# La Grande Recessione del 2007

An episode of [Dentro alla storia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1552890064), 23 Oct 2026, 21 min.

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## Transcript

[0:00] Speaker 2: Ne abbiamo un po' parlato di recente affrontando il tema
[0:03] Speaker 2: dal punto di vista italiano con la crisi del debito sovrano,
[0:07] Speaker 2: con il governo Monte e con tutto quello che ne
[0:09] Speaker 2: è conseguito ma chiusa la parentesi italiana oggi dobbiamo affrontare
[0:14] Speaker 2: il tema a livello globale perché nel 2007 c'è stata
[0:17] Speaker 2: la ultima grande crisi economica, forse purtroppo ultima solo perché
[0:21] Speaker 2: è la più recente e adesso nel momento in cui
[0:25] Speaker 2: registro siamo dentro a un momento comunque critico di difficoltà
[0:29] Speaker 2: di grande inflazione. Ma quello del 2007 fu una cosa diversa,
[0:33] Speaker 2: fu una crisi importante, una crisi legata inizialmente alla finanza,
[0:38] Speaker 2: legata ai mutui, ma poi estesa a vari settori del
[0:42] Speaker 2: mondo anche produttivo, fu una crisi per certi versi epocale,
[0:46] Speaker 2: venne chiamata la grande recessione del 2007. Oggi cerchiamo di
[0:51] Speaker 2: capire come mai avvenne, quali furono le principali cause principali
[0:55] Speaker 2: scatenanti e poi che effetto ebbe, cosa fu questa recessione,
[0:58] Speaker 2: quali furono le reazioni politiche. Iniziamo a parlare di tutto questo,
[1:02] Speaker 2: come sempre, subito dopo la sigla. Dentro la storia, un
[1:13] Speaker 2: podcast di Ermanno Scripp Ferretti, 411° puntata, la grande recessione
[1:22] Speaker 2: del 2007. Eccoci qui cari amici, ben trovati di nuovo
[1:29] Speaker 2: insieme per dedicare circa 20 minuti allo studio della storia,
[1:32] Speaker 2: in particolare allo studio della storia recentissimo. Ormai siamo davvero
[1:35] Speaker 2: agli sgozzoli, siamo vicinissimi ai giorni nostri, e però, appunto,
[1:39] Speaker 2: se avete la mia età, ma forse anche un po'
[1:41] Speaker 2: più giovani di me, ricorderete che quasi vent'anni fa, ormai
[1:44] Speaker 2: di tempo non è passato, ma quasi vent'anni fa il
[1:47] Speaker 2: mondo fu attraversato da una grande crisi, la crisi appunto
[1:51] Speaker 2: del 2007, la crisi dei multi- subprime, come si diceva all'epoca,
[1:55] Speaker 2: appunto ormai... È passato un ventennio, sono cambiate molte cose,
[1:59] Speaker 2: ma quella crisi un po' anche ci rimane così sul groppone,
[2:04] Speaker 2: ci inquieta ancora perché abbiamo sempre paura che quella crisi
[2:07] Speaker 2: possa presto ritornare. Allora oggi iniziamo un breve percorso per
[2:12] Speaker 2: ricostruire cosa avvenne, come mai quella crisi scoppiò e poi
[2:16] Speaker 2: anche per capire come reagirono i vari governi, i vari
[2:19] Speaker 2: stati davanti a quella difficoltà. Fu certo una crisi epocale,
[2:23] Speaker 2: tenete conto che Il mondo del capitalismo ne aveva vissute
[2:27] Speaker 2: altre di crisi, ovviamente c'era stata la crisi del 29, celeberrima,
[2:31] Speaker 2: la crisi di Wall Street, c'era stata poi la crisi
[2:34] Speaker 2: degli anni 70, la crisi petrolifera, lo shock petrolifero, però
[2:39] Speaker 2: poi a parte quelle due grandi crisi, poco altro, sì
[2:42] Speaker 2: qua e là, qualche piccola crisi locale, piccola poi in prospettiva,
[2:46] Speaker 2: ovviamente quando ci sei dentro comunque è un problema, però
[2:50] Speaker 2: grandi crisi no, e anzi quella del 2007 per certi
[2:53] Speaker 2: versi ricordò la crisi del 29 soprattutto, perché fu una
[2:56] Speaker 2: crisi che si originava in era vagamente simile, che comportò
[3:01] Speaker 2: risposte anche a tratti vagamente simili, insomma sembrava di essere
[3:04] Speaker 2: tornato indietro di 80 anni e che negli 80 anni
[3:07] Speaker 2: precedenti poco si fosse capito. Anche questa, la crisi del
[3:12] Speaker 2: 2007 infatti, fu una crisi che scoppiò negli Stati Uniti
[3:16] Speaker 2: e a partire poi da una crisi diciamo bolla speculativa,
[3:19] Speaker 2: potremmo dire così, la bolla immobiliare in questo caso, che
[3:23] Speaker 2: ricordava un po' la bolla di Wall Street appunto nel 1929.
