# 47 La Storia di Mario Bozzoli

An episode of [Crime Scene Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1839917426), 17 Aug 2026, 38 min.

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L’8 ottobre 2015, Mario Bozzoli scompare nel nulla dalla fonderia di famiglia a Marcheno, poco dopo aver telefonato alla moglie per dirle che sarebbe tornato a casa. Da quel momento, nessuno lo rivedrà più e le indagini si concentrano sui rapporti tesi all’interno dell’azienda e su una serie di elementi inquietanti. Sei giorni dopo scompare anche un operaio della fonderia, aggiungendo un nuovo mistero a una vicenda già piena di interrogativi.

## Transcript

[0:16] Speaker 2: L' 8 ottobre 2015, a Marcheno, in provincia di Brescia, Mario Bozzoli
[0:21] Speaker 2: si trova ancora nella fonderia di famiglia, nelle ultime fasi
[0:24] Speaker 2: della giornata lavorativa. Ha 50 anni e quella sera deve tornare
[0:28] Speaker 2: a casa dalla moglie, Irene Zubani. I due hanno programmato
[0:32] Speaker 2: di uscire insieme a cena. Alle 19.13 circa, Mario telefona a Irene.
[0:38] Speaker 2: La conversazione dura pochi secondi, Le dice di essere un
[0:41] Speaker 2: po' in ritardo e che deve soltanto cambiarsi prima di raggiungerla.
[0:45] Speaker 2: È l'ultimo contatto certo con lui. Irene lo aspetta, ma
[0:49] Speaker 2: Mario non arriva. Dopo qualche tempo comincia a chiamarlo. Il cellulare, però,
[0:54] Speaker 2: risulta irraggiungibile. Con il passare dei minuti il ritardo diventa
[0:58] Speaker 2: sempre meno normale e la famiglia comincia a preoccuparsi. Verso
[1:02] Speaker 2: mezzanotte il figlio Claudio raggiunge la fonderia per controllare. L'automobile
[1:07] Speaker 2: del padre è ancora parcheggiata nello stabilimento, ma Mario non
[1:10] Speaker 2: si trova. I familiari iniziano a cercarlo all'interno dell'azienda e,
[1:14] Speaker 2: non riuscendo a rintracciarlo, viene denunciata la sua scomparsa. All'inizio
[1:19] Speaker 2: non è ancora chiaro che cosa possa essere accaduto. Mario
[1:22] Speaker 2: potrebbe essersi allontanato, potrebbe aver avuto un incidente, oppure potrebbe
[1:26] Speaker 2: essergli successo qualcosa mentre era ancora al lavoro. Nei giorni successivi, però,
[1:31] Speaker 2: gli accertamenti fanno emergere un elemento destinato a diventare centrale,
[1:35] Speaker 2: Non esiste una ripresa che documenti con certezza la sua
[1:38] Speaker 2: uscita dalla fonderia dopo l'ultima telefonata alla moglie. Da quel
[1:43] Speaker 2: momento l'attenzione degli investigatori si concentrerà sempre di più su
[1:46] Speaker 2: ciò che può essere successo all'interno dello stabilimento e sulle
[1:50] Speaker 2: persone presenti quella sera. La ricostruzione degli ultimi minuti di
[1:54] Speaker 2: Mario diventerà il punto di partenza di un'indagine lunga e
[1:58] Speaker 2: complessa destinata ad arrivare fino all'ambiente familiare e lavorativo che
[2:02] Speaker 2: lo circondava. Ci sono storie che restano sepolte sotto il silenzio,
[2:09] Speaker 2: ma su questo canale le riportiamo alla luce. Benvenuti su
[2:12] Speaker 2: Crime Scene, il podcast dove ogni delitto lascia una traccia
[2:16] Speaker 2: e ogni traccia racconta una verità. La giustizia inizia dal
[2:19] Speaker 2: racconto e ogni storia ha il diritto di essere ascoltata.
[2:23] Speaker 2: Mario Bozzoli ha 50 anni quando scompare. È sposato con Irene
[2:27] Speaker 2: Zubani e ha due figli, Claudio e Giuseppe. Dalle testimonianze
[2:32] Speaker 2: raccolte dopo l'8 ottobre, emerge il ritratto di un uomo
[2:35] Speaker 2: molto legato alla famiglia, presente nella vita dei figli e
[2:39] Speaker 2: profondamente coinvolto anche nel proprio lavoro. Chi lo conosce lo
[2:43] Speaker 2: descrive come una persona socievole, allegra. Nella vita quotidiana alterna
[2:48] Speaker 2: soprattutto due dimensioni, la famiglia e la fonderia. Il lavoro
[2:52] Speaker 2: occupa gran parte delle sue giornate, ma non appare come
[2:56] Speaker 2: qualcosa che lo allontani dalla moglie e dai figli. Al contrario,
[3:00] Speaker 2: Mario viene ricordato come un uomo abituato a trascorrere con
[3:03] Speaker 2: loro gran parte del tempo libero e con una routine
[3:06] Speaker 2: personale stabile. Anche questo aspetto diventerà importante dopo la sua scomparsa.
[3:12] Speaker 2: Dagli accertamenti e dalle testimonianze non emergono elementi evidenti che
[3:16] Speaker 2: facciano pensare alla preparazione di una fuga, a una relazione
[3:20] Speaker 2: parallela o a una situazione personale tale da spiegare un
[3:23] Speaker 2: allontanamento volontario e improvviso. Questo non permette da solo di
[3:28] Speaker 2: stabilire che cosa gli sia successo, ma rende difficile conciliare
[3:32] Speaker 2: la sua sparizione con l'idea di una scelta programmata. La
[3:36] Speaker 2: parte più importante della sua vita professionale ruota attorno alla
[3:39] Speaker 2: Bozzoli SRL, una fonderia e raffineria di metalli con sede
[3:44] Speaker 2: a Marcheno. Marion è uno dei titolari, insieme al fratello
[3:48] Speaker 2: maggiore Adelio, che ha circa dieci anni in più di lui.
[3:52] Speaker 2: L'azienda è una realtà familiare nella quale, nel tempo, finiranno
[3:55] Speaker 2: per lavorare anche alcuni membri della generazione successiva. Mario si
[4:00] Speaker 2: occupa soprattutto della produzione e della vita quotidiana all'interno dello stabilimento.
