# 50 La Storia di Fortuna Loffredo

An episode of [Crime Scene Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1839917426), 7 Sep 2026, 37 min.

Audio: https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/pdcn.co/e/api.spreaker.com/download/episode/74942117/50_finale.mp3

Il 24 giugno 2014, Fortuna Loffredo, detta Chicca, una bambina di sei anni, viene trovata gravemente ferita ai piedi di una palazzina del Parco Verde di Caivano. Quella che inizialmente sembra una tragica caduta accidentale si trasforma presto in un'indagine fatta di silenzi, versioni concordate e segreti nascosti all'interno dello stesso palazzo. Un caso che porterà alla luce una realtà molto più inquietante di quanto si potesse immaginare.

## Transcript

[0:16] Speaker 2: Il 24 giugno 2014, al Parco Verde di Caivano, una
[0:20] Speaker 2: bambina di sei anni viene trovata ai piedi di una
[0:23] Speaker 2: delle palazzine dell'isolato 3. Si chiama Fortuna Loffredo, ma tutti
[0:27] Speaker 2: la conoscono come Chicca. Poco prima aveva lasciato l'appartamento in
[0:31] Speaker 2: cui viveva con la madre e i fratelli. Adesso si
[0:34] Speaker 2: trova a terra, dopo una caduta da diversi metri d'altezza.
[0:39] Speaker 2: Viene immediatamente portata all'ospedale. Poco dopo, alla famiglia viene comunicato
[0:44] Speaker 2: che Fortuna è morta. Nelle prime ore la spiegazione che
[0:48] Speaker 2: sembra imporsi è quella di una caduta accidentale. Chicca era
[0:52] Speaker 2: salita ai piani superiori della palazzina e secondo questa prima
[0:56] Speaker 2: ricostruzione potrebbe essersi sporta ed essere precipitata. Ma fin dall'inizio
[1:02] Speaker 2: ci sono elementi che rendono difficile stabilire con precisione che
[1:06] Speaker 2: cosa sia successo. Fortuna vive al sesto piano. Da dove
[1:10] Speaker 2: è caduta realmente? perché si trovava più in alto e
[1:14] Speaker 2: soprattutto che cosa è accaduto nei pochi minuti trascorsi lontano
[1:17] Speaker 2: dalla madre. Quella che nelle prime ore può sembrare una
[1:21] Speaker 2: tragica disgrazia comincia così a trasformarsi in un caso molto
[1:24] Speaker 2: più difficile da ricostruire. Per capire che cosa sia accaduto
[1:29] Speaker 2: a fortuna gli investigatori dovranno ricostruire i suoi ultimi spostamenti,
[1:34] Speaker 2: individuare il punto della caduta e comprendere perché attorno alla
[1:38] Speaker 2: morte di una bambina di sei anni stia emergendo un
[1:41] Speaker 2: muro di silenzio. Ci sono storie che restano sepolte sotto
[1:47] Speaker 2: il silenzio, ma su questo canale le riportiamo alla luce.
[1:51] Speaker 2: Benvenuti su Crime Scene, il podcast dove ogni delitto lascia
[1:54] Speaker 2: una traccia e ogni traccia racconta una verità. La giustizia
[1:57] Speaker 2: inizia dal racconto e ogni storia ha il diritto di
[2:00] Speaker 2: essere ascoltata. Fortuna Loffredo aveva sei anni e per quasi
[2:05] Speaker 2: tutti era semplicemente chicca. Il nome Fortuna era stato scelto
[2:09] Speaker 2: dal padre Pietro Loffredo in ricordo di sua madre. Mimma,
[2:13] Speaker 2: la madre della bambina, preferiva invece chiamarla con quel soprannome
[2:18] Speaker 2: che col tempo era diventato il nome utilizzato dai familiari,
[2:21] Speaker 2: amici e vicini. Chicca viveva al sesto piano di una
[2:25] Speaker 2: palazzina del Parco Verde di Caivano insieme alla madre, ai
[2:29] Speaker 2: fratelli e ai nonni. Pietro e Mimma non stavano più insieme.
[2:34] Speaker 2: e il padre era stato una presenza molto limitata durante
[2:36] Speaker 2: l'infanzia della figlia, anche perché aveva trascorso diversi periodi in carcere.
[2:41] Speaker 2: La vita quotidiana di Fortuna si svolgeva quindi soprattutto accanto
[2:45] Speaker 2: alla madre e agli altri familiari con cui condivideva l'appartamento.
[2:49] Speaker 2: Anche alcune persone legate alla famiglia vivevano nello stesso stabile.
[2:54] Speaker 2: Tra queste c'era Claudio Luongo, ex compagno di Mimma e
[2:58] Speaker 2: padre di uno degli altri figli, che abitava ai piani superiori.
[3:02] Speaker 2: Questo contribuiva a creare una rete di rapporti familiari e
[3:06] Speaker 2: personali molto stretta, nella quale vicini e parenti finivano spesso
[3:11] Speaker 2: per condividere gli stessi spazi. Fortuna viene descritta come una
[3:15] Speaker 2: bambina vivace, affettuosa e socievole. Le piaceva stare con gli
[3:20] Speaker 2: altri bambini, cercava facilmente il contatto e aveva un carattere
[3:24] Speaker 2: che la rendeva ben riconoscibile all'interno del palazzo. Era anche
[3:28] Speaker 2: molto autonoma per la sua età, sceglieva volentieri da sola
[3:32] Speaker 2: come vestirsi, prestava particolare attenzione alle scarpe e tendeva a
[3:36] Speaker 2: occuparsi personalmente di alcune attività quotidiane, comprese la propria igiene.
[3:42] Speaker 2: Accanto a questa autonomia però c'erano alcune difficoltà. Chicca faticava
[3:46] Speaker 2: a mantenere l'attenzione, mostrava una forte irrequietezza e aveva problemi
[3:51] Speaker 2: nel linguaggio e nell'apprendimento. Per questo la madre la accompagnava
[3:56] Speaker 2: in un centro di riabilitazione dove seguiva un percorso di logopedia.
