# Perché hai la sensazione che la VITA ti remi CONTRO? E no, non è ciò che pensi

An episode of [Dear Alice](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1596885389), 3 Feb 2026, 34 min.

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Quante delle cose che pensi sulla tua vita sono davvero basate sui FATTI REALI? E quante, invece, sono conclusioni che ripeti da così tanto tempo da sembrare verità? In questa puntata parliamo di convinzioni: quelle frasi che ci raccontiamo su di noi, sul lavoro, sui soldi, sulle relazioni. “Io sono fatta così”, “non riesco mai a risparmiare”, “faccio solo sacrifici”, “non cambia niente”, "non mi fai mai un complimento", "non dormo da anni", Convinzioni che spesso nascono da percezioni parziali, da distrazioni quotidiane, da dati che non guardiamo davvero (perché spesso misurarli è scomodo o ci ferisce). E che, senza accorgercene, finiscono per sabotare le nostre scelte e limitare la nostra possibilità di cambiare. In questo episodio non troverai soluzioni facili né risposte rapide, ma ti lascerò delle domande chiave che ti aiuteranno ad osservare e distinguere ciò che è reale da ciò che è solo una percezione, una narrazione, una convinzione che porti avanti nella tua vita. Parliamo di: – perché tendiamo a trasformare sensazioni in verità assolute – come le convinzioni diventano identità – cosa succede quando iniziamo a guardare i fatti, invece delle storie che ci raccontiamo – come tornare alla realtà per riprendere spazio di scelta Iniziare a prendere nota di tutto questo, a misurare la realtà, ci aiuterà a smettere di vivere dentro narrazioni che non rappresentano la realtà (o non ci rappresentano più). Perché solo quando vediamo le cose per quello che sono, possiamo decidere davvero come vogliamo vivere. Se questo episodio ti è stato utile, condividilo e lascia una recensione. Non dimenticare di seguire il podcast, uno dei modi migliori per sostenere questo progetto. Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyle Unisciti al canale Telegram: https://t.me/dearalicechannel

## Transcript

[0:00] Cioè due persone si trovano in relazione, in una discussione,
[0:05] in una conversazione a vive. A vivere due simulazioni
[0:10] completamente diverse dove ci sono dei dati oggettivi.
[0:14] Questo spiega il perché alcune persone si trovano a combattere
[0:18] in una conversazione su dati reali e avere percezioni
[0:23] completamente diverse. Uno si può chiedere, ma cosa
[0:25] stai dicendo? Come possiamo dire due cose così
[0:29] diverse? Quando ci sono dei dati reali,
[0:32] spesso questi dati non sono misurati, parlo tanto della
[0:34] relazione di coppia. Quante volte il ci sentiamo
[0:39] dire, tu non mi fai mai un complimento, tu non mi chiedi
[0:43] mai di uscire? No, tu non hai mai tempo per me
[0:46] questi, mai questi rinfacciarsi. Potrebbe essere davvero utile
[0:51] sedersi come adulti e dire, mettiamoci un attimo qui e
[0:55] iniziamo a tracciare, iniziamo a fare una Crocetta.
[0:58] Tutte le volte che io ti faccio un complimento inizia a tenere
[1:02] traccia e magari ti accorgi che te li fa molto più di quanto tu
[1:07] riesci a percepire. Ciao, sono Alice e se oggi sei
[1:15] qui non è un caso, significa che è arrivato il momento per te di
[1:18] iniziare a vivere una vita straordinaria.
[1:20] In ogni episodio rispondo alle domande più comuni di crescita
[1:23] personale e ti accompagno nel tuo percorso verso la migliore
[1:26] versione di te, un giorno alla volta.
[1:33] Ciao e benvenuta benvenuto in questo nuovo episodio di Diara
[1:37] Alice, questo è il ciak 12. Probabilmente oggi, cioè è uno
[1:42] di quei giorni che l'ho iniziato 25 volte il il podcast e adesso
[1:49] mi sono andata a fare una passeggiata.
[1:50] Sono tornata perché questo podcast esce solo se io riesco a
[1:55] ancorarmi alla passione. Dentro non riesce.
[2:00] A uscire, cioè non riesco a farlo uscire quando devo fare il
[2:04] compitino. Un giorno ve lo racconto nel
[2:06] podcast, se vi interessa vi racconto come faccio quando.
[2:11] Non lo sento quando faccio fatica, quando la giornata è
[2:15] buia e difficile. E mi devo sedere qua perché
[2:19] magari ho delle scadenze, perché ho questo momento per
[2:22] registrare, perché banalmente ho fatto i capelli apposta per
[2:25] registrare e quindi è il momento adesso per farlo.
[2:30] E ho trovato delle strategie che mi permettono di arrivare e dire
[2:34] OK, adesso è il momento di registrare, mi ancora le mie
[2:38] passioni e poi il podcast fluisce fuori.
[2:42] Perché i podcast deve attraversare?
