# Declino cognitivo: la pandemia invisibile che parte da giovani (e cosa puoi fare). Con la neurologa D.ssa Miryam Cannizzaro

An episode of [Dear Alice](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1596885389), 31 Mar 2026, 1 h 37 min.

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Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni. Quella sulla salute del cervello è un tema che, oggi come mai, riguarda ognuno di noi ma di cui parliamo ancora troppo poco. Siamo abituati a pensare alla prevenzione come a qualcosa che riguarda il corpo, il peso, l’alimentazione ma raramente includiamo in questa conversazione il cervello, anche se è l’organo che più di tutti determina chi siamo, come pensiamo, come ricordiamo, come viviamo. Ed è qui il problema: non ce ne occupiamo finché non iniziano a comparire i primi segnali. In questo episodio, insieme alla dottoressa Miryam Cannizzaro neurologa specializzata in malattie cerebrovascolari e prevenzione, portiamo fuori dal contesto medico un tema cruciale della nostra salute: cosa significa davvero prendersi cura del proprio cervello, e perché la prevenzione, in questo caso, inizia molto prima di quanto immaginiamo. In particolare toccheremo temi come: • perché le malattie neurodegenerative iniziano molto prima dei sintomi • perché parlare di “demenza senile” è spesso riduttivo e fuorviante • il concetto di riserva cognitiva e perché può fare una grande differenza nel tempo • l’impatto del nostro stile di vita sulla prevenzione della salute del cervello (alimentazione, sonno, stress, attenzione) • il ruolo dell’infiammazione cronica nella salute del cervello • concentrazione, lucidità mentale, device e igiene del sonno Non è una puntata che vuole spaventare, ma una conversazione che invita a spostare lo sguardo e a calare nella nostra quotidianità un aspetto della salute che, oggi come mai, ha bisogno di tornare centrale. Perché il cervello che avremo tra molti anni non si costruisce all’improvviso ma prende forma, lentamente, nelle scelte di ogni giorno. E forse iniziare a vederlo può cambiare il modo in cui ci prendiamo cura di noi. Puoi approfondire questi ed altri temi dedicati alla salute del cervello e dell’organismo nel podcast Brain Care della dottoressa Miryam Cannizzaro: https://open.spotify.com/show/1enqmyFz71wieptRwcoR8o?si=11d6456af30b44ed Trovi la dottoressa anche su Instagram: @_brainbyte ♥️ Se l’episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento. 📲 Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyle ✨ Unisciti al canale Telegram e lascia la tua domanda audio https://t.me/dearalicechannel

## Transcript

[0:03] Ciao, sono Alice e se oggi sei qui non è un caso, significa che
[0:07] è arrivato il momento per te di iniziare a vivere una vita
[0:10] straordinaria. In ogni episodio rispondo alle
[0:12] domande più comuni di crescita personale e ti accompagno nel
[0:15] tuo percorso verso la migliore versione di te, un giorno alla
[0:19] volta. Ci parlano tutti di prevenzione,
[0:26] prevenzione per invecchiare meglio, per avere più muscoli,
[0:31] per avere un corpo che ci permetta di goderci la vita
[0:33] quando saremo più avanti, per evitare alcune malattie che sono
[0:38] ovvie, diciamo note a tutti, come ad esempio il diabete o
[0:44] l'obesità, ma quasi nessuno parla del nostro cervello che.
[0:50] Paradossalmente, forse è la cosa più importante che abbiamo, è
[0:55] parte la nostra identità, delle nostre giornate, di quello che
[0:58] facciamo. Di di tutto quello che siamo è
[1:01] la colonna portante della nostra vita.
[1:03] Se ne sta iniziando a parlare solamente adesso di come il
[1:06] nostro stile di vita oggi ha un impatto sul sulla nostra qualità
[1:12] della vita e sulla nostra qualità cerebrale di domani.
[1:16] Anzi, stiamo assistendo a una vera e propria pandemia.
[1:19] Nei prossimi vent'anni assisteremo a un raddoppiamento
[1:22] delle malattie neurodegenerative nella nostra società, solamente
[1:26] in Italia. Sto parlando.
[1:28] E questo è un dato estremamente allarmante per noi stessi, per
[1:32] le nostre famiglie, per la società, perché è un costo
[1:36] fisico, è un costo emotivo, è un costo sociale.
[1:39] E per questo ho pensato che fosse necessario oggi parlarne
[1:44] in questo podcast. Non ne parlerò da sola.
[1:46] Ho invitato una persona esperta di settore che fa già
[1:49] divulgazione e penso che questo episodio sia.
[1:54] Da ascoltare perché magari sei nei tuoi trent'anni, nei tuoi
[1:58] vent'anni, nei tuoi quarant'anni e non hai mai neanche pensato a
[2:03] fare una minima cosa per il tuo cervello che sta funzionando
[2:06] benissimo. Lascialo lì che sta facendo il
[2:08] suo lavoro, ma in realtà già a quest'età abbiamo dei rischi, ma
[2:13] soprattutto a quest'età abbiamo il potere e il dovere, aggiungo
[2:18] io, di dovercene occupare. Quindi questa puntata è
[2:21] assolutamente da ascoltare. Vi lascio alla puntata con la
[2:24] dottoressa Miriam Cannizzaro, oggi do il benvenuto ed è qui
[2:27] con me la dottoressa Miriam Cannizzaro, specializzata
[2:30] all'università vita salute San Raffaele, con un focus.
[2:34] Sulle malattie cerebrovascolari e neurologiche croniche.
[2:40] Ha un master anche in alimentazione, lo sta
[2:43] conseguendo. E ha una bimba di due anni,
[2:47] quindi mamma anche di una bimba di due anni.
[2:49] E oggi parleremo della salute cerebrale.
[2:53] Benvenuta Miriam. Sono felicissima di di averti
[2:56] qui con me oggi. Ciao Alice, grazie 1000 per
[2:58] l'invito, anch'io sono sono estremamente felice di essere
[3:01] qui. Allora io sto praticando le bio
[3:04] Miriam, quindi probabilmente mi sono dimenticata qualcosa
[3:07] raccontati. Raccontaci chi sei e.
[3:10] E cosa fai meglio di come magari l'ho l'ho raccontato io o.
[3:14] K, in realtà hai detto praticamente quasi tutto, sono
[3:17] sono una neurologa ospedaliera. Lavoro in un reparto semi
[3:22] intensivo del mio ospedale, che è una nostro unit, quindi ho a
[3:25] che fare quotidianamente con persone e pazienti che soffrono
[3:31] di patologie cerebrovascolari, quindi vale a dire l'ictus
[3:34] cerebrale, l'emorragia cerebrale, tutte le loro
[3:36] complicanze, ma da un paio di anni ho deciso di dedicarmi
[3:41] anche alla prevenzione di queste patologie perché purtroppo
[3:45] quello che vedo nella realtà di di tutti i giorni è che spesso
[3:47] arriviamo. Tardivamente, ad una diagnosi,
[3:51] ad un evento acuto, quando poi ci sono anni e anni di
[3:55] prevenzione che viene saltata, quindi comunque anni e anni su
[3:58] cui invece si potrebbe lavorare. Per questo ho deciso di di
[4:01] dedicarmi anche la divulgazione sui social.
[4:04] Che è un tipo di divulgazione effettivamente impegnativa per
[4:07] un medico, perché da un lato è diventato un secondo lavoro a
[4:10] tutti gli effetti, dall'altro riuscire a farlo in maniera
[4:14] rigorosa, scientifica, senza perdere mai il focus di voler
[4:18] comunicare un messaggio che sia anche deontologicamente
[4:21] corretto. OK, perché chiunque ne può
[4:24] fruire e chiunque può anche trarre delle conclusioni.
[4:26] Che possono essere anche sbagliate se lo fai nella
[4:28] maniera sbagliata. Quindi.
[4:31] Dal dai social poi mi sto spostando pian piano anch'io con
[4:34] con un mio podcast a parlare di salute cerebrale e di
[4:37] prevenzione proprio per potermeli, tagliare uno spazio
[4:40] per farlo in maniera calma, per farlo portando delle fonti
[4:44] scientifiche, per cercare appunto di insegnare a quante
[4:48] più persone possibile. Questo è il mio ideale.
[4:50] Spero di spero di riuscirci. Cos'è la salute del cervello e
[4:54] perché è importante custodirla e costruirla?
[4:58] Salute del cervello e prevenzione sono due cose che
[5:01] per me sono abbastanza nuove, così come lo sono per tantissime
[5:05] persone. Ci parlano di prevenzione da
[5:07] sempre per quanto riguarda ovviamente le malattie
[5:11] cardiovascolari, ad esempio la prevenzione, per quindi il
[5:14] nostro peso, il colesterolo, lo di.
[5:17] Le di vita che fa sì che invecchiamo più lentamente o
[5:22] comunque che invecchiamo meglio. Ecco, questo forse è il termine
[5:25] migliore, ma del cervello non se ne parla.
[5:28] È come qualcosa che noi deleghiamo all'età avanzata, è
[5:32] qualcosa che succede ai nonni e che in fondo non è poi evitabile
[5:37] e invece abbiamo scoperto tante cose su questo.
[5:40] Quindi la mia prima domanda è, perché qualcuno dovrebbe
[5:42] ascoltare? Dovrebbe prendere un'ora o più
[5:45] del proprio tempo e ascoltare questa conversazione parlando di
[5:49] salute e cervello, anche se ha magari 253035 anni?
[5:54] 40 anni, cinquant'anni, dice io il mio cervello, cioè va
[5:58] benissimo così com'è, perché dovrebbe ascoltarci?
[6:01] Secondo me per cambiare la prospettiva o per darsi
[6:04] l'opportunità di cambiare la prospettiva, passare da una
[6:07] concezione della salute cerebrale come qualcosa di
[6:10] preimpostato, no, quindi io nasco con questo cervello.
[6:13] Non potrò farci nulla se a ottant'anni mi verrà una
[6:16] determinata patologia. Quindi uscire da questa
[6:18] concezione passami il termine passiva OK della del modo in cui
[6:22] vediamo la salute cerebrale ed entrare in una prospettiva
[6:26] invece attiva. C'è un termine che mi piace
[6:28] tantissimo, utilizzare con le persone con cui parlo, con i
[6:31] miei pazienti, che è quello di empowerment, quindi rendere la
[6:34] persona. Partecipa in maniera attiva
[6:37] della propria salute, ma anche responsabile della propria
[6:40] salute, perché a 253035 quarant'anni tu hai la
[6:45] responsabilità di costruire quel salvadanaio importante che la
[6:51] tua salute cerebrale, che non vuol dire non avere una
[6:54] patologia, ma è arrivare pronti eventualmente a fronteggiare
[7:00] quella patologia con tutte le armi possibili.
[7:02] E immaginabili per far sì che le conseguenze siano meno
[7:06] impattanti possibile. Quindi la definizione anche
[7:10] dell'o MS di salute cerebrale non è quindi assenza cervello
[7:14] sano al 100%. OK?
[7:16] Cioè chi ha una patologia cerebrale per altre ragioni, un
[7:20] bambino che ha un'epilessia, un ragazzo che ha una sclerosi
[7:22] multipla? OK, sono patologie che hanno un
[7:25] forte impatto sulla vita e anche sulla salute del loro cervello,
[7:28] ma anche loro hanno il compito di poi costruire e preservare
[7:32] comunque questo. Bellissimo bagaglio che la che è
[7:37] il cervello per perché poi con l'invecchiamento poi magari
[7:41] sulla sulla su come definiamo l'invecchiamento ci torniamo
[7:45] però con l'invecchiamento subentrano una serie di
[7:47] modifiche che sono assolutamente fisiologiche, però arrivare a
[7:51] quell'età con un cervello quanto più in salute possibile permette
[7:55] veramente fa la partita, cioè permette di sta.
[8:00] Bilire come tu reagisci a quella patologia?
[8:04] Anche perché cosa sta succedendo oggi?
[8:07] Cosa stiamo assistendo? Perché questo tema sta
[8:10] diventando più rilevante? Perché anche io, al di fuori di
[8:14] qualsiasi malattia cerebrale, io non ho neanche casi in famiglia.
[8:18] Cioè mi posso dire la persona forse più digiuna di questo
[8:21] argomento che tu hai incontrato negli ultimi 10 anni e.
[8:25] Eppure eppure ho iniziato a sentirla aleggiare.
[8:30] Quando inizio a sentire è un po come 10 anni fa abbiamo iniziato
[8:33] a sentire mangia proteine anche come donna e fai i pesi perché
[8:38] così il tuo corpo, la tua densità ossea si manterrà e
[8:42] quindi non avrai l'osteoporosi e quindi anche quando sarai in
[8:44] menopausa starai meglio. Quindi la tua assicurazione
[8:47] sulla vita diciamo. È un invecchiamento migliore?
[8:50] Starai meglio eviterai tutte quelle patologie.
[8:54] Sto iniziando adesso a sentire parlare sempre di più di salute
[8:57] cerebrale. Cosa sta succedendo?
[9:00] Sta succedendo purtroppo, OK, siamo davanti ad una pandemia,
[9:03] una pandemia silenziosa, perché le patologie neurologiche
[9:07] croniche sono patologie, come anche altre patologie croniche
[9:12] di altri. Insomma, apparati Pa.
[9:15] Tologie non trasmissibili, quindi magari l'immagine che
[9:18] abbiamo noi della pandemia è 1, 1, qualcosa di infettivo.
[9:21] No, lo sappiamo benissimo, l'abbiamo, abbiamo superato
[9:24] negli ultimi anni. Le patologie croniche invece non
[9:27] trasmissibili sono subdole perché pongono le loro basi, 10,
[9:32] 15, vent'anni, trent'anni prima. OK, quando il soggetto è nel
[9:36] pieno della propria vita? No.
[9:38] Quindi attivo, lavora in salute? No.
[9:42] Non percepisce nessun sintomo e per molto tempo non percepirà
[9:45] nessun sintomo. Ok, finché ad un certo punto la
[9:49] malattia dalla fase preclinica, quindi asintomatica, passerà ad
[9:53] una fase clinica, cioè cominceranno a comparire i
[9:55] sintomi. Ma è lì il problema, perché quei
[9:57] sintomi sono già delle complicanze.
[10:00] OK quindi aspettare che venga fuori il sintomo, perdo la
[10:06] memoria, che venga fuori il sintomo mi perdo.
[10:09] Non riesco più a riconoscere la strada di casa.
[10:12] Quel momento è già tardi, cioè quel momento è già l'espressione
[10:15] di una complicanza della patologia. in Italia si stima
[10:19] che da qui ai prossimi anni al 2050 i numeri della malattia di
[10:22] Alzheimer che la forma di demenza più diffusa.
[10:25] Al mondo raddoppieranno quasi anche anche più del doppio, cioè
[10:30] arriveremo ad un momento storico in cui gli la maggior parte
[10:35] della popolazione anziana rischia veramente di avere
[10:38] quella patologia, insieme poi a tante altre.
[10:40] Perché poi dobbiamo anche metterci un po nell'ottica che
[10:43] la salute cerebrale non è svincolata dalla salute
[10:46] cardiovascolare, dalla salute metabolica, dalla salute
[10:49] ormonale della persona. No, dobbiamo.
[10:52] Un po invece entrare in una concezione più olistica della
[10:54] salute. Quindi tutti gli apparati, tutti
[10:57] i sistemi in realtà hanno le loro connessioni.
[11:01] Però una malattia come la demenza di Alzheimer, comunque
[11:04] il declino cognitivo in generale, porta con sé dei costi
[11:08] esorbitanti non solo per la sanità pubblica del paese, la
[11:13] l'ospedalizzazione, ma parliamo anche di costi indiretti, quante
[11:17] famiglie che hanno un parente con un declino cognitivo hanno
[11:21] dovuto subire uno stravolgimento totale della loro vita figli?
