# L'Argentina e la guerra delle Falkland

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 20 Jun 2026, 21 min.

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## Transcript

[0:01] Speaker 2: Abbiamo cominciato un paio di puntate fa a parlare della
[0:03] Speaker 2: storia dell'Argentina recente, inquadrando soprattutto il periodo del peronismo e
[0:08] Speaker 2: poi della dittatura militare. Oggi dobbiamo avviarci verso la fine
[0:13] Speaker 2: di questo percorso perché questa dittatura militare non poté ovviamente
[0:17] Speaker 2: durare a lungo, la sua violenza era troppo forte e
[0:19] Speaker 2: i suoi risultati economici troppo scarsi per poter durare, per
[0:23] Speaker 2: poter proseguire, ma soprattutto sarà una guerra, la guerra delle
[0:27] Speaker 2: Falkland o delle Malvine come si viene chiamata nei paesi
[0:32] Speaker 2: di lingua latina a segnare il tracollo, la fine dei
[0:36] Speaker 2: conti di questa dittatura. Lo giuriamo perché nacque e comandò
[0:38] Speaker 2: questa guerra, una guerra di cui si discusse molto all'epoca
[0:42] Speaker 2: e cominciamo a parlarne, come sempre, subito dopo la sigla.
[0:53] Speaker 2: Dentro alla storia, un podcast di Ermanno Scripp Ferretti. 386esima puntata.
[1:02] Speaker 2: L'Argentina e la guerra delle Falkland. Eccoci qui cari amici
[1:10] Speaker 2: nuovi seme per dedicare circa 20 minuti del vostro e del
[1:14] Speaker 2: mio tempo allo studio della storia e in particolare allo
[1:16] Speaker 2: studio della storia recentissima, della storia contemporanea e come stiamo
[1:20] Speaker 2: vedendo vi dicevo anche nella premessa da un paio di
[1:23] Speaker 2: puntate della storia del Sud America e dell'Argentina nello specifico.
[1:27] Speaker 2: Paese certo segnato da molti problemi, anche molto vivo per
[1:31] Speaker 2: la verità, anche pieno di slanci, però con problemi economici
[1:35] Speaker 2: che durano ancora oggi in buona misura da parecchi decenni.
[1:39] Speaker 2: Abbiamo visto come proprio in seguito anche e non solo
[1:43] Speaker 2: a questi problemi economici, attorno alla metà degli anni 70 sostanzialmente,
[1:48] Speaker 2: prese potere una giunta militare che col pugno duro, con
[1:51] Speaker 2: la repressione, ma anche con... violenze molto pesanti, prese contro
[1:57] Speaker 2: loro il paese, mise al bando gli oppositori politici e
[2:01] Speaker 2: tentò del riforme di stampo neoliberista, con risultati per la
[2:05] Speaker 2: verità scarsi dal punto di vista economico e oltre che
[2:09] Speaker 2: violazioni enormi dei diritti umani, eccetera, eccetera, eccetera. Però la
[2:15] Speaker 2: spallata vera regime, la crisi che avrebbe poi portato alla
[2:19] Speaker 2: caduta di questa giunta militare arrivò appunto con la guerra
[2:23] Speaker 2: delle Falkland. Per capire cosa accadde dobbiamo sfruttarci ai primi
[2:27] Speaker 2: anni Ottanta, quando ormai i militari sono a potere da
[2:30] Speaker 2: qualche anno e però la situazione economica, come già avevo accennato,
[2:34] Speaker 2: non migliora, non migliora affatto. In fondo alcuni settori della
[2:38] Speaker 2: società argentina avevano anche accettato questa dittatura militare pensando che
[2:42] Speaker 2: avrebbe risolto i problemi del paese. Invece i problemi permangono
[2:45] Speaker 2: addirittura peggiorano perché a inizio anni 80 abbiamo un'inflazione che è
[2:49] Speaker 2: del 90% all'anno, vuol dire che da un anno all'altro
[2:54] Speaker 2: i prezzi dei beni praticamente raddoppiano, 100% vuol dire che
[2:58] Speaker 2: mediamente il prezzo raddoppia, 90% non siamo molto distanti. Questo
[3:04] Speaker 2: provoca ovviamente un grande aumento delle tensioni sociali, una crisi
[3:08] Speaker 2: economica di varia Natura, ma il regime prova anche a
[3:12] Speaker 2: correre in riparo ad esempio sostituendo il capo della giunta
[3:16] Speaker 2: militare fino a quel momento il leader era stato Videla
[3:19] Speaker 2: l'avevamo anche citato, Jorge Rafael Videla viene sostituito dal generale
[3:24] Speaker 2: Roberto Eduardo Viola e poi più avanti anche da Leopoldo
[3:27] Speaker 2: Galtieri tutti i generali che tentano di tenere in piedi
[3:30] Speaker 2: questa dittatura cambiano lievemente politiche ma è proprio sotto il
[3:36] Speaker 2: governo di Galtieri questo ultimo dei tre che vi citavo ripeto, Videla, Viola, Galtieri,
[3:41] Speaker 2: che si tenta un'ulteriore mossa, che per la verità non
[3:45] Speaker 2: è un inerito nel campo delle dittature o dei regimi autoritari.