[4:05] Speaker 2: Conosce direttamente i processi di lavorazione, segue ciò che accade
[4:09] Speaker 2: nei reparti e mantiene rapporti frequenti con gli operai. Nelle
[4:12] Speaker 2: ricostruzioni del caso viene ricordato anche il rapporto generalmente positivo
[4:17] Speaker 2: con i dipendenti e per la forte presenza all'interno della fabbrica. Adelio, invece,
[4:22] Speaker 2: segue maggiormente gli aspetti amministrativi e commerciali della società. Non
[4:27] Speaker 2: si tratta di una separazione assoluta dei compiti, ma di
[4:30] Speaker 2: una diversa prevalenza di ruoli all'interno della stessa attività. I
[4:34] Speaker 2: due fratelli rimangono comunque i soci della fonderia e condividono
[4:38] Speaker 2: la responsabilità dell'impresa. Adelio ha due figli, Alex e Giacomo Bozzoli.
[4:43] Speaker 2: Entrambi crescono frequentando l'ambiente della fabbrica e una volta adulti
[4:47] Speaker 2: iniziano a lavorare stabilmente nella società di famiglia. Giacomo entra
[4:52] Speaker 2: in azienda nel 2007 e diventa progressivamente una presenza importante, soprattutto
[4:57] Speaker 2: nell'area produttiva. I figli di Mario, Claudio e Giuseppe hanno
[5:01] Speaker 2: invece un rapporto diverso con la fonderia. Sono più giovani
[5:05] Speaker 2: e non risultano coinvolti nello stesso modo nella gestione e
[5:09] Speaker 2: nel lavoro dell'azienda. La presenza della generazione successiva all'interno della
[5:14] Speaker 2: Bozzoli SRL riguarda quindi soprattutto Alex e Giacomo. che lavorano
[5:19] Speaker 2: accanto al padre Adelio e allo zio Mario. Questo rende
[5:23] Speaker 2: la fonderia qualcosa di più di un semplice posto di lavoro.
[5:27] Speaker 2: Al suo interno si sovrappongono continuamente relazioni familiari e professionali.
[5:32] Speaker 2: Decisioni economiche, organizzazioni della produzione e rapporti personali finiscono quindi
[5:37] Speaker 2: per esistere all'interno dello stesso spazio. È anche per questo
[5:41] Speaker 2: che la sua sparizione appare subito così difficile da spiegare.
[5:45] Speaker 2: Mario lascia una famiglia che lo aspetta e un'azienda nella
[5:48] Speaker 2: quale è coinvolto quotidianamente. Non emerge dalla sua vita precedente
[5:53] Speaker 2: una ragione evidente per abbandonare improvvisamente entrambe. Dopo la telefonata
[5:58] Speaker 2: delle 19 e 13 circa, la ricostruzione cambia natura. Fino a quel
[6:03] Speaker 2: momento Mario è ancora certamente in fonderia e ha appena
[6:07] Speaker 2: detto a Irene che deve soltanto cambiarsi prima di raggiungerla.
[6:11] Speaker 2: Da lì in avanti, invece, bisogna affidarsi a ciò che
[6:13] Speaker 2: resta nello stabilimento e alle immagini disponibili. Per tornare a casa,
[6:19] Speaker 2: Mario avrebbe dovuto lasciare la zona della produzione e raggiungere
[6:23] Speaker 2: lo spogliatoio, che si trova in un altro capannone. Il
[6:26] Speaker 2: percorso attraversa aree normalmente interessate dalla videosorveglianza. Una volta arrivato
[6:32] Speaker 2: avrebbe dovuto cambiarsi, prendere le chiavi dell'auto e uscire. È
[6:37] Speaker 2: una sequenza abituale, ma quella sera non viene documentata fino
[6:40] Speaker 2: alla fine. Quando Claudio raggiunge la fonderia, verso mezzanotte, l'automobile
[6:46] Speaker 2: del padre è ancora parcheggiata nel cortile ed è regolarmente chiusa.
[6:50] Speaker 2: All'interno vengono trovati il portafoglio e alcuni documenti. Tra questi
[6:55] Speaker 2: c'è anche una fattura da circa 44.000 euro. In quel momento
[6:59] Speaker 2: è soltanto uno dei documenti rimasti nella macchina. Il suo
[7:03] Speaker 2: significato emergerà soltanto più avanti. Le chiavi dell'auto verranno ritrovate
[7:08] Speaker 2: nello spogliatoio, nel luogo in cui Mario era solito lasciarle
[7:11] Speaker 2: mentre lavorava. Anche gli abiti che avrebbe dovuto indossare per
[7:15] Speaker 2: la cena sono ancora lì. Camicia, pantaloni, scarpe e cambio.
[7:20] Speaker 2: Mancano invece gli abiti da lavoro che indossava durante il
[7:23] Speaker 2: turno e il cellulare che aveva con sé. La disposizione
[7:27] Speaker 2: di questi oggetti suggerisce che Mario non abbia completato la
[7:30] Speaker 2: normale sequenza che lo avrebbe portato fuori dalla fonderia. La
[7:34] Speaker 2: macchina è ancora nel parcheggio, le chiavi sono rimaste nello
[7:38] Speaker 2: spogliatoio e il cambio non è stato utilizzato. Non emergono
[7:41] Speaker 2: neppure preparativi compatibili con un allontanamento programmato. Le telecamere assumono
[7:47] Speaker 2: quindi un'importanza immediata. Non esiste una registrazione che documenti con
[7:52] Speaker 2: certezza Mario mentre lascia lo stabilimento dopo l'ultima telefonata. Questo
[7:56] Speaker 2: dato però non equivale ancora alla prova assoluta che non
[8:00] Speaker 2: sia uscito. Proprio il funzionamento e l'orientamento di alcune telecamere
[8:05] Speaker 2: diventeranno in seguito oggetto di ulteriori accertamenti. Anche le registrazioni
[8:10] Speaker 2: relative agli accessi non mostrano, nella fascia temporale esaminata, un
[8:14] Speaker 2: ingresso o un'uscita evidente di persone estranee che possa spiegare
[8:19] Speaker 2: facilmente la sparizione. Nelle prime ore però non c'è ancora
[8:22] Speaker 2: una scena del crimine chiaramente individuata. I familiari cercano Mario
[8:27] Speaker 2: nei diversi ambienti dello stabilimento senza trovarlo, ma gli accertamenti
[8:31] Speaker 2: più approfonditi devono ancora cominciare. In quel momento ciò che
[8:35] Speaker 2: resta è soprattutto una serie di elementi apparentemente ordinari che,
[8:39] Speaker 2: messi insieme, diventano difficili da spiegare. È su questo quadro
[8:43] Speaker 2: che si apre la fase investigativa vera e propria. Prima
[8:46] Speaker 2: ancora di stabilire chi possa aver avuto un ruolo nella scomparsa,
[8:51] Speaker 2: gli inquirenti devono rispondere a una domanda più semplice. Mario,
[8:55] Speaker 2: Ha lasciato davvero la fonderia quella sera? Oppure ciò che
[8:58] Speaker 2: gli è accaduto è avvenuto all'interno dello stabilimento? La denuncia
[9:03] Speaker 2: di scomparsa viene presentata nella notte tra l'8 e il 9 ottobre 2015.