[11:26] Che diventano caregiver, mariti e mogli che diventano caregiver,
[11:31] spese per badanti, spese per strutture.
[11:33] Cioè c'è un corollario che ruota dietro alla patologia.
[11:37] Declino cognitivo, che riguarda non solo il singolo ma la
[11:40] famiglia, cioè la. Il declino cognitivo è la
[11:44] malattia della famiglia OK, oltre che della singola persona.
[11:47] Quindi la responsabilità è nostra nei nostri confronti, ma
[11:50] anche nei confronti di tutte le persone che ci sono intorno.
[11:53] E stiamo parlando di pandemia perché mi stavi dicendo che i
[11:56] numeri stanno raddoppiando, cioè si stima che in Italia
[12:01] arriveremo a due, oltre due milioni di casi di Alzheimer
[12:07] nel. 50, che cubano per il quattro 5% della popolazione.
[12:12] Esatto, esatto. E adesso siamo alla metà.
[12:14] Sì. Cosa sta succedendo?
[12:17] Perché c'è una pandemia proprio perché non è virale, perché non
[12:20] ce la possiamo passare? Cosa sta succedendo nelle nostre
[12:23] vite che fa sì che in questo momento ci stiamo ammalando
[12:26] senza saperlo perché persone della mia età, della tua età,
[12:30] dell'età, di chi ci sta ascoltando, noi stiamo facendo
[12:33] le nostre vite e non abbiamo idea di quello che sta
[12:36] succedendo e delle scelte quotidiane che facciamo, che.
[12:39] Hanno su quello che sta succedendo.
[12:41] E da qui di nuovo mi riallaccio al termine di prima, cioè di
[12:43] costruire la salute cerebrale. OK, proprio perché non sappiamo
[12:47] cosa sta succedendo, ma in realtà dobbiamo fare, dobbiamo
[12:50] agire. Cosa sta succedendo?
[12:52] Succede che la l'aspettativa di vita aumenta, OK, quindi noi
[12:56] viviamo effettivamente di più in termini di anni, OK, ma la
[13:00] qualità di vita negli anni in più non è conservata.
[13:05] No, quindi viviamo di più, ma ci ammaliamo di più e ci ammaliamo
[13:08] di più di queste patologie croniche.
[13:10] Per cui, grazie chiaramente all'avanzamento delle cure e i
[13:14] trattamenti, tendono a cronicizzare ancora di più
[13:17] spesso di patologie come il diabete la Cardiopatia non si
[13:20] guarisce, cioè al al più si stabilizza.
[13:23] OK quindi noi abbiamo una popolazione anziana e per
[13:27] anziano intendo dai 65 anni in su, quindi comunque in realtà
[13:31] giovane, giovane, giovane anziana che comincia ad
[13:34] ammalarsi di queste patologie che purtroppo per ritornare al
[13:38] discorso di prima della complicanza sono già ne.
[13:41] Le complicanze? OK, quindi viviamo di più, ma
[13:45] invecchiamo peggio. E da qui torniamo un po al
[13:47] concetto di invecchiamento, cioè l'invecchiamento non è un
[13:50] qualcosa che noi possiamo contrastare, cioè invecchiare fa
[13:54] parte della natura. OK, però.
[13:57] C'è un invecchiamento fisiologico e un invecchiamento
[13:59] patologico e questo riguarda anche il cervello.
[14:02] L'invecchiamento fisiologico è quello in cui i processi di
[14:06] senescenza accompagnano un lento, graduale ma conservato
[14:11] funzionamento della persona. Penso a tutti quegli anziani che
[14:14] però nella loro vita quotidiana riescono a fare le loro piccole
[14:18] cose. Quello è un tipo di
[14:20] invecchiamento fisiologico, l'invecchiamento patologico è
[14:23] quando invece c'è uno scadimento della funzione di quella
[14:26] persona. OK, il modo in cui invecchiamo
[14:30] tra quarant'anni, in cui invecchiamo tra quarant'anni
[14:33] dipende da quello che dalle scelte che facciamo oggi.
[14:36] Quindi il cervello che avrei riprendo un po, una frase che ho
[14:38] letto che mi piace tanto. Il cervello che avremo a
[14:40] ottant'anni dipende da quello che tu fai a 40.
[14:43] OKE qui. E da qui si costruisce la salute
[14:46] cerebrale. A me piace sempre immaginarla
[14:48] come un edificio formato appunto da fondamenta.
[14:51] Quanto più robuste sono queste fondamenta, quanto più solido
[14:55] sarà l'edificio, diciamo in generale, OK, alla fine le
[15:00] fondamenta sono i pilastri. Poi anche della lifestyle
[15:03] medicine, quindi quella quella parte della medicina che guarda
[15:06] lo stile di vita, quindi il modo in cui ci muoviamo, l'attività
[15:10] fisica, il sonno, l'attività. Cognitiva.
[15:15] Le nostre abitudini, le relazioni sociali?
[15:17] OK, questi pilastri poi sono Uniti da un calcestruzzo
[15:21] importante che l'alimentazione OK, perché noi siamo quello che
[15:24] mangiamo e questo vale anche per la salute del cervello.
[15:27] Quindi le scelte alimentari di oggi, le scelte legate a quanto
[15:31] ci muoviamo, come ci muoviamo, il lavoro che facciamo, lo
[15:35] stress. Chiaramente su alcuni fattori
[15:38] possiamo incidere o. Comunque alcuni fattori possiamo
[15:41] modificarli in maniera relativa. Chiaramente però su quello che
[15:43] invece noi possiamo modificare abbiamo la responsabilità di
[15:46] farlo. Per questo è empowerment per me.
[15:49] Certo, faccio un passo indietro prima di entrare ovviamente nel
[15:52] nel vivo della prevenzione e delle correlazioni, perché ho un
[15:56] po di domande che sicuramente si stanno facendo le persone che
[15:59] stanno ascoltando, su che cosa ha un impatto davvero tra queste
[16:03] cose che hai menzionato? Parliamo un po di queste
[16:06] malattie neurodegenerative. Quali sono?
[16:11] Perché io sento parlare di Alzheimer, di demenza, sono
[16:16] tutti concetti un po estranei che di nuovo non mi.
[16:20] Non fanno sì che io faccia niente oggi nella mia vita per
[16:24] contrastarli, perché sono così estranei a me.
[16:28] Ho avuto la fortuna di non averli in famiglia, quindi già
[16:30] chi ha avuto un caso in famiglia però spesso il caso di nuovo è
[16:33] spostato in avanti con l'età e quindi non.
[16:36] Ci preoccupiamo, raccontami un po le famiglie, un po di queste
[16:40] malattie, che malattie sono, di cosa stiamo parlando e che
[16:42] sintomi danno? Cosa significano?
[16:45] Secondo me il problema nasce dal fatto che spesso si parla di
[16:47] demenza senile. OK, c'è questo aggettivo senile
[16:50] che ti porta in una prospettiva futura.
[16:52] In realtà demenza senile non esiste da un punto di vista
[16:55] nosologico c'è nessun Atlante di medicina.
[16:57] Troverai patologia demenza senile.
[17:00] OK, la demenza è quella patologia neurologica
[17:04] neurodegenerativa. Adesso poi magari entreremo
[17:07] anche nello specifico del termine.
[17:09] In cui si viene a creare una compromissione funzionale del
[17:13] soggetto. Ok, la malattia di Alzheimer tra
[17:16] tutte le demenze. Quindi demenza?
[17:18] Vediamolo un po come il calderone, no?
[17:20] Che comprende tante piccole, tante patologie.
[17:23] OK, la demenza dell'Alzheimer all'interno di questo calderone
[17:26] è quella più frequente. OK poi seguita per esempio dalla
[17:31] demenza vascolare che è una forma invece di demenza legata a
[17:35] molteplici ictus cerebrali che vengono fuori molteplici
[17:38] ischemie, anche silenti. OK, il problema vero e proprio,
[17:41] e questo è che sono malattie silenti all'inizio, quando poi
[17:45] il grado di ischemia diventa, diciamo il barden diventa
[17:49] importante. Lì viene un po.
[17:51] A crollare l'edificio no. E quindi il paziente, la persona
[17:54] affetta da quella patologia, non riesce più a funzionare, quindi
[17:57] la parola chiave secondo me è il funzionamento della persona.
[18:01] A differenza di patologie che colpiscono altri organi dove tu
[18:04] hai un sintomo XE lo correli facilmente ad una disfunzione,
[18:08] nel caso del cervello il sintomo principale che ti mette in
[18:12] allarme quando viene persa una funzione.
[18:16] Prima della materia di Alzheimer esiste una fascia OK di di
[18:21] persone che hanno il cosiddetto MCI, cioè decadimento cognitivo
[18:24] lieve. Sono persone che hanno solo, tra
[18:27] virgolette, un lieve calo della memoria OK, però riescono a
[18:31] funzionare, cioè riescono, riescono a lavorare, riescono a
[18:34] guidare, riescono a usare il conto corrente, riescono a
[18:37] organizzare viaggi. OK, sono quelle persone, magari
[18:40] tra i 55, 65 anni, che però ogni tanto.
[18:45] Hanno qualche défaillance? Va a memoria di breve termine,
[18:48] memoria di lungo termine, fammi degli esempi.
[18:51] Allora solitamente le malattie neuro neurodegenerative vanno ad
[18:56] intaccare la memoria a breve termine, cioè la capacità di
[19:00] immagazzinare delle nuove informazioni.
[19:03] Tanto che devi sempre pensare che quando una persona ha una
[19:07] demenza e stato avanzato, è come se tornasse bambina, cioè
[19:09] ritorna e quei ricordi di quando era piccola.
[19:14] Non infrequentemente le gli anziani con decadimento
[19:17] cognitivo cominciano a vedere i loro genitori, cominciano a
[19:21] ricordare dei loro fratelli, dei giochi che facevano quando
[19:24] erano, quindi proprio la loro memoria torna al passato.
[19:28] Il problema è andare sostanzialmente nelle nuove
[19:31] informazioni, quindi su quella che è la memoria, diciamo a
[19:34] breve termine. Non è nemmeno il termine che mi
[19:36] piace utilizzare, perché è proprio un'altro tipo di
[19:39] definizione. OK, direi proprio la capacità di
[19:42] immagazzinare nuove informazioni, ma la demenza non
[19:45] è solo memoria. OK, vi è una alterazione dei
[19:48] processi di ragionamento. Sì, i processi che regolano
[19:51] anche il modo in cui noi gestiamo i nostri comportamenti,
[19:54] quindi mettere dei freni inibitori quando è necessario,
[19:57] in base al contesto, spesso il decadimento cognitivo viene
[20:01] fuori. Tardi come disturbo di memoria
[20:05] ma se poi andiamo a indagare nella storia del paziente,
[20:08] magari anni e anni prima, sono comparsi dei disturbi
[20:10] comportamentali, pazienti che cominciano a essere più
[20:14] irascibili del solito, che cambiano.
[20:17] Cambiano il loro carattere, però all'inizio non si dà peso.
[20:23] L'ansia. La depressione, per esempio,
[20:25] oggi noi sappiamo che sono dei sintomi prodromici, cioè che a
[20:28] volte compaiono anni e anni prima di malattie non solo
[20:31] nell'Alzheimer ma anche, per esempio, nella nella malattia di
[20:33] Parkinson. OK, un'altra malattia
[20:35] neurodegenerativa, quindi lo spettro delle funzioni cognitive
[20:40] è che vengono intaccate nella demenza è multi diciamo
[20:44] sistemico che nell'ambito delle delle funzioni cerebrali, quindi
[20:47] memoria, capacità anche di effettuare ragionamenti,
[20:51] capacità viso spaziali, quindi anche di mettere in ordine su un
[20:54] tavolo. I tasselli sostanzialmente no,
[20:57] avere proprio la percezione anche dei rapporti dimensionali
[21:00] tra gli oggetti, la capacità. La capacità di esprimere il
[21:04] proprio linguaggio, quindi c'è un graduale impoverimento anche
[21:07] del del linguaggio. Poi io ti sto semplificando.
[21:10] Ma ciascuna delle demenze ha poi le sue caratteristiche.
[21:13] Ve ne sono alcune che esordiscono con allucinazioni
[21:16] visive e allora lì il paziente comincia a vedere persone,
[21:20] animali. Ha delle visioni anche
[21:25] orripilanti OKE, poi grandissimi problemi che affliggono per
[21:28] esempio il sonno se solitamente c'è un'inversione del del ciclo
[21:32] sonno veglia, quindi pazienti che cominciano a non dormire di
[21:34] notte e invece dormono più durante il giorno, quindi hanno
[21:38] un'inversione del ritmo circadiano e questi sintomi sono
[21:42] molto più devastanti, alle volte da un punto di vista gestionale
[21:45] rispetto al semplice deficit di memoria semplice, chiaramente
[21:48] con virgolette. OK.
[21:50] E vanno a peggiorare negli anni e vanno a peggiorato.
[21:54] Diciamo lento maritmato o tutto in un colpo.
[21:58] Allora anche qui ogni demenza ha anche qui la sua, il suo spettro
[22:02] di. Evoluzione, ad esempio.
[22:04] Nell'Alzheimer, solitamente nel corso di anni assistiamo ad un
[22:08] lente graduale declino delle funzioni, fino a un momento in
[22:12] cui quella persona è completamente vuota, persa, non
[22:17] un vegetale ad occhi aperti sostanzialmente.
[22:20] Solitamente infatti, i pazienti che hanno un Alzheimer è stato
[22:23] avanzato arrivano a morire perché viene un'infezione.
[22:28] Vi è un tale calo delle difese immunitarie che quelle persone,
[22:31] non cioè il sorridente, muoiono per complicanze infettive.
[22:35] OK, ma il cervello si sta si spegne gradualmente.
[22:38] Ormai di loro non è rimasto nulla.
[22:40] OK, però ogni tanto nella storia naturale di queste malattie può
[22:44] arrivare qualcosa che crea un tracollo.
[22:47] Quindi? Un'infezione particolarmente
[22:49] violenta, uno stress emotivo molto forte, cioè non è un caso
[22:52] che pazienti non è infrequente che pazienti che per anni vanno
[22:56] bene anche diciamo con farmaci, con terapie che vanno un
[23:00] pochettino a controllare i loro disturbi.
[23:01] Poi succede qualcosa, anche un problema familiare, un qualcosa
[23:05] di fortemente destabilizzante. E hanno un tracollo.
[23:08] Quindi immagina un po come i gradini di una scala per cui tu
[23:11] vai in linea retta e poi a un certo punto peggiori in maniera
[23:14] improvvisa. Quindi anche il decorso delle
[23:17] malattie è molto soggettivo. OK, ogni demenza è a sé stante e
[23:24] questo rende anche queste malattie difficili da trattare
[23:26] per il medico, perché ancora una volta, a differenza magari di
[23:30] altre patologie di altri organi, per cui tu.
[23:34] Sintomo diagnosi terapia curata OKO cronicizzata.
[23:39] Per carità, ma puoi andare avanti senza altri problemi.
[23:42] Nel caso delle patologie neurodegenerative c'è sempre
[23:44] qualcosa che dietro l'angolo ti può portare ad un peggioramento.
[23:49] Purtroppo. Miglioramenti invece non, non
[23:52] no, perché nel momento in cui si instaura il processo di
[23:55] neurodegenerazione significa proprio perdita del neurone.
[23:58] I neuroni sono delle cellule che non si replicano, non hanno la
[24:01] capacità di riprodursi. Penso che.
