# La crisi invisibile che riguarda tutti noi: solitudine, ansia e ritiro sociale spiegati dal dott. Marco Crepaldi

An episode of [Dear Alice](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1596885389), 14 Apr 2026, 1 h 54 min.

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♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni. Ci sono cose che pensi non riguarderanno mai la tua famiglia, i figli dei tuoi amici, il compagno di scuola di tuo figlio… finché non ne comprendi le origini. Il tema degli hikikomori, del ritiro sociale, era qualcosa che avevo sentito nominare, sì… ma senza averci mai davvero messo lo sguardo dentro, mi sembrava un fenomeno “degli altri”. Gli altri, però, siamo noi. Gli altri sono la società di cui facciamo parte. E soprattutto se sei un genitore e inizi a chiederti dentro che mondo stanno crescendo i tuoi figli in questa società. Se mai, un giorno, “gli altri” saranno loro. In questa conversazione con Marco Crepaldi (psicologo e fondatore dell’Associazione Hikikomori Italia) parliamo del fenomeno degli hikikomori, neologismo importato dal Giappone che identifica il ritiro sociale da parte dei ragazzi a partire dall’età adolescenziale. E, tanto importante quanto conoscere il fenomeno, c’è il conoscere cosa succede prima. Il ritiro sociale è figlio della pressione, del confronto, dell’ansia sociale, dell’iperprotezione genitoriale, di quella sensazione di non riuscire a stare al passo, non trovare un posto che abbia senso in una società in cui siamo sempre più soli. Come tanti altri fenomeni (ad esempio come quello degli Incel) quello degli hikikomori prende vita in un terreno fatto di solitudine, bisogno di appartenenza, identità fragile e anche rabbia, una rabbia che spesso non trova uno spazio in cui essere capita. Questa puntata vuole aprire uno spazio di comprensione e consapevolezza, non solo sul fenomeno, ma su quello che sta succedendo intorno a noi. In questa puntata parliamo di: • cosa significa davvero ritiro sociale oggi • cosa succede prima che una persona si chiuda • il legame tra ansia sociale, pressione e performance • il fenomeno degli incel e cosa racconta • perché questi segnali sono più vicini di quanto pensiamo • cosa ci dice tutto questo del mondo in cui stiamo vivendo Se tu o qualcuno intorno a te ha bisogno di supporto, scopri l’associazione Hikikomori Italia —> https://www.hikikomoriitalia.it o scrivi una mail a info@hikikomoriitalia.it 📚Libro citato: “Un figlio Hikikomori” di Marco Crepaldi. ♥️ Se l’episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento. Seguimi su Instagram:https://www.instagram.com/aliceslifestyle Unisciti al canale Telegram e lascia la tua domanda audio : https://t.me/dearalicechannel

## Transcript

[0:03] Ciao, sono Alice e se oggi sei qui non è un caso, significa che
[0:07] è arrivato il momento per te di iniziare a vivere una vita
[0:10] straordinaria. In ogni episodio rispondo alle
[0:12] domande più comuni di crescita personale e ti accompagno nel
[0:15] tuo percorso verso la migliore versione di te, un giorno alla
[0:19] volta. Ci sono fenomeni nella società
[0:26] di oggi che stanno prendendo piede o sono presenti ma nessuno
[0:33] li vede o in pochi li vedono. Ho sentito la forte necessità di
[0:38] invitare una persona per parlarne, perché io penso che la
[0:43] divulgazione oggi non debba essere solo per migliorare la
[0:47] nostra vita, come viene spesso presa in in esame, quindi la
[0:52] divulgazione per fare di più, essere di più migliorarti, stare
[0:57] meglio, migliorare le tue condizioni.
[0:59] Noi siamo parte di una società e abbiamo una responsabilità di
[1:03] capirla, questa società come figli, come genitori, come
[1:07] insegnanti, come educatori, come persone.
[1:11] E forse di questo non se ne fa abbastanza.
[1:14] Oggi ho scelto di invitare Marco Crepaldi, Presidente fondatore
[1:19] dell'associazione Hikikomori Italia, che è un'associazione
[1:22] nazionale che si occupa di un fenomeno sempre più diffuso che
[1:26] è quello del ritiro sociale volontario.
[1:30] Marco Crepaldi è un esperto nella divulgazione di questo
[1:33] tema, come altri temi sociali, come ad esempio il tema degli
[1:36] insel, anche questo tema di di di rilevanza oggi.
[1:40] E fa divulgazione online attraverso anche il suo canale
[1:44] Youtube e attraverso tutti i social.
[1:47] Ho avuto il piacere di invitarlo appena pubblicato anche un
[1:50] libro, un figlio ikikomori e abbiamo avuto una conversazione
[1:54] che penso. Riguardi tutti noi, a
[1:58] prescindere che siamo vicini, semi vicini o lontani da questi
[2:02] temi. Anzi, forse per chi ne è lontano
[2:04] è ancora più importante. Questa conversazione a me ha
[2:08] lasciato tantissimo. E spero che faccia lo stesso con
[2:13] voi. Quindi vi lascio a questa
[2:14] intervista preziosissima di dire Alice, Ciao Marco, Benvenuto.
[2:18] Grazie per aver accettato questo invito.
[2:20] Io oggi sono veramente curiosa e aperta a questa intervista
[2:26] perché penso che sia un tema di cui si parla ancora troppo poco
[2:30] ma che è diventato molto presente nella nostra società.
[2:34] Quindi benvenuto oggi. Grazie, 1000.
[2:38] Allora la prima domanda che voglio farti è questa, il nostro
[2:43] pubblico ci dedicherà del tempo? Il tempo è denaro.
[2:46] Il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo.
[2:49] Se ci dedicano il tempo di ascoltare questa intervista, che
[2:52] cosa si possono aspettare? Che cosa si portano a casa?
[2:57] Beh. La comprensione innanzitutto, di
[2:59] un fenomeno che sembra riguardare pochi, sembra lontano
[3:04] da alcuni. In realtà è un fenomeno che ci
[3:07] riguarda tutti, perché riguarda la nostra società.
[3:10] Io credo che Kiko Mori in particolare di cui parleremo.
[3:14] Rappresenta un campanello d'allarme di tutta una serie di
[3:18] limiti e di disfunzionalità che che la nostra società sta
[3:22] manifestando. E poi se siete genitori,
[3:27] sicuramente anche con figli magari piccoli, perché li kiko
[3:29] Mori riguarda soprattutto l'adolescenza.
[3:32] Però ci sono dei segnali anche precoci e soprattutto si
[3:38] costruisce diciamo. Il ritiro?
[3:40] Già a partire dalle dalle scuole elementari dai primi anni di
[3:44] vita. Quindi quello che vorrei
[3:45] lasciare innanzitutto sono delle informazioni utili in base anche
[3:50] alle migliaia di genitori che io ho conosciuto con
[3:52] l'associazione, su cosa potrebbe favorire il ritiro di un figlio
[3:57] e su cosa invece no. Infatti nel tuo libro parli
[4:00] tantissimo di prevenzione e quindi sono dei temi che
[4:03] sicuramente toccheremo toccheremo oggi la domanda che
[4:07] sorge spontanea è perché? Perché un ragazzo psicologo
[4:13] inizia a occuparsi di questo tema?
[4:15] Tema comunque, ripeto, di nicchia, viene considerato un
[4:18] tema di nicchia. Io personalmente era un tema che
[4:21] non conoscevo, non ero familiare con questo tema e.
[4:24] Cosa raccontami un po la tua storia.
[4:27] Allora io era il 2001. Quindi qualche anno fa.
[4:34] No, scusami, perdonami. Era il 2011.
[4:37] Comunque qualche anno fa. 2001 avevo 11 anni, avevo ventun'anni
[4:42] e facevo la triennale di psicologia alla Bicocca di
[4:45] Milano e. Però in quel periodo, diciamo,
[4:48] ero appassionato di anime giapponesi, di cartoni animati.
[4:53] Adesso e dico io perché non lo sono più, nel senso che dopo un
[4:55] po ho perso ogni tanto li riguardo.
[4:57] Ma lì ero proprio ossessierato, nel senso che mi andavo a vedere
[5:00] quelli che diciamo non conoscono nessuno, non quelli classici che
[5:03] mandavano in TVE. Tra questi anime mi appunto, mi
[5:09] sono imbattuto in uno che si chiamava Welcome to the NHKNHK è
[5:14] la TV di Stato giapponese sarebbe.
[5:17] I giapponesi? E questa storia mi ha colpito
[5:21] nel profondo, perché era la storia.
[5:22] È la storia perché si può ancora vedere di un ragazzo che si
[5:26] trasferisce dal paesino a Tokyo per studiare l'università in un
[5:29] monolocale, quelli minuscoli no di Tokyo e finisce per isolarsi.
[5:34] EE lì sento per la prima volta il termine hikikomori e mi
[5:38] interesso perché non lo so, è come se mia mi avesse folgorato.
[5:44] Io in quel periodo ero un ragazzo molto più timido di
[5:47] oggi. Non sono mai stato ritirato.
[5:49] Ecco, non mi sono mai ritirato comuni kikkomori.
[5:52] Però avevo delle caratteristiche diciamo, di difficoltà
[5:55] relazionale, di ansia sociale e anche di sfiducia del futuro, di
[6:00] paura nel futuro. Come possono averli tutti i
[6:03] giovani di ventun'anni? Ma insomma, forse anche un
[6:06] qualcosa in più. Quindi scrissi alla mia, decisi
[6:10] di fare la tesi su quel tema. Scrissi alla mia relatrice
[6:14] Federica durante la cito perché mi mi diede fiducia, era la mia.
[6:20] Professoressa di di psicologia sociale, io ho una forte
[6:24] passione per la psicologia sociale più che la clinica.
[6:26] No, quando si dice psicologo uno pensa subito alla clinica.
[6:29] In realtà io ero molto, diciamo affascinato dalla psicologia
[6:32] sociale e lei non conosceva il fenomeno.
[6:36] Però mi diede fiducia e mi disse, Guarda, se trovi un po di
[6:40] letteratura facciamola. Io appunto mi appassionai molto
[6:44] al tema scrivendo la tesi. Però la triennale non si
[6:48] discute. La triennale non si discute. e a
[6:52] me dispiaceva tanto abbandonare quel tutto quello che avevo
[6:55] imparato, perché vabbè, è una tesi triennale.
[6:58] Uno dice una cavolata. Però io mi ero appassionato
[7:00] molto e poi mi mi era nato un dubbio profondo.
[7:03] Al tempo di Kiko Mori se ne parlava come una sindrome
[7:06] culturale. Tipica del Giappone.
[7:09] Proprio come se fosse un problema che nasce in Giappone e
[7:12] che sta in Giappone. Ma in realtà già, perché c'erano
[7:14] alcuni piccoli studi in Italia, in Europa, ma proprio perché io
[7:18] lo sentivo, lo percepivo. Dicevo, ma tante di queste
[7:21] ansie, di queste paure che spingono questi giovani a
[7:23] ritirarsi, li vivo anch'io in prima persona e conosco delle
[7:26] persone che quindi ho detto, ma parliamone, veniamo se qualcuno
[7:30] è interessato in Italia a questo, a questo tema e così.
[7:35] Anche perché ero appassionato di scrittura, perché io in quegli
[7:38] anni partecipavo a dei concorsi di scrittura on-line, sai, tipo
[7:42] quelle che ti danno un tema? Esatto, qualcuno è anche andato
[7:47] abbastanza bene. Mi piaceva scrivere, avevo
[7:48] proprio questo desiderio di di scrivere, quindi coniugare
[7:52] questi due interessi EE aprì il blog Hikikomori taglia un.
[7:56] Blogger. Agli albori dei blog.
[7:59] Sì, sì, sì. Infatti pensa.
[8:01] È una cosa divertente che io cercai.
[8:04] Se era meglio aprirlo con wordpress o con blog blogger,
[8:07] oggi è diventato nulla. Wordpress è diventato.
[8:12] Il il master. Con blogger.
[8:15] Agli albori perché trovai delle informazioni che dicevano che
[8:18] era meglio con blogger perché veniva indicizzato meglio su
[8:20] Google ed effettivamente l'indicizzazione fu un po il
[8:23] mio, la mia fortuna tra virgolette perché non c'erano
[8:26] fonti di italiano in italiano al tempo, parliamo appunto di tanti
[8:30] anni fa e quindi cominciai a essere contattato prima da tanti
[8:35] ragazzi in ritiro. Però i ragazzi in ritiro non mi
[8:38] chiedevano aiuto, mi chiedevano di parlare tra di loro anche.
[8:44] Perché io ai tempi non ero ancora uno psicologo, no?
[8:45] Quindi non mi vedevano come lo psicologo che li può aiutare.
[8:48] Mi vedevano come una persona informata che ne sapeva del
[8:50] tema. E io infatti ai tempi cominciai
[8:54] aprendo delle chat, dei gruppi, dei forum, che poi ho deciso di
[8:58] chiudere per vari motivi, perché ho visto che entravano un sacco
[9:01] di persone ed erano immoderabili e si creavano anche dinamiche
[9:05] tossiche. No, quindi poi ho pensato che
[9:08] era meglio evitare. Però poi nel tempo, soprattutto
[9:12] quando aprì i profili social, in particolare Facebook.
[9:15] Che sappiamo essere oggi un social un po più alto come
[9:18] target di età? Lì hanno incominciato invece a
[9:21] contattarmi di più i genitori, ma.
[9:24] Arrivarono dopo i genitori, però arrivarono 12341020.
[9:28] Io anche lì non sapevo come aiutarli.
[9:30] Loro mi chiedevano aiuto per i figli.
[9:32] Allora pensai di aprire una pagina, un gruppo Facebook e
[9:35] incominciai a indirizzare lì e nel giro di qualche mese
[9:38] diventare una centinaia, poi migliaia.
[9:42] Oggi sono 4000, passa 4500 lì. Quell'idea di di fondare
[9:47] l'associazione perché ci siamo detti, ma cavolo, siamo
[9:50] tantissimi, non stiamo un gruppo Facebook, diventiamo qualcosa
[9:54] che può chiedere anche aiuto alle Istituzioni.
[9:57] E da lì poi insieme a Elena Carolei che è una delle
[10:00] primissime madri che che entrò in questo gruppo e Silvia
[10:04] Travaglini che poi adesso è uscita diciamo dal Consiglio
[10:07] direttivo, ma comunque è una fondatricemmo.
[10:11] Fondammo, l'associazione chi comunitaria genitori e
[10:13] l'associazione chi comunitaria sono due, in realtà hanno lo
[10:15] stesso obiettivo. Quella genitore è
[10:17] un'associazione mirata principalmente sul supporto
[10:19] genitoriale che come unitario invece fornisce supporto anche
[10:23] ai ragazzi di ritiro attraverso anche il 5 per mille e i fondi
[10:26] che raccogliamo. Quindi dal 2017 è nata, poi sono
[10:29] nate queste due associazioni diciamo.
[10:34] Tutto nasce però da quel da quel blog in.
[10:37] Tempi non sospetti. Questo mi interessa.
[10:39] Approfondirlo sicuramente e grazie per aver condiviso la tua
[10:43] storia, perché penso che partendo da una storia abbiamo
[10:46] sempre +1 comprensione di dei, diciamo delle delle strade che
[10:51] ha percorso la persona per arrivare oggi AA quello che che
[10:54] fa quello che è. Ma prima di entrare nel tema
[10:58] specifico di kikomori, cioè del ritiro sociale volontario, come
[11:03] viene definito. Vorrei parlare un po più della
[11:08] società di oggi, cioè? Cosa stiamo vivendo, come?
[11:14] Come mai questa connessione iperconnessione che dovrebbe
[11:17] renderci più aperti, in un certo senso più connessià?
[11:22] Sta creando. Sembra che stia creando un po il
[11:24] l'effetto contrario e non solo per i ragazzi giovani, perché io
[11:28] ho una community principalmente fatta di donne.
[11:32] Non parliamo di ritiro volontario, ma parliamo di
[11:35] grande ansia sociale, parliamo di non sentirsi mai abbastanza,
[11:38] non sentirsi all'altezza società che richiede determinate
[11:42] performance. Vorrei sapere un po il tuo punto
[11:46] di vista su questo. Sì, i social sono stati un
[11:49] grande inganno. Sì, sono.
[11:53] Stato un grande inganno, ma io non credo che fosse evoluto, nel
[11:57] senso che non credo che chi li ha creati avesse coscienza di
[12:01] quello che stava facendo, d'accordo?
[12:02] Con questo. Però si sono rivelati un vero
[12:05] boomerang a livello sociale, hanno fatto letteralmente
[12:09] esplodere l'ansia sociale a un livello endemico, nel senso che
[12:13] ormai chiunque chieda aiuto allo psicologo, 9 su 10, almeno nella
[12:17] mia esperienza, hanno problemi di ansia sociale.
[12:19] Raccontami. Un po cos'è l'ansia sociale.
[12:22] L'ansia sociale è generalmente una paura di non essere
[12:26] percepiti come di valore. A livello sociale, quindi,
[12:30] essere giudicati può avere diversi livelli, più magari chi
[12:34] ha ansia sociale sul corpo di solito sono più le donne, perché
[12:37] ci sono più pressioni sulle donne, sul corpo, chi invece è
[12:41] più legato alla performance non so della mascolinità.
[12:44] Anche per esempio gli uomini hanno pressioni sociali sul
[12:47] machismo, sull'essere uomini. Può riguardare in generale il
[12:52] successo scolastico, anche nel senso anche nei voti c'è l'ansia
[12:56] sociale perché io ho paura di essere giudicato negativamente
[12:59] dai. Fuori dagli insegnanti, oggi
[13:01] diamo per scontato quest'ansia perché fa parte della nostra
[13:03] vita. Noi ci viviamo in mezzo, ma se
[13:05] noi guardiamo la storia dell'uomo non c'è mai stata così
[13:09] tanta ansia sociale come oggi. E quindi, ovviamente non è solo
[13:13] colpa dei social, anche perché, per esempio, gli hikikomori in
[13:16] Giappone nascono nell'era predigitale.
[13:18] Infatti questa. È una cosa che è interessante
[13:20] perché tu hai iniziato a occupartene quando ancora non
[13:24] eravamo neanche vicini a quello che oggi è la rete social, cioè
[13:27] c'era appena Facebook neanche. Ne pensa che se ne parlava dagli
[13:31] anni 80? Ah, quindi come quindi proprio
[13:34] quindi ancora. Quindi non possiamo dire che i
[13:36] social abbiano creato gli hikikomori, così come abbiano
[13:39] creato l'ansia sociale. L'ansia sociale c'era.
[13:41] La società sembra creare un meccanismo competitivo
[13:45] inflazionistico. Cosa vuol dire?
[13:47] Che ogni anno l'asticella per percepirsi di successo si alza.
[13:55] E di conseguenza ci sono alcuni che sovraperformano perché
[13:58] corrono, corrono, seguono questa asticella.
[14:01] E altri che ne vengono soffocati.
