# La fine dell'apartheid in Sudafrica

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 5 Jul 2026, 21 min.

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## Transcript

[0:01] Speaker 2: Abbiamo parlato a lungo del Sudafrica, dell'apartheid, delle varie leggi
[0:05] Speaker 2: che l'avevano istituzionalizzato soprattutto dopo la seconda guerra mondiale. Oggi
[0:09] Speaker 2: dobbiamo concludere il discorso, vedere come questo apartheid venne alla
[0:14] Speaker 2: fine sconfitto, cosa portò al cambiamento in Sudafrica, come resi
[0:19] Speaker 2: la comunità internazionale, insomma vari discorsi e cominciamo a parlarne
[0:24] Speaker 2: in maniera rapida ma spero anche incisiva subito dopo la sigla.
[0:36] Speaker 2: Dentro la storia, un podcast di Ermanno Scripp Ferretti, 389° puntata,
[0:44] Speaker 2: la fine dell'apartheid in Sudafrica. Eccoci noi insieme cari amici,
[0:52] Speaker 2: ben trovati, intenti a dedicare circa 20 minuti o poco di
[0:55] Speaker 2: più allo studio della storia, in particolare come stiamo facendo
[0:59] Speaker 2: ora un paio, questa è la terza puntata di Apartheid
[1:03] Speaker 2: in Sudafrica. Abbiamo già visto come era nato questo meccanismo,
[1:07] Speaker 2: quella era la situazione anche dei vari partiti che si
[1:09] Speaker 2: misuravano nel paese. Vi avevo accennato la volta scorsa che
[1:13] Speaker 2: oggi saremmo ripartiti dal modo in cui la comunità internazionale
[1:18] Speaker 2: inizia a guardare alla questione sudafricana, soprattutto a partire dagli anni 60,
[1:22] Speaker 2: perché gli anni 60 sono un decennio di grandi cambiamenti negli
[1:25] Speaker 2: Stati Uniti, finalmente Martin Luther King è e poi altre
[1:29] Speaker 2: lotte per i diritti dei neri, ma sono gli Stati Uniti,
[1:33] Speaker 2: in tutto il mondo, la decolonizzazione ormai ha fatto il
[1:35] Speaker 2: suo corso e si inizia a ripensare a quello che
[1:39] Speaker 2: è stato il comportamento europeo verso popolazioni africane, non solo africane,
[1:44] Speaker 2: e questo porta l'attenzione appunto sul Sud Africa, dove dei
[1:47] Speaker 2: bianchi di lontana origine europea non schiavizzano ma sicuramente emarginano
[1:52] Speaker 2: e riducono in maniera pesante i diritti della comunità nera
[1:56] Speaker 2: che rappresenta poi la maggioranza della popolazione. Così è l'ONU
[1:59] Speaker 2: la prima a occuparsi di questa situazione già nel 1966. Viene
[2:05] Speaker 2: varata una risoluzione, la 2202, con cui si identifica l'apartheid come
[2:10] Speaker 2: un crimine contro l'umanità. È una risoluzione anche molto importante
[2:13] Speaker 2: da questo punto di vista che porterà poi negli anni
[2:16] Speaker 2: successivi a una convenzione sull'apartheid adottata nel 73 e che entra
[2:21] Speaker 2: in vigore nel 76, fino a quando a un certo punto,
[2:24] Speaker 2: addirittura per ormai siamo nel 1984, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU,
[2:29] Speaker 2: quindi l'organo che sapete è quello più importante, quello che
[2:32] Speaker 2: prende le decisioni più decisive, come si suol dire, dell'ONU,
[2:38] Speaker 2: decide di dichiarare l'apartheid illegale e criminale. Infatti Sudafrica ormai
[2:43] Speaker 2: era già stato sospeso dall'ONU da parecchi anni, da 74, segno
[2:47] Speaker 2: che questo paese è fuori di ogni legalità ormai emarginato
[2:51] Speaker 2: da tutti gli altri attori. Questo fa sì che ci
[2:56] Speaker 2: sia anche a un certo punto un embargo stabilito dall'ONU
[3:00] Speaker 2: contro Sudafrica per costringere Sudafrica a fare i conti con
[3:04] Speaker 2: questa situazione, a cambiare strategia. Bisogna dire che Sudafrica cercò
[3:09] Speaker 2: di resistere a lungo, ad esempio rafforzando i propri legami
[3:12] Speaker 2: con Israele a un certo punto per saltare i vincoli
[3:17] Speaker 2: dell'ONU e anche per creare una propria industria di armamenti
[3:20] Speaker 2: che aiutasse in Sudafrica ad avere armi anche con l'embargo,
[3:24] Speaker 2: anche senza poter commerciare con gli altri paesi. Poi c'è
[3:27] Speaker 2: da dire che armi prodotte dagli Stati Uniti arrivavano comunque
[3:31] Speaker 2: in Sudafrica proprio tramite Israele che divenne un paese d'appoggio
[3:36] Speaker 2: del governo Boero, del governo Bianco, se oggi nella situazione
[3:40] Speaker 2: internazionale sentite Sudafrica che si schiera apertamente contro Israele per
[3:44] Speaker 2: le varie questioni di Gaza, questo è anche dovuto al
[3:46] Speaker 2: fatto che Israele per molto tempo appoggiò il governo segregazionista
[3:50] Speaker 2: del Sudafrica e lo aiutò a superare i limiti imposti dall'ONU.
