# 92 - | Ispirazioni mattutine con Lama Michel Rinpoche

An episode of [Ispirazioni mattutine con Lama Michel Rinpoche](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1823510541), 14 Sep 2026, 48 min.

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14 settembre 2026 - Albagnano Healing Meditation Centre Sostieni gli insegnamenti con una donazione Scopri di più su NgalSo

## Transcript

[0:07] Speaker 2: esiste una sfida io credo che nel nostro percorso ci
[0:16] Speaker 2: sono diverse sfide una di queste non so se principale
[0:25] Speaker 2: o meno comunque una sfida importante che noi abbiamo è
[0:28] Speaker 2: importante sia come risultato sia come presenza, è la sfida
[0:34] Speaker 2: di riuscire gradualmente ad avere chiarezza su che cosa stiamo sentendo.
[0:44] Speaker 2: Quello che accade è che noi abbiamo la tendenza, di solito,
[0:48] Speaker 2: di dare un nome, di discernere quello che sentiamo sulla
[0:56] Speaker 2: base del contesto in cui ci troviamo. Quindi quello che
[1:01] Speaker 2: succede è che se sento una tensione, sento qualcosa dentro,
[1:06] Speaker 2: sono nervoso, io guardo intorno a me e mi chiedo
[1:11] Speaker 2: perché sono nervoso e cercherò una ragione intorno a me.
[1:16] Speaker 2: Se mi sento solo, guarderò intorno a me e cercherò
[1:21] Speaker 2: perché mi sento solo. E così via. E... Dal punto
[1:30] Speaker 2: di vista degli insegnamenti tradizionali, è molto chiaro il fatto
[1:34] Speaker 2: che noi viviamo il mondo intorno a noi tramite quello
[1:40] Speaker 2: che noi siamo dentro. Ossia, la situazione che vivo, quello
[1:45] Speaker 2: che c'è intorno a me, inevitabilmente è uno specchio di me. Ok?
[1:54] Speaker 2: Quando noi diciamo che sia uno specchio, non è che
[1:56] Speaker 2: la persona che sta parlando a me in un certo
[1:59] Speaker 2: modo è uno specchio di me perché quella situazione accade
[2:03] Speaker 2: perché io sono in un certo modo. Non stiamo dicendo quello.
[2:07] Speaker 2: Stiamo dicendo che il modo in cui io la vivo,
[2:11] Speaker 2: la reazione che io ho, il modo in cui quello
[2:16] Speaker 2: appare a me e io lo vivo, è un riflesso
[2:20] Speaker 2: di qualcosa mio. Ok? Io non potrò mai reagire con
[2:27] Speaker 2: aggressività se io non ho quell'aggressività in me. Io non
[2:32] Speaker 2: potrò mai sentirmi solo se non c'è un luogo di
[2:36] Speaker 2: solitudine dentro di me. Io non potrò mai sentire invidia
[2:42] Speaker 2: se quello non riflette qualcosa che è dentro di me.
[2:47] Speaker 2: Perciò la realtà che noi abbiamo intorno a noi Il
[2:51] Speaker 2: modo come noi viviamo ogni cosa è un riflesso di
[2:55] Speaker 2: quello che c'è dentro di noi e non il contrario.
[3:00] Speaker 2: La nostra tendenza è viverlo come se fosse il contrario.
[3:03] Speaker 2: La rabbia che ho è perché quella cosa è così
[3:06] Speaker 2: e cos'ha. L'invidia che sento è perché c'è quella situazione lì.
[3:10] Speaker 2: La gelosia che ho è perché c'è quell'altra situazione. Mi
[3:13] Speaker 2: sento triste, mi sento solo, mi sento abbandonato, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera. Perché? Perché?
[3:20] Speaker 2: perché c'è questa, quella, quell'altra situazione. E anche quando noi
[3:26] Speaker 2: non riusciamo ad avere chiarezza su quale sia l'emozione che
[3:31] Speaker 2: noi stiamo sentendo, noi cerchiamo di capire l'emozione guardando intorno
[3:37] Speaker 2: a noi e osservando il contesto in cui ci troviamo.
[3:45] Speaker 2: Esiste uno studio abbastanza simpatico per me, dove ho sentito
[3:52] Speaker 2: parlare di questo studio, dove hanno preso delle persone in
[3:55] Speaker 2: modo aleatorio e li hanno fatto sperimentare, hanno diviso il
[4:00] Speaker 2: gruppo in modo aleatorio e una parte del gruppo, a
[4:05] Speaker 2: tutti loro, gli facevano una piccola dose di adrenalina. L'adrenalina
[4:14] Speaker 2: cosa fa? Attiva. E quindi quello che succedeva è che
[4:19] Speaker 2: alcune persone... sapevano di avere l'adrenalina altri non sapevano e
[4:25] Speaker 2: poi mettevano quella persona davano la dose e la mettevano
[4:29] Speaker 2: in una stanza dove entrava qualcuno in certi casi la
[4:33] Speaker 2: persona che entrava era una persona molto gioiosa però molto
[4:39] Speaker 2: estrovertita che parlava molto alto era molto intensa una gioia
[4:44] Speaker 2: molto intensa in altri casi invece entrava qualcuno che era
[4:50] Speaker 2: intenso però aggressivo, nervoso, eccetera, e in altri casi neutro,
[4:56] Speaker 2: non c'era niente. La cosa interessante che hanno visto è
[5:00] Speaker 2: che le persone che hanno ricevuto la piccola dose di
[5:07] Speaker 2: adrenalina ed erano consapevoli di averla ricevuta, quando stavano con
[5:13] Speaker 2: la persona che era nervosa piuttosto che con quella che
[5:16] Speaker 2: era gioiosa, comunque dicevano io mi sento agitato perché ho
[5:23] Speaker 2: preso l'adrenalina. Avevano quella consapevolezza lì, si sentivano agitati a
[5:30] Speaker 2: causa dell'adrenalina. Quelli che avevano preso la stessa dose di
[5:34] Speaker 2: adrenalina e non sapevano di averla presa, che stavano con
[5:40] Speaker 2: qualcuno di gioioso, uscivano di lì attivati dicendo si sentivano gioiosi,
[5:45] Speaker 2: si sentivano come se avessero, come si può dire, che
[5:50] Speaker 2: quella agitazione che avevano era perché erano stati influenzati dalla
[5:54] Speaker 2: persona gioiosa. Quindi si sentivano un po' hype, per dire.
