# L'invasione sovietica dell'Afghanistan e le sue conseguenze

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 16 Aug 2026, 21 min.

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Acquista il mio nuovo libro, "Neanche Nietzsche era un superuomo": https://amzn.eu/d/0hN113ZX Nel 1979 l'URSS decise di invadere l'Afghanistan: da lì partì una sequela di eventi che portarono al potere, quasi vent'anni dopo, i talebani. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.

## Transcript

[0:01] Speaker 2: Abbiamo cominciato la volta scorsa a parlare dell'Afghanistan nel Novecento,
[0:05] Speaker 2: a vedere cosa accadde in questo paese dalla storia molto travagliata,
[0:08] Speaker 2: in realtà già partendo dalla fine dell'Ottocento e arrivando fino
[0:12] Speaker 2: sostanzialmente al 1979. Oggi dobbiamo vedere quello che accade dopo, perché
[0:17] Speaker 2: è lì che l'Afghanistan entra in contatto diretto anche con l'Occidente,
[0:22] Speaker 2: anche con l'Europa, anche in qualche misura con noi. Perché
[0:25] Speaker 2: prima arriva l'invasione sovietica che apre un fronte importante per
[0:29] Speaker 2: la stessa tenuta in fondo Dell'URSS e poi più avanti
[0:33] Speaker 2: arriveranno i gruppi terroristici, arriverà l'islamismo radicale, arriverà l'11 settembre
[0:37] Speaker 2: e tutto quel che ne è conseguito. Ma prima di
[0:41] Speaker 2: parlare di tutto questo, iniziamo dalla nostra sigla. Andiamo a cominciare.
[0:53] Speaker 2: Dentro la storia, un podcast di Ermanno Scripp Ferretti. 397° puntata.
[1:02] Speaker 2: L'invasione sovietica dell'Afghanistan e le sue conseguenze. Eccoci qui cari amici,
[1:11] Speaker 2: noi insieme per dedicare circa 20 minuti allo studio della storia,
[1:15] Speaker 2: in particolare alla storia di un paese che di solito
[1:18] Speaker 2: non ha grande spazio nei nostri manuali, ma a cui
[1:21] Speaker 2: in realtà dobbiamo prestare un po' di attenzione perché è
[1:24] Speaker 2: è stato collegato a tanti eventi importanti degli ultimi decenni.
[1:27] Speaker 2: Sto parlando dell'Afghanistan, paese asiatico, paese circondato, dicevamo la volta scorsa,
[1:33] Speaker 2: da altri paesi molto importanti, l'Iran, all'epoca l'Unione Sovietica, la Cina, eccetera,
[1:39] Speaker 2: ma che appunto dal 79 fu protagonista anche di una guerra.
[1:43] Speaker 2: Dicevo la volta scorsa che appunto alla fine degli anni 70
[1:47] Speaker 2: era accaduto il vecchio regime, il regime del sovranom, il
[1:52] Speaker 2: regime guidato dal re Mohammed Zahir Shah, ma appunto al
[1:56] Speaker 2: posto di questo re c'era stato un po' di bagarre,
[2:01] Speaker 2: una repubblica anche fragile, che aveva portato poi al potere
[2:04] Speaker 2: i comunisti. I comunisti avevano fatto tante riforme, riforme radicali,
[2:07] Speaker 2: riforme sociali, riforme però purtroppo destinate a non durare, proprio
[2:11] Speaker 2: perché forse troppo radicali rispetto a ciò a cui l'Afghanistan
[2:16] Speaker 2: era abituato. Così, avevamo chiuso su questa nota la volta scorsa,
[2:21] Speaker 2: Nel 1979 proprio il leader principale del partito comunista viene ucciso,
[2:26] Speaker 2: il capo del governo, il leader indiscusso fino a quel momento,
[2:30] Speaker 2: Nur Mohamed Taraki, viene ucciso, tra l'altro su ordine e
[2:34] Speaker 2: forza del suo vice, e nasce un periodo di grande fragilità. Perché?
