# Il caso Daniela Cecchin - Da impiegata comunale a killer “per invidia”

An episode of [Non spegnere la luce](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1615616960), 22 Jul 2026, 1 h 22 min.

Audio: https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72845494/puntata_cecchin_definitiva.mp3

Firenze, novembre 2003 - Rossana D'Aniello, impiegata di banca, moglie e madre di due figlie, viene trovata uccisa sotto la propria abitazione. In un primo momento gli investigatori faticano a individuare un movente, ma presto emerge una storia inquietante fatta di pedinamenti, fantasie ossessive e rancore coltivato per anni. Al centro della vicenda ci sarebbe Daniela Cecchin, una donna apparentemente insospettabile che, dopo aver rincontrato un ex compagno di università, si convince che quella persona rappresenti la vita che le è stata negata. Nella sua mente, la responsabile di quella felicità mancata ha un nome: Rossana D'Aniello. Da quel momento prende forma un'ossessione che culminerà in un omicidio destinato a sconvolgere l'opinione pubblica italiana. Ma chi era davvero Daniela Cecchin? E fino a che punto può spingersi chi è convinto che la propria felicità dipenda dall'eliminazione di un'altra persona? Proviamo a scoprirlo insieme a Cristina Brondoni: criminologa ed autrice del podcast “Crime Magazine”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Bentrovati e bentrovate su Non spegnere la luce, un podcast brutto,
[0:06] Speaker 2: sporco e cattivo in cui ogni settimana cerchiamo di far
[0:09] Speaker 2: luce sui misteri più oscuri della storia criminale moderna. Io
[0:15] Speaker 2: sono Michele Dinnelle, potreste conoscermi già per altri podcast come
[0:18] Speaker 2: Stelle e Strisce o come Inverno Nucleare e ad accompagnarmi
[0:22] Speaker 2: in questo viaggio della mente criminale, come sempre, ci sarà
[0:25] Speaker 2: Giacomo Giacquinto. narratore, fumettista e autore del podcast La Bottega
[0:30] Speaker 2: degli Orrori. Prima di iniziare, come sempre, andiamo a salutare, abbracciare,
[0:36] Speaker 2: baciare la nostra seconda famiglia, ovvero la nostra community su
[0:41] Speaker 2: Telegram che conta più di 1400 membri attivissimi con i quali
[0:47] Speaker 2: interagiamo io, Giacomo, tanti dei nostri ospiti su base giornaliera
[0:53] Speaker 2: ed è quello che ci riempie più di orgoglio perché
[0:56] Speaker 2: possiamo conoscere le vostre storie, le vostre facce e mettere
[1:01] Speaker 2: un nome sopra le fredde statistiche di Spotify e di
[1:05] Speaker 2: tutte le altre piattaforme di ascolto. Per coloro che volessero
[1:11] Speaker 2: sostenerci in maniera concreta, oltre al gruppo Telegram, che lo
[1:15] Speaker 2: dico è assolutamente gratuito, c'è anche un canale Patreon e
[1:20] Speaker 2: Questo direi che è il momento migliore di tutta la
[1:23] Speaker 2: storia di non spegnere la luce per abbonarsi al nostro
[1:27] Speaker 2: canale Patreon, perché con un caffè al mese che offrite
[1:31] Speaker 2: a me e a Giacomo vi portate a casa non
[1:33] Speaker 2: solo un archivio di più di 130 contenuti bonus così, che
[1:39] Speaker 2: potete ascoltare come se fosse un podcast parallelo che va
[1:42] Speaker 2: avanti da anni, oltre a non spegnere la luce, ma
[1:46] Speaker 2: anche ci sono i gadget, il merchandise del podcast perché
[1:51] Speaker 2: abbiamo ancora le magliette, abbiamo ancora i cappellini di non
[1:55] Speaker 2: spegnere la luce in omaggio per chi dovesse acquistare uno
[1:59] Speaker 2: dei due, arriva addirittura, arrivano gli sticker del podcast che
[2:04] Speaker 2: potete attaccare sui muri e sulla segnaletica della vostra città,
[2:08] Speaker 2: ma non dite che ve l'abbiamo detto noi, e quindi
[2:11] Speaker 2: non c'è un momento migliore di adesso per sostenere il
[2:15] Speaker 2: progetto di non spegnere la luce e portarvi a casa,
[2:18] Speaker 2: anzi vi mandiamo noi a casa un piccolo pegno del
[2:23] Speaker 2: nostro amore, quindi pensateci, trovate il link nella descrizione di
[2:27] Speaker 2: questo come di tutti gli altri episodi per sostenerci e
[2:32] Speaker 2: sostenere il nostro lavoro, perché sì è un lavoro lo
[2:34] Speaker 2: dico soprattutto gli haters, ma adesso bando alle ciance perché
[2:38] Speaker 2: abbiamo con noi un ospite che sono veramente contento e
[2:42] Speaker 2: orgoglioso di avere insieme a noi oggi e sto parlando
[2:46] Speaker 2: ovviamente di Cristina Brondoni, criminologa, giornalista, scrittrice nonché autrice del
[2:53] Speaker 2: podcast Crime Magazine. Ciao Cristina e grazie per essere qui
[2:57] Speaker 2: con noi.
[2:59] Speaker 3: Ciao Michele, grazie a voi per l'invito
[3:02] Speaker 2: L'onore è assolutamente tutto nostro e in particolare perché oggi
[3:07] Speaker 2: parliamo di un caso che a me sta molto molto
[3:11] Speaker 2: a cuore perché è un caso italiano, è un caso
[3:15] Speaker 2: che ai suoi tempi ha sconvolto l'opinione pubblica e ormai
[3:20] Speaker 2: sono passati più di vent'anni ma penso che le persone
[3:24] Speaker 2: da casa se lo ricordino ancora molto molto chiaramente. È
[3:29] Speaker 2: un caso che inizia a Firenze appunto nel novembre del 2003,
[3:33] Speaker 2: quando una donna di 47 anni, un'impiegata di banca, una moglie,
[3:38] Speaker 2: anche madre di due figlie, viene ritrovata uccisa brutalmente all'interno
[3:44] Speaker 2: della propria abitazione. In un primo momento gli investigatori faticano
[3:49] Speaker 2: a individuare un movente, ma presto emerge una storia inquietante
[3:54] Speaker 2: fatta di pedinamenti, di stalking, di fantasie ossessive, e di
[3:58] Speaker 2: rancore coltivato per anni. E al centro di questa vicenda
[4:03] Speaker 2: ci sarebbe Daniela Cechin, una donna apparentemente insospettabile che dopo
[4:09] Speaker 2: aver incontrato un ex compagno di università in maniera del
[4:13] Speaker 2: tutto casuale si convince che quella specifica persona rappresenti la
[4:19] Speaker 2: vita che avrebbe potuto vivere ma che per qualche motivo
[4:22] Speaker 2: le è stata negata. E da quel momento prende forma
[4:25] Speaker 2: un'ossessione vera e propria che culminerà in un omicidio destinato
[4:30] Speaker 2: a sconvolgere l'opinione pubblica italiana. E allora quello che vogliamo
[4:35] Speaker 2: chiederci all'interno di questa puntata è chi era davvero Daniela
[4:39] Speaker 2: Cecchin e fino a che punto può spingersi chi è
[4:43] Speaker 2: convinto che la propria felicità dipenda dall'eliminazione di un'altra persona.
[4:48] Speaker 2: E per scoprirlo, come sempre, facciamo un passo indietro e
[4:51] Speaker 2: proviamo a ricostruire questo caso assieme al nostro caro Giacomo Giacquinto.
[4:58] Speaker 4: Ciao Michele, ciao a tutti gli amici, le amiche e
[5:01] Speaker 4: gli amico di Non Spegnere la Luce, ben ritrovati anche
[5:03] Speaker 4: da parte mia per questo nuovo episodio da vivere tutti
[5:07] Speaker 4: insieme come ogni mercoledì. Grazie a tutti coloro che sono
[5:11] Speaker 4: su Patreon e supportano anche il lavoro extra che facciamo
[5:14] Speaker 4: con questo podcast, perché è incredibile sapere che avete così
[5:18] Speaker 4: tanta voglia di ascoltarci che siete disposti anche a mettere
[5:22] Speaker 4: una mano al portafoglio, questa per me è una delle
[5:24] Speaker 4: cose più belle perché soprattutto comprendete il valore del nostro
[5:29] Speaker 4: lavoro che vi garantisco è complesso ed è importante per
[5:33] Speaker 4: noi lo facciamo perché lo amiamo se fai questa scelta
[5:36] Speaker 4: di vita se scegli di raccontare storie lo fai principalmente
[5:40] Speaker 4: perché lo ami e a proposito di storie che si
[5:43] Speaker 4: confondono che si mescolano fra di loro che vengono raccontate
[5:46] Speaker 4: da vari media non potevo che aprire questa storia con
[5:49] Speaker 4: una citazione tratta da uno dei miei romanzi preferiti che
[5:52] Speaker 4: è il talento di Mr. Ripley Ho sempre creduto che
[5:56] Speaker 4: fosse molto meglio essere un falso qualcuno che un'autentica nullità.
[6:01] Speaker 4: È la mattina di sabato 8 novembre 2003 e ci troviamo nel
[6:05] Speaker 4: cuore storico di Firenze, dove si consuma uno degli omicidi
[6:09] Speaker 4: più sconcertanti e psicologicamente complessi della cronaca nera italiana contemporanea.
[6:16] Speaker 4: Facciamo un piccolo preambolo e torniamo indietro di qualche anno,
[6:19] Speaker 4: torniamo anche in luoghi che sono completamente diversi dal cuore
[6:22] Speaker 4: storico di Firenze, ma Andiamo nei campi di Firenze, nei
[6:26] Speaker 4: parcheggi di Firenze, dove la città, il capoluogo toscano, ha
[6:30] Speaker 4: già vissuto una stagione di sangue assoluto, per citare e
[6:34] Speaker 4: parafrasare un film con Sean Connery. E in questo caso
[6:37] Speaker 4: quella stagione di sangue aveva avuto anche una dicitura che
[6:41] Speaker 4: la stampa ha portato avanti per tantissimo tempo. l'ha portata
[6:44] Speaker 4: avanti così a lungo che ancora oggi ci sono legati
[6:47] Speaker 4: a quel caso film, serie televisive e serie televisive in uscita,
[6:51] Speaker 4: come avrete sentito quella dedicata a Pietro Pacciani. E il
[6:55] Speaker 4: caso in questione, come avrete capito, è quello del Mostro
[6:57] Speaker 4: di Firenze. Quindi immaginatevi quando a un certo punto, intorno alle 13.30
[7:02] Speaker 4: di quel sabato 8 novembre, Paolo Botteri, che è uno stimato
[7:06] Speaker 4: farmacista fiorentino, fa rientro nel proprio appartamento situato al Civico 14
[7:11] Speaker 4: di Via della Scala. Ad attenderlo però non trova la
[7:15] Speaker 4: consueta accoglienza della moglie, Rossana Daniello, 46enne, funzionaria della Banca
[7:20] Speaker 4: Toscana e madre delle loro due figlie. Ma quello che
[7:23] Speaker 4: lo accoglie è un silenzio irreale, è una scena di
[7:26] Speaker 4: inusitata violenza. A circa due metri dall'ingresso il corpo di
[7:31] Speaker 4: Rossana giace riverso sul pavimento in una pozza di sangue.
[7:34] Speaker 4: I primi soccorritori e il medico legale, giunti sul posto,
[7:37] Speaker 4: accertano che la donna è stata attinta da un unico
[7:40] Speaker 4: profondo e letale fendente che ha attraversato la gola e
[7:44] Speaker 4: che ne ha causato il rapido decesso per dissanguamento. Facciamo
[7:48] Speaker 4: però una piccola premessa che è macabra, quindi vi chiedo
[7:51] Speaker 4: scusa ovviamente se la sto facendo, ma è necessaria per
[7:54] Speaker 4: comprendere la brutalità dell'omicidio. Vedete, quando un fendente, specie quello
[8:01] Speaker 4: attraverso un'arma da taglio, apre la gola, la morte non
[8:04] Speaker 4: è immediata, ma è una delle morte più brutti perché
[8:07] Speaker 4: il sangue penetra nei polmoni e ti soffoca. Muori sì
[8:12] Speaker 4: per dissanguamento, ma muori innanzitutto perché è come se cominciassi
[8:16] Speaker 4: a respirare il tuo sangue. Inizi a soffocare a causa
[8:20] Speaker 4: del sangue che riempie i polmoni. La morte viene collocata
[8:25] Speaker 4: intorno alle 9 del mattino, che è un orario compatibile con
[8:28] Speaker 4: le testimonianze di alcuni vicini, che riferiscono di aver udito
[8:32] Speaker 4: delle grida soffocate provenienti dall'appartamento, alle quali però non era
[8:37] Speaker 4: stato dato seguito con alcuna chiamata alle forze dell'ordine. Chissà perché.
[8:41] Speaker 4: Il pubblico ministero Pietro Succan, che è legato da rapporti
[8:44] Speaker 4: di parentela con la vittima, descrive la scena del crimine
[8:48] Speaker 4: come una vera e propria mattanza. evidenziando la ferocia che
[8:52] Speaker 4: è quasi primordiale dell'aggressione. E nella testa di tutti i fiorentini,
[8:56] Speaker 4: di coloro che si trovano nel cuore storico di Firenze
[8:59] Speaker 4: o che si trovano nella periferia, appare uno spauracchio, un fantasma,
[9:04] Speaker 4: perché come disse una volta Emily Dickinson, every story is
[9:07] Speaker 4: a ghost story, tutte le storie sono storie di fantasmi.
