# \[Best Of\] La chiave per migliorare le tue relazioni senza cambiare gli altri

An episode of [Dear Alice](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1596885389), 5 Mar 2026, 21 min.

Audio: https://traffic.megaphone.fm/APO3744065302.mp3

Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria. Molte delle delusioni che viviamo nelle relazioni non nascono da ciò che gli altri fanno… ma da ciò che ci aspettiamo spesso senza averlo mai detto. Le aspettative sembrano riguardare gli altri, ma in realtà raccontano moltissimo di noi. Dei nostri bisogni, delle ferite che portiamo da tempo, di ciò che avremmo voluto ricevere e non è mai arrivato. E quando rimangono silenziose, invisibili, date per scontate… diventano terreno fertile per frustrazione, rabbia e risentimento. In questo Best Of esploriamo un cambio di prospettiva potente: le aspettative non sono qualcosa in cui rimanere bloccati, ma qualcosa da trasformare in comunicazione, in scelte, in consapevolezza e in un nuovo modo di stare con l’altro. In questo episodio riflettiamo su: • Perché le aspettative nascondono bisogni profondi non soddisfatti • Cosa succede quando pretendiamo che gli altri capiscano senza comunicare • La differenza tra aspettative sugli altri e standard personali • Come trasformare un’aspettativa in comunicazione, accettazione, distanza o azione concreta • Perché lasciare andare l’idea che gli altri debbano essere come noi può cambiare radicalmente le relazioni Un invito a smettere di vivere “in un copione premeditato”… e iniziare a scegliere consapevolmente come stare nelle relazioni. ♥️ Se l’episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento. Ascolta l’episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of 👉🏼 https://open.spotify.com/episode/660SmPRLCdyV8Hb7tgO7CD?si=8a9ac5f2b9db4c0f Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyle Unisciti al canale Telegram: https://t.me/dearalicechannel

## Transcript

[0:03] Ciao, sono Alice e se oggi sei qui non è un caso, significa che
[0:07] è arrivato il momento per te di iniziare a vivere una vita
[0:10] straordinaria. In ogni episodio rispondo alle
[0:12] domande più comuni di crescita personale e ti accompagno nel
[0:15] tuo percorso verso la migliore versione di te, un giorno alla
[0:19] volta. Questo è di radice best of, una
[0:26] selezione di passaggi significativi tratti dagli
[0:29] episodi più amati di Alice, scelti per essere riscoperti o
[0:32] riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.
[0:35] Buon ascolto. Le aspettative verso gli altri.
[0:40] Derivano da tante cose e il fatto di dirla ad alta voce a me
[0:45] ha aiutato molto, perché quando le riconosco immediatamente,
[0:49] immediatamente, immediatamente riesco a tornare su di me,
[0:55] dicono tantissimo su di me. Le aspettative verso gli altri?
[1:00] Spesso nascondono un nostro bisogno e spesso è un bisogno
[1:06] che non è stato soddisfatto quando noi eravamo più piccoli,
[1:11] quando siamo cresciuti e. Soprattutto queste aspettative
[1:17] non dette del io mi aspetto che tu ti comporti in questo modo,
[1:24] ma non te lo dico, me lo aspetto per chi non te lo devo neanche
[1:27] dire, perché è talmente importante per me, è talmente
[1:31] ovvio per me che io che che quasi mi insulta il fatto che io
[1:35] te lo debba comunicare. Spesso questo nasconde una
[1:39] bambina o un bambino ferito che si aspettava qualcosa e che
[1:44] questa cosa non non è arrivata, che aveva bisogno di qualcosa,
[1:48] neanche se lo aspettava aveva un bisogno.
[1:50] Questo bisogno non è stato colmato e quindi noi ci
[1:53] aspettiamo che gli altri in qualsiasi momento lo colmino
[1:57] attraverso i loro, il loro comportamenti, un'aspettativa
[2:03] comune. Comune mi aspetto che tu mi
[2:05] rispetti con un senso, una definizione del rispetto che
[2:09] varia a da persona a persona. E spesso questo deriva dal fatto
[2:12] che non sono stata rispettata abbastanza da piccola, oppure mi
[2:17] aspetto che tu mi capisca senza che io ti dica niente perché
[2:21] spesso non sono stata ascoltata, vista.