[14:03] Ma il problema è che sono sempre di più quelli che ne rimangono
[14:06] sotto e rinunciano perché li chiko, muori, rinuncia un po a
[14:11] questa corsa, come se dicesse, vabbè, è impossibile arrivare a
[14:15] questi standard, quindi mollo. Nel senso, è sicuramente un
[14:20] comportamento di resa e anche un meccanismo difensivo, nel senso
[14:24] che vi chicco Mauri si cerca disperatamente di difendersi da
[14:27] quest'ansia sociale, non riuscendo a farlo, si nasconde.
[14:31] Fondamentalmente è chiaro che è un meccanismo difensivo
[14:34] disfunzionale, perché tu nascondendoti cosa fai peggiori
[14:37] completamente la tua situazione di certo non la risolvi, però
[14:40] tutto nasce comunque da un modello, da una struttura
[14:43] sociale che non ti favorisce affatto.
[14:46] Infatti non è un caso che oggi gli hikikomori siano centinaia
[14:50] di migliaia e milioni nel mondo. Qualcuno mi dice, Beh, ma gli
[14:52] hikikomori sono sempre esistiti, a volte citano anche Leopardi,
[14:55] dicono anche Leopardi, erano i Kiko Mori, certo, chiaro che.
[14:59] Nella storia dell'uomo ci saranno quelli che sono
[15:01] ritirati, ma quando si parla di fenomeni sociali si parla di
[15:04] numeri che hanno a che fare con fenomeni macrosociali, quindi
[15:08] non con singolo un singolo caso. Qui parliamo di un problema
[15:12] statistica. Eh, banalmente, statistica
[15:15] quindi è rilevante in Giappone. Su un milione e mezzo, su.
[15:18] Quanti abitanti 100. 20 milioni circa, però, la maggior parte.
[15:22] Dell'uno per 100, Eh? Sì, ma soprattutto parliamo solo
[15:26] di quelli più gravi, perché poi in Giappone c'è un problema,
[15:29] come nel resto del mondo, di solitudine grave.
[15:31] Infatti Likiko Mori nasce da un problema a Monte, che è quello
[15:35] della solitudine e della disgregazione dei legami sociali
[15:38] che. La nostra società sta
[15:40] sviluppando e che ha acuito, a partire dai social.
[15:43] Che poi, probabilmente, ha aggravato ancora di più col
[15:45] Covid insomma, ogni data. Esponenziale se prima magari
[15:50] potevamo parlare di un fenomeno che forse era un po più, ehm.
[15:55] Diciamo ogni anno era un pochino di più.
[15:57] A un certo punto la curva probabilmente andata un po fuori
[16:00] controllo, sì. Sì, sì, sì.
[16:02] Io oggi dico che l'amicizia sta scomparendo.
[16:05] Sono. D'accordo, nel senso.
[16:06] Che oggi il concetto di amicizia è sempre meno reale.
[16:11] Sempre meno persone hanno amici o amici intimi.
[16:14] Ho letto un dato, nel 2020 trascorrevamo in media il 50
[16:19] minuti al giorno con gli amici, oggi 20 di media.
[16:24] Oggi il 30% delle persone dichiara di non aver neanche un
[16:27] amico intimo. E quindi piano piano questi sono
[16:30] nel giro di vent'anni. Abbiamo peggiorato di vent'anni
[16:32] queste statistiche in modo impressionante.
[16:34] Questo non è un caso. Ripeto, i social sicuramente
[16:37] hanno un ruolo, poi c'è un modello sociale che sicuramente
[16:40] ha il suo ruolo. E poi ci siamo noi come società
[16:44] che stiamo facendo probabilmente delle scelte non non corrette da
[16:48] questo punto di vista. Voglio approfondire un po questo
[16:51] tema, mi interessa molto. Gli amici oggi c'è una società
[16:56] estremamente individualista, cioè io vedo due correnti.
[17:00] Raccontami se me lo puoi spiegare perché per me c'è una
[17:03] grande non mi viene, non mi vengono le parole oggi
[17:07] contraddizione, perché da una parte vedo i giovani di oggi che
[17:13] sono giustamente, in un certo senso estremamente focalizzati
[17:18] sul sé. Quindi io devo stare bene la
[17:21] palestra, le ore in palestra che hanno sostituito le ore sociali.
[17:26] L'assoluta mangiare bene, non bere, non uscire, dormire bene,
[17:31] che porta ovviamente a 1 1 altro modo di vivere rispetto a quello
[17:36] che magari era negli anni 80, negli anni 70 i nostri genitori.
[17:40] E anche i nostri, probabilmente gli anni 90, OK?
[17:44] Da una parte c'è questo che comunque io vedo come
[17:47] performance, cioè è una attitudine performativa.
[17:51] Dall'altra parte poi vedo il rifiuto completo delle
[17:53] performance, quindi non voglio fare carriera, non voglio
[17:57] dimostrare niente a nessuno, non mi interessa appunto dimostrare.
[18:03] Quindi c'è il rifiuto, forse perché, come Dicevi tu, è
[18:06] diventato talmente difficile starci dietro che diventa
[18:09] inumano. Quello che mi stanno chiedendo,
[18:10] quello che mi sta chiedendo la società.
[18:13] Non so se anche tu percepisci questo.
[18:17] Questa sì, questa contraddizione di base e come me la spieghi,
[18:21] magari che tu hai qualche competenza in più di me sulla
[18:24] parte sociale. Sì.
[18:26] Credo che l'esempio più calzante che che che mi viene da fare è
[18:30] quello di una corsa, ma immaginiamo di essere in una
[18:33] maratona. e a un certo punto fai fatica a stare dietro al gruppo
[18:37] di testa no perché accelera, accelera sempre di più e piano
[18:41] piano vedi questo gruppo che sparisce, no, all'orizzonte tu
[18:45] puoi fare due cose, o riprendere, correre sempre più
[18:47] forte e cercare di raggiungerlo, oppure a prenderti.
[18:50] Ed è quello che purtroppo. Stanno facendo molti, molti
[18:54] ragazzi, però come dicevi tu, c'è anche un problema di
[18:58] individualismo crescente. Prima appunto accennavo
[19:01] all'amicizia, oggi i rapporti sono sempre più utilitaristici.
[19:05] Transazionali, sì. Nel senso, ci rapportiamo l'uno
[19:09] con l'altro nella misura in cui possiamo darci un vantaggio AA
[19:14] vicenda. Ora, per carità, anche
[19:17] l'amicizia soddisfa un bisogno reciproco come qualunque altra
[19:20] relazione umana. Nel senso che è chiaro che se io
[19:22] sono amico tuo, perché magari condividiamo la passione, stiamo
[19:25] bene assieme, abbiamo bisogno magari di sfogarci l'uno con
[19:28] l'altro. Però oggi.
[19:30] C'è sempre più la paura che quello che noi siamo possa
[19:34] essere usato dall'altro contro di noi.
[19:37] È. Forse un vantaggio esterno,
[19:38] quello che viene cercato oggi, più che un vantaggio interno,
[19:41] perché prima l'amicizia era ha un vantaggio di.
[19:44] Approfondimento interno, posso sfogarmi, c'è intimità adesso è
[19:48] +1 vantaggio esterno. Cosa condividiamo fuori?
[19:50] Lo status che mi dà questa amicizia sì.
[19:53] La il network no. Oggi molte persone come
[19:58] obiettivo relazionale hanno principalmente quello di fare
[20:00] piaga no, di fare di intessere legami finalizzati al lavoro.
[20:06] Anche perché il lavoro sta cambiando, no?
[20:08] E questo è un'altro tema secondo me, dietro al cambio.
[20:12] Dell'interesse che abbiamo per le relazioni.
[20:14] Negli anni il lavoro è passato dall'essere un'attività di
[20:18] sostentamento economico, quindi lo faccio perché devo usare quei
[20:22] soldi per costruire legami sociali, familiari?
[20:26] Poi le famiglie prima erano molto grandi, no?
[20:28] Quindi insomma, non è che avevi 1 2 figli, ma ne avevi magari
[20:32] anche 10? Penso a mio padre ha 9 fratelli
[20:35] e sorelle, tra fratelli e sorelle.
[20:36] Cioè un cambio incredibile. Ecco una cosa che oggi.
[20:41] Sarebbe un influencer oggi? Esatto, sarebbe un.
[20:43] Influenza e apparterebbe. A quel mondo, magari di di
[20:46] alcuni orientamenti religiosi? Sì, sì.
[20:49] Esatto, quindi. È cambiato tantissimo la
[20:52] struttura familiare in questi anni e.
[20:55] È cambiato anche molto il mondo del lavoro.
[20:57] Oggi il lavoro per tante persone è gratificazione, è un obiettivo
[21:02] di vita, è ciò che dà senso alla vita e quindi magari non hanno
[21:06] più bisogno di cercare il senso nelle relazioni, nella famiglia,
[21:09] ma trovano un lavoro magari che li soddisfa e investono in
[21:14] quello, salvo però poi rendersi conto, e questo purtroppo è una
[21:18] cosa che magari ci si rende conto più avanti di sentirsi
[21:20] soli. Perché poi appunto.
[21:22] Le relazioni del lavoro, il successo nel lavoro.
[21:24] Difficilmente vanno a compensare delle mancanze relazionali.
[21:28] Io conosco tanti ragazzi che magari sono in sede appunto non
[21:32] hanno, non riescono ad avere relazioni con le con le donne EE
[21:38] magari proprio perché non sono capaci di relazionarsi con le
[21:40] donne, compensano questa mancanza overperformando nel
[21:44] lavoro, quindi magari diventano anche molto bravi nel proprio
[21:46] lavoro. Però questo non non li, non gli
[21:50] toglie la frustrazione di non riuscire a sbloccare
[21:52] quell'ambito, perché noi esseri umani abbiamo abbiamo tanti
[21:54] bisogni e. Se anche uno di questi rimane
[21:58] insoddisfatto, facciamo veramente fatica a concentrarci
[22:02] sugli altri. Siamo fatti così, abbiamo sempre
[22:03] bisogno di concentrarci su quello che ci manca.
[22:06] Prevedo i giovani di oggi. Non l'abbiamo un po superata
[22:09] questa idea di mettere il lavoro come dopo il soprattutto post
[22:12] Covid che segna un po una divisione della percezione del
[22:16] lavoro. Forse era un po più la nostra
[22:18] generazione, noi abbiamo più o meno la stessa età che.
[22:23] Aveva quell'idea del lavoro come obiettivo di vita, ce l'avevano
[22:27] un po insegnato i nostri genitori, studia e diventerai,
[22:30] cioè quello è l'obiettivo oltre la famiglia è il lavoro.
[22:35] Oggi invece già i ragazzi sono disillusi anche su questo
[22:38] dicono, ma il lavoro non è un obiettivo, il lavoro è al
[22:42] massimo sostentamento, ma non è un obiettivo.
[22:44] Però poi sembra che questo vuoto anche lasciato dalla carriera,
[22:48] almeno questa è la mia percezione, non sia riempito da
[22:51] nient'altro. Come?
[22:52] Come resa. Mi piace molto, non l'avevo mai
[22:54] vista come una resa sociale. Quindi OK, c'è questa corsa, ma.
[23:04] In realtà, appunto, è come se dicessi io mi anestetizzo.
[23:07] Non corro in nessuna direzione. Prima correvo per la famiglia,
[23:10] adesso corro per il lavoro. Però almeno proprio qualcosa
[23:12] correvo. Sì, è vero, hai ragione, forse
[23:15] più quello del lavoro, un qualcosa che riguarda i
[23:18] millennials e. Forse anche gli inserti, come
[23:20] Dicevi tu, che che hanno queste uomini.
[23:24] Però io mi relaziono con le donne.
[23:26] E tantissime donne sono completamente disilluse, anche
[23:28] con ragione, perché il mondo del lavoro è stata una grande
[23:31] illusione, il mondo della carriera.
[23:33] Ma io. Credo che il mondo del lavoro
[23:35] oggi faccia paura, semplicemente perché è impronosticabile io.
[23:40] Quando per esempio ho iniziato l'università i social non
[23:43] esistevano, non esistevano tutti i lavori legati ai social. 5
[23:46] anni dopo il mondo è cambiato completamente.
[23:48] Oggi è ancora peggio. Nel senso che oggi fare una
[23:51] scelta universitaria pensando a quale sarà il lavoro del futuro
[23:53] è impossibile. Però è vero, la generazione Z
[23:56] probabilmente ha una componente più nichilistica.
[24:01] Spiega. Meglio cosa significa per chi,
[24:02] insomma? È come se ci fosse.
[24:06] Io credo che che sia la sfida delle delle nuove generazioni.
[24:09] Il nichilismo. In realtà Nietzsche l'aveva già
[24:12] diciamo ampiamente previsto, con.
[24:16] Il calo del credo religioso, perché anche questa è una cosa
[24:19] che noi magari mettendo in zoom la la nostra vita, cioè non
[24:23] vediamo, però se noi allarghiamo Eh, ma l'uomo ha sempre avuto
[24:27] come senso quello religioso, sono.
[24:29] D'accordissimo. Che è un gran e noi?
[24:31] Siamo le prime generazioni che dobbiamo trovare il senso qui.
[24:35] Nella vita? No, nella materia, nel quello
[24:37] che. È visibile e controllabile.
[24:39] E quando quella cosa lì va via non c'è la fede.
[24:42] Sì, ma. È difficilissimo, perché se uno
[24:44] dice vabbè, non credo in Dio, OK?
[24:46] Io per esempio ho avuto una, diciamo una formazione molto
[24:49] cattolica perché in particolare mio padre mi ha sempre costretto
[24:52] a andare in chiesa. Poi io quando ho capito diciamo
[24:56] che non credevo. Io ho avuto una crisi
[24:59] gravissima, nel senso che sono stato molto male.
[25:01] Io parlo di depressione esistenziale, cioè a quel punto
[25:04] io non sapevo più cosa credere, non sapevo più che cosa
[25:06] attaccarmi. E lì inizia poi la fase un po
[25:11] più nichilista, no, dici, ma che senso ha la vita?
[25:14] Per che cosa corro, perché cosa soffro?
[25:17] E quindi tutto ti sembra perdere di senso.
[25:20] E quindi Io credo che le nuove generazioni che non credono
[25:23] nella maggior parte dei casi, poi c'è anche un ritorno in
[25:25] alcuni casi, perché poi la paura e la sofferenza ovviamente ti
[25:28] spinge. No anche ad attaccarti a vari.
[25:31] Credi che alcuni sono religiosi, altri sono socio politici,
[25:35] perché oggi le nuove religioni sono spesso socio politiche.
[25:38] Però hai bisogno di un'ideologia, qualcosa a cui
[25:40] credere che ti dia senso e spesso poi rischi di cadere in
[25:44] estremismi o in sé. Io mi occupo molto anche di 7.
[25:48] E quindi, è vero, oggi le nuove generazioni stanno sempre di più
[25:52] perdendo il senso esistenziale. Ma perché non c'è anche un
[25:55] dibattito pubblico su questo tema?
[25:57] Nel senso, se tu credi bene, se non credi, beh, trova tu il
[26:00] senso della vita. O c'è troppo dibattito pubblico?
[26:04] Non lo so, è un po da. Io credo che ormai il senso
[26:07] della vita per molti almeno per quella che la narrazione online
[26:11] siano i soldi, siano la ricchezza, che poi, ma neanche
[26:14] tramite il lavoro, Eh perché come dicevi giustamente tu, non
[26:16] è che poi c'è il mito. Della.
[26:20] Voglio diventare ricco perché faccio la mia impresa, cioè
[26:22] quella parte. Però oggi c'è un po il voglio
[26:24] diventare ricco punto. Cioè nel senso, vedo il
[26:26] fuffaguru che ha fa i soldi col Trading, voglio fare i soldi
[26:29] anch'io col trading. Quindi alla fine il mito, il
[26:32] senso, dove è stato trovato? In molti lo trovano nella
[26:35] materia, nella ricchezza. E gli altri altri lo trovano,
[26:39] non so, nel lavoro, altri non lo trovano.
[26:41] E quindi chi non lo trova, come dici tu.
[26:44] Cade in uno Stato apatico. O.
[26:47] Lo cerca in direzioni, cioè per me è interessante un fenomeno.
[26:52] Sociale oggi che osservo il fatto di tornare alle origini
[26:58] non lo so. Il fenomeno delle thread wife,
[27:00] quindi le traditional wives o il fenomeno del va lascio tutti i
[27:06] miei possedimenti, la natura, il camper vado giro, però poi
[27:10] questo ha senso se solo se lo posso.
[27:14] Quindi lo sto facendo in realtà per tornare alle origini, ma in
[27:19] realtà. In realtà ci sto costruendo un
[27:20] business sopra e. Per me è molto interessante
[27:25] perché è un grandissimo inganno. Questo perché torniamo al
[27:28] traditional wives che sono tradizionali, aspettano il
[27:32] marito a casa e poi si fanno i milioni con i social facendo il
[27:35] pane fatto in casa vestite così. Quindi io che sono l'impiegata
[27:39] dico, torno a casa adesso, mollo tutto.
[27:41] E non mi rendo conto che è totalmente un inganno e quindi è
[27:46] vero, cioè il senso di una persona normale.
[27:49] Mi vien da dire che non è la persona che fa un botto di soldi
[27:52] che fa? Mi viene in mente un lavoro
[27:54] normalissimo, tra l'altro neanche in smart working.
[27:57] Parlavo ieri con la mia parrucchiera e dicevo, caspita,
[28:00] è difficile per te. Lavori tutti i sabati, hai una
[28:03] famiglia, c'è una vita normale di vent'anni fa che stai vivendo
[28:06] in una società che oggi TI sta. Dando tutti i motivi per non
[28:10] amarla questa vita e lei ha detto è difficile.
[28:14] Sì, sì, sì, sì, è vero. Io credo che il ritorno al
[28:17] passato, ma in generale la appunto, l'essere affascinati da
[28:22] queste narrazioni di vita del camper, del mollo tutto, del
[28:25] vado a vivere nella natura senza l'elettricità, sia 1 1
[28:31] ribellione a una paura, per esempio, anche il tema della
[28:36] famiglia del bosco. No, parliamo di attualità.
[28:38] Un attimo. Perché?
[28:39] Molte persone. Si sono scagliate contro questa
[28:44] scelta? No, di separare i figli della
[28:47] famiglia. Poi qualcuno può essere
[28:49] d'accordo o meno, ma Io credo che questa rabbia nasca proprio
[28:54] da una narrativa, e la narrativa è.
[28:58] Che bravi loro che hanno avuto il coraggio di mandare a quel
[29:02] paese la società e di vivere come si viveva una volta.
[29:05] Cioè meglio, perché poi c'è sempre la dimensione nostalgica,
[29:09] no? Cioè prima si stava meglio, cioè
[29:10] questo. Lo dicono tutte le generazioni,
[29:13] tutti, tutte le. Generazioni dicono oggi fa
[29:15] schifo, prima si stava meglio, ma è normale.
[29:17] La nostalgia funziona così. L'essere umano vive di
[29:19] nostalgia, tende a dimenticare OA non vedere le cose brutte del
[29:23] passato e ricordarselo quelle belle.
[29:25] Ma io io ho 35 anni, già soffro di una nostalgia terribile.