[9:10] Speaker 4: E quella storia di fantasmi riecheggia dal passato, riecheggia nella
[9:14] Speaker 4: memoria di un titolo che la stampa ha insignito sui
[9:18] Speaker 4: giornali di tutta Italia, ma in realtà di tutto il mondo,
[9:22] Speaker 4: ovvero quella del mostro. L'analisi preliminare della scena del crimine
[9:27] Speaker 4: rivela però degli elementi che sono apparentemente contraddittori, perché come
[9:30] Speaker 4: ricorderete All'inizio della narrazione ho detto che questo è uno
[9:34] Speaker 4: dei casi psicologicamente più contorti della nostra storia recente della
[9:39] Speaker 4: cronaca nera. Non ci sono segni di scasso sulla porta d'ingresso,
[9:42] Speaker 4: la serratura risulta intatta e ciò indica che la vittima
[9:46] Speaker 4: ha aperto spontaneamente al proprio carnefice, non percependo alcuna minaccia immediata.
[9:52] Speaker 4: Allo stesso tempo però la disposizione del corpo e la
[9:54] Speaker 4: presenza di lesioni da difesa sulle mani e di scoriazioni
[9:58] Speaker 4: sulle ginocchia Testimoniano un disperato tentativo di fuga verso la
[10:02] Speaker 4: camera da letto. Rossana Daniello è caduta durante la ritirata
[10:06] Speaker 4: ed è stata raggiunta e sgozzata, mentre era in una
[10:09] Speaker 4: posizione fragile, più vulnerabile. Prima di allontanarsi, però, l'assassino ha
[10:14] Speaker 4: chiuso la porta a chiave, lasciando la vittima alle sue spalle.
[10:18] Speaker 4: È un delitto che scuote profondamente la comunità fiorentina e
[10:21] Speaker 4: richiama alla memoria collettiva un altro grave fatto di sangue
[10:25] Speaker 4: che era avvenuto nel 2002 nel pieno centro della città. e
[10:28] Speaker 4: anch'esso si era consumato in un contesto borghese apparentemente protetto,
[10:32] Speaker 4: quel contesto di« da noi queste cose non succedono», sollevando
[10:36] Speaker 4: interrogativi sulla vulnerabilità della vita privata metropolitana di inizio millennio.
[10:41] Speaker 4: Le indagini si concentrano immediatamente sui rilievi scientifici all'interno dell'appartamento.
[10:47] Speaker 4: Nonostante in realtà la pianificazione del delitto, l'autore ha commesso
[10:50] Speaker 4: degli errori macroscopici sotto l'influsso probabilmente di un evidente stato
[10:55] Speaker 4: di agitazione. Per esempio, Durante la collutazione e l'atto dello
[10:59] Speaker 4: sgozzamento l'aggressore si è ferito alla mano con la sua
[11:02] Speaker 4: stessa lama lasciando delle tracce ematiche sparse in diversi punti
[11:06] Speaker 4: della casa. L'analisi biologica condotta dalla Forensic Genetic Unit dell'azienda
[11:11] Speaker 4: ospedaliera universitaria Careggi di Firenze isola un profilo DNA femminile
[11:16] Speaker 4: che non è appartenente a nessun membro del nucleo familiare
[11:20] Speaker 4: e conferma una cosa sola specifica che l'assassino è una
[11:24] Speaker 4: donna e un'assassina. Un ulteriore passo falso riguarda la gestione,
[11:28] Speaker 4: per esempio, degli indumenti. Temendo di essere notata in strada
[11:32] Speaker 4: con i vestiti imbrattati di sangue, l'autrice del delitto si
[11:35] Speaker 4: è spogliata all'interno dell'abitazione, ha abbandonato i propri capi d'abbigliamento
[11:39] Speaker 4: sporchi e si è appropriata di una giacca appartenente a
[11:43] Speaker 4: Polo Botteri, per garantirsi la fuga, senza ovviamente destare i sospetti.
[11:48] Speaker 4: Parallelamente agli accertamenti scientifici, se il DNA, gli inquirenti approfondiscono
[11:53] Speaker 4: la pista delle molestie telefoniche. Perché? perché Paolo Botteri riferisce
[11:56] Speaker 4: che da diverse settimane la famiglia è bersaglio di continue
[12:00] Speaker 4: inquietanti telefonate mute, ricevute a qualsiasi ora del giorno o
[12:03] Speaker 4: della notte. L'esame dei tabulati telefonici della linea fissa delle
[12:08] Speaker 4: vittime evidenzia che le chiamate provengono da delle cabine pubbliche,
[12:13] Speaker 4: situate a Firenze e sono effettuate tramite un'unica scheda telefonica prepagata.
[12:19] Speaker 4: L'incrocio dei dati di traffico di questa scheda rivela l'errore
[12:23] Speaker 4: decisivo e La medesima utenza prepagata è stata utilizzata per
[12:27] Speaker 4: effettuare anche una chiamata privata verso l'abitazione di un'anziana donna
[12:31] Speaker 4: che risiede in Veneto. Viene contattata dagli investigatori della squadra
[12:35] Speaker 4: mobile e la donna identifica senza esitazioni la voce della
[12:39] Speaker 4: persona che la chiamava regolarmente da Firenze, come quella della figlia,
[12:43] Speaker 4: Daniela Cecchin. Parliamo di Daniela Cecchin. Il suo profilo biopedagogico
[12:51] Speaker 4: rivela in realtà un progressivo e inesorabile scivolamento verso una
[12:55] Speaker 4: psicopatologia grave, le cui radici affondano nell'infanzia e nell'adolescenza. È
[13:00] Speaker 4: nata a Vicenza in una famiglia della buona borghesia. Il
[13:03] Speaker 4: padre era un ingegnere delle ferrovie, la madre una laureata
[13:06] Speaker 4: in matematica. E Daniela cresce in un ambiente stimolante sotto
[13:09] Speaker 4: il profilo culturale, ma precocemente segnato da delle dinamiche di
[13:13] Speaker 4: isolamento emotivo. Infatti, fin dai primi anni di vita, si
[13:16] Speaker 4: dimostra una bambina solitaria e introversa. Nel 1970 la famiglia si
[13:21] Speaker 4: trasferisce a Firenze, dove Daniela viene iscritta al liceo classico Michelangelo.
[13:26] Speaker 4: Gli anni del liceo rappresentano il primo vero spartiacque dei
[13:29] Speaker 4: suoi traumi. La ragazza manifesta un atteggiamento di chiusura, una
[13:32] Speaker 4: sorta di mutismo selettivo che la rendono oggetto di derisione,
[13:36] Speaker 4: di bullismo da parte dei compagni di classe. Ad alimentare
[13:40] Speaker 4: le ostilità c'è anche la sua ostentata e rigida osservanza
[13:43] Speaker 4: delle pratiche religiose. vissuta da ecoetani come una sorta di
[13:47] Speaker 4: forma di bizzarria, se volete, di estremismo. Questo senso di
[13:51] Speaker 4: esclusione sociale, di inadeguatezza estetica, in realtà si traduce in
[13:55] Speaker 4: gravi disturbi della condotta alimentare. E infatti Daniela alterna fase
[13:59] Speaker 4: di bulimia a periodi di anoressia, indica una profonda sofferenza identitaria,
[14:03] Speaker 4: un disperato bisogno di attenzione che non è colmato dall'ambiente familiare.
[14:09] Speaker 4: Il passaggio all'università non migliora la situazione, anzi, l'aggrava ulteriormente.
[14:14] Speaker 4: Di fronte, per esempio, al fallimento del primo esame accademico,
[14:18] Speaker 4: Daniela sperimenta un crollo depressivo, nasconde la bocciatura ai genitori,
[14:22] Speaker 4: si isola dal contesto sociale, tenta il suicidio e inizia
[14:25] Speaker 4: a fare abuso di psicofarmaci. C'è anche un percorso terapeutico
[14:29] Speaker 4: di mezzo che dura due anni e i risultati clinici
[14:32] Speaker 4: però si rivelano scarsi, lasciano la giovane donna in balia
[14:35] Speaker 4: di un rancore che è sordo e crescente nei confronti
[14:38] Speaker 4: del mondo esterno. È proprio in questa tormentata cornice universitaria
[14:42] Speaker 4: della propria vita, in realtà, che si colloca l'incontro con
[14:46] Speaker 4: Paolo Botteri. È un compagno di corso di Daniele, si
[14:49] Speaker 4: distingue per un gesto di ordinaria cortesia. È l'unico ragazzo
[14:53] Speaker 4: a mostrarle gentilezza e a invitarla a uscire. Daniela rifiuta l'invito,
[14:58] Speaker 4: quel singolo atto di attenzione però si fissa nella sua
[15:01] Speaker 4: memoria in forma quasi ossessiva. Negli anni a venire, infatti,
[15:05] Speaker 4: l'immagine di Paolo Botteri Smette di essere il ricordo di
[15:08] Speaker 4: un compagno di studi, ma diventa il simbolo della felicità possibile,
[15:12] Speaker 4: o meglio ancora, o peggio se volete, una felicità probabile,
[15:16] Speaker 4: l'unico treno relazionale che Daniela ritiene di aver perso. Prima
[15:21] Speaker 4: di giungere all'omicidio di Via della Scala, la traiettoria esistenziale
[15:24] Speaker 4: di Daniela è costellata da segnali d'allarme di straordinaria gravità,
[15:28] Speaker 4: che sono stati sottovalutati e ridotti a meri leciti amministrativi
[15:32] Speaker 4: dalle istituzioni sanitarie, da quelle lavorative, da quelle giudiziarie. Per esempio, nel 1987,
[15:39] Speaker 4: dopo aver ottenuto un impiego pubblico a Vicenza presso un
[15:42] Speaker 4: servizio di assistenza per anziani, Daniela mostra una totale inabilità
[15:46] Speaker 4: alla comunicazione con l'utenza più fragile, venendo per questo motivo
[15:50] Speaker 4: retrocessa delle mansioni d'archivio. La reazione a questo demansionamento è violentissima.
[15:56] Speaker 4: Inizia a molestare telefonicamente i colleghi di lavoro, si rende
[15:59] Speaker 4: responsabile di furti di documenti d'ufficio e manifesta improvvisi scoppi
[16:03] Speaker 4: di ira incontinibili, gridando da sola nei bagni della struttura.
[16:07] Speaker 4: Se avete visto Obsession, per esempio, potreste avere un'idea delle
[16:11] Speaker 4: reazioni che Daniela aveva. Ma anziché attivare un protocollo di
[16:15] Speaker 4: accertamento psichiatrico, come sarebbe ovvio, l'amministrazione si limita a disporre
[16:20] Speaker 4: il licenziamento per giusta causa. Successivamente, Daniela sviluppa un'ossessione amorosa
[16:26] Speaker 4: unilaterale nei confronti di un uomo. Il rifiuto di quest'ultimo
[16:30] Speaker 4: innesca una condotta di stalking che culmina nell'incendio doloso del
[16:33] Speaker 4: giardino della casa di famiglia dell'uomo, mettendo a repentaglio l'incolumità
[16:38] Speaker 4: dei residenti. Anche in questa circostanza la risposta giudiziaria è minima.
