# 3 STRATEGIE per ottenere ciò che vuoi SENZA ANSIA da performance

An episode of [Dear Alice](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1596885389), 20 Jan 2026, 44 min.

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Stress e produttività, genitorialità, relazioni e ansia sono alcuni dei temi più critici all'inizio dell'anno, quando tutto sembra dirti che è giunto il momento di diventare la versione migliore di te e tu vorresti solo ritirarti sotto le coperte e girati dall'altra parte. E proprio per questo potrebbe essere utile fare un passo verso un gesto di cura e non necessariamente di performance. Serenis è il tuo centro medico per il benessere e fisico e mentale. Rispondi al questionario per essere associato al terapeuta più adatto a te. Utilizza questo link per iniziare un percorso a prezzo agevolato, partendo da un primo colloqui conoscitivo gratuito. #adv Gennaio arriva sempre con una lista invisibile di aspettative. Dopo settimane di sregolatezza, viaggi, stanchezza e aspettative, questo mese arriva chiedendoci di essere subito performanti, motivati, focalizzati. E spesso il risultato è solo una sensazione di affanno. In questo episodio condivido con te 3 strategie che sto usando anch’io per attraversare gennaio senza farmi travolgere dall’ansia da performance e dal senso di essere “già indietro”. • Come cambiare sistema di riferimento per smettere di sentirti costantemente in difetto; • Perché ridurre la settimana all’unità minima può ridarti ritmo e lucidità; • Come lasciare andare l’ansia da risultati e costruire standard identitari che ti rispettano; • Il ruolo della narrazione: perché non vivi la tua vita, ma la storia che racconti su di essa. Non serve correre. Serve solo ritrovare prospettiva, presenza e un passo che sia davvero tuo. Se questo episodio ti è stato utile, condividilo e lascia una recensione. Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyle Unisciti al canale Telegram: https://t.me/dearalicechannel

## Transcript

[0:00] Io non sono l'esperienza che sto vivendo, io sono l'osservatrice
[0:06] di quell'esperienza e quando riesco a non immedesimarmi
[0:10] nell'esperienza riesco sempre ad ampliare la visione e in un
[0:15] certo senso mi sento subito meglio.
[0:22] Ciao, sono Alice e se oggi sei qui non è un caso, significa che
[0:25] è arrivato il momento per te di iniziare a vivere una vita
[0:28] straordinaria. In ogni episodio rispondo alle
[0:31] domande più comuni di crescita personale e ti accompagno nel
[0:34] tuo percorso verso la migliore versione di te, un giorno alla
[0:37] volta. Ciao e benvenuta benvenuto in
[0:44] questo nuovo episodio del podcast di radice.
[0:47] Oggi ufficialmente apro la stagione 2026 per il podcast,
[0:52] perché se voi avete già ascoltato qualche puntata uscita
[0:55] nel 2026, questa è la prima che registro in quest'anno solare,
[0:59] quindi stappo la bottiglia. Buon anno a noi, buon anno al
[1:02] podcast, buon anno a me e non vedevo l'ora di tornare a
[1:07] registrare nel mio studio registrazione, di avere questo
[1:10] momento di condivisione, quindi finalmente.
[1:12] Finalmente sono rientrata, anche perché provengo proprio da
[1:16] un'esperienza che definirei mistica, forse non ho una parola
[1:20] migliore per per definire l'esperienza vissuta.
[1:23] Rientro infatti dal Canada, sono rientrata anche abbastanza tardi
[1:26] quest'anno perché si è rientrati intorno al 9 10 gennaio.
[1:31] Dal Canada. E l'esperienza mistica di cui
[1:34] parlo è il viaggiare con i tre figli, esperienza che veramente
[1:38] non so se sono gli anni che passano per me.
[1:40] Ho sempre viaggiato con i bambini o se sono il numero di
[1:45] bambini che continua a aumentare e non aumenterà più di questo.
[1:49] Ma quest'anno è stato particolarmente intenso per il
[1:52] fuso orario, in andata, il ritorno, i viaggi, l'aereo è
[1:55] stato tanto. Nonostante il Canada sia stata
[1:58] una bellissima esperienza, poi una volta che siamo stati lì
[2:00] tanti bei ricordi, tanti bei momenti, però sicuramente a
[2:03] livello fisico e diciamo. E diciamo anche di di carico
[2:08] mentale ne usciamo abbastanza provati da da tutta questa
[2:14] questa esperienza di viaggio. Infatti mi sto svegliando ancora
[2:16] al mattino in modo sregolato, fuso orario, che non che non
[2:20] riesco a prendere bene perché tutto sommato il fuso orario
[2:24] quando viaggi con dei bambini, loro hanno la totale priorità,
[2:28] quindi sono sempre svegli, sono sregolati loro e tu non fai in
[2:31] tempo a prenderti cura di te. E questo è per rispondere a
[2:35] tutte quelle persone che mi dicono quanto io sia brava e
[2:38] coraggiosa a viaggiare con i bambini.
[2:40] Io vi dico no, non abbiate ammirazione.
[2:43] Per me è ingenuità allo stato puro, è incapacità cognitiva di
[2:48] vedere la realtà. Perché?
[2:51] Ho questa ingenuità, questo ottimismo smisurato che mi
[2:56] caratterizza, che mi fa vedere le cose sempre fattibili, sempre
[3:00] più facili di quello che poi sono e questo fa sì che io mi mi
[3:04] ritrovi sempre in esperienze. Molto più difficili di quello
[3:08] che pensavo e ormai mi ci sono trovata in mezzo e lo faccio.
[3:12] Però non abbiate ammirazione per questo, è completa ingenuità,
[3:16] cioè non so quello che faccio quando quando prenoto, quindi
[3:20] sorrido perché mi sono arrivati alcuni messaggi del ma guarda io
[3:24] non riesco a viaggiare che ne ho uno figurati tu con tre.
[3:27] Ecco sappiate che è tanto tanto sacrificio e poi vabbè,
[3:32] ovviamente c'è di peggio nella vita, quindi passatemi questo
[3:36] momento narrativo per. Riscaldarmi e ritrovarla
[3:39] connessione qui nella nel nel podcast insieme a voi.
[3:44] E proprio a questo mese di gennaio di rientro voglio
[3:46] dedicare questa puntata. Gennaio è un mese
[3:50] particolarissimo secondo me, perché è un mese molto
[3:53] richiedente per la. Salute mentale per la crescita
[3:57] personale è un mese che richiede performance, richiede
[4:03] disciplina, richiede forza di volontà, richiede anche, come si
[4:08] può dire? Ehm, entusiasmo di tutti i nuovi
[4:13] progetti. Tutti devono avere nuovi
[4:14] progetti, buoni propositi. È quasi un mese.
