saperla definire per davvero ed è qui che nasce
[6:52] Speaker 2: una delle affermazioni più famose attribuite a Socrate il sapere
[6:57] Speaker 2: di non sapere questa frase non significa che Socrate si
[7:01] Speaker 2: considerasse ignorante nel senso comune del termine significa qualcosa di
[7:05] Speaker 2: più sottile Socrate si rendeva conto che molte persone erano
[7:09] Speaker 2: convinte di possedere conoscenze solide quando in realtà avevano soltanto
[7:13] Speaker 2: opinioni confuse. Riconoscere la propria ignoranza diventava quindi il primo
[7:19] Speaker 2: passo verso una conoscenza autentica. Solo chi accetta di non
[7:23] Speaker 2: sapere può iniziare a cercare davvero la verità. In questo
[7:27] Speaker 2: modo il conosci te stesso assume un significato completamente nuovo.
[7:32] Speaker 2: Non è più soltanto un avvertimento religioso contro la rubris,
[7:36] Speaker 2: diventa un invito ad esaminare le proprie convinzioni, a mettere
[7:39] Speaker 2: in discussione le idee che si danno per scontate e
[7:42] Speaker 2: ad interrogare la propria vita. Il metodo utilizzato da Socrate
[7:47] Speaker 2: per realizzare questa indagine era il dialogo, ma non un
[7:51] Speaker 2: dialogo superficiale, ma un confronto rigoroso basato sulle domande. Ogni
[7:56] Speaker 2: risposta veniva analizzata, ogni definizione veniva messa alla prova. Attraverso
[8:01] Speaker 2: questo processo le idee venivano progressivamente chiarite e smontate. L'obiettivo, però,
[8:07] Speaker 2: non era umiliare l'interlocutore o dimostrare la propria superiorità. L'obiettivo
[8:13] Speaker 2: era arrivare ad una comprensione più profonda di ciò che
[8:16] Speaker 2: guida le azioni umane. In altre parole, il dialogo diventava
[8:20] Speaker 2: uno strumento per conoscere se stessi. Questa trasformazione segna il
[8:25] Speaker 2: passaggio da un mondo dominato dall'autorità religiosa ad un mondo
[8:29] Speaker 2: in cui l'indagine razionale diventa centrale. Il motto inciso sul
[8:34] Speaker 2: Tempio di Apollo continua ad esistere, ma il suo significato
[8:37] Speaker 2: adesso si espande. Non riguarda più soltanto il rapporto tra
[8:41] Speaker 2: uomo e divino, ma anche il rapporto dell'uomo con la
[8:44] Speaker 2: propria coscienza. Attraverso questa reinterpretazione, Socrate inaugura un nuovo modo
[8:51] Speaker 2: di pensare la moralità. Se conoscere se stessi significa esaminare
[8:55] Speaker 2: le proprie convinzioni e comprendere le ragioni delle proprie azioni...
[8:59] Speaker 2: allora la vita morale non può basarsi più soltanto sulle
[9:02] Speaker 2: tradizioni oppure sulle leggi imposte dall'esterno. Diventa invece una ricerca interiore,
[9:09] Speaker 2: un processo continuo di chiarificazione. Il conosci te stesso non
[9:13] Speaker 2: è più soltanto una frase incisa su un tempio lontano,
[9:16] Speaker 2: diventa un compito personale, qualcosa che ogni individuo deve affrontare
[9:21] Speaker 2: nella propria vita quotidiana. In questo senso, la massima di Delphi,
[9:26] Speaker 2: reinterpretata da Socrate, diventa uno dei punti di partenza della
[9:30] Speaker 2: filosofia morale non indica una dottrina precisa ma un metodo
[9:34] Speaker 2: interrogare se stessi esaminare le proprie convinzioni cercare la verità
[9:39] Speaker 2: attraverso il dialogo e la riflessione quella breve frase incisa
[9:44] Speaker 2: nella pietra di un santuario religioso smette così di essere
[9:48] Speaker 2: soltanto un ammonimento e diventa una delle porte attraverso cui
[9:52] Speaker 2: l'umanità entra nella filosofia E conoscere se stessi significa prima
[9:58] Speaker 2: di tutto comprendere la propria anima. Non nel senso mistico
[10:03] Speaker 2: o teologico che questa parola avrebbe assunto in epoche successive,
[10:07] Speaker 2: ma come il centro della vita morale di ogni individuo. L'anima,
[10:11] Speaker 2: nel linguaggio socratico, è ciò che pensa, ciò che sceglie,
[10:15] Speaker 2: ciò che valuta, quello che è giusto e quello che
[10:18] Speaker 2: è sbagliato. È la parte dell'uomo che decide come vivere.
