# \[473\] Alessandro Alibrandi (NAR), il figlio del giudice | Camerati armati #2

An episode of [Spazio 70](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1544129088), 28 Oct 2026, 41 min.

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La storia di Alessandro Alibrandi. Dai primi passi nella militanza politica agli scontri di piazza, dalla progressiva radicalizzazione all'ingresso nei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), fino all'esperienza in Medio Oriente, nel Libano sconvolto dalla guerra civile, e al successivo ritorno in Italia. Ripercorriamo gli episodi e le vicende che segnarono il percorso di «Alì Babà», ricostruendo il contesto politico e umano in cui maturò la scelta della lotta armata, fino alla sua morte a Roma, il 5 dicembre 1981. Il nostro sito internet: https://www.spazio70.com Il nostro gruppo Telegram: https://www.t.me/spazio_70 Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support.

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Questa è la storia di un ragazzo che, almeno all'apparenza,
[0:04] Speaker 2: ha poco da cui scappare. Viene da una famiglia benestante,
[0:08] Speaker 2: vive a Roma e suo padre è un magistrato importante,
[0:12] Speaker 2: di fama nazionale. Quel ragazzo si chiama Alessandro Alibrandi e
[0:18] Speaker 2: quando la nostra storia comincia ha appena 15 anni. Quando
[0:23] Speaker 2: finisce ne ha 21. In mezzo ci sono soltanto sei anni,
[0:28] Speaker 2: sei anni durante i quali Alibrandi passa dalle sezioni del
[0:32] Speaker 2: movimento sociale agli scontri di strada, poi alle pistole, alle rapine,
[0:37] Speaker 2: agli omicidi, alla latitanza e ai rapporti con la criminalità comune,
[0:43] Speaker 2: fino a combattere addirittura una guerra vera in Medio Oriente.
[0:49] Speaker 2: Ma questa non è semplicemente la storia di un ragazzo
[0:52] Speaker 2: di estrema destra che a un certo punto entra in
[0:55] Speaker 2: un'organizzazione terroristica. perché persino parlare dei NAR come di una
[1:00] Speaker 2: normale organizzazione può essere fuorviante. Non c'è un vero atto
[1:06] Speaker 2: di fondazione. Non c'è una struttura rigida e, almeno inizialmente,
[1:12] Speaker 2: non c'è nemmeno un gruppo ben definito. Ci sono piuttosto ragazzi, amici, conoscenti,
[1:18] Speaker 2: che si incontrano nelle sezioni, nelle scuole e nelle strade
[1:22] Speaker 2: di Roma e che, poco alla volta, finiscono per fare
[1:27] Speaker 2: qualcosa che soltanto pochi anni prima sarebbe stato impensabile. Sparare.
[1:33] Speaker 3: Alessandro Alibrandi è uno di questi giovani e per capire
[1:37] Speaker 3: come un ragazzo della Roma bene possa arrivare fin lì
[1:41] Speaker 3: dobbiamo adentrarci nella capitale degli anni 70, una città nella
[1:46] Speaker 3: quale per alcuni ragazzi la politica non si fa soltanto
[1:49] Speaker 3: nelle sezioni di partito ma soprattutto per le strade. Gli
[1:54] Speaker 3: scontri tra militanti di destra e di sinistra sono quindi
[1:57] Speaker 3: molto frequenti e soprattutto fuori dalle scuole, davanti alle sedi
[2:02] Speaker 3: politiche e nei quartieri, dove la contrapposizione è certamente più forte.
[2:08] Speaker 3: Con il tempo cambia però anche il livello della violenza.
[2:12] Speaker 3: Dalle mani si passa le spranghe e dalle spranghe si
[2:15] Speaker 3: passa le pistole. Alessandro Alibrandi nasce a Roma il 12
[2:19] Speaker 3: giugno del 1960. È il primogenito di Antonio Alibrandi, magistrato
[2:26] Speaker 3: originario di Civitavecchia e è considerato politicamente vicino al Movimento
[2:32] Speaker 3: Sociale Italiano. A 15 anni, nel 1975, Alessandro frequenta già
[2:39] Speaker 3: attivamente la sezione Monteverde del Movimento Sociale Italiano, che poi
[2:45] Speaker 3: è la più vicina alla sua abitazione, sita in via Ussani,
[2:49] Speaker 3: in zona Colli Portuensi. Ma la sua militanza non si
[2:53] Speaker 3: limita di certo all'attacchinaggio, al volantinaggio o alle riunioni di partito.
[2:59] Speaker 3: Alibrandi è infatti un ragazzo atletico, pratica pugilato e discipline
[3:05] Speaker 3: di combattimento e in un periodo nel quale gli scontri
[3:09] Speaker 3: politici sono praticamente all'ordine del giorno, la prestanza fisica contribuisce
[3:15] Speaker 3: a farlo conoscere rapidamente su tutto l'ambiente della destra romana
[3:20] Speaker 3: degli anni settanta. Partecipa a scazzottate, agguati e rappresaglie fuori
[3:25] Speaker 3: dalle scuole. Il suo nome finisce ben presto nei dossier
[3:29] Speaker 3: della controinformazione antifascista dove viene inserito tra i cosiddetti picchiatori neri.
[3:36] Speaker 3: Anche la polizia comincia ben presto a conoscere quel ragazzo
[3:40] Speaker 3: già fortemente attratto dalle armi. Ali Brandi non ha ancora
[3:45] Speaker 3: 17 anni quando quella violenza compie un altro salto. E
[3:51] Speaker 3: il 29 marzo del 1977 siamo a Borgopio, a poche
[3:55] Speaker 3: centinaia di metri da Piazza San Pietro. E quella che
[3:59] Speaker 3: comincia come l'ennesima contrapposizione tra militanti politici finisce in una
[4:05] Speaker 3: vera e propria sparatoria e nel primo arresto di Alessandro Alibrandi,
[4:10] Speaker 3: ancora minorenne.
[4:12] Speaker 2: A Borgopio la tensione va avanti già da qualche tempo.
[4:16] Speaker 2: Siamo in una zona considerata una roccaforte, della destra romana.
[4:21] Speaker 2: E proprio nei giorni precedenti, sui muri del quartiere è
[4:24] Speaker 2: comparsa una grande falce e martello. Ci sono state provocazioni, aggressioni, scontri.