[3:56] Speaker 2: In ogni caso negli anni 70 la situazione rimase abbastanza caotica.
[4:02] Speaker 2: In Sudafrica c'erano anche movimenti di estramma destra, movimenti addirittura neonazisti,
[4:08] Speaker 2: non vi sto a dire la sigla, l'acronimo è AWB,
[4:11] Speaker 2: un partito neonazista che rimane attivo fino agli anni 90, che
[4:14] Speaker 2: cerca di ostacolare ogni apertura, ogni cambiamento nel paese, e
[4:19] Speaker 2: però la situazione cresce, l'attenzione internazionale sull'apartheid cresce, tant'è vero
[4:25] Speaker 2: che iniziano a occuparsene anche gruppi rock, anche intellettuali, anche scrittori,
[4:31] Speaker 2: insomma gli occhi dell'Europa, degli Stati Uniti, del mondo iniziano
[4:34] Speaker 2: ad essere appuntati su quello che accade appunto in Sudafrica.
[4:38] Speaker 2: Ci sono proteste, levati di scudi, raccolte firme e anche
[4:43] Speaker 2: all'interno dell'Africa, tra l'altro, c'è chi tenta di resistere. Il
[4:47] Speaker 2: vero protagonista e leader di questa resistenza diventa a un
[4:50] Speaker 2: certo punto Nelson Mandela. È giusto finalmente il momento di
[4:53] Speaker 2: presentare anche quest'uomo. Chi era questo Nelson Mandela? Era un africano, ovviamente, nero,
[4:59] Speaker 2: nato in una famiglia anche prestigiosa, una famiglia che era
[5:01] Speaker 2: stata famiglia reale e che già da giovane si era
[5:04] Speaker 2: dedicato alla lotta anticoloniale una lotta che possiamo chiamare di
[5:08] Speaker 2: nazionalismo africano che voleva cacciare i bianchi o comunque portare
[5:12] Speaker 2: i neri al governo. L'ha studiato legge da giovane, aveva
[5:15] Speaker 2: anche lavorato per qualche tempo come avvocato a Johannesburg e
[5:20] Speaker 2: si era unito alla ANC, quel partito di cui parlavamo
[5:24] Speaker 2: la volta scorsa, già nel 1943, tanto da fondare poi la
[5:26] Speaker 2: Lega Giovanile dell'ANC, la sezione giovanile, era all'epoca ancora abbastanza giovane, Mandela. Attivista, importante,
[5:35] Speaker 2: In lotta contro il governo del National Party, a un
[5:38] Speaker 2: certo punto, influenzato dal marxismo, decide, come avevano detto molti
[5:43] Speaker 2: altri in Sudafrica, di abbandonare l'iniziale protesta non violenta e
[5:47] Speaker 2: di passare invece alla lotta armata o comunque a sostegno
[5:51] Speaker 2: a forme più dure di lotta. Proprio nel 61 lancia una
[5:56] Speaker 2: campagna di sabotaggio contro il governo che lo porta però all'arresto.