[4:00] Speaker 2: Alcune delle ricostruzioni raccolte riferiscono inoltre che nei mesi precedenti
[4:05] Speaker 2: alla morte fosse diventata più silenziosa e avesse manifestato episodi
[4:10] Speaker 2: di incontinenza. All'epoca però questi comportamenti non erano stati ricondotti
[4:15] Speaker 2: a una causa precisa. Il contesto in cui Fortuna cresceva
[4:19] Speaker 2: aveva caratteristiche particolari. Il Parco Verde era stato costruito negli
[4:23] Speaker 2: anni Ottanta per raccogliere le famiglie rimaste senza casa dopo
[4:26] Speaker 2: il terremoto. Una sistemazione, nata come temporanea, era diventata col
[4:31] Speaker 2: passare del tempo permanente. Negli anni il complesso aveva accumulato
[4:36] Speaker 2: problemi sia strutturali sia sociali. Le palazzine presentavano segni evidenti
[4:42] Speaker 2: di degrado e una scarsa manutenzione, intonaci deteriorati, umidità, parti
[4:48] Speaker 2: comuni danneggiate e diversi spazi poco sicuri. Al disagio abitativo
[4:53] Speaker 2: si aggiungevano una forte disoccupazione, la diffusione del lavoro irregolare
[4:57] Speaker 2: e e la presenza di attività criminali, compreso il traffico
[5:01] Speaker 2: di droga. Non tutti gli abitanti erano coinvolti in queste dinamiche,
[5:06] Speaker 2: ma il quartiere era comunque caratterizzato da una forte chiusura
[5:10] Speaker 2: verso l'esterno e da una marcata diffidenza nei confronti delle istituzioni.
[5:15] Speaker 2: Questa dimensione comunitaria si rifletteva anche nel modo in cui
[5:19] Speaker 2: venivano vissuti gli appartamenti. Le porte rimanevano spesso aperte, i
[5:24] Speaker 2: vicini entravano e uscivano dalle case degli altri e soprattutto
[5:27] Speaker 2: i bambini passavano liberamente da un piano all'altro. La loro
[5:31] Speaker 2: sorveglianza non era sempre affidata a un solo adulto. Madri,
[5:35] Speaker 2: nonne finivano spesso per controllare insieme i bambini che si
[5:38] Speaker 2: trovavano nei diversi appartamenti. Per Chicca quindi salire al piano
[5:42] Speaker 2: superiore per giocare non era un comportamento insolito. Al settimo
[5:47] Speaker 2: piano viveva Marianna Fabozzi con la propria famiglia. Con lei
[5:52] Speaker 2: c'erano la madre Angela, il compagno Raimondo Caputo, conosciuto come Tito,
[5:57] Speaker 2: e le figlie. Solo la più piccola delle bambine era
[6:01] Speaker 2: figlia biologica di Caputo, le altre erano nate da precedenti
[6:05] Speaker 2: relazioni di Marianna. Nelle diverse ricostruzioni i nomi delle minori
[6:10] Speaker 2: vengono spesso sostituiti con nomi di fantasia, per questo è
[6:13] Speaker 2: più utile distinguerle semplicemente come la figlia maggiore, la seconda
[6:17] Speaker 2: e la più piccola. Le ragazze erano tra le amichette
[6:21] Speaker 2: più vicine di Fortuna. La maggiore aveva circa 10 o
[6:24] Speaker 2: 11 anni, una delle sorelle aveva più o meno la
[6:27] Speaker 2: stessa età di Chicca e la più piccola ne aveva
[6:29] Speaker 2: circa 3. Fortuna frequentava abitualmente il loro appartamento e per
[6:34] Speaker 2: lei andare a giocare da loro significava soltanto salire di
[6:37] Speaker 2: un piano. In quella famiglia c'era stato anche un altro bambino,
[6:42] Speaker 2: Antonio Giglio, fratello delle ragazze. Antonio era morto l'anno precedente,
[6:47] Speaker 2: quando era ancora molto piccolo. Le circostanze di quella morte
[6:52] Speaker 2: avrebbero assunto un'importanza particolare soltanto dopo quanto accaduta fortuna. Fino
[6:58] Speaker 2: al giugno del 2014, però, la quotidianità di Kika continuava
[7:03] Speaker 2: a essere quella di una bambina di sei anni cresciuta
[7:06] Speaker 2: in un ambiente nel quale gli spazi privati e quelli
[7:09] Speaker 2: degli altri si sovrapponevano continuamente. Salire al settimo piano, entrare
[7:15] Speaker 2: nell'appartamento delle amiche e trascorrere lì parte della giornata era
[7:19] Speaker 2: un gesto normale. Ed è proprio per questo che il
[7:23] Speaker 2: 24 giugno, quando Fortuna chiede alla madre di poter andare
[7:26] Speaker 2: a giocare da loro, non c'è nulla che faccia pensare
[7:30] Speaker 2: che quella volta sarà diversa da tutte le altre. La
[7:35] Speaker 2: mattina del 24 giugno 2014 comincia senza elementi apparentemente insoliti.
[7:40] Speaker 2: Mimma esce di casa insieme a Fortuna e al figlio
[7:44] Speaker 2: più piccolo per accompagnare Kik al centro di riabilitazione, dove
[7:48] Speaker 2: segue il suo percorso di logopedia. Le diverse ricostruzioni collocano
[7:53] Speaker 2: il rientro al parco verde tra le 11 e le 11.30.
[7:57] Speaker 2: Una volta tornata nell'appartamento al sesto piano, Fortuna beve dell'acqua,
[8:01] Speaker 2: si scioglie i capelli e dice alla madre che vuole
[8:04] Speaker 2: salire a giocare con le sue amiche. Le bambine vivono
[8:07] Speaker 2: al piano superiore e Chicca è abituata a frequentare il
[8:11] Speaker 2: loro appartamento. Mimma quindi non ha motivo di opporsi e
[8:15] Speaker 2: Fortuna sale al settimo piano. Da quel momento trascorre pochissimo tempo.
[8:21] Speaker 2: Poi Mimma sente delle persone chiamarla con insistenza dal cortile.
[8:26] Speaker 2: Tra loro c'è Claudio Luongo, il suo ex compagno. Quando
[8:30] Speaker 2: guarda fuori, Mimma vede Fortuna a terra, ai piedi della palazzina.
