# La politica estera di Vladimir Putin

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 18 Sep 2026, 21 min.

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## Transcript

[0:01] Speaker 2: Nella scorsa puntata abbiamo parlato dell'ascesa di Vladimir Putin che
[0:06] Speaker 2: appunto tra 1999 e 2000 riesce a succedere a Boris
[0:11] Speaker 2: Yeltsin a diventare nuovo presidente della Russia e anche a
[0:15] Speaker 2: diventare protagonista di un forte rilancio nei primi anni del
[0:18] Speaker 2: suo governo, di un rilancio economico e di una certa
[0:22] Speaker 2: crescita del PIL. Poi però abbiamo anche accennato il fatto
[0:26] Speaker 2: che questo nuovo leader ha molti elementi controversi Già nei
[0:31] Speaker 2: primi anni 2000 si vede che è un leader duro,
[0:33] Speaker 2: autoritario e che la libertà d'opinione, la libertà di stampa,
[0:38] Speaker 2: la libertà democratica in Russia va via via deteriorandosi. Oggi
[0:42] Speaker 2: dobbiamo vedere come vanno gli anni successivi perché dopo questo
[0:45] Speaker 2: inizio già problematico Putin si dedica soprattutto alla politica estera,
[0:50] Speaker 2: una politica estera molto aggressiva, con guerre, con invasioni, con
[0:53] Speaker 2: occupazioni che purtroppo continuano ancora oggi perché nel momento in
[0:58] Speaker 2: cui registro è ancora in corso ormai da parecchi anni
[1:01] Speaker 2: una guerra di questo tipo contro proprio l'Ucraina. Parleremo di
[1:05] Speaker 2: tutto questo cominciando, come sempre, subito dopo la sigla. Dentro
[1:17] Speaker 2: la storia, un podcast di Ermanno Scripp Ferretti. 404° puntata.
[1:24] Speaker 2: La politica estera di Vladimir Putin. Eccoci qui cari amici,
[1:32] Speaker 2: ben trovati di nuovo insieme per dedicare circa 20 minuti
[1:35] Speaker 2: allo studio della storia, in particolare in quest'ultima fase da
[1:38] Speaker 2: molte puntate, allo studio della storia vicinissima a noi, contemporanea,
[1:42] Speaker 2: la storia di questi ultimi anni, che è una storia
[1:45] Speaker 2: molto frastagliata, che sicuramente anche in futuro sarà riportata ampiamente
[1:49] Speaker 2: nei libri di storia, ma che adesso bisogna un po'
[1:52] Speaker 2: mettere in ordine, anche se i fatti che raccontiamo li
[1:55] Speaker 2: abbiamo già vissuti, li ricorderete sicuramente, ma vanno ordinati in
[1:58] Speaker 2: un quadro più ampio e più complessivo. Da un paio
[2:02] Speaker 2: di puntate ci stiamo dedicando alla Russia, alla Russia post- comunista,
[2:05] Speaker 2: abbiamo prima parlato del periodo di Yeltsin, poi proprio la
[2:09] Speaker 2: volta scorsa abbiamo spiegato l'ascesa di Vladimir Putin. Ora, Putin
[2:14] Speaker 2: aveva governato, abbiamo detto, a partire dal 2000, aveva poi
[2:17] Speaker 2: dovuto cedere momentaneamente il potere anche se poi solo in
[2:21] Speaker 2: parte a Medvedev perché abbiamo detto che nel 2008 dopo
[2:24] Speaker 2: due mandati consecutivi non poteva fare un terzo quindi ci
[2:27] Speaker 2: fu quella parentesi di Medvedev con comunque Putin come primo
[2:32] Speaker 2: ministro e poi nel 2012 Putin vince di nuovo l'elezione
[2:36] Speaker 2: con il 64% dei voti e torna al potere bisogna
[2:41] Speaker 2: però fare da qui delle aggiunte e vedere soprattutto cosa
[2:44] Speaker 2: succede negli anni successivi vi avevo accennato al fatto che
[2:48] Speaker 2: durante la presidenza di Medvedev Si era cambiato comunque il tempo,
[2:52] Speaker 2: la durata del mandato presidenziale. Prima era di quattro anni,
[2:56] Speaker 2: dopo divenne di sei, quindi Putin si assicurò un lungo
[3:00] Speaker 2: periodo al potere, un periodo che continua ancora oggi, ininterrotto,
[3:05] Speaker 2: cosa che lo portò anche alla vittoria delle elezioni del 2018,
[3:08] Speaker 2: ma soprattutto a partire già dal 2008, La Russia, con
[3:13] Speaker 2: Putin in quel momento primo ministro, si impegnò in una
[3:15] Speaker 2: serie di altre azioni militari, di altre guerre. Questa volta
[3:20] Speaker 2: in Ossetia del Sud, entrando in un conflitto che era
[3:23] Speaker 2: per la verità già scoppiato tra Georgia e appunto Ossetia
[3:28] Speaker 2: del Sud, una provincia della Georgia che voleva separarsi dalla
[3:32] Speaker 2: Georgia stessa per unirsi invece alla Russia guidata da filorussi.