[4:31] Speaker 2: La sera del 29 marzo la situazione precipita. Un gruppo
[4:35] Speaker 2: di giovani missini tenta di aggredire alcuni militanti di sinistra,
[4:39] Speaker 2: ma interviene la polizia. Nasce una sparatoria tra neofascisti e poliziotti,
[4:45] Speaker 2: e alcuni dei giovani cercano rifugio prima in un cinema parrocchiale,
[4:50] Speaker 2: poi sul tetto dell'edificio. Dopo circa un'ora vengono arrestate 11 persone.
[4:56] Speaker 2: Tra loro ci sono Alessandro Alibrandi e Cristiano Fioravanti. Per
[5:00] Speaker 2: Alibrandi le conseguenze sono limitate. Trascorre un brevissimo periodo nel
[5:05] Speaker 2: carcere minorile di Casal del Marmo, torna presto in libertà
[5:10] Speaker 2: ed è qui che comincia ad affacciarsi un elemento destinato
[5:13] Speaker 2: a riemergere negli anni successivi. Alessandro è il figlio di
[5:18] Speaker 2: Antonio Alibrandi, giudice istruttore del Tribunale di Roma, vicino alla
[5:23] Speaker 2: destra Missina e a Giorgio Almirante. È un magistrato molto
[5:27] Speaker 2: conosciuto al quale vengono affidate importanti e delicate inchieste economico- finanziarie.
[5:34] Speaker 2: Negli anni successivi Le vicende giudiziarie di Alessandro e le
[5:38] Speaker 2: sue numerose scarcerazioni alimenteranno ripetutamente polemiche e sospetti di favoritismi.
[5:47] Speaker 2: È un tema sul quale torneremo. Intanto la situazione continua
[5:51] Speaker 2: a peggiorare. Nel corso del 1977 uno dei punti più
[5:56] Speaker 2: caldi della contrapposizione politica romana è la balduina. Il 20
[6:01] Speaker 2: maggio viene teso un agguato a colpi di pistola ai
[6:04] Speaker 2: danni di Enrico Tiano, giovane militante di destra. A settembre
[6:08] Speaker 2: è invece Elena Pacinelli, militante di sinistra, a essere ferita
[6:13] Speaker 2: dai proiettili. Negli stessi giorni avviene un'aggressione ai danni di
[6:17] Speaker 2: altri due giovani di sinistra, Massimo Ferrari e Luca Sabatini.
[6:22] Speaker 2: È in questo clima che si arriva al 30 settembre
[6:25] Speaker 2: del 1977. Per protestare contro le aggressioni dei giorni precedenti,
[6:31] Speaker 2: una ventina di militanti di sinistra organizza un volantinaggio alla
[6:35] Speaker 2: Balduina e risale Viale delle Medaglie d'Oro, dove si trova
[6:40] Speaker 2: anche una sezione del movimento sociale. Tra loro c'è Walter Rossi, vent'anni,
[6:46] Speaker 2: militante di lotta continua. Quando il gruppo arriva nei pressi
[6:50] Speaker 2: della sezione Missina, La tensione esplode, alcuni militanti di destra
[6:56] Speaker 2: escono dalla sede e comincia una sassaiola. I giovani di
[6:59] Speaker 2: sinistra arretrano lungo il viale. Sul posto è presente anche
[7:04] Speaker 2: la polizia con un blindato e, secondo diverse testimonianze, alcuni
[7:08] Speaker 2: militanti missini avanzano proprio dietro il mezzo degli agenti. Tra
[7:13] Speaker 2: i giovani di destra che partecipano all'azione ci sono anche
[7:16] Speaker 2: Cristiano Fioravanti e Alessandro Alibrandi. Entrambi sono armati e da
[7:21] Speaker 2: quel gruppo partono i colpi di pistola. Uno raggiunge Walter
[7:26] Speaker 2: Rossi alla testa, mentre un altro ferisce un benzinaio che
[7:30] Speaker 2: si trova nelle vicinanze. Rossi crolla sull'asfalto e morirà poco dopo.
[7:35] Speaker 2: Sulle responsabilità di Fioravanti e Alibrandi emergeranno negli anni successivi
[7:40] Speaker 2: diverse testimonianze. Molto più complicato sarà invece stabilire chi dei
[7:45] Speaker 2: due abbia esploso materialmente il colpo che uccide Walter Rossi.
[7:51] Speaker 2: Di questo parleremo più avanti perché le versioni fornite successivamente
[7:54] Speaker 2: saranno tutt'altro che lineari. Il 30 settembre del 1977 rappresenta
[8:00] Speaker 2: un punto di svolta. Le pistole circolavano già, erano già
[8:05] Speaker 2: state usate e avevano già provocato feriti. Adesso però c'è
[8:08] Speaker 2: un morto. E per Alessandro Librandi e alcuni dei ragazzi
[8:12] Speaker 2: che gli stanno attorno, da questo momento la violenza armata
[8:17] Speaker 2: diventerà una presenza sempre più costante.
[8:21] Speaker 3: Negli ultimi mesi del 1977 la radicalizzazione di una parte
[8:26] Speaker 3: importante della destra giovanile romana accelera ulteriormente. Ed è proprio
[8:31] Speaker 3: durante le festività natalizie che sui giornali comincia a campeggiare
[8:36] Speaker 3: una sigla che poi diventerà tristemente nota. NAR, Nuclei Armati Rivoluzionari.
[8:42] Speaker 3: In quegli stessi giorni viene utilizzata anche la sigla GNR,
[8:47] Speaker 3: Giustizia Nazionale Rivoluzionaria. In realtà non esiste ancora una struttura
[8:54] Speaker 3: gerarchica e non c'è una riunione nella quale qualcuno fondi
[8:58] Speaker 3: ufficialmente i NAR. Ci sono però gruppi di ragazzi che
[9:02] Speaker 3: già si conoscono e che cominciano a muoversi insieme nella
[9:05] Speaker 3: clandestinità e nella violenza armata. Alessandro Alibrandi farà parte del
[9:10] Speaker 3: nucleo centrale di questo ambiente. Arriva poi il 7 gennaio 1978.