[8:36] Speaker 2: Nei primi momenti attorno alla bambina vengono indicati, oltre a Claudio,
[8:41] Speaker 2: anche Salvatore Mucci e Vincenzo dello Iacono. È Salvatore Mucci
[8:46] Speaker 2: a prendere Fortuna in braccio, caricarla su un'automobile e partire
[8:50] Speaker 2: verso l'ospedale. Tutto avviene prima che le forze dell'ordine possano
[8:55] Speaker 2: documentare il luogo del ritrovamento. Fortuna viene quindi spostata dal
[9:01] Speaker 2: punto in cui era stata trovata e quando inizieranno gli
[9:04] Speaker 2: accertamenti Non esisteranno fotografie capaci di mostrare con precisione la
[9:09] Speaker 2: sua posizione originaria. La scena dovrà essere ricostruita successivamente attraverso
[9:15] Speaker 2: le dichiarazioni di chi era presente. Anche sul terreno non
[9:19] Speaker 2: vengono descritte evidenti tracce di sangue che possano indicare con
[9:23] Speaker 2: certezza il punto dell'impatto. Poco dopo, alla famiglia, viene comunicata
[9:29] Speaker 2: la morte di Kikka. Nelle prime ore prende forma l'ipotesi
[9:33] Speaker 2: di una caduta accidentale. Fortuna era salita ai piani superiori
[9:37] Speaker 2: per giocare e potrebbe essere precipitata dopo essersi sporta o
[9:41] Speaker 2: dopo aver perso l'equilibrio. Mimma però manifesta immediatamente dei dubbi.
[9:47] Speaker 2: L'anno precedente un'altra tragedia avvenuta nella stessa palazzina le aveva
[9:52] Speaker 2: fatto sviluppare una forte paura per finestre e balconi, tanto
[9:56] Speaker 2: da prestare particolare attenzione affinché i propri figli non si
[10:00] Speaker 2: avvicinassero a punti pericolosi. Per capire che cosa sia accaduto,
[10:05] Speaker 2: gli investigatori attendono quindi gli esiti degli accertamenti medico- legali. L'autopsia
[10:10] Speaker 2: stabilisce che Fortuna è morta a causa di un politrauma
[10:13] Speaker 2: provocato da una precipitazione da un'altezza superiore ai 10 metri.
[10:17] Speaker 2: Le fratture e e le gravi lesioni agli organi interni
[10:22] Speaker 2: sono compatibili con l'impatto. Gli esami indicano inoltre che la
[10:27] Speaker 2: bambina era viva e secondo le ricostruzioni medico- legali anche cosciente
[10:31] Speaker 2: quando è iniziata la caduta. Viene quindi esclusa l'ipotesi che
[10:36] Speaker 2: fosse stata uccisa altrove e successivamente abbandonata ai piedi della palazzina.
[10:41] Speaker 2: Sul corpo non vengono rilevati evidenti segni di percosse né
[10:45] Speaker 2: lesioni chiaramente attribuibili a una colluttazione precedente. L'impatto viene descritto
[10:50] Speaker 2: come prevalentemente dorsale e lateralizzato. Sono dati importanti, ma in
[10:56] Speaker 2: quel momento non permettono ancora di stabilire se Fortuna sia
[10:59] Speaker 2: accaduta accidentalmente oppure se qualcuno l'abbia fatta precipitare. Durante gli
[11:05] Speaker 2: esami emerge però un'altra scoperta, destinata a cambiare completamente la
[11:10] Speaker 2: direzione dell'indagine. La perizia ginecologica mostra che Chicca era stata
[11:16] Speaker 2: vittima di abusi sessuali reiterati. Gli accertamenti indicano che non
[11:20] Speaker 2: si trattava di un singolo episodio, ma di violenze ripetute
[11:24] Speaker 2: nel tempo. Mimma dichiarerà di non aver mai saputo che
[11:28] Speaker 2: sua figlia stesse subendo quelle violenze. Alla luce di questa scoperta,
[11:33] Speaker 2: alcuni dei comportamenti manifestati da Fortuna nei mesi precedenti verranno
[11:39] Speaker 2: riletti con maggiore attenzione. C'è infine un altro particolare. Quando
[11:44] Speaker 2: viene trovata ai piedi del palazzo, Fortuna non indossa entrambe
[11:48] Speaker 2: le scarpe. manca quella destra. A questo punto l'indagine cambia
[11:52] Speaker 2: completamente prospettiva. Non si tratta più soltanto di capire da
[11:56] Speaker 2: dove si è percepitata una bambina di sei anni, bisogna
[12:00] Speaker 2: ricostruire che cosa sia successo nei minuti precedenti alla caduta
[12:04] Speaker 2: e soprattutto individuare chi la stesse abusando da tempo. La
[12:09] Speaker 2: procura di Napoli Nord apre un'indagine per omicidio Gli investigatori
[12:13] Speaker 2: devono ricostruire gli ultimi minuti di fortuna e soprattutto stabilire
[12:17] Speaker 2: da quale punto della palazzina sia precipitata. Il problema è
[12:21] Speaker 2: che la scena originaria non è più disponibile. Chicca è
[12:24] Speaker 2: stata spostata immediatamente e la posizione in cui era stata
[12:27] Speaker 2: trovata deve essere ricostruita attraverso le dichiarazioni dei presenti e
[12:32] Speaker 2: gli accertamenti tecnici successivi. Proprio sulla base della distanza del
[12:36] Speaker 2: corpo dalla facciata e delle caratteristiche dell'edificio, le consulenze arrivano
[12:42] Speaker 2: a indicare come compatibile il terrazzo dell'ottavo piano. In una
[12:46] Speaker 2: delle ricostruzioni tecniche riportate nel caso, quel punto viene considerato
[12:50] Speaker 2: l'unico compatibile con la traiettoria ipotizzata. Anche questa conclusione però
[12:55] Speaker 2: verrà contestata. Alcune ricostruzioni richiamano la presenza di strutture, tra
[13:00] Speaker 2: cui degli stendipanni, lungo una possibile traiettoria, osservando che sul
[13:05] Speaker 2: corpo di Fortuna non erano state individuate lesioni chiaramente riferibili
[13:09] Speaker 2: a un urto contro quegli ostacoli. C'è inoltre una testimonianza
[13:15] Speaker 2: che sembra entrare direttamente in contrasto con l'ipotesi dell'ottavo piano.