[4:17] Un mese che richiama per forza al cambiamento e avviene subito
[4:22] dopo un mese. Disregolatezza che è il mese di
[4:26] dicembre disregolatezza spesso anche piacevole, nel senso che è
[4:31] un momento. Dedicato più alla socialità,
[4:34] agli amici, alla famiglia, ai viaggi, allo stare svegli fino a
[4:38] tardi, mangiare un po di più del previsto, allenarsi un po di
[4:41] meno. Parlo ovviamente in generale,
[4:43] nel senso che è chiaro che questo non si applica a tutti i
[4:47] casi particolari. Parlo in generale di dicembre
[4:50] come un momento di chiusura, un momento di sregolatezza, un
[4:53] momento più pieno. Pieno di goliardie per poi tutto
[4:58] in un tratto ci troviamo a gennaio esattamente a richiedere
[5:02] il contrario da noi stessi. E quindi è un mese che è
[5:06] stabilizzante e che spesso ci vede affaticati perché c'è
[5:09] questa aspettativa dall'esterno da noi stessi del ma devi
[5:13] muoverti perché sei già quasi indietro.
[5:15] A me è capitato questo, ad esempio sono tornata il 9 10
[5:18] gennaio dal dal Canada, mi sono sentita subito indietro.
[5:22] Tra l'altro ho fatto 1 1 sbaglio di date pensando che la scuola
[5:27] riniziasse il 12, invece riniziava il 7 gennaio non so,
[5:30] quest'anno ho prenotato quasi un anno, noi prenotiamo di anno in
[5:34] anno, quasi un anno prima. E ho sbagliato le date, quindi
[5:37] abbiamo iniziato tardi tutto e uno si sente in affanno già in
[5:42] indietro e poi mi sono fermato e ho detto ma scusa calmati, chi
[5:46] lo dice che gennaio deve essere questo?
[5:49] Quindi tutti noi ci cadiamo, in bene o in male, in questa
[5:52] sensazione che da una parte è bella, perché la sensazione di
[5:55] novità è la sensazione di voglia di andarmi a prendere il mondo,
[5:58] di motivazione, che però spesso poi viene smorzata anche dal
[6:02] freddo, dal buio, dalle giornate brevi, dalla pioggia quindi.
[6:06] Non è proprio il mese, ad esempio, io amo molto di più
[6:08] settembre. Settembre è un mese di carica,
[6:10] c'è ancora tanta luce. Arrivi da un momento meno
[6:14] goliardico, più riposante, perché agosto è più per te,
[6:18] dicembre ci sono tanti anche responsabilità di famiglia.
[6:22] Devo andare AA visitare le persone anche se non ho voglia,
[6:25] devo vedere delle persone che non volevo vedere.
[6:29] Quindi tutto sommato settembre è un mese meno richiedente,
[6:34] nonostante siano un po paralleli come mesi, perché sono due mesi
[6:38] di ricominciamento di di. Grandi nuovi inizi e quindi
[6:42] dedico questa puntata a gennaio e a tutte le persone che hanno
[6:46] voglia di avere una chiave di lettura diversa per stare
[6:50] meglio, per avere una nuova chiave di lettura.
[6:54] Quando la vita diventa ingestibile, in affanno,
[6:58] affaticata e magari sono sensazioni che avete già
[7:02] iniziato a provare AA in questo mese quindi?
[7:06] Voglio darvi tre chiavi di lettura.
[7:08] Tre strategie, tre modalità che ho applicato io e che ho messo
[7:12] insieme in questa puntata che ha questo fil rouge della risposta
[7:17] a quanto sia richiedente gennaio o comunque questo nuovo inizio
[7:23] nelle nostre vite, partiamo subito dal concetto numero 1.
[7:28] E prima di illustrarlo voglio partire da una storia che mi ha
[7:33] fatta sorridere e che sempre ha come protagonista il Canada,
[7:36] perché appunto, è l'esperienza più viva che che ho vissuto
[7:40] nell'ultimo periodo. La storia è questa, quest'anno
[7:44] in Canada c'è stato molto più freddo del solito.
[7:47] Penso che in generale anche l'Europa ha vissuto un freddo un
[7:52] po più rigido nel periodo dell'ultimo dell'anno, i primi
[7:56] giorni dell'anno. E anche in Canada, a Montreal in
[7:59] particolare, che è la città più fredda del Canada vissuto,
[8:03] perché è chiaro che poi se andiamo a nord stiamo parlando
[8:06] di altre temperature. Però tra le città più conosciute
[8:09] del Canada, diciamo, è quella un po più inospitale a livello di
[8:12] freddo. C'era un freddo invivibile,
[8:17] c'erano 15-20 ° con anche un percepito di 22-23 col vento.
[8:22] C'è stata la neve. C'è stata una tempesta di
[8:25] ghiaccio che se volete andarvi a vedere cos'è.
[8:27] Io non la conoscevo prima di sposare un canadese di Montreal.
[8:30] Comunque ci sono anche le tempeste di ghiaccioli.
[8:37] È stato veramente un freddo fortissimo quest'anno, più del
[8:41] solito, quindi l'ho proprio sentito, vissuto.
[8:45] E questo freddo mi ha fatta ritornare in Italia con la
[8:48] sensazione che qui fosse già primavera.
[8:50] I giorni che siamo rientrati infatti c'erano 5, 6, 7 ° e
[8:54] sembrava veramente di scongelarmi.
[8:56] Dopo il il freddo patito a Montreal mi è capitato due
[9:01] giorni dopo che sono rientrata di fare una passeggiata con con
[9:04] Julian nel passeggino e vedevo tutte le persone.
[9:08] Cioè io ero vestita normalmente con neanche la giacca più
[9:11] invernale che ho con una giacca, una giacca di media stagione, un
[9:14] maglioncino sotto. Va bene, c'erano sei, 7 °, era
[9:17] pomeriggio, c'era il sole e vedere le persone con giacca,
[9:20] cappello, sciarpa, guanti, due guanti.
[9:25] Super, super vestite. E la stessa cosa ha notato
[9:28] Michael quel giorno, ci siamo separati per la giornata.