[2:40] Speaker 2: Perché il rischio qual è? Il rischio è che adesso
[2:42] Speaker 2: l'Afghanistan finisca o in mani islamista, visto che l'Iran da
[2:45] Speaker 2: poco ha preso quella via con la rivoluzione comeinista, oppure
[2:50] Speaker 2: che finisca sotto un'influenza americana visto che forse dietro a
[2:52] Speaker 2: questo attentato ci sono proprio gli americani c'è forse la
[2:57] Speaker 2: CIA e allora l'Unione Sovietica decide di intervenire è stata
[3:01] Speaker 2: a guardare aveva avuto anche un regime vicino legato dal
[3:05] Speaker 2: comunismo fino a poco prima ritiene che sia indispensabile evitare
[3:09] Speaker 2: che l'Afghanistan prenda una piega diversa che l'Afghanistan si avvicini
[3:13] Speaker 2: a paesi ostili in particolare all'Iran che è proprio lì
[3:17] Speaker 2: di fianco e così appunto proprio nel 1979 L'URSS dà il
[3:20] Speaker 2: via all'invasione dell'Afghanistan. Un'invasione che si rivelerà problematica perché chiaramente
[3:27] Speaker 2: alla parete sembra un affare militare di poco conto. L'URSS
[3:31] Speaker 2: ha una potenza mondiale, detiene un scenario atomico di primo livello,
[3:36] Speaker 2: è un big scenario mondiale, c'è ancora in qualche misura
[3:39] Speaker 2: in piedi la guerra fredda. L'Afghanistan è un paese povero,
[3:42] Speaker 2: malissimo armato, che non ha nessuna consistenza militare. è come
[3:46] Speaker 2: Davide contro Golia ovviamente, non dovrebbero avere alcun problema le
[3:49] Speaker 2: truppe sovietiche a impossessarsi rapidamente dell'Afghanistan. In parte in effetti
[3:54] Speaker 2: questo avviene, nel senso che Kabul viene presa e apparentemente
[3:58] Speaker 2: l'Afghanistan non riesce a fare resistenza, a mettere in campo
[4:03] Speaker 2: una resistenza contro l'invasione russa, però non si tratta solo
[4:07] Speaker 2: di conquistare la capitale, si tratta di mettere sotto controllo
[4:11] Speaker 2: tutto il territorio e quello è molto più complicato, tant'è
[4:13] Speaker 2: vero che oggi alcuni storici, anzi quasi tutti direi, paragonano
[4:18] Speaker 2: quello che avviene in Afghanistan, la campagna in Afghanistan, l'invasione
[4:21] Speaker 2: in Afghanistan da parte dell'Ursa a quello che gli americani
[4:24] Speaker 2: avevano patito poco prima in Vietnam. Ricordate tra il 65 e il 75,
[4:31] Speaker 2: gli americani invadono il Vietnam, un paese poverissimo, con l'obiettivo
[4:34] Speaker 2: di evitare che il Vietnam diventi comunista, ma una guerra
[4:38] Speaker 2: che sembra già scritta si rivela praticamente impossibile da vincere
[4:42] Speaker 2: dalla parte degli americani perché c'è una forte resistenza della popolazione.
[4:45] Speaker 2: c'è un territorio inospitale, ci sono vari problemi e alla
[4:48] Speaker 2: fine gli americani dopo dieci anni di guerra, spese enormi,
[4:52] Speaker 2: vita umana, eccetera, sono costretti a ritirarsi e a vedere
[4:56] Speaker 2: in realtà realizzato completamente quello che volevano impedire, perché il
[4:59] Speaker 2: Vietnam diventa comunista, anzi anche la Cambogia e il Laos
[5:03] Speaker 2: seguono quella strada. Ecco, qualcosa del genere avviene anche in Afghanistan.