[10:23] Speaker 2: Potremmo dire la propria coscienza. Se conoscere se stessi significa
[10:27] Speaker 2: conoscere la propria anima, allora l'indagine su di sé diventa
[10:31] Speaker 2: inevitabilmente un'indagine morale. Non si tratta di scoprire caratteristiche psicologiche
[10:36] Speaker 2: o tratti di personalità, ma di capire che tipo di
[10:39] Speaker 2: persona si è per davvero. Questi valori guidano le proprie azioni.
[10:44] Speaker 2: Quali convinzioni si danno per scontate, senza però averle mai esaminate.
[10:51] Speaker 2: Ogni decisione Ogni giudizio, ogni comportamento può essere sottoposto ad
[10:56] Speaker 2: un esame. Per Socrate la filosofia non è una disciplina
[10:59] Speaker 2: teorica separata dalla vita. È un modo di interrogare continuamente
[11:04] Speaker 2: ciò che si fa e ciò che si pensa. Uno
[11:07] Speaker 2: dei punti più sorprendenti del pensiero socratico riguarda il rapporto
[11:11] Speaker 2: tra conoscenza e virtù. Nella visione di Socrate la virtù
[11:15] Speaker 2: non è qualcosa che si possiede per nascita o per
[11:18] Speaker 2: tradizione familiare. non è nemmeno semplicemente l'obbedienza ad un insieme
[11:22] Speaker 2: di regole imposte dalla società. La virtù dipende dalla conoscenza.
[11:27] Speaker 2: Per capire questo passaggio bisogna partire da una delle tesi
[11:30] Speaker 2: più radicali, attribuita a Socrate, il male che nasce dall'ignoranza.
[11:36] Speaker 2: Questa affermazione, così com'è, può sembrare paradossale. Nella vita quotidiana
[11:41] Speaker 2: siamo abituati a pensare che esistano persone che scelgono consapevolmente
[11:45] Speaker 2: il male, che qualcuno possa sapere perfettamente di agire in
[11:49] Speaker 2: modo ingiusto e farlo comunque. Socrate rovescia completamente questa intuizione.
[11:55] Speaker 2: Secondo lui, quando una persona compie un'azione ingiusta oppure dannosa,
[11:59] Speaker 2: lo fa perché non comprende davvero ciò che è il bene.
[12:04] Speaker 2: L'errore morale non nasce da una volontà deliberata di fare
[12:07] Speaker 2: il male, ma una confusione nella conoscenza. Chi agisce ingiustamente crede,
[12:13] Speaker 2: in qualche perverso modo, che quella scelta sia vantaggiosa o
[12:17] Speaker 2: persino desiderabile in altre parole nessuno sceglie volontariamente il male
[12:22] Speaker 2: in quanto male ogni azione umana è orientata verso ciò
[12:26] Speaker 2: che l'individuo percepisce come un bene il problema è che
[12:30] Speaker 2: spesso ciò che appare come un bene immediato può rivelarsi
[12:34] Speaker 2: in realtà dannoso o ingiusto da questa idea deriva una
[12:39] Speaker 2: conseguenza molto importante Se il male nasce dall'ignoranza, allora il
[12:44] Speaker 2: modo per migliorare la vita morale degli individui non è
[12:47] Speaker 2: soltanto imporre regole o punizioni severe, è soprattutto favorire la conoscenza,
[12:53] Speaker 2: aiutare le persone a comprendere ciò che è davvero giusto
[12:56] Speaker 2: e ciò che è realmente vantaggioso per la propria vita.