[2:45] E voi direte, Alice, tutto bene? Probabilmente sto sto
[2:48] straparlando. Oggi è una puntata iniziata
[2:50] così. Sto strappalando perché non
[2:53] dormo. Non dormo da 10 giorni e non
[2:55] perché sto facendo delle Morning routine da grande imprenditrice
[2:58] delle due del mattino che dice, ci credo così tanto che mi
[3:01] sveglio alle due e sono già avanti anni luce nel mondo.
[3:05] Ma perché mio figlio non mi fa dormire il più piccolo?
[3:09] Abbiamo abbiamo passato tutte le malattie possiedo immaginabile.
[3:12] Voi nominatele quelle che ci sono in giro le abbiamo fatte
[3:15] tutte, siamo caduti come dei soldatini, come birilli in casa.
[3:20] Io sono caduta per meno tempo di tutti gli altri 12 ore, dalle
[3:23] 06:41 è stato un sono caduta con un virus gastrointestinale per
[3:27] 12 ore, poi sono riuscita a rialzarmi.
[3:31] Ma tutti gli altri hanno sofferto molto in casa in questo
[3:35] momento sono 10 giorni che non dormo, quindi potrei
[3:37] straparlare, ma adesso sono ancorata alla mia passione
[3:40] quindi mi ascolterete nel senso che io sono qua e parlo, mi
[3:43] ascolterete in nel mio delirio, ma sicuramente passionale di
[3:47] oggi, sicuramente passionale perché dico che non ho dormito e
[3:51] questo è rilevante, oltre che per fare il disclaimer del fatto
[3:55] che oggi potrebbe essere un podcast delirante è.
[3:57] Perché ho una storia da raccontarvi, è una storia che
[4:01] anticipa quello di cui vi voglio parlare oggi ed è una storia che
[4:05] è successa proprio stanotte, ieri notte.
[4:09] Alle quattro del mattino, a casa nostra, immaginatevi la scena,
[4:12] quattro del mattino, bambino, urlante speranza.
[4:16] Speranze ormai se ne sono andate perché non è tanto il bambino
[4:21] che piange e che sta male EE che vuole solamente stare in piedi e
[4:26] che tu stia in piedi e non lo puoi calmare e non riesci a
[4:30] prendere il ciuccio e tu sei deprivato dal sonno da mesi e
[4:34] sveglia tutta la casa perché urla, non è solo quello, non è
[4:37] il momento, ma è tutto, anche quello che ti racconti su quel
[4:40] momento. Quel momento che dici prima
[4:43] dormiva bene, chissà se tornerà a dormire, quindi perdi la
[4:46] speranza. Mi piaceva andare in palestra al
[4:48] mattino presto, potrei dover rinunciare per un anno.
[4:52] L'incubo di aver trovato una routine che non funzionerà più e
[4:56] scardinerà ogni tua credenza, il fatto che il giorno dopo devi
[4:59] andare a lavorare e dici come farò?
[5:02] Non avrò testa per farlo. Tutto quello che entra nella tua
[5:05] testa in quel momento è il vero problema.
[5:09] Della della gestione del momento stesso.
[5:10] Quindi hai dei momenti di grande sconforto e seppur io e Michael
[5:15] ci diamo il cambio spesso sui quando abbiamo questi momenti,
[5:19] soprattutto quando durano per giorni, giorni, giorni, giorni,
[5:23] stanotte eravamo svegli entrambi proprio perché secondo me.
[5:27] A prescindere da chi stava col bambino fisicamente, l'altro,
[5:31] che in questo caso ero io, perché stanotte si è svegliato
[5:34] Michael però poi mi ha svegliata per chiedermi un Consiglio e
[5:37] quindi io poi mi sono svegliata a occhi spalancati.
[5:40] Poi la mia testa ha iniziato a pensare, oddio, questa
[5:42] situazione non finirà mai più. Ero sveglio anch'io, quindi poi
[5:46] gli ho dato una mano e alla fine ci siamo trovati alle 04:30 a
[5:49] prenderci il caffè perché tanto non se ne parlava di andare a
[5:53] letto anytime soon e quindi abbiamo detto va bene, lasciam
[5:55] perdere per stasera. Quindi parlavamo, parlavamo e
[5:59] Michael mi ha detto, Sai cosa c'è?
[6:01] Io non dormo mai, sono 5 anni che non dormo.
[6:06] E Luca, Guardato, ho detto, Mi dispiace, capisco come ti senti.
[6:10] E poi mi è proprio venuto in mente che avevo già preparato
[6:13] questa puntata e ho detto, ecco, vedi?
[6:15] È proprio quello che di cui parlerò domani della puntata.
[6:20] E di cosa parliamo in questa puntata?
[6:22] Parliamo. Del fatto che tutti i nostri non
[6:26] ci riesco è sempre così, ehm. Tu mi giudichi su questo, ma non
[6:33] è vero. Io lo faccio diversamente, non
[6:37] per me non funziona questa cosa, non riesco ad arrivarci.
[6:42] Non capisco come mai gli altri riescono.
[6:44] E per me invece è sempre così. Tutti questi, sempre questi,
[6:48] mai. Questo non ci riesco.