[3:50] Speaker 2: Quando un regime autoritario va in crisi o sente di
[3:53] Speaker 2: perdere un po' il controllo della popolazione, il controllo del consenso, eccetera,
[3:57] Speaker 2: cosa può fare? O diventa ancora più duro, e la
[4:00] Speaker 2: Argentina purtroppo era già molto dura la situazione da questo
[4:03] Speaker 2: punto di vista, o tenta quantomeno di ottenere qualche risultato
[4:08] Speaker 2: se non sostanziale almeno di facciata, che possa rinforzare il
[4:13] Speaker 2: prestigio del paese, magari un risultato di stampo nazionalistico, visto
[4:17] Speaker 2: che queste dittature militari, certo, investono molti sforzi sul nazionalismo,
[4:22] Speaker 2: sul militarismo, sulla forza. L'Argentina, cioè, questa è l'idea dei
[4:26] Speaker 2: leader militari di quel periodo, aveva bisogno di un successo militare,
[4:30] Speaker 2: forse solo un grande successo militare, un successo magari davvero importante, evidente, forte,
[4:37] Speaker 2: di prestigio, avrebbe potuto propagandisticamente rafforzare il regime. Questa è
[4:42] Speaker 2: la speranza di chi governa. E l'obiettivo viene individuato in
[4:46] Speaker 2: un arcipelago che è l'arcipelago delle Malvine, Malvinas. Alla spagnola
[4:51] Speaker 2: chiamate dagli inglesi l'arcipelago delle Falkland. Ora, di cosa si tratta?
[4:56] Speaker 2: Si tratta di un insieme di isole, un piccolo arcipelago appunto,
[5:00] Speaker 2: al largo delle coste argentine, quindi diciamo vicino per lingua,
[5:04] Speaker 2: per tradizioni, sempre associato all'Argentina, ma che in realtà, ancora
[5:08] Speaker 2: dall'epoca coloniale, era in mano ai britannici. Erano ancora una
[5:12] Speaker 2: piccola colonia britannica, un piccolo avamposto britannico. Molto piccolo, abbastanza irrilevato,
[5:18] Speaker 2: ma voi sapete bene che l'Inghilterra per molto tempo aveva
[5:21] Speaker 2: avuto varie isole sparse per gli oceani. Ricordate, solo per
[5:25] Speaker 2: fare un esempio, dall'altra parte, ben distante, l'isola di St. Helens,
[5:28] Speaker 2: dove sarebbe stato esiliato Napoleone, per fare un esempio, che
[5:32] Speaker 2: magari fungevano da basi, da... scali per i commerci degli inglesi,
[5:37] Speaker 2: queste Falkland erano ancora in mano inglese, quindi di una
[5:40] Speaker 2: potenza europea, ex potenza coloniale, ormai sono passati molti anni,
[5:45] Speaker 2: però insomma ancora con la fama del vecchio colonialismo e
[5:49] Speaker 2: i generali argentini pensano che prendere queste isole che in
[5:52] Speaker 2: realtà appunto geograficamente parterrebbero in effetti all'Argentina, prenderle sarebbe un
[5:58] Speaker 2: buon risultato, un massimo risultato col minimo sforzo, sono isole piccoline,
[6:03] Speaker 2: non contano granché, ma sconfiggere o approfittarsi di una potenza
[6:07] Speaker 2: europea avrebbe rafforzato sicuramente il governo nazionalista dei generali. Ora
[6:15] Speaker 2: la loro posizione era abbastanza strategica, questo è vero, strategica
[6:18] Speaker 2: sia dal punto di vista commerciale che anche militare, c'era
[6:21] Speaker 2: tutta una questione anche relativa ai diritti di pesca e
[6:25] Speaker 2: alla presenza di petrolio nelle vicinanze di questo reciproco, quindi
