# La questione israelo-palestinese al giorno d'oggi

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 16 May 2026, 21 min.

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## Transcript

[0:01] Speaker 2: Nelle ultime puntate ci siamo concentrati sulla cosiddetta questione israelo- palestinese,
[0:06] Speaker 2: una delle questioni più complesse della storia contemporanea, una delle
[0:10] Speaker 2: situazioni anche, l'abbiamo detto più volte, più dolorose, fuori ai
[0:13] Speaker 2: rilutti di guerre, di distruzioni, di problemi che sono ancora
[0:18] Speaker 2: purtroppo apertissimi dopo 80 anni, forse anche 100-120 anni, da loro
[0:24] Speaker 2: primo delinearsi. Abbiamo visto varie fasi, abbiamo visto poi nell'ultimo
[0:29] Speaker 2: episodio del nostro podcast come ci siano stati anche momenti
[0:32] Speaker 2: di speranza, di riavvicinamento tra le parti, di accordi. Gli
[0:36] Speaker 2: accordi di Oslo li abbiamo ampiamente citati e ampiamente visti
[0:40] Speaker 2: nel 1993 che sembravano aprire finalmente a una prospettiva nuova, una
[0:44] Speaker 2: prospettiva anche di pace. Abbiamo anche visto come quegli accordi
[0:47] Speaker 2: di Oslo furono presto dimenticati purtroppo dopo la morte di
[0:51] Speaker 2: Rabin nel 1995. una vittoria di Netanyahu, il vertice fallito a
[0:57] Speaker 2: Camp David, quello del 2000, insomma abbiamo visto come queste grandi
[1:01] Speaker 2: speranze purtroppo si infransero anche piuttosto rapidamente contro un muro.
[1:07] Speaker 2: Oggi dobbiamo capire quello che è accaduto dal 2005 in poi,
[1:10] Speaker 2: perché eravamo arrivati più o meno a quel momento lì,
[1:13] Speaker 2: al momento in cui Sharon, Ariel Sharon, ritira unilateralmente la
[1:18] Speaker 2: presenza israeliana dalla striscia di Gaza e da alcuni incendiamenti
[1:21] Speaker 2: in Cisjordania. Anche quello poteva sembrare un buon segnale, un
[1:24] Speaker 2: segnale positivo, dopo qualche anno di dura lottura, ma in
[1:27] Speaker 2: realtà quel ritiro ha generato una serie di problemi che
[1:32] Speaker 2: oggi vedremo perché dobbiamo parlare di Hamas, dobbiamo parlare di
[1:36] Speaker 2: varie operazioni militari, di anche rabbia, frustrazione, violenza, terrorismo... dobbiamo parlare,
[1:44] Speaker 2: avvicinarci quantomeno agli anni più recenti, ai fenomeni degli ultimi
[1:48] Speaker 2: mesi e degli ultimi anni. Iniziamo a vedere tutto questo,
[1:51] Speaker 2: cominciando come sempre subito dopo la sigla. Dentro la storia,
[2:02] Speaker 2: un podcast di Ermanno Scripp Ferretti, 379° puntata. La questione
[2:10] Speaker 2: israelo- palestinese al giorno d'oggi. Eccoci tutti e tre amici di
[2:17] Speaker 2: nuovo insieme per ricavare 20 minuti allo studio della storia ormai recentissima,
[2:22] Speaker 2: anche se a un certo punto oggi mi fermerò. Come
[2:25] Speaker 2: avete visto abbiamo parlato della questione israelo- palestinese partendo dall' 800, poi il 900,
[2:30] Speaker 2: gli anni 40, 50, 60, 70, siamo arrivati ormai agli anni 2000 e qualche cenno
[2:36] Speaker 2: va fatto per comprendere meglio quello che sta accadendo oggi
[2:39] Speaker 2: in quella regione, però appunto farò dei cenni anche perché
[2:43] Speaker 2: questo podcast diventerebbe immediatamente sorpassato magari nel giro purtroppo di
[2:47] Speaker 2: poche settimane. Quindi faremo un cenno, parleremo del 2023, di quello
[2:52] Speaker 2: che è accaduto, ma poi ci fermeremo perché purtroppo la
[2:55] Speaker 2: situazione è ancora apertissima, può accadere di tutto. C'è attualmente
[2:59] Speaker 2: nel momento in cui registro una guerra in corso con
[3:01] Speaker 2: l'Iran e non sappiamo dove tutto questo andrà a finire.