[6:51] Sono nella maggior parte dei casi delle grandi
[6:54] interpretazioni. C'è un bellissimo libro che si
[6:59] chiama think fast and Slow, quindi pensa lento, pensa veloce
[7:04] lento, tradotto anche in italiano famosissimo di
[7:08] kahneman. Ed è un libro che ha
[7:11] rivoluzionato questo concetto. E di cosa parla questo libro?
[7:15] Questo libro dice, noi siamo fatti con due sistemi operativi.
[7:19] Abbiamo un sistema operativo che pensa.
[7:22] Che pensa veloce ed è il sistema operativo delle decisioni
[7:25] emotive, delle decisioni basate sull'interpretazione.
[7:30] Dei pensieri basati su interpretazioni che spesso sono
[7:35] illogiche, irrazionali e soprattutto non sono basate su
[7:39] nessuna misura pratica fisica. Su nessuna, su nessuna misura
[7:46] oggettiva. E poi c'è il pensiero lento.
[7:49] Il pensiero lento è quello che avviene in modo logico una volta
[7:55] che si accumulano delle informazioni il più possibile
[7:59] oggettive. Ed è proprio questo il nocciolo
[8:01] della questione di oggi, misurare.
[8:05] Tutti ci dicono devi misurare. La maggior parte delle persone è
[8:09] allergica ai numeri, anzi, culturalmente.
[8:12] In Europa? Siamo in Europa, soprattutto
[8:16] l'Europa Latina. Siamo proprio caratterizzati
[8:21] dall'interpretazione, cioè i numeri quasi.
[8:27] Del romanticizzano la vita, quindi uno dice, ma perché
[8:32] dovrei misurare quando ho la sensazione che tanto so quello
[8:38] che sto facendo, tanto so quello che?
[8:43] Quello che sta succedendo lo vivo io.
[8:46] Per esempio, Michael sa che non dorme mai.
[8:48] Ma è vero che Michael non dorme mai da 5 anni?
[8:52] Allora io dico, va bene, Michael, guarda, fai un
[8:54] passettino indietro. Ora prova, iniziamo, siamo a
[8:58] gennaio. Prova a scrivere ogni sera
[9:01] quante ore dormi? Quante notti sono interrotte?
[9:05] Vediamo alla fine dell'anno e potrebbe essere, mi auguro che
[9:10] sarà che magari un 10% delle notti non hai dormito, magari
[9:16] un'altro 10% sei stato interrotto per un qualche
[9:19] motivo, hai avuto un'interruzione e per il
[9:22] restante 80% probabilmente hai dormito.
[9:27] E misurando, noi abbiamo un'interpretazione che è quella
[9:31] emotiva, quella del pensiero veloce, che è un pensiero che
[9:36] non vuole andare a cercare la verità perché vuole attaccarsi a
[9:43] un'emozione che in quel momento, per esprimersi ha bisogno di
[9:48] conferma. Quell'emozione di delusione del
[9:51] fatto che sei stanco, che sei deluso dalla situazione che
[9:55] dici, non ne posso più, non ne esco que.
[9:58] Ll'emozione per venire fuori. Ha bisogno di un tuo, di un tuo
[10:02] sì, di un tuo OK, un tuo benestare.
[10:04] È vero, è proprio vero, è proprio vero.
[10:08] È una storia validata perché la sto vivendo adesso, quindi il
[10:12] cervello è quasi come se non riuscisse a vedere una
[10:16] situazione nella sua completezza.
[10:17] Riesco a vedere solo quel questo momento.
[10:19] Il nostro cervello è fatto così, è pigrissimo ed è fatto per
[10:24] ottimizzare quindi. Per ottimizzare io non è che ti
[10:28] vado a cercare tutte le informazioni perché quella mi
[10:30] richiede tempo quindi non è che posso andare.
[10:33] A dirti, guarda che negli ultimi mesi hai dormito spesso e quindi
[10:37] non devi ribilanciarlo, facciamo una media, ma tu stai vivendo
[10:41] un'emozione. Adesso questa emozione ti sta
[10:43] dicendo guarda quanto è difficile e tu dici, è vero, non
[10:48] dormo mai. Solo che questo succede
[10:50] dappertutto nella vita. Quindi noi non misuriamo, non
[10:53] misuriamo niente di oggettivo e ci.
[10:57] Troviamo a fare i calimero della situazione, dirà per me non
[11:02] funziona, io non riesco, io ci provo, ci provo tanto, lavoro
[11:07] tanto, faccio questo. O al contrario, magari noi
[11:11] stiamo davvero facendo bene in modo da misurarci, ma non ce lo
[11:17] riconosciamo perché non misuriamo.
[11:19] Quindi viviamo una vita di nuovo parlando di interpretazioni, di
[11:23] narrazioni. Viviamo una vita che è fatta
[11:27] sulla interpretazione di quello che sta succedendo.
[11:31] Spesso abbiamo delle misure a disposizione.
