# 48 La Storia di Rosina Carsetti

An episode of [Crime Scene Podcast](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1839917426), 24 Aug 2026, 39 min.

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La vigilia di Natale del 2020, Rosina Carsetti viene trovata morta nella sua villetta di Montecassiano. La figlia chiama il 112 raccontando di una rapina finita in tragedia, ma fin dalle prime ore qualcosa nella ricostruzione non convince gli investigatori. Tra contraddizioni, intercettazioni e segreti di famiglia, il caso si trasforma in una delle vicende giudiziarie più complesse degli ultimi anni.

## Transcript

[0:16] Speaker 2: È la sera del 24 dicembre 2020, vigilia di Natale.
[0:20] Speaker 2: A Monte Cassiano, in provincia di Macerata, alle 19.47, parte
[0:25] Speaker 2: una chiamata al 112 da una villetta in via Sandro Pertini.
[0:30] Speaker 2: Al telefono c'è Arianna Orazzi, 48 anni. Chiede che qualcuno
[0:34] Speaker 2: intervenga immediatamente e racconta che un ladro è entrato nell'abitazione.
[0:40] Speaker 2: Secondo quanto riferisce, l'uomo ha aggredito lei e suo padre,
[0:44] Speaker 2: Enrico Orazzi. Sua madre, invece, è a terra e potrebbe
[0:48] Speaker 2: essere morta. Arianna spiega che sua madre, Rosina, non respira
[0:53] Speaker 2: e non reagisce. La descrive come fredda e riferisce la
[0:57] Speaker 2: presenza di bava alla bocca, mentre non indica ferite evidenti.
[1:00] Speaker 3: Ci hanno picchiato e mia madre potrebbe essere morta. Un attimo,
[1:08] Speaker 3: un attimo. Lei chi è? Come si chiama? Arianna, Orazzi, via!
[1:14] Speaker 3: Correte subito per piacere.
[1:17] Speaker 2: La richiesta di soccorso viene raccolta e verso la villetta
[1:20] Speaker 2: vengono inviati i carabinieri e il personale sanitario del 118.
[1:24] Speaker 2: Quando i soccorritori raggiungono l'abitazione, trovano Rosina priva di sensi.
[1:29] Speaker 2: Ha 78 anni. I sanitari iniziano subito le manovre di
[1:33] Speaker 2: rianimazione e tentano per circa 20 minuti di salvarle alla vita.
[1:38] Speaker 2: Ogni intervento, però, si rivela inutile. Rosina viene dichiarata morta.
[1:43] Speaker 2: All'arrivo dei soccorsi, nei pressi della casa, si trova anche
[1:46] Speaker 2: Enea Simonetti, il figlio ventenne di Arianna e nipote di Rosina.
[1:52] Speaker 2: Per i carabinieri, in quel momento, l'unica ricostruzione disponibile è
[1:56] Speaker 2: quella fornita dai familiari. Uno sconosciuto sarebbe entrato nella villetta,
[2:01] Speaker 2: avrebbe aggredito le persone presenti e sarebbe poi fuggito. Nelle
[2:05] Speaker 2: prime ore, quindi, La morte di Rosina sembra inserirsi nel
[2:08] Speaker 2: contesto di una rapina, degenerata, in un'aggressione mortale. Da quel momento,
[2:14] Speaker 2: il compito degli investigatori sarà ricostruire ciò che è realmente
[2:17] Speaker 2: accaduto all'interno della villetta, prima della chiamata delle 19.47. Ci
[2:21] Speaker 2: sono storie che restano sepolte sotto il silenzio, ma su
[2:28] Speaker 2: questo canale le riportiamo alla luce. Benvenuti su Crime Scene,
[2:32] Speaker 2: il podcast dove ogni delitto lascia una traccia e ogni
[2:35] Speaker 2: traccia racconta una verità. La giustizia inizia dal racconto e
[2:38] Speaker 2: ogni storia ha il diritto di essere ascoltata. Rosina Carsetti
[2:42] Speaker 2: aveva 78 anni. Era originaria di Matelica, ma da molto
[2:46] Speaker 2: tempo viveva a Monte Cassiano insieme al marito, Enrico Orazzi,
[2:51] Speaker 2: nella villetta di via Sandro Pertini. Chi la conosceva bene
[2:54] Speaker 2: la chiamava Rosi. Viene ricordata come una donna molto attenta
[2:58] Speaker 2: alla propria persona. Portava i capelli biondi, si truccava e
[3:02] Speaker 2: teneva al proprio aspetto. Aveva inoltre una particolare cura per
[3:06] Speaker 2: la casa e soprattutto per il giardino, dove coltivava fiori
[3:10] Speaker 2: e piante e al quale dedicava tempo con costanza. Dalle
[3:15] Speaker 2: testimonianze emerge anche una personalità decisa. Rosina viene descritta come energica,
[3:20] Speaker 2: diretta e poco incline a rinunciare alle proprie convinzioni. Accanto
[3:26] Speaker 2: a lei c'era il marito, Enrico, con il quale aveva
[3:28] Speaker 2: condiviso molti anni di vita. Enrico era legato all'attività di
[3:32] Speaker 2: famiglia nel settore degli autoricambi, un'impresa di Monte Cassiano nella quale,
[3:38] Speaker 2: in periodi differenti, avevano lavorato anche altri componenti della famiglia.
[3:43] Speaker 2: Rosina ed Enrico avevano due figli. Arianna Orazzi, 48 anni,
[3:47] Speaker 2: nel dicembre del 2020, era divorziata e aveva un figlio,
[3:51] Speaker 2: Enea Simonetti. L'altro figlio della coppia si chiamava invece Enea
[3:56] Speaker 2: Orazzi e viveva a Corridonia. La presenza di due persone
[4:00] Speaker 2: con lo stesso nome è un dettaglio importante per orientarsi
[4:03] Speaker 2: nella vicenda. Enea Orazzi era il figlio di Rosina, mentre
[4:08] Speaker 2: Enea Simonetti era suo nipote, figlio di Arianna. Nel febbraio
[4:13] Speaker 2: del 2020 gli equilibri della famiglia cambiarono. Arianna aveva venduto
[4:17] Speaker 2: l'appartamento nel quale viveva e si trasferì insieme al figlio
[4:21] Speaker 2: nella villetta dei genitori. Enea Simonetti aveva allora 20 anni
[4:26] Speaker 2: e lavorava nell'ambito dell'attività familiare. Da quel momento, nella stessa casa,
[4:31] Speaker 2: iniziarono quindi a convivere tre generazioni, Rosina ed Enrico, la
[4:36] Speaker 2: figlia Arianna e il nipote Enea. Nello stesso periodo cambiò
[4:40] Speaker 2: anche la situazione patrimoniale dell'abitazione. La proprietà della villetta venne
[4:46] Speaker 2: trasferita a Enea Simonetti, mentre Rosina e Enrico conservarono l'usufrutto
[4:51] Speaker 2: e quindi il diritto di continuare a viverci. Secondo quanto
[4:55] Speaker 2: riportato nelle successive ricostruzioni giudiziarie, al trasferimento della proprietà era
[5:00] Speaker 2: collegato anche l'obbligo per Enea di occuparsi dei nonni per
[5:04] Speaker 2: il resto della vita. La mattina del 24 dicembre 2020,
[5:09] Speaker 2: Rosina esce dalla villetta di Monte Cassiano intorno alle 11
[5:13] Speaker 2: e si reca dal pescivendolo. Acquista del cibo per sé,
[5:17] Speaker 2: tra cui delle vongole, poi rientra a casa. Nella villetta
[5:20] Speaker 2: ci sono anche il marito Enrico, la figlia Arianna e
[5:23] Speaker 2: il nipote Enea. Nel corso del pomeriggio, secondo la ricostruzione
[5:27] Speaker 2: che i familiari forniranno inizialmente agli investigatori, Arianna si trova
[5:31] Speaker 2: insieme al padre, davanti alla televisione, mentre Rosina è in
[5:35] Speaker 2: un'altra zona della casa. Enea a un certo punto esce
[5:39] Speaker 2: per andare a fare alcuni acquisti in un supermercato poco distante.
