# \[459\] Il ministero della paranoia. Gianluca Falanga racconta la Stasi

An episode of [Spazio 70](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1544129088), 15 Aug 2026, 1 h 20 min.

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Il 6 maggio 2026, presso Mondolibro – Libreria italiana a Berlino (Torstraße 159), Gianluca Falanga ha presentato la nuova edizione de «Il ministero della paranoia. Storia della Stasi». L'incontro è stato moderato da Maria Grazia Orlandini. Gianluca Falanga è consulente scientifico del Museo della Stasi. Tra le sue pubblicazioni: «Labirinto Stasi. Vite prigioniere negli archivi della Germania Est» (Feltrinelli, 2021) Maria Grazia Orlandini è formatrice e studiosa attiva a Berlino presso memoriali e musei dedicati alla storia della DDR. La sua ricerca e attività didattica si concentrano sulla costruzione e trasmissione della memoria storica nell'Europa contemporanea, con particolare attenzione all'elaborazione del passato della divisione tedesca e della dittatura socialista nella Germania orientale. Tra i temi toccati nell'incontro: 1) «La Stasi? Non mi sarebbe mai venuto in mente di occuparmi di Germania Est»; 2) «Sulla Stasi escono decine di libri all'anno»; 3) La paranoia non come elemento patologico, ma «fenomeno politico e costitutivo» del potere nella Germania orientale; 4) «La storia dei comunisti tedeschi? E' tra le più tragiche in Europa»; 5) L'Hotel Lux durante il terrore staliniano; 6) «Senza il potere si muore»; 7) Sulla «onnipresenza e onniscienza» della Stasi; 8) L'interesse per la «cibernetica»; 9) La raccolta delle informazioni «slegata dal sospetto»; 10) La figura di Werner Irmler; 11) «I contatti con la Stasi? Dipende dalla vita che facevi»; 12) «Conoscere serviva soprattutto per prevenire»; 13) «Anche i poliziotti venivano verificati periodicamente»; 14) «Le informazioni, anche solo di carattere commerciale, raccolte oggi? Sono di gran lunga più vaste di quelle raccolte dalla Stasi»; 15) «In Brandeburgo, circa tredicimila funzionari sono finiti nell'amministrazione pubblica e nella polizia»; 16) La figura di Matthias Warnig. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support.

## Transcript

[0:00] Speaker 5: 111.
[0:01] Speaker 2: poi mi sono trasferito nel 2002 e non erano passati tanti
[0:06] Speaker 2: anni dalla riunificazione diciamo il primo decennio dopo la riunificazione
[0:12] Speaker 2: per cui la città era ancora la fase della trasformazione
[0:17] Speaker 2: politica dopo la caduta del muro era ancora vicina più
[0:21] Speaker 2: o meno comunque si sentiva, era un'altra città rispetto adesso
[0:25] Speaker 2: in parte soprattutto questi quartieri perché abitavo a la mia
[0:32] Speaker 2: prima casa e quindi la storia respirava via Odebergastrasse c'erano
[0:37] Speaker 2: i buchi dei combattimenti per le strade ancora negli edifici
[0:42] Speaker 2: che non erano stati ristrutturati era molto presente la cosa
[0:46] Speaker 2: per cui mi ha appassionato molto la storia mi interessava
[0:49] Speaker 2: ovviamente da prima proprio quando vivi in una specie di
[0:51] Speaker 2: museo a cielo aperto le cose sono più dirette e
[0:56] Speaker 2: la Stasi in particolare non mi sarebbe mai venuto in
[0:58] Speaker 2: mente di interessarmi per la Germania Est però la conoscenza, incontri,
[1:05] Speaker 2: persone che ti raccontano delle cose come c'è essere curioso