[11:34] Che non utilizziamo e che sarebbero il nostro accesso alla
[11:37] realtà. Facciamo qualche esempio pratico
[11:40] e parto da quelli banali che vi sono già venuti in mente,
[11:42] ascoltandomi, ma dopo arriverò a delle cose che vi cambieranno la
[11:46] vita, quindi datemi qualche minuto per partire dalle cose
[11:51] ovvie. Per arrivare alle cose molto
[11:53] meno ovvie, che possono avere un impatto gigante sul nuovo modo
[11:57] di percepire la nostra realtà. Le cose ovvie sono quelle
[12:02] classiche. OK, facciamo l'esempio dei
[12:04] soldi. Lo sappiamo tutti che quando non
[12:07] misuriamo le uscite, specialmente i costi, le le
[12:11] uscite di cassa e vabbè anche le entrate.
[12:14] Però soprattutto le uscite. Molti di noi raccontano una
[12:18] realtà che è basata sulle nostre percezioni.
[12:21] Del della nostra relazione con i soldi.
[12:23] Quindi? Eh, ma io faccio una vita molto
[12:26] semplice, non spendo tanto, eppure non ho mai abbastanza
[12:29] soldi. Però non spendo tanto, non mi
[12:31] concedo niente, non ho vizi, non vado mai fuori a cena, non mi
[12:35] concedo nulla, eppure non non so dove vadano questi soldi.
[12:40] E poi magari ti scarichi il conto in banca, fai il
[12:43] tracciamento delle spese per un paio di mesi e ti accorgi che.
[12:49] Spendi microacquisti che neanche ti rendi conto su Amazon il
[12:53] click veloce. O magari ti rendi conto che hai
[12:55] degli abbonamenti attivi che non utilizzavi, magari ti rendi
[12:58] conto che non hai ottimizzato delle cose, magari ti rendi
[13:01] conto che quella pizza non te la concedi, ma banalmente ti
[13:05] concedi un caffè. Un caffè fuori tutti i giorni e
[13:09] che questo magari ha un impatto. E la cosa più assurda è che pur
[13:13] vivendolo, pur essendo tu che vai a comprare quel caffè che
[13:17] fai quell'acquisto d'impulso che ti compri quella cosa che
[13:21] neanche ti ricordi di aver comprato o che hai
[13:24] quell'abbonamento attivo perché ti ha fatto gola e poi dopo ti
[13:27] sei completamente dimenticata ed è una spesa ricorrente.
[13:30] Pur essendo stata tu AA farlo non ne hai percezione, perché
[13:35] magari hai la percezione di te, del fatto che fai una vita così
[13:39] semplice che ti sembra assurdo spendere così tanto e poi
[13:44] mettendolo davanti alla realtà vedi una differenza questo.
[13:49] Succede spesso anche con con la dieta dicendo Ah ma io non
[13:53] mangio bene, mangio poco, mangio quantità limitate, infatti
[13:59] spesso quando si va dal nutrizionista la prima cosa che
[14:01] ti fa fare è di misurare. Vado dal nutrizionista e mi dice
[14:06] Ah ma misura l'olio, l'olio è ipercalorico e magari tu dicevi
[14:10] sì mangio poco, mangio, mangio piccole quantità, poi magari ti
[14:13] accorgi che usi un litro di olio o che fai degli snack
[14:16] continuamente durante la giornata che fai degli snack
[14:19] ipercalorici? Però la tua percezione di te è
[14:23] che non mangi tanto, o che hai sempre fame o che sei sempre in
[14:26] restrizione, perché magari quando sei fuori rinuncia alla
[14:30] piadina a favore dell'insalata, sei sempre quella che fa il
[14:33] passo indietro. Però poi andando a tracciare ti
[14:36] rendi conto che non è così. Quindi siamo così poco abituati
[14:40] a misurare, anzi misurare, specialmente se parliamo di vita
[14:46] e non di lavoro. Di lavoro ci sembra così.
[14:49] Quasi ossessivo, qualcosa che ci toglie invece di darci quando
[14:54] non ci rendiamo conto che la misura è spesso il primo grande
[14:57] catalizzatore di cambiamento, cioè dove noi abbiamo delle
[15:01] mancanze, dove noi ci dove ci sono i.
[15:04] Non ci riesco, non riesco io in quella dieta, quella dieta non
[15:07] funziona su di me quella cosa non non ha funzionato.
[15:11] Quando noi viviamo in questi non ci riesco in questi assolutismi,
[15:15] in queste storie che ci raccontiamo.
[15:18] Spesso la misura è il primo grande catalizzatore di
[15:21] cambiamento, perché ci dà una fotografia che non era quella
[15:25] che pensavamo. È come se scoprissimo una parte
[15:28] di realtà che non abbiamo davvero vissuto e che c'era
[15:33] oscura. Nonostante fosse lì davanti al
[15:36] al nostro naso. Il nostro cervello preferiva non
[15:39] percepirla. Come vi dicevo, questo è solo la
[15:43] superficie. Mi.
[15:45] Surar le calorie e misurar le quantità, misurare i soldi.
[15:48] Questa è solo l'ovvietà, perché sono cose che va bene.
[15:51] OK, ho capito le misure, inizio a misurarle e inizio a capire di
[15:54] più di me stesso. Il fatto è che noi possiamo
[15:58] ampliare questo a tantissime altre cose, quando iniziamo a
[16:03] misurare davvero i nostri comportamenti, i nostri
[16:07] pensieri, le nostre abitudini. Facendo gli esempi pratici,
[16:11] diciamo che nell'ultimo periodo ti senti esclusa, magari dal tuo
[16:15] gruppo di amiche di amici storici, OK?
