# Il vero motivo per cui non riesci a OTTENERE ciò che DESIDERI

An episode of [Dear Alice](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1596885389), 27 Jan 2026, 44 min.

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Quanti “vorrei” hai nel cassetto… e quante volte ti sei detta che ti manca tempo, disciplina o la strategia giusta? Oggi voglio darti una chiave diversa: forse non ti manca il come, ti spaventa ciò che dovrai perdere per far succedere davvero le cose. In questo episodio scoprirai: • Perché il successo non è solo “cosa devo fare”, ma soprattutto cosa devo lasciare andare. • La differenza tra appartenenza e approvazione (e come la paura di essere esclusa ti blocca). • Come riconoscere l’autosabotaggio quando nasce dal bisogno di “restare come ti conoscono gli altri”. • L’importanza di accettare di essere incoerente temporaneamente mentre evolvi. • Come attraversare il disagio senza interpretarlo come un segnale che stai sbagliando strada. Quel discomfort non è la prova che non sei capace: è spesso il segnale che stai andando verso una versione più vera di te. Se questo episodio ti è stato utile, condividilo e lascia una recensione. Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyle Unisciti al canale Telegram: https://t.me/dearalicechannel

## Transcript

[0:00] Far succedere le cose significa avere successo qualsiasi cosa
[0:05] sia, quindi non è 1 1 concetto oggettivo il successo, ma se noi
[0:11] ci prefiggiamo un obiettivo, avere successo, per quanto mi
[0:16] riguarda, è farlo succedere, riuscire a fare tutti i passi
[0:20] per arrivare a raggiungere quell'obiettivo.
[0:27] Ciao, sono Alice e se oggi sei qui non è un caso, significa che
[0:31] è arrivato il momento per te di iniziare a vivere una vita
[0:34] straordinaria. In ogni episodio rispondo alle
[0:37] domande più comuni di crescita personale e ti accompagno nel
[0:39] tuo percorso verso la migliore versione di te, un giorno alla
[0:43] volta. Ciao e benvenuta benvenuto in
[0:50] questo nuovo episodio del podcast di radice.
[0:52] Quindi vi accolgo nell'angolino del podcast che giorno dopo
[0:55] giorno voi lo vedete, magari sempre uguale, ma noi lo stiamo
[0:58] migliorando con delle dei miglioramenti tecnici.
[1:01] Mi sento sempre più a casa se mi guardate in video, ovviamente
[1:04] vedete ciò di cui sto parlando oggi.
[1:07] Prima di iniziare voglio dare il benvenuto a tutte le persone
[1:10] nuove che stanno seguendo il podcast.
[1:12] Siete in tantissimi che state raggiungendo, o meglio siete
[1:16] stati. Stati raggiunti da da questo
[1:18] podcast, quindi Benvenuti e grazie.
[1:21] Grazie di essere qui se volete fare qualcosa di piccolissimo
[1:25] per supportare il podcast, ma che per me vale tantissimo.
[1:29] Vi chiedo di condividerlo. La condivisione è il modo
[1:32] migliore, più sano per far crescere un podcast, un podcast
[1:35] non è virale come Instagram, non è short form, è qualcosa che è
[1:41] curato, che cresce nel tempo, che va coltivato.
[1:43] E la condivisione, il passaparola, è il motivo più
[1:47] più. Diciamo sano.
[1:48] Non trovo altro aggettivo con cui cresce.
[1:51] Diventa raggiungibile un podcast.
[1:53] Tra l'altro quello che amo delle vostre condivisioni è che spesso
[1:57] mi scrivete. Il martedì spesso succede il
[2:00] martedì quando esce la puntata diciamo principale del del
[2:03] Podcast mi scrive. Mi scrivete e mi dite che
[2:06] l'avete condivisa con nei gruppi Whatsapp, con le amiche, quelle
[2:09] più più intime, con la mamma, la sorella e che spesso nascono
[2:13] degli spunti di riflessione. Quindi io sono d'accordo su
[2:17] questo? No, io non sono d'accordo.
[2:18] Questo mi ha fatto riflettere su questa cosa della mia vita ed è
[2:21] proprio la mia mission. La mia mission qui è quella di
[2:24] poter generare delle riflessioni che quando dedicate il vostro
[2:28] tempo così prezioso ad ascoltarmi, non sia un tempo.
[2:33] Dove apprendere dei concetti come a scuola, ma sia un tempo
[2:36] per voi da ritagliarvi e per entrare nel vostro mondo
[2:38] introspettivo. Quindi per me una mission molto
[2:41] chiara è quando mi scrivete che lo condividete con le persone
[2:44] che amate, con le persone con cui vi confrontate.
[2:48] Per me è davvero raggiungere il più grande obiettivo.
[2:51] E un'ultimissima cosa? Prima di iniziare una puntata
[2:54] bomba che secondo me oggi farà veramente scaturire riflessioni
[3:00] importantissime, vi chiedo di iscrivervi su Spotify.
[3:04] Lo sapete che su Spotify potete iscrivervi e ricevere tutte le
[3:07] notifiche dei nuovi contenuti che vengono postati?
[3:10] Anche questo è un modo per far crescere il podcast e un modo
[3:14] per voi per sostenerlo. Entriamo nel vivo dell'episodio
[3:17] oggi. Dritti al punto, parliamo
[3:19] qualcosa di potente, potentissimo.
[3:23] Vorrei fare questo, vorrei, vorrei, vorrei, siamo pieni di
[3:28] vorrei. La nostra vita è tutto un
[3:31] vorrei. Vorrei raggiungere
[3:32] quell'obiettivo, vorrei migliorare le mie condizioni di
[3:36] vita, economiche, di relazione, di lavoro.
[3:39] Vorrei perseguire quella carriera, vorrei laurearmi,
[3:42] vorrei avere un figlio, vorrei avere un matrimonio felice,
[3:45] vorrei non sposarmi, vorrei viaggiare.
[3:48] Viaggiare il mondo vorrei avere più soldi.
