# L'Italia e la crisi del debito sovrano

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 13 Oct 2026, 21 min.

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Acquista il mio nuovo libro, "Neanche Nietzsche era un superuomo": https://amzn.eu/d/0hN113ZX Nel 2011 l'Italia fu messa in crisi dallo spread, con un cambio di governo e soprattutto misure di austerità. Come mai? E quali furono le conseguenze? Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.

## Transcript

[0:01] Speaker 2: Da poco abbiamo visto l'Italia dei primi anni 2000, del
[0:04] Speaker 2: primo decennio degli anni 2000, l'Italia di Berlusconi e in
[0:08] Speaker 2: parte di Romano Prodi. Abbiamo visto come quel paese ormai
[0:13] Speaker 2: apparentemente segnato dal bipolarismo si trovava ad affrontare anche varie
[0:18] Speaker 2: vicissitudini internazionali, le guerre conseguenti all'11 settembre, le polemiche del G8,
[0:25] Speaker 2: anche poi tutte le questioni aperte tra politica e magistratura.
[0:31] Speaker 2: Nel decennio che andò a iniziare subito Roprun, nel secondo
[0:34] Speaker 2: decennio di 2000, cioè gli anni che vanno da 2010
[0:37] Speaker 2: in poi, alcune cose iniziarono a cambiare. La seconda repubblica,
[0:41] Speaker 2: la cosiddetta seconda repubblica, iniziò a mostrare già qualche pesante
[0:45] Speaker 2: limite e soprattutto arrivò la grande stangata, arrivò la crisi
[0:49] Speaker 2: del debito sovrano. Oggi parliamo di tutto questo, cominciando come
[0:52] Speaker 2: sempre subito dopo la sigla. Inizio alla storia, un podcast
[1:04] Speaker 2: di Ermanno Scripp Ferretti, 409° puntata, l'Italia e la crisi
[1:12] Speaker 2: del debito sovrano. Eccoci qui cari amici, ben trovati di
[1:19] Speaker 2: nuovo insieme per dedicare circa 20 minuti allo studio della storia,
[1:22] Speaker 2: in particolare allo studio della storia d'Italia, poi recentissima, vicinissima
[1:27] Speaker 2: ai nostri giorni. Siamo appunto a 15-20 anni fa, sembra
[1:31] Speaker 2: passato davvero poco in realtà ma ormai sono passati 15
[1:33] Speaker 2: anni dagli anni di cui parleremo oggi sembra ieri almeno
[1:37] Speaker 2: perché alla mia età e in fondo 15 anni fa
[1:40] Speaker 2: era già adulto magari per i più giovani che si
[1:43] Speaker 2: seguono per gli studenti 15 anni fa è il momento
[1:45] Speaker 2: in cui sono nati e quindi per loro è passata
[1:48] Speaker 2: obiettivamente una vita intera cos'era accaduto a quell'Italia a cavallo
[1:53] Speaker 2: tra gli anni zero e gli anni dieci del ventunesimo
[1:55] Speaker 2: secolo beh Innanzitutto bisogna dire che l'Italia iniziò a mostrare
[1:59] Speaker 2: un po' il fiato. Se dopo il 1992-94 Tangentopoli, grande rinnovamento,
[2:06] Speaker 2: si era detto che era nata la cosiddetta Seconda Repubblica, beh,
[2:09] Speaker 2: questa Seconda Repubblica, appunto attorno al 2010-2011, sembrava quasi già
[2:14] Speaker 2: arrivata alla fine. Sembrava già aver esaurito la sua spinta propulsiva.
[2:19] Speaker 2: In 15 anni aveva già dato quasi tutto, questa era l'impressione.
[2:23] Speaker 2: Perché dico questo? perché quella stagione politica sembrava esaurirsi, Berlusconi
[2:28] Speaker 2: iniziava a mostrare anche lui qualche affanno, pur essendo un
[2:31] Speaker 2: politico ancora estremamente popolare, perché anche quei partiti bipolari che
[2:36] Speaker 2: erano nati mostravano già la corda, perché nasceva sempre più
[2:41] Speaker 2: forte una dimensione antipolitica, abbiamo già accennato la volta scorsa,
[2:45] Speaker 2: ma che negli anni dieci sarebbe letteralmente esplosa, che sembrava
[2:50] Speaker 2: minare alle fondamenta quel bipolarismo di cui abbiamo parlato, che
[2:53] Speaker 2: si era incontrato costruito negli anni precedenti ma che già
[2:57] Speaker 2: non sembrava più bastare, non sembrava più esaurire neppure la
[3:00] Speaker 2: volontà dell'elettorato italiano. In più bisogna anche dire che l'economia
[3:05] Speaker 2: non andava bene, anzi l'economia iniziava davvero a dare segni preoccupanti.