[3:25] Speaker 2: Adesso vedremo meglio di cosa si trattava, ma diciamo che
[3:29] Speaker 2: alcune similitudini c'erano ed erano subito ben presenti. Tra l'altro
[3:34] Speaker 2: c'è da dire però che questa crisi del 2007 si
[3:37] Speaker 2: diffuse in tutto il mondo, perché ormai il mondo vent'anni
[3:40] Speaker 2: fa era già pienamente globalizzato e quindi appunto problemi economici
[3:44] Speaker 2: di una parte soprattutto di un attore importante del mondo
[3:47] Speaker 2: come gli Stati Uniti si riflettevano anche in altre zone
[3:50] Speaker 2: pesantemente del mondo però bisogna dire anche che ci furono
[3:53] Speaker 2: delle eccezioni ad esempio India e Cina rimasero quasi esterne
[3:59] Speaker 2: a questa crisi quasi salvaguardate quasi indenni a questa crisi
[4:04] Speaker 2: anzi la Cina ne approfittò per avere un altro balzo
[4:06] Speaker 2: importante in avanti certo Poi questa crisi ebbe anche delle
[4:11] Speaker 2: conseguenze di medio periro perché dalla crisi del 2007 sarebbe
[4:15] Speaker 2: poi originata almeno per quanto riguarda l'Europa, almeno per quanto
[4:18] Speaker 2: riguarda l'Italia, almeno in parte la crisi del 2011 e
[4:21] Speaker 2: di quello sul caso italiano abbiamo però per la verità
[4:24] Speaker 2: già parlato. Allora cerchiamo prima di tutto di ricostruire le
[4:28] Speaker 2: cause scatenanti di questa crisi. In primo luogo, alla base
[4:35] Speaker 2: della crisi del 2007, possiamo dirlo con certa sicurezza, ci
[4:39] Speaker 2: fu una questione finanziaria che riguardava il mercato immobiliare, il
[4:42] Speaker 2: mercato delle case, soprattutto negli Stati Uniti. Cos'era accaduto? Beh,
[4:47] Speaker 2: per tutti gli anni 90 e anche per i primi
[4:49] Speaker 2: anni del XXI secolo, per gli anni 2000, il mercato americano,
[4:54] Speaker 2: dal punto di vista degli immobili, era cresciuto a ritmi molto,
[4:57] Speaker 2: molto sostenuti. Si erano costruite tantissime case. Le banche avevano
[5:02] Speaker 2: investito tra l'altro in questo settore sostenendo la costruzione di
[5:07] Speaker 2: queste case. erano stati concessi cioè alle famiglie americane mutui,
[5:12] Speaker 2: a volte anche molto generosi, per costruire, comprare e acquisire case,
[5:17] Speaker 2: cosa che aveva reso appunto molto vivo il mercato immobiliare,
[5:20] Speaker 2: persone che erano state tutta la vita in affitto e
[5:23] Speaker 2: si erano potute permettere una casa grazie a mutui appunto
[5:26] Speaker 2: vantaggiosi tutto sommato, ma vantaggiosi soprattutto perché questi mutui, e
[5:32] Speaker 2: questo ci venne a scoprire col tempo dopo lo scoppio
[5:36] Speaker 2: della crisi, Questi mutui erano stati concessi soprattutto senza troppe garanzie.