[24:04] La nostra nozione più grande di di biologia di biologia abbiamo
[24:08] tutti noi alle scuole, l'unica cellula che non si riproduce è
[24:12] il neurone. Di solito te lo dicono per
[24:13] evitare le droghe, quindi ti dicono quindi se tu ti bruci le
[24:17] cellule del cervello non le. Recupererai più quindi ti
[24:20] aggiungo, giusto per aggiungere complicanze, che in realtà c'è
[24:24] un piccolo pool di cellule staminali anche nel nostro
[24:27] cervello, ma non è nulla che possa poi diciamo aiutare in
[24:32] tutto questo diciamo. Disastro che ti ho che ti ho
[24:35] raccontato. Quindi il punto è questo, cioè,
[24:37] noi dobbiamo arrivare a. A prevenire idealmente
[24:42] l'insorgenza di queste patologie.
[24:44] Ma se non riusciamo a prevenirle, a far sì a
[24:46] mettercela tutta per far sì che abbiano un decorso quanto più
[24:50] lento e facciano il meno danno possibile.
[24:54] Figurati che ci sono degli studi che hanno degli studi autoptici
[24:59] che hanno visto appunto alcuni anziani, soggetti anziani con
[25:02] caratteristiche proprio anatomopatologiche di malattia
[25:06] di Alzheimer, proprio deposizione di betamiloide nel
[25:08] cervello di proteina tau, che sono le due proteine anomale che
[25:11] si diciamo. Sono caratteristiche di questa
[25:14] patologia, quindi questi studi hanno visto che questi pazienti
[25:16] che hanno quindi la malattia di Alzheimer determinata da un
[25:19] punto di vista biologico, ma che magari nella vita non erano mai
[25:22] arrivati a mostrarne i sintomi. Perché?
[25:25] Perché probabilmente sono persone con un'elevata riserva
[25:29] cognitiva. Quindi tu mi stai dicendo che in
[25:32] primis la prevenzione serve per evitare che la malattia si
[25:36] sviluppi? Ma non solo, noi possiamo dire
[25:39] anche che la prevenzione e lo stile di vita possono fare sì
[25:42] che anche se la malattia si sviluppa a livello chimico,
[25:46] biologico, biologico, noi possiamo non manifestarne i
[25:51] sintomi. E quindi?
[25:52] Di fatto è come se non fossimo ammalati, cioè passami il
[25:55] termine. Sarebbe il nostro funzionamento.
[25:57] Preserviamo nostro funzionamento nonostante la malattia?
[26:01] Esatto, parliamo. Parliamo un po di questi due
[26:04] casi, ma prima ancora, quindi voglio tornare su queste due
[26:08] casistiche. Ma prima ancora cosa succede al
[26:09] nostro cervello quando si ammala?
[26:11] Cioè hai parlato di proteina, cos'è la l'anomalia giusto per
[26:14] dare anche 1 1 base un po più scientifica perché secondo me se
[26:18] qualcuno è curioso anche solo due minuti, di di essere un po
[26:22] più specifici su quello che succede.
[26:24] Allora sì, nel caso dell'Alzheimer, le proteine tra
[26:28] virgolette. Imputate, ecco.
[26:30] Che ha tutto il danno che poi ne consegue sono questa, questa
[26:33] amiloide e la proteina tau, ma soprattutto mi concentrerei
[26:36] sulla miloide. La miloide è una proteina che si
[26:39] ripiega in maniera anomala. OK, le proteine per come
[26:42] funzionano all'interno delle nostre cellule hanno delle
[26:44] funzioni fondamentali. OK, servono proprio per per la
[26:48] sopravvivenza delle cellule. E condizioni fisiologiche.
[26:52] Le proteine hanno dei ripiegamenti che sono funzionali
[26:56] alla funzione che devono svolgere.
[26:57] OK, servono a qualcosa perché hanno quella struttura, la
[27:01] Betamiloide nell'Alzheimer. Per via di una catena di eventi
[27:05] che si inceppa ad un certo punto perché gli enzimi non riescono a
[27:08] tagliarla in maniera corretta, comincia a ripiegarsi in maniera
[27:11] anomala, ripiegandosi in maniera anomala non funziona, non serve
[27:14] a niente e comincia a precipitare.
[27:16] OK, quindi queste questa questi depositi di proteina Tao
[27:20] cominciano ad ingolfare il sistema nervoso.
[27:23] OK poi diciamo, La realtà è molto più complessa di quello
[27:27] che ti sto raccontando, perché poi c'è anche un problema di
[27:29] smaltimento di questa proteina betaminoide in eccesso, OK,
[27:32] quindi tu. È un po un sistema nervoso che
[27:35] si ingolfa, entra in tilt, OK, però finché è questo processo
[27:39] di, diciamo, attrito, inizia gradualmente, inizia lentamente,
[27:45] OK per 10, 20, trent'anni. Può anche essere.
[27:49] Può essere presente la betamiloide, ma comunque il pool
[27:53] di neuroni che continua a funzionare essere sufficiente
[27:57] per far sì che la funzione venga.
[27:59] Portata a termine. Quando poi viene superata una
[28:02] soglia critica, lì è come immagina, come se ci fosse un
[28:06] punto di non ritorno, OK? Da quel momento in poi la
[28:09] malattia si manifesta e comincia a manifestarsi con i disturbi
[28:12] che ti ho detto, però. Quindi capisci bene che noi
[28:15] abbiamo tutta quella fase di eventi trent'anni prima, in cui
[28:18] non abbiamo fatto nulla perché non lo sapevamo.
[28:21] OK, difatti ad oggi la ricerca è anche comunque i trattamenti un
[28:25] po sperimentali che stanno. Uscendo finalmente
[28:29] sull'Alzheimer vanno a puntare proprio sulla diagnosi più
[28:31] precoce possibile, addirittura su quei pazienti che magari per
[28:34] storie familiari o casi particolari, non hanno nessun
[28:38] sintomo ma hanno dei biomarcatori.
[28:40] Volevo chiedere questo infatti di è possibile fare dei test?
[28:44] Sì, assolutamente. Ad oggi sì, ad oggi sì, andando
[28:48] proprio a dosare i biomarcatori, OK andandoli ad usare o su un
[28:53] tessuto e in questo caso su un su liquorcefalorechidiano che è
[28:57] quel liquido che bagna. Cervello, quindi andiamo a
[29:00] effettuare un prelievo lombare, una puntura lombare
[29:03] un'arachicentesi, andiamo ad analizzare quel liquido lì e
[29:07] vediamo le concentrazioni di queste proteine anomale.
[29:10] OK, in base alle soglie, in base al rapporto di queste proteine
[29:14] possiamo definire che biomarcatori sono positivi o
[29:17] negativi. Si sta arrivando poi anche al
[29:19] dosaggio sul siero, quindi sulla sul sangue, sostanzialmente OK,
[29:22] questo ancora però diciamo sul. Sul versante della ricerca OK,
[29:27] però per esempio nella realtà ospedaliera dove lavoro noi
[29:30] facciamo diagnosi. Di malattie di Alzheimer,
[29:33] basandoci anche e soprattutto sulla positività di determinati
[29:37] biomarcatori. Non tutti i pazienti possono
[29:40] fare cioè il biomarcatore li corale, quindi sono altre
[29:43] metodiche, come sono delle PET, quindi degli studi di medicina
[29:46] nucleare, che vanno invece ad analizzare come nel cervello si
[29:49] deposita questa miloide, quindi la la pettamiloide, la PET tau
[29:53] che vanno a detectare dalle neuroimmagini OK, un po
[29:57] l'equivalente del dosaggio del biomarcatore plasmatico.
[30:01] E questo ad oggi è un punto importante per la diagnosi
[30:03] precoce. OK, perché per quel concetto che
[30:06] dicevamo prima tu il paziente con Alzheimer ipoteticamente se
[30:10] ipoteticamente il trattamento che adesso diciamo solo negli
[30:14] ultimi anni che stiamo cominciando a testarli sui sui
[30:17] pazienti. Però se tu.
[30:19] Prendi un ipotetico paziente che vuoi mettere sotto trattamento?
[30:22] OK, non puoi farlo quando la malattia è già avanzata, OK?
[30:26] Perché lì il tessuto neuronale che puoi salvare ormai è poco.
[30:30] È poco, devi devi agire quanto più precocemente possibile,
[30:34] quindi devi anticipare la diagnosi o devi farla quando
[30:38] siamo in quella fascia di decadimento cognitivo lieve,
[30:41] quindi quel leggero disturbo di memoria che però non ha
[30:43] impattato il funzionamento della persona ma su cui in realtà poi
[30:48] mettere in atto dei trattamenti. Parliamo, iniziamo a parlare di
[30:52] stile di vita. Hai menzionato tante cose dello
[30:56] stile di vita. Se dovessi chiederti da quale
[30:59] partire per evitare che la malattia si sviluppi, qual è la
[31:04] prima cosa su cui vorresti concentrarti?
[31:08] Io partirei dall'aspetto, dalla salute metabolica, OK, ti ho
[31:13] detto prima una cosa che mi ha fatto un po sorridere, cioè che
[31:16] la prevenzione la concepiamo come controlliamo il
[31:19] colesterolo, controlliamo la glicemia.
[31:21] Questo è importante anche per la salute cerebrale.
[31:24] OK, perché salute cerebrale e salute metabolica OK.
[31:28] Molte patologie metaboliche come l'insulino resistenza, la
[31:31] sindrome metabolica, il diabete, l'obesità sono patologie che poi
[31:36] sono strettamente connesse, mettono a repentaglio la salute
[31:40] del cervello perché sono tutte condizioni in cui si crea uno
[31:44] stato di infiammazione cronica dell'organismo, OK.
[31:48] L'infiammazione in realtà è un qualcosa che nasce come un
[31:51] fattore di protezione, cioè quando l'organismo monta una
[31:54] risposta infiammatoria contro un patogeno, è perché ci vuole
[31:57] proteggere da quel patogeno. OK, ma l'infiammazione cronica
[32:01] dobbiamo immaginarlo un po come un fuoco che brucia, no?
[32:05] Lentamente, che non fa un danno importante?
[32:08] No? Quindi anche lì non ce ne
[32:09] accorgiamo, ma bruciando lentamente va a creare una serie
[32:14] di scompensi. Cosa succede nel caso del
[32:17] cervello? L'infiammazione cronica va ad
[32:20] alterare una struttura importante, che è la barriera
[32:22] ematoencefalica. Questo è un termine
[32:24] effettivamente un po difficile, ma cerco di spiegarlo breve,
[32:27] brevemente, cioè quella barriera che separa fisicamente il
[32:31] tessuto nervoso dal sangue. OKE, il motivo per cui molti
[32:35] farmaci, per esempio, non arrivano all'interno del
[32:37] cervello o se vogliamo fare un trattamento che arrivi dentro il
[32:40] cervello, dobbiamo utilizzare. Determinati farmaci, determinate
[32:43] molecole. Perché proprio c'è questa
[32:44] barriera? Questa barriera di per sé, poi,
[32:47] è anche il punto attraverso cui si crea il drenaggio delle
[32:51] sostanze di scarto dal cervello verso il verso il sangue per
[32:53] essere eliminate, quindi è un compartimento fondamentale
[32:56] importantissimo. In condizioni di infiammazione
[32:59] cronica questa barriera diventa più permeabile.
[33:02] Quindi diventando più permeabile, cominciano a entrare
[33:05] cellule infiammatorie, citochine, mediatori
[33:08] dell'infiammazione cronica. Quindi un'infiammazione che si
[33:10] sposta dal versante sistemico al cervello e qui va ad alterare il
[33:15] modo in cui i neuroni funzionano.
[33:16] È questo quello che innesca poi la neurodegenerazione, cioè il
[33:19] neurone non muore subito, il neurone inizialmente va incontro
[33:23] ad un fallimento energetico, non riesce più a mettere.
[33:27] A mettere in atto i processi che che che faceva prima.
[33:30] Tieni conto che il cervello pesa il 2% del nostro corpo, ma
[33:34] consuma il 20% dell'energia, cioè i neuroni sono cellule che
[33:38] consumano energia sia nel giorno che nella notte.
[33:42] Perché poi magari parleremo anche di sonno, ma anche durante
[33:45] il sonno c'è un consumo energetico abbastanza
[33:46] importante, quindi il primo step che innesca tutto è un
[33:49] fallimento di questi meccanismi energetici.
[33:52] E poi dopo il Neurone muore, OK, perché non non riesce più a
[33:57] funzionare e quindi per questo la salute metabolica è salute
[34:00] cerebrale. Io parto sempre da questo,
[34:02] quando insomma parlo con i miei pazienti.
[34:04] Perché? Appunto perché mi sto formando
[34:06] anche sulla nutrizione, perché mi sto formando sulla
[34:09] sull'alimentazione, perché spesso noi.
[34:12] Spesso noi abbiamo il desiderio di condurre delle delle vite
[34:17] perfette da un punto di vista della prevenzione.
[34:20] Ok, però poi spesso cadiamo su quello che è il calcestruzzo del
[34:23] nostro, della nostra seduta cerebrale, che è proprio il modo
[34:27] in cui ci alimentiamo. OKE.
[34:30] Dimostrato che determinati tipi di alimentazione ricche per
[34:33] esempio di grassi saturi, di cibi processati, dolciumi no,
[34:37] quindi uno stile di alimentazione che è pro
[34:40] infiammatoria. OK, va a comportare anche un
[34:44] impoverimento della riserva cognitiva e un danno ai neuroni.
[34:48] OK, quindi è quello da cui io parto sempre con con i miei
[34:51] pazienti, cioè andiamo a vedere proprio come mangi.
[34:54] OK, è. Un'alimentazione preventiva che
[34:57] alimentazione è? Allora partiamo
[35:00] dall'alimentazione mediterranea, che è anche quella che le linee
[35:03] guida diciamo europee e americane riconoscono proprio
[35:08] come pilastro della prevenzione. Gli americani non l'hanno appena
[35:11] un po cambiata, allora? I cani in realtà l'hanno c'è.
[35:15] Stata tutta questa. Parte della c'è stata.
[35:17] In realtà c'è anche un problema in cui diciamo comunicativo, di
[35:20] questa nuova piramide, no, perché è stata disegnata male.
[35:24] OK, però diciamo le linee guida della American Heart
[35:27] Association, quindi quella anche diciamo Cardiologiche.
[35:30] No, consigliano l'alimentazione mediterranea, che poi gli
[35:33] americani hanno preso e hanno trasformato in alimentazione.
[35:37] Dash si chiama che è un'alimentazione mediterranea
[35:40] contro l'ipertensione, perché le.
[35:42] Americani chiaramente mangiano in modo tutt'altro che salutare,
[35:46] sono obesi. Hanno tassi di ipertensione
[35:49] elevatissimi e quindi hanno un po modificato le basi
[35:52] dell'alimentazione mediterranea. Ma se noi dobbiamo guardare
[35:54] all'Italia il nostro modello, l'alimentazione mediterranea è
[35:58] un'alimentazione che tutela molto la salute cerebrale.
[36:01] Ma voglio puntualizzare che in Italia purtroppo siamo
[36:03] bravissimi sulla teoria. Ma sulla pratica cadiamo perché
[36:07] nel 2023 è stato fatto uno studio dalla l'Istituto Istituto
[36:11] superiore di sanità che ha visto proprio l'aderenza degli
[36:15] italiani alla dieta mediterranea ed è emerso che solo il 5% degli
[36:19] italiani hanno un'alta aderenza. OK, tutto il resto va nella
[36:23] fascia di mediocrità o bassa aderenza.