[9:31] Lui è uscito con con i bimbi più grandi, quindi con Sebastian che
[9:35] l'ha lasciato giocare a basket in un campetto di basket e gli
[9:39] ha l'ha fatto giocare in felpa, gli ha fatto togliere la giacca
[9:42] e lui ha detto, ho vissuto queste occhiate delle mamme
[9:46] intorno come se fossi impazzito. Poi sapete che noi italiani
[9:49] siamo terrorizzati dal freddo. Quindi mettiti la giacca che ti
[9:52] ammali, mettiti la sciarpa che ti ammali, che è una cosa
[9:55] tipicamente della cultura Latina, perché mi ricordo, anche
[9:58] nella mia parte inglese della famiglia, era una cosa che non
[10:01] esisteva, che li faceva sorridere.
[10:02] È il freddo visto come malattia, figuratevi a montre alla
[10:06] Montreal. I bambini con -15 escono
[10:08] ovviamente vestiti adeguatamente con la neve, insomma vanno a
[10:12] farsi la ricreazione fuori, vanno a farsi, vanno al parco.
[10:16] Adesso non è proprio che tutti i giorni stanno al parco quattro
[10:19] ore, però comunque il. Freddo non è percepito, così
[10:23] come 1 1 minaccia così come viene percepita in Italia.
[10:28] E questa cosa ne parlavo con Michael, ci ha fatto sorridere
[10:33] su come il sistema di riferimento con il quale noi
[10:37] interpretiamo i fatti che viviamo è tutto, cioè io e
[10:41] Michael che se eravamo appena arrivati da un clima
[10:44] completamente inospitale da -15 °, siamo arrivati a 6 ° e ci
[10:49] sembrava di vivere primavera, cioè di sentirci già al caldo.
[10:54] Ovviamente chi non ha vissuto -15 e men che meno quest'anno.
[11:01] Ovviamente dice è inverno, quindi è chiaro che questo è il
[11:05] freddo che io sperimento e quindi mi copro il più possibile
[11:08] dal freddo che sento. Quindi per noi la stessa
[11:13] temperatura che stava vivendo qualcun altro era una
[11:17] temperatura molto piacevole, per qualcun altro era una
[11:20] temperatura scomoda. Questo mi ha fatto riflettere.
[11:23] Quante volte anche nella vita può aiutare?
[11:27] Il cambiare sistema di riferimento.
[11:30] Con il cambio di sistema di riferimento intendo che.
[11:35] È un termine un pochino tecnico, un pochino matematico.
[11:37] Intendo il fatto che nostro cervello, il cervello umano, non
[11:41] è in grado di valutare in termini assoluti, ma è sempre in
[11:46] grado di valutare in termini relativi.
[11:49] E questa relatività è data dal nostro sistema di riferimento.
[11:53] In generale, le esperienze della nostra vita sono valutate dal
[11:57] nostro cervello attraverso grandi.
[12:00] Tre grandi sistemi di riferimento, cioè la me del
[12:03] futuro, come dovrebbe essere? La me del passato come ero, e
[12:09] gli altri, cioè ad esempio un esempio molto semplice per per
[12:12] capire il sistema di riferimento è una persona normo.
[12:18] Peso che ingrassa tre chili e dice oddio come mi sento gonfia,
[12:23] come mi sento a disagio, come mi vedo male perché non mi entrano
[12:26] più i jeans non mi stanno più come mi stavano prima e.
[12:30] Perché è un sistema di riferimento che si paragona a se
[12:33] stessa del passato, ha ha sperimentato qualcosa che nel
[12:36] passato era diverso e percepito come migliore.
[12:41] Poi immaginiamo una persona che invece magari ha del peso in
[12:45] più. Rispetto a un normopeso, quindi
[12:47] è leggermente sovrappeso, sovrappeso che vede quella
[12:50] persona normopeso e pensa non c'è nessun problema anche con
[12:54] quei tre chili in più. Questo spiega esattamente il
[12:56] concetto di sistema di riferimento.
[12:58] Allora riflettevo che il cambiare sistema di riferimento
[13:02] non è un modo per invalidare quello che stiamo provando.
[13:06] Cioè se io ho freddo a 6 °. Non è che.
[13:14] Il mio freddo non ha valore perché c'è chi ha freddo a ven a
[13:17] -20 °. Non è questo il punto, perché è
[13:20] una distinzione estremamente importante da fare quando noi
[13:24] cerchiamo di ragionare sul sistema di riferimento.
[13:27] Ma è il dire se io amplio questa visione che ho della situazione
[13:34] oggi, se io ho un creo una narrazione più ampia, neanche
[13:40] diversa, ma più ampia. Della situazione che vivo oggi?
[13:45] Poiché il mio cervello vive totalmente in situazioni
[13:50] relative e poiché più io percepisco scostamento negativo,
[13:55] quindi percepisco una situazione peggiore degli altri, peggiore
[13:58] di me stessa del futuro, cioè quello che dovrebbe essere e
[14:01] peggiore di me stessa del passato, quando il mio cervello
[14:04] percepisce questo, questo scostamento va in allerta e
[14:08] invece di creare una visione più ampia la restringe.
[14:12] Quindi io mi focalizzo solo su quella cosa lì e non vedo via
[14:15] d'uscita, non vedo, non vedo più possibilità, non vedo libertà di
[14:23] uscirne, mi sento soffocata, in affanno da una situazione che mi
[14:27] crea disagio e fastidio. Allargare la visione, cioè
[14:32] rendersi conto che il nostro è solo un sistema di riferimento,
[14:35] può aiutare a creare distanza. Quando io creo distanza.
[14:42] Percepisco più possibilità di scelta e questo mi permette
[14:46] anche di distinguere tra ciò che è fastidioso, tra ciò che è
[14:51] potenzialmente momentaneo, tra ciò che è un inghippo. 1 1.
[14:56] Preoccupazione del momento a ciò che è veramente grave, perché
[15:00] quando una cosa è veramente grave ce ne sono spesso poche
[15:03] nella vita di cose gravi. Quando una cosa è veramente
[15:07] grave, sempre. Amplio il sistema visivo, il
[15:09] sistema di riferimento, le cose non cambiano, non mi dà più
[15:11] prospettiva, non mi fa cambiare narrazione perché è una cosa
[15:15] grave. È una cosa più grave, diciamo in
[15:17] assoluto, mentre quando io la recepisco grave in termini
[15:22] relativi significa che è spesso un disagio, un discomfort, un
[15:27] momento che spesso, ampliando la visione, permette a me di
[15:31] ridurre quel senso di affanno, senso di di essere sovrastata da
[15:37] qualcosa che in quel momento invece determina un'emozione
[15:41] reale della mia vita e che quindi, ovviamente determina lo
[15:44] Stato in cui mi trovo in un. Quel periodo, in quel momento
[15:48] specifico. Questa capacità di cambiamento
[15:50] di prospettiva e di cambiamento di sistema di riferimento mi
[15:55] aiuta sempre a ricollegarmi a un concetto.