[6:28] Speaker 2: non è che proprio non contassero niente, anzi erano piccoline certo,
[6:32] Speaker 2: geograficamente forse poco rilevanti, però c'erano affari da poter fare
[6:36] Speaker 2: attorno ad esse. Ma poi soprattutto l'Argentina pensava che gli
[6:42] Speaker 2: inglesi non avessero poi tutto questo interesse a mantenere per
[6:45] Speaker 2: forza queste vecchie e antiche colonie. Tra tempo, d'altronde, le
[6:49] Speaker 2: Nazioni Unite non avevano fatto delle risoluzioni che permettevano in
[6:53] Speaker 2: effetti ai paesi locali, alle forze locali e agli abitanti
[6:58] Speaker 2: dei vari paesi di ribellarsi, di liberarsi, di autodeterminarsi davanti
[7:03] Speaker 2: alle vecchie potenze coloniali, anzi Quando c'erano lotte di liberazione
[7:06] Speaker 2: l'ONU aveva in genere sempre appoggiato e legittimato queste lotte
[7:11] Speaker 2: di liberazione e di autodeterminazione. Quindi all'inizio degli anni Ottanta
[7:15] Speaker 2: i generali argentini pensano che prendere le Malvine sia anche facile.
[7:19] Speaker 2: Gli inglesi non avranno appoggio internazionale nel mantenerle, gli inglesi
[7:23] Speaker 2: stessi forse non sono neppure troppo interessati a queste isole
[7:28] Speaker 2: e per gli argentini potrebbe essere davvero massimo risultato col
[7:30] Speaker 2: minimo sforzo come dicevo anche prima. Inoltre c'è da dire
[7:34] Speaker 2: che c'è anche un precedente che rafforza questa idea, questa
[7:37] Speaker 2: impressione nella mente dei generali argentini ed è il precedente
[7:41] Speaker 2: delle isole tule meridionali, isole che anch'esse appartenevano al Regno
[7:47] Speaker 2: Unito ma che nel 1976 erano state in effetti occupate dagli
[7:52] Speaker 2: argentini e a cui i britannici avevano tranquillamente rinunciato. Quindi
[7:58] Speaker 2: pochi anni prima. Sei, sette anni prima c'era stata una
[8:01] Speaker 2: rinuncia britannica a un altro archipelago, adesso probabilmente potrebbe essere
[8:06] Speaker 2: facile prendere questo ulteriore piccolo insieme di isole, certo rilevanti
[8:11] Speaker 2: per la strategica posizione, ma insomma non così importanti. C'è
[8:16] Speaker 2: da dire che gli argentini vorrebbero ottenere questo risultato possibilmente
[8:19] Speaker 2: anche senza ricorrere alle armi. Ci sono addirittura delle trattative
[8:23] Speaker 2: diplomatiche negli anni precedenti alla guerra. Tra l'altro l'Argentina e
[8:28] Speaker 2: il Regno Unito si parlano ma chiedono anche ad altre
[8:30] Speaker 2: potenze di farsi mediatrici e quindi intervengono il Perù che
[8:34] Speaker 2: si fa portavoce delle rimostranze del governo argentino e la
[8:37] Speaker 2: Sivistra che invece si fa portavoce del Regno Unito. L'idea
[8:42] Speaker 2: è quella magari di parlarsi, sedersi a un tavolo senza
[8:45] Speaker 2: bisogno di arrivare all'uso delle armi e magari ottenere da
[8:48] Speaker 2: parte argentina una cessione delle isole inglesi, cioè magari senza
[8:53] Speaker 2: bisogno di combattersi, l'Inghilterra potrebbe rinunciare autonomamente e concedere l'autodeterminazione
[8:59] Speaker 2: a queste isole che sarebbero subito aggregate all'Argentina. In realtà
[9:03] Speaker 2: gli inglesi da questo punto di vista non sono più
