# Il Sudafrica dell'apartheid

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 26 Jun 2026, 20 min.

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## Transcript

[0:01] Speaker 2: Negli ultimi tempi nel nostro podcast dentro alla storia abbiamo
[0:05] Speaker 2: puntato il riflettore su alcuni casi specifici, su alcune situazioni
[0:10] Speaker 2: molto particolari, da poco l'Irlanda del Nord, prima la questione
[0:14] Speaker 2: di zero palestinese, prima altre questioni, quella argentina eccetera, per
[0:20] Speaker 2: appunto presentare il mondo di oggi, il mondo contemporaneo e
[0:23] Speaker 2: alcune zone calde di questo mondo contemporaneo. Oggi iniziamo un'altra
[0:28] Speaker 2: di queste zone calde. in realtà poi contemporaneo fino a
[0:31] Speaker 2: un certo punto perché dobbiamo spostarci indietro anche a inizio
[0:34] Speaker 2: novecento e poi parleremo degli ultimi decenni del secolo scorso,
[0:38] Speaker 2: ma una questione sicuramente molto emblematica, molto significativa e i
[0:43] Speaker 2: cui strascichi si vedono ancora oggi. Sto parlando della questione sudafricana.
[0:48] Speaker 2: Sapete bene che Sudafrica è stato a lungo lo stato dell'apartheid,
[0:52] Speaker 2: bisognerà capire come si arrivò a quella situazione e come
[0:55] Speaker 2: un po' alla volta... ma soprattutto in anni anche relativamente recenti,
[0:59] Speaker 2: grazie al lavoro durissimo di Nelson Mandela, la situazione cambiò.
[1:05] Speaker 2: Iniziamo a parlare delle prevesse almeno di questo fenomeno, subito
[1:09] Speaker 2: dopo la sigla. Dentro la storia, un podcast di Ermanno
[1:21] Speaker 2: Scripp Ferretti, 387° puntata. il Sudafrica dell'Apartheid. Eccoci qui, cari amici,
[1:34] Speaker 2: ben trovati per dedicare, come sempre, circa 20 minuti o poco
[1:38] Speaker 2: di più all'ossurro della storia, ormai, come dicevo anche in premessa,
[1:41] Speaker 2: della storia contemporanea, della storia anche di parti, tra virgolette,
[1:45] Speaker 2: periferiche del mondo, come sapete, fino al Novecento, quando si
[1:50] Speaker 2: fa storia, la scuola, l'università, anche ci si concentra in genere, soprattutto,
[1:54] Speaker 2: sull'Italia e sull'Europa, sulle realtà più vicine a noi, anche
[1:58] Speaker 2: perché all'epoca, nell'età moderna e medievale e antica, i viaggi
[2:03] Speaker 2: erano molto complicati, ovviamente, quindi anche per noi, per le
[2:07] Speaker 2: connessioni con la storia italiana, per i legami e le
[2:10] Speaker 2: influenze reciproche, è difficile andare più in là della Francia,
[2:13] Speaker 2: della Spagna, dell'Inghilterra, le vite del Nord Africa e così via.
[2:17] Speaker 2: Però nel Novecento cambia tutto, nel Novecento è il secolo
[2:20] Speaker 2: della globalizzazione, è il secolo in cui quello che accade
[2:23] Speaker 2: in Cina, in India, in Giappone, in Africa, in Sud
[2:26] Speaker 2: America si riflette anche in Italia, quindi è giusto quando
[2:30] Speaker 2: si affronta il Novecento, soprattutto magari anche nella seconda metà
[2:33] Speaker 2: del Novecento, aprire lo sguardo, iniziare a ricapitolare, riprendere situazioni
[2:39] Speaker 2: che prima magari non si sono più di tanto affrontate.