[15:59] Che ho imparato in Thailandia, che è il concetto di
[16:02] osservatore, cioè io non sono l'esperienza che sto vivendo, io
[16:09] sono l'osservatrice di quell'esperienza e quando riesco
[16:13] a non immedesimarmi nell'esperienza riesco sempre ad
[16:17] ampliare la visione e in un certo senso mi sento subito
[16:22] meglio. Mi è capitato proprio in questo
[16:25] ultimo periodo di sentirmi sopraffatta dalla.
[16:30] Dai bambini, dalla famiglia, dalle responsabilità della
[16:33] famiglia. Proprio in questo periodo che
[16:37] doveva essere un periodo di grande riposo.
[16:39] Abbiamo anche vissuto il nostro figlio più piccolo che ha fatto
[16:44] fatica ad ambientarsi in in un'altro paese, in un'altra casa
[16:47] era. Quindi aveva questo enorme
[16:51] attaccamento nei miei confronti. Quindi io mi sono sentita a un
[16:56] certo punto anche un po di soffocare perché ho detto ho
[16:59] tutte queste responsabilità, ho portato i miei bambini
[17:02] dall'altra parte del mondo adesso.
[17:05] Adesso Stan facendo fatica a dormire, mi manca il sonno
[17:08] perché io li sto curando e accudendo di notte quando loro
[17:11] stanno facendo fatica col fuso orario.
[17:13] In più il mio piccolino se mi alzo anche solo per andare in
[17:16] bagno, piange e vuole stare con me.
[17:18] Cioè sono quei momenti di affaticamento che però non sono
[17:23] delle cose gravi in assoluto, perché nel momento in cui riesco
[17:26] è qua il punto di riuscire a riguadagnare prospettiva.
[17:31] Mi permette di dire, è un momento, passerà.
[17:34] Ma anche, mi è capitato poi di riguadagnando il sistema di
[17:37] riferimento, di pensare, pensa a te stessa, 10 anni fa, che
[17:41] uscivi da una relazione terribile, tossica, e l'unica
[17:45] cosa che avresti voluto era trovare una persona di cui
[17:48] innamorarti. Con cui costruire una famiglia
[17:51] con cui avere una relazione. Una relazione bella dei figli
[17:57] che non sapevo se avrei potuto averne perché avevo diversi
[18:00] problemi di endometriosi. Quindi è interessante come solo
[18:03] quel pensiero non ha invalidato le mie emozioni.
[18:08] In quel momento l'affaticamento è rimasto, ma mi ha permesso di
[18:13] osservare quell'affaticamento di non esserlo.
[18:16] Spero di aver di aver di aver spiegato bene questo concetto e
[18:22] qu. Ando, ho iniziato a osservare
[18:23] l'affaticamento, sono riuscita a accettarlo meglio.
[18:26] Con più filosofia, con più distacco, con meno paura che non
[18:33] ne sarei mai uscita, perché a volte ci troviamo in queste
[18:35] situazioni difficili, abbiamo paura che non ne usciremo mai.
[18:39] Poi quando riusciamo a dare un po di prospettiva diciamo tutto
[18:41] sommato passerà, riesco a tener duro ancora un pochino e vedrai
[18:46] che le cose passeranno. A me aiuta molto, questo non mi
[18:50] aiuta se sono gli altri a farmi da specchio, è lì che trovo
[18:53] l'invalidazione, cioè se io racconto a un'amica OA mia
[18:57] mamma. OA qualcuno quanto io sono
[19:00] affaticata. Ecco, il fatto che qualcuno mi
[19:03] dia una prospettiva diversa mi fa sentire subito invalidata.
[19:07] Forse sono io su questo, ma se riesco a farlo da sola mi dà un
[19:11] senso di pace perché mi permette di ampliare la visione e
[19:15] distaccarmi da quell'esperienza. Non sono io.
[19:19] Non sono il mio affaticamento, il mio affaticamento non è la
[19:22] mia vita, non è la condizione per sempre, è un momento, può
[19:27] passare, c'è anche altro, ci sono anche altri momenti, ci
[19:31] sono altre caratteristiche di questo momento che io che io non
[19:35] sto vedendo perché il mio filtro mi fa sempre tornare.
[19:38] Il mio cervello è in allarme perché mi sento così.
[19:41] L'emozione quindi sta prendendo il sopravvento.
[19:44] E quindi non riesco AA uscirne un po un loop.
[19:48] Non riesco a vedere cose positive in quel momento.
[19:50] Quando riesco a prendere quel passo di distacco, di cambio
[19:53] sistema di riferimento, mi aiuta subito a calmarmi, a placare
[19:59] quell'emozione. Perché un'altro punto
[20:01] importante? Stiamo entrando un po nel
[20:05] profondo, ma io so che con voi posso farlo. un'altro punto
[20:08] importante che le emozioni di natura vanno e vengono.
[20:12] Quindi se mi sveglio al mattino che ho dormito poco sono
[20:15] affaticata. Ho mio figlio che mi ha
[20:18] attaccato come una cozza, non ho non ho tempo neanche di capire
[20:21] chi sono. Prendere un caffè al mattino che
[20:24] lui sta già piangendo perché ha bisogno di di stare con me, di
[20:26] contatto, perché giustamente l'abbiamo portato all'altra
[20:29] parte del mondo, quindi nostra responsabilità.
[20:33] È chiaro che quell'emozione è un'emozione forte di
[20:36] frustrazione. La frustrazione però così come
[20:40] arriva, poi se ne va, come tutte le emozioni.
[20:43] La narrazione che io faccio di quella frustrazione è quella che
[20:47] rimane. Cioè, se io mi narro tutti i
[20:51] giorni contate che noi non viviamo una vita, noi viviamo la
[20:55] narrazione che abbiamo della nostra vita.
[20:57] Sono due cose molto diverse. Quando impariamo questo e
[21:00] impariamo a accorgercene, la nostra vita immediatamente a una
[21:05] possibilità di cambiamento infinita, un potenziale di
[21:08] cambiamento infinito. Io non sono quella frustrazione,
[21:11] ma se io narro in continuazione quanto?