[3:10] Speaker 2: Già nel 2007 c'era stata una grande crisi globale che
[3:14] Speaker 2: aveva toccato l'Italia ma che l'aveva toccata fino a un
[3:16] Speaker 2: certo punto e però nel 2011 questa grande crisi globale
[3:20] Speaker 2: che non aveva fermato la sua corsa e colpì questa
[3:23] Speaker 2: volta sì, molto duramente, il nostro paese e non solo
[3:26] Speaker 2: il nostro paese. In quel momento al governo c'era di
[3:29] Speaker 2: nuovo Silvio Berlusconi. Il governo era il quarto governo Berlusconi,
[3:32] Speaker 2: era nato nel 2008, tra l'altro abbiamo detto l'altra volta,
[3:36] Speaker 2: dopo una larga vittoria elettorale, e però già nel 2010
[3:39] Speaker 2: questo governo, nato da una grande vittoria, mostrava delle crepe,
[3:44] Speaker 2: delle crepe anche parecchio serie. La maggioranza era era aprire
[3:48] Speaker 2: decisioni continue, anche di ricomposizione, i partiti si staccavano, i
[3:53] Speaker 2: politici litigavano, il clima parlamentare era anche particolarmente conflittuale e
[3:58] Speaker 2: c'era sempre e costantemente questo braccio di ferro tra potere
[4:02] Speaker 2: politico e magistratura, a cui cercava ogni tanto di porre
[4:06] Speaker 2: in merito il Presidente della Repubblica, però con scarsi risultati. Insomma,
[4:10] Speaker 2: c'era l'idea che tutta questa conflittualità, tutti questi problemi, tutti
[4:14] Speaker 2: questi dissidi prima o poi avrebbero portato forse l'Italia a
[4:18] Speaker 2: sbattere e in effetti questo e non solo questo accadde
[4:22] Speaker 2: appunto nel 2011 con una crisi che in realtà non
[4:25] Speaker 2: esceva lì, vi dicevo la crisi era scoppiata nel 2007,
[4:29] Speaker 2: alcuni degli elementi che avevano favorito quella crisi erano sotto
[4:33] Speaker 2: traccia presenti da parecchio tempo, l'Italia era economicamente piuttosto fragile,
[4:37] Speaker 2: già era un pezzo, però nel 2011 una serie di
[4:40] Speaker 2: circostanze anche internazionali fecero sì che tutti questi indizi, che
[4:45] Speaker 2: tutte queste tendenze convogliassero verso uno scoppio di questa crisi,
[4:51] Speaker 2: una crisi fortissima, una crisi davvero pesante. Quali erano i
[4:55] Speaker 2: caratteri di difficoltà dell'Italia? Beh, intanto l'Italia non cresceva più.
[5:00] Speaker 2: Era dagli anni Ottanta, se vogliamo essere generosi, dagli anni Novanta,
[5:04] Speaker 2: che l'Italia era smesso di crescere. O meglio, ogni tanto cresceva, ma,
[5:08] Speaker 2: come si dice oggi, dello zero virgola. cioè di pochissimo
[5:12] Speaker 2: a ritmi non alla pari di altri paesi comparabili all'Italia.