[13:20] Speaker 2: A quel livello abita Rachele di Domenico, madre di Claudio
[13:24] Speaker 2: Luongo e custode delle chiavi del terrazzo. Agli investigatori racconta
[13:30] Speaker 2: che nei minuti in cui avviene la tragedia si trovava
[13:33] Speaker 2: seduta nei pressi dell'accesso. sostiene di non aver visto fortuna
[13:37] Speaker 2: passare e di non aver visto nessuno accompagnarla verso il
[13:40] Speaker 2: terrazzo se quella dichiarazione fosse corretta diventerebbe difficile spiegare come
[13:46] Speaker 2: la bambina possa essere arrivata fino all'ottavo piano senza essere
[13:50] Speaker 2: notata nel frattempo vengono ascoltate le persone che si trovavano
[13:54] Speaker 2: nell'appartamento del settimo piano quello in cui fortuna era salita
[13:58] Speaker 2: per raggiungere le amiche Marianna Fabozzi, il compagno Raimondo Caputo,
[14:04] Speaker 2: la madre di Marianna, Angela, e la figlia maggiore vengono
[14:08] Speaker 2: convocati per ricostruire gli ultimi spostamenti della bambina. Prima ancora
[14:13] Speaker 2: che vengano sentiti formalmente, però, gli investigatori registrano una conversazione
[14:18] Speaker 2: che cambia il modo in cui guardano a quelle testimonianze.
[14:22] Speaker 2: Mentre aspettano di essere interrogati, alcuni membri della famiglia discutono
[14:27] Speaker 2: infatti sulla versione da fornire. È soprattutto Marianna a fissare
[14:32] Speaker 2: i punti che devono rimanere invariati. Raimondo Caputo, secondo quella ricostruzione,
[14:38] Speaker 2: non si trovava nell'appartamento quando Fortuna era arrivata. Sarebbe stato
[14:44] Speaker 2: già nel cortile, con la figlia più piccola, impegnato con
[14:47] Speaker 2: una bicicletta. Chicca, inoltre, non sarebbe realmente entrata in casa.
[14:52] Speaker 2: Si sarebbe soltanto affacciata per chiedere alle bambine di giocare.
[14:56] Speaker 2: per poi decidere di tornare al piano inferiore perché voleva
[14:59] Speaker 2: cambiare le scarpe. La figlia maggiore viene invitata a ripetere
[15:04] Speaker 2: questa versione e a non raccontare altro. Nelle conversazioni compare
[15:09] Speaker 2: anche il riferimento a qualcosa che deve rimanere segreto. Per
[15:14] Speaker 2: gli investigatori non è la prova che una di quelle
[15:17] Speaker 2: persone abbia ucciso Fortuna, ma è un segnale evidente che
[15:20] Speaker 2: almeno una parte di ciò che viene raccontato è stata
[15:23] Speaker 2: concordata Il problema quindi non è più soltanto stabilire dove
[15:28] Speaker 2: si trovassero i presenti, bisogna capire perché sentano la necessità
[15:32] Speaker 2: di costruire una versione comune prima ancora di essere interrogati.
[15:37] Speaker 2: Dal resto del palazzo arrivano poche risposte. Molti residenti dicono
[15:42] Speaker 2: di non aver visto nulla, di non ricordare o di
[15:44] Speaker 2: non sapere dove si trovassero le persone coinvolte. Anche il
[15:48] Speaker 2: tentativo di ascoltare alcuni bambini con l'aiuto di psicologi e
[15:52] Speaker 2: assistenti sociali incontra la resistenza di diverse famiglie. Quella chiusura
[15:58] Speaker 2: verso le istituzioni che caratterizzava il Parco Verde diventa così
[16:02] Speaker 2: un ostacolo concreto all'indagine. Per cercare di superarlo vengono installate
[16:07] Speaker 2: numerose microspie negli appartamenti, sulle scale, nei corridoi e negli
[16:12] Speaker 2: spazi comuni, ma gli abitanti si accorgono dei dispositivi e
[16:16] Speaker 2: iniziano a cercarli. Secondo quanto riportato nelle ricostruzioni dell'inchiesta, ne
[16:22] Speaker 2: vengono individuati e rimossi circa 60 alla ricerca partecipano anche
[16:27] Speaker 2: alcuni bambini che li chiamano microspini non tutte le intercettazioni
[16:32] Speaker 2: però vengono neutralizzate e proprio da una delle conversazioni registrate
[16:37] Speaker 2: emerge un particolare che fino a quel momento era rimasto
[16:41] Speaker 2: senza spiegazione la scarpa destra che Fortuna non indossava quando
[16:45] Speaker 2: era stata trovata Rachele Di Domenico viene intercettata mentre parla
[16:50] Speaker 2: proprio di quella scarpa Dalla conversazione emerge che l'aveva trovata
[16:55] Speaker 2: e poi nascosta. La donna spiega il gesto con la
[16:59] Speaker 2: volontà di evitare che la propria famiglia venisse coinvolta nelle indagini.
[17:04] Speaker 2: La stessa persona che aveva sostenuto di non aver visto
[17:07] Speaker 2: nessuno dirigersi verso il terrazzo aveva avuto accesso a un
[17:11] Speaker 2: elemento materiale collegato alla scena e aveva deciso di sottrarlo
[17:15] Speaker 2: agli investigatori. È a questo punto che un episodio avvenuto
[17:20] Speaker 2: circa un anno prima assume improvvisamente un peso diverso. Antonio Giglio,
[17:25] Speaker 2: il fratellino delle amiche di Fortuna, era morto nel 2013
[17:30] Speaker 2: quando aveva soltanto pochi anni. Anche lui era precipitato dalla
[17:34] Speaker 2: stessa palazzina. Secondo la versione fornita all'epoca dalla madre, Marianna Fabozzi,
[17:41] Speaker 2: Antonio si sarebbe esporto mentre guardava un elicottero e avrebbe
[17:45] Speaker 2: perso l'equilibrio. Il caso era stato quindi trattato come una
[17:50] Speaker 2: caduta accidentale. Dopo la morte di Fortuna, però, le analogie
[17:55] Speaker 2: attirano nuovamente l'attenzione degli investigatori. Due bambini molto piccoli sono
[18:00] Speaker 2: precipitati dallo stesso stabile a distanza di circa un anno.
[18:05] Speaker 2: Entrambi erano legati allo stesso appartamento e, secondo quanto riportato
[18:10] Speaker 2: nelle ricostruzioni, anche Antonio era stato trovato senza la scarpa destra.
[18:16] Speaker 2: In quel caso, però, la scarpa non era mai stata recuperata.