[5:43] Speaker 2: È durante la sua assenza che, stando al racconto di
[5:45] Speaker 2: Arianna ed Enrico, nella villetta sarebbe entrato uno sconosciuto. I
[5:50] Speaker 2: due lo descrivono come un uomo corpulento, vestito di nero,
[5:53] Speaker 2: con un berretto, una mascherina e dei calzari. Arianna parlerà
[5:58] Speaker 2: anche di uno sguardo particolarmente freddo. Secondo la loro versione,
[6:02] Speaker 2: quell'uomo sarebbe riuscito a introdursi nell'abitazione e avrebbe sorpreso i
[6:06] Speaker 2: tre familiari rimasti in casa. Arianna racconta di trovarsi ancora
[6:10] Speaker 2: con il padre quando sente alcuni rumori provenire dalla zona
[6:14] Speaker 2: della cucina, dove si trova Rosina. Il volume della televisione
[6:18] Speaker 2: non le avrebbe consentito di capire immediatamente che cosa stesse accadendo.
[6:23] Speaker 2: Quando decide di andare a controllare, si sarebbe trovata davanti
[6:26] Speaker 2: allo sconosciuto. L'uomo, sempre secondo il suo racconto, l'avrebbe aggredita
[6:31] Speaker 2: e immobilizzata utilizzando il cavo di un aspirapolvere. Le sarebbero
[6:35] Speaker 2: state tolte le scarpe e i calzini, e uno di
[6:38] Speaker 2: questi sarebbe stato usato come bavaglio. Nei pressi della cucina,
[6:42] Speaker 2: Rosina sarebbe già stata a terra, priva di reazioni. Il
[6:46] Speaker 2: presunto aggressore avrebbe poi raggiunto anche Enrico. L'uomo sarebbe stato
[6:50] Speaker 2: condotto nel bagno e immobilizzato a sua volta utilizzando il
[6:54] Speaker 2: cavo di un altro aspirapolvere. Anche per lui, secondo la
[6:57] Speaker 2: versione fornita dalla famiglia, sarebbe stato utilizzato un calzino come bavaglio.
[7:02] Speaker 2: A quel punto il rapinatore sarebbe tornato da Arianna chiedendole
[7:06] Speaker 2: dove fossero conservati i soldi. La donna gli avrebbe indicato
[7:09] Speaker 2: il luogo in cui trovarli. Lo sconosciuto avrebbe quindi raggiunto
[7:13] Speaker 2: la mansarda e preso una busta contenente del denaro. Nelle
[7:17] Speaker 2: prime ricostruzioni la somma viene indicata tra i 1000 e
[7:20] Speaker 2: i 2000 euro, generalmente descritta come vicina ai 2000. Prima
[7:24] Speaker 2: di fuggire avrebbe inoltre rovistato in alcuni ambienti della casa,
[7:28] Speaker 2: lasciando parte della mansarda in disordine. Enea rientra alla villetta
[7:33] Speaker 2: soltanto in seguito. Nella versione iniziale fornita ai carabinieri è
[7:37] Speaker 2: lui a trovare la madre immobilizzata e il nonno ancora
[7:40] Speaker 2: in bagno. Racconta di averli liberati e di aver poi
[7:44] Speaker 2: raggiunto insieme a loro Rosina, ancora a terra in cucina
[7:48] Speaker 2: e priva di reazioni. La sequenza conduce così alla chiamata
[7:52] Speaker 2: delle 19.47, già effettuata da Arianna al 112. È questa
[7:57] Speaker 2: la versione con cui iniziano gli accertamenti. Arianna, Enrico ed
[8:01] Speaker 2: Enea vengono sentiti dai carabinieri e portati in caserma per
[8:04] Speaker 2: ulteriori verifiche. Da quel momento, ciò che hanno raccontato dovrà
[8:09] Speaker 2: essere confrontato con la casa, gli orari e con le
[8:12] Speaker 2: tracce raccolte all'interno della villetta. Il primo problema riguarda proprio
[8:16] Speaker 2: il presunto ingresso dello sconosciuto. Se un uomo estraneo è
[8:21] Speaker 2: entrato nella casa, ha attraversato diversi ambienti, ha aggredito tre
[8:25] Speaker 2: persone e poi è fuggito, gli investigatori si aspettano di
[8:28] Speaker 2: trovare almeno qualche traccia compatibile con il suo passaggio. Durante
[8:33] Speaker 2: i primi sopralluoghi vengono quindi controllate porte e finestre. L'attenzione
[8:37] Speaker 2: si concentra in particolare su una porta- finestra che potrebbe rappresentare
[8:41] Speaker 2: una possibile via d'accesso. Nelle primi fasi la difesa richiama
[8:46] Speaker 2: alcuni segni presenti sull'infisso e sostiene che possano essere compatibili
[8:50] Speaker 2: con una forzatura, indicando anche la possibilità che un intruso
[8:55] Speaker 2: abbia utilizzato delle scale per raggiungere l'abitazione. Gli accertamenti tecnici
[9:00] Speaker 2: successivi però non confermano in maniera convincente questa ricostruzione. I
[9:05] Speaker 2: segni presenti sulla porta finestra non vengono considerati la prova
[9:09] Speaker 2: di un'effrazione recente. Anche i cani presenti nella proprietà attirano l'attenzione.