[5:07] Speaker 2: L'URSS era intervenuta per far sì che l'Afghanistan restasse comunista
[5:12] Speaker 2: Alla fine non ci riuscirà, in realtà l'Afghanistan resterà comunista
[5:15] Speaker 2: un po' più dell'URSS, ma non molto di più. E
[5:17] Speaker 2: alla fine di questi dieci anni, perché anche qui saranno
[5:20] Speaker 2: dieci anni, dal 79 all'89, l'URSS ne uscirà con le ossa rotte,
[5:25] Speaker 2: con un prestigio ormai perduto, con gravi problemi economici e finanziari,
[5:30] Speaker 2: anche legati alla guerra, e non ottenendo niente di quello
[5:33] Speaker 2: che volevano. Una guerra di logoramento, possiamo tranquillamente definirla così,
[5:37] Speaker 2: in cui l'attore principale più forte, la maxipotenza, la superpotenza,
[5:43] Speaker 2: viene costretta alla fine, dopo tanto tempo, a ritirarsi dalla
[5:47] Speaker 2: resistenza locale, da una resistenza di un paese poverissimo che però, appunto,
[5:51] Speaker 2: non vuole cedere. Ma, se questo è vero per il
[5:55] Speaker 2: paragone tra Vietnam e Afghanistan, c'è qualcosa di più da
[5:58] Speaker 2: dire sull'Afghanistan, perché lì, in realtà, ci sono anche delle
[6:01] Speaker 2: peculiarità specifiche. In particolare, in questa guerra, in questa invasione,
[6:06] Speaker 2: emergono delle figure che in Occidente verranno chiamate Mujahideen, che
[6:11] Speaker 2: è una parola che si sente ancora oggi dire, che
[6:13] Speaker 2: magari sentite dire mille volte a telegiornale, ma di cui
[6:15] Speaker 2: non sapete il significato. Cosa vuol dire Mujahideen e perché
[6:18] Speaker 2: viene usato lì per la prima volta? È una parola araba, intanto,
[6:22] Speaker 2: che in realtà indica un combattente, un combattente per qualsiasi causa,
[6:27] Speaker 2: non deve essere per forza un combattente religioso, eccetera. Solo
[6:30] Speaker 2: che in questo caso, nel modo in cui gli occidentali,
[6:33] Speaker 2: e quindi anche noi, iniziarono a parlare di Mujahideen in Afghanistan,
[6:37] Speaker 2: si intendeva chi lottava contro l'invasore. Era il combattente, il
[6:41] Speaker 2: resistente che voleva cacciare lo straniero, in questo caso lo
[6:45] Speaker 2: straniero era ovviamente il russo, il sovietico. Solo che anche
[6:49] Speaker 2: qui parlare di Musaidine è un po' furbiante perché sembra
[6:52] Speaker 2: che fosse un gruppo unitario quello che combatteva, quello che
[6:56] Speaker 2: voleva cacciare i russi. In realtà era un gruppo molto composito.
[7:00] Speaker 2: C'erano diversi gruppi che combattevano contro l'invasione sovietica che facevano
[7:05] Speaker 2: capo a diverse tribù o diverse etnie. Dicevo anche la
[7:10] Speaker 2: volta scorsa, che l'Afghanistan stesso è un paese molto composito,
[7:13] Speaker 2: dove convivono etnie diverse, anche gruppi religiosi in parte diversi,
[7:19] Speaker 2: tradizioni diversi, accenti, dialetti diversi e così anche combattenti. Quindi
[7:24] Speaker 2: combattenti che facevano capo a loro tribù, spesso non coordinati
[7:28] Speaker 2: con le altre tribù, anzi a volte addirittura in rivalità
[7:31] Speaker 2: con le altre tribù, che combattevano però per cacciare intanto
[7:34] Speaker 2: i russi. Ciò che gli univa era proprio la lotta
[7:36] Speaker 2: contro l'invasore, contro i comunisti. Quindi i musei di Impa
[7:40] Speaker 2: tutti gli anni 80 si danno molto da fare per ostacolare
[7:43] Speaker 2: l'avanzamento dei russi, per impedire loro di prendere pieno possesso
[7:47] Speaker 2: del territorio con azioni di guerriglia, con azioni di lotta,
[7:49] Speaker 2: con azioni di guerra. Uno può dire, vabbè, ma l'URSS
[7:53] Speaker 2: per quanto non più l'URSS di un tempo, per quanto
[7:56] Speaker 2: un URS con i piedi d'argilla, un gigante con i
[7:59] Speaker 2: piedi d'argilla, è comunque una superpotenza che ha risorse, che
[8:02] Speaker 2: ha mezzi, che ha armi. È possibile che gli afghani
[8:05] Speaker 2: possano tenere testa a un urso del genere, gli afghani
[8:08] Speaker 2: che sembrano poverissimi, quindi anche proprio senza armi, senza rifornimenti, eccetera.