[6:00] Speaker 2: E quella invece che era stata, che non sapeva di
[6:03] Speaker 2: aver preso l'adrenalina ed era stata con la persona nervosa,
[6:06] Speaker 2: uscivano di lì che si sentivano nervosi. Io sono arrabbiato,
[6:10] Speaker 2: sono nervoso. La sensazione interna di agitazione, di essere attivati,
[6:20] Speaker 2: era causata principalmente dall'adrenalina che avevano preso. Come ognuno si sentiva,
[6:29] Speaker 2: lo proiettava secondo del contesto in cui si trovava. Questo
[6:36] Speaker 2: è uno studio per far vedere che quello che noi
[6:39] Speaker 2: facciamo naturalmente, che cos'è? Io sento qualcosa, guardo intorno a
[6:46] Speaker 2: me e cerco di capire come mai sto sentendo quello.
[6:54] Speaker 2: Quello che accade, che noi spesso non riusciamo a capire,
[6:58] Speaker 2: è che non è che quello che io sento è
[7:03] Speaker 2: il riflesso di quello che accade. È il modo in
[7:07] Speaker 2: cui io vivo ciò che accade che è il riflesso
[7:10] Speaker 2: di quello che sento, di quello che sta accadendo dentro
[7:12] Speaker 2: di me. Non so se è chiaro questa differenza. E
[7:19] Speaker 2: uno degli aspetti che ci fa vedere questo molto chiaramente
[7:23] Speaker 2: è anche quello che abbiamo parlato più volte che fa
[7:27] Speaker 2: riferimento a questo sistema reticolare ascendente che poi quando andiamo
[7:32] Speaker 2: a vedere negli insegnamenti buddhisti Entriamo nei 51 fattori mentali,
[7:36] Speaker 2: 5 fattori mentali ogni presenti, c'è la attenzione, che è
[7:41] Speaker 2: la parte della mente che va a porre l'attenzione su
[7:47] Speaker 2: una cosa piuttosto che un'altra. A secondo di dove c'ho
[7:51] Speaker 2: l'attenzione è quello che viene a gala nella mia coscienza
[7:55] Speaker 2: o meno. Perciò quello che accade qua è, senza adesso
[8:00] Speaker 2: ripetere cose che abbiamo già detto in tante occasioni, Uno
[8:04] Speaker 2: dei filtri principali a secondo del quale io vado a
[8:09] Speaker 2: dare importanza a un'informazione piuttosto che a un'altra, perché ricordiamoci, no?
[8:16] Speaker 2: Così indicativamente noi abbiamo ogni secondo 11 milioni di informazioni
[8:21] Speaker 2: che riguardano il mondo esterno, non riguardano le nostre memorie, emozioni,
[8:26] Speaker 2: riguardano il mondo esterno, 11 milioni, di cui di solito
[8:30] Speaker 2: saremo consapevole, c'è chi dice... Dieci, venti, quaranta, cinquanta. C'è
[8:37] Speaker 2: addirittura chi dice duemila, ma cambia poco. Anche fossero duemila
[8:41] Speaker 2: su undici milioni. Comunque sia è un raggio estremamente piccolo.
[8:49] Speaker 2: E dove noi andiamo a direzionare quel laser in mezzo
[8:53] Speaker 2: a tutto quello che c'è, una delle forze principali che
[8:57] Speaker 2: va a direzionare questo sono le nostre emozioni. Quindi se
[9:02] Speaker 2: io mi sento solo, Io come vedo il mondo? Quali
[9:06] Speaker 2: sono gli aspetti della realtà che mi appare che vengono
[9:10] Speaker 2: a gala? Tutto ciò che va a sostenere quel sentimento.
[9:18] Speaker 2: Se mi sento arrabbiato vedrò ciò che non va. Se
[9:21] Speaker 2: mi sento triste vedrò ciò che non ho, piuttosto che. Quindi,
[9:29] Speaker 2: quello che accade è che per me una delle cose
[9:31] Speaker 2: molto importanti è che quando noi abbiamo delle sensazioni forti,
[9:40] Speaker 2: non aver fretta di puntare il dito addosso a qualcosa.
[9:47] Speaker 2: Io mi ricordo sempre, una volta che sono andato dall'Amagance,
[9:52] Speaker 2: mi sa che era vicino a Capodano, se mi ricordo bene, eccetera.
[9:56] Speaker 2: Perché poi io per tanti anni, arrivando a Capodano, mi
[9:59] Speaker 2: mettevo triste. non so perché perché anche noi abbiamo una
[10:04] Speaker 2: realtà ciclica ci sono periodi cose eccetera io verso Capodano
[10:09] Speaker 2: così ma mi ricordo sin da piccolo non mi è
[10:10] Speaker 2: mai piaciuto il Capodano e oggi è passato è cambiato
[10:15] Speaker 2: in qualche modo è passata quella fase però per tanto
[10:17] Speaker 2: tempo è stato così E una volta ero lì, era
[10:20] Speaker 2: vicino a Capodanno, mi ricordo che stavo triste, non stavo bene.
[10:24] Speaker 2: Vado dalla Magance Rimpo, ci dico Rimpo, guarda cosa c'è,
[10:28] Speaker 2: dico non sto bene, sono triste. Rimpo molto gentilmente mi dice,
[10:33] Speaker 2: ma che cosa c'è che non va? Dimmi cosa che
[10:36] Speaker 2: non va, lo risolviamo subito. Rimpo è sempre super attento
[10:41] Speaker 2: con me. Quando lui mi dice questo, io mi sono
[10:45] Speaker 2: messo a immaginare le cose che secondo me sarebbe meglio
[10:50] Speaker 2: se fossero diverse. E così in pochi secondi avevo almeno
[10:56] Speaker 2: una decina in mente. Poi mi sono messo a immaginare
[11:02] Speaker 2: come sarebbe se quelle cose cambiassero. E mi sono immaginato
[11:09] Speaker 2: in quella situazione. E mi sono accorto che quella tristezza
[11:15] Speaker 2: non aveva nulla a che fare con nessuna di quelle.
[11:20] Speaker 2: che quella tristezza sarebbe rimasta, che quella cosa fosse così,
[11:24] Speaker 2: che quell'altra fosse cambiata, piuttosto che quell'altro. Quindi non aveva
[11:28] Speaker 2: nulla a che fare direttamente con quelle cose. E lì
[11:32] Speaker 2: ho detto a Rempoche, ho detto a Rempoche, la verità
[11:35] Speaker 2: è che io non so esattamente da dove viene questa tristezza.