[9:16] Speaker 2: Si tratta di animali di grossa taglia che, secondo alcuni vicini,
[9:19] Speaker 2: tendevano a fare molto rumore quando qualcuno si avvicinava. La
[9:24] Speaker 2: sera del 24 dicembre, però, non viene riferita a una
[9:27] Speaker 2: loro reazione particolare, compatibile con l'arrivo di un estraneo. Non
[9:31] Speaker 2: è un elemento che da solo possa escludere la presenza
[9:34] Speaker 2: di un intruso, ma si aggiunge alle altre anomalie. Gli
[9:38] Speaker 2: investigatori esaminano inoltre il disordine presente nell'abitazione. Secondo la versione
[9:43] Speaker 2: dei familiari, il rapinatore avrebbe rovistato alla ricerca del denaro.
[9:48] Speaker 2: Anche questo aspetto viene sottoposto a verifica, perché la disposizione
[9:52] Speaker 2: di alcuni mobili e cassetti suscita dubbi sulla reale dinamica
[9:56] Speaker 2: della ricerca. Un altro punto riguarda le legature di Arianna
[10:00] Speaker 2: ed Enrico. Il presunto aggressore avrebbe utilizzato cavi di aspirapolvere
[10:05] Speaker 2: trovati nella stessa casa. In una successiva dichiarazione sarà proprio
[10:09] Speaker 2: Enea a descrivere le condizioni in cui dice di aver
[10:12] Speaker 2: trovato i due familiari. La madre gli sarebbe apparsa legata
[10:16] Speaker 2: in maniera talmente poco efficiente da sembrare una messa in scena,
[10:20] Speaker 2: mentre il nonno avrebbe avuto ai polsi un filo dal quale,
[10:24] Speaker 2: secondo il ragazzo, avrebbe potuto liberarsi facilmente. Anche il denaro,
[10:29] Speaker 2: indicato come refurtiva, viene sottoposto a verifica. Arianna ed Enrico
[10:33] Speaker 2: avevano parlato di una somma compresa indicativamente tra 1000 e
[10:37] Speaker 2: 2000 euro. Durante gli accertamenti, in una delle automobili, viene
[10:42] Speaker 2: trovata una borsa appartenente ad Arianna, al cui interno c'è
[10:45] Speaker 2: una busta, contenente circa 2000 euro. Vengono disposte verifiche anche
[10:50] Speaker 2: sulle banconote. Le indagini però non permettono di stabilire con
[10:54] Speaker 2: certezza che quella somma coincida con il denaro indicato come rubato.
[10:59] Speaker 2: Il 2 gennaio, mentre proseguono le verifiche sul caso, nella
[11:03] Speaker 2: villetta viene effettuato un nuovo sopralluogo. Partecipano i militari della
[11:08] Speaker 2: sezione Investigazioni Scientifiche di Ancona, insieme al Nucleo Investigativo dei
[11:12] Speaker 2: Carabinieri di Macerata. Gli accertamenti servono a raccogliere ulteriori tracce
[11:17] Speaker 2: e soprattutto a confrontare la struttura e le condizioni della
[11:21] Speaker 2: casa con la versione fornita dai familiari. Parallelamente si cerca
[11:25] Speaker 2: di ricostruire con maggiore precisione il pomeriggio del 24 dicembre.
[11:30] Speaker 2: Alcuni conoscenti riferiscono di essere passati intorno alle 5 per
[11:34] Speaker 2: fare gli auguri a Rosina senza riuscire a incontrarla. Anche
[11:38] Speaker 2: questo dato viene inserito nella ricostruzione temporale delle ultime ore
[11:42] Speaker 2: della donna. Diventa particolarmente importante stabilire quando Enea sia uscito
[11:48] Speaker 2: dalla villetta e che cosa abbia fatto dopo. Il suo
[11:51] Speaker 2: passaggio al supermercato è documentato. Le diverse ricostruzioni collucano lo
[11:56] Speaker 2: scontrino pochi minuti dopo le 18. Le telecamere e gli
[12:00] Speaker 2: accertamenti mostrano inoltre che, dopo la spesa, il ragazzo rimane
[12:05] Speaker 2: per un periodo prolungato nell'area del parcheggio. Questo elemento non
[12:09] Speaker 2: coincide perfettamente con tutte le versioni fornite inizialmente da Enea.
[12:14] Speaker 2: che in una fase aveva parlato anche di essersi spostato
[12:17] Speaker 2: in automobile. Successivamente spiega invece di essere rimasto nel parcheggio
[12:22] Speaker 2: utilizzando il cellulare. La presenza al supermercato e nell'area circostante
[12:27] Speaker 2: è quindi reale, ma il suo valore come possibile alibi
[12:31] Speaker 2: dipende da una domanda fondamentale. A che ora è morta Rosina?
[12:36] Speaker 2: Una prima risposta arriva il 14 gennaio, quando il medico
[12:39] Speaker 2: legale Roberto Scendoni consegna alla procura la relazione preliminare dell'autopsia.
[12:45] Speaker 2: L'esame stabilisce innanzitutto che Rosina non è morta per cause naturali.
[12:50] Speaker 2: La morte viene ricondotta a una sfissia provocata attraverso più azioni,
[12:54] Speaker 2: compressione del torace, occlusione di bocca e naso e pressione
[12:59] Speaker 2: esercitata sul collo. Sul corpo vengono rilevate numerose fratture costali.
[13:04] Speaker 2: una lussazione della clavicola e una lesione all'interno del labbro superiore.
[13:09] Speaker 2: Il medico legale esclude che le fratture possano essere spiegate
[13:13] Speaker 2: semplicemente dalle manovre di rianimazione. La lussazione della clavicola viene
[13:19] Speaker 2: invece considerata compatibile con un possibile tentativo di Rosina di difendersi.
[13:24] Speaker 2: L'aggressione sarebbe durata solo pochi minuti. La relazione colloca inizialmente
[13:30] Speaker 2: la morte in una fascia temporale ampia indicativamente tra le 16.30
[13:34] Speaker 2: e le 18.30. La presenza di Enea al supermercato poco
[13:39] Speaker 2: dopo le 18 dimostra dove si trovava in quel momento,
[13:43] Speaker 2: ma non consente di escludere automaticamente che fosse ancora nella
[13:47] Speaker 2: villetta durante tutta la finestra in cui Rosina potrebbe essere
[13:50] Speaker 2: stata uccisa. Gli investigatori esaminano anche la sequenza compresa tra
[13:54] Speaker 2: il rientro del ragazzo e la telefonata al 112 delle 19.47.
[13:57] Speaker 2: Secondo la versione familiare, In quel periodo Enea sarebbe dovuto entrare,
[14:04] Speaker 2: trovare la madre immobilizzata, liberarla, raggiungere il bagno, liberare anche
[14:09] Speaker 2: il nonno e infine rendersi conto delle condizioni di Rosina.