[9:17] Speaker 3: Davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano di via Calarenzia,
[9:22] Speaker 3: quartiere Tuscolano, cinque giovani militanti stanno uscendo per fare volantinaggio,
[9:28] Speaker 3: quando all'improvviso un commando armato spara contro di loro. Franco Bigonzetti,
[9:35] Speaker 3: 19 anni, viene ucciso sul posto. Francesco Ciavatta... diciottenne tenta
[9:39] Speaker 3: di fuggire ma viene inseguito e ucciso a sua volta
[9:44] Speaker 3: la notizia si diffonde molto rapidamente e davanti alla sezione
[9:48] Speaker 3: arrivano militanti della destra romana e naturalmente le forze dell'ordine
[9:54] Speaker 3: la tensione degenera in scontri vengono esplosi anche dei colpi
[9:58] Speaker 3: d'arma da fuoco e un colpo raggiunge alla testa Stefano Recchioni,
[10:02] Speaker 3: 19 anni, che morirà due giorni più tardi. I morti
[10:08] Speaker 3: di Accalarenzia diventano così tre. Per una parte della destra
[10:13] Speaker 3: giovanile romana è un vero e proprio Spartiacque, Si rafforza
[10:18] Speaker 3: così la convinzione di essere costretti a difendersi da soli,
[10:21] Speaker 3: senza poter contare né sul partito né tantomeno sullo Stato.
[10:27] Speaker 3: E alcuni giovani cominciano ad allontanarsi definitivamente dalla politica tradizionale
[10:34] Speaker 3: per imboccare la strada della lotta armata. Alessandro Alibrandi ha
[10:38] Speaker 3: 17 anni, è stato già arrestato, gira armato. e soltanto
[10:43] Speaker 3: tre mesi prima ha partecipato insieme a Cristiano Fioravanti all'azione
[10:48] Speaker 3: durante la quale è stato ucciso Walter Rossi. A Calarenzi
[10:52] Speaker 3: imprime così un'ulteriore spinta ad una radicalizzazione già in corso,
[10:56] Speaker 3: e meno di due mesi più tardi Alibrandi parteciperà ad
[11:00] Speaker 3: un'altra azione armata che finirà con un omicidio. È il
[11:04] Speaker 3: 28 febbraio del 1978. Negli ambienti della destra romana circola
[11:10] Speaker 3: la voce che gli autori della strage di Accalarenzia frequentino
[11:16] Speaker 3: una casa occupata di via Calpurnio- Fiamma, zona Cinecittà. Valerio e
[11:22] Speaker 3: Cristiano Fioravanti, Franco Anselmi e naturalmente Alessandro Alibrandi Partono armati
[11:29] Speaker 3: con l'intenzione di vendicarsi, ma quando arrivano trovano l'edificio vuoto,
[11:34] Speaker 3: già sgomberato dalle forze dell'ordine. A quel punto il gruppo
[11:38] Speaker 3: si sposta verso i giardinetti di piazza Don Bosco, dove
[11:42] Speaker 3: incontra alcuni giovani considerati di sinistra. Alibrandi è presente all'azione,
[11:48] Speaker 3: ma non è tra coloro che aprono materialmente il fuoco.
[11:52] Speaker 3: A sparare sono i fratelli Fioravanti e Franco Anselmi. Vengono
[11:57] Speaker 3: colpiti Roberto e Nicola Scialabba. Nicola, ferito alla schiena, riesce
[12:02] Speaker 3: a fuggire e a sopravvivere. Roberto, 24 anni, rimane invece
[12:07] Speaker 3: a terra gravemente ferito. Valerio Fioravanti gli si avvicina e
[12:13] Speaker 3: lo uccide con un colpo alla testa. Roberto Scialabba non
[12:16] Speaker 3: aveva alcun rapporto con l'agguato di H. Larenzia. Alibrandi fa
[12:21] Speaker 3: ormai pienamente parte del gruppo che organizza e compie queste
[12:26] Speaker 3: azioni e appena pochi giorni più tardi lo ritroviamo insieme
[12:30] Speaker 3: agli stessi uomini. Questa volta l'obiettivo è un'armeria.
[12:35] Speaker 2: Il problema a questo punto sono anche le armi. Durante
[12:40] Speaker 2: l'agguato di Piazza Don Bosco alcune pistole si sono inceppate
[12:44] Speaker 2: e il gruppo decide di procurarsi materiale migliore. L'obiettivo individuato
[12:49] Speaker 2: è l'armeria Centofanti, in via Ramazzini, a Monteverde. Il 6
[12:54] Speaker 2: marzo del 1978 una Ford Taunus si ferma davanti al negozio.
[13:00] Speaker 2: Valerio Fioravanti e Franco Anselmi entrano nell'armeria, mentre Alibrandi e
[13:05] Speaker 2: Cristiano Fioravanti rimangono all'esterno a fare da copertura. Un altro ragazzo,
[13:11] Speaker 2: Francesco Bianco, li aspetta in macchina con il motore acceso.
[13:16] Speaker 2: Valerio e Anselmi immobilizzano i proprietari e cominciano a riempire
[13:21] Speaker 2: un borsone di armi. Nel frattempo arriva davanti al negozio
[13:26] Speaker 2: un carabiniere in pensione, amico dei proprietari. È Alibrandi a bloccarlo,
[13:32] Speaker 2: lo afferra, gli punta contro una pistola e lo conduce
[13:36] Speaker 2: all'interno insieme agli altri ostaggi. Quando il borsone è pieno, Valerio,
[13:41] Speaker 2: Cristiano e Alibrandi tornano verso l'automobile. Anselmi invece... Rimane ancora
[13:46] Speaker 2: qualche istante nel negozio. Sta cercando di portare via anche
[13:50] Speaker 2: alcuni oggetti personali dei presenti. Lo fa per far apparire
[13:54] Speaker 2: quella rapina come un'azione di criminalità comune. Ma quando volta
[13:58] Speaker 2: le spalle, uno dei proprietari riesce a recuperare una pistola
[14:02] Speaker 2: nascosta dietro al bancone e gli spara. Franco Anselmi muore
[14:07] Speaker 2: a 22 anni. Per gli altri non è soltanto la
[14:10] Speaker 2: perdita di un camerata. Anselmi era uno dei principali punti
[14:14] Speaker 2: di riferimento di quel piccolo nucleo e la sua morte
[14:19] Speaker 2: contribuisce a cementare ulteriormente il gruppo da questo momento il
[14:24] Speaker 2: suo nome diventerà anche un simbolo da utilizzare nelle successive
[14:28] Speaker 2: azioni alessandro alibrandi intanto non è più semplicemente il ragazzo
[14:35] Speaker 2: delle risse fuori dalle scuole che abbiamo incontrato all'inizio della