[16:43] Speaker 4: A seguito della denuncia presentata da una vittima nel 1997, Daniela
[16:47] Speaker 4: Cecchin evita delle conseguenze detentive o dei trattamenti sanitari obbligatori
[16:51] Speaker 4: dei TSO e se la cava con il pagamento di
[16:54] Speaker 4: una sanzione. Soldi, niente di più. Nello stesso periodo la
[16:58] Speaker 4: donna si sottopone a un intervento chirurgico di aumento del
[17:01] Speaker 4: seno e sviluppa immediatamente un'ossessione persecutoria nei confronti del chirurgo
[17:06] Speaker 4: plastico che ha eseguito l'operazione. tempesta lo studio di telefonate
[17:10] Speaker 4: minatorie e giunge a distruggere fisicamente la porta d'ingresso dell'ambulatorio
[17:15] Speaker 4: del medico, ma anche in questo caso, nonostante la gravità dell'atto,
[17:19] Speaker 4: non vengono presi dei provvedimenti restrittivi. Alla fine degli anni
[17:24] Speaker 4: Novanta rientra a Firenze e ottiene un posto nella pubblica
[17:27] Speaker 4: amministrazione presso l'ufficio di igiene. Qui si rende in realtà
[17:31] Speaker 4: responsabile di altri problemi, come quello della falsificazione dei fogli
[17:34] Speaker 4: di presenza, manifesta una pericolosa polarizzazione comportamentale. Da un lato
[17:39] Speaker 4: frequenta assiduamente la parrocchia e mostra un fervore religioso che
[17:43] Speaker 4: è quasi parossistico, dall'altro si iscrive a un poligono di tiro,
[17:47] Speaker 4: tiene il portodarmi, chissà come gliel'hanno dato. Solo a seguito
[17:51] Speaker 4: di accertate interperanze relazionali della segnalazione della sua instabilità psicofisica,
[17:57] Speaker 4: Le autorità procedono alla revoca del permesso di detenere armi,
[18:00] Speaker 4: l'ente pubblico ne dispone licenziamento. Ancora una volta, lo Stato,
[18:05] Speaker 4: la società, dismette il problema senza farsi carico della pericolosità
[18:10] Speaker 4: sociale del soggetto. Nel 2003 la solitudine di Daniela Cecchine si
[18:14] Speaker 4: trasforma in quello che un giornalista bravissimo, Pietro Meccarozzi, definisce
[18:19] Speaker 4: come castelli di solitudine in cui i mattoni erano tenuti
[18:22] Speaker 4: insieme da una malta di rabbia repressa e invidia per
[18:24] Speaker 4: la felicità altrui. È una frase bellissima che secondo me
[18:28] Speaker 4: descrive perfettamente questo caso, anche più della citazione che vi
[18:31] Speaker 4: ho fatto in apertura. Camminando per il centro di Firenze,
[18:34] Speaker 4: Daniela incrocia casualmente Paolo Botteri. L'incontro riattiva immediatamente il nucleo
[18:40] Speaker 4: di quel suo delirio latente. Inizia a pedinarlo, a spiarne
[18:43] Speaker 4: i movimenti quotidiani, scopre che l'uomo gestisce una farmacia avviata,
[18:46] Speaker 4: una moglie, ha due figlie. Durante i lunghi appostamenti Daniela
[18:51] Speaker 4: costruisce una sorta di realtà parallela, sogna di essere lei
[18:53] Speaker 4: la moglie di Paolo. immagina di vivere nella sua casa,
[18:57] Speaker 4: proietta il desiderio di una famiglia normale con due figli,
[19:00] Speaker 4: un cane, un gatto, una famiglia qualsiasi. Quando la discrepanza
[19:04] Speaker 4: tra la miseria della propria vita e lo splendore della
[19:07] Speaker 4: famiglia Botteri diviene insostenibile, Daniela perde definitivamente il contatto con
[19:12] Speaker 4: la realtà. Rossana Daniello cessa di essere una persona reale
[19:15] Speaker 4: e diventa il simbolo di un furto, del furto della
[19:18] Speaker 4: sua stessa esistenza. È lei che possiede la felicità che
[19:21] Speaker 4: dovrebbe spettare a Daniela. Questo è il suo pensiero. La
[19:25] Speaker 4: mattina dell'8 novembre Daniela pianifica l'attacco nei dettagli. Prende un
[19:29] Speaker 4: giorno di ferie dall'ufficio e si presenta in via della
[19:32] Speaker 4: scala travestita da un uomo per non farsi riconoscere. Ha
[19:35] Speaker 4: un cappellino, ha un'ampia giacca spigata, dei pantaloni di fustagno
[19:39] Speaker 4: idonei a mascherarne le forme. Porta con sé un pacco
[19:43] Speaker 4: su cui è incollato il logo dell'associazione farmacisti, precedentemente stampato
[19:47] Speaker 4: dal computer dell'ufficio. Sa bene che Paolo Botteri e le
[19:50] Speaker 4: figlie sono fuori casa. Sale le scale, suona la porta.
[19:55] Speaker 4: Rossana Daniele lo apre, vede il pacco con il logo
[19:57] Speaker 4: professionale del marito e si fida. Non appena la vittima
[20:00] Speaker 4: si volta per appoggiare la scatola, Daniele estrea un coltello
[20:03] Speaker 4: da cucina con una lama di 30 centimetri e sferra il
[20:08] Speaker 4: fendente letale alla gola. Rossana cade a terra e muore
[20:11] Speaker 4: in pochi minuti. Dopo il delitto, Daniele si cambia d'abito,
[20:15] Speaker 4: ruba la giacca del marito della vittima per coprire le
[20:17] Speaker 4: proprie ferite ematiche e si allontana. Chiude la porta a chiave.
[20:22] Speaker 4: Il 14 novembre 2003. A sei giorni dall'omicidio, la squadra mobile di
[20:27] Speaker 4: Firenze blocca Daniela Cecchin in piazza delle cure, mentre si
[20:31] Speaker 4: trova all'interno di una cabina telefonica e intenta effettuare l'ennesima
[20:35] Speaker 4: chiamata muta alla famiglia Botteri. Nella sua borsa, gli agenti
[20:40] Speaker 4: rinvengono il coltello da 30 centimetri utilizzato per l'omicidio che la
[20:44] Speaker 4: donna portava ancora con sé e trovano anche la scheda
[20:47] Speaker 4: telefonica prepagata. C'è una confessione che viene resa dinanzi agli
[20:52] Speaker 4: investigatori e depriva di qualsiasi traccia di rimorso o empatia.
[20:56] Speaker 4: Ascoltatela bene. Sì, l'ho uccisa io. E l'ho fatto perché
[21:00] Speaker 4: era bella e felice con suo marito. L'ho sgozzata perché
[21:03] Speaker 4: ero invidiosa. Ho scaricato su di lei tutta la mia
[21:06] Speaker 4: rabbia per le ingiustizie subite. La polizia scientifica e la
[21:10] Speaker 4: magistratura comprendono rapidamente che l'arresto ha evitato una strage seriale.
[21:15] Speaker 4: Nella borsa di Daniela, infatti, oltre al coltello, viene rinvenuta
[21:19] Speaker 4: una lista con i nomi di altre due persone, due
[21:21] Speaker 4: medici ospedalieri conosciuti in gioventù a Firenze, contro i quali
[21:26] Speaker 4: la donna nutriva un acceso rancore persecutorio e che rappresentavano
[21:29] Speaker 4: i suoi successivi bersagli designati. È un caso che scuote
[21:35] Speaker 4: l'opinione pubblica, perché la paura rimane sempre intrinseca, come la
[21:39] Speaker 4: paura del fuoco. E il cervello, probabilmente di buona parte
[21:43] Speaker 4: delle persone che in quel momento vivevano a Firenze, aveva
[21:46] Speaker 4: ancora nella mente, nei ricordi, tutto ciò che era successo
[21:50] Speaker 4: col mostro, ma anche tutto quello che era successo nel 2002.
[21:53] Speaker 4: Tutto quello che si può spiegare attraverso una frase di
[21:56] Speaker 4: uno dei miei libri preferiti, il talento di Mr. Ripley.
[22:00] Speaker 4: Ho sempre creduto che fosse molto meglio essere un falso
[22:03] Speaker 4: qualunque che un'autentica nullità.
[22:09] Speaker 2: E allora ringrazio il nostro Giacomo per questa bellissima narrazione
[22:13] Speaker 2: e adesso voglio, anzi devo tornare dalla nostra ospite, la criminologa, giornalista,
[22:21] Speaker 2: scrittrice Cristina Brondoni perché, come sapete, di solito quando parliamo
[22:28] Speaker 2: di un killer ci piace fare un passo indietro per
[22:34] Speaker 2: provare a scavare nel passato di quella persona, in questo
[22:39] Speaker 2: caso di Daniela Cecchin, e comprendere meglio non solo la
[22:44] Speaker 2: sua psicologia ma anche il modo in cui, insomma, è
[22:48] Speaker 2: venuta al mondo e si è sviluppata. E allora voglio chiederti, Cristina,
[22:53] Speaker 2: cosa sappiamo esattamente dell'infanzia, dell'adolescenza di Daniela Cecchin, del modo
[22:59] Speaker 2: e della famiglia in cui è cresciuta?
[23:04] Speaker 3: Daniele Cecchin nasce in una famiglia che è una famiglia bene,
[23:08] Speaker 3: potremmo dire. Nasce a Montebello Vincentino nel 1956, è quarta di
[23:14] Speaker 3: quattro figli tra fratelli e sorelle e la famiglia è benestante.
[23:18] Speaker 3: Il papà è un ingegnere delle ferrovie dello Stato e
[23:22] Speaker 3: la mamma invece è laureata in matematica. Quindi diciamo che
[23:25] Speaker 3: in tutto questo non ravvediamo quello che normalmente poi viene
[23:29] Speaker 3: indicato come l'infanzia abusata, traumi infantili e vedi questo passo
[23:34] Speaker 3: tanto è vero che si scoprirà poi che Daniela non
[23:37] Speaker 3: ha subito abusi durante l'infanzia quindi abbiamo tutti gli elementi
[23:42] Speaker 3: per dire che appunto è tutto nella norma Daniela è
[23:46] Speaker 3: una bambina piuttosto introversa pare che sia anche abbastanza timida
[23:52] Speaker 3: le piace stare in solitudine o forse viene esclusa tanto
[23:56] Speaker 3: è vero che i problemi cominciano a sorgere come spesso
[24:00] Speaker 3: accade quando si iscrive al liceo classico. La famiglia da
[24:05] Speaker 3: Vicenza si è trasferita a Firenze per seguire il lavoro
[24:08] Speaker 3: del padre e lì le cose cominciano a non andare
[24:11] Speaker 3: troppo bene, più che altro perché Daniela Cecchin, che è
[24:15] Speaker 3: molto religiosa, viene presa in giro proprio per questo suo
[24:18] Speaker 3: tratto caratteristico, per questa sua religiosità. Quando arriva al diploma
[24:23] Speaker 3: nel 75 con una votazione che non è proprio eccelsa stiamo
[24:27] Speaker 3: parlando di delle vecchie votazioni 1975 42 60 quindi diciamo una media che
[24:36] Speaker 3: si è buona è sufficiente però insomma discreta ecco però
[24:41] Speaker 3: nella pagella il giudizio su Daniela è che appunto è
[24:45] Speaker 3: una persona tranquilla al comportamento diligente quindi è una mera
[24:49] Speaker 3: esecutrice e è più portata per le materie tecnico- scientifiche e
[24:53] Speaker 3: forse questo naturalmente è perché nella famiglia è papà ingegnere
[24:56] Speaker 3: e mamma matematica ed è un po' introversa, silenziosa e
[24:59] Speaker 3: addirittura già nella pagella del diploma c'è scritto è molto
[25:04] Speaker 3: attenta alla religione, che chiaramente è un modo come un
[25:07] Speaker 3: altro per descrivere la persona. I veri problemi arrivano in
[25:11] Speaker 3: realtà quando dalla scuola, che è ancora un po' una
[25:15] Speaker 3: scuola dove lo studente viene comunque seguito, viene indirizzato soprattutto,
[25:20] Speaker 3: Daniela arriva all'università si iscrive alla facoltà di farmacia ma
[25:25] Speaker 3: è un fallimento ed è un fallimento importante perché fa
[25:29] Speaker 3: il primo esame non lo passa e si ritira ma
[25:34] Speaker 3: qui succede qualche cosa perché quando è alla facoltà di
[25:38] Speaker 3: farmacia incontra incontra probabilmente parecchie persone passa sicuramente inosservata, stiamo
[25:45] Speaker 3: parlando di una persona comunque che non dà particolarmente nell'occhio,
[25:49] Speaker 3: ma incontra un ragazzo, un collega di corso, uno studente
[25:53] Speaker 3: come lei, che si mostra gentile con lei. Non sappiamo
[25:58] Speaker 3: di che cosa sia fatta questa gentilezza, se semplicemente di
[26:04] Speaker 3: uno sguardo, di un sorriso, di un grazie, non lo sappiamo.
[26:08] Speaker 3: Fatto sta che Daniela rimane probabilmente improvvisamente prova un sentimento
[26:17] Speaker 3: che mai ha provato prima. Per lei quelle sono delle attenzioni,
[26:20] Speaker 3: il fatto che questa persona sia gentile con lei ed
[26:23] Speaker 3: è una svolta importante. La famiglia però decide di trasferirsi
[26:27] Speaker 3: nuovamente nel Veneto. Quindi questa persona che era stata gentile
[26:31] Speaker 3: con lei, Daniela la perde di vista. Si iscrive a
[26:35] Speaker 3: infermieristica ma fallisce anche l'esame per diventare infermiera. Iniziano anche
[26:40] Speaker 3: i disturbi alimentari, quindi c'è un problema che comincia a
[26:45] Speaker 3: diventare evidente e la famiglia, la mamma in particolare, opta
[26:52] Speaker 3: per la psicoterapia che se ci pensiamo all'epoca, stiamo parlando
[26:57] Speaker 3: degli anni Ottanta, quindi non stiamo parlando di adesso, stiamo
[27:01] Speaker 3: parlando di parecchi anni fa, più di 40 anni fa, non
[27:04] Speaker 3: era scontato il fatto di accompagnare la figlia di preoccuparsi
[27:10] Speaker 3: del fatto che possa stare bene non soltanto dal punto
[27:14] Speaker 3: di vista fisico ma anche dal punto di vista mentale
[27:17] Speaker 3: l'ossessione religiosa nel frattempo diventa sempre più accentuata cioè da
[27:21] Speaker 3: un mero interesse da una mera devozione diventa veramente un'ossessione
[27:27] Speaker 3: e diciamo che appunto in questa fase la vita di
[27:32] Speaker 3: Daniela viene anche un po' paragonata ma da lei stessa
[27:37] Speaker 3: con quella dei fratelli I fratelli e le sorelle maggiori
[27:41] Speaker 3: hanno delle vite, delle carriere che sono, come dire, stellari.
[27:47] Speaker 3: Diventano professionisti, professionisti affermati, benvoluti, capaci. Quindi questo è quello
[27:54] Speaker 3: che è la prima parte della vita di Daniela. Perché
[27:59] Speaker 3: a un certo punto, quando il papà muore, la mamma
[28:03] Speaker 3: con cui Daniela vive decide di ritrasferirsi a Firenze.
[28:08] Speaker 2: Sì, questo sarà sicuramente un punto di svolta per la
[28:12] Speaker 2: sua vita e per la sua evoluzione anche criminale, possiamo
[28:17] Speaker 2: dirlo a questo punto, perché non è più un segreto.