[3:38] Speaker 2: Questo è un caso tra tanti ma molto emblematico perché
[3:41] Speaker 2: la politica di Putin da quel momento in poi sarà questa,
[3:44] Speaker 2: la politica estera intendo di Putin, cioè quella di far
[3:48] Speaker 2: riportare la Russia ai fasti di un tempo, soprattutto ai
[3:51] Speaker 2: fasti dell'epoca sovietica, non tanto da un punto di vista
[3:54] Speaker 2: politico perché questa Russia di Putin non ha nulla a
[3:57] Speaker 2: che vedere con il comunismo dell'epoca precedente. è dominata da
[4:02] Speaker 2: oligarchi che hanno preso in mano grandissime aziende, quindi c'è
[4:06] Speaker 2: una forma di ipercapitalismo che guida la politica economica di
[4:10] Speaker 2: questa nuova Russia. Ma i confini di questa nuova Russia,
[4:14] Speaker 2: secondo Putin, dovrebbero tornare ad essere quelli di un tempo,
[4:17] Speaker 2: quelli precedenti al crollo dell'Unione Sovietica, quindi tutte quelle repubbliche
[4:22] Speaker 2: che erano nate dopo il 91, l'Ucraina, la Belorussia, le
[4:25] Speaker 2: repubbliche baltiche, la Georgia e via riscorrendo, dovrebbero essere un
[4:30] Speaker 2: po' alla volta riassorbite all'interno della Russia, volenti o nolenti,
[4:34] Speaker 2: perché è ovvio che queste repubbliche si erano separate perché
[4:37] Speaker 2: non volevano più stare con la Russia, c'erano state delle
[4:40] Speaker 2: scelte libere degli abitanti di questi paesi, ma adesso Putin,
[4:44] Speaker 2: sfruttando minoranze filorusse che sono presenti all'interno di questi paesi,
[4:48] Speaker 2: spera di riassorbirle, di assoggettarle, di alla fine dei conti
[4:54] Speaker 2: anche annetterle sostanzialmente. Quindi lo sette del sud è, tra
[4:59] Speaker 2: le altre cose, uno dei primi casi in cui questa
[5:02] Speaker 2: espansione russa vuole farsi forte. Putin vuole una Russia forte
[5:07] Speaker 2: come un tempo, vuole una Russia che abbia anche una
[5:10] Speaker 2: sua sfera di influenza, perché il timore è che questa
[5:13] Speaker 2: politica essere aggressiva non si voglia neppure fermare solo alle
[5:17] Speaker 2: vecchie repubbliche sovietiche, ma voglia allargarsi a quella che era
[5:20] Speaker 2: appunto la vecchia sfera di influenza sovietica, quindi all'est Europa
[5:23] Speaker 2: addirittura e ad altre aree. Questo lo si vede appunto
[5:27] Speaker 2: a partire dal 2008 con questa guerra molto brutale tra l'altro,
[5:32] Speaker 2: una guerra che si conclude con l'annessione di appunto una
[5:35] Speaker 2: parte della Georgia ma viene continuata nel 2012 quando Putin
[5:39] Speaker 2: ormai è ritornato presidente perché da quel momento in poi
[5:43] Speaker 2: Putin inizia a puntare gli occhi verso l'area dell'Ucraina e
[5:48] Speaker 2: soprattutto verso due zone, una la Crimea che è quella
[5:51] Speaker 2: penisola sul Mar Nero importante, che era stato ovviamente Russia
[5:56] Speaker 2: molto tempo addetto, ma come era da tempo Ucraina, e
[5:59] Speaker 2: poi verso la zona del cosiddetto Donbass, di cui avete
[6:02] Speaker 2: sentito parlare mille volte, zona di confine tra Ucraina e Russia,
[6:07] Speaker 2: Ucraina dal 1991, ma su cui la Russia aveva allungato