[3:04] Speaker 2: Però prima di tutto vediamo come ci siamo arrivati a
[3:07] Speaker 2: tutto questo in anni recenti. Vi dicevo, a metà anni 2000,
[3:11] Speaker 2: Il governo israeliano, guidato da Ariel Sharon, esponente del Likud,
[3:15] Speaker 2: quindi partito di destra, il partito di Netanyahu, che oggi
[3:18] Speaker 2: è al potere, decide il ritiro dalla scia di Gaza
[3:21] Speaker 2: ed alcuni insediamenti. Questo, in realtà, favorisce solo fino a
[3:24] Speaker 2: un certo punto la distensione. Perché all'interno di Gaza e
[3:29] Speaker 2: in parte della Cisjordania, territori che erano in quel momento
[3:33] Speaker 2: amministrati in parte dall'autorità nazionale palestinese, nasce un conflitto interno. Cioè,
[3:39] Speaker 2: la stessa popolazione palestinese si divide in due grandi fazioni
[3:44] Speaker 2: in lotta tra loro in rivalità tra loro le due
[3:47] Speaker 2: fazioni dal punto di vista politico sono da un lato
[3:49] Speaker 2: Fatah e dall'altro Hamas Fatah o Al- Fatah era praticamente la
[3:55] Speaker 2: vecchia organizzazione di Arafat vi ricordate che abbiamo parlato molto
[3:59] Speaker 2: dell'OLP l'organizzazione per la liberazione della Palestina che federava tra
[4:02] Speaker 2: loro diverse organizzazioni palestinesi ma l'organizzazione più grossa era proprio
[4:06] Speaker 2: Fatah guidata da Arafat un'organizzazione che per lungo tempo aveva
[4:10] Speaker 2: anche dato il via operazione anche di stampo terroristico, bisogna dirlo,
[4:16] Speaker 2: ma che nel corso degli anni 80 e soprattutto 90 aveva cambiato,
[4:21] Speaker 2: cambiato rotta, svoltato, aveva deciso di rinunciare alla lotta armata
[4:25] Speaker 2: e di scegliere la via diplomatica. Questo era stato appunto
[4:28] Speaker 2: salutato con grande fervore, con grande fiducia. Arafat ha vinto
[4:32] Speaker 2: anche il premio Nobel insieme a altri per la pace. Insomma,
[4:36] Speaker 2: sembrava che con la svolta di Fatah la situazione potesse cambiare.
[4:40] Speaker 2: aprirsi anche grazie poi a governi israeliani di stampa laburista
[4:43] Speaker 2: che a loro volta sembravano aperti a un dialogo anche
[4:46] Speaker 2: se con mille cautele, con mille attenzioni. E però appunto
[4:50] Speaker 2: Fatah rappresentava solo un'ala, anche se all'epoca maggioritaria del movimento palestinese,
[4:55] Speaker 2: perché all'interno del popolo palestinese ovviamente c'era chi era disponibile
[4:59] Speaker 2: a cercare la trattativa, a cercare l'accordo, a vedere se
[5:03] Speaker 2: per via diplomatica si potesse ottenere qualcosa. Ma c'era anche
[5:06] Speaker 2: chi invece pensava che l'accordo non fosse possibile, anzi, Era
[5:10] Speaker 2: chi odiava talmente tanto gli israeliani che prospettava invece una
[5:14] Speaker 2: lotta a oltranza, una guerra infinita, che avrebbe dovuto portare
[5:18] Speaker 2: nelle intenzioni di questi oltranzisti alla distruzione completa di Israele.