[8:13] Speaker 2: E qui bisogna dire un'ulteriore cosa importante. Questi mujahideen, questi gruppi,
[8:18] Speaker 2: erano tra loro poco coordinati, ma erano aiutati e sovvenzionati
[8:23] Speaker 2: da alcune potenze straniere, da alcune potenze attorno a che
[8:29] Speaker 2: non avevano nessuna difficoltà a sostenere questi gruppi in funzione antirussa.
[8:33] Speaker 2: Quali erano queste potenze? Vari, ma ne citerei tre soprattutto
[8:37] Speaker 2: che ebbero un ruolo di primo piano. In primo luogo l'Iran,
[8:42] Speaker 2: paese confinante, l'Iran anzi vagheggiava, sperava che l'Afghanistan potesse avvicinarsi
[8:48] Speaker 2: alla scuola iraniana, a un regime sullo stampo iraniano, quindi
[8:54] Speaker 2: finanziava in chiave anticomunista, in chiave anche di controllo dell'espansione
[8:59] Speaker 2: sovietica una parte di questi Mujedin e quindi intanto l'Iran.
[9:04] Speaker 2: Secondo finanziatore forte e importante è il Pakistan. Anche il
[9:08] Speaker 2: Pakistan è in quella zona, il Pakistan potenza musulmana, potenza
[9:12] Speaker 2: che è dotata della bomba atomica, il Pakistan avrà un
[9:17] Speaker 2: forte legame col paese, soprattutto sulla matrice religiosa islamica e
[9:21] Speaker 2: addestrerà per molto tempo i Mujedin sia in questa fase
[9:24] Speaker 2: della lotta contro i russi sia più avanti e ne parleremo.
[9:28] Speaker 2: Terzo grande finanziatore, gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti, già
[9:33] Speaker 2: subito a fine anni 70, ma ancora di più nei primi anni 80,
[9:35] Speaker 2: quando sale a potere Reagan, danno soldi, armi, strumenti a
[9:41] Speaker 2: alcune tribù di afghani per combattere l'invasione russa. È chiaro
[9:44] Speaker 2: che gli Stati Uniti, soprattutto all'inizio degli anni 80, quando c'erano
[9:47] Speaker 2: le reclurescenze di guerra a Flay, danno tutto l'interesse a
[9:50] Speaker 2: rendere complicata la vita ai russi, a rendere difficili i
[9:53] Speaker 2: loro progetti e quindi sono contenti che alcune tribù di Musheidin, Afghanistan,
[10:00] Speaker 2: creino problemi e mettano in questione tutte le ruote ai russi. Quindi,
[10:04] Speaker 2: come vedete, è una questione interna tra russi e popolazione locale,
[10:08] Speaker 2: con però grandi collegamenti con ciò che c'è attorno, con
[10:12] Speaker 2: la situazione asiatica, ma direi anche proprio con la guerra fredda.