[5:16] Speaker 2: Questa difficoltà era dovuta a vari fattori, c'era una produttività
[5:19] Speaker 2: che ristagnava ed è ancora oggi uno dei problemi più
[5:22] Speaker 2: pesanti secondo gli economisti del nostro paese, una produttività che
[5:25] Speaker 2: non cresce, c'era anche una scarsa competitività sul mercato dei
[5:30] Speaker 2: beni e poi c'era soprattutto un debito pubblico molto alto,
[5:33] Speaker 2: il debito pubblico era cresciuto tantissimo e partire dagli anni
[5:37] Speaker 2: 70 fino agli anni 90 e non si era riuscito
[5:41] Speaker 2: ad arginarlo non si era riusciti a limitarlo a ridurlo
[5:44] Speaker 2: anzi debito pubblico che davvero teneva un po l'acqua alla
[5:48] Speaker 2: gola del paese debito pubblico che tra l'altro ci aveva
[5:51] Speaker 2: costretto anche a vincoli che erano piuttosto gravosi per l'italia
[5:56] Speaker 2: tutto questo aveva generato anche nei mercati internazionali anche a
[6:00] Speaker 2: livello globale una certa sfiluccia relativa alla nostra economia dovete
[6:05] Speaker 2: pensare infatti che Ogni paese, Italia compresa, finanzia la sua spesa,
[6:10] Speaker 2: finanzia soprattutto i suoi investimenti anche ricorrendo all'ebito, cioè emettendo
[6:15] Speaker 2: titoli di Stato e altri prodotti finanziari di questo tipo
[6:18] Speaker 2: che consentono di raccogliere soldi presso i risparmiatori e poi
[6:21] Speaker 2: usarli per le proprie iniziative. Ecco, per raccogliere questi soldi,
[6:26] Speaker 2: cioè per emettere i titoli di Stato, ovviamente bisogna promettere
[6:29] Speaker 2: ai risparmiatori anche un tasso di interesse. Così accade per
[6:33] Speaker 2: chi vuole investire un po' di soldi in titoli che
[6:35] Speaker 2: di solito è anche un investimento molto sicuro, no? Appunto
[6:38] Speaker 2: proprio perché sono investimenti sicuri, di solito questi titoli di
[6:42] Speaker 2: Stato hanno un tasso di interesse relativamente basso. Gli Stati, certo,
[6:47] Speaker 2: si impegnano a restituire ai risparmiatori i soldi che sono
[6:49] Speaker 2: stati prestati con un po' di interesse, ma con un
[6:52] Speaker 2: interesse appunto limitato. Quando però uno Stato non rassicura più
[6:56] Speaker 2: gli investitori, quando uno Stato però non riesce a trovare
[7:00] Speaker 2: i soldi perché gli investitori vanno investiti altrove piuttosto che
[7:03] Speaker 2: in uno stato giudicato fragile, quello stesso stato è costretto,
[7:07] Speaker 2: gioco forza, ad aumentare i tassi di interesse, a promettere
[7:09] Speaker 2: di più. Se io ho bisogno di tot soldi e
[7:13] Speaker 2: non li trovo perché gli investitori non li danno a me,
[7:15] Speaker 2: preferiscono darli alla Germania, alla Francia o dovunque, agli Stati
[7:19] Speaker 2: Uniti o al Giappone, eccetera, devo per attirare questi risparmiatori
[7:25] Speaker 2: promettere qualcosa in più dei miei rivali, cioè devo alzare
[7:28] Speaker 2: il mio tasso di interesse. Quando lo si alza di
[7:31] Speaker 2: poco la cosa rimane ovviamente ancora gestibile, ma quando si
[7:35] Speaker 2: è costretti ad alzarlo progressivamente sempre di più, la cosa
[7:38] Speaker 2: rischia di diventare ingestibile perché un tasso di interesse elevato
[7:42] Speaker 2: ti impegna non solo per il presente ma anche per
[7:43] Speaker 2: il futuro e ti impegna in maniera via via sempre
[7:46] Speaker 2: più gravosa. Ecco, un meccanismo di questo genere si venne
[7:49] Speaker 2: a creare proprio nel 2011. Quando l'Italia, che aveva già
[7:53] Speaker 2: un debito molto elevato, si rese conto che in una
[7:56] Speaker 2: fase anche turbolenta dei mercati una fase di crisi in
[7:59] Speaker 2: generale dell'Europa, non solo dell'Italia, non solo della nostra economia,
[8:03] Speaker 2: in una fase del genere appunto questo divario tra i
[8:08] Speaker 2: tassi di interesse nostri e di altri paesi divenne via
[8:10] Speaker 2: via crescente e rischiò di sfuggire completamente di mano. Tenete
[8:14] Speaker 2: conto che questo divario tra i tassi di interesse viene
[8:17] Speaker 2: misurato in economia con un valore che è indicato come spread.