[21:15] Quanto sia difficile con tre figli, quanto io sia sfortunata
[21:19] che i miei tre figli non vanno tranquilli con le persone che
[21:23] non conoscono bene, in questo caso i nonni li hanno visti,
[21:25] cioè mio figlio, per quanto li abbia visti, che a 14 mesi li ha
[21:28] già visti due volte, però non sono parte la sua quotidianità,
[21:32] un bambino di 14 mesi ha l'ansia dello sconosciuto, chiaramente
[21:35] non voleva stare con me che vado a Montreal, ci sono i nonni, va
[21:38] bene, ecco i miei figli e noi andiamo a farci una bella
[21:41] vacanza e ci riposiamo, no? Ovviamente adesso i grandi sono
[21:44] attaccatissimi. Nonni, però il piccolino ha
[21:46] bisogno di di tempo e tutti i miei figli sono stati così, no?
[21:50] Mini club? No, tutti.
[21:54] Tutti difficoltà al distacco, difficoltà a.
[21:57] Ci sono dei bambini che tu li metti a mini club in un hotel e
[22:00] loro sono le persone più felici del mondo.
[22:03] Se io inizio a narrarmi, questo nasce.
[22:07] Lì nasce, cresce una enorme sofferenza, perché io non sto
[22:10] vivendo un'esperienza per quello che è, la sto vivendo per come
[22:14] io la sto narrando. Allora è difficilissimo vivere
[22:17] un'esperienza per quello che è, perché significa essere
[22:20] solamente radicati e connessi con.
[22:24] Quello che sta succedendo senza opinioni ora, questo lo trovo
[22:27] veramente difficile nella nostra cultura occidentale, per quello
[22:30] che noi viviamo. Maaquesto.se, io so che la
[22:33] narrazione ha un impatto così importante, posso lavorare su
[22:36] questa narrazione, e questo è il caso del sistema di riferimento.
[22:40] Quindi lavorare sulla narrazione significa dire, c'è un modo
[22:43] diverso in cui io posso narrare questo spazio che sto vivendo?
[22:48] E il modo diverso tendenzialmente nasce dal fatto
[22:51] che posso ampliare la visione. Posso vedere che questa cosa è
[22:55] temporanea, posso vedere che non è una cosa grave?
[22:57] Posso vedere. Altre cose per cui gioire, posso
[23:00] vedere che era una cosa che ho desiderato per tanto tempo.
[23:04] E ci sta che io ci passi in mezzo.
[23:05] Posso vederla come una lezione di vita, quindi dire questa cosa
[23:09] mi fortificherà, mi darà degli strumenti.
[23:11] È vero che adesso il momento fa schifo, però so che ne uscirò
[23:16] meglio e più forte alla fine. Quindi ho davvero tutte queste
[23:20] possibilità di manipolare, che è una bruttissima parola, però nel
[23:25] vero senso del termine, quindi non nel senso brutto.
[23:29] Non nell'accezione negativa, nel vero senso del termine, ho la
[23:31] possibilità di manipolare la mia narrazione.
[23:34] E questa è una libertà immensa. Quindi questa è la prima
[23:37] strategia utilizzata in questo gennaio.
[23:41] Guarda se ti senti sopraffatta o in affanno, prova a capire il
[23:47] tuo sistema di riferimento e prova a ampliarlo, prova a
[23:50] cambiarlo e prova a cambiare la tua narrazione.
[23:54] Gennaio è appunto il mese in cui chiediamo a noi stessi di
[23:56] ricominciare, ma spesso senza davvero averne le energie.
[23:59] Questo può causare una fortissima frustrazione, un
[24:01] senso di schiacciamento, di rimanere indietro rispetto alla
[24:05] vita. È il mese delle liste, degli
[24:07] obiettivi, delle promesse a noi stessi e delle aspettative che
[24:10] arrivano sia da noi ma anche dal mondo esterno che sembra sempre
[24:13] ripartire a 1000. Allo stesso tempo, però, è il
[24:16] mese in cui molte persone si sentono più stanche, più
[24:19] silenziose, più lontane da quello che pensavano di essere.
[24:22] Forse il problema non è che gennaio in sé non funziona,
[24:25] forse che continuiamo a chiedergli performance quando
[24:28] l'unica cosa che servirebbe è ascolto?
[24:31] E se il passo più grande di questo inizio anno non fosse
[24:34] fare di più, ma iniziare ad ascoltar?
[24:36] Più ascoltarsi a volte significa creare uno spazio in cui non
[24:39] dobbiamo performare, non dobbiamo essere forti, non
[24:43] dobbiamo avere tutte le risposte.
[24:44] È anche per questo che in questo periodo dell'anno in particolare
[24:47] voglio citare serenis, azienda con la quale collaboro.
[24:51] Serenis è una piattaforma di benessere mentale gestita da un
[24:54] centro medico. Quando ti affidi a serenis non
[24:57] viene affidata o affidato a figure generiche, ma a
[25:00] psicoterapeuti con un'esperienza media di 13 anni nella
[25:04] professione. Serenis ha una mission
[25:06] fortissima, rendere più accessibile la salute mentale e
[25:09] fisica e mai come oggi questa mission la sento allineata con i
[25:13] bisogni delle persone. Il percorso di serenis inizia
[25:16] rispondendo a poche domande di un breve questionario e da lì
[25:18] viene abbinato abbinato al professionista più adatto a te.
[25:21] Se ne senti il bisogno, puoi prenotare un primo colloquio
[25:24] conoscitivo gratuito e grazie al link che trovi nella
[25:26] descrizione, puoi accedere al percorso con un prezzo
[25:30] agevolato. Seconda strategia che vi voglio
[25:33] dare oggi nasce anche qui da una storia, quindi torno dal Canada.
[25:39] Le persone sono tutte vestite col freddo bla bla bla.
[25:42] Torna il momento di andare a lavorare, quindi devo
[25:46] ricominciare. Non so neanche come mi chiamo
[25:48] perché ho proprio staccato, anche perché non avevo scelta.
[25:52] Non sono stata in contatto morboso con mio figlio di 14
[25:56] mesi per tre settimane di fila quindi.
[25:59] Non ho avuto grande scelta di fare grandi lavori e quindi ho
[26:02] detto bene, adesso si ricomincia.
[26:05] No? I progetti avevo già l'anno
[26:07] molto chiaro in testa, però a questo punto dovevo iniziare a
[26:11] metterlo a terra. Quindi OK, questi sono i
[26:14] progetti, questi sono i miei obiettivi dell'anno.
[26:16] E adesso cosa devo fare per affinché queste cose?
[26:20] Succedano e appena ho messo nero su bianco i miei obiettivi mi ha
[26:25] iniziato a venire un senso di ansia sovrastazione oddio quanto
[26:30] devo lavorare per far tutto questo?
