# Stanchezza, distrazione e fatica decisionale: cosa stanno facendo telefono e IA al tuo cervello con Alessio Carciofi

An episode of [Dear Alice](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1596885389), 28 Apr 2026, 1 h 40 min.

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♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni. Quella sul benessere digitale è una puntata che sentivo di dover fare da tempo. Il tema degli schermi, dell'attenzione frammentata, del rapporto con lo smartphone è entrato nella conversazione pubblica come se fosse qualcosa di nuovo. Ma chi se ne occupa davvero sa che i segnali erano già tutti lì, molto prima che iniziassimo a parlarne. In questa conversazione ho incontrato Alessio Carciofi - divulgatore, professore universitario, autore e direttore artistico del Digital Detox Festival - che studia il digital wellbeing da oltre 12 anni. Abbiamo parlato di schermi, dipendenza da smartphone e attenzione. Ma anche di intelligenza artificiale, di delega emotiva e di quello che succede quando smettiamo di abitare davvero la nostra vita. È stata una conversazione che ha preso una direzione inaspettata. Emotiva, umana. In questo episodio riflettiamo su: • perché la frammentazione dell'attenzione ci esaurisce più del lavoro stesso • cosa nasconde davvero il nostro attaccamento allo smartphone • il legame tra benessere digitale, sonno e infiammazione emotiva • cosa sta cambiando con l'intelligenza artificiale e dove rischiamo di delegare troppo • perché il silenzio, oggi, è diventato quasi un atto di cura • come iniziare a ritrovare equilibrio senza dover stravolgere tutto Perché stare bene nel digitale non significa usare meno la tecnologia. Significa tornare a guidare, invece di lasciarsi portare. ♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento. 📲 Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyle ✨ Unisciti al canale Telegram e lascia la tua domanda audio: https://t.me/dearalicechannel

## Transcript

[0:03] Ciao, sono Alice e se oggi sei qui non è un caso, significa che
[0:07] è arrivato il momento per te di iniziare a vivere una vita
[0:10] straordinaria. In ogni episodio rispondo alle
[0:12] domande più comuni di crescita personale e ti accompagno nel
[0:15] tuo percorso verso la migliore versione di te, un giorno alla
[0:19] volta. Oggi tema importantissimo, tema
[0:27] non attuale, di più, addirittura futuristico.
[0:31] Stiamo parlando di schermi, stiamo parlando della nostro,
[0:36] del nostro attaccamento al telefono.
[0:38] Stiamo parlando della nostra relazione con il digitale, nel
[0:43] lavoro, nell'apprendimento, nella nostra vita sociale, nelle
[0:46] relazioni, nei sentimenti, nelle emozioni.
[0:49] Ma non solo. Tocchiamo temi anche che
[0:53] riguardano l'intelligenza artificiale e nuovi problemi che
[0:56] stanno emergendo. Con la delega decisionale, la
[1:01] delega emotiva all'intelligenza artificiale, oggi ho invitato
[1:06] una persona che se ne occupa da più di 12 anni, avveniristico
[1:11] nel suo settore. E sicuramente uno dei più grandi
[1:15] divulgatori in Italia di questo tema.
[1:18] Sto parlando di Alessio Carciofi che è appunto divulgatore del
[1:22] tema Digital detox. Professore universitario, autore
[1:26] e direttore artistico del digital Detox Festival.
[1:30] Alessio Carciofi io lo conosco da ancora prima del Covid.
[1:35] E mi aveva già affascinato il fatto che si occupasse di temi
[1:39] che sapeva sarebbero diventati molto più grandi di quello che
[1:43] erano. Ci ha creduto?
[1:46] Ha fatto ricerca, ha creato delle cose incredibili in
[1:50] Italia. Abbiamo avuto una conversazione
[1:54] di. Fatta di opinioni, di fatti, di.
[2:00] Commenti a quello che sta succedendo oggi alla nostra
[2:02] società? È una conversazione che ha
[2:05] portato momenti anche emotivi. Che ha fatto?
[2:09] Ha tirato fuori la nostra umanità?
[2:12] Di questo si parla e non quindi la nostra, diciamo, intelligenza
[2:17] artificiale, ma ci siamo messi a nudo nel portare i semini a voi,
[2:24] che possono germogliare per poter fare dei ragionamenti sia
[2:28] per voi stessi che per i vostri figli.
[2:30] Per quanto riguarda il tema del digital well being, cioè lo
[2:34] stare bene nella relazione col digitale e oggi ancora di più
[2:38] nella. Con l'intelligenza artificiale
[2:40] io vi lascio a questa puntata so.
[2:45] Certa sono certa che vi piacerà. Ciao Alessio e benvenuto su di
[2:49] era Alice. Sono strafelice di averti qui
[2:53] perché portiamo un tema non attuale di più.
[2:58] Tu 6 1 pioniere di questi temi, cioè io ti conosco da che c'è
[3:03] tempo dei del digital diciamo e tu già ti occupavi di
[3:08] disintossicarci dal digital, cioè io non ci avevo neanche
[3:11] fatto un passo dentro che già mi dovevo disintossicare, quindi
[3:14] sono oltre 12 anni che ti occupi di digital well being, quindi ci
[3:18] hai visto lungo? E la prima domanda che ti voglio
[3:23] fare è questa, i nostri ascoltatori ci stanno regalando
[3:27] il loro tempo per questa intervista, quindi quali sono le
[3:32] cose che, se ascolteranno l'intervista, si porteranno a
[3:36] casa? Cioè che qual è il beneficio di
[3:38] ascoltarci oggi in questa conversazione?
[3:42] Il beneficio più grande è. L'attenzione e il fatto che puoi
[3:47] vivere la tua vita guidando e non più mettendoti al lato del
[3:51] passeggero. Questo è il vero tema oggi, cioè
[3:54] che oggi la maggior parte della nostra quotidianità ci mettiamo
[3:58] nel lato del passeggero e non possiamo neanche lamentarci se
[4:02] andiamo oltre quella destinazione.
[4:05] Quindi oggi, se ci ascoltano, c'è una possibilità di tornare
[4:08] un po più in potere della nostra vita.
[4:11] In presenza? In presenza?
[4:13] Sì, assolutamente. Mi piace molto raccontami chi
[4:16] sei e perché ti sei iniziato a occupare di digital.
[4:20] Di digital welling cosa significa per te, ma soprattutto
[4:22] come ci sei arrivato un po la tua storia?
[4:25] Sì, innanzitutto mi piace raccontare che questa roba non
[4:30] l'ho studiata sui banchi di scuola, immagino perché nel
[4:34] senso che io mi occupavo di di digital marketing e quindi mi
[4:38] influencer. Quindi sai quelle situazioni
[4:40] dove tu hai spesso un cellulare in mano vai, ti vai a letto e ti
[4:45] svegli con un cellulare in mano e le persone accanto ti dicono,
[4:49] ah, adesso stai sempre con un cellulare.
[4:51] E cosa rispondi tu? Eh, io.
[4:54] Ci lavoro? Assolutamente.
[4:57] E quindi questa situazione mi ha portato al burnout.
[5:01] Ecco un paradosso del burnout che se ne se ne accorgono tutti
[5:05] tranne il diretto interessato, o il diretto interessato o
[5:08] interessata se ne accorge, ce ne se ne accorge un po più avanti.
[5:13] E questo mi ha portato poi a non a rallentare e basta, ma proprio
[5:19] a fermarmi. E per fermarmi ho scelto una
[5:22] situazione abbastanza, come dire, rocambolesca.
[5:26] Sono andato in un eremo del 1200, mi hanno rinchiuso lì e ti
[5:31] ho dato solo, come dire un, diciamo un dato di allora di
[5:35] religione. Durante le medie uscivo.
[5:38] Quindi per me entrare lì significa entrare in qualche
[5:42] cosa di non familiare lì. E lì però ho scoperto una grande
[5:47] cosa, che il mondo era andato avanti lo stesso e che io mi ero
[5:53] fermato, ma soprattutto che io stavo male e dovevo chiedere
[5:56] aiuto. Quindi tu stavi lavorando alla
[6:00] grande, probabilmente in una carriera che ti stava portando
[6:03] dei risultati, la classica storia.
[6:06] Questo era anni fa quando lo collochiamo.
[6:08] Questo lo collochiamo nel 2014, 2015 diciamo.
[6:13] Tardo 2014 settembre 2014 il mio burnout.
[6:16] Quindi l'inizio del digital marketing, grandi soddisfazioni,
[6:19] un mondo in evoluzione, veloce, nuove cose tutti i giorni.
[6:24] E a, un certo punto c'è questo burnout cosa ha significato?
[6:27] Che cosa è stato che TI ha OK, gli altri se ne sono accorti, ma
[6:31] tu cosa ti ha portato? Puoi arrivare a un eremo, cioè
[6:33] dal dal burnout all'eremo. E.
[6:37] Che innanzitutto quando sei in quella situazione non ti
[6:40] accorgi, infatti si si si si ci si immedesima come quando tu vai
[6:46] in un tunnel. E quando entri in un tunnel per
[6:49] forza di cose cambia il paesaggio, la luce cambia tutto.
[6:53] E allora diventi più più cinico, quindi diventi anche meno.
[6:58] Tu stai in contatto con altre persone, ma tu non le vedi, non
[7:01] le Senti, non le percepisci, pensi.
[7:05] Pensi esclusivamente al lavoro e soprattutto inizi, come dire, a
[7:10] reagire a. Piccole richieste del tipo,
[7:15] Alessio, vai a prendere il pane, Ah, io OK, quindi allora questa
[7:18] modalità di reazione. Poi io a un certo punto non
[7:22] stavo male nel momento in cui io ho deciso di fermarmi.
[7:28] È stato come dire uno shock, anche perché io non mi sono
[7:30] fermato per fare il digital detox.
[7:32] Io mi sono fermato perché ero sull'orlo veramente di una crisi
[7:36] molto più grande di me e quindi l'unico momento, l'unico modo
[7:40] per era fermare il come. Quando si va in treno no, se
[7:45] quelle cose che non si dovrebbero fare però è fermarsi,
[7:49] quello è uno shock. Ma avevi sintomi fisici?
[7:54] O eri solo era una questione solo di peso mentale?
[7:58] Erano fisici, mentali ed emotivi fisici, ad esempio, non dormivo
[8:04] più la notte. Infatti poi mi ha portato a ad
[8:07] approfondire il tema del benessere del sono e la
[8:09] tecnologia. Emotivi e quindi ero molto,
[8:14] molto arrabbiato. Arrabbiato?
[8:16] Anche no, ero molto frustrato. Quindi hai quelle energie di
[8:22] bassa Lega che poi con però vi ragioni ti condizionano anche la
[8:26] qualità della tua giornata e della tua vita.
[8:29] E soprattutto ero come dire? Nascosto dietro al cellulare e
[8:36] questo nascosto dietro al cellulare era dato dal fatto che
[8:39] io non stavo vedendo il vero. Il vero sintomo che non era
[8:45] stare spesso con mano un cellulare, ma era qualcos'altro.
[8:50] E cosa hai scoperto in quel retrie?
[8:53] Io lì che non era un ritratto, attenzione.
[8:55] Era un'era, una fuga, una fuga. Era una fuga, cioè in qualche
[9:00] modo volevo cercare aiuto in una dimensione molto lontana da me,
[9:05] ma anche molto vicina. Molto vicino perché era un è un
[9:09] eremo nella mia stessa città che io non non avevo mai visto.
[9:13] Quindi paradossalmente c'è il lontano e il vicino c'è un mondo
[9:17] molto, molto. Come dire che io non sapevo di
[9:22] conoscere, che mi ha permesso di come dire di ricostruire la mia
[9:27] anima, la mia identità, soprattutto il mio futuro.
[9:30] Quindi in qualche modo quello che io dico, che siamo da una
[9:34] ferita, è diventata feritoria. E quindi lì mi sono rifugiato in
[9:40] questo posto e ho scoperto una dimensione, come dire
[9:45] paradisiaca? Se vogliamo no, anche se stai
[9:47] male. Attenzione, paradisiaca perché
[9:49] innanzitutto il rintocco delle campane.
[9:53] La l'importanza. Addirittura a sentire.
[9:56] Più che. Ovviamente sentire già lì era
[10:00] una parola grande, però iniziavi AA percepire che il mondo poteva
[10:06] andare anche più piano. Che sembrerà un paradosso, no?
[10:09] Ti faccio un esempio. Come dire, abbastanza, come dire
[10:13] contemporaneo. Quando ti mandano i messaggi su
[10:15] Whatsapp tu puoi decidere di ascoltarli al naturale, come
[10:19] dire a velocità naturale, OA due per e oltre.
[10:22] Ecco, io vivevo la mia vita, due per e oltre, e lì.
[10:26] Sono ritornato a una velocità non solo naturale ma anche più
[10:31] profonda. A quel tempo eravamo agli albori
[10:35] del digital, tu avevi già visto lungo, si parlava di schermi, si
[10:40] parlava di perdere un po l'attenzione per la vita, di
[10:44] avere attaccamento allo schermo, si parlava di dopamina.
[10:47] Ancora non c'era la consapevolezza che c'è oggi.
[10:50] Mi racconti un po questa evoluzione e cosa stiamo vivendo
[10:54] oggi socialmente? Carmi con questi cellulari, cioè
[10:59] raccontami un po più in profondità il problema, qual è
[11:03] il problema? Innanzitutto diciamo che il
[11:06] problema non è la tecnologia, perché la tecnologia funziona
[11:10] anche fin troppo bene perché ci permette di stare attaccati.
[11:14] Il problema, o magari vedremo più avanti, è ciò che nasconde.
[11:19] Però il tema partiamo in modo molto semplice, no?
[11:22] Noi oggi frequentiamo un ambiente per sei ore e 40 che si
[11:26] chiama digitale, che si chiama. Artificiale.
[11:30] Quello che vogliamo però è un mondo, non, come dire di carne e
[11:34] ossa le generazioni Z richiama in Real Life.
[11:37] Ecco, in questo mondo ci passano tantissime sfaccettature della
[11:42] nostra vita e ci passa da prenotare. 1 1 esame medico, da
[11:48] vedere i voti dei nostri figli dal lavoro da n situazioni
[11:55] quindi il tema oggi che lo strumento è diventato il
[11:59] settantanovesimo organo, quindi è una propaggine di di noi
[12:03] stessi. E allora su questo dobbiamo
[12:05] prendere di mira 1 1. Grande dato è dato dal fatto che
[12:09] la nostra attenzione oggi è frammentata.
[12:11] Quindi il tema del burnout, anche se vogliamo qua non è
[12:14] tanto dal fatto che tu lavori troppo, è legato al fatto che tu
[12:18] ti distrai tanto e quindi hai un lavoro frammentato e questa
[12:23] frammentarietà delle cose ti porta a consumare più energia,
[12:27] più tempo, ma soprattutto ti scarichi prima.
[12:31] E quindi agli albori c'era il tema della distrazione, quello
[12:34] che viene chiamata economia dell'attenzione.