[9:06] Speaker 2: di tanto disponibili e allora si arriva al 1982 quando, in
[9:11] Speaker 2: un momento anche un po' inatteso, il 19 marzo di quell'anno,
[9:16] Speaker 2: un gruppo di argentini che si trovano a particolare nella
[9:20] Speaker 2: Georgia del Sud, che è uno di questi territori britannici,
[9:23] Speaker 2: innalzano la bandiera argentina che sembra la premessa di qualcosa
[9:28] Speaker 2: di più grave e ci sono tensioni dicevo il 19 marzo
[9:33] Speaker 2: pochi giorni dopo il 2 aprile 1982 il generale Galtieri ordina ai
[9:38] Speaker 2: suoi uomini di invadere le Malvine inizia la guerra delle
[9:42] Speaker 2: Folgran gli argentini ovviamente hanno un piano si chiama Operazione
[9:49] Speaker 2: Rosario è un piano che mira a prendere controllo rapidamente
[9:53] Speaker 2: delle Malvine, della Georgia del Sud e anche delle isole
[9:56] Speaker 2: Sandwich Australi, così si chiamano tutti gli arcipelaghi in quelle zone.
[10:02] Speaker 2: Queste azioni, tra l'altro, avrebbero dovuto culminare con la riconquista
[10:06] Speaker 2: di quell'arcipelago, della capitale dell'arcipelago, che era Puerto Argentino. E
[10:10] Speaker 2: il piano, che rimase segreto a lungo, ebbe in effetti
[10:14] Speaker 2: un buon successo. Nel giro di pochissime ore, gli argentini
[10:17] Speaker 2: presero il possesso di tutte queste isole e ci fu
[10:19] Speaker 2: una sola vittima. e solo 5 ferite, l'ultima da rendersi furono
[10:24] Speaker 2: le isole Sandwich che resistettero fino all'ultimo ma alla fine
[10:27] Speaker 2: si arresero il 3 aprile. Quindi ricapitoliamo, 2 aprile Galtieri ordina l'invasione,
[10:34] Speaker 2: alla fine nel giro di 24 ore di un giorno e
[10:37] Speaker 2: mezzo tutto passa in mano all'Argentina. Galtieri ne esce molto
[10:41] Speaker 2: rafforzato perché da un punto di vista appunto propagandistico di
[10:45] Speaker 2: forza del regime è un successo clamoroso, gli inglesi non
[10:48] Speaker 2: riescono a replicare. Ma Galtieri Appena gli argentini prendono il
[10:53] Speaker 2: controllo di queste isole, si scatena il dibattito internazionale. E
[10:56] Speaker 2: l'opinione pubblica, per la verità, non sa bene con chi schierarsi.
[11:01] Speaker 2: L'opinione pubblica è l'intendo occidentale. Perché, da un lato, l'opinione
[11:04] Speaker 2: pubblica in genere simpatizzava con le lotte di liberazione, con
[11:08] Speaker 2: i paesi oppressi che finalmente guadagnano l'autonomia. E c'era da
[11:11] Speaker 2: dire che queste isole Falkland, in effetti, avevano anche un
[11:15] Speaker 2: senso che potessero appartenere all'Argentina. Quindi... c'era chi era favorevole
[11:19] Speaker 2: a questa presa. Ma allo stesso tempo c'era anche una
[11:24] Speaker 2: situazione molto strana sulla scena, perché a sostenere la lotta
[11:28] Speaker 2: per l'indipendenza delle Falkland era un'Argentina che era governata da
[11:32] Speaker 2: un'aggiunta militare, dittatoriale, violenta, violentissima, repressiva, antidemocratica. Mentre la potenza
[11:39] Speaker 2: coloniale tanto brutta e cattiva, cioè il Regno Unito, era
[11:42] Speaker 2: invece una democrazia, una democrazia anche ormai solida, compiuta, realizzata.