[26:32] Non ci non ci riuscirò mai. Non ci riesco neanche se avessi
[26:34] una settimana lavorativa da 80 ore.
[26:37] Figurati che io ne ho risicate sì e no 25, 30 che posso
[26:43] dedicare diciamo a questi progetti.
[26:45] Figuriamoci se riesco a fare tutto.
[26:48] Allora mi sono messa lì con chatg.pt e ho iniziato a
[26:52] stimare. Ho spiegato, tutte queste cose
[26:54] che devo fare le ho iniziate a stimare in termini di tempo, in
[26:58] termini di energia, quindi come anche spalmarle sulla settimana.
[27:02] Insomma, morale della favola, quotando anche in modo molto.
[27:09] Molto conservativo, tutte le cose da fare tenendo conto
[27:13] dell'energia, dell'energia creativa, tenendo conto che ho
[27:17] bisogno di almeno due mezze giornate di buffer per cose che
[27:21] succedono, che io ho una vita imprevedibile, lo dico sempre
[27:24] che la. Variabilità della vita deve
[27:28] essere assorbita con un calendario non troppo pieno,
[27:33] perché se io il calendario pieno al millimetro devo essere sicura
[27:36] di avere una vita molto molto prevedibile, senza imprevisti, è
[27:41] chiaro che la mia vita sia per il lavoro che faccio sia per la
[27:45] famiglia, ha tanti imprevisti, non ci va una settimana uguale
[27:48] all'altra, quindi mi son detta due mezze giornate che devono
[27:50] rimanere diciamo jolly che posso utilizzare per.
[27:55] Gestire delle cose che sono venute fuori durante la
[27:57] settimana. Insomma, morale della favola, mi
[27:59] venivano 22 ore di lavoro una cosa del genere, quindi anche
[28:06] mettendoci dentro delle altre cose, anche essendo ancora più
[28:09] conservativa, non arrivo neanche alle 30 ore.
[28:13] Quindi la percezione di tutte quelle cose da fare era più.
[28:17] Era molto più grande rispetto alle cose stesse da fare.
[28:21] Il nostro cervello, infatti, non è progettato per tenere in piedi
[28:25] diversi loop mentali. Cioè quando io inizio a dire il
[28:29] progetto numero 1 devo fare questo, questo, questo progetto
[28:31] numero 2 devo fare questo, questo, questo poi per la
[28:33] palestra faccio questo, questo, questo.
[28:35] Poi devo iniziare a cucinare, a mangiare più proteine, poi devo
[28:38] portare i miei bambini qua qua e qua poi devo organizzare che
[28:41] devo fare questa cosa e devo portare dal dal medico e c'è
[28:45] questa cosa che devo fare poi devo fare quell'esame e noi
[28:49] iniziamo anche a metterlo nero su bianco sono.
[28:52] Come dei loop mentali aperti, e sono tantissime.
[28:55] Il nostro cervello non li percepisce come attività da
[28:58] incasellare in un lungo periodo. Dicono che le giornate siano
[29:02] lunghissime, gli anni siano velocissimi.
[29:04] Questo spiega il concetto. È vero.
[29:06] Le giornate sono lunghissime perché mettiamo tutte queste to
[29:12] do queste cose da fare e poi passa in un attimo, un anno e ci
[29:16] giriamo, diciamo, non so neanche come sia passato quest'anno.
[29:19] Il nostro cervello è veramente incapace di stimare i tempi, di
[29:24] stimare l'energia, di stimare in bene e in male è quello che
[29:29] dobbiamo fare. Quindi più vita complessa,
[29:32] abbiamo più progetti, abbiamo nella testa più.
[29:36] Ci sentiamo sovrastati. E il fatto di metterli nero su
[29:41] bianco o di pianificarli spesso non aiuta e ho trovato un
[29:45] trucchetto. Che avevo già utilizzato forse
[29:48] l'ho anche già detto nel Podcast, però l'ho ritirato
[29:52] fuori che mi aiuta in questi momenti, soprattutto di grandi
[29:55] inizi dove devo prendere un po il ritmo ed è il trucchetto del
[29:59] dividere la settimana nella minima unità possibile che per
[30:04] me è la mezza giornata. Cosa significa?
[30:07] Che io inizio a dividere la mia settimana in 14 slot mezza
[30:11] giornata. Giornata ogni giorno.
[30:13] E invece di chiedere a me stessa di avere chiarezza figurati per
[30:17] il mese ma per la settimana, quindi di incasellare tutto per
[30:21] una settimana, io mi chiedo solamente di avere chiarezza per
[30:25] le prossime quattro ore. È più facile aver chiarezza per
[30:28] quattro ore se io chiedo a chiunque OK nelle prossime
[30:31] quattro ore riesce a far qualcosa di produttivo,
[30:34] produttivo, inteso come allineato ai tuoi valori,
[30:37] allineato alla direzione in cui vuoi andare.
[30:40] Allineato ai tuoi progetti più importanti, allineato a te.
[30:43] Quindi non si tratta di produttività performativa, si
[30:46] tratta di qualcosa anche anche andare a pianificare una visita
[30:52] medica che pospongo da tempo, pagare quella bolletta che mi fa
[30:57] venire l'ansia, andare a gestire le mie finanze.
[31:00] Guardare, quindi, non significa produttivo, significa produrre,
[31:04] ma significa qualcosa allineato, qualcosa che.
[31:07] Se mi ascolto è importante per me.
[31:11] Tu riesci a farlo una cosa nelle prossime quattro ore?
[31:13] Certo, chiunque ci riuscirebbe e non ti dà neanche tanta ansia
[31:17] perché è una cosa in mezza giornata.
[31:20] Cosa succede però? Che alla fine della settimana ne
[31:22] hai fatte 14 e alla fine del mese ne hai fatte 28, per due
[31:27] sono 56. Se non sbaglio hai fatto 56 cose
[31:32] e il cervello misura il valore personale, non.
[31:36] Per l'effort che io metto lo sforzo che io metto nelle cose
[31:39] che faccio, non per il numero di idee che faccio, non per il
[31:43] numero di progetti e per quanto sono impegnato.
[31:46] Ma per il numero di cose chiuse che faccio, quindi è molto
[31:51] meglio avere poche cose chiuse che averne 100 aperte, quindi
[31:57] magari ti sembrerà poco il fatto di concludere una cosa ogni
[32:01] mezza giornata. Ma alla fine della settimana,
[32:05] una settimana è breve, è brevissima, alla fine della
[32:08] settimana avrai 14 cose chiuse. E quelle 14 cose chiuse non ti
[32:13] hanno richiesto quelle enorme energia perché lei decise un
[32:17] passo alla volta, una minima unità possibile della tua
[32:21] settimana. La mezza giornata per me non è
[32:24] l'ora, ecco l'ora non avrebbe senso la mezza giornata.
