# 44 La Storia di Silvia Caramazza

An episode of [Crime Scene Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1839917426), 27 Jul 2026, 32 min.

Audio: https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/pdcn.co/e/api.spreaker.com/download/episode/73060026/ep44_finale.mp3

Nel giugno 2013, Silvia Caramazza smette improvvisamente di dare notizie di sé, mentre dal suo telefono e dai suoi profili social continuano ad arrivare messaggi che le amiche trovano subito insoliti. Convinta che qualcosa non torni, la cerchia più vicina decide di rivolgersi alla polizia. Ha così inizio un'indagine che porterà alla luce una relazione segnata da controllo, manipolazione e inquietanti contraddizioni.

## Transcript

[0:16] Speaker 2: Da diversi giorni le amiche di Silvia Caramazza cercano di
[0:19] Speaker 2: mettersi in contatto con lei, ma non riescono mai a
[0:22] Speaker 2: sentirla direttamente. Telefonano, inviano messaggi e controllano i suoi profili social,
[0:28] Speaker 2: senza ottenere una risposta riconoscibile. Al suo posto interviene spesso
[0:32] Speaker 2: il compagno, Giulio Caria, che fornisce spiegazioni ogni volta diverse.
[0:37] Speaker 2: Prima sostiene che Silvia voglia essere lasciata sola. poi che
[0:41] Speaker 2: sia partita per una vacanza, che si trovi in Grecia,
[0:44] Speaker 2: in Sicilia o da alcuni parenti. Nessuno, però, riesce ad
[0:48] Speaker 2: avere una conferma dalla donna. Anche dai suoi telefoni e
[0:51] Speaker 2: dai suoi profili cominciano ad arrivare comunicazioni insolite. In un
[0:56] Speaker 2: post pubblicato su Facebook, Silvia annuncia di star pensando al matrimonio,
[1:00] Speaker 2: parla di una partenza e avverte che terrà spenti entrambi
[1:03] Speaker 2: i cellulari. Il contenuto potrebbe sembrare rassicurante, ma chi la
[1:07] Speaker 2: conosce bene nota subito qualcosa di strano. Il testo contiene
[1:12] Speaker 2: errori grammaticali ed espressioni lontane dal modo di scrivere di Silvia,
[1:16] Speaker 2: una donna colta e appassionata di lettura. Le sue amiche sanno, inoltre,
[1:22] Speaker 2: che poco prima di sparire aveva espresso la volontà di
[1:25] Speaker 2: interrompere la relazione con Giulio. L'idea che abbia deciso improvvisamente
[1:29] Speaker 2: di sposarlo e di partire con lui appare quindi poco credibile.
[1:33] Speaker 2: Quando cercano di insistere, Caria continua a trovare nuove giustificazioni.
[1:38] Speaker 2: Silvia non vuole parlare, è stanca, desidera allontanarsi da tutti.
[1:42] Speaker 2: Le spiegazioni cambiano continuamente e il comportamento dell'uomo alimenta sempre
[1:47] Speaker 2: di più i sospetti. Claudia e Marina decidono così di
[1:50] Speaker 2: rivolgersi alla polizia. Non possono ancora affermare con certezza che
[1:54] Speaker 2: Silvia sia scomparsa ma sono convinte che quei messaggi non
[1:58] Speaker 2: siano stati scritti da lei e che il compagno stia
[2:01] Speaker 2: nascondendo qualcosa. Ci sono storie che restano sepolte sotto il silenzio,
[2:08] Speaker 2: ma su questo canale le riportiamo alla luce. Benvenuti su
[2:11] Speaker 2: Crime Scene, il podcast dove ogni delitto lascia una traccia
[2:14] Speaker 2: e ogni traccia racconta una verità. La giustizia inizia dal
[2:17] Speaker 2: racconto e ogni storia ha il diritto di essere ascoltata.
[2:22] Speaker 2: Silvia Caramazza nasce a Bologna il 6 gennaio 1974. È figlia unica
[2:24] Speaker 2: di Giuliano e Ines. e cresce in una famiglia benestante,
[2:31] Speaker 2: in un ambiente in cui lo studio, l'impegno e l'indipendenza
[2:35] Speaker 2: personale hanno un valore centrale. Il padre è un ginecologo
[2:39] Speaker 2: molto conosciuto e stimato in città, mentre Silvia viene educata
[2:42] Speaker 2: fin da giovane a costruirsi un percorso proprio, senza limitarsi
[2:46] Speaker 2: alla sicurezza economica garantita dalla famiglia. Si iscrive alla facoltà
[2:51] Speaker 2: di economia, si laurea e intraprende la professione di commercialista.
[2:56] Speaker 2: È un lavoro impegnativo che richiede precisione, responsabilità e grande attenzione,
[3:00] Speaker 2: ma Silvia riesce ad affermarsi e a raggiungere una piena autonomia.
[3:04] Speaker 2: La carriera però non racconta da sola chi è. Accanto
[3:07] Speaker 2: alla parte più razionale e organizzata della sua personalità, ce
[3:11] Speaker 2: n'è una profondamente creativa. Silvia legge molto, ama la letteratura
[3:15] Speaker 2: e scrive poesie, racconti e riflessioni. Con la diffusione di
[3:19] Speaker 2: internet apre un blog, chiamato Latte Versato, nel quale raccoglie
[3:24] Speaker 2: pensieri personali e testi letterari. Non tutto ciò che pubblica
[3:28] Speaker 2: è direttamente autobiografico, ma quelle pagine mostrano la sua sensibilità
[3:32] Speaker 2: e il bisogno di affidare alla scrittura ciò che nella
[3:35] Speaker 2: vita quotidiana tende a trattenere. Chi la conosce la descrive
[3:38] Speaker 2: come una donna attenta, indipendente e riservata. Tiene molto al
[3:43] Speaker 2: proprio aspetto, ama vestirsi con cura e cambiare stile. Porta
[3:47] Speaker 2: i capelli lunghi e sceglie abiti e gioielli con gusto,
[3:50] Speaker 2: senza eccessi. Tra gli oggetti a cui è più legata
[3:53] Speaker 2: c'è un anello appartenuto alla madre, importante soprattutto per il
[3:57] Speaker 2: suo valore affettivo e per il legame con la storia
[3:59] Speaker 2: della famiglia. Anche la sua vita personale attraversa momenti difficili.