[10:16] Speaker 2: E in tutto questo c'è da dire e da citare
[10:20] Speaker 2: un'ulteriore cosa. Una figura... che sarà rilevante negli anni, che
[10:23] Speaker 2: è quella di Osama Bin Laden. Cosa succede infatti? Che
[10:30] Speaker 2: tra queste tribù che combattono contro i russi si vanno
[10:32] Speaker 2: formando dei gruppi un po' alla volta particolari che avranno
[10:36] Speaker 2: un futuro. Un gruppo è quello dei talebani. Talebani è
[10:40] Speaker 2: anche questa una parola che ormai noi associamo alla questione afghana,
[10:43] Speaker 2: anzi è diventata sinonimo di persone intransigenti, ultra ortodosso, si
[10:50] Speaker 2: dice anche che sono un appassionato di cinema o di
[10:53] Speaker 2: fumetti che ha un talebano quando non ammette compromessi vede
[10:57] Speaker 2: tutto in bianco e nero eccetera ebbene talebano in realtà
[11:00] Speaker 2: è una parola che deriva dal gergo delle scuole coraniche
[11:03] Speaker 2: perché i talebani erano gli studenti delle scuole coraniche soprattutto
[11:07] Speaker 2: quelli che provenivano dal Pakistan dall'area pakistana infatti questi talebani
[11:12] Speaker 2: sono strettamente legati ai finanziamenti pakistani e sognano di cacciare
[11:17] Speaker 2: i russi sicuramente ma magari anche in futuro di costruire
[11:20] Speaker 2: un Afghanistan strettamente legato al Corano, alla legge islamica, quindi
[11:26] Speaker 2: una teocrazia sostanzialmente. E questo è un primo gruppo che
[11:29] Speaker 2: inizia a farsi notare, anche se in questa fase, negli
[11:31] Speaker 2: anni Ottanta, non sono ancora così rilevanti. Il secondo gruppo, invece,
[11:37] Speaker 2: è quello che prenderà poi più avanti il nome di Al- Qaeda,
[11:40] Speaker 2: non c'è ancora, ma arriverà, ma c'è il suo fondatore,
[11:43] Speaker 2: Osama Bin Laden. Chi è questo Osama Bin Laden? Che
[11:46] Speaker 2: è Avrete sentito nominare, e ricorrerete se avete una certa età,
[11:50] Speaker 2: molto molto bene, perché sarà poi il principale responsabile dell'attentato
[11:54] Speaker 2: dell'11 settembre. Osama Bin Laden era un saudita, quindi non
[11:59] Speaker 2: nato in Afghanistan, non cittadino afghano, ma cittadino saudita, esponente
[12:03] Speaker 2: di una famiglia anche importante e ricca dell'Arabia Saudita, che
[12:08] Speaker 2: però ha preso a cuore la questione, ha preso a
[12:11] Speaker 2: cuore la questione islamica, è... molto religioso, inizia già ad
[12:15] Speaker 2: avere forme di fanatismo religioso piuttosto forte e finanzia un
[12:19] Speaker 2: suo gruppo di combattenti che deve combattere contro i russi.
[12:22] Speaker 2: In questa fase però, visto che il nemico sono i russi,
[12:25] Speaker 2: sono loro i russi ad avere invaso un territorio islamico,
[12:28] Speaker 2: sono loro i russi a dover essere cacciati, Osama Bin
[12:31] Speaker 2: Laden cerca degli alleati, qualcuno che possa dargli una mano,
[12:33] Speaker 2: qualcuno che possa finanziare le sue truppe. Ebbene, questi alleati
[12:37] Speaker 2: li trova negli Stati Uniti, quindi in effetti, questo a
[12:40] Speaker 2: volte stupisce ma è in realtà piuttosto risaputo, Negli anni 80
[12:44] Speaker 2: Osama Bin Laden combatte con i suoi uomini in Afghanistan
[12:48] Speaker 2: contro i russi grazie agli aiuti americani. In questo momento
[12:52] Speaker 2: Bin Laden e gli americani sono amici, diciamo, o meglio,
[12:56] Speaker 2: hanno un obiettivo comune, sono alleati perché il loro nemico
[12:59] Speaker 2: comune è l'US. Non che a Bin Laden piacciono gli
[13:03] Speaker 2: Stati Uniti, piacciono l'America, è che per il momento gli
[13:05] Speaker 2: interessi convergono e vedremo che poi le cose cambieranno e
[13:09] Speaker 2: cambieranno anche piuttosto rapidamente. Insomma, tutto questo... gruppi locali, resistenza,
[13:15] Speaker 2: finanziamenti eccetera, fa sì che l'URSS non riesca a vincere
[13:18] Speaker 2: mai questa guerra del tutto e che dopo dieci anni
[13:21] Speaker 2: di conflitto nel 1989 l'URSS decida il ritiro. Lo decide perché
[13:26] Speaker 2: dopo dieci anni si è ancora lì con la questione
[13:29] Speaker 2: aperta e non si riesce a chiuderla, ma lo decide
[13:31] Speaker 2: anche perché l'89 è un anno di svolta radicale, abbiamo
[13:35] Speaker 2: già in parte detto che È l'anno del crollo del
[13:39] Speaker 2: muro di Berlino, è l'anno in cui l'URSS inizia davvero
[13:42] Speaker 2: a perdere i pezzi in Europa, non solo in Asia.