[18:21] Speaker 2: Il precedente aumenta i dubbi, ma non risolve l'indagine. Gli
[18:25] Speaker 2: inquirenti hanno davanti dichiarazioni concordate, testimonianze poco chiare, un elemento
[18:30] Speaker 2: nascosto e due morti avvenuti nello stesso edificio. Manca ancora
[18:36] Speaker 2: però qualcosa che permetta di collegare questi fatti a un
[18:40] Speaker 2: responsabile preciso. Il primo marzo 2015 l'inchiesta perde inoltre uno
[18:46] Speaker 2: dei magistrati che la stavano seguendo più da vicino. Federico
[18:51] Speaker 2: Bisceglia muore in un incidente stradale. Attorno alla sua morte
[18:56] Speaker 2: nasceranno sospetti e interpretazioni legati anche alla sua attività investigativa.
[19:02] Speaker 2: Alla notizia della sua morte, a Parco Verde iniziano dei
[19:05] Speaker 2: veri e propri festeggiamenti, con tanto di fuochi d'artificio. A
[19:10] Speaker 2: quasi un anno dalla morte di Chicca, quindi, l'indagine ha
[19:13] Speaker 2: fatto emergere molte anomalie, ma nessuna soluzione definitiva. Gli investigatori
[19:19] Speaker 2: sanno che alcune persone non stanno raccontando tutto. Quello che
[19:23] Speaker 2: ancora non sanno è quale di quei silenzi riguardi davvero
[19:28] Speaker 2: la morte di Fortuna. Le intercettazioni non permettono ancora di
[19:33] Speaker 2: stabilire chi sia il responsabile della morte di Fortuna, ma
[19:37] Speaker 2: fanno emergere un altro problema all'interno della famiglia Fabozzi Caputo.
[19:42] Speaker 2: alcune conversazioni e alcuni elementi raccolti durante l'indagine spingono infatti
[19:44] Speaker 2: gli inquirenti e il tribunale per i minorenni a concentrarsi
[19:52] Speaker 2: sulle condizioni delle tre figlie di Marianna. Il sospetto è
[19:56] Speaker 2: che le bambine possano essere vittime di violenze sessuali. In
[20:01] Speaker 2: questa fase però le intercettazioni non forniscono da sole una
[20:04] Speaker 2: ricostruzione completa degli abusi. ne consentono ancora di attribuire con
[20:09] Speaker 2: certezza ogni episodio. Il loro peso principale è quello di
[20:13] Speaker 2: far scattare nuovi accertamenti e di rendere necessario un intervento
[20:17] Speaker 2: a tutela delle minori. Nel settembre del 2015 le tre
[20:22] Speaker 2: sorelle vengono quindi allontanate dal nucleo familiare e trasferite in
[20:26] Speaker 2: una casa famiglia. Inizialmente sono ancora previsti incontri protetti con
[20:31] Speaker 2: i genitori, ma con il tempo anche questi contatti vengono ridotti.
[20:36] Speaker 2: Per la prima volta le bambine si trovano stabilmente lontane
[20:40] Speaker 2: dall'ambiente in cui sono cresciute e dagli adulti che fino
[20:43] Speaker 2: a quel momento avevano esercitato una forte influenza sulle loro dichiarazioni.
[20:49] Speaker 2: È in questa nuova situazione che iniziano a emergere racconti
[20:52] Speaker 2: più precisi. La prima a parlare è la figlia più
[20:56] Speaker 2: piccola di Marianna, l'unica delle tre a essere anche figlia
[20:59] Speaker 2: biologica di Raimondo Caputo. Durante i colloqui con gli operatori
[21:05] Speaker 2: descrive comportamenti di natura sessuale che attribuisce al padre. Successivamente
[21:11] Speaker 2: anche le sorelle riferiscono episodi simili e dai loro racconti
[21:15] Speaker 2: prende forma l'ipotesi di violenze ripetute nel tempo. Una delle
[21:20] Speaker 2: bambine sostiene inoltre che Marianna sapesse ciò che stava accadendo
[21:25] Speaker 2: e non fosse intervenuta per impedirlo. Le dichiarazioni delle minori,
[21:29] Speaker 2: valutate insieme agli altri elementi già raccolti nell'inchiesta, portano a
[21:33] Speaker 2: nuove provvedimenti giudiziari. Il 17 novembre 2015, Raimondo Caputo viene
[21:40] Speaker 2: sottoposto a misura cautelare con l'accusa di violenza sessuale sulle bambine.
[21:45] Speaker 2: Marianna Fabozzi viene sottoposta ai domiciliari e accusata di concorso
[21:49] Speaker 2: negli abusi, anche per non averli impediti o denunciati. Dopo
[21:54] Speaker 2: l'allontanamento dalla famiglia, L'attenzione degli investigatori si concentra soprattutto sulla
[22:00] Speaker 2: figlia maggiore di Marianna Fabozzi. È lei che nei mesi
[22:04] Speaker 2: successivi inizia a fornire una versione diversa di ciò che
[22:08] Speaker 2: era accaduto il 24 giugno 2014. La differenza rispetto alle
[22:13] Speaker 2: prime dichiarazioni è sostanziale. Subito dopo la morte di Fortuna,
[22:18] Speaker 2: la bambina aveva sostenuto che Chicca non fosse realmente entrata
[22:21] Speaker 2: nell'appartamento del settimo piano. e che Raimondo Caputo si trovasse
[22:25] Speaker 2: già nel cortile insieme alla figlia più piccola. Era, nei
[22:30] Speaker 2: punti essenziali, la stessa versione che Marianna aveva cercato di
[22:33] Speaker 2: far mantenere alla figlia prima degli interrogatori. Lontana dal nucleo
[22:38] Speaker 2: familiare però, la minore comincia a raccontare qualcosa di diverso
[22:42] Speaker 2: durante i colloqui con gli operatori e con la psicologa
[22:45] Speaker 2: che la segue. Nelle ricostruzioni del caso viene citato anche
[22:50] Speaker 2: un diario che le viene consegnato per consentirle di esprimere
[22:54] Speaker 2: ciò che ricorda e ciò che fatica a raccontare direttamente.