[9:07] Speaker 2: Nelle prime ore le ricerche sono ancora concentrate sulla possibilità
[9:11] Speaker 2: di ritrovare Mario all'interno o nei dintorni della fonderia. Solo
[9:16] Speaker 2: nei giorni successivi gli accertamenti diventano più strutturati e iniziano
[9:20] Speaker 2: a prendere in considerazione scenari molto diversi tra loro. All'inizio
[9:25] Speaker 2: non viene escluso quasi nulla. Si valuta l'ipotesi di un
[9:28] Speaker 2: allontanamento volontario, di un incidente, di un suicidio, di un
[9:32] Speaker 2: rapimento a scopo di estorsione e, infine, di un omicidio.
[9:36] Speaker 2: Alcune possibilità perdono però rapidamente consistenza. Non arriva alcuna richiesta
[9:41] Speaker 2: di riscatto e dalla vita di Mario non emergono elementi
[9:44] Speaker 2: che facciano pensare alla preparazione di una fuga. Anche ciò
[9:48] Speaker 2: che ha lasciato nella fonderia rende difficile spiegare la scomparsa
[9:51] Speaker 2: come una scelta volontaria. Le ricerche all'interno dello stabilimento vengono
[9:56] Speaker 2: quindi progressivamente ampliate. La fonderia occupa circa 3.000 metri quadri e
[10:01] Speaker 2: presenta numerosi ambienti nei quali verificare la possibile presenza di
[10:05] Speaker 2: Mario o di tracce riconducibili a lui. Vengono controllate vasche,
[10:10] Speaker 2: fosse di scarico, magazzini, scarti di lavorazione, materiale grezzo e
[10:14] Speaker 2: aree interne ed esterne. Con il procedere delle indagini intervengono
[10:19] Speaker 2: anche specialisti, il RIS, e vengono utilizzati cani molecolari. Gli
[10:24] Speaker 2: accertamenti però non individuano il corpo di Mario né un
[10:27] Speaker 2: luogo evidente nel quale possa essere avvenuta un'aggressione. Non emergono
[10:31] Speaker 2: tracce biologiche direttamente riconducibili a lui che permettano di ricostruire
[10:36] Speaker 2: con certezza ciò che è successo. Questo rende ancora più
[10:39] Speaker 2: importante stabilire chi fosse presente quella sera e soprattutto quando
[10:44] Speaker 2: Mario sia stato visto per l'ultima volta. Tra gli operai
[10:47] Speaker 2: che lavorano nella fonderia l'8 ottobre ci sono Giuseppe Ghirardini,
[10:52] Speaker 2: Oscar Maggi e un operaio di nome Abu. Le loro
[10:55] Speaker 2: dichiarazioni diventano uno dei punti più delicati dell'intera indagine, perché
[11:00] Speaker 2: non coincidono perfettamente sugli ultimi minuti della presenza di Mario
[11:04] Speaker 2: nello stabilimento. Abu sostiene che Mario fosse ancora vivo intorno alle 19.30.
[11:10] Speaker 2: Nel corso delle sue dichiarazioni dirà di essere sicuro dell'orario,
[11:14] Speaker 2: perché lo avrebbe controllato mentre si trovava sul mezzo di lavoro.
[11:19] Speaker 2: La precisione di questo ricordo verrà però discussa a lungo,
[11:22] Speaker 2: anche perché alcuni dettagli utilizzati per sostenere quella certezza emergeranno
[11:27] Speaker 2: in maniera più netta soltanto molto tempo dopo. Oscar Maggi
[11:32] Speaker 2: colloca invece l'ultimo avvistamento in una fase precedente, intorno alle 19.20,
[11:37] Speaker 2: e comunque prima di alcuni eventi che diventeranno centrali nella ricostruzione.
[11:43] Speaker 2: Anche Ghirardini riferisce di aver visto Mario dirigersi verso gli spogliatoi,
[11:48] Speaker 2: In più dichiarazioni compare inoltre un particolare molto specifico. Mario
[11:52] Speaker 2: avrebbe avuto una felpa appoggiata sulle spalle. Il fatto che
[11:56] Speaker 2: diversi operai ricordino lo stesso dettaglio attira l'attenzione degli investigatori.
[12:02] Speaker 2: Non dimostra di per sé che le testimonianze siano state concordate,
[12:05] Speaker 2: ma fa nascere il sospetto che possa essere esistita una
[12:08] Speaker 2: versione comune su alcuni aspetti della serata. Il dubbio acquista
[12:13] Speaker 2: maggiore importanza dopo una conversazione intercettata il 15 ottobre, tra Maggi
[12:17] Speaker 2: e Abu. I due parlano della necessità che Ghirardini dica«
[12:22] Speaker 2: la parola uguale» e manifestano il timore che, raccontando qualcosa
[12:26] Speaker 2: di diverso, possa rovinarli. Per l'accusa, quelle frasi possono indicare
[12:31] Speaker 2: il tentativo di mantenere una versione condivisa. La spiegazione, proposta
[12:36] Speaker 2: in senso difensivo, è differente. I due avrebbero temuto che Ghirardini,
[12:41] Speaker 2: considerato da loro poco affidabile in alcuni racconti, potesse dire
[12:45] Speaker 2: qualcosa di inesatto e coinvolgerli ingiustamente. Parallelamente vengono approfondite le
[12:51] Speaker 2: immagini delle telecamere. Il 13 ottobre gli investigatori rilevano che alcuni
[12:55] Speaker 2: apparecchi risultano orientati diversamente rispetto ad altri momenti. Una telecamera
[13:01] Speaker 2: che avrebbe potuto riprendere un'area significativa del percorso verso gli spogliatoi,
[13:06] Speaker 2: quella sera, inquadra invece una zona poco utile. Alex e
[13:11] Speaker 2: Giacomo Bozzoli dispongono dei codici che consentono di accedere al
[13:14] Speaker 2: sistema di videosorveglianza. Questo elemento verrà considerato rilevante, ma non
[13:19] Speaker 2: viene trovata una prova diretta che permetta di stabilire chi
[13:23] Speaker 2: abbia materialmente modificato l'orientamento delle telecamere o quando sia stato fatto.