[2:41] Speaker 2: In quest'ottica oggi parliamo appunto di Sud Africa, un paese
[2:46] Speaker 2: di cui in realtà abbiamo già detto qualcosa a suo tempo,
[2:48] Speaker 2: perché ricordate quando abbiamo parlato dell'imperialismo abbiamo citato anche le
[2:51] Speaker 2: guerre anglo- boere, cioè quelle guerre che gli inglesi combatterono proprio
[2:56] Speaker 2: attorno al territorio dell'attuale Sudafrica contro una popolazione locale, i
[3:01] Speaker 2: cosiddetti Boeri, che avevano fondato il loro Stato. Attenzione, i Boeri,
[3:06] Speaker 2: l'avevamo detto, lo ricordiamo, non sono popolazioni locali, veramente locali,
[3:11] Speaker 2: nel senso che non sono africani di pelle nera. Sono,
[3:15] Speaker 2: o almeno erano, a fine del 1800-1900, discendenti di antichi
[3:21] Speaker 2: migranti europei che si erano trasferiti in Sudafrica per lo
[3:24] Speaker 2: più per sfuggire a persecuzioni religiose. Quindi erano olandesi, erano
[3:29] Speaker 2: un po' anche francesi, tedeschi, ugonotti, calvinisti, un mix vario,
[3:34] Speaker 2: oero in realtà deriva dall'Olanda sostanzialmente, che lì si erano stabiliti,
[3:40] Speaker 2: lì avevano fatto anche un po' di fortuna, avevano lasciato
[3:43] Speaker 2: i loro eredi e questi oeri che parlavano un dialetto
[3:47] Speaker 2: di stampo sostanzialmente olandese, poi era entrato in guerra a
[3:49] Speaker 2: un certo punto con la Gran Bretagna. Le guerre boere
[3:52] Speaker 2: erano statemente alla fine dal Regno Unito, che aveva dato
[3:56] Speaker 2: il via, a inizio del Novecento, a un processo di
[3:59] Speaker 2: unificazione della zona, perché c'erano varie colonie, varie realtà, la
[4:04] Speaker 2: colonia del Capo, il Natale, il Transvaal, lo Stato Libro
[4:07] Speaker 2: del Roland, e appunto attorno al 1900, ma poi si concluse
[4:12] Speaker 2: il processo nel 1909, Queste quattro colonie sudafricane del Regno Unito
[4:16] Speaker 2: vennero riunite in una nuova realtà chiamata Unione del Sudafrica.
[4:22] Speaker 2: Questa Unione del Sudafrica era un'entità particolare, apparentemente autogovernata, ma
[4:29] Speaker 2: in ogni caso dipendente dal Regno Unito, che costituiva per
[4:34] Speaker 2: la prima volta una nazione unitaria, unificata. Ebbene, questa unione
[4:40] Speaker 2: divenne rapidamente un dominion all'interno dell'impero britannico, quindi aveva una
[4:45] Speaker 2: sua autonomia, anche il dominion è uno stato sostanzialmente autonomo,
[4:51] Speaker 2: che però in qualche modo rimane legato all'impero britannico riconoscendone
[4:55] Speaker 2: il monarca. Di fatto in Sudafrica rivenne una monarchia costituzionale
[4:59] Speaker 2: il cui re era l'Inghilterra, il re del Regno Unito.
[5:03] Speaker 2: Quindi c'era il sovrano, il sovrano inglese, C'era un governatore
[5:07] Speaker 2: generale che rappresentava qualche sovrano in Sudafrica e poi c'erano
[5:12] Speaker 2: uffici giudiziari, uffici governativi, eccetera, che operavano in nome della corona.
[5:17] Speaker 2: Tutto questo per permettere a questo nuovo Stato, a questa
[5:20] Speaker 2: Unione del Sudafrica, di autogovernarsi e di mettere a tacere
[5:24] Speaker 2: un po' le proteste dei Boeri. I Boeri erano stati sconfitti,
[5:27] Speaker 2: ma avevano mantenuto questo orgoglio, questa pretesa di essere un
[5:31] Speaker 2: paese autonomo. Allora l'Inghilterra aveva concesso questa parziale autonomia, che
[5:36] Speaker 2: però era anche un unicum nella situazione africana di quel tempo.
[5:39] Speaker 2: Come dicevo, l'Unione del Sudafrica nasce nel 1909, l'atto costitutivo si
[5:44] Speaker 2: chiama South Africa Act, quindi autonomia, indipendenza, eccetera, ma gli
[5:50] Speaker 2: stati vicini, sempre sotto il Regno Unito, non hanno nessuna
[5:54] Speaker 2: di quelle indipendenze. Sto parlando di stati che oggi costituiscono l'Esoto,
[5:58] Speaker 2: il Borsavana, e altre realtà di questo tipo che continuavano
[6:02] Speaker 2: invece in contemporanea a essere governate direttamente dal Regno Unito.