[36:25] Questo perché? Perché l'alimentazione
[36:28] mediterranea promuove il consumo di frutta, verdura, proteine di
[36:32] origine vegetale. No, non dimentichiamo che
[36:34] un'alimentazione di impronta vegetale che.
[36:36] Ferisce il consumo della carne, della dei suoi derivati, ma con
[36:40] proporzioni, come dire, esigue rispetto invece alla la la base,
[36:46] la piramide che è formata da proteine vegetali, legumi, per
[36:49] esempio, considera l'olio d'oliva come principale fonte di
[36:54] di condimento. Punta sulla biodiversità, sul
[36:56] consumo di degli alimenti sulla base della loro stagionalità.
[37:00] No, perché più frutta e verdura di stagione più sarà ricca di
[37:04] micronutrienti e sostanze antiossidanti.
[37:06] Quello che noi. Nella nostra vita quotidiano
[37:09] quello che io vedo insomma fare nei pazienti è invertire spesso
[37:12] la piramide, quindi consumare invece un eccesso di grassi
[37:15] saturi o pazienti che senza rendersene conto consumano
[37:20] proteine animali tre volte al giorno, cioè perché magari
[37:23] mangiano la pasta al rogo al pranzo, la sera hanno il pollo e
[37:26] al pomeriggio hanno fatto il panino al prosciutto.
[37:28] OK, quindi hanno hanno già. Quello che dicevano che era
[37:32] salutare dei. Nostri nonni, adesso tu lo
[37:36] consideri come una? Diciamo che rischiamo di
[37:39] sbilanciare l'alimentazione, cioè il punto non è il singolo.
[37:44] Alimento che fa male il punto è, come questo alimento si
[37:46] inserisce all'interno della giornata o all'interno della
[37:49] nostra settimana? OK, è chiaro che non viviamo in
[37:52] dei Monti, in dei mondi perfetti che ci permettono di cucinare i
[37:56] pasti per come vogliamo farli. Noi spesso siamo vincolati dalla
[37:59] dover mangiare fuori dai ritmi che abbiamo.
[38:02] OK, Io credo sempre che affinché un'abitudine diventi salutare
[38:06] debba essere sostenibile, quindi tu debba riuscire a inserirla
[38:10] nella tua routine, OK, in maniera chiaramente equilibrata
[38:12] e sostenibile. Quindi il punto è sbilanciare.
[38:15] La nostra alimentazione in senso pro infiammatorio, prediligere
[38:18] cibi per esempio ultra processate.
[38:21] Adesso si parla anche tanto dei cibi ultra processati, della
[38:24] insomma dei loro impatti sulla salute, non solo neurologica ma
[38:27] anche cardiovascolare. In primis.
[38:29] Sul rischio di obesità. Abbiamo abbiamo dei tassi di
[38:32] obesità infantile altissimi anche in Italia.
[38:37] Che sta iniziando a cambiare, a notare che dal mondo del Nord
[38:40] America, dove prima si vedevano questi giovani.
[38:44] Giovani magari, che erano con la famiglia già obesa, quindi erano
[38:48] cresciuti, ovviamente con delle abitudini sbagliate.
[38:51] Mi ricordo che vedevo queste famiglie, adesso inizio a vedere
[38:53] in Italia qualcosa che mi ha. Che mi ha fatta pensare, dove
[38:57] vedo magari i genitori normopeso?
[39:00] E vedi ragazzi che invece iniziano.
[39:02] E quello fa parte di nuove abitudini che stiamo purtroppo
[39:05] acquisendo. Eravamo così bravi nella parte
[39:08] alimentare e avevamo accesso a così tante risorse che adesso,
[39:12] per mille motivi non non sono più così accessibili nemmeno
[39:16] qui. È anche un problema sociale?
[39:18] No, perché se si pensa anche al marketing no.
[39:20] Quanto danno fa una? Società che comunque ha
[39:24] un'impronta obesogena, cioè ti stimola a mangiare male perché
[39:29] comunque al supermercato sei ti riempi di scaffali con anche
[39:34] proprio l'occhio, no? Viene attirato dal cibo
[39:37] confezionato già pronto. E non viene attirato, per dire,
[39:40] dalla confezione di frutta secca che invece è 1 1 alimento che fa
[39:44] bene? No, perché contiene determinate
[39:46] sostanze anche a livello di prezzo.
[39:49] No, se noi pensiamo magari ad una famiglia media che ha uno
[39:52] stipendi sostanzialmente nella media è più facile comprare il
[39:55] pacco di merendine piuttosto che comprare gli ingredienti per
[39:58] farti una torta in casa, OK? Cioè a parità di costo vince il
[40:03] cibo confezionato che è un cibo povero di nutrienti.
[40:07] Povero di fibre, povero di vitamine, ricco di.
[40:11] Grassi saturi ricco di zuccherini in eccesso.
[40:13] Cioè il problema non è lo zucchero.
[40:14] OK, il glucosio. Il glucosio, anzi è la moneta, è
[40:17] la fonte di energia che utilizzano i neuroni.
[40:19] Loro sanno utilizzare solo glucosio.
[40:21] Il punto è che quando è in eccesso va a creare una serie di
[40:24] specie di radicali liberi, sostanze proossidanti pro
[40:28] infiammatorie. E da lì ritorniamo al concetto
[40:31] dell'infiammazione cronica. Come si misura l'infiammazione
[40:34] cronica nel nostro corpo, cioè se una persona vuole sapere se è
[40:37] infiammata, cosa deve fare oggi? Allora esistono dei parametri
[40:42] analitici quindi che si possono analizzare tramite tramite esami
[40:46] del sangue che vanno a valutare per esempio sia marcatori di
[40:49] infiammazione standard no? Quindi la Ves, la PCR, ma anche
[40:54] marcatori comunque più innovativi, tra virgolette anche
[40:57] l'Emoglobina Glicata, un marcatore che sta avendo tanto
[41:00] risalto ultimamente soprattutto nell'ambito della malattia della
[41:03] medicina della prevenzione. Quindi non solo per far diagnosi
[41:06] diabete ma quant'è glicata questa, questa.
[41:09] Emoglobina quindi quante specie di glicazione si sono formate
[41:13] negli ultimi tre mesi? Si possono dosare le specie i
[41:17] radicali liberi dell'ossigeno, si può dosare la ferritina, che
[41:19] è un'altro marker di infiammazione, quindi può
[41:22] emergere uno spettro proinfiammatorio.
[41:23] Però la verità è che spesso. O non vengono fatti in maniera
[41:30] così approfondita perché comunque anche non sono?
[41:32] Diciamo rimborsabili dal nostro sistema sanitario, quindi non
[41:35] sarebbe nemmeno. Questa grande problema della
[41:37] prevenzione magari ne parliamo in coda all'episodio del OK
[41:41] tutto bellissimo, quanto quanto mi costa, tra virgolette, anche
[41:47] prevenire come dicevi tu cucinare eccetera.
[41:49] E da dove partire, cos'è zero, cos'è un costo?
[41:52] Però sì, chiaramente la prevenzione in termini di anche
[41:55] dosaggi non è per tutti. Però a volte i sintomi sono dei
[41:58] sintomi. Sfumati, ma che la persona può
[42:01] percepire. Per quanto riguarda l'aspetto
[42:03] metabolico, anche. Ma anche, per esempio, non so la
[42:07] capacità di sostenere uno sforzo fisico, il fatto che tu venga da
[42:11] un periodo di sedentarietà prolungato, non riesci più a
[42:14] allenarti come ti allenavi prima, è anche un segno che c'è
[42:17] comunque magari un sottofondo infiammatorio nel tuo corpo,
[42:21] oppure alcuni sintomi che spesso vengono un po definiti da un
[42:25] calderone che si chiama brainfoggy, quindi di nebbia
[42:28] cognitiva. Quindi quei sintomi un po
[42:30] specifici per cui la la persona si sente.
[42:33] Non concentrata, non riesce a performare, non riesce a
[42:36] prestare attenzione. Un.
[42:39] Si sente un po la la mente annebbiata come USA?
[42:44] La la metafora della macchina che va avanti col freno a mano
[42:47] tirato. Sì, vai proprio al rallentatore,
[42:49] il tuo corpo ti vorrebbe spingere in avanti, ma la il tuo
[42:52] cervello non ce la fa. A volte dietro queste condizioni
[42:56] vi possono essere delle condizioni di infiammazione
[42:58] cronica oppure di carenze alimentari?
[43:01] No, perché il problema dell'alimentazione sbilanciata è
[43:04] che ci espone sul versante infiammatorio da un lato, ma poi
[43:07] ci fa perdere micronutrienti dall'altro.
[43:10] Antiossidanti, vitamine del gruppo B, vitamina D sono tutti
[43:14] micronutrienti che sono fondamentali.
[43:17] Per la salute dei nostri neuroni.
[43:20] Certo, per quanto riguarda le diete vegetariane e vegane, sono
[43:24] diete che possono essere considerate antinfiammatorie,
[43:28] immagino di sì, ma soprattutto complete nel tuo.
[43:33] Modo di vedere le cose. Assolutamente.
[43:35] Ma infatti dicevo prima che la dieta mediterranea è
[43:38] un'alimentazione a stampo vegetale, OK, che poi inserisce
[43:42] la carne ai derivati in piccole proporzioni, però assolutamente.
[43:45] Ormai tutti gli studi dicono questo, cioè l'alimentazione
[43:48] vegetale vegetariana vegana, che però parliamo, non facciamo
[43:52] distinzioni nette. In questa sede però parliamo
[43:54] proprio di alimentazione vegetale.
[43:56] È quella che è protettiva dal per il sistema, per l'apparato
[44:00] cardiovascolare, per il sistema nervoso.
[44:03] Chiaramente anche qui possono insorgere degli sbilanciamenti.
[44:06] OK, infatti diciamo, non è mai un'ottima idea fare delle cose
[44:10] un po a casaccio, OK? Quindi chi vuole diventare
[44:12] vegetariano, chi vuole diventare vegano deve farlo comunque, con
[44:16] anche delle consapevolezze di fondo legate a cosa devo
[44:20] mangiare, quali nutrienti mi servono, da dove li prendono i.
[44:24] Vegetali contengono molto ferro, ma spesso un ferro poco
[44:27] assorbibile, quindi devo comunque completarli con altre
[44:31] altre cose, oppure comunque se mangio tanti legumi comunque
[44:34] devo mettere i cereali perché gli aminoacidi sono tutti
[44:37] complementari quindi vabbè vanno benissimo, anzi sono dieteche.
[44:40] Io personalmente promuovo nei miei pazienti no?
[44:43] Ti dicevo prima che lavoro con con persone che hanno avuto
[44:46] ictus, emorragia cerebrali, quando poi li andiamo a seguire
[44:49] nel follow up, quindi li andiamo a vedere nel tempo.
[44:53] Sul discorso alimentazione c'è sempre da parlare spesso
[44:56] comunque non basterebbe, non bastano i 20:30 di visita, OK,
[45:00] perché purtroppo? Un problema che abbiamo noi è
[45:03] una scarsa educazione alimentare.
[45:06] Soprattutto su un'alimentazione vegana o vegetariana.
[45:10] Perché non siamo cresciuti con questo stampo?
[45:12] Quindi dobbiamo per forza informarci e avere delle
[45:16] consapevolezze diverse, imparare qualcosa, quindi all'inizio
[45:19] farci seguire, esporci, e non è una cosa che necessariamente
[45:23] viene. Naturale anche il modo in cui ci
[45:25] informiamo, no, perché prima ti dicevo, è difficile anche
[45:27] divulgare, fare divulgazione sui social oggi, perché tu magari.
[45:32] Crei un contenuto sulla base delle linee guida, delle
[45:36] evidenze scientifiche e tutto e poi l'attenzione si polarizza
[45:40] sul contenuto di pinko, pallino che ti dice non lo so che devi
[45:43] fare la dieta del limone, non so cioè per dire che a volte anche
[45:47] il modo in cui ci informiamo. Determina un rischio sulla
[45:52] sull'alimentazione, quindi farlo sì, assolutamente, anzi.
[45:55] Non su Instagram, non lo consigliere.
[45:59] Esatto, esatto, con professionisti che ti guidano,
[46:02] che ti guidano assolutamente. Ma adesso ho fatto un percorso.
[46:06] Io non sono attualmente vegana, lo sono stata per un periodo e
[46:09] la prima cosa che ho fatto ho avuto 1 1 dottoressa che mi ha
[46:12] spiegato proprio le linee guida come Dicevi tu l'assorbimento
[46:15] del ferro ad esempio tu aggiungi il limone assorbe di più.
[46:19] Sono tutti degli accorgimenti che uno non può sapere perché
[46:23] non non ce li ha insegnati la mamma, il papà o con chi siamo
[46:25] cresciuti ovviamente. Questo è il primo punto,
[46:30] l'alimentazione il primo caposaldo difficilissimo da da
[46:35] seguire, sempre più esposti a questo modo di mangiare.
[46:39] Che poi per me è interessante oggi vedere i giovani, cioè se
[46:43] non voglio fare i giovani, però i giovani.
[46:46] A sentire un po? A sentire un po.
[46:48] Però io ormai posso dirlo. I giovani no, dico, le nuove
[46:51] generazioni che hanno. Da una parte una grande
[46:54] attenzione, ne parlavamo prima di questa intervista, da una
[46:56] parte una grande attenzione alla salute, però dall'altra poi
[47:01] vediamo appunto i dati del consumo.
[47:05] Spropositato di alimenti processati proprio perché siamo
[47:07] in un sistema che ce lo permette, quindi non è neanche
[47:10] più la scelta. Adesso si danno gli appuntamenti
[47:13] al sabato pomeriggio al McDonald's.
[47:15] Ai miei tempi il McDonald's non c'era, paradossalmente, cioè
[47:19] c'era solo nelle grandi città, quindi già io non McDonald's
[47:22] l'avrò mangiato tre volte nella mia infanzia.
[47:25] Infanzia e adolescenza quindi come mai questo EE cosa possiamo
[47:31] fare per iniziare AA combattere un sistema bloccare il sistema
[47:37] di tutto questo che sta andando molto velocemente tutta questa
[47:40] parte processata non so se da dalla vostra parte dei vostri
[47:44] studi state pensando a al come. Allora il punto è che dovremmo
[47:49] intervenire in quella fase, diciamo d'età infantile no,
[47:53] quindi proprio l'età dai sei anni, no ai 17.
[47:59] Quindi infanzia e poi adolescenza, dove quella
[48:02] persona, quel bambino, quel ragazzo costruisce, cioè
[48:05] veramente inizia a costruire la sua salute cerebrale.
[48:08] Piccolo inciso, già si costruisce nella vita
[48:10] intrauterina, però facciamo che il bambino è nato, no?
[48:13] E sta crescendo. Se quel bambino ha il modello
[48:16] del genitore che. No.
[48:19] Come si mangia in maniera bilanciata?
[48:20] Come si mangia in maniera salutare?
[48:22] Che non deve essere l'estremismo, per carità, OK,
[48:25] deve essere un bilanciamento. OK, deve essere.
[48:28] Facciamo le scelte più consapevoli.
[48:31] Ti insegno figlio, io madre, insegno a mia figlia a scegliere
[48:35] bene l'alimento da acquistare al supermercato.
[48:38] Perché poi quando sarà adolescente, quando andrà
[48:41] all'università, quando dovrà farle la spesa da sola, avrà
[48:45] imparato le basi da me, OK? Quindi io sul problema che mi
[48:49] hai raccontato tu? Quindi dei ragazzi che
[48:51] frequentano i fast food oppure che entrano al supermercato e
[48:55] prendono la birra e. Poi vabbè, sull'alcol.