[5:59] Speaker 2: Già nel 62 viene arrestato e condannato all'ergastolo. Viene mandato in
[6:06] Speaker 2: vari prigioni, a Robben Island, che diventerà famosa, poi alla
[6:10] Speaker 2: Portsmouth Prison e altre ancora. Passerà 27 anni in carcere. Dal 1962 al 1989,
[6:19] Speaker 2: verrà rilasciato poi nel 1990, quando ormai questa ondata di proteste
[6:23] Speaker 2: contro la Pardai e la pressione internazionale contro il governo
[6:27] Speaker 2: nazionalista porterà ad alcune aperture parziali. Però 27 anni di prigione.
[6:32] Speaker 2: per essere stato uno dei leader dell'attivismo contro l'apartheid. Viene
[6:38] Speaker 2: rilasciato tra l'89 e il 90, gli anni 80 sono gli anni
[6:41] Speaker 2: di grandi proteste, e allora perché, cosa cambia tra l'89
[6:45] Speaker 2: e il 90 e come finisce l'apartheid? Vediamolo. Bisogna dire che
[6:53] Speaker 2: gli anni 80, come gli anni 60, sono anni di grande cambiamento.
[6:56] Speaker 2: Abbiamo già detto che nell'89, 90, 91 crolla il comunismo in Est Europa,
[7:00] Speaker 2: crolla il blocco orientale, crolla anche l'Unione Sovietica, ci sono
[7:04] Speaker 2: altri sommovimenti in tutto il mondo e sembra che anche
[7:08] Speaker 2: questi eventi di cambiamento possano aspirare addirittura in Sudafrica. Perché?
[7:14] Speaker 2: Perché ci sono due cambiamenti che vale la pena notare.
[7:17] Speaker 2: Da un lato l'African National Congress, quel partito di Mandela
[7:21] Speaker 2: e di altri che lottava per la fine dell'apartheid, si
[7:24] Speaker 2: era alleato negli anni precedenti col partito comunista, aveva detto
[7:26] Speaker 2: che anche Mandela si era avvicinato al marxismo, ma adesso
[7:30] Speaker 2: col crollo dell'URSS, questo partito non aveva più l'appoggio nella
[7:34] Speaker 2: loro lotta, nella propria lotta dell'Unione Sovietica e del mondo
[7:38] Speaker 2: comunista e quindi si trovò un po' isolato da un
[7:41] Speaker 2: certo punto di vista, ma d'altra parte anche il partito nazionalista,
[7:44] Speaker 2: quello dei Boeri, quello che governava ininterrottamente da molti anni,
[7:48] Speaker 2: faceva fatica adesso a presentarsi come il partito che difende
[7:53] Speaker 2: il Sudafrica del comunismo, ora che il comunismo non c'è più.
[7:56] Speaker 2: Fino a quel momento il Il partito boereo, il partito nazionalista,
[8:00] Speaker 2: certo era stato condannato dall'ONU, era stato condannato dalla comunità internazionale,
[8:04] Speaker 2: ma godeva comunque di qualche appoggio. Vi ho citato Israele,
[8:08] Speaker 2: vi ho citato in parte anche gli Stati Uniti che
[8:10] Speaker 2: per vie traverse almeno in parte sostenevano questa iniziativa. Ma
[8:14] Speaker 2: finché appunto c'era un rischio comunista, anche in Sudafrica e
[8:17] Speaker 2: in generale nel continente africano, questa strategia di appoggio indiretto
[8:22] Speaker 2: al partito nazionalista poteva avere un senso. Adesso che il
[8:25] Speaker 2: comunismo è sconfitto, forse non ha più neppure tanto senso,
[8:28] Speaker 2: forse è il momento di cambiare. Non si possono più
[8:31] Speaker 2: legittimare certe politiche associando la difesa dei valori, alla difesa
[8:36] Speaker 2: dei valori cristiani contro la minaccia comunista, eccetera, eccetera, eccetera.
[8:40] Speaker 2: Tutto questo porta nel 1990 il presidente in carica del Sudafrica,
[8:44] Speaker 2: De Klerk, ad annunciare, in una mossa importante, la fine
[8:49] Speaker 2: del bando dell'ANC. l'ANC era appunto il partito del congresso,
[8:54] Speaker 2: il partito di Mandela, che era stato messo al bando,
[8:56] Speaker 2: quindi reso illegale, torna nella legalità. E tra l'altro torna
[9:02] Speaker 2: nella legalità anche il Pan- Africanist Congress, un altro partito anti- apartheid,
[9:07] Speaker 2: e il partito comunista stesso. Mandela viene liberato dall'autosetto e
[9:12] Speaker 2: si arriva in questa spirale di cambiamenti molto rapidi al 1992, quando...
