# L'Iran oggi tra guerra e repressione

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 4 Aug 2026, 21 min.

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Acquista il mio nuovo libro, "Neanche Nietzsche era un superuomo": https://amzn.eu/d/0hN113ZX Ultima puntata dedicata all'Iran, incentrata sul conflitto in corso con Stati Uniti e Israele. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.

## Transcript

[0:00] Speaker 2: 395° puntata. L'Iran oggi tra guerra e repressione. Eccoci cari
[0:01] Speaker 2: Abbiamo dedicato molte puntate alla questione iraniana, alla storia dell'Iran,
[0:04] Speaker 2: partendo da lontano, partendo addirittura dalla Persia e arrivando fino
[0:09] Speaker 2: praticamente ai giorni nostri. Abbiamo accennato proprio l'ultima puntata anche
[0:14] Speaker 2: alla presidenza Trump. Però c'è un ultimo tassello da piazzare
[0:20] Speaker 2: sul tavolo per chiudere la questione. C'è quello che è
[0:22] Speaker 2: accaduto in Iran e nelle zone limitrofe dopo il cosiddetto 7 ottobre,
[0:27] Speaker 2: dopo l'attacco condotto da Hamas contro Iran. Israele appunto il 7
[0:31] Speaker 2: ottobre del 2023. Quella faccenda l'abbiamo già trattata sul versante israelo- palestinese
[0:37] Speaker 2: nei podcast dedicati a quella questione ma ebbe ed ha
[0:40] Speaker 2: ancora oggi nel momento in cui registro pesanti ripercussioni anche sull'Iran,
[0:44] Speaker 2: pesantissime ripercussioni perché di fatto è in corso una guerra,
[0:48] Speaker 2: una guerra a non altissima intensità però pur sempre una guerra.
[0:52] Speaker 2: Oggi parleremo di questi fatti che sono anche fatti ovviamente
[0:56] Speaker 2: di grande attualità più che di storia. Siamo in a
[0:59] Speaker 2: commentare cose che sono accadute in queste settimane e accadono
[1:02] Speaker 2: ancora in questi giorni e potrebbero cambiare radicalmente anche in
[1:06] Speaker 2: futuro quindi prendete questa lezione come un tassello come dicevo
[1:11] Speaker 2: necessario ma foriero anche di revisione nel tempo andiamo a
[1:16] Speaker 2: cominciare dentro alla storia Un podcast di Ermanno Scripp Ferretti.
[1:42] Speaker 2: amici di nuovo insieme per dedicare circa 20 minuti o poco
[1:46] Speaker 2: di più alla storia, alla storia ormai contemporanea, anzi davvero
[1:50] Speaker 2: vicinissima a noi, storia che si fa anche sui giornali perché...
[1:55] Speaker 2: Ovviamente in questi giorni, in queste settimane, stanno accadendo cose
[1:58] Speaker 2: che rimarranno nei libri di storia, quantomeno nella storia iraniana,
[2:02] Speaker 2: nella storia asiatica, probabilmente anche nella storia mondiale, ma di
[2:06] Speaker 2: cui non riusciamo ancora del tutto a delineare i termini.