[22:58] Speaker 2: Secondo le nuove dichiarazioni, Fortuna quel giorno sarebbe entrata effettivamente
[23:02] Speaker 2: nell'appartamento delle amiche. A un certo punto avrebbe parlato delle
[23:06] Speaker 2: proprie scarpe e avrebbe deciso di tornare al piano inferiore
[23:10] Speaker 2: per cambiarle. Raimondo Caputo si sarebbe offerto di accompagnarla. Da
[23:15] Speaker 2: qui però il racconto non rimane identico in tutte le
[23:18] Speaker 2: sue versioni. La bambina sostiene che Caputo, invece di scendere
[23:22] Speaker 2: verso il sesto piano dove viveva Fortuna, l'avrebbe condotta verso
[23:27] Speaker 2: l'ottavo in direzione del terrazzo. La minore racconta di averli
[23:31] Speaker 2: seguiti senza farsi vedere perché voleva capire se Raimondo si
[23:34] Speaker 2: comportasse con chicca nello stesso modo in cui, secondo le
[23:38] Speaker 2: accuse già emerse, si comportava con lei. È questo il
[23:43] Speaker 2: passaggio che crea, per la prima volta, un collegamento diretto
[23:46] Speaker 2: tra Caputo, gli abusi subiti da Fortuna e il luogo
[23:50] Speaker 2: che le consulenze tecniche avevano indicato come compatibile con la caduta.
[23:55] Speaker 2: Secondo il nucleo centrale delle dichiarazioni della bambina, sul terrazzo
[24:00] Speaker 2: Caputo avrebbe avuto un approccio sessuale nei confronti di Chicca
[24:03] Speaker 2: e Fortuna avrebbe reagito opponendosi. Da quel momento però le
[24:08] Speaker 2: diverse ricostruzioni non coincidono perfettamente su ciò che la testimonia
[24:12] Speaker 2: afferma di aver visto. In una versione la bambina racconta
[24:15] Speaker 2: di aver assistito all'inizio dell'aggressione e di essere fuggita spaventata.
[24:20] Speaker 2: In un'altra riferisce invece di aver visto anche il momento finale,
[24:24] Speaker 2: sostenendo che Caputo avrebbe afferrato fortuna e l'avrebbe scaraventata dal palazzo.
[24:30] Speaker 2: Per gli investigatori quindi non si tratta di una testimonianza
[24:33] Speaker 2: rimasta perfettamente uguale nel tempo. Esiste un nucleo che progressivamente
[24:38] Speaker 2: si stabilizza. Fortuna nell'appartamento, Caputo, che la conduce verso l'ottavo piano,
[24:43] Speaker 2: è un'aggressione sul terrazzo. Ma alcuni dettagli, compreso ciò che
[24:47] Speaker 2: la bambina avrebbe osservato direttamente dal momento della caduta, variano
[24:51] Speaker 2: nelle diverse dichiarazioni. Anche la posizione attribuita a Marianna cambia.
[24:56] Speaker 2: In una fase iniziale la figlia maggiore colloca la madre
[25:00] Speaker 2: all'ottavo piano durante l'aggressione. Successivamente questa parte della versione viene
[25:05] Speaker 2: modificata e non sarà confermata nello stesso modo durante l'incidente probatorio.
[25:10] Speaker 2: La bambina continua però a sostenere di aver raccontato alla
[25:13] Speaker 2: madre ciò che sapeva e di essere stata spinta a
[25:16] Speaker 2: mantenere il silenzio. Su questo punto gli investigatori dispongono anche
[25:21] Speaker 2: di una conversazione registrata nelle prime fasi dell'inchiesta. Mentre Marianna
[25:26] Speaker 2: cerca di fissare la versione che la figlia deve fornire
[25:30] Speaker 2: La bambina manifesta la preoccupazione che Fortuna possa uscire dall'ospedale
[25:34] Speaker 2: e contraddirla. Marianna però le fa capire in modo brutto
[25:39] Speaker 2: che Chicca è morta e quindi non potrà mai smentire
[25:42] Speaker 2: quanto verrà raccontato. Per la procura quella conversazione costituisce un
[25:47] Speaker 2: elemento importante per interpretare le prime dichiarazioni della minore. La
[25:51] Speaker 2: bambina sarebbe stata sottoposta a pressioni affinché non raccontasse ciò
[25:55] Speaker 2: che sapeva. Gli investigatori cercano comunque elementi che possano sostenere
[26:00] Speaker 2: le sue parole indipendentemente dal racconto. Il terrazzo dell'ottavo piano
[26:05] Speaker 2: coincide con il punto indicato dalle consulenze tecniche come compatibile
[26:10] Speaker 2: con la precipitazione. Allo stesso tempo non emerge un riscontro
[26:14] Speaker 2: genetico capace di collocare Raimondo Caputo a contatto con Fortuna
[26:18] Speaker 2: in quei minuti. Tra i reperti viene esaminato anche un capello,
[26:23] Speaker 2: privo di bulbo, dal quale non è possibile ottenere un
[26:26] Speaker 2: profilo genetico completo e che non viene attribuito a caputo.
[26:31] Speaker 2: Sono elementi che non impediscono all'indagine di procedere, ma che
[26:34] Speaker 2: diventeranno importanti quando la ricostruzione verrà sottoposta al vaglio del processo.
[26:40] Speaker 2: Nella primavera del 2016, le nuove dichiarazioni delle bambine... considerate
[26:46] Speaker 2: insieme agli altri elementi raccolti nei mesi precedenti, portano a
[26:50] Speaker 2: un nuovo provvedimento contro Raimondo Caputo. Caputo nega ogni responsabilità
[26:55] Speaker 2: e continua a sostenere la versione già fornita durante le
[26:59] Speaker 2: prime indagini. Il 24 giugno 2014 non si sarebbe trovato
[27:04] Speaker 2: con fortuna, ma nel cortile insieme alla figlia più piccola.
[27:08] Speaker 2: Le nuove dichiarazioni producono contemporaneamente conseguenze anche sull'altro caso rimasto
[27:14] Speaker 2: in sospeso. Il 2 maggio 2016 viene riesumato il corpo
[27:18] Speaker 2: di Antonio Giglio. L'obiettivo è verificare se a distanza di
[27:23] Speaker 2: tre anni sia ancora possibile ottenere elementi medico- legali capaci di
[27:27] Speaker 2: chiarire se la sua caduta fosse stata davvero accidentale. Gli
[27:32] Speaker 2: esami però non permettono di stabilire con certezza se qualcuno
[27:35] Speaker 2: lo abbia fatto precipitare. Cinque giorni dopo, il 7 maggio,
[27:40] Speaker 2: il fascicolo relativo alla sua morte viene comunque modificato. L'ipotesi
[27:45] Speaker 2: investigativa passa dall'omicidio colposo all'omicidio volontario e i sospetti iniziano
[27:51] Speaker 2: a concentrarsi su Marianna Fabozzi. Pochi giorni più tardi, il
[27:57] Speaker 2: 18 e il 19 maggio 2016, le bambine vengono ascoltate
[28:00] Speaker 2: in incidente probatorio. L'audizione avviene in forma protetta e ha
[28:05] Speaker 2: lo scopo di fissare le loro dichiarazioni. evitando per quanto
[28:09] Speaker 2: possibile che debbano ripetere successivamente in aula esperienze particolarmente delicate.