[48:59] C'è poi tutta l'altra tematica che possiamo aprire, però ecco,
[49:03] spesso queste scelte lì riflettono molto l'educazione
[49:08] che hanno, che hanno, che hanno avuto queste persone anche
[49:11] l'influsso, l'impatto delle loro pari.
[49:14] Quindi per questo io dico sempre, la salute cerebrale è
[49:17] anche un problema di cui la società dovrebbe occuparsi, no?
[49:20] Le scuole. Cioè pensiamo a quanto è
[49:22] importante il setting. Scolastico nell'insegnare
[49:25] determinate abitudini. Che poi sono abitudini che non
[49:30] bisogna prendere improvvisamente passare da un'alimentazione ecco
[49:36] sbilanciata a improvvisamente divento vegetariano oppure
[49:40] improvvisamente mangio salutare. OK, anche perché diciamo
[49:44] definiamo mangiare salutare, OK? Cioè come hai detto tu prima, se
[49:48] tu non hai le basi di nutrizione non non sai determinate cose, è
[49:51] normale che sia così. Ma facciamo dei dei cambiamenti
[49:54] che siano sostenibili, quindi cominciamo per esempio a
[49:56] introdurre quegli alimenti che sappiamo farci bene.
[50:02] Per tornare a quel discorso delle delle diete, gli americani
[50:06] oltre potenziare la la dieta mediterranea in senso
[50:10] antipertensivo. Hanno poi creato questo modello
[50:14] di data mind mind, proprio come mente bellissimo che è una.
[50:19] Un'alimentazione mediterranea che però va a potenziare il
[50:22] consumo di quegli alimenti che sono a fa.
[50:26] Vore della salute cerebrale, per esempio i frutti Rossi.
[50:31] Determinati tipi di verdure. La frutta secca e le noci,
[50:36] quindi un'alimentazione che punta più al consumo di quegli
[50:38] alimenti e riduce il consumo del di quello che invece è nocivo,
[50:43] quindi non non elimino. OK, perché poi eliminare
[50:47] qualcosa ad un paziente rischia di avere poi sempre l'effetto
[50:51] contrario? OK, invece iniziamo a potenziare
[50:54] mano mano, costruiamo un'abitudine.
[50:56] OK questa abitudine, poi la consolidiamo nella nostra
[50:58] routine. E poi ne costruiamo un'altra.
[51:01] OK, questo vale per l'alimentazione, ma vale anche
[51:03] per tutti gli altri pilastri della salute.
[51:06] Parliamo di un'altro pilastro che è quello che per me,
[51:11] egoisticamente, io chiamo gli ospiti, anche per mio interesse
[51:13] personale. È il pilastro del della nostra
[51:18] attenzione. Il cervello oggi viene
[51:21] bistrattato tra 1000 notifiche, cassetti aperti, stimoli
[51:28] sovrastimoli sin dall'età, ovviamente molto giovane con gli
[51:33] schermi. Quanto è cambiato e quanto
[51:35] questo sta incidendo sulla pandemia di cui stiamo parlando?
[51:39] Cioè quanto pensi che stia incidendo sulla nostra salute
[51:42] cerebrale sia da un punto di vista di malattie degenerative?
[51:46] Vorrei anche metterla su una questione di performance, di
[51:48] dire, come faccio ad avere un'igiene del mio cervello oggi,
[51:53] nella mia età migliore, quando vedo persone a 35 anni che
[51:58] magari iniziano a dire non mi ricordo niente, non riesco a
[52:00] stare dietro alle cose, non ho la memoria allenata, non ho più
[52:05] la soglia di attenzione, non riesco a leggere un libro, non
[52:08] riesco a guardare un film. Cosa sta succedendo, sta
[52:12] succedendo. Di che impatto ha?
[52:13] Che spesso queste persone vengono nei nostri ambulatori di
[52:16] neurologia. Spaventate di avere una malattia
[52:19] neurodegenerativa in atto. OKE invece, andando a parlar con
[52:23] loro e andando a capire che nasce tutto da queste abitudini
[52:27] di cui hai parlato tu. Il problema è il modo in cui
[52:29] utilizziamo il cervello. Noi siamo ormai forse proiettati
[52:33] a considerare considerare il cervello multitasking OK, il
[52:36] cervello multitasking purtroppo non esiste.
[52:38] OK, il nostro. Cervello non è adatto a fare
[52:42] cose. 30 cose contemporaneamente no iniziare io e te parliamo,
[52:45] nel frattempo arriva la notifica, nel frattempo TI
[52:47] chiama. Nel frattempo io sto pensando
[52:49] alla spesa che devo fare dopo a mia figlia.
[52:52] Al rumore di sottofondo alle ai miei problemi e non riesco a
[52:56] stare attenzione a quello che stiamo facendo noi, il tema del
[52:59] sovraccarico mentale e poi dello stress cronico a loro volta
[53:04] impatto nel modo in cui poi dormiamo no, tante persone
[53:07] arrivano a rimuginare tanto anche su questo aspetto perché
[53:11] tu pensi di avere un problema e quindi poi dormi male perché
[53:14] pensi di avere il problema? Dormi male ed effettivamente il
[53:17] problema poi forse ti viene no perché anche il sonno è un punto
[53:20] fondamentale, oppure. Poi non hai voglia di allenarti
[53:23] perché ti senti esausta da un punto di vista mentale.
[53:27] Il nostro cervello non è abituato a essere interrotto da
[53:31] tanti stimoli. Infatti spesso quando le persone
[53:34] vengono persone giovani dicendo Oh, non non ricordo più le cose,
[53:38] non riesco più a fare le cose che facevo prima.
[53:40] Poi andiamo a scoprire che è un problema di attenzione come hai
[53:43] detto tu prima, quindi in realtà non è vero che tu non riesci a
[53:46] ricordare, non riesci a memorizzare, non riesci a
[53:49] prestare attenzione. OK, quindi è una sono altre
[53:51] strutture cerebrali che in quel momento OK ma no.
[53:55] Stanno avendo delle défaillance, però queste défaillance non sono
[53:59] probabilmente vista l'età, visto insomma poi tutto il contesto
[54:02] legate alla betamiloide che si sta depositando lì per tornare
[54:05] tornare all'Alzheimer. Ma sono magari legate al modo in
[54:08] cui tu vai a sovraccaricare il cervello.
[54:12] Cose che spesso sono inconsapevoli.
[54:13] Anche io ho a che fare anche con tante persone che magari fanno
[54:17] quei lavori d'ufficio per cui passano da una colla all'altra
[54:22] tutto il giorno. Anche chi magari fa smart
[54:25] working. OK, quindi sta sempre e solo in
[54:28] casa, non ha altri stimoli se non quel computer.
[54:32] E le call no. Quindi la giornata scandita da
[54:35] una cosa all'altra, alla fine la sera si ritrova con una
[54:38] stanchezza mentale e un carico mentale.
[54:41] No che. Che non riesce a smaltire.
[54:45] E quindi quello che aiuta in questo caso è cercare di diciamo
[54:50] ridurre questo sovraccarico. C'è una cosa molto.
[54:54] Forse è banale, OK che a me piace sempre dire di fare che
[54:58] faccio io stessa che è quella di far le liste.
[55:01] OK, sembra banalissimo quando quando lo dico, però se tu metti
[55:04] per iscritto OK, se tu sai una lista una tu do lista al mattino
[55:07] delle cose che devi fare inserendo tutto, cioè inserisci
[55:10] anche che devi chiamare per cambiare il contratto della
[55:14] luce, inserisci tutte le cose che devi fare.
[55:17] OK, tu stai mettendo. Sui per iscritto quel rumore di
[55:21] sottofondo OK, che sta annebbiando il tuo cervello.
[55:25] Perché poi ti porta a mangiare male, perché non hai voglia, hai
[55:29] fretta e quindi torniamo al fatto dell'alimentazione che si
[55:32] sbilancia, non vuoi allenarti? Che cosa?
[55:37] Cosa cerchi? Cerchi la dopamina?
[55:39] Cerchi qualcosa che ti dà? Soddisfazione in quel momento
[55:43] comincia a scrollare i social, quindi è tutto un circolo
[55:47] vizioso che si auto mantiene, purtroppo e.
[55:50] Questo ha un impatto sulle malattie neurodegenerative.
[55:53] Questo portano questo porta ad una condizione di stress cronico
[55:57] che poi negli anni può avere un impatto sulle patologie
[56:01] neurodegenerative sì. Tu tieni conto che quello che
[56:06] noi dobbiamo costruire in questa fascia d'età è un concetto
[56:10] chiamato riserva cognitiva. La riserva cognitiva è una sorta
[56:15] di salvadanaio, OK che ci che permette al nostro cervello di
[56:18] fronteggiare l'imprevisto, quindi come quando tu nel tuo
[56:22] conto corrente ti tieni da parte quel piccolo gruzzoletto che
[56:25] serve a fronteggiare il problema alla macchina.
[56:29] L'imprevisto quotidiano, anche il nostro cervello ha bisogno di
[56:31] questo salvadanaio e lo fa grazie ad una proprietà
[56:34] bellissima del nostro cervello che è la neuroplasticità.
[56:37] Quindi un cervello in salute è un cervello che è neuroplastico,
[56:41] che riesce quindi a cambiare e adattarsi, cambiare la struttura
[56:45] ma adattare anche le sue funzioni all'ambiente e agli
[56:48] stimoli. Più il cervello è neuroplastico,
[56:50] più il cervello sarà in salute. Quella situazione di stress
[56:53] cronico di. Iperattivazione.
[56:58] Over thinking no vanno a inibire i meccanismi della
[57:02] neuroplasticità. Quindi sì che poi vent'anni,
[57:06] trent'anni dopo, quello stile di vita lì si riflette e.
[57:11] Sono condizioni. Torniamo a prima che io mi mi
[57:14] ammalo. Posso evitare di manifestare la
[57:18] malattia? Esatto.
[57:19] Se ho più neuroplasticità. Esatto, quindi questa più
[57:23] relazione. Non solo, tu puoi anche non puoi
[57:26] arrivare a non manifestare la malattia, ma mettiamo che tu la
[57:29] manifesti, OK, usciamo un attimo da magari dall'esempio del del
[57:33] decadimento cognitivo per entrare magari in quello
[57:35] dell'ictus ischemico. No, che è anche una patologia
[57:38] con cui ho a che fare praticamente giornalmente.
[57:40] Quello che ti posso riportare dalla mia esperienza è che
[57:43] l'ictus stesso, che viene considerato come la malattia
[57:46] acuta improvvisa che ti viene, non potevi farci nulla.
[57:50] In realtà non è così. Perché in realtà anche l'ictus
[57:53] ha dietro di sé anni e anni di ipertensione che viene fuori
[57:57] dislipidemia non trattata in in attività fisica, OK, quindi
[58:01] malattie multifattoriali che poi ti danno il colpo di grazia, un
[58:04] paziente, anche anziano, che ha una buona riserva cognitiva.
[58:08] All'ictus okay, ma sicuramente riuscirà a avere un recupero
[58:13] molto migliore dello stesso paziente che non ha la stessa
[58:17] riserva cognitiva. Noi questo lo vediamo con i
[58:19] setting proprio anche della riabilitazione, quindi è questo
[58:22] quello che è importante. Cioè l'obiettivo numero 1 è
[58:26] cercare di non ammalarci e su questo siamo d'accordo tutti.
[58:29] L'obiettivo numero 2 è OK, ci ammaliamo perché poi abbiamo
[58:32] altri fattori che non dipendono da noi, tipo la familiarità e
[58:35] quindi succede OK, però arriviamo a quella malattia.
[58:39] TOK, quindi in grado di sfrutta. Re la Neuroplasticità anche per
[58:44] la riabilitazione, perché è anche cioè la riabilitazione
[58:47] neurologica sfrutta la neuroplasticità OK?
[58:51] Quali sono le abitudini che ci portano a sviluppare maggiore
[58:54] neuroplasticità? Allora sono quel tipo di
[58:58] esercizio esercizio cognitivo che a me piace sempre tanto, di
[59:03] cui mi piace sempre tanto parlare, che tutto quello che è
[59:07] stimolante da un punto di vista cognitivo e che ti piace cioè?
[59:11] Praticare un hobby attivo, la lettura, l'ascolto della musica.
[59:17] Imparare una nuova lingua, imparare qualcosa di nuovo, cioè
[59:21] questo termine imparare secondo me è la chiave che a volte è
[59:24] veramente determina tanto di come quella quella persona
[59:28] costruisce la riserva cognitiva. Il problema è che oggi è
[59:32] imparare, è scrollare, prendere 30 secondi.
[59:35] Di contenuto EE dirò ho imparato qualcosa che però non ha nessuna
[59:39] retention e nessuna capacità cognitiva, quella è una imparare
[59:43] passivamente. Esatto, no.
[59:44] Invece quello che dobbiamo fare è passare all'attivo, no.
[59:47] Quindi ancora qui torniamo al concetto di empowerment, che
[59:51] prendiamoci cura della salute cerebrale.
[59:53] Abbiamo mezz'ora di tempo, a me piace, piaceva dipingere, OK,
[59:56] quindi ho riscoperto questa cosa della pittura dell'acquerello.
[1:00:01] Mi piace tantissimo, non sono una pittrice.
[1:00:03] Chiaramente le mie opere fanno schifo, ma è una di quelle cose
[1:00:05] che mi fa stare benissimo, perché io faccio quei 30 minuti
[1:00:10] e in quel momento la mia mente si sgombera.
[1:00:13] Dallo stress alla preoccupazione, metto via il
[1:00:15] cellulare. Questo è.
[1:00:18] Fondamentale. Perché hai la notifica, hai no
[1:00:20] anche noi adesso? Io ho messo il telefono in
[1:00:22] modalità non disturbare perché adesso sono focalizzato su di
[1:00:24] te. Ma.
[1:00:26] Se se così non fosse? Anche il pensiero che può
[1:00:29] qualcuno può chiamarti no ti fa entrare in distrazione.
[1:00:33] E poi una cosa che potenzia tutto è la musica.
[1:00:36] La musica è quella cosa che fa produrre fattori di crescita
[1:00:40] neuronale. Sono delle piccole molecole che
[1:00:43] stimolano i nostri, stimolano i nostri neuroni a crescere e a
[1:00:46] svilupparsi e a potenziarsi la loro scoperta italiana.
[1:00:49] Eh, perché Rita Levi Montalcini ha vinto il Nobel per la
[1:00:52] medicina per questo e. Si è visto proprio che la musica
[1:00:56] che la musica. Vinse il Nobel, ma non per
[1:00:58] questo. Ha scoperto il fatto di crescita
[1:01:00] Neuronale EE poi gli studi insomma successivi, anche se
[1:01:03] sono degli studi bellissimi, fatti sia su pazienti che hanno
[1:01:07] quindi patologie neurologiche che fanno vedere che l'ascolto
[1:01:10] della musica potenzia e proprio come.
[1:01:15] Potenziare un qualcosa che già sta avvenendo, no, metti tanto
[1:01:18] che, per esempio, quando ti alleni no e ascolti la musica,
[1:01:22] hai anche una sensazione di benessere maggiore.
[1:01:25] OK, riesci anche a concentrarti meglio sull'allenamento, poi ne
[1:01:29] va anche l'umore. Chiaramente è tutto collegato.
[1:01:31] Il cervello è anche l'organo che ci fa percepire le sensazioni.
[1:01:35] No, siamo il cervello, è il modo in cui esprimiamo noi stessi,
[1:01:39] quindi stare bene. Da un punto di vista della
[1:01:41] salute cerebrale significa anche.