[2:10] Speaker 2: Solo a cose fatte si riuscirà a capire che peso
[2:13] Speaker 2: hanno questi eventi, che conseguenze avranno e così via. Però
[2:17] Speaker 2: non potevo lasciare in sospeso la questione, non potevo non
[2:20] Speaker 2: dedicare almeno una puntata anche a quello che sta accadendo
[2:22] Speaker 2: in queste settimane, quindi... Oggi abbandoniamo almeno in parte la storia,
[2:26] Speaker 2: che ha sempre bisogno di un po' di distacco, e
[2:30] Speaker 2: ci avviciniamo alla cronaca. Però una cronaca guardata quantomeno col
[2:34] Speaker 2: piglio della storia, cercando di capire cosa è più rilevante
[2:37] Speaker 2: e cosa meno. Per parlare di quest'ultima fase dobbiamo partire,
[2:42] Speaker 2: come vi accennavo anche nella premessa, dal 7 ottobre 2023. Perché quel giorno,
[2:47] Speaker 2: come già abbiamo detto in altre puntate, Hamas... l'organizzazione palestinese
[2:52] Speaker 2: che lotta per l'instaurazione di un proprio Stato, ma anche
[2:55] Speaker 2: per la distruzione in larga misura di Israele, compì un
[2:59] Speaker 2: attacco terroristico proprio contro Israele, partendo dalla Siccia di Gaza
[3:02] Speaker 2: e invadendo alcune regioni, province limitrofe a Gaza dello Stato israeliano,
[3:08] Speaker 2: facendo migliaia di morti, seminando il panico, il terrore e
[3:12] Speaker 2: rapendo anche molti ostaci. Da lì è nata una guerra
[3:16] Speaker 2: che Israele ha condotto contro Gaza, contro Hamas, una guerra
[3:21] Speaker 2: molto discussa, molto controversa, che ha fatto ristare i capelli
[3:25] Speaker 2: a molti osservatori internazionali, ma dietro a Hamas c'era qualcuno,
[3:32] Speaker 2: perché Hamas è certo un'organizzazione terroristica che era anni in
[3:35] Speaker 2: lotta contro Israele, ma riceve finalmente aiuti e sostegno a
[3:40] Speaker 2: livello internazionale, soprattutto da un attore, che è appunto l'Iran. L'Iran,
[3:45] Speaker 2: da quando si è instaurata questa dittatura, sostanzialmente, musulmana, islamica,
[3:51] Speaker 2: degli ayatollah, finanzia, foraggia da tempo organizzazioni sciite, ma a
[3:56] Speaker 2: volte anche sunnite, che tendono a destabilizzare la zona e
[3:59] Speaker 2: a colpire soprattutto i nemici dell'Iran. E tra i nemici
[4:02] Speaker 2: dell'Iran due sono al vertice della lista. Il primo sono
[4:06] Speaker 2: gli Stati Uniti, l'abbiamo già detto, abbiamo già visto anche
[4:08] Speaker 2: le grandi tensioni che ci sono state negli anni tra
[4:11] Speaker 2: Iran e Stati Uniti, il secondo è Israele, un tempo
[4:14] Speaker 2: c'era anche l'Iraq ovviamente, ma nel frattempo Saddam Hussein è morto,
[4:18] Speaker 2: ed è morto anche molto male, e l'Iraq ha cambiato regime,
[4:22] Speaker 2: quindi Stati Uniti e Israele che ovviamente si trovavano in
[4:27] Speaker 2: quel momento tra l'altro alleati nel combattere contro Hamas, si
[4:30] Speaker 2: trovano ancora oggi strettamente alleati. In generale l'Iran negli anni
[4:35] Speaker 2: ha finanziato vari gruppi di questo tipo, non solo Hamas
[4:37] Speaker 2: bisogna dirlo, perché ha una sorta di asse che viene
[4:41] Speaker 2: chiamato informalmente asse della resistenza, così lo chiamano gli iraniani,
[4:46] Speaker 2: che combatte appunto contro Israele, Stati Uniti eccetera, composto oltre
[4:50] Speaker 2: che dall'Iran stesso da Hamas a Gaza, dagli Hezbollah in Libano,
[4:56] Speaker 2: dagli Houthi in Yemen e poi da alcune milizie sciite
[5:00] Speaker 2: che hanno operato negli anni in Iraq e in Siria,
[5:03] Speaker 2: in Siria c'è stata anche una lunga guerra civile di
[5:06] Speaker 2: cui tra l'altro tra un po' parleremo. Insomma il 7 ottobre
[5:10] Speaker 2: segna una svolta perché davanti a quell'attacco l'Israele regisce duramente
[5:13] Speaker 2: contro Hamas sicuramente ma poi anche contro l'Iran che Israele
[5:19] Speaker 2: individua come il principale foraggiatore di quello che è accaduto.