[3:51] Questi vorrei sono l'involucro della del perseguimento dei di
[3:57] un riallineamento dei nostri valori.
[4:00] Quindi sono in parte dovuti al fatto che noi ci vogliamo
[4:03] allineare sempre di più a una versione di noi che spesso
[4:06] sentiamo viva. E presente, ma che rimane molto
[4:12] spesso anche solo un vorrei sono vorrei che implicano dei
[4:17] miglioramenti di condizioni per la nostra vita, per quella dei
[4:20] nostri figli, della nostra famiglia e tutti questi
[4:23] obiettivi, tutti questi vorrei. Rimangono troppo spesso una.
[4:29] Versione, diciamo di noi in un futuro che non raggiungiamo mai,
[4:35] e la credenza errata che spesso ci facciamo.
[4:40] Rispetto agli obiettivi non raggiunti o difficili da
[4:43] raggiungere o che ogni anno ci. Definiamo i classici propositi
[4:50] dell'anno e poi arriviamo a non raggiungere mai.
[4:52] Non cambia mai niente. La grande bugia che ci
[4:56] raccontiamo o la credenza è che non abbiamo abbastanza
[5:03] competenze, tempo, energia, spazio per poterli raggiungere.
[5:08] Quindi spesso capita che le persone siano alla disperata
[5:13] ricerca. Della formula magica per
[5:16] riuscire ad arrivare al loro obiettivo dei passi da seguire.
[5:20] Del corso del template, perché so che se riesco a mettere le
[5:25] mani su quella conoscenza, su quella competenza, sui passi
[5:29] giusti da. Intraprendere per arrivare a un
[5:33] obiettivo? Allora finalmente arriverò a
[5:36] questo obiettivo. Da qui nasce un po tutto il
[5:40] mondo del marketing. Il desiderio io.
[5:45] Ti faccio desiderare così tanto una situazione futura.
[5:51] E ho la soluzione in 5 semplicissimi passi in 5
[5:55] semplicissime strategie per riuscire finalmente ad arrivare
[5:59] al tuo desiderio futuro. E su questo non c'è niente che
[6:04] che sia fallato, nel senso che per fare qualcosa, per arrivare
[6:07] a qualcosa, devo sicuramente sapere come farlo, devo
[6:12] sicuramente acquisire conoscenze, devo sicuramente
[6:14] dedicare tempo, energia, quindi tutto quello che sto dicendo non
[6:17] è. Una bugia?
[6:21] In sé non è che. Non serva tutto questo, ma
[6:26] spesso. Nella maggior parte dei casi c'è
[6:29] qualcosa di molto più grande nascosto che si cela e si
[6:34] nasconde tra noi. E tutto quel percorso da
[6:39] intraprendere capita spesso, troppo spesso di auto sabotarci
[6:44] e di non capire il perché trovarci di fronte ad un
[6:48] desiderio estremamente chiaro. Cioè so che voglio questa cosa.
[6:53] A volte sappiamo anche il perché la vogliamo.
[6:57] Sappiamo anche o ci siamo formati per arrivare a
[7:02] raggiungerla, siamo persone capaci, intelligenti per.
[7:07] Sone volenterose. Disciplinate?
[7:11] Chi più chi meno. Però c'è tutto, ci sono tutti
[7:15] gli ingredienti per arrivare da abbi.
[7:18] E lo so perché ho fatto formazione nell'ambito del
[7:21] business per anni e ho visto lo stesso schema, ripetersi,
[7:26] ripetersi, ripetersi, ripetersi. Il business, ad esempio, non è
[7:31] Rocket Science, cioè non è scienza dell'ingegneria.
[7:36] Aerospaziale OK, non stiamo parlando di cose che a molti
[7:40] sono sconosciute. Un business, tutto sommato è
[7:45] qualcosa di molto semplice. Ci sono delle regole
[7:48] fondamentali per fare business che tutti, quando entrano a far
[7:52] parte un po del del mondo, riescono a comprendere, a
[7:55] capire. Sulla carta è tutto lineare, è
[7:58] tutto semplice. Però quello che ho visto
[8:00] accadere come schema ripetitivo nel tempo è che ci fossero dei
[8:05] grandissimi auto sabotaggi. Le persone imparavano, le
[8:10] persone avevano anche dei primi risultati, persone capaci,
[8:15] intelligenti, persone creative con delle idee fantastiche, cioè
[8:19] mi è capitato di conoscere veramente in questi anni tanti
[8:23] professionisti. Tanti potenziali.
[8:28] Potenziali imprenditori che veramente avevano tutte le carte
[8:31] in regola poi arrivare a bloccarsi, a lasciare il
[8:35] percorso, non riuscire a portarlo avanti, raccontarsi che
[8:40] non sarebbe stato per loro. E in tutto questo c'è qualcosa
[8:45] di nascosto di cui oggi voglio parlare, perché forse, forse è
[8:49] il motivo per il quale anche tu non stai arrivando a raggiungere
[8:54] quello che vorresti. Anche tu hai il tuo cassetto
[8:57] pieno di vorrei che non riescono a materializzarsi e forse non
[9:01] riesci a capire il perché e questi anni che passano senza
[9:06] arrivare a questo risultato che desideri fortemente.
[9:10] Sono anni in cui anno dopo l'altro ti stai convincendo di
[9:15] non essere abbastanza capace. Ti stai convincendo che forse
[9:18] non è la tua strada. Ti stai convincendo che non è
[9:21] per te, che è per gli altri che hanno una bacchetta magica, una
[9:25] formula magica. Tu non riesci in un qualche modo
[9:28] a capire, a portare nella tua vita.
[9:31] Io oggi voglio darti un'altra chiave di lettura, perché tutti
[9:35] dovrebbero avere il diritto di riuscire a portare avanti i
[9:40] propri sogni, essendo anche consapevoli di questa
[9:44] problematica che spesso accade. E che cos'è adesso vi ho tenuto
[9:49] un po sulle spine. Sto parlando della vera tassa.