[11:39] Speaker 2: E gli ho detto, guarda, facciamo una cosa, lasciamo dare
[11:45] Speaker 2: un po' di tempo e spazio affinché o venga a
[11:50] Speaker 2: gala c'è un termine in tibetano che dice affinché il
[11:54] Speaker 2: suo colore vero si manifesti questo fa riferimento che certe
[11:59] Speaker 2: volte se tu hai in tibetano si usa questa analogia
[12:04] Speaker 2: di un qualcosa di rame bagnato in oro o in
[12:09] Speaker 2: argento e quello che succede è che sembra oro però
[12:14] Speaker 2: deve solo aspettare un po' di tempo perché il rame
[12:16] Speaker 2: venga fuori E quindi c'è questa cosa che dice, dai
[12:22] Speaker 2: solo il tempo perché il vero colore viene fuori. E
[12:26] Speaker 2: quindi io gli ho detto, magari c'è solo bisogno di
[12:29] Speaker 2: dare un po' di tempo affinché il vero colore di
[12:31] Speaker 2: quello che sto sentendo venga fuori, o che magari passi.
[12:37] Speaker 2: Però finché non ho chiarezza da dove viene, quali sono
[12:41] Speaker 2: le ragioni di quello che sto sentendo, è inutile cercare
[12:45] Speaker 2: a puntare su una cosa piuttosto che su un'altra. E
[12:50] Speaker 2: per me quel momento era uno di questi momenti magici,
[12:53] Speaker 2: che è proprio la benedizione del guru, e con la
[12:57] Speaker 2: magancia a me mi è capitato tante volte, di andare
[12:59] Speaker 2: da lui, avere una questione dove non avevo chiarezza, qualcosa,
[13:05] Speaker 2: porre una domanda, e lui non è che mi dava
[13:07] Speaker 2: la risposta, ma essere nella sua presenza e porgli la domanda,
[13:11] Speaker 2: trovavo la risposta. Questo è qualcosa che a me è
[13:15] Speaker 2: capitato tante volte. Poi la magance pochissime volte nella mia
[13:18] Speaker 2: vita mi disse, fai così. Anche quando andavo e dicevo,
[13:23] Speaker 2: cosa devo fare? Tu cosa vuoi fare? Tu come lo vedi?
[13:27] Speaker 2: Sempre ha dato questo, a cui ringrazio tanto, anche per
[13:31] Speaker 2: avermi dato questa possibilità di nutrire quella capacità di prendere
[13:39] Speaker 2: le mie proprie decisioni. Comunque questo è un altro argomento.
[13:44] Speaker 2: Quella volta lì mi era capitato che erano passati dei mesi,
[13:48] Speaker 2: poi ero andato a studiare per tre mesi in Tibet,
[13:52] Speaker 2: a Tashilumpo, ero tornato e quando sono tornato un giorno
[13:56] Speaker 2: mi sono accorto che quella tristezza non c'era più. E
[14:00] Speaker 2: sono riuscito a capire la mia propria dinamica da dove
[14:05] Speaker 2: veniva quella tristezza, quali erano gli aspetti collegati con quella tristezza.
[14:12] Speaker 2: Però la chiave più importante per me è stato il
[14:15] Speaker 2: fatto di non reagire in quel momento e non vittimizzarmi,
[14:23] Speaker 2: non reagire, mettere la mia energia nelle cose che invece
[14:28] Speaker 2: mi nutrivano, nelle cose che erano positive, che mi facevano bene,
[14:33] Speaker 2: a me, agli altri, le cose positive, vedere quello che sentivo,
[14:39] Speaker 2: non far finta che non ci fosse, dando lo spazio
[14:42] Speaker 2: con calma perché quello potesse avere più chiarezza o passare.
[14:50] Speaker 2: E questo secondo me è una delle tecniche importanti, perché
[14:57] Speaker 2: tutti noi abbiamo le nostre storie. E una delle cose
[15:02] Speaker 2: che mi viene in mente è che quando noi siamo
[15:04] Speaker 2: dentro qualcosa è molto più difficile di vederlo. E' per
[15:11] Speaker 2: questo che ogni tanto anche dobbiamo prendere spazio. Ogni tanto
[15:16] Speaker 2: abbiamo bisogno di stare un po' soli, ogni tanto abbiamo
[15:20] Speaker 2: bisogno di uscire un po' dal contesto in cui siamo,
[15:31] Speaker 2: perché se noi non prendiamo spazio, quello che succede è
[15:39] Speaker 2: che diventa troppo forte quello che stiamo sentendo. Quindi, certe volte,
[15:46] Speaker 2: quando noi vediamo che essere in un contesto, quel contesto
[15:51] Speaker 2: in qualche modo comunque sia, non è la causa di
[15:54] Speaker 2: quello che stiamo sentendo, ma è il trigger, come si
[15:58] Speaker 2: dice in italiano, il fattore scatenante che fa che quella
[16:04] Speaker 2: emozione venga fuori. Perché quando siamo presi da una forte emozione,
[16:12] Speaker 2: quello che succede è che comunque sia diventa difficile gestirla
[16:18] Speaker 2: e diventa difficile per noi, principalmente se non siamo abituati,
[16:22] Speaker 2: diventa difficile non cercare la causa intorno a noi. Permetterci
[16:29] Speaker 2: di osservare quello che sentiamo e cercare di capire quali
[16:33] Speaker 2: sono le cause più profonde per poter a nostra volta affrontarle, eccetera,
[16:40] Speaker 2: perché ovviamente Qua apro una parentesi veloce. Quello che accade
[16:44] Speaker 2: è questo. Io ho un sentimento, per esempio, di solitudine.
[16:50] Speaker 2: O di abbandono. O di una forte rabbia. Ok? O
[16:55] Speaker 2: di una forte insoddisfazione. Possono essere tante cose. Ho quel
[17:00] Speaker 2: sentimento lì. Quello di solito è qualcosa che è profondo
[17:07] Speaker 2: dentro di noi, in certi casi sono abitudini di condizionamenti
[17:10] Speaker 2: profondi che portiamo da altre vite o dalla nostra infanzia,
[17:16] Speaker 2: certe volte possono essere connessi con situazioni che abbiamo vissuto
[17:20] Speaker 2: in un modo anche ripetitivo in un certo periodo della
[17:23] Speaker 2: nostra vita, specialmente verso i primi anni di vita, che
[17:28] Speaker 2: non sono stati risolti bene, altre volte sono stati momenti
[17:33] Speaker 2: specifici che hanno lasciato quella ferita forte e non siamo
[17:37] Speaker 2: riusciti a chiudere quel ciclo, ma quello che accade è
[17:41] Speaker 2: che finché, usiamo questa analogia, quella ferita non viene del
[17:46] Speaker 2: tutto guarita, farà tutto il possibile per essere vista. Quindi
[17:54] Speaker 2: ritornerà a manifestarsi con una certa costanza. Perciò quello che
[18:01] Speaker 2: accade è che quando io mi trovo in una certa
[18:05] Speaker 2: situazione e sento quella solitudine, quell'abbandono, quella rabbia, quell'insoddisfazione, quel
[18:11] Speaker 2: che sia, in parte è quella parte di me che
[18:17] Speaker 2: sta cercando di farsi vedere e dire, ah, sono qua.