[13:00] Speaker 2: In questo contesto entra in gioco il ruolo della coscienza.
[13:04] Speaker 2: Per Socrate l'essere umano possiede la capacità di interrogare se stesso,
[13:08] Speaker 2: Può fermarsi, riflettere sulle proprie azioni e chiedersi che siano
[13:13] Speaker 2: davvero coerenti con ciò che considera giusto. Questa capacità di
[13:18] Speaker 2: riflessione interiore è ciò che rende possibile la conoscenza di sé.
[13:23] Speaker 2: Ma questa conoscenza non nasce automaticamente. Non basta vivere per
[13:28] Speaker 2: diventare consapevoli delle proprie convinzioni. Spesso le idee che guidano
[13:32] Speaker 2: il nostro comportamento rimangono implicite, potremmo dire, oppure nascoste. ma
[13:38] Speaker 2: mai analizzate in modo esplicito. Ed è qui che entra
[13:42] Speaker 2: in gioco il dialogo. Il dialogo per Socrate è lo
[13:46] Speaker 2: strumento principale per avvicinarsi alla verità. Non si tratta semplicemente
[13:51] Speaker 2: della normale conversazione, ma di un processo di chiarificazione. Attraverso
[13:56] Speaker 2: domande e risposte, le idee vengono progressivamente messe alla prova.
[14:01] Speaker 2: Le contraddizioni emergono, le definizioni diventano più precise, le convinzioni
[14:06] Speaker 2: superficiali vengono smontate. Quando Socrate dialoga con qualcuno, non si
[14:12] Speaker 2: limita ad ascoltare una risposta. Chiede cosa significhi esattamente quella risposta.
[14:17] Speaker 2: Chiede degli esempi, di fare delle definizioni, di dare delle spiegazioni.
[14:22] Speaker 2: E spesso l'interlocutore si rende conto che le proprie idee
[14:25] Speaker 2: sono meno solide di quanto pensasse. E in quel momento...
[14:29] Speaker 2: nasce una nuova consapevolezza qui entra anche in dettaglio l'arte
[14:34] Speaker 2: della maieutica ma la voglio trattare in un altro podcast
[14:40] Speaker 2: un altro aspetto centrale del pensiero socratico riguarda il rapporto
[14:44] Speaker 2: tra anima e comportamento per Socrate le azioni di una
[14:48] Speaker 2: persona riflettono lo stato della sua anima se qualcuno agisce
[14:52] Speaker 2: in modo giusto significa che ha sviluppato una comprensione autentica
[14:56] Speaker 2: di ciò che è bene Se invece agisce ingiustamente, significa
[15:00] Speaker 2: che la sua conoscenza è confusa oppure incompleta. In questa prospettiva,
[15:05] Speaker 2: la cura dell'anima diventa il compito più importante della vita umana.
[15:09] Speaker 2: Non si tratta di accumulare ricchezza o prestigio sociale, ma
[15:13] Speaker 2: di sviluppare una comprensione sempre più chiara di ciò che
[15:16] Speaker 2: è giusto. L'indagine su se stessi non è quindi un'attività occasionale,
[15:21] Speaker 2: ma un processo continuo. Socrate insiste spesso sull'importanza di esaminare
[15:27] Speaker 2: la propria vita, le nostre abitudini, le opinioni ereditate dalla tradizione,
[15:33] Speaker 2: i giudizi condivisi dalla maggioranza che possono essere accettati senza
[15:37] Speaker 2: riflessione oppure sottoposti ad un esame attento e critico. Da
[15:43] Speaker 2: questa idea nasce un'altra delle frasi celebri attribuite a Socrate.
[15:48] Speaker 2: Una vita non esaminata non è degna di essere vissuta.