[6:06] Speaker 2: In ogni caso, 1909, Unione del Sudafrica, dominion britannico. Le cose
[6:13] Speaker 2: cambiano pochi anni più tardi perché nel 1913 il Parlamento locale,
[6:17] Speaker 2: il Parlamento di questa Unione del Sudafrica, emana una nuova
[6:20] Speaker 2: legge che si chiama Natives Land Act, la legge della
[6:25] Speaker 2: terra dei nativi. che è una legge sostanzialmente segregazionista. Perché
[6:30] Speaker 2: cosa fa questa legge? Assegna alla popolazione nera circa l'8%
[6:35] Speaker 2: delle terre di tutto Sudafrica, mentre il restante 98-92% delle
[6:40] Speaker 2: terre finisce nelle mani dei bianchi. Uno dice, perché segregazionista?
[6:45] Speaker 2: Perché all'epoca, in quel momento storico, la popolazione bianca del
[6:50] Speaker 2: Sudafrica era circa il 20% del totale. In Sudafrica era
[6:54] Speaker 2: abitato per il 20% dei bianchi e per l'80% dei neri,
[6:58] Speaker 2: solo che a quell'80% dei neri veniva segnato al massimo
[7:02] Speaker 2: l'8% delle terre totali, mentre al 20% dei bianchi il
[7:05] Speaker 2: 90% di quelle terre. Ora inizia legalizzata, formalizzata, c'era anche
[7:12] Speaker 2: prima ma adesso viene messa nero su bianco, la discriminazione razziale.
[7:16] Speaker 2: che si sarebbe incrementata, che sarebbe peggiorata e sarebbe durata
[7:19] Speaker 2: per vari decenni da lì in avanti. Ripeto, 1913, Natives Land Act.
[7:26] Speaker 2: L'anno dopo, nel 1914, nasce un partito, sempre in Sudafrica, tra
[7:31] Speaker 2: l'altro si forma a seguito di alcune divergenze, il partito
[7:35] Speaker 2: si chiama Partito Nazionale, NP, National Party, che decide di
[7:40] Speaker 2: promuovere gli interessi degli afrikaner, così sono chiamati, cioè sostanzialmente
[7:45] Speaker 2: dei boeri, Contro il Regno Unito. È vero che l'Unione
[7:49] Speaker 2: Sudafrica ha una grande autonomia, abbiamo detto, però fa sempre
[7:52] Speaker 2: parte dei dominion britannici, riconosce sempre il re britannico. Sì,
[7:55] Speaker 2: ha un'autonomia, ma ha anche qualche legame con l'Inghilterra. I
[7:59] Speaker 2: boeri non ci stanno, vorrebbero maggiore autonomia e in effetti
[8:02] Speaker 2: stanno prendendo un po' tutto quello che desiderano e che vogliono.
[8:06] Speaker 2: Nel settembre del 1914, visto che la Gran Bretagna non risponde
[8:10] Speaker 2: alle richieste del Partito Nazionale, alcuni boeri, arrabbiati e insoddisfatti,
[8:16] Speaker 2: danno il via a una vera e propria ribellione contro
[8:18] Speaker 2: il governo che viene duramente repressa. Insomma, tensione forte tra
[8:23] Speaker 2: bueri da un lato e britannici dall'altro. Ma siamo arrivati al 1914,
[8:28] Speaker 2: un anno che vi dovrebbe far suonare un capponello d'allarme
[8:32] Speaker 2: perché ovviamente in quell'anno scopre la Prima Guerra Mondiale. Prima
[8:35] Speaker 2: Guerra Mondiale in cui il Regno Unito, uno dei protagonisti,
[8:37] Speaker 2: ricordate tutto l'effetto catena dopo l'attentato di Sarajevo, E in
[8:42] Speaker 2: Europa chi è che si confronta? Da un lato i
[8:44] Speaker 2: cosiddetti imperi centrali, Germania e Austria, poi si aggiungerà l'impero
[8:47] Speaker 2: ottomano e via discorrendo, ma all'inizio soprattutto Germania e Austria.