[14:39] Speaker 2: nostra storia quella fase
[14:43] Speaker 3: definitivamente alle spalle a 17 anni per alessandro alibrandi la
[14:46] Speaker 3: lotta armata è ormai una realtà nei mesi successivi continua
[14:51] Speaker 3: a muoversi negli stessi ambienti è quasi sempre armato il
[14:55] Speaker 3: 5 ottobre del 1978 ormai diciottenne si trova in via
[15:01] Speaker 3: portuense insieme ad un amico quando viene notato da una
[15:07] Speaker 3: volante della polizia Alla vista degli agenti i due si
[15:11] Speaker 3: danno alla fuga e cercano di salire a bordo della
[15:15] Speaker 3: motocicletta di Alessandro parcheggiata nei pressi. Uno dei poliziotti, Mario Angelini,
[15:21] Speaker 3: li insegue e riesce a raggiungerli. A quel punto Alibrandi
[15:24] Speaker 3: estrae dal giubbotto una Smith & Wesson calibro 38 e
[15:28] Speaker 3: la punta alla tempia dell'agente. Angelini riesce però a disarmarlo
[15:34] Speaker 3: rapidamente prima che l'arma possa sparare. Questa volta Alibrandi finisce
[15:41] Speaker 3: dritto a Regina Celi. Ma anche questa permanenza carceraria è
[15:46] Speaker 3: piuttosto breve, infatti dura meno di due settimane e il
[15:49] Speaker 3: 18 ottobre Alibrandi è nuovamente fuori grazie alla sospensione condizionale
[15:55] Speaker 3: della pena. È la Smith & Wesson calibro 38? La
[16:00] Speaker 3: spiegazione data da Alibrandi è che quella pistola era stata
[16:04] Speaker 3: trovata per terra alcuni giorni prima e che comunque aveva
[16:08] Speaker 3: intenzione di disfarsene molto presto. Il caso finirà sui giornali
[16:13] Speaker 3: e non sarà di certo l'ultima volta anche perché Alessandro
[16:17] Speaker 3: è il figlio del giudice Antonio Alibrandi. Nel febbraio del
[16:21] Speaker 3: 1979 Alessandro Alibrandi viene fermato a bordo di un'auto rubata
[16:28] Speaker 3: insieme ad alcuni amici, tra i quali spicca anche un
[16:32] Speaker 3: latitante ricercato per rapina. Passa quindi un'altra notte a Regina
[16:38] Speaker 3: Celi e poi viene nuovamente rimesso in libertà. Poco più
[16:42] Speaker 3: di un mese più tardi il suo nome compare in
[16:44] Speaker 3: un'altra vicenda. Viene infatti coinvolto nell'inchiesta sul furto di oltre
[16:49] Speaker 3: 140 bombe a mano sottratte l'anno precedente da un deposito
[16:54] Speaker 3: dell'esercito durante il servizio militare di Valerio Fioravanti. Per portare
[17:00] Speaker 3: parte di quelle bombe a mano da Pordenone a Roma...
[17:03] Speaker 3: Fioravanti si era rivolto ad alcuni amici e tra questi
[17:06] Speaker 3: c'era anche Alessandro Alibrandi. Insomma, la politica, la lotta armata
[17:10] Speaker 3: e la criminalità cominciano a sovrapporsi sempre di più. Le
[17:15] Speaker 3: rapine diventano una delle principali fonti di autofinanziamento per il gruppo,
[17:20] Speaker 3: ma servono anche a procurarsi nuove armi. Il 15 marzo
[17:24] Speaker 3: del 1979 viene presa di mira l'armeria Omnia Sport in
[17:29] Speaker 3: Via 4 Novembre. Il bottino è enorme, si parla di
[17:34] Speaker 3: 60 pistole, varie carabine e decine di scatole di munizioni.
[17:39] Speaker 3: Ed è proprio attraverso le rapine che Alessandro Alibrandi comincerà
[17:43] Speaker 3: a entrare in contatto con un ambiente apparentemente molto diverso
[17:47] Speaker 3: da quello nel quale è cresciuto, l'ambiente della criminalità comune romana.
[17:54] Speaker 2: In realtà il confine tra i due ambienti è molto
[17:58] Speaker 2: meno netto di quanto possa sembrare e Alibrandi conosce già
[18:01] Speaker 2: Massimo Carminati e Claudio Bracci. Sono ragazzi cresciuti nella stessa
[18:06] Speaker 2: area politica, frequentano la sezione Missina e hanno rapporti di
[18:11] Speaker 2: amicizia con i fratelli Fioravanti. Ma nel corso del 1979
[18:16] Speaker 2: quei legami cominciano ad assumere una natura diversa. Secondo Cristiano Fioravanti,
[18:22] Speaker 2: e proprio a Librandi a entrare in contatto più stretto
[18:26] Speaker 2: con gli uomini della banda della Maiana e, soprattutto dopo
[18:30] Speaker 2: un primo arresto di Valerio, comincia a partecipare con Carminati
[18:34] Speaker 2: e Bracci a rapine in banca e ad altre attività criminali.
[18:39] Speaker 2: Di politico, a questo punto, in una parte di questi
[18:43] Speaker 2: rapporti c'è molto poco. I soldi delle rapine vengono anche
[18:47] Speaker 2: prestati a interesse e Cristiano racconterà che Alibrandi gli aveva
[18:52] Speaker 2: parlato persino di azioni compiute per recuperare dei crediti. Alessandro,
[18:57] Speaker 2: del resto, ha caratteristiche che in quell'ambiente possono risultare molto utili.
[19:02] Speaker 2: Ha esperienza nelle rapine, sa usare le armi e non
[19:07] Speaker 2: teme gli scontri a fuoco. Anche le sue brevi permanenze
[19:10] Speaker 2: in carcere contribuiscono molto. ad allargare questa rete di conoscenze.
[19:15] Speaker 2: A Regina Celi entra in contatto tra gli altri con
[19:19] Speaker 2: Danilo Abruciati, uno degli uomini più importanti della banda della Maiana.
[19:24] Speaker 2: Secondo la sorella di Abruciati, Germana, i due si conoscono
[19:28] Speaker 2: proprio in carcere e Danilo le parlerà successivamente di Alibrandi
[19:33] Speaker 2: come di una persona che stimava. Ma proprio l'avvicinamento di
[19:37] Speaker 2: Alessandro alla criminalità comune comincia a creare una frattura con
[19:42] Speaker 2: Valerio Fioravanti. Anni dopo, sarà lo stesso Fioravanti a raccontare
[19:47] Speaker 2: di aver cercato più volte di comprendere ad allontanarsi da quell'ambiente.