[9:54] Del successo successo l'ho detto tante volte, è un.
[10:00] Participio passato ragazzi, qua cioè si va indietro e ammetto
[10:06] che per fare spazio a nuove conoscenze alcune le ho lasciate
[10:09] andare successo a un participio passato.
[10:13] Se l'ho sbagliato lo correggo qua con un con la parola giusta
[10:17] è il participio passato del verbo succedere.
[10:21] Allora far succedere le cose significa avere successo
[10:27] qualsiasi cosa sia. Quindi non è 1 1 concetto
[10:32] oggettivo il successo. Ma se noi ci prefiggiamo un
[10:35] obiettivo, avere successo, per quanto mi riguarda, è farlo
[10:40] succedere, riuscire a fare tutti i passi per arrivare a
[10:44] raggiungere quell'obiettivo, allora la vera tassa per avere
[10:48] successo non è quello che devi fare, che è dove vanno tutte le
[10:53] nostre energie, convergono tutte nel cosa devo mettere in atto
[10:58] per arrivare da qui a lì. Ma è cosa devo perdere?
[11:04] Quanto sono disposta a perdere per arrivare da qui a lì?
[11:08] Ed è la cosa più contro, intuitiva.
[11:12] In cui sono incappata in questi 10 anni di.
[11:16] Enormi progetti, enormi cose che ho vissuto, 20 vite che ho
[11:20] vissuto in questi 10 anni tra l'imprenditorialità, la
[11:24] maternità. La crescita in generale?
[11:29] Ecco la cosa più contro intuitiva, perché quando noi ci
[11:31] poniamo l'obiettivo, il primo concetto che sale, che traspare,
[11:38] è quello del movimento, cosa devo fare per arrivare?
[11:43] Perché qualcosa deve cambiare per arrivare.
[11:46] Ci saranno dei passi. Eppure forse la cosa più grande
[11:50] sulla quale lavorare è, cosa sono disposto a perdere per
[11:54] questo obiettivo? Raggiungere qualcosa non avviene
[11:58] mai a costo zero. Ci sono parti di noi che devono
[12:02] cambiare la dico più forte, parti di noi che devono morire.
[12:07] È forse una frase molto forte che devono comunque farsi da
[12:11] parte per dare spazio a delle nuove parti di noi, ci sono
[12:16] delle relazioni che cambiano? C'è.
[12:20] L'aspettativa degli altri, che è un grande peso rispetto a quello
[12:24] che noi dovremmo o non dovremmo fare, che va gestita, c'è.
[12:30] Il tempo che perdiamo? Delle priorità che cambiano e
[12:36] tutte queste cose sono estremamente sottovalutate.
[12:39] Perché nessuno pone davvero l'attenzione su quanto siamo
[12:43] disposti a perdere per riuscire ad aggiungere e per riuscire a
[12:48] raggiungere. E sono volutamente due verbi
[12:51] differenti che vanno uno dopo l'altro.
[12:55] Parentesi, mi ricordo quando insegnavo a Michael l'italiano
[12:58] che lo sapeva già in buona parte però si sbagliava con alcune
[13:00] parole mi ricordo che dicevo aggiungere ad AAE raggiungere
[13:05] Rich RR quindi. L'ha imparato così questa
[13:08] differenza tra aggiungere e raggiungere, che è una
[13:10] differenza piccola. Ma è una differenza sostanziale.
[13:14] E per aggiungere e per raggiungere dobbiamo per forza
[13:19] togliere e lasciare andare. Togliere a livello migliore
[13:23] l'idea proprio di qualcosa di fisico, lasciare andare parti di
[13:27] noi, lasciare andare ciò che pensano gli altri, lasciare
[13:30] andare un'aspettativa, lasciare andare un contesto sociale,
[13:35] lasciare andare l'appartenenza. Partiamo da questo.
[13:38] Partiamo dall'appartenenza, che è un tema importante, sul ciò
[13:42] che devo togliere, ciò che devo lasciare andare, parto come
[13:46] sempre da una storia. Perché mi viene sempre poi più
[13:48] facile contestualizzare EE spiegare quello quello che
[13:52] intendo mi è capitato tempo fa di.
[13:57] Partecipare a una cena di conoscenti?
[13:59] Non starò a dire troppi dettagli perché poi non voglio neanche.
[14:02] Cerco sempre di essere super delicata.
[14:06] Nel raccontare esperienze di vita, però io sono fatta così.
[14:09] Questo podcast è per me il il punto dove riesco a convergere
[14:14] le mie riflessioni, che per forza di cose nascono dal mio
[14:17] vissuto, sennò sarebbero riflessioni crescono da un
[14:20] libro. E non è quello che voglio, che
[14:22] voglio portare, ho. Partecipato a una cena di
[14:25] conoscenti e. Quindi non conoscevo bene le
[14:29] persone e. E mi è capitato di raccontare
[14:33] che io mi svegliavo molto presto al mattino per andare in
[14:37] palestra. Allora il primo commento che ho
[14:39] ricevuto dall'altra parte è stata, ma tu non lavori, giusto?
[14:42] Ho detto, no, no, io io lavoro e.
[14:45] Immediatamente c'è stato un semi commento e atteggiamento
[14:50] svalutante nel dire vabbè, cioè chissà che lavoro farai, nel
[14:54] senso, come puoi pensare di andare a letto presto, avere tre
[14:57] figli, lavorare? C'è qualcosa che non mi torna
[15:00] nel mio modo di vedere le cose. Quindi immediatamente ho
[15:04] percepito. Tra l'altro io mi ritengo super
[15:06] assorbente e sensibile. Quando sono in un ambiente tendo
[15:10] ad assorbire le emozioni di delle persone intorno e spesso
[15:14] mi capita di sentire le cose prima che queste avvengano, mi
[15:19] vengano dette. Quindi è come se sentissi le
[15:22] percezioni quando si incrina qualcosa in una conversazione,
[15:26] in una relazione, quando. Qualcuno sta già pensando a
[15:30] qualcosa che non ha esplicitato. Quindi ho avuto la la forte
[15:34] sensazione che in quel momento c'è stata una rottura tra me e
[15:39] le persone. Accanto a me c'è una rottura,
[15:41] come per dire che ovviamente nessuno l'ha, cioè non c'è stata
[15:46] dolo da parte loro. È stata come una rottura di un
[15:50] patto emotivo. Noi siamo qui, in questo tavolo,
[15:54] quando ci accorgiamo che tu sei diversa.