[13:45] Speaker 2: E quindi diciamo che Gorbachev, il leader sovietico, ha altri
[13:49] Speaker 2: grattacapi per la testa. L'Afghanistan ormai è l'ultimo dei problemi
[13:53] Speaker 2: e conviene smarcarsi da quella situazione e iniziare anche a
[13:57] Speaker 2: non spendere più tutti quei soldi che si spendevano per
[14:00] Speaker 2: una guerra inutile. Bisogna dire che quando i russi se
[14:03] Speaker 2: ne vanno... In piedi in Afghanistan c'è, per la verità,
[14:07] Speaker 2: almeno formalmente, un governo comunista. Il regime comunista, anzi, rimane
[14:10] Speaker 2: in piedi fino al 1992 e quindi oltre l'URSS, perché l'URSS
[14:15] Speaker 2: crolla nel 91, crolla l'anno prima. In realtà questo governo comunista
[14:19] Speaker 2: aveva il controllo su alcune zone del paese, tra cui
[14:22] Speaker 2: anche la capitale Kabul, ma molte altre zone non erano
[14:26] Speaker 2: controllate dal governo ufficiale e rimano appunto ai mujahideen. quando
[14:31] Speaker 2: nel 92 crolla tutto, perché crolla anche l'URSS, ormai non c'è
[14:35] Speaker 2: più possibilità di mantenere in piedi il regime comunista, si
[14:37] Speaker 2: apre una nuova fase, che è la fase della guerra civile,
[14:41] Speaker 2: che andrà più o meno dal 92 al 1996, in cui quelle tribù,
[14:46] Speaker 2: quei gruppi, quei mujahideen, che prima si erano in qualche
[14:49] Speaker 2: modo sostenuti a vicenda, anche se non c'erano mai alleati,
[14:52] Speaker 2: ma sostenuti a vicenda per cacciare i russi, adesso si
[14:55] Speaker 2: trovano a lottare tra loro per prendere controllo del paese.
[14:58] Speaker 2: Tra l'altro questi mujahideen lo fanno sempre col sostegno di
[15:02] Speaker 2: qualcuno là fuori quindi c'è quel gruppo aiutato dagli iraniani
[15:06] Speaker 2: c'è quel gruppo aiutato dai pakistani e in realtà gli
[15:10] Speaker 2: unici che si tirano un pennello da questo punto sono
[15:12] Speaker 2: gli americani perché gli americani hanno altri problemi anche loro
[15:16] Speaker 2: ormai che è caduta l'urso non hanno più tutto questo
[15:18] Speaker 2: interesse a finanziare gruppi terroristici o di resistenza interni all'Afghanistan
[15:25] Speaker 2: l'Afghanistan per loro ormai conta molto molto poco quindi c'è
[15:28] Speaker 2: un disimpegno americano e invece un forte impegno di Iran
[15:31] Speaker 2: e Pakistan. E da questo conflitto alla fine a prevalere,
[15:35] Speaker 2: a remergere, sono quelli che citavo prima, i talebani, fortemente
[15:39] Speaker 2: legati all'inizio al Pakistan, ma addirittura ancora più oltransisti del Pakistan.