[4:04] Speaker 2: Silvia si sposa, ma il matrimonio dura soltanto sei mesi.
[4:07] Speaker 2: La fine della relazione la colpisce profondamente e apre un
[4:11] Speaker 2: periodo di forte sofferenza. Poco dopo perde anche la madre,
[4:15] Speaker 2: uno dei suoi principali punti di riferimento. Nonostante continui a
[4:18] Speaker 2: lavorare e a mantenere la propria indipendenza, comincia a mettere
[4:22] Speaker 2: in discussione molte delle scelte compiute fino a quel momento.
[4:26] Speaker 2: Con il passare del tempo anche la professione di commercialista
[4:29] Speaker 2: smette di darle le soddisfazioni che si aspettava. Silvia avverte
[4:33] Speaker 2: sempre di più il peso di un lavoro rigido nel
[4:35] Speaker 2: quale ogni errore può avere conseguenze importanti. Decide quindi di
[4:39] Speaker 2: cambiare strada e di avvicinarsi a un'attività più dinamica e
[4:43] Speaker 2: più vicina al contatto con le persone. Lascia progressivamente il
[4:47] Speaker 2: lavoro di commercialista e diventa agente immobiliare, ottenendo inizialmente buoni risultati.
[4:53] Speaker 2: Questa scelta dimostra la sua capacità di rimettersi in discussione.
[4:57] Speaker 2: Silvia non rinuncia a una posizione stabile perché incapace di
[5:00] Speaker 2: andare avanti, ma perché prova a costruirsi una vita più
[5:03] Speaker 2: adatta a ciò che sente di volere. È una decisione coraggiosa,
[5:07] Speaker 2: presa in un periodo in cui altre difficoltà stanno già accumulandosi.
[5:11] Speaker 2: Le condizioni di salute del padre, Giuliano, infatti, peggiorano. L'uomo
[5:16] Speaker 2: inizia a manifestare problemi sempre più seri e arriva quasi
[5:19] Speaker 2: a non riconoscere la figlia. Silvia si occupa di lui,
[5:22] Speaker 2: segue le necessità quotidiane e cerca di adattare la casa
[5:25] Speaker 2: alle sue condizioni. Alcuni parenti le suggeriscono di affidarlo a
[5:30] Speaker 2: una struttura specializzata, ma lei preferisce continuare a seguirlo personalmente.
[5:35] Speaker 2: Negli stessi anni Silvia deve quindi affrontare la fine del matrimonio,
[5:38] Speaker 2: la morte della madre, la malattia del padre e un
[5:41] Speaker 2: profondo cambiamento professionale. A tutto questo si aggiunge il deterioramento
[5:46] Speaker 2: dei rapporti con alcuni familiari. Le responsabilità aumentano e lei
[5:50] Speaker 2: comincia a sentirsi sempre più stanca e sola. Inizia a
[5:54] Speaker 2: soffrire di ansia, si rivolge a uno psicoterapeuta e assume psicofarmaci.
[5:59] Speaker 2: Lo stress si riflette anche sul rapporto con il cibo,
[6:02] Speaker 2: che diventa un modo per scaricare parte del dolore e
[6:04] Speaker 2: della tensione accumulati. Si tratta però di un periodo di vulnerabilità,
[6:10] Speaker 2: non della definizione complessiva della sua personalità. Descrivere Silvia soltanto
[6:15] Speaker 2: come una donna fragile sarebbe infatti riduttivo. Aveva studiato, costruito
[6:19] Speaker 2: una carriera, raggiunto l'indipendenza economica e affrontato più volte la
[6:23] Speaker 2: necessità di ricominciare. A sostenerla rimangono soprattutto alcune amiche, tra
[6:28] Speaker 2: cui Claudia e Marina. Con loro Silvia conserva rapporti profondi,
[6:33] Speaker 2: anche se non racconta sempre fino in fondo ciò che
[6:35] Speaker 2: sta vivendo. Sono persone che conoscono bene il suo carattere,
[6:40] Speaker 2: il suo modo di parlare e soprattutto il suo modo
[6:42] Speaker 2: di scrivere. Proprio questa conoscenza permetterà loro, dopo la sua scomparsa,
[6:47] Speaker 2: di capire che i messaggi inviati dal suo telefono non
[6:50] Speaker 2: possono essere stati scritti da lei. Nel 2011 Silvia ha 37 anni,
[6:55] Speaker 2: ha cambiato lavoro, si occupa del padre malato e cerca
[6:58] Speaker 2: di rimettere ordine in una vita segnata da perdite e trasformazioni.
[7:03] Speaker 2: Per rendere più semplice la quotidianità di Giuliano... decide di
[7:07] Speaker 2: avviare alcuni lavori nella sua abitazione ed è proprio mentre
[7:11] Speaker 2: cerca ancora una volta di prendersi cura di qualcuno che
[7:14] Speaker 2: incontra Giulio Caria Giulio è più giovane di lei e
[7:17] Speaker 2: proviene da un ambiente molto diverso non ha seguito lo
[7:20] Speaker 2: stesso percorso di studi e svolge un lavoro pratico e
[7:23] Speaker 2: manuale all'inizio però queste differenze non rappresentano un problema Silvia
[7:28] Speaker 2: vede in lui una persona concreta disponibile e capace di
[7:31] Speaker 2: occuparsi di incombenze che in quel periodo le pesano sempre
[7:35] Speaker 2: di più Giulio non si limita a seguire i lavori,
[7:39] Speaker 2: le offre aiuto, si rende presente, la accompagna nelle commissioni
[7:43] Speaker 2: e si propone come qualcuno su cui poter fare affidamento.