[15:58] Che siamo disallineati immediatamente si spezza
[16:03] qualcosa. Infatti durante il resto della
[16:06] serata ho fatto molta fatica, non sono più riuscita a entrare
[16:09] in connessione con le persone intorno a me e capisco
[16:13] esattamente quello che è successo.
[16:16] Perché un desiderio fortissimo di noi esseri umani ed è un
[16:19] desiderio biologico che ha delle caratteristiche di
[16:23] sopravvivenza, quindi ha delle caratteristiche che vanno oltre
[16:28] la razionalità. È il desiderio di appartenenza,
[16:31] perché appartenere al gruppo crea ovviamente sicurezza.
[16:36] Quindi in quel momento e spesso, e immagino che sia capitato
[16:41] anche a voi, che sia capitato in un momento di sentire di non
[16:46] appartenere. In quel momento sè bloccato la
[16:50] possibilità di appartenere a un gruppo perché, essendo
[16:52] conoscenti, non era tutto sommato un gruppo di amici.
[16:55] Ci conoscevamo. È stato il punto in cui c'è
[16:58] stata la rottura, in cui la l'appartenenza al gruppo non era
[17:02] più possibile, perché c'è stato un disallineamento, un
[17:07] disallineamento tra l'aspettativa di chi mi trovo di
[17:10] fronte che sia un'immagine di me, un'immagine della mia vita,
[17:14] delle mie credenze e dei miei valori.
[17:16] E chi in realtà mi trovo di fronte, cioè una persona che ha
[17:19] credenze e valori completamente diversi dai miei tempo fa in
[17:23] questi contesti? Io tendevo non è.
[17:29] Non espormi mai, non che sia necessario esporsi.
[17:33] A volte c'è l'occasione. In quel caso è stata, diciamo
[17:36] l'occasione di raccontare una parte di me e.
[17:40] Ho voluto raccontarla in modo trasparente e attivo, perché a
[17:45] volte la trasparenza significa anche non ti dico una bugia, ma
[17:49] non ti dico neanche la mia verità, cioè non ti dico niente,
[17:51] rimango neutra. Ma in questo caso ho detto, io
[17:55] sono fatta così, non ho nulla da vergognarmi.
[17:58] Non c'è niente che va che va, che non vada.
[18:01] Però capisco che questo potrebbe essere non capito dagli altri,
[18:06] come quando uno in un tavolo dice che è vegano, c'è ancora un
[18:09] po quella sensazione. Immaginatevi essere un tavolo di
[18:12] conoscenti, quindi non magari le persone che frequentate
[18:15] abitualmente dite sono vegano essere.
[18:19] Essere vegani è una percentuale molto bassa del mi sembra che
[18:22] sia il 3% della popolazione, secondo me anche qualcosa in
[18:25] meno quindi. E soprattutto è molto criticato
[18:29] immediatamente si crea un conflitto di valore.
[18:33] Un conflitto di credenza è un po come parlare di politica, quindi
[18:37] quello. E quello può essere un punto di
[18:40] grande rottura, di mancata appartenenza.
[18:44] Allora quella serie, io ho deciso di parlare di me, anche
[18:50] se sapevo che quel parlare di me avrebbe potuto essere una
[18:54] minaccia all'appartenenza. Ecco, questo spiega in linea
[18:58] generale quello che accade quando noi cerchiamo di
[19:03] diventare noi stessi. Quando noi in quei vorrei che ho
[19:08] menzionato all'inizio. Quando in cui vorrei c'è la
[19:14] nostra versione più allineata di noi stessi.
[19:19] E più questa versione allineata. Non è conforme aspettativa.
[19:26] All'aspettativa sociale più questa versione non allineata è
[19:30] straordinaria, cioè va fuori dall'ordinario, come per esempio
[19:33] essere vegano. Quindi nel vero senso, la parola
[19:36] letterale straordinario oltre l'ordinario, cioè non è la
[19:40] normalità. Ne avevo già parlato in un
[19:42] podcast. Il concetto di norma non è un
[19:45] giudizio di valore, non essere normale o essere normale è una
[19:49] questione puramente numerica e statistica e non valoriale,
[19:53] anche se noi spesso utilizziamo la parola normale con.
[19:56] Un concetto di nuovo di appartenenza, cioè diciamo è
[19:59] normale, quindi ci dà subito quel senso di sicurezza.
[20:02] Non è normale. Diamo un'accezione quasi
[20:04] negativa perché è quella cosa che non conosco.
[20:07] Non è normale quando le persone ti dicono tu non sei normale è
[20:11] tendenzialmente una connotazione negativa, però è mal utilizzato
[20:14] perché sarebbe solo una connotazione statistica, quindi
[20:17] senza un giudizio di valore. In tutti quei vorrei, quando c'è
[20:23] una versione, più la versione non è conforme, più la versione
[20:27] è straordinaria ed è quella che ci andiamo, ci dobbiamo andare a
[20:30] prendere più noi sentiamo la la minaccia della mancata
[20:35] appartenenza al gruppo. E quindi questo è uno dei punti
[20:40] chiave per il quale ci andiamo ad autosabotare.
[20:44] Quindi quanto siamo disposti a non appartenere per appartenere
[20:48] AA noi stessi? E io ho trovato una chiave di
[20:52] lettura che è puramente mia, prettamente mia, quindi è una è
[20:57] una mia riflessione. Non non l'ho trovata su un
[20:59] libro, quindi non ha una valenza scientifica.