[9:18] Speaker 2: si decide di indire un referendum per capire se Sudafrica
[9:23] Speaker 2: vuole finalmente voltare pagina, se si vuole una nuova costituzione
[9:26] Speaker 2: più democratica. Va a votare l'elettorato bianco, perché di nuovo
[9:31] Speaker 2: i neri non hanno ancora diritto di voto, ma il
[9:33] Speaker 2: 68% dell'elettorato bianco vota a favore della svolta. Quindi i
[9:38] Speaker 2: tempi sono maturi per una rivoluzione senza armi, un cambiamento
[9:43] Speaker 2: addirittura voluto dalla comunità boera, almeno in larga misura. Chiaramente
[9:48] Speaker 2: da lì parte un lungo percorso tra trattative, accordi, tentativi
[9:53] Speaker 2: di coesione. Nasce una convenzione che si chiama Convention for
[9:58] Speaker 2: a Democratic South Africa, convenzione per un Sudafrica democratico, che
[10:02] Speaker 2: porta a una bozza di costituzione che viene presentata nel 1993,
[10:06] Speaker 2: appena l'anno dopo rispetto a questo referendum. E questa bozza
[10:10] Speaker 2: di costituzione prevede una serie di concessioni verso in realtà
[10:14] Speaker 2: tutte le parti, perché... Il sistema che si verrebbe a
[10:16] Speaker 2: creare sarebbe un sistema federale, regionale, diviso per regioni, con
[10:21] Speaker 2: diritti di voto finalmente uguali per tutti, indipendentemente dal colore
[10:25] Speaker 2: della pelle e con un Parlamento bicamerale. Così si arriva,
[10:30] Speaker 2: tutto molto rapido, ma qui dobbiamo anche distinguere i momenti, nel 1994,
[10:36] Speaker 2: un anno successivo ancora, alle prime elezioni con suffragio veramente universale,
[10:40] Speaker 2: in cui vanno a votare sia i bianchi che i neri.
[10:43] Speaker 2: Si tengono ad aprile, tra il 26 e il 29 aprile del 1994,
[10:46] Speaker 2: e vedono la vittoria dell'ANC, dell'African National Congress, il partito
[10:51] Speaker 2: di Mandela. Lo stesso Mandela viene eletto presidente, sempre nel 1994,
[10:56] Speaker 2: e Mandela va a formare un governo di unità nazionale
[11:00] Speaker 2: che prende dentro in realtà tanti partiti, sia l'ANC sia
[11:03] Speaker 2: il National Party, in un tentativo anche di riconciliare, perché
[11:07] Speaker 2: ovviamente si viene da decenni di lotta, da decenni di
[11:11] Speaker 2: odio reciproco, di arresti, di massacri e anche in certi
[11:14] Speaker 2: casi di discriminazioni, adesso si vuole veramente voltare pagina. Tutti
[11:19] Speaker 2: vogliono dimenticare quel passato disonorevole, quel passato anche vergognoso che
[11:24] Speaker 2: ha segnato il Sudafrica e adesso si vuole anche far pace.