[15:44] Speaker 2: Infatti il regime che sale a potere nel 1996, il cosiddetto
[15:48] Speaker 2: regime dei talebani, è uno dei regimi più feroci del Novecento,
[15:53] Speaker 2: feroci per l'oltransismo, per l'ortodossia, per la durezza anche molto religiosa,
[15:59] Speaker 2: che tenta di mettere in piedi. Questi ex allievi delle
[16:02] Speaker 2: scuole coraniche, di fatto, portano al potere la sharia, cioè
[16:06] Speaker 2: la legge coranica che deve essere applicata in modo estremamente duro,
[16:10] Speaker 2: estremamente rigoroso, anche più duro di quanto non si facesse
[16:13] Speaker 2: in Iran. Il regime dei talebani, in effetti, è estremo
[16:17] Speaker 2: anche in rapporto all'Iran. Solo per farvi un esempio, vengono
[16:21] Speaker 2: ripristinate alcune leggi che, In Asia o nel mondo non
[16:24] Speaker 2: si vedevano da molto tempo, ad esempio l'amputazione delle mani
[16:27] Speaker 2: per i furti, cosa che è prevista nel Corano ma
[16:30] Speaker 2: che risaliva ovviamente a secoli e sei remoti. Viene ripristinata
[16:34] Speaker 2: la lapidazione per l'adulterio, viene imposta agli uomini di portare
[16:40] Speaker 2: la barba lunga, vengono fortissimamente compressi i diritti delle donne
[16:45] Speaker 2: che non possono studiare, non possono lavorare. vengono proibite la musica,
[16:50] Speaker 2: la danza, i programmi televisivi, insomma una chiusura nettissima, anche violenta,
[16:55] Speaker 2: perché tutte queste misure vengono imposte con la forza, perché
[17:00] Speaker 2: l'unico obiettivo del regime è quello di curare le anime,
[17:02] Speaker 2: di salvare le anime secondo quanto dice il Corano. Tra
[17:05] Speaker 2: l'altro la presa del potere da parte dei talebani è
[17:09] Speaker 2: violenta anch'essa, perché l'ultimo presidente della Repubblica che venne alla
[17:13] Speaker 2: fine scattato, prima che i talebani perdano il potere, si
[17:15] Speaker 2: chiamava Nejibullah, viene catturato, torturato, trascinato dentro un'auto che viene
[17:22] Speaker 2: esposta pubblicamente e poi ucciso con un rito piuttosto barbaro.
[17:28] Speaker 2: Il capo di tutto questo regime talebano, l'emiro così si
[17:32] Speaker 2: fa chiamare, è il cosiddetto Mullah Omar, che resterà a
[17:36] Speaker 2: potere per qualche anno, ma in realtà dell'Afghanistan in questa fase,
[17:40] Speaker 2: a fine dei 90, si interessano i pochissimi. È vero che
[17:42] Speaker 2: ha preso una piega particolare, violenta, tragica anche, Ma sono
[17:48] Speaker 2: pochi i governi che riconoscono questo regime de Mullah Omar,
[17:51] Speaker 2: tra cui l'Arabia Saudita e il Pakistan, ma sono soprattutto
[17:54] Speaker 2: pochi quelli che se ne interessano, che hanno qualcosa a
[17:59] Speaker 2: che vedere con tutto questo. L'Afghanistan è un paese estremamente povero,
[18:03] Speaker 2: è un paese ormai anche poco interessante, almeno in questa fase,
[18:06] Speaker 2: per gli equilibri geopolitici e quindi l'Europa, l'America, ma perfino
[18:11] Speaker 2: anche la Cina e altri paesi hanno un interesse molto
[18:14] Speaker 2: relativo per quello che sta accadendo lì. E ce l'avranno
[18:18] Speaker 2: almeno fino al 2001. Poi ovviamente le cose cambieranno. Ecco, siamo
[18:28] Speaker 2: arrivati appunto a fine anni 90, siamo arrivati all'Afghanistan in mani
[18:32] Speaker 2: degli alebani e alla fine ovviamente dell'invasione russa che era
[18:35] Speaker 2: durata un decennio precedentemente. Adesso andiamo a vedere cosa accade
[18:38] Speaker 2: dal 2001 in poi, cosa ci fa di nuovo Osama Bin
[18:42] Speaker 2: Laden in Afghanistan, che poi politica fanno... I talebani, dovremmo
[18:46] Speaker 2: parlare anche di quel fatto, siamo così molto eclatanti, la
[18:51] Speaker 2: ristruzione dei Buddha che fece scalpore poco prima proprio dell'attentato
[18:56] Speaker 2: dell'11 settembre, poi l'attentato e poi la guerra e poi
[19:00] Speaker 2: quello che ne è derivato, ma visto il minutaggio per
[19:02] Speaker 2: oggi direi che ci possiamo tranquillamente fermare qui prima di
[19:05] Speaker 2: affrontare un tema che comunque è ampio e ha bisogno
[19:08] Speaker 2: dei giusti tempi. Prima di salutarci vi ricordo però le
[19:11] Speaker 2: solite ma molto importanti cose, intanto che questo podcast lo trovate...