[6:13] Speaker 2: le mani anche perché c'è una presenza cospicua di una
[6:16] Speaker 2: minoranza filorussa che vorrebbe passare di là. Ora, queste interferenze
[6:21] Speaker 2: danno via nel 2014 a una guerra perché, La Russia
[6:25] Speaker 2: occupa la Crimea e non interviene ancora direttamente, ma sostiene
[6:30] Speaker 2: indirettamente i separatisti filorussi del Donbass che danno via alla
[6:33] Speaker 2: guerra civile per staccarsi da Kiev, per staccarsi dall'Ucraina. Mentre
[6:39] Speaker 2: in Ucraina la situazione quindi diventa già preoccupante, in parallelo
[6:43] Speaker 2: in Belorussia Putin inizia a sostenere un dittatore di nome Lukashenko,
[6:48] Speaker 2: l'avrete anche questo sentito nominare mille volte, che in realtà
[6:52] Speaker 2: è fortemente inviso alla popolazione. e che mantiene il potere
[6:55] Speaker 2: grazie alla forza militare che proprio Putin gli concede. Di
[6:59] Speaker 2: fatto Lukashenko è un uomo controllato da Putin, che quindi
[7:05] Speaker 2: amministra una repubblica anche piuttosto grossa, la Belorussia, è al
[7:09] Speaker 2: confine tra Europa e Russia, e di fatto però è
[7:13] Speaker 2: un uomo di paglia, un uomo controllato dal capo russo. Ora,
[7:17] Speaker 2: capite bene che questa situazione... è una situazione già piuttosto
[7:22] Speaker 2: preoccupante per gli equilibri europei, perché c'è un soggetto che
[7:26] Speaker 2: vuole tornare grande, che vuole aumentare la sua sfera di
[7:30] Speaker 2: influenza e lo fa con metodi molto aggressivi, non lo
[7:32] Speaker 2: fa semplicemente con le leve dell'economia o con la politica diplomatica,
[7:37] Speaker 2: lo fa aggredendo, lo fa sostenendo i dittatori, lo fa
[7:42] Speaker 2: anche sostenendo guerre civili interne ai paesi che gli interessano.
[7:47] Speaker 2: Per il momento l'Europa Sta un po' a guardare. Per
[7:51] Speaker 2: il momento l'America sta un po' a guardare. Vedremo che
[7:54] Speaker 2: le cose cambieranno a partire dal 2016. L'Europa e l'America
[7:57] Speaker 2: avevano in parte sostenuto le ex repubbliche sovietiche quando avevano
[8:01] Speaker 2: cercato un avvicinamento all'Occidente. E questo valeva sia appunto per
[8:05] Speaker 2: le repubbliche ex sovietiche, ad esempio quelle baltiche, ad esempio
[8:07] Speaker 2: la stessa Ucraina, ma anche per i paesi ex comunisti,
[8:11] Speaker 2: quindi la Polonia, la Lungheria, la Cecoslovacchia, che poi era
[8:14] Speaker 2: diventata Repubblica Cecoslovacchia e via discorrendo. Tant'è vero che c'era
[8:17] Speaker 2: stato anche negli anni precedenti un certo allargamento delle alleanze
[8:21] Speaker 2: occidentali in quella zona d'Europa. Ad esempio molti paesi avevano
[8:25] Speaker 2: chiesto e ottenuto di entrare nella Nato. Però questo ovviamente
[8:29] Speaker 2: era stato fatto in modi pacifici, senza imporre con la
[8:32] Speaker 2: violenza l'adesione. Era stata un'influenza politica, un'espansione di questa influenza politica,
[8:38] Speaker 2: legata anche ovviamente a un sistema di vita occidentale che
[8:43] Speaker 2: da un lato prometteva diritti, dall'altro prometteva anche crescita economica.