[1:08] Speaker 2: eccetera e poi capitai la prima volta a Honchonhausen giusto
[1:11] Speaker 2: così come turista, visitatore e mi impressionò molto il carcere,
[1:17] Speaker 2: com'era eccetera soprattutto perché ci lavoravano gli ex detenuti quindi
[1:21] Speaker 2: era molto viva la cosa che allora non conoscevo bene
[1:25] Speaker 2: poi come li ho conosciuti dopo, perché poi ci ho
[1:27] Speaker 2: lavorato dieci anni, e da lì mi interessò, così cominciai
[1:34] Speaker 2: a approfondire un po' le storie, volevo capire di più,
[1:37] Speaker 2: inizialmente mi interessava di più la Germania dell'Est, lo spionaggio,
[1:43] Speaker 2: la guerra fredda, diciamo questi macro temi, però poi capivo
[1:48] Speaker 2: che entrava la tematica delle vite e biografie delle persone profondamente,
[1:53] Speaker 2: quindi mi sono appassionato più a questo. Poi le prime
[1:56] Speaker 2: ricerche in archivio le ho fatte con i documenti della Stasi,
[2:03] Speaker 2: mi ricordo più, 2007-2008 forse le prime richieste che feci
[2:08] Speaker 2: di vedere i documenti, perché mi interessavano alcune storie, quindi approfondire,
[2:12] Speaker 2: e da lì non ho mai smesso, perché poi è
[2:14] Speaker 2: una miniera, questi archivi sono una... Qualche numero si conosce
[2:20] Speaker 2: perché viene sempre ripetuto anche nei documentari, sono più di 100
[2:24] Speaker 2: chilometri di documenti
[2:29] Speaker 2: E quindi è una miniera di vissuto delle persone, però
[2:34] Speaker 2: visto da una prospettiva molto particolare perché è una polizia
[2:37] Speaker 2: segreta che ti entra nella vita e comincia a osservare,
[2:41] Speaker 2: a valutare col suo occhio, poi usa delle persone che
[2:45] Speaker 2: sono vicino a te per saperne ancora di più eccetera, quindi...
[2:49] Speaker 2: quando hai accesso a questo tipo di documentazione non esci più,
[2:52] Speaker 2: è un labirinto, perché il vissuto di persone può essere
[2:56] Speaker 2: un labirinto, poi è multiprospettico, lo vedi da tanti punti
[3:01] Speaker 2: di osservazione, magari poi conosci anche le persone che sono
[3:04] Speaker 2: ancora vive e ti raccontano, e da lì non ho
[3:07] Speaker 2: mai smesso.
[3:09] Speaker 5: Grazie. Hai già accennato alcune cose che poi ti chiederò.
[3:15] Speaker 5: prima di entrare proprio nel merito dei nuovi contributi nel
[3:19] Speaker 5: libro ti volevo chiedere visto che già il libro la
[3:23] Speaker 5: prima edizione con le 11 ristampe è abbastanza ricco e dettagliato
[3:28] Speaker 5: sulla storia della Stasi perché è ritenuto necessario fare un
[3:32] Speaker 5: aggiornamento per questo tipo di libro mi
[3:36] Speaker 2: vengono in mente due motivi alle volte ce ne sono
[3:40] Speaker 2: tanti ma te ne ricordi solo alcuni perché sono quelli
[3:43] Speaker 2: che che sono diciamo determinanti da ricercatore io lavoro al
[3:53] Speaker 2: museo della Stasi da diversi anni sono riconsulente scientifico mi
[3:57] Speaker 2: occupo anche delle ricerche per gli aggiornamenti dei contenuti della
[4:00] Speaker 2: mostra hai un accesso privilegiato diciamo alla tematica ce lo
[4:05] Speaker 2: vedi da un altro punto di vista e sai perché
[4:08] Speaker 2: segui un po' i libri che escono escono decine di
[4:13] Speaker 2: libri ogni anno io sento dire continuamente non interessa più
[4:16] Speaker 2: a nessuno sono passati tanti anni come dici la
[4:18] Speaker 7: Stasi?
[4:20] Speaker 2: si si proprio solo la Stasi non dico tutta la
[4:22] Speaker 2: Germania l'Est la Stasi ci sono adesso non ricordo i
[4:27] Speaker 2: numeri perché abbiamo fatto questi studi al museo per capire
[4:32] Speaker 2: un pochettino come andava la tematica diciamo così e che
[4:36] Speaker 2: tipo di interesse ha e decine solo di volumi e
[4:41] Speaker 2: poi ci sono le pubblicazioni specializzate di tema di settore
[4:47] Speaker 2: eccetera insomma ci sono un sacco di studi per non
[4:50] Speaker 2: parlare poi dei documentari eccetera quindi c'è un sacco di
[4:53] Speaker 2: roba per cui hai segui tutta questa cosa qui e
[4:56] Speaker 2: capisci perché te ne occupi anche per aggiornarti ci sono
[5:01] Speaker 2: dopo dieci anni che l'hai scritto tante cose che dieci
[5:05] Speaker 2: anni prima le vedevi in un'altra maniera ogni studio propone
[5:12] Speaker 2: magari un taglio diverso un aspetto diverso che viene approfondito
[5:16] Speaker 2: che prima era un po' visto in maniera superficiale adesso
[5:19] Speaker 2: invece ci sono due o tre cose che adesso non
[5:23] Speaker 2: li anticipo tutti però ci sono per esempio la collaborazione
[5:28] Speaker 2: che la polizia segreta aveva con altre istituzioni è un
[5:30] Speaker 2: tema che fino a poco tempo fa non si conosceva
[5:33] Speaker 2: bene non si capiva Mentre adesso lo capiamo molto meglio,
[5:37] Speaker 2: come funzionava tutto il sistema, la stasi dentro il sistema
[5:44] Speaker 2: di tutti gli apparati dello Stato. Questo adesso per citarne uno.
[5:51] Speaker 2: L'altro motivo è che quando hai tanta materia, dici ok,
[5:59] Speaker 2: adesso è venuto il momento di di rinfrescare un pochettino
[6:03] Speaker 2: e allora le storie che vengono sempre ripetute magari le
[6:06] Speaker 2: sostituisci con altre che intanto hai appreso hai conosciuto perché
[6:12] Speaker 2: per me è una ma non sono solo pensare così
[6:16] Speaker 2: la storia è storia quindi è conclusa però siccome è
[6:20] Speaker 2: una storia vicina ha una sua coda nel presente che
[6:25] Speaker 2: è qualcosa di evidente per cui Per me è una
[6:31] Speaker 2: cosa viva in qualche modo perché hai le persone esistenti, vive,
[6:32] Speaker 2: che respirano, che hanno questa cosa nella loro vita, l'hanno
[6:34] Speaker 2: avuta e continuano ad avere un valore per loro, un posto,
[6:35] Speaker 2: è una cosa che vive. Lo capisco bene perché ovviamente
[6:37] Speaker 2: anche io lavoro negli stessi posti, la nostra collega amica qua.
[6:51] Speaker 5: Ecco,
[6:53] Speaker 2: questa cosa della storia che non è solo negli edifici
[6:56] Speaker 2: ma è ancora nelle persone, perché è una storia recente,
[6:59] Speaker 2: ovviamente ogni paese ha la sua storia e ha gli
[7:02] Speaker 2: aspetti che sono ancora vicini, però Berlino ha questo aspetto
[7:07] Speaker 2: di stratificazione della storia che è una storia molto drammatica
[7:10] Speaker 2: per gli ultimi cento anni, diciamo così, più o meno,
[7:19] Speaker 5: parlato appunto della Stasi che aveva questo modo di essere
[7:26] Speaker 5: nelle vite degli altri e volevo tornare alla paranoia proprio
[7:29] Speaker 5: al titolo perché hai scelto questo titolo se ci racconti
[7:35] Speaker 5: un pochino di questa paranoia che permeava proprio i dirigenti
[7:38] Speaker 5: della Stasi e poi si passa al contenuto
[7:41] Speaker 2: adesso dirò una cosa un po' così non so se
[7:44] Speaker 2: lo sapete ma i titoli non li scelgono gli autori
[7:47] Speaker 2: quindi non li scelto io In genere è così. Però
[7:51] Speaker 5: non lo trovi
[7:52] Speaker 2: azzeccato allora? Certo, ovviamente mi sarei opposto se la cosa
[7:55] Speaker 2: non mi tornava, però invece mi sorprese. Prima ti deve
[8:01] Speaker 2: entrare nell'orecchio perché dici ho scritto un libro, adesso gli
[8:03] Speaker 2: dai un titolo. In realtà è azzeccatissimo, sì è azzeccatissimo perché...
[8:10] Speaker 2: La paranoia è intesa non come cosa patologica, per carità
[8:14] Speaker 2: ci saranno stati anche casi patologici nell'apparato o nello Stato,
[8:20] Speaker 2: però la paranoia proprio come fenomeno politico e costitutivo del
[8:28] Speaker 2: potere nella Germania orientale. E qua c'è da fare un
[8:33] Speaker 2: po' un discorso da storici, diciamo così, nel senso che
[8:36] Speaker 2: Ha un senso per esempio guardare alle biografie delle persone
[8:40] Speaker 2: che hanno governato questo paese per 40 anni, che tranne poche eccezioni,
[8:47] Speaker 2: quelle proprio della cerchia ristretta che governava, cioè il cosiddetto politburo,
[8:53] Speaker 2: erano più o meno tutti di una generazione che erano
[8:56] Speaker 2: anziani negli anni Ottanta, quindi è la generazione di chi
[8:58] Speaker 2: è stato formato all'inizio del secolo, negli anni della Repubblica
[9:03] Speaker 2: di Weimar, cioè la storia dei comunisti tedeschi sostanzialmente. La
[9:07] Speaker 2: storia dei comunisti tedeschi è tra le più tragiche che
[9:10] Speaker 2: esistono in Europa, perché sono gente che è stata massacrata,
[9:18] Speaker 2: sia dal fatto che durante gli anni Weimar hanno avuto
[9:23] Speaker 2: posizione molto esposta e quindi le lotte per strada, le
[9:27] Speaker 2: lotte politiche, è una generazione come Milke che è stato 32
[9:31] Speaker 2: anni il capo della Stasi, che combatteva per strada col
[9:36] Speaker 2: coltello per dire, quelle erano le lotte politiche, la cultura
[9:41] Speaker 2: politica di una certa generazione. Poi hai il nazismo che
[9:46] Speaker 2: ha messo i comunisti nei campi di concentramento, che li
[9:49] Speaker 2: ha ammazzati, sono di te numeriche statisticamente maggiori in proporzione
[9:56] Speaker 2: al numero di militanti eccetera quindi quella cosa lì che
[10:01] Speaker 2: poi li costringe anche all'esilio eccetera e grandissima parte di
[10:04] Speaker 2: questi che vanno in esilio non rimangono in Europa occidentale
[10:08] Speaker 2: ma vanno in Unione Sovietica dove incappano negli anni 30 nelle
[10:13] Speaker 2: purghe peggiori della storia comunista che sono quelle del periodo
[10:17] Speaker 2: di Stalin il terrore staliniano Per cui questa generazione, quando
[10:22] Speaker 2: poi quel piccolo gruppo che sopravvive a capo di un
[10:27] Speaker 2: partito che quasi non esiste più perché è completamente sotto
[10:30] Speaker 2: tutela sovietica, vengono portati fisicamente con un aereo a Berlino
[10:36] Speaker 2: a cercare di organizzare un minimo l'amministrazione civile, quella militare,
[10:42] Speaker 2: quella sovietica, quella civile. Questi qui sono dei sopravvissuti, sono
[10:48] Speaker 2: scampati all'apocalisse sostanzialmente, ma sono scampati all'apocalisse perché loro sono
[10:54] Speaker 2: i primi complici, nel senso hanno fatto uccidere i loro
[10:57] Speaker 2: compagni sostanzialmente per rimanere in vita, perché questo era il
[11:00] Speaker 2: modo di guadagnarsi, non salvarsi da solo, salvarsi da bene,
[11:04] Speaker 2: ma guadagnarsi la fiducia di Stalin sostanzialmente.
[11:07] Speaker 5: Vuoi raccontare
[11:09] Speaker 2: forse qualcosa dell'hotel Lux? E' la storia dell'hotel Lux per esempio,
[11:12] Speaker 2: questo hotel dove stava la... dove stava praticamente quasi il Comintern,
[11:17] Speaker 2: l'internazionale comunista, che veniva da tutto il mondo in parte,
[11:22] Speaker 2: e l'Europa soprattutto, perché poi c'erano i regimi fascisti, quindi
[11:25] Speaker 2: i comunisti scappano, vanno via, o vengono richiamati in Unione Sovietica.
[11:30] Speaker 2: I dirigenti di tutti questi partiti comunisti, Jugoslavo, Polacco, Tedesco, eccetera,
[11:35] Speaker 2: anche italiani, non tantissimi, stanno dentro questo hotel, in questo
[11:42] Speaker 2: hotel quando parte il terrore staliniano che siamo 35-36, lì
[11:48] Speaker 2: cominciano a stare chiusi nelle stanze sentendo i passi dei
[11:53] Speaker 2: funzionari della polizia segreta staliniana che viene a prenderli, a
[11:58] Speaker 2: chi tocca oggi, quando non bussano alla tua porta puoi
[12:01] Speaker 2: tirare il sospiro di sollievo, magari verranno domani, vivono anni
[12:06] Speaker 2: in questo terrore qui. E cosa volevo dire della paranoia,
[12:10] Speaker 2: da dove nasce la paranoia, che cos'è questa paranoia? È
[12:13] Speaker 2: che chi è sopravvissuto a un cataclisma del genere e
[12:17] Speaker 2: ha la possibilità adesso di mettere in piedi il suo regime,
[12:20] Speaker 2: perché i sovietici danno il potere a questi comunisti tedeschi
[12:22] Speaker 2: di fare qualcosa, la Germania dell'Est ha un'idea del potere
[12:27] Speaker 2: come una cosa primitiva, cioè... Bianco o nero, ce l'hai
[12:32] Speaker 2: o non ce l'hai, il potere non si divide, fa
[12:35] Speaker 2: parte della cultura staliniana, fa parte però dell'allora esperienza, senza
[12:39] Speaker 2: potere si muore, da comunista. E allora il tuo potere
[12:45] Speaker 2: deve essere assolutamente difeso, coi denti, con tutto quello che
[12:50] Speaker 2: puoi avere, e la polizia segreta è lo strumento che
[12:53] Speaker 2: esprime questa paranoia nel senso di che devi controllare tutto.
[13:00] Speaker 2: poi tra l'altro ci sono altri fattori ovviamente la Germania
[13:03] Speaker 2: dell'Est cioè la zona che poi diventa la Germania dell'Est
[13:06] Speaker 2: cioè la Repubblica Democratica Tesca è una zona dove fare
[13:09] Speaker 2: politica è difficile prima perché ci sono i sovietici poi
[13:12] Speaker 2: secondo perché c'hai il contesto della guerra fredda il territorio
[13:16] Speaker 2: che è un pezzo di Germania non è tutta la
[13:19] Speaker 2: Germania la cortina di ferro vuol dire c'hai il capitalismo
[13:23] Speaker 2: dall'altra parte cioè sono condizioni oggi è una parola che
[13:27] Speaker 2: va di moda geopolitica geopolitiche le peggiori che puoi avere
[13:31] Speaker 2: per fare una cosa storica voglio fare il socialismo in
[13:35] Speaker 2: terra tedesca quindi da lì nasce questa cosa che è
[13:40] Speaker 2: estrema perché se tu la confronti con altri paesi dell'estero
[13:43] Speaker 2: europeo compreso l'Unione Sovietica i processi sono gli stessi le
[13:47] Speaker 2: condizioni generali le idee sono le stesse ma la radicalità
[13:53] Speaker 2: e la precisione mi viene da dire prussiana con cui
[13:56] Speaker 2: l'hanno fatto le nazionali dell'estero è una cosa unica e
[13:59] Speaker 2: forse lì c'