[19:52] Speaker 3: E sa se
[19:55] Speaker 4: Alessandro Alibrandi conosceva Giuseppucci? Credo di sì. Credo di sì
[20:00] Speaker 4: ed è stato l'argomento un po' su cui noi ci
[20:03] Speaker 4: siamo poi separati. So che io adesso non saprei dirle
[20:07] Speaker 4: esattamente in che termini, con quanta intimità, si conoscessero, si frequentassero,
[20:13] Speaker 4: se facessero qualcosa insieme. Comunque questa amicizia con la maledetta
[20:18] Speaker 4: comune a me non piaceva, l'ho spiegata Alessandro più volte
[20:22] Speaker 4: in diverse maniere fino a quando poi le nostre strade
[20:25] Speaker 4: sono separate. Per me lui non doveva avvicinarsi a quel
[20:30] Speaker 4: giro perché era troppo giovane, troppo piccolo, troppo ingenuo, lui
[20:33] Speaker 4: invece trovava che fosse gente simpatica.
[20:38] Speaker 3: È il 6 febbraio del 1980. Davanti all'ambasciata del Libano
[20:42] Speaker 3: a Roma, due giovani cercano di disarmare l'agente Maurizio Arnesano,
[20:47] Speaker 3: agente di polizia. Il tentativo finisce in una sparatoria e
[20:52] Speaker 3: Arnesano viene ucciso. I due responsabili sono Valerio Fioravanti e
[20:57] Speaker 3: Giorgio Vale. Alessandro Alibrandi non è con loro. Eppure, pochi
[21:01] Speaker 3: giorni più tardi, gli investigatori arrivano proprio a lui. Alcuni
[21:06] Speaker 3: testimoni sostengono di averlo riconosciuto in fotografia. La Digos irrompe
[21:11] Speaker 3: nella sua abitazione. Questa volta le accuse per Alibrandi sono pesantissime,
[21:17] Speaker 3: omicidio volontario premeditato, rapina, detenzione e porto abusivo di armi,
[21:23] Speaker 3: con l'aggravante delle finalità eversive. C'è però un problema, il
[21:28] Speaker 3: giorno dell'omicidio arnesano Alessandro Alibrandi si trovava in un posto
[21:33] Speaker 3: dal quale difficilmente avrebbe potuto allontanarsi senza essere facilmente notato,
[21:39] Speaker 3: ovvero il tribunale per i minorenni di Roma dove doveva
[21:42] Speaker 3: comparire per una vecchia vicenda giudiziaria. L'alibi di Alibrandi verrà
[21:48] Speaker 3: quindi verificato e l'accusa comincerà rapidamente a sgretolarsi. Alibrandi trascorre
[21:55] Speaker 3: comunque due giorni in stato di fermo. In seguito racconterà
[21:59] Speaker 3: agli amici di essere stato interrogato senza la presenza del
[22:02] Speaker 3: proprio legale e di essere stato picchiato da un poliziotto
[22:07] Speaker 3: particolarmente esasperato per l'uccisione di un collega. È una versione
[22:12] Speaker 3: riferita ad Alibrandi e come tale va considerata. Il 23
[22:16] Speaker 3: febbraio 1980 lo stesso Alibrandi viene rimesso in libertà per
[22:21] Speaker 3: mancanza di elementi a suo carico. Si tratta di un
[22:25] Speaker 3: episodio rilevante anche per un'altra ragione. Per anni, intorno ad
[22:29] Speaker 3: Alessandro Alibrandi, si erano infatti accumulate polemiche sulle sue rapide
[22:35] Speaker 3: scarcerazioni e sul peso che poteva avere il fatto di
[22:39] Speaker 3: essere figlio di un magistrato importante. Ma relativamente al caso Arnesano,
[22:45] Speaker 3: l'accusa nei suoi confronti era semplicemente sbagliata. Alibrandi aveva un alibi.
[22:52] Speaker 3: Pochi mesi più tardi accadera qualcosa di molto simile. Il
[22:55] Speaker 3: 23 giugno del 1980 viene assassinato a Roma il giudice
[23:01] Speaker 3: Mario Amato, magistrato che da tempo indagava sul terrorismo di
[23:05] Speaker 3: marca neofascista. Anche questa volta il nome di Alessandro Alibrandi
[23:09] Speaker 3: entra inizialmente nelle indagini e anche stavolta Alibrandi può dimostrare
[23:15] Speaker 3: di trovarsi altrove. Ma per lui Roma sta diventando un
[23:19] Speaker 3: luogo sempre più difficile nel quale rimanere e nel settembre
[23:24] Speaker 3: del 1980 Alibrandi prenderà una decisione destinata a cambiare ancora
[23:29] Speaker 3: una volta la sua vita, partire per il Libano. In
[23:33] Speaker 3: realtà Alibrandi pensa da tempo di
[23:34] Speaker 2: andare a combattere una guerra vera. Walter Sordi, militante di
[23:42] Speaker 2: terza posizione, che passerà successivamente nei NAR, racconterà ai giudici
[23:48] Speaker 2: che già nel 1979 avevano progettato di partire per l'Africa australe.
[23:54] Speaker 2: Volevano sperimentare il combattimento sul campo, anche per migliorare la
[23:59] Speaker 2: propria preparazione militare. Il progetto sfuma per motivi economici, ma
[24:03] Speaker 2: l'occasione si ripresenta l'anno successivo. Nel settembre del 1980, Alibrandi
[24:10] Speaker 2: lascia l'Italia e raggiunge il Libano insieme a sordi e altri.
[24:15] Speaker 2: Il paese è devastato da una guerra civile che dura
[24:18] Speaker 2: ormai da cinque anni. Beirut è divisa. Nella parte occidentale
[24:23] Speaker 2: operano le organizzazioni palestinesi e diverse milizie musulmane. Quella orientale
[24:29] Speaker 2: è controllata prevalentemente dalle formazioni cristiane, tra le quali svolgono
[24:34] Speaker 2: un ruolo di primo piano i falangisti. E' proprio con
[24:38] Speaker 2: questi ultimi che entrano in contatto, grazie a una rete
[24:42] Speaker 2: di militanti neofascisti italiani che già conoscono il Libano. La
[24:46] Speaker 2: scelta risponde a due esigenze, sottrarsi alla cattura in Italia
[24:52] Speaker 2: e partecipare a un conflitto vero. Ma combattere con la
[24:55] Speaker 2: falange significa anche schierarsi, di fatto, dalla stessa parte di
[25:00] Speaker 2: Israele contro le organizzazioni palestinesi, una decisione che, come racconterà Sordi,
[25:07] Speaker 2: suscita forti critiche negli ambienti neonazisti italiani. Alibrandi trascorre così
[25:12] Speaker 2: diversi mesi in Libano, tra addestramento militare ed esperienza di guerra.