[5:24] Speaker 2: Queste fazioni più radicali si convogliarono soprattutto nel primo anno 2000
[5:28] Speaker 2: in questo partito barra gruppo terroristico chiamato Hamas, che oggi
[5:33] Speaker 2: è tristemente famoso. che inizia a presentarsi alle elezioni interne
[5:37] Speaker 2: nei territori palestinesi. I territori appunto avevano un'amministrazione parzialmente autonoma,
[5:43] Speaker 2: non si poteva ancora parlare di Stato, neppure lontanamente, però
[5:45] Speaker 2: c'era questa autorità palestinese che governava in parte in questi
[5:49] Speaker 2: territori e quindi si svolgevano anche elezioni. Fatah era uno
[5:53] Speaker 2: dei partiti, quello che aveva dominato la scena fino a
[5:56] Speaker 2: quel momento, ma adesso aveva un rivale a massa appunto
[5:59] Speaker 2: che si presentava anch'esso alle elezioni. E a partire dal
[6:04] Speaker 2: 2005-2006 si assiste a un fenomeno un po' particolare, perché
[6:08] Speaker 2: mentre in Cisjordania, che è la regione vicina al Gerusalemme
[6:12] Speaker 2: per intenderci, Fatah rimaneva forte, rimaneva il partito di maggioranza,
[6:17] Speaker 2: in realtà nella striscia di Gaza, che invece è più
[6:19] Speaker 2: a sud, vicino all'Egitto, emergeva Hamas, Hamas sembrava più forte là.
[6:24] Speaker 2: Tant'è vero che proprio nel 2006 si tennero le elezioni appunto
[6:27] Speaker 2: e Hamas superò, per la prima volta Fatah, segnando un
[6:31] Speaker 2: cambio di lotta. I due partiti arrivano però rapidamente a
[6:35] Speaker 2: una sorta di guerra civile, anche perché appunto hanno regioni
[6:38] Speaker 2: differenti di influenza. E questa guerra civile si combatte soprattutto
[6:42] Speaker 2: a Gaza, una guerra tra palestinesi, attenzione, tra Fatah da
[6:45] Speaker 2: un lato e Hamas dall'altro. E' una guerra che si
[6:48] Speaker 2: conclude nel 2007 con la vittoria di Hamas, Hamas prende il
[6:52] Speaker 2: completo controllo della striscia di Gaza, instaurando di fatto una dittatura,
[6:56] Speaker 2: un Fatah certo aveva anche perso le elezioni ma viene
[6:59] Speaker 2: completamente esautorato e Hamas prende completo controllo di questa striscia
[7:04] Speaker 2: che è stata anche il centro di vari dibattiti purtroppo
[7:07] Speaker 2: anche di varie guerre nell'ultimo tempo. Cosa fa Hamas dal 2007
[7:10] Speaker 2: in poi? Inizia a condurre di nuovo una guerra contro Israele,
[7:14] Speaker 2: di fatto una guerra a bassa intensità, lancia missili, lancia razzi,
[7:19] Speaker 2: compie azioni terroristiche che hanno dei momenti di escalation, un
[7:23] Speaker 2: primo momento di escalation arriva nel 2014 e con cui Israele
[7:27] Speaker 2: attacca la città di Gaza con un'operazione che viene chiamata
[7:30] Speaker 2: margine di protezione. Ma ovviamente la situazione più critica arriva,
[7:35] Speaker 2: come vi dicevo, nel 2023. Probabilmente la ricordate perché sono passati
[7:40] Speaker 2: pochi mesi, pochi anni, con l'attacco del 7 ottobre. Vediamo cosa
[7:44] Speaker 2: accadde in quel drammatico giorno del 2023 e quale fu la
[7:48] Speaker 2: risposta israeliana. Dopo anni di tensioni, anni di scaramucce, anni
[7:56] Speaker 2: di problemi, Hamas era sostenuto in questo soprattutto dall'Iran, il
[7:59] Speaker 2: grande nemico nella regione di Israele, mentre altri paesi arabi
[8:03] Speaker 2: francamente nel primo anno 2000 avevano iniziato un percorso di normalizzazione