[7:47] Speaker 2: Silvia si sente sovraccarica e spesso sola nelle decisioni da prendere.
[7:52] Speaker 2: L'attenzione di Giulio arriva quindi in un momento in cui
[7:55] Speaker 2: lei ha bisogno soprattutto di sostegno. La loro frequentazione inizia rapidamente,
[8:01] Speaker 2: lui si mostra premuroso, la ascolta e parla di un
[8:04] Speaker 2: futuro insieme. Quando nel dicembre del 2011 muore anche Giuliano, Silvia
[8:09] Speaker 2: perde l'ultimo genitore e deve occuparsi da sola del lutto,
[8:13] Speaker 2: della casa e della gestione dei beni familiari. In questa
[8:16] Speaker 2: fase Giulio diventa ancora più centrale. Continua a seguire i lavori,
[8:20] Speaker 2: trascorre sempre più tempo con lei e si trasferisce progressivamente
[8:23] Speaker 2: nella sua abitazione, fino a creare una convivenza di fatto.
[8:28] Speaker 2: La prima fase della relazione appare positiva. Giulio riempie Silvia
[8:32] Speaker 2: di attenzioni, le dichiara il proprio amore e si presenta
[8:35] Speaker 2: come una presenza protettiva. Lei, reduce da anni difficili, si
[8:39] Speaker 2: lascia coinvolgere dalla sensazione di avere finalmente qualcuno accanto. Quello
[8:44] Speaker 2: che inizialmente sembra un rapporto fondato sull'aiuto reciproco, però, comincia
[8:49] Speaker 2: presto a mostrare aspetti sempre più anomali. Uno dei primi
[8:52] Speaker 2: episodi riguarda un anello di grande valore, appartenuto alla madre
[8:56] Speaker 2: di Silvia. Il gioiello scompare senza una spiegazione. Qualche tempo
[9:00] Speaker 2: dopo Giulio le regala un anello identico, sostenendo di averlo
[9:04] Speaker 2: fatto realizzare appositamente per lei. Presenta il gesto come una
[9:08] Speaker 2: prova di amore e come un modo per restituirle simbolicamente
[9:12] Speaker 2: qualcosa che aveva perduto. Non è possibile stabilire con certezza
[9:16] Speaker 2: che sia stato lui a far sparire il primo anello,
[9:19] Speaker 2: ma l'episodio assumerà un significato importante negli sviluppi successivi del caso.
[9:24] Speaker 2: In un'altra occasione, Silvia torna a casa convinta di essere
[9:27] Speaker 2: sola e inizia a chiacchierare insieme a una sua amica,
[9:31] Speaker 2: ma trova Giulio nascosto dentro un armadio, tra i suoi vestiti,
[9:34] Speaker 2: mentre mangia dei panini alla Nutella. Lei rimane sconvolta, ma
[9:38] Speaker 2: lui minimizza, scherza e trasforma l'accaduto in un episodio apparentemente innocuo.
[9:43] Speaker 2: Anche questo comportamento, inizialmente liquidato come una stranezza, rivela una
[9:48] Speaker 2: presenza sempre più invasiva all'interno della casa. Nel frattempo i
[9:53] Speaker 2: lavori nell'abitazione del padre cambiano completamente dimensione. Quello che doveva
[9:57] Speaker 2: essere un intervento limitato si trasforma in una ristrutturazione lunga
[10:02] Speaker 2: e costosa. Parti già completate vengono modificate o rifatte. I
[10:07] Speaker 2: preventivi aumentano e il cantiere non sembra mai arrivare alla conclusione.
[10:11] Speaker 2: Silvia definisce quei lavori la tela di Penelope, perché ha
[10:15] Speaker 2: l'impressione che si continui a fare e disfare senza concludere nulla.
[10:19] Speaker 2: Nonostante le spese crescenti, continua a pagare perché si fida
[10:23] Speaker 2: del compagno e presume che gli interventi siano necessari. Dalle
[10:27] Speaker 2: indagini emergerà che circa 104.000 euro erano stati destinati alla ristrutturazione.
[10:32] Speaker 2: e che nell'arco di un anno e mezzo circa 125.000 euro
[10:37] Speaker 2: erano stati transitati dal conto di Silvia a quello di Caria.
[10:41] Speaker 2: Giulio trae quindi vantaggi sempre maggiori dalla relazione. Vive nella
[10:45] Speaker 2: casa di Silvia, ottiene incarichi grazie a lei e accede
[10:49] Speaker 2: alle sue risorse economiche. Il rapporto diventa progressivamente sbilanciato. Silvia paga,
[10:55] Speaker 2: ospita e finanzia, mentre lui consolida la propria posizione nella
[10:59] Speaker 2: sua vita. Parallelamente comincia a manifestare un forte risentimento per
[11:04] Speaker 2: le differenze culturali e sociali tra di loro. La accusa
[11:07] Speaker 2: di sentirsi superiore, di umiliarlo perché è laureata, colta e
[11:12] Speaker 2: proviene da una famiglia merestante. Le prime stranezze lasciano così
[11:16] Speaker 2: spazio a una gelosia sempre più evidente. Giulio vuole sapere
[11:20] Speaker 2: dove si trova Silvia, con chi parla e quando tornerà.