[5:41] Speaker 2: Voi sapete, oggi, ma se siete adulti siete purtroppo abituati,
[5:46] Speaker 2: che ogni volta che avete bisogno di un prestito potete
[5:48] Speaker 2: andare ovviamente in banca, nella vostra banca preferita, e chiedere
[5:52] Speaker 2: se un prestito ingente è un mutuo. Ma prima che
[5:56] Speaker 2: vi concedano il mutuo dovete portare tutta una serie di garanzie,
[5:58] Speaker 2: anche piuttosto gravose, no? il cedolino, lo stipendio proprietà insomma
[6:05] Speaker 2: a seconda di quanto grande è questo mutuo più grande
[6:08] Speaker 2: è il mutuo più dovete dare garantie alla banca o
[6:10] Speaker 2: a chiunque vi faccia questo prestito perché non è così
[6:13] Speaker 2: facile accedere a questi finanziamenti negli Stati Uniti in quegli
[6:17] Speaker 2: anni non so neanche lì ci fossero regole simili alle
[6:20] Speaker 2: nostre negli anni precedenti questi mutui erano stati concessi in
[6:23] Speaker 2: modo più generoso perché il mercato cresceva perché il settore
[6:27] Speaker 2: cresceva e c'era grande fiducia che tutto sarebbe sempre andato
[6:31] Speaker 2: per il meglio. In più, oltre a questo elemento di debolezza,
[6:35] Speaker 2: perché quando i mutui non sono sicuri evidentemente è possibile
[6:38] Speaker 2: anche che qualcuno poi non ripaghi questi mutui e questo
[6:41] Speaker 2: generi un problema per l'interrogatore del mutuo, per la banca
[6:44] Speaker 2: o per la finanziaria, c'era un ulteriore elemento di debolezza,
[6:48] Speaker 2: cioè il fatto che oltre al fatto che questi mutui
[6:51] Speaker 2: fossero fragili, non fossero stati messi con una sufficiente solidità,
[6:56] Speaker 2: in più si erano creati una serie di pacchetti si
[6:58] Speaker 2: diceva di prodotti derivati che usavano questi mutui cioè in
[7:03] Speaker 2: pratica voi sapete che quando un risparmiatore vuole investire in
[7:07] Speaker 2: genere si rivolge a un promotore finanziario una banca o
[7:10] Speaker 2: chi per esso e di solito investe in pacchetti non
[7:15] Speaker 2: è che di solito uno compra un'azione un investimento in
[7:19] Speaker 2: una società ma più facilmente compra dei pacchetti di azioni
[7:24] Speaker 2: dei pacchetti di in realtà obbligazioni, titoli di stato, azioni,
[7:29] Speaker 2: pacchetti misti che mettono insieme tante offerte. Il promotore finanziario
[7:33] Speaker 2: elabora questi pacchetti, in genere vorrebbe anche diversificarli un po'
[7:37] Speaker 2: in modo da contenere il rischio e da offrire un
[7:42] Speaker 2: pacchetto che sia profittevole per il suo cliente. E quindi
[7:45] Speaker 2: molto spesso le banche, i promotori fanno una scelta di
[7:49] Speaker 2: quali azioni, di quali titoli, di quali obbligazioni di quali
[7:52] Speaker 2: titoli di Stato mettere insieme per offrire il miglior pacchetto possibile.