[8:06] Speaker 2: dei rapporti con Israele, ma l'Iran non è neppure un
[8:10] Speaker 2: paese arabo a dirla tutta, è un paese sciita che
[8:14] Speaker 2: ha una sua tradizione molto indipendente. Insomma, nel 2023 molti nodi
[8:19] Speaker 2: vennero al pettine. Il 7 ottobre di quell'anno infatti nel sostanziale
[8:23] Speaker 2: cinquantesimo anniversario dalla guerra di Kippur, la ricorderete, 1973, Hamas, gruppo
[8:30] Speaker 2: che domina nella Sicilia di Gaza, decide di attaccare Israele
[8:33] Speaker 2: a sorpresa, con una invasione, uno sconfinamento tra Gaza e
[8:37] Speaker 2: il territorio israeliano, che comporta morte e distruzione. Hamas, uomini
[8:44] Speaker 2: poco armati, ma comunque dotati di fucili, mitre, eccetera, attaccano
[8:48] Speaker 2: i civili soprattutto, oltre che alcuni militari. Si stimano in
[8:52] Speaker 2: poche ore circa 1200 vittime tra la cittadinanza israeliana, a cui
[8:57] Speaker 2: si devono aggiungere circa 250 persone che vengono rapite proprio nel
[9:02] Speaker 2: territorio israeliano e trascinate a forza dentro alla fiscia di Gaza.
[9:07] Speaker 2: È un'operazione di stampo terroristico, il più grave atto terroristico
[9:10] Speaker 2: contro Israele della sua fondazione. Parliamo di più di mille morti,
[9:13] Speaker 2: capite bene che è una ferita molto forte, improvvisa, in
[9:17] Speaker 2: poche ore, tutto molto rapidamente. che apre una grande questione.
[9:21] Speaker 2: Da un lato il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu
[9:24] Speaker 2: al governo da molti anni e anche molto discusso per processi,
[9:30] Speaker 2: per problemi eccetera, viene subito accusato di aver sottovalutato la
[9:33] Speaker 2: minaccia di Hamas. Ovviamente c'è un buco, una ferita nel
[9:38] Speaker 2: sistema di difesa israeliano che è piuttosto eclatante. Israele è
[9:41] Speaker 2: sempre stato famoso per i suoi apparati di sicurezza, il
[9:45] Speaker 2: suo spionaggio, che in effetti è probabilmente il più efficiente
[9:48] Speaker 2: del mondo, eppure qui viene colpito da uomini malarmati che
[9:53] Speaker 2: entrano liberamente nel territorio e uccidono civili, uccidono donne, bambini, uomini, giovani, eccetera. Quindi,
[10:01] Speaker 2: primo problema, come è potuto accadere? Cosa ha sbagliato Iselle?
[10:05] Speaker 2: Ed errori se ne sono stati fatti moltissimi. Ma secondo problema,
[10:09] Speaker 2: che si fa adesso? Ovviamente da un lato perché... Ci
[10:12] Speaker 2: sono state più di 1.200 vittime, dall'altro lato perché ci sono
[10:15] Speaker 2: anche dei rapiti che sono ancora forse in vita, ma
[10:18] Speaker 2: sono detenuti all'interno dell'Azizia di Gaza. Dal punto di vista
[10:22] Speaker 2: internazionale c'è una condanna unanime di quello che Hamas ha compiuto,
[10:26] Speaker 2: un atto terroristico, un atto contro i civili, quindi un
[10:29] Speaker 2: crimine di guerra senza ombra di dubbio, ma bisogna vedere
[10:32] Speaker 2: anche quale potrà essere ora la reazione di Israele, perché
[10:37] Speaker 2: una reazione è tutto sommato... Compressibile quantomeno per tentare di
[10:41] Speaker 2: liberare gli ostaggi, ma la dimensione di questa reazione sarà
[10:45] Speaker 2: oggetto di un grande dibattito. Il governo, guidato da Benjamin
[10:48] Speaker 2: Netanyahu e appoggiato dall'estrema destra israeliana, sceglie una via piuttosto radicale.