[8:51] Speaker 2: Contro ovviamente la triplice intesa, Francia, Russia e Regno Unito,
[8:56] Speaker 2: poi si aggiungerà l'Italia eccetera. Ora, il Regno Unito è
[9:00] Speaker 2: quindi contrapposto alla Germania, all'impero tedesco. Ebbene, questa guerra che
[9:05] Speaker 2: si combatte ovviamente in Europa e poi si combatte su
[9:07] Speaker 2: vari versanti, si riflette però anche in Sudafrica. Perché in
[9:11] Speaker 2: L'Unione del Sudafrico ovviamente si unisce, direttamente alleato dentro i
[9:16] Speaker 2: dominio britannici, al Regno Unito e quindi agli alleati dell'intesa
[9:20] Speaker 2: contro l'impero tedesco. Però cosa succede mentre la guerra prosegue,
[9:24] Speaker 2: mentre la guerra inizia durante il conflitto? Succede che all'interno
[9:28] Speaker 2: dell'opinione pubblica sudafricana si crea una frattura, una frattura anche
[9:33] Speaker 2: piuttosto netta, che è una frattura segnata anche profondamente da
[9:38] Speaker 2: differenze razziali e differenze etniche. Perché? Perché? perché ci sono
[9:44] Speaker 2: delle componenti che appoggiano lo sforzo bellico britannico e delle
[9:48] Speaker 2: componenti che invece lo avversano o comunque sono molto scettiche.
[9:52] Speaker 2: Quali componenti? Da un lato ci sono ovviamente i britannici
[9:57] Speaker 2: che vivono in Sudafrica, che appoggiano lo sforzo della madre patria,
[10:00] Speaker 2: ma poi ci sono anche moltissimi indiani che vivono in Sudafrica,
[10:03] Speaker 2: che appoggiano lo sforzo britannico. Uno dice, ma che c'entrano
[10:06] Speaker 2: gli indiani con Sudafrica? Sì, mi rendo conto che può
[10:08] Speaker 2: sembrare una cosa strana e estrusa, ma in realtà... Tra
[10:12] Speaker 2: la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, per volere proprio
[10:14] Speaker 2: degli inglesi che avevano bisogno di grande manoropera per fare
[10:18] Speaker 2: grandi opere in Sudafrica, ci fu una fortissima migrazione di
[10:21] Speaker 2: indiani dall'India a Sudafrica, favorita, ripeto, dai britannici. Tra l'altro,
[10:25] Speaker 2: tra questi indiani che si erano trasferiti in Sudafrica c'era
[10:28] Speaker 2: un personaggio che sarebbe diventato l'indiano più famoso di ogni epoca,
[10:32] Speaker 2: cioè Gandhi. giovane all'epoca, non ancora il Gandhi noto e arcinoto,
[10:37] Speaker 2: profeta della non- violenza, un giovane Gandhi che si trova anche
[10:40] Speaker 2: lui indiano in Sudafrica. Ebbene, questi indiani sudafricani volevano comunque
[10:45] Speaker 2: che vincesse il Regno Unito, aiutavano, sostenevano lo sforzo britannico,
[10:50] Speaker 2: perché pensavano che se la Gran Bretagna avesse vinto, forse
[10:54] Speaker 2: sarebbero arrivati maggiori vantaggi anche per le colonie, anche per
[10:57] Speaker 2: il Sudafrica, anche forse per l'India. Quindi inglesi e indiani favorevoli.
[11:02] Speaker 2: Ma gli afrikaner, cioè i boeri, si trovavano piuttosto divisi
[11:06] Speaker 2: sulla posizione da prendere davanti alla Prima Guerra Mondiale. Perché?
[11:10] Speaker 2: Perché gli afrikaner, mezzorlandesi, per origine molto avversi agli inglesi,
[11:17] Speaker 2: con tensioni che vanno avanti da anni verso gli inglesi, beh,
[11:20] Speaker 2: una certa fetta di questi boeri parteggia per la Germania.
[11:23] Speaker 2: Spera che l'Inghilterra perda, spera che quella nazione che ha
[11:27] Speaker 2: sconfitto i boeri in due guerre, che poi li ha
[11:30] Speaker 2: ridotti all'obbedienza, eccetera, possa essere sconfitta dai cugini tedeschi. Insomma,
[11:35] Speaker 2: capite che le grandi differenze locali si riflettono anche sulla
[11:39] Speaker 2: politica internazionale e non è finita qui. Perché? Perché ovviamente
[11:47] Speaker 2: la Prima Guerra Mondiale poi a un certo punto finisce,
[11:49] Speaker 2: ma arrivano gli anni 20, arrivano gli anni 30 e dopo non
[11:52] Speaker 2: troppo tempo, come purtroppo sapete, inizia anche la Seconda Guerra Mondiale.