[12:38] E Albert Simon, un famoso, diciamo, economista Premio
[12:41] Nobel, diceva, all'aumentare della comunicazione che cosa
[12:45] diminuisce? L'attenzione?
[12:48] E questo lo possiamo vedere. Se in una stanza iniziamo a
[12:50] parlare un po un po, +1 po tutti, diminuisce la tensione e
[12:53] il silenzio. E questo ci porta a che cosa?
[12:57] A comprendere come oggi noi viviamo le nostre giornate no.
[13:01] E allora? Ti svegli e vai a letto con un
[13:05] cellulare e arriva al semaforo rosso, prendi in mano il
[13:08] cellulare, stai aspettando 1 1 ascensore 03:00:03 prendi in
[13:14] mano un cellulare. Quindi in questo caso il
[13:16] cellulare è come dire abbastanza con noi, ma questo non è il vero
[13:21] tema OO meglio il vero tema è. Che cosa stiamo perdendo quando
[13:26] è un po come la coperta di Linus che quando stiamo dando troppa
[13:30] attenzione allo strumento? E soprattutto cosa stiamo
[13:33] perdendo e lo perdiamo in termini di di relazioni o
[13:36] perdiamo in termini di produttività?
[13:38] Perché non è detto. E non è che se gli studi
[13:41] scientifici ce lo dicono che vivere la nostra giornata è
[13:44] perennemente nel multitasking, sei più produttivo, ti scarichi
[13:48] prima, diventi più più. Più più ansioso prima.
[13:52] Ecco che allora il tema che mi ha portato a dire no, qui a un
[13:56] certo momento noi dobbiamo vivere meglio questo ambiente,
[14:00] cioè chi ci sta insegnando in questo ambiente?
[14:03] Nessuno. E allora dico, non è sbagliato
[14:05] l'ambiente, è sbagliato il fatto che noi ci approcciamo con
[14:10] naturalezza delle cose, con nessuna consapevolezza, con un
[14:15] fatto che qu. Esto ambiente, vuoi o non vuoi,
[14:17] sta lì e però noi lo sblocchiamo in media 170 volte al giorno,
[14:23] un. Cellulare.
[14:24] In media sì, anche più attenzione noi.
[14:27] Quant'è la media delle ore, hai detto?
[14:29] Sei ore e 40 OK, sei ore e 40. Noi stiamo su questo ambiente.
[14:33] Ogni tre minuti tu sei distratta da una notifica anche Trump
[14:37] quindi? Cioè nel senso che anche anche
[14:40] molto di meno. OK però per per dare un range
[14:43] che ovviamente. Stiamo parlando di media, certo.
[14:46] Di medie EE quindi ci sono persone che molto di più e molto
[14:50] di meno, però è un tema che legato.
[14:54] Legato al fatto che solo avere un cellulare nel campo visivo
[14:58] riduce il quoziente intellettivo del 20%.
[15:01] E pensiamo alla stessa ricerca che si chiama Brain drain del
[15:04] 2017, ci dice che non solo ti riduce il quoziente
[15:09] intellettivo, quindi se vogliamo, in termini di
[15:12] produttività, in termini di. Tasse.
[15:15] Soprattutto in termini relazionali.
[15:17] Cioè che cosa significa? Che se io e te, Alice, ci
[15:19] andiamo a prendere un caffè, nel momento in cui ci sediamo, io
[15:24] metto tra di noi uno schermo, un cellulare, tu inconsciamente.
[15:30] Starai pensando, vabbè, allora la nostra qualità della
[15:33] relazione sarà frammentata, ci sarà qualche cosa che ci andrà a
[15:37] dividere e pensate, questa è una cosa, una magari un messaggio
[15:41] che noi dobbiamo prendere in considerazione il fatto che tra
[15:45] due persone oggi c'è sempre un elemento di interferenza e
[15:49] questo in termini scientifici viene chiamato tecnoference,
[15:53] cioè l'interferenza. Sì.
[15:56] C'è chi dice. Che semplicemente la vita di
[16:00] oggi è fatta così. Quindi cosa sarà mai?
[16:04] Anzi, le relazioni tutto sommato le ho dentro al mio cellulare,
[16:08] parlo con le mie amiche, anzi in continuazione.
[16:11] Quindi c'è chi dice sì, ma tutta questa menata della digital
[16:16] detox, well, Bing eccetera. Ormai semplicemente abbiamo
[16:19] cambiato il modo di di vivere. Raccontami un po di questo.
[16:23] Vabbè, qui potremmo parlarne, però il tema non è tanto.
[16:27] Ai miei tempi, perché secondo me dire ai miei tempi significa non
[16:32] oggettivizzare il lo sguardo al presente.
[16:35] Il tema è che sicuramente siamo nella prima fase dell'evoluzione
[16:38] della storia, dove noi non recuperiamo.
[16:42] Che cosa significa dove noi non riusciamo a staccare?
[16:45] Attenzione, se non recuperiamo tu Alice la mattina usciresti di
[16:51] casa col cellulare al 20%. No.
[16:55] L'ultima volta 1 1 persona mi ha detto, Io sì ho tre Power Bank,
[16:58] ma al netto che tu non hai le Power Bank Eh il genio, sì, il
[17:04] fatto che però noi oggi usciamo di casa con la nostra energia
[17:09] mai al centro per 100. Quindi un tema è legato al
[17:13] recupero, quindi oggi noi facciamo fatica a recuperare,
[17:16] facciamo fatica a prenderci i nostri spazi, facciamo fatica a.
[17:21] Rimetterci, come dire, a riconnetterci quindi, non è un
[17:24] tema tanto di disconnessione. È un tema di riconnessione e
[17:29] prima parlavi oh i miei amici di incontro on-line.
[17:32] Non è tanto un tema, pensa solo alla parola amico.
[17:35] Come è cambiata da quando ha iniziato l'era di Facebook?
[17:38] No, è diventato un concetto molto più ampio, OKE, anche meno
[17:44] profondo, nel senso che qui è un po come la coperta di Linus.
[17:47] In qualche modo dobbiamo capire cosa stiamo andando a accedere a
[17:50] perdere. È un tema di profondità.
[17:54] Ecco, io vedo ovviamente che le nuove generazioni, maggiormente
[17:59] le generazioni Z sai quella generazione che tu in qualche
[18:02] modo dici che stanno sempre con il cellulare e se li chiami non
[18:06] ti rispondono? Ma è su questi temi sono molto
[18:09] presenti, sono molto, come dire, concreti, sono hanno bisogno di
[18:14] questo. Loro sono cresciuti con questo è
[18:17] la prima generazione corretto? Quindi stiamo parlando della
[18:19] prima generazione che non ha visto un'era, senza cioè dal da
[18:23] che potevano averlo, l'hanno avuto in mano questo cellulare
[18:26] e. Quindi il tema qua non è tanto
[18:29] come dire togliere il cellulare, togliere le notifiche, per come
[18:33] dire, per ovvi motivi sono buone, ma il tema è una
[18:36] competenza. Quindi questa roba qui di cui
[18:39] noi stiamo parlando non è una cosa da radical-chic, non stiamo
[18:43] parlando di luddismo, stiamo parlando di una competenza, cioè
[18:47] anche qua per fare un po la battuta quando facevamo i
[18:50] curriculum vitae. Competenze tecnologiche
[18:54] pacchetto Office, siamo rimasti lì.
[18:58] Oggi la nuova competenza e ce lo dicono anche, come dire, le le
[19:02] sovrastrutture dal digicomp del dell'Unione europea, che oggi
[19:06] una competenza è questa, cioè saper gestire la tecnologia e
[19:11] non essere gestiti. E approfondisce un po questo
[19:15] tema, cosa significa saper gestire la tecnologia?
[19:17] Cosa ci dobbiamo aspettare? Dove si impara?
[19:20] Di cosa stiamo parlando? Beh, allora innanzitutto saper
[19:23] gestire la tecnologia significa innanzitutto comprendere quanto
[19:28] tempo trascorriamo online. OK, ma non solo, quanto tempo,
[19:33] come lo trascorriamo e soprattutto dove lo
[19:36] trascorriamo. Quindi è un tema legato alla.
[19:39] Al timing legato alla places, quindi dal luogo, ma soprattutto
[19:44] legato alla relazione, quindi paradossalmente no al io.
[19:50] Vorrei staccare ma non ci riesco.
[19:53] Ecco, dietro a questa frase, che ovviamente è lecita, c'è una
[19:56] richiesta, un bisogno inascoltato, che è quello di
[20:00] dire io non posso oppure vorrei ma ho il bisogno del controllo.
[20:05] Quindi in qualche modo la la tecnologia come va a insinuarsi
[20:11] in delle ferite che possono essere bisogni che possono
[20:14] essere anche. Limitazioni, convinzioni
[20:18] limitanti delle nostre credenze. Ecco che allora.
[20:22] Qua non è tanto capire come la tecnologia la dobbiamo usare,
[20:26] perché la competenza del benessere digitale la potremmo,
[20:30] come dire, chiudere subito, togli le notifiche.
[20:35] Evita di quindi tutto quel non non non.
[20:38] Quelle sono tattiche. Quelli sono tricks all'inizio
[20:41] che in qualche modo ti ti danno una prima cartina tornasole di
[20:47] quello che non stai facendo. OK.
[20:49] EE adesso ad esempio, questo è un buon inizio, ma la vera
[20:54] domanda, quindi la vera competenza, è comprendere come
[20:58] utilizzare al meglio la tecnologia.
[21:01] Ad esempio nel mondo del lavoro. E quindi questo significa come
[21:04] lavorare, paradossalmente non meno, ma meglio e se possiamo
[21:09] anche me, anche meno, ovviamente.
[21:11] Ma io ho la sensazione che abbiamo, soprattutto chi lavora
[21:14] online, chi lavora in ufficio oggi digitalizzato, quindi non
[21:19] parlo dei lavori tradizionali perché chiaramente quelli hanno
[21:22] legati alla forza lavoro. Il turnista non può.
[21:25] Esatto, la parrucchiera o non non possiamo parlare però chi
[21:29] lavora in queste grandi agenzie marketing, cioè ormai c'è lavoro
[21:32] per tutti. Su sul mondo tecnologico ho la
[21:35] sensazione che si lavori meno, com'è questa storia?
[21:39] Ma molto peggio. C'è la sensazione che si lavori
[21:42] meno. Io personalmente lavoro meno,
[21:45] vedo che in generale si lavora meno.
[21:47] Le aziende hanno un'attenzione, per quanto se ne dica, le
[21:50] aziende hanno un'attenzione sul far lavorare meno i dipendenti,
[21:55] i dipendenti non sono più disposti a lavorare di più, sono
[21:59] più. Consapevoli eppure la sensazione
[22:02] di schiacciamento è uguale. Se non peggiorata.
[22:06] Allora qui c'è secondo me 1 1. Passaggio fondamentale è che il
[22:11] digitale ha tolto la parola fine, mi spiega come funziona?
[22:16] Se io iniziassi a leggere un giornale cartaceo lo sfoglio
[22:20] dalla prima pagina la fine, se io desidero andare a vedere 1 1
[22:26] film al cinema, c'è l'inizio e titoli di fine.
[22:31] Netflix non c'ha più titoli di coda, quindi la riproduzione
[22:34] automatica non c'è più. Se vado sui social quello che
[22:38] viene chiamato Domus crawling è infinito e portiamo nel mondo
[22:43] del lavoro dove non c'è +1 cartellino, giustamente
[22:45] attenzione però, questa parola fine come dire?
[22:49] E allora, in ottica un po anche provocatoria, cioè?
[22:54] Se noi ritorniamo un po ai cicli naturali, no, cioè tu Alice, ti
[22:58] sei? Immagina un sole che a un certo
[23:01] punto quando deve tramontare, lui dice no, io, non tramonto
[23:05] io, e quindi ruba spazio e tempo alla luna.
[23:09] Certo, immagina che terra che avremo.
[23:12] Ecco, oggi noi stiamo facendo un po la stessa cosa, cioè facciamo
[23:15] fatica a tramontare, tramontare dal punto di vista del lavoro,
[23:19] dal punto di vista relazionale. E quindi siamo in quella
[23:23] situazione. Come dire che.
[23:26] Abbiamo paura, a volte non abbiamo il coraggio e
[23:30] soprattutto in alcuni contesti non ce lo possiamo permettere,
[23:34] specialmente il mondo dei freelance, del mondo dove in
[23:36] qualche modo la paura atavica, il bisogno è quello di
[23:40] giustamente di essere. Condizioni non ci sono io, ci
[23:42] sarà qualcun altro. E allora la parola fine, qua
[23:45] abbiamo bisogno di ricostruire. Io sto scrivendo anch'io 1 1
[23:52] libro. In questo momento c'è un
[23:53] capitolo dedicato al concetto di finitezza.
[23:56] Non voglio spoilerare molto, ma quindi un concetto è molto
[23:59] familiare in questo momento, il concetto di finitezza in
[24:03] accezione positiva e non più in accezione negativa, perché
[24:06] purtroppo la finitezza ci hanno raccontato negli ultimi anni che
[24:10] può creare il problema di perdere opportunità, in realtà
[24:14] le guadagni, quindi mi è un tema estremamente caro.
[24:18] Perché questa idea del mi do un limite e un confine?
[24:23] Nel modo di vivere, nel modo di gestire la tecnologia, questo
[24:26] limite confine mi ridona significato perché nel nei
[24:32] confini in inglese si dice blur, cioè sono non sono netti, non
[24:37] sono definiti, che in un certo senso mi fanno sentire la
[24:40] libertà del non ho confini, non ho limiti, mi fa perdere il
[24:45] significato. Io lo vedo ad esempio nella
[24:47] maternità, le. Persone fan fatica ad accettare
[24:50] la stagione della vita entro la quale sono, non è facile essere
[24:53] genitori oggi, lo sai? Non è per niente facile però
[24:57] l'idea di dare un confine, dire in questa stagione della vita ho
[25:00] dei limiti, ho dei limiti che cambieranno nel prossimo futuro.
[25:05] Ho dei limiti se ho un bambino neonato, se ho un bambino di due
[25:08] anni, se un bambino di 5 cambiano i miei limiti, ma li
[25:12] ho, quindi non posso pensare che la non ci sia transizione tra
[25:15] non ho figli, ho un figlio e quindi tutto deve essere uguale.
[25:19] Tanta della frustrazione nasce da questo, dal.
[25:22] Se vuoi puoi. Quindi, se vuoi che la tua vita
[25:24] non cambi, non cambierà, no, cambierà.
[25:27] E questa consapevolezza di cambiamento è il tuo super
[25:31] potere. Quindi non voglio spoilerare più
[25:33] di questo, ma me lo ritrovo tanto in tutti, un po gli ambiti
[25:37] della vita, quindi non l'avevo mai pensato sulla tecnologia di
[25:41] dare la parola fine e che non ha una fine effettivamente.
[25:45] E. Lì è il trick che in qualche
[25:47] modo ci hanno dato, no? Cioè nel momento in cui tu non
[25:53] riesci a mettere un tu guarda rail, no, io ho sempre questa
[25:58] immagine che quando andiamo in montagna.