[5:23] Speaker 2: E questo attacco, questa lotta contro l'Iran di Israele, si
[5:27] Speaker 2: combatte in più dimensioni. Intanto, già tra il 2023 e il 2024,
[5:31] Speaker 2: Israele inizia ad attaccare gli Hezbollah a nord, in Libano.
[5:34] Speaker 2: Con gli Hezbollah c'era una partita aperta da molto tempo,
[5:37] Speaker 2: l'avevamo anche già detto, e inizia però un attacco sempre
[5:41] Speaker 2: più intensivo, a volte anche in certe fasi con invasioni
[5:44] Speaker 2: di terra, che mirano a indebolire gli alleati dell'Iran, gli
[5:49] Speaker 2: alleati di Teheran, ma poi ad aprile del 2024 arriva una
[5:53] Speaker 2: svolta ancora più importante, ormai sei mesi dopo sostanzialmente l'attacco
[5:57] Speaker 2: del 7 ottobre, perché in quel momento c'è un raid israeliano
[6:03] Speaker 2: contro il consolato iraniano a Damasco che porta alla morte
[6:07] Speaker 2: di alcuni altri ufficiali dei guardiani della rivoluzione, quel corpo
[6:11] Speaker 2: scelto che di fatto ritiene il vero potere in Iran
[6:15] Speaker 2: agli ordini dell'Ayatollah. A quel punto l'Iran reagisce lanciando un
[6:20] Speaker 2: attacco diretto sul territorio israeliano, vengono lanciati circa 300 missili e droni,
[6:25] Speaker 2: in realtà per la maggior parte intercettati. Da lì inizia
[6:28] Speaker 2: una serie di attacchi, di scaramucce potremmo dire inizialmente, l'uno
[6:33] Speaker 2: contro l'altro che mirano a far saltare il banco, che
[6:37] Speaker 2: mirano a portare a una escalation. In tutto questo, in
[6:41] Speaker 2: questa grandissima tensione, c'è anche un evento drammatico, i cui
[6:46] Speaker 2: contorni non sono del tutto chiari, sembra un incidente, ma
[6:50] Speaker 2: forse solo tra qualche anno capiremo se è davvero solo
[6:53] Speaker 2: un incidente. Il 19 maggio, sempre nel 2024, quindi 6, 7, 8 mesi dopo l'inizio
[6:59] Speaker 2: di queste tensioni, il presidente iraniano Raisi, l'avevamo anche citato,
[7:04] Speaker 2: muore in un incidente in elicottero. muore insieme tra l'altro
[7:08] Speaker 2: al suo ministro degli affari esteri, mentre torna da un evento,
[7:11] Speaker 2: era andato al confine con l'Azerbaijan, ma l'elicottero è un incidente,
[7:15] Speaker 2: muoiono entrambi. A questo punto la situazione si fa instabile,
[7:19] Speaker 2: perché l'Iran è in una guerra non ancora dichiarata, ma
[7:23] Speaker 2: sostanzialmente aperta contro Israele. L'Iran non si sa bene come
[7:29] Speaker 2: possa uscirne da questa guerra, ma di fatto è stato
[7:31] Speaker 2: l'Iran stesso a provocarla, perché ha appoggiato l'attacco di Hamas,
[7:36] Speaker 2: difficilmente sarebbe rimasto impunito e però si trova anche in
[7:40] Speaker 2: una crisi di governo perché il presidente eletto viene a mancare,
[7:43] Speaker 2: qui si devono ottenere nuove elezioni che si svolgono nel
[7:47] Speaker 2: giro di un paio di mesi tra giugno e luglio 2024.