[28:20] Speaker 2: Allora io vorrei riavvolgere il nastro insieme a te fino
[28:24] Speaker 2: ad arrivare a quel fatidico 2003, perché Daniela ha ormai circa 45
[28:30] Speaker 2: anni e da fuori riflette l'immagine di una donna apparentemente sobria, anonima,
[28:39] Speaker 2: impiegata comunale, l'hai detto anche tu, molto religiosa, introversa, fragile
[28:45] Speaker 2: nelle relazioni, con una biografia segnata da isolamento, frustrazione e delusioni,
[28:51] Speaker 2: e va bene. Tuttavia, studiando questo caso, mi sono reso
[28:56] Speaker 2: conto che dietro questa facciata di normalità c'erano insomma numerose
[29:02] Speaker 2: zone grigie, e allora io ti chiedo... aiutarci a ricostruire
[29:07] Speaker 2: questi comportamenti antisociali che Daniela aveva dimostrato già ben prima
[29:15] Speaker 2: dell'omicidio che ha compiuto e che l'ha resa famosa tra
[29:19] Speaker 2: virgolette e le conseguenze stesse di questi comportamenti.
[29:26] Speaker 3: Allora, come ben hai detto tu Michele, c'erano già stati
[29:30] Speaker 3: momenti criminali, quindi non stiamo più parlando di un qualche
[29:33] Speaker 3: cosa che esula un po' da quello che è il
[29:37] Speaker 3: binario di normalità, stiamo proprio parlando di veri e propri crimini. Allora,
[29:40] Speaker 3: Daniela si trasferisce, come dicevo prima, nuovamente dal Veneto, si
[29:44] Speaker 3: trasferisce a Firenze. Prima viveva con la mamma, a Firenze
[29:50] Speaker 3: a un certo punto si stacca, vivono comunque vicine, vanno
[29:54] Speaker 3: anche a messa insieme, però non vive più nella stessa casa.
[29:59] Speaker 3: Lei è rimasta, rispetto ai fratelli, rispetto ai suoi coetanei,
[30:02] Speaker 3: l'hai detto tu, stiamo parlando di una donna di 45 anni,
[30:05] Speaker 3: quindi ormai la carriera a 45 anni, se la dovevi fare
[30:09] Speaker 3: l'avevi già fatta, non so come dire, lei rimane un po',
[30:12] Speaker 3: non so come descrivere, forse un adolescente senile, non so
[30:15] Speaker 3: se questa definizione rende un po' l'idea, quindi sta andando
[30:20] Speaker 3: verso la vecchiaia senza mai abbandonare però quelle pulsioni tipiche dell'adolescenza,
[30:27] Speaker 3: quindi queste grandi spinte, questa disperazione, questa rabbia se vogliamo
[30:32] Speaker 3: tipica dell'adolescente, lei prende tutto molto molto seriamente, prende tutto
[30:39] Speaker 3: alla lettera e quando ritorna a Firenze che finalmente ha
[30:43] Speaker 3: una casa sua trova anche il lavoro, e tra l'altro
[30:46] Speaker 3: trova il lavoro in un impiego pubblico perché lei lavorerà
[30:48] Speaker 3: per il comune di Firenze all'ufficio di igiene. Ma nella
[30:52] Speaker 3: sua vita lavorativa è successo già un qualche cosa di
[30:56] Speaker 3: abbastanza importante. Tant'è vero che nel 1987 Daniela lavora per uno
[31:03] Speaker 3: di quei centri di telesoccorso per anziani, quindi avete presente
[31:06] Speaker 3: quando uno schiaccia il bottone, parte la telefonata e lei
[31:10] Speaker 3: è quella addetta a rispondere al centralino. Solo che da
[31:15] Speaker 3: lì invece di rispondere agli anziani in difficoltà le insulta,
[31:19] Speaker 3: li tratta male, tanto è vero che invece di essere
[31:22] Speaker 3: licenziata le viene data una seconda possibilità, viene spostata in
[31:27] Speaker 3: un back office, quindi non è più al contatto con
[31:30] Speaker 3: il pubblico. E lei la prende malissimo, la prende veramente male,
[31:34] Speaker 3: tanto è vero che comincia a molestare i colleghi al telefono,
[31:38] Speaker 3: li chiama a casa. Viene sorpresa quando è negli uffici
[31:44] Speaker 3: o in bagno, comunque quando è da sola, viene sorpresa
[31:46] Speaker 3: che sta urlando da sola, ha questi scoppi di ira,
[31:50] Speaker 3: questa rabbia incontrollata e ovviamente è considerata quantomeno strana. E
[31:58] Speaker 3: soprattutto viene anche sorpresa a trafugare alcuni documenti che fanno
[32:02] Speaker 3: parte dell'ufficio, questo è ripreso dalle telecamere di sorveglianza e
[32:06] Speaker 3: ovviamente viene licenziata. sì ti direi che si invaghisce di
[32:11] Speaker 3: un collega ma forse è meglio dire che resta ossessionata
[32:14] Speaker 3: da un collega ma siccome lui non è interessato non
[32:18] Speaker 3: la corrisponde lei gli incendia il giardino tra l'altro con
[32:22] Speaker 3: dei rischi è un reato contro il patrimonio ma in
[32:25] Speaker 3: realtà con dei rischi concreti anche per la vita delle
[32:28] Speaker 3: persone incredibilmente appunto nessuno interviene cioè viene soltanto licenziata Se
[32:36] Speaker 3: la prende poi a un certo punto addirittura con il
[32:38] Speaker 3: chirurgo che le aveva fatto un'operazione di chirurgia al seno,
[32:44] Speaker 3: aumentando il seno, e comincia a perseguitarlo. Anche lui la
[32:48] Speaker 3: ignora e lei che cosa fa? Gli distrugge la porta
[32:51] Speaker 3: dello studio. Siamo in un periodo dove non posso neanche
[32:56] Speaker 3: parlare di stalking perché sarebbe come dire anacronistico più che
[33:01] Speaker 3: altro perché stiamo parlando degli anni novanta Il reato di
[33:05] Speaker 3: Stolchi viene invece introdotto molti anni dopo in Italia, quindi
[33:10] Speaker 3: l'atto persecutorio neanche c'era. Però appunto stiamo parlando di una
[33:14] Speaker 3: persona che tutti tendono a dire che è un invisibile
[33:17] Speaker 3: e io non sono molto d'accordo con questa definizione. Perché
[33:21] Speaker 3: Daniela si vedeva e si sentiva e era ritenuta strana.
[33:28] Speaker 3: non veniva frequentata dagli altri probabilmente neanche a scuola, proprio
[33:31] Speaker 3: perché noi tutti abbiamo la tendenza a frequentare le persone
[33:36] Speaker 3: che ci piacciono fondamentalmente, quindi a frequentare chi è simile
[33:40] Speaker 3: a noi. Evidentemente Daniela non è mai assomigliata a nessuno
[33:45] Speaker 3: degli studenti o nessuno dei colleghi di lavoro tanto da
[33:48] Speaker 3: volerla coinvolgere in qualche cosa dopo il lavoro. L'appartamento un
[33:53] Speaker 3: po' di Daniela riflette anche quello che è la sua vita,
[33:57] Speaker 3: sembra un po' una sorta di doppia personalità, anche se
[34:02] Speaker 3: naturalmente lo dico come pur parle, non certo come diagnosi,
[34:06] Speaker 3: perché nell'appartamento di Daniela convivono il sacro e il profano,
[34:12] Speaker 3: addirittura a un certo punto si iscrive al poligone e
[34:14] Speaker 3: prende il portodarmi, però frequenta la chiesa, È molto morigerata,
[34:20] Speaker 3: è molto casta, non frequenta nessuno, però fa comunque questa
[34:23] Speaker 3: operazione di chirurgia estetica al seno e va benissimo, naturalmente
[34:27] Speaker 3: il mio non è un giudizio, però diciamo che comunque
[34:30] Speaker 3: lo metto tra le cose che sembrano quasi parlare di
[34:34] Speaker 3: due personalità diverse. È solitaria, è senza amici, non ha
[34:38] Speaker 3: i colleghi, per lei c'è soltanto come svago, ti direi,
[34:43] Speaker 3: o come alternativa al lavoro, la chiesa. tra le altre
[34:49] Speaker 3: cose anche quello che sono gli oggetti che si trovano
[34:54] Speaker 3: in casa a parte questo ordine maniacale nell'appartamento i dischi
[34:59] Speaker 3: di musica sacra trovano fondamentalmente albergo insieme alle raccolte heavy
[35:06] Speaker 3: metal tra l'altro se non ricordo male i vicini di
[35:11] Speaker 3: casa a un certo punto si lamentarono del fatto che
[35:14] Speaker 3: Daniela ascoltasse la musica heavy metal di notte, quindi anche
[35:19] Speaker 3: lì esuliamo un attimo da quello che è la normalità.
[35:23] Speaker 3: Accanto a dei libri per bambini c'è soltanto un film,
[35:28] Speaker 3: una videocassetta che è Psycho di Alfred Hitchcock, E accanto
[35:33] Speaker 3: a libri sacri, perché comunque ha la Bibbia, il Vangelo
[35:35] Speaker 3: e via discorrendo, c'è soltanto un romanzo di Elisabeth George,
[35:38] Speaker 3: quindi un thriller che sembra a quello che è lo
[35:42] Speaker 3: stato del libro che sia stato letto e riletto più volte.
[35:46] Speaker 3: E
[35:47] Speaker 2: questo da scrittrice insomma del genere dovrebbe farti venire un
[35:51] Speaker 2: po' i brividi immagino.
[35:53] Speaker 3: Me li fa venire, me li fa venire sicuramente, anche
[35:57] Speaker 3: perché Daniela Cecchin in qualche modo ha ispirato uno degli
[36:00] Speaker 3: antagonisti di un mio romanzo e quindi in qualche modo
[36:05] Speaker 3: ho presente quello che è il peso che talvolta può
[36:08] Speaker 3: avere la fiction, che naturalmente è soltanto fiction, per alcune persone,
[36:12] Speaker 3: persone come Daniela.
[36:15] Speaker 2: Sì, ti dico la verità, io quando mi sono messo
[36:19] Speaker 2: a studiare nel dettaglio questo caso, che comunque è già
[36:22] Speaker 2: conoscevo per la sua fama, però magari era troppo giovane
[36:27] Speaker 2: all'epoca per seguirlo in tempo reale, mi ci sono veramente infognato,
[36:35] Speaker 2: perché Daniela Cecchini è un coacervo di contraddizioni assolute, lei
[36:42] Speaker 2: è bianco e nero, lei è il diavolo e l'acqua santa,
[36:46] Speaker 2: infatti il diavolo torna anche nelle sue confessioni quando dirà
[36:50] Speaker 2: stato lui a farmi commettere questo delitto e poi c'è
[36:55] Speaker 2: il dettaglio che a me personalmente fa gelare il sangue
[36:59] Speaker 2: dei suoi colleghi tra l'altro lei ha lavorato in due
[37:03] Speaker 2: comuni diversi dai quali è stata cacciata è stata portata
[37:07] Speaker 2: a licenziarsi perché da un altro se non vado errato
[37:12] Speaker 2: mi correggerai rubava dei documenti dalla scrivania del sindaco e
[37:17] Speaker 2: li bruciava e in entrambi i casi comunque i colleghi
[37:23] Speaker 2: hanno segnalato che lei spesso parlava da sola e lo
[37:29] Speaker 2: faceva usando due voci diverse quindi questo ti dà un'idea
[37:34] Speaker 2: un po' della scissione della sua personalità e abbiamo parlato
[37:40] Speaker 2: spesso di questo dettaglio ovvero quando un individuo arriva a
[37:44] Speaker 2: scindersi è perché probabilmente ci sono dei lati del suo
[37:49] Speaker 2: carattere che non riesce assolutamente a tollerare, ma anche la
[37:55] Speaker 2: questione stessa della mastoplastica, cioè lei aveva probabilmente questo conflitto
[38:01] Speaker 2: dentro di sé di non sentirsi abbastanza donna, di non
[38:04] Speaker 2: sentirsi bella, quindi si va a rifare le tette, passatemi
[38:08] Speaker 2: il termine perché è quello che fa ragazzi, e poi
[38:15] Speaker 2: però lei dall'altra parte è vergine, non vede un uomo
[38:20] Speaker 2: da chissà quanto, non è interessata a vedere uomini, però
[38:23] Speaker 2: vuole che gli uomini la guardino, che la guardino di
[38:26] Speaker 2: più di quanto la guardano. Però comunque va in giro vestita, insomma,
[38:31] Speaker 2: come se fosse una suora. Quindi questa è la contraddizione,
[38:34] Speaker 2: poi perseguita l'uomo che le ha fatto l'intervento, perché? Probabilmente
[38:40] Speaker 2: perché l'ha vista nuda, è stato l'unico in anni a
[38:43] Speaker 2: vederla nuda. Quindi questa è Daniela Cekin. io vorrei portarvi
[38:50] Speaker 2: per mano come pollicino in questo inferno che è la
[38:55] Speaker 2: sua mente probabilmente e a me fa molto riflettere anche
[39:00] Speaker 2: il fatto che una persona qualunque come poteva essere Daniela
[39:05] Speaker 2: Cecchin perché all'apparenza l'abbiamo detto era una persona qualunque possa
[39:10] Speaker 2: ossessionarsi con un compagno di università che non vede da
[39:15] Speaker 2: più di vent'anni Però succede, perché quando Daniela passeggia per
[39:22] Speaker 2: Firenze e incontra per strada Paolo, che sta passeggiando anche
[39:27] Speaker 2: lui insieme alla moglie, scatta effettivamente una scintilla nella testa
[39:33] Speaker 2: di Daniela. E allora io voglio chiederti che cosa cambia
[39:38] Speaker 2: in Daniela dopo aver rivisto quella persona del suo passato
[39:44] Speaker 2: e come si spiega dal punto di vista criminologico questa
[39:49] Speaker 2: tendenza che può avere una persona ad ossessionarsi con gente che,
[39:55] Speaker 2: l'abbiamo visto, il chirurgo, il collega tecnico del comune al
[39:59] Speaker 2: quale ha bruciato il giardino, adesso il farmacista Paolo. Perché,
[40:06] Speaker 2: come si spiegano queste ossessioni?