[14:13] Speaker 2: Le successive ricostruzioni investigative considerano molto ristretto il tempo disponibile
[14:18] Speaker 2: per compiere tutte queste azioni. La domanda degli investigatori cambia
[14:22] Speaker 2: quindi progressivamente. Prima di cercare l'uomo vestito di nero e
[14:27] Speaker 2: descritto dai familiari, bisogna capire se quell'uomo sia mai entrato
[14:31] Speaker 2: davvero nella villetta. Quando la ricostruzione della rapina comincia a
[14:35] Speaker 2: perdere credibilità, l'attenzione degli investigatori si sposta inevitabilmente sulle persone
[14:41] Speaker 2: che vivevano con Rosina. Per comprendere che cosa possa essere
[14:45] Speaker 2: accaduto il 24 dicembre, diventa quindi necessario tornare ai mesi
[14:50] Speaker 2: precedenti e ricostruire i rapporti all'interno della villetta. Da febbraio
[14:55] Speaker 2: del 2020, Rosina ed Enrico condividevano la casa con la
[14:58] Speaker 2: figlia Arianna e il nipoto Enea. E nel corso di
[15:00] Speaker 2: quella convivenza, le tensioni erano diventate sempre più frequenti. Dopo
[15:06] Speaker 2: la morte di Rosina, amici, vicini e conoscenti raccontano di
[15:10] Speaker 2: discussioni ricorrenti all'interno della famiglia. Uno dei motivi principali riguardava
[15:16] Speaker 2: il denaro. L'attività familiare attraversava un periodo di difficoltà economica
[15:21] Speaker 2: e anche le spese quotidiane erano diventate terreno di scontro.
[15:26] Speaker 2: In alcune conversazioni, Rosina lamentava di avere a disposizione soltanto
[15:30] Speaker 2: 10 euro al giorno e rivendicava il fatto di aver
[15:33] Speaker 2: lavorato per tutta la vita contestando di dover dipendere dagli
[15:37] Speaker 2: altri anche per le proprie necessità. In una delle discussioni,
[15:42] Speaker 2: lei dice che il suo mantenimento costava alla famiglia circa 5.000
[15:45] Speaker 2: euro all'anno. Anche le sigarette che Rosina fumava abitualmente erano
[15:51] Speaker 2: motivo di continui contrasti. In una conversazione le viene fatto
[15:56] Speaker 2: notare che avrebbe potuto risparmiare proprio riducendo quella spesa. Il
[16:00] Speaker 2: denaro finiva quindi per entrare anche nelle questioni più ordinarie
[16:04] Speaker 2: della vita domestica. Secondo quanto Rosina raccontava ad alcune amiche,
[16:09] Speaker 2: la sua autonomia si era progressivamente ridotta. Le persone vicino
[16:13] Speaker 2: a lei riferirono che mangiava spesso separatamente dal resto della
[16:17] Speaker 2: famiglia e cucinava per conto proprio. Parlarono inoltre della perdita
[16:22] Speaker 2: della disponibilità dell'automobile, di difficoltà nell'utilizzo del telefono e di
[16:27] Speaker 2: limitazioni nelle spese personali. Alcune amiche sostennero anche che in
[16:32] Speaker 2: determinati periodi Rosina fosse rimasta senza acqua calda o con
[16:36] Speaker 2: il riscaldamento ridotto. Anche la casa era diventata motivo di discussione.
[16:41] Speaker 2: La proprietà era ormai intestata al nipote, Enea, mentre Rosina
[16:46] Speaker 2: ed Enrico continuavano ad avere il diritto di abitarvi. Durante
[16:50] Speaker 2: alcune liti questa nuova situazione patrimoniale entrava direttamente nelle discussioni.
[16:56] Speaker 2: In una conversazione viene contestato a Rosina che quella non
[16:59] Speaker 2: sarebbe più casa sua. Lei ribatte ricordando i sacrifici compiuti
[17:04] Speaker 2: negli anni e e rivendicando il proprio ruolo nella costruzione
[17:08] Speaker 2: del patrimonio familiare. Un altro motivo di contrasto riguardava il giardino,
[17:13] Speaker 2: uno degli spazi ai quali Rosina teneva maggiormente. Dopo il
[17:17] Speaker 2: trasferimento di Arianna ed Enea, alcune parti dell'area esterna vengono
[17:21] Speaker 2: modificate anche per adattarle alla presenza dei cani. Secondo alcune
[17:26] Speaker 2: ricostruzioni vengono tagliate piante e siepi, e viene cambiata parte
[17:30] Speaker 2: della recensione. Il rapporto con Arianna era particolarmente teso. Le
[17:36] Speaker 2: discussioni potevano diventare molto dure e nell'estate del 2020 si
[17:40] Speaker 2: verificò anche un episodio fisico. Durante un litigio, Rosina diede
[17:45] Speaker 2: uno schiaffo alla figlia. Arianna reagì spingendola. Enea Simonetti intervenne
[17:50] Speaker 2: in difesa della madre, ma fu Arianna stessa a fermarlo.
[17:55] Speaker 2: Anche tra Rosina ed Enea esistevano tensioni. Il ragazzo racconterà
[17:59] Speaker 2: che la nonna lo insultava, chiamandolo talvolta deficiente o stupido.
[18:04] Speaker 2: Enea era inoltre molto legato al nonno, Enrico, che nella
[18:08] Speaker 2: sua vita aveva rappresentato una figura particolarmente importante, mentre aveva
[18:12] Speaker 2: assistito alle frequente discussioni tra i due coniugi. Un episodio
[18:16] Speaker 2: particolarmente rilevante avvenne il 27 novembre 2020. Quel giorno Enea
[18:22] Speaker 2: ha problemi con la connessione internet e interviene sui cavi
[18:26] Speaker 2: mentre Rosina sta telefonando, interrompendole la comunicazione. Ne nasce una
[18:31] Speaker 2: discussione durante la quale il ragazzo danneggia un mobile. Rosina
[18:36] Speaker 2: chiama i carabinieri. Dice che suo nipote è impazzito, che
[18:39] Speaker 2: sta rompendo oggetti e chiede l'intervento di una pattuglia. Soprattutto,
[18:44] Speaker 2: afferma di avere paura. Ricorda di avere 78 anni, sottolinea
[18:48] Speaker 2: la corporatura del nipote e riferisce che in precedenza avrebbe
[18:52] Speaker 2: già tentato di metterle le mani addosso. A quella telefonata
[18:56] Speaker 2: però non segue una denuncia formale. Secondo una delle ricostruzioni,
[19:00] Speaker 2: Rosina avrebbe spiegato di voler soprattutto dare una lezione al nipote.
[19:06] Speaker 2: L'episodio viene quindi trattato in quel momento come una grave
[19:09] Speaker 2: lite familiare, senza che venga formalizzata un'accusa di maltrattamenti. Le
[19:14] Speaker 2: persone che conoscevano Rosina non descriveranno tutte nello stesso modo
[19:18] Speaker 2: ciò che accadeva nella villetta. L'altro figlio, Enea Orazzi, offrirà
[19:23] Speaker 2: per esempio una versione differente rispetto a quella di alcune amiche.