[8:47] Speaker 2: A volte questa crescita economica era mancata o era stata diseguale,
[8:50] Speaker 2: e lo si era visto anche in Russia, anche la
[8:52] Speaker 2: Russia per qualche periodo aveva sentito queste sirene, ma questo
[8:56] Speaker 2: aveva generato molti scompensi. Ora Putin si proponeva un po'
[9:00] Speaker 2: alla volta, ma in maniera via via sempre più forte,
[9:03] Speaker 2: come un antagonista, come un avversario, come uno che prima
[9:07] Speaker 2: aveva avuto buoni rapporti con l'Occidente, con la Germania, con
[9:11] Speaker 2: l'Italia stessa, con i Berlusconi, addirittura con gli Stati Uniti
[9:14] Speaker 2: in una certa fase, ma che adesso tendeva a staccarsi
[9:17] Speaker 2: e diventare sempre più aggressivo e anche sempre più isolato.
[9:21] Speaker 2: Questa nuova linea di politica estera di Putin portò anche
[9:25] Speaker 2: delle conseguenze ovviamente nella politica interna. Perché? Perché questa aggressività,
[9:30] Speaker 2: questa violenza che Putin iniziò a mettere verso i paesi
[9:34] Speaker 2: confinati la riversò anche all'interno contro gli oppositori politici. Sono
[9:39] Speaker 2: stati segnalati decine di casi di Violazione dei diritti umani,
[9:43] Speaker 2: di repressione, di incarcerazione, anche di morti, di sfidanti, il
[9:48] Speaker 2: caso più emblematico degli ultimi anni è stato quello di Navalny,
[9:50] Speaker 2: ma ce ne sono stati molti altri, tutti riconducibili in
[9:54] Speaker 2: qualche misura appunto a Putin, stesso, che di fatto mantiene
[9:58] Speaker 2: il potere dal 2000, sono ormai 26 anni, in maniera
[10:01] Speaker 2: ininterrotta e lo mantiene senza possibilità per alcuno di ribellarsi,
[10:07] Speaker 2: a lui di offrire una seria alternativa politica al suo potere.
[10:12] Speaker 2: Tutto questo ci porta al 2016 prima con l'elezione di
[10:17] Speaker 2: Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti e poi rapidamente
[10:21] Speaker 2: al 2022 con l'inizio della guerra, quella più intensa in Ucraina.
[10:29] Speaker 2: Parliamo intanto di Donald Trump, personaggio di cui parleremo ovviamente
[10:33] Speaker 2: anche al di fuori della questione russa, ma le elezioni
[10:37] Speaker 2: del 2016 che vedono Trump vincere, anche se di pochissimo,
[10:40] Speaker 2: contro Hillary Clinton sono abbastanza significative per mille motivi, per
[10:44] Speaker 2: motivi anche intenni alla politica americana. per tendenze generali della
[10:48] Speaker 2: politica occidentale, certo, ma anche per il modo in cui
[10:52] Speaker 2: gli interessi di Putin si riversano sull'Occidente. Vi dicevo, Putin
[10:57] Speaker 2: ha lanciato una politica aggressiva, una politica di forza per
[11:00] Speaker 2: la Russia e di riconquista di territori perduti ormai o
[11:05] Speaker 2: di influenze perdute ormai. Ovviamente tutto questo gli ha alienato
[11:10] Speaker 2: le simpatie di cui godeva fino a poco prima l'Occidente.
[11:12] Speaker 2: Vi citavo Berlusconi, che era grande amico di Putin, ma...