[26:02] Ci alziamo innanzitutto e quindi è un po come il benessere
[26:05] digitale di cui stiamo parlando. Alzandoti guardi le cose
[26:09] dall'alto, ma quando ti alzi tu hai guardare il se non hai
[26:14] guardare il tu hai il rischio. Come dire di di non arrivare in
[26:19] cima? Ecco, allora oggi il vero tema è
[26:22] che questi guarderei questi limiti.
[26:25] Non è che ci restringono la strada.
[26:28] Anzi, ci danno la possibilità di vedere meglio cosa possiamo fare
[26:35] e invece l'idea di essere sempre disponibili.
[26:39] L'idea di fare sempre quel pezzo in più, beh, qui l'intelligenza
[26:43] artificiale ce lo dirà, che c'è sempre qualche cosa da
[26:46] migliorare e quindi che la finitezza sarà ancora più
[26:50] sfumata. Ecco che allora qua noi dobbiamo
[26:53] ricordarci che un grande onore dell'umano oggi è quello di
[26:58] essere umani, non di fare. Potrebbe essere una frase, come
[27:03] dire già detta che risuona. Però il vero tema oggi nella
[27:06] tecnologia è che il limite ti. Salvi.
[27:11] Quindi come ci si approccia a livello pratico?
[27:13] Oggi 2026 cosa insegni tu a chi viene da te per un retreat, cosa
[27:19] cosa si fa esattamente? Io non l'ho mai fatto.
[27:22] Quindi un rapporto con la tecnologia, sicuramente con
[27:25] tutti i suoi, le sue problematiche.
[27:28] Ci lavoro con la tecnologia, però ho sempre detto che ho la
[27:32] fortuna di essermi mai innamorata degli algoritmi, mai
[27:34] innamorata dei fortuna e sfortuna perché avrei potuto
[27:37] fare molto di più. Perché?
[27:39] Chi si si ha, chi si fa un po nutrire da questa dopamina?
[27:44] E ci cade più facilmente, magari ci sono persone che sono più
[27:48] hanno questa attitudine. Io a un certo punto mi
[27:51] infastidisce, quindi ho il bisogno di staccare.
[27:54] L'ho sempre avuto, sono una persona molto introversa, ho
[27:57] bisogno di tanta solitudine, ho bisogno di faccio anche molto
[28:02] ghosting tra virgolette, cioè io quando non sto più bene nella
[28:05] comunicazione faccio un passo, non riesco a gestirla quel
[28:08] momento. Del troppo del sovraccarico.
[28:11] È. Sano, ma viene percepito a volte
[28:14] come non non particolarmente sano, cioè ho dovuto ragionare
[28:16] su questi confini, sono migliorata, perciò per fortuna
[28:19] non mi sento una persona con una relazione estremamente tossica.
[28:25] Quindi cosa si fa? Cosa fai tu con chi arriva e ti
[28:28] dice aiuto, sto male? Allora innanzitutto le persone
[28:32] che arrivano e che da me non sono in una situazione tossica
[28:37] avanzata, perché anche per un concetto deontologico lì arriva,
[28:42] come dire, non più la prevenzione, non più il
[28:44] benessere. Arriva la parte, come dire
[28:46] patologica e. Quindi.
[28:50] Questa parte, come dire, riguarda un po tutti, no?
[28:53] Riguarda ad esempio il il bambino, il neonato di zero mesi
[28:58] che ahimè riesce sempre a vedere sempre di più.
[29:04] Sai benissimo che un neonato vede a 15 cm.
[29:07] E quindi vede sempre +1 elemento artefatto tecnologico, fino ai
[29:10] +60 5. Quindi perché +60 5?
[29:13] Noi pensiamo che siano quelli i più intossicati, siano gli
[29:17] adolescenti, no, sono i +60 5 perché?
[29:20] Perché hanno tempo e soprattutto sono soli.
[29:24] Quindi tornando un po al focus che viene da me, cosa facciamo?
[29:27] Cosa non facciamo? Il tema è una questione di
[29:30] vedere. Il Cruscotto della tua macchina,
[29:35] della che, quella che di cui stavi guidando.
[29:38] E quindi come dire, quali sono i tuoi bisogni, quali sono i tuoi
[29:42] sogni, quali sono i tuoi valori? Qual è il tuo cruscotto di
[29:47] questa. Eppure dopo la tecnologia,
[29:49] quindi deve essere anche molto pratico.
[29:50] Allora innanzitutto andiamo a vedere alcuni.
[29:54] Non dico consigli, ma alcuni diciamo suggerimenti che possono
[29:59] essere innanzitutto una regola fondamentale, è la prima cosa
[30:05] che fai la mattina. Il 75% sempre di più degli
[30:09] italiani che cosa fa la prima prende?
[30:12] Il cellulare? Guardate che là entriamo subito
[30:15] in una regime di frustrazione, ma soprattutto accelerato, noi
[30:22] ci svegliamo nelle onde tetra, quindi in termini francesi
[30:26] significa rincoglionimento che fa?
[30:29] Che cosa facciamo? La prima cosa, prendiamo il
[30:31] cellulare e con un occhio aperto, un occhio chiuso e
[30:33] andiamo a vedere. E quindi passiamo in modo
[30:35] violento alle onde beta. E questa roba?
[30:39] Iniziamo subito con il fiato sul collo del il mondo Wow sta
[30:44] andando avanti e io mi sono perso durante la notte.
[30:48] Quindi il primo Consiglio è la regola dell'un percento che
[30:51] sarebbe i primi 14 minuti e gli ultimi 14 minuti della tua vita.
[30:56] Perché l'un percento? Perché la nostra giornata è
[30:59] composta da 1440 minuti. Quindi Alice ti sto chiedendo
[31:02] almeno 14 minuti. E 40 secondi.
[31:05] Sì, e? EE alla fine il tuo ingegnere me
[31:08] lo ricordo e quindi mi sono ricordato, quindi?
[31:11] E. Ho EE questi minuti.
[31:15] A te stesso, quindi puoi andare fuori, portare il cane o andare
[31:21] a fare sport, leggere. Io le faccio e mi ha cambiato la
[31:24] vita. Perché io al mattino adesso il
[31:27] cellulare non lo considero proprio zero meno perché mi alzo
[31:30] talmente presto, ho la mia palestra, mi alzo prima i miei
[31:33] figli, prima mio marito prima di tutti.
[31:35] E non mi interessa. Cioè ho un obiettivo, vado, vado
[31:38] a fare sport, ho cambiato la vita, la vita.
[31:41] Perché qua non si tratta solo di tecnologia, si tratta di
[31:43] movimento e. Fluisce l'energia.
[31:47] Quindi il tema, come tu mi racconti, è come dire, è ottimo
[31:52] perché ti sei trovata il tuo spazio, quello che hillman
[31:56] chiama alla stazione di Beatitudine, Sì, cioè noi a un
[31:59] certo momento, durante la giornata, dobbiamo ricreare
[32:01] questo spazio. O questo tempo o questo luogo.
[32:05] Quindi che cosa significa? Significa che durante la
[32:07] giornata tu, questa stazione di beatitudine, te la devi
[32:10] ritrovare. In che modo ha?
[32:13] Stanze senza tecnologia? E dice, Ma io non ho abito in un
[32:17] monolocale, benissimo, allora vai a pranzo, a cena o fai
[32:21] colazione senza. Cellulare sul tavolo?
[32:24] Certo, già quello è 1 1. Primo è una prima stazione di
[32:27] beatitudine e quindi questo è già 1 1.
[32:32] Parte molto importante, specialmente per i chi ha
[32:35] bambini piccoli. No, perché poi noi ricordiamoci
[32:38] che noi stiamo educando con soprattutto con l'esempio, non
[32:44] più con le parole. Le parole in questa canzone non
[32:47] funzionano e quindi? Andare a letto senza cellulare e
[32:50] risvegliarsi senza cellulare, la.
[32:53] Stazione di Beatitudine, un'altro cosa dobbiamo prendere
[32:56] in considerazione è io, anche qui, in ottica provocatoria,
[33:00] dico. Al limite salvo PDF, non salvo
[33:04] vite. E quindi che cosa significa?
[33:07] Significa che se tutta la comunicazione che ci arriva,
[33:10] digitale, Whatsapp, Mail e quant'altro la processiamo come
[33:14] se fosse un codice rosso, che tutto è diventato urgente.
[33:18] Beh, in quel caso l'urgenza sei tu.
[33:22] Parlo per me, guardate i burnout, era il codice rosso.
[33:25] E allora iniziare a prendere come dire?
[33:28] Le distanze? Ma più che altro il fenomeno del
[33:31] triache, cioè il triache ospedaliero.
[33:34] Di cosa ci insegna che effettivamente ci sono delle
[33:38] urgenze e altre un po di meno? E allora iniziare a dire OK, in
[33:43] queste comunicazioni che ci stanno arrivando.
[33:46] Sono tutte codice rosso? No, perché IE se tu accedi su
[33:51] Whatsapp e vai dentro e inizi a rispondere a tutti i messaggi
[33:55] significa che stai operando col codice ROSSO e allora inizia a
[33:58] vedere anche perché sei veramente il codice rosso.
[34:01] Non piace su Whatsapp e non viaggia neanche solo per email.
[34:05] Neanche meno. E quindi per asincrono no,
[34:07] proprio il sistema maggioritario della sincronicità, e allora?
[34:12] Il tema è, ma che Alessio perfetto, io dico, accedi alle
[34:15] chat come se fosse una sauna. Perché essere una in qualche
[34:19] modo, entro certi limiti, ti fa star bene, fuori ti fa star
[34:23] male. Ma ho una domanda su questo,
[34:25] scusa se ti interrompo, però questo è un punto per me
[34:27] cruciale. Perché sembra di più sembra che
[34:30] l'aspettativa degli altri sia che rispondiamo in no time.
[34:33] Io mi sono trovata tante volte di sentirmi in difetto proprio
[34:37] per questa mia caratteristica, quindi non per una certa
[34:40] virtuosità di di regole virtuose della mia vita.
[34:45] Io lo soffro a patiscoli per connessione la patisco come
[34:48] persona quindi e vi ha 1 1 messaggio vocale e vi ha
[34:54] un'altro via, un'altro e un'altro tre figli.
[34:55] Ho due business, ho la chat del nido, la chat di questo chat di
[34:58] quest'altro. Il basket e questo, quest'altro
[35:01] è l'amica e il gruppo, cioè io ogni tanto dico stoppa tutto,
[35:06] però risulto un po maleducata, cioè risulto cioè come ci
[35:10] possiamo educare secondo te? C'è anche 1 1 po di etichette
[35:15] tra le persone che forse possiamo iniziare AA divulgare
[35:19] nel dire non è che ogni cosa che mi passa per la testa la la la
[35:22] sbatto lì fuori in un in una chat cioè?
[35:26] Ti risuona che le persone ti dicano stanno male, a non
[35:29] rispondere, stanno male. Assolutamente sì, perché ci
[35:32] siamo allenati alla performance del rispondere subito, perché
[35:37] prima era un po così, quindi noi abbiamo quello che viene
[35:40] chiamato la cristallizzazione delle abitudini.
[35:43] E allora che cosa significa? Però non è un tema tanto di.
[35:47] Rispondere è un tema di come io mi percepisco se non rispondo.
[35:53] Cioè è molto, è molto un trigre emotivo è è è molto interno,
[35:59] perché ad esempio, come dicevo un po prima, se tu accedi alle
[36:02] chat e non rispondi a quel a quelle diciamo di codice un po
[36:06] inferiore, innanzitutto Alice evita di rispondere, quando va
[36:12] andrai a rispondere, OK, Eh, scusami se ti rispondo solo ora,
[36:17] cioè evitiamo. Questa è la mia frase, ho la.
[36:20] Ho la frase salvata. Sì, ecco questo.
[36:23] Quindi da domani inizi a dire eccomi Alessio, come dire, sono
[36:27] tutto tuo, ho la tua attenzione, eccomi.
[36:30] Perché se iniziamo a dire come frase salvata, scusami se ti
[36:35] rispondo solo ora. Stiamo ammettendo che noi siamo
[36:38] in difetto perché non eravamo disponibili.
[36:42] Eh sì, ma questo è un po la società oggi, Eh, la società io
[36:47] non non vedo, non trovo una soluzione su questo.
[36:50] Cioè la soluzione è, mi metto i miei confini.
[36:53] Io lavoro molto sui confini personali, quello che pensi tu
[36:56] mi tange fino a lì. L'importante è che io ci sia per
[36:59] le persone che amo nella nel modo in cui sono, ma a volte le
[37:02] persone che amo anche non è che capiscono i miei.
[37:06] Cioè. Non c'è una soluzione, Alice, e
[37:08] su questo ti tranquillizzo e non ce l'ho neanche io che faccio
[37:11] questo lavoro da 12 anni, perché chi ti vende oggi la soluzione?
[37:15] Ti sta venendo fumo o. Quelli che dicono Via il
[37:19] cellulare. Ma tu non puoi togliere il
[37:21] cellulare se non aggiungi qualche cos'altro, perché lì è
[37:24] un tema di vuoto emotivo, mi spiego meglio.
[37:27] Ma anche di funzionalità, assolutamente di funzioni.
[37:30] Io come funziona oggi che sono abituata da vent'anni,
[37:33] funzionare con un cellulare? Quindi il tema è che se noi non
[37:37] rispondiamo a tutti subito. È sano, è malsano.
[37:44] Quando noi ci precludiamo di rispondere a tutti quanti e
[37:48] subito, noi non dobbiamo competere con la velocità
[37:52] dell'intelligenza artificiale o della tecnologia.
[37:55] Noi dobbiamo, come dire, ricordarci un valore
[37:58] fondamentale che è dato dalla profondità e noi non possiamo
[38:01] essere profondi a tutti quanti e subito.
[38:04] E allora che cosa significa se. Hai hai citato le chat
[38:08] dell'asilo? No?
[38:09] Allora la chat delle mamme dell'asilo può una fetta di
[38:13] prosciutto cotto può diventare un caso di Stato?
[38:16] E se ci mettiamo dietro a quel tema significa che io, come
[38:22] dire? Come dire, non riesco a
[38:23] gestirlo. Quindi il vero tema è, ma io
[38:26] voglio stare dietro a quel a quella roba lì.
[38:30] Anche no. E allora iniziamo a comprendere
[38:33] dove i la la nostra energia no ha un timing, cioè massimo
[38:40] massimo può avere quattro ore di energia di attenzione molto
[38:44] profusa. OK, quindi che cosa significa?
[38:46] Partiamo da un limite qui di scarsità e devo decidere dove
[38:50] investirla. Se la investo sulle chat?
[38:52] Con tutto il rispetto del prosciutto cotto, adesso sto
[38:54] prendendo questa deriva per essere, come dire, molto
[38:57] cruente. E poi dopo io non posso
[39:00] assolutamente metterla in cose molto più importanti.