[7:56] Speaker 2: Questa è in fondo l'idea. Ma cosa accadde in America
[7:58] Speaker 2: in quegli anni? Che all'interno di questi pacchetti si iniziarono
[8:02] Speaker 2: ad inserire anche appunto fondi di investimento che ricorrevano ai
[8:07] Speaker 2: crediti legati ai mutui. Cioè in pratica questi mutui che
[8:10] Speaker 2: erano stati concessi dalle banche venivano messi in una certa
[8:13] Speaker 2: misura e in un certo modo che adesso è anche
[8:15] Speaker 2: complicato ma vi basti questa semplificazione all'interno di questi pacchetti
[8:19] Speaker 2: offerti ai risparmiatori. E quindi i risparmiatori, senza rendersene troppo conto,
[8:24] Speaker 2: investivano in un prodotto che era intrinsecamente piuttosto debole. Perché
[8:29] Speaker 2: non si trattava solo di azioni, di ditte che stavano crescendo,
[8:33] Speaker 2: non si trattava di titoli di Stato, di obbligazioni che
[8:36] Speaker 2: in genere sono piuttosto sicure, ma appunto c'era una certa
[8:39] Speaker 2: quota di mutui che erano di per sé piuttosto fragili
[8:44] Speaker 2: perché poco garantiti. Insomma, per farla breve... si era andata
[8:48] Speaker 2: a creare una bolla speculativa, un castello di carta, potremmo
[8:51] Speaker 2: dire così, che si innalzava sempre di più, ma che
[8:54] Speaker 2: aveva le fondamenta molto deboli, molto fragili, in cui bastava,
[8:59] Speaker 2: in fondo, che un certo numero di persone che avevano
[9:04] Speaker 2: il mutuo smettessero di pagare il loro mutuo perché venisse
[9:06] Speaker 2: giù tutto. Questi mutui concessi a maniche larghe in realtà
[9:10] Speaker 2: erano stati concessi a persone che a volte avevano una
[9:14] Speaker 2: cattiva storia creditizia, cioè persone che si facevano fare i
[9:18] Speaker 2: prestiti ma non sempre riuscivano a ripagare quei prestiti, che
[9:21] Speaker 2: si facevano dare i soldi ma non sempre erano in
[9:23] Speaker 2: grado di ridargli dietro i soldi. E quando ovviamente si
[9:26] Speaker 2: fanno i mutui, una banca fa i mutui, può mettere
[9:28] Speaker 2: anche in conto che qualcuno dei suoi clienti non riesca
[9:32] Speaker 2: a ripagare il debito, ma non devono essere troppi perché
[9:35] Speaker 2: quando si supera una certa soglia il sistema va in crisi.
[9:39] Speaker 2: E quando il sistema va in crisi a livello dei mutui,
[9:41] Speaker 2: se questi mutui possono essere inseriti in qualche misura dentro
[9:43] Speaker 2: i pacchetti finanziari, va in crisi tutto il sistema alla lunga, no?
[9:47] Speaker 2: Il fatto c'era costruito, cioè, un castello di carta basato
[9:52] Speaker 2: sulla fiducia, o meglio, sulla scommessa che tutti avrebbero ripagato
[9:56] Speaker 2: i loro rebiti, che il sistema avrebbe continuato a crescere,
[9:58] Speaker 2: che il mercato immobiliare avrebbe continuato a svilupparsi e magari
[10:04] Speaker 2: appunto continuando a svilupparsi i nuovi crediti avrebbero sopperito i
[10:08] Speaker 2: difetti dei mutui emessi si sperava che tutto sarebbe cresciuto
[10:12] Speaker 2: e anche quelle cose che non fossero andate bene quegli
[10:15] Speaker 2: inciampi del percorso sarebbero stati compensati dalla crescita In realtà
[10:20] Speaker 2: appunto era un castello ricatta, era un castello molto fragile,
[10:23] Speaker 2: per cui dicevo bastava poco per far crollare tutto. E
[10:26] Speaker 2: in effetti a un certo punto quel poco arrivò, come
[10:29] Speaker 2: spesso accade quando qualcosa può andare male prima o poi
[10:32] Speaker 2: va male. E in effetti questo, dicevo, si verificò. Il
[10:36] Speaker 2: mercato immobiliare a un certo punto entrò in crisi e
[10:39] Speaker 2: si sviluppò molto rapidamente un effetto a catena che travolse
[10:43] Speaker 2: tutto e tutti. Ovviamente travolse chi aveva sottoscritto un mutuo,
[10:47] Speaker 2: travolse le banche che avevano concesso quel mutuo, ma travolse
[10:51] Speaker 2: anche le banche che avevano creato i pacchetti finanziari, travolse