[11:23] Speaker 2: La chiama ripetutamente, le invia numerosi messaggi e reagisce con
[11:27] Speaker 2: scenate quando lei trascorre del tempo senza di lui. Risponde
[11:31] Speaker 2: anche al telefono al posto suo e interviene nelle sue
[11:34] Speaker 2: comunicazioni come se fosse normale. La sorveglianza si estende presto
[11:39] Speaker 2: all'interno della casa. Caria aveva già ricevuto due denunce da
[11:43] Speaker 2: clienti che lo accusavano di aver collocato microspie nelle loro
[11:46] Speaker 2: abitazioni durante alcuni lavori. Lo stesso metodo viene utilizzato anche
[11:51] Speaker 2: con Silvia. Giulio installa telecamere senza il suo consenso e
[11:55] Speaker 2: nasconde una microspia persino nella sua borsa. in modo da
[11:58] Speaker 2: seguirne gli spostamenti e ascoltarne le conversazioni. Quando Silvia scopre
[12:03] Speaker 2: alcuni dei dispositivi e comincia a sospettare di lui, Giulio
[12:07] Speaker 2: attribuisce la responsabilità ai parenti della donna. Le fa credere
[12:11] Speaker 2: che siano stati i cugini a installarle le cimici per sorvegliarla.
[12:16] Speaker 2: Riesce a insinuare dubbi abbastanza forti da spingerla a rivolgersi
[12:20] Speaker 2: ai carabinieri contro le persone che in realtà stavano cercando
[12:23] Speaker 2: di metterla in guardia. L'isolamento non avviene in un solo momento,
[12:28] Speaker 2: ma attraverso una successione di insinuazioni. Giulio scredita i parenti,
[12:33] Speaker 2: interpreta ogni loro comportamento come una minaccia e convince Silvia
[12:37] Speaker 2: che intorno a lei ci siano persone intenzionate a danneggiarla.
[12:41] Speaker 2: Più i rapporti familiari peggiorano, più lui diventa indispensabile e
[12:45] Speaker 2: si presenta come l'unica persona di cui lei possa fidarsi.
[12:49] Speaker 2: Anche gli episodi di sopraffazione vengono spesso mascherati da gesti
[12:52] Speaker 2: di protezione. Durante alcuni lavori, per esempio, Giulio chiude a
[12:57] Speaker 2: chiave Silvia in una stanza, mentre gli operai sono in casa.
[13:01] Speaker 2: Quando lei reagisce con rabbia, sostiene di averlo fatto solo
[13:04] Speaker 2: per evitare che venisse disturbata. Allo stesso modo giustifica le
[13:09] Speaker 2: telefonate continue, le telecamere e i pedinamenti come dimostrazione di premura.
[13:15] Speaker 2: La pressione psicologica incide sempre di più sulla vita di Silvia.
[13:19] Speaker 2: La donna si sente osservata e non è più libera
[13:21] Speaker 2: di comunicare o muoversi senza temere una reazione. Giulio le
[13:25] Speaker 2: dice di poter controllare il telefono e le email tramite
[13:28] Speaker 2: un investigatore e afferma di averla fatta seguire. La sorveglianza
[13:33] Speaker 2: diventa così anche una minaccia, utilizzata per mantenerla in uno
[13:37] Speaker 2: stato di costante allerta. Il dominio riguarda anche l'intimità. Silvia
[13:42] Speaker 2: scrive sul proprio blog di aver rifiutato rapporti e contatti fisici,
[13:45] Speaker 2: ma di essere stata toccata ripetutamente, nonostante avesse manifestato chiaramente
[13:50] Speaker 2: il proprio dissenso. Descrive quei comportamenti come molestie e racconta
[13:55] Speaker 2: la repulsione provata di fronte a una persona che, subito dopo,
[13:58] Speaker 2: pretendeva di essere chiamata amore. Il 3 giugno 2013 pubblica su Latte
[14:04] Speaker 2: Versato un testo intitolato Violenze e violenze. Scrive che tenere
[14:09] Speaker 2: qualcuno sotto pressione facendogli credere di essere controllato è una
[14:13] Speaker 2: forma di violenza psicologica. Si domanda, mi ha fatto seguire,
[14:17] Speaker 2: ma siamo pazzi? Parla inoltre delle telecamere installate nella propria
[14:21] Speaker 2: casa senza consenso e dei contatti fisici insistenti nonostante i
[14:26] Speaker 2: suoi rifiuti. Silvia nei suoi testi non nomina Giulio, ma
[14:30] Speaker 2: ciò che descrive coincide con la situazione ricostruita successivamente dagli investigatori.
[14:35] Speaker 2: ha ormai capito che quella che lui presenta come protezione
[14:38] Speaker 2: è in realtà una forma di possesso. Non si sente
[14:41] Speaker 2: più sostenuta, ma intrappolata in una relazione che coinvolge ogni
[14:46] Speaker 2: parte della sua vita, il denaro, la casa, i rapporti familiari,
[14:50] Speaker 2: gli spostamenti, le comunicazioni e l'intimità. Pochi giorni dopo la
[14:54] Speaker 2: pubblicazione del post, Silvia decide di lasciare Bologna per raggiungere
[14:58] Speaker 2: un'amica a Pavia. Ha bisogno di stare lontana da Giulio,
[15:02] Speaker 2: recuperare uno spazio personale e capire come interrompere il rapporto.
[15:07] Speaker 2: Sarà proprio durante quel soggiorno che maturerà la decisione definitiva
[15:11] Speaker 2: di lasciarlo. Il 4 giugno 2013 Silvia lascia Bologna e raggiunge l'amica
[15:16] Speaker 2: Claudia a Pavia. Caria, però, non accetta quella distanza. Anche
[15:22] Speaker 2: da lontano continua a tempestare Silvia di telefonate e messaggi,
[15:25] Speaker 2: cercando più volte di convincerla a rientrare. Durante il soggiorno,
[15:30] Speaker 2: Giulio le racconta di aver trovato sotto la porta di
[15:32] Speaker 2: casa un biglietto scritto da una persona incaricata dai suoi parenti,
[15:36] Speaker 2: che chiederebbe un incontro per alcuni chiarimenti. Silvia si insospettisce
[15:41] Speaker 2: e gli chiede di leggere il testo lettera per lettera. Conosce, infatti,
[15:46] Speaker 2: le sue difficoltà nella scrittura e, ascoltando gli errori presenti
[15:50] Speaker 2: nel messaggio, si convince che sia stato proprio lui a prepararlo.