[7:50] Speaker 2: Tra l'altro queste elezioni segnano un'affluenza ai minimi storici, segno
[7:55] Speaker 2: che la forza del regime non è così solida, segno
[8:00] Speaker 2: che gli iraniani stessi non sono così contenti di essere
[8:04] Speaker 2: entrati in guerra e di avere una situazione così pericolosa
[8:07] Speaker 2: sulle loro teste. In ogni caso, alla fine di queste elezioni,
[8:11] Speaker 2: a vincere è un riformista, c'è anche il ballottaggio, ma
[8:14] Speaker 2: insomma a vincere è un riformista, Massoud Peseshkian, un ex ministro,
[8:20] Speaker 2: tra l'altro ministro della Sanità, famoso soprattutto per alcune sue
[8:24] Speaker 2: posizioni relativamente morbide per quella che è la tendenza iraniana.
[8:28] Speaker 2: Per esempio Peseshkian era stato contrario alla repressione di quel
[8:32] Speaker 2: movimento iraniano, che era assorto in Iran, abbiamo parlato una
[8:34] Speaker 2: volta scorsa, soprattutto di giovani, di giovane donne, donna, vita, libertà,
[8:40] Speaker 2: che era stato represso duramente nel sangue dal regime. Quindi
[8:43] Speaker 2: un riformista sembrerebbe anche la persona giusta, forse, per cercare
[8:49] Speaker 2: una mediazione, per cercare un riavvicinamento, per cercare di stemperare
[8:52] Speaker 2: le tensioni, di non arrivare a quella guerra che sembra inevitabile,
[8:56] Speaker 2: ma che forse il popolo iraniano vorrebbe evitare. In realtà
[9:01] Speaker 2: Pezeshkian sì, è il presidente eletto, ma come sappiamo in
[9:04] Speaker 2: Iran a contare veramente non è tanto il presidente eletto
[9:07] Speaker 2: del popolo quanto la Yatollah, quanto la Guida Suprema e
[9:11] Speaker 2: al limite i suoi guardiani della rivoluzione. Tutto questo ci
[9:15] Speaker 2: porta a 2025, perché sono mesi di tensione, mesi di paura,
[9:20] Speaker 2: ma i riflettori sono puntati per lo più su Gaza
[9:23] Speaker 2: e al limite sul Libano, non ancora direttamente sull'Iran e
[9:26] Speaker 2: però nel giugno del 2025, quindi un anno fa, poco più,
[9:30] Speaker 2: qualcosa scatta anche in Iran. Israele lancia un'operazione preparata da
[9:35] Speaker 2: tempo chiamata Rising Lion, che fa diventare quella che era
[9:40] Speaker 2: una scaramuccia, quella che era un'attenzione, una guerra vera e propria.
[9:47] Speaker 2: Cosa succede con questa operazione? L'operazione Rising Lion prevede un'offensiva
[9:52] Speaker 2: aerea israeliana su larga scala contro diversi siti Iraniani soprattutto,
[9:58] Speaker 2: siti nucleari, ricordate che la grande faccenda, la grande questione
[10:01] Speaker 2: era il fatto che l'Iran lavorasse al nucleare, c'era stata
[10:05] Speaker 2: quella lunga mediazione, ne abbiamo parlato nelle puntate scorse, alla
[10:09] Speaker 2: fine conclusa dal Presidente Obama che aveva portato all'accettazione da
[10:13] Speaker 2: parte dell'Iran della rinuncia a ordini nucleari in favore però
[10:18] Speaker 2: di aiuti eccetera, poi quel patto era stato fatto saltare
[10:21] Speaker 2: da Trump e adesso c'era il sospetto che l'Iran avesse
[10:24] Speaker 2: ricominciato a lavorare a ordini nucleari. L'attacco è un attacco importante,
[10:29] Speaker 2: ci sono 3-4 siti nucleari colpiti dagli aerei israeliani, tra
[10:34] Speaker 2: l'altro le difese iraniane si divergono piuttosto inefficaci, incapaci di bloccare, eccetera,