[13:29] Speaker 2: Le registrazioni permettono invece di ricostruire con precisione alcuni movimenti
[13:33] Speaker 2: dell'automobile di Giacomo. La Porsche Cayenne lascia la fonderia alle 19.33,
[13:40] Speaker 2: rientra alle 19.43 e nesce definitivamente alle 19.55. Giacomo spiega di essersi
[13:47] Speaker 2: inizialmente diretto verso casa e di essere poi tornato indietro
[13:51] Speaker 2: perché si sarebbe ricordato di dover dare alcune disposizioni relative
[13:55] Speaker 2: al lavoro. La rilevanza di questi movimenti dipende direttamente dall'orario
[14:00] Speaker 2: dell'ultimo avvistamento di Mario. Se la versione di Abu fosse
[14:04] Speaker 2: corretta e Mario fosse stato vivo intorno alle 19.30, il tempo
[14:09] Speaker 2: disponibile per commettere un eventuale omicidio e farne scomparire il
[14:12] Speaker 2: corpo sarebbe estremamente ridotto. Se invece l'ultimo avvistamento attendibile fosse precedente,
[14:19] Speaker 2: la sequenza temporale assumerebbe un significato diverso. In quella stessa
[14:24] Speaker 2: fascia oraria compare un altro elemento. Alle 19.21 e 34, le registrazioni
[14:30] Speaker 2: mostrano una fumata anomala provenire dal forno grande, mentre l'impianto
[14:34] Speaker 2: di aspirazione presenta dei problemi. È un dato documentato, ma
[14:39] Speaker 2: il suo significato viene interpretato in maniera opposta. Per l'accusa
[14:43] Speaker 2: diventerà uno degli elementi da collegare alla scomparsa di Mario.
[14:47] Speaker 2: Per la difesa, invece, una fumata di quel tipo non
[14:49] Speaker 2: dimostra che nel forno sia accaduto qualcosa di eccezionale. A
[14:53] Speaker 2: pochi giorni dalla scomparsa, quindi, gli investigatori si trovano davanti
[14:57] Speaker 2: a una ricostruzione ancora incompleta. Nessuna traccia del corpo, testimonianze
[15:02] Speaker 2: discordante sugli orari, telecamere con inquadrature anomale e una finestra
[15:06] Speaker 2: temporale molto ristretta. Mentre cercano di capire quale versione degli
[15:10] Speaker 2: ultimi minuti di Mario sia la più attendibile... Uno dei
[15:14] Speaker 2: testimoni più importanti del caso scompare a sua volta, Giuseppe Ghirardini.
[15:19] Speaker 2: Giuseppe Ghirardini è uno degli operai presenti nella fonderia Bozzoli
[15:23] Speaker 2: la sera dell'8 ottobre ed è addetto al Forno Grande.
[15:27] Speaker 2: Per questo, nei giorni successivi alla scomparsa di Mario, la
[15:30] Speaker 2: sua posizione diventa particolarmente importante. Può contribuire a ricostruire ciò
[15:36] Speaker 2: che è accaduto all'interno dello stabilimento e, soprattutto, ciò che
[15:40] Speaker 2: è successo nella zona del forno durante la fascia oraria decisiva.
[15:44] Speaker 2: Le ricostruzioni disponibili non coincidono perfettamente su quando Ghirardini venga
[15:49] Speaker 2: sentito per la prima volta dagli investigatori. In alcuni passaggi
[15:53] Speaker 2: viene riportata una sua dichiarazione già il 9 ottobre, mentre in
[15:57] Speaker 2: altri si fa riferimento al 14 ottobre come il giorno in
[15:59] Speaker 2: cui avrebbe dovuto essere ascoltato. Ciò che emerge con chiarezza
[16:04] Speaker 2: è che gli inquirenti intendono approfondire ulteriormente la sua versione.
[16:08] Speaker 2: Il 14 ottobre, però, Ghirardini scompare. In quelle ore contatta la sorella,
[16:14] Speaker 2: e le parla della possibilità di andare a caccia. Successivamente
[16:17] Speaker 2: si allontana con la propria Suzuki e non dà più
[16:20] Speaker 2: notizie di sé. Anche il suo telefono cellulare scompare e
[16:24] Speaker 2: non verrà mai ritrovato. L'automobile viene localizzata in Valcamonica. Nella
[16:29] Speaker 2: notte del 16 ottobre gli investigatori individuano la Suzuki, ma di
[16:33] Speaker 2: Ghirardini non c'è traccia. Le ricerche proseguono nell'area circostante e
[16:39] Speaker 2: il 18 ottobre il suo corpo viene ritrovato nei pressi di
[16:42] Speaker 2: case di viso a diversi chilometri di distanza dalla sua auto.
[16:47] Speaker 2: Sul cadavere non vengono rilevati segni evidenti di aggressione. Nella
[16:51] Speaker 2: zona vengono trovati una bottiglia, mozziconi di sigaretta e frammenti
[16:56] Speaker 2: di vetro. Saranno però l'autopsia e gli esami tossicologici a
[17:00] Speaker 2: chiarire la causa della morte. Giuseppe Ghirardini è morto per
[17:04] Speaker 2: avvelenamento da cianuro. Gli accertamenti medico- legali evidenziano una dinamica particolare.
[17:10] Speaker 2: Nel suo stomaco viene ritrovata una capsula contenente cianuro ancora integra.
[17:15] Speaker 2: Residui della stessa sostanza vengono individuati anche nella bevanda contenuta
[17:20] Speaker 2: nella bottiglia, mentre alcuni frammenti vengono ricondotti a una seconda fiala.
[17:26] Speaker 2: Sulle dita dei Ghirardini sono presenti piccole lesioni compatibili con
[17:30] Speaker 2: la rottura del contenitore. Sulla base di questi elementi gli
[17:34] Speaker 2: inquirenti ricostruiscono la morte come un suicidio. Secondo questa ipotesi,
[17:39] Speaker 2: Ghirardini avrebbe ingerito una prima capsula che non si sarebbe aperta.
[17:43] Speaker 2: In seguito avrebbe rotto una seconda fiala e assunto il
[17:46] Speaker 2: cianuro attraverso la bevanda. Gli esami non rilevano inoltre lesioni
[17:51] Speaker 2: nel cavo orale compatibili con una somministrazione forzata della sostanza.
[17:56] Speaker 2: La famiglia, tuttavia, non condivide questa conclusione. Le sorelle di
[18:01] Speaker 2: Ghirardini esprimono dubbi sull'ipotesi che Giuseppe abbia deciso volontariamente di
[18:05] Speaker 2: togliersi la vita. e arrivano a ipotizzare che qualcuno possa
[18:09] Speaker 2: avergli impedito di parlare o averlo spinto verso la morte.
[18:13] Speaker 2: Per gli inquirenti, la morte, però, rimane ricondotta al suicidio.