[21:02] Però ho trovato. Una connotazione che mi aiuta
[21:04] moltissimo in questo. Che in realtà quando io sono in
[21:09] un gruppo, seduta in un gruppo a parlare, a raccontare di me non.
[21:17] Il fatto che queste persone capiscano, non capiscano le mie
[21:20] scelte non è questione di appartenere.
[21:23] L'appartenenza passa prima di tutto attraverso noi stessi,
[21:27] cioè io appartengo in primis a me.
[21:30] Quando riesco ad appartenere a me poi appartirò a dei gruppi
[21:35] che non sono dei gruppi ideologici.
[21:37] Ma sono dei gruppi di sentimenti, cioè i miei amici,
[21:41] quelli che mi vogliono bene, ascolteranno e capiranno.
[21:44] La mia famiglia ascolterà e capirà.
[21:48] E se non dovesse essere così, dovrei farmi uno scrupolo del
[21:53] capire se. Vale la pena che io poi qua
[21:57] entriamo in in un discorso molto più ampio, però vale la pena che
[22:02] io spenda tempo e. Spazio con queste persone, cioè
[22:09] l'amore, l'amicizia. L'esserci, devi andare oltre.
[22:15] Le nostre scelte di appartenere a noi stessi.
[22:18] Ed è qua che devono esserci le relazioni umane, nel rispetto
[22:22] delle tue evoluzioni. Soprattutto le le relazioni
[22:25] umane, che sono quelle più strette, quelle più vicine,
[22:30] dovrebbero prescindere dalle mie evoluzioni.
[22:32] Se io evolvo. Tu puoi avere paura, tu puoi
[22:36] rimanerci male. Ma attraverso il confronto,
[22:39] l'amore, noi continuiamo a esistere e apparteniamo a questo
[22:44] sentimento insieme, di amicizia, di amore.
[22:47] Questa è una mia credenza. Però dicevo che.
[22:52] In quel gruppo non è davvero appartenere, ma sarebbe essere
[22:57] approvati che son due cose completamente diverse, cioè
[23:02] l'appartenenza, metto in dubbio che sia relativa alle mie
[23:07] caratteristiche. C'è l'appartenenza, deve essere
[23:10] qualcosa di. Incondizionato?
[23:15] Non completamente, perché credo che ci siano delle delle leggi
[23:19] etiche morali con cui dobbiamo rispettarci e quindi non non ci
[23:24] può essere amore incondizionato. Non è quello che sto dicendo.
[23:29] Perché ci dovrebbero essere comunque dei delle degli
[23:31] standard base? OK in una relazione, ma io non
[23:35] posso sentire di appartenere ad un gruppo.
[23:38] Se solo se. Appartengo alla checkbox di
[23:41] tutti gli elementi che quel gruppo mi richiede, quello è
[23:46] adeguarsi, quello è essere cercare l'approvazione spesso.
[23:51] Spesso però tra noi, i nostri vorrei ci.
[23:56] Infiliamo. In questo grande problema del
[24:00] dover essere approvati, perché pensiamo che l'essere approvati
[24:04] dagli altri porti appartenenza e abbiamo una grande paura, non
[24:08] appartenere io quella sera, o meglio non essere approvati io
[24:13] quella sera quando ero a tavola mi sono sentita a disagio.
[24:16] Non è la prima volta che accade, anzi nella mia vita, soprattutto
[24:21] tanti anni fa, mi sentivo. Sentivo estremamente inadeguata,
[24:24] perché poi quando senti di non essere all'altezza e non essere
[24:29] approvata? Ti senti stranamente inadeguata,
[24:33] ti senti a volte che vorresti scavarti una fossa, diventare
[24:36] invisibile perché c'è quella sensazione di essere esclusa.
[24:40] Io la vivo molto m'esclusione. Credo che questo viverla male
[24:45] abbia a che fare con delle con il mio passato, per mille
[24:48] motivi, però io la vivo molto male, tanti esseri umani la
[24:52] vivono male, tante persone vivono un'intera vita a.
[24:57] Essere dei camaleonti. Cioè essere così bisognosi di
[25:03] sentirsi parte dei gruppi di tanti gruppi sociali che mi
[25:09] adeguo. A quelle che sono le tue
[25:12] aspettative nei miei confronti? Questo ci porta lontanissimi dai
[25:17] nostri. Vorrei perché una cosa che
[25:19] dobbiamo essere in grado di lasciare andare quando andiamo a
[25:24] perseguire un obiettivo è proprio questo senso di
[25:27] approvazione da parte degli altri.
[25:29] Qualcuno approverà per? Semplice per.
[25:33] Sua natura, ma qualcun altro non approverà.
[25:37] Il punto è che quando noi decidiamo di perseguire
[25:41] l'approvazione altrui, viviamo una versione.
[25:46] Negoziata dei nostri valori. Cioè se il mio valore è la
[25:49] crescita. E per crescere io devo fare
[25:54] delle scelte. E queste scelte sono magari
[25:58] controverse, sono viste in un modo o nell'altro dalle altre
[26:04] persone. Se io decido di non fare quelle
[26:08] scelte? A favore dell'approvazione di un
[26:12] gruppo di persone, di una o un gruppo di persone mi ritrovo a
[26:16] vivere una versione negoziata del mio valore della crescita,
[26:20] cioè negozio questo valore a favore dell'approvazione.
[26:26] È chiaro che la maggior parte delle persone vive così.
[26:31] Ed è il motivo per il quale è così difficile arrivare a cui
[26:34] vorrei, è il motivo anche per il quale è così difficile arrivare
[26:39] al successo. Perché ci sono poche persone che
[26:44] fanno cose straordinarie, meno persone rispetto a quelle che
[26:48] fanno cose ordinarie. Non perché quelle persone che
[26:52] fanno cose ordinarie non hanno capacità straordinarie, la
[26:57] maggior parte dei casi la capacità arriva dopo, arriva
[27:02] dopo il mindset. Certo che ha un impatto, non è
[27:06] che vi dico che non ha un impatto, così come il talento,
[27:09] ma quell'idea che tu ti fai. Del mondo, di quello che serve
[27:15] davvero per arrivare al tuo obiettivo è il primario
[27:20] conduttore del fatto che tu ci arrivi lì, solo che devi essere
[27:24] cosciente di quello che stai lasciando andare e.