[40:10] Speaker 3: Ma l'ossessione è un po' come un hobby, ti direi,
[40:13] Speaker 3: e non vuole, come dire questa frase, non vuole essere...
[40:18] Speaker 3: a detrimento di quello che è la gravità di un'ossessione,
[40:20] Speaker 3: però l'ossessione si coltiva, si nutre, si alimenta, e più
[40:24] Speaker 3: passa il tempo più l'ossessione peggiora, diventa radicata, diventa insostituibile,
[40:30] Speaker 3: anche perché Daniele Cecchine, che come dici tu, è vergine,
[40:34] Speaker 3: non incontra nessuno, non vede nessuno, che cos'altro ha se
[40:39] Speaker 3: non la sua ossessione? Questa ossessione diventa la sua ragione
[40:42] Speaker 3: di vita, e... Quando rivede Paolo, io tra l'altro avevo
[40:50] Speaker 3: un'informazione un po' diversa sul fatto che se l'avesse incontrato
[40:54] Speaker 3: in strada, avesse cominciato a seguire soltanto lui per strada,
[40:59] Speaker 3: quindi già nel fatto di seguire qualcuno, seguire qualcuno dà
[41:04] Speaker 3: un potere enorme. Non provateci naturalmente, nel senso che non
[41:09] Speaker 3: era un modo come un altro per spingervi a stalkerizzare qualcuno.
[41:14] Speaker 3: però seguire qualcuno dà un enorme potere, perché? Perché la
[41:18] Speaker 3: persona che è seguita non se lo immagina neanche, non
[41:21] Speaker 3: ne ha idea, a meno che non sia qualcuno che
[41:24] Speaker 3: ha la coscienza sporca e quindi magari si guarda le spalle,
[41:26] Speaker 3: però diciamo che la maggior parte di noi gira abitualmente
[41:30] Speaker 3: per strada senza guardarsi le spalle, senza neanche così pensare
[41:36] Speaker 3: di essere l'ossessione di qualcuno, ebbene è quello che succede
[41:41] Speaker 3: a questa persona. Daniela lo segue per la strada, vede
[41:45] Speaker 3: che dove abita, vede poi dove lavora, è una farmacia
[41:49] Speaker 3: nel centro storico di Firenze e siccome è una farmacia
[41:52] Speaker 3: Daniela entra. Daniela entra e ha modo di vedere questa
[41:57] Speaker 3: sua ossessione, questo suo sogno che neanche la riconosce perché
[42:02] Speaker 3: Paolo naturalmente sono passati più di vent'anni e non si
[42:07] Speaker 3: ricorda di questa Daniela Cecchin che tra l'altro non deve
[42:10] Speaker 3: essere proprio una delle persone più memorabili che hanno attraversato
[42:15] Speaker 3: la vita di questo farmacista e a un certo punto
[42:21] Speaker 3: dal retro del negozio spunta la moglie di Paolo che
[42:26] Speaker 3: poi diventerà la vittima che lo saluta e se ne
[42:29] Speaker 3: va E probabilmente è questo momento in cui queste esistenze,
[42:34] Speaker 3: queste tre esistenze, si toccano, anche se soltanto per qualche secondo,
[42:41] Speaker 3: e Daniela Cecchin vede in quel momento la vita che,
[42:45] Speaker 3: da buona paranoica che è, perché Daniela Cecchin, non dimentichiamolo,
[42:48] Speaker 3: è paranoica, e non lo dico io, lo dice una
[42:51] Speaker 3: perizia psichiatrica, da buona paranoica che cosa pensa? Non... come
[42:57] Speaker 3: faremmo tutti noi dicendo, ah beh, guarda che bella famiglia, eccetera. No,
[43:03] Speaker 3: la persona che ha sposato la mia ossessione mi ha
[43:07] Speaker 3: sottratto questa vita, cioè la mia vita sta vivendola qualcun altro,
[43:12] Speaker 3: come se fosse una sorta di somma matematica, cioè nel
[43:17] Speaker 3: senso che vabbè, che sia Daniele Cecchino, che sia un'altra persona,
[43:22] Speaker 3: le cose sarebbero andate così, che è veramente un pensiero...
[43:26] Speaker 3: oltre che sbagliato, decisamente basico. E Daniela Cecchin, che è ossessiva,
[43:30] Speaker 3: sa benissimo, perché l'aveva già provato con i colleghi del telesoccorso,
[43:34] Speaker 3: con il medico, eccetera, sa benissimo che c'è un suo
[43:39] Speaker 3: particolare comportamento che ingenera quantomeno preoccupazione, ansia, ma che può
[43:45] Speaker 3: arrivare a ingenerare paura. Daniela Cecchin fa le telefonate mute.
[43:50] Speaker 3: quando riesce a capire chi è il medico riesce a
[43:52] Speaker 3: capire dove abita il farmacista scusate riesce a capire dove
[43:55] Speaker 3: abita comincia a fare a casa sul numero fisso queste
[43:59] Speaker 3: telefonate mute e fare la telefonata muta è un modo
[44:04] Speaker 3: come un altro tra l'altro passivo aggressivo di entrare nella
[44:08] Speaker 3: vita degli altri di entrargli in casa ma proprio nel
[44:11] Speaker 3: vero senso del termine non stiamo parlando degli smartphone stiamo
[44:16] Speaker 3: parlando proprio del telefono di casa e probabilmente i più
[44:19] Speaker 3: giovani in ascoltatrici e ascoltatori telefono di casa magari dici
[44:24] Speaker 3: ma il telefono di casa sì c'è però non lo
[44:26] Speaker 3: usiamo quasi mai oppure neanche c'è il telefono di casa
[44:30] Speaker 3: all'epoca era un qualche cosa che portava in casa veramente
[44:36] Speaker 3: gli altri i parenti gli amici e via discorrendo nel 2003
[44:40] Speaker 3: naturalmente i telefonini e gli smartphone c'erano di già però
[44:44] Speaker 3: Daniela c'è chi in queste telefonate va a farle in
[44:46] Speaker 3: una cabina telefonica e con una scheda prepagata questo sarà
[44:52] Speaker 3: importante per quello che poi diremo in seguito quindi lei
[44:56] Speaker 3: segue lungo la strada questa persona ricordiamo appunto che lo
[45:00] Speaker 3: stalking diventa reato solo nel 2009 gli atti persecutori solo nel 2009
[45:04] Speaker 3: e chiaramente in questo senso lei coltiva e vede finalmente
[45:12] Speaker 3: la sua ossessione davanti a sé
[45:15] Speaker 2: non avrei potuto descriverlo meglio di così E allora non
[45:19] Speaker 2: possiamo che arrivare a quel fatidico 8 novembre del 2003 che abbiamo
[45:25] Speaker 2: già citato, ma dobbiamo tornarci perché la scena del crimine
[45:31] Speaker 2: racconta un delitto di estrema violenza, tra l'altro un cadavere
[45:38] Speaker 2: quasi decapitato, ritrovato dalla famiglia stessa della vittima, ma anche
[45:45] Speaker 2: un delitto di forte disorganizzazione. E allora ti chiedo che
[45:50] Speaker 2: cosa deducono gli inquirenti soltanto da quella scena del crimine,
[45:56] Speaker 2: ovviamente oggi noi sappiamo come è andata a finire, però
[45:59] Speaker 2: mettiamoci nei loro panni in quel momento, e come si
[46:02] Speaker 2: arriva in meno di una settimana all'arresto di Daniela Cecchin,
[46:07] Speaker 2: che comunque qualcosa per coprire le sue tracce, come abbiamo detto,
[46:11] Speaker 2: aveva provato a farlo.
[46:14] Speaker 3: Allora sì, Daniele Cecchin prova a coprire le sue tracce,
[46:17] Speaker 3: ma diciamo che è la prima volta che uccide. E
[46:22] Speaker 3: anche qua non mi resta che fare una sorta di
[46:25] Speaker 3: paragone sportivo, comunque di qualunque cosa, cioè noi diventiamo bravi,
[46:31] Speaker 3: chiunque di noi diventa bravo con il tempo, con l'allenamento,
[46:35] Speaker 3: con i tentativi. Daniele Cecchin ha pianificato tutto, perché non
[46:40] Speaker 3: si può parlare di qualche cosa di differente, pianifica tutto,
[46:44] Speaker 3: ma il disordine che gli investigatori trovano sulla scena è
[46:48] Speaker 3: dato dal fatto che la vittima ha reagito, perché sulla
[46:53] Speaker 3: vittima ci sono comunque ferite da difesa, ci sono dei
[46:57] Speaker 3: segni sulle ginocchia, ci sono dei segni sulle mani, le
[46:59] Speaker 3: mani sono la nostra condizione di questo tipo, sono l'ultima ferita,
[47:04] Speaker 3: prima di cedere quindi addirittura il coltello spesso e volentieri
[47:10] Speaker 3: chi viene affrontato con un coltello lo afferra la lama
[47:12] Speaker 3: con le mani procurandosi dei tagli orrendi, terribili c'è sangue
[47:16] Speaker 3: dappertutto il sangue è un qualche cosa che quando vediamo
[47:20] Speaker 3: nei film è addirittura scenografico direi quando succede nella realtà
[47:26] Speaker 3: che c'è una quantità di sangue importante io ricordo che
[47:30] Speaker 3: nel corpo umano corpo umano normopeso normalmente ci sono tra
[47:34] Speaker 3: i quattro e mezzo cinque litri di sangue non di
[47:37] Speaker 3: più che sembra non di più ma se ci pensate
[47:41] Speaker 3: tra l'altro è molto denso no il sangue ha un
[47:43] Speaker 3: odore ha una consistenza e se ne parliamo con qualcuno
[47:49] Speaker 3: che è avvezzo al sangue è un conto Daniela Cecchi
[47:53] Speaker 3: non è avvezza al sangue ma non è avvezza neanche
[47:55] Speaker 3: alle persone non è avvezza alla relazione umana non è
[48:00] Speaker 3: avvezza nemmeno agli odori che potrebbero essere quelli del sesso,
[48:04] Speaker 3: non lo sa, quindi ovviamente quando si trova con tutto
[48:07] Speaker 3: questo sangue, allora tanto per incominciare il rischio è più
[48:11] Speaker 3: logistico che altro, scivolare, sporcarsi, lei non aveva pensato a
[48:16] Speaker 3: quello che sarebbe successo e quindi ovviamente si sporca i vestiti,
[48:22] Speaker 3: i vestiti li lascia sulla scena, si cambia e se
[48:25] Speaker 3: ne va quando gli investigatori arrivano e trovano una scena
[48:28] Speaker 3: di questo genere ci sono dei momenti contrastanti addirittura il
[48:34] Speaker 3: pubblico ministero dirà che è una mattanza che credo renda
[48:38] Speaker 3: assolutamente l'idea di quello che c'è in questa casa il
[48:43] Speaker 3: disordine che c'è in casa in realtà non è in
[48:45] Speaker 3: tutta la casa i cassetti non sono stati frugati i
[48:49] Speaker 3: beni di valore non sono stati portati via quindi c'è
[48:53] Speaker 3: un controsenso come l'hai chiamata tu prima una sorta di
[48:56] Speaker 3: scissione di frattura come vediamo a casa di Daniela tutto
[49:01] Speaker 3: questo ordine e poi ascolta appunto Levi Metalo comunque c'è
[49:05] Speaker 3: questo disordine mentale stessa cosa nella casa della vittima c'è
[49:09] Speaker 3: tutto questo sangue ma perché cosa? cioè perché la vittima
[49:13] Speaker 3: è stata uccisa e soprattutto con un colpo letale che
[49:17] Speaker 3: davvero non soltanto le ha reciso la carotide ma a
[49:20] Speaker 3: momenti la decapita quindi il primo pensiero è l'ha ucciso
[49:24] Speaker 3: un uomo anche perché non è un ragionamento sbagliato il
[49:28] Speaker 3: 90% degli omicidi non soltanto in Italia ma a livello
[49:32] Speaker 3: di statistiche mondiali vengono commessi da uomini e quindi naturalmente
[49:37] Speaker 3: si cerca un uomo Poi però è qualcuno che ha
[49:40] Speaker 3: lasciato degli indumenti sulla scena e ne ha presi degli altri,
[49:44] Speaker 3: in particolare ha preso un giaccone di proprietà del farmacista,
[49:49] Speaker 3: quindi di proprietà del marito della vittima. A quel punto
[49:53] Speaker 3: però l'arma non c'è e se l'arma non è lì,
[49:58] Speaker 3: ed è facile pensarlo perché comunque la casa non è
[50:01] Speaker 3: stata toccata, i coltelli in casa ci sono la vittima
[50:05] Speaker 3: sicuramente è morta sgozzata con una coltellata quindi vuol dire
[50:09] Speaker 3: che la persona è arrivata l'assassino o l'assassina è arrivata
[50:12] Speaker 3: con il coltello e se l'è anche portato via e
[50:16] Speaker 3: su questo io invito a fermarsi un attimo perché il
[50:21] Speaker 3: coltello utilizzato non è un coltello come tanti perché spesso
[50:25] Speaker 3: viene detto ma se è un coltello da cucina no
[50:27] Speaker 3: è un coltello particolare e e l'arma del delitto che
[50:32] Speaker 3: per il killer ha una valenza normalmente non viene lasciata
[50:36] Speaker 3: sulla scena capita anche con le pistole cioè un conto
[50:38] Speaker 3: è sparare con la vecchia pistola del nonno ritrovata in
[50:41] Speaker 3: soffitta in un calibro piccolo un conto è comprare un'arma
[50:45] Speaker 3: nichelata in calibro 50 che mi piace così tanto che ho
[50:49] Speaker 3: voluto tanto avere e fare fuoco certo non la lascio
[50:52] Speaker 3: sulla scena questo per dire il profiling dell'assassino quindi la
[50:57] Speaker 3: vittima non è stata violentata non aveva nemici sulla scena
[51:01] Speaker 3: viene repertato del DNA ma come ormai credo che sappiamo
[51:06] Speaker 3: tutti il DNA si restituisce un profilo genetico ma non
[51:09] Speaker 3: ci restituisce l'identità cioè il nome e il cognome della
[51:12] Speaker 3: persona a un certo punto però il marito della vittima
[51:16] Speaker 3: quando viene interrogato anche abbastanza incalzato immaginatevi come poteva stare
[51:20] Speaker 3: quest'uomo tra l'altro che scopre il cadavere in questa condizione
[51:24] Speaker 3: della moglie insieme alle due figlie A un certo punto
[51:28] Speaker 3: lui parla di queste telefonate mute, quando gli viene chiesto
[51:30] Speaker 3: se ci sia stato qualche cosa di strano, qualche cosa
[51:35] Speaker 3: che l'ha fatto preoccupare, parla di queste telefonate mute e
[51:38] Speaker 3: quindi vengono analizzati i tabulati telefonici e il gioco è
[51:42] Speaker 3: presto fatto perché alla killer si arriva in sei giorni.