[18:22] Speaker 2: Solo che noi, invece di guardare che cosa succede dentro,
[18:26] Speaker 2: noi vediamo cosa succede fuori. E non solo vediamo cosa
[18:32] Speaker 2: succede fuori, andiamo a rinforzare quella dinamica. È vero, sono solo.
[18:37] Speaker 2: È vero, sono abbandonato. È vero, mi devo arrabbiare, piuttosto
[18:42] Speaker 2: che insoddisfazione. Andiamo a rinforzare quella dinamica ripetendo quello stesso pattern,
[18:49] Speaker 2: quello stesso modo di pensare, di agire, eccetera. Quella stessa azione,
[18:55] Speaker 2: quello stesso karma, andiamo a rinforzarlo ancora di più, no?
[19:00] Speaker 2: Quando avevamo visto nell'Amrim la parte del karma, abbiamo visto
[19:04] Speaker 2: che ci sono tre tipi di risultati del karma, dell'azione.
[19:09] Speaker 2: Esiste la prima, che è il risultato di maturazione, e
[19:14] Speaker 2: poi c'è il secondo risultato, che è il risultato più
[19:19] Speaker 2: o meno, come posso... è il risultato che avviene nell'insieme,
[19:27] Speaker 2: per dire... Rinasco essere umano, quello è un tipo di risultato.
[19:31] Speaker 2: All'interno di quello quanto dura la mia vita, in quale
[19:34] Speaker 2: contesto mi trovo, eccetera, è un altro tipo di risultato.
[19:38] Speaker 2: E il risultato più delicato è quello in cui noi,
[19:45] Speaker 2: avendo compiuto un certo tipo di azione, quello manifesto il
[19:50] Speaker 2: risultato nella predisposizione a ripetere quell'azione. Quindi nell'Amrin viene dato
[19:57] Speaker 2: l'esempio il fatto di uccidere porta come risultato in futuro
[20:03] Speaker 2: la tendenza a voler uccidere. E questo è uno dei
[20:08] Speaker 2: peggiori tipi di risultati perché porta a ripetere quell'azione. Quando
[20:13] Speaker 2: parliamo di una cosa negativa, quando è il positivo va bene.
[20:19] Speaker 2: Perciò noi abbiamo ognuno di noi le nostre proprie dinamiche,
[20:24] Speaker 2: le nostre proprie storie. E se noi dovessimo essere proprio
[20:28] Speaker 2: sinceri con noi stessi, se facciamo un attimino di analisi,
[20:35] Speaker 2: non intendo dire l'analisi e andare dal psicologo l'analisi, anche
[20:39] Speaker 2: va benissimo, però intendo dire osservare noi stessi. E potremmo
[20:45] Speaker 2: addirittura cercare di scrivere quali sono le macro- categorie delle nostre lamentele.
[20:55] Speaker 2: Di che cosa secondo noi non va nei vari periodi
[20:59] Speaker 2: della nostra vita. Secondo me, gira e rigira, ci stanno
[21:03] Speaker 2: in una mano. ma anche intredita. Noi non siamo così creativi.
[21:14] Speaker 2: Alla fine dei conti c'è chi ha una forte avversione
[21:19] Speaker 2: che continua a tornare, c'è chi ha una profonda tristezza
[21:24] Speaker 2: che continua a tornare, c'è chi si sente abbandonato, c'è
[21:28] Speaker 2: chi si sente solo, c'è chi è insoddisfatto. Però Alla
[21:33] Speaker 2: fine dei conti abbiamo certe dinamiche che sono, ed è interessante,
[21:37] Speaker 2: è un po' come quando qualcuno viene da noi a lamentarsi.
[21:41] Speaker 2: Qualcuno che conosciamo bene, arriva quella persona, anche se è
[21:45] Speaker 2: cambiato totalmente contesto, uno dice, io so già cosa dirà.
[21:50] Speaker 2: Può capitare o no? Ah, quella lì, la stessa storia, cambia, ricambia,
[21:57] Speaker 2: è sempre lo stesso. Noi siamo uguali, eh? Ognuno di
[22:02] Speaker 2: noi c'ha le nostre proprie storie. Io ogni tanto vedo
[22:05] Speaker 2: qualcuno che arriva che deve dire che sta succedendo qualcosa
[22:09] Speaker 2: e sembra la cosa più importante, poi dice, ma ti
[22:12] Speaker 2: ricordi che vent'anni fa è la stessa storia? E dieci
[22:17] Speaker 2: anni fa lo stesso, e tre anni fa lo stesso,
[22:20] Speaker 2: e un anno fa lo stesso. Vogliamo guardare un po'
[22:23] Speaker 2: oltre il contesto? E qualcuno mi direbbe, sì, è dura.
[22:31] Speaker 2: perché quando questi sentimenti vengono con forza facciamo fatica a
[22:38] Speaker 2: non lasciarsi trascinare da loro. E quindi qua esiste una
[22:43] Speaker 2: pratica importante che rientra nella pratica della paramita della pazienza.
[22:51] Speaker 2: Quando noi parliamo della paramita della pazienza, paramita anche tradotto
[22:56] Speaker 2: come perfezione, come andare oltre, La pazienza non è vista
[23:02] Speaker 2: solo come il non reagire alle situazioni faticose, esterne, con aggressività.
[23:10] Speaker 2: Una delle definizioni di pazienza è non reagire con aggressività
[23:14] Speaker 2: dinanzi agli oggetti di rabbia. Quindi le situazioni, le persone,
[23:22] Speaker 2: le cose, gli oggetti eccetera che noi riteniamo che sono
[23:25] Speaker 2: causa della nostra sofferenza non reagire con aggressività dinanzi a loro.
[23:30] Speaker 2: Aggressività fisica, aggressività verbale, aggressività mentale. Questo è un tipo
[23:36] Speaker 2: di pazienza, quella che di solito viene spiegata. Quando si
[23:41] Speaker 2: va a vedere la parametra della pazienza c'è un altro
[23:44] Speaker 2: aspetto che di solito nella nostra lingua non so il
[23:49] Speaker 2: quanto lo utilizziamo come pazienza, ma è la nostra capacità
[23:55] Speaker 2: di non lasciarsi trascinare da una situazione difficile, di non
[24:03] Speaker 2: reagire dinanzi a una situazione difficile. Quindi c'è una pressione,
[24:11] Speaker 2: ma non mi lascio prendere da quella pressione. È chiaro questo?