[18:18] Speaker 2: Un altro elemento attira l'attenzione durante gli accertamenti successivi. Nell'abitazione
[18:24] Speaker 2: di Ghirardini vengono trovati circa 4.400 euro in contanti, comprese diverse
[18:30] Speaker 2: banconote di grosso taglio. La somma viene considerata significativa anche
[18:35] Speaker 2: alla luce della sua situazione economica. Ghirardini guadagnava circa 1100 euro
[18:40] Speaker 2: al mese e aveva il conto corrente in rosso. Per
[18:43] Speaker 2: l'accusa quel denaro potrebbe rappresentare un possibile compenso legato a
[18:47] Speaker 2: quanto accaduto nella fonderia. La famiglia fornisce invece una spiegazione diversa,
[18:53] Speaker 2: sostenendo che la somma fosse stata messa da parte per
[18:56] Speaker 2: aiutare suo figlio a tornare dal Brasile. Non viene comunque
[18:59] Speaker 2: accertato chi avrebbe eventualmente consegnato quel denaro, né emerge una
[19:04] Speaker 2: prova diretta che lo colleghi alla scomparsa di Mario. Per
[19:07] Speaker 2: capire interamente la vicenda, bisogna tornare indietro di alcuni anni
[19:11] Speaker 2: e osservare come cambiano i rapporti all'interno della famiglia e
[19:15] Speaker 2: della fonderia. Secondo quanto raccontato da Irene, fino a circa il 2006,
[19:20] Speaker 2: i rapporti tra Mario e il fratello Adelio sono relativamente buoni.
[19:25] Speaker 2: La situazione comincia a modificarsi negli anni successivi. soprattutto con
[19:29] Speaker 2: il crescente coinvolgimento dei figli di Adelio nell'azienda. Nel 2007 Giacomo
[19:34] Speaker 2: entra stabilmente nella bozzoli SRL e lavora sempre più a
[19:38] Speaker 2: stretto contatto con lo zio nell'area produttiva. È proprio sul
[19:42] Speaker 2: modo di gestire la produzione che, secondo diverse testimonianze, iniziano
[19:47] Speaker 2: a emergere divergenze. Mario viene descritto come particolarmente attento alla
[19:52] Speaker 2: qualità dei materiali e alla reputazione dell'azienda, mentre Giacomo sarebbe
[19:56] Speaker 2: maggiormente orientato alla redditività. Domenico Pino, un operaio, racconterà per
[20:02] Speaker 2: esempio che Giacomo gli avrebbe offerto del denaro perché chiudesse
[20:05] Speaker 2: un occhio sulla qualità di una fornitura di ottone. Si
[20:09] Speaker 2: tratta di una dichiarazione testimoniale, non di un fatto accertato direttamente,
[20:13] Speaker 2: ma verrà considerata nel quadro dei rapporti sempre più deteriorati
[20:17] Speaker 2: tra zio e nipote. Con il passare del tempo la
[20:21] Speaker 2: tensione aumenta. Secondo le ricostruzioni raccolte, Mario e Giacomo arrivano
[20:26] Speaker 2: quasi a non parlarsi più direttamente. Anche il rapporto tra
[20:30] Speaker 2: Mario e Adelio attraversa momenti di forte conflitto. Irene riferirà
[20:34] Speaker 2: che in un'occasione il marito era tornato a casa con
[20:37] Speaker 2: il labbro gonfio e le aveva raccontato di aver litigato
[20:40] Speaker 2: con il fratello. Negli anni precedenti alla scomparsa prende inoltre
[20:45] Speaker 2: forma un progetto destinato a modificare gli equilibri economici della famiglia. Adelio,
[20:51] Speaker 2: Alex e Giacomo stanno avviando una nuova fonderia, la IFIB
[20:56] Speaker 2: di Berizzole, nella quale Mario rimane escluso. A quel punto
[21:00] Speaker 2: si apre anche il problema del futuro della bozzoli SRL,
[21:04] Speaker 2: perché bisogna stabilire se l'azienda di Marcheno debba essere venduta, sciolta,
[21:09] Speaker 2: oppure se Mario possa rilevare la quota del fratello. Secondo Irene,
[21:13] Speaker 2: Mario comincia anche a sospettare che alcune risorse della società
[21:17] Speaker 2: di Marcheno vengano utilizzate per finanziare la nuova attività. Uno
[21:22] Speaker 2: di questi ultimi riguarda la fattura trovata nell'automobile di Mario
[21:26] Speaker 2: dopo la scomparsa. Il documento, emesso il 18 settembre 2015 dalla Tecnoelettrica Lombardi,
[21:33] Speaker 2: ammonta a circa 43.900 euro ed è intestato alla bozzoli SRL.
[21:39] Speaker 2: Secondo la ricostruzione emersa nell'indagine, i lavori indicati nella fattura
[21:44] Speaker 2: riguardano però lo stabilimento IFIB di Berizzole. Mario viene a
[21:49] Speaker 2: conoscenza del documento e chiede chiarimenti. Per l'accusa questa vicenda
[21:54] Speaker 2: diventerà uno degli elementi principali del possibile movente economico. Mario
[21:59] Speaker 2: avrebbe scoperto che una spesa collegata alla nuova attività era
[22:02] Speaker 2: stata addebitata alla società di Marcheno e avrebbe deciso di
[22:05] Speaker 2: affrontare la questione. L'esistenza della fattura e la sua infestazione
[22:10] Speaker 2: sono dati documentati. Il fatto che questa scoperta abbia rappresentato
[22:14] Speaker 2: la causa immediata dell'omicidio appartiene invece alla ricostruzione accusatoria. A
[22:20] Speaker 2: questo quadro si aggiunge una testimonianza che emerge subito dopo
[22:23] Speaker 2: la scomparsa. Il 10 ottobre 2015, appena due giorni dopo l'ultimo contatto
[22:29] Speaker 2: con Mario, Jessica Gambarini, ex compagna di Giacomo, si presenta
[22:34] Speaker 2: spontaneamente dai carabinieri. Racconta che già nel 2011 Giacomo avrebbe manifestato
[22:39] Speaker 2: più volte l'intenzione di uccidere lo zio, pronunciando frasi come«
[22:43] Speaker 2: prima o poi lo uccido». Secondo Gambarini, le avrebbe anche
[22:47] Speaker 2: prospettato un piano nel quale lei avrebbe dovuto fornirgli una copertura.