[11:15] Speaker 2: Anche in Germania Putin aveva goduto per certo periodo di
[11:18] Speaker 2: una certa tolleranza, di una certa apertura. Questa politica aggressiva
[11:22] Speaker 2: distanzia i paesi occidentali da Putin, ma questo fa sì
[11:26] Speaker 2: che Putin stesso tenti in maniera via via sempre più
[11:30] Speaker 2: intensa di influire sulle scelte della politica occidentale, dando il
[11:34] Speaker 2: via a, come ormai è abbastanza noto da tutti i
[11:37] Speaker 2: e segnalato da tutti i servizi di intelligence occidentali a
[11:41] Speaker 2: quelle che oggi vengono chiamate forme di guerra ibrida, cioè
[11:44] Speaker 2: tentativi di influenzare l'esito e il corso delle elezioni. Questo
[11:48] Speaker 2: in Europa occidentale, anche in parte in America, ma anche
[11:51] Speaker 2: e soprattutto nell'Europa orientale e nei paesi che un tempo
[11:54] Speaker 2: erano appunto nella sfera di influenza russa. Come? In modi
[11:57] Speaker 2: molto originali, per la verità. In modi anche molto moderni,
[12:01] Speaker 2: che la Russia ha mostrato si possono sfruttare in modo
[12:04] Speaker 2: innovativo e anche cinico, chiaramente. Soprattutto campagne di disinformazione, sostegno
[12:10] Speaker 2: a particolari partiti politici, una politica che è stata soprattutto
[12:15] Speaker 2: versata verso il disimpegno. L'idea di Putin, che è chiaramente
[12:20] Speaker 2: funzionale al suo progetto politico, è quella di incidere in
[12:23] Speaker 2: Occidente affinché questo Occidente inizi a disinteressarsi sempre di più
[12:28] Speaker 2: della questione dell'Europa orientale. Uno degli ostacoli maggiori per Putin,
[12:32] Speaker 2: per il suo progetto espansionista, è ovviamente che ci si
[12:34] Speaker 2: mette in mezzo l'Unione Europea e che ci si mette
[12:37] Speaker 2: in mezzo la Nato, che sono i rivali in un
[12:39] Speaker 2: certo senso. Se la Russia vuole diventare influente nell'est Europa,
[12:42] Speaker 2: o almeno, quantomeno, nei territori ex sovietici, deve togliersi dai
[12:47] Speaker 2: piedi l'UE, l'Unione Europea deve togliersi dai piedi la Nato.
[12:51] Speaker 2: Ovviamente nessuno vuole arrivare a un'escalation militare contro questi soggetti,
[12:56] Speaker 2: ma magari spingere o sostenere posizioni isolazioniste in America, o
[13:02] Speaker 2: spingere e sostenere posizioni euroscettiche in Europa, può essere molto
[13:06] Speaker 2: positivo per indebolire la forza di questi soggetti rivari. Questo
[13:12] Speaker 2: è stato fatto, è stato fatto a lungo, con precisi finanziamenti,
[13:15] Speaker 2: con precisi interventi, con intervento sui social network, è tutto
[13:19] Speaker 2: molto documentato, ma è segno di nuovo di questa strategia
[13:23] Speaker 2: molto anche furba, se vogliamo, intelligente, per perseguire gli scopi
[13:27] Speaker 2: che poi competono a Putin, cioè la forza e la
[13:30] Speaker 2: crescita della Russia. Questo ha portato, tra le varie cose,
[13:35] Speaker 2: a influenze e sospetti anche sulla politica occidentale ma soprattutto
[13:40] Speaker 2: alla mossa del 2022 perché quella mossa che in realtà
[13:44] Speaker 2: è stata sbagliata, errata da parte di Putin e lo
[13:46] Speaker 2: vediamo da come stanno andando le operazioni belliche in realtà
[13:50] Speaker 2: si fondava anche su tutta questa preparazione da tra virgolette
[13:54] Speaker 2: guerra ibrida che Putin aveva preparato negli anni precedenti qual
[13:57] Speaker 2: era la sua intenzione? Vi dicevo già nel 2014 aveva
[14:01] Speaker 2: occupato la Crimea e aveva sostenuto i separatisti del Donbass.
[14:05] Speaker 2: Da 2022 l'idea di Putin è intervenire direttamente in Ucraina
[14:09] Speaker 2: con una guerra vera e propria, con un'invasione vera e propria,
[14:11] Speaker 2: che lui chiamerà poi operazione militare speciale, ma di fatto
[14:14] Speaker 2: è un'invasione, con l'intento di non solo prendersi non solo
[14:19] Speaker 2: il Donbass, ma ampie aree dell'Ucraina, ma soprattutto far cadere
[14:23] Speaker 2: il governo ucraino. Addirittura il progetto prevedeva l'arresto e l'uccisione
[14:27] Speaker 2: di Zelensky, il presidente ucraino in carica, e... fare dell'Ucraina
[14:32] Speaker 2: probabilmente qualcosa di simile alla Belorussia, cioè uno Stato fantoccio
[14:35] Speaker 2: con un capo politico sostenuto da Mosca e scelto soprattutto