[10:54] Speaker 2: In realtà, in origine, il governo è un governo di
[10:56] Speaker 2: grande coalizione, che va dall'estrema destra degli ultra- ortorossi e degli
[11:00] Speaker 2: ultra- nazionalisti fino a partiti relativamente più moderati. Però la guerra...
[11:06] Speaker 2: Porta tutto fino alle estreme conseguenze e lo stesso governo
[11:09] Speaker 2: di Netanyahu, lo stesso Netanyahu leader dell'Ikud, si sposta rapidamente
[11:13] Speaker 2: a destra. Israel decide infatti di agire in maniera pesante.
[11:18] Speaker 2: Inizia con pesanti bombardamenti, poi passa all'assedio e poi, a
[11:22] Speaker 2: partire dal 26 ottobre, quindi una ventina di giorni dopo rispetto all'attacco,
[11:26] Speaker 2: parte l'invasione via terra. Un'invasione che viola molte leggi internazionali perché...
[11:33] Speaker 2: genera un'emergenza umanitaria, fa sfollare milioni di persone, Gaza è
[11:38] Speaker 2: densamente popolato, ormai non sono più i numeri di un
[11:40] Speaker 2: tempo con un milione di palestinesi in tutto, ormai i
[11:42] Speaker 2: palestinesi sono diversi milioni come sono diversi milioni gli israeliani,
[11:47] Speaker 2: quindi sfollati, ma poi soprattutto assedi, poi soprattutto anche non
[11:52] Speaker 2: solo bombardamenti, perfino su ospedali, su luoghi che non sembrano
[11:56] Speaker 2: essere per nulla luoghi di interesse militare, ma poi anche
[12:00] Speaker 2: l'assedio viene usato quasi come un'arma. Vengono tolti i rifornimenti,
[12:04] Speaker 2: vengono interrotte le forniture elettriche, viene interrotta anche la distribuzione
[12:08] Speaker 2: di cibo. Insomma, un'emergenza umanitaria, l'accusa è questa, voluta, generata,
[12:13] Speaker 2: prodotta da Israele per colpire e per punire non tanto
[12:17] Speaker 2: Hamas o non solo Hamas, che era obiettivamente il vero
[12:20] Speaker 2: responsabile dell'attacco, ma tutta la popolazione palestinese nel suo complesso.
[12:26] Speaker 2: Questo porta rapidamente, come ricorderete di sicuro, a grandi problemi.
[12:30] Speaker 2: proteste popolari, non tanto dei governi internazionali perché l'Occidente rimane
[12:35] Speaker 2: molto cauto su Israele, l'America di Donald Trump soprattutto continua
[12:40] Speaker 2: ad appoggiare risolutamente Israele e appoggiare Netanyahu in ogni sua operazione,
[12:45] Speaker 2: però ecco la popolazione dell'Occidente, ma non solo dell'Occidente, di
[12:49] Speaker 2: tutto il mondo guarda con grande apprezzamento a quello che
[12:51] Speaker 2: è accaduto perché ovviamente l'attacco del 7 ottobre è stato un
[12:54] Speaker 2: attacco infingardo, violento, brutale, un crimine di guerra senza un
[12:58] Speaker 2: ruolo di dubbio. Ma la risposta, purtroppo anch'essa, sfocia rapidamente
[13:04] Speaker 2: nel contorno del crimine di guerra, anche in maniera piuttosto palese,
[13:08] Speaker 2: perché l'assedio, la fame come arma, il massacro indiscriminato, il bombardamento,
[13:14] Speaker 2: anche con tattiche e con armi che sono vietate dai
[13:18] Speaker 2: trattati internazionali, insomma, configura abbastanza rapidamente dei problemi grossi di
[13:24] Speaker 2: rispetto del trattato internazionale e delle regole. anche della guerra,
[13:28] Speaker 2: anche della risposta armata. La cosa va avanti per qualche mese,
[13:32] Speaker 2: in realtà viene occupato il nord del Sistema di Gaza
[13:35] Speaker 2: da Israele, poi si arriva a una tregua, poi si
[13:38] Speaker 2: sposta anche verso sud. Insomma, la situazione rimane a lungo problematica.