[22:52] Speaker 2: Giacomo nega queste accuse. Anche l'attendibilità di Gambarini verrà valutata
[22:57] Speaker 2: con cautela dai giudici. Alcune parti del suo racconto verranno
[23:01] Speaker 2: considerate poco credibili o enfatizzate. con riferimenti a eccessi narrativi
[23:06] Speaker 2: e varietà frazionate. Il nucleo relativo alle minacce contro Mario
[23:11] Speaker 2: verrà invece ritenuto attendibile, anche perché la donna si era
[23:15] Speaker 2: presentata agli investigatori immediatamente dopo la scomparsa, quando la posizione
[23:19] Speaker 2: di Giacomo non era ancora stata definita giudiziariamente. In una
[23:24] Speaker 2: prima fase l'indagine non riguarda solo lui. Anche Alex Bozzoli,
[23:28] Speaker 2: Oscar Maggi e Abu entreranno nel quadro investigativo. Progressivamente però,
[23:35] Speaker 2: su Giacomo si concentra un insieme di elementi differenti. I
[23:38] Speaker 2: contrasti familiari e professionali con Mario, il progetto IFIB, la fattura,
[23:43] Speaker 2: le dichiarazioni sulle presunte minacce e la sua presenza in
[23:47] Speaker 2: fonderia nella fascia oraria decisiva. Questi elementi non spiegano ancora
[23:51] Speaker 2: come Mario sia stato ucciso né che fine abbia fatto
[23:54] Speaker 2: il suo corpo, ma sono quelli che nel corso delle
[23:57] Speaker 2: indagini porteranno gli inquirenti a considerare Giacomo il principale sospettato.
[24:02] Speaker 2: A questo punto dell'indagine resta aperto il problema più difficile.
[24:07] Speaker 2: Se Mario è stato ucciso all'interno della fonderia, che fine
[24:10] Speaker 2: ha fatto il suo corpo? L'ipotesi che progressivamente assume maggiore
[24:14] Speaker 2: importanza è quella del forno grande, lo stesso impianto dal
[24:18] Speaker 2: quale la sera dell'8 ottobre era stata osservata una fumata anomala.
[24:23] Speaker 2: Inizialmente la teoria appare plausibile perché permetterebbe di spiegare l'assenza
[24:27] Speaker 2: del cadavere, ma per trasformarla in una ricostruzione concreta servono
[24:32] Speaker 2: riscontri tecnici e proprio su questo punto emergono le maggiori difficoltà.
[24:37] Speaker 2: Gli specialisti esaminano i forni, le scorie e i residui
[24:40] Speaker 2: di lavorazione. Il medico legale e il suo gruppo cercano
[24:44] Speaker 2: frammenti ossei, protesi dentarie e altri materiali che potrebbero sopravvivere
[24:48] Speaker 2: alla distruzione di un corpo. Le analisi però non portano
[24:52] Speaker 2: al ritrovamento di resti umani certamente attribuibili a Mario. Nessun
[24:56] Speaker 2: elemento permette quindi in quella fase di di dimostrare che
[24:59] Speaker 2: il suo corpo sia stato introdotto nel forno. In questo
[25:03] Speaker 2: contesto acquista rilievo anche un episodio che riguarda Oscar Maggi.
[25:07] Speaker 2: Nel dicembre 2015 l'operaio ammette di aver chiesto a una cugina
[25:11] Speaker 2: dentista a quale temperatura affonda il titanio utilizzato nelle protesi.
[25:16] Speaker 2: Per gli investigatori la domanda è su aspetta, perché eventuali
[25:20] Speaker 2: componenti metalliche avrebbero potuto rappresentare una delle poche tracce residue.
[25:25] Speaker 2: Maggi sostiene però che la curiosità fosse nata semplicemente dalle
[25:29] Speaker 2: notizie ormai diffuse sul caso. La teoria del forno incontra
[25:33] Speaker 2: anche un ostacolo tecnico. Una consulenza mette in dubbio che
[25:36] Speaker 2: un corpo umano possa essere introdotto nel metallo fuso senza
[25:40] Speaker 2: provocare conseguenze molto evidenti. La grande quantità di acqua contenuta
[25:44] Speaker 2: nei tessuti, secondo questa valutazione, avrebbe potuto produrre una reazione
[25:49] Speaker 2: violenta fino a una possibile esplosione. Questi dubbi indeboliscono per
[25:53] Speaker 2: un periodo l'ipotesi originaria. Viene allora valutata anche un'altra possibilità.
[25:59] Speaker 2: Mario potrebbe essere stato ucciso nella fonderia e il corpo
[26:02] Speaker 2: trasportato successivamente all'esterno. Ma anche questa ricostruzione appresenta problemi, perché
[26:07] Speaker 2: nell'automobile di Giacomo non vengono trovate tracce riconducibili a un
[26:11] Speaker 2: cadavere e nessun testimone assiste a un trasporto. Durante il
[26:16] Speaker 2: processo la questione viene quindi riesaminata. Il 19 gennaio 2002 la Corte
[26:21] Speaker 2: affida una nuova perizia al medico legale e all'ingegnere metallurgico.
[26:26] Speaker 2: Ai due esperti viene chiesto di affrontare tre problemi distinti.
[26:30] Speaker 2: Se un uomo delle dimensioni di Mario, alto circa 1,83 m
[26:34] Speaker 2: e del peso di circa 85 kg, possa fisicamente entrare nel forno,
[26:39] Speaker 2: quali effetti avrebbe il contatto del corpo con il metallo
[26:42] Speaker 2: fuso e se i resti possano essere distrutti fino a
[26:45] Speaker 2: diventare difficili da riconoscere. Le conclusioni differiscono da quelle emerse
[26:50] Speaker 2: in precedenza. Secondo i periti, un corpo delle dimensioni di
[26:54] Speaker 2: Mario avrebbe potuto essere introdotto nell'impianto, anche flettendo gli arti inferiori. Inoltre,
[27:00] Speaker 2: non viene ritenuto scientificamente dimostrato che il contatto con il
[27:03] Speaker 2: metallo fuso avrebbe necessariamente provocato un'esplosione devastante. Per verificare concretamente
[27:09] Speaker 2: questa possibilità, viene disposto un esperimento giudiziale. Il 27 aprile 2022, in
[27:16] Speaker 2: un'altra fonderia, viene utilizzato un maiale di dimensioni ridotte come
[27:20] Speaker 2: modello in scala rispetto al corpo di Mario. L'animale, già morto,
[27:25] Speaker 2: viene avvolto in un tessuto per simulare la presenza degli
[27:28] Speaker 2: abiti e introdotto nel metallo fuso. L'esperimento produce fumo e
[27:33] Speaker 2: un odore intenso nelle vicinanze del forno, ma non un'esplosione
[27:37] Speaker 2: catastrofica ipotizzata nella prima consulenza. Al termine rimangono piccoli frammenti ossei,
[27:44] Speaker 2: molto friabili e difficili da distinguere dalle normali scorie di lavorazione.