[51:48] Speaker 3: Le telefonate mute erano state fatte da una cabina telefonica
[51:53] Speaker 3: con una scheda prepagata che probabilmente i più giovani dovranno
[51:56] Speaker 3: andare a fare una ricerca su internet per sapere di
[51:58] Speaker 3: che cosa stiamo parlando una scheda prepagata che comunque ha
[52:03] Speaker 3: un codice sorgente quindi ovviamente si risale alla cabina si
[52:06] Speaker 3: risale alla scheda, si risale al tabulato e si va
[52:09] Speaker 3: a vedere quali numeri di telefono siano stati chiamati con
[52:12] Speaker 3: questa scheda e a parte il numero di telefono di
[52:15] Speaker 3: casa della vittima viene fatta una sola e unica altra
[52:19] Speaker 3: telefonata a un numero che è intestato a una signora
[52:23] Speaker 3: Vanno da questa signora anziana, le chiedono da chi abbia
[52:26] Speaker 3: ricevuto la telefonata il giorno tale, all'ora tale, perché nel
[52:28] Speaker 3: tabulato ovviamente c'è anche questo, e le risponde, mi ha
[52:31] Speaker 3: chiamato mia figlia, Daniela Cecchin. Ed ecco come si arriva,
[52:36] Speaker 3: come arrivano gli investigatori a capire in pochi giorni chi
[52:40] Speaker 3: è il killer.
[52:42] Speaker 2: E bisogna dire che almeno questa volta gli investigatori hanno
[52:46] Speaker 2: fatto insomma il loro lavoro, perché in meno di una
[52:50] Speaker 2: settimana sono arrivati appunto alla vera responsabile di questo atroce
[52:57] Speaker 2: delitto fatto sta che per alcuni giorni Firenze è caduta
[53:04] Speaker 2: nel panico più totale perché qualcuno ha pensato addirittura a
[53:08] Speaker 2: un nuovo delitto di un nuovo mostro di Firenze perché
[53:13] Speaker 2: il delitto era stato così feroce era accaduto tra l'altro
[53:17] Speaker 2: in centro storico e richiamava insomma delle delle riminescenze fortissime
[53:24] Speaker 2: di un passato neanche troppo lontano e allora voglio chiederti
[53:29] Speaker 2: abbiamo analizzato questa questa storia delle telefonate che richiamano tra
[53:34] Speaker 2: l'altro altri killer altri casi famosi della cronaca italiana e
[53:38] Speaker 2: non solo mi viene da pensare al caso di Elisa
[53:41] Speaker 2: Claps che veniva appunto anche lei chiamata a casa dal
[53:46] Speaker 2: suo aguzzino Danilo Restivo facendole ascoltare il motivetto per Elisa
[53:53] Speaker 2: di una famosa canzone classica di Beethoven e allora chiedo
[54:01] Speaker 2: come reagisce la città di Firenze e l'opinione pubblica italiana
[54:06] Speaker 2: alla notizia che il killer non sia un uomo ma
[54:10] Speaker 2: in realtà una donna e una donna così anonima come
[54:15] Speaker 2: poteva essere Daniela
[54:15] Speaker 3: Cecchin ma io credo che l'opinione pubblica all'epoca non abbia
[54:20] Speaker 3: avuto neanche tutto questo tempo di reazione perché il delitto
[54:24] Speaker 3: è successo ed è stato risolto come hai detto tu
[54:27] Speaker 3: in tempi assolutamente incredibili, brevissimi tra l'altro un po' con
[54:32] Speaker 3: la vecchia tecnologia cioè le tracce che ha lasciato Daniela
[54:35] Speaker 3: Cecchin e che non poteva sapere che stava lasciando in
[54:38] Speaker 3: giro anche perché Daniela Cecchin ha dimostrato di non essere
[54:41] Speaker 3: molto brillante, 42 sessantesimi alla maturità, non passi il primo esame
[54:46] Speaker 3: di farmacia, non passi neanche l'esame di infermieristica, quindi naturalmente
[54:51] Speaker 3: non è che abbiamo a che fare con quello che
[54:53] Speaker 3: normalmente potremmo chiamare un fulmine di guerra, cioè non è
[54:56] Speaker 3: particolarmente sveglia, quindi lascia in giro tracce a destra e
[55:00] Speaker 3: a manca, tracce che ovviamente la fanno ritrovare subito. La cittadinanza,
[55:08] Speaker 3: allora già che capita a Firenze, Firenze è tristemente nota
[55:12] Speaker 3: per il mostro, ovviamente è una città meravigliosa con persone
[55:16] Speaker 3: meravigliose e quindi vabbè. Però diciamo appunto che questo delitto
[55:21] Speaker 3: lascia perplessi, cioè nel senso lascia perplessi innanzitutto perché il
[55:26] Speaker 3: killer è arrivato in casa. Cioè un conto è un
[55:29] Speaker 3: killer che si aggira al buio di notte per le
[55:32] Speaker 3: campagne e allora viene chiamato mostro. che è già sbagliato
[55:36] Speaker 3: dal mio punto di vista perché tutti i killer sono
[55:38] Speaker 3: umani non ci sono mostri anche perché poi se no
[55:41] Speaker 3: si rischia un po' quando troviamo qualcuno sulla nostra strada
[55:44] Speaker 3: che potrebbe essere molto cattivo non gli vediamo le sembianze
[55:48] Speaker 3: da mostro e lo lasciamo entrare quindi vabbè anche qua
[55:51] Speaker 3: la narrazione su quello che succede come si dice a
[55:57] Speaker 3: casa della vittima è un po' che per gli investigatori
[56:02] Speaker 3: la vittima aveva lasciato entrare il killer Ma perché l'ha
[56:06] Speaker 3: lasciato entrare? Perché la cittadinanza, i primi momenti ruotano appunto
[56:10] Speaker 3: su questo, cioè non ci sono effrazioni, non c'è scasso,
[56:14] Speaker 3: non c'è niente, non c'è furto, ma quindi come mai
[56:18] Speaker 3: questa persona è riuscita ad entrare, questo assassino, questa assassina
[56:21] Speaker 3: è riuscita ad entrare? Perché in realtà Daniela Cecchine nella
[56:24] Speaker 3: sua organizzazione e premeditazione, perché ricordiamolo questo è un omicidio premeditato, volontario,
[56:30] Speaker 3: con la premeditazione, Aveva scaricato da internet e poi stampato
[56:36] Speaker 3: il logo dell'associazione dei farmacisti, aveva confezionato un falso pacchetto,
[56:41] Speaker 3: ci aveva messo sopra il logo ben visibile. si era
[56:44] Speaker 3: presentata alla porta, aveva suonato il campanello, così che quando
[56:47] Speaker 3: la vittima probabilmente ha aperto poco, ha guardato dallo spioncino,
[56:52] Speaker 3: comunque trovi una donna davanti a te che regge un
[56:55] Speaker 3: pacchetto con su il logo dell'associazione dei farmacisti, la prima
[56:59] Speaker 3: cosa che pensi è un pacchetto per Paolo, quindi per
[57:02] Speaker 3: il marito, no? E ovviamente ha aperto, è stata indotta
[57:07] Speaker 3: dall'assassina e a credere che non ci fosse pericolo, quindi
[57:12] Speaker 3: è questo che dal mio punto di vista all'epoca, io
[57:16] Speaker 3: mi ricordo che era questa la cosa tragica quando poi emerse,
[57:20] Speaker 3: oltre al fatto che naturalmente è una donna, è molto
[57:22] Speaker 3: particolare perché come dico esula e di molto dalla statistica
[57:26] Speaker 3: soprattutto dell'omicidio violento, quindi naturalmente un conto è dire il
[57:32] Speaker 3: killer si aggira al buio fuori fuori di qui lontano
[57:37] Speaker 3: da me e allora se sto in casa sono al
[57:38] Speaker 3: sicuro ma qua il killer è entrato in casa e
[57:41] Speaker 3: addirittura era un killer talmente trustable che la vittima che
[57:47] Speaker 3: era una persona capace adulta sensibile intelligente non ha provato
[57:53] Speaker 3: paura e questo è la parte questa è la parte
[57:56] Speaker 3: che veramente fa paura e che probabilmente ha fatto paura
[57:59] Speaker 3: anche all'epoca sì
[58:03] Speaker 2: sono sono d'accordo con te fatto sta che Daniela Cecchin
[58:09] Speaker 2: viene raggiunta insomma dagli inquirenti all'inizio negherà tutto però poi
[58:13] Speaker 2: nel momento in cui minacciano di andare a perquisire la
[58:20] Speaker 2: casa della madre dirà no no aspettate sono stata io
[58:25] Speaker 2: e inizia insomma una confessione abbastanza importante Durante queste confessioni
[58:34] Speaker 2: Daniela si giustificherà parlando di un raptus, addirittura arriverà a
[58:39] Speaker 2: dire è stato il diavolo in persona a dirmi di
[58:42] Speaker 2: fare questa azione. E a supporto di questa tesi ci
[58:46] Speaker 2: sono una serie di fatti, per esempio la questione che
[58:51] Speaker 2: lei stessa si ferisce durante l'omicidio, perde molto sangue, lascia
[58:56] Speaker 2: i propri vestiti nell'appartamento, si cambia, prende alcuni vestiti insomma
[59:02] Speaker 2: della famiglia della vittima fugge in un modo che sembra
[59:07] Speaker 2: sia lucido ma allo stesso tempo anche caotico perché passerà
[59:12] Speaker 2: più di due ore nella casa della vittima e allora
[59:16] Speaker 2: ti chiedo è plausibile secondo il tuo punto di vista
[59:21] Speaker 2: da criminologa un'ipotesi di questo genere ovvero di quello che
[59:28] Speaker 2: in gergo giornalistico di cronaca nera chiamano raptus che però
[59:33] Speaker 2: sappiamo non esistere dal punto di vista criminologico ma comunque
[59:38] Speaker 2: è possibile parlare di un'azione impulsiva più che organizzata
[59:44] Speaker 3: no daniela cecchini era assolutamente organizzata solo che la vittima
[59:48] Speaker 3: si è difesa e come capita spesso le vittime appunto
[59:51] Speaker 3: si difendono non sono le vittime che siamo abituati a
[59:54] Speaker 3: vedere in televisione soprattutto se sono vittime donne se ci
[59:57] Speaker 3: fate caso nei vecchi film ma anche nei nuovi e
[1:00:01] Speaker 3: nelle nuove serie televisive normalmente la vittima donna ha questa
[1:00:05] Speaker 3: brutta abitudine nella fiction di urlare e di starsene con
[1:00:10] Speaker 3: le braccia aperte proprio come dire ammazzami tutta ovviamente anche
[1:00:16] Speaker 3: Daniela probabilmente aveva visto questo tipo di rappresentazione che è
[1:00:20] Speaker 3: una rappresentazione assolutamente sbagliata e sconsigliata anche ecco perché la
[1:00:24] Speaker 3: vittima normalmente donna o uomo che sia anziano o giovane
[1:00:29] Speaker 3: che sia bambino si fa scudo con le mani con
[1:00:32] Speaker 3: il corpo quindi protegge ma lo protegge da un punto
[1:00:37] Speaker 3: di vista come dire basico non perché l'ha studiato si
[1:00:40] Speaker 3: protegge la gola si protegge il petto la pancia no
[1:00:45] Speaker 3: quindi volta la schiena si chiude in qualche modo e
[1:00:50] Speaker 3: si difende semplicemente Daniela Cecchin è stata accolta alla sprovvista
[1:00:55] Speaker 3: nella sua organizzazione come sempre non ha considerato l'altro ma
[1:00:59] Speaker 3: è molto semplice la cosa cioè Daniela Cecchin l'altro non
[1:01:02] Speaker 3: lo considera non sa neanche come possano reagire gli altri
[1:01:06] Speaker 3: non ha la più palida idea e quindi non si
[1:01:08] Speaker 3: aspetta la reazione della vittima che è una reazione di
[1:01:12] Speaker 3: difesa forte potente è una questione di sopravvivenza dove purtroppo
[1:01:16] Speaker 3: poi la vittima soccombe Però non si può parlare di raptus,
[1:01:20] Speaker 3: non è un raptus in nessun caso. Daniela Cecchin è
[1:01:24] Speaker 3: fortemente lucida, fortemente organizzata, è partita da casa con l'intenzione
[1:01:28] Speaker 3: di uccidere la sua vittima e l'ha uccisa. Passa due
[1:01:32] Speaker 3: ore nell'appartamento, anche lì perché? perché sia un po' da
[1:01:36] Speaker 3: criminologa che poi in realtà io faccio la consulente forense,
[1:01:42] Speaker 3: quindi consulente di parte sono, quindi diciamo che fondamentalmente anche
[1:01:45] Speaker 3: lì ci sono i vicini di casa che sentono le
[1:01:48] Speaker 3: grida e se ne fregano. Nessuno chiama, nessuno va a vedere.