[8:21] Speaker 2: Spread vuol dire proprio divario, in inglese non vuol dire
[8:23] Speaker 2: altro che quello. Lo spread significa come normalmente viene usato
[8:27] Speaker 2: nei giornali, è il divario che separa il tasso di
[8:30] Speaker 2: interesse dei nostri titoli di Stato, che in quel periodo
[8:34] Speaker 2: fruttavano molto, erano con un tasso di interesse alto, rispetto
[8:37] Speaker 2: ai tassi di interesse dei titoli di Stato tedeschi, che
[8:40] Speaker 2: tradizionalmente sono quelli considerati più sicuri e quindi anche quelli
[8:44] Speaker 2: col tasso di interesse più basso. Quando questo spread è presente,
[8:48] Speaker 2: ma non eccessivo, l'economia regge. Quando questo spread aumenta appunto
[8:52] Speaker 2: in incontrollata l'economia rischia letteralmente di crollare rischia letteralmente di
[8:59] Speaker 2: cadere in più c'è un ulteriore fattore presente in quel
[9:04] Speaker 2: 2011 che portò a veramente una tempesta sull'Italia nel 2011
[9:08] Speaker 2: ci furono anche le primavere arabe di cosa sto parlando?
[9:15] Speaker 2: beh lo vedremo anche più avanti nel nostro percorso ma
[9:18] Speaker 2: intanto devo gioco forza anticiparlo in quell'anno per varie questioni
[9:24] Speaker 2: politiche interne vari paesi arabi videro delle rivolte o anche
[9:29] Speaker 2: a volte delle vere e proprie rivoluzioni che crearono per
[9:32] Speaker 2: la verità instabilità in molti paesi del Medio Oriente e
[9:36] Speaker 2: del Nord Africa a noi in Italia interessa in particolare
[9:39] Speaker 2: un paese del Nord Africa che appunto fu sconvolto da
[9:42] Speaker 2: quella primavera araba e sto parlando della Libia la Libia
[9:44] Speaker 2: era stata governata per decenni da un dittatore Gheddafi dittatore
[9:49] Speaker 2: tra l'altro con cui l'Italia ha avuto rapporti ambivalenti ondivaghi
[9:52] Speaker 2: per molto tempo Ebbene nel 2011 una rivolta popolare buttò
[9:57] Speaker 2: giù dal suo trono, dal suo potere Gheddaf. che anzi
[10:00] Speaker 2: venne anche ucciso alla fine, e si creò dentro la
[10:04] Speaker 2: Libia una guerra civile interna, perché la situazione non si stabilizzò,
[10:08] Speaker 2: anzi rimase estremamente complessa, con l'apparato statale che contemporaneamente andava frantumandosi.
[10:17] Speaker 2: ma la Libia per noi non è un paese qualunque,
[10:18] Speaker 2: tra l'altro la Libia è stata colonia italiana e l'Italia
[10:22] Speaker 2: aveva grandi interessi, grandi relazioni economiche strategiche con questo paese
[10:27] Speaker 2: e cosa accade a partire dal 2011? Che questo paese
[10:30] Speaker 2: preda della guerra civile in mano a diverse bande, a
[10:33] Speaker 2: diversi gruppi armati che ovviamente volevano ottenere massimo profitto dalle
[10:37] Speaker 2: varie situazioni, iniziò dalla Libia verso l'Italia un flusso forte
[10:42] Speaker 2: di migranti, esisteva già Un certo flusso ma era stato
[10:45] Speaker 2: tenuto fino a quel momento sotto controllo e invece questo
[10:48] Speaker 2: flusso si intensificò parecchio. I migranti che partivano dalle coste libiche,
[10:52] Speaker 2: spesso sospinti proprio anche da alcuni di questi gruppi armati,
[10:55] Speaker 2: si imbarcavano verso le coste italiane, le coste più vicine
[11:00] Speaker 2: dal loro punto di vista per entrare in Europa avanzata,
[11:03] Speaker 2: in Europa ricca, in Europa che forse poteva accogliere alcuni
[11:07] Speaker 2: di questi migranti. Tutto questo creò ovviamente un'alta tensione nel paese,
[11:12] Speaker 2: nelle coste del nostro paese, che si andò a sommare
[11:16] Speaker 2: ovviamente alla tensione relativa all'eurozona, alla tensione relativa allo spread
[11:21] Speaker 2: di cui vi ho parlato. Questo problema sempre più grande
[11:27] Speaker 2: incise soprattutto anche sul governo, perché il governo Berlusconi, già
[11:30] Speaker 2: diviso dal suo interno, già frammentato, vi dicevo, dai litigi,
[11:34] Speaker 2: dalle rotture, eccetera, si trovò così a fronteggiare due problemi importanti.