[27:49] Speaker 2: Il 29 giugno i periti presentano le loro conclusioni. Secondo la
[27:53] Speaker 2: loro valutazione, rapportando l'esperimento alle dimensioni di Mario, un corpo
[27:58] Speaker 2: umano avrebbe potuto essere sostanzialmente distrutto nel forno nel giro
[28:03] Speaker 2: di poche ore. Questo risultato restituisce forza alla ricostruzione dell'accusa,
[28:08] Speaker 2: ma non prova ciò che è accaduto a Mario. L'esperimento
[28:12] Speaker 2: dimostra che l'introduzione e la distruzione di un corpo nel
[28:15] Speaker 2: forno erano tecnicamente possibili. Non dimostra che Mario Bozzoli sia
[28:20] Speaker 2: stato realmente introdotto in quell'impianto. Il procedimento che porta Giacomo
[28:25] Speaker 2: Bozzoli a processo si sviluppa nell'arco di diversi anni. In
[28:29] Speaker 2: una prima fase, nel quadro investigativo, compaiono anche Alex Bozzoli,
[28:33] Speaker 2: Oscar Maggi e Abu. Le ricostruzioni disponibili non coincidono perfettamente
[28:39] Speaker 2: sulla data in cui vengono formalmente iscritti tra gli indagati.
[28:43] Speaker 2: Alcuni passaggi fanno riferimento al dicembre 2015, altri al 18 dicembre 2016. Ciò
[28:50] Speaker 2: che emerge con maggiore chiarezza è che con il proseguire
[28:52] Speaker 2: delle indagini, la posizione di Giacomo assume un rilievo diverso
[28:57] Speaker 2: rispetto alle altre. Il 24 marzo 2020 viene richiesto il suo rinvio
[29:01] Speaker 2: a giudizio. Le contestazioni riguardano l'omicidio volontario aggravato dalla premeditazione
[29:07] Speaker 2: e dalla distruzione di cadavere. Per Alex, Maggi e Abu,
[29:11] Speaker 2: in quella fase, viene invece richiesta l'archiviazione relativamente all'ipotesi di
[29:16] Speaker 2: un loro concorso nell'omicidio, perché gli elementi raccolti non vengono
[29:20] Speaker 2: ritenuti sufficienti per sostenere la stessa accusa. Il processo contro
[29:25] Speaker 2: Giacomo è fondato soprattutto sulla valutazione di un insieme di indizi.
[29:29] Speaker 2: Non esiste un testimone che abbia assistito all'omicidio Il corpo
[29:32] Speaker 2: di Mario non è mai stato ritrovato e non viene
[29:35] Speaker 2: individuata un'arma del delitto. Mancano inoltre tracce biologiche dirette che
[29:40] Speaker 2: permettano di stabilire con certezza dove sia avvenuta l'aggressione. Questo
[29:45] Speaker 2: non rende il procedimento privo di prove. Significa che la
[29:48] Speaker 2: responsabilità deve essere valutata attraverso la convergenza di elementi diversi,
[29:52] Speaker 2: nessun dei quali, isolatamente, ricostruisce l'intera dinamica. Durante il dibattito
[29:58] Speaker 2: vengono ascoltati 135 testimoni, oltre a consulenti e periti. L'accusa utilizza
[30:04] Speaker 2: gli elementi emersi negli anni precedenti per costruire una ricostruzione unitaria.
[30:09] Speaker 2: I contrasti familiari ed economici, la nascita della IFIB, la
[30:13] Speaker 2: fattura scoperta da Mario e le dichiarazioni di Jessica Gambarini
[30:17] Speaker 2: vengono interpretati come elementi utili a individuare un possibile movente
[30:21] Speaker 2: e una precedente ostilità di Giacomo nei confronti dello zio.
[30:25] Speaker 2: A ciò si aggiunge ciò che accade la sera dell'8 ottobre.
[30:28] Speaker 2: Per l'accusa, la presenza di Giacomo nello stabilimento durante la
[30:32] Speaker 2: fascia temporale decisiva, i movimenti della sua automobile, le anomalie
[30:36] Speaker 2: riscontrate nelle telecamere e la fumata proveniente dal forno devono
[30:40] Speaker 2: essere letti insieme. Anche le versioni non coincidenti degli operai
[30:45] Speaker 2: e il successivo comportamento di Giuseppe Ghirardini vengono inseriti nella
[30:49] Speaker 2: stessa ricostruzione. Secondo la ricostruzione finale dell'accusa, Giacomo avrebbe premeditato
[30:55] Speaker 2: l'omicidio dello zio, lo avrebbe ucciso all'interno della fonderia e
[30:59] Speaker 2: il corpo sarebbe stato successivamente distrutto nel forno. Nella fase
[31:04] Speaker 2: successiva alla morte di Mario, l'accusa ritiene possibile anche il
[31:07] Speaker 2: coinvolgimento di altre persone, attribuendo in particolare a Ghirardini un
[31:12] Speaker 2: ruolo collegato alla distruzione del cadavere. La difesa legge gli
[31:17] Speaker 2: stessi elementi in maniera opposta. Il primo punto è ciò
[31:20] Speaker 2: che continua a Nessun corpo, nessun'arma, nessun sangue o DNA
[31:25] Speaker 2: che colleghi direttamente Giacomo a un'aggressione e nessun resto umano
[31:29] Speaker 2: certamente attribuibile a Mario all'interno del forno. Anche la cronologia
[31:34] Speaker 2: viene contestata. Se fosse attendibile la versione di Abu, secondo
[31:39] Speaker 2: cui Mario era ancora vivo intorno alle 19.30, il tempo disponibile
[31:43] Speaker 2: per commettere l'omicidio e farne scomparire il corpo sarebbe estremamente limitato.
[31:49] Speaker 2: La difesa valorizza inoltre i dati del contapassi del telefono
[31:52] Speaker 2: di Giacomo, sostenendo che siano compatibili con gli spostamenti da
[31:55] Speaker 2: lui raccontati all'interno dello stabilimento. Lo stesso metodo viene applicato
[32:00] Speaker 2: agli altri indizi. La telecamera orientata in modo anomalo non
[32:04] Speaker 2: dimostra chi l'abbia spostata. La fumata del forno dimostra che
[32:08] Speaker 2: si sia verificato un fenomeno anomalo, non che fosse legato
[32:11] Speaker 2: a un corpo umano. L'esperimento del 22 dimostra una possibilità tecnica
[32:16] Speaker 2: non ciò che è realmente accaduto l'8 ottobre. Le dichiarazioni
[32:20] Speaker 2: di Jessica Gambarini, infine, vengono contestate dalla difesa richiamando le
[32:24] Speaker 2: parti del suo racconto che gli stessi giudici considereranno poco
[32:28] Speaker 2: credibili o enfatizzate. Il processo si concentra quindi non tanto
[32:33] Speaker 2: sull'esistenza dei singoli elementi, quanto al significato da attribuire a
[32:37] Speaker 2: loro insieme. Per l'accusa, quelle circostanze convergono tutte verso Giacomo.