[15:54] Speaker 2: Secondo Silvia, quel biglietto non è altro che un espediente
[15:57] Speaker 2: per spaventarla e darle un motivo per tornare a Bologna.
[16:02] Speaker 2: Il 6 giugno si verifica un episodio ancora più grave. Qualcuno
[16:05] Speaker 2: segnala una fuga di gas nel palazzo in cui vive Claudia,
[16:09] Speaker 2: provocando l'intervento dei soccorsi e la necessità di controllare l'edificio.
[16:14] Speaker 2: La perdita, però, non esiste. Solo in seguito emergerà che
[16:17] Speaker 2: la telefonata era stata effettuata da Giulio Caria. Anche a distanza, quindi,
[16:22] Speaker 2: l'uomo continua a interferire con la permanenza di Silvia e
[16:25] Speaker 2: a creare situazioni capace di costringerla a interrompere il soggiorno.
[16:30] Speaker 2: In quei giorni Silvia parla apertamente con Claudia della relazione.
[16:34] Speaker 2: Le racconta di non sopportare più la gelosia, la pressione
[16:37] Speaker 2: e la possessività del compagno. A Pavia matura così una
[16:41] Speaker 2: decisione definitiva. Una volta tornata a Bologna, lascerà Giulio. Il 7
[16:46] Speaker 2: giugno riparte. Claudia la vede allontanarsi senza poter immaginare che
[16:50] Speaker 2: sarà l'ultima volta. Intorno alle 20, Silvia le invia un messaggio
[16:55] Speaker 2: per comunicarle di essere arrivata a casa e che va
[16:58] Speaker 2: tutto bene. L'amica le risponde ricordandole che ha dimenticato alcuni
[17:02] Speaker 2: indumenti a Pavia. Silvia replica con una sola parola. È
[17:06] Speaker 2: l'ultimo messaggio che può essere attribuito con certezza a lei.
[17:10] Speaker 2: Secondo la ricostruzione giudiziaria, Silvia viene uccisa quella sera stessa,
[17:15] Speaker 2: o al più tardi, il giorno successivo. Il delitto sarebbe
[17:19] Speaker 2: avvenuto dopo una discussione, durante la quale avrebbe comunicato a
[17:22] Speaker 2: Giulio la volontà di interrompere la relazione. Nei giorni seguenti, però,
[17:27] Speaker 2: dal telefono e dai profili social di Silvia stanno continuando
[17:30] Speaker 2: ad arrivare comunicazioni. L' 11 giugno appare su Facebook un post
[17:35] Speaker 2: in cui annuncia di star pensando al matrimonio, parla di
[17:38] Speaker 2: una vacanza e avverte che terrà spenti entrambi i cellulari.
[17:43] Speaker 2: Il contenuto sembra rassicurante, ma lo stile non è il suo.
[17:46] Speaker 2: Il testo contiene errori grammaticali e formule che le amiche
[17:49] Speaker 2: non riconoscono come appartenente a Silvia. Quando provano a chiamarla,
[17:54] Speaker 2: risponde quasi sempre Giulio. Le spiegazioni cambiano con il passare
[17:58] Speaker 2: dei giorni. Prima sostiene che Silvia voglia essere lasciata sola,
[18:01] Speaker 2: poi che sia partita per la Grecia. In seguito racconta
[18:04] Speaker 2: che si trova in Sicilia e infine afferma di averla
[18:07] Speaker 2: accompagnata alla stazione di Bologna, il 14 giugno, da dove sarebbe
[18:11] Speaker 2: partita verso Reggio Calabria per raggiungere una parente a Canecatì.
[18:16] Speaker 2: Nessuna di queste versioni consente però alle amiche di parlare
[18:19] Speaker 2: direttamente con Silvia e Caria non fornisce mai una prova
[18:22] Speaker 2: concreta della sua presenza nei luoghi indicati e continua ad
[18:26] Speaker 2: avere con sé il telefono, le carte e l'automobile della compagna.
[18:31] Speaker 2: Più le spiegazioni si accumulano, più appaiono incompatibili tra loro.
[18:35] Speaker 2: Claudia e Marina conoscono bene Silvia, sanno come scrive, come
[18:39] Speaker 2: parla e soprattutto sanno che aveva deciso di lasciare Giulio.
[18:44] Speaker 2: Per questo non credono all'idea di una partenza improvvisa né
[18:48] Speaker 2: a quella di un matrimonio organizzato in pochi giorni. Il 19
[18:51] Speaker 2: giugno si presentano in commissariato e raccontano tutto ciò che
[18:55] Speaker 2: è accaduto. Da quel momento, quella che poteva ancora sembrare
[18:59] Speaker 2: un'assenza volontaria, diventa il centro di un'indagine. La polizia, per
[19:04] Speaker 2: verificare la situazione, decide di chiamare Giulio Caria. L'uomo afferma
[19:09] Speaker 2: di trovarsi in Sicilia insieme a Silvia, anche se in
[19:12] Speaker 2: quel momento lei non sarebbe presente. Fornisce un indirizzo e
[19:16] Speaker 2: sostiene che i due siano partiti insieme. Gli agenti chiedono
[19:20] Speaker 2: allora ai colleghi siciliani di effettuare un controllo, ma nel
[19:24] Speaker 2: luogo indicato non trovano né Silvia né Giulio. La sistemazione
[19:28] Speaker 2: descritta dall'uomo non corrisponde alla realtà e la sua versione
[19:32] Speaker 2: perde immediatamente credibilità. A quel punto vengono disposti i primi
[19:36] Speaker 2: accertamenti sui tabulati telefonici, sulle celle agganciate dai cellulari e
[19:41] Speaker 2: sui movimenti bancari. I risultati mostrano che Caria non si
[19:45] Speaker 2: trova affatto in Sicilia. Il suo telefono viene localizzato a Sestola,
[19:49] Speaker 2: in provincia di Modena, a meno di 80 chilometri da Bologna.