[13:43] Speaker 2: Soprattutto l'esercito israeliano applica una tattica di completa distruzione. Non
[13:48] Speaker 2: solo c'è un grande problema di vittime, di sfollati, di
[13:53] Speaker 2: anche problemi sanitari ovviamente e di nutrizione, ma c'è anche
[13:57] Speaker 2: un problema di distruzione vera e propria del territorio. Palazzi
[14:00] Speaker 2: interi vengono resi al suolo, città intere vengono rese delle
[14:04] Speaker 2: città fantasma quasi. E quindi diventa un problema dove anche
[14:07] Speaker 2: poi andare a vivere per queste persone che perdono tutto,
[14:11] Speaker 2: sia ovviamente i miliziani di Hamas, ma anche i civili
[14:14] Speaker 2: che poco avevano a che vedere con Hamas o nulla
[14:17] Speaker 2: avevano a che vedere con Hamas. Ricordo che Hamas nella
[14:20] Speaker 2: striscia di Gaza esercitava un potere di stampo dittatoriale, quindi
[14:24] Speaker 2: per quanto avesse vinto anche in certe fasi delle elezioni,
[14:27] Speaker 2: poi non si tenevano più libere elezioni in Palestina nella
[14:31] Speaker 2: striscia di Gaza, e ovviamente non tutti i palestinesi sono
[14:35] Speaker 2: d'accordo con quello che Hamas fa. Inoltre, c'è da dire
[14:39] Speaker 2: un altro aspetto, questa guerra, che inizialmente era una guerra locale,
[14:44] Speaker 2: legata soprattutto alla Sicilia di Gaza, rapidamente si allarga. Si
[14:48] Speaker 2: allarga anche grazie agli appoggi che Hamas ha nel Medio Oriente,
[14:53] Speaker 2: c'è l'appoggio dell'Iran, c'è l'appoggio degli Hezbollah nel sud del Libano,
[14:57] Speaker 2: c'è l'appoggio degli Houthi nello Yemen, e tutte queste zone
[15:00] Speaker 2: diventano zone di grande tensione. Gli Uti, un gruppo di
[15:04] Speaker 2: ribelli nello Yemen, attaccano navi occidentali, a sostegno anche di
[15:09] Speaker 2: Hamas o comunque di quel fronte. Gli Hezbollah, anche loro,
[15:13] Speaker 2: organizzazione fortemente antisionista, sciita, attaccano Israele e Israele contraattacca, iniziando
[15:19] Speaker 2: anche poi nei mesi successivi un'invasione stessa del Libano, in
[15:22] Speaker 2: maniera molto pesante e molto dura. In più, soprattutto, la
[15:26] Speaker 2: tensione con l'Iran diventa sempre più alta, sempre più dura. L'Iran,
[15:31] Speaker 2: che tra l'altro sta vivendo una fase particolare della sua storia,
[15:34] Speaker 2: perché in Iran ovviamente dominano da 40 anni e passa i
[15:38] Speaker 2: guardiani della rivoluzione, ma ci sono forti proteste popolari, soprattutto
[15:43] Speaker 2: di donne e di ragazze, contro il regime. Proteste che
[15:46] Speaker 2: vengono però sedate nel sangue dal regime stesso con massacri,
[15:50] Speaker 2: inquietanti anche per numero e ne abbiamo notizia, ne abbiamo menzione.