[1:01:45] Essere, avere un buon diciamo avere 1 1 umore positivo, stare
[1:01:49] bene dal punto di vista emotivo ci innamoriamo cioè.
[1:01:55] Stare in salute dal punto di vista cerebrale non significa
[1:01:57] solo non avere la malattia, ma proprio vivere bene.
[1:02:00] Secondo me la io sto riflettendo davvero tanto sull'idea del
[1:02:04] sovraccarico. Ne sto anche scrivendo perché ho
[1:02:10] dei delle reminiscenze dai miei studi di ingegneria, io ho
[1:02:14] lavorato con le macchine e. E quando un sistema è in
[1:02:19] sovraccarico, tu puoi migliorarlo all'interno quanto
[1:02:22] vuoi. Ma il sistema a un certo punto
[1:02:25] crollerà e soprattutto continuerà a produrre dei
[1:02:27] difetti. Ed è un grande parallelo
[1:02:30] filosofico dell'oggi, della vita di oggi, dove tutti noi siamo
[1:02:34] così pronti a migliorarci. Così focalizzati al
[1:02:39] miglioramento personale, all'individualismo che mai è
[1:02:42] stato così prima d'ora. Abbiamo così tante possibilità
[1:02:45] di prenderci cura di noi perché abbiamo più tempo per poterlo
[1:02:49] fare, ma sembra che ne abbiamo molto meno.
[1:02:53] Abbiamo. Abbiamo più possibilità di anche
[1:02:55] solo le coppie che prima spesso solo la donna si occupava di
[1:02:59] casa e figli, oggi i papà sono presenti, condividono.
[1:03:03] Eppure la vita, il sistema vita ti sovraccarica.
[1:03:08] Cioè non siamo noi che siamo incapaci che il sistema vita in
[1:03:11] cui siamo immersi ci ha dato tante opportunità ma nello
[1:03:15] stesso momento ci ha sovraccaricati completamente.
[1:03:18] Detenzioso. Pretenzioso e quindi noi
[1:03:21] continuiamo a migliorarci però in affanno perché finché noi non
[1:03:24] lavoriamo sul sovraccarico non questi miglioramenti sono
[1:03:27] inutili. E uno dei fattori più grandi
[1:03:30] questo sovraccarico è questo telefono.
[1:03:32] Mettere questo telefono una modalità come hai detto Tu
[1:03:34] adesso, io adesso ho messo la modalità lavoro nella modalità
[1:03:38] lavoro posso essere contattata letteralmente solo dalle scuole
[1:03:41] dei miei figli, quindi significa che l'unica emergenza che mi
[1:03:44] interessa nel momento di flusso e mi dico se io faccio tre ore
[1:03:48] così al giorno? Quanto posso fare e quanto della
[1:03:52] mia attenzione può andare al resto invece di fare frammentate
[1:03:56] 8 ore o sei ore però che sono da una notifica all'altra,
[1:04:00] all'altra cosa e questo porta a uno stress, un'infiammazione che
[1:04:05] come dici tu poi tu parli di salute del cervello e ma per
[1:04:09] tutta la nostra vita. Perché il cervello è anche
[1:04:11] emozione, capacità di emozionarsi, di innamorarsi, di
[1:04:14] di dare cosa che. Vedo che le persone fanno sempre
[1:04:18] più fatica e immagino che sia 1 1 costante che tu vedi nei
[1:04:22] pazienti, che poi siamo vite umane, non siamo solo degli
[1:04:26] scan, quindi? E ti dico anche che spesso i
[1:04:29] sintomi che vengono fuori sono sintomi legati al sistema
[1:04:34] nervoso autonomo, no? Quindi quella parte il sistema
[1:04:37] nervoso, che regola il modo in cui noi reagiamo agli stimoli
[1:04:41] esterni. Quindi attacco, fuga.
[1:04:43] OK, tantissime persone giovani ma anche della fascia dei 2025
[1:04:48] anni, che hanno magari problemi a livello universitario,
[1:04:52] problemi in famiglia, problemi di qualsiasi tipo che non c'è un
[1:04:55] problema principale, un problema secondario.
[1:04:58] Ok, un problema che. Un allarme in maniera
[1:05:00] inconsapevole, il proprio sistema nervoso comincia, questo
[1:05:03] entra in tilt, cominciano ad avere non solo sensazioni di
[1:05:06] ansia percepita, ma per esempio i formicoli che cominciano ad
[1:05:10] andare a venire. L'emicrania che diventano
[1:05:14] ingestibili. Poi, insomma, c'è anche questo
[1:05:17] aspetto qui, che le patologie neurologiche a volte si diciamo
[1:05:20] si sommano tra di loro. No, cominciano ad avere disturbi
[1:05:23] intestinali, cominciano ad avere disturbi al loro ciclo
[1:05:27] mestruale. OK, c'è un'asse importante del
[1:05:29] nostro corpo che è l'asse è neuroendocrino.
[1:05:31] Quindi il modo in cui gli ormoni funzionano dipende anche dal
[1:05:34] sistema nervoso, quindi spesso il frutto.
[1:05:39] Pratico di questa diciamo over no stress a cui noi sottoponiamo
[1:05:45] consapevolmente o inconsapevolmente il cervello
[1:05:47] perché non sempre ne siamo consapevoli, a volte siamo
[1:05:49] proprio solo immersi in quella cosa, non sempre prendiamo
[1:05:52] consapevolezza, è anche difficile farlo, a volte poi il
[1:05:56] corpo ci parla in altro modo, OK, quindi sì, salute cerebrale
[1:06:00] nel lungo termine che viene compromessa per i motivi che
[1:06:02] abbiamo detto prima, ma noi oggi comunque poi viviamo male perché
[1:06:05] abbiamo altri sintomi, attacchi di panico.
[1:06:09] Svenimenti, sincopi. OK, spesso poi queste persone
[1:06:12] fanno tantissime visite, fanno risonanze magnetiche, cioè fanno
[1:06:16] di tutto. Cioè io ti potrei fare un elenco
[1:06:18] lunghissimo degli esami che fanno.
[1:06:19] Spendono un sacco di soldi a fare.
[1:06:21] Perché poi? Privatamente fai più fai in
[1:06:24] fretta, quindi vai privatamente, spendi un sacco di soldi,
[1:06:26] cominci a prendere integratori su integratori su integratori
[1:06:30] nulla funziona perché poi la base di tutto è come tu
[1:06:33] funzioni, no? Cosa tu fai nella quotidianità.
[1:06:37] Quindi sì, assolutamente, non abbiamo tempo, cioè il il
[1:06:40] messaggio della nostra vita è, non hai tempo perché stai
[1:06:44] facendo, devi fare tantissimo altro.
[1:06:47] Devi, devi, devi. Ma questo è un'altro capitolo
[1:06:50] che. Su cui sto lavorando dall'altro
[1:06:53] dell'altro progetto in questo momento che chiudo il
[1:06:55] multitasking. Le donne, le donne sono quelle
[1:07:00] più colpite dalle malattie neurodegenerative.
[1:07:05] È corretto soprattutto l'Alzheimer.
[1:07:07] Come mai noi povere donne ci prendiamo anche questo?
[1:07:11] Allora purtroppo sì. La verità è che nel sesso
[1:07:14] femminile vi è una prevalenza quasi doppia di declino
[1:07:17] cognitivo, fino a poi la demenza di Alzheimer.
[1:07:20] Perché poi ci sono tutte le sfumature intermedie, come come
[1:07:23] abbiamo detto prima. Allora il cervello della donna è
[1:07:25] quello dell'uomo. Sono diversi, OK?
[1:07:27] Non l'hai mai detto? Una cosa che proprio mi mi
[1:07:31] sconvolge più avanti negli anni. Ma nascono diversi sì.
[1:07:36] Sì, no, infatti non l'avrei mai detto, non c'è.
[1:07:39] Uno è migliore, uno è peggiore. Funziona proprio in maniera
[1:07:43] diversa, cioè ti basti pensare che negli uomini prevalgono
[1:07:47] quelle sinapsi. No, le sinapsi sono i
[1:07:49] collegamenti tra i neuroni intraregionali, quindi una
[1:07:53] regione cerebrale con molte sinapsi.
[1:07:55] Nella donna invece prevalgono i collegamenti interregionali,
[1:07:58] quindi più aree collegate tra di loro, anche più connessioni con
[1:08:03] la parte emotiva del cervello. All'interno del cervello, sia di
[1:08:08] uomo che della donna, ci sono dei recettori per gli ormoni
[1:08:11] sessuali, quindi testosterone ed estrogeni.
[1:08:14] Quindi il nostro cervello funziona, si sviluppa, cresce in
[1:08:19] maniera diversa perché è diverso lo stimolo ormonale, OKE, mentre
[1:08:23] l'uomo al momento, dalla pubertà fino alla vecchiaia,
[1:08:26] tendenzialmente dei livelli stabili di ormoni androgeni OK.
[1:08:32] Nella donna invece ogni mese succede qualcosa, no?
[1:08:35] C'è un ciclo o varico, quindi un momento in cui c'è un picco di
[1:08:38] estrogeni e poi una caduta e poi si ricomincia.
[1:08:42] Questa è la fisiologia. Molte donne percepiscono, per
[1:08:45] esempio in prossimità del ciclo una disforia, quindi cambia il
[1:08:50] loro umore, diventano aggressive, cioè diventano
[1:08:53] quasi. Dottor Jekyll e Mister Hyde non
[1:08:55] si riconoscono e parlo con tantissime di queste, di queste
[1:08:58] ragazze mi riportano questo sintomo perché c'è
[1:09:00] quest'influsso ormonale, è molto forte e molto determinante.
[1:09:05] Quando gli quando gli estrogeni sono alti, la donna è in grado
[1:09:08] anche di concentrarsi in maniera maggiore, ha +1 tono di energia,
[1:09:11] ha un livello di energia maggiore nostra, anche bene da
[1:09:14] un punto di vistafisicoe.eu morale.
[1:09:15] Poi nell'arco della vita della donna succedono anche altre cose
[1:09:18] importanti. La gravidanza è un momento in
[1:09:20] cui questi ormoni sono al massimo della loro espressione,
[1:09:23] la donna sta bene, sta bene anche proprio come umore.
[1:09:26] E poi dopo la gravidanza c'è il crollo, OK, e molte donne
[1:09:30] cominciano a percepire sintomi come.
[1:09:34] Difficoltà di concentrazione non non.
[1:09:38] Non riesco, cioè si chiama Mommy Brain, cervello da mamma quasi
[1:09:44] con un'accezione negativa. No dispregiativa perché sembra
[1:09:49] quasi un cervello che funziona male difettoso.
[1:09:50] In realtà non è così, è un cervello che è cambiato.
[1:09:53] Sono cambiate le connessioni interregionali.
[1:09:55] Perché la donna è diventata mamma?
[1:09:58] In più quella donna lì magari sta sviluppando una depressione
[1:10:01] post partum e non la riconosciamo.
[1:10:03] OK, perché c'è molto stigma dietro questa condizione e la
[1:10:05] depressione rallenta tutte le funzioni del corpo, comprese
[1:10:09] quelle cognitive. Quindi difficoltà di
[1:10:10] concentrazione, un sintomo, un campanello d'allarme?
[1:10:13] Non è solo piango e sono triste e anche non riesco a
[1:10:16] concentrarmi. Però non dimentichiamo che
[1:10:18] quella donna ha nutrito per 9 mesi un bambino nel suo ventre,
[1:10:22] lo sta allattando e sta passando tutti i nutrienti nel latte
[1:10:26] materno. E quindi?
[1:10:27] Magari non ha tempo di prendersi cura della sua alimentazione ed
[1:10:30] e ha delle carenze vitaminiche. Non è infrequente trovare donne
[1:10:34] nel post partum che vengono con tutta una serie di sintomi e poi
[1:10:37] hanno carenze di vitamine del gruppo B come l'acido folico, la
[1:10:41] B 12, carenza di ferro, carenze di vitamina D è fisiologico che
[1:10:45] loro le passino al figlio OK tramite il latte materno.
[1:10:48] Si allattano comunque durante la gravidanza.
[1:10:50] L'hanno fatto inevitabilmente. E poi donne che si trascurano
[1:10:54] perché viene prima il bambino. E poi vengono loro quindi un mix
[1:10:58] di di fattori per cui poi la salute cerebrale della donna nel
[1:11:02] post partum viene trascurata e poi si arriva all'estremo.
[1:11:06] Ma nella vita della donna poi succede un'altra grande evento
[1:11:09] importantissimo che è quella della menopausa, dove lì c'è il
[1:11:12] crollo degli estrogeni in maniera, diciamo definitiva,
[1:11:15] OKE, quello che si vede agli studi è che dopo la menopausa
[1:11:19] l'invecchiamento cerebrale della donna accelera OK, proprio
[1:11:22] perché le. Estrogeni hanno rivestono un
[1:11:24] ruolo protettivo nei confronti di quella betaminoide di cui
[1:11:28] parlavamo prima a proposito della della Fisiopatologia
[1:11:31] dell'Alzheimer, quindi venendo o meno questi estrogeni.
[1:11:34] La miloide si può depositare, quindi è proprio accelera
[1:11:37] l'invecchiamento patologico del cervello della donna.
[1:11:40] Poi la donna vive di più rispetto all'uomo, quindi ha più
[1:11:43] tempo, più anni di vita per sviluppare la malattia.
[1:11:45] È per questo che l'incidenza è più alta e questo.
[1:11:49] E questo dramma, tra virgolette della salute cerebrale nella
[1:11:52] donna in menopausa. È elevato perché anche lì la
[1:11:56] donna magari arriva a percepire determinati sintomi, li trascura
[1:12:00] perché pensa di essere sbagliata, cioè pensa che è una
[1:12:03] colpa avere un sintomo cognitivo anche lieve.
[1:12:07] E spesso non arriviamo invece a trattare quel periodo che
[1:12:12] precede la menopausa, che è la perimenopausa che è lunga che 10
[1:12:17] anni. OK, quindi anche dai 40 42 anni,
[1:12:20] fine 50, la donna comincia ad avere delle oscillazioni nel
[1:12:24] livello degli ormoni, anche se poi ha il ciclo mestruale ogni
[1:12:26] ogni mese. OK, quindi non per forza deve
[1:12:28] avere una, diciamo un ciclo che è già alterato.
[1:12:32] OK però questi ormoni che non sono più ai livelli della.
[1:12:36] Della dell'età fertile cominciano un po a farsi questo
[1:12:39] peso, questa mancanza si fa sentire anche a livello
[1:12:42] cognitivo. Anche per esempio nella
[1:12:44] menopausa abbiamo quei fenomeni vassomotori come le vampate di
[1:12:47] calore. Le sudorazioni sono comunque dei
[1:12:50] modi in cui il nostro sistema nervoso autonomo, quello che
[1:12:53] regola anche il tono della parete dei vasi, entra un po in
[1:12:57] tilt. Cominciano a vasto costringersi
[1:12:59] e vasi a vaso dilatarsi. Questo aumenta anche il rischio
[1:13:02] cardiovascolare. Quando il cuore si ammala anche
[1:13:07] il cervello si ammala perché il cervello ha bisogno di due cose
[1:13:09] per stare bene, glucosio e nutrienti e sangue e ossigeno.
[1:13:14] Che può utilizzare glucosio grazie all'ossigeno, quindi
[1:13:17] tutte quelle patologie, tutte quelle situazioni in cui anche
[1:13:19] il flusso di sangue al cervello non è ottimale, portano uno
[1:13:23] stato di sofferenza prima metabolica e poi perdita dei
[1:13:28] neuroni. Certo, quindi la realtà è che
[1:13:32] proprio siamo fatti diversi e oggi la donna cosa può fare?