[10:40] Speaker 2: vengono anche uccisi in questa operazione diversi scienziati iraniani e
[10:45] Speaker 2: diversi generali iraniani. L'Iran ovviamente risponde, di nuovo con missili
[10:50] Speaker 2: diretti su Tel Aviv e su altre città israeliane, che
[10:52] Speaker 2: però sì, hanno qualche colpo, riscono a pensare a qualche
[10:57] Speaker 2: colpo ma è stata poca roba perché Israele invece ha
[11:00] Speaker 2: buone misure di difesa, ma questa reazione iraniana abbastanza inevitabile
[11:07] Speaker 2: porta pochi giorni dopo, il 22 giugno la prima operazione era
[11:10] Speaker 2: stata il 13 giugno, il 22 giugno anche gli Stati Uniti a
[11:14] Speaker 2: entrare nel conflitto Trump dà il via all'operazione Midnight Hammer
[11:19] Speaker 2: martello di mezzanotte, con cui anche i bombardieri americani attaccano
[11:23] Speaker 2: i siti nucleari iraniani Trump la presenta come un'operazione molto limitata,
[11:28] Speaker 2: dovrebbe servire solo a dare un colpo decisivo alla potenza
[11:33] Speaker 2: nucleare iraniana, dovrebbe evitare guai peggiori. In realtà questi guai
[11:38] Speaker 2: peggiori sono solo dietro l'angolo. I propositi di Trump vengono
[11:42] Speaker 2: subito immediatamente disattesi e anzi per gli Stati Uniti inizia
[11:46] Speaker 2: un vero e proprio calvario, una scelta improvvida dal punto
[11:49] Speaker 2: di vista strategico, quella statunitense, perché che Israele volesse... fare
[11:56] Speaker 2: i conti con l'Iran era evidente da tempo, aspettava solo
[11:58] Speaker 2: l'occasione per poterlo fare. Netanyahu, anzi, lo sappiamo molto bene,
[12:02] Speaker 2: ha bisogno di una guerra continua per rimanere al potere
[12:06] Speaker 2: e per rafforzare il suo potere, che è sempre molto
[12:09] Speaker 2: fragile e in bilico. Gli Stati Uniti non avevano grandi
[12:12] Speaker 2: interessi in quel momento ad entrare in una guerra contro l'Iran,
[12:16] Speaker 2: a impelagarsi, come si dice in forma un po' dialettale,
[12:20] Speaker 2: in un conflitto lungo e faticoso. Trump sperava di colpire
[12:24] Speaker 2: e scappare, colpire e far cadere il regime, sperava che,
[12:28] Speaker 2: probabilmente anche sulla base di informazioni di intelligence, il regime
[12:32] Speaker 2: fosse più fragile di quel che era. In realtà questo
[12:35] Speaker 2: non avviene. Il regime reagisce e ne nasce una vera
[12:39] Speaker 2: e propria guerra, che dura ancora oggi, in cui tra
[12:42] Speaker 2: l'altro l'Iran sembra avere spesso il coltello dalla parte del manico.
[12:47] Speaker 2: C'è un'ulteriore faccenda che per Trump dovrebbe essere recisiva, che
[12:52] Speaker 2: arriva nel febbraio del 26, quindi pochissimi mesi fa, il 28 febbraio
[12:57] Speaker 2: c'è un attacco a sorpresa sul Teheran, coordinato tra Israele
[13:00] Speaker 2: e Stati Uniti, che mira a uccidere la guida suprema,
[13:04] Speaker 2: cioè Ali Khamenei, ricordate il laiatolà che era succeduto, ancora
[13:08] Speaker 2: ormai 30 anni prima, a Khomeini, al padre della rivoluzione. In
[13:14] Speaker 2: effetti questo attacco del 28 febbraio 2026 va a buon fine, Khamenei
[13:18] Speaker 2: viene ucciso, insieme ad altri funzionari del regime, dopo quasi 40