[11:47] Speaker 2: E quindi per chi si doveva parteggiare? La stessa Repubblica
[11:50] Speaker 2: Occidentale faceva fatica a scegliere. Bene da un lato la Argentina,
[11:54] Speaker 2: ma male dall'altro lato. Male da un lato il Regno Unito,
[11:56] Speaker 2: ma bene dall'altro lato. Allora cosa bisognava fare? Non lo
[12:00] Speaker 2: sapeva quasi nessuno. Anche l'ONU, che aveva spesso simpatizzato, o
[12:06] Speaker 2: comunque legittimato le lotte di liberazione, su questo tema prese
[12:11] Speaker 2: una posizione difficile. Arrivò un pronunciamento, una risoluzione del Consiglio
[12:15] Speaker 2: di Sicurezza, la 502, che alla fine, per paura soprattutto di un'escalation,
[12:20] Speaker 2: per paura soprattutto che l'esempio argentino venisse presto seguito da
[12:24] Speaker 2: altri paesi, decide di chiedere il ritiro immediato delle truppe
[12:28] Speaker 2: argentine dalle isole e la fine delle varie ostilità. L'ONU
[12:32] Speaker 2: diceva praticamente, d'accordo con la lotta di autodeterminazione, questa può
[12:36] Speaker 2: avere anche un senso, ma qui non si tratta di
[12:39] Speaker 2: lottare contro un cattivo invasore, qui si tratta di intavolare
[12:42] Speaker 2: trattative diplomatiche. se l'Argentina vuole davvero le malvine deve iniziare
[12:46] Speaker 2: a parlare, a parlamentare col Regno Unito e ce la
[12:49] Speaker 2: vedranno loro ma senza dover ricorrere alle armi. Questa è
[12:52] Speaker 2: l'idea dell'ONU. Ma soprattutto si aspetta quale sia l'idea del
[12:57] Speaker 2: Regno Unito perché finora abbiamo parlato di opinione pubblica di ONU,
[13:00] Speaker 2: di altri paesi, ma chiaramente il soggetto in scena, quello
[13:03] Speaker 2: che deve decidere cosa fare, è il Regno Unito. Siamo, ricordo,
[13:06] Speaker 2: al 1982 e al governo a Londra c'è Margaret Thatcher, esponente
[13:12] Speaker 2: del Partito Conservatore, Donna di ferro, Lady di ferro, così
[13:16] Speaker 2: viene soprannominata dai giornali inglesi perché non è certo una
[13:19] Speaker 2: tipa morbida. E quindi sta a lei decidere cosa fare
[13:23] Speaker 2: dopo che gli argentini hanno invaso queste isole e le
[13:25] Speaker 2: hanno occupate. Ci sono forti pressioni in particolare da Henry Leach,
[13:30] Speaker 2: Sir Henry Leach, che in quel momento è il primo
[13:33] Speaker 2: Lord del Mare e cioè in pratica il capo di
[13:35] Speaker 2: stato maggiore della Marina, uno dei generali dell'esercito britannico che
[13:40] Speaker 2: ritiene che l'Inghilterra debba intervenire. perché non intervenire, militarmente si intende,
[13:46] Speaker 2: sarebbe stato un precedente molto negativo, avrebbe mostrato una certa
[13:49] Speaker 2: debolezza del Regno Unito e avrebbe, secondo Leach, dato origine
[13:52] Speaker 2: a una serie di altri sommovimenti, di altre proteste, di
[13:55] Speaker 2: altre lotte. Insomma, bisogna dare un segnale anche per far
[13:58] Speaker 2: vedere che l'Inghilterra c'è, che l'Inghilterra non cede, che l'Inghilterra
[14:01] Speaker 2: non è disponibile a farsi così, far pressioni da altri paesi.
[14:07] Speaker 2: Alla fine, in effetti, Margaret Thatcher si convince e ordina
[14:11] Speaker 2: una sorta di controinvasione che viene chiamata dagli inglesi Operazione Corporate,
[14:17] Speaker 2: un'azione militare, l'ONU continua a dire preferiremo una soluzione pacifica,
[14:22] Speaker 2: ma l'operazione militare parte poche settimane dopo, il 19 aprile sempre del 1982,
[14:28] Speaker 2: con un sottomarino britannico inglese che arriva in zona e
[14:34] Speaker 2: inizia nel giro di poche settimane un attacco contro gli
[14:38] Speaker 2: avamposti argentini. L'Argentina tenterà di resistere per un po', ma
[14:43] Speaker 2: verrà presto soppiantata dalla forza britannica, gli inglesi hanno esercito
[14:47] Speaker 2: una marina molto più forte, la guerra finisce il 20 giugno,
[14:50] Speaker 2: quindi dura un paio di mesi, e i britannici riconquistano
[14:54] Speaker 2: in pratica tutte le isole, anche la Georgia australe, eccetera, eccetera, eccetera.