[32:28] Quindi dalle da 00:00 alle 12 e dalle 12 a 00:00 dividi la tua
[32:34] giornata così in parte dormi, mangi, fai le tue cose e in
[32:37] parte trovi il tempo di portare a termine una cosa.
[32:40] Allora? La tua vita inizia a entrare nel
[32:42] ritmo perché inizia a dire, sai che questa cosa la posso
[32:45] chiudere? Poi quelle 14 cose le decidi tu
[32:48] quali sono. Possono essere 14 cose
[32:50] completamente diverse. Così come possono essere 14 cose
[32:54] che vanno nella stessa direzione, quindi magari 14 cose
[32:57] di un progetto lavorativo. Però se tu a deciderlo dipende
[33:01] dalla stagione della vita che stai vivendo.
[33:03] Io per esempio l'anno scorso ho avuto una vita molto frammentata
[33:06] perché avevo 552 progetti nuovi, tendenzialmente personali, una
[33:11] casa nuova, trasferimento, tutta una serie di cose che mi hanno
[33:14] portato a dover diversificare. Quindi avevo delle settimane che
[33:18] facevo cose completamente diverse tra loro.
[33:20] Quest'anno per me è molto più importante focalizzare poco su
[33:25] pochi progetti, ma. Ma comunque devo lavorare su
[33:29] questi progetti. Quindi ci sono momenti la vita
[33:32] dove non sei focus, perché sono magari momenti di passaggio, di
[33:37] decluttering dove vuoi fare spazio, dove hai bisogno di fare
[33:42] micro cose per toglierti, della burocrazia, delle cose da fare.
[33:47] E ci sono i momenti invece dove tutte queste 14 cose sono di
[33:51] focus. E cosa succede quando riduci la
[33:53] vita all'unità minima? Inizi a non sentire più il peso
[33:59] di quello che non stai facendo. E ad apprezzare quello che
[34:03] invece stai facendo. E è una sensazione impagabile.
[34:09] Veramente ti dà una carica, altro che la motivazione dei
[34:13] buoni propositi. Quindi questa seconda strategia
[34:16] ci aiuta a suddividere la nostra vita in qualcosa di più
[34:21] gestibile quando tutto insieme sembra non starci.
[34:25] E allora uno dice, allora così lo riesco a fare.
[34:27] E credetemi che potreste. Sperimentare tra le settimane
[34:32] più di. Soddisfazione della vostra vita
[34:36] quando riuscite davvero a portare a casa una micro cosa
[34:39] ogni mezza giornata? Perché l'importante non è i
[34:43] picchi della vita, perché sono seguiti spesso dalle Valli.
[34:46] Le Valli sono più più dei picchi, ma la cosa importante è
[34:50] riuscire a mantenere un ritmo, cioè riuscire a dire ogni ogni
[34:54] giorno un pochino. Allora questo mi permette di
[34:57] mantenere salda la mia autostima, il mio valore.
[35:00] La sensazione che non sono ferma ma che non sono bloccata così
[35:04] però non non ho non sento neanche quella sensazione di
[35:07] sovrastazione quando sono a 1000 che non serve quasi mai essere a
[35:11] 1000. Terza e ultima strategia che sto
[35:14] utilizzando in questi giorni per non sentirmi sovrassata.
[35:17] È il lasciare andare completamente i propositi in
[35:22] termini di risultati, ma ragionare in modo autentico e
[35:27] onesto con me stessa sulle regole della mia vita.
[35:30] La parola regole non piace perché dà un senso di
[35:34] costrizione e dà un senso di arrivo dall'alto.
[35:38] Quindi è il capo che mi dà le regole, l'insegnante, la scuola
[35:42] e il sistema. Quando invece siamo noi a porle,
[35:47] per me deve avere un significato completamente diverso.
[35:50] È un sì, se vogliamo non chiamarle regole, le possiamo
[35:53] chiamare in non negoziabili le linee guida.
[35:57] Le promesse che ci facciamo per. Ché faccio questo, questa grande
[36:02] distinzione, perché spesso i propositi e gli obiettivi sono
[36:08] delegati. Delegati al futuro e non sono
[36:11] totalmente il nostro controllo. EE spesso sono anche molto
[36:16] significativi solo nel momento in cui io li raggiungo, quindi
[36:20] diciamo che è molto facile proporsi un obiettivo.
[36:23] Quest'anno arrivo a 100.000 follower sui social, quest'anno
[36:29] con la mia attività da freelance Fatturerò 80.000 € benissimo.
[36:33] Avere l'obiettivo, la visione. Quello che è però lascia un po
[36:38] il tempo che trova, nel senso che quest'anno uno può arrivare
[36:41] a 80.000 € difficilmente. Sa che arriverà a quel a quella
[36:47] cosa precisa potrebbe essere 70, come potrebbe essere 120.
[36:52] Non è completamente in capo a. A se stessi, quello che noi
[36:59] possiamo raggiungere nel futuro. Anzi, una buona parte è data da
[37:04] le tempistiche, scusa il tempismo, una parte data anche
[37:08] dalla fortuna, una parte data dal periodo che viviamo, da
[37:12] alcune scelte che facciamo sbagliate, giuste.
[37:15] Quindi diciamo, l'obiettivo ci dà la direzione e va benissimo
[37:18] perché è importante aver direzione, quindi non è che non
[37:21] ci non non servano gli obiettivi.
[37:23] Però nel momento in cui poi ho l'obiettivo, io lo lascio lì, lo
[37:26] lascio andare. E la cosa importante da creare
[37:29] sono queste famose regole. Io quest'anno mi creo delle
[37:32] regole, delle regole. Sono in modo molto onesto e poco
[37:36] performativo, perché non voglio stare lì a performare delle
[37:40] regole che mi fanno sentire costretta.
[37:42] Ma. Sono quelle, diciamo quegli
[37:47] standard di di. Identità, perché?
[37:53] Sembra sempre brutto oggi darsi degli standard, darsi uno
[37:58] standard significa. Pretender qualcosa da se stessi
[38:04] non e una cosa brutta. Pretendere qualcosa da se stessi
[38:07] è brutta quando è irragionevole, quando questa cosa viene da un
[38:12] desiderio puramente. Dettato dagli altri, dettato
[38:18] dalla società. Ma quando faccio un percorso di
[38:21] crescita personale e voglio entrare in contatto con i miei
[38:25] valori profondi, con quello che io voglio essere davvero è
[38:30] importante darsi degli standard, se no decliniamo.