[10:54] Speaker 2: anche i risparmiatori che avevano comprato quei pacchetti. Insomma, fu
[10:57] Speaker 2: un disastro. Fu letteralmente un disastro che si sviluppò molto rapidamente,
[11:01] Speaker 2: nel giro di poche settimane addirittura. E fu un disastro
[11:04] Speaker 2: di proporzioni tali che alcune delle più importanti banche americane
[11:09] Speaker 2: iniziarono a rischiare pesantemente la banca rotta. Sto parlando di
[11:12] Speaker 2: una piccola banca sparuta e lontana, ma delle più importanti
[11:17] Speaker 2: banche americane. Ovviamente se crollano le più importanti banche americane
[11:21] Speaker 2: rischia di crollare tutto il sistema, rischia di generare una
[11:24] Speaker 2: crisi enorme. Il punto di svolta, cioè il momento in
[11:28] Speaker 2: cui si capì che questa crisi non era leggera e
[11:30] Speaker 2: non sarebbe passata tanto in fretta, fu quando nel settembre
[11:33] Speaker 2: ormai 2008, quindi quando ormai le cose avevano iniziato a
[11:36] Speaker 2: prendere un certo piede, la banca di Lehman Brothers, una
[11:40] Speaker 2: delle più importanti, una delle più ricche banche americane, dichiarò fallimento,
[11:45] Speaker 2: dichiarò banca rotta. Questa banca crollò e lì fu il
[11:49] Speaker 2: segnale che non si tornava più indietro, perché tra l'altro
[11:53] Speaker 2: tutte le banche erano ormai tra loro collegate, erano ormai
[11:56] Speaker 2: tra loro interconnesse e quindi quando ne crollava una si sviluppava,
[12:01] Speaker 2: come vi dicevo, un effetto domino che si trasmetteva anche
[12:04] Speaker 2: a tutte le altre banche, anche a tutti gli altri soggetti.
[12:08] Speaker 2: Questo portò ovviamente all'intervento della politica perché se crolla tutto,
[12:12] Speaker 2: se crolla il sistema, se crollano le banche, poi crollano
[12:14] Speaker 2: anche le industrie che ricevono prestiti dalle banche e se
[12:18] Speaker 2: crollano le industrie crolla l'apparato produttivo, crolla l'economia, crolla anche
[12:21] Speaker 2: il mondo del lavoro. Ovviamente non è che i lavoratori
[12:24] Speaker 2: possono dire è un affare che riguarda i banchieri, non
[12:26] Speaker 2: riguarda me, purtroppo riguarda tutti, purtroppo riguarda tutti e coinvolge
[12:30] Speaker 2: tutti e a quel punto si decise di intervenire. Vari
[12:37] Speaker 2: stati e vari governi infatti iniziarono a discutere su come
[12:40] Speaker 2: intervenire davanti a questa crisi che venne rapidamente ribattezzata crisi
[12:44] Speaker 2: dei mutui, subprime, proprio per richiamare alla memoria quel meccanismo
[12:48] Speaker 2: del mutuo che poi era stato introdotto in meccanismi finanziari.
[12:53] Speaker 2: Ma come intervenire? Come salvare il sistema? Come salvare le banche?
[12:59] Speaker 2: Tenete conto che la crisi era scoppiata in America e
[13:01] Speaker 2: l'America non era abituata a meccanismi di questo tipo. L'America Pensava,
[13:05] Speaker 2: parte del paese liberista per eccellenza, che il mercato si
[13:07] Speaker 2: dovesse riequilibrare per conto proprio, che non si dovessero essere
[13:10] Speaker 2: interventi stradali particolari. Questa era la tradizione americana. Quando lo
[13:14] Speaker 2: Stato interviene fa danni. Questo era il diktat di molti
[13:17] Speaker 2: economisti americani. Però a quel punto in realtà si pensò
[13:21] Speaker 2: che un intervento fosse necessario per evitare il tracollo. Un
[13:24] Speaker 2: intervento che avrebbe dovuto ripianare i debiti, ovviamente, quindi metterci
[13:28] Speaker 2: dei soldi, e poi dare alle banche liquidità. Perché c'era
[13:34] Speaker 2: anche un altro problema, anche per quelle banche che non
[13:36] Speaker 2: stavano fallendo, che mancavano soldi da prestare alle imprese, da
[13:39] Speaker 2: prestare alle industrie. E quindi tutto quel sistema che vive
[13:43] Speaker 2: anche di prezzi, di investimenti, di lanci, rischiava di frantumarsi.