[2:26] Capita quando ero piccola. Quindi le aspettative sono dei
[2:30] bisogni che non sono stati soddisfatti nel passato.
[2:37] E voi vi chiederete, ma è sbagliato voler essere
[2:41] rispettati? È sbagliato voler essere
[2:44] ascoltati? No, non c'è nulla di sbagliato
[2:47] nell'avere un'aspettativa. Il problema è quando ci si
[2:52] blocca dentro all'aspettativa e quando rimaniamo lì fermi e
[2:59] continuiamo solo a vedere come gli altri non soddisfano
[3:02] l'aspettativa, perché forse quello che noi abbiamo vissuto è
[3:06] uno schema già vissuto di tanto tempo prima che noi riproponiamo
[3:12] nella quotidianità allora? Arriva il grande tema di oggi,
[3:17] che è la trasformazione di un'aspettativa, quando io dico,
[3:20] mi aspetto che tu mi rispetti. Ad esempio arrivando puntuale,
[3:26] però io non te lo devo neanche dire perché è ovvio che tu debba
[3:29] esser puntuale per rispettarmi quando io mi aspetto quello e
[3:33] non te lo dico e mi arrabbio e sono frustrata e già la serata
[3:37] inizia male perché tu non sei arrivato puntuale.
[3:41] Ecco, quell'aspettativa può essere trasformata in diverse
[3:45] cose, allora un'aspettativa può essere trasformata in
[3:48] comunicazione, quindi mi aspetto qualcosa, pensiamo a come posso
[3:53] comunicarlo quel qualcosa? Ad esempio in una relazione
[3:58] molto spesso due persone hanno aspettative diverse, però non si
[4:03] riescono a comunicare quali queste aspettative sono, cioè.
[4:08] Se io mi aspetto, e per me è estremamente importante che tu
[4:11] arrivi puntuale, io me lo posso, cioè te lo devo spiegare e te lo
[4:17] devo spiegare nel modo più assertivo possibile, perché è
[4:21] qualcosa che riguarda me, perché non per tutti la puntualità è
[4:26] alla base del rispetto e. E qui dopo si apre 1 1 concetto
[4:30] che voglio, che voglio esplorare, che che per me è
[4:34] stato utilissimo, il fatto di essere più tollerante alla
[4:37] diversità, essere tollerante nel fatto che gli altri possono non
[4:42] avere i miei stessi standard. E possono averne di diversi.
[4:47] E la tolleranza e la curiosità verso verso.
[4:51] Verso punti di vista diversi? Mi ha aperto un mondo.
[4:54] Comunicare un'aspettativa immediatamente trasforma
[4:57] l'aspettativa in una comunicazione.
[5:01] E questo ci toglie dal blocco perché ha fatto tornare la palla
[5:05] nel nostro campo. Ho l'aspettativa che tu arrivi
[5:07] puntuale, te lo dico, ho l'aspettativa che tu dimostri
[5:12] affetto in un certo modo, te lo dico, ho l'aspettativa che
[5:16] perché siamo amici dobbiamo trascorrere un'ora al telefono
[5:20] ogni mese. Te lo dico poi l'altra persona
[5:23] può spiegare le sue ragioni? Si può trovare un punto di
[5:26] incontro, si può trovare un compromesso, si può.
[5:31] Si può continuare a ragionare su come per esempio io ti dico che
[5:34] per me che il fatto che tu sia puntuale è importante, tu
[5:37] continui a non essere puntuale. Quella non è +1 problema di
[5:40] aspettativa, è un problema di relazione, diventa un problema
[5:43] concreto che quindi è risolvibile perché le
[5:46] aspettative sono problemi non risolvibili.
[5:50] Quindi quando lo trasformo in un problema con concreto, cioè io
[5:52] ti dico che per me è importante, tu continui a non farlo, quindi
[5:56] poi la scelta è, come la gestiamo questa cosa?