[24:20] Speaker 2: Perciò facciamo un esempio nel contesto in cui stiamo parlando.
[24:25] Speaker 2: Ho un sentimento, ho fatto prima l'esempio di me stesso
[24:27] Speaker 2: di quel periodo in cui mi veniva quella tristezza. Sento
[24:31] Speaker 2: la tristezza, la tendenza più naturale è quella di reagire
[24:35] Speaker 2: sulla base della tristezza. Quindi la tendenza più normale è
[24:39] Speaker 2: guardare intorno a sé, vedere perché sono triste, è colpa
[24:42] Speaker 2: di questo, mi manca quell'altro e andare a lasciarsi trascinare, reagire, vittimizzarsi.
[24:47] Speaker 2: Questa è la tendenza più normale che c'è. Avere pazienza
[24:54] Speaker 2: in questo caso è, vedo che c'è quella tristezza, non
[24:58] Speaker 2: è piacevole stare nella tristezza, ma non vado a reagire,
[25:03] Speaker 2: non vado a vittimizzarmi, non vado a proiettare fuori di
[25:07] Speaker 2: me il perché, il come, vado a dare lo spazio
[25:10] Speaker 2: per poter capire un po' meglio quello che sta accadendo,
[25:13] Speaker 2: ma principalmente di non agire come una reazione a quel sentimento.
[25:23] Speaker 2: Perché la nostra tendenza è che quando noi andiamo a
[25:25] Speaker 2: reagire dinanzi ai sentimenti invari, andiamo a rinforzare quello. Perciò
[25:34] Speaker 2: io non sto parlando di far finta che quell'emozione non c'è,
[25:39] Speaker 2: di metterla da parte, di sottometterla, di reprimere quello. Assolutamente
[25:45] Speaker 2: non stiamo parlando di reprimere, stiamo parlando di permettere di esistere,
[25:50] Speaker 2: di vedere... ma di dare lo spazio e il tempo
[25:54] Speaker 2: per capire un po' più profondamente di che cosa stiamo parlando.
[26:00] Speaker 2: E di mettere la nostra energia in ciò che va
[26:02] Speaker 2: a guarire, in ciò che va verso l'antidoto, e non
[26:06] Speaker 2: nel vittimizzarsi e cercare il colpevole. E come conseguenza lottare
[26:13] Speaker 2: contro quel colpevole. Ok? Non so, mi viene in mente...
[26:21] Speaker 2: Ci sono persone, per esempio, che non si sentono a casa.
[26:29] Speaker 2: E cambiano casa, cambiano paese, cambiano situazione e non si
[26:34] Speaker 2: sentono a casa. Ma che cosa c'è in comune fra
[26:41] Speaker 2: i vari posti dove sei vissuto? Che nessuno di quei
[26:44] Speaker 2: posti è un posto giusto per me perché non mi
[26:46] Speaker 2: sento mai a casa. Magari c'è qualcos'altro. Mi chiedo io. Com'è?
[26:56] Speaker 2: Quando un'amica è venuta tanti anni fa a lamentarsi da
[27:02] Speaker 2: me dicendo guarda là ma non sto bene nel mio
[27:05] Speaker 2: lavoro e succede che il mio socio ha fatto questo
[27:11] Speaker 2: ma cosa succede? No perché non mi vede, non riconosce
[27:14] Speaker 2: il mio lavoro, non riconosce le mie qualità. Ho chiesto
[27:18] Speaker 2: ma ti sei mai sentita così prima? In un altro
[27:22] Speaker 2: contesto ho detto, nel mio lavoro di prima era lo stesso,
[27:27] Speaker 2: il mio marito non mi ha mai visto, mai riconosciuto,
[27:29] Speaker 2: i miei figli non l'hanno mai fatto, i miei genitori neanche.
[27:33] Speaker 2: E che cosa c'è in comune? Che vedi che nessuno
[27:35] Speaker 2: nella mia vita mai mi riconoscono. Ma fra le varie
[27:41] Speaker 2: situazioni qual è il fattore comune? Ci sei te? E
[27:50] Speaker 2: permettersi di vederlo, di accogliere, non vuol dire dire io
[27:53] Speaker 2: sono il colpevole. Vuol dire sto cercando, sto puntando il
[27:58] Speaker 2: dito nella direzione sbagliata. Io ho da qualche parte qualche vuoto,
[28:05] Speaker 2: qualche ferita, qualche cosa di non risolto, qualche condizionamento che
[28:09] Speaker 2: è lì che mi porta a vivere le cose in
[28:11] Speaker 2: questo modo. Io credo che quando noi ci permettiamo di
[28:16] Speaker 2: ascoltare quello che c'è senza reagire già di suo, già
[28:21] Speaker 2: quell'ascolto di suo, anche per quanto possa essere faticoso e
[28:25] Speaker 2: doloroso certe volte, permette piano piano di diminuire quello. Essere
[28:31] Speaker 2: visti è una cosa importante. Perciò la pazienza è mi
[28:38] Speaker 2: permetto di essere davanti, di vedere, ma non entro in
[28:44] Speaker 2: un'attitudine di vittima e di reazione. Ci vuole pazienza nel
[28:51] Speaker 2: senso che quella forza di stare in qualcosa che non
[28:55] Speaker 2: è piacevole ma non entrare in un'attitudine reattiva. E anche
[29:02] Speaker 2: qua ci vuole tanta pazienza. Per dire, quando noi ci
[29:10] Speaker 2: troviamo con qualcuno che sta male, ci vuole pazienza? E
[29:19] Speaker 2: non è un oggetto di rabbia. Una persona che sta
[29:25] Speaker 2: molto male, che va lì, che si lamenta sempre delle
[29:28] Speaker 2: stesse cose, che tu vai e dici, ma guarda, ok,
[29:30] Speaker 2: ti aiuto, cambia qua, poi ritorna la stessa cosa, poi
[29:32] Speaker 2: va lì e ritorna sempre la stessa storia. Ci vuole pazienza, no?
[29:38] Speaker 2: Inteso proprio il fatto di saper accogliere avere non reagire
[29:45] Speaker 2: la stessa cosa con noi stessi quindi riconosco le mie
[29:53] Speaker 2: dinamiche non so esattamente subito da dove viene perché come
[29:58] Speaker 2: c'è quello Perché in certi casi può essere un trauma particolare, specifico,
[30:03] Speaker 2: che è successo. In altri casi possono essere delle, come
[30:10] Speaker 2: abbiamo detto prima, sono dei condizionamenti, delle abitudini create molto lontane.