[16:18] E tu dici, ma io ci sono sempre. E questa è la storia che tu ti
[16:21] racconti, tipica, io ci sono, io ci sono sempre per te.
[16:25] Io guarda, sono sempre disponibile.
[16:29] Poi vai indietro nel tempo e ti accorgi che tu pensi che magari
[16:33] settimanalmente ci sei, che hai dei contatti, che fai
[16:37] l'aperitivo sempre perché il tuo sempre nella tua percezione,
[16:40] nella vita magari è un lavoro super impegnativo.
[16:43] Hai figli? Appena nati.
[16:45] Hai quello che vuoi, OK? In quel momento della vita,
[16:48] magari una vita super veloce, i mesi passano come se fossero
[16:52] giorni ti sembra passano in un attimo.
[16:55] Tu pensi che ci sei sempre, che li hai visti l'altro ieri.
[16:59] L'ultima volta che li hai visti a un mese fa.
[17:01] L'ultima volta che hai scritto un messaggio Whatsapp è tre
[17:04] settimane fa. L'ultima volta che hai chiamato
[17:07] qualcuno è sei mesi fa. Questo è il tipico esempio,
[17:12] quindi non si tratta solo di misurare in chili in millilitri,
[17:16] in grammi in in euro. Si tratta di iniziare a farsi la
[17:22] domanda potente. La vita che io mi racconto che
[17:26] sto vivendo è davvero la vita che sto vivendo.
[17:30] Le abitudini che io mi racconto di avere sono davvero le
[17:33] abitudini che ho. E partendo ovviamente dalle aree
[17:38] della vita che sono le più impattate, quelle dove magari ci
[17:41] sentiamo giudicati dagli altri, dove magari ci sentiamo che gli
[17:45] altri ci dicono che abbiamo delle mancanze, dove magari ci
[17:48] sentiamo noi stessi di avere delle mancanze o dove magari le
[17:51] cose non stanno andando nella direzione dove vorremmo che
[17:54] andassero. Magari mi dico, ma io lavoro
[17:57] sempre. OK, lavoro sempre.
[18:01] Facciamo questo esempio tipico del io lavoro sempre, perché qua
[18:05] entrano dei byas cognitivi che sono incredibili, di cui parla
[18:09] proprio anche kahneman nel suo libro.
[18:12] Io lavoro sempre e poi vado a tracciare magari la mia
[18:15] giornata, magari sono freelance e tra una cosa e l'altra mi
[18:19] accorgo che non lavoro più di 4 5 ore al giorno, che ovviamente
[18:22] non è lavorare sempre, ma magari sono sempre impegnato a fare
[18:27] cose, sono sempre disponibile con quel telefono, quindi mi
[18:30] sembra di di lavorare sempre, ma nella realtà, in soldoni non
[18:35] lavoro sempre, solo che la mia percezione mi porta.
[18:38] A far delle scelte che magari sono prendermi più tempo libero,
[18:42] magari sono dire di no a dei progetti.
[18:44] O risentire il mio lavoro? E se approvare risentimento nei
[18:49] confronti del mio lavoro, perché la storia che io mi racconto è
[18:53] che lavoro sempre. Il primo byas cognitivo che
[18:55] entra in questa frase che io mi dico, è il byas dell'illusione
[18:58] della validità. L'illusione è la validità.
[19:00] È un concetto pazzesco, perché noi tendiamo a credere alle
[19:05] storie che sono, che riteniamo valide, che.
[19:10] Non hanno dei buchi narrativi, OK, quindi se noi abbiamo una
[19:14] forte convinzione su noi stessi. Che siamo degli stacanovisti,
[19:19] che lavoriamo tanto, però magari poi negli anni siamo cambiati,
[19:23] non lavoriamo così tanto, non lavoriamo in modo così efficace,
[19:25] siamo semplicemente più stanchi. Continuiamo a dirci, ma tu
[19:28] lavori sempre? Ma in realtà questa è una storia
[19:32] assolutamente valida, perché è assolutamente allineata a quello
[19:37] che eravamo tempo fa. Quello che siamo sempre stati è
[19:39] la storia che ci raccontiamo su noi stessi.
[19:41] Però in realtà, se andiamo a tracciare ci rendiamo conto che
[19:44] non è quel sempre un'altro bis cognitivo riguarda il contesto.
[19:49] Adesso non ricordo esattamente come, come, come si chiama in
[19:52] italiano. Però riguarda il pre-framing.
[19:54] Quindi noi tendiamo a credere. A una situazione tanto.
[20:01] Non tanto in base ai dati che abbiamo a disposizione, ma in
[20:03] base al contesto che viviamo. Quindi se una situazione ci
[20:07] viene presentata in un certo modo, ad esempio se una diagnosi
[20:14] di. Una diagnosi medica ci viene
[20:17] presentata in uno studio medico molto rinomato, con una luce
[20:22] particolare, con un tutto super pulito, super clinico, con delle
[20:27] persone che noi riteniamo i migliori del settore.