[6:00] E appunto, le aspettative si possono anche trasformare in
[6:03] altre cose. Quindi una volta che te l'ho
[6:05] comunicato, una volta che ho che ho comunicato un'aspettativa,
[6:08] un'aspettativa può essere anche trasformata in allontanamento,
[6:13] può essere trasformata in accettazione, può essere
[6:16] trasformata in azioni concrete per coltivare un bisogno che è
[6:20] emerso da quella aspettativa. Facciamo degli esempi concreti
[6:23] di tutte queste cose, se. La mia aspettativa di avere
[6:29] un'amicizia è il fatto di prenderci tempo esclusivo e
[6:34] trovare un'ora alla settimana per stare al telefono insieme
[6:37] per andare a prendere un caffè. E io ho un'amica, un amico, che
[6:41] questa cosa non la fa perché è sempre impegnato e quindi per
[6:44] lui o per lei essere amici significa andare a far festa una
[6:49] volta al mese. Benissimo, una volta che io l'ho
[6:51] comunicato. E magari questa persona dice no,
[6:55] io non sono d'accordo che per me l'amicizia è questo.
[6:58] A un certo punto si può scegliere diverse altre strade.
[7:02] Continuare ad aspettarsi che tu sia diverso da come sei, che tu
[7:06] abbia una convinzione diversa da quella che è, non non aiuta.
[7:09] Quindi la scelta poi è sempre mia del dire ti allontano, non
[7:14] siamo più così tanto amici, non investo più tanto in questa
[7:17] amicizia perché non mi soddisfa, oppure lascio andare, quindi non
[7:23] ho non vivo più in questa aspettativa, accetto.
[7:26] Accetto che tu sia diverso da quello che io mi aspetto e c'è
[7:31] una liberazione incredibile perché sia nell'allontanamento
[7:34] che nell'accettazione che nella comunicazione stiamo prendendo
[7:39] 1, 1 posizione rispetto a qualcosa che sta succedendo e
[7:44] c'è una grande differenza tra essere frustrati perché mi
[7:47] aspetto qualcosa e aver scelto. Un'altra strada, accettare che
[7:53] tu sei in un certo modo fa sì che la nostra relazione
[7:56] immediatamente migliori. Ovviamente se per me è
[8:00] accettabile non devo accettare tutto.
[8:02] Ci sono altre strade, c'è la strada di allontanarmi, c'è la
[8:05] strada di distaccarmi, c'è la strada di comunicarlo finché non
[8:11] lo capisci. E se non lo capisci deciderò più
[8:13] avanti di di. Di lasciarlo andare.
[8:18] Quindi ci sono tante strade, ma queste sono le uniche
[8:20] percorribili per evitare di rimanere bloccati nel
[8:24] risentimento. Quindi una relazione solitamente
[8:27] migliora e il nostro stato d'animo solitamente migliora
[8:31] quando l'aspettativa è trasformata in qualcosa di
[8:35] concreto che io posso fare per gestire questa aspettativa.
[8:39] Ho detto anche, significa coltivare un bisogno questa
[8:42] aspettativa? Perché come abbiamo detto,
[8:46] quando io dico mi aspetto questo, mi aspetto questo, mi
[8:48] aspetto questo agli altri. Poi mi rendo conto che ho
[8:50] bisogno di rispetto perché magari da piccola non sono stata
[8:53] rispettata abbastanza o magari nella mia vita non mi sono
[8:56] sentita rispettata abbastanza. Magari questo può essere motivo
[9:02] di coltivare questo bisogno. Come andandolo a riempire
[9:07] andando io stessa a lavorare in terapia, ad esempio, oppure con
[9:11] dei percorsi specifici personali per riuscire a darmi rispetto in
[9:17] primis. Che merito essere io a darmi
[9:20] quel rispetto? Essere io, rispettare i miei
[9:22] confini, essere io, rispettare i miei standard quindi?
[9:26] Anche il bisogno che emerge da un'aspettativa spesso ci dice
[9:31] qualcosa su cui noi vogliamo lavorare per stare meglio.