[13:47] Speaker 2: Cioè servivano tanti, tanti, tanti fondi pubblici. E serviva anche
[13:52] Speaker 2: un tentativo poi tra l'altro di far condividere questi finanziamenti
[13:57] Speaker 2: pubblici dall'opinione pubblica e dai cittadini. Perché in un momento
[14:01] Speaker 2: in cui arriva la crisi, e in un momento in
[14:03] Speaker 2: cui poi gli stessi cittadini sono in grave difficoltà perché
[14:06] Speaker 2: non hanno più soldi per pagare i mutui, sono sommersi
[14:08] Speaker 2: dai debiti, magari perdono anche lavoro queste banche che falliscono, licenziano,
[14:12] Speaker 2: c'è una data di licenziamento negli Stati Uniti, come fai
[14:15] Speaker 2: a spiegare ai cittadini che si trovano per strada, che
[14:18] Speaker 2: si trovano senza più un lavoro, che quei pochi soldi
[14:21] Speaker 2: che lo Stato ha in fondo li investe per le
[14:23] Speaker 2: banche e non per i cittadini? Non è certo semplice,
[14:25] Speaker 2: non è certo facile, bisogna trovare anche una quadra ovviamente
[14:28] Speaker 2: in questo sistema, perché i cittadini anche loro reclamano aiuto,
[14:32] Speaker 2: anche loro reclamano sostegno. Tenete conto poi, tra l'altro, che
[14:36] Speaker 2: per spendere così tanto a livello pubblico, per ripianare i debiti,
[14:40] Speaker 2: per dare liquidità alle banche, non bastano i fondi che
[14:42] Speaker 2: si hanno già in cascina, perché quelli sono già impegnati
[14:44] Speaker 2: in altre cose. Bisogna a volte o alzare le tasse
[14:49] Speaker 2: o ricavare quei soldi da altre spese, magari da spese
[14:53] Speaker 2: sociali che per qualche anno ricevono ritagli, ritagli importanti. cosa
[14:59] Speaker 2: che finisce per aumentare ulteriormente ovviamente il malcontento popolare. Tant'è
[15:03] Speaker 2: vero che in questi anni, proprio negli Stati Uniti, si
[15:05] Speaker 2: verifica un fenomeno abbastanza inedito di protesta sociale che coinvolge
[15:11] Speaker 2: spesso i giovani, coinvolge proprio quelle classi sociali che magari
[15:14] Speaker 2: sono state più colpite da questa crisi, che è ribattizzato
[15:17] Speaker 2: Occupy Wall Street, che si sviluppa in realtà un po'
[15:20] Speaker 2: nel tempo, parte dal 2010-2011, quindi non proprio subito, ma
[15:24] Speaker 2: a un certo punto emerge questo fenomeno, di giovani, di
[15:27] Speaker 2: lavoratori in difficoltà che protestano contro il sistema finanziario globale,
[15:33] Speaker 2: perché la protesta ha anche un senso. Cosa dicono questi contestatori?