[28:16] Speaker 2: Le minori confermano il nucleo principale delle accuse sugli abusi.
[28:20] Speaker 2: La figlia maggiore mantiene anche la ricostruzione che collega Caputo
[28:24] Speaker 2: alla morte di Fortuna, mentre non conferma nello stesso modo
[28:29] Speaker 2: la precedente presenza di Marianna all'ottavo piano. Proprio le variazioni
[28:34] Speaker 2: intervenute nel tempo diventano immediatamente uno dei punti più discussi
[28:39] Speaker 2: La difesa sottolinea la giovane età della testimone, il periodo
[28:43] Speaker 2: trascorso dai fatti e la possibilità che i successivi colloqui
[28:47] Speaker 2: possano aver influito sui suoi ricordi. Per la procura, invece,
[28:51] Speaker 2: le differenze riguardano elementi secondari e non cancellano il nucleo
[28:55] Speaker 2: ritenuto essenziale della sua testimonianza. Il 21 settembre 2016 viene
[29:01] Speaker 2: notificata la conclusione delle indagini. A più di due anni
[29:06] Speaker 2: dalla morte di Fortuna, l'inchiesta ha ormai individuato una ricostruzione
[29:10] Speaker 2: precisa da portare davanti a un giudice. Secondo l'accusa, Raimondo
[29:15] Speaker 2: Caputo è l'uomo che si trovava con Chicca nei minuti
[29:18] Speaker 2: precedenti alla caduta e il responsabile della sua morte. L' 8
[29:23] Speaker 2: novembre 2016 si apre davanti alla Corte d'Assise di Napoli
[29:27] Speaker 2: il processo che deve stabilire se Raimondo Caputo sia responsabile
[29:31] Speaker 2: della morte di Fortuna Loffredo. Marianna Fabozzi è imputata nello
[29:36] Speaker 2: stesso procedimento per il ruolo che, secondo l'accusa, avrebbe avuto.
[29:40] Speaker 2: negli abusi sessuali subiti dalle proprie figlie. Al centro del
[29:44] Speaker 2: processo c'è soprattutto la testimonianza della figlia maggiore di Marianna,
[29:48] Speaker 2: insieme agli accertamenti medico- legali, alle intercettazioni e agli elementi raccolti
[29:53] Speaker 2: durante più di due anni di indagini. La ricostruzione dell'accusa
[29:57] Speaker 2: è ormai definita e Secondo la procura, il 24 giugno 2014,
[30:02] Speaker 2: Fortuna sarebbe entrata nell'appartamento del settimo piano, Raimondo Caputo l'avrebbe
[30:06] Speaker 2: poi condotta all'ottavo e lì avrebbe avuto nei suoi confronti
[30:10] Speaker 2: un approccio sessuale. La bambina si sarebbe opposta e Caputo
[30:14] Speaker 2: l'avrebbe infine fatta precipitare dal terrazzo. Il problema principale è
[30:20] Speaker 2: stabilire quanto sia attendibile la testimone che lo accusa. Le
[30:24] Speaker 2: sue dichiarazioni infatti non sono rimaste identiche nel tempo e
[30:27] Speaker 2: Subito dopo la morte di Fortuna aveva sostenuto che Kikka
[30:31] Speaker 2: non fosse realmente entrata nell'appartamento e che Caputo si trovasse
[30:34] Speaker 2: nel cortile. Solo dopo l'allontanamento della famiglia aveva iniziato a
[30:39] Speaker 2: fornire una versione diversa. Anche all'interno delle dichiarazioni successive esistono
[30:45] Speaker 2: variazioni su ciò che avrebbe visto direttamente durante l'aggressione. Per
[30:50] Speaker 2: l'accusa queste differenze non compromettono il nucleo essenziale del racconto.
[30:55] Speaker 2: Le prime menzogne sarebbero spiegate dalle pressioni esercitate da Marianna
[31:00] Speaker 2: sulla figlia, documentate anche dalle conversazioni registrate durante le prime
[31:04] Speaker 2: fasi dell'indagine. Secondo questa lettura, la bambina sarebbe stata istruita
[31:09] Speaker 2: a proteggere Caputo e a negare ciò che sapeva. La
[31:13] Speaker 2: difesa offre invece un'interpretazione opposta. Sottolinea la giovane età della testimone.
[31:19] Speaker 2: il tempo trascorso prima delle nuove dichiarazioni e il numero
[31:22] Speaker 2: di colloqui avuto con psicologi e operatori dopo l'allontanamento dal
[31:26] Speaker 2: Parco Verde. Il rischio, secondo i difensori, è che i
[31:30] Speaker 2: ricordi della bambina possano essere stati influenzati o modificati nel tempo.
[31:35] Speaker 2: A questo si aggiunge l'assenza di un riscontro genetico attribuibile
[31:39] Speaker 2: a Caputo sul corpo di Fortuna. Gli accertamenti non individuano
[31:43] Speaker 2: DNA che possa dimostrare un contatto tra i due nei
[31:47] Speaker 2: minuti precedenti alla caduta. La difesa richiama inoltre gli esiti dell'autopsia.