[29:28] Cioè io quando penso alla mia infanzia sto male perché mi
[29:31] manca e penso che non la rivivrò più e questa cosa mi fa male,
[29:35] no? Quindi immagino anche chi magari
[29:37] ha 405060 anni e dice, cavolo, prima dei social, degli Internet
[29:41] la società era più bella lasciategli vivere così, no?
[29:45] Quindi magari non vedendo anche quello che in realtà non va bene
[29:48] in quel comportamento. Però ripeto, credo che sia una
[29:52] narrazione fittizia, un inganno, perché tanto indietro non si può
[29:55] tornare. Cioè stiamo cercando di vivere
[29:58] indietro con una società di oggi e quindi esasperando, tra
[30:02] virgolette, la società di oggi nel vivere indietro?
[30:04] Quindi poi come dici? Tu viene spesso strumentalizzata
[30:07] perché chi fa questa scelta attira l'attenzione allora,
[30:09] attirando attenzione, diventi oggi.
[30:12] L'attenzione paga. Esattamente uno strumento di
[30:14] marketing, quindi viene sponsorizzare, quindi alla fine
[30:16] rientri sempre nel nel circuito. Anche perché, appunto, non puoi
[30:20] vivere avulso dalla società come anche in quel caso no, tu sì,
[30:23] puoi decidere di vivere da solo nel bosco, ma delle.
[30:26] Sempre delle regole sociali che che a cui devi devi in qualche
[30:29] modo andare incontro. No, siamo in una democrazia, non
[30:31] esiste un posto nel mondo in cui tu puoi andare e fare quello che
[30:33] puoi. Cioè questa roba non è, a meno
[30:35] che non so, va in un'isola deserta.
[30:37] Però quindi la società c'è, esiste.
[30:40] Quello che possiamo fare è interrogarci su che direzione
[30:43] sta prendendo e provare a cambiarla.
[30:46] Poi è chiaro che l'impatto del singolo è bassissimo, però
[30:49] intanto se riusciamo a capirla. Possiamo almeno evitare forse le
[30:53] le derive più tossiche cosa? Non va in questa società perché
[30:56] l'hai menzionato più volte. Oggi stiamo facendo delle scelte
[30:59] che non sono particolarmente smart.
[31:02] Io? Partirei dalla scuola, il
[31:04] cambiamento secondo me parte da da quando si è piccoli oggi.
[31:10] Troppe persone, troppi ragazzi a scuola stanno male.
[31:15] Non so se sono più fragili, meno fragili, però questo non conta
[31:18] tanto. Secondo me è un discorso
[31:20] stupido. Io penso che ogni generazione
[31:22] abbia i suoi problemi, le sue sfide.
[31:24] Quindi questa generazione di oggi ci sta dicendo una cosa, ci
[31:27] sta dicendo che la scuola fa fatica a gestirla?
[31:31] Ma anche ripensando alla mia generazione, io quando andavo a
[31:35] scuola mi dicevano sempre che sarebbero stati gli anni
[31:37] migliori della mia vita. Ma ripensandoci, cavolo, era
[31:41] molto più duro per certi versi rispetto ad oggi.
[31:44] Chiaro che io sono anche fortunato a fare un lavoro che
[31:46] mi piace, non è per tutti così. È chiaro che mi mancano delle
[31:50] cose della scuola, certo, torni a casa il pomeriggio.
[31:54] Ci vado i cartoni, giochi al computer come facevo io.
[31:57] Però ci sono tante cose che oggi.
[31:59] Io ancora oggi infatti ho fatto una volta un video dove avevo
[32:02] raccolto un po di incubi sulla scuola e una marea di persone fa
[32:07] incubi sulla scuola anche 20, trent'anni dopo e sono tutti
[32:12] incubi uguali, quindi vuol dire che abbiamo tutti gli stessi
[32:15] traumi e sono tutti traumi evolutivi, quindi traumi avuti
[32:18] in una fase delicata della nostra vita.
[32:21] E i traumi quali sono? Non so, mi sveglio.
[32:25] Apro il diario e scopro che ho un'interrogazione, no, ogni
[32:27] giorno l'ansia dell'interrogazione il giorno
[32:29] dopo. Non so, molti sognano di di
[32:34] vedersi annullato l'esame di maturità.
[32:38] Sono sogni, vengono. Possiamo definirli traumi
[32:41] universali, possiamo definirli così, cioè traumi che non non
[32:45] riguardano una specifico, uno specifico percorso di vita, ma
[32:49] che fanno parte di un modello strutturale.
[32:52] Quindi sono traumi che si generano strutturalmente.
[32:54] Ecco, io. Supererei un po la visione del
[32:58] Ah, ma devi traumatizzarti, devi star male, devi soffrire, perché
[33:01] poi la società è peggio, perché non funziona così.
[33:05] Se io subisco un trauma a un'età molto precoce e non ho gli
[33:09] strumenti per elaborarlo, quel trauma mi può abbattere.
[33:11] Ed è quello che succede agli hikikomori, cioè gli hikikomori.
[33:13] Tu puoi dirgli, Ah, supera la scuola, che poi la società
[33:16] strapeggia, ma allora la società manco ci vanno e quindi tu li
[33:19] hai persi. È quello il problema di questa
[33:23] mentalità, che è una mentalità del survivor, cioè chi
[33:25] sopravvive bene diventa più forte, va.
[33:28] Bene, forti, io sento. Molto bullismo quando andavo
[33:31] alle superiori dal mio punto di vista e sono uscito e quello lo
[33:35] vedo anche come una cosa che mi ha forgiato, no?
[33:38] Ma no, per tutti è così. Esatto, però non posso.
[33:40] Dire Ah bello il bullismo no, che Figo, tutti dovrebbero
[33:43] subire il bullismo no dico Cavolo io ne sono uscito però
[33:46] tanti non ne escono. Quindi ecco, togliamo un po
[33:49] questa narrazione, soprattutto a scuola del dobbiamo caricarli di
[33:55] ansia e di pressioni perché così diventano più forti, perché ad
[33:57] oggi il risultato non è questo oggi.
[33:59] Quello che succede nelle scuole Eh, lo so, quindi i professori.
[34:03] Ancora gli insegnanti, il sistema a scuola è un sistema
[34:07] che gioca sulla pressione. I miei figli vanno su una scuola
[34:10] un po diversa, quindi io sono fortunata, sono piccoli.
[34:12] Ancora, ho il grande che sta iniziando adesso, davvero.
[34:18] Il sistema scuola posso dire la piccola ancora sì, insomma sta
[34:22] in prima grade One perché sta facendo una scuola
[34:25] internazionale, quindi con un approccio completamente diverso.
[34:29] Però cosa sono queste pressioni oggi?
[34:31] Cioè cosa gli fanno a questi a questi ragazzi a scuola gli
[34:34] richiedono di. Beh, chiedono performance
[34:40] valutative il concetto del voto quantitativo io lo trovo oggi
[34:44] abbastanza obsoleto. Ci sono due cose secondo me che
[34:48] andrebbero cambiate proprio per essere pragmatici.
[34:50] Uno cambiare un po il sistema di valutazione e inserire più
[34:52] valutazioni qualitative che contestualizzino il voto
[34:56] quantitativo se lo vogliamo tenere.
[34:58] Perché capisco che togliere il voto quantitativo potrebbe
[35:00] essere una rivoluzione. In alcuni sistemi scolastici
[35:03] fino a certi livelli non c'è. E anche livelli più alti del del
[35:07] nostro. Però anche noi elementari a
[35:09] volte lo mettiamo, a volte non lo mettiamo.
[35:11] Io per esempio avevo. Distinto, buono, ottimo.
[35:16] Quindi inserire +1 valutazione qualitativa, cioè che ti
[35:19] restituisca una valutazione che tenga conto delle tue capacità,
[35:22] dei tuoi diciamo punti di miglioramento.
[35:25] E poi l'altro aspetto e le classi sono troppo numerose,
[35:29] quello quello è un problema, anche quello strutturale.
[35:32] Io per esempio alle medie avevo una classe di 30 persone e alle
[35:37] elementari eravamo in 15 perché sono passato dal paesino al
[35:40] comune per me. È cambiato il mondo, è vero che
[35:43] le medie in generale ci sono più pressioni perché diventi più
[35:46] grande, eccetera. Però proprio la l'attenzione che
[35:49] tu puoi dare per esempio alle dinamiche di bullismo è
[35:52] completamente diversa, su una classe di 30 persone è
[35:54] impossibile stare attenti a tutte le dinamiche, quindi io
[35:58] ridurrei le classi e farei più piccole e soprattutto metterei
[36:02] una figura trasversale alle materie che sta fissa in classe,
[36:06] una figura pedagogica, uno psicologo, un educatore,
[36:09] qualcuno che abbia delle competenze specifiche sulle
[36:11] dinamiche di gruppo che ha. Attenzioni?
[36:14] Solo quelle. Nel senso che non insegna
[36:16] nessuna materia, ma che sta attento a se si generano
[36:20] dinamiche di potere. Perché poi tra bambini è normale
[36:23] che si generino dinamiche di potere.
[36:24] C'è anche un'empatia, ancora non troppo sviluppata.
[36:26] Quindi magari uno non si rende neanche conto.
[36:28] No, li stanno. Formando la personalità loro,
[36:31] Stan facendo il loro io non chiedo.
[36:32] All'insegnante poi lasciamo stare il discorso economico,
[36:35] secondo me i soldi per questo si devono trovare perché è una
[36:38] priorità, però l'insegnante ha 30 persone, deve insegnare
[36:41] italiano e fare programma. Può stare dietro a tutto.
[36:44] Non può sapere che c'è il rischio kikori DSA, il il
[36:47] plusdotato, il disgrafico cioè diventa 1 1.
[36:51] Richiesta eccessiva che diamo a un'insegnante che deve già avere
[36:53] una competenza tecnica. Però dedichiamo qualcuno proprio
[36:57] alle competenze psicologiche, socio educative.
[36:59] Quindi concentriamoci molto di più sulle scuole, su quelle che
[37:03] vengono definite soft skills. No, quelle skills che non sono
[37:06] legate a un compito, una materia, ma che sono legate
[37:08] proprio al saper vivere. E poi io parlerei molto più di
[37:12] attualità a scuola e non è possibile che oggi sui social
[37:15] tutti i giovani parlino di siano, si imbattano in contenuti
[37:19] di attualità, politici eccetera eccetera.
[37:21] Poi a scuola arrivo, parlo sempre di qualcosa che non ha a
[37:24] che fare con quello che sta succedendo.
[37:27] Io so perché non si parla di attualità a scuola, perché?
[37:30] Ci sono troppe fazioni, ci sono ideologie, perché si ha.
[37:32] Paura che si generino dinamiche di indottrinamento ideologico.
[37:36] Lo posso capire, però è un limite reale.
[37:39] Sono d'accordo, anche perché poi si può contestualizzare il
[37:41] pensiero critico, cioè a casa si può avere un pensiero critico,
[37:45] quindi dire quello che è scuola, un'informazione.
[37:48] Però noi come genitori probabilmente abbiamo poi il
[37:51] l'obiettivo di dare il pensiero critico ai nostri figli.
[37:54] Non dobbiamo proteggerli con l'ignoranza, dobbiamo.
[37:57] Proteggerli con gli strumenti. Sono due cose molto diverse
[38:01] parlando di società, oltre alla parte scuola.
[38:06] E parlando, tornando alle performance.
[38:09] E poi partiamo dagli kikomori che mi interessa.
[38:12] Però capitalismo è questo che sta creando il problema sociale,
[38:17] perché ci richiede forse tante performance.
[38:20] Il capitolismo di oggi, per poter continuare ad andare
[38:23] avanti col consumo che abbiamo, è qualcosa di strettamente
[38:26] legato alla corsa di cui stavi parlando.
[38:30] No comment, no scherzo, no possiamo.
[38:32] Documentare? No, scherzo, no, questo è.
[38:34] Allora il capitalismo è uno dei temi più politici che esistono,
[38:37] quindi qualunque cosa dirò sicuramente scontenterò
[38:40] qualcuno, ma io? Invito sempre al pensiero
[38:42] critico, io ho una community molto smart.
[38:45] No, no, no, sono proprio contenta di questo.
[38:47] E anche i commenti sono sempre estremamente rispettosi e credo
[38:52] che sia il nostro poi dovere in base a prescindere dai nostri.
[38:56] Credo fuori da qui, ma anche contestualizzare.
[39:00] Perché ci sta chiedendo così tanta performance questo mondo,
[39:03] no? No, no, no.
[39:04] Premetto che punto non sono super ferrato su che cosa
[39:09] significhi esattamente capitalismo.
[39:13] Io credo però che questo modello socio-economico non sia
[39:16] stravolgibile, cioè chi crede e ha illusioni idealiste su
[39:23] modelli completamente diversi, dove la società funziona, che
[39:27] non so, con una totale totale assenza dello Stato o una totale
[39:32] accentrazione di tutti i compiti dello Stato, io penso che siano
[39:36] irrealizzabili EE anzi pericolosi.
[39:40] Io credo nella democrazia e credo nel libero mercato.
[39:43] Poi, ovvio, si può discutere su quanto livello di socialismo ci
[39:47] deve essere una società, cioè per esempio, io sono contento di
[39:50] avere la sanità pubblica, la scuola pubblica.
[39:55] Però diciamo, non credo sia di per sé il capitalismo che crea
[40:00] questo tipo di competizione, ma ha un suo ruolo, ha un suo ruolo
[40:04] nelle nella misura in cui. Il denaro è il centro, è il
[40:10] motore di tutto, cioè nel momento in cui il denaro è il
[40:13] motore, il fine ultimo di qualunque persona.
[40:17] E allora, come dicevamo prima, c'è un problema.
[40:20] Però io non so qual è l'alternativa, ti dico la
[40:22] verità, nel senso che Io credo sia culturale.
[40:25] L'alternativa non credo sia tanto legata al modello quanto.
[40:30] Quanto un discorso anche di cambiare il nostro rapporto con
[40:33] il denaro? L'altro giorno avevo ho scoperto
[40:36] un termine che mi ha incuriosito e ed è il termine dismorfia
[40:39] finanziaria. La dismorfia è un termine che
[40:42] spesso viene utilizzato per il corpo esatto, che indica in
[40:46] psicologia una alterata percezione di qualcosa.
[40:48] No, cioè io vedo il mio corpo brutto anche se non c'è niente
[40:51] che non va. Ecco cos'è la dismorfia
[40:52] finanziaria che non è una patologia, è un termine, diciamo
[40:55] neologismo. È un'incapacità di percepire
[40:58] razionalmente il proprio status finanziario.
[41:01] Cioè io è come se non so, ho tanti soldi, magari sto anche
[41:04] bene ogni tanto, ma sono sempre insoddisfatto.
[41:06] Ho sempre. Paura?
[41:07] Voglio sempre di più, penso sempre che sono povero, anche se
[41:10] magari posso comprarmi sostanzialmente tutto e la
[41:12] maggior parte dei bisogni che soddisfo sono bisogni che non
[41:15] spostano il mio benessere, nel senso che la mia vita prima o
[41:18] dopo quella macchina, magari una macchina da 50 o da 100.000 €,
[41:21] non non credo sposti il benessere.
[41:24] Quindi è è proprio tante persone hanno fatto un sondaggio nella
[41:27] generazione ZE tantissimi hanno dichiarato di soffrirne.
[41:31] Nel senso hanno questo tipo di approccio al denaro?
[41:32] Io credo che si dovrebbe partire da qui.
[41:35] Nel senso, come mai abbiamo questo approccio così
[41:38] disfunzionale al. Denaro.
[41:41] Il problema è l'approccio al confronto, è la.
[41:43] Storia che ci racconta da dietro il denaro, cioè se io ogni volta
[41:46] che vado sui social mi raccontano la storia che il
[41:49] denaro ti è l'unico mezzo che tu hai per diventare felice perché
[41:52] di successo, io ci credo e. Altro, tutte le mie azioni per
[41:58] quello scopo. Poi magari lo raggiungo e mi
[42:00] rendo conto che era una menzogna.
[42:01] Ma. È un confronto che non è più
[42:06] umanamente gestibile. Perché io mi ricordo, io vengo
[42:09] da una famiglia che non aveva queste possibilità e mi ricordo
[42:12] esattamente questa, questa storia.
[42:15] Mia mamma prendeva lo stipendio, insegnante di asilo nido lo
[42:18] prendeva ancora in contanti. Ai tempi io andavo alle medie
[42:22] magari e i miei genitori erano separati.
[42:25] Mia mamma il giorno dello stipendio mi comprava
[42:27] qualcosina. Quindi?
[42:29] Mi ricordo che c'erano le fornarina che erano queste
[42:32] scarpe. Vabbè che oggi le vedo.
[42:35] Oppure c'erano questi jeans che non ho mai avuto.
[42:37] Poi alla fine che andavano erano di un negozio con tutti dei
[42:40] ricami costavano una follia. Quindi mi ricordo che arrivare a
[42:45] quell'obiettivo, ad esempio fornarina le ho avuti, i jeans
[42:47] no? Quindi era la rinuncia qualcosa
[42:49] per avere qualcos'altro? Arrivare a quell'obiettivo era
[42:52] abbastanza perché andavo a scuola.
[42:56] C'era comunque il confronto, io avevo dei desideri che erano
[42:59] suscitati al confronto. È molto umano, questo non è
[43:02] qualcosa di per sé sbagliato o comunque non è qualcosa di
[43:05] correggibile. Oggi non vedo una soluzione.
[43:08] Siamo esseri sociali, ci confrontiamo, lo status è
[43:11] importante, il bisogno di riconoscimento e appartenenza a
[43:14] un bisogno umano. Ora ora è chiaro che io posso
[43:19] avere le fornarina e tornare a casa, apro i social e
[43:22] l'insoddisfazione perché il limite è infinito, cioè non c'è
[43:26] il limite. E la mia situazione sembrerà
[43:28] sempre in affanno, cioè sempre di mancanza e non di pienezza,
[43:33] perché non c'è pienezza se non cambio i miei.
[43:36] Il mio approccio al confronto non tanto al denaro ma al
[43:39] confronto, ma questa anche per il corpo, almeno io ne soffro
[43:44] adesso al all'arrivare verso i quarant'anni il numero di
[43:48] impulsi che ho del devi allenarti in questo modo, la tua
[43:52] composizione fisica, ossea, proteine, non proteine.
[43:55] Mangiare questo mangiare. Altro devi averla creatina, non
[43:58] devi averla creatina. Cioè un overload di informazione
[44:02] che dico, non ci sto dietro, è performativo, quindi non c'è,
[44:06] non c'è un limite. Quindi dico, non sono mai andata
[44:08] così tanto in palestra, non ho mai fatto così tanto per il mio
[44:10] corpo. E ancora, non sono contenta.
[44:14] Sì, sì, sì, no, hai. Cioè questo è il punto chiave ed
[44:17] è un'altro macro cambiamento sociale di cui forse non ci
[44:20] rendiamo conto, soprattutto chi è nato con i con i social.
[44:24] Hanno cambiato completamente la nostra struttura sociale perché
[44:27] prima il confronto era molto limitato.
[44:30] C'era ovviamente, come dici tu, i social non hanno creato nulla,
[44:33] nel senso. Però.