[15:53] Speaker 2: Questa affermazione non è un semplice elogio della filosofia, è
[15:57] Speaker 2: una dichiarazione radicale sul valore della consapevolezza. Vivere senza interrogarsi
[16:03] Speaker 2: sulle proprie convinzioni significa agire in modo automatico, seguendo abitudini
[16:08] Speaker 2: o pressioni sociali senza comprenderne davvero il significato. Esaminare la
[16:14] Speaker 2: propria vita significa invece assumersi la responsabilità delle proprie idee
[16:19] Speaker 2: e delle proprie azioni. In questo senso il conosci te
[16:23] Speaker 2: stesso diventa molto più di una massima morale. Diventa il
[16:27] Speaker 2: principio che guida un'intera concezione della vita umana. Non basta
[16:32] Speaker 2: comportarsi in modo corretto per tradizione o per timore delle conseguenze.
[16:37] Speaker 2: È necessario comprendere le ragioni delle proprie scelte. Per questo
[16:43] Speaker 2: motivo l'eredità di Socrate ha avuto un impatto enorme sulla
[16:46] Speaker 2: storia del pensiero occidentale. Il suo modo di interpretare quel
[16:50] Speaker 2: conosci te stesso ha trasformato una semplice massima religiosa in
[16:54] Speaker 2: uno dei fondamentali della riflessione etica. Gran parte della filosofia
[16:59] Speaker 2: successiva continuerà a confrontarsi con questa idea. La domanda su
[17:04] Speaker 2: come conoscere se stessi, su come distinguere il bene dal
[17:08] Speaker 2: male e su come vivere una vita esaminata rimarrà al
[17:11] Speaker 2: centro del pensiero morale per secoli interi. Diventa così Una
[17:18] Speaker 2: frase che è uno dei pilastri della filosofia occidentale, perché
[17:22] Speaker 2: collega tre dimensioni fondamentali dell'esperienza umana, l'etica, la responsabilità individuale
[17:29] Speaker 2: e la ricerca della verità interiore. L'etica non è più
[17:34] Speaker 2: soltanto un insieme di regole imposte dall'esterno, ma il risultato
[17:38] Speaker 2: di una comprensione personale del bene. La responsabilità individuale nasce
[17:42] Speaker 2: dal fatto che ogni persona è chiamata ad interrogare le
[17:46] Speaker 2: proprie convinzioni e a valutare le proprie azioni. La ricerca
[17:50] Speaker 2: della verità interiore diventa il motore di questa indagine continua.
[17:55] Speaker 2: Attraverso questa prospettiva, il motto di Delphi assume un significato
[18:00] Speaker 2: che va ben oltre il contesto religioso in cui era nato.
[18:03] Speaker 2: Conosci te stesso diventa il punto di partenza di un
[18:06] Speaker 2: percorso che riguarda ogni individuo, comprendere quello che si è
[18:11] Speaker 2: chi si è interrogare le proprie convinzioni e cercare una
[18:15] Speaker 2: forma di vita che sia davvero degna di essere vissuta
[18:21] Speaker 2: e forse qui alla locanda attorno al nostro fuoco possiamo
[18:26] Speaker 2: ascoltare quell'invito come se fosse rivolto a noi oggi prima
[18:32] Speaker 2: di cambiare il mondo impara almeno a conoscere la tua
[18:35] Speaker 2: anima perché chi conosce se stesso conosce già la via
[18:40] Speaker 2: del bene e la via per arrivare alla locanda se
[18:49] Speaker 2: ti piace quello che ascolti e vuoi sostenere la locanda
[18:53] Speaker 2: puoi farlo entrando tra gli abbonati oltre ai racconti pubblici
[18:58] Speaker 2: esiste una sala privata della locanda dove ogni settimana continuo
[19:02] Speaker 2: a raccontare storie riservate quando la porta si chiude e
[19:06] Speaker 2: restano in pochi attorno al fuoco Se vuoi entrare anche tu,
[19:11] Speaker 2: ti aspetto dall'altra parte.

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