[11:56] Speaker 2: E tra le due guerre queste divisioni, queste tensioni non
[11:59] Speaker 2: è che scompaiano, anzi direi si rafforzano addirittura. Perché? Perché
[12:03] Speaker 2: i boeri, gli afrikaner, quelle popolazioni cioè di pelle bianca,
[12:08] Speaker 2: che però vivono in Sudafrica da generazioni e che hanno
[12:11] Speaker 2: abbastanza in ordo la Gran Bretagna, questi boeri si avvicinano,
[12:15] Speaker 2: soprattutto negli anni trenta in poi, a posizioni di nuovo
[12:18] Speaker 2: filo tedesche, addirittura direi filo naziste, perché come ricordate nel 1933
[12:23] Speaker 2: in Germania va il potere Adolf Hitler, Adolf Hitler che
[12:26] Speaker 2: minaccia l'Europa, che minaccia per certi versi anche la Gran Bretagna,
[12:29] Speaker 2: anche se per un pezzo la Gran Bretagna tenterà di
[12:31] Speaker 2: pacificare la situazione, di trovare un accordo con la politica dell'appeasement.
[12:36] Speaker 2: Però ci sono sicuramente tensioni tra il Regno Unito e
[12:39] Speaker 2: Germania e i boeri surafricani vedono in queste tensioni l'occasione
[12:43] Speaker 2: di riscatto. Bisogna appoggiare la Germania, bisogna sperare che la
[12:46] Speaker 2: Germania dia un colpo significativo al Regno Unito e magari
[12:51] Speaker 2: da lì in poi le cose potranno cambiare. Ora, la
[12:54] Speaker 2: Germania stessa, per la verità, aveva un bel e lungo
[12:58] Speaker 2: rapporto con i Boeri, sia per la vicinanza, diciamo così, linguistica,
[13:01] Speaker 2: sia perché durante le guerre anglo- boere, quelle di fine Ottocento,
[13:05] Speaker 2: proprio la Germania aveva sostenuto lo sforzo dei Boeri. Aveva
[13:09] Speaker 2: tentato di aiutarli contro gli inglesi, perché per la Germania
[13:11] Speaker 2: in Inghilterra era un nemico storico e quindi allearsi con
[13:15] Speaker 2: il nemico dell'Inghilterra era quasi scontato. Insomma, l'avvicinamento, che dura
[13:20] Speaker 2: da parecchio tempo, tra Boeri e Tedeschi si fa più
[13:25] Speaker 2: forte a partire dagli anni 30 e addirittura negli anni 40, quando
[13:28] Speaker 2: la seconda guerra mondiale è già cominciata, nasce anche un
[13:32] Speaker 2: movimento filo- nazista surafricano che ve recresce notevolmente i suoi consensi.
[13:38] Speaker 2: Questo partito, nome un po' complicato, ve lo provo a citare,
[13:43] Speaker 2: si chiama Ossewabrandwag, partito, ripeto, filo- nazista e l'estrema destra surafricano
[13:50] Speaker 2: che parteggia per la Germania di Hitler e che assume
[13:54] Speaker 2: anche tratti vagamente antisemiti. Quell'antisemitismo che in Europa è stato
[14:00] Speaker 2: propugnato dal nazismo, reggio forte del nazismo, inizia purtroppo a diffondersi.
[14:06] Speaker 2: Poi però ovviamente anche qui scoppia la Seconda Guerra Mondiale
[14:10] Speaker 2: e durante questa Seconda Guerra Mondiale la Royal Navy britannica
[14:13] Speaker 2: e gli inglesi usano, sfruttano i porti e le basi
[14:16] Speaker 2: navali di Sudafrica perché sono strategicamente molto molto importanti. Quindi
[14:22] Speaker 2: quelle tensioni, quella partigianeria filoteresca viene momentaneamente messa da parte,
[14:27] Speaker 2: anzi addirittura il Sudafrica sarà tra i paesi dei dominio
[14:31] Speaker 2: britannici che avranno un maggiore contributo per lo sviluppo del radar,
[14:35] Speaker 2: arma fondamentale per gli inglesi per resistere agli attacchi tedeschi,
[14:40] Speaker 2: e in più ci sono circa 334.000 sudafricani, quindi quasi mezzo milione,
[14:46] Speaker 2: un po' meno, però siamo lì, tanti tanti sudafricani, che
[14:50] Speaker 2: prestano servizio militare al fianco degli inglesi, nelle truppe britanniche,
[14:55] Speaker 2: al fianco degli alleati. Perché? Un po' perché si faceva.