[19:28] Speaker 2: Racconterà che il proprio rapporto con la madre si era
[19:30] Speaker 2: deteriorato quando aveva deciso di lasciare l'attività di famiglia e
[19:34] Speaker 2: cambiare lavoro. Rosina avrebbe reagito accusandolo di essere un ingrato.
[19:39] Speaker 2: Il figlio la descrive come una donna forte, energica, difficile
[19:43] Speaker 2: da convincere e spesso insoddisfatta. Enea Orazzi riferirà anche che
[19:49] Speaker 2: Rosina gli aveva parlato dei problemi con Arianna, ma sostiene
[19:52] Speaker 2: che non gli avesse mai raccontato di subire violenze fisiche sistematiche,
[19:56] Speaker 2: né di temere abitualmente per la propria incolumità. Questa testimonianza
[20:01] Speaker 2: contrasta almeno in parte con quanto emerge dalla telefonata del
[20:04] Speaker 2: 27 novembre, e con ciò che alcune amiche racconteranno dopo
[20:08] Speaker 2: la morte. Anche il rapporto tra Rosina ed Enrico viene
[20:13] Speaker 2: descritto in maniera non univoca. Tra i due non mancavano
[20:16] Speaker 2: discussioni sul denaro, sulle sigarette e su vecchie gelosie, accompagnate
[20:21] Speaker 2: talvolta da insulti. Eppure il figlio Enea Orazzi descriverà il
[20:25] Speaker 2: padre come un uomo molto legato alla moglie, pur infastidito
[20:29] Speaker 2: dalle sue spese. Altre ricostruzioni ricordano che Enrico le portava
[20:33] Speaker 2: da mangiare e le consegnava il denaro che aveva a
[20:36] Speaker 2: sua disposizione. Ad alcune amiche invece Rosina aveva confidato un
[20:40] Speaker 2: disagio molto più profondo. Una testimone riferirà che la donna
[20:44] Speaker 2: temeva che qualcuno della famiglia potesse arrivare a ucciderla e
[20:48] Speaker 2: che avrebbe voluto lasciare qualcosa di scritto perché, se le
[20:51] Speaker 2: fosse successo qualcosa, rimanesse traccia di ciò che stava vivendo.
[20:56] Speaker 2: È una confidenza riportata da un'altra persona, e non la
[20:59] Speaker 2: prova dell'esistenza di un progetto contro di lei, ma mostra
[21:03] Speaker 2: il livello di preoccupazione che Rosina avrebbe manifestato nelle settimane
[21:07] Speaker 2: precedenti alla morte. Pochi giorni prima di Natale, decise infine
[21:12] Speaker 2: di rivolgersi al centro antiviolenza SOS Donna di Macerata. Parla
[21:16] Speaker 2: delle difficoltà vissute in famiglia, comprese quelle economiche, e concorda
[21:21] Speaker 2: un successivo incontro con un avvocato per valutare quale soluzione adottare.
[21:26] Speaker 2: L'operatrice che incontra Rosina non valuta in quel momento la
[21:29] Speaker 2: situazione come un'emergenza tale da richiedere l'attivazione immediata degli interventi
[21:34] Speaker 2: disponibili al centro. Rosina sceglie quindi di attendere il confronto
[21:38] Speaker 2: con un legale. Non farà in tempo ad averlo. Pochi
[21:42] Speaker 2: giorni dopo viene ritrovata morta nella cucina della sua casa.
[21:46] Speaker 2: Stabilire se tutto questo costituisse una normale, per quanto aspra,
[21:50] Speaker 2: conflittualità familiare, oppure qualcosa di più grave, sarà uno dei
[21:54] Speaker 2: temi centrali del procedimento giudiziario prima ancora del processo però
[21:59] Speaker 2: saranno le conversazioni degli stessi familiari a imprimere una nuova
[22:03] Speaker 2: svolta alle indagini la svolta arriva infatti quando le versioni
[22:08] Speaker 2: dei familiari cominciano a divergere e parallelamente le loro conversazioni
[22:12] Speaker 2: vengono sottoposte a intercettazione è Enea Simonetti uno dei primi
[22:17] Speaker 2: ad abbandonare almeno in parte il racconto iniziale ammette che
[22:22] Speaker 2: la rapina non c'è stata e sostiene di aver aderito
[22:25] Speaker 2: a una messa in scena organizzata dalla madre Arianna e
[22:28] Speaker 2: dal nonno Enrico. Continua però a dichiararsi estraneo all'omicidio. Dice
[22:33] Speaker 2: di aver mentito perché voleva proteggere le persone alle quali
[22:36] Speaker 2: era più legato e arriva a parlare di un possibile
[22:39] Speaker 2: incidente che avrebbe coinvolto sua madre. Arianna, almeno inizialmente, continua
[22:45] Speaker 2: invece a sostenere la presenza dell'intruso. Le versioni dei familiari
[22:49] Speaker 2: quindi non crollano tutte nello stesso momento. Mentre Enea prende
[22:53] Speaker 2: le distanze dal racconto comune, la madre continua per un
[22:56] Speaker 2: periodo a difendere la ricostruzione dello sconosciuto entrato nella villetta.
[23:01] Speaker 2: Proprio la reazione di Arianna alla nuova versione del figlio
[23:04] Speaker 2: diventa uno degli elementi osservati dagli investigatori. In una conversazione intercettata,
[23:10] Speaker 2: la donna contesta a Enea il riferimento a un incidente.
[23:14] Speaker 2: Osserva che una morte per strangolamento non può essere descritta
[23:17] Speaker 2: in quel modo e ragiona su ciò che l'autopsia avrebbe
[23:20] Speaker 2: potuto rivelare. Per gli inquirenti è un passaggio rilevante perché
[23:24] Speaker 2: Arianna fa riferimento alla possibilità che Rosina sia stata strozzata quando,
[23:29] Speaker 2: secondo la ricostruzione contenuta negli atti, le conclusioni medico- legali non
[23:34] Speaker 2: erano ancora state rese note. Questo non dimostra di per
[23:37] Speaker 2: sé come Arianna fosse venuta a conoscenza di quella circostanza.