[11:37] Speaker 2: Dal primo, la prima ondata migratoria importante per il nostro paese,
[11:41] Speaker 2: dal secondo, forse ancora più rilevante perché cresceva a ritmo
[11:46] Speaker 2: sostenuto il problema dello spread, il problema del divario economico,
[11:50] Speaker 2: il problema del rischio bancarotta. Certo si erano ancora molto
[11:53] Speaker 2: lontani da realizzarsi di quell'ipotesi di un default del paese,
[11:58] Speaker 2: però i segnali non erano per nulla promettenti e le
[12:01] Speaker 2: agenzie di rating ovviamente ci mettevano anche del loro nel
[12:04] Speaker 2: danneggiare l'immagine internazionale del paese. In quella fase sarebbe servito
[12:08] Speaker 2: un governo forte, sicuro, incapace di operare riforme, e reagire
[12:13] Speaker 2: per calmare, come si dice, i mercati, ma il governo
[12:15] Speaker 2: Berlusconi non sembrava pronto a far questo, perché perdeva credibilità
[12:20] Speaker 2: sia sul piano interno, per le questioni giudiziarie, per i
[12:24] Speaker 2: litigi con gli altri leader, sia su quello internazionale ed europeo.
[12:28] Speaker 2: Così si arrivò al novembre 2011, quando proprio Silvio Berlusconi,
[12:33] Speaker 2: ormai incapace di fronteggiare quella situazione, decise di dimettersi, segnando
[12:38] Speaker 2: non solo la fine del di una fase del governo
[12:42] Speaker 2: Berlusconi e del suo potere ormai ultraricennale, ma anche l'inizio
[12:46] Speaker 2: di una stagione nuova, che fu quella dei governi tecnici,
[12:49] Speaker 2: perché a quel punto il capo di Stato, Giorgio Napolitano,
[12:53] Speaker 2: decise di affidare la gestione di questa di fatto emergenza
[12:59] Speaker 2: a un non politico, un economista, Mario Monti, che fino
[13:02] Speaker 2: a quel punto aveva avuto ruoli soprattutto nell'università e a
[13:05] Speaker 2: livello europeo, ma che venne chiamato per creare un esecutivo
[13:10] Speaker 2: a punto tecnico di esperti per mettere a posto la situazione.
[13:15] Speaker 2: Un governo che tra l'altro ricevette l'assesso di buonissima parte
[13:18] Speaker 2: del Parlamento, di ampia parte del Parlamento, che davanti a
[13:22] Speaker 2: quella situazione così grave decise di affidarsi appunto a chi
[13:26] Speaker 2: doveva raddrizzare la barra. In realtà cosa fu l'effetto di
[13:31] Speaker 2: quella scelta? Che il governo Monti mise in campo delle
[13:33] Speaker 2: politiche anche dure, anche potremmo dire draconiane, perché c'era bisogno
[13:38] Speaker 2: obiettivamente di una sterzata economica forte per rassicurare i mercati.
[13:43] Speaker 2: Ma queste misure furono fortemente impopolari, proprio perché andavano a
[13:49] Speaker 2: varare una forma di austerità pesante, a tagliare alcune misure sociali,
[13:54] Speaker 2: ad allungare l'età pensionabile, soprattutto fu la riforma Fornero a
[13:58] Speaker 2: lasciare il segno, insomma chiese agli italiani dei sacrifici. Sacrifici
[14:04] Speaker 2: che in quel momento erano visti come necessari e che
[14:05] Speaker 2: vennero approvati dal Parlamento in larga misura, ma che poi
[14:09] Speaker 2: furono portati avanti da un governo tecnico e non politico.