[13:22] Speaker 2: anni in realtà di guida del paese, ma a quel
[13:26] Speaker 2: punto non accade quello che Trump sperava, non accade quello
[13:29] Speaker 2: che gli Stati Uniti speravano. Trump e gli Stati Uniti,
[13:32] Speaker 2: come vi accennavo, credevano che il regime non avesse la
[13:36] Speaker 2: forza di continuare davanti alla morte del leader supremo e
[13:40] Speaker 2: davanti anche a bombardamenti, davanti ad attacchi, davanti a crisi economica,
[13:44] Speaker 2: davanti a difficoltà di vario tipo. Certo, questo lo si
[13:48] Speaker 2: credeva perché... C'era un forte movimento di resistenza interno, abbiamo
[13:51] Speaker 2: parlato di queste proteste delle donne, eccetera, ma il regime
[13:55] Speaker 2: aveva mostrato e mostra anche in quelle settimane la sua
[13:58] Speaker 2: faccia più dura, la sua faccia più feroce, riprimendo ogni
[14:02] Speaker 2: forma di protesta, riprimendone sangue, uccidendo, massacrando, impiccando e così
[14:08] Speaker 2: cercando di prendere in mano completamente la situazione. In effetti,
[14:13] Speaker 2: dopo la morte di Kamenei, nel giro di pochi giorni,
[14:16] Speaker 2: un'assemblea particolare che si chiama Assemblea degli Esperti, nomina una
[14:19] Speaker 2: nuova guida suprema, individuando questa guida suprema nel figlio di
[14:24] Speaker 2: Ali Khamenei, Moitaba Khamenei, che dall'altro non si vedeva in
[14:28] Speaker 2: pubblico da diversi anni e non si è visto neanche
[14:31] Speaker 2: dopo questa nomina, che da un lato è il segno
[14:34] Speaker 2: della natura del potere che sembra ormai sempre più dinastica,
[14:37] Speaker 2: quando sale a potere il figlio del precedente leader significa
[14:42] Speaker 2: che La religione c'entra ormai molto poco con la questione,
[14:46] Speaker 2: ma poi soprattutto il nuovo leader comunica subito di voler
[14:50] Speaker 2: continuare sulla falsariga del padre, di non voler arrivare a
[14:53] Speaker 2: nessun compromesso e anzi promette vendetta contro Israele, contro gli
[14:57] Speaker 2: Stati Uniti, contro i nemici. E in effetti la vendetta arriva,
[15:01] Speaker 2: magari in maniera indiretta, nel senso che Vi dicevo, l'Iran
[15:05] Speaker 2: capisce di poter avere il coltello dalla parte del manico,
[15:08] Speaker 2: per quanto l'Iran sia nettamente inferiore dal punto di vista
[15:10] Speaker 2: militare rispetto a Israele e rispetto a Stati Uniti, per
[15:14] Speaker 2: quanto sia anche facile da colpire in alcuni siti, in
[15:18] Speaker 2: alcune circostanze, ha però dalla sua almeno un paio di fattori. Primo,
[15:23] Speaker 2: il fatto che questa resistenza interna non è, almeno in
[15:26] Speaker 2: questo primo anno di guerra, abbastanza forte da davvero dare
[15:30] Speaker 2: la spallata al regime, davvero da farlo cadere. Evidentemente gli
[15:34] Speaker 2: Stati Uniti avevano sopravvalutato la forza di questa resistenza o
[15:37] Speaker 2: la debolezza dei guardiani della rivoluzione che in realtà sono
[15:40] Speaker 2: capaci di tutto pur di mantenere il potere. Ma il
[15:44] Speaker 2: secondo fattore ancora più importante è quello che accade nello
[15:46] Speaker 2: stretto di Ormuz di cui se seguite i giornali e
[15:50] Speaker 2: le notizie avete sentito parlare moltissime volte in queste settimane.