[19:53] Speaker 2: Nello stesso luogo risultano anche il cellulare di Silvia e
[19:56] Speaker 2: la sua carta di credito, utilizzata per effettuare prelievi e pagamenti.
[20:02] Speaker 2: Gli investigatori allora raggiungono Giulio a Sestola e lo convocano
[20:05] Speaker 2: in questura. Durante il colloquio modifica ancora una volta il
[20:09] Speaker 2: proprio racconto. Dice che tra lui e Silvia c'era stata
[20:12] Speaker 2: una discussione e che la donna aveva espresso il desiderio
[20:15] Speaker 2: di stare sola. Sostiene di averla accompagnata alla stazione di Bologna,
[20:20] Speaker 2: il 14 giugno, dove avrebbe preso un treno diretto verso Treggio
[20:24] Speaker 2: Calabria per proseguire fino a Canicattì, in Sicilia, da un parente.
[20:29] Speaker 2: La polizia contatta la donna che, secondo Caria, avrebbe dovuto
[20:32] Speaker 2: ospitare Silvia. La parente smentisce tutto, non la vede da
[20:36] Speaker 2: anni e non l'ha mai accolta nella propria abitazione. Non
[20:40] Speaker 2: emergono inoltre spostamenti o prenotazioni compatibili con il viaggio descritto
[20:44] Speaker 2: da Giulio. Le sue dichiarazioni vengono quindi nuovamente contraddette dai fatti.
[20:50] Speaker 2: Il 27 giugno gli investigatori decidono di controllare direttamente l'abitazione di Silvia.
[20:55] Speaker 2: Si presentano davanti alla casa di Bologna e, non ricevendo risposta,
[20:59] Speaker 2: forzano l'ingresso. Nell'atrio trovano un materasso matrimoniale nuovo, appoggiato contro
[21:04] Speaker 2: il muro. A prima vista il resto dell'appartamento sembra in ordine,
[21:08] Speaker 2: ma la porta della camera da letto è chiusa a chiave.
[21:12] Speaker 2: Una volta aperta, gli agenti si accorgono che il letto
[21:15] Speaker 2: è privo di materasso. Sulla testiera e sulla parete sono
[21:19] Speaker 2: visibili macchie di sangue, mentre una parte del muro è
[21:21] Speaker 2: stata coperta in modo grossolano con della vernice scura. Ai
[21:26] Speaker 2: piedi del letto si trova un vecchio congelatore a pozzetto,
[21:29] Speaker 2: chiuso con un lucchetto. Quando viene aperto, al suo interno,
[21:34] Speaker 2: compare il corpo di Silvia, rannecchiato e avvolto in sacchi
[21:37] Speaker 2: di plastica. Le condizioni della scena fanno pensare immediatamente a
[21:42] Speaker 2: un omicidio commesso proprio in quella stanza. Il corpo presentava
[21:45] Speaker 2: gravissime lesioni al volto e manca una parte di un dito,
[21:49] Speaker 2: quello sulla quale Silvia portava l'anello. Il congelatore sembra essere
[21:53] Speaker 2: stato acquistato e collocato lì appositamente per nascondere il cadavere
[21:58] Speaker 2: e rallentarne la decomposizione. L'autopsia stabilisce che Silvia è stata
[22:02] Speaker 2: colpita sette volte, al volto, con un oggetto contundente. I
[22:07] Speaker 2: colpi sono molto ravvicinati e particolarmente violenti. Il primo potrebbe
[22:11] Speaker 2: essere stato già sufficiente a provocarne la morte. L'arma non
[22:15] Speaker 2: viene ritrovata, ma gli investigatori ipotizzano che possa essere stato
[22:19] Speaker 2: utilizzato un attizzatoio, scomparso dall'abitazione secondo quanto riferito dalla donna
[22:24] Speaker 2: che si occupava delle pulizie. Dopo l'aggressione, una parte del
[22:28] Speaker 2: dito di Silvia viene recisa con un seghetto per rimuovere l'anello.
[22:33] Speaker 2: Secondo l'accusa, quel gesto potrebbe essere servito sia a recuperare
[22:36] Speaker 2: il gioiello, sia a simulare una rapina finita male. L'anello
[22:41] Speaker 2: non verrà più ritrovato. A quel punto Giulio Caria diventa
[22:44] Speaker 2: il principale sospettato. Quando la polizia cerca di rintracciarlo, però,
[22:49] Speaker 2: scopre che non si trova più a Sestola. ha lasciato
[22:52] Speaker 2: la zona utilizzando la Toyota Yaris di Silvia e ha
[22:55] Speaker 2: raggiunto la Sardegna. La sua fotografia viene diffusa dai giornali
[22:59] Speaker 2: e dalle televisioni italiane insieme alla notizia del ritrovamento del corpo.
[23:04] Speaker 2: Il 29 giugno una donna che lavora in una struttura ricettiva
[23:08] Speaker 2: riconosce nell'ospite che non ha ancora consegnato i documenti l'uomo
[23:12] Speaker 2: mostrato nei servizi televisivi. Avverte quindi le forze dell'ordine. Quando
[23:17] Speaker 2: Caria si accorge di essere stato individuato, abbandona l'automobile di
[23:21] Speaker 2: Silvia lungo la strada e si allontana a piedi, nascondendosi
[23:24] Speaker 2: nella vegetazione. Prima di lasciare la vettura, deposita sul cruscotto
[23:29] Speaker 2: un biglietto in cui scrive di aver bucato una ruota
[23:32] Speaker 2: e che tornerà a recuperare l'auto. I carabinieri lo individuano
[23:35] Speaker 2: poco dopo, mentre cerca di mimetizzarsi dietro un cespuglio. Giulio
[23:40] Speaker 2: nega di stare fuggendo. Sostiene di aver realmente forato una gomma,
[23:44] Speaker 2: di aver sentito gli elicotteri e di essersi nascosto perché
[23:47] Speaker 2: pensava che le forze dell'ordine stessero cercando un criminale pericoloso.