[11:28] Speaker 2: Non c'è voglia di rivalsa, non particolarmente da parte della
[11:31] Speaker 2: comunità nera, che comunque adesso avrebbe in mano per numeri
[11:35] Speaker 2: le redini del Sudafrica. Questo governo di unità nazionale cerca
[11:39] Speaker 2: anche di governare in modo da rassicurare poi gli ambienti internazionali. L'ANC,
[11:44] Speaker 2: vi ho detto, era stato a lungo associato a movimenti
[11:47] Speaker 2: marxisti di estrema sinistra, come accadeva in molti partiti che
[11:51] Speaker 2: lottavano contro le potenze coloniali o postcoloniali o neocoloniali. Molto
[11:56] Speaker 2: spesso in Africa a guidare le lotte di liberazione dei
[11:59] Speaker 2: paesi locali erano state forze di sinistra, perché l'ideologia marxista
[12:02] Speaker 2: stessa si presentava utile a un tentativo di rivalsa contro
[12:08] Speaker 2: i ricchi paesi europei. Però adesso appunto Mandela, che è
[12:11] Speaker 2: al potere, ma che vuole rassicurare un po' tutti, sceglie
[12:14] Speaker 2: una via diversa. Sceglie di non seguire quello che è
[12:17] Speaker 2: stato il programma per molto tempo portato avanti, cioè una
[12:21] Speaker 2: nazionalizzazione delle industrie, delle risorse primarie, eccetera, ma piuttosto di
[12:27] Speaker 2: virare verso una forma di neoliberismo, che chiaramente significa anche
[12:32] Speaker 2: mettere da parte per il momento i propositi di elevamento
[12:37] Speaker 2: delle masse, di miglioramento delle condizioni di vita delle classi
[12:41] Speaker 2: più povere. Tutto questo viene momentaneamente messo da parte perché
[12:44] Speaker 2: quello che serve adesso è appunto l'unità, è anche rassicurare
[12:48] Speaker 2: chi magari prima aveva remato contro. Un cambio di rotta
[12:53] Speaker 2: anche molto importante che vede anche delle polemiche perché il
[12:56] Speaker 2: partito di Mandela rinuncia a una delle mosse che ne
[12:59] Speaker 2: è invece stata più volte presentata, una tassa sulle grandi ricchezze,
[13:04] Speaker 2: Tra l'altro prevede anche le esenzioni dalle grandi corporation che
[13:07] Speaker 2: si erano arricchite durante l'apartheid da eventuali riparazioni finanziarie. Chiaramente
[13:13] Speaker 2: questo provoca polemiche, provoca proteste anche di economisti di lungo corso,
[13:18] Speaker 2: ma l'idea è quella per il momento di stare tranquilli,
[13:22] Speaker 2: di rassicurare, di non presentarsi come un governo poi così
[13:25] Speaker 2: rivoluzionario in campo economico, cosa che avrebbe allertato moltissimi nel
[13:29] Speaker 2: giro di poco tempo. L'idea di Mandela per il momento funziona,
[13:33] Speaker 2: finché Mandela è in vita, Mandela è un uomo del
[13:36] Speaker 2: grande carisma, un uomo che con la sua vita, con
[13:38] Speaker 2: la sua storia rappresenta tutto questo grande percorso di anche lotta,
[13:44] Speaker 2: anche sopravvivenza, ma anche di rilancio per Sudafrica, dicevo finché
[13:48] Speaker 2: Mandela è in vita le cose stanno in piedi e
[13:50] Speaker 2: funzionano anche abbastanza bene. Mandela è presidente dal 1994 al 1999, quindi
[13:55] Speaker 2: per un quinquennio, Morirà poi nel 2013, molto anziano perché nel 2013
[14:01] Speaker 2: aveva già 95 anni, era nato nel 1918 e diventerà un simbolo mondiale.
[14:08] Speaker 2: I suoi scritti, la sua figura, anche i film a
[14:11] Speaker 2: lui dedicati se li avete visti, rappresenteranno per molto tempo
[14:14] Speaker 2: un esempio per tantissimi. Però il Sudafrica che è emerso
[14:19] Speaker 2: da questa stagione, è certo un Sudafrica per certi versi
[14:22] Speaker 2: migliore di quello precedente, su questo non ci piove. ma
[14:26] Speaker 2: sull'Africa anche segnato da alcune pesanti contraddizioni. Non c'è tempo
[14:30] Speaker 2: adesso di vederle tutte, ma ne cito alcune molto importanti.
[14:33] Speaker 2: Da un lato è un paese che ha avuto un
[14:35] Speaker 2: grande sviluppo economico, lo era già ricco prima, anche se
[14:38] Speaker 2: la ricchezza nemmeno a Boeri si era affortata anche negli
[14:41] Speaker 2: anni successivi, ha avuto una grande crescita, una grande industrializzazione,
[14:44] Speaker 2: ma nonostante questo, nonostante sia uno dei paesi più ricchi dell'Africa,
[14:48] Speaker 2: è anche uno dei paesi più disuguali del mondo e
[14:50] Speaker 2: non solo dell'Africa. C'è una grandissima differenza tra le classi
[14:54] Speaker 2: più agiate e le classi più povere. Ci sono ancora
[14:57] Speaker 2: fratture razziali, sociali molto, molto forti e una grande povertà,
[15:02] Speaker 2: una grande disoccupazione. Quindi è, da un certo punto di vista,
[15:06] Speaker 2: un gigante per quanto riguarda l'Africa, ma un gigante estremamente fragile.