[32:42] Speaker 2: Per la difesa, ciascuna conserva spiegazioni alternative Il 28 settembre 2022 i
[32:52] Speaker 2: pubblici ministeri richiedono l'ergastolo. Il 30 settembre la Corte d'Assise di
[32:57] Speaker 2: Brescia dichiara Giacomo Bozzoli colpevole di omicidio volontario e distruzione
[33:02] Speaker 2: di cadavere. La pena è l'ergastolo con 12 mesi di isolamento diurno.
[33:07] Speaker 2: Vengono inoltre riconosciute provvisionali alla moglie e ai figli di
[33:11] Speaker 2: Mario e vengono trasmessi alcuni atti per valutare separatamente eventuali
[33:15] Speaker 2: responsabilità di altre persone. La Corte non individua una singola
[33:20] Speaker 2: prova capace di spiegare da sola il delitto, ritiene però
[33:23] Speaker 2: che considerati complessivamente gli indizi siano gravi e concordanti e
[33:28] Speaker 2: che consentano di superare il ragionevole dubbio sulla responsabilità di Giacomo.
[33:33] Speaker 2: La decisione è ancora di primo grado. La difesa la
[33:36] Speaker 2: impugna e il caso passa alla fase successiva del giudizio.
[33:40] Speaker 2: Il procedimento arriva così davanti alla Corte d'Assise d'Appello, che
[33:43] Speaker 2: il 17 novembre 2023 conferma l'ergastolo. Nelle motivazioni i giudici ritengono coerente
[33:50] Speaker 2: la ricostruzione secondo cui Mario sarebbe stato ucciso all'interno della
[33:54] Speaker 2: fonderia e il suo corpo successivamente distrutto. Anche il ruolo
[33:58] Speaker 2: di Giuseppe Ghirardini viene nuovamente rivalutato. Secondo la ricostruzione accolta
[34:03] Speaker 2: in appello, avrebbe avuto una funzione almeno nella fase successiva all'omicidio,
[34:07] Speaker 2: collegata alla distruzione del cadavere. Il quadro indiziario viene quindi
[34:12] Speaker 2: considerato sufficiente a confermare la responsabilità di Giacomo. La sentenza
[34:17] Speaker 2: però non è ancora definitiva, rimane in giudizio davanti alla
[34:20] Speaker 2: Corte di Cassazione. Il 23 giugno 2024, pochi giorni prima della decisione,
[34:27] Speaker 2: Giacomo lascia l'Italia insieme alla compagna e al figlio. Nei
[34:31] Speaker 2: giorni successivi la famiglia si sposta in Spagna e il 30
[34:34] Speaker 2: giugno risulta aver soggiornato in un hotel a Marbella. In
[34:37] Speaker 2: quel momento la condanna non è ancora definitiva e Giacomo
[34:41] Speaker 2: non è ancora destinatario dell'ordine di esecuzione dell'ergastolo. Il 1 luglio 2024
[34:46] Speaker 2: la Corte di Cassazione conferma definitivamente la condanna. Da quel
[34:52] Speaker 2: momento la sentenza diventa esecutiva. Quando i carabinieri si presentano
[34:56] Speaker 2: per procedere all'arresto, Giacomo non viene trovato e viene avviata
[35:00] Speaker 2: la ricerca anche a livello internazionale. Secondo la ricostruzione successiva
[35:05] Speaker 2: degli spostamenti, Giacomo sarebbe rientrato da solo in Italia il 4 luglio.
[35:10] Speaker 2: Rimane però irreperibile ancora per alcuni giorni. L' 11 luglio i
[35:14] Speaker 2: carabinieri raggiungono la sua abitazione di Soiano. Notano che all'interno
[35:19] Speaker 2: della casa è in funzione l'aria condizionata e decidono di entrare.
[35:23] Speaker 2: Giacomo viene trovato nascosto nel cassettone sotto il letto matrimoniale.
[35:27] Speaker 2: Con lui ci sono circa 50.000 euro in contanti. Gli investigatori
[35:32] Speaker 2: interpretano quella disponibilità di denaro come un possibile elemento compatibile
[35:36] Speaker 2: con la preparazione di un nuovo allontanamento. Dopo il ritrovamento,
[35:40] Speaker 2: Giacomo viene arrestato e trasferito in carcere per iniziare a
[35:43] Speaker 2: scontare la condanna definitiva all'ergastolo. Con questo passaggio si conclude
[35:48] Speaker 2: il procedimento principale nei suoi confronti. ma non tutte le
[35:51] Speaker 2: posizioni collegate alla vicenda giudiziaria risultano definite. Nel 2025 torna infatti
[35:58] Speaker 2: al centro dell'attenzione Oscar Maggi, uno degli operai presenti nella
[36:01] Speaker 2: fonderia la sera della scomparsa. Già coinvolto nelle indagini iniziali
[36:06] Speaker 2: e successivamente uscito dal procedimento principale, Maggi viene rinviato a
[36:10] Speaker 2: giudizio con l'accusa di concorso nell'omicidio di Mario e sceglie
[36:14] Speaker 2: il rito abbreviato. La procura chiede per lui una condanna
[36:17] Speaker 2: a 30 anni. Il 17 dicembre 2015 però il giudice lo assolve per
[36:23] Speaker 2: non aver commesso il fatto. Secondo la decisione non risulta
[36:27] Speaker 2: provato che Maggi fosse presente nel momento in cui Mario
[36:30] Speaker 2: viene ucciso né che abbia partecipato alla distruzione del cadavere.
[36:35] Speaker 2: Si tratta di un procedimento autonomo e la soluzione di
[36:38] Speaker 2: Maggi non modifica in alcun modo la condanna definitiva di
[36:41] Speaker 2: Giacomo Bozzoli. Alla fine quindi un punto è stato stabilito
[36:45] Speaker 2: in via definitiva e Giacomo Bozzoli è stato condannato per
[36:49] Speaker 2: l'omicidio dello zio. Restano però passaggi materiali che non sono
[36:52] Speaker 2: stati mai ricostruiti attraverso una prova diretta. Il corpo di
[36:56] Speaker 2: Mario non è mai stato ritrovato, l'arma del delitto non
[36:59] Speaker 2: è stata identificata e nessuno ha assistito direttamente alla distruzione
[37:03] Speaker 2: del cadavere. La vicenda giudiziaria ha quindi individuato il responsabile
[37:08] Speaker 2: senza riuscire a ricostruire in ogni dettaglio ciò che accadde
[37:12] Speaker 2: dentro la fonderia di Marcheno la sera dell'8 ottobre 2015.

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