[27:28] Parti di te muoiono in questo parti di te devono evolversi,
[27:34] anche smetterla di spiegarsi. Di giustificarsi.
[27:41] Aiuta in questo nuovo modo di vedere il dove voglio andare, la
[27:48] persona che voglio essere, non devo giustificare tutte le mie
[27:52] scelte a tutti. Non devo giustificare il perché
[27:55] faccio una determinata cosa. Provate a pensare a.
[27:59] A voi nel nelle situazioni sociali quante volte vi
[28:03] giustificate? Io dove mi sento il dovere di
[28:07] giustificarmi sono i miei punti più deboli.
[28:10] Lo vedo. Cioè se mi guardo dall'esterno
[28:13] vedo che su quei punti ho un gran lavoro da fare, perché
[28:17] quando mi giustifico significa che sto spiegando, sto dando una
[28:23] spiegazione spesso non dovuta, anzi non dovuta, a persone che
[28:29] non hanno nessun. Nessun impatto nella loro vita
[28:35] delle mie scelte, quindi io non mi devo spiegare perché le mie
[28:38] scelte non hanno alcun impatto sulla loro vita e più mi sento
[28:42] insicura più spiego. Faccio un esempio su questo.
[28:46] Quando io ho scelto di iniziare ad avere dei figli, io il primo
[28:50] figlio l'ho avuto a trentun'anni.
[28:53] Andavo per i 32, qualche mese dopo ne ho compiuti 32.
[28:57] E in quel momento stavo anche costruendo il mio primo
[29:00] business, quindi era un momento di fermento.
[29:05] C'era tanto sul piatto nella mia vita.
[29:06] Forse a livello logistico avrebbe avuto senso aspettare
[29:10] qualche anno, ma io sapevo che per i prossimi 10 anni avrei
[29:13] sicuramente lavorato sui miei business.
[29:15] Ero solo all'inizio. Quindi abbiamo scelto insieme a
[29:18] Michael di fare questo percorso insieme.
[29:20] Dire i prossimi 10 anni saranno un gran casino.
[29:23] Però noi vogliamo costruire la nostra famiglia, vogliamo
[29:25] costruire i nostri business. E per essere un'imprenditrice ho
[29:30] dovuto lasciare andare alcune cose.
[29:32] Una di queste è stata l'allattamento.
[29:35] Tema scottantissimo. Il primo figlio io e anche la
[29:40] seconda li potevo allattare benissimo, non ho avuto nessun
[29:44] problema spesso. Spesso so che ci sono tanti
[29:47] problemi nell'avviare l'allattamento e non ho avuto
[29:49] nessun problema ad avviarlo, l'ho avviato ma dopo poco tempo
[29:54] ho scelto di smettere di allattare.
[29:56] Già dirlo qua mi mi fa star male perché so che sono
[30:00] supergiudicata c'è c'è quel momento, c'è quell'appunto di
[30:04] rottura con alcune persone e so. Che non ricevo la loro
[30:10] approvazione. Allora su questo punto ho smesso
[30:13] di allattare perché ho lasciato andare una cosa a favore di
[30:17] un'altra, cioè a favore del fatto che smettenne di allattare
[30:20] potevo gestire meglio la mia maternità che non aveva tempo
[30:24] off dal lavoro. Quindi non è che io ho preso i
[30:27] sei mesi. I 12 mesi, certo che ho fatto i
[30:30] salti mortale per fare al meglio le due cose, ma è stato un modo
[30:33] diverso di viverla rispetto a tante persone come.
[30:36] Tante persone hanno un modo diverso dal mio, non c'è giusto,
[30:39] non c'è sbagliato. Allora quando è tema
[30:41] allattamento io mi giustifico in 1000 modi.
[30:44] Lo vedo che mi giustifico in 1000 modi.
[30:48] Ed è il lavoro da fare. Probabilmente ci sono donne che
[30:53] son riuscite a lasciare andare ancora di più il giudizio degli
[30:57] altri, quindi la loro approvazione di persone vicine e
[31:01] non vicine. E forse sono riuscite a
[31:03] raggiungere. Anche risultati e successi
[31:07] maggiori dei miei, proprio per questo motivo sono state
[31:10] disposte a lasciare andare. Io parlo dell'aspettativa Eh,
[31:15] non parlo di momenti coi figli, sto parlando dell'aspettativa
[31:19] degli altri perché poi io lo so io quello che ho fatto
[31:21] all'interno di casa mia, quindi voglio dividere le due cose, non
[31:25] ho non dico che sono state disposte a lasciare andare.
[31:28] Vabbè ho partorito il figlio, ora Tata 24 ore lasciare.
[31:32] Andare tutto e vado a far la mia carriera.
[31:35] Certo, anche quello è un essere disposti a fare, ma non sto
[31:39] parlando di azioni concrete, sto parlando di.
[31:43] Giudizio degli altri sono riuscita a lasciare andare così
[31:47] tanto, ancora di più il giudizio degli altri da riuscire a
[31:50] liberarsi per arrivare. Perché per arrivare al successo
[31:55] ci dobbiamo liberare dell'approvazione altrui.
[31:58] Questo era il primo grande nodo da sciogliere, questa
[32:02] approvazione. Appartenenza, paura di non
[32:05] appartenere, il secondo nodo importante da da sciogliere per
[32:09] arrivare al successo. È la l'accettazione dell'essere
[32:15] incoerenti temporaneamente, anche qui, spesso più agli occhi
[32:19] degli altri che ai nostri occhi. Spesso, quando noi vogliamo, ci
[32:23] poniamo un obiettivo. La nostra vita subisce un
[32:27] cambiamento e. Questo cambiamento fa percepire
[32:32] agli altri e a volte anche a noi stessi, che siamo noi a cambiare
[32:37] e siamo noi ad avere idee diverse da prima, magari ci
[32:41] siamo emancipati, magari abbiamo più voglia di metterci in gioco.