[39:03] Quindi non c'è come dire una soluzione, come dire che vada
[39:07] bene per tutti. Però ci sono delle tentate
[39:10] soluzioni dove io posso mettermi, come dire in atto e
[39:14] comprendere quando è troppo. Questo è il vero tema, cioè fare
[39:18] una sorta di inversione di marcia quando sto andando troppo
[39:21] veloce. Andando troppo veloce significa
[39:24] che quali sono i momenti dove io potrei veramente?
[39:29] Ricaricarmi, perché poi il tema qua è, non è tanto che noi
[39:33] stiamo sul cellulare, è che viviamo una vita così a veloce
[39:37] che quando stiamo sul divano dopo cena con noi stessi è come
[39:42] dire ce lo stiamo, ci stiamo dicendo indirettamente lettere,
[39:45] te lo meriti, hai corso tutta la giornata ora.
[39:47] Assolutamente questa mi risuona tantissimo, questa.
[39:51] E lì si insinua nella ferita della velocità.
[39:54] Io non sai quanto mi quella fase del dopo cena.
[39:59] È la fase che per me è la più di cui mi vergogno di più, cioè
[40:04] aspetta, ti spiego perché e che mi fa più arrabbiare.
[40:08] Perché mi piace di più, mi fa più.
[40:09] Arrabbiare mi fa arrabbiare, mi vergogno di dirlo, perché sono.
[40:12] Insomma, mi occupo di questi temi eccetera.
[40:14] Però ci sarà che mi sveglio molto presto, sarà che corro
[40:17] tutto il giorno, sarà che do tutto il giorno dopo cena, cioè
[40:22] quel momento dove. Il piccolo mio è a letto, quindi
[40:26] a lui ho dato tutta l'attenzione.
[40:28] I grandi, anche loro iniziano a avere una vita, quindi hanno il
[40:31] loro 30 minuti di televisione che non sono negoziabili più
[40:34] perché loro hanno voglia, hanno bisogno e ci sta anche questo, i
[40:38] loro cartoni, le loro. Cose ed è.
[40:40] Quel momento dove mi metto con cellulare di fianco a loro però
[40:43] dico, ma se io li guardassi STI cartoni con loro?
[40:47] E mi fa arrabbiare perché me lo dico il mio proposito e la mia
[40:50] cosa e non lo faccio perché me lo merito quel momento di
[40:53] guardarmi il paio di scarpe, di guardarmi la cavolata, cioè che
[40:58] poi non guardo niente, che mi nutra Eh, particolarmente è
[41:01] proprio, ma può essere l'intrattenimento.
[41:03] Scrollare è quello che mi chiedo, cioè ci può essere
[41:07] qualcosa che mi dia un po più di intrattenimento invece che
[41:10] scrollare a caso? E che poi tra l'altro me lo dice
[41:12] il cellulare? Cosa voglio?
[41:14] Perché io a quelle scarpe non ci stavo neanche pensando, quindi?
[41:18] Sì, perché in quella situazione noi è quel momento di scarico di
[41:23] quella pesantezza, in qualche modo è come se fosse una valvola
[41:27] di sfogo, OK, e quindi abbiamo ritualizzato il fatto che il
[41:30] cellulare, come dire o scrollare e quant'altro mi calma.
[41:34] Vabbè, ti dà dopamina. Però poi ti ti eccita.
[41:39] Per la fase del sonno. Ma il vero tema qua è un'altro,
[41:42] se mi posso permettere, è che noi possiamo, come dire,
[41:47] meritarci questa pausa? Tra virgolette anche no, ma non
[41:51] accanto a persone che amiamo sotto lo stesso tetto.
[41:54] Magari ci dobbiamo rifugiare in bagno, paradossalmente, perché
[41:58] il tema è che. Loro ci vedono?
[42:00] Loro ci vedono, questo è questo, noi dobbiamo essere.
[42:03] Molto usare l'iPad perché è il mio grande, già lo USA a scuola.
[42:07] Quando noi lo usiamo e quando noi usiamo, quindi.
[42:08] Questo. Ti arrabbi con me stesso irrito
[42:12] questa? È la più grande rivoluzione
[42:14] d'amore che possiamo fare per noi stessi, ma soprattutto
[42:19] perché ci, come dire, un domani non ci possiamo lamentare se non
[42:22] ci daranno retta. E questa io lo lo vedo che
[42:26] faccio fatica. Attenzione anche io OK?
[42:29] Perché non sto dicendo che io. Sono.
[42:32] Critica tutta. Faccio fatica ovviamente.
[42:34] Qual è tra virgolette? Un po la mia abilità è che come
[42:37] chi va in palestra ha i pettorali, io non ce l'ho, io ho
[42:40] i pettorali tra virgolette sull'allenamento
[42:42] dell'attenzione, cioè riesco AA vedere i trigger, devo dire
[42:46] cazzarola metto il freno. Quindi ecco che allora i il
[42:50] tema, anche perché lo sai benissimo, i bambini piccoli
[42:53] sono maestri in questo, nel momento in cui tu prendi in mano
[42:57] un cellulare. Ti richiamano la loro attenzione
[43:00] perché loro si nutrono e come noi ci siamo nutriti di sguardi
[43:04] EE oggi il più grande patrimonio che possiamo lasciare ai nostri
[43:08] figli. Non è solo quello che mangiano,
[43:11] ma è come noi li nutriamo dal punto di vista visivo.
[43:15] Cioè, paradossalmente, meglio andare fuori una volta in più e
[43:19] essere meno presente a livello di quantità, però non avere quei
[43:23] momenti. Paradossalmente se io sto sul
[43:27] divano in senso lato con mio figlio EE parallelamente
[43:32] risponde all'email, non sto facendo né l'uno né l'altro, io
[43:36] entro in frustrazione. E questa frustrazione che dove
[43:39] tu ti senti in colpa perché non stai dando?
[43:43] Però ti senti anche in colpa che non stai rispondendo alle chat
[43:45] del tuo capo o del tuo team. Quindi tra le due cose, qual è
[43:49] il codice rosso, cioè qual è quello più urgente?
[43:52] OK, se è urgente rispondere al tuo team, allora mi alzo e vado
[43:57] in un'altro campo visivo. Questa è una cosa che ci
[44:00] dobbiamo. Faccio un'altro esempio, se noi
[44:02] portiamo i bambini all'asilo OA scuola.
[44:05] OA scuola o in un parco giochi, ad esempio il parco giochi, e lì
[44:08] portiamo in altalena o quant'altro.
[44:10] E se devo rispondere e mi devo in qualche modo non far vedere e
[44:15] poi oggi questa è una cosa che è una battaglia che io sto
[44:18] portando avanti da da tempo, visto che i passeggini ora sono
[44:21] rivolti verso il fronte, no? Cosa quindi?
[44:25] Mentre prima guardavano verso la strada.
[44:29] Un fronte? Mamma o nessuno fronte mamma, e
[44:31] se noi stiamo con un cellulare in mano?
[44:35] E allora che cosa significa? Significa che ci dobbiamo
[44:38] prestare attenzione a qua. Lizzarlo e se dobbiamo fare
[44:43] delle cose perché attenzione, io non sto dicendo dobbiamo
[44:45] ritornare nel al telefax e nelle caverne, ma dobbiamo prestare
[44:49] attenzione a dove mettiamo la lo sguardo.
[44:54] Questo è fondamentale perché lo sguardo è come il faro in una
[44:59] notte a mare aperto, ci dà sempre la direzione e ci fa
[45:05] capire che noi. Devono sentire perché loro non
[45:09] capiscono, tra virgolette, ma sentono.
[45:11] Se siamo, se ci sta. Se ci siamo e loro sono grandi,
[45:14] i nostri coach? Parlando di presenza, che per me
[45:16] è un punto fondamentale, tu hai detto o scritto un libro?
[45:21] Ho ho i pettorali dell'attenzione, mi piace molto
[45:23] questo sempre più difficile. Dare attenzione, ma soprattutto
[45:28] stare concentrati su qualcosa. Io trovo molto difficile oggi
[45:32] leggere un libro. Trovo difficile arrivare alla
[45:35] fine di un task senza annoiarmi. Trovo difficile stare una
[45:38] conversazione a uno per. Quindi a volte dico magari una
[45:43] persona che si esprime in modo un po più lento, dico cioè
[45:47] arriviamo al punto. E poi mi rendo conto, sono
[45:50] consapevole di questo e quindi cerco di allenare la mia
[45:53] attenzione. Cerco di allenarla con delle ore
[45:55] che sono completamente disconnesse e faccio un task
[45:58] solamente di creatività, la. Lettura.
[46:01] Cioè mi rialleno quali sono le tue, le tue tattiche, le tue
[46:06] strategie per allenar la presenza.
[46:09] Perché poi questa presenza è anche relazionale, anche coi
[46:11] nostri figli. Non è solo presenza su un task
[46:13] creativo, ma è il fatto di stare, di poterti ascoltare
[46:16] senza interromperti. Di poter giocare con un bambino,
[46:19] che è la cosa per me più noiosa al mondo.
[46:22] Giocare cioè perché devi entrare dentro la loro frequenza, che
[46:26] non è più la tua. Quindi provi noia all'inizio se
[46:30] non riesci a entrare nella loro frequenza e dici ah, devo andare
[46:35] lento, devo ascoltare il tuo ritmo, devo seguirti nelle
[46:39] interruzioni. Cioè non è banale questo Eh.
[46:41] Per attenzione, fatti una giornata di pioggia con un
[46:44] bambino. A casa e seguilo o hai un po di
[46:48] allenamento EE lasci andare e gli dici OK, entro nella tua
[46:52] frequenza, ma non è +1 frequenza che noi sentiamo perché siamo
[46:54] costantemente attaccati a sto telefono?
[46:59] Allora su questo e anche qua, come dire, i nostri adolescenti
[47:03] preadolescenti, i nostri bambini, sono i nostri coach.
[47:06] Cioè io lo vedo quando faccio i Camp nei Summer Camp da oramai
[47:10] da 8 anni. Che se in qualche modo tu riesci
[47:18] a sganciarti dal ruolo, non dal ruolo di Alessio carciofi di
[47:21] professore, quindi sono io il numero 1, sono il professore,
[47:25] quindi tu sei adolescente, sei più no?
[47:28] Ma metterti al loro piano. E quindi un patto di umiltà
[47:34] pazzesco. Un patto di vulnerabilità
[47:37] pazzesco, dove io racconto ancora ad oggi le mie fragilità,
[47:41] dove io non riesco, non riesco a completare magari a volte un
[47:45] task perché magari sono più stanco, perché in questo periodo
[47:50] magari dormo meno e male perché ho come dire, Francesco Enea ha
[47:54] bisogno, cioè si si sveglia più volte, quindi ammetto che io in
[47:59] qualche modo faccio. Faccio fatica, però nel momento
[48:03] in cui io lo ammetto, non lo sto eludendo, lo sto attraversando.
[48:09] E allora questa vulnerabilità noi ce la dobbiamo prendere come
[48:12] una cosa molto importante, non più nasconderci.
[48:15] Come io faccio parte del club che no, cioè noi faccio in modo
[48:21] che non so qual è la soluzione, come ti ho detto prima, però so
[48:26] che in qualche modo. Che se continuiamo di questo
[48:30] passo, so per certo che per limiti umani non possiamo andare
[48:35] avanti. E allora i ragazzi ci insegnano,
[48:37] ad esempio, che se tu ti fai piccolo, sei vulnerabile, entri
[48:40] nei loro cuori, nei loro cuori. Io li chiamo i tre giorni della
[48:44] password, no? Cioè i primi tre giorni li li
[48:46] guardo, parlo con loro. Parli di retreat io?
[48:50] Questo parlo di Summer. Scusa.
[48:52] Parlo dei Summer. Sono esattamente per far capire
[48:55] a chi. È sono dei riti di una
[48:56] settimana, diciamo. Ritiri di Summer che è festivi
[48:59] per i bambini, gli adolescenti, preadolescenti e adolescenti
[49:01] degli 11 ai 17 anni, dove anche lì non togliamo il cellulare.
[49:06] Anche perché sai che cosa succede?
[49:08] Perché se io tolgo il cellulare io dopo la mamma la sera, il
[49:11] papà la sera chi li gestisce? Giustamente OKE, allora però
[49:17] diamo il modo di vivere le le relazioni, quindi di di di, di.
[49:22] Di scoprire come si può giocare insieme ogni giorno fanno degli
[49:25] sport differenti. Il fatto di.
[49:29] Ad esempio, attraversare un fiume a piedi nudi potrebbe
[49:31] sembrare una cosa. Io faccio questo coi bambini, vi
[49:34] faccio fare delle meditazioni guidate lungo il fiume, vi
[49:38] faccio stare a piedi scalzi, vi faccio giocare a nascondino.
[49:41] Cioè io non faccio grandi cose. È proprio questo il il punto,
[49:45] perché oggi anche le famiglie sentono che devono fare coi
[49:47] bambini grandi cose, sempre. Io faccio EE ovviamente mi metto
[49:52] in discussione e mi metto a nudo.
[49:53] Quindi questa, diciamo il primo parte sulla preadolescenza
[49:57] adolescenza, dove quando tu entri c'è un grande eco, un'eco
[50:02] di vuoto, di solitudine, di fragilità e questi ragazzi mi
[50:06] dicono, ma abbiamo delle pressioni della vostra società
[50:09] che ci avete dato che. Dobbiamo performare cioè il
[50:12] registro elettronico che ci dice ogni qualvolta lo sblocchiamo
[50:16] che io non sono abbastanza. Oppure il fatto che cosa farò da
[50:21] grande? Me lo chiedono da egli ai nonni,
[50:24] ai professori, ma io non voglio fare nulla da grande, adesso
[50:27] voglio vivermi questa. E poi questo grande senso di di
[50:31] solitudine, di o meglio, a me piace più chiamarla isolamento,
[50:35] perché la solitudine è bella e sana per come te.
[50:39] Se ho capito bene, stiamo bene con la nostra solitudine, stiamo
[50:42] male. Quando stiamo insieme ad altre
[50:44] persone e non ci risentiamo visti e allora quello è
[50:47] l'isolamento. E mentre con i con i bambini con
[50:50] gli qual è la diciamo la ricetta non ce l'ho, io ogni volta che e
[50:56] cerco di entrare in relazione con mio figlio mi do una regola,
[51:00] non ci deve essere lo smartphone.
[51:02] Quindi ad esempio sul tappetone. Entro è come se fosse come dire
[51:07] in sauna. Cioè io non vado in sauna con la
[51:09] giacca, mi tolgo qualche cosa e la stessa cosa quando gioco con
[51:12] mio figlio, anche perché lui se ne accorge.
[51:15] E allora il tema di quali sono alcuni miei trigger, cioè ho
[51:18] qualche mia tattica per coltivare l'attenzione?
[51:21] Innanzitutto è quello che dicevo un po prima, no di trovare dei
[51:25] momenti di io la chiamo di ecologia mentale.
[51:28] Cioè noi facciamo la differenziata, cioè stiamo
[51:30] attenti a buttare. Ma l'ecologia della nostra mente
[51:33] chi la fa? E allora ci sono dei momenti
[51:35] dove tu un cellulare non ce lo devi avere.