[44:35] Noi dobbiamo partire da un presupposto, che tutti i nostri
[44:37] istinti li abbiamo sviluppati in un'ottica adattiva anche.
[44:42] Il confronto sociale non è qualcosa che nasce nell'essere
[44:45] umano, per distruggerci, per farci del male, ma nasce in un
[44:49] lo sviluppiamo in un momento della nostra evoluzione per cui
[44:52] era fondamentale, cioè era fondamentale prendere di misura
[44:56] gli altri per capire come comportarsi.
[44:58] Anche la solitudine? No, è interessante che a livello
[45:01] neurologico la solitudine sembra attivare gli stessi recettori
[45:05] della fame, cioè sembra a livello neurologico sembra che
[45:08] noi soffriamo la solitudine sociale.
[45:10] Come? Soffriamo la fame, nel senso,
[45:12] come se fosse un bisogno primario, ma uno direbbe, ma
[45:14] come, ma io se non mangio muoio. Se invece sono da solo non
[45:17] muoio, non muore. Comunque.
[45:19] Quando? Perché?
[45:20] Perché lo l'abbiamo sviluppato così?
[45:22] Perché quando abbiamo sviluppato questo istinto, se stai tu stavi
[45:24] da solo morivi perché la società non funzionava come oggi, chi
[45:27] stava da solo fuori da dai, dalle tribù diciamo, non poteva
[45:31] sopravvivere, quindi era era uguale, cioè tu sapevi farlo
[45:34] morivi se eri solo morivi. Oggi si parla di mismatch
[45:38] evolutivo, cioè tutti gli istinti che noi abbiamo
[45:41] sviluppato nel corso di millenni, che erano avevano
[45:44] funzionalità evolutive, come per esempio il.
[45:46] E tanti grassi o tanti zuccheri nella società di oggi che è
[45:51] cambiata strutturalmente, sono dei problemi per noi, perché
[45:55] appunto la solitudine continuiamo a soffrirla, anche
[45:57] se magari non c'è la necessità di per forza di di essere con
[46:01] qualcuno in qualunque momento per per sopravvivere.
[46:04] Mangiamo troppo rispetto a quello che di cui abbiamo
[46:06] bisogno, perché il nostro corpo è abituato a dover accumulare
[46:10] risorse per perché non era abituato ad averne così tante.
[46:13] Quindi? Il problema qual è, che il
[46:15] cambiamento della società? È molto più rapido del nostro
[46:19] adattamento evolutivo e istintuale e quindi noi ci
[46:22] troviamo oggi con tutta una serie di istinti che noi abbiamo
[46:25] sviluppato per il nostro bene, che non sappiamo più come
[46:28] gestire. Siamo completamente distrutti
[46:32] dai nostri istinti e stiamo malissimo.
[46:33] E questo vale per tutti le donne.
[46:35] Ripeto, sicuramente sulle donne la pressione sul corpo è molto
[46:38] più forte, ma anche sugli uomini sta aumentando tantissimo.
[46:41] Come sai appunto il tema degli ins riguarda molto
[46:43] l'autopercezione di essere brutti e.
[46:46] Un abuso a volte anche della chirurgia estetica maschile, per
[46:50] rifarsi la mascella, per rifarsi.
[46:53] Addirittura io quando ho scoperto questa cosa sono
[46:55] rimasto scioccato. Aumentare l'altezza, che uno
[46:58] dice è impossibile aumentare l'altezza.
[47:00] Sì, sì, ti. Spaccano le rosse.
[47:01] È una cosa ovviamente minoritaria.
[47:04] Costa una follia, ma si fa cioè anche in Italia.
[47:07] Eh, cioè chi l'ha fatto? Sì, sì, no, ma anche quando lo
[47:10] penso non sapevo. Ho.
[47:11] Intervistato 1 1 medico che lo fa e puoi raggiungere fino a 10
[47:17] cm in +1. Follia di gamba ovviamente Eh
[47:20] quindi poi c'è poi ci. Stanno le proporzioni da capire,
[47:22] ma tu? Capisci che?
[47:24] Stiamo entrando in un mondo dove anche il corpo diventa un
[47:28] obiettivo inflazionistico, cioè se tutti fanno questo sulle
[47:32] donne è evidente, cioè se le donne posso.
[47:34] Confermare se. Ti rifai a una certa età
[47:37] assomigli più o meno a tutti, perché poi gli standard estetici
[47:40] diventano sono tutti quelli gli occhi in un certo modo, ma anche
[47:43] per gli uomini stanno aiutando così, Eh?
[47:44] Gli uomini adesso vogliono gli Hunter eyes, gli occhi da
[47:47] cacciatore, vogliono la mascella squadrata.
[47:51] Da Ciad, Ciad è un termine, appunto red pill, che indica poi
[47:54] maschio Alpha vogliono. I capelli, ovviamente, quindi il
[48:00] trapianto, quello, quello già più intuitivo.
[48:02] Sta diventando una pressione veramente, quindi oggi se io
[48:05] dovessi scegliere un lavoro sceglierei chirurgo.
[48:08] Lo stanno. Facendo tutti per questo che non
[48:09] l'abbiamo più magico di base. Ma lo capisco, è un dramma, no?
[48:13] Capisci che e questo sicuramente su questo non possiamo avere
[48:18] dubbi che i social sono un problema.
[48:20] Infatti noi all'inizio quando sono nati i social dicevamo, ma
[48:23] i social fa male, fa male però non c'erano tanti studi, adesso
[48:27] incominciano ad aumentare sempre di più le.
[48:29] Evidenze dei problemi dei social, soprattutto sui minori,
[48:32] tant'è che in molti Stati del mondo si sta dicendo no, ma
[48:35] dobbiamo vietarli ai 14 anni e non è una cosa da bigotti, io
[48:39] penso. Che sia, mi parlava una mia
[48:41] amica di Dublino che voglio andare a vivere a Dublino perché
[48:44] hanno trovato non so se sia una cosa statale OO di una
[48:47] determinata scuola o delle scuole che sono vietati.
[48:51] Così non c'è il problema che il mio amico lo fa e io non lo
[48:53] posso fare, quindi sono escluso. Ma proprio vietato, punto
[48:57] vietato Concetta? Noi li stiamo vietando a scuola,
[49:00] ma in molti Stati si vogliono proprio vietare ovunque, anche a
[49:05] casa. Poi sappiamo che non si possono
[49:07] vietare, nel senso, però è è un è un messaggio, è come l'alcol.
[49:11] Nel senso, anche tu lo sai che un quattordicenne se vuole bere
[49:14] trova il modo di bere. Però almeno.
[49:16] È vietato, Eh, però tu lo devi vietare, perché?
[49:18] Sai che è oggi? Ripeto, sai che è devastante per
[49:22] la loro psiche. E ripeto, i social per
[49:24] un'adolescente non è come per un adulto, anche per un adulto
[49:26] terribile, Eh, però l'adulto ha più strumenti.
[49:28] L'adolescente quando usa i social sta sviluppando la sua
[49:32] identità. Quindi?
[49:33] Se io faccio questo confronto che dicevi tu impari in un
[49:37] momento in cui sto evolvendo a livello identitario, quindi
[49:40] magari durante l'adolescenza, che il mio corpo non mi piace a
[49:42] prescindere. Tutto questo è esponenziale e
[49:46] quindi posso distruggere la mia identità per sempre.
[49:49] Per esempio, sempre parlando di inse, lo so che tu hai un
[49:52] pubblico più femminile. Però io mi occupo principalmente
[49:55] di problematiche maschili e. L'insel, molti insel si
[50:00] identificano come brutti, dicono io sono brutto, io li vedo gli
[50:03] insel come psicologo non sono brutto, nel senso non hanno
[50:05] alcuni sì, magari sono più bassi della media, però alcuni sono.
[50:09] Sono. Normali, anzi io li dichiarerei
[50:12] anche un po più belli della media, usando gli standard,
[50:14] diciamo attuali. Ma si identificano come brutti.
[50:18] Come mai? A volte per esperienza
[50:20] traumatiche a scuola tipo, che ne so, hanno fatto la lista dei
[50:24] più belli della classe, loro erano ultimi e quindi da lì han
[50:27] detto, Ah, allora sono brutto, basta lì, identità brutto non me
[50:32] la schiodo più. E tu non c'è modo come
[50:35] un'anoressica che magari è convinta di di essere grassa, ma
[50:38] non c'è modo, c'è proprio una distorsione della percezione
[50:40] della realtà. Oppure oppure appunto, non
[50:44] riescono ad avere successo con le donne per motivi legati alle
[50:47] proprie competenze socio-emotive.
[50:48] Cioè non riescono a rapportarsi con le donne, non riescono a
[50:50] creare una connessione mentale. Questo capita più spesso a chi
[50:54] ha magari un funzionamento molto razionale.
[50:57] Quindi mi capita di vedere tantissimi, non so informatici,
[50:59] ingegneri. E però, non capendo che quello è
[51:04] il problema, loro dicono, Cavolo, ma perché mi rifiutano?
[51:06] Vabbè, allora sarà il corpo. Sarà che non sono bello.
[51:11] E quindi si costruiscono questa identità completamente
[51:13] trasfigurata. È un dramma perché gli insen
[51:16] sono tantissimi. In questi giorni si sta parlando
[51:18] anche non so, immagino avrei sentito del diciassettenne che è
[51:22] stato arrestato, Eh lui si dichiarava in se si presentava
[51:25] online come un insel. È un problema perché sono
[51:28] tantissimi e se non ne parliamo e non li aiutiamo questi uomini
[51:32] prima che arrivino nella manosfera quindi nel mondo degli
[51:35] uomini online. Sarà un gravissimo problema
[51:38] sociale quello degli insetti a questo.
[51:40] Punto, partiamo da questi. E poi?
[51:42] Poi parliamo degli hikikomori. Cosa suono?
[51:45] Chi sono? Io ne ho scoperto l'esistenza
[51:49] con il famoso la famosa serie Netflix Adolescence, che mi ha
[51:52] lasciato un'ansia. Enorme ovviamente.
[51:57] Io sono mamma di tre bambini, due maschi e mi ha sconvolta.
[52:02] Non non sapevo di questo fenomeno.
[52:05] Mia ignoranza non ne sono stata, non sapevo di questo fenomeno ho
[52:09] scoperto questo personaggio, adesso non mi ricordo anche il
[52:11] nome che viene anche citato nella.
[52:15] Vabbè. Eh sì, esatto, esattamente.
[52:17] Viene anche citato. Raccontami cosa sta succedendo,
[52:21] cosa sta. Succedendo.
[52:22] Chi suona molto? Interessante il tema degli
[52:24] insel, se ne parla veramente poco, tanti in Italia l'hanno
[52:27] scoperto con la serie di adolescence.
[52:30] Che devo dire, lo tratta molto marginalmente il tema del virus.
[52:34] Però anche in un modo molto, cioè ci sono lancia.
[52:38] Lancia la la. L'angellesca.
[52:40] Lancia. E ti posso dire che è raro che
[52:45] un tredicenne sia, diciamo, connotabile come insel.
[52:49] Perché cos'è l'insel? È un solitamente maschio
[52:53] eterosessuale che non riesce a che non si sente.
[52:58] Di essere in grado di attirare le donne?
[53:01] Tra l'altro è è curioso, perché il termine insel nasce da una
[53:04] donna. Il primo a cognare questo
[53:07] termine fu una donna che aprì appunto un forum per celibi
[53:12] involontari. Il termine involontary celibate,
[53:15] da cui nasce appunto la crasi insel in inglese non ha una
[53:20] connotazione di genere, cioè il celebre può essere celibe.
[53:23] Può essere anche una donna, però.
[53:25] Questo forum. È stato preso d'assalto da
[53:28] uomini perché c'è una sempre. Una sempre più ampia fetta di
[53:32] uomini che, appunto, non riesce a sbloccarsi a livello sessuale.
[53:36] Ma quando dico non riesce a sbloccarsi a livello sessuale
[53:37] vuol dire che arriva a 30, quarant'anni e non ha mai dato
[53:41] un bacio. Cioè, ma parliamo di uno che non
[53:44] riesce a fare sesso con tanti, cioè parliamo di un blocco
[53:47] totale e da fuori, a differenza degli hikikomori, per esempio,
[53:51] questa cosa non si vede perché molti loro sono persone
[53:54] normalissime e. Funzionano.
[53:56] E funzionano in tutti gli ambiti tranne questo, cioè hanno
[53:58] proprio un blocco selettivo per questo ambito, quindi magari
[54:01] hanno un bel lavoro, hanno amici, non riescono proprio a
[54:06] avere successo di nessun tipo con le donne.
[54:09] E sono tantissimi, perché c'è stato un cambiamento strutturale
[54:12] anche qua, come tutti i fenomeni, quello dell'Inps nasce
[54:14] da un cambiamento strutturale. Qual è il cambiamento
[54:17] strutturale? L'emancipazione femminile in una
[54:20] società patriarcale la donna era sostanzialmente obbligata,
[54:25] veniva. Scelta.
[54:27] Ma era quasi una sorta di asset, nel senso, non aveva un vero e
[54:30] proprio potere selettivo se non si sposava una donna, non aveva
[54:34] altro modo per emanciparsi, no? E qua poi lo anticipiamo.
[54:38] Ed è per questo che molti insel della Manosfera vogliono tornare
[54:43] a una società patriarcale. E questo è l'estremismo della
[54:46] destra che si si connette all'INPS, cioè l'emancipazione
[54:49] di genere. Quindi oggi la donna per fortuna
[54:53] è emancipata dall'uomo, quindi. Quindi la selezione sessuale è
[54:59] completamente diversa. Se prima era obbligata, oggi è
[55:05] libera e libera. Cosa vuol dire?
[55:06] Che la donna sceglie i partner sulla base di una di una serie
[55:09] di caratteristiche che sono simili a quelle di maschili, ma
[55:12] in parte diverse. Il problema è che alcuni uomini
[55:19] queste caratteristiche non le hanno, cioè non le hanno e non
[55:21] riescono a svilupparle. E ripeto, non sono tanto
[55:23] caratteristiche fisiche. Poi ci sono eh alcune
[55:25] caratteristiche che penalizzano oggettivamente gli uomini, che
[55:29] non vuol dire che li rendono impossibilitati ad avere
[55:31] relazioni, ma comunque li svantaggiano.
[55:33] Una di queste è sicuramente l'altezza, su questo non ci sono
[55:36] dubbi, se uno è molto più bassa della media ha uno svantaggio,
[55:38] ma non vuol dire che non può avere successo.
[55:41] Quello che però ti rende veramente uno svantaggio
[55:44] oggettivo, quasi ti rende impossibile appunto sbloccate
[55:46] proprio non riuscirti a rapportare a livello emotivo.
[55:49] Il problema è che molti uomini hanno.
[55:52] Anche a causa del loro ruolo di genere, un blocco emotivo non
[55:55] riescono a esprimere emozioni, non riescono a flirtare, non
[55:59] riescono a. Scherzare e se tu non hai queste
[56:04] competenze tu puoi anche essere un ragazzo carino, però.
[56:08] Puoi connetterti, non riesci? A connetterti non riesci proprio
[56:11] a creare quel legame che poi può precedere la trazione sessuale
[56:16] che sicuramente ha una base sul corpo, ma sappiamo bene
[56:19] soprattutto le donne. Sembra che abbiano un interesse
[56:23] molto legato alla personalità, quindi al a come una persona si,
[56:28] io la chiamo identità emotiva, cioè come una persona si
[56:30] manifesta a livello emotivo, no? Quindi ecco, abbiamo tantissimi
[56:34] di questi uomini, io letteralmente sono stato invaso
[56:37] perché sono uno dei pochi che ne parla.
[56:39] Ma come ne parlo io? Questo è interessante, mentre
[56:42] tutti i media ne parlano come se fosse una subcultura online,
[56:45] cioè? Questi uomini che odiano le
[56:48] donne. Che è vero.
[56:49] Perché quelli di cui noi parliamo odiano le donne, sono
[56:52] misogi, ma come nasce, cioè come arrivano?
[56:55] Io. Ho fatto un salto indietro,
[56:57] quelli sono quelli frustrati che non riescono a risolvere il
[57:01] problema. Anche perché, bisogna dire,
[57:04] nessuno ne parla e quindi non sanno da chi andare.
[57:06] Quindi o vanno dai pick up artist, cioè gli artisti del
[57:09] rimorchio, i cocci di seduzione che fanno un sacco di soldi
[57:12] infatti su questi uomini, oppure vanno nella manosfera e quindi
[57:16] vanno in quella manosfera appunto questo universo di blog,
[57:19] di forum, di gruppi chiusi, di uomini che sono tutti, diciamo,
[57:24] frustrati sessualmente e che ce l'hanno con le donne.
[57:27] E lì si radicalizzano. Lì adottano tutta una serie di
[57:31] filosofie di interpretazione della vita.
[57:33] In particolare la Red pill è quella più citata, la redpill è
[57:38] una ideologia secondo che prende che si rifà alla scena di
[57:41] Matrix. Sai la la famosa scena pillola
[57:44] Rossa ti risvegli, pillola blu rimani nella menzogna.
[57:47] Loro dicono io sono un risvegliato perché ho preso la
[57:49] pillola rossa, ho capito. Mi sono.
[57:51] Reso conto che le donne vogliono solo un certo tipo di uomini e
[57:56] se non sei così non hai nessuna chance.
[57:59] E costruiscono attorno una pseudoscienza, cioè partono da
[58:02] degli articoli scientifici che effettivamente dicono alcune
[58:04] cose, ma non traggono le loro conclusioni.
[58:06] Cioè l'articolo scientifico TI dice site, certe caratteristiche
[58:10] hai più probabilità, non ti dice non hai possibilità, OK, perché
[58:14] per fortuna poi anche c'è una buona varietà di di di di
[58:17] interessi, di gusti e quindi io faccio un passo indietro, io
[58:22] separo la. Condizione psicosociale di
[58:25] insel, di celibe involontario, cioè una persona che non riesce
[58:28] a sbloccarsi senza connotati ideologici.
[58:30] Da linss la ripillato, cioè quello che poi da questa sua
[58:35] condizione arriva ad aderire a teorie misogine estremiste.
[58:39] Ma perché lo faccio? Perché ho visto che molti uomini
[58:41] che non sono mai stati nella manosfera e non sono di estrema
[58:44] destra, certo non. Hanno idea di quello che sta
[58:47] succedendo lì però si. Identificano nell'etichetta,
[58:50] cioè dicono, Io sono un inse, ma non quel tipo di insel.
[58:52] E io dico, sì, sì, sì, lo so, non quel cioè ho capito, non è
[58:54] solo quello l'insel può essere anche quello prima.
[58:57] Ma perché c'è bisogno di questo termine?
[58:58] Perché dare lo sappiamo tutti, chiunque ha un problema.
[59:01] Quando tu dai un nome a quel problema c'è.
[59:03] Sollievo e. Soprattutto, puoi iniziare a
[59:06] lavorarci. E come ci si lavora?
[59:08] E da dove arriva? Ho tantissime domande.
[59:11] Da dove arriva, cioè ci sono anche qui c'è una prevenzione
[59:15] per quanto riguarda i genitori, la famiglia in cui cresci.