[14:58] Speaker 2: Ogni paese che aveva tante colonie usava le cosiddette truppe
[15:01] Speaker 2: coloniali già nella prima guerra mondiale, portando a combattere in
[15:04] Speaker 2: Europa anche gente che proveniva da altre e lontane parti
[15:09] Speaker 2: del mondo. Un po' però anche questa idea di usare
[15:13] Speaker 2: così tanti sudafricani perché... L'Inghilterra nella Seconda Guerra Mondiale se
[15:17] Speaker 2: la vede davvero brutta in certe fasi e ha bisogno
[15:20] Speaker 2: di un supporto, ha bisogno di una mano. Tenete conto
[15:22] Speaker 2: che i surafricani arriveranno anche in Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
[15:25] Speaker 2: L'Italia sarà liberata anche in parte dagli anglo- americani, ma soprattutto
[15:31] Speaker 2: da truppe legate agli anglo- americani, quindi anche i surafricani. In
[15:36] Speaker 2: ogni caso, se anche durante la guerra questa simpatia per
[15:40] Speaker 2: il nazismo viene messa da parte, bisogna dire che non
[15:43] Speaker 2: viene messo da parte L'odio, l'odio razziale, l'odio etnico, soprattutto
[15:47] Speaker 2: l'idea di una supremazia dell'uomo bianco. E questo ci porta
[15:51] Speaker 2: in effetti a anticipare un tema che però vedremo meglio
[15:54] Speaker 2: nella prossima puntata, che è quello dell'apartheid. Un tema che
[15:57] Speaker 2: in realtà fonda le sue radici nelle leggi coloniali che
[16:01] Speaker 2: erano in vigore al tempo del dominio olandese sul territorio,
[16:04] Speaker 2: quindi stiamo parlando del 600, quindi tra secolo e mezzo fa.
[16:08] Speaker 2: Ma queste leggi, originalmente olandesi, originalmente del 600, erano state poi
[16:13] Speaker 2: ampliate durante il colonialismo britannico e proprio quando all'inizio del
[16:18] Speaker 2: Novecento si forma l'Unione del Sudafrica, questa unione dominata alla
[16:22] Speaker 2: fine dai Boeri, con i Boeri dei Calcitranti eccetera, beh
[16:25] Speaker 2: lì questa tendenza, questa legislazione diventa fondamentale. Leggi che verranno volute,
[16:33] Speaker 2: rafforzate soprattutto a partire dal 1948, però lo vedremo la prossima volta,
[16:38] Speaker 2: proprio da quel partito nazionale che si era formato per
[16:42] Speaker 2: rafforzare il ruolo di Boeri e che era riuscito in
[16:46] Speaker 2: buona misura a raggiungere questo scopo togliendo potere alla comunità nera.