[19:15] Speaker 2: su tante piattaforme google podcast apple podcast spotify bizzer castbox
[19:20] Speaker 2: hot radio speaker audible e youtube ma su queste piattaforme
[19:23] Speaker 2: se volete trovate anche il podcast gemello chiamato dentro alla
[19:26] Speaker 2: filosofia in cui ovviamente parliamo di filosofia poi vi ricordo
[19:30] Speaker 2: anche che se volete rimanere in contatto sapere quando escono
[19:33] Speaker 2: le puntate poi seguire anche le iniziative dal vivo e
[19:36] Speaker 2: altre cose potete seguirmi sui social network facebook twitter instagram
[19:40] Speaker 2: e lì mi trovate col nickname di script oppure meglio
[19:43] Speaker 2: ancora potete abbonarvi alla newsletter gratuita e settimanale che trovate
[19:48] Speaker 2: andando all'indirizzo internet ermannoferretti. it è una mail che mando una
[19:52] Speaker 2: volta a settimana gratis appunto vi parlo di video, di
[19:55] Speaker 2: podcast che ho fatto ma poi vi parlo anche di libri,
[19:57] Speaker 2: di film, di storia, filosofia, di attualità, di tante cose
[20:00] Speaker 2: e quando sono negli eventi li annuncio anche lì e
[20:03] Speaker 2: sono spesso ormai quindi è un modo per rimanere informati
[20:06] Speaker 2: tutto gratis ovviamente ermannoferretti. it è il punto di riferimento ultima
[20:11] Speaker 2: cosa Vi ricordo che, se volete, mi trovate anche in libreria.
[20:15] Speaker 2: Il libro è uscito da poche settimane, si intitola Nian Kenich,
[20:17] Speaker 2: era un superuomo, il libro che sta andando bene, che
[20:20] Speaker 2: sta ottenendo ottimi riscontri, sia dal punto di vista della
[20:23] Speaker 2: critica che dell'interesse delle vendite, quindi se non avete ancora comprato, letto, recensito,
[20:30] Speaker 2: passato agli amici, fatelo perché è il momento di farlo
[20:34] Speaker 2: girare ancora di più e dargli un'ulteriore spinta. Talpaio, quel
[20:38] Speaker 2: libro precedente, anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva, sono libri
[20:41] Speaker 2: che Spiegano la filosofia in maniera accessibile, ma soprattutto provano
[20:45] Speaker 2: anche a interpretarla, direi, ad applicarla in un capo che
[20:49] Speaker 2: è quello del nostro presente, che è complicato. Oggi abbiamo
[20:52] Speaker 2: parlato dell'Afghanistan. Per dire quanto è stato complicato il mondo
[20:55] Speaker 2: negli ultimi decenni, e ne abbiamo certo ancora finito, e
[20:58] Speaker 2: lì serve storia, serve sociologia, servono varie materie, ma serve
[21:02] Speaker 2: anche un po' di filosofia. E neanche lì c'è uno
[21:04] Speaker 2: super uomo che prova a mettere insieme tutto e a
[21:07] Speaker 2: darvi qualche spunto. Quindi dategli una possibilità. Basta detto tutto,
[21:12] Speaker 2: ci sentiamo presto per parlare ancora di Afghanistan e per
[21:15] Speaker 2: tante altre lezioni ancora. Ciao, alla prossima!

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