[9:36] Allora guardate come da un qualcosa che era bloccato.
[9:40] Sono riuscita a trasformare a un'azione specifica, a una
[9:45] scelta personale insindacabile, però è mia questa scelta e qui.
[9:53] Mi torna il potere. Sull'accettazione, voglio fare
[10:00] un discorso che per me è molto interessante.
[10:02] Molte persone vivono sull'aspettativa degli altri
[10:06] come se gli altri dovessero pensare, agire e ragionare
[10:10] esattamente come loro. Lo vedo tanto.
[10:14] Tanto anche perché ho a che fare con tante persone sconosciute
[10:18] che sono i miei followers. Allora quello che percepisco in
[10:23] alcuni commenti che ricevo o alcuni messaggi che ricevo?
[10:28] Che inevitabilmente, proprio perché sono da persone anonime
[10:32] che magari hanno un nickname, non hanno un nome e cognome, non
[10:34] si mettono in prima linea. C'è un'aggressività spesso molto
[10:39] forte sul. Io ti critico perché tu non stai
[10:44] pensando e agendo come io mi aspetto che tu debba farlo, e
[10:47] non è perché lo dice Alice, ma perché tutto il resto del mondo,
[10:51] nella loro aspettativa, deve pensare e agire secondo le loro
[10:54] convinzioni su temi che invece a mio avviso hanno.
[11:01] Grandissima, cioè potenzialità di essere visti sotto punti di
[11:04] vista completamente diversi. Quindi i temi, le le situazioni,
[11:10] le situazioni sociali non possono essere viste, gestite e
[11:14] ragionate in un unico modo, perché noi ogni essere umano ha
[11:17] il suo background e quindi le interpreta secondo le proprie
[11:21] convinzioni. E il fatto di essere consapevoli
[11:24] che ogni persona ha il diritto di pensare in modo diverso, di
[11:30] agire in modo diverso, ci dà moltissima tranquillità nel.
[11:35] Non dover vivere in questa aspettative faccio un esempio
[11:38] pratico. Dicevo dei followers perché
[11:42] credo che sia dilagante EE. Troppo accettato socialmente.
[11:48] Cioè? Secondo me ci dovrebbero
[11:49] insegnare di più il fatto che le aspettative non sono dovute,
[11:55] cioè non non possiamo aspettarci dagli altri che pensino
[11:58] esattamente e agiscano come noi vogliamo.
[12:01] Faccio un esempio che mi è capitato tempo fa l'anno.
[12:06] L'anno scorso in una chat di classe si parlava del regalo per
[12:11] le insegnanti alla fine dell'anno.
[12:14] C'è stata quasi una rissa, anzi due anni fa, perché non era
[12:17] nell'ultima scuola dov'ero, ma nella scuola precedente c'è
[12:20] stato un problema enorme perché c'era chi voleva mettere 5 €,
[12:26] chi voleva mettere 30 €, c'era chi voleva dare 1 1 regalo che
[12:31] fosse relativo alla classe, quindi ai nomi dei bambini,
[12:36] quindi personalizzato sulla classe, chi diceva ma cosa gli
[12:39] può interessare alla maestra diamole, un buono Amazon o un
[12:42] buono per Zara? Per poterle dare un regalo che
[12:46] effettivamente piaccia a lei e c'è stato una cattiveria nella
[12:51] comunicazione. Una sovrastare il l'altro, che è
[12:59] tutto. È tutto dovuto alle aspettative?
[13:01] Cioè io mi arrabbio così tanto con te perché mi aspetto che tu
[13:06] veda le cose come le vedo io e il fatto che tu non lo veda.
[13:10] Mi fa perdere il controllo, mi fa perdere la ragione perché non
[13:15] riesco ad accettare che tu veda le cose diversamente, fare pace
[13:20] col fatto che tu le veda diversamente.
[13:24] Pensiamoci su questo, questo si applica su tutto?
[13:27] Provate a pensarci, quante volte ci si chiude la vena solo perché
[13:31] qualcun altro non vede le cose esattamente come le vediamo noi?