[38:34] Darsi gli standard permette di rispettare se stessi.
[38:38] Perché in fondo, pensate a come scegliamo le persone intorno a
[38:42] noi. Come scegliere gli amici, il
[38:45] partner, le persone che anche il lavoro?
[38:49] Molti hanno la possibilità di scegliere il lavoro che fanno,
[38:53] quindi se un ambiente lavorativo è giusto o sbagliato per loro,
[38:58] noi scegliamo gli altri in base a come gli altri sono.
[39:02] Quindi se noi abbiamo una persona di fronte a noi che non
[39:06] si lava è rude. Parla male, mangia male, arriva
[39:13] tutto sporco, cioè magari non ci vogliamo necessariamente
[39:17] circondare da questa persona. Perchè?
[39:20] Perchè gli standard base di pulizia, di di educazione
[39:25] sociale non sono matcha, OK, quindi avere degli standard non
[39:29] è qualcosa di malvagio, anzi, quando siamo persone
[39:33] consapevoli, avere degli standard ti dà potere, ti dà una
[39:37] sensazione di libertà. Allora io quest'anno lavoro sui
[39:42] miei standard. Qual è il mio standard per
[39:44] prendermi cura del mio corpo? Qual è il mio standard per
[39:47] lavorare, cioè? Alice, quando è al lavoro come
[39:51] si comporta? Che serietà ci mette?
[39:54] Che effort, che sforzo ci mette? Quante ore ci metto?
[39:59] Questi sono standard, non devono essere tanti, non devono
[40:02] sentirti costretta, ma. È un ragionamento di se io seguo
[40:08] questi standard, qualcosa succederà e quel qualcosa è ciò
[40:13] che l'universo ha in serbo per me.
[40:15] E io sono contentissima così. Quindi se io voglio per esempio
[40:19] avere una carriera nell'online e io ho iniziato il mio profilo
[40:23] Instagram, io posterò. 5 volte a settimana.
[40:27] Questo è il mio standard. Con questi standard di qualità
[40:30] mi formerò quest'anno e vedrò se arrivo a 50.
[40:34] Se arrivo a 100 sarà un'informazione dell'universo
[40:38] che mi dà l'universo e poi deciderò cosa farci con questa
[40:41] informazione. Intanto io mi concentro su
[40:44] quello che è il mio standard identitario, sulla persona che
[40:48] sono quando io mi metto online. Sulla persona che sono quando io
[40:52] mi metto davanti al computer, quando gli altri non mi vedono.
[40:54] Questa è bellissima. Gli standard identitari sono
[40:58] quelli che tu applichi quando nessuno è lì a dirti bravo.
[41:02] Quando gli altri non ti Stan guardando, quando io mi sveglio
[41:06] al mattino e vado in palestra alle quattro del mattino non
[41:10] voglio l'applauso. E quando io lo faccio che mi è
[41:13] capitato di di svegliarmi al mattino, andare in palestra e
[41:15] non postare niente perché spesso posto la foto eccetera.
[41:18] Mi è capitato perché ero talmente presa dal fare la mia,
[41:22] la mia routine, le mie cose che non non mi interessa.
[41:26] Non ho bisogno, quella cosa lì non esiste per.
[41:29] Ché deve essere condivisa. Esiste perché è un mio standard?
[41:33] Perché? E poi è uno standard che è
[41:35] diventato piacevole. Quindi è chiaro che più gli
[41:37] standard si avvicinano a qualcosa che per noi è
[41:39] piacevole, anche se richiede sforzo, sacrificio, è qualcosa
[41:44] che ci che ci risuona, che è allineato con la versione
[41:50] attuale e futura di noi stessi, che vogliamo sperimentare.
[41:53] Quindi una cosa che sto facendo invece di.
[41:57] Focalizzarmi su quello che devo raggiungere quando devo
[41:59] raggiungerlo. Sì, ci sono degli obiettivi, è
[42:02] necessario perché ti danno direzione anche del capire quali
[42:05] sono le le azioni che uno deve intraprendere.
[42:08] Ma poi ci sono i miei standard identitari e su quelli io non
[42:11] sbaglio mai, perché quando riesco a vivere secondo i miei
[42:14] standard identitari, inevitabilmente qualcosa di
[42:17] buono ne esce, qualcosa di. Significativo per me ne esce.
[42:23] Quindi se tu hai tanti buoni propositi, hai tanti obiettivi e
[42:27] non sai da che parte prenderli, prova a iniziare a pensare che
[42:30] persona devo essere nella mia quotidianità per portare avanti
[42:35] queste cose, quali sono le mie regole, quali sono i miei
[42:37] standard? Quali sono quelle cose che io
[42:39] oggi voglio? Per seguire, per riuscire ad
[42:45] arrivare a questi obiettivi. Quindi oggi vi ho dato tre
[42:49] strategie che sono antilati oscuri di gennaio.
[42:53] Mi piace molto questa idea. Gennaio ha dei lati nascosti che
[42:56] non si vedono sulla carta e queste tre strategie ci aiutano
[43:01] a ritornare nel ritmo che poi ci verrà molto più naturale perché
[43:04] non verremo più da un mese così complesso come dicembre, ci
[43:08] verrà più naturale il ritmo pian piano però intanto possiamo
[43:11] utilizzare queste tre strategie. Il cambio di sistema di
[43:15] riferimento, quindi la narrazione che utilizziamo per
[43:18] narrare le cose che stanno accadendo.
[43:21] La seconda è dividere la nostra settimana nella minima unità
[43:26] possibile e affrontare un'unità alla volta, nel mio caso è la
[43:30] mezza giornata. E la terza strategia è quella di
[43:34] lavorare sugli standard, crearsi degli standard identitari, delle
[43:39] regole, invece che pensare troppo agli obiettivi e ai buoni
[43:44] propositi. Io spero che questo episodio vi
[43:46] sia piaciuto, che vi abbia portato una nuova energia.
[43:50] Una nuova prospettiva, una nuova voglia di mettervi in gioco.
[43:53] Come sempre fatemelo sapere in un commento, oppure mi trovate
[43:56] anche su Instagram. Condividete questo episodio con
[44:00] le persone che pensate possano beneficiarne.
[44:03] Come sempre sono estremamente grate di tutto il vostro
[44:06] supporto. Noi ci sentiamo al prossimo
[44:08] episodio, a presto. Ciao.

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