[16:50] Speaker 2: Vi ricordo la legge che abbiamo visto da poco, solo
[16:54] Speaker 2: il 10%, anzi l'8% delle terre ai neri, il 92%
[16:59] Speaker 2: delle terre ai bianchi, anche se i bianchi rappresentano solo
[17:02] Speaker 2: il 20% della popolazione. Quella è la prima, ma dai 48
[17:05] Speaker 2: anni poi ne arrivano altre, ma queste altre le vedremo
[17:08] Speaker 2: con calma dalla prossima volta perché Sull'apartheid dobbiamo fare un
[17:12] Speaker 2: discorso serio, lento e approfondito. Dobbiamo vedere soprattutto come questo
[17:17] Speaker 2: apartheid sarebbe stato contestato, combattuto, ma anche avversato a livello
[17:23] Speaker 2: sia locale, prima sia internazionale, come alla fine sarebbe stato
[17:27] Speaker 2: anche sconfitto. Ma la prossima volta. Visto il minutaggio, visto
[17:35] Speaker 2: che la puntata volge ormai quasi al termine, direi infatti
[17:38] Speaker 2: che per oggi possiamo terminare qui. Prima di salutarci lasciate
[17:42] Speaker 2: che vi ricordi alcune cose molto molto importanti, tanto che
[17:46] Speaker 2: questo podcast lo trovate sulle solite piattaforme Apple Podcast, Google Podcast, Spotify, Deezer, Castbox,
[17:52] Speaker 2: Hot Radio. Spreaker Horrible e YouTube, ma su queste stesse piattaforme,
[17:57] Speaker 2: oltre a Dentro la Storia, trovate, se volete, anche dentro
[18:00] Speaker 2: alla Filosofia, il podcast gemello, in cui parliamo ovviamente di filosofia. Poi,
[18:05] Speaker 2: vi ricordo anche che, se volete, ci sono su YouTube,
[18:08] Speaker 2: basta cercarmi lì come Romano Ferretti o come scrivo, migliaia,
[18:11] Speaker 2: ma davvero migliaia di video, siamo a quota di 1.300, quindi
[18:14] Speaker 2: davvero ce n'è per tutti i gusti. E poi vi
[18:17] Speaker 2: ricordo che, se volete, potete seguirmi anche sui social network, Facebook, Twitter, Instagram,
[18:23] Speaker 2: dove mi trovate col nickname di Scrip, oppure, e questo
[18:27] Speaker 2: lo consiglio in modo particolare, potete anche abbonarvi, se volete,
[18:30] Speaker 2: alla newsletter gratuita e settimanale. Una mail che mando una
[18:33] Speaker 2: volta a settimana, molto corposa, parlo di attualità, di libri,
[18:36] Speaker 2: di film, di tante cose, può essere un modo sia
[18:40] Speaker 2: per sapere quali video, quali podcast sono usciti durante la
[18:43] Speaker 2: settimana e recuperarli se ve li siete persi, sia però
[18:46] Speaker 2: anche per riflettere, pensare, argomentare, ampliare gli orizzonti, insomma... ce
[18:51] Speaker 2: ne sono tante opzioni che uno può seguire per fare
[18:53] Speaker 2: tutto questo ma spero che la mia opzione questa newsletter
[18:56] Speaker 2: gratuita di nuovo sia uno dei modi più interessanti e
[19:00] Speaker 2: stimolanti quindi se non l'avete ancora provata datele una possibilità
[19:05] Speaker 2: ultima cosa vi ricordo che se volete mi trovate anche
[19:07] Speaker 2: in libreria con due libri uno appena uscito fresco fresco
[19:12] Speaker 2: di stampa quello più nuovo si intitola neanche Nietzsche era
[19:14] Speaker 2: un super uomo edito da caro editore quello precedente si
[19:18] Speaker 2: chiama invece anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva Sono dei libri, diciamo,
[19:22] Speaker 2: anche piuttosto simili perché prendono i grandi filosofi del passato,
[19:27] Speaker 2: almeno quelli che a me stimolano di più, quelli che
[19:29] Speaker 2: mi hanno insegnato di più, quelli in cui mi ritrovo
[19:31] Speaker 2: di più, e da questi pensatori del passato trae degli
[19:34] Speaker 2: insegnamenti o traggono questi libri degli insegnamenti che possono essere
[19:37] Speaker 2: utili per affrontare i problemi di oggi, sia a livello individuale,
[19:41] Speaker 2: sia a livello sociale, sia a livello politico. Quindi è
[19:44] Speaker 2: un libro che vi spiega i vecchi filosofi, vi fa
[19:47] Speaker 2: molti ragionamenti, ma che poi vuole avere anche una capacità
[19:51] Speaker 2: di incidere quantomeno su alcune realtà, su alcune vite, su
[19:54] Speaker 2: alcuni modi di pensare. Quindi dategli una possibilità. L'altro, anche
[19:58] Speaker 2: Socrate qualche dubbio ce l'aveva, altro libro divulgativo ma non banale, spero,
[20:02] Speaker 2: per ripensare a se stessi, a Socrate e a tanti filosofi. Basta,
[20:07] Speaker 2: ho detto direi davvero tutto. Ci sentiamo presto per parlare
[20:11] Speaker 2: ancora di Sudafrica e poi per tante altre lezioni di
[20:14] Speaker 2: storia ancora. Ciao, alla prossima!

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