[20:31] Immediatamente noi prendiamo questa diagnosi con più fiducia
[20:35] e speranza rispetto a un magari uno studio più sporco, meno
[20:40] illuminato e meno, diciamo, blasonato con un nome meno
[20:44] blasonato. Quindi il contesto, un impatto
[20:47] enorme su quello che noi crediamo essere vero, spesso più
[20:52] dei dati oggettivi. Quindi stavamo dicendo, io
[20:54] lavoro tantissimo, magari. Magari sono di fronte a una
[20:58] scrivania piena di fogli, piena di quaderni disordinata, il
[21:02] telefono che suona in continuazione, io che mi
[21:06] racconto la storia, che ho sempre lavorato tantissimo, che
[21:09] non sono mai presente con nessuno.
[21:11] Eccetera. E ci credo a questa storia e non
[21:13] sto tracciando la realtà. Il problema è che è così un po
[21:16] per tutto nella nostra vita, quindi noi rischiamo di da una
[21:20] parte pensare che stiamo facendo qualcosa e non lo stiamo
[21:24] realmente facendo o non così come lo pensiamo.
[21:27] E basterebbe prendere un foglio, iniziare a tracciare e anche
[21:32] solo quell'inizio di tracciamento ha un impatto su un
[21:35] cambiamento in positivo. O al contrario, diciamo che
[21:40] sempre la stessa storia. Io lavoro tantissimo, mi sento
[21:43] in colpa come madre, non ci sono mai per i miei figli.
[21:46] E poi invece tracciando ti accorgi che ci sei molto più di
[21:49] quanto pensi, però magari nel contesto in cui ti trovi.
[21:53] Magari il tuo contesto di riferimento sono due o tre
[21:57] amiche che non lavorano o hanno un lavoro part time.
[22:00] E immediatamente la tua storia che tu non ci sei mai per i tuoi
[22:04] figli. Quando invece tracciandolo
[22:06] potresti vedere che ci sei tutti i pomeriggi, che ci sei alla
[22:09] festa di fine scuola, che ci sei al mattino a far la colazione,
[22:13] che ci sei alla sera metterli a letto che ci sei tutti i
[22:15] weekend, che vai a vedere tutte le non lo so, le.
[22:19] Le cose degli sport eccetera eccetera eccetera.
[22:22] Quindi il nostro sistema uno il sistema impulsivo, emotivo.
[22:28] Costruisce storie che sono coerenti ma che non sono vere.
[22:33] Sono coerenti con una persona che noi ci creiamo nella testa,
[22:37] in base al contesto, in base alle informazioni del passato,
[22:41] in base, in base alle nostre credenze.
[22:43] Ma non sono vere. Il rischio più grande di tutto
[22:46] questo è di vivere in una simulazione.
[22:51] Di non essere in grado di ancorarci ai giusti dati per
[22:57] riuscire ad apportare il cambiamento che davvero
[23:00] desideriamo da noi stessi OO non riuscire a riconoscerci delle
[23:05] cose che ci potrebbero far dare la pacca sulla spalla.
[23:09] Molte persone vivono una costante simulazione e.
[23:13] E questo porta anche a un livello successivo che è quello
[23:16] della relazione, cioè due persone si trovano in relazione,
[23:21] in una discussione, in una conversazione a vivere.
[23:27] A vivere due simulazioni completamente diverse dove ci
[23:30] sono dei dati oggettivi. Questo spiega il perché alcune
[23:33] persone si trovano a combattere in una conversazione su dati
[23:39] reali e avere percezioni completamente diverse.
[23:42] Uno si può chiedere ma cosa stai dicendo?
[23:44] Come possiamo? Dire due cose così diverse
[23:48] quando ci sono dei dati reali, spesso questi dati non sono
[23:51] misurati. Parlo tanto della relazione di
[23:53] coppia, quante volte il ci sentiamo dire, tu non mi fai mai
[23:59] un complimento, tu non mi chiedi mai di uscire, no, tu non hai
[24:03] mai tempo per me questi, mai questi rinfacciarsi potrebbe
[24:08] essere davvero utile sedersi come adulti e dire, mettiamo
[24:12] una. Attimo qui e iniziamo a
[24:14] tracciare, iniziamo a fare una Crocetta.
[24:16] Tutte le volte che io ti faccio un complimento inizia a tenere
[24:20] traccia. E magari ti accorgi che te li fa
[24:23] molto più di quanto tu riesci a percepire.
[24:27] E magari quella tua percezione del fatto che l'altro non ti fa
[24:30] mai complimenti deriva da qualcosa di più profondo.
[24:33] Deriva dal fatto che tu non ti senti degna o degno di
[24:37] complimenti, che tu non ti senti bene, magari nel tuo corpo in
[24:40] quel momento, che tu avresti voglia di un cambiamento fisico,
[24:44] estetico o anche di diciamo di di persona.
[24:49] Cioè di essere una persona più presente, magari tu in quel
[24:52] momento non ti piaci, non ti senti valido o di valore.
[24:56] E però non è colpa dell'altro in quel caso.