[15:10] Speaker 2: C'è da dire che la fine dell'apartheid ha portato, certo,
[15:14] Speaker 2: a forme democratiche, ma queste forme democratiche non hanno ancora avuto,
[15:18] Speaker 2: nonostante siano passati ormai 30 anni, una ricaduta vera, profonda sulla
[15:23] Speaker 2: società sudafricana, ci sono differenze evidentissime e quella promessa di emancipazione,
[15:32] Speaker 2: quella promessa di superamento delle differenze è stata in larga
[15:36] Speaker 2: misura almeno per ora disattesa, questo anche non solo per
[15:40] Speaker 2: le politiche liberiste ovviamente di Mandela, ma anche per corruzione,
[15:44] Speaker 2: clientelismo e una gestione molto inefficiente dello Stato, ci sono
[15:47] Speaker 2: ancora moltissime cose da fare, moltissime cose da migliorare. Per
[15:52] Speaker 2: questo oggi il Sudafrica appare ancora un paese, si usa
[15:56] Speaker 2: dire così nel dibattito internazionale, a due velocità, sia moderno
[16:00] Speaker 2: che arretrato, sia potente, perché regionalmente è una potenza anche
[16:04] Speaker 2: di un certo rilievo, sia però anche vulnerabile, sia democratico
[16:07] Speaker 2: ma anche profondamente ingiusto. Ecco, una dimensione particolare. una dimensione
[16:14] Speaker 2: anche originale nella sua particolarità, nelle sue contraddizioni, che però
[16:18] Speaker 2: ci mostra come la strada per la democrazia, per il
[16:21] Speaker 2: superamento dei dissidi, delle differenze e anche delle discriminazioni sia
[16:26] Speaker 2: molto più lunga di quanto i film, le figure simbolo
[16:29] Speaker 2: ci lasciano pensare. Certo, queste figure simbolo sono sempre molto importanti,
[16:33] Speaker 2: le lotte di Mandela non vanno dimenticate e sono significative,
[16:37] Speaker 2: ma non basta un simbolo per risolvere problemi strutturali che
[16:40] Speaker 2: un paese aveva, accumulato per decenni e che si porta
[16:43] Speaker 2: dietro ancora da decenni montazzara c'è ancora da fare e
[16:47] Speaker 2: auguriamo ovviamente a sudafrica come a tutto il mondo che
[16:50] Speaker 2: di problemi ne ha ancora parecchi di riuscire ad affrontare
[16:53] Speaker 2: queste contraddizioni e riuscire un po alla volta un passo
[16:56] Speaker 2: alla volta a sanare ecco con questa panoramica devo dire
[17:04] Speaker 2: la verità molto veloce ovviamente però inevitabilmente veloce Abbiamo chiuso
[17:08] Speaker 2: anche questa visione, questo squarcio sul Sudafrica, una nozione particolare
[17:13] Speaker 2: che di solito a scuola non viene affrontata, se non
[17:16] Speaker 2: per sentito dire, perché non ce n'è spesso il tempo,
[17:19] Speaker 2: ma che vale la pena approfondire poi se avete occasione,
[17:22] Speaker 2: visto che poi c'è anche un certo turismo verso Sudafrica,
[17:24] Speaker 2: abbiamo legami, abbiamo interessi, abbiamo anche magari per il rugby
[17:29] Speaker 2: banalmente o per certi sport collegamenti con Sudafrica, vale la
[17:33] Speaker 2: pena anche di approfondire se ne avete occasione. Per oggi però,
[17:37] Speaker 2: per il nostro podcast e per quello che tentiamo di
[17:40] Speaker 2: fare qui, che è sempre un avviamento all'approfondimento di certi temi,
[17:43] Speaker 2: ci fermiamo qui. Prima di saltarci vi ricordo le solite cose.