[14:40] Speaker 2: da Mosca. Ora, questa operazione, appunto, Putin la conduce pensando
[14:46] Speaker 2: a due cose. Primo, sarà un'operazione molto veloce, perché l'Ucraina
[14:50] Speaker 2: non ha un forte esercito, la Russia invece ha un
[14:52] Speaker 2: esercito di ottimo livello soprattutto perché è iperfinanziato la quantità
[14:57] Speaker 2: di pil che Putin destina alle operazioni belliche è altissima
[15:02] Speaker 2: e quindi avremo gioco facile nell'abbattere il regime ucraino e
[15:06] Speaker 2: seconda cosa che Putin ha in mente l'Europa e gli
[15:10] Speaker 2: Stati Uniti non interverranno perché sono troppo rivisi al loro
[15:13] Speaker 2: interno perché sono troppo in difficoltà e non avranno la
[15:16] Speaker 2: forza di opporsi o di sostenere la causa ucraina queste
[15:20] Speaker 2: sono le due scommesse potremmo dire di Putin tutte legate
[15:24] Speaker 2: a questo ampio progetto che abbiamo visto, in realtà due
[15:26] Speaker 2: scommesse fallite. Perché? Cosa accade? Il 24 febbraio 2022, in effetti,
[15:31] Speaker 2: Putin ordina l'invasione su larga scala dell'Ucraina, sia nei territori
[15:36] Speaker 2: del Donbass, sia poi anche verso Kiev, perché viene attaccata
[15:39] Speaker 2: Kiev e i russi arrivano anche lì. Putin l'annuncia come
[15:43] Speaker 2: un progetto di denazificazione del paese. Secondo lui l'Ucraina è
[15:47] Speaker 2: governata dai nazisti e il suo compito è quello di,
[15:50] Speaker 2: come aveva fatto Stalin in nella seconda guerra mondiale, sconfiggere
[15:54] Speaker 2: i nazisti. Ovviamente è un'operazione di propaganda interna e a
[15:57] Speaker 2: volte anche di propaganda esterna, ma la presa di Kiev
[16:02] Speaker 2: va molto male. Kiev resiste, resiste tra l'altro inaspettatamente e
[16:07] Speaker 2: soprattutto negli giorni di poche giornate, di poche settimane, Stati
[16:11] Speaker 2: Uniti ed Unione Europea iniziano a sostenere l'Ucraina, mandano aiuti,
[16:16] Speaker 2: mandano aiuti economici, mandano aiuti anche militari, costringendo rapidamente le
[16:20] Speaker 2: truppe russe a ritirarsi soprattutto verso il nord del paese,
[16:23] Speaker 2: quindi a rinunciare alla presa di Kiev e condurre operazioni
[16:26] Speaker 2: militari per il momento solo nei territori di confine, solo
[16:30] Speaker 2: nel Donbass, in quei territori appunto contesi. In realtà la
[16:33] Speaker 2: Russia ottiene dei risultati buoni nel Donbass perché è più vicino,
[16:38] Speaker 2: più vicina anche la catena di rifornimenti eccetera, però il
[16:42] Speaker 2: piano originale di sconfiggere l'Ucraina in dieci giorni fallisce rapidamente.
[16:47] Speaker 2: Tra l'altro a quel punto l'Occidente iniziava a dare anche
[16:50] Speaker 2: delle sanzioni originali, senza precedenti da questo punto di vista,
[16:54] Speaker 2: verso la Russia, perché vengono congelate le riserve valutarie della
[16:58] Speaker 2: banca centrale, le banche russe vengono escluse dal sistema SWIFT,
[17:02] Speaker 2: che era il sistema di pagamenti internazionali, c'è un embargo
[17:05] Speaker 2: su tecnologia, su energia, e poi molte multinazionali rapidamente lasciano
[17:10] Speaker 2: la Russia. Il tentativo dell'Occidente è quello di non rinunciare all'Ucraina,
[17:15] Speaker 2: non dare risorse, spago e mano libera a Putin pensando
[17:19] Speaker 2: che non si era già fatto nel 2014 quando non
[17:21] Speaker 2: si era intervenuti in Crimea e però Putin non si accontenterà,
[17:25] Speaker 2: questa è l'idea. Se si era pensato inizialmente che Putin
[17:29] Speaker 2: volesse qualche territorio ma si potesse rapidamente accontentare, il caso
[17:34] Speaker 2: Ucraino è abbastanza emblematico perché nelle settimane precedenti all'invasione tutti
[17:39] Speaker 2: i principali leader occidentali avevano chiamato o erano andati a
[17:43] Speaker 2: parlare con Putin e invitandolo a non invadere l'Ucraina. Putin
[17:47] Speaker 2: aveva fatto lo stesso dando prova di una certa inaffidabilità
[17:50] Speaker 2: e di una certa pericolosità in generale per non solo
[17:53] Speaker 2: l'Ucraina ma in futuro anche per i paesi baltici e
[17:56] Speaker 2: altre realtà di questo tipo. Quindi l'Occidente ha cercato di
[18:00] Speaker 2: assestare un colpo, dimostrare di non essere disposto a concedere oltre.