[59:20] Che cosa succede? Molti.
[59:22] Di questi uomini nascono effettivamente con un mito, un
[59:25] mito falso, molto falso. Ed è il mito che prima o poi
[59:29] arriverà. Cioè arriva dal cielo, si.
[59:33] Passivizzano perché i genitori gli hanno insegnato, ma perché
[59:38] per loro era vero. Perché per loro era.
[59:40] Vero, nel senso nella società procede prima o poi arrivava,
[59:42] anche perché a un certo punto, superata una certa età, c'è una
[59:44] pressione tale perché ti. Accontenti e dove?
[59:47] Trovare qualcuno? No, cercava quella coppia, tu
[59:49] sei lì. Perché se era talmente forte la
[59:51] pressione, soprattutto per le donne, no.
[59:52] La zitella però c'era anche per gli uomini, anche se poi l'uomo
[59:56] ovviamente tradiva di più perché aveva più potere.
[59:58] Vabbè, sappiamo come funzionava la società prima.
[1:00:02] Oggi non è più così, non è più così.
[1:00:04] Cioè oggi tu non puoi stare, esistere, avere un lavoro e dire
[1:00:09] vabbè, prima o poi arriva, no, no, no, ti devi attivare.
[1:00:12] Solo che loro si capiscono questa cosa, che questa è una
[1:00:15] menzogna nella società di oggi. Tardi, a un certo punto,
[1:00:17] talmente tardi che dicono ormai. Perché poi andare quando esci
[1:00:23] con una donna e dirle a trent'anni non ho mai dato un
[1:00:25] bacio? Cioè molte si spaventano, dicono
[1:00:28] questa è una red Flag gigantesca, no?
[1:00:30] Com'è possibile che questa da trent'anni?
[1:00:32] Quindi si crea anche un pregiudizio, a volte fondato, ma
[1:00:36] in molti casi no, perché semplicemente non sono uomini.
[1:00:39] Sì, sono uomini normali nel senso, però hanno bisogno di
[1:00:42] sbloccarsi. Da quel punto di vista però lo
[1:00:45] la condizione diventa cronica, nel senso che la paura di essere
[1:00:49] scoperti ti porta. Ti porta a non provarci più.
[1:00:52] E quindi a vivere con questa tua condizione.
[1:00:54] Poi qualcuno penserà, vabbè, ma possono andare a stesso
[1:00:57] pagamento? No, non è quello il problema di
[1:01:00] molti in se. Pensa che la maggior parte di
[1:01:02] quelli che almeno vedo io non vogliono proprio andare a sesso
[1:01:04] pagamento. Uno perché non gli piace, lo
[1:01:07] vedono in morale, non non non sono eccitati.
[1:01:10] Ma due, perché loro vogliono la fidanzata, cioè vogliono una
[1:01:13] famiglia? Sì, comunque.
[1:01:13] Non risolverebbe il problema, no, l'ho visto.
[1:01:15] Infatti è una banalizzazione di release, se non fa sesso vabbè
[1:01:18] allora vai a prostitute no? Cioè non funziona così, è
[1:01:21] proprio una questione di solitudine, nel senso non si
[1:01:24] sentono amati, non si sentono apprezzati, si si vergognano
[1:01:27] perché poi per l'uomo si parla molto spesso di slat shaming no,
[1:01:31] del del del preconcetto di una donna che ha troppi rapporti
[1:01:35] quindi è troppo poco selettiva, però l'uomo ha veramente la
[1:01:38] pressione opposta, bella forte cioè?
[1:01:41] Non hai mai avuto partner 6 1 sfigato, 6 1 fallito 6 1
[1:01:45] Vergine, cioè l'etichetta di Vergine per alcuni uomini è
[1:01:48] devastante. Io mi ricordo quando un famoso
[1:01:52] youtuber fece un video a 27 anni in cui disse di essere Vergine,
[1:01:56] quello il suo percepito era come se stesse facendo coming out,
[1:02:00] no? È una come.
[1:02:02] Se ti dicessi una cosa assurda 1, 1 vergogna terribile.
[1:02:08] Capisci che che che si genera un problema e se noi non ne
[1:02:11] parliamo, soprattutto quando sono giovani questi uomini e gli
[1:02:14] diciamo guarda che se tu capisci di non riuscire ad avere cominci
[1:02:19] a chiedere aiuto, lavorarci con uno psicologo, perché poi spesso
[1:02:22] sono paure anche appunto legate all'autostima al corpo.
[1:02:27] Quindi bisogna prevenire. Però per prevenire bisogna
[1:02:29] parlarne e per parlarne non bisogna dire, Ah, gli ins sono i
[1:02:32] terroristi misogini, perché certo.
[1:02:34] Sì, certo che arrivano lì, purtroppo.
[1:02:36] Ma non è solo quello, quando. Si arriva lì, cosa succede?
[1:02:40] C'è qualcuno che riesce poi avere una relazione con una
[1:02:42] donna non tossica, cioè nel senso che.
[1:02:46] Lì è difficile uscirne, perché poi lì sei preda di come.
[1:02:51] Vivono poi, cioè cosa succede in questa manosfera che non conosco
[1:02:55] cosa? Potresti entrarci a meno che si.
[1:02:57] Fomentano, si. Fomentano, dicono le peggio cose
[1:03:02] su sulle donne, le donne sono considerate non persone.
[1:03:06] Nella manosfera perché dal loro punto di vista sono esseri
[1:03:11] biologicamente immorali. Cosa significa per loro?
[1:03:14] La donna è biologicamente immorale poiché sceglie.
[1:03:18] Dei partner che a loro dire sono immorali, nel senso scegli
[1:03:22] l'uomo aggressivo, violento e. Rifiuta il cosiddetto nice Guy,
[1:03:29] cioè il bravo ragazzo. Cioè si costruiscono tutte
[1:03:31] queste, queste narrative estreme, diciamo rigide?
[1:03:34] No, che poi può, sicuramente esistono donne che funzionano in
[1:03:37] un certo modo, che magari sono attratte dal narcisismo.
[1:03:39] Però il problema è la generalizzazione.
[1:03:41] Ma perché loro lo fanno? Perché hanno bisogno di
[1:03:44] costruire un'auto narrazione della realtà che di giustifichi
[1:03:49] e gli tolga il peso, perché il peso è molto forte non è una
[1:03:53] giustificazione della propria mia, sto solo dicendo.
[1:03:56] Che. Se noi arriviamo?
[1:03:57] Prima forse riusciamo ad aiutarli.
[1:04:00] E io ne vedo tantissime, Eh veramente, iniziano.
[1:04:02] A esserci psicologi che che affrontano questo tema si
[1:04:06] trovano, devo. Dire che per quello che il mio
[1:04:09] percepito ne parlano veramente molto pochi rispetto a Il
[1:04:14] problema in sé, oppure ne parlano in modo più generico?
[1:04:20] A me da me arrivano tanti ragazzi che dicono, ecco il mio
[1:04:23] psicologo. Faccio fatica a parlarne perché
[1:04:25] non conosce il tema. È chiaro che se tu psicologo
[1:04:28] conosci il mondo degli insel. Guadagni una fiducia relazionale
[1:04:33] clinica più più forte? No?
[1:04:35] Quindi io inviterei gli psicologi a informarsi su questo
[1:04:38] mondo. E perché bisogna conoscere anche
[1:04:41] il loro linguaggio? Perché loro proprio usano un
[1:04:42] linguaggio specifico, no? E quindi se tu, come tutte le
[1:04:47] ideologie, si struttura intorno a un gergo, se tu non conosci il
[1:04:50] gergo non li capisci. Cioè se loro dicono voglio Luc
[1:04:53] Maxare che nel loro gergo vuol dire aumentare di di di bellezza
[1:04:57] o status maxare o geomaxare geomaxare vuol dire aumentare
[1:05:04] il. La propria le proprie chance
[1:05:06] sessuali andando all'estero. Ho capito?
[1:05:08] In contesti sociali, culturali solitamente più patriarcali,
[1:05:11] dove le donne hanno uno svantaggio economico, dove tu
[1:05:14] hai più possibilità nonostante tu non sia capace, perché attiri
[1:05:18] più con il semplice fatto di avere i soldi, magari neanche
[1:05:21] tanti soldi, però rispetto a un contesto povero.
[1:05:24] Quindi hanno tutte queste. Questo gergo, queste teorie, è
[1:05:28] un mondo da una parte affascinante, nel senso che
[1:05:30] incuriosisce ma dall'altro terribile.
[1:05:33] Perché poi in queste eco Chamber, in questi spazi chiusi,
[1:05:35] in queste stanze dell'eco dove tutti dicono la stessa cosa.
[1:05:38] Punto trovi sempre quello più radicale di te che ti spinge.
[1:05:41] Magari tu entri con una certa idea, già un pochettino diciamo
[1:05:44] misogina. Poi finisci per essere un
[1:05:47] nazista, no? Come il ragazzo di 17 anni che
[1:05:50] progettava questa strage che oltre a essere misogena era
[1:05:53] diventato anche un Suprematista bianco.
[1:05:55] Io sono convinto che lui sia entrato in quel gruppo per,
[1:05:58] diciamo, la frustrazione sessuale e sia finito per
[1:06:01] aderire a teorie folli. Sì, dopo diventa una pacchetto.
[1:06:05] Sì, sì, poi ti prendi tutto il pacchetto ideologico, la setta
[1:06:08] appunto, cioè, come in tutte le 7, il leader carismatico che
[1:06:12] magari ti manipola, ti dice vai, uccidi.
[1:06:15] Loro hanno anche il mito delle stragi.
[1:06:16] Ci sono degli ins che avevano fatto delle stragi.
[1:06:18] Loro hanno proprio il mito, hanno le immagini come dei
[1:06:20] Santini. È un problema molto grave,
[1:06:24] mentre numeri. Parliamo.
[1:06:25] Allora, secondo la Commissione europea, l'Italia è la quarta
[1:06:28] nazione d'Europa con più insel. Ma non sappiamo quanti sono gli
[1:06:32] insel come te li ho descritti io in senso ampio.
[1:06:35] È stata una stima su i forum, quindi sulla manosfera, sui
[1:06:39] blog. Quindi loro dicono, guardando i
[1:06:41] numeri online di questi spazi gli italiani sono parecchi.
[1:06:46] Poi se io ti devo dire quanti sono gli insel in generale,
[1:06:48] quindi considerando sia quelli estremizzati che non io ti direi
[1:06:52] almeno un 10% degli uomini. Un 10%.
[1:06:57] Poi in vari livelli di estremizzazione, soprattutto dei
[1:07:00] più giovani, dico cioè tra quelli tra i 20 e i 30 prima.
[1:07:03] Non era una cosa, nel senso. Che è?
[1:07:06] Chiaro che oggi si trova anche adito, cioè magari oggi c'è
[1:07:11] anche un'altro fenomeno, OK, la sovra definizione delle cose,
[1:07:17] perché è vero che una definizione aiuta
[1:07:18] l'esasperazione a trovare una risposta che.
[1:07:22] Incanali tu che che incaselli tutto ti porta ad avere problemi
[1:07:27] che non avevi, cioè a dire magari qualcuno poteva entrare
[1:07:31] in questo mondo, però è riuscito a uscirne semplicemente perché
[1:07:34] questo mondo non esisteva. Quindi dice, OK, ma mi faccio
[1:07:37] queste paramentarie, non dico che per tutti sia così, però c'è
[1:07:40] questa parte secondo me oggi su tante cose, non solo su sugli in
[1:07:44] sé. Quindi quindi dobbiamo.
[1:07:47] Interrompere noi? Genitori, cioè io con due figli
[1:07:50] maschi, da quando si si vede questo?
[1:07:53] E il rapporto con la madre, cioè, c'entra qualcosa, no?
[1:07:57] La grande sfida dei genitori oggi è avere a che fare con
[1:08:00] tutta una serie di figure educative di cui i genitori non
[1:08:04] ha idea di chi siano. Per esempio, tu non sapevi chi
[1:08:06] fosse Andry Tate, lo capisco perché è un personaggio estremo,
[1:08:09] ma magari per un ragazzino Andrew Tate è un modello da
[1:08:13] seguire e tu non lo sai. Veramente questo è è un problema
[1:08:18] che i genitori del passato non avevano, cioè tu eri più o meno
[1:08:22] il modello dominante, quindi se tu eri bravo genitore diciamo
[1:08:26] tendenzialmente tuo figlio diciamo imitava te.
[1:08:29] Poi ovviamente c'era anche l'insegnante, il parroco, poi
[1:08:32] sull'adolescenza i modelli incominciano a diventare più i
[1:08:35] pari no? Quindi comunque i modelli sono
[1:08:36] sempre stati diversi per oggi con i social veramente sono
[1:08:40] un'infinità e per te genitore sapere chi guarda tuo figlio da
[1:08:44] chi pende no? Da che labbra pende tuo figlio?
[1:08:47] È una sfida terribile quindi per un genitore secondo me bisogna
[1:08:53] sempre più stare attenti a cosa un figlio fa online.
[1:08:55] Cosa? Consuma cosa?
[1:08:57] Consuma quali spazi frequenta? Perché noi?
[1:09:01] Anch'io, quando uscivo dal più piccolo, mia mamma mi diceva,
[1:09:04] con chi esci, no? Voleva.
[1:09:06] Sapere che compagnia frequentavi.
[1:09:08] Oggi online i genitori si interrogano, che compagnie
[1:09:11] frequentano questo? È tutto il punto di adolescence
[1:09:14] del del fatto che sei nella tua cameretta, sei al sicuro ed è il
[1:09:18] posto probabilmente dove sei meno al sicuro.
[1:09:20] Però anche lì la colpevolizzazione del genitore
[1:09:22] secondo me arriva a un certo punto.
[1:09:25] Non può essere ovunque, non puoi, puoi parlare con.
[1:09:28] Un'adolescente non è facile, quello si chiude.
[1:09:30] E qui poi parliamo degli hikikomori.
[1:09:32] Esatto. Infatti vorrei traslare non so
[1:09:35] se volevi aggiungere qualcosa sulla partenza, no?
[1:09:38] Agli insel, vabbè, poi insomma, ci sono tante cose che si
[1:09:41] possono dire, ma questo più o meno è il nucleo principale.
[1:09:45] Parliamo invece del fenomeno hikikomori chi sono, da dove
[1:09:49] deriva, cosa ci. Aspettiamo da dove inizia questo
[1:09:53] fenomeno? Spaziamo perché anche questo è
[1:09:57] un fenomeno che per me era un fenomeno non conosciuto.
[1:10:00] Non me ne sono mai posta il il problema finché non l'ho
[1:10:03] iniziato a sentire e quindi me ne sono interessata.
[1:10:06] Intanto mi è piaciuto perché ti ho ascoltato.
[1:10:09] In altre interviste tu parlavi di questo fenomeno appunto, che
[1:10:12] è iniziato come fenomeno culturale in Giappone, quindi si
[1:10:15] presupponeva che fosse relativo al Giappone, che ha una cultura
[1:10:18] un po particolare, sappia anche la solitudine, le performance,
[1:10:21] le aspettative, l'essere in un certo modo.
[1:10:26] È estremamente forte. Oggi è riconosciuto come invece
[1:10:29] fenomeno sociale. Però loro hanno dato la
[1:10:31] definizione perché a loro piace dare definizione, quindi il
[1:10:33] termine è rimasto. Giapponese.
[1:10:36] Ho studiato bene. Sì.
[1:10:39] Il termine nasce in gergo i giapponesi, un po per cultura,
[1:10:41] un po per lingua, sono molto propensi a creare dei neologismi
[1:10:45] e delle etichette sociali, no? Quindi Kiko Mori appunto, vuol
[1:10:48] dire stare in disparte, persona che che si ritira ed è nata.
[1:10:52] Ed è nata appunto come etichetta così discriminatoria?
[1:10:55] No, stigmatizzmatizzante. I giapponesi hanno questa
[1:10:58] cultura dove c'è una distinzione tra pubblico e privato.
[1:11:01] Più forte nel senso, poi adesso l'abbiamo un po.
[1:11:04] Adottata anche noi. Però l'immagine pubblica della
[1:11:07] famiglia e del è molto importante per loro.
[1:11:10] E quindi avere un figlio che si ritira per i giapponesi è una
[1:11:15] fonte di vergogna della famiglia più forte?
[1:11:17] No? Come un fallimento familiare.
[1:11:19] E quindi diciamo, questa etichetta viene usata come come
[1:11:23] etichetta discriminatoria. E poi nel tempo è diventata
[1:11:26] sempre più un'etichetta usata anche in ambito scientifico.
[1:11:29] Ci sono tanti studi, io la uso sia.
[1:11:32] Perché è efficace, attira magari l'attenzione, ma soprattutto
[1:11:34] perché è un fenomeno internazionale, mondiale.
[1:11:37] Quindi usare questa etichetta è utile anche per creare
[1:11:39] connessioni. Per esempio noi come
[1:11:41] associazione stiamo partecipando a un progetto Erasmus dove
[1:11:45] siamo? Ci stiamo coordinando con la
[1:11:46] Spagna, con l'Irlanda. Con l'Austria e altri paesi
[1:11:50] europei, perché tutti hanno questo problema, cioè non è che
[1:11:54] c'è in Giappone o in Italia, tutti ce l'hanno e quindi è
[1:11:56] utile avere queste etichette dove usiamo questo termine
[1:11:59] universale, no? Poi che sia giapponese a
[1:12:02] qualcuno non gli piace perché noi italiani ci piacciono gli
[1:12:05] anglismi però. Quindi se devo usare il termine
[1:12:08] Neet va bene, però se devo usare il termine kikomori no, non ad
[1:12:10] alcuni non piace perché, perché è giapponese, non è inglese,
[1:12:14] perché non c'è. Non c'è altra differenza, no
[1:12:17] poi. Bisogna precisare che i Kiko
[1:12:18] Mori non è un termine diagnostico, quindi non è che
[1:12:21] c'è la malattia di hikikomori, indica una condizione che è
[1:12:24] l'hikikomori. Kiko Mori è una persona che si
[1:12:26] ritira volontariamente, volontariamente, bravissima.
[1:12:29] Cioè la differenza tra l'anziano isolato di Chico boia è che
[1:12:32] l'anziano non riesce a costruire una rete sociale per vari motivi
[1:12:36] o l'ha persa. L'ichiko boia è nel pieno della
[1:12:39] sua forza. Capacità fisica e mentale per
[1:12:42] avere. Tutto lo fa volontariamente, poi
[1:12:44] attenzione volontariamente. Non vuol dire compiacere.
[1:12:48] Vuol dire che c'è? Una componente attiva e
[1:12:50] razionale in questa scelta. Cioè se tu vai da ogni kiko, Moi
[1:12:53] gli dice perché sei isolato? Lui ti dice, Ah, sono isolato
[1:12:56] perché nessuno mi capisce. La società fa schifo, la scuola
[1:12:59] è un ambiente tossico, cioè ti spiega perché è isolato.