[25:17] Speaker 2: È un passaggio importante nella sua traiettoria. Alle rapine e
[25:21] Speaker 2: agli scontri armati nelle strade italiane si aggiunge adesso un
[25:26] Speaker 2: contatto diretto con un conflitto combattuto da milizie organizzate. Intanto
[25:31] Speaker 2: in Italia il mondo che aveva lasciato comincia a sgritolarsi.
[25:35] Speaker 2: Il 5 febbraio del 1981 Valerio Fioravanti viene arrestato dopo
[25:41] Speaker 2: una sparatoria a Padova. L' 8 aprile viene catturato anche il
[25:44] Speaker 2: suo fratello Cristiano, ma Cristiano fa una scelta diversa da
[25:48] Speaker 2: quella di Valerio. Decide di collaborare con la giustizia.
[25:55] Speaker 3: La collaborazione di Cristiano Fioravanti rappresenta un terremoto per tutto
[25:59] Speaker 3: l'ambiente dei Nara. Cristiano conosce uomini, armi, nascondigli e spostamenti
[26:04] Speaker 3: dei suoi ex compagni. Tra le informazioni fornite agli inquirenti
[26:08] Speaker 3: c'è addirittura il percorso utilizzato da Gilberto Cavallini per raggiungere
[26:13] Speaker 3: la Svizzera. La sera del 20 aprile 1981 la polizia
[26:19] Speaker 3: organizza quindi un appostamento al valico del Gaggiolo, presso il
[26:23] Speaker 3: confine svizzero. Gli agenti aspettano soprattutto Cavallini, ma nella Renault 5,
[26:29] Speaker 3: che arriva a fari spenti, ci sono Domenico Magnetta, Alfredo
[26:33] Speaker 3: Graniti e Massimo Carminati. Quando la macchina si ferma e
[26:37] Speaker 3: viene aperto uno sportello, gli agenti fanno fuoco. Un proiettile
[26:42] Speaker 3: colpisce Carminati alla testa, attraversa l'orecchio e raggiunge l'occhio sinistro.
[26:49] Speaker 3: Carminati sopravviverà, ma perderà l'occhio. È anche per Carminati che
[26:54] Speaker 3: Alessandro Librandi decide di rientrare in Italia. Anni dopo, suo
[26:59] Speaker 3: fratello Lorenzo racconterà di averlo incontrato a Roma durante la
[27:03] Speaker 3: latitanza e di avergli chiesto perché fosse rientrato. Alessandro risponde
[27:08] Speaker 3: che è tornato perché hanno sparato a Massimo e vuole
[27:12] Speaker 3: almeno stargli vicino. Ma al suo ritorno, Librandi trova un
[27:17] Speaker 3: mondo completamente cambiato. Valerio è in carcere e Cristiano quello
[27:23] Speaker 3: che per anni è stato uno dei suoi amici più stretti,
[27:26] Speaker 3: sta collaborando con la giustizia. Ed è proprio Cristiano a
[27:30] Speaker 3: riaprire anche una storia che abbiamo lasciato in sospeso all'inizio
[27:35] Speaker 3: del nostro racconto, ovvero l'omicidio di Walter Rossi. Nell'aprile del
[27:41] Speaker 3: 1981 Cristiano Fioravanti dichiara che quella sera del 1977 era
[27:46] Speaker 3: effettivamente armato, ma che la sua vecchia pistola calibro 7,65
[27:50] Speaker 3: non funzionava. Sostiene quindi di essere rimasto indietro mentre Alibrandi
[27:57] Speaker 3: sarebbe avanzato con una calibro 9 sparando alcuni colpi. Cristiano
[28:02] Speaker 3: però aggiunge una precisazione fondamentale. Non sa dire se sia
[28:06] Speaker 3: stato Alessandro a colpire Walter Rossi perché non avrebbe visto
[28:11] Speaker 3: bene la scena. Altre testimonianze raccolte sull'omicidio avevano invece indicato
[28:16] Speaker 3: come possibile autore del colpo mortale proprio il più basso
[28:20] Speaker 3: e tarchiato dei due. una descrizione che corrispondeva appunto a
[28:25] Speaker 3: Cristiano Fioravanti. La responsabilità individuale per quel proiettile tuttavia non
[28:31] Speaker 3: verrà mai chiarita definitivamente. Per Alibrandi comunque Cristiano diviene un
[28:36] Speaker 3: vero e proprio traditore e il risentimento verso quelli che
[28:41] Speaker 3: il gruppo considera degli infami diventa uno degli elementi centrali
[28:46] Speaker 3: dell'ultima fase dei NAR.
[28:48] Speaker 2: Il 31 luglio del 1981 viene ucciso Giuseppe De Luca,
[28:53] Speaker 2: detto Pino il Calabro, accusato di aver sottratto denaro al gruppo.
[28:58] Speaker 2: Due mesi dopo, il 30 settembre, tocca a Marco Pizzari,
[29:03] Speaker 2: ritenuto responsabile di una soffiata che aveva portato all'arresto di
[29:07] Speaker 2: due militanti. E c'è ancora un altro conto da regolare.
[29:11] Speaker 2: Gilberto Cavallini vuole trovare Giorgio Mugiani, un militante di destra
[29:16] Speaker 2: che ritiene responsabile della soffiata che, anni prima, aveva portato
[29:21] Speaker 2: al suo arresto. Per cercarlo bisogna andare a Milano. Il
[29:25] Speaker 2: 19 ottobre del 1981 Alessandro Alibrandi è a Milano insieme
[29:31] Speaker 2: a Gilberto Cavallini e Walter Sordi, anche lui reduce dall'esperienza
[29:37] Speaker 2: in Libano. Cavallini sta cercando Giorgio Mugiani, ma quella mattina
[29:41] Speaker 2: il gruppo incappa casualmente nella polizia. Sono circa le 9
[29:46] Speaker 2: e 15. Alibrandi è alla guida di una BMW 320,
[29:50] Speaker 2: colora Maranto, rubata due giorni prima. Cavallini è seduto accanto
[29:55] Speaker 2: a lui e gli indica la strada, mentre Sordi si
[29:59] Speaker 2: trova sul sedile posteriore. All'altezza di via Teodosio, i tre
[30:04] Speaker 2: si accorgono di essere seguiti da una volante della polizia.