[15:53] Speaker 2: Cosa accade a quel punto? L'Iran, che è un grande
[15:56] Speaker 2: produttore di petrolio e che soprattutto anche geograficamente occupa una
[16:01] Speaker 2: zona importante dell'Asia decide di bloccare appunto uno ma poi
[16:04] Speaker 2: anche altri stretti, lo stretto di Hormuz è uno stretto
[16:08] Speaker 2: molto particolare, percorso giornalmente, quotidianamente da moltissime petroliere che portano
[16:14] Speaker 2: petrolio verso l'Asia o verso l'Europa, verso l'Occidente. Ora questo
[16:18] Speaker 2: blocco delle petroliere è un blocco relativamente facile da fare
[16:23] Speaker 2: per quanto riguarda l'Iran perché il territorio glielo consente, ma
[16:27] Speaker 2: è un blocco che ha delle ricadute pesantissime o potenzialmente
[16:30] Speaker 2: pesantissime per tutto il mondo, perché il rischio che viene
[16:33] Speaker 2: immediatamente paventato è quello di una nuova crisi petrolifera, di
[16:37] Speaker 2: una nuova ondata inflazionistica, dopo che già negli anni scorsi
[16:40] Speaker 2: sono state importanti ondate inflazionistiche e quindi di un danno
[16:45] Speaker 2: importante anche per gli Stati Uniti, anche per Israele, ma
[16:49] Speaker 2: anche soprattutto per tutti gli alleati di questi paesi, per l'Occidente,
[16:52] Speaker 2: che sulle riserve petrolifere, sul petrolio, fa girare buona parte
[16:57] Speaker 2: della sua economia. In realtà inizialmente i danni riguardano soprattutto l'Asia,
[17:03] Speaker 2: però il rischio ovviamente è che poi si scateni un
[17:05] Speaker 2: effetto domino che porti a un rialzo generale di prezzi
[17:09] Speaker 2: e problemi. Vi ricordo che Trump, solo per fare un riferimento,
[17:13] Speaker 2: ha vinto le elezioni del 2024, quelle contro Kamala Harris, proprio
[17:19] Speaker 2: lavorando sull'inflazione e sul fatto che durante la presidenza Biden,
[17:23] Speaker 2: la presidenza precedente, i prezzi in America erano saliti. Per
[17:26] Speaker 2: lui un'ulteriore inflazione avrebbe significato gravi danni, d'altronde bisogna anche
[17:31] Speaker 2: dire che in realtà Trump ha vinto le elezioni promettendo
[17:34] Speaker 2: di contrastare l'inflazione, poi non c'è per niente riuscito, anzi
[17:37] Speaker 2: l'inflazione è peggiorata, ma la crisi petrolifera avrebbe potuto danneggiare
[17:41] Speaker 2: ulteriormente l'economia americana. A quel punto sono iniziate le mediazioni.
[17:46] Speaker 2: La guerra è ancora oggi, anche nel momento in cui
[17:48] Speaker 2: il registro è ancora aperto, ma da mesi Trump annuncia
[17:53] Speaker 2: attacchi alternati a mediazioni, incontri e poi di nuovo attacchi
[17:57] Speaker 2: e poi di nuovo mediazioni e poi di nuovo incontri.
[17:59] Speaker 2: Ormai sono decine le situazioni in cui si è alternata
[18:03] Speaker 2: la faccia cattiva e la faccia buona. Il poliziotto buono
[18:06] Speaker 2: e quello cattivo come nei film americani. Segno che però
[18:11] Speaker 2: la diplomazia americana non riesce per il momento a uscire
[18:14] Speaker 2: da questo impasse. Segno che l'Iran non si fa molto
[18:18] Speaker 2: preoccupare dalle minacce statunitensi, segno che la partita è ancora molto,
[18:22] Speaker 2: molto aperta. Anche internamente, perché tra l'altro per il momento
[18:28] Speaker 2: a guidare la situazione in Iran è l'ala più oltransista,
[18:33] Speaker 2: l'ala più conservatrice, l'ala della Yatollah, di Kamenei Junior, potremmo
[18:37] Speaker 2: dirlo così, mentre il presidente Brezhnev è stato per il
[18:41] Speaker 2: momento messo un po' ai margini. Però quello che accadrà,
[18:45] Speaker 2: lo si vedrà solo nei prossimi mesi, si capirà se
[18:48] Speaker 2: una mediazione possibile, se questa guerra alla fine non ha
[18:51] Speaker 2: portato a nulla di fatto, perché a parte l'uccisione di
[18:54] Speaker 2: Khamenei e a parte qualche bombardamento su alcuni siti nucleari,
[18:57] Speaker 2: tra l'altro non del tutto debellati, è cambiato poco, nel
[19:01] Speaker 2: compenso sono aumentati i prezzi, sono aumentati i problemi economici,
[19:05] Speaker 2: nel compenso anche la forza della reprimandazione internazionale ha subito
[19:08] Speaker 2: un ulteriore attacco, un ulteriore sgarro. Vedremo, ci vuole tempo
[19:13] Speaker 2: per capire tutte queste cose, ma per il momento la
[19:15] Speaker 2: nostra storia dell'Iran termina qui. Ecco, e con questo siamo arrivati,
[19:23] Speaker 2: come vi anticipavo anche all'inizio, alla fine della nostra trattazione,
[19:26] Speaker 2: almeno per il momento, almeno per questo podcast della storia iraniana.