[1:13:03] Quindi dal suo punto di vista la il suo isolamento ha una
[1:13:08] ragione. Una ragione talmente profonda
[1:13:10] che non vuole essere aiutato ed è questo il vero dramma, no, lui
[1:13:13] si ritira però come magari è sempre successo o comunque tanti
[1:13:18] hanno ansia sociale, fobia sociale, ma non c'è la
[1:13:22] componente volontaria, cioè io sto male con gli altri, chiedo
[1:13:26] aiuto OK Dammi una mano psicologo genitore no di chi
[1:13:30] comunica non vuole una mano, è quello il problema di chi come
[1:13:33] ti respinge se tu genitore provi a dirgli Ma vuoi puoi parlare
[1:13:37] con uno psicologo? No no no, io sto bene qui,
[1:13:39] lascia. Qui, nella mia stanza,
[1:13:41] ovviamente non si rende conto che quella scelta che magari nel
[1:13:45] presente lo fa star meglio nel lungo termine.
[1:13:49] Devastante perché poi, appunto, quando si realizza, quando
[1:13:53] realizza l'hikiko mo che non può più tornare indietro, a volte
[1:13:56] quando passano tanti anni, perché?
[1:13:58] Anni. Anni anni allora nella nostra
[1:14:02] associazione le il tempo medio di isolamento dei figli dei
[1:14:05] nostri genitori è 5 anni medio, ci sono isolamenti 10, 15 anni
[1:14:11] isolamenti per fortuna un po più precoci però.
[1:14:15] In molti casi può durare tutta la vita, ma ma come?
[1:14:18] Inizia cioè nel senso, mio figlio un giorno va in Camera e
[1:14:22] dice Io non esco più e io genitore dico, ma devi andare a
[1:14:26] scuola domani? E lui dice Io non ci vado, ma in
[1:14:28] che senso? Cioè.
[1:14:32] No, ma. Lo capisco, per un genitore è
[1:14:35] una paura concreta e. Quello che tu mi stai
[1:14:38] descrivendo l'hanno vissuto tutti i genitori, quasi tutti i
[1:14:41] genitori della nostra associazione e a un certo punto
[1:14:43] tuo figlio non va più a scuola e tu non puoi convincere quanti.
[1:14:48] Anni ha. Iniziano di solito con le scuole
[1:14:51] medie i più precoci, la maggior parte inizia intorno ai 15 anni,
[1:14:55] quindi nella transizione medie superiori che è molto delicata.
[1:15:00] E molti invece, nel periodo universitario, anche.
[1:15:04] Distinzione in genere. Soprattutto maschi, soprattutto
[1:15:06] nella nostra associazione l'ottanta per 100 sono maschi
[1:15:10] dei figli nella nostra associazione sono tutte mamma,
[1:15:14] tutte mamme quasi eh lo. Leggevo questo che anche papà
[1:15:16] non facevo fatica, ma. Perché li chiko?
[1:15:19] Mori è maschio, anche perché ha problemi nel.
[1:15:23] Nel rapporto con il padre soprattutto, ed è spesso ha
[1:15:27] spesso una figura materna molto ansiosa, molto protettiva.
[1:15:31] Diciamo che una delle cause dell'Hikiko Mori sembra essere
[1:15:34] l'iperprotettività genitoriale, cioè questi ragazzi diventano
[1:15:37] molto fragili. Non riescono a diventare
[1:15:39] abbastanza forti da separarsi dalla famiglia e quindi ne
[1:15:42] rimangono invischiati, quindi non riescono a diventare adulti
[1:15:46] per certo che tra. L'altro l'iperprotettività
[1:15:48] sembra essere un po un trend genitoriale adesso dei dei, dei
[1:15:52] bambini, perché il bambino ha protetto anche.
[1:15:56] E anche un po lasciato fare. È vero che la genitorialità
[1:16:00] gentile non è sul lasciare fare, però viene spesso male
[1:16:02] interpretata. Quindi invece di dire ti do dei
[1:16:05] confini e ti lascio esprimere te stesso all'interno, in questi
[1:16:08] confini è non ti do confini e. Ti do anche un certo
[1:16:13] entitlement, non so come tradurlo in italiano.
[1:16:17] Il diritto di fare e essere e. Fare parlare quello che ti pare.
[1:16:26] Quindi tu arrivi, non so a un certo punto nella società e la
[1:16:30] società non te lo lascia fare e tu probabilmente non hai
[1:16:32] strumenti. Sì, sì, è un equilibrio molto
[1:16:35] sottile. Perché, come dicevamo prima, un
[1:16:37] genitore deve controllare, no? Abbiamo appena detto che il
[1:16:40] genitore deve sapere cosa fa il figlio online, adesso diciamo
[1:16:42] che non deve essere ipercontrollante.
[1:16:44] Ecco, il problema è proprio questo, è trovare il giusto
[1:16:47] equilibrio tra la cura e la spinta all'autonomia in.
[1:16:51] Letteratura, ci sono tanti studi che indagano.
[1:16:54] Qual è lo stile educativo più. Pedagogico, poi è.
[1:16:58] Chiaro che cambia da caso a caso, Eh, non c'è un manuale del
[1:17:02] genitore perfetto, però se sappiamo qualcosa oggi è che
[1:17:06] proteggere troppo può creare degli effetti devastanti.
[1:17:11] Proteggere vuol dire anche sostituirsi alle scelte
[1:17:14] spiegami. Meglio, infatti.
[1:17:15] Questo proteggere può voler dire, che ne so, scegli questo,
[1:17:19] perché per te è meglio questo. Il tuo figlio magari dice no, ma
[1:17:22] io vorrei no, no. Scegli questo.
[1:17:26] Ed è un approccio genitoriale che deve essere gradualizzato,
[1:17:32] cosa vuol dire? Che quando il bambino è un
[1:17:35] infante, quindi indicativamente quando va alle scuole primarie,
[1:17:38] è normale che il genitore sia molto attento qua?
[1:17:43] Quando diventa adolescente il genitore deve fare un processo
[1:17:45] di separazione. L'adolescente è di fatto la fase
[1:17:49] di transizione tra l'infanzia e l'adultità.
[1:17:52] E se tu continui a trattare un'adolescente come un bambino,
[1:17:53] probabilmente rimarrà un bambino e quindi in qualche modo andrai
[1:17:56] a bloccare il suo processo di sviluppo.
[1:17:58] Se tu, l'adolescente, cominci a trattarlo sempre più come un
[1:18:02] adulto, Eh, allora favorirai la sua indipendenza.
[1:18:04] Non c'è una regola su come farlo, è un.
[1:18:10] 'Attitudine che può avere tanti esempi.
[1:18:16] Per esempio la responsabilizzazione sui voti,
[1:18:19] cioè molti genitori pensano, se sono un bravo genitore devo
[1:18:22] obbligare mio figlio a studiare perché così prenderebbe voti e
[1:18:24] così avrà una vita felice perché troverà un bel lavoro e avrà
[1:18:27] tanti soldi. Anche questa è una narrazione
[1:18:30] che forse andava bene in passato, oggi non è proprio
[1:18:33] così. Cioè il vero, la vera via per il
[1:18:35] successo, diciamo così, sociale è diventare delle persone capaci
[1:18:39] di stare nella società. Prima di tutto perché non c'è
[1:18:42] nulla che ti garantisce neanche il bel voto, la bella
[1:18:45] università, niente ti garantisce un successo sociale.
[1:18:48] Quindi un. Altro tema che si Lega
[1:18:51] all'iperprotezione è l'idealizzazione oggi.
[1:18:55] Oggi, e questo fa parte del è legato alla denatalità, come
[1:18:59] dicevamo prima. Per esempio una cosa che hanno
[1:19:01] in comune Italia e Giappone è proprio questo, siamo paesi che
[1:19:04] fanno pochissimi figli e questo crea un meccanismo, come come
[1:19:08] dicevi tu, automatico nel genitore.
[1:19:10] Non è una cosa eliminabile ho pochi figli sovrainvesto se io
[1:19:15] ho 5 10 figli. Cioè vanno fisiologicamente, non
[1:19:18] potrò, ma lo vedo. Io coi miei tre figli?
[1:19:21] Tu hai tanti, tra l'altro, rispetto alla.
[1:19:22] Mia. Praticamente in una percentuale
[1:19:25] bassissima che fa più di tre figli, ma lo.
[1:19:27] Vedo perché il mio grande adesso inevitabilmente si deve
[1:19:31] responsabilizzare. Mi sono resa conto ieri io sono
[1:19:33] stata via il weekend con le mie amiche per la prima volta.
[1:19:37] Sono stata via tre giorni con le mie amiche.
[1:19:40] Mio marito Michael è stato a casa coi tre figli il weekend
[1:19:43] non sono stata dietro ai compiti di mio figlio che di solito li
[1:19:46] deve consegnare il martedì e ieri che era mercoledì gli ho
[1:19:50] detto, Ma hai consegnato i compiti?
[1:19:52] Sì, sì, ho fatto tutto perfetto perché io avevo da smazzare la
[1:19:56] bimba che si era malata, il piccolo cioè proprio non ci ma
[1:19:59] per me questo è un bene. Cioè penso, guarda che in realtà
[1:20:03] gli sto facendo un regalo, perché poi non è che non sono
[1:20:06] presente. Sono presente però divisa.
[1:20:08] Inevitabilmente divisa, poi, con un neonato che è entrato nella
[1:20:12] nostra vita quando i bimbi erano già in età da da elementari,
[1:20:15] hanno vissuto una separazione obbligatoria.
[1:20:18] Che in fondo mi ha fatto sentire in colpa, ma mi ha anche detto,
[1:20:21] Beh, però li vedo anche un po cresciuti su questo, cioè un po
[1:20:24] più di autonomia adesso all'interno della della famiglia
[1:20:27] credo. Che sia proprio quello che che
[1:20:29] intende che quello che intendevo?
[1:20:31] Cioè se tu oggi, come la stragrande maggioranza delle
[1:20:35] famiglie, hai uno o massimo due figli, tra l'altro due figli
[1:20:38] molto separati a volte a livello di età, no perché proprio
[1:20:41] aspetti che uno. Io lo capisco.
[1:20:43] Eh, ma non è un giudizio il mio? Eh.
[1:20:46] È. Una constatazione.
[1:20:47] Però è inevitabile che si crei un meccanismo di idealizzazione,
[1:20:51] cioè io dedico tutta la mia vita a mio figlio.
[1:20:55] Mio figlio è il centro del mio mondo.
[1:20:57] Mio figlio deve essere in qualche modo speciale, ma anche.
[1:21:00] Perché c'ha questa genitorialità performativa?
[1:21:02] Eh sì. Sì, sì, c'è.
[1:21:03] Anche poi guardo la trade wife che è traditional wife che mi fa
[1:21:09] i giochi montessoriani, non fa uno schermo e io che di nuovo
[1:21:13] faccio la parrucchiera e lavoro 8 ore al giorno fuori casa devo
[1:21:15] fare la spesa, devo fare, mi sento in colpa per.
[1:21:18] Invece gli do lo schermo perché sennò non sopravvivo.
[1:21:21] Io dico sempre, io sono una condizione completamente
[1:21:23] privilegiata per aver fatto tre figli.
[1:21:24] Lo faccio, lo dico sempre nei miei podcast, perché aiuto,
[1:21:28] perché ho la possibilità di avere aiuto, perché ho un marito
[1:21:30] paritario, perché abbiamo una condizione sociale ed economica
[1:21:33] che ci ha permesso di farlo. Perciò non sono più brava degli
[1:21:36] altri, sono più privilegiata degli altri.
[1:21:38] È una condizione di privilegio aver tre figli oggi, ma se fossi
[1:21:42] stata. Nella mia vita normale, quella
[1:21:45] che ha avuto mia madre, cioè Ciao, fare tre figli oggi, cioè,
[1:21:49] non non sarebbe stato possibile, certo.
[1:21:52] Infatti, appunto, c'è tutto. Poi il tema economico del perché
[1:21:55] non si fanno i figli, però? Ripeto, è inevitabile che che
[1:22:00] oggi il genitore abbia una cura, un'attenzione che da una parte è
[1:22:04] positiva, ma dall'altra rischia di essere evolutivamente un
[1:22:09] problema. E quindi ecco, i genitori devono
[1:22:12] stare molto attenti a questo. E poi, come Dicevi tu, tu hai
[1:22:15] una relazione paritaria e questo sembra un'altro, un'altro
[1:22:18] possibile rischio di Kiko Mori, cioè una divisione di genere
[1:22:21] molto forte, per cui l'uomo questo avviene soprattutto in
[1:22:24] Giappone, ma anche in Italia. L'uomo ha un'interpretazione del
[1:22:27] ruolo paterno più di stampo conservatore, cioè un po più
[1:22:31] patriarcale. Che cosa vuol dire
[1:22:32] l'interpretazione del del padre patriarcale?
[1:22:34] È il padre che. Inespressivo virile e che non
[1:22:40] crea un rapporto con i figli, non non ci parlo, non ma
[1:22:44] comanda. Comando no, ti dice fai così, se
[1:22:47] non lo fai ti punisco. Questo crea una rottura quasi
[1:22:51] totale tra il rapporto tra il figlio maschio soprattutto e il
[1:22:54] il padre che. Poi anche a livello identitario,
[1:22:58] per il figlio maschio crea una soppressione emotiva.
[1:23:00] Perché gli uomini sono di più in ritiro?
[1:23:02] Perché non chiedono aiuto? Non chiedono aiuto, è questo il
[1:23:06] problema. Non è che l'uomo è
[1:23:08] biologicamente predisposto al ritiro.
[1:23:10] Certo, ci saranno dei fattori socio culturali che magari.
[1:23:14] Favoriscono il ritiro degli uomini, perché la performatività
[1:23:16] dell'uomo è più legata magari al successo sociale rispetto che
[1:23:20] alla donna che magari è più legata al successo sul corpo.
[1:23:23] Infatti, le donne soffrono più elementari.
[1:23:27] Esatto, però, cioè il problema delle hikikomori e soprattutto
[1:23:31] il problema del maschio ikikomori, che è mediamente
[1:23:33] molto più grave della della donna, è proprio che non chiede
[1:23:36] aiuto perché non riesce a farlo in quanto uomo?
[1:23:40] Nel senso è. È anche un discorso
[1:23:43] narcisistico. Mi sembra assurdo dire che ogni
[1:23:45] kiko more che te lo immagini come il ragazzino più indifeso e
[1:23:48] fragile del mondo, dire che è narcisista, ma è così, c'è
[1:23:52] proprio una componente narcisistica per cui io non
[1:23:54] riesco a chiedere. Io non riesco a mettere il vero
[1:23:56] problema perché non riesco a manifestare un'emozione di
[1:24:00] fragilità. E quindi questo ti viene
[1:24:04] trasmessa anche da ruolo, pater. Come inizia, quali sono i primi
[1:24:08] segnali? Cosa succede?
[1:24:10] Mi riesce a dare degli stadi per far capire alle persone di
[1:24:12] quello di quello che stiamo parlando?
[1:24:15] Sì, noi, noi anche un'associazione.
[1:24:17] Distinguiamo tre fasi, tre stadi.
[1:24:21] La prima è una fase pre abbandono scolastico.
[1:24:26] Dove i campanelli d'allarme sono l'abbandono di tutte le attività
[1:24:29] extrascolastiche, in particolare lo sport, che viene vissuto con
[1:24:32] molta ansia perché poi anche lì ci sono spesso le aspettative
[1:24:36] alte. No, Dimmi, Dimmi, no, lo vedo,
[1:24:40] eh, no, certo. Certo, lo vedo, cioè?
[1:24:42] Io ho fatto anche l'allenatore dei ragazzini quando ero più
[1:24:45] giovane, cioè di calcio. Di basket.
[1:24:47] Io ho giocato a basket. Anche mio figlio gioca a basket.
[1:24:50] Cioè i genitori si picchiavano in tribuna.
[1:24:52] Eh no, ma si vede. Cioè perché i figli sono questi
[1:24:55] progetti sono dei. Progetti di campioni,
[1:24:58] l'allenatore anche comunque, a volte.
[1:25:01] Insomma, proprio appressioni della società che devi vincere.
[1:25:04] Insomma, è un ambiente comunque che mette ansia e quindi è.
[1:25:08] Uno dei primi che viene abbandonato perché viene
[1:25:10] abbandonato prima della scuola. Perché viene vissuto come
[1:25:13] opzionale, certo. Certo, molto più semplice,
[1:25:16] abbandonato a. Scuola Eh, devo andarci, lo
[1:25:18] sport lo scelgo io, ti va? Se non mi piace non ci vado.
[1:25:21] Poi già in questa prima fase, diciamo qua, II segnali sono più
[1:25:24] comportamentali. Cosa vuol dire?
[1:25:26] Che se tu non hai un rapporto profondo con tuo figlio potresti
[1:25:29] anche non avere dei segnali chiari in questa fase.
[1:25:32] Certo, se tu gli parli lui ti dice, mamma sto male, soffro, ho
[1:25:36] ansia sociale. Però lì bisogna avere un
[1:25:39] rapporto di comunicazione emotivo anche abbastanza forte,
[1:25:41] che soprattutto con i maschi è difficile.
[1:25:44] Quindi quali sono gli altri comportamenti qua già quindi si
[1:25:47] inizia a vedere un abuso delle nuove tecnologie, no?
[1:25:50] Quindi si inizia a passare tanto tempo in Camera.
[1:25:52] Anche in casa si mangia meno insieme.
[1:25:56] E poi ci sono già anche qua dei segnali scolastici, si
[1:26:01] incomincia a saltare la scuola con una certa ritualità.
[1:26:04] Mamma oggi c'ho mal di pancia, non riesco andare una volta, due
[1:26:07] volte, tre volte magari è vera anche la il mal di pancia perché
[1:26:10] somatizzano molto l'ansia magari è una scusa perché non riescono
[1:26:14] proprio andare a scuola a fanno fatica proprio per l'ansia
[1:26:16] sociale può essere in concomitanza di verifica,
[1:26:18] interrogazione, ma può essere anche proprio un.
[1:26:22] Giorno fisiologico di riposo ogni tot giorni di ansia sociale
[1:26:26] subita a scuola? No, perché immaginiamo uno che
[1:26:28] va a scuola tutti i giorni, soffoca dall'ansia perché è
[1:26:31] costantemente impaurito, eccetera eccetera ha bisogno.
[1:26:34] Dei giorni, esatto. E quindi questi sono i segnali
[1:26:37] che dovrebbero in teoria, allarmare, non allarmare,
[1:26:40] diciamo attenzionare, fare scattare un genitore e
[1:26:44] cominciare a chiedere supporto psicologico, parlare con la
[1:26:47] scuola, attivare eventualmente un Pd punto un piano didattico
[1:26:51] personalizzato. Se.
[1:26:53] Necessario per evitare il ritiro.
[1:26:55] In questa fase c'è ancora buona possibilità, disponibilità del
[1:26:59] ragazzo. Perché?
[1:27:00] Perché non c'è ancora una costruzione identitaria legata
[1:27:03] al al ritiro. Cosa vuol dire?
[1:27:04] Che qui è +1 istinto è ancora +1 problema che potrebbe essere
[1:27:08] definito fobia sociale. Non c'è ancora tutto quello che
[1:27:12] dicevo prima, cioè l'idea che io devo stare ritirato, che la
[1:27:15] società fa schifo, che non posso vivere nella società.