[31:52] Speaker 2: Sul corpo di Chicca non erano state rilevate lesioni chiaramente
[31:56] Speaker 2: riconducibili a una colluttazione precedente alla precipitazione, mentre alcune versioni
[32:01] Speaker 2: della testimone descrivevano Fortuna mentre cercava di opporsi all'aggressione. Sono
[32:07] Speaker 2: criticità che per la difesa impediscono di considerare dimostrata la
[32:12] Speaker 2: responsabilità di Caputo. Per l'accusa invece nessuna di esse è
[32:16] Speaker 2: sufficiente a smentire le dichiarazioni della minore e quando vengono
[32:19] Speaker 2: valutate insieme alle intercettazioni e agli elementi dell'indagine. Caputo continua
[32:25] Speaker 2: a dichiararsi innocente. Ribadisce di essersi trovato nel cortile con
[32:29] Speaker 2: la figlia più piccola al momento della caduta e durante
[32:32] Speaker 2: il procedimento arriva ad accusare direttamente Marianna Fabozzi della morte
[32:37] Speaker 2: di Fortuna. Sostiene, inoltre, che la donna possa avere responsabilità
[32:42] Speaker 2: anche nella morte del figlio Antonio. Marianna, nonostante le accuse
[32:47] Speaker 2: rivolte contro di lei, Continua invece a sostenere la versione
[32:50] Speaker 2: fornita fin dalle prime indagini e conferma che Caputo, quel giorno,
[32:55] Speaker 2: si trovava nel cortile. Nel processo viene ascoltato anche Mario
[33:00] Speaker 2: Della Valle, che aveva condiviso per alcuni mesi la cella
[33:03] Speaker 2: con Caputo. Della Valle riferisce che l'uomo gli avrebbe confessato
[33:07] Speaker 2: sia gli abusi sia l'omicidio di Fortuna e parla anche
[33:11] Speaker 2: di un presunto accordo tra Caputo e Marianna per proteggersi reciprocamente.
[33:17] Speaker 2: Non si tratta però di una confessione resa da Caputo
[33:20] Speaker 2: agli investigatori, ma della testimonianza indiretta di un compagno di cella,
[33:24] Speaker 2: che la Corte deve valutare insieme al resto del materiale probatorio.
[33:30] Speaker 2: Rimane inoltre irrisolta la questione del movente. La ricostruzione accusatoria
[33:35] Speaker 2: collega la morte alla reazione di Fortuna a un nuovo abuso,
[33:39] Speaker 2: ma il processo non riesce a stabilire con certezza perché
[33:42] Speaker 2: Caputo avrebbe deciso di ucciderla proprio quel momento. Per la Corte, tuttavia,
[33:47] Speaker 2: l'assenza di un movente preciso non impedisce una condanna se
[33:51] Speaker 2: gli altri elementi vengono ritenuti sufficienti a dimostrare la responsabilità dell'imputato.
[33:57] Speaker 2: Il 7 luglio 2027 arriva la sentenza. Raimondo Caputo viene
[34:02] Speaker 2: condannato all'ergastolo per l'omicidio di Fortuna Loffredo e ha 14
[34:07] Speaker 2: anni per le violenze sessuali sui minori. Marianna Fabozzi viene
[34:12] Speaker 2: condannata a 10 anni per il concorso negli abusi sulle figlie.
[34:17] Speaker 2: La condanna definitiva di Raimondo Caputo stabilisce sul piano giudiziario
[34:21] Speaker 2: chi è responsabile della morte di Fortuna Loffredo, ma non
[34:25] Speaker 2: mette fine a tutte le domande emerse durante l'inchiesta, né
[34:29] Speaker 2: convince completamente tutte le persone più vicine alla bambina. Tra
[34:35] Speaker 2: queste c'è Pietro Loffredo, il padre di Chicca. Pietro non
[34:39] Speaker 2: si costituisce parte civile contro Caputo e continua a dichiararsi
[34:42] Speaker 2: di non essere convinto della sua responsabilità. I suoi dubbi
[34:47] Speaker 2: riguardano soprattutto alcune delle criticità già emerse durante il processo.
[34:53] Speaker 2: Il padre arriva a ipotizzare che la responsabilità possa essere
[34:56] Speaker 2: ricercata tra altre persone che vivevano nel palazzo e collega
[35:01] Speaker 2: la morte della figlia a possibili contrasti tra famiglie o ritorsioni.
[35:06] Speaker 2: Si tratta però delle convinzioni personali di Pietro, che non
[35:09] Speaker 2: hanno trovato conferma giudiziaria. Per i tribunali, il responsabile dell'omicidio
[35:14] Speaker 2: di Fortuna resta Raimondo Caputo. Nel frattempo prosegue anche l'altro
[35:19] Speaker 2: procedimento nato dalla riapertura della morte di Antonio Giglio. Nel
[35:25] Speaker 2: 2021 Marianna Fabozzi viene processata con l'accusa di aver ucciso
[35:28] Speaker 2: il figlio facendolo precipitare dal palazzo. Il caso era stato
[35:32] Speaker 2: riesaminato proprio dopo le anomalie emerse durante l'inchiesta su Fortuna
[35:37] Speaker 2: e le somiglianze tra le due morti. ma gli accertamenti
[35:40] Speaker 2: effettuati a distanza di anni non riescono a fornire elementi
[35:44] Speaker 2: sufficienti per dimostrare la responsabilità della donna. Il 3 novembre
[35:49] Speaker 2: 2021 Marianna viene assolta dall'accusa di omicidio volontario perché il
[35:54] Speaker 2: fatto non sussiste. La sentenza non stabilisce quindi che Antonio
[35:58] Speaker 2: sia sicuramente morto per un incidente. Stabilisce che non è
[36:02] Speaker 2: stata accertata una responsabilità penale di Marianna per l'omicidio contestato.
[36:08] Speaker 2: La morte del bambino rimane così priva di una diversa
[36:11] Speaker 2: ricostruzione giudiziaria definitiva. Per Mimma Guardato, la mamma di Chicca, invece,
[36:18] Speaker 2: la conclusione del processo significa soprattutto cercare di costruire una
[36:22] Speaker 2: vita lontano dal parco verde. Successivamente lascia Caivano insieme ai
[36:27] Speaker 2: figli maschi e si trasferisce fuori regione. Tra le ragioni
[36:31] Speaker 2: della scelta c'è il desiderio di allontanare i ragazzi dall'ambiente
[36:35] Speaker 2: in cui sono cresciuti, e soprattutto di impedire che il
[36:38] Speaker 2: dolore per la morte della sorella si trasformi in un
[36:41] Speaker 2: desiderio di vendetta al parco verde l'oratorio della chiesa di
[36:45] Speaker 2: san paolo apostolo viene intitolato a fortuna il nome di
[36:49] Speaker 2: chicca rimane così legato al luogo in cui era cresciuta
[36:53] Speaker 2: e a un'indagine che oltre alla sua morte ha fatto
[36:55] Speaker 2: emergere abusi su altre bambine e un clima di silenzio
[36:59] Speaker 2: che per lungo tempo aveva reso difficile capire che cosa
[37:02] Speaker 2: stesse accadendo all'interno di quella palazzina

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