[30:07] Speaker 2: A bordo ci sono tre agenti, Carlo Buonantuono, Vincenzo Tumminello
[30:12] Speaker 2: e l'agente Epifanio. Per qualche istante, Alibrandi continua a guidare normalmente,
[30:18] Speaker 2: sperando che la pattuglia prosegui. Ma l'auto della polizia affianca
[30:22] Speaker 2: la BMW e un agente mostra la paletta intimando ai
[30:26] Speaker 2: tre di fermarsi. Alessandro reagisce accelerando. Comincia un inseguimento lungo
[30:31] Speaker 2: via Vallazze, ma dura pochissimo. A un certo punto Alibrandi
[30:36] Speaker 2: frena bruscamente. Scende dalla BMW impugnando due pistole e apre
[30:41] Speaker 2: il fuoco. Don Antuono viene colpito gravemente. Tuminello ed Epifanio rispondono,
[30:48] Speaker 2: mentre anche Cavallini e Sordi scendono dall'automobile e cominciano a sparare.
[30:53] Speaker 2: Tuminello viene colpito e rimane agonizzante nell'auto. Epifanio, ferito a
[30:58] Speaker 2: un braccio e all'addome, riesce invece a uscire dall'auto e
[31:02] Speaker 2: a fuggire a piedi. Sordi lo insegue per circa 100 metri.
[31:08] Speaker 2: Il poliziotto riesce a raggiungere via Teodosio, entra in un
[31:12] Speaker 2: palazzo e si salva. Sordi rinuncia all'inseguimento e torna verso l'automobile.
[31:18] Speaker 2: Prima di fuggire esplode un altro colpo contro Buonantuono e
[31:23] Speaker 2: prende dall'auto della polizia la mitraietta di ordinanza. Alibrandi, Cavallini
[31:28] Speaker 2: e Sordi risalgono sulla BMW e ripartono. La macchina verrà
[31:34] Speaker 2: ritrovata poco dopo, abbandonata in via Andrea Costa. A quel
[31:39] Speaker 2: punto i tre sono già su un treno diretto a Roma.
[31:43] Speaker 2: Carlo Buonantuono e Vincenzo Tubminello muoiono. Epifanio è l'unico dei
[31:48] Speaker 2: tre agenti a sopravvivere. Sono passati appena due giorni quando
[31:52] Speaker 2: Alessandro Alibrandi torna nuovamente in azione. Questa volta però non
[31:58] Speaker 2: c'è nessun incontro casuale con la polizia. L'obiettivo è stato
[32:02] Speaker 2: scelto da tempo. Si chiama Francesco Straullu ed è il
[32:05] Speaker 2: capitano della Digos che sta indagando sull'eversione neofascista romana.
[32:12] Speaker 3: Francesco Straullo ha 26 anni ed è uno degli uomini
[32:15] Speaker 3: della Digos impegnati nelle indagini sulle versioni neofascista romana. Negli
[32:20] Speaker 3: ambienti dell'estrema destra e soprattutto all'interno delle carceri, sul suo
[32:25] Speaker 3: conto circolano però delle accuse molto pesanti. Alcuni detenuti sostengono
[32:31] Speaker 3: di essere stati picchiati durante gli interrogatori e c'è persino
[32:35] Speaker 3: chi attribuisce a Straullo un ruolo di nel ferimento di
[32:39] Speaker 3: Carminati presso il confine con la Svizzera. Sono voci e
[32:44] Speaker 3: accuse che non trovano riscontri certi, tuttavia per Inar sono
[32:49] Speaker 3: sufficienti a trasformare Straullu in un nemico da eliminare. Il
[32:54] Speaker 3: problema inizialmente è identificarlo. La soluzione arriva quando Paese Sera
[32:59] Speaker 3: pubblica una fotografia del giovane capitano. A quel punto cominciano
[33:05] Speaker 3: gli appostamenti. Straullu vive da Cilia e ogni mattina raggiunge
[33:10] Speaker 3: lavoro insieme ad un'altra gente, Ciriaco di Roma. Normalmente i
[33:14] Speaker 3: due viaggiano a bordo di un'automobile blindata ed è per
[33:18] Speaker 3: questo che i NAR approntano un arsenale capace di perforarne
[33:22] Speaker 3: la corazza. All'azione partecipano Alessandro Alibrandi, Walter Sordi, Gilberto Cavallini,
[33:30] Speaker 3: Giorgio Vale, Francesca Mambro, Stefano Soderini. Alibrandi ha con sé
[33:35] Speaker 3: un fucile FAL, sordi un Eckler & Koch. Sono armi
[33:40] Speaker 3: da guerra con una capacità offensiva impressionante. La mattina del
[33:45] Speaker 3: 21 ottobre c'è però un imprevisto. L'auto blindata, normalmente utilizzata
[33:51] Speaker 3: da Straullu, è in riparazione e così il capitano, insieme
[33:56] Speaker 3: a Ciriaco di Roma, esce a bordo di una normale
[34:00] Speaker 3: Fiat Ritmo. Sono circa le nove quando la macchina arriva
[34:04] Speaker 3: nei pressi del tunnel di Ponte Ladrone ad Acilia. Il
[34:08] Speaker 3: gruppo dei NAR è già postato. Quando la Ritmo esce
[34:12] Speaker 3: dalla galleria inizia la sparatoria. Secondo la successiva testimonianza di
[34:17] Speaker 3: Stefano Soderini sarebbe stato Walter Sordi ad aprire il fuoco
[34:22] Speaker 3: per primo, seguito da Librandi, dallo stesso Soderini e infine
[34:26] Speaker 3: da Cavallini. La macchina, investita dai proiettili, sbanda e finisce
[34:31] Speaker 3: contro un palo. Ma l'azione non è ancora finita. Soderini
[34:35] Speaker 3: racconterà che Alibrandi si avvicina alla vettura e spara nuovamente
[34:39] Speaker 3: a distanza ravvicinata con il fucile d'assalto, con esiti facilmente immaginabili.
[34:45] Speaker 3: Francesco Straullo e Ciriaco di Roma muoiono sul posto. Quando
[34:49] Speaker 3: gli agenti arrivano sulla scena, trovano sull'asfalto almeno 50 bossoli.