[51:38] Un'altra tecnica che secondo me è molto, molto importante è
[51:42] individuare quelli che sono le abitudini, diciamo di
[51:45] transizione, dove il cellulare io faccio in modo che chi non lo
[51:49] prendo. Prima parlavamo, che so?
[51:51] Adesso prendiamo l'ascensore, quel tragitto minimo il
[51:55] cellulare deve rimanere in tasca.
[51:59] È rosso al semaforo cellulare, quindi sono piccoli snack dove
[52:04] noi evitiamo in metro uguale. Alessio, tu la parli facile, fai
[52:11] questo da anni. Alla fine nessuno si salva da
[52:14] solo. È questo il grande tema e per
[52:17] farlo devi fare il primo passo. Ma deve essere piccolo, perché
[52:21] il cambiamento di un'abitudine deve essere piccolo.
[52:24] Incrementale. Soprattutto tutti i giorni.
[52:27] Costante. Ecco, sulla costanza noi
[52:30] facciamo un po fatica. Quali sono i benefici di una
[52:33] persona che fa questo? Cioè perché all'inizio ti senti
[52:35] perso? Io ho fatto questa prova l'altro
[52:37] giorno ero in metro e avevo un percorso anche abbastanza breve.
[52:42] Mi sono detta, Senti sto cellulare, tienitelo in tasca un
[52:44] attimo. Però ero annoiata, non sapevo
[52:47] cosa fare. Ho guardato intorno, ero
[52:48] l'unica, cioè eravamo completamente, cioè.
[52:52] Tutti così, mi ha fatto impressione, non ne ho trovato
[52:55] una persona. Non era ora di punta, quindi non
[52:57] eravamo in tantissimi. Qual è il beneficio?
[53:01] Perché in quel momento io avrei potuto rispondere a due mail,
[53:04] essere produttiva no? Quindi cosa mi dà in cambio
[53:08] della? Del tempo vuoto che oggi sembra
[53:13] andare contro a questa società performativa.
[53:15] È una domanda ovviamente provocatoria, questa, nel senso
[53:19] che però Dimmelo tu qual è il beneficio?
[53:21] Cosa mi aspetto? Cioè perché qualcuno che oggi
[53:25] dice il cellulare tutto sommato non è un problema?
[53:27] Io ho un paio di persone che conosco che il cellulare è un
[53:29] problema serio e loro dicono non è.
[53:32] Un. Problema.
[53:33] Non è un problema, è. Come il mio burnout, Eh esatto,
[53:36] non lo è. E dico, ma insomma, non lo so se
[53:38] non lo è questo un problema, quindi qual è il beneficio?
[53:41] Come si fa a far vedere a queste persone il beneficio?
[53:44] Innanzitutto non. Possiamo aiutare chi non vuole
[53:48] essere. E questo per me.
[53:49] È una cosa molto. Perché ad esempio quando tu
[53:53] inizi a star bene, tu vorresti far star bene anche chi sta OK,
[53:58] però ognuno ha i suoi tempi, quindi io io dico spesso,
[54:01] quell'altra persona sarà il tuo coach, perché se tu vai a letto
[54:05] e il tuo compagno sta col cellulare a te ti ti manda in
[54:08] frustrazione, ti manda i pazzi, perché ecco che allora lì
[54:12] diciamo il il. Il vero beneficio no, quindi il
[54:15] primo beneficio è comprendere effettivamente come noi possiamo
[54:21] aumentare, allungare il tempo. Perché attenzione, noi non lo
[54:25] possiamo aumentare, lo possiamo allungare.
[54:27] Oggi noi non abbiamo un'ora intera, abbiamo un.
[54:31] Abbiamo un'ora frammentata in questa ora frammentata cerchiamo
[54:35] di mettere insieme in modo anche abbastanza rocambolesco tutte le
[54:39] parti della nostra giornata, che va bene.
[54:42] Però il primo diciamo beneficio che noi dobbiamo riprendere in
[54:45] considerazione è come mi sento e.
[54:49] E quando tu riesci a ricaricarti, hai più energia, tu
[54:52] ti senti meglio, riesci a pensare meglio riesci AA gestire
[54:57] le situazioni più complicate meglio.
[55:00] Riesci a avere più creatività. Riesci anche a essere in
[55:04] sintonia con quello che vuoi dalla tua vita.
[55:07] Creare più valore nella. Tua, creare più valore e
[55:09] soprattutto agire. Non reagire.
[55:14] Oggi noi reagiamo all'input a una notifica arriva tu che fai,
[55:19] reagisci, agisci meno. Quando è arrivata, risponderò
[55:23] dopo. Però ecco, il vero tema oggi è
[55:28] molto ampio. No?
[55:28] Secondo me è è dato dal fatto che non è quanto tempo io sto
[55:33] sul cellulare, ma quanto di quel tempo io sto togliendo alla
[55:37] vita. Al mio hobby, alle mie
[55:39] relazioni, al fatto di non fare nulla.
[55:42] E oggi? Il fatto della noia è un
[55:47] grandissimo, è il Planck della mente.
[55:50] Che cosa significa il Planck della mente?
[55:52] No, visto che tu vai in palestra, significa in qualche
[55:55] modo che il default mod network che cos'è il default mode?
[55:59] È quella idea che ti viene sotto la doccia o quando vai a
[56:04] camminare, quando tu non hai stimoli esterni da processare.
[56:09] Cioè io racconto questo espediente che è molto
[56:12] significativo che in piscina dove vado.
[56:15] L'altro giorno c'erano due ragazzi e parlavano di quale
[56:19] auricolare utilizzavano per andare sott'acqua.
[56:23] Io ovviamente curioso come sono andato e dico scusate ma
[56:27] l'Auricolare EE che cosa ci fate?
[56:30] Noi ci ascoltiamo i podcast, ci ascoltiamo gli audiolibri,
[56:33] allora a un certo momento lì tu capisci che stai portando la
[56:37] performance nel benessere. Cioè tu non stai facendo né
[56:41] benessere e né i podcast in quel caso vabbè, questo lo potete
[56:44] ascoltare sotto Alcatel, però il tema.
[56:47] È. Cioè se.
[56:49] Noi siamo arrivati in quel punto dove io per ascoltare i podcast
[56:53] devo andare sott'acqua. Beh, oppure un'altro, un'altro
[56:58] limite. Il tema?
[56:59] Oggi che c'è sempre un fitbit, una notifica che ti dice come
[57:04] stai? Faccio un esempio molto pratico,
[57:06] ti magari ti svegli anche bene, vai sui tuoi device e ti dici.
[57:11] Ah, veramente malissimo. Dormito e tu dici ma come
[57:13] cazzarola? E quindi il rischio è che ci
[57:16] sarà un'economia a venire su questa roba legata allo diciamo
[57:21] al controllo, allo stress e quant'altro, dove c'è un
[57:24] grandissimo. Rischio bisogno, questa è la
[57:27] domanda. Tutto il vero rischio che tu
[57:29] ascolterai tutte le notifiche, ma la notifica più importante
[57:32] che è? Quella del tuo.
[57:34] Corpo. E allora vedete che come dire
[57:38] qui significa ritornare un po come diciamo un po all'inizio,
[57:40] al comando della nostra vita, del comando della nostra
[57:44] macchina EE lo possiamo fare anche con piccole azioni, no?
[57:47] Allora io dico quello che dicevo un po prima, il default mode
[57:50] network. Perché ci arrivano queste idee
[57:53] quando siamo sotto la doccia o quando andiamo a camminare senza
[57:57] device? Perché in quel caso la mente.
[58:00] Non processa? Stimoli esterni, certo, e alla
[58:04] creatività. La cosa che mi ha fatto pensare
[58:06] è ascoltarti adesso, è che mi relaziona bene, è che se c'è
[58:10] stato un periodo in cui mio figlio più piccolo non dormiva,
[58:13] quindi ho smesso di andare in palestra.
[58:15] Per un periodo comunque ci andava in modo molto frammentato
[58:18] e in quel periodo facevo fatica a registrare i podcast, non per
[58:22] la stanchezza fisica, perché non avevo più idea.
[58:25] Quindi mi sentivo drenata dalle idee, cosa che è strana perché
[58:29] di solito sono un vulcano di idee, quindi non smetterei mai
[58:33] di parlare di questi temi. In quel periodo mi sentivo
[58:36] completamente prosciugata. Sono tornata in palestra, tra
[58:39] l'altro con un programma abbastanza sfidante per me,
[58:41] perché ho voglia di di sfidarmi. Quindi io al mattino non ascolto
[58:44] neanche la musica, metto i miei auricolari perché voglio
[58:49] focalizzarmi sui gruppi muscolari.
[58:51] Quindi? Ogni esercizio è estremamente
[58:53] presente, devo capire se vado a targettizzare quel muscolo per
[58:56] avere il massimo dall'allenamento, giusto o
[58:58] sbagliato che sia. Ma è una cosa che mi piace.
[59:00] Quindi io al mattino tu immaginati mi sveglio
[59:02] prestissimo, non apro il telefono perché non c'è niente
[59:04] da vedere a quell'ora, perché nessuno può considerarmi, vado.
[59:09] In palestra nel silenzio, non ho il ascolto, il podcast in
[59:12] macchina, ma quando arrivo in palestra non ascolto niente.
[59:16] E immediatamente la creatività è tornata.
[59:18] Quindi è incredibile come non avevo mai collegato le due cose
[59:22] del se non ho il mio, come l'hai chiamato il santuario del
[59:25] giorno? No, il.
[59:27] Il Planck del del. Prima il tempo per te come
[59:31] l'hai? Finito il il tempo per te e il
[59:34] il la stazione di Beatitudine. La stazione beatitudine anche
[59:38] sì, no, no, la mia stazione di beatitudine perdo.
[59:41] Perdo la capacità, la capacità, perdo quella, quella, quella
[59:45] parte. Di contatto con te stesso, di
[59:47] riconnessioni. Che è quell'umanità che non può
[59:52] essere delegata, delegata all'intelligenza artificiale.
[59:55] Cioè non è quel post che butti dentro questo quando mi metto
[59:58] davanti a una telecamera non ho un microchip dentro la mia testa
[1:00:02] che mi dice cosa dire, deve uscire, devo ragionare, devo
[1:00:06] pensare, devo avere i miei momenti.
[1:00:07] E oggi il rischio infatti è quello che si vede online,
[1:00:10] contenuti tutti uguali è 1 1, cosa che magari anche virali,
[1:00:15] fanno anche bene il loro lavoro, ma sono solo copie di copie di
[1:00:17] copie di copie di attivazione. Del del Follower, diciamo che
[1:00:22] non sono poi così virtuose a mio avviso non è che lasciano grande
[1:00:25] valore AA chi ascolta. Sarà questo.
[1:00:30] E parlando di intelligenza artificiale, qua si apre
[1:00:32] un'altro mondo che adesso mi interessa molto.
[1:00:34] Raccontami un po cosa stai facendo su questo tema
[1:00:37] dell'intelligenza artificiale e abbiamo parlato brevemente prima
[1:00:40] di questo, della registrazione della delega.
[1:00:43] Cosa significa intelligenza artificiale?
[1:00:45] Delega decisionale? Noi.
[1:00:47] Siamo adesso in un passaggio, come dire, molto importante,
[1:00:50] quello di cui abbiamo parlato prima è l'economia
[1:00:53] dell'attenzione perfetto, quindi.
[1:00:55] Di base siamo in mezzo fino facciamo.
[1:00:58] Fatica no a stare dietro un whatsapp, un'email, un social.
[1:01:02] E ora stiamo passando l'economia dell'attaccamento, quella quella
[1:01:08] che viene chiamato delega emotiva e non solo.
[1:01:11] Che cosa significa? Significa che.
[1:01:15] Nell'economia dell'attenzione già ne siamo qua.
[1:01:17] Come dicevamo, però, in qualche modo non c'è una relazione, cioè
[1:01:21] che cosa significa? Significa che diciamo un.
[1:01:25] Social non ti risponde, è molto. Come dire asincrona no se
[1:01:29] vogliamo. Mentre con l'intelligenza
[1:01:32] artificiale immaginati come dire che tu un non solo tu, ma anche
[1:01:37] un preadolescente, un'adolescente o una persona
[1:01:39] anziana. Dove quella roba?
[1:01:43] Gli gli risponde, gli dice, Alice, ma che grandissima idea
[1:01:47] che hai avuto. Oppure ottimo, perfetto.
[1:01:50] Quindi in qualche modo ti va a assottigliare un po un bayas, ma
[1:01:57] soprattutto una cosa che noi tutti abbiamo, quello del non
[1:02:01] essere abbastanza bravo, non avere abbastanza, cioè chi più o
[1:02:05] chi meno. Attenzione, l'intelligenza.
[1:02:07] Artificiale te. La te la.
[1:02:10] Capisce. Come dire, in un input, come
[1:02:13] dire delle soluzioni o delle cose, quindi di c'è c'è sempre,
[1:02:20] non ti dà un giudizio. E in qualche modo questa
[1:02:24] intelligenza artificiale inizia a lavorare su un'altro tema che
[1:02:28] non è più l'attenzione ma è l'emotività.
[1:02:32] È il fatto che in qualche modo dice, cavolo mi conosce, cavolo
[1:02:38] ha capito che cosa voglio io? Ecco che allora in questi 20
[1:02:42] anni, quindi dal 2007, dal primo iPhone ad oggi, quel.
[1:02:47] Mondo dei social che ci doveva in qualche modo unire, che ci
[1:02:52] doveva far sentire, come dire ai più vicini ci ha isolati.
[1:02:56] E guarda caso oggi arriva l'intelligenza artificiale che
[1:02:59] quell'isolamento te lo fa sembrare, come dire, una
[1:03:02] relazione. E quindi noi diventiamo ancora
[1:03:06] più attaccati con lo strumento. C'è il rischio attenzione di di
[1:03:10] venire più attaccati con lo strumento.
[1:03:11] Ma perché? Ti ti porta sempre anche a
[1:03:14] sfidarti, ti dice. Guarda Alice, potresti fare
[1:03:17] un'altra versione di questa email, potresti, ti potrei fare
[1:03:21] un'altra situazione. Ah, se vuoi ti do.
[1:03:24] Ti fornisco anche una soluzione per portarti avanti, per
[1:03:27] immaginare. L'altro giorno una delle delle
[1:03:30] ragazze mi hanno mandato delle diciamo una chat, diciamo dei
[1:03:34] frammenti di chat. Che hanno litigato con i loro
[1:03:38] compagni, col loro, diciamo, fidanzato e che devono
[1:03:42] all'intelligenza artificiale di. Fornire quale fosse la migliore
[1:03:47] risposta. Fatto anch'io.
[1:03:49] Ma tutti li abbiamo fatti, il tema è come qua capire se.
[1:03:55] Delegare quindi, quindi in questo caso abbiamo la delega
[1:03:58] emotiva, la delega relazionale, perché io e te adesso non stiamo
[1:04:03] usando l'intelligenza artificiale in qualche modo la
[1:04:06] delega relazionale non c'è, c'è tutta relazione, c'è confronto.