[1:27:18] In quella scelta razionale del non lo voglio più quella.
[1:27:23] Cosa? Quella costruzione identitaria
[1:27:25] del sto meglio da solo, sono uno che vi che gli piace stare da
[1:27:29] solo, cosa non vera. Quando ho aperto 1 1 chat per
[1:27:33] gli eco voi sono arrivati in migliaia, vogliono parlare
[1:27:35] tantissimo, hanno tantissimo bisogno di socialità, però con
[1:27:38] chi vogliono parlare, con chi e come loro?
[1:27:40] Perché? Perché?
[1:27:41] Perché non si sentono giudicati, si sentono capiti.
[1:27:45] Poi quindi. Poi quindi se non si interviene
[1:27:46] in questa fase si è c'è il rischio burnout.
[1:27:50] Quindi cosa vuol dire? Che appunto a un certo punto
[1:27:52] questo ragazzo non ce la farà più andare a scuola, non non
[1:27:56] riuscirà a schiuderlo dal letto con le buone o con le cattive.
[1:27:58] Quando si parla di Kiko Mori Online c'è sempre quello che
[1:28:00] giudica il genitore e dice, Ah se fossi io vedi come lo tiro
[1:28:04] fuori a calcio, se fossi io staccherei Internet.
[1:28:06] Tutte cose che molti genitori purtroppo fanno anche su
[1:28:09] indicazioni sbagliate della famiglia dei parenti.
[1:28:11] Degli amici. Infatti poi spesso la famiglia
[1:28:14] di Unikiko Mori si isola a sua volta perché si sente, cioè.
[1:28:16] Immagina, Beh, ti senti? Giudicato gli altri ti danno, ti
[1:28:20] dicono delle cose che magari tu provi, hai già provato e non
[1:28:22] funzionano e allora tagli i rapporti, no?
[1:28:25] E quindi a un certo punto arriva l'abbandono scolastico.
[1:28:28] E lì ovviamente c'è un forte rischio di conflittualità, anche
[1:28:33] fisica, con i genitori. Perché se il genitore appunto
[1:28:36] approccia questo ritiro con no, tu a scuola devi andarci, ti ti
[1:28:40] butto fuori il computer di casa, ti stacco la porta della camera
[1:28:43] perché poi si chiudono in Camera, no?
[1:28:44] Quindi i genitori a volte sfidano alla porta, proprio non
[1:28:47] la tolgono. Eh sì Eh, lo so.
[1:28:48] È. Un dramma e.
[1:28:52] Lì tu perdi, cioè se tu vai muso contro muso con uniki komori
[1:28:57] perdi sempre, perché la paura non lo muoverà mai, non sai.
[1:29:01] Più andare, cioè non hai più quel canale, non hai.
[1:29:04] Il canale della paura non hai il canale dell'imposizione e lui è
[1:29:07] disposto a tutto e quando dico tutto vuol dire che può farsi
[1:29:10] del male. Cioè se tu dici sei obbligato a
[1:29:13] uscire di casa, ora rischi che aumenti se arriva anche.
[1:29:16] Al suicidio? Sì, purtroppo sì, però in una
[1:29:19] fase più avanzata di solito di questo.
[1:29:23] Questa fase, appunto è la fase in cui il genitore deve proporre
[1:29:26] insieme alla scuola. E c'è bisogno di un forte
[1:29:30] cambiamento anche della scuola. Diverse scuole stanno creando
[1:29:33] degli spazi protetti diverse, alcune stanno creando degli
[1:29:36] spazi protetti all'interno della scuola per permettere a questi
[1:29:38] ragazzi di continuare ad andare a scuola senza entrare in Aula,
[1:29:41] cose che non riescono a fare. Io sono convinto che da qua a 10
[1:29:43] anni tutte le scuole pubbliche dovranno avere questi spazi.
[1:29:46] Perché se o lo spazio si crea la scuola nella scuola o si crea in
[1:29:51] uno spazio esterno alla scuola, ma si deve creare, perché se il
[1:29:54] ragazzo sta a casa si cronicizza e non esce più, quindi il
[1:29:58] ragazzo deve comunque trovare la forza di uscire di casa, ma
[1:30:01] magari non andare in Aula se non ce la fa più.
[1:30:04] Abbiamo visto che invece se tu boccio un ragazzo come spesso
[1:30:06] viene fatto Ah non viene mi spiace signora devo bocciarlo ha
[1:30:10] fatto troppa assenze che non è vero non ritirate i vostri figli
[1:30:14] da scuola, esigete il diritto allo studio, quindi la scuola
[1:30:19] deve aiutarvi si si deve aiutarvi, deve attivare un PDP,
[1:30:22] deve aiutarvi, non può dirvi ah non possiamo fare niente, non è
[1:30:26] vero, è falso, se non sai le le regole noi stiamo facendo anche
[1:30:29] dei protocolli regionali con gli uffici scolastici proprio per
[1:30:32] dire le scuole guardate che dovete comportarvi così in.
[1:30:35] Casi non potete lavarvi le mani. Quindi in quei casi bisogna
[1:30:39] cercare col ragazzo di trovare una soluzione.
[1:30:41] Se il problema è già conclamato, cioè a volte si arriva a questa
[1:30:45] fase dopo anni e lui non vuole saperne ritornare a scuola in
[1:30:49] nessun modo di bisogna accettare momentaneamente la decisione e
[1:30:53] lavorare sull'alleanza. Noi con i genitori nei nostri
[1:30:57] gruppi parliamo di alleanza, cioè aiutiamo i genitori a
[1:31:00] capire come farsi percepire dai figli come degli alleati e non
[1:31:05] come delle persone da cui scappare.
[1:31:06] Perché se ti. Riconosce come una fonte di
[1:31:09] ansia, apre. 1 1 barco di comunicazione, no scusa il
[1:31:12] contrario, cioè se ti riconosce come un alleato ti apre un bar,
[1:31:15] un. Varco e ha la.
[1:31:17] L'obiettivo è quello che tuo figlio ti guardi e ti dica,
[1:31:20] mamma, papà, sto male. Aiutatemi.
[1:31:23] Però per farlo deve fidarsi come di te, come interlocutore
[1:31:26] emotivo, no, deve capire che tu lo capisci e che non lo giudichi
[1:31:30] e che non lo pressi perché se tu gli dici no ma.
[1:31:34] Tu devi andare a scuola, perché se non vai a scuola guarda che
[1:31:37] sarai un fallito, Eh? Guarda che non trovi lavoro se
[1:31:39] non vai a scuola, è l'ultimo. Dei problemi in quel momento,
[1:31:41] guardi che i komori è il. Contrario lui ce l'ha già quella
[1:31:43] paura e si isola proprio per quella paura.
[1:31:45] Quindi se io mi isolo perché ho troppa paura di quello e tu mi
[1:31:48] metti alta paura cosa succede? Mi blocco, mi frizzo.
[1:31:52] Non tornerò mai a scuola con quel tipo di stimolo a meno che
[1:31:56] proprio, almeno nella nostra esperienza non succede.
[1:31:58] Però è chiaro che se riesco a tornare perché riesco ad
[1:32:01] affrontare quella paura, ma se mi isolo è perché non riesco a
[1:32:04] affrontare. Quindi in questa fase è molto, è
[1:32:08] la fase dove ci contattano tutti perché prima nessuno lo sa, ma
[1:32:11] loro. Parlano coi genitori OA volte
[1:32:14] scelgono perché? Ho letto che scelgono anche
[1:32:15] delle persone, a volte della famiglia, a volte la madre, che
[1:32:18] spesso è quella più. Più presa di mira, è vero che
[1:32:23] non parlano con la madre, cioè non si rifiuta shelgon hanno
[1:32:27] cos'è la comunicazione selettiva?
[1:32:29] La. Mutismo selettivo no, in realtà
[1:32:31] io vedo che parlano più con la madre perché?
[1:32:33] Secondo me proprio perché il padre ha meno competenze socio
[1:32:36] emotive date anche dal ruolo di genere.
[1:32:39] La madre riesce a mettersi più, magari a un livello emotivo col
[1:32:44] figlio, a meno che non percepiscano la madre come
[1:32:47] maggiore fonte di ansia, perché può darsi che la madre anche per
[1:32:49] questa performatività genitoriale poi sia più ansiosa
[1:32:53] e quindi magari parlano più col padre, però devo dire la maggior
[1:32:56] parte delle famiglie la madre è quella che riesce a mantenere un
[1:32:59] qualche tipo di rapporto col figlio.
[1:33:03] Quindi in questa fase i genitori ci contatta disperato perché
[1:33:06] dici ma io non so cosa fare, ho provato perché poi loro provano
[1:33:10] le buone e le cattive Eh però le provano in un modo molto
[1:33:13] manipolatorio tipo no dai non ti preoccupare però domani vai a
[1:33:16] scuola Eh mi raccomando. Quindi ti si pongono anche in
[1:33:19] modo magari comprensivo, ma in realtà l'obiettivo è sempre
[1:33:22] quello di tornare a scuola il prima possibile perché hanno il
[1:33:24] terrore che il figlio non vada a scuola, anche perché adesso a
[1:33:27] livello legale ci sono anche più rischi per i genitori.
[1:33:29] Quindi ci sono dei genitori dell'associazione che oltre alla
[1:33:32] beffa nel senso. Figlio che non va a scuola si
[1:33:34] sono anche sentiti dire, ti dobbiamo togliere il figlio
[1:33:37] perché è colpa tua se non va a scuola fino a che.
[1:33:39] Età è obbligatorio se non so neanche.
[1:33:42] Allora se non sbaglio 16 però non è solo quello che guardano
[1:33:47] proprio, è il è. In generale.
[1:33:52] Che tipo di rapporto hai tu con con tuo figlio?
[1:33:54] Se loro pensano che tu sia la causa, possono.
[1:34:00] Comunque fintanto che minorenne fatti diciamo dei problemi.
[1:34:03] Allora devo dire che io ho conosciuto tantissimi genitori,
[1:34:05] ce ne sono alcuni che sono veramente in gamba e il cui
[1:34:10] isolamento del figlio non mi sento di attribuire direttamente
[1:34:13] al loro comportamento. Poi tutti i genitori sbagliano,
[1:34:16] per carità, però non sbagliano più della media.
[1:34:18] E invece ci sono altre famiglie dove i genitori sono palesemente
[1:34:22] disfunzionali. Purtroppo quindi.
[1:34:25] Cosa succede, cioè se abbiamo una famiglia non disfunzionale,
[1:34:28] togliamo una famiglia disfunzionale, ma una famiglia
[1:34:30] normale non so io la mia famiglia normale, amorevole,
[1:34:34] allegra, cioè stiamo bene, OK, mi ritrovo figlio e chicco Mori,
[1:34:39] cioè io sono terrorizzata da questa cosa.
[1:34:42] Cioè dico, come posso prevenirlo in una famiglia?
[1:34:46] Posso il fatto che Siam persone normali e funzionali con i
[1:34:48] nostri errori? Difetti?
[1:34:51] Allora, anche se funzionate bene come famiglia, il rischio
[1:34:55] purtroppo non è. Zero, perché?
[1:34:57] Ci sono due macro cause che esulano il vostro controllo.
[1:35:00] La prima è quella più ovviamente facile da ipotizzare, la società
[1:35:05] likiko Mori si scappa dalla società?
[1:35:08] Non ci. Puoi fare niente, ovviamente
[1:35:10] puoi fare tanto, nel senso che puoi dargli degli strumenti.
[1:35:13] Però fino a un certo punto, nel senso che poi è chiaro che
[1:35:17] questo rischio c'è e non possiamo negarlo.
[1:35:21] Però qua. Però qua c'è tu vedi una cosa,
[1:35:23] vedi che il figlio con te parla, non si isola in Camera.
[1:35:27] Infatti poi ti volevo dire nella fase tre c'è l'isolamento
[1:35:30] all'interno della Camera che è il più drammatico, cioè il
[1:35:32] figlio non esce più di di Camera, esce di notte a mangiare
[1:35:35] da solo quando io ti giuro questa cosa.
[1:35:39] Alcuni non ci credono, ma ci sono genitori che non vedono i
[1:35:41] figli da anni e vivono con loro in casa.
[1:35:44] Non li vedono perché questi non escono di casa, sono di Camera,
[1:35:47] sono chiusi. La come?
[1:35:48] Fanno andare in bagno di notte di.
[1:35:50] Notte poi sgattaiolo fuori quando magari il genitore al
[1:35:52] lavoro, come cioè stanno attenti a vedere se entrano i suoni per
[1:35:56] vedere se il genitore è giù o vanno in bagno, magari senza
[1:35:59] farsi vedere cioè. Non riesco AE non lo so, lo so.
[1:36:02] È un dramma Purtroppo però perché si arriva a quello
[1:36:06] allora? Mentre il ritiro in casa può
[1:36:07] essere molto dato dal fatto che esterni questo ritiro.
[1:36:10] Ritiro è molto dato da fattori genitoriali, nel senso che il
[1:36:13] figlio ti vede come qualcuno che non capisce, che non riesce a
[1:36:16] capire il suo dolore, quindi è terrorizzato da te, dal tuo
[1:36:19] sguardo, dalla tua paura, dal è terrorizzato, dal fatto di
[1:36:24] averti deluso, no, di non essere diventato quello che tu volevi,
[1:36:27] di non essersi laureato, eccetera eccetera.
[1:36:31] Quindi quella fase è molto più prevenibile dai genitori.
[1:36:34] Infatti noi diciamo quando Apri la prima porta, che è quella
[1:36:37] della Camera da letto, quella la puoi aprire solo tu.
[1:36:39] Poi ovviamente al genitore possiamo dire di ed è corretto
[1:36:43] rivolgersi a uno psicologo. Infatti noi quando un genitore
[1:36:46] ci contatta e ci dice venite a aiutare mio figlio che è
[1:36:49] ritirato, datemi uno psicologo, noi diciamo no, no, aspetta,
[1:36:53] vieni nei nostri gruppi, fai un lavoro prima su di te perché
[1:36:56] intanto bisogna capire che cosa sbagli tu perché qualcosa
[1:36:58] sbaglierai tanto poco. Poi quando tuo figlio comincia a
[1:37:01] Riparlarti, Eh, allora lì gli si propone l'intervento psicologico
[1:37:06] prima, tanto tu puoi mandare anche l'educatore a casa
[1:37:08] l'abbiamo fatto, Eh, tu parli da dietro alla porta chiusa e va
[1:37:11] bene, OK, il figlio è chiuso dentro in Camera, tu parli, lui
[1:37:14] non ti risponde. Può funzionare, per carità, però
[1:37:17] se se lui si mette la musica tu puoi parlare tutto il giorno,
[1:37:20] non ti ascolta, quindi perché quella porta, ripeto, non riesci
[1:37:24] a aprirla. Tu psicologo, io anche come
[1:37:26] psicologo. Cioè non è che non è?
[1:37:29] Un San mago non è. Facile comunque anche parlare
[1:37:32] con un ragazzo che rifiuta di avere un problema perché per
[1:37:35] fare un lavoro clinico si serve la cosiddetta alleanza, diciamo.
[1:37:39] Diciamo psicologica, no? E quindi tu devi dall'altra
[1:37:42] parte trovarti qualcuno che capisce di avere un problema,
[1:37:45] non lo nega e vuole risolverlo. Se no veramente è difficile
[1:37:49] lavorarci. Quindi insomma il genitore ha un
[1:37:52] ruolo importante, però se la causa è più esterna ovviamente.
[1:37:57] L'altra causa è genetica, noi abbiamo.
[1:38:01] Famiglie dove ci sono, che ne so, tre figli, due stanno
[1:38:03] benissimo, sono super funzionanti a livello sociale,
[1:38:06] uno è ritirato completamente. Come mai?
[1:38:09] Qua entra in gioco il tema del neurofunzionamento, c'è una
[1:38:12] forte sovrapposizione tra ritiro sociale e neurofunzionamento, in
[1:38:17] particolare autismo ed alto funzionamento ad alto potenziale
[1:38:21] plusdotazione, quindi QI molto elevato.
[1:38:23] Un po quello che ti dicevo prima, anche con gli insol, cioè
[1:38:26] chi ha una struttura neurologica.
[1:38:28] Molto razionale ma sbilanciata su quel lato, quindi logico
[1:38:33] matematico, ma di converso ha delle competenze emotive molto
[1:38:38] deboli e quindi anche relazionalmente fa molta fatica.
[1:38:41] Quello lo vedi fin dai primi anni delle scuole elementari,
[1:38:43] quindi bisognerebbe stare attenti anche alle diagnosi
[1:38:45] precoci di autismo eccetera eccetera.
[1:38:49] Lì lo puoi prevenire con un buon lavoro di quel tipo, però ci
[1:38:54] sono persone che veramente funzionano a livello sociale in
[1:38:58] maniera molto più difficoltosa. E poi qua c'è il tema anche
[1:39:01] dell'inclusività dei neuroatipici?
[1:39:04] No, perché oggi si distingue tra neurotipici, cioè la maggior
[1:39:07] parte delle persone che hanno un tipo di funzionamento e i
[1:39:09] neurotipici, quindi quello anche su quello è il genitore.
[1:39:14] Ha un'influenza, ma comunque non totale, ovviamente.
[1:39:18] Come se ne esce se se ne esce? Percentuali di uscita?
[1:39:22] A prescindere da quello che dicevi, ovviamente è un percorso
[1:39:24] psicologico, racconta qualche storia di successo che.
[1:39:29] Mette mette ansia? Lo so.
[1:39:31] Purtroppo oggi la cosa importante secondo me è
[1:39:34] sensibilizzare. Quindi.
[1:39:35] Infatti siamo esattamente per questo, no?
[1:39:38] Infatti grazie. Perché insomma solo conoscere
[1:39:41] questo fenomeno, il capire che ti può riguardare, che non è
[1:39:44] qualcosa di folle che riguarda le famiglie magari
[1:39:47] disfunzionali, secondo me ti aiuta e soprattutto aiuta la
[1:39:50] Comunità, perché se tu conosci qualcuno che ha questo problema
[1:39:53] uno non lo giudichi e due. Gli puoi dare una mano
[1:39:57] consigliandogli, no? Come se ne esce allora?
[1:39:59] Percentuali non ne ho, perché di studi anche su quanti sono in
[1:40:04] Italia oggi non ce ne sono. Si stimano 200.000 casi.
[1:40:07] Questa è una stima che facciamo anche noi, che è realistica.
[1:40:11] Secondo me. Anche in difetto probabilmente
[1:40:14] sono di più, però senza esagerare 200.000 credo che ci
[1:40:18] sia una cifra realistica. Per adesso hanno stimato solo
[1:40:22] che ci sono circa 50 70.000 casi nelle scuole secondarie che sono
[1:40:26] nella fase uno che dicevo prima che per esempio in Giappone
[1:40:30] neanche sono considerati kikomori quelli.
[1:40:32] Eh perché per i giapponesi di hikikomori in quel milione e
[1:40:34] mezzo che ti dicevo sono anche netto, sempre.