[15:00] Speaker 2: Ci sono parecchi morti, si stimano 255 morti tra gli inglesi,
[15:07] Speaker 2: ma addirittura 649 tra gli argentini. Quella che era iniziata come
[15:11] Speaker 2: un'occupazione quasi pacifica, senza grossi spargimenti di sangue, termina in
[15:16] Speaker 2: appena due mesi come una guerra vera e propria. Certo,
[15:20] Speaker 2: siamo molto lontani dai numeri, per fortuna, delle guerre più lunghe,
[15:24] Speaker 2: delle guerre attuali, però nella zona comunque non è del
[15:27] Speaker 2: tutto insignificante questa situazione e questi numeri. Ora dovete pensare
[15:33] Speaker 2: all'impatto di tutto questo, perché... per la dittatura argentina che
[15:37] Speaker 2: aveva mosso verso le Malvine, con l'idea di rafforzare il
[15:40] Speaker 2: proprio regime, con l'idea di ottenere un facile consenso, con
[15:43] Speaker 2: l'idea di ottenere una vittoria quasi a tavolino, beh, per
[15:48] Speaker 2: il governo militare questo era uno smacco enorme, perché aveva
[15:50] Speaker 2: illuso gli argentini di poter tenere a bada le potenze
[15:54] Speaker 2: coloniali straniere, e invece le potenze coloniali straniere hanno avuto
[15:58] Speaker 2: la meglio, hanno dimostrato la loro forza, hanno dimostrato la
[16:00] Speaker 2: loro superiorità, anzi per Margaret Thatcher questa è una vittoria,
[16:04] Speaker 2: anche piuttosto forte, lei che esce rafforzata da questo conflitto,
[16:07] Speaker 2: lei che si può presentare al proprio popolo come appunto
[16:10] Speaker 2: l'ella di ferro, quella che non si fa mettere i
[16:12] Speaker 2: piedi in testa, quella che riesce a mantenere le cose
[16:15] Speaker 2: come stanno davanti a forze che vorrebbero cambiarle e il
[16:20] Speaker 2: governo militare argentino da lì in poi ha vita veramente,
[16:22] Speaker 2: veramente breve. Già l'economia andava malissimo ed era stato il
[16:26] Speaker 2: motivo per cui il governo militare era servito al potere,
[16:29] Speaker 2: se poi anche dal punto di vista proprio spiccatamente militare
[16:33] Speaker 2: questi dittatori non riescono a tenere di fatto alcun risultato serio,
[16:37] Speaker 2: allora il loro destino è di fatto già scritto. Questo
[16:45] Speaker 2: è quello che si verifica dall' 81- 82, in quegli anni lì,
[16:49] Speaker 2: in quei mesi lì. Ovviamente negli anni successivi il regime
[16:54] Speaker 2: va in crisi, si fanno notare molto anche le donne
[16:58] Speaker 2: di Plaza de Mayo, così viene chiamata, cioè le madri
[17:01] Speaker 2: che vanno a protestare contro i desaparecidos, contro, meglio, la
[17:05] Speaker 2: scomparsa dei loro figli. Ci saranno canzoni dedicate a queste madri,
[17:10] Speaker 2: Bardos of the Disappeared, degli U2, o degli Anselone, di Sting,
[17:15] Speaker 2: ma perfino anche gli italiani Litviva fanno una canzone sui desaparecidos. Insomma,
[17:20] Speaker 2: il regime ha grandi smacchi, grandi proteste anche interne, perché
[17:24] Speaker 2: queste madri di Plaza de Mayo non vengono arrestate, non
[17:28] Speaker 2: vengono più arrestate, non vengono più mandate a casa, ormai
[17:30] Speaker 2: si fanno sentire. E a un certo punto perfino gli
[17:34] Speaker 2: Stati Uniti, anche perché la provocazione della foca era una
[17:38] Speaker 2: provocazione in un certo senso verso l'Occidente, perfino gli Stati
[17:41] Speaker 2: Uniti si smarcano tal regime. Dato è vero che già
[17:44] Speaker 2: l'anno dopo, nel 1983, i militari sono costretti a concedere libere
[17:50] Speaker 2: elezioni e a queste elezioni del 1983 vincono i radicali, vince
[17:54] Speaker 2: Raul Alfonsín e che di fatto fa cadere il regime.