[15:54] Speaker 2: Insomma in questo mondo così complicato anche però la tensione
[15:58] Speaker 2: con l'Iran cresce perché Israele con l'appoggio anche degli Stati
[16:02] Speaker 2: Uniti inizia a attaccare anche l'Iran inizialmente con azioni molto
[16:06] Speaker 2: mirate e contenute ma come abbiamo visto negli ultimi mesi,
[16:10] Speaker 2: nelle ultime settimane anche con una vera e propria guerra.
[16:13] Speaker 2: Lo scopo pare essere, quello di Netanyahu e in parte
[16:16] Speaker 2: di Donald Trump, quello di far cadere il regime iraniano
[16:20] Speaker 2: che sta in piedi da 79, quindi da 45, 46, 47 anni, questo obiettivo
[16:26] Speaker 2: non viene nel breve momento perseguito, anzi tutt'altro, certo c'è
[16:30] Speaker 2: qualche morte eccellente, qualche pavavero del regime viene fatto fuori,
[16:34] Speaker 2: ma il regime sembra in grado di stare in piedi
[16:37] Speaker 2: e le proteste popolari, complici anche i massacri compiuti nei
[16:41] Speaker 2: mesi precedenti, sembrano non avere lo slanzio per poter dare
[16:44] Speaker 2: una spallata al regime. Insomma, la zona diventa incredibilmente instabile.
[16:50] Speaker 2: Segnata da violenze reciproche, segnata da crimini di guerra, segnata
[16:55] Speaker 2: da propositi di pulizia etnica e forse a volte addirittura
[16:58] Speaker 2: di genocidio reciproco, insomma è una situazione veramente orribile da
[17:04] Speaker 2: tutti i punti di vista la si voglia guardare, in
[17:06] Speaker 2: cui poi soprattutto entrano in gioco questioni geopolitiche forti, di nucleare,
[17:13] Speaker 2: Israele sappiamo per certo che anche se non è dichiarato
[17:16] Speaker 2: a ordini nucleari, l'Iran ci stava lavorando, insomma è un
[17:21] Speaker 2: problema molto grande, è un problema che sembra al momento
[17:25] Speaker 2: non avere alcuna soluzione. L'Europa che all'inizio appoggiava Israele si
[17:29] Speaker 2: è via via raffreddata molto davanti alle operazioni di Israele
[17:33] Speaker 2: con toni diversi, con tempi diversi, primo paese europeo a
[17:37] Speaker 2: criticare Israele è stata la Spagna, ma un po' alla
[17:40] Speaker 2: volta anche altri paesi sono visti sempre più in imbarazzo
[17:42] Speaker 2: davanti alle operazioni di Israele, un alleato storico dell'Occidente che
[17:46] Speaker 2: però adesso sembra anche venir meno agli impegni con i
[17:50] Speaker 2: trattati che l'Occidente da tempo si è preso e le
[17:54] Speaker 2: operazioni di mediazione, i tentativi di mediazione finora sono andati deserti,
[17:58] Speaker 2: sono stati dei veri e propri fallimenti, anche perché gli
[18:01] Speaker 2: stessi Stati Uniti che sono probabilmente l'attore principale dal punto
[18:05] Speaker 2: di vista geopolitico del mondo occidentale, sembrano dare appoggio incondizionato,
[18:10] Speaker 2: almeno finora, alle politiche di Netanyahu, un capo del governo
[18:14] Speaker 2: israeliano che persegue non si sa quanto solo il bene
[18:18] Speaker 2: del suo paese quanto anche il suo bene personale, perché
[18:21] Speaker 2: Netanyahu in questo modo continua a rimanere a potere, anche
[18:25] Speaker 2: non avendo forse più tutta quella fiducia da parte dell'opinione
[18:28] Speaker 2: pubblica israeliana. Insomma, una faccenda complessa. che vi ho presentato
[18:34] Speaker 2: davvero per sommi, sommi, capi, ma che ci fa capire