[14:12] Speaker 2: Quale fu l'effetto? Che i politici che pure avevano spesso
[14:16] Speaker 2: generato quella situazione e che avevano alla fine anche sostenuto
[14:20] Speaker 2: il governo tecnico, scaricarono la colpa e la responsabilità delle
[14:24] Speaker 2: misure impopolari proprio sul governo tecnico, che risosce momentaneamente la situazione,
[14:29] Speaker 2: ma Quegli stessi politici che appunto avevano giocato questo gioco
[14:32] Speaker 2: un po' sporco tornarono poi rapidamente a fare come avevano
[14:37] Speaker 2: sempre fatto. La sto facendo probabilmente un po' semplice, un
[14:39] Speaker 2: po' drastica, ma l'indirizzo fu sostanzialmente quello. E questo alimentò
[14:46] Speaker 2: anche una sfiducia profonda un po' verso la politica, o
[14:49] Speaker 2: almeno verso la politica tradizionale, un po' verso anche i
[14:52] Speaker 2: tecnici stessi che erano visti come burocrati insensibili che non
[14:56] Speaker 2: riuscivano a comprendere la difficoltà della gente comune e chiedevano
[15:01] Speaker 2: solo tagli, solo tasse, solo comunque misure economiche. In questo
[15:06] Speaker 2: c'è ovviamente qualcosa di vero, perché i burocrati spesso non
[15:10] Speaker 2: guardano in faccia nessuno e quando ci sono da fare
[15:12] Speaker 2: dei tagli operano col macete, si potrebbe dire. Però è
[15:17] Speaker 2: anche vero che quella situazione era divenuta ormai sostanzialmente ingestibile.
[15:22] Speaker 2: Tra l'altro queste misure varate dal governo Monti riuscirono in
[15:26] Speaker 2: effetti a stabilizzare abbastanza i conti pubblici e a rassicurare l'Europa.
[15:30] Speaker 2: soprattutto della capacità di rispettare alcuni impegni, ma vararono il
[15:35] Speaker 2: rigore fiscale molto duro, aumentarono la pressione tributaria, già si
[15:39] Speaker 2: pagavano molte tasse in Italia, aumentarono ulteriormente e poi venne
[15:44] Speaker 2: varata appunto questa riforma Fornero delle pensioni che tolse la
[15:48] Speaker 2: prospettiva della pensione, o almeno la rimandò a una buona
[15:51] Speaker 2: fetta della popolazione e venne operata anche una spending review,
[15:55] Speaker 2: come si dice in inglese, cioè una revisione della spesa
[15:57] Speaker 2: per cercare di contenere le uscite. dello Stato. Il contraccolpo fu, dicevo, pesante,
[16:05] Speaker 2: soprattutto a livello di immaginario, di aspettative, di fiducia nel sistema.
[16:11] Speaker 2: Erano stati i politici a portarci fin lì, con promesse
[16:14] Speaker 2: probabilmente esagerate nei decenni precedenti. Ora i politici chiedevano a
[16:19] Speaker 2: noi italiani, questo era il mantra, un sacrificio per poi
[16:22] Speaker 2: tornare a fare altre promesse, per poi tornare a sperequare
[16:27] Speaker 2: e mettere in difficoltà l'economia italiana da domani. Tutto questo
[16:31] Speaker 2: alimentò fortissimamente l'antipolitica, che già era presente, dicevamo, da un po',
[16:35] Speaker 2: ma che dal governo Motto in poi decollò. Decollò perché
[16:40] Speaker 2: il malcontento si diffuse. Il malcontento era diretto soprattutto contro
[16:43] Speaker 2: quella che all'epoca veniva chiamata la casta, cioè appunto non
[16:48] Speaker 2: solo la politica, ma anche l'università, anche i tecnici stessi,
[16:52] Speaker 2: chiunque occupasse posizioni di potere e avesse in qualche misura,
[16:57] Speaker 2: in un modo o nell'altro, ha generato questa situazione così gravosa.