[17:59] Speaker 2: Alfonsine fa arrestare i vecchi leader militari, li manderà a processo,
[18:04] Speaker 2: le condanne arriveranno già nell'85 e altre condanne sarebbero arrivate
[18:08] Speaker 2: nei mesi successivi. Poi c'era a dire che nell'89 il
[18:11] Speaker 2: nuovo presidente Menem avrebbe preso una decisione assai controversa, graffiando
[18:18] Speaker 2: una buona parte dei criminali di guerra. Lui disse che
[18:22] Speaker 2: per favorire il processo di guarigione del paese, ma da
[18:26] Speaker 2: lì in poi ci sono rincorse, condanne, amnistie, richieste di
[18:30] Speaker 2: nuovi processi, processi anche in Spagna per crimini contro l'umanità
[18:34] Speaker 2: commessi nelle Argentina. Insomma, le ultime condanne, almeno a quanto
[18:39] Speaker 2: ne so io, sono arrivate addirittura nel 2018 per torture commesse
[18:44] Speaker 2: durante questi anni della dittatura, 30 e passa anni prima, 40 anni prima.
[18:48] Speaker 2: Segno che Questa ferita della dittatura militare è una ferita
[18:52] Speaker 2: in buona misura ancora aperta in Argentina. Ecco direi che
[19:00] Speaker 2: però con questo abbiamo chiuso la nostra pagina sull'Argentina, su
[19:04] Speaker 2: questo paese sudamericano e presto parleremo di altre cose. Prima
[19:07] Speaker 2: di salutarci vi ricordo che questo podcast lo trovate su
[19:10] Speaker 2: tante piattaforme e su cui trovate anche il podcast italiano.
[19:12] Speaker 2: Gemello dentro la filosofia. Poi vi ricordo che c'è un
[19:14] Speaker 2: canale YouTube pieno, depo di video, basta cercarmi su quella
[19:18] Speaker 2: piattaforma come Romano Ferretti oppure come Scrip. E vi ricordo
[19:21] Speaker 2: anche che, se volete, mi trovate pure sui social network Facebook, Twitter, Instagram.
[19:26] Speaker 2: Il nickname da cercare è Scrip. Poi, ancora, vi ricordo
[19:30] Speaker 2: che se volete rimanere in contatto, sapere quando escono le puntate,
[19:33] Speaker 2: seguire anche libri, film, attività varie, riflessioni, spunti, c'è una
[19:39] Speaker 2: newsletter gratuita e settimanale a cui ci si può abbonare
[19:41] Speaker 2: andando all'indirizzo internet ermannoferretti. it appunto una mail gratis arriva ogni
[19:47] Speaker 2: settimana e poi vi ricordo anche che se volete potete
[19:50] Speaker 2: trovarmi anche in libreria con un libro nuovo appena uscito
[19:53] Speaker 2: da poco si intitola Neanche inizia era un superuomo Cairo
[19:56] Speaker 2: editore libro di divulgazione filosofica accessibile ma spero anche stimolante
[20:01] Speaker 2: per parlare certo di filosofia del passato ma anche di
[20:03] Speaker 2: problemi del nostro mondo di oggi problemi sociali, problemi politici,
[20:08] Speaker 2: problemi morali, che proviamo ad affrontare insieme, con qualche spunto,
[20:12] Speaker 2: con qualche riflessione, non difficile, ma spero neppure banale. Neanche
[20:16] Speaker 2: lì c'era un superuomo, caro editore, l'autore sono ovviamente io,
[20:19] Speaker 2: Ermanno Ferretti. Basta ho detto davvero tutto, ci vediamo presto,
[20:25] Speaker 2: anzi ci sentiamo presto, per parlare ancora di storia contemporanea
[20:29] Speaker 2: e poi per tante altre lezioni ancora. Ciao, alla prossima!

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