[1:04:11] Ecco, allora attenzione, anche qua non è tanto l'intelligenza
[1:04:14] artificiale, ma come noi la utilizziamo se la utilizziamo
[1:04:17] per fare tutto? OK, io ad esempio
[1:04:20] all'università. Le mie laureande o i miei
[1:04:24] laureandi gli dico, guardate che se scegliete me sappiate che non
[1:04:29] potete rubare a casa del ladro. E quindi no, sì, sì, prof poi
[1:04:32] arrivano queste tesi, come dire, le vedi no, cioè?
[1:04:36] Si può leggere quando? Gli fai una domanda e lì casca
[1:04:40] tutto. Quindi il tema che
[1:04:41] l'intelligenza artificiale. Ti toglie il percorso, sinaptico
[1:04:45] di mettere insieme cose. E quindi faccio sempre questo
[1:04:49] esempio che prima di Internet andavamo in biblioteca e voi non
[1:04:54] vuoi, facevamo scartabellavamo, facciamo libri e mettiamo
[1:04:58] insieme un testo. Poi è arrivato Internet,
[1:05:01] bellissimo. Andavamo su Internet, cercavamo
[1:05:05] i approfondimenti, ricerche e mettevamo.
[1:05:08] Con l'intelligenza artificiale, questo, questa fatica, questa,
[1:05:12] quello che viene chiamato attrito non c'è più e non non
[1:05:16] essendoci più è come dire, io vorrei andare a fare la maratona
[1:05:21] ma non mi alleno. Oggi c'è il rischio che noi non
[1:05:24] ci alleniamo a pensare, a creare, a relazionarci, ma
[1:05:29] soprattutto diventiamo succubi di un sistema che ti.
[1:05:34] Dice che tu sei fantastico, Alessio, se ci vogliamo e se
[1:05:38] pensiamo. È anche un po una formula di
[1:05:42] razzismo, questa, perché? Perché non avrei aspettato
[1:05:45] questa parola? Razzismo?
[1:05:47] La fai incontrare l'altro diverso da me?
[1:05:49] Ah OK, se nel momento in chiusura di chiusura sì, perché
[1:05:54] nel Fitter Bubble nel social noi stiamo all'interno.
[1:05:58] Cioè io vedo quello che in qualche modo l'algoritmo mi fa
[1:06:01] vedere in parte i miei interessi.
[1:06:02] Ma in realtà quello che ti piace perché questa è l'altro problema
[1:06:05] grande politico, oggi che non c'è più pensiero critico perché
[1:06:07] tutti pensano di avere così ragione.
[1:06:10] Perché il loro, quello che consumano, gli dà ragione ma non
[1:06:14] vedono dall'altra parte. Cioè è impressionante quello che
[1:06:17] che succede oggi. Questo è l'algoritmo
[1:06:19] tecnocrazia, figurati la intelligenza artificiale è.
[1:06:23] Feudalissimo del del tecnocratico, quindi noi siamo
[1:06:25] ritornati a vassalli. Quindi non ti fa riconoscere il
[1:06:29] diverso. Eh sì, perché ti ti mette
[1:06:32] sempre, quindi non ti sfida del tipo, Guarda Alice, secondo me
[1:06:36] questa questa versione che hai fatto fa un po schifo.
[1:06:39] Fa un po schifo, ovviamente, in termini anche più amorevoli, no,
[1:06:43] però ti porta allora. Non ci ho mai pensato a.
[1:06:47] Stare sempre nella tua zona di comfort e pensiamo, come dire, a
[1:06:51] un'adolescente, ci sono delle ricerche, una.
[1:06:54] Sì, perché io tutto sommato sono già formata, cioè, ad esempio,
[1:06:56] adesso sto scrivendo il libro. Uso l'intelligenza artificiale
[1:06:59] non per scriverlo, però è chiaro che io mi confronto molto, cioè
[1:07:02] mi confronto, butto fuori per farmi rivomitare, però sono mi
[1:07:07] sento abbastanza grande da dire sì, vabbè, cioè se anche tu mi
[1:07:10] dici che questa è l'idea del secolo lo so che non lo è, ma
[1:07:13] perché ho vent'anni di esperienza lavorativa senza
[1:07:16] intelligenza artificiale, quindi tutto sommato mi sento, magari è
[1:07:21] un'illusione totale, però mi sento ancora di avere quel
[1:07:23] parametro. Ma chi?
[1:07:25] Entra nel mondo con l'intelligenza artificiale, nel
[1:07:27] mondo lavorativo, nel mondo creativo, nel mondo
[1:07:29] universitario e relazionale, nel mondo relazionale.
[1:07:32] Ecco, io non lo so. Cioè il tema, ad esempio,
[1:07:36] dell'errore. Noi c'abbiamo alcune, come dire,
[1:07:40] capisaldi che dobbiamo proteggere.
[1:07:42] E ci sono alcuni valori come l'errore, l'attesa, l'attrito,
[1:07:47] la fatica. Queste sono competenze che noi
[1:07:50] dobbiamo prendere nel momento in cui questa egemonia
[1:07:53] dell'intelligenza, come dire, si rafforzerà.
[1:07:55] Cioè, non è che domani scomparirà?
[1:07:57] È un po come quando ci dicevano che nel 2007 i social erano una
[1:08:00] moda. Siamo, come dire, la storia ci
[1:08:03] ripete, ciclica, e allora cosa? Alla domanda potrebbe essere,
[1:08:08] faccio io la domanda Eh? Quali sono le competenze che
[1:08:12] dobbiamo avere queste qua di saper lavorare sull'attesa,
[1:08:15] sull'attrito sulla fatica, perché se noi ad esempio abbiamo
[1:08:20] tutto e subito è come andare tutti i giorni in un fast food
[1:08:26] tutto e sud, però non ci possiamo poi lamentare.
[1:08:28] Se hai il risultato? Dei risultati delle nostre
[1:08:30] analisi che non sono performanti, ecco allora.
[1:08:35] Veramente noi vogliamo. Delle vista malissimo oggi dalle
[1:08:39] nuove generazioni, perché è un concetto un po?
[1:08:44] Simil cattolico, cioè, io non voglio far fatica in niente, io
[1:08:46] non voglio avere una famiglia perché è uno sbattimento, io non
[1:08:48] voglio avere una relazione, è uno sbattimento totale.
[1:08:51] Io non voglio fare questo, è uno sbattimento ci prendono in giro
[1:08:54] tra virgolette, noi millennials perché dici, Ah, vai a fare la
[1:08:57] maratona, vai a fare Iron Man, vai a far fatica, ma chi te lo
[1:09:00] fa fare? Qui la fatica è.
[1:09:03] Vista in modo ma perché sono figli di un benessere, cioè nel
[1:09:07] momento in cui tu hai veramente fame, tu.
[1:09:10] Fai fatica. OK, quindi?
[1:09:13] È da un po che non abbiamo fame. È da buon che non abbiamo fame.
[1:09:16] E tornerà e. Quindi paradossalmente, se lo
[1:09:19] portiamo nel mio tema. Oggi abbiamo dei attenzione, non
[1:09:22] è un giudizio, sono genitore, però in qualche modo abbiamo
[1:09:25] un'attitudine a. Mettere i bambini sotto una
[1:09:29] campana di vetro nel mondo offline è abbastanza.
[1:09:34] È abbastanza pressapochismo. Nel mondo digitale hai super
[1:09:37] ragione su questo, sono d'accordissimo su questo.
[1:09:40] Come dire, e loro c'è un mondo digitale dove questi bisogni li
[1:09:46] nutre. Mi spiego meglio, il mondo dei
[1:09:48] preadolescenti, il mondo del gaming, li fa sentire competenti
[1:09:53] perché li porta ad avanzare, li porta a conquistare, li porta a
[1:09:58] vivere nuove. Nuovi paesaggi, nuove vite,
[1:10:01] nuovi skin. E questa è una cosa che noi nel
[1:10:04] mondo offline, no, no, ci penso io, faccio io.
[1:10:08] Quindi non ti non li facciamo sentire competenti.
[1:10:11] Poi c'è un'altro diciamo no, questa è la si chiama la teoria
[1:10:14] dell'auto. L'altra cosa che secondo me nel
[1:10:19] digitale lo stiamo togliendo è è anche il il principio di
[1:10:23] autonomia. Là si sentono autonomi perché
[1:10:27] c'è un mondo dove noi non ci siamo, quindi paradossalmente
[1:10:30] oggi se non. Riusciamo a comprendere anche
[1:10:35] banalmente no. Com'è andata oggi a scuola?
[1:10:38] Possiamo ricalibrare anche la domanda, insieme a com'è andata
[1:10:41] oggi a scuola anche. Qual è stato il il video su Tik
[1:10:46] Tok che ti ha fatto ridere di più?
[1:10:48] Paradossalmente, come dire Stai dicendo a quella situazione?
[1:10:54] Ci sono anche lì. E invece che cosa facciamo?
[1:10:57] Alice, con un cellulare in mano, levati questo cellulare sennò te
[1:11:01] lo spacco. Entriamo in in a gamba tesa nel
[1:11:05] mondo adolescenziale che si nutre sano in modo sano del
[1:11:10] conflitto. E noi lo stiamo, come dire,
[1:11:14] rendendo ancora più più conflittuale il rapporto.
[1:11:18] Però qua veramente possiamo parlare veramente di ogni.
[1:11:22] Ma riportando il tema al al, all'intelligenza artificiale.
[1:11:26] Qui il rischio non è che l'intelligenza artificiale ci
[1:11:29] toglierà o meno la fatica, il rischio che le nuove generazioni
[1:11:33] oggi quello che io riesco a comprendere incontrandoli mi
[1:11:36] dicono non. Vogliamo più.
[1:11:40] Vivere la vita che hanno visto e vissuto i nostri genitori.
[1:11:44] Ad esempio i miei genitori hanno si sono fatto un mazzo tanto per
[1:11:48] comprarsi una casa per prendere un mutuo.
[1:11:51] Poi allora questa generazione qua mi dice no.
[1:11:54] Noi abbiamo già perso in termini di relazioni il fatto
[1:11:57] dell'arrivismo dal punto di vista professionale, perché
[1:11:59] prima si cresceva in azienda dal punto di vista verticale, oggi
[1:12:02] non si cresce più dal punto di vista verticale, ma ti danno
[1:12:06] sempre più competenze. Con con quei soldi, con meno
[1:12:10] team e tu EE tu dice no, noi non vogliamo più questa roba.
[1:12:14] Sono scesi dalla giostra. Sono scesi dalla.
[1:12:16] Giostra, perché non riescono a partecipare alla.
[1:12:18] Giostra perché hanno visto da fuori che quella giostra, come
[1:12:22] dire? Non gli dà e non corrisponde ai
[1:12:25] loro valori. Faccio un esempio, non è.
[1:12:27] Neanche più la stessa giostra non è il problema e cerca se no
[1:12:30] è. Cambiata è cambiata la giostra
[1:12:32] perché come dicevo, non cresce più verticalmente, ti fanno
[1:12:35] crescere. Pensare di che crescere
[1:12:36] orizzontalmente, con meno soldi, con un meno risorse e con più
[1:12:41] tasche da fare. Anche perché un grande limite
[1:12:43] dell'intelligenza artificiale. È che noi pensiamo che ci riduce
[1:12:47] le ore lavoro io non ho mai incontrato una persona che
[1:12:50] riduce le ore lavoro e va a farsi un retreat OA farsi una
[1:12:54] passeggiata. Perché il vero tema che queste.
[1:12:56] Ci sono tantissime ricerche già che nel momento in cui ti libera
[1:13:00] tempo, quel tempo liberato tu non lo investi in benessere, lo
[1:13:03] investi in altri task, perché se il tuo capo in senso lato, il
[1:13:08] tuo team ti dice che ora. Per fare quella ricerca di
[1:13:12] marketing ci impieghi 15 minuti, io non te ne faccio fare +1, te
[1:13:15] ne faccio fare 5. Beh, è la stessa, esattamente.
[1:13:18] Il tempo è elastico, cioè il tempo è è finito quello che ci
[1:13:23] metto nel tempo, quindi io lo lo riempiono allo stesso modo.
[1:13:26] Tutte le leggi di Parkinson. Nel momento in cui io penso che
[1:13:30] per fare quel task ci metto mezz'ora, tu quella mezz'ora te
[1:13:33] la prendi tutta, anche se. Il significato a quel punto però
[1:13:41] fa fatica a esistere. Nel senso, nuova generazione
[1:13:43] scende dalla giostra. Non è più la stessa giostra.
[1:13:45] Non sto giudicando, sto cercando di capire prima.
[1:13:49] Avere una casa, avere una famiglia, avere un lavoro, un
[1:13:52] buon lavoro era forse anche un po significativo, cioè ti dava
[1:13:56] quell'idea di significato. Lo sto facendo.
[1:13:58] I nostri nonni, già che noi non abbiamo, mettevano via come
[1:14:01] delle formichine per dare a noi, per dare ai loro, ai nostri
[1:14:05] genitori, ai nostri genitori. In un certo senso sono vissuti
[1:14:08] nel. Nel primo benessere, poi.
[1:14:12] E poi pian piano, pian piano, pian piano.
[1:14:14] Adesso abbiamo una generazione disillusa che però non ha più
[1:14:16] significato. Dove lo trova il significato
[1:14:18] oggi? Dov'è?
[1:14:19] Ma. Io su in questo mi sento un po
[1:14:22] di di di, di, di contraddirti. Vai, vai.
[1:14:25] Perché ovviamente non voglio generalizzare, però io quelli
[1:14:29] sempre lavorando molto con le aziende, cioè.
[1:14:34] Trovi delle discussioni ragazzi delle generazioni Z che io alla
[1:14:38] loro età non avrei mai immagino, quindi c'è un tema di profondità
[1:14:42] valoriale. Che metto al centro del tavolo
[1:14:46] molto, molto. Come dire, importante.
[1:14:48] Faccio anche 1 1. Esempio molto banale, io sono
[1:14:51] cresciuto con l'illusione o soprattutto con la spinta di mia
[1:14:54] mamma, di miei genitori che dovevo trovare. 1 1 lavoro
[1:14:58] statale. OK, un lavoro a tempo
[1:15:01] indeterminato. Oggi questi ragazzi ti dicono Io
[1:15:04] voglio ma part time. Allora ritorniamo un po a un
[1:15:08] concetto valoriale, ma tu ti puoi permettere il part-time?
[1:15:11] Perché stai come dire, non hai fame?
[1:15:13] Sì, anche perché voglio il part-time, ma uscirà aperitivo
[1:15:15] tutte le sere e quindi voglio il part-time, ma cosa sono disposto
[1:15:19] a rinunciare? Ma il tema è quella è il è
[1:15:23] valoriale, cioè? Sono d'accordissimo che sia
[1:15:26] valoriale. Però tu dici.
[1:15:29] Cioè non ho tolto il significato, però in un certo
[1:15:32] senso allo status, al consumismo, a quello che mi dà.
[1:15:39] Cioè non ho tolto valore a quelle cose lì, che quelle cose
[1:15:42] lì ci sono ed ho più valore al tempo per viverle.