[24:59] Eppure ci troviamo a rinfacciarci proprio perché
[25:01] viviamo queste simulazioni, quando a volte, solo tracciando,
[25:05] potremmo avere la chiave di un cambiamento che aspettavamo da
[25:08] tanto tempo. Mi ricordo tempo fa feci una
[25:11] masterclass con Sandro formica che insegna la felicità e lui mi
[25:16] raccontò di questa tecnica che mi è rimasta e che spesso
[25:20] utilizzo nei momenti in cui mi sento più persa, che è la
[25:23] tecnica del tracciare i pensieri.
[25:25] Noi infatti. Noi infatti possiamo prendere un
[25:27] quaderno. E ogni ora metterci un allarme
[25:30] sul cellulare. L'allarme suona ogni ora e ogni
[25:33] volta che l'allarme suona possiamo tracciare quello che
[25:37] stiamo facendo e quello a cui stiamo pensando.
[25:39] Il pensiero che si sta producendo, diciamo negli ultimi
[25:42] 5 minuti. Quello è l'ultimo che mi
[25:44] ricordo, l'ultimo che mi viene in mente.
[25:46] Poi possiamo rileggere questo diario dopo una settimana,
[25:49] ancora meglio, dopo un mese e iniziamo a vedere i nostri
[25:53] pensieri ricorrenti. Iniziamo a vedere i motivi di
[25:57] ansia, iniziamo a vedere cosa ci raccontiamo su noi stessi, cosa
[26:01] ci raccontiamo sulla vita. Cosa proviamo in determinate
[26:05] situazioni? E misurare i pensieri, che
[26:08] sembra una cosa di per sé assurda, impossibile da fare,
[26:12] può portare a delle consapevolezze incredibili.
[26:15] Perché i pensieri, proprio perché li viviamo e sono legati
[26:18] a un'emozione, in quel momento sono illusori, non non
[26:24] rimangono. Il nostro cervello non è in
[26:26] grado di tenere traccia se non lo scriviamo nero su bianco su.
[26:30] Dei giù dei pensieri che avevamo avuto ieri l'altro ieri.
[26:33] Se io ti dico a cosa stai pensando un mese fa?
[26:36] Io non lo so. Eppure siamo sempre preoccupati.
[26:40] Sembra sempre che quello che pensiamo è urgente, sembra
[26:42] sempre che quello che c'è oggi è, è importantissimo, è
[26:47] urgentissimo. Poi se penso solo a dicembre, a
[26:49] un mese fa, mi sembra una vita fa e non riesco neanche a
[26:52] pensare alle cose che mi preoccupavano un mese fa.
[26:56] Oggi alle cose di oggi, quindi, vedete con che intensità il
[27:00] cervello vive il momento. Il nostro sistema numero 1, il
[27:04] sistema, quello impulsivo, quello disordinato,
[27:07] disorganizzato, che non razionalizza il nostro sistema
[27:11] numero 1 è quello dell'oggi, è quello che prende scelte
[27:14] affrettate. Chi va in una discussione dice,
[27:16] tu sei così, tu pensi questo che non, che non riesci a fare dei
[27:21] collegamenti razionali su quello che realmente è e che.
[27:25] Quello che sto provando oggi, quello che sta succedendo nel
[27:28] mio mondo interiore oggi. Caleman non dice che il sistema
[27:33] uno sia un sistema sbagliato o che non debba esistere e che noi
[27:38] dobbiamo solo basarci sui numeri e solo misurare e solo fare sì
[27:43] che il nostro sistema lento sia quello che prende il
[27:46] sopravvento, ma parla di una coesione tra le due cose, parla
[27:50] del fatto che l'emotività debba essere sempre e comunque
[27:54] supportata dalla razionalità, quindi anche se i numeri non ci
[27:57] piacciono a me. Magari viene un po più naturale
[28:00] misurare le cose, mi piace, ma comunque anche il mio cervello
[28:03] trova 1000 scuse per non misurare le cose che alla fine
[28:06] forse mi farebbero vedere delle realtà scomode su me stessa e
[28:10] anche sugli altri. Anche perché la misura non
[28:13] significa diventare rigidi. Significa diventare più liberi,
[28:18] più liberi di scegliere, più liberi di scegliere una
[28:22] direzione, di trasformarci in una direzione.
[28:25] Quindi oggi è una puntata più di coaching che di che di struttura
[28:30] EE questo è il punto più importante.
[28:33] Voglio chiederti e voglio dirti, anzi tutte le volte che ti senti
[28:37] vittima di delle circostanze, che Ti senti vittima degli
[28:42] altri. Che ti senti vittima di quello
[28:44] che gli altri pensano di te, di quello che tu addirittura pensi
[28:48] te stessa, dei tuoi limiti, delle cose che non funzionano
[28:52] per te. Tutte le volte che ti dici,
[28:54] vedi, succede sempre così. Vedi, gli altri la pensano così,
[28:58] ma non è vero. Vedi, i miei amici dicono che
[29:01] non ci sono mai, ma io ci sono sempre.