[1:01:54] Speaker 2: Scusa se ti interrompo Cristina, i vicini dicono che loro
[1:01:59] Speaker 2: sentono questa donna dire Aiuto, però quasi come se fosse
[1:02:10] Speaker 2: uno scherno, nel senso che probabilmente la vittima stava chiedendo
[1:02:16] Speaker 2: aiuto e Daniela le faceva il verso. Qualcuno ha detto
[1:02:22] Speaker 2: anche questa cosa qui. Però io voglio fare un attimo
[1:02:24] Speaker 2: l'avvocato del diavolo, perché è un po' più complesso di questo.
[1:02:29] Speaker 2: Daniela nelle sue confessioni dice... Sì, io avevo organizzato tutto,
[1:02:34] Speaker 2: avevo organizzato il pacco, avevo stampato il logo di questa
[1:02:39] Speaker 2: organizzazione farmaceutica, avevo pronta la ricevuta da firmare, però io
[1:02:52] Speaker 2: sono andata lì, dice lei, senza aver deciso se uccidere
[1:02:58] Speaker 2: o meno. Cioè lei dice avrei anche potuto lasciare questo
[1:03:04] Speaker 2: pacco che era vuoto, farmi firmare la ricevuta e andarmene
[1:03:08] Speaker 2: via come se fossi una persona qualunque senza mai essere
[1:03:11] Speaker 2: insomma riconosciuta e invece poi sul momento ho deciso di
[1:03:17] Speaker 2: uccidere e quello è stato un raptus. Quindi questa è
[1:03:19] Speaker 2: la cosa che rende il quadro un po' più complicato,
[1:03:22] Speaker 2: non so se sei d'accordo.
[1:03:25] Speaker 3: Ma guarda, allora, io ho a che fare con gli assassini,
[1:03:27] Speaker 3: questa versione è quella classica, non volevo. Eh beh, però
[1:03:31] Speaker 3: l'hai fatto, e non è un raptus, sei andato, cioè,
[1:03:34] Speaker 3: se io esco di casa con un coltello di 30 centimetri,
[1:03:37] Speaker 3: tra l'altro un coltello di marca, coltello particolare, con una
[1:03:40] Speaker 3: lama affilatissima da 30 centimetri, me lo metto in borsa e esco,
[1:03:44] Speaker 3: diretta a casa di una persona, che è quella lì
[1:03:48] Speaker 3: e non un'altra, ok? ci vado con un pacco esca
[1:03:53] Speaker 3: cioè voglio che questa persona mi apra la porta e
[1:03:55] Speaker 3: poi l'ammazzo ma io ho così da dire non volevo
[1:03:58] Speaker 3: non era mia intenzione scemenze cioè Daniela Cecchin è lucida
[1:04:04] Speaker 3: è capace ha ucciso perché voleva uccidere molto semplicemente se
[1:04:10] Speaker 3: non avesse voluto uccidere non avrebbe ucciso sarebbe uscita con
[1:04:13] Speaker 3: il coltello il pacco via discorrendo si sarebbe fermata a
[1:04:16] Speaker 3: metà strada e sarebbe tornata indietro ok oppure non avrebbe
[1:04:21] Speaker 3: perso due ore nell'appartamento, probabilmente lì sì che ha perso
[1:04:25] Speaker 3: la testa, non sapeva che cosa fare, però ovviamente non
[1:04:29] Speaker 3: chiama i soccorsi. Il crimine si può interrompere, ci sono
[1:04:33] Speaker 3: le attenuanti che vengono date al processo, tra le attenuanti
[1:04:38] Speaker 3: è perché ho interrotto il crimine, cioè sì, ho dato
[1:04:42] Speaker 3: una coltellata, una sola, la vittima è a terra, mi ravvedo,
[1:04:46] Speaker 3: non lo volevo fare, chiamo i soccorsi. Questo è un
[1:04:49] Speaker 3: attenuante ed è importante questo fatto, cioè interrompo quello che
[1:04:53] Speaker 3: sto facendo. La vittima può morire lo stesso ma io
[1:04:56] Speaker 3: nel frattempo ho cercato in qualche modo di rimediare a
[1:05:00] Speaker 3: quello che avevo fatto. Check- in non fa niente di tutto questo, niente,
[1:05:06] Speaker 3: anzi cerca in tutti i modi di rimanere libera. Poi
[1:05:10] Speaker 3: è chiaro che non rimane libera perché l'errore qua sono
[1:05:15] Speaker 3: state le telefonate, poi errore suo e indagini fatte molto
[1:05:19] Speaker 3: bene evidentemente però dire che a parte che ascoltare uno
[1:05:23] Speaker 3: che ha ammazzato qualcun altro e dargli ragione io di
[1:05:27] Speaker 3: base non sono particolarmente d'accordo su questo punto spesso e
[1:05:32] Speaker 3: volentieri tra l'altro l'assassino viene in qualche modo consigliato a
[1:05:39] Speaker 3: dire delle cose anche perché su Daniela Cecchin verranno fatte
[1:05:43] Speaker 3: delle perizie e mentre una perizia va in una direzione,
[1:05:47] Speaker 3: una perizia va nell'altra direzione, sono due perizie psichiatriche, uno
[1:05:50] Speaker 3: dice una cosa, uno dice un'altra e capita abbastanza spesso
[1:05:54] Speaker 3: che succeda questa cosa qua, d'altronde sappiamo che la psichiatria
[1:05:57] Speaker 3: non è certo una scienza, quindi non è che uno
[1:06:00] Speaker 3: più uno fa sempre due. Per cui appunto, no, io
[1:06:03] Speaker 3: ti direi che se Daniela Cecchina ha detto non volevo,
[1:06:07] Speaker 3: non volevo farlo, signor giudice che cosa vuole, è stato
[1:06:10] Speaker 3: un raptus, veramente mi sembra troppo comodo.
[1:06:14] Speaker 2: Te lo chiedo perché so che c'è stata insomma una
[1:06:17] Speaker 2: battaglia legale di perizie abbastanza accesa su questa questione qui
[1:06:23] Speaker 2: e quindi vale la pena vedere come è andata a
[1:06:29] Speaker 2: finire insomma, quindi l'accusa dall'altra parte spinge su queste forti
[1:06:38] Speaker 2: evidenze che hai detto tu ma anche il fatto stesso
[1:06:41] Speaker 2: che Daniela colpisce di sabato perché sa che la vittima
[1:06:48] Speaker 2: è impiegata di banca quindi non lavora di sabato e
[1:06:53] Speaker 2: a casa insomma a fare la skin care routine fino
[1:06:57] Speaker 2: a tardi il marito accompagna le figlie a scuola e
[1:07:01] Speaker 2: quindi può colpire in quel momento e sa anche di
[1:07:04] Speaker 2: potersi permettere di rimanere due ore in quell'appartamento probabilmente indisturbata
[1:07:11] Speaker 2: e c'è anche questa questione qui che va valutata però
[1:07:17] Speaker 2: ecco come si conclude questa battaglia di perizie
[1:07:22] Speaker 3: citerei quello che è stata la frase del marito una
[1:07:24] Speaker 3: cosa vergognosa ma farei comunque un passo indietro perché tu
[1:07:27] Speaker 3: prima mi dici appunto anche i vicini hanno detto ma
[1:07:30] Speaker 3: abbiamo sentito la parola aiuto abbiamo sentito dire aiuto ma
[1:07:33] Speaker 3: sembrava più qualcuno che faceva il verso a qualcun altro
[1:07:35] Speaker 3: allora in genere faccio anche conferenze pubbliche se sentite qualcuno
[1:07:40] Speaker 3: che grida aiuto ci si affaccia si va a vedere
[1:07:44] Speaker 3: si cerca di capire che cosa è successo perché aiuto
[1:07:48] Speaker 3: non è una parola che uno la grida così cioè
[1:07:52] Speaker 3: comunque ci si affaccia e si va a vedere quindi
[1:07:55] Speaker 3: nella mia personissima esperienza i vicini di casa quando io
[1:07:58] Speaker 3: vado a chiedere le cose mi rispondono tutti era tanto
[1:08:00] Speaker 3: una brava persona salutava sempre buongiorno e buonasera quindi vicini
[1:08:04] Speaker 3: di casa utili come un mal di testa tornando a
[1:08:07] Speaker 3: quello che è stata la battaglia legale il marito ha
[1:08:10] Speaker 3: avuto da dire una cosa vergognosa il giudice ha dimostrato
[1:08:14] Speaker 3: di essere particolarmente ottuso purtroppo inizialmente erano stati chiesti 30 anni
[1:08:19] Speaker 3: di carcere e che già parevano abbastanza pochi, però diciamo
[1:08:22] Speaker 3: appunto 30 anni di carcere sono comunque 30 anni di carcere e
[1:08:25] Speaker 3: gli anni carcere non scorrono come gli anni di libertà,
[1:08:29] Speaker 3: che poi sono stati ridotti a 20. Daniela Cecchin, anche perché
[1:08:33] Speaker 3: c'è stato un primo processo, 30 anni, in appello 30 anni confermati,
[1:08:40] Speaker 3: in Cassazione il giudice Ottuso ha detto no, perché la
[1:08:44] Speaker 3: spiegazione è troppo semplice, l'invidia è solo invidia non può
[1:08:48] Speaker 3: spiegare un omicidio così complesso. Allora, tanto per incominciare, l'omicidio
[1:08:53] Speaker 3: non era affatto complesso, questa persona si è presentata, ha
[1:08:56] Speaker 3: dato una coltellata alla gola e così come si è
[1:08:59] Speaker 3: presentata se ne è riandata, non c'è niente di complesso, assolutamente.
[1:09:03] Speaker 3: E l'invidia è un movente fortissimo, questo fatto ancora di
[1:09:08] Speaker 3: cercare di avere moventi che siano moventi anche qua, io
[1:09:14] Speaker 3: direi da film, ma che cosa ti aspetti che sia
[1:09:17] Speaker 3: un movente? Il movente è quello, la gelosia, l'invidia, il potere,
[1:09:23] Speaker 3: il dominare quell'altro, questi sono i moventi, poi se per
[1:09:27] Speaker 3: un giudice è poco, vabbè, però questo è. Diciamo che
[1:09:30] Speaker 3: fondamentalmente è finito con questi vent'anni di carcere, scontati tredici
[1:09:37] Speaker 3: e qualche cosa, Poi c'è stato un passaggio in una
[1:09:40] Speaker 3: struttura psichiatrica e nonostante i pareri contrari degli psichiatri che
[1:09:45] Speaker 3: ravvedevano ancora la pericolosità sociale il magistrato di sorveglianza ha
[1:09:49] Speaker 3: detto che Daniela Cecchi può essere una donna libera.
[1:09:53] Speaker 2: Sì, a molti è sembrata semplicistica però abbiamo visto che
[1:09:58] Speaker 2: è molto più complessa di quello che può parere. Io
[1:10:03] Speaker 2: voglio chiederti dal punto di vista criminologico visto che non
[1:10:09] Speaker 2: ne abbiamo ancora parlato in maniera diretta che idea ti
[1:10:15] Speaker 2: sei fatta tu del profilo di Daniela Cecchin cioè abbiamo
[1:10:23] Speaker 2: parlato dell'invidia che sommata insomma alla solitudine può trasformarsi in
[1:10:31] Speaker 2: ossessione ma secondo te C'è qualcosa oltre questo isolamento, qualcosa
[1:10:43] Speaker 2: di genetico in Daniela Shekin, qualcosa di irrisolvibile, qualcosa di
[1:10:50] Speaker 2: sbagliato alla base? C'è un mostro in Daniela Shekin o
[1:10:55] Speaker 2: semplicemente è il prodotto di una società alla quale lei
[1:11:01] Speaker 2: probabilmente non si è mai adattata e che dall'altra parte
[1:11:06] Speaker 2: l'ha sempre vista... non l'ha mai vista anzi, l'ha sempre
[1:11:11] Speaker 2: scartata come qualcuno di anonimo, qualcuno non meritevole di interesse.
[1:11:19] Speaker 3: Daniela Cecchin dal mio punto di vista semplicemente è quello
[1:11:23] Speaker 3: che avevo detto prima, cioè un'adolescente che non è mai
[1:11:26] Speaker 3: riuscita a crescere, cioè una persona che comunque ha delle paranoie,
[1:11:31] Speaker 3: ha sicuramente dei problemi, è una persona che è sempre
[1:11:34] Speaker 3: stata in qualche modo non tanto rifiutata perché io non
[1:11:37] Speaker 3: parlerei di rifiuto ma di evitamento cioè Daniela Cecchin probabilmente
[1:11:42] Speaker 3: risultava pericolosa ma a volte evitiamo le persone non perché
[1:11:49] Speaker 3: ci stanno antipatiche o perché che ne so ma perché
[1:11:53] Speaker 3: ne abbiamo timore perché se c'è qualcosa che non va
[1:11:57] Speaker 3: le evitiamo ma è autoconservazione e Daniela Cecchin secondo me
[1:12:03] Speaker 3: in qualche modo dava dei segnali che invitavano gli altri
[1:12:08] Speaker 3: a tenerla alla larga, a starne lontani, comunque a evitarla appunto.