[30:17] Speaker 2: Anche in altre vite. Che in questo momento si manifestano.
[30:25] Speaker 2: E anche riuscire a tornare indietro, se è che sia possibile,
[30:28] Speaker 2: di tornare indietro, ricordare ma che cosa è successo in
[30:32] Speaker 2: quella vita lì, perché non è necessariamente un trauma. Secondo
[30:37] Speaker 2: la visione buddista può anche essere il risultato di un'azione ripetuta,
[30:49] Speaker 2: nel quale noi creiamo dei condizionamenti. Perciò la cosa importante
[30:53] Speaker 2: per me è, io accolgo quello che sento, se vedo
[30:58] Speaker 2: che sono troppo dentro una situazione dove quello è troppo presente,
[31:02] Speaker 2: dove ci sono sempre fattori scatenanti troppo presenti e non
[31:06] Speaker 2: riesco a prendere un po' di distanza, devo prendere distanza
[31:09] Speaker 2: dalla situazione, non perché la situazione è la causa, ma
[31:15] Speaker 2: la situazione è il fattore scatenante. Che se noi usiamo
[31:20] Speaker 2: il termine tecnico buddista è, cosa sarebbe il fattore scatenante? Condizione.
[31:29] Speaker 2: Se volessimo dire il trauma per dire è la causa,
[31:33] Speaker 2: il fattore scatenante è la condizione. Se non ci fosse
[31:37] Speaker 2: quella trauma io non viverei in quel modo lì, anche
[31:40] Speaker 2: dinanzi a quella stessa situazione
[31:44] Speaker 2: Qualcuno che mi dice quella cosa lì a uno fa
[31:46] Speaker 2: un effetto enorme, a un altro non fa niente. Perciò...
[31:55] Speaker 2: Quando noi riusciamo in qualche modo a capire che una
[31:57] Speaker 2: cosa è una cosa, un'altra cosa è un'altra cosa, dare
[32:01] Speaker 2: i nomi giusti alle cose, anche quello aiuta tanto, ricordare
[32:06] Speaker 2: che ciò che accade intorno a noi, il luogo in
[32:09] Speaker 2: cui siamo, le situazioni che viviamo, eccetera, sono condizioni, sono
[32:16] Speaker 2: fattori scatenanti, non sono cause. E quello che succede è
[32:26] Speaker 2: che se io non vado a lavorare sulla causa, le
[32:31] Speaker 2: condizioni continueranno a ritornare e ci saranno mille modi per manifestarsi.
[32:38] Speaker 2: E quello che io ho visto anche è che quando
[32:42] Speaker 2: ci sono delle cause molto forti, delle ferite molto profonde,
[32:49] Speaker 2: e uno non ascolta... ogni volta che si manifestano, non
[32:56] Speaker 2: prende cura di quello, continuerà a manifestarsi sempre con più forza.
[33:02] Speaker 2: Finché non viene veramente ascoltato e visto. E qua, ripeto,
[33:11] Speaker 2: c'è un'attitudine molto importante. Finché io sarò la vittima, Finché
[33:21] Speaker 2: quello che sento è il risultato del mondo in cui
[33:24] Speaker 2: mi trovo e continuo a dire ma guarda perché questo
[33:28] Speaker 2: luogo non va bene, quella persona non va bene, quella
[33:30] Speaker 2: situazione non va bene, perché mi manca questo, perché c'è quell'altro,
[33:34] Speaker 2: finché io sono la vittima io continuerò a rinforzare quella dinamica.
[33:45] Speaker 2: È vero che quella situazione è faticosa da vivere? Per
[33:48] Speaker 2: me sì. Per un altro no, ma per me sì.
[33:53] Speaker 2: Quindi non sto dicendo che la situazione non abbia nessun peso,
[33:56] Speaker 2: nessun valore, non sto dicendo quello. Però il modo in
[34:01] Speaker 2: cui la vivo non dipende unicamente da quello che c'è lì.
[34:05] Speaker 2: Nessuno di noi è capace di vivere il presente indipendentemente
[34:09] Speaker 2: dal proprio passato. Nessuno. Perciò devo avere la pazienza di
[34:19] Speaker 2: riuscire a sentire senza reagire. Sento il dolore, sento la tristezza,
[34:31] Speaker 2: sento la rabbia, sento quello che c'è. Riconosco che quello
[34:36] Speaker 2: che sto sentendo è una manifestazione di qualcosa che è
[34:41] Speaker 2: una ferita del passato, un'abitudine creata, qualcosa che c'è lì.
[34:47] Speaker 2: e una volta che io permetto di sentire quello che
[34:50] Speaker 2: si sta manifestando non durerà per sempre quella cosa viene
[34:54] Speaker 2: e a un certo punto diminuisce ed è lì che
[35:00] Speaker 2: devo mettere la mia attenzione la mia energia nelle cose
[35:04] Speaker 2: che mi fanno bene perché così come ci sono i
[35:07] Speaker 2: fattori scatenanti per cose che mi sento male ci sono
[35:11] Speaker 2: fattori scatenanti per cose che mi sento bene e anche
[35:15] Speaker 2: quando mi sento bene in realtà ciò che faccio, il
[35:18] Speaker 2: luogo dove sono, è una condizione che fa maturare una
[35:22] Speaker 2: causa del passato. Quindi quando vado in un luogo che
[35:27] Speaker 2: mi sento bene, mi sento bene perché quel luogo, no,
[35:32] Speaker 2: è la stessa cosa del sentirsi male, mi sento bene
[35:36] Speaker 2: perché quella situazione è un fattore scatenante, una condizione che
[35:41] Speaker 2: mi aiuta a collegarmi con una parte di me in
[35:43] Speaker 2: cui mi sento meglio. Una persona che è in perfetta
[35:49] Speaker 2: armonia con se stesso, che sia da solo, che sia
[35:53] Speaker 2: con tanta gente, sta bene. Una persona che ha pochissimo
[36:02] Speaker 2: dialogo interno, non ha conflitti interni, è raro. Ci sono
[36:09] Speaker 2: in Buda che si manifestano in questa terra. Una persona
[36:13] Speaker 2: che sia in un contesto che sia nell'altro sta bene.