[17:01] Speaker 2: In effetti a cavalcare questa ondata anticasta, vagamente anche populista
[17:06] Speaker 2: e sicuramente antipartitica, fu un nuovo movimento che si era
[17:10] Speaker 2: formato in quel periodo, a partire tra l'altro da Internet,
[17:14] Speaker 2: da un blog, quindi da una situazione inedita per la
[17:17] Speaker 2: politica italiana, il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo,
[17:21] Speaker 2: che comico televisivo si era convertito negli anni precedenti appunto
[17:25] Speaker 2: a opinionista, se vogliamo dire così, attivista sul web e
[17:30] Speaker 2: questo movimento iniziò a crescere ma notevolmente e anche rapidamente
[17:35] Speaker 2: nei consensi, nelle aspettative, nelle speranze, fece dei datuni, questi
[17:38] Speaker 2: datuni si rivelarono oltre ogni aspettativa per partecipazione e questo
[17:44] Speaker 2: movimento iniziò anche a diventare un movimento politico anche deciso
[17:49] Speaker 2: a candidarsi a candidarsi nelle amministrazioni locali in primo luogo
[17:52] Speaker 2: dove ottenne anche dei lisunghieri risultati ma poi magari anche
[17:56] Speaker 2: alle elezioni politiche e in tutto questo si arrivò dopo
[18:00] Speaker 2: un anno e mezzo di governo monti alle elezioni del
[18:05] Speaker 2: 2013 elezioni in cui c'erano i partiti tradizionali appunto c'era
[18:10] Speaker 2: il centro sinistra col pd c'era il centro destra con Berlusconi,
[18:15] Speaker 2: ma si presentava anche per la prima volta il Movimento
[18:17] Speaker 2: 5 Stelle. Quello che accadde in quelle elezioni e quello
[18:24] Speaker 2: che ne seguì è un'altra storia che merita un po'
[18:27] Speaker 2: di tempo e quindi che rimandiamo alla prossima puntata perché
[18:30] Speaker 2: appunto c'è molto da dire. Ma certo posso anticiparvi che
[18:34] Speaker 2: l'Italia che uscì dal 2013 era un'Italia completamente diversa. Quelle
[18:37] Speaker 2: elezioni le vinse anche se in realtà di pochissimo il
[18:40] Speaker 2: centro- sinistra però i blocchi non erano più due, non c'erano
[18:44] Speaker 2: più solo centro- sinistra e centro- destra, c'era anche il Movimento 5
[18:47] Speaker 2: Stelle che arrivò quasi alla pari degli altri due blocchi.
[18:51] Speaker 2: Si vide un tripolarismo, se così si può dire, che
[18:54] Speaker 2: avrebbe reso difficile la formazione dei governi e una serie
[18:58] Speaker 2: di tanti altri problemi che vedremo. Però per oggi, visto
[19:01] Speaker 2: anche il minutaggio, direi che ci possiamo fermare qui. Prima
[19:04] Speaker 2: di salutarci vi ricordo molto velocemente le solite cose. Intanto
[19:07] Speaker 2: che Questo podcast lo trovate su tante piattaforme, su cui
[19:10] Speaker 2: trovate però anche il podcast gemello chiamato Dentro la Filosofia. Poi,
[19:14] Speaker 2: se volete rimanere in contatto con me e col canale,
[19:17] Speaker 2: potete seguirmi sui social network Facebook, Twitter, Instagram, Nicknamescript, oppure
[19:22] Speaker 2: abbonarvi alla newsletter gratuita e settimanale che trovate andando all'indirizzo
[19:26] Speaker 2: internet hermanoferretti. it, una mail semplice, voglio molto lunga in realtà,
[19:31] Speaker 2: ma gratis ovviamente, dove vi parlo di libri, di film,
[19:35] Speaker 2: di filosofia, di storia, e faccio anche il punto dei
[19:37] Speaker 2: video dei podcast usciti. Poi vi ricordo, come sempre, che
[19:39] Speaker 2: c'è anche un grosso canale YouTube se cercate spiegazioni anche
[19:43] Speaker 2: su altri argomenti. Ultima cosa, vi ricordo che mi trovate
[19:47] Speaker 2: anche in libreria. Il mio ultimo libro si intitola Neanche Nicer,
[19:50] Speaker 2: un super uomo edito da cari ritorno libro che presenta
[19:54] Speaker 2: il pensiero di vari filosofi del passato ma soprattutto per
[19:57] Speaker 2: imparare da loro riflettere assieme a loro sui problemi del
[20:00] Speaker 2: nostro presente perché abbiamo tante sfide davanti abbiamo tante questioni
[20:04] Speaker 2: aperte abbiamo anche da prenderci un impegno da rimboccarci le
[20:08] Speaker 2: maniche a far la nostra parte credo e spero questo
[20:11] Speaker 2: libro ci aiuta anche forse un po' a farlo in
[20:14] Speaker 2: un'ottica nuova diversa da quella dominante in un'ottica anche filosofica
[20:18] Speaker 2: quindi un libro accessibile pensato anche per chi non si
[20:22] Speaker 2: occupa di filosofia in maniera quotidiana però un libro che
[20:26] Speaker 2: vuole incidere neanche inizia da un superuomo cari editori lo
[20:29] Speaker 2: trovate in tutte le librerie basta ho detto davvero tutto
[20:33] Speaker 2: ci sentiamo presto per altre lezioni sull'Italia del ultimo decennio
[20:39] Speaker 2: e poi per tante altre cose ancora. Ciao alla prossima!

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