[29:03] Tutte le volte che ti trovi in questa situazione da oggi in
[29:07] poi, prova a dire forse, forse, forse se io misurassi vedrei una
[29:12] realtà diversa che magari non mi piace.
[29:15] Che magari è scomoda, che magari mi fa vergognare, mi fa sentire
[29:19] in imbarazzo, mi fa sentire inadeguata, mi fa sentire che ho
[29:23] avuto delle mancanze. Però quello è il punto in cui tu
[29:27] davvero puoi cambiare e il punto Dove davvero puoi avere quel
[29:31] potere che il tuo cervello non ti dà.
[29:36] Il tuo cervello ti sa? Depotenziando sulle
[29:41] trasformazioni da fare perché richiedono troppo sforzo, perché
[29:45] attivare il sistema due è pesante, ti richiede sforzo, ti
[29:50] richiede di pensare, ti richiede di essere logico, ti richiede di
[29:54] guardare quello che sta accadendo e non semplicemente di
[29:57] sentire di rimanere lì nell'emozione.
[30:01] Quindi tutte le volte che ti trovi in questa situazione da
[30:03] oggi in poi, prova a dire, magari questa non è la realtà,
[30:09] magari quello che sto percependo non è una realtà oggettiva e
[30:14] posso fare quel passo per misurare.
[30:18] Posso misurare un pensiero? Posso misurare un'attitudine?
[30:21] Posso misurare un modo di essere?
[30:23] Posso misurare il numero di volte che sento una persona che
[30:27] vedo, una persona che mi fa. Un complimento?
[30:30] Una persona che mi che arriva in ritardo, che arrivo in ritardo.
[30:34] Io posso misurare tutte queste cose e vedere.
[30:37] Ah però il 50% delle volte sono davvero in ritardo.
[30:41] Quindi quando qualcuno si lamenta forse ha modo di
[30:45] lamentarsi. Forse è vero, forse posso
[30:48] partire da un scusami, è solo il fatto di misurare mi aiuterà a
[30:54] migliorare, che tra l'altro questa è la bellezza della
[30:56] misura. Vi dico che da quando misuro le
[30:59] performance del Podcast non ho mai più saltato una puntata.
[31:04] Perché? Perché so che andrebbe a
[31:06] sporcare le metriche. Quindi non è l'unico motivo, ma
[31:10] è uno dei motivi. È uno dei motivi in cui dico
[31:13] guarda che. Se salti una puntata ti.
[31:16] Va tutto incasinato nelle metriche, quindi anche solo il
[31:19] fatto di avere l'occhio su qualcosa.
[31:22] Di pratico, sulle nostre finanze, sulle cose che
[31:26] mangiamo, sulle volte che ci alleniamo e anche sulle cose più
[31:30] sottili come pensieri, come le abitudini, come le le
[31:33] attitudini. Ci permette di essere una
[31:37] versione migliore, una versione più libera di scegliere, che si
[31:41] rende anche più conto delle conseguenze che hanno le nostre
[31:45] azioni e non azioni rispetto. Rispetto a un minimizzare,
[31:49] andare a andare a sentimento, ma sì, se anche butto un po più di
[31:52] olio fa niente. Capitemi si fa, niente fa lo
[31:57] stesso. Però se magari una persona fa
[32:00] tutta una fatica per fare una dieta ipocalorica e poi si
[32:03] rovina per queste percezioni è un peccato.
[32:07] Così come possono rovinarsi le relazioni, perché io penso che
[32:11] ci sono che do tutto e l'altra persona pensa che io non ci sono
[32:15] e non do niente. E magari proprio perché nessuno
[32:18] dei due si mette lì a dire capiamo cosa significa tutto e
[32:21] niente, cerchiamo di. Di andare dentro un campo
[32:25] oggettivo per iniziare a tararci, per venirci incontro.
[32:29] E tante relazioni si rovinano per questo, così come roviniamo
[32:33] il nostro potenziale roviniamo delle opportunità, perché non
[32:36] abbiamo la consapevolezza di andare a misurare.
[32:39] Quindi spero che questa puntata vi dia quella quella voglia di
[32:43] di fare, di dire, ma sai cosa c'è?
[32:45] Hai proprio ragione che adesso voglio iniziare a tracciare.
[32:49] Questa è una di quelle puntate che io spero che vi portate
[32:53] nella vita pratica domani. Da domani può immediatamente
[32:57] cambiare delle cose enormi, perché può iniziare a farvi dare
[33:01] la pappa della spalla. Non è vero che non mi alleno
[33:04] mai, non è vero che mangio sempre male, non è vero che non
[33:07] dormo mai, non è vero che non ci sono mai per per gli altri o per
[33:11] i miei figli. Oppure dall'altro lato, vi può
[33:15] far vedere delle cose immediatamente migliorabili
[33:19] immediatamente correggibili solo perché diventate consapevoli.
[33:25] Io spero che questo episodio vi sia piaciuto e come sempre vi
[33:28] auguro una splendida giornata, serata, nottata, ovunque voi
[33:31] siate, da dovunque mi stiate ascoltando e noi ci sentiamo al
[33:34] prossimo episodio. Ciao.
[33:39] Vai alla libreria Musicale.

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