[15:37] Speaker 2: Dicono la crisi l'avete creata voi, la crisi non l'hanno
[15:40] Speaker 2: creata i lavoratori, non l'hanno creata i risparmiatori, l'hanno creata
[15:45] Speaker 2: quelli che hanno concesso dei mutui quando non avrebbero dovuto
[15:48] Speaker 2: concederli e li hanno concessi per avidità, per avere più soldi,
[15:51] Speaker 2: per far crescere il loro mercato, per far crescere i
[15:54] Speaker 2: loro affari, mettendo a repentaglio l'economia globale. E l'hanno creata
[15:58] Speaker 2: quelle banche, proprio quel Lehman Brothers e Compagnia Bella, che
[16:01] Speaker 2: poi su quei mutui hanno creato dei pacchetti per guadagnarsi
[16:04] Speaker 2: ancora di più, per finanziarsi ancora di più. Cioè c'è
[16:06] Speaker 2: stata una corsa all'avidità, questo dicono i contestatori di Occupy
[16:11] Speaker 2: Wall Street, creata proprio da Wall Street, cioè da quel
[16:14] Speaker 2: meccanismo finanziario che ormai domina la scena. Il capitalismo di
[16:17] Speaker 2: oggi non è più il capitalismo produttivo, industriale di un tempo,
[16:21] Speaker 2: è soprattutto... in larga misura, un capitalismo finanziario che vive
[16:25] Speaker 2: di borsa, che vive di lezioni, che vive di pacchetti,
[16:28] Speaker 2: che vive di investimenti, di quello che dicevamo prima. Ora,
[16:31] Speaker 2: Occupy Wall Street dice, perché quei pochi soldi che abbiamo
[16:34] Speaker 2: dobbiamo darli proprio a voi? Per risanare i vostri debiti,
[16:37] Speaker 2: i vostri problemi, perché poi voi magari ritorniate a fare
[16:39] Speaker 2: quello che avete fatto fino ad adesso, cioè creare grossi problemi.
[16:44] Speaker 2: E la politica che deve intervenire deve quindi decidere, non
[16:48] Speaker 2: dico da che parte stare, tra finanza, banche e cittadini.
[16:52] Speaker 2: ma trovare, ripeto, una quadra, un equilibrio tra i suoi interventi.
[16:56] Speaker 2: Da un lato c'è obiettivamente bisogno di mettere al sicuro
[16:59] Speaker 2: il sistema bancario e finanziario, se no crolla tutto, ma
[17:02] Speaker 2: dall'altro c'è anche bisogno di ascoltare le proteste popolari e
[17:06] Speaker 2: ripensare forse almeno in certa misura l'economia. Dove si riesce
[17:10] Speaker 2: a fare e cosa si fa e dove si interviene?
[17:13] Speaker 2: Di questo parleremo meglio, visto anche il minutaggio, nella prossima puntata.
[17:22] Speaker 2: Siamo infatti arrivati alla fine della nostra puntata di oggi
[17:25] Speaker 2: e soprattutto a una svolta. Dobbiamo parlare di come poi
[17:28] Speaker 2: la politica ha deciso concretamente di intervenire, cosa fece e
[17:32] Speaker 2: anche eventualmente cosa fece che in prospettiva appare buono e valido,
[17:37] Speaker 2: cosa fece magari invece di meno valido. Oggi abbiamo una
[17:40] Speaker 2: distanza di 20 anni da quegli anni, di 15 anni,
[17:43] Speaker 2: e possiamo valutare anche quali politiche hanno funzionato, quali forse meno,
[17:48] Speaker 2: anche perché le crisi, come sapete, sono spesso dietro l'angolo.
[17:51] Speaker 2: e quindi un po' di analisi serve, poi ovviamente cercheremo
[17:54] Speaker 2: di stare su per partes e di vedere quali analisi
[17:58] Speaker 2: sono oggi considerate più affidabili da questo punto di vista,
[18:00] Speaker 2: perché più ci avviciniamo al nostro presente ovviamente più la
[18:04] Speaker 2: questione si fa intricata ed è difficile rimanere obiettivo e
[18:06] Speaker 2: noi ci proviamo, ma come sempre prendete anche le nostre
[18:09] Speaker 2: analisi con beneficio di inventare. Intanto comunque per oggi terminiamo
[18:14] Speaker 2: qui la nostra lezione, vi ricordo prima di salutarci che
[18:17] Speaker 2: questo podcast lo trovate su tante piattaforme, Google Podcast, Apple Podcast, Spotify, Deezer, Castbox,
[18:22] Speaker 2: Heart Radio, Spreaker, Audible e YouTube, ma su queste stesse
[18:26] Speaker 2: piattaforme trovate anche il podcast Cugino, Parente, Gemello, che si
[18:30] Speaker 2: chiama Dentro la Filosofia, in cui parliamo di filosofia ed
[18:33] Speaker 2: è consigliatissimo. Poi vi ricordo anche che se volete rimanere
[18:36] Speaker 2: in contatto, mi trovate sui social network Facebook, Twitter, Instagram,
[18:40] Speaker 2: LinkedIn e altri, nickname Scrip oppure Ermanno Ferretti, mi trovate sempre.