[13:36] E invece il fatto di riconoscere che la mia aspettativa non ha
[13:40] più ragione di esistere che la tua.
[13:44] Ma più che altro va trasformata. Cioè la mia aspettativa nella
[13:47] chat di classe, la tua aspettativa nella chat di classe
[13:50] vanno trasformate in una comunicazione e in una
[13:54] risoluzione del conflitto. A questo punto noi abbiamo punti
[13:59] di vista diversi, dobbiamo trovare un modo per metterci
[14:02] d'accordo e probabilmente in questo in una chat di class la
[14:06] migliore cosa che ci fa stare tutti meglio se riusciamo a
[14:09] lasciare andare la nostra aspettativa, è il principio
[14:11] dell'equità, cioè? Votiamo, mettiamola ai voti.
[14:15] Un processo democratico in questo caso, quindi di nuovo,
[14:18] stiamo spostando dall'aspettativa a un'azione
[14:21] specifica. Ricordiamocelo questo, quando
[14:26] andiamo nella nostra vita, vaghiamo con le altre persone
[14:29] che la mia aspettativa non ha più ragione di esistere della
[14:33] tua. La mia convinzione non è
[14:36] superiore alla tua. Vengono da mondi diversi e saper
[14:41] parlare con qualcun altro quando abbiamo idee diverse significa
[14:47] saper lasciare andare la nostra stessa aspettativa.
[14:51] Ci sono conversazioni meravigliose che possono
[14:54] esistere solo se ci sono punti di vista diversi e solo se le
[14:58] due persone sono mature abbastanza.
[15:01] Da poter lasciar andare la loro aspettativa e poter prendere con
[15:05] curiosità l'idea dell'altro e, eventualmente, riuscire a
[15:09] gestire il conflitto con un principio di equità o con un
[15:13] principio del compromesso. Dove questa volta lascio andare
[15:17] io e per te magari è più importante.
[15:20] Magari se siamo in coppia lascio andare questa cosa e lascio che
[15:25] sia tu a decidere questo per entrambi e poi la prossima volta
[15:28] sarò io a decidere. Però vedete la differenza.
[15:31] Il problema è che la maggior parte delle persone sta bloccata
[15:35] in questa aspettativa, sta bloccata nel dire tu devi
[15:38] capirmi, tu devi ascoltarmi, tu devi essere d'accordo.
[15:42] D'accordo con me e finché non lo sei mi si chiude la vena.
[15:46] È lì che ci blocchiamo e allora viaggiamo, il nostro nostro
[15:50] mondo, con rabbia, con lamentela continua, con sorprese.
[15:57] Sorpresi che tutto il mondo sia così diverso da noi, che gli
[16:01] altri siano così diversi da noi e anzi basiamo le nostre
[16:05] relazioni sull'aspettativa abbiamo un livello di tossicità
[16:09] nelle relazioni oggi che è enorme, quante relazioni
[16:13] abbiamo? E poi dietro le spalle parliamo
[16:15] male delle persone con cui abbiamo le relazioni.
[16:18] Io una cosa che non sopporto questa perché o.
[16:22] Non ho una relazione con te. Scelgo di non averla, oppure se
[16:26] ce l'ho, non sto tutto il giorno a lamentarmi con qualcun altro
[16:30] della relazione. Quindi l'aspettativa negli altri
[16:34] si può trasformare in comunicazione, in lasciare
[16:37] andare, si può trasformare in accettazione, si può trasformare
[16:40] in distacco, in allontanamento, in lavoro su noi stessi, ma non
[16:45] può rimanere aspettativa se no. Devo accettare, cioè se non ho
[16:51] intenzione di agire su questo problema, se c'è un problema tu
[16:56] ti comporti in modo diverso da come io mi aspetto.
[17:00] Devo trasformare questa cosa in qualcosa che mi permette di
[17:03] agire. Se non mi permette di agire devo
[17:05] lasciare andare in un qualche modo.