[32:46] Ipotizziamo qualcuno. Questo succede spesso nel
[32:49] fitness, quando magari una persona ha sempre mangiato in
[32:53] modo normale, non si è allenata una persona comune.
[32:56] Poi a un certo punto decide di fare uno shift e di far
[33:01] diventare la cura del proprio corpo, della dello sport, una
[33:07] parte fondamentale della vita. Allora questi perché succede
[33:10] spesso in questi? In questi contesti perché il
[33:13] risultato fisico è visibile, quindi è un cambiamento visibile
[33:16] che destabilizza. Allora io e te siamo amiche,
[33:21] siamo amiche di merende, nel senso che siamo amiche.
[33:24] Ci andiamo a prendere il gelato, ci andiamo a mangiare la pizza.
[33:27] A un certo punto tu? Intraprendi un percorso fitness
[33:31] perché magari ti vuoi fare l'iron man o perché vuoi fare
[33:36] body building o semplicemente vuoi cambiare, ricomporre la tua
[33:40] massa corporea, vuoi ricomporre il tuo corpo bene.
[33:45] Io mi sento tradita EE ti vedo come incoerente perché tu
[33:50] temporaneamente 6 1 versione diversa rispetto a quella di cui
[33:53] io sono abituata. Anche quello noi dobbiamo
[33:56] riuscire a lasciare andare, non è banale se io voglio arrivare
[34:02] lì. Devo riuscire ad accettare che
[34:05] tu mi percepisca come incoerente, temporaneamente.
[34:09] Perché dico temporaneamente? Perché poi le persone si
[34:12] riabitueranno ad una nuova versione di te.
[34:15] E soprattutto noi non possiamo pensare di di essere coerenti
[34:20] alla versione di noi di 10, 15, vent'anni fa.
[34:23] Non su tutto questo non sarebbe possibile.
[34:26] È una bugia sociale questa cosa. La cosa più bella è che le
[34:30] evoluzioni della vita, le cose della vita ci permettono di
[34:32] trasformarci e ci permettono di trasformarci.
[34:36] E la coerenza diventa essere noi stessi in quel momento, non
[34:39] tanto essere noi stessi di 10 anni fa, quello è.
[34:44] Essere. Forse una versione più
[34:47] incoerente, perché io vorrei essere diversa perché sono
[34:49] cresciuta, ma ho talmente paura. Che gli altri non mi riconoscano
[34:54] e non mi giudichi e mi giudichino per questo che non lo
[34:56] faccio. Anche perché le neuroscienze ci
[34:59] dicono che il nostro cervello ama moltissimo la ricompensa
[35:03] sociale. Quindi c'è quasi un premio
[35:06] implicito che gli altri ci danno nell'essere sempre gli stessi
[35:11] perché diamo sicurezza a loro, non perché loro sono felici per
[35:18] la nostra vita. Perché?
[35:19] In fondo ogni persona è molto egoista e vive molto nel suo
[35:23] mondo ed è giusto anche che sia così, quindi noi siamo anche dei
[35:27] mezzi, degli specchi degli altri.
[35:30] Quindi se io sono l'amica che non cambia mai, è chiaro che le
[35:34] mie amiche mi danno un premio implicito.
[35:36] C'è una grande ricompensa sociale, perché sono quella
[35:39] affidabile, perché sono quella che non cambia mai idea, perché
[35:42] sono quella che non cambia mai città, quella che non farebbe
[35:46] mai qualcosa per tradire la loro fiducia.
[35:50] Ma fiducia nella mia identità, non fiducia nel nella nostra
[35:53] relazione. È qualcosa di cui si parla
[35:56] troppo poco perché poi appunto, tornando al tutte le persone che
[36:02] mi hanno ispirato a fare questo video, che sono le persone che
[36:05] negli anni ho visto studiare e mettere in pratica per portare
[36:09] avanti il loro progetto online, perché ho iniziato da qui
[36:14] l'episodio, ho visto dei grandi auto sabotaggi anche per questo
[36:19] motivo. Perché?
[36:21] Non avrebbero avuto la ricompensa sociale.
[36:23] Mettiamoci anche il fatto che per andare online spesso ti devi
[36:26] mettere in gioco in quella situazione super cringe dove
[36:32] inizi a fare le storie online, a mettere le tue foto su
[36:35] Instagram, a fare i Real. Che è super cringe ci devi
[36:40] passare in quella fase perché? Perché gli altri ti guardano e
[36:43] ti giudicano e cioè 6 1 po lo sfigato con 200 followers a
[36:48] iniziare e a metterti online e. Sei percepito come tale.
[36:54] Ovviamente non lo penso che sia sia lo sfigato, anzi, penso che
[36:58] ci voglia un grande grado di coraggio e di forza nel dover
[37:03] lasciare andare qualcosa per arrivare lì.
[37:05] Devo lasciare andare quel giudizio, devo lasciare andare.
[37:09] Le loro paranoie? Le loro aspettative, devo
[37:12] lasciare andare quello che loro pensano che io sia oggi.
[37:16] Devo lasciare andare la ricompensa sociale perché
[37:19] probabilmente qualcuno mi inviterà meno fuori qualcuno si
[37:23] confiderà meno con me quindi? Anche solo il nostro cervello,
[37:28] le neuroscienze ci dicono che per arrivare a un obiettivo.
[37:34] Il mio cervello farà resistenza proprio per tutti questi motivi,
[37:37] inoltre, le neuroscienze ci dicono anche che noi il nostro
[37:42] cervello percepisce la perdita due volte più forte rispetto
[37:48] alla stessa ricompensa. L'esempio classico l'ho imparato
[37:52] all'università, è quello dell'aumento di stipendio a fine
[37:55] anno, il capo va in ufficio dal dipendente un aumento di
[37:59] stipendio. Guarda, il prossimo anno ti
[38:01] aumento lo stipendio del 20%. Fantastico, tu sei felice, dici
[38:06] Wow, mi ha aumentato del 20%. Poi vai a prenderti il caffè,
[38:10] parli con la tua collega e la tua collega Ti dice Eh, sai cosa
[38:12] mi è successo il prossimo anno? Il.