[1:15:44] Sì, quella è. Un'altra cosa, e questa è la
[1:15:46] grande rivoluzione, Eh? Cioè nei momenti in cui io il
[1:15:50] mio burnout non è dato dalla tecnologia, è dato dal fatto che
[1:15:54] io dovevo. Dimostrare una.
[1:15:59] Persona a mio padre che nonostante tutto io ce l'avrei
[1:16:02] fatta, quindi in qualche modo io stavo rivendicando.
[1:16:06] Attenzione, cura, amore. Certo, ecco allora che cosa
[1:16:10] significa? Significa che oggi le.
[1:16:14] Le generazioni precedenti, maggiormente lavorare
[1:16:17] significava dimostrare, essere riconosciuti.
[1:16:21] Come dire, metterti su un piedistallo dove tu eri più alto
[1:16:25] e dicevi, guarda, ci sono anche io.
[1:16:28] Ecco, questa cosa oggi se la portiamo nella generazione Z è
[1:16:31] un cambiamento, come dire, rivoluzionario, perché pensa
[1:16:34] all'ichar, quello che si occupa di risorse umane.
[1:16:37] No, fino a 5 anni fa, sei anni fa, 7 anni fa.
[1:16:40] Alla domanda. Alla domanda avete qual è la
[1:16:43] qual è la vostra politica di flessibilità, di autonomia?
[1:16:47] Di di Wellbeing Lecce dice, ma che cavolo Stai dicendo oggi?
[1:16:52] E oggi? Certo, certo, io faccio
[1:16:54] interviste, mi intervistano a me, invece che fare io
[1:16:56] l'intervista. E io prima, quando facevo le
[1:16:59] interviste per essere assunto, OK, io devo il mio mantra era,
[1:17:03] zitto, lavora e vai avanti. Ma perché stanno peggio?
[1:17:07] Stanno peggio, perché a volte in un'altro paradosso del benessere
[1:17:12] è che tu te ne accorgi troppo tardi del benessere.
[1:17:17] Manca significato significa. Significato perché il la fatica,
[1:17:21] la il sacrificio, perché comunque oggi non è il lavoro
[1:17:25] che mi dà status, ma c'è qualcos'altro, non abbiamo perso
[1:17:29] quello cioè non è che dico io oggi voglio meno perché mi
[1:17:32] interessa meno di avere di più, è perché paradossalmente lo
[1:17:36] metto in altre cose, cioè oggi comunque c'è la richiesta
[1:17:39] dell'attenzione e la richiesta di essere visibili online, la
[1:17:42] richiesta del network, la richiesta di essere nel posto
[1:17:44] Figo, nel. Postare la foto figa, cioè è
[1:17:47] solo traslato? Eh, il lavoro non è più quello
[1:17:50] che ci interessa perché dà sfigati lavorare tanto, ma ce
[1:17:54] l'ho rapportato in qualcos'altro e quindi sto comunque male
[1:17:57] perché comunque ho il confronto perché comunque cioè non non
[1:18:00] abbiamo risolto. Assolutamente.
[1:18:03] Sono pienamente d'accordo con te che il significato per me,
[1:18:06] ovvero il perché la profondità in quello che fa, in quello che
[1:18:10] fai oggi, è fondamentale, ma ero sempre stato.
[1:18:13] Come vuoi, cioè? L'intelligenza artificiale ti
[1:18:16] toglierà la parte della dignità al lavoro.
[1:18:18] E questa è una cosa importante. Perché?
[1:18:21] Perché nel momento in cui io sono faccio, magari ci metto
[1:18:25] anche del tempo, però pensa l'artigiano.
[1:18:29] L'artigiano produceva in una moderna anche di relazione con
[1:18:33] quello e anche se ci metteva del tempo in più, quindi che non
[1:18:37] stava dentro la timeline o del OK.
[1:18:41] Scava qualcosa di meraviglioso. Perché era 1 1 sua relazione,
[1:18:46] nel momento in cui noi abbiamo perso questa relazione
[1:18:48] dell'artigianato, con l'industrializzazione, quindi
[1:18:53] non c'è più quell'energia. Cambia totalmente, quindi devono
[1:18:56] essere tutti uguali e con la rivoluzione della.
[1:18:59] Tecnologia, ma soprattutto dell'intelligenza artificiale.
[1:19:04] Tu perderai significato in quello che fai e.
[1:19:08] Andiamo a trovarlo in altro e non non siamo pronti.
[1:19:10] Assolutamente. Cos'è?
[1:19:12] Cioè io ad esempio. Chi mi può?
[1:19:16] Chi mi dà un deck o delle slide fatte con l'intelligenza
[1:19:19] artificiale? Io alla situazione è un mio
[1:19:21] giudizio, sto dicendo che tu non mi hai dato attenzione, che tu
[1:19:25] non mi hai dato cura. È un po come lo quello sguardo
[1:19:27] del bambino al al parco giochi, adesso ti senti che cosa allora?
[1:19:32] Significa che io quando vengo da te, io ci impiego del tempo a
[1:19:36] fare le slide come le facevo prima.
[1:19:38] Alessio, io voglio essere un artigiano che fa le cose perché
[1:19:42] mi prendo cura di persone. Delle persone, ma soprattutto
[1:19:45] oggi prestare attenzione ho alle persone, è una qualità di cura e
[1:19:50] d'amore e io quella la voglio tenere.
[1:19:53] Sarà sempre più così, penso il mondo anche del lavoro, dove ci
[1:19:56] sarà ciò che non potrà essere, cioè l'intelligenza artificiale.
[1:20:00] Volevo anche fare una parentesi, mi era venuta in mente prima,
[1:20:02] non ti volevo interrompere. Non ha coscienza le persone che
[1:20:05] stanno confondendo questo mi capisce, mi ascolta, mi parla,
[1:20:13] mi conosce con cioè ci sono dei matrimoni con l'intelligenza
[1:20:18] artificiale, c'è gente che si sposa con ceag.pt.
[1:20:20] Tutto bene cioè? L'o.
[1:20:23] NR non so se l'hai mai visto. Ma cos'è i.
[1:20:26] HER. No, non l'ho visto.
[1:20:29] Parla di questo ambientato nel 2015.
[1:20:31] Adesso vado a vedere. Cioè scusa, girato nel 2015,
[1:20:35] ambientato nel 2025. Ecco, appunto che dico, però non
[1:20:39] ci rendiamo conto che coscienza è diverso da algoritmo, cioè non
[1:20:43] ha coscienza, non ce l'avrà mai. Non ce l'avrà mai una coscienza,
[1:20:47] cioè non può avere un giudizio morale, non può avere un
[1:20:50] giudizio di esperienza esperienziale.
[1:20:53] Non esiste quella cosa lì. Stiamo parlando di una macchina,
[1:20:56] per quanto intelligente, per quanto sviluppi un linguaggio,
[1:20:59] non ha la coscienza, quindi noi. Dovremmo capire cosa distinguerà
[1:21:05] l'essere umano. E sarà sempre la parte di
[1:21:09] coscienza, le esperienze, le connessioni.
[1:21:11] Cioè dobbiamo investire tutto lì, anche nel mondo del lavoro,
[1:21:14] nelle competenze, nelle università.
[1:21:16] Dobbiamo preparare i giovani a investire su questi skill,
[1:21:20] perché gli altri saranno completamente delegati.
[1:21:23] Ma ci sarà un bisogno, mi auguro, di esperienze, di.
[1:21:29] Di avere questa contatto di coscienza che non che che non
[1:21:32] posso avere con un'intelligenza artificiale e di non fare
[1:21:35] l'errore di pensare che ce l'abbia.
[1:21:37] Che abbia un sentimento. Interrogate la stessa
[1:21:41] intelligenza artificiale dice, ma tu ce l'hai una coscienza?
[1:21:43] Ti risponderà, non ce l'ho, non posso averla, non posso amare,
[1:21:47] perché una volta l'intelligenza artificiale dice, da madre a
[1:21:50] madre ti direi questo, mentre ma tu non sei madre.
[1:21:52] Sì, ma io faccio finta di esserlo così ti capisco meglio
[1:21:55] eh, ma un attimo Eh. Provocatoria, io spesso dico.
[1:22:00] Nel momento in cui siamo dal passaggio dalla conoscenza alla
[1:22:04] coscienza, che non è un gioco di parole, Alice, perché mi spiego
[1:22:06] meglio, la conoscenza per come sta venendo fuori oggi non ha
[1:22:10] più attrito. Non ha più frizioni con un con
[1:22:13] un click io accedo. L'informazione.
[1:22:16] Quella è l'informazione perché lo Stato evolutivo della
[1:22:19] conoscenza è un processo e quindi oggi, ad esempio nel
[1:22:23] diciamo nel tema dell'Info Bacity che abbiamo tantissime
[1:22:26] informazioni, ma avere tantissime informazioni non
[1:22:29] significa che c'è più conoscenza.
[1:22:30] Anzi, ti irrigidisce il processo di conoscenza.
[1:22:33] E allora il passaggio dalla conoscenza alla coscienza è
[1:22:37] quello che hai detto tu e loro racchiudo in questa frase,
[1:22:41] perché la coscienza sarà sempre +1 atto umano, un atto
[1:22:47] rivoluzionario umano e passami il il termine, un atto
[1:22:51] spirituale, quello. Ma quello spirituale, non come
[1:22:56] il Danny Age o quel ma un atto spirituale nei momenti in cui io
[1:22:59] mi riconnetto con me stesso, quando io ricomincio a
[1:23:03] comprendere che la macchina deve fare delle cose come è giusto
[1:23:08] che sia, e io devo fare un'altra.
[1:23:10] Ma attenzione, il tema qua è ancora un'altro, perché oggi noi
[1:23:13] facciamo manutenzione alle macchinari, agli strumenti, alla
[1:23:16] macchina. Ogni due anni ogni facciamo la
[1:23:19] revisione. E noi?
[1:23:21] Quando ci prendiamo questa manutenzione?
[1:23:23] Perché noi abbiamo bisogno di questa manutenzione e la
[1:23:25] manutenzione oggi potrebbe essere andare la nello
[1:23:29] spirituale, ma quello spirituale più autentico, quello di
[1:23:32] rimettermi in connessione con certo, perché che devo fare io
[1:23:36] di questa mia vita? È quello che dicevi prima te,
[1:23:40] ovvero il dato della profondità della dignità, il fatto del che
[1:23:45] se io so mi riconosco. In quello che desidero fare.
[1:23:50] Allora l'altra volta sono andato a un convegno e mi hanno detto,
[1:23:54] adesso scusami se c'erano poche persone.
[1:23:55] Ho detto, Guardi, io sono cresciuto, chi è?
[1:23:57] Nel 2015, quando ho iniziato a parlare di queste, c'erano tre
[1:24:00] persone all'inizio a sentirmi io quelle tre persone io adesso gli
[1:24:04] farei una statua, quindi io questa grande riverenza, questa
[1:24:08] grande gratitudine. Quindi io posso parlare come
[1:24:11] parlo davanti a tre persone, fino a 1500 persone che abbiamo
[1:24:15] fatto, ma il tema per me è quello che io.
[1:24:18] Desidero trasferire e desidero trasferire come oggi, un seme
[1:24:23] piccolo, quel sesso sia dove tu domani puoi fare un piccolo
[1:24:27] step, non rivoluzionario. Ma un piccolo step di coscienza.
[1:24:33] Mi chiedo. Tante cose perché per me
[1:24:37] ovviamente nessuno sa come andremo avanti, perché abbiamo
[1:24:42] parlato i social. Oggi si è creata questa nuova
[1:24:44] complessità. Parlare di questa economia,
[1:24:47] dell'attaccamento mi. Irrigidisce.
[1:24:50] No, mi ha fatto pensare, perché hai detto, i social ci hanno
[1:24:52] creato solitudine e poi è arrivata l'intelligenza
[1:24:55] artificiale a colmarla questa solitudine.
[1:24:58] Mi chiedo dov'è il scusa? Isolamento.
[1:25:01] Hai ragione. Vuoi aggiungere qualcosa su
[1:25:04] questo, su questo tema che non abbiamo sviscerato, che pensi
[1:25:07] che sia utile per chi sta ascoltando?
[1:25:10] Il tema è che l'intelligenza artificiale, come dire, andrà
[1:25:13] avanti e farà dei passi, diciamo della legge di Moore.
[1:25:18] Molto, molto veloci, no? E anche lì ti mette la fomo.
[1:25:23] Quindi questa Fear of missing out, che nel mondo digital era
[1:25:27] il fatto che se non riesco a connettermi se.
[1:25:30] Il mondo va avanti, io mi perdo. Tutto e adesso hai la foto in
[1:25:34] qualche modo, in ottica prestazionale, in ottica
[1:25:37] relazionale? In un'ottica, come dire, dove tu
[1:25:40] hai in qualche modo bisogno di connetterti alla
[1:25:46] all'intelligenza artificiale perché pensi, perché questa è la
[1:25:49] grande bugia, perché pensiamo che.
[1:25:54] Ci può migliorare la qualità del lavoro, la qualità eccetera
[1:25:57] eccetera. Quindi io penso che siamo.
[1:26:00] Ovviamente non è giorno e non è neanche notte fonda, siamo
[1:26:04] all'alba di un nuovo cambiamento.
[1:26:06] Ma se facciamo due conti e guardando indietro nella diciamo
[1:26:11] in questi ultimi 20 anni, noi dobbiamo fare tesoro di quello
[1:26:15] che abbiamo lasciato lungo la strada e le abbiamo, fare tesoro
[1:26:19] di degli errori che abbiamo fatto e soprattutto delle
[1:26:22] esperienze. Perché non.
[1:26:24] Ci sarà mai, come dire, una situazione definitoria?
[1:26:27] No, cioè dove ti dice guarda che sarà questo quello che io penso,
[1:26:31] però che siamo di fronte a una sorta adesso dico la.
[1:26:37] La dico male, ma la voglio dire di una sorta di speciazione dove
[1:26:42] chi effettivamente riesce a stare al gioco.
[1:26:46] O chi non ci vuole stare al gioco?
[1:26:48] Mi spiego meglio, stare al gioco per me significa comprendere le
[1:26:52] regole del gioco. Se io adesso iniziassimo a
[1:26:55] giocare a Monopoli conosciamo le regole del gioco e anche se
[1:27:00] perdo però so le regole del gioco.
[1:27:03] Se iniziamo invece AA giocare a Monopoli, ma nessuno dei due sa
[1:27:06] le regole del gioco, non stiamo giocando, stiamo improvvisando e
[1:27:11] allora qua la partita non è oggi.
[1:27:14] Oggi gioca o meno, ma la partita è chi sa le cose che
[1:27:18] frequentiamo, quest'ambiente che frequentiamo.
[1:27:21] E allora una provocazione? Ah Alessio, adesso perché se ne
[1:27:26] parla molto del del digitale, no, del benessere digitale, del
[1:27:30] digital detox. Come dire, a me non fa altro che
[1:27:33] un grandissimo piacere perché quando ne parlavo io ero
[1:27:35] veramente un'attenzione. La consapevolezza qua non basta
[1:27:39] più, non basta più la consapevolezza, qui ci vuole un
[1:27:43] risveglio di coscienza che passa sotto a piccole abitudini,
[1:27:47] piccoli cambiamenti. Anche rivoluzionari, perché
[1:27:51] stasera andare a mangiare con i nostri figli senza un cellulare
[1:27:56] a tavola? È una rivoluzione.