[1:13:36] Cosa abbiamo scoperto di nuovo per riuscire a proteggerci poi
[1:13:40] da questo? Decadimento comunque
[1:13:43] fisiologico, ma come abbiamo detto noi abbiamo delle armi
[1:13:46] anche solo riconoscere la perimenopausa.
[1:13:49] Trattamenti sostitutivi ormonali ovviamente possono dare 1 1
[1:13:52] impatto immagino, perché a quel punto vai a integrare un po gli
[1:13:55] estrogeni. Assolutamente.
[1:13:57] Ma sempre di nuovo sulla salute, sulla lifestyle, cosa, cosa sono
[1:14:02] i punti fondamentali oltre all'alimentazione?
[1:14:05] Allora per quanto riguarda la terapia ormonale sostitutiva che
[1:14:08] hai che hai citato tu, in realtà gli studi sono.
[1:14:11] Valenti, nel senso che sulla perimenopausa l'effetto è
[1:14:16] positivo perché tu vai ad agire in maniera preventiva, OK, eviti
[1:14:21] che poi si arrivi a quel calo drastico degli ormoni, invece
[1:14:25] quello che vedono li studi, anche se i dati sono molto
[1:14:27] parziali non sono mai conclusivi in maniera non ci sono dei trial
[1:14:30] insomma che hanno testato in maniera, quindi diciamo non sono
[1:14:33] dati confermati, però diciamo gli studi evidenziano questa
[1:14:37] questa associazione quando invece la la tosse viene
[1:14:39] iniziata tardi, quindi la donna che è già in menopausa.
[1:14:42] È finita lì? Non c'è beneficio sul rischio di
[1:14:45] decadimento cognitivo proprio perché il danno ormai è un danno
[1:14:48] che è andato avanti. Da solo parlavo soprattutto
[1:14:51] della parte iperimenosa, cioè oggi lo sappiamo, sappiamo
[1:14:54] iniziamo a vedere magari un calo di progesterone, iniziamo a
[1:14:57] vedere dei piccoli, anche solo avere il ciclo mestruale di un
[1:15:00] giorno in meno inizi a dire Ah OK, questo potrebbe essere un
[1:15:04] inizia un fattore, inizia una perimenopausa solo perché il
[1:15:08] ciclo si si riduce la. Durante la sequenza.
[1:15:12] Quello che io su cui punterei in questa fase è l'esercizio
[1:15:17] fisico. Perché?
[1:15:19] Non solo per il rafforzamento della massa ossea, no?
[1:15:22] E della densità anche della dell'osso, perché come detto
[1:15:25] prima, salute cerebrale non è svincolata dalla salute degli
[1:15:28] altri ecosistemi. No, il muscolo.
[1:15:32] È un organo OK, non in maniera, come posso dire, classica del
[1:15:36] termine. Però anche il mousse tessuto
[1:15:38] muscolare produce determinate cose protettive.
[1:15:40] Il tessuto adiposo invece spesso produce citapine
[1:15:44] proinfiammatorie e quindi è un qualcosa che l'esercizio fisico
[1:15:47] va a chiaramente ribaltare un po questo rapporto.
[1:15:51] Ma nell'ambito della salute cerebrale allenarsi significa
[1:15:55] ossigenare meglio il cervello. Significa potenziare la
[1:15:58] neuroplasticità OK, migliorare l'equilibrio, cioè l'equilibrio
[1:16:00] è un qualcosa che è legato al nostro cervello.
[1:16:03] La coordinazione nel movimento è data dal nostro cervello OK, il
[1:16:07] nostro cervello prima pensa allo schema motorio e poi agisce OK,
[1:16:13] quindi è allenarsi con la musica.
[1:16:16] Per quel discorso che che ti dicevo prima, anche della del
[1:16:19] fattore NEUROTROFICO è importante in tal senso.
[1:16:22] E poi un'altra cosa su cui punterei è il sonno.
[1:16:24] OK, perché poi molti disturbi in questa fascia d'età esordiscono
[1:16:28] in maniera subdola con disturbi del sonno di.
[1:16:32] La donna di per sé, anche dopo le gravidanze, non è che poi sia
[1:16:36] una donna che è abituata a dormire, no, torna un po il
[1:16:38] sonno a essere fisiologico, però oltre la quantità del sonno,
[1:16:41] quindi le ore nette passate a dormire.
[1:16:43] C'è davvero un numero di ore che è necessario a livello
[1:16:47] neurologico? No, ti dico di no, ti dico di
[1:16:50] no, ti dico di no perché a seconda il cronotipo no, ci sono
[1:16:53] persone che sono. Si soddisfano con poche ore di
[1:16:57] sonno rispetto ad altre che invece hanno un fabbisogno
[1:17:00] diverso. Oltre la quantità dobbiamo
[1:17:03] puntare anche alla qualità di quel sonno.
[1:17:05] Il sonno non è un momento statico, OK?
[1:17:08] Cioè ci addormentiamo, c'è un blackout e ci rivediamo domani
[1:17:12] mattina col suono della sveglia durante il sole il nostro
[1:17:15] cervello fa cose alterna delle fasi, OK, fasi di suono profondo
[1:17:19] e fasi di suono superficiale, il Sonoremma che è una fase di
[1:17:23] suono superficiale. Con diverse proporzioni
[1:17:26] nell'arco della notte, OK? Si è visto che quando la qualità
[1:17:30] di queste di queste fasi non è più ottimale, lì subentra una
[1:17:34] serie di complicanze, di problematiche.
[1:17:36] Alcuni ormoni non vengono prodotti come dovrebbero essere
[1:17:38] prodotti, viene prodotto più cortisolo, per esempio, viene
[1:17:42] prodotto meno, viene viene prodotta meno meno, meno.
[1:17:45] Melatonina OK. Subentrano dei micro risvegli
[1:17:50] che destrutturano il sonno, non per forza devono essere
[1:17:53] percepiti dalla persona. OK, non ce ne rendiamo conto.
[1:17:56] Il modo per rendersene conto sarebbe fare una polisonnografia
[1:18:00] o affidarsi ad un device. Che.
[1:18:03] Allora questi device monitorano il sonno a seconda dei parametri
[1:18:07] che sono la frequenza cardiaca. Quindi parametri indiretti,
[1:18:12] perché tendenzialmente, per farla semplice, nel sonno
[1:18:14] profondo siamo in uno stato di rilassamento anche del tono
[1:18:18] cardiovascolare. OK, tutto è molto più lento, la
[1:18:21] frequenza si abbassa, la pressione arteriosa si abbassa e
[1:18:24] quindi loro intercettano questi parametri e dicono OK, queste
[1:18:27] sono profondo quando c'è la fase REM, la fase REM assomiglia
[1:18:29] quasi alla alla veglia, infatti si chiama sonno, paradosso.
[1:18:32] Per questo motivo quindi aumenta anche la frequenza cardiaca e
[1:18:35] quindi il device ti stabilisce le.
[1:18:38] Fasi del sonno ma non è preciso come la polisonnografia e
[1:18:42] soprattutto non è in grado di intercettare i micro risvegli
[1:18:45] che sono quelle cose che danneggiano l'architettura del
[1:18:48] sonno, perché durante il sonno non rem, quindi quello profondo,
[1:18:52] il cervello si ripulisce, cioè lo dobbiamo immaginare proprio
[1:18:55] come il momento in cui vengono eliminate le scorie.
[1:18:58] OK, quella barriera emetancefalga che ti ho notato,
[1:19:02] che ti ho di cui ti ho parlato prima?
[1:19:04] È lì che comincia a far passar via tutta la spazzatura, quello
[1:19:08] che non ci serve. Anche neurotossina OK, invece il
[1:19:11] sonno rem è quello che potenzia la memoria.
[1:19:14] OK, c'è un esperimento famosissimo e.
[1:19:18] Che ha preso due popolazioni di studenti, OK che devono dovevano
[1:19:22] memorizzare un testo. OK, una dorme prima della
[1:19:25] dell'esame, l'altra non dorme prima dell'esame, quella che
[1:19:28] dorme prima dell'esame ha i punteggi migliori, OK, perché ha
[1:19:32] consolidato la memoria? OK, quindi sono REM, importante
[1:19:36] per il consolidamento della memoria e per tutta la
[1:19:39] neuroplasticità, quindi nel nel momento in cui il sonno di
[1:19:42] questedonne.com. Incia a essere alterato anche
[1:19:45] nella qualità, OK? Che può essere anche legata a
[1:19:49] altre patologie, donne che sono in sovrappeso cominciano ad
[1:19:52] avere le apnee del sonno, per esempio, OK, cominciano a essere
[1:19:56] più ipertesa al mattino, cominciano a essere stanche,
[1:20:00] iniziano a svelare la giornata con un livello di energia
[1:20:02] bassissimo, quindi non riescono ad allenarsi.
[1:20:05] Capisci che comunque tutto tutto fortemente concatenato e anche
[1:20:09] qui quel dannato cellulare, la sua responsabilità, perché
[1:20:12] quando noi la. Sera prima di addormentarci
[1:20:15] utilizzo il plurale perché io personalmente mi capita di
[1:20:17] farlo, anche se la mia testa dice non lo devi fare, però
[1:20:20] purtroppo poi la dopamina no. Il circuito dopa.
[1:20:23] Minuti che hai per te che dici Ah voglio proprio anestetizzarmi
[1:20:28] dopo una giornata infinita che è la cosa più sbagliata, però
[1:20:32] anche lì cerchiamo dei sistemi, magari dove tu dici lo metto
[1:20:36] lontano, quello aiuta. Quello aiuta tantissimo, si
[1:20:38] chiama igiene del sonno ed è quello che è.
[1:20:41] Raccomandabile fare a tutti a tutte le età.
[1:20:45] La cosa che a volte mi veramente mi fa dannare è quando vedo
[1:20:47] persone che prendono integratori, iniziano a prendere
[1:20:50] di tutto e di più per dormire e poi scrollano fino all'una di
[1:20:54] notte o scrollano e cioè non serve a niente prendere
[1:20:56] l'integratore. La luce dello schermo va a
[1:20:59] inibire la secrezione della melatonina, quindi va a dire al
[1:21:02] cervello è giorno. Devi stare sveglio perché la
[1:21:06] nostra Melatonina network viene prodotta in una religione del
[1:21:09] del cervello che è fortemente connessa con le biottiche,
[1:21:11] quindi quando c'è luce, proprio per semplificare al massimo
[1:21:14] siamo svegli, quando c'è buio dormiamo, questo è il segnale.
[1:21:18] No, quanto tempo arriva? Dobbiamo chiudere lo schermo.
[1:21:20] E allora tutto si si diciamo, se continuiamo magari le due ore
[1:21:26] no, dal dopo cena fino all'orario dell'addormentamento,
[1:21:28] almeno un'ora prima, sarebbe consigliabile non guardare più
[1:21:31] gli schermi. Nemmeno la televisione.
[1:21:33] Allora la televisione non nella. Stanza da letto, cioè una cosa,
[1:21:37] una delle regole principali dell'igiene del sonno, è non
[1:21:40] addormentarti davanti alla televisione.
[1:21:42] O comunque considerare la Camera da letto come il posto in cui tu
[1:21:45] vai a dormire. Quindi tu guardi la televisione
[1:21:48] in salotto e poi dopo ti sposti per dormire nella Camera da
[1:21:51] lettoquindinonguardo.tv a letto e mi addormento lì.
[1:21:54] Certo, proprio perché lì ti addormenti con uno stimolo
[1:21:57] luminoso e acustico che sebbene per molti facilitino, facilitino
[1:22:02] il sonno, in realtà è un sonno che subentra con degli stimoli,
[1:22:06] quindi il cervello rimane comunque attivo per più tempo.
[1:22:10] In quanto tempo migliora migliorando delle abitudini
[1:22:13] legate al sonno in quanto tempo migliora il sonno e come
[1:22:15] facciamo ad accorgercene? Cioè come fa una persona a
[1:22:17] sapere se dorme bene o male? Al momento lo capisci dal
[1:22:21] mattino. Sì, ti spiego meglio, io mi
[1:22:27] addormento faccio subito velocissimamente, forse anche
[1:22:31] troppo veloce perché so che c'ho un addormentamento, però in
[1:22:33] realtà qualche minuto diciamo mi addormento velocemente, dormo
[1:22:36] abbastanza bene, a meno che non abbia dei risvegli dei bambini.
[1:22:39] Questo è un'altro discorso, però se io non sono interrotta mi
[1:22:42] sento di dormire bene. Però ci sono delle mattine che
[1:22:45] mi sveglio che sono stanchissima.
[1:22:49] E delle mattine EE sento però che il sonno è stato lo stesso,
[1:22:52] le mie abitudini sono state lo stesso.
[1:22:53] Per quello che dico NI, non non non riesco AA valutare.
[1:22:56] Faccio un inciso, tornando al ciclo del sonno di cui parlavo
[1:22:59] prima. A volte se il dipende da dove
[1:23:03] subentra il risveglio, cioè il nostro sonno fisiologicamente
[1:23:06] funziona che nella prima parte predomina il sonno profondo,
[1:23:09] nella prima parte della notte predomina il sonno profondo, c'è
[1:23:12] anche il sono rem, però quantitativamente predomina il
[1:23:16] sonno profondo mano a mano che ci avviciniamo nelle ore del
[1:23:18] mattino predomina invece quello superficiale, tanto che poi a un
[1:23:21] certo punto dall'ultima fase REM, anziché ritornare nella
[1:23:25] fase sonno profondo veglia. OK, quindi se lì ti svegli, OK,
[1:23:30] sei già vicino alla veglia, quindi se la la sveglia suona in
[1:23:33] quel punto lì, tu ti svegli, hai completato un intero ciclo del
[1:23:36] sonno e sei. Già sveglio?
[1:23:39] Ecco energica OK. Se invece la sveglia ha e
[1:23:43] suonate, TI ha svegliato quando eri nella fase del sonno
[1:23:45] profondo, lì probabilmente hai interrotto il ciclo e ti svegli
[1:23:50] con una la sensazione di proprio sentirti rimbambita.
[1:23:53] Sostanzialmente come se proprio il termine scientifico con cui
[1:23:55] definisco questa cosa, però. Il concetto del mattino io lo lo
[1:24:01] interpreta in un'altro modo, cioè se quella persona al
[1:24:04] mattino, quindi nelle sue, nella sua, quando inizia la sua vita
[1:24:07] quotidiana, Enel ha delle energie sufficienti, allora il
[1:24:12] riposo notturno è stato un riposo effettivamente valido.
[1:24:15] Ci sono molte persone, magari è una cosa che non ti è mai
[1:24:18] capitata e quindi magari tu fai fatica un po a percepirla su
[1:24:21] questo, ma sono tante persone che iniziano al mattino, che
[1:24:23] hanno le energie sotto i piedi, cioè?
[1:24:27] Sono degli zombie, ma non per una mezz'ora, un'ora, il tempo
[1:24:30] di prendere il caffè, di carburare.
[1:24:32] Poi questo e anche c'è anche la variabilità personale che è
[1:24:35] normale. Ma sono persone che proprio non
[1:24:37] non performano. Magari sono persone che hanno un
[1:24:41] ritmo circadiano che non coincide con la loro routine,
[1:24:44] quindi magari dovrebbero andare a dormire.
[1:24:47] Più tardi e svegliarsi più tardi al mattino, ma poiché vedono
[1:24:51] lavorare alle 7 iniziano il turno, è tutto, è tutto
[1:24:54] sfalsato, quindi andare a conoscere anche il proprio ritmo
[1:24:57] è importante per stabilire un'abitudine salutare, però
[1:25:01] sicuramente andare ad osservare il gene del sonno bene, quindi
[1:25:05] via device fai attività calmanti prima di dormire.