[17:07] Non posso rimanere bloccata lì. Il problema è che alcune
[17:10] persone. Vivono di questa emozione
[17:15] adrenalinica, della continua lamentela e del continuo
[17:18] vittimismo, di essere parte di un sistema che non funziona,
[17:22] perché a volte è più facile lamentarsi dell'altro che agire,
[17:27] perché anche lì il vittimismo va a sopperire a dei bisogni di
[17:35] essere visti, di essere. Ascoltati è l'unico modo che
[17:39] conosciamo per essere amati. Se io sono vittima, gli altri mi
[17:42] compatiranno e mi ameranno di più.
[17:45] Quindi entra in gioco anche questo.
[17:49] Questo meccanismo, che non è proprio sano, è un meccanismo
[17:52] che comunque ci ritorna indietro come un boomerang e ci fa molto
[17:55] male perché rincara la dose della solitudine e perché ci
[17:59] sentiamo vittima sempre degli altri, che sono tutti incapaci
[18:02] di capirci. E poi magari noi non abbiamo
[18:04] comunicato minimamente le nostre aspettative nei loro confronti,
[18:08] o meglio i nostri standard, i nostri standard c'è come
[18:12] vogliamo comportarci, come vogliamo che gli altri si
[18:14] comportino, cosa accetto e non accetto io in una relazione.
[18:19] Sono nostre scelte. Le aspettative riguardano gli
[18:21] altri. Cioè il fatto che io mi aspetti
[18:23] che tu sei puntuale non ha ragione di esistere.
[18:26] Il fatto che io mi aspetti da me stessa abbia uno standard per il
[18:30] per il quale io decido di non regalare il mio tempo così a
[18:34] caso e quindi se una persona non è mai puntuale nei suoi modi, io
[18:39] decido di. Creare un confine.
[18:41] Quindi se tu non sei puntuale io vado via.
[18:45] Presto fatto, questo è un mio standard.
[18:48] Oppure scelgo di non avere questo standard?
[18:50] Non mi interessa se non sei puntuale 10 minuti lascio andare
[18:53] perché ho capito che quella parte fa parte di te.
[18:56] Dopo avertelo comunicato oppure proviamo a trovare un punto di
[18:58] incontro. Però sono standard, cioè sono
[19:02] scelte di quello che io accetto e non accetto, di ciò che è
[19:05] negoziabile, di ciò che posso accettare come una sfumatura o
[19:08] ciò che è bianco, ciò che è nero per la mia vita.
[19:11] Invece quando lavoro sulle aspettative non faccio altro che
[19:14] deludermi in un'aspettativa. È un risentimento premeditato, è
[19:19] la premeditazione di un risentimento.
[19:21] Se io scelgo di uscire con te, so che tu non sei mai puntuale.
[19:24] La mia scelta è uno se uscire con te, due se accettare o meno
[19:28] la tua. Non puntualità.
[19:29] Se se comunicartelo o meno, se cercare o -1 soluzione.
[19:33] Ma sono tutte mie scelte. Non ha niente a che vedere sul
[19:36] fatto che tu sia o meno puntuale, è una mia scelta in
[19:40] base alla tua azione, è lì che sta la grande differenza.
[19:44] Quindi tutto questo riguarda le aspettative con gli altri, il
[19:48] fatto di gestirle. Per me è un grande game changer,
[19:55] cioè mi sento proprio cambiata perché mi sento che quando ho
[19:58] troppa aspettativa verso gli altri, verso un gruppo di
[20:01] persone. C'è sempre qualcosa che devo
[20:04] gestire io e quindi mi fa stare molto meglio perché non non ci
[20:08] rimango in mezzo. È qualcosa di transitorio
[20:12] aspettativa, delusione, qualcosa di transitorio che però poi
[20:16] sfocia sempre in una decisione e mi fa sentire in continua
[20:21] trasformazione, mi fa sentire in continuo potere della mia vita.
[20:25] Grazie per aver ascoltato questo segmento di dire Alice Best of.
[20:28] Se vuoi ascoltare l'episodio completo lo trovi in descrizione
[20:31] a presto.

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