[1:12:14] Speaker 3: Poi che sicuramente ci sia stata una psicoterapia che evidentemente
[1:12:18] Speaker 3: non è andata a buon fine, perché se è stata
[1:12:20] Speaker 3: in analisi e questo è il prodotto dell'analisi, c'è qualcosa
[1:12:23] Speaker 3: che probabilmente a un certo punto si è interrotto, non
[1:12:26] Speaker 3: ha funzionato, non saprei perché ovviamente non ero lì e
[1:12:29] Speaker 3: non faccio la psicologa, ma faccio la criminologa. Diciamo che
[1:12:34] Speaker 3: anche il fatto che Daniela Cecchin sia un prodotto sociale,
[1:12:38] Speaker 3: anche qua è una visione secondo me di deresponsabilizzazione del
[1:12:44] Speaker 3: gesto e della persona stessa. Daniela Cecchin è un'assassina, avrà
[1:12:49] Speaker 3: anche pagato il suo debito con la giustizia, ma Daniela
[1:12:51] Speaker 3: Cecchin ha ammazzato perché voleva ammazzare e questo fatto di
[1:12:57] Speaker 3: dire è un prodotto sociale, è stato l'isolamento... cioè ci
[1:13:01] Speaker 3: sono un sacco di persone che vengono isolate, bullizzate eccetera,
[1:13:05] Speaker 3: non è che vanno in giro ad ammazzare qualcuno, assolutamente.
[1:13:10] Speaker 3: Daniela Cecchina aveva tra l'altro una famiglia alle spalle che
[1:13:14] Speaker 3: in qualche modo avrebbe potuto prendersi cura. Se una famiglia
[1:13:18] Speaker 3: così benestante non riesce, non può, non capisce che ha
[1:13:23] Speaker 3: una figlia problematica, significa che c'è un problema a monte
[1:13:28] Speaker 3: e in Italia è un problema bello grosso. Curiamo tutte
[1:13:32] Speaker 3: le malattie fisiche, ma ancora adesso, e ne parlo a
[1:13:37] Speaker 3: distanza di tanti anni da quando è successo il delitto,
[1:13:41] Speaker 3: ancora adesso la malattia mentale genera lo stigma. La malattia
[1:13:46] Speaker 3: mentale non viene affrontata come si deve. La maggior parte
[1:13:51] Speaker 3: dei malati psichiatrici non è diagnosticato, cioè non c'è una diagnosi.
[1:13:56] Speaker 3: c'è un enorme problema chiaramente per quanto riguarda la malattia
[1:13:59] Speaker 3: mentale poi diagnosticata, perché non ci sono le strutture adeguate
[1:14:03] Speaker 3: e il malato psichiatrico viene ridato indietro alla famiglia, che
[1:14:07] Speaker 3: come si può immaginare ovviamente non è il posto giusto
[1:14:10] Speaker 3: dove affrontare e risolvere, se si può risolvere, una malattia psichiatrica.
[1:14:16] Speaker 3: Quindi questo è, Daniela Cecchin semplicemente è una persona, cioè
[1:14:21] Speaker 3: dentro di noi il bene e il male ci sono,
[1:14:24] Speaker 3: Cioè a me può anche fare arrabbiare qualcuno che mi
[1:14:28] Speaker 3: tratta male, ma esistono quelli che sono i freni inibitori,
[1:14:32] Speaker 3: non è che gli do una coltellata nella giugolare perché
[1:14:35] Speaker 3: sono invidiosa di qualcun altro, ammesso e non concesso che
[1:14:37] Speaker 3: io provi dell'invidia. Quando proprio il giudice della Cassazione che
[1:14:42] Speaker 3: ha detto la spiegazione dell'invidia è solo l'invidia è troppo semplice,
[1:14:46] Speaker 3: quello è il problema. Cioè se non viene compreso che
[1:14:50] Speaker 3: i sentimenti non hanno la stessa valenza per tutti, allora
[1:14:54] Speaker 3: non andiamo da nessuna parte. Daniela Cecchin aveva come sentimento
[1:15:00] Speaker 3: solo l'invidia e ovviamente non sa provare empatia. Per lei
[1:15:03] Speaker 3: gli altri non esistono se non come oggetto delle sue ossessioni.
[1:15:08] Speaker 3: Non posso neanche parlare e non voglio parlare né di
[1:15:11] Speaker 3: desideri né di amore perché non è né uno né l'altro.
[1:15:15] Speaker 3: Cioè questa era. ossessionata e vuole una cosa come un
[1:15:20] Speaker 3: bambino piccolo che prende una roba e la rompe se
[1:15:23] Speaker 3: la va a prendere la strappa dalle mani di qualcun
[1:15:25] Speaker 3: altro questo è Daniela Cecchin né più né meno ovviamente
[1:15:29] Speaker 3: ci sono alcune persone che con le terapie giuste e
[1:15:32] Speaker 3: le cure giuste migliorano addirittura guariscono Daniela Cecchin probabilmente non
[1:15:37] Speaker 3: ha fatto la cura giusta o neanche è arrivata a
[1:15:40] Speaker 3: questo tipo di diagnosi
[1:15:44] Speaker 2: io mi prenderei qualche minuto di pausa per riflettere, per
[1:15:49] Speaker 2: farvi riflettere e metabolizzare tutte queste informazioni. Tornerei per un
[1:15:55] Speaker 2: secondo dal nostro Giacomo Giacquinto per sapere quali sono, se
[1:15:59] Speaker 2: ci sono film, documentari, video da guardare per saperne di
[1:16:05] Speaker 2: più su questo caso.
[1:16:08] Speaker 4: Allora Michele, per quanto riguarda serie, docufiction e via dicendo
[1:16:13] Speaker 4: legati a questo caso, Quello che vi posso consigliare è
[1:16:16] Speaker 4: il terzo indizio, che è una trasmissione di Rete4, il
[1:16:19] Speaker 4: caso è stato trattato in una puntata del programma condotto
[1:16:23] Speaker 4: da Barbara De Rossi, è una ricostruzione in stile docufiction
[1:16:27] Speaker 4: cinematografica del 2018 guidata dalla regia di Fabrizio Portalupi, in cui
[1:16:32] Speaker 4: il ruolo di Daniela Cecchin da giovane è interpretato dall'attrice
[1:16:35] Speaker 4: Roberta Belforte. L'altro che vi consiglio è Morire per invidia,
[1:16:39] Speaker 4: il caso Cecchin, che è probabilmente una tra le cose
[1:16:43] Speaker 4: migliori che ho trovato legati a questo caso e che
[1:16:47] Speaker 4: mi ha permesso di poter scrivere una spero buona narrazione
[1:16:50] Speaker 4: che è un'inchiesta video audio giornalistica della nazione a cura
[1:16:53] Speaker 4: di Pietro Meccarozzi che è un documentario focalizzato sul profilo
[1:16:57] Speaker 4: psicologico della donna, i suoi interrogatori, lo stalking e il
[1:17:00] Speaker 4: movente del delitto.
[1:17:03] Speaker 2: Allora ringrazio il nostro Giacomo Giacuinto e torno in volata
[1:17:07] Speaker 2: dalla nostra ospite perché insomma siamo alle battute finali di
[1:17:13] Speaker 2: questa intervista però c'è ancora un punto importante di cui parlare,
[1:17:17] Speaker 2: ovvero il fatto che Daniela Cecchin è libera, cammina tra
[1:17:23] Speaker 2: di noi. E allora ti voglio chiedere che cosa succede
[1:17:30] Speaker 2: da quel momento, da quella condanna poi scontata a vent'anni
[1:17:36] Speaker 2: fino ad oggi, come ha pagato il suo debito con
[1:17:41] Speaker 2: la giustizia Daniela Cecchin e insomma cosa fa? questo momento
[1:17:47] Speaker 3: allora spererei che non abitasse dalle mie parti come come
[1:17:51] Speaker 3: prima cosa non ho idea di che cosa faccia adesso
[1:17:54] Speaker 3: di dove sia e probabilmente questa è una delle cose
[1:17:57] Speaker 3: che un pochettino mi agghiaccia credo che abbia a questo
[1:18:00] Speaker 3: punto 70 anni se non ho sbagliato a fare i conti
[1:18:04] Speaker 3: e direi appunto che non ha scontato sicuramente il debito
[1:18:10] Speaker 3: io mi sono permessa di dire che ha commesso un
[1:18:13] Speaker 3: assassino perché comunque i dati di fatto sono questi è
[1:18:17] Speaker 3: o è stata se vogliamo un'assassina visto che il debito
[1:18:21] Speaker 3: è stato scontato quindi ha pagato con il carcere non
[1:18:26] Speaker 3: ho notizie in merito però se ce le hai tu
[1:18:28] Speaker 3: io volentieri le ascolto quindi naturalmente appunto ripeto spero che
[1:18:33] Speaker 3: non viva da queste parti ecco tutto qua
[1:18:37] Speaker 2: però io so che lei è stata, ha passato diversi
[1:18:41] Speaker 2: anni oltre al carcere anche in una struttura correttiva di
[1:18:46] Speaker 2: salute mentale, quindi oltre a pagare il proprio debito con
[1:18:51] Speaker 2: la giustizia, in teoria lei dovrebbe aver fatto anche un
[1:18:55] Speaker 2: percorso di reinserimento nella società, per quanto questo possa essere possibile,
[1:19:03] Speaker 2: tu ci credi?
[1:19:05] Speaker 3: Se è stata sottoposta ad adeguate cure, se gli psichiatri
[1:19:10] Speaker 3: hanno ritenuto che non fosse più socialmente pericolosa né per
[1:19:13] Speaker 3: sé né per gli altri, allora va tutto bene. Io
[1:19:16] Speaker 3: avevo notizia che in realtà, contrariamente a quanto era stato suggerito, diagnosticato,
[1:19:25] Speaker 3: il magistrato di sorveglianza ha deciso comunque di rimetterla in libertà,
[1:19:28] Speaker 3: ma probabilmente ho una notizia sbagliata a questo punto, perché
[1:19:31] Speaker 3: evidentemente se è stata rimessa in libertà ed è stata
[1:19:36] Speaker 3: come dire giudicata abile a stare nuovamente in società significa
[1:19:41] Speaker 3: che non è più pericolosa forse
[1:19:45] Speaker 2: questo ce lo dirà soltanto il tempo noi salutiamo tutti
[1:19:52] Speaker 2: quelli che ci hanno ascoltato fino a questo momento inclusa
[1:19:56] Speaker 2: la signora Daniela e ringrazio ovviamente la nostra criminologa giornalista
[1:20:02] Speaker 2: e scrittrice Cristina Brondoni, per essere stata insieme a noi
[1:20:07] Speaker 3: Grazie a voi e a presto.
[1:20:10] Speaker 2: Io vi rimando, è soltanto un arrivederci perché ci vediamo
[1:20:15] Speaker 2: tra poco su Patreon, perché continuiamo a parlare di criminologia,
[1:20:20] Speaker 2: continuiamo a parlare di ossessione, di stalking, ma anche di
[1:20:24] Speaker 2: come tutto questo si trasla nella scrittura thriller, che so
[1:20:28] Speaker 2: che ad alcuni di voi potrebbe interessare molto. Tutto questo
[1:20:31] Speaker 2: lo facciamo però su Patreon, quindi ci vediamo lì con
[1:20:35] Speaker 2: chi ha voglia di partecipare per tutti gli altri l'appuntamento
[1:20:41] Speaker 2: è sempre alla prossima settimana stesso posto stessa ora io
[1:20:43] Speaker 2: vi dico soltanto una cosa anzi vi ripeto soltanto una
[1:20:47] Speaker 2: cosa che questo è il momento migliore il momento più
[1:20:52] Speaker 2: bello per essere sostenitori di non spegnere la luce non
[1:20:57] Speaker 2: lo dico perché insomma sono di parte però lo dico
[1:21:01] Speaker 2: perché veramente ci sono tante tante ricompense per chi ha
[1:21:05] Speaker 2: voglia di sostenerci fino in fondo, quindi io e Giacomo
[1:21:10] Speaker 2: abbiamo voluto regalare alla community, ridare indietro alla community qualche
[1:21:16] Speaker 2: pegno insomma del nostro amore nei vostri confronti e dell'amore
[1:21:20] Speaker 2: che ci avete riversato addosso in questi anni, quindi approfittatene,
[1:21:25] Speaker 2: non dico altro. Oggi siamo lunghissimi, è un caso serio,
[1:21:28] Speaker 2: quindi evitiamo lo sbrodolo, però ci sentiamo comunque su Patreon
[1:21:32] Speaker 2: tra pochissimo. Per tutti gli altri appuntamento mercoledì prossimo, mi raccomando,
[1:21:37] Speaker 2: siamo veramente alle battute finali di quest'estate caldissima, quindi seguiteci
[1:21:40] Speaker 2: fino in fondo prima della pausa estiva, però mercoledì prossimo
[1:21:44] Speaker 2: stesso posto stessa ora e nel frattempo vi raccomando di
[1:21:47] Speaker 2: non spegnere la luce.

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