[17:48] Speaker 2: Intanto che questo podcast lo trovate su tante piattaforme, su
[17:50] Speaker 2: Apple Podcasts, Google Podcasts, Spotify, Deezer, Castbox, Arcel Radio, Spreaker,
[17:55] Speaker 2: Audible e YouTube, ma su questi stessi sistemi trovate anche
[17:59] Speaker 2: il podcast gemello chiamato Dentro la filosofia, in cui parliamo
[18:01] Speaker 2: invece di filosofia. Poi vi ricordo anche E se volete
[18:05] Speaker 2: rimanere in contatto potete seguirmi sui social network, su Facebook,
[18:08] Speaker 2: su Twitter oppure su Instagram dove vi trovate con il
[18:11] Speaker 2: nickname di Scrip oppure, e questo lo consiglio in modo particolare,
[18:14] Speaker 2: potete abbonarvi alla newsletter gratuita e settimanale che trovate andando
[18:18] Speaker 2: all'indirizzo internet ermannoferretti. it. La newsletter è una mail molto semplice
[18:23] Speaker 2: chiamandola lunedì sera dove vi parlo... di libri, di film,
[18:27] Speaker 2: di storia, di filosofia, anche di attualità, poi faccio anche
[18:29] Speaker 2: il punto su tutti i video e podcast usciti nella settimana,
[18:32] Speaker 2: quindi non perdete nulla, rimanete completamente al passo e poi
[18:35] Speaker 2: è gratis, quindi è molto consigliata. Infine, vi ricordo che
[18:39] Speaker 2: se volete mi trovate anche in libreria. L'ultimo libro è
[18:41] Speaker 2: uscito da pochi giorni, si intitola Neanche Nietzsche era un superuomo,
[18:45] Speaker 2: parla di alcuni filosofi del passato, Nietzsche, Seneca, Spinoza, Martinus Bauch,
[18:49] Speaker 2: ancora viva e altri ancora, cercando però di trarre da
[18:52] Speaker 2: questi pensatori delle idee, degli spunti, delle riflessioni che secondo
[18:56] Speaker 2: me sono utili oggi non solo per studiare il passato
[18:58] Speaker 2: ma anche per capire il presente un libro adatto anche
[19:02] Speaker 2: a chi non ha mai letto libri di filosofia ma
[19:04] Speaker 2: anche a chi ne ha già letti un libro di
[19:06] Speaker 2: avviamento di nuovo di stimolo, spunto e riflessione quindi compratelo, regalatelo,
[19:11] Speaker 2: leggetelo neanche lì c'era un super uomo se poi volete
[19:14] Speaker 2: c'è anche il libro precedente sempre di libreria sempre Cairo,
[19:17] Speaker 2: editorio si intitola anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva stesso
[19:21] Speaker 2: filone qualche tema leggermente diverso ovviamente perché non è lo
[19:23] Speaker 2: stesso libro però se vi piace l'uno, probabilmente vi piacerà
[19:27] Speaker 2: anche l'altro, quindi comprate libri, questo in generale, fateli girare.
[19:32] Speaker 2: E con questo finiamo la prossima volta, non abbiamo finito
[19:34] Speaker 2: il nostro percorso dentro alla storia, perché abbiamo tante altre
[19:37] Speaker 2: questioni da approfondire, parleremo di un altro paese, in realtà
[19:41] Speaker 2: relativamente periferico, che però è al centro del dibattito negli
[19:44] Speaker 2: ultimi 20-30 anni, ma anche 40, che nonostante sia distante da noi,
[19:49] Speaker 2: ci interessa molto, molto più di altri, sto parlando dell'Iran,
[19:52] Speaker 2: L'Iran ha avuto una storia molto particolare dalla rivoluzione comunista
[19:55] Speaker 2: in poi, la vedremo, la vedremo insieme, cercheremo di capire
[19:58] Speaker 2: anche perché l'Iran oggi è così importante nello scacchiere mondiale,
[20:02] Speaker 2: perché gli Stati Uniti, Israele e l'Europa guardano con apprezzione
[20:06] Speaker 2: e a volte anche in maniera bellicosa verso questo paese
[20:09] Speaker 2: e anche lì faremo un po' di storia, di storia
[20:12] Speaker 2: dura per arrivare a capire il presente. Quindi rimanete in
[20:15] Speaker 2: contatto e ci sentiamo presto con altre puntate. Ciao, alla prossima!

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