[1:40:37] Quindi per il giapponese se tu vai a scuola ma poi sei sempre
[1:40:39] ritirato, non dico che va bene, però non sei considerato che ti.
[1:40:43] Amo. Non sei ritirato per forza per
[1:40:46] il giapponese di kikomor è il Neet, cioè non studi, non lavori
[1:40:50] e non ricerchi. Noi consideriamo anche quelli
[1:40:53] nella fase un po prima, giustamente, perché lì già la
[1:40:55] situazione è abbastanza grave, quindi lavoriamo in termini
[1:40:58] preventivi. Noi sappiamo che in Italia ci
[1:40:59] sono 3, 50 e i 70.000 casi nelle scuole secondarie che vanno a
[1:41:03] scuola, ma sono molto isolati, molto molto isolati, quindi sono
[1:41:06] a rischio che i komoni. Poi ripeto, nella nostra
[1:41:09] associazione arrivano quasi tutti quelli in fase due, cioè
[1:41:11] quelli che hanno già abbandonato la scuola, dove i genitori già
[1:41:13] si attiva, perché in fase uno molti non si attivano, quindi
[1:41:16] non non lo sappiamo. E quindi?
[1:41:18] E quindi diciamo, questo è un numero realistico?
[1:41:20] Quanti ne escono? Non non ti so dare una
[1:41:22] percentuale. Ti posso dire però che purtroppo
[1:41:25] ad oggi non ne escono in tanti. Dobbiamo anche dire cosa vuol
[1:41:28] dire uscire. Perché se tu intervieni in modo
[1:41:32] precoce nei primi sei mesi, un anno, due anni di ritiro in modo
[1:41:35] corretto, secondo me hai buone possibilità che, soprattutto se
[1:41:41] tutta la famiglia riesce a fare un lavoro su se stesso.
[1:41:43] Perché non basta solo una, a volte basta anche un genitore
[1:41:45] che non non perché molti, esatto, molti nostri madri
[1:41:48] dicono guarda, io cambio, però mio marito non ne vuole sapere,
[1:41:51] no? Capito?
[1:41:52] Quindi è un dramma anche quello. Infatti si separano molte
[1:41:54] famiglie e. Quindi se tutta la famiglia si
[1:41:57] mette in discussione e la scuola ti aiuta, gli psicologi sono
[1:42:02] competenti, hanno studiato, hanno sono formati, ci sono
[1:42:05] buone possibilità. Noi abbiamo dei casi.
[1:42:07] Per esempio anche la nostra Presidente dell'associazione
[1:42:10] genitori che ti ho citato prima, Elena Carolei, ha un figlio che
[1:42:13] sta meglio. Lei si era avvicinata per
[1:42:15] quello, poi il figlio oggi. A una vita come potremmo
[1:42:18] definirla? Normale.
[1:42:19] Cosa vuol dire normale? È indipendente, quindi lavora,
[1:42:22] ha delle relazioni, poi. Probabilmente non saranno le
[1:42:26] persone più, ma può anche darsi Eh, nel senso che uno cambia e.
[1:42:33] Quello è uscirne, no? Per noi completamente.
[1:42:36] Noi lavoriamo anche su altri piani di uscita.
[1:42:38] Per esempio, se, come ti dicevo, tu hai un figlio isolato in
[1:42:41] Camera, per un genitore può essere una boccata d'aria enorme
[1:42:44] che tuo figlio incominci a parlare con te, che mangi con
[1:42:47] te, che esca con te qualche volta, che ne so, a mangiare al
[1:42:50] sushi o alla spesa. A portare fuori il cane cose che
[1:42:56] per una persona sono normali, per i genitori sono delle
[1:42:58] boccate d'aria enormi, quindi anche quello è un obiettivo
[1:43:01] importante. Poi se tu sei isolato da tanti
[1:43:05] anni, quindi 51015 anni di cronicizzazione del ritiro, non
[1:43:08] hai un diploma, non hai più reti sociali.
[1:43:10] Ricostruire tutto da zero è difficilissimo purtroppo.
[1:43:14] Purtroppo ad oggi in Italia non abbiamo tanti strumenti, che
[1:43:17] cosa? Succede, cioè continui a stare
[1:43:19] in Camera. Si, finché non faremo come
[1:43:23] stanno facendo in Giappone. Daremo un'alternativa.
[1:43:26] Qual è l'alternativa? La Comunità.
[1:43:29] Bisogna creare delle comunità. Per i kiko muori perché il.
[1:43:32] Dopo tanti anni di ritiro, il passaggio dalla casa,
[1:43:35] dall'isolamento alla società, è impossibile.
[1:43:37] Riabilitarti, sì, non. È impossibile.
[1:43:39] È molto difficile, è troppo netto.
[1:43:41] Capito? Se tu esci da scusami, tu esci
[1:43:44] dalla dalla Camera. Vai in un mondo, quello
[1:43:46] lavorativo, dove ti chiedono cosa hai fatto questi anni?
[1:43:49] Pensa che un ragazzo lo racconto sempre e mi mi chiese, ma
[1:43:51] secondo te, Marco, se io metto hikikomori nel curriculum io?
[1:43:56] Ho detto, beh, è una scelta coraggiosa, no?
[1:43:58] Però con la col pregiudizio che c'è no?
[1:44:01] Se tu vai a fare un colloquio e dici dal 2000^2 mila X sono
[1:44:04] stati i kikomori non ho fatto niente.
[1:44:07] Quanti ti assumono in Italia? Non si prendono la
[1:44:10] responsabilità di questo. È palazzo, no, no.
[1:44:13] Capisci quello il problema? Che la nostra società funziona
[1:44:16] in un modo tale per cui se tu ti fermi per qualsiasi motivo,
[1:44:21] soprattutto per problemi di salute mentale, poi riprendere è
[1:44:25] veramente difficile. Quindi questi ragazzi a un certo
[1:44:27] punto dicono la mia vita è compromessa, non c'è più modo
[1:44:30] per tornare indietro, sennò destinato a vivere così.
[1:44:34] E allora è lì sì che aumenta molto il rischio di
[1:44:36] autolesionismo, perché a quel punto non hanno.
[1:44:39] Vita. D'uscita non venivi d'uscita non
[1:44:40] c'è più. L'autoinganno del.
[1:44:42] Sto bene davvero. Qua oppure del ne esco quando
[1:44:45] voglio. Ah, perché molti si ritirano?
[1:44:47] Dicono Eh beh, sto ritirato un mese mi fa venire.
[1:44:49] In mente molto la tossicodipendenza, la cioè di
[1:44:53] fatto una dipendenza, una dipendenza da una.
[1:44:57] Struttura di vita che mi dà un? Sì, come l'alcol, mi dà un
[1:45:04] momento di sollievo per poi peggiorare.
[1:45:07] Strumento le cose? Sì, sì, sì.
[1:45:08] È quello, è anche la della. La sostanza è sempre una
[1:45:14] strategia difensiva disfunzionale.
[1:45:15] Cioè noi esseri umani quando soffriamo cerchiamo di
[1:45:18] difenderci, cerchiamo di, però ci possiamo difendere in modo
[1:45:22] positivo, cioè funzionale, adattivo o disfunzionale.
[1:45:25] La difesa è la stessa, nel senso che nell'immediato, anzi quelle
[1:45:30] le difese. Le difese disfunzionali,
[1:45:31] nell'immediato, sono più efficaci.
[1:45:34] Ma nel lungo termine sono peggiorative e il contrario.
[1:45:37] Quindi l'alcol ti dà sollievo immediato, ma ti distrugge.
[1:45:40] Diciamo la vita. Stessa cosa di kiko, muori ti dà
[1:45:43] sollievo immediato, ma. Pensi di poter smettere quando
[1:45:46] vuoi, perché poi quando? Sei giovane, è diverso.
[1:45:50] Tu dici vabbè, c'ho 15 anni, diciott'anni, vent'anni, dici
[1:45:52] vabbè, ne uscirò prima o poi no, ma è anche quello che sperano i
[1:45:55] genitori, dicono vabbè, mio figlio.
[1:45:57] Molti credono che gli Kiko Mori sia una fase.
[1:45:59] Adolescenza come. Un'adolescenza difficile?
[1:46:02] Una crisi, una. Crisi.
[1:46:04] No, questo. Può essere che uno ne esca da
[1:46:06] solo? Eh, ma è raro.
[1:46:07] È raro, cioè uno deve trovare una forza veramente gigantesca.
[1:46:11] Io ho fatto diverse interviste, ho pubblicato sul mio canale
[1:46:14] Youtube di ragazzi che stanno meglio ma non che magari ne sono
[1:46:18] usciti completamente, ma che hanno preso coscienza del
[1:46:20] problema. Ci stanno lavorando, ma son
[1:46:23] pochi. E poi ti dicevo, quando uno è
[1:46:25] cronicizzato. 10, 15 anni di isolamento, che può sembrare una
[1:46:30] follia, ma ce ne sono tanti, soprattutto in Giappone.
[1:46:33] Il salto è troppo alto dalla dalla Camera, anche con una
[1:46:36] terapia psicologica, una terapia espositiva, all'ansia sociale,
[1:46:40] perché ovviamente tu hai la fobia sociale, ti devi esporre,
[1:46:42] no, gradualmente. Quello che serve è uno spazio di
[1:46:46] di cuscinetto, quindi una comunità dove tu vai ricominci a
[1:46:50] fare lavoro sociale. Impari magari un lavoro, un
[1:46:53] lavoretto e poi ne puoi uscire. Dico, ne puoi uscire perché
[1:46:58] molti in Giappone si fermano nella Comunità, cioè vai, però è
[1:47:02] già già. Una vita.
[1:47:03] Diciamo un po più salutare. Come dire, quindi anche in
[1:47:08] Italia dovremmo farli, ad oggi non ce ne sono.
[1:47:11] Comunque non non sono strutturali come servizi e molti
[1:47:15] genitori quindi in Italia si fanno la domanda cosa accadrà a
[1:47:19] mio figlio dopo di me? Perché questa è la domanda che
[1:47:21] II genitori giapponesi fanno da tanti anni e addirittura in
[1:47:24] Giappone c'è il tema 80 50 dove 80 è l'età dei genitori, 50 è
[1:47:29] l'età dei ritirati che sono ritirati dai vent'anni.
[1:47:32] Eh quindi non sono ritirati a cinquant'anni?
[1:47:35] E lì il tema è, cosa succede? Cominciano a morire i genitori.
[1:47:38] Questi ritirati non non sono mai diventati indipendenti.
[1:47:41] Alcuni ne escono, chiedono aiuto ai centri che hanno creato in
[1:47:44] tutte le prefetture giapponesi per chiedere aiuto, altri si
[1:47:47] lasciano morire. Insomma dei drammi terribili.
[1:47:51] E anche in Italia, appunto, molti si chiedono.
[1:47:54] Successo. Cosa succederà a mio figlio?
[1:47:56] Perché ad oggi non c'è una struttura sociale in Italia che
[1:47:59] ti dà una risposta? Cosa fai con la tua
[1:48:02] associazione? Raccontami un po e raccontami
[1:48:04] dove sei, anche online, per chi avesse qualsiasi necessità di
[1:48:09] contattarti. Allora il chi come Italia nasce
[1:48:13] come ti raccontavo online, quindi non ha una vera e propria
[1:48:16] sede fisica? Ma siamo distribuiti un po in
[1:48:21] tutta Italia perché il nostro obiettivo è diciamo.
[1:48:25] Intercettare i genitori con figli di ritiro e indirizzarli
[1:48:29] nella propria regione al nostro gruppo genitori.
[1:48:31] Quindi primo contatto per noi con i genitori, non è con gli
[1:48:34] psicologi perché vogliamo dare anche un segnale di comunità Eh?
[1:48:39] Per noi i genitori non sono presi in carico, sono associati.
[1:48:42] Cosa vuol dire? Il genitore sposa una causa e la
[1:48:45] causa è quella del genitore che non solo cerca aiuto per il
[1:48:48] figlio, ma cerca di cambiare. La struttura di intervento
[1:48:52] sociale quindi i nostri genitori parlano nelle scuole.
[1:48:55] E si raccontano nelle interviste giornalistiche, fanno proprio
[1:49:00] attivismo, vanno. Abbiamo fatto dei progetti, per
[1:49:02] esempio nei supermercati dove hanno essere dei banchetti.
[1:49:06] Quindi il nostro primo servizio, diciamo così, è il gruppo di
[1:49:10] auto mutuo aiuto, che può essere o proprio un'auto mutuo aiuto
[1:49:13] puro, quindi solo genitori, oppure in molti gruppi abbiamo
[1:49:15] degli psicologi con cui collaboriamo, che fanno da
[1:49:18] facilitatori che ringrazio veramente perché fanno un lavoro
[1:49:21] straordinario e. Che ci permettono appunto a
[1:49:25] questi genitori di apprendere delle buone prassi, noi
[1:49:29] chiamiamo li chiamiamo così, cioè dei comportamenti
[1:49:31] psicoeducativi che possono essere veramente importanti per
[1:49:34] ricostituire questa alleanza con il figlio.
[1:49:37] Poi offriamo anche supporto psicologico gratuito a chi ce lo
[1:49:39] chiede. Ma ci deve essere la persona
[1:49:42] maggiorenne a chiederci aiuto. Noi tramite il 5 per mille
[1:49:47] offriamo quindi questo supporto psicologico on-line.
[1:49:50] Quindi abbiamo un'equipe di psicologi che si formano, che si
[1:49:53] intervisionano e che aiutano questi ragazzi.
[1:49:56] E poi abbiamo anche un gruppo sempre online per ragazzi tra i
[1:49:59] 18 e i 35 anni che si ritrova due volte il mese sempre con dei
[1:50:02] nostri psicologi. E ci potete contattare tramite
[1:50:06] la mail che è info@ikikomoniitalia.it lascio?
[1:50:10] Comunque tutti i riferimenti qui sotto, anche per capire online
[1:50:14] che divulgazione fai Instagram? Podcast, allora?
[1:50:19] Lato associazioni, kikomori appunto, c'è il sito
[1:50:21] hikikomoriitalia.it, la pagina Facebook e Instagram, quindi
[1:50:25] potete contattarci su questi canali.
[1:50:28] Poi io sul mio canale Youtube parlo anche di altro, di insel.
[1:50:31] Se interessa più il tema insel, ci parlo tantissimo su Youtube
[1:50:33] perché è un tema che interessa più il target di Youtube.
[1:50:37] Giovani maschi. Chiama e di chicco moglie ne
[1:50:40] parlo meno su Youtube e poi su Instagram, in realtà non non
[1:50:43] pubblico tanti contenuti ma che condivido quelli tipo.
[1:50:47] Scrivi per diverse testate? No, scrivo.
[1:50:49] Per today sì, scrivo. Per today facciamo, sono molto.
[1:50:52] Interessanti i tuoi articoli perché spaziano anche parlano di
[1:50:57] relazioni, io li trovo sempre molto interessanti.
[1:51:00] Sì, parlo spesso di adolescenza, ma parlo anche di attualità.
[1:51:05] Sono molto interessato un po a tutti i fenomeni di.
[1:51:08] Attualità. Sociale?
[1:51:10] Esatto. Mi piace molto parlare di
[1:51:11] quello, quindi scrivo per today. Però diciamo non creo contenuti,
[1:51:15] come magari puoi fare tu che vedo che pubblichi spesso Real,
[1:51:18] quindi e io? Pubblico i Real delle
[1:51:21] interviste, quindi? Siamo siamo simili, sì, sì, no.
[1:51:25] Io pubblico soprattutto su Youtube perché voglio rimanere
[1:51:28] in questo mondo un po più lungo di contenuti lunghi, anche se
[1:51:32] portano meno, però anch'io son così.
[1:51:34] Eh, lo so infatti questo podcast.
[1:51:35] È stato bello lungo. Spero che non sia stato troppo
[1:51:39] lungo, no? Io, cioè se.
[1:51:40] È passato velocissimo. Il tuo libro, che io ho iniziato
[1:51:46] a leggere, che apre un mondo. Sicuramente per tutti i genitori
[1:51:51] un figlio, Kiko Mori giusto un figlio.
[1:51:53] È kiko Mori? Sì, con Franco angeli, edito
[1:51:55] Franco angeli. È un libro che è pensato sia per
[1:52:00] chi magari è un addetto ai lavori, quindi vuole conoscere
[1:52:02] più la parte scientifica di inquadramento nosologico, quindi
[1:52:05] likikomori è o non è una malattia eccetera eccetera.
[1:52:08] Più la prima parte, poi, va sempre più a indagare il vissuto
[1:52:12] dei genitori e in particolare i. Diciamo percorre le tre fasi
[1:52:17] emotive che di solito vive un genitore con un figlio in
[1:52:19] ritiro. La prima è paura,
[1:52:22] disorientamento, non sai cosa fare.
[1:52:24] La seconda è frustrazione, rabbia, impotenza.
[1:52:27] No. Quindi capisci che il problema è
[1:52:29] grave, che non si può risolvere dall'oggi al domani con delle
[1:52:32] banali pressioni. E poi se ci fai un lavoro
[1:52:35] profondo c'è la speranza, la la consapevolezza e vedo che tanti
[1:52:40] genitori che entrano nella nostra associazione.
[1:52:43] Magari riescono a ottenere dei risultati con i figli importanti
[1:52:47] proprio perché si mettono in discussione.
[1:52:50] Difficile essere genitore oggi, difficile.
[1:52:53] Ti prendi un bel rischio, ma ovviamente ci possono essere, si
[1:52:56] spera anche cose più. Belle ci possono essere.
[1:52:58] Ci possono essere anche cose belle, no, è.
[1:53:00] Difficile, oggi è una bella bella, infatti io non giudico i.
[1:53:04] Genitori. Io diciamo ho un bel rapporto
[1:53:07] con loro, li li stimo ovviamente capisco che che non posso
[1:53:12] aiutarla in tutto, però all'inizio.
[1:53:15] Ero più critico, cioè all'inizio quando ho iniziato a studiare lì
[1:53:17] Kiko Mori, pensavo fosse molta più colpa della famiglia.
[1:53:19] Poi ho capito che la famiglia ha delle responsabilità.
[1:53:22] Ho capito anche che non si può buttare la croce sui genitori.
[1:53:26] Io ti ringrazio infinitamente immensamente.
[1:53:29] Penso che questa puntata sia 1 1 perla di di radice per la
[1:53:35] divulgazione che hai fatto, per esserti messo a disposizione,
[1:53:38] per aver essere andato in profondità, per aver toccato le
[1:53:42] corde. E penso che chiunque la debba
[1:53:44] ascoltare perché in realtà, appunto è un fenomeno sociale,
[1:53:48] quindi noi viviamo in questa società e che sia mio figlio o
[1:53:52] che sia. Il figlio della mia amica o che
[1:53:54] sia o che io sia un'insegnante. È fondamentale perché io non non
[1:53:59] lo conoscevo e hai regalato tanto, quindi ti ringrazio
[1:54:03] infinitamente. Grazie. 1000 a te davvero è
[1:54:06] stato uno spazio molto importante, è un tema che ha
[1:54:10] bisogno di questo tempo per essere capito, quindi grazie.
[1:54:13] Grazie e noi ci vediamo alla prossima puntata.

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