[1:27:59] E questa più di più delle volte, questa rivoluzione che mi che
[1:28:01] che mi ritorna indietro sotto forma di parole.
[1:28:04] Mi dicono, Sai Alessio, io ho ho, ho provato a togliere il
[1:28:07] cellulare, sai che cosa mi ha detto mia figlia La sera prima
[1:28:11] che quando siamo andati a letto è venuta nel mio letto, mi ha
[1:28:15] detto, Mamma, lo rifacciamo anche domani?
[1:28:18] È stato bellissimo parlare con te.
[1:28:20] Ecco, e noi questa roba qua dobbiamo.
[1:28:23] Riprenderla e sono gesti di amore immisurato, quindi questo
[1:28:29] ci dobbiamo ricordare. La consapevolezza che fa male lo
[1:28:33] sappiamo. Abbiamo visto in tutti i
[1:28:34] caroselli possibili e immaginabili, ma ora?
[1:28:37] Ora questa consapevolezza non basta, dobbiamo andare avanti ma
[1:28:42] soprattutto in profondità. Qual è il modo oggi di
[1:28:46] approcciarsi a tutto questo? Nel più hai detto,
[1:28:51] consapevolezza non è la parola probabilmente, ma nel modo più
[1:28:54] sano possibile per gli strumenti che abbiamo, cioè cosa è
[1:28:58] delegabile e cosa no allora? Innanzitutto abbiamo già detto
[1:29:02] la parola limite, la parola fine.
[1:29:04] Noi dobbiamo scendere a patti che non non tutto quello che
[1:29:09] dobbiamo fare deve essere finito.
[1:29:10] Oggi, cioè anche qua, il concetto sano di.
[1:29:14] Improduttività. Ma anche il sano di
[1:29:16] imperfezione. Esempio, le mie amiche sono
[1:29:19] internazionali, io ho un gruppo di amiche perché frequento la
[1:29:22] storia internazionale, sono mamme internazionali, quindi
[1:29:24] parliamo in inglese. Il mio inglese è molto fluente
[1:29:26] ma non è perfetto. Mi sono ritrovata più volte ad
[1:29:29] andare su ch GPT, scrivere il mio messaggio in italiano e
[1:29:32] farlo tradurre perfettamente in inglese.
[1:29:34] Io lo potrei scrivere benissimo in inglese non sarebbe così
[1:29:37] perfetto, ma sarebbe comunque comprensibile.
[1:29:40] E poi mi sono interrogata dopo 1234 volte nel dire.
[1:29:44] Ma ne ho bisogno, cioè è un e mi sono andata al limite, quando
[1:29:48] parli con gli amici non vai su Cell, GPD.
[1:29:51] Cioè Rimani tu? Eh, ma non è così.
[1:29:54] Certo, no, no, no, no, perché è performativo, è veloce, è
[1:29:58] immediato, quindi siamo noi a darci il limite.
[1:30:01] Cioè per me questa cosa è molto interessante perché nessuno ce
[1:30:04] lo dà. Non ho una regolamentazione, io
[1:30:07] non ho un regolamento che mi dice questa cosa non si fa.
[1:30:10] Nel senso? Nel senso certo, nel senso che
[1:30:13] nel momento in cui, ad esempio. Se manda un messaggio su
[1:30:17] Whatsapp e c'è un refuso, tu che fai lo modifichi, lascialo,
[1:30:22] lascialo lì. Iniziamo da queste piccole cose,
[1:30:24] cioè quell'imperfezione che l'intelligenza artificiale ti
[1:30:28] sta togliendo Roma. Questa roba qua nella diversità
[1:30:33] c'era più cosa, cioè c'è la diciamo la la parte più alta
[1:30:37] dell'amore, no dell'inclusione. E allora noi dobbiamo ritornare
[1:30:40] al fatto che siamo come dire, dobbiamo mettere dei confini,
[1:30:45] dobbiamo essere improduttivi, imperfetti, ma soprattutto
[1:30:49] dobbiamo rivendicare piccole azioni di amore di noi stessi e
[1:30:53] l'azione di amore di noi stessi. Sono vado in piscina, mi prendo
[1:30:57] il mio spazio per andare in palestra.
[1:30:59] Cioè nei momenti in cui noi ritorniamo a essere umani e non
[1:31:05] a fare umani, allora noi vinciamo.
[1:31:09] Se invece nel nostro tachimetro della nostra guida prendiamo la
[1:31:14] performance, prendiamo ad esempio il fatto che noi ci
[1:31:18] diciamo che noi dobbiamo dormire per recuperare energie, ma no, è
[1:31:23] sbagliato, noi dobbiamo dormire per vivere, non.
[1:31:28] Per recuperare energie, cioè anche qua no, cioè?
[1:31:33] Paradossalmente questi strumenti adesso la anche qua.
[1:31:38] Non vorrei però quante persone che incontro l'altro giorno una
[1:31:44] persona mi ha detto, Adesso io non non sono riuscita a dormire
[1:31:48] ieri sera perché non ho completato il ring dei 7000
[1:31:51] passi. Può sembrare una banalità,
[1:31:54] Alice, ma ti nasconde la più bella fragilità di questa
[1:31:58] persona che doveva performare. E allora ti dico, scusa, ma se
[1:32:03] domani vai a fare una scampagnata e fai 15.000 passi
[1:32:06] che fai ti fermi a 7000? Dobbiamo.
[1:32:09] Dobbiamo essere così, allora dobbiamo toglierci tutta questa
[1:32:13] dinamica della performance anche sul nostro corpo.
[1:32:17] Sai che a me la parola performance invece piace e sono
[1:32:19] una delle poche, ma io la interpreto in modo un pochino
[1:32:21] diverso, quindi la capisco tutta la parte della performance
[1:32:25] negativa. A me piace pensare che in realtà
[1:32:28] la performance senza questo costante confronto, senza questo
[1:32:32] costante arrivismo, è un modo per noi stessi, per.
[1:32:37] Sfidarci ci dà un po di significato, cioè a me piace
[1:32:39] l'idea di dire sai cosa c'è su questa cosa?
[1:32:41] Vedo dove posso arrivare, vado a sfidare il mio limite, vado a
[1:32:45] vedere, però questo non determina il mio valore.
[1:32:47] Quindi sì, a me piace far fatica.
[1:32:50] Poi io sono un Capricorno, qui i capricorni si svegliano al
[1:32:53] mattino per complicarsi la vita, io mi mi piace ascoltare i
[1:32:56] segni, quindi dicono proprio il Capricorno è diverso, però il
[1:32:59] Capricorno si sveglia al mattino e dice come posso complicare la
[1:33:02] mia giornata, quindi ridiamo tanto io e Michael perché lui lo
[1:33:05] sa benissimo, lui è completamente diverso dice oggi
[1:33:08] come te la complichi la giornata e quindi a me piace, a me piace
[1:33:12] far fatica, ma non è 1 1, segno del mio valore e quello che
[1:33:15] vorrei dare come messaggio, almeno la mia interpretazione è
[1:33:19] che la cosa più bella è che le performance future.
[1:33:21] Sono probabilmente umane, cioè più siamo umani più saremo
[1:33:25] performativi, ma nel senso più virtuoso del termine fammelo
[1:33:29] passare, cioè più riusciremo a dare in progetti creativi, in
[1:33:34] progetti di relazione, in progetti di
[1:33:36] Quindicoltivarequestafaticanell'essereumanoperchesaraunafaticaperchehochag.pt che lo fa per me, quindi sarà
[1:33:44] una fatica chiuderlo e scrivere il libro.
[1:33:46] Sai quanta fatica scrivere quel libro?
[1:33:49] Il. Triplo sai perché oggi c'è la
[1:33:51] strada facile? Che non voglio usare e che
[1:33:55] quindi dico no. Però c'è lì c'è quindi questa
[1:34:00] umanità. Oppure prepararmi la puntata a
[1:34:04] mano la. Fare la ricerca a mano perché
[1:34:09] quella cosa lì fa la differenza. Poi ci sono delle cose su cui
[1:34:12] non fa la differenza. Non me ne frega niente, le
[1:34:14] faccio fare, cioè è lì per questo.
[1:34:16] Ma questa performance umana a me piace.
[1:34:18] Non voglio demonizzare la performance, perché poi diventi
[1:34:21] anno dei. Degli autonomi, cioè dopo non
[1:34:24] c'è più niente, non c'è più niente se non c'è la
[1:34:26] performance, perché noi non possiamo volere di meno, cioè
[1:34:28] vorremmo di più. Nella vita è parte dell'essere
[1:34:31] umano, ci sta. L'importante è che non definisca
[1:34:33] il valore. Pienamente d'accordo sul fatto
[1:34:36] del dello sfidarsi. Io non sono Capricorno, ma anche
[1:34:40] io mi complico la giornata. Perché?
[1:34:43] Aggiungo, perché a me sono abbastanza irrequieto io, nel
[1:34:46] senso che adesso. È un pesce.
[1:34:48] I pesci sono irrequieti. Io ho, ho bisogno di creare, ho
[1:34:51] bisogno di immaginare, ho bisogno di fare.
[1:34:53] E lo fai con la fatica, cioè immagina la fatica che ho avuto
[1:34:58] io per parlare di digital detox nel 2015, nel 2016, ma io ci
[1:35:02] credevo così tanto e ci credo tutt'ora, che ero mosso non
[1:35:06] tanto da la performance ma. Dalla performance come risultato
[1:35:10] dalla tua performance era importante.
[1:35:12] E certo, la fatica. La fatica, la fatica di prendere
[1:35:16] i treni e quant'altro, anche a parlare, come dicevo prima,
[1:35:17] davanti a tre persone. Quello non era performativo ma
[1:35:21] era impattante perché io, come dire, ho creduto e credo
[1:35:24] tantissimo che noi abbiamo, come dire, la disposizione, tanti
[1:35:29] semi da e ce li giochiamo. In tutto e per tutto, ogni
[1:35:35] giorno. E magari quel seme che in
[1:35:38] qualche modo non è profittevole perché noi pensiamo questo,
[1:35:43] dobbiamo un po ritornare alla naturalezza delle cose.
[1:35:47] Cioè se io pianto un seme non non non posso avere l'illusione
[1:35:51] e l'arroganza di avere un frutto subito.
[1:35:54] E oggi ci ci ti porta subito questo.
[1:35:56] La parola bellissima, l'arroganza.
[1:36:00] Del è dovuto tutto e subito, tutto e subito.
[1:36:03] Ma questo tutto e subito. Nel mio libro ne parlo il
[1:36:07] concetto del desiderio. Cioè, se noi abbiamo tutto e
[1:36:11] subito il desiderio, come dire e vedete, guardate che stiamo
[1:36:16] ritornando un po la storia enciclica a questi queste cose e
[1:36:20] quindi non parliamo più di nuove competenze, che possono essere,
[1:36:23] che ne so, social media manager o quant'altro, ma per essere
[1:36:26] oggi un buon lavoratore nel digitale.
[1:36:31] Devi passare per la riscoperta di te stesso e questo è un
[1:36:34] messaggio che a te è molto caro. Immagino no?
[1:36:37] Quello di rimettere nella centralità dove la la piazza
[1:36:41] siamo noi stessi. Paradossalmentechatg.pt,
[1:36:46] l'intelligenza artificiale ti può dare tutte le risposte del
[1:36:49] caso, ma le domande rimangono le tue e queste domande le le le
[1:36:55] vengono fuori quando stai con te stesso, con te stesso.
[1:37:00] Io ti ringrazio tantissimo per questa conversazione che ha
[1:37:03] preso tantissime sfumature che penso che diano.
[1:37:07] Abbiamo parlato di semi, io lo dico sempre nel mio podcast.
[1:37:10] Spero che questa puntata TI abbia dato un seme che possa
[1:37:12] germogliare, perché io non ho le risposte, anzi minimamente.
[1:37:16] Però ho tante domande, quindi mi piace molto, diciamo parlare EE
[1:37:23] argomentare un po i miei pensieri, le riflessioni che non
[1:37:26] sono mai finiti e non sono mai. Arrivati?
[1:37:29] Ecco, soprattutto volevo chiederti dove ti si trova, cosa
[1:37:34] fai racconta un po dove ti possono trovare, chi vuole
[1:37:37] approfondire. Oltre questa puntata,
[1:37:39] ovviamente. Sì, innanzitutto grazie grazie
[1:37:43] perché è stato molto bello. Abbiamo toccato anche un punto
[1:37:48] di emotività molto profonda e queste cose sono gemme da da
[1:37:52] preservare. Quindi ti ringrazio e mi mi
[1:37:56] trovo su Alessio Carciofi sul mio sito e mi possono trovare.
[1:37:59] Ho una newsletter settimanale dove non vendo niente se non
[1:38:02] dare delle piccole. Mettiamo il link qui sotto sulla
[1:38:06] Newsletter. Ah, bello.
[1:38:07] Sì, non dico seguitemi sui social perché sono veramente
[1:38:12] come dire. Se seguono me sui social che
[1:38:15] sono veramente dal 2016 la peggiore.
[1:38:19] Tu hai seguito? Io però è.
[1:38:22] Un io sono, come dire, molto e invece sulla Newsletter do
[1:38:25] tanto. Va bene?
[1:38:27] Guardi, il sito è newsletter. E mi parlavi anche di questi che
[1:38:30] mi interessa, dei retreating convento.
[1:38:33] Questo è un format, come dire, innovativo, dove ci sono questi
[1:38:38] ritiri in convento gestiti da me e il convento è la cosa più
[1:38:42] bella. Perché non perché, come dire,
[1:38:43] uno deve fare delle crisi vocazionali o quant'altro,
[1:38:47] perché ci portano alla dimensione del silenzio.
[1:38:50] Ci porta una dimensione dei rituali, la campana che non è
[1:38:53] una notifica che ti allontana, è il è quella quella notifica che
[1:38:59] ti richiama a fare delle cose. Ma soprattutto, il ritiro in
[1:39:03] silenzio è un modo per ritornare ricaricati nella società.
[1:39:09] Non togliamo il cellulare, aggiungiamo profondità alla
[1:39:11] vita. Questa mi sembra un buono.
[1:39:15] Raggiungo dei livelli di soddisfazione molto alti perché
[1:39:18] certo, mi mi restituiscono dei cambiamenti significativi nella
[1:39:23] vita e questo è il più grande risultato che non può essere
[1:39:27] messo a budget. Io ti ringrazio tantissimo per
[1:39:30] il tuo tempo, ti ringrazio per la tua profondità, ti ringrazio
[1:39:33] per aver dato così tanto e anzi spero di che sia davvero stato
[1:39:38] un momento di divulgazione per il nostro pubblico che abbia
[1:39:42] apprezzato. Grazie e noi ci vediamo al
[1:39:45] prossimo episodio di Pieralice.

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