[18:06] Speaker 2: Questo ha dotato di una guerra che come sapete continua
[18:09] Speaker 2: ancora oggi. Dopo quattro anni la guerra non è finita.
[18:12] Speaker 2: Dopo un iniziale grande vantaggio russo la situazione negli ultimi
[18:17] Speaker 2: tempi si è molto riequilibrata anzi i russi fanno una
[18:20] Speaker 2: grande fatica e hanno avuto grandissime perdite ma di questo
[18:24] Speaker 2: e di come è andata la guerra più in dettaglio
[18:26] Speaker 2: e anche di qualche situazione anomala con Prigozhin con Navalny
[18:33] Speaker 2: con le nuove elezioni con la Corea del Nord insomma
[18:35] Speaker 2: di altre cose parleremo la prossima volta chiudendo la pagina
[18:39] Speaker 2: sulla Russia Ecco, siamo arrivati a chiaramente il punto di
[18:46] Speaker 2: svolta che dobbiamo finire di spiegare ma che spiegheremo la
[18:50] Speaker 2: prossima volta. Per oggi l'idea è che ci possiamo fermare qui.
[18:52] Speaker 2: Prima di salutarci vi ricordo le solite cose molto importanti.
[18:56] Speaker 2: Tanto che questo podcast lo trovate su tante piattaforme, Apple Podcast,
[18:59] Speaker 2: Google Podcast, Spotify, Deezer, Castbox, Art Radio, Spreaker Audible e YouTube.
[19:05] Speaker 2: ma su queste stesse piattaforme trovate anche il podcast gemello
[19:08] Speaker 2: chiamato Dentro alla Filosofia. Poi, vi ricordo anche che se
[19:11] Speaker 2: cercate spiegazioni più ampie, anche su altri temi, mi trovate
[19:14] Speaker 2: anche su YouTube, basta cercarmi come Ermanno Ferretti oppure come Scripe,
[19:17] Speaker 2: lì ci sono migliaia di video, e poi vi ricordo,
[19:20] Speaker 2: e questo anzi lo consiglio in modo particolare, che potete
[19:23] Speaker 2: seguirmi anche tramite la newsletter gratuita e settimanale che trovate
[19:27] Speaker 2: andando sul mio sito internet ermannoferretti. it e dicemolo di lasciare
[19:31] Speaker 2: la mail, è un... newsletter appunto che parla di filosofia,
[19:35] Speaker 2: di storia, di libri, di film, di attualità, tutto gratis
[19:38] Speaker 2: e poi fa anche il punto dei video e dei
[19:39] Speaker 2: podcast usciti ogni settimana. Infine mi trovate se volete anche
[19:43] Speaker 2: sui social network, Facebook, Twitter, Instagram, il nickname è sempre
[19:47] Speaker 2: quello di Scrip. Ultimissima cosa... se volete, e anzi anche
[19:52] Speaker 2: questo lo consiglio con calore perché è importante leggere, mi
[19:55] Speaker 2: trovate anche in libreria. Il mio ultimo libro si intitola
[19:58] Speaker 2: Neanche Nice era un superuomo, edito da Cairo Editore, è
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[20:21] Speaker 2: posto in questo mondo difficile. Oggi abbiamo parlato della Russia,
[20:24] Speaker 2: della guerra in Ucraina che è una delle grandi questioni
[20:27] Speaker 2: aperte del nostro presente, non è l'unica, e appunto il
[20:30] Speaker 2: mio libro può essere utile, spero, non tanto per risolvere
[20:34] Speaker 2: la questione russa, ma per chiarirsi un po' le idee
[20:38] Speaker 2: e capire cosa possiamo fare in un mondo così complicato.
[20:41] Speaker 2: Neanche Nietzsche era un superuomo che ha rieditore in tutte
[20:44] Speaker 2: le librerie. Passo detto tutto, ci sentiamo presto per parlare
[20:48] Speaker 2: ancora di Russia, di storia e di storie contemporanee. Ciao,
[20:52] Speaker 2: alla prossima!

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