[23:41] Speaker 2: Per gli investigatori, però, indica che la donna potrebbe sapere
[23:44] Speaker 2: più di quanto abbia raccontato. Le intercettazioni raccolte già dalla
[23:49] Speaker 2: mattina del 25 dicembre contengono altre frasi considerate significative. In
[23:54] Speaker 2: una conversazione con la madre, Enea le chiede se si
[23:57] Speaker 2: renda conto di quello che lui ha fatto e subito
[24:00] Speaker 2: dopo aggiunge di essere scappato via. Arianna gli dice di
[24:03] Speaker 2: non raccontare mai a nessuno ciò che ha fatto. In
[24:07] Speaker 2: questa fase sono elementi investigativi, soltanto in seguito i giudici
[24:11] Speaker 2: attribuiranno a quelle parole un preciso valore probatorio. Anche Enrico
[24:16] Speaker 2: viene intercettato, ma assume nel corso dell'indagine un atteggiamento generalmente
[24:20] Speaker 2: più silenzioso rispetto alla figlia e al nipote. Alcune delle
[24:24] Speaker 2: sue frasi verranno comunque prese in considerazione, insieme alle conversazioni
[24:28] Speaker 2: tra Arianna ed Enea, soprattutto durante il successivo processo. Il
[24:33] Speaker 2: 7 gennaio i tre vengono nuovamente interrogati e tutti scelgono
[24:36] Speaker 2: di avvalersi della facoltà di non rispondere. Le intercettazioni però proseguono.
[24:41] Speaker 2: In un primo periodo Arianna ed Enea parlano con una
[24:44] Speaker 2: certa libertà. Con il passare dei giorni iniziano a sospettare
[24:47] Speaker 2: che gli ambienti in cui si trovano possano essere controllati
[24:50] Speaker 2: e diventano più prudenti. Abbassano la voce, evitano alcuni argomenti
[24:55] Speaker 2: e in alcune occasioni utilizzano dei foglietti per comunicare. Prima
[25:00] Speaker 2: che questa cautela diventi sistematica, gli investigatori registrano però conversazioni
[25:05] Speaker 2: nelle quali Arianna ed Enea tornano proprio sulle anomalie della
[25:08] Speaker 2: falsa rapina. Uno dei problemi riguarda l'assenza di tracce riconducibili
[25:13] Speaker 2: al presunto intruso. Arianna dice di aver pensato che sarebbe
[25:17] Speaker 2: stato possibile utilizzare una scarpa per lasciare delle impronte all'esterno
[25:21] Speaker 2: o sulle scale e rendere più credibile la presenza di
[25:23] Speaker 2: uno sconosciuto. Lo stesso accade con i tempi del rientro
[25:27] Speaker 2: di Enea. Arianna suggerisce al figlio che nelle dichiarazioni successive
[25:32] Speaker 2: avrebbe potuto dire di aver perso più tempo prima di
[25:35] Speaker 2: entrare in casa. Gli propone di raccontare di essere rimasto
[25:39] Speaker 2: per un po' all'esterno, in modo da allungare l'intervallo tra
[25:42] Speaker 2: il suo arrivo e la telefonata al 112. Anche i cani,
[25:46] Speaker 2: la cui mancata reazione aveva già suscitato dubbi, tornano nelle conversazioni.
[25:52] Speaker 2: Arianna parla dell'errore di non aver pensato ad addormentarli o
[25:56] Speaker 2: comunque a neutralizzare la loro possibile reazione. Per gli investigatori
[26:01] Speaker 2: il significato di questi dialoghi sta soprattutto nel fatto che
[26:05] Speaker 2: che diversi punti deboli della rapina individuati durante gli accertamenti
[26:09] Speaker 2: vengono discussi dagli stessi familiari come elementi che avrebbero potuto
[26:13] Speaker 2: essere costruiti in maniera diversa. Le allusioni continuano anche nelle
[26:17] Speaker 2: settimane successive. Il 28 gennaio Arianna dice al figlio di
[26:21] Speaker 2: non voler neppure pensare a ciò che lui avrebbe fatto.
[26:25] Speaker 2: Enea le domanda a cosa si riferisca e la madre
[26:28] Speaker 2: conclude ricordando che non possono dire nulla. Anche questo scambio
[26:32] Speaker 2: viene acquisito e inserito nel quadro complessivo delle indagini. Il
[26:37] Speaker 2: giorno precedente, il 27 gennaio, gli investigatori avevano effettuato anche
[26:42] Speaker 2: un altro accertamento. I familiari vengono pesati per confrontarne la
[26:46] Speaker 2: corporatura con il tipo di compressione rilevata sul corpo di Rosina. Intercettati,
[26:52] Speaker 2: Arianna ed Enea si interrogano sul motivo di quella verifica.
[26:57] Speaker 2: A questo punto l'indagine torna su ciò che era avvenuto
[26:59] Speaker 2: prima del 24 dicembre. È dall'analisi delle comunicazioni precedenti alla
[27:05] Speaker 2: morte di Rosina che emerge uno degli elementi più delicati
[27:08] Speaker 2: dell'intera inchiesta. Gli investigatori recuperano una chat su Instagram tra
[27:14] Speaker 2: Arianna ed Enea datata il 16 dicembre, otto giorni prima dell'omicidio.
[27:20] Speaker 2: Arianna chiede al figlio se le conversazioni sulla piattaforma possano
[27:23] Speaker 2: essere cancellate e, poco dopo … lo invita a raggiungerla
[27:27] Speaker 2: perché avrebbe iniziato a studiare un piano. Secondo quanto ricostruito,
[27:32] Speaker 2: Enea cancella quella conversazione, mentre Arianna non lo fa. Il
[27:37] Speaker 2: contenuto materiale del messaggio è questo. È invece la procura
[27:41] Speaker 2: a interpretare il riferimento al piano come un possibile indizio
[27:44] Speaker 2: di preparazione dell'omicidio di Rosina. Secondo questa lettura, ciò che
[27:49] Speaker 2: avvenne il 24 dicembre non sarebbe nato improvvisamente, ma sarebbe
[27:53] Speaker 2: stato pensato in precedenza. La chat diventa quindi uno degli
[27:57] Speaker 2: elementi utilizzati dall'accusa per sostenere la tesi della premeditazione. Gli
[28:03] Speaker 2: investigatori esaminano inoltre alcune ricerche effettuate da Arianna sul caso
[28:07] Speaker 2: di Renata Rapposelli, una donna uccisa dal figlio e dal
[28:11] Speaker 2: marito mediante strangolamento. Arianna sostiene di essersi interessata alla vicenda
[28:16] Speaker 2: per semplice curiosità. Gli inquirenti ritengono invece possibile che quelle
[28:20] Speaker 2: ricerche fossero collegate alla preparazione del delitto. Anche in questo caso, quindi,
[28:26] Speaker 2: il comportamento è accertato, mentre il suo significato rimane oggetto
[28:30] Speaker 2: di interpretazione. Mettendo insieme la falsa rapina, le conversazioni sugli
[28:36] Speaker 2: errori della messa in scena, le frasi di Enea, i
[28:39] Speaker 2: riferimenti di Arianna alle modalità della morte, la chat del
[28:43] Speaker 2: 16 dicembre e le ricerche effettuate prima dell'omicidio, la procura
[28:47] Speaker 2: arriva a formulare una ricostruzione molto più grave rispetto a
[28:51] Speaker 2: quella iniziale. All'alba del 12 febbraio 2021, i carabinieri raggiungono
[28:56] Speaker 2: Arianna Orazzi ed Enea Simonetti nei locali dell'attività familiare di Autoricambi,
[29:01] Speaker 2: a Monte Cassiano, dove da qualche tempo dormivano perché la
[29:05] Speaker 2: villetta era ancora sotto sequestro. I due vengono arrestati con
[29:09] Speaker 2: l'accusa di omicidio premeditato. Enrico non viene arrestato in quella circostanza.