[23:52] Speaker 2: Durante l'interrogatorio continua a dichiararsi innocente. Dice che Silvia era
[23:56] Speaker 2: la sua vita, che voleva invecchiare con lei e che
[23:58] Speaker 2: avrebbero voluto sposarsi il 20 luglio. Nega di aver mai posseduto
[24:03] Speaker 2: un congelatore a pozzetto e afferma che a causa di
[24:06] Speaker 2: un precedente intervento chirurgico non sarebbe stato fisicamente in grado
[24:10] Speaker 2: di trasportarne uno all'interno dell'appartamento. Per rafforzare questa versione, sostiene
[24:15] Speaker 2: che il condominio sia dotato di telecamere di sorveglianza e
[24:19] Speaker 2: invita gli investigatori a controllare i filmati per scoprire chi
[24:23] Speaker 2: abbia consegnato il freezer. È il suo stesso avvocato a
[24:26] Speaker 2: contattare l'amministratore del condominio, ma la sua risposta contraddice nuovamente l'indagato.
[24:32] Speaker 2: Quelle telecamere sono finte e Caria lo sa perfettamente. Il
[24:36] Speaker 2: riferimento alle registrazioni appare quindi come un tentativo di costruire
[24:40] Speaker 2: una difesa, contando sul fatto che nessuna immagine possa smentirlo.
[24:45] Speaker 2: Giulio prova anche a indirizzare le prove verso altre piste.
[24:48] Speaker 2: Parla di un presunto rapporto tra Silvia e un uomo sposato,
[24:52] Speaker 2: definito torbido, e sostiene che la donna si sia rivolta
[24:55] Speaker 2: a persone vicine alla criminalità per vendicarsi di un ex. Ripropone, inoltre,
[25:00] Speaker 2: il tema delle cimici e dei parenti che avrebbero voluto sorvegliarla.
[25:05] Speaker 2: Nessuna di queste ricostruzioni, però, trova risultati concreti. Nel frattempo,
[25:10] Speaker 2: Iris e la polizia scientifica analizzano l'appartamento, l'automobile e gli
[25:14] Speaker 2: oggetti sequestrati. Vengono raccolti un guanto di lattice, sacchi di plastica, borsoni,
[25:20] Speaker 2: libretti di risparmio e numerose tracce biologiche. Gli accertamenti permettono
[25:25] Speaker 2: progressivamente di collegare Giulio a ogni fase successiva alla morte
[25:29] Speaker 2: di Silvia. Uno degli elementi più importanti riguarda il materasso.
[25:34] Speaker 2: Un commerciante riconosce Karian nelle immagini trasmesse in televisione e
[25:38] Speaker 2: racconta di avergli venduto un materasso nuovo pochi giorni prima
[25:41] Speaker 2: la scomparsa di Silvia. Al momento della consegna, Giulio gli
[25:45] Speaker 2: aveva chiesto di lasciarlo nell'ingresso, dicendo che la compagna stava
[25:49] Speaker 2: dormendo nella camera da letto. Gli aveva inoltre affidato il
[25:52] Speaker 2: vecchio materasso, perché venisse smaltito. Il venditore possiede ancora quel
[25:57] Speaker 2: materasso e lo consegna agli investigatori. Sulla superficie si trovano
[26:01] Speaker 2: ampie tracce di sangue, parzialmente coperte con vernice. Le analisi
[26:06] Speaker 2: confermano che il sangue appartiene a Silvia. Questo elemento dimostra
[26:09] Speaker 2: che il delitto è avvenuto sul letto e che qualcuno
[26:12] Speaker 2: ha cercato di eliminare o nascondere le prove sostituendo il materasso.
[26:17] Speaker 2: Anche l'acquisto del congelatore viene ricostruito. Attraverso le ricerche su internet,
[26:22] Speaker 2: i tabulati telefonici e le testimonianze del negoziante, gli inquirenti
[26:26] Speaker 2: scoprono che è stato Giulio a cercare un freezer usato,
[26:29] Speaker 2: a contattare il punto vendita e a organizzare la consegna.
[26:33] Speaker 2: Il congelatore viene quindi acquistato tra il 9 e il 10 giugno,
[26:36] Speaker 2: quando Silvia era già morta, secondo la ricostruzione dell'accusa. Altre
[26:40] Speaker 2: sue tracce vengono ritrovate sul congelatore e all'interno della scena
[26:44] Speaker 2: del crimine. Alcuni vicini riferiscono di averlo visto il 22 giugno,
[26:49] Speaker 2: mentre trasportava tre grossi sacchi di immondizia. La ricostruzione degli
[26:54] Speaker 2: investigatori colloca l'omicidio tra la sera del 7 e l'8 giugno.
[26:58] Speaker 2: Silvia torna da Pavia, decisa a lasciare Giulio. Tra i
[27:01] Speaker 2: due nasce una discussione e Caria la colpisce ripetutamente sul volto.