[34:54] Speaker 3: Straullo è talmente sfigurato che uno dei poliziotti intervenuti, che
[34:59] Speaker 3: lo conosceva personalmente, racconterà di essere riuscito a identificarlo soltanto
[35:04] Speaker 3: grazie alla catenina che portava al collo. Prima di fuggire,
[35:08] Speaker 3: il gruppo lancia dei fumogeni sulla strada per ostacolare eventuali inseguitori.
[35:14] Speaker 3: Il duplice omicidio verrà poi rivendicato dai NAR con una
[35:18] Speaker 3: telefonata al Corriere della Sera e successivamente con un comunicato.
[35:23] Speaker 3: Sono trascorsi appena 48 ore dalla sparatoria di Milano. In
[35:27] Speaker 3: due giorni sono stati uccisi quattro uomini delle forze dell'ordine.
[35:31] Speaker 3: Ma per Alessandro Alibrandi resta ancora un conto aperto. È
[35:35] Speaker 3: convinto di dover ritrovare il poliziotto che, secondo il suo racconto,
[35:40] Speaker 3: lo aveva picchiato durante il fermo per l'omicidio arnesano. Il
[35:44] Speaker 3: 5 dicembre del 1981 è Esce ancora una volta armato
[35:49] Speaker 3: per le strade di Roma. Sarà l'ultima
[35:53] Speaker 2: Il 5 dicembre del 1981 Alessandro Alibrandi ha un altro obiettivo.
[35:59] Speaker 2: Vuole trovare il poliziotto che, secondo il suo racconto, lo
[36:03] Speaker 2: aveva picchiato in questura quasi due anni prima, quando era
[36:07] Speaker 2: stato fermato ingiustamente per l'omicidio dell'agente arnesano. Insieme a Walter Sordi,
[36:13] Speaker 2: Pasquale Belzito e Ciro Lai, Organizza un appostamento sotto casa dell'agente,
[36:19] Speaker 2: ma l'uomo non si presenta. A quel punto i quattro
[36:23] Speaker 2: cambiano programma. Girano per Roma a bordo di una Fiat
[36:27] Speaker 2: 131 rubata con l'intenzione di disarmare una pattuglia della polizia.
[36:32] Speaker 2: Arrivano a Labaro, nei pressi della stazione ferroviaria. Sono le 12.45.
[36:38] Speaker 2: I quattro si trovano davanti al ristorante Quattropini. Alessandro sta
[36:44] Speaker 2: sbucciando un mandarin. Da un angolo della strada compare la
[36:48] Speaker 2: volante 4. A bordo ci sono tre poliziotti molto giovani,
[36:53] Speaker 2: tutti originari della Campania. Ciro Capobianco, 21 anni, Salvatore Barbuto, 25,
[36:59] Speaker 2: Luigi Delrico, 28. La volante passa accanto al gruppo e prosegue.
[37:05] Speaker 2: Per qualche secondo sembra non essere successo nulla. Alibrandi continua
[37:11] Speaker 2: a sbucciare il mandarino ma segue con lo sguardo l'automobile.
[37:15] Speaker 2: Poi La volante 4 inverte la marcia. Sta tornando verso
[37:20] Speaker 2: di loro. Alessandro lascia cadere il mandarino e apre il
[37:25] Speaker 2: fuoco attraverso il parabrezza. Ciro Capobianco è il primo a
[37:29] Speaker 2: essere colpito. Barbuto e Derrico riescono a scendere dalla macchina
[37:33] Speaker 2: e rispondono al fuoco, mentre anche Sordi, Belsito e Lai
[37:37] Speaker 2: cominciano a sparare. A pochi metri da loro, sulla Flaminia,
[37:42] Speaker 2: c'è uno scuola bus pieno di bambini delle elementari. Alcuni
[37:46] Speaker 2: automobilisti abbandonano le macchine e cercano riparo. Salvatore Barbuto viene
[37:52] Speaker 2: ferito a una gamba e all'addome e riesce a trascinarsi
[37:55] Speaker 2: verso il ristorante. Luigi Delrico, invece, rimane illeso. Poi, tra
[38:02] Speaker 2: i nar, qualcuno si accorge che manca Alessandro. Sordi, Belsito
[38:07] Speaker 2: e Lai salgono sulla volante della polizia e fuggono. All'interno
[38:11] Speaker 2: della macchina c'è ancora Ciro Capobianco, gravemente ferito. Lo abbandoneranno
[38:16] Speaker 2: poco dopo, all'altezza del cavalcavia di Grotta Rossa. Alessandro Alibrandi
[38:22] Speaker 2: è rimasto sull'asfalto, disteso tra due automobili. È stato colpito
[38:27] Speaker 2: alla testa. Entra in ospedale già in coma irreversibile e
[38:31] Speaker 2: viene ricoverato nel reparto di rianimazione. Muore alle 5 e
[38:35] Speaker 2: mezza del pomeriggio, a 21 anni. Ciro Capobianco ha esattamente
[38:40] Speaker 2: la stessa età. È nato anche lui nel 1960. ed
[38:44] Speaker 2: è entrato da pochissimo tempo in polizia morirà dopo due
[38:49] Speaker 2: giorni di agonia
[38:51] Speaker 3: Alessandro Alibrandi muore a 21 anni anche Ciro Capobianco muore
[38:57] Speaker 3: a 21 anni due ragazzi nati nello stesso anno arrivati
[39:02] Speaker 3: sulla stessa strada da direzioni opposte le loro vite si
[39:06] Speaker 3: incrociano per pochi secondi e quei pochi secondi bastano a
[39:11] Speaker 3: cancellare tutto ciò che avrebbe potuto ancora essere E forse
[39:16] Speaker 3: è anche questo che rimane quando il rumore delle armi
[39:19] Speaker 3: finalmente si spegne. Non soltanto ciò che quegli anni hanno prodotto,
[39:25] Speaker 3: ma tutto ciò che hanno impedito di esistere.
[39:28] Speaker 2: E con queste immagini... si conclude il nostro racconto su
[39:32] Speaker 2: Alessandro Alibrandi e su una delle stagioni più violente e
[39:35] Speaker 2: controverse della storia italiana recente. Come sempre, se il nostro
[39:40] Speaker 2: lavoro vi è piaciuto, potete sostenerci iscrivendovi al canale e
[39:44] Speaker 2: naturalmente fateci sapere quali altre storie vorreste vedere approfondite nei
[39:50] Speaker 2: prossimi documentari grazie per averci seguito fino alla fine noi
[39:54] Speaker 2: ci vediamo come sempre alla prossima storia di Spazio 70

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