[36:18] Speaker 2: Per quello che si dice che nel percorso l'obiettivo è
[36:21] Speaker 2: vivere ogni cosa come essendo dello stesso gusto. Questo mi
[36:28] Speaker 2: fa ricordare una volta che ero andato da Rimpoce, tanti
[36:34] Speaker 2: anni fa. E ho detto, guarda Rimpoce, secondo me c'è
[36:39] Speaker 2: qualcosa che non è per me. Io sto bene, però
[36:42] Speaker 2: è tutto più o meno uguale, sai. Succede una cosa difficile,
[36:46] Speaker 2: una cosa pesante e brutta, mi dispiace, ma va tutto bene,
[36:50] Speaker 2: sto bene. Succede una cosa bella, carina, ma è uguale.
[36:55] Speaker 2: Sta un po' piatto, mi sento un po' così, ma
[36:57] Speaker 2: sto bene. E durante quel periodo ho detto, no, voglio
[37:00] Speaker 2: un po' più di... sentire un po' di adrenalina da
[37:04] Speaker 2: qualche parte. Cioè ho quella volontà. Ero andato quel giorno
[37:08] Speaker 2: a trovare una persona a Lugano. e tornando ero da
[37:11] Speaker 2: solo in macchina, era verso mezzanotte, qualcosa del genere, stavo tornando,
[37:17] Speaker 2: facendo la strada a lungo lago, venendo da Locarno, era
[37:20] Speaker 2: l'inizio dei GPS, e a quel punto ho messo sul
[37:27] Speaker 2: navigatore per tornare qua, e mi ha fatto fare una stradina,
[37:31] Speaker 2: venendo su da Giffa, dove io imbocco la strada e dico,
[37:35] Speaker 2: non mi sembra una buona strada, proviamo. totalmente buia, era
[37:40] Speaker 2: una notte buia senza luna, entro in una mini stradina,
[37:45] Speaker 2: guardo dalla mappa e vedo che era una scorciatoia proprio
[37:48] Speaker 2: dalla strada principale che andava dritta, sterata. Mi dico, proviamo, dai.
[37:57] Speaker 2: Mi divertivo un po'. Comincio a prenderla, non si vedeva niente,
[38:02] Speaker 2: a un certo punto arrivo dall'altra parte, dopo lo sterrato
[38:06] Speaker 2: c'era una stradina che arrivava, ero vicino, ma per passare
[38:09] Speaker 2: lì avrei dovuto togliere almeno mezzo metro di macchina. Quindi
[38:14] Speaker 2: a un certo punto, con gli specchietti chiusi, toccavo praticamente,
[38:19] Speaker 2: ho detto che torno indietro. Nel tornare indietro, quello che
[38:23] Speaker 2: succedeva è che per imboccare ero entrato in un certo modo,
[38:26] Speaker 2: ma non potevo uscire girando uguale, perché sennò avrei toccato
[38:32] Speaker 2: con il muso della macchina tutto il tempo, quindi dovevo
[38:34] Speaker 2: tornare dritto finché uscivo col muso della macchina, che era
[38:37] Speaker 2: molto stretto, per dopo poter girare. Ma la strada sterrata
[38:41] Speaker 2: dietro era piccolissima. Lunga storia breve, per fare questo, sono
[38:46] Speaker 2: finito con le due ruote di sinistra fuori strada, sul burone.
[38:51] Speaker 2: E c'era tutto che cadeva sotto. Niente, mi sono trovato
[38:55] Speaker 2: in quella situazione lì, ho chiamato la polizia, sono arrivati
[39:00] Speaker 2: due ragazzi gentilissimi, insieme siamo riusciti a venire fuori da lì, eccetera,
[39:08] Speaker 2: E in mezzo a tutto quello non ho sentito nessuna adrenalina.
[39:12] Speaker 2: E allora sono arrivato a Rimpo e ho detto, ma guarda,
[39:14] Speaker 2: sono arrivato a Rimpo e ho detto, ma com'è questa storia?
[39:17] Speaker 2: Che ero lì, ok, quando è uscito la ruota, sono qua,
[39:22] Speaker 2: mi sono seduto dall'altra parte, ho preso un libro, ho
[39:24] Speaker 2: aspettato la polizia, poi dopo niente lì, abbiamo risolto la cosa,
[39:28] Speaker 2: è finito lì. E quello che mi sono chiesto quella
[39:35] Speaker 2: volta che la Maganci, quello che mi ha detto è,
[39:39] Speaker 2: la risposta che lui mi ha detto è, l'obiettivo, una
[39:42] Speaker 2: delle cose, è fare che tutto abbia lo stesso gusto.
[39:47] Speaker 2: E da un lato... Per tanti di noi c'è un
[39:51] Speaker 2: luogo in cui uno pensa che noioso. Perché le emozioni
[39:57] Speaker 2: forti ci attirano anche. C'è un lato dove le forti
[40:02] Speaker 2: emozioni ci fanno in qualche modo sentire. C'è chi dice
[40:07] Speaker 2: devo sentirmi vivo. Da un altro lato, quello che accade
[40:14] Speaker 2: è che quando noi riusciamo a raggiungere uno stato di
[40:17] Speaker 2: equilibrio di stabilità, dove c'è una quiete, c'è una calma,
[40:24] Speaker 2: c'è una soddisfazione di base che le situazioni intorno a
[40:30] Speaker 2: noi non riescono a togliere, è un grande obiettivo. Perciò
[40:39] Speaker 2: noi inevitabilmente viviamo il mondo come un riflesso di quello
[40:43] Speaker 2: che c'è dentro. Si dice il grande bodhisattva che ha
[40:49] Speaker 2: quell'enorme compassione, è felice quando le cose vanno bene ed
[40:53] Speaker 2: è felice quando le cose vanno male. Perché quando le
[40:56] Speaker 2: cose vanno male c'è l'opportunità di aiutare. È il momento
[41:00] Speaker 2: in cui può fare qualcosa. Quando le cose vanno bene,
[41:02] Speaker 2: che bene che le cose vanno bene. Non ha quella
[41:07] Speaker 2: cosa per cui qualunque situazione che c'è fuori comunque va
[41:12] Speaker 2: a riflettere quello che c'è dentro. E quando quello che
[41:15] Speaker 2: c'è dentro è soddisfazione, equilibrio, gioia eccetera è quello tramite
[41:21] Speaker 2: il quale uno vive che non vuol dire diventare insensibili
[41:25] Speaker 2: alla sofferenza al mondo eccetera però qua stiamo già aprendo
[41:30] Speaker 2: un altro argomento il punto chiave è che sia le
[41:35] Speaker 2: situazioni piacevole sia le situazioni spiacevoli sono fatte da cause