[29:15] Speaker 2: Gli arresti non stabiliscono ancora chi abbia ucciso Rosina né
[29:19] Speaker 2: quale ruolo abbia avuto ciascuno dei familiari. Sarà davanti ai
[29:23] Speaker 2: giudici che intercettazioni, chat, testimonianze e dati medico- legali dovranno essere
[29:28] Speaker 2: valutati per stabilire quali responsabilità possono essere effettivamente attribuite ad Enea,
[29:34] Speaker 2: Arianna ed Enrico. Dopo gli arresti del 12 febbraio, la
[29:38] Speaker 2: vicenda entra nella fase generale. Tre giorni più tardi Arianna
[29:42] Speaker 2: Orazzi e Enea Simonetti vengono interrogati, ma entrambi scelgono di
[29:47] Speaker 2: avvalersi della facoltà di non rispondere. La procura chiede una
[29:51] Speaker 2: misura cautelare anche per Enrico Orazzi, richiesta che non viene accolta.
[29:56] Speaker 2: In seguito Arianna ammette almeno un elemento ormai difficilmente sostenibile.
[30:00] Speaker 2: Il rapinatore descritto la sera del 24 dicembre non è
[30:04] Speaker 2: mai esistito. Da quel momento il nodo centrale non è
[30:07] Speaker 2: più stabilire se la rapina sia stata simulata, ma comprendere
[30:11] Speaker 2: chi abbia ucciso Rosina e quale ruolo abbiano avuto i
[30:13] Speaker 2: familiari nella sua morte e nella successiva messa in scena.
[30:18] Speaker 2: La procura sostiene una ricostruzione che attribuisce responsabilità molto più
[30:22] Speaker 2: ampie rispetto al semplice depistaggio. Al termine del processo di
[30:26] Speaker 2: primo grado, il pubblico ministero Vincenzo Carusi chiede l'ergastolo per
[30:31] Speaker 2: tutti e tre gli imputati. L'accusa valorizza nel loro insieme
[30:35] Speaker 2: gli elementi raccolti durante le indagini, le intercettazioni, le conversazioni
[30:39] Speaker 2: precedenti e successive al delitto, la falsa rapina, le tensioni
[30:42] Speaker 2: familiari e le questioni economiche emerse nei mesi precedenti. La
[30:47] Speaker 2: Corte d'Assise rimacerata, però, arriva a conclusioni differenti. Il 15
[30:52] Speaker 2: dicembre 2022, Enea Simonetti viene condannato all'ergastolo per l'omicidio della nonna.
[30:58] Speaker 2: Arianna ed Enrico vengono invece condannati a due anni per
[31:01] Speaker 2: simulazione di reato e assolti dall'accusa di aver partecipato all'omicidio.
[31:07] Speaker 2: Tutti e tre vengono inoltre assolti dal reato di maltrattamenti
[31:10] Speaker 2: in famiglia. Le motivazioni della sentenza, sviluppate in centinaia di pagine,
[31:15] Speaker 2: ricostruiscono l'omicidio attribuendolo a una sola persona, Enea Simonetti. I
[31:20] Speaker 2: giudici analizzano innanzitutto gli ultimi movimenti documentati del ragazzo nella villetta.
[31:27] Speaker 2: Alle 16.46 del 24 dicembre, Enea scatta alcune fotografie in giardino.
[31:33] Speaker 2: Alle 17.14 risponde a un messaggio di auguri su WhatsApp.
[31:38] Speaker 2: Dopo quel momento, nonostante continui a ricevere messaggi, non interagisce
[31:43] Speaker 2: più con il telefono. La corte colloca la morte di
[31:46] Speaker 2: Rosina in una fascia compresa tra le 17.15 e le 17.47.
[31:50] Speaker 2: Secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, non si può escludere
[31:56] Speaker 2: che Enea, muovendosi all'interno della casa, abbia incontrato la nonna
[32:00] Speaker 2: e che tra i due sia scoppiata una nuova discussione.
[32:04] Speaker 2: Il rapporto tra nonna e nipote diventa centrale anche nella
[32:07] Speaker 2: valutazione del possibile movente. Enea aveva raccontato che Rosina lo
[32:12] Speaker 2: insultava frequentemente e il giovane era molto legato al nonno Enrico,
[32:16] Speaker 2: che per lui aveva rappresentato una figura quasi paterna. Aveva
[32:20] Speaker 2: inoltre assistito alle discussioni tra i due coniugi e al
[32:22] Speaker 2: modo offensivo con cui, secondo quanto emerso, Rosina poteva rivolgersi
[32:27] Speaker 2: al marito. Poche settimane prima dell'omicidio, inoltre, Rosina aveva chiamato
[32:32] Speaker 2: i carabinieri proprio dopo una grave lite con il nipote.
[32:35] Speaker 2: Secondo la corte, durante un nuovo scontro, Enea avrebbe potuto
[32:39] Speaker 2: temere che la nonna si rivolgesse ancora alle forze dell'ordine
[32:42] Speaker 2: o decidesse di coinvolgere un avvocato. I giudici individuano quindi
[32:46] Speaker 2: nel rapporto deteriorato tra i due e nel rancore accumulato
[32:50] Speaker 2: nel tempo alcuni degli elementi utili a spiegare l'aggressione. La
[32:54] Speaker 2: corte ritiene inoltre che Enea fosse pienamente consapevole della propria
[32:58] Speaker 2: superiorità fisica rispetto alla nonna 78enne. Secondo la ricostruzione della sentenza,
[33:04] Speaker 2: l'aggressione sarebbe durata pochi minuti, durante i quali Rosina sarebbe
[33:08] Speaker 2: stata soffocata attraverso la compressione del torace, l'occlusione della bocca
[33:12] Speaker 2: e del naso e la pressione esercitata sul collo. Anche
[33:16] Speaker 2: l'alibi del supermercato viene respinto. La presenza di Enea fuori
[33:19] Speaker 2: casa è documentata, ma secondo i giudici copre un periodo
[33:23] Speaker 2: successivo alla fascia temporale nella quale collocano l'omicidio. Di conseguenza,
[33:28] Speaker 2: non esclude che il ragazzo fosse ancora nella villetta tra
[33:31] Speaker 2: le 17.15 e le 17.47. La corte interpreta inoltre la
[33:37] Speaker 2: successiva permanenza fuori casa come un possibile tentativo di costruirsi
[33:41] Speaker 2: un alibi. Il ruolo attribuito alla madre è però diverso.
[33:45] Speaker 2: Secondo il primo grado, Arianna non avrebbe partecipato materialmente all'omicidio.
[33:51] Speaker 2: Avrebbe compreso ciò che era accaduto solo successivamente e e
[33:54] Speaker 2: da quel momento avrebbe cercato di proteggere il figlio attraverso
[33:58] Speaker 2: la costruzione della falsa rapina. Anche Enrico viene considerato estraneo
[34:03] Speaker 2: all'esecuzione dell'omicidio e responsabile soltanto della successiva simulazione. La corte
[34:09] Speaker 2: esclude inoltre che sia stato provato un sistematico quadro di
[34:12] Speaker 2: maltrattamenti ai danni di Rosina. Diverse testimonianze vengono considerate contraddittorie
[34:17] Speaker 2: o insufficienti, mentre alcuni episodi sono interpretati come espressione di
[34:22] Speaker 2: una conflittualità familiare reciproca. I giudici valorizzano anche il fatto
[34:27] Speaker 2: che Rosina non avesse presentato una denuncia formale contro i
[34:30] Speaker 2: familiari e che quando si sia rivolta al centro antiviolenza
[34:33] Speaker 2: non fosse stata individuata una situazione di emergenza tale da
[34:37] Speaker 2: richiedere un intervento immediato. È la valutazione del primo grado
[34:41] Speaker 2: e sarà uno dei punti rimessi in discussione successivamente. La
[34:45] Speaker 2: sentenza viene infatti impugnata sia dalla procura sia dalla difesa
[34:49] Speaker 2: di Enea. Le difese di Arianna ed Enrico non presentano
[34:52] Speaker 2: autonomamente ricorso contro la decisione che li aveva condannati per simulazione,
[34:57] Speaker 2: ma le loro posizioni tornano comunque davanti ai giudici perché
[35:00] Speaker 2: la procura contesta le assoluzioni più importanti. L'accusa sostiene che
[35:05] Speaker 2: Arianna abbia avuto un ruolo molto più grave nell'omicidio e
[35:08] Speaker 2: chiede che venga rivalutato anche il quadro dei maltrattamenti. La
[35:12] Speaker 2: difesa di Enea, al contrario, continua a sostenere l'innocenza del ragazzo,
[35:17] Speaker 2: contestando soprattutto la ricostruzione temporale e il significato attribuito agli
[35:21] Speaker 2: elementi raccolti durante le indagini. Il processo d'appello inizia il
[35:25] Speaker 2: 13 marzo 2024, davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Ancona.
[35:31] Speaker 2: Il 24 aprile viene ascoltata anche Irena Ortolani, l'operatrice del
[35:35] Speaker 2: centro antiviolenza alla quale Rosina si era rivolta pochi giorni
[35:38] Speaker 2: prima di Natale. Poi, il 29 maggio, arriva il passaggio
[35:42] Speaker 2: più inatteso del processo. Enrico Orazzi legge in aula una
[35:47] Speaker 2: dichiarazione nel quale si attribuisce personalmente l'omicidio della moglie. Racconta
[35:53] Speaker 2: di verso il preso Rosina mentre fumava, nonostante gli avesse
[35:56] Speaker 2: chiesto più volte di smettere. Secondo la sua nuova versione,
[36:00] Speaker 2: lei gli avrebbe risposto male e lui, perdendo il controllo,
[36:03] Speaker 2: l'avrebbe afferrata per il collo fino a farla svenire. È
[36:07] Speaker 2: una ricostruzione completamente diversa da quella accolta in primo grado.
[36:11] Speaker 2: Fino a quel momento Enrico non si era mai considerato
[36:14] Speaker 2: l'autore materiale dell'omicidio. La corte d'appello, però, non ritiene credibile
[36:19] Speaker 2: la sua confessione. Secondo l'accusa e i giudici … Enrico
[36:23] Speaker 2: avrebbe cercato di assumersi la responsabilità nel tentativo di proteggere
[36:27] Speaker 2: la figlia e il nipote. Gli atti vengono quindi trasmessi
[36:31] Speaker 2: alla procura perché valuti l'eventuale sussistenza del reato di autocalunnia.
[36:36] Speaker 2: La sentenza d'appello ribalta profondamente quella pronunciata nel 2022. Aianna
[36:41] Speaker 2: Orazzi viene condannata all'ergastolo. Enea Simonetti viene condannato a 27
[36:46] Speaker 2: anni per l'omicidio premeditato e pluriaggravato di Rosina. Enrico viene
[36:51] Speaker 2: condannato a 4 anni e 6 mesi per maltrattamenti. La
[36:55] Speaker 2: corte riconosce infatti tutti e tre responsabili delle vessazioni subite
[36:59] Speaker 2: da Rosina all'interno della famiglia. Anche l'interpretazione del contesto precedente
[37:04] Speaker 2: al delitto cambia. Secondo la ricostruzione dell'accusa colta in appello,
[37:09] Speaker 2: Rosina sarebbe stata progressivamente privata della disponibilità dei propri beni
[37:13] Speaker 2: e sottoposta a un clima di vessazioni, soprattutto economiche. Gli
[37:18] Speaker 2: elementi precedenti al 24 dicembre, compresa la chat nella quale
[37:22] Speaker 2: Arianna parlava di un piano, vengono valorizzati a sostegno della
[37:25] Speaker 2: tesi secondo cui l'omicidio fosse stato preparato e non costituisse
[37:29] Speaker 2: soltanto l'esito improvviso di una nuova discussione. Le due decisioni
[37:33] Speaker 2: giudiziarie restituiscono quindi ricostruzioni profondamente differenti. In primo grado Enea
[37:39] Speaker 2: viene considerato l'unico autore dell'omicidio, mentre Arianna avrebbe partecipato soltanto
[37:43] Speaker 2: al successivo depistaggio e i maltrattamenti non vengono ritenuti provati.
[37:48] Speaker 2: In appello viene invece ricostruita anche la responsabilità di Arianna
[37:51] Speaker 2: nell'omicidio e viene accertato un precedente quadro di maltrattamenti ai
[37:55] Speaker 2: danni di Rosina. La confessione d'Enrico introduce una terza versione,
[38:00] Speaker 2: ma la Corte non la ritiene attendibile. Dopo la sentenza
[38:04] Speaker 2: d'appello viene indicata la possibilità per le difese di ricorrere
[38:07] Speaker 2: in cassazione, ma non viene riportato alcun successivo giudizio. La
[38:11] Speaker 2: ricostruzione del caso si conclude quindi con due differenti letture
[38:15] Speaker 2: giudiziarie dell'omicidio e una confessione che, secondo i giudici d'appello,
[38:20] Speaker 2: non corrisponde a quanto realmente accaduto.

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