[18:37] Speaker 2: che quei problemi, sorti inizialmente poco a fine Ottocento, poi
[18:43] Speaker 2: più vivi tra le due guerre mondiali, poi drammatici dopo
[18:46] Speaker 2: la seconda guerra mondiale, sono ancora purtroppo tutti sul piatto,
[18:50] Speaker 2: con Israele che occupa territori, che occupa a volte anche
[18:53] Speaker 2: violentemente questi territori, con i coloni israeliani, gli ortodossi che
[18:58] Speaker 2: si danno sempre più forme di violenza, violenza indiscriminata, violenza immotivata,
[19:03] Speaker 2: violenza criminale, con un popolo palestinese che è ridotto ai
[19:07] Speaker 2: minimi termini, che è combattuto al suo interno tra frange oltransiste, terroriste,
[19:11] Speaker 2: violente e frange invece più aperte al dialogo, insomma un
[19:16] Speaker 2: problema enorme che purtroppo oggi pare più fosco, a tinte
[19:21] Speaker 2: più fosche di quanto non fosse forse 30 anni fa o 20
[19:24] Speaker 2: anni fa. Ecco, e con questo è che chiudiamo la
[19:31] Speaker 2: lunga pagina dedicata alla questione israelo- palestinese, una pagina ancora aperta ovviamente,
[19:34] Speaker 2: però i ceni storici che volevo dare credo di avervi ridati,
[19:38] Speaker 2: spero di essersi riuscito e spero che, non so se
[19:41] Speaker 2: vi abbiano chiarito le idee, ma almeno vi hanno aiutato
[19:43] Speaker 2: forse a mettere in fila i tasselli, i pezzi di
[19:47] Speaker 2: questo puzzle molto molto complicato. Dalla prossima volta parleremo di
[19:50] Speaker 2: altri temi caldi della contemporaneità e per oggi ci fermiamo qui.
[19:55] Speaker 2: Vi ricordo che il podcast lo trovate su tante piattaforme,
[19:57] Speaker 2: su cui trovate però anche sempre il podcast gemello chiamato
[20:00] Speaker 2: Dentro alla Filosofia. Poi vi ricordo che c'è un canale
[20:04] Speaker 2: YouTube pieno di video, sono più di 2000, basta andare appunto
[20:07] Speaker 2: su YouTube e cercarmi come Romano Ferretti oppure come Scrip,
[20:10] Speaker 2: poi anche vi ricordo che se volete mi trovate sui
[20:12] Speaker 2: social network Facebook, Twitter, Instagram con il nickname di Scrippo oppure,
[20:17] Speaker 2: e questo lo consiglio, vi potete abbonare alla newsletter gratuita
[20:21] Speaker 2: e settimanale che trovate andando all'indirizzo internet armandoferretti. it dove tra
[20:25] Speaker 2: l'altro in questa newsletter parlo anche di video di podcast
[20:28] Speaker 2: e di tante altre cose. Infine, vi ricordo che se
[20:30] Speaker 2: volete mi trovate anche in libreria, il mio ultimo libro
[20:32] Speaker 2: si intitola Neanche Nietzsche era un superuomo, parla di filosofia
[20:37] Speaker 2: in maniera divulgativa ma anche del nostro posto nel mondo.
[20:40] Speaker 2: Prova a fare qualche ragionamento serio fondato per capire cosa
[20:44] Speaker 2: possiamo fare in questa realtà anche in questa realtà così
[20:46] Speaker 2: difficile come quella che abbiamo presentato oggi e non solo
[20:49] Speaker 2: quella che abbiamo presentato oggi purtroppo neanche mi c'era un
[20:52] Speaker 2: super uomo cari uditore dateci una letta e fatelo girare
[20:57] Speaker 2: ho detto tutto ci sentiamo presto per parlare ancora di
[21:00] Speaker 2: storia per parlare ancora di storia contemporanea per tante altre
[21:02] Speaker 2: cose ancora ciao alla prossima

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