[27:06] Speaker 2: Dopo la morte tenta di ripulire la stanza, ridipinge parte
[27:09] Speaker 2: del muro, sostituisce il materasso e acquista il congelatore, nel
[27:13] Speaker 2: quale nasconde il corpo. Nei giorni successivi utilizza il telefono
[27:18] Speaker 2: e il profilo Facebook della donna per fingere che sia
[27:20] Speaker 2: ancora viva. Invia messaggi, risponde alle amiche, cambia continuamente la
[27:25] Speaker 2: destinazione del presunto viaggio e usa il bancomat, la carta
[27:28] Speaker 2: di credito e l'automobile di Silvia. Secondo l'accusa, il congelamento
[27:32] Speaker 2: avrebbe dovuto permettergli di conservare il corpo e forse di
[27:36] Speaker 2: sezionarlo in un secondo momento per eliminarlo più facilmente. Il
[27:41] Speaker 2: quadro costruito dalle indagini mostra quindi non soltanto il tentativo
[27:44] Speaker 2: di occultare il delitto, ma anche il possibile movente. Giulio
[27:48] Speaker 2: non avrebbe accettato la decisione di Silvia di interrompere la relazione. Lasciandolo,
[27:53] Speaker 2: la donna gli avrebbe tolto anche la casa, il sostegno economico,
[27:57] Speaker 2: i lavori e l'accesso alle sue disponibilità. Per l'accusa, l'omicidio
[28:01] Speaker 2: nasce dall'unione tra la volontà di continuare a dominarla e
[28:04] Speaker 2: il timore di perdere i vantaggi materiali che la relazione
[28:07] Speaker 2: gli garantiva. Tutti questi elementi vengono raccolti dalla procura e
[28:11] Speaker 2: diventano la base del processo che porterà Giulio Caria davanti
[28:15] Speaker 2: al giudice. Dopo la chiusura delle indagini, Giulio Caria viene
[28:18] Speaker 2: accusato di omicidio volontario aggravato dalla convivenza e dagli atti persecutori,
[28:23] Speaker 2: occultamento di cadavere e minacce nei confronti di tre persone
[28:27] Speaker 2: alle quali avrebbe chiesto di mentire per sostenere la propria
[28:30] Speaker 2: versione dei fatti. La difesa sceglie il rito abbreviato, una
[28:35] Speaker 2: procedura che consente al giudice di decidere sulla base degli
[28:38] Speaker 2: atti raccolti durante le indagini, senza un dibattimento ordinario, e che, all'epoca,
[28:44] Speaker 2: prevedeva una riduzione di un terzo della pena in caso
[28:46] Speaker 2: di condanna. Si costituiscono parte civile i parenti di Silvia,
[28:51] Speaker 2: l'Unione Donne in Italia e il Comune di Bologna, che
[28:54] Speaker 2: per la prima volta prende parte a un procedimento di
[28:57] Speaker 2: questo tipo. Il processo si fonda sulle testimonianze delle amiche
[29:01] Speaker 2: e dei conoscenti, sui rilievi scientifici effettuati nell'appartamento, sulle conclusioni
[29:05] Speaker 2: dell'autopsia e sugli elementi raccolti durante le indagini. Durante il processo,
[29:11] Speaker 2: Caria continua a dichiararsi innocente. Sostiene di aver amato Silvia
[29:15] Speaker 2: e di aver progettato di sposarla, ma non fornisce una
[29:17] Speaker 2: ricostruzione alternativa in grado di spiegare le prove raccolte contro
[29:21] Speaker 2: di lui. La difesa chiede anche una perizia psichiatrica, sostenendo
[29:26] Speaker 2: che l'imputato non sia nelle condizioni psicologiche per affrontare il procedimento,
[29:30] Speaker 2: ma la richiesta viene respinta. Al termine della requisitoria, la
[29:34] Speaker 2: procura chiede l'ergastolo. Il giudice condanna invece Giulio Caria a 30
[29:39] Speaker 2: anni di reclusione, applicando la riduzione prevista dal rito abbreviato.
[29:44] Speaker 2: Viene riconosciuto colpevole di omicidio volontario aggravato dalla convivenza e
[29:48] Speaker 2: dagli atti persecutori, In primo grado non viene riconosciuta l'aggravante
[29:52] Speaker 2: della crudeltà. Secondo il giudice, i sette colpi inferti a
[29:56] Speaker 2: Silvia fanno parte di un'unica azione diretta a ucciderla e
[29:59] Speaker 2: non è possibile dimostrare che siano stati sferrati con l'intenzione
[30:03] Speaker 2: di prolungarne inutilmente le sofferenze. Vengono inoltre stabiliti risarcimenti per
[30:08] Speaker 2: le parti civili, 20.000 euro per ciascun familiare e 10.000 euro sia
[30:12] Speaker 2: per l'Unione Donne in Italia sia per il Comune di Bologna.
[30:16] Speaker 2: Le somme riconosciute agli enti vengono destinate a iniziative contro
[30:20] Speaker 2: la violenza sulle donne. La difesa presenta ricorso in appello,
[30:24] Speaker 2: contestando soprattutto il riconoscimento degli atti persecutori. I giudici di
[30:28] Speaker 2: secondo grado, però, confermano che il comportamento di Caria aveva
[30:32] Speaker 2: profondamente alterato la vita della donna. Le telefonate continue, le telecamere,
[30:37] Speaker 2: la microspiana scosta nella borsa e il controllo degli spostamenti
[30:40] Speaker 2: vengono considerati elementi sufficienti a dimostrare lo stalking. La corte
[30:45] Speaker 2: d'assise d'appello riconosce anche l'aggravante della crudeltà. Secondo i giudici,
[30:50] Speaker 2: dopo il primo violentissimo colpo, Giulio avrebbe dovuto comprendere che
[30:53] Speaker 2: Silvia era ormai destinata a morire, ma avrebbe continuato a colpirla.
[30:58] Speaker 2: Anche il taglio del dito per recuperare l'anello viene interpretato
[31:02] Speaker 2: come un gesto di totale disprezzo nei confronti della vittima.
[31:06] Speaker 2: Nonostante questa modifica, la pena resta di 30 anni. Caria ricorre
[31:10] Speaker 2: infine in Cassazione. La Corte Suprema conferma il reato di
[31:14] Speaker 2: atti persecutori, ritenendo pienamente dimostrata la condotta di sorveglianza e
[31:18] Speaker 2: pressione psicologica esercitata sulla compagna. Elimina, invece, l'aggravante della crudeltà,
[31:24] Speaker 2: perché non è possibile stabilire con certezza che Silvia fosse
[31:27] Speaker 2: ancora viva dopo il primo colpo e che quelli successivi
[31:30] Speaker 2: le abbiano provocato sofferenze ulteriori. L'eliminazione dell'aggravante non modifica la pena.
[31:36] Speaker 2: Giulio Caria resta definitivamente condannato a 30 anni di carcere.

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