[38:16] Il capo mi ha aumentato lo stipendio del 40% immediatamente
[38:22] quel 20% è come se non esistesse più e percepisci una perdita,
[38:26] cioè tu hai guadagnato il 20%. Ma perché un tuo padre, una tua
[38:31] collega ha ricevuto il doppio di te?
[38:34] Tu stai percependo una perdita, neanche una situazione neutrale.
[38:38] Ma è come se tu avessi perso qualcosa, perché è come se tu
[38:41] avessi perso quel 20% che è il Delta tra il 20 e il 40.
[38:45] Ha il doppio perché è come se il tuo cervello lo percepisse.
[38:49] Doppia la perdita rispetto a una ricompensa.
[38:51] Tutto quello che ho spiegato. Ha un senso estremamente logico.
[38:57] La il potenziale guadagno? Da un obiettivo raggiunto non
[39:03] vale la certezza della perdita, che tra l'altro è percepita due
[39:07] volte tanto. Quindi è vero che se io arrivo
[39:12] con l'obiettivo ho un potenziale guadagno, ma la perdita certa mi
[39:18] fa troppa paura. Ed è per questo che la maggior
[39:21] parte delle persone, non tante persone, la maggior parte delle
[39:25] persone passa l'intera vita a non raggiungere i propri.
[39:30] Vorrei i propri desideri. EE volevo rifletterci, volevo
[39:35] creare questo momento di riflessione perché magari dico
[39:39] magari voi siete lì, state ascoltando e dite, sai cosa c'è
[39:45] questa nuova consapevolezza mi permette di gestirlo, perché
[39:48] adesso so che quel disco, quel senso di disagio che provo tutte
[39:53] le volte che provo a mettermi, a perseguire l'obiettivo e mi vado
[39:59] ad autosabotare, quindi procrassino, quindi non faccio
[40:04] le CO. Quindi quando faccio quel passo
[40:07] mi è capitato di vedere tante persone fare il primo passo.
[40:11] Grande successo la volta dopo. No, non non lo faccio più.
[40:16] Cioè iniziano a imbroccare una strada ed è come se si auto
[40:19] sabotassero la strada nel dire mi blocco perché mi fa troppa
[40:24] paura, ma non lo sanno in modo conscio, semplicemente.
[40:30] Pensano che non sono abbastanza brave, non sono abbastanza
[40:33] capaci che. Ci sono altre persone più brave
[40:36] e spesso non è così, spesso è solo la differenza tra quanto
[40:40] sono disposto a perdere. Non tanto quanto sono disposto a
[40:45] fare, si parla tanto di quanto sono disposto a fare, ma quanto
[40:47] sei disposto a perdere? Esserne consapevoli, lavorare
[40:53] sulla perdita, magari anche renderla graduale e questo
[40:58] permetterebbe di costruire un successo un passo alla volta,
[41:01] senza dover pensare al successo overnight, che succede in un
[41:05] giorno? E la imparare a lasciar andare
[41:10] una cosa alla volta, sapere che nel perseguimento del mio
[41:13] obiettivo ci saranno cose che fisiologicamente perderò, ma ci
[41:17] saranno tante cose che guadagnerò e ci saranno cose che
[41:19] posso anche gestire in mezzo, che posso anche scegliere di.
[41:26] Perdere in modo più dolce posso gestire la perdita e anche.
[41:31] E anche parti di me che magari. Posso far addormentare in modo
[41:37] dolce? Non uccidere in un modo violento
[41:42] c'è una grande differenza, far addormentare in modo dolce una
[41:45] parte di me per farne risvegliare un'altra.
[41:48] Significa prendersene cura, significa essere consapevoli del
[41:52] percorso che serve per arrivare a raggiungere i propri
[41:57] obiettivi. Io credo che in questo episodio
[41:59] c'è stata grande psicologia, grande filosofia, ci sono.
[42:04] Stati degli spunti importanti, probabilmente è un episodio da
[42:07] riascoltare. Questo me lo riascolterò
[42:10] anch'io. Perché è un episodio che si deve
[42:14] provare. Provare sulla pelle non è
[42:16] quell'episodio. Le 5 strategie per è un episodio
[42:19] che si prova sulla pelle che ti viene in mente quando stai
[42:22] vivendo quella sensazione di esclusione, di mancata
[42:26] approvazione, magari dici Ah, aspetta che mi ricordo questa
[42:29] cosa. Non è un segnale che sto facendo
[42:32] qualcosa di di male, è un segnale, anzi che sto andando
[42:35] verso quella direzione. Ora lo devo gestire perché io
[42:38] sto male davvero, perché io mi sento a disagio davvero, però.
[42:42] Non significa che devo fermarmi, è questo che voglio dirvi.
[42:47] Perché ho visto troppe persone capaci perdersi, perdere delle
[42:51] opportunità. Ho visto troppe persone capaci
[42:54] rinunciare ai propri sogni, rinunciare ai propri obiettivi.
[42:56] E non volevo più stare zitta. Era qualcosa che a cui tenevo.
[43:02] Ehm. Ci tenevo a portarla fuori anche
[43:05] perché ultimamente cioè gli gli episodi derivano sempre da voi,
[43:08] quindi vi ascolto, vi leggo, leggo i vostri commenti, mi
[43:11] mandate le vostre richieste di domande e questo è diventato un
[43:15] po un tema comune dell'auto sabotaggio, del perché non ci
[43:19] riesco, gli altri sì. Ecco, questo potrebbe essere il
[43:24] motivo. Io spero che questo episodio vi
[43:26] sia piaciuto e fatemelo sapere come sempre in un commento con
[43:30] una condivisione. E noi ci sentiamo nel prossimo
[43:33] episodio, Ciao, a presto.

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