[19:31] Speaker 2: La prossima volta ci sposteremo su un altro paese asiatico
[19:33] Speaker 2: che ha avuto un ruolo molto importante negli ultimi anni,
[19:35] Speaker 2: cioè sull'Afghanistan. Faremo una trattazione più breve perché c'è meno
[19:38] Speaker 2: da dire, ma qualcosa diremo anche lì e poi ci
[19:41] Speaker 2: rimane ancora qualcosa da vedere in giro per il mondo. Ormai, vedete,
[19:44] Speaker 2: siamo sempre più prossimi alla fine del nostro percorso, ma
[19:48] Speaker 2: poi ce ne saranno altri di percorsi da intraprendere assieme. Intanto,
[19:52] Speaker 2: prima di salutarvi, vi ricordo le solite cose, che questo
[19:55] Speaker 2: podcast lo trovate su tante piattaforme, su cui trovate però
[19:58] Speaker 2: anche il podcast gemello chiamato Dentro alla Filosofia. Poi vi
[20:01] Speaker 2: ricordo anche che se volete mi potete seguire sui social network, Facebook, Twitter, Instagram,
[20:06] Speaker 2: e mi trovate sempre col nickname di Scrip, oppure, ancora
[20:09] Speaker 2: più consigliato, potete seguirmi tramite la newsletter gratuita e settimanale
[20:13] Speaker 2: che mando ogni lunedì sera, basta andare sul sito internet ermannoferretti. it
[20:18] Speaker 2: e lì trovate il modo per iscrivervi. Infine, Vi ricordo che,
[20:22] Speaker 2: se desiderate, mi trovate anche in libreria. L'ultimo libro si
[20:25] Speaker 2: intitola Neanche Nietzsche era un superuomo. È un libro che
[20:29] Speaker 2: ripiene i pensieri di alcuni filosofi del passato, ma per adattarlo, commentarlo, vederlo,
[20:34] Speaker 2: alla luce anche dei problemi di oggi. Non tanto Trump,
[20:38] Speaker 2: non tanto l'Iran, ma i problemi del nostro tempo presente,
[20:42] Speaker 2: i problemi quotidiani. Quindi una filosofia che tenta di guidare
[20:46] Speaker 2: un po' anche l'etica, che tenta di darci qualche chiave
[20:49] Speaker 2: pratica per vivere meglio, una filosofia che cerca di aiutarci
[20:53] Speaker 2: a trovare il nostro posto nel mondo. Un libro accessibile,
[20:57] Speaker 2: pensato per tutti, anche per chi non ha mai letto
[20:59] Speaker 2: un libro di filosofia, quindi provatelo. Neanche Nietzsche era un
[21:02] Speaker 2: superuomo in tutte le librerie Cairo Editore. Basta, ho detto
[21:06] Speaker 2: davvero tutto, ci sentiamo presto per parlare ovviamente ancora di
[21:10] Speaker 2: storia e poi per tante altre cose ancora. Ciao, alla prossima!

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