[18:45] Speaker 2: E poi soprattutto vi ricordo che esiste una newsletter gratuita
[18:49] Speaker 2: settimanale che è molto, molto consigliata. Basta andare sul mio
[18:52] Speaker 2: sito internet ermannoferretti. it, lì c'è modo di lasciare la vostra
[18:56] Speaker 2: email e venire a casa una volta a settimana, in
[18:58] Speaker 2: modo completamente gratuito, una mail dove vi parlo di libri,
[19:01] Speaker 2: di film, di filosofia, di storia, di tante cose, a
[19:04] Speaker 2: volte anche di attualità, cercando di darvi anche degli strumenti
[19:07] Speaker 2: per ragionare sul presente e sul passato in modo proficuo.
[19:11] Speaker 2: Quindi iscrivetevi. e lì faccio anche l'elenco ogni settimana di
[19:15] Speaker 2: video e di podcast che ho fatto, insomma, così non
[19:17] Speaker 2: perdete nulla. Ultima cosa, se volete, ma anche questo è
[19:21] Speaker 2: molto e particolarmente consigliato, mi trovate anche in libreria. Il
[19:25] Speaker 2: mio ultimo libro si intitola Neanche Nice era un superuomo,
[19:29] Speaker 2: edito da Cairo Editore, è un libro di divulgazione filosofica,
[19:32] Speaker 2: perché in fondo prendo alcune filosofie, alcune linee di pensiero
[19:36] Speaker 2: e ve le spiego, un po' come faccio qui nei podcast,
[19:40] Speaker 2: ma oltre a spiegarvi questi pensatori... Provo anche a trarre
[19:43] Speaker 2: da loro dei ragionamenti che secondo me sono utili oggi
[19:44] Speaker 2: per affrontare il nostro presente, un presente complicato, è un
[19:49] Speaker 2: presente anche a volte angosciante, perché ne succedono di tutti
[19:53] Speaker 2: i colori, le crisi economiche sono uno di questi aspetti
[19:56] Speaker 2: che giustamente anche ci angosciano, e in questo libro provo
[19:59] Speaker 2: anche a proporre come agire. Certo, non ho ricette salvifiche,
[20:04] Speaker 2: non ho soluzioni particolari, facili però credo che ognuno possa
[20:07] Speaker 2: fare la sua piccola parte e questo libro usando la
[20:09] Speaker 2: filosofia ragionando assieme ai filosofi mettendo insieme anche sociologia storia
[20:13] Speaker 2: economia e altre cose prova a tracciare una linea di
[20:16] Speaker 2: pensiero che non è solo mia in realtà si appoggia
[20:19] Speaker 2: a tanti pensatori ma prova a essere una linea di
[20:21] Speaker 2: pensiero che può essere valida oggi forse può essere almeno
[20:25] Speaker 2: presa in considerazione oggi forse quindi è un libro che
[20:27] Speaker 2: consiglio caramente neanche Nietzsche era un super uomo in tutte
[20:30] Speaker 2: le librerie compratelo leggetelo fatelo girare prestatelo insomma Spargete la
[20:35] Speaker 2: voce perché, come sapete, il nostro canale, i nostri podcast
[20:38] Speaker 2: vivono di questo, vivono di voci sparse, di amici che
[20:42] Speaker 2: segnalano ad altri amici. Se siete qui forse perché qualcuno
[20:45] Speaker 2: ve l'ha segnalato, perché qualcuno sul web ha messo un
[20:48] Speaker 2: like e ha fatto sì che il podcast acquisisse poi spettatori, ascoltatori, eccetera.
[20:53] Speaker 2: Quindi fate anche voi la vostra parte. Basta detto tutto,
[20:57] Speaker 2: ci sentiamo presto per parlare ancora di crisi economica e
[20:59] Speaker 2: poi per tante altre lezioni ancora. Ciao, alla prossima!

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