[1:25:09] La lettura è un'ottima attività ed è attiva perché mentre lo
[1:25:12] scrolling è qualcosa di passivo quindi tu sei lì fruisci
[1:25:15] passivamente di un contenuto che non ti lascia niente, non.
[1:25:18] Con la lettura tu si stai impegnando, cognitivamente no,
[1:25:22] perché devi leggere, devi capire.
[1:25:24] Così difficile? Farlo?
[1:25:25] Esatto. E se ti addormenti mentre leggi
[1:25:27] il libro, è la cosa migliore che tu possa fare, perché in quel
[1:25:29] momento il sonno sta subentrando su un'attività cognitiva attiva.
[1:25:34] OK, ricordi anche meglio quello che che hai letto, no?
[1:25:38] Ascolto della musica. Ascoltare qualcosa che comunque
[1:25:42] ti rilassi, OK, non fare la. Nonaddormentarsidavantialla.tv o
[1:25:48] non, addormentarsi davanti insomma al cellulare
[1:25:50] scrollandolo, perché quello è proprio deleterio per proprio
[1:25:54] l'informazione che invia al cervello in quel momento è
[1:25:56] deleteria, non non va bene. Se io volessi fare una
[1:25:58] polisonnografia si dice così, giusto polisonnofia si può fare?
[1:26:04] Allora quello che fa curioso e vuole farlo, quelle fatte bene
[1:26:08] si fanno in ambito ospedaliero, OK per intercettare determinate
[1:26:12] problematiche del sonno, anche perché sono delle video
[1:26:14] polisonnografie OK. Quindi c'è anche proprio dormi
[1:26:17] in una stanza con tutti gli elettrodi attaccati e attività
[1:26:20] cerebrale, attività muscolare è il video che ti che ti riprende.
[1:26:23] Chi analizza quella video polisonografia vede anche se tu
[1:26:27] durante il sonno hai fatto dei movimenti determinati.
[1:26:30] Esistono, per dirti proprio la verità, anche delle
[1:26:34] polisonografie che tu puoi ordinare tra virgolette da da
[1:26:37] Internet no? Quindi ti inviano con un
[1:26:39] apparecchietto a casa che ti Monti da sola e poi?
[1:26:43] Però ecco, secondo me non è non è quello che ti permette di
[1:26:46] diagnosticare, cioè i device vanno bene per un monitoraggio,
[1:26:50] come dire, grosso. Grossolano sì, spannometrico di
[1:26:54] una persona sana, se subentra li li.
[1:26:58] L'ipotesi che ci sia un disturbo del sonno, che può essere anche
[1:27:01] le apnee notturne nei pazienti russatori?
[1:27:03] No, spesso le donne no, hanno i mariti che magari sono un po in
[1:27:06] sovrappeso, russano tanto e notano che durante la notte
[1:27:09] smettono di respirare per 10 secondi.
[1:27:12] Spesso sono loro che portano il marito al medico e lì si scopre
[1:27:15] che ha un osas che è una sindrome di apneo ostruttiva del
[1:27:17] sonno. Lì chiaramente il significato
[1:27:20] dell'esame diagnostico strumentale fatto per bene c'è.
[1:27:25] Andando sull'ultimo argomento che voglio affrontare, a meno
[1:27:27] che non ci sia qualcosa che tu pensi che sia necessario da
[1:27:30] affrontare, che non abbiamo affrontato.
[1:27:32] Secondo me abbiamo parlato più o meno di tutti, tutti i tasselli,
[1:27:36] anzi, forse ce n'è uno che è quello della delle relazioni
[1:27:39] sociali, vai OK, che è anche un punto di nutrimento importante
[1:27:42] per per la salute del cervello, sottovalutato perché
[1:27:45] sottovalutato. La qualità, cioè non è tanto la
[1:27:48] quantità delle relazioni sociali, è la qualità.
[1:27:50] Ne abbiamo un po parlato, forse quando parlavamo del modelli di
[1:27:53] educazione, no, per il discorso. Il discorso dell'alimentazione
[1:27:57] ma per esempio gli studi fanno vedere che gli anziani hanno un
[1:28:00] maggiore gli anziani o comunque in generale le persone che
[1:28:02] magari sono predisposte hanno un maggior rischio di ammalarsi di
[1:28:05] Alzheimer, di declino cognitivo quando sono in situazioni di
[1:28:08] isolamento. Proprio perché c'è una
[1:28:11] deprivazione del contatto sociale c'è una frase bellissima
[1:28:15] che nessun nome è un'isola che proprio ti fa rendere conto di
[1:28:19] questo. Cioè noi viviamo in un mondo
[1:28:22] sociale, spesso teniamo a isolarci per x motivi, spesso ci
[1:28:25] sentiamo soli, ma la qualità delle relazioni sociali è
[1:28:28] importantissima anche per la salute cerebrale.
[1:28:30] Così questo è un punto che forse non avevamo toccato.
[1:28:33] E che mi piace, mi mi piace comunicare.
[1:28:35] Quindi amicizie. Relazioni significative.
[1:28:41] Relazioni. Non conflittuali, non troppo
[1:28:43] conflittuali. Ma anche pensiamo per esempio,
[1:28:46] l'anziano in pensione. No, la persona in pensione che
[1:28:49] sta tutto il giorno chiusa in casadavantialla.tv non fa
[1:28:51] niente. Pensiamo la stessa persona in
[1:28:53] pensione che invece va a fare volontariato, che frequenta il
[1:28:58] gruppo della Comunità, che fa il viaggio con l'altro amico
[1:29:03] pensionato. Cioè sono la relazione sociale
[1:29:06] ti dà degli stimoli bidirezionali?
[1:29:10] In termini di hobby, in termini di attività cognitivamente
[1:29:14] attive, no stimoli per imparare delle nuove cose.
[1:29:18] E non è mai scontato, nemmeno a 98 anni cioè, quindi questo
[1:29:21] secondo me è un messaggio importante.
[1:29:24] E spero che questo passi, perché forse la generazione i nostri
[1:29:27] nonni in Italia molto. Tende molto a chiudersi perché
[1:29:33] non c'è questa socialità, come ad esempio io, perché io ho una
[1:29:36] non avevo. Purtroppo io non ho più nonni,
[1:29:38] però una nonna inglese. in Inghilterra c'erano proprio
[1:29:43] queste comunità di di terza età che erano molto sociali, molto
[1:29:50] molto sociali. Anche con delle attività.
[1:29:52] C'era l'università della terza età, attività cognitive
[1:29:56] importanti. E questo sicuramente ha uno
[1:29:58] stimolo. Di di un certo tipo, cosa che
[1:30:01] magari culturalmente noi magari è rimasto bello, è rimasta
[1:30:05] vedova, si rimane in casa con la famiglia che però poi magari non
[1:30:08] c'è tutti i giorni. Esatto, tutto quello che che.
[1:30:11] Poi l'impegno della società è anche questo, secondo me, a cui
[1:30:14] dovremmo arrivare, cioè non lasciare soli.
[1:30:16] Noi stiamo parlando degli anziani, ma se questa cosa poi
[1:30:19] avviene nell'età anche diciamo infantile, adolescenziale, no,
[1:30:24] la deprivazione sociale anche nel bambino implica uno.
[1:30:27] Sviluppo del bambino che non è, cioè che.
[1:30:31] Potrebbe poi far subentrare dei problemi anche relazionali ma
[1:30:34] anche cognitivi, quando il bambino poi cresce e diventa un
[1:30:36] adulto, quindi assolutamente questo è un aspetto
[1:30:39] fondamentale. Parlando dell'ultimo tema di cui
[1:30:41] voglio parlare, voglio parlare di risorse investimento, ne
[1:30:46] l'abbiamo toccato prima, soldi, energia e tempo.
[1:30:50] Su cosa investo, cioè, se tu oggi avessi qui una persona,
[1:30:53] anzi ce l'hai una persona è la mia età.
[1:30:57] Io ti dico, se io ho risorse limitate che limiterà, le
[1:31:01] risorse sono il mio tempo, le mie energie che ho da spendere
[1:31:04] sulla prevenzione e i miei soldi quali sono?
[1:31:08] Quali sono le tre cose su cui proprio non è negoziabile, cioè
[1:31:13] che da domani io devo impegnarmi in modo militare su queste tre
[1:31:18] cose perché hanno un impatto enorme su cosa le spendo queste
[1:31:22] risorse e quali risorse? Mi piace anche pensare che non
[1:31:25] siano spese in termini di economiche, perché diciamo, son
[1:31:30] cose che anche ci sta, ci sta, facciamo gratuitamente a costo
[1:31:32] zero. No, esatto, esatto, ci sta la
[1:31:34] prima. È cerca di integrare qualcosa
[1:31:36] nella tua alimentazione, qualcosa che.
[1:31:38] Effettivamente neuroprotettivo una porzione di frutta secca in
[1:31:40] più al giorno, una porzione di Omega tre di Omega sei in più al
[1:31:43] giorno. OK, quindi non stravolge la tua
[1:31:45] alimentazione in maniera che non sia sostenibile per il tuo stile
[1:31:48] di vita, ma fare una scelta consapevole.
[1:31:50] Devo scegliere se fare uno spuntino con le patatine
[1:31:54] piuttosto che con la le noci. OK quindi?
[1:31:58] Rendiamo con calorie, grassi tutti.
[1:31:59] Dimentichiamoci tutti dimentica proprio la qualità della
[1:32:02] dell'alimento OK, quindi prediligere nelle piccole scelte
[1:32:06] OK, perché poi quello che rende il sostenibile uno stile di
[1:32:08] vita? Ok, quindi questo è il primo
[1:32:10] primo punto importante. Omega tre, quindi età secca,
[1:32:15] frutta, limone. Sì, ma anche per esempio, semi
[1:32:18] di lino, semi di Chia, tutta la frutta secca, la frutta, la
[1:32:23] verdura di stagione. OK, quindi diciamo magari se hai
[1:32:28] una se hai uno stile di alimentazione che è molto
[1:32:31] sbilanciata non sai da dove partire per fare una scelta sana
[1:32:33] parti dalla cosa più che ti viene più semplice.
[1:32:35] Cambia uno spuntino tra una settimana cambierà il secondo
[1:32:38] spuntino, poi comincerai a farti il pranzo.
[1:32:41] Il pranzo in un determinato modo e in un anno hai cambiato tanto,
[1:32:45] radicalmente. Alimentazione, la prima alle
[1:32:47] prime alimentazioni. Non parliamo di costi eh, perché
[1:32:50] poi l'alimentazione vegetale è anche più economica
[1:32:53] dell'alimentazione, piccola OK, anche se apparentemente non
[1:32:56] sembra. Il secondo punto è, impara una
[1:32:59] cosa nuova, OK, beh, a te non piace un obiettivo, riprendi
[1:33:02] magari una tua vecchia passione o magari una cosa che hai sempre
[1:33:06] accantonato perché magari hai avuto le i tuoi tre figli.
[1:33:09] Hai dedicato insomma alla tua vita, ai tuoi figli, ma.
[1:33:11] Magari parti da un qualcosa che tu vuoi imparare, OK, che sia
[1:33:15] una lingua, che sia suonare uno strumento, che sia iscriverti a
[1:33:18] teatro, che. Sia fare qualche cosa lavoro no,
[1:33:23] una cosa che fa stare bene te. E che quindi ti dà motivazione
[1:33:27] per continuare a farla, che al termine del quale del della
[1:33:31] quale attività, tu ti senti bene, ti senti anche più
[1:33:34] energica di prima, ti senti Riposata, ti senti proprio in
[1:33:39] forma. In forma da un punto di vista
[1:33:40] mentale. E nel frattempo hai imparato
[1:33:42] perché quell'ora di attività hai potenziato la tua riserva
[1:33:45] cognitiva e poi dormi meglio, OK?
[1:33:48] Quindi abbandona le abitudini legate alla allo smartphone,
[1:33:53] insomma allo scrolling, tutto quello di cui abbiamo parlato
[1:33:55] prima. E punta su riposo che si ha più
[1:33:58] di qualità, perché anche quando poi verrà la notte in cui ti
[1:34:01] svegli 10 volte con per via delle malattie dei tuoi bambini,
[1:34:04] sai che poi il giorno dopo di. Sarà di qualità, perché eviterai
[1:34:09] di cadere sui tranelli tra virgolette della Dopamina, no?
[1:34:12] Che ci spinge a voler fruire dal contenuto social anziché
[1:34:15] dedicarci a un'altra attività. Io ti ringrazio per tutte queste
[1:34:20] informazioni che sono preziosissime.
[1:34:23] Penso che abbiamo fatto un lavoro di divulgazione a 360 ° e
[1:34:27] spero che questo faccia riflettere proprio il livello
[1:34:30] individuale ma anche sociale, perché la nostra malattia può
[1:34:36] diventare il peso di qualcun altro.
[1:34:38] Perché spesso quando vediamo un decadimento, e questa è la cosa
[1:34:42] che mi fa più più paura, il decadimento cognitivo.
[1:34:44] Tra l'altro io ho più paura di un decadimento cognitivo che di
[1:34:47] un. Decadimento fisico, perché io
[1:34:48] sono molto orgogliosa, il mio cervello, cioè, è la cosa che se
[1:34:52] mi penso. Immobile.
[1:34:55] Riesco ancora a pensarmi se mi penso, incapace di di avere dei
[1:35:00] ragionamenti. È come se perdessi la mia
[1:35:03] identità. Per come mi vedo e vedere queste
[1:35:05] malattie che non dico rovinano le famiglie ma creano un grande
[1:35:11] problema familiare. Problema proprio Eee anche 1 1
[1:35:17] enorme buco emotivo, cioè non non è solo un problema
[1:35:19] logistico, non è che 1 1 anziano ammalato, è un problema
[1:35:23] logistico, è anche questo. Ma è soprattutto tutta
[1:35:27] l'emotività di perdere un genitore, di di vederlo
[1:35:29] decadere, di. Perderlo pian piano, cioè?
[1:35:32] Perderlo lentamente, spegnendosi, anzi addirittura a
[1:35:35] volte neanche si spegne, ma cambia proprio personalità e
[1:35:39] questo è è devastante. Quindi se possiamo pensare anche
[1:35:42] solo un momento a come noi possiamo invertire questo trend
[1:35:47] che ci stanno dicendo nel 2050 essere così?
[1:35:50] Catastrofico se possiamo farlo tutti insieme?
[1:35:53] Ecco, questo volevo che fosse un canale per poterlo per poterlo
[1:35:57] fare. Se qualcuno vuole saperne di più
[1:36:00] dove ti trova, a parte tutti i link qui sotto, ma tu fai un
[1:36:02] bellissimo podcast, quindi raccontami di questo.
[1:36:06] Grazie, il mio podcast si chiama braincare proprio perché.
[1:36:11] Incentrato esatto sulla cura del cervello, lo trova su Spotify,
[1:36:13] insomma su sulle principali piattaforme.
[1:36:15] E poi nella mia pagina Instagram che si chiama Brainbite.
[1:36:19] Perché insomma il byte, l'unità di conservazione della memoria.
[1:36:24] Quindi avevo fatto questa scelta, la sto mantenendo
[1:36:26] quindi? Insomma, questi sono i miei
[1:36:27] canali. Va bene, io ti ringrazio
[1:36:30] tantissimo. Se vi è piaciuta questa puntata,
[1:36:32] come sempre condividetela con qualcuno che potrebbe
[1:36:35] beneficiarne e noi ci vediamo nel prossimo episodio.
[1:36:38] Grazie.

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