[41:41] Speaker 2: e condizioni dove quello che sto vivendo intorno a me
[41:47] Speaker 2: nel momento presente non sono le cause, non è la ragione,
[41:51] Speaker 2: sono le condizioni, i fattori scatenanti. Quindi io quello che
[41:57] Speaker 2: invito ognuno è a riflettere un po' su questo e
[42:00] Speaker 2: a cercare il più possibile di essere meno reattivi, di
[42:07] Speaker 2: avere più pazienza con se stessi, di vittimizzarsi sempre di meno,
[42:16] Speaker 2: e allo stesso tempo di direzionare la propria energia che
[42:20] Speaker 2: riguarda le proprie azioni fisiche, riguarda la propria parola e
[42:25] Speaker 2: riguarda i propri pensieri, verso ciò che è virtuoso, che
[42:29] Speaker 2: vuol dire verso ciò che ci fa star bene, che
[42:35] Speaker 2: ci aiuta a nutrire quei condizionamenti positivi. Alla fine è quello. Altrimenti,
[42:46] Speaker 2: la tendenza di quello che ci accade è che noi
[42:50] Speaker 2: continueremo ad andare avanti anno dopo anno, decennio dopo decennio,
[42:57] Speaker 2: vita dopo vita, a ripetere le stesse dinamiche. Noioso. Ed
[43:09] Speaker 2: è un ciclo vizioso perché più ripeto una dinamica vittimizzandomi,
[43:15] Speaker 2: Più forte, più profondo diventa quella dinamica, diventa quell'abitudine. E
[43:25] Speaker 2: ultima cosa è che una delle difficoltà che c'è in
[43:29] Speaker 2: questo processo è che quando io mi trovo in una
[43:31] Speaker 2: dinamica e io mi vado a vittimizzarmi e vado a incolpare,
[43:35] Speaker 2: trovo un colpevole momentaneamente, in qualche modo quello mi porta
[43:41] Speaker 2: a una sorta di finto sollievo. Momentaneo. È un po'
[43:48] Speaker 2: come se mi distrago. E quindi, ah, ok, vedi, quello
[43:53] Speaker 2: è il colpevole, perché la colpa è di quello. Ho
[43:56] Speaker 2: trovato la ragione per la quale sto male. No? Io
[44:01] Speaker 2: sto male perché questo posto non va bene, quella persona
[44:04] Speaker 2: non va bene, quella cosa che mangio non va bene,
[44:07] Speaker 2: questa cosa, perché il politico di là, perché quell'altro di là,
[44:09] Speaker 2: che ne so io. E quindi abbiamo visto, una volta
[44:13] Speaker 2: che io c'ho uno stato di malessere e ho davanti
[44:16] Speaker 2: a me la possibile ragione, la causa, mi fa sentire
[44:22] Speaker 2: un po' meglio perché io immagino di poterlo risolvere abbastanza facilmente.
[44:26] Speaker 2: Vado via da quel posto, non vedo più quella persona,
[44:28] Speaker 2: non sono più in quella situazione, eccetera, eccetera. Ma quando
[44:34] Speaker 2: quello da cui voglio allontanarmi non è la causa ma
[44:39] Speaker 2: è la condizione, prima o poi un'altra condizione, risorge. Io
[44:46] Speaker 2: ritorno nella stessa situazione da punto e a capo. Una
[44:53] Speaker 2: cosa che possiamo fare, se vogliamo un po' di aiuto,
[44:57] Speaker 2: è come viene detto negli insegnamenti dell'Ojong, qualcosa del genere,
[45:10] Speaker 2: che dice dai importanza ai due testimoni. I due testimoni
[45:18] Speaker 2: nella nostra vita chi sono? Noi stessi e gli altri.
[45:23] Speaker 2: Quindi da un lato dobbiamo osservare noi stessi, da un
[45:27] Speaker 2: altro lato possiamo parlare e chiedere agli altri di noi.
[45:32] Speaker 2: Per dire, se noi abbiamo una dinamica che sentiamo e
[45:34] Speaker 2: possiamo dire qualcuno che ci conosce da tempo e dire
[45:37] Speaker 2: ma questa cosa qua, ma tu lo vedi ripetersi? È
[45:43] Speaker 2: una cosa nuova? È una cosa che c'è da tanto tempo?
[45:47] Speaker 2: Come vedi? E certe volte avere un parere sincero da
[45:51] Speaker 2: qualcuno che riesce a osservare, questo aiuta tanto. Ci vuole
[45:57] Speaker 2: però una forza, un coraggio di non mettersi nella difensiva,
[46:04] Speaker 2: molto meno nel contratacco. Quando qualcuno ci aiuta a puntare
[46:08] Speaker 2: il dito e vedere quello che non va. Ci siamo? Ok?
[46:17] Speaker 2: Sia di noi con noi stessi, perché la tendenza, anche
[46:20] Speaker 2: di noi con noi stessi, quando noi vediamo qualcosa che
[46:23] Speaker 2: non va, la tendenza che di noi con noi stessi
[46:25] Speaker 2: è di giustificare, vittimizzare, dire che la colpa è vero,
[46:29] Speaker 2: che sono così, ma non hai conosciuto la mia madre,
[46:32] Speaker 2: il mio padre, dove sono cresciuto, questo, quello, quello, quello, quell'altro.
[46:35] Speaker 2: Ma la domanda non è quale sono le ragioni, il passato,
[46:39] Speaker 2: la domanda è quello che devo fare oggi, nel presente,
[46:41] Speaker 2: per tagliare via quelle dinamiche. E quindi è un lavoro costante,
[46:48] Speaker 2: ma si può fare tantissimo in tutto ciò. E cominciamo
[46:51] Speaker 2: da una cosa alla volta. Cominciamo prendendo quella che si
[46:54] Speaker 2: manifesta con più forza, come negli insegnamenti dell'Ojon dice, cominci
[46:59] Speaker 2: dal veleno mentale che si manifesta con più forza. È
[47:04] Speaker 2: lì che dobbiamo lavorare. E questo vale tantissimo quando riusciamo
[47:10] Speaker 2: veramente a farlo bene.
[47:18] Speaker 4: NALSO PODCAST Ovunque tu sia, vogliamo accompagnarti nel tuo sentiero.
[47:24] Speaker 4: Se i nostri contenuti ti sono utili e desideri supportarci
[47:28] Speaker 4: nella condivisione e aiutarci a creare nuovi episodi, puoi scoprire
[47:32] Speaker 4: come fare nel link in descrizione. Per il beneficio di tutti, insieme,
[47:37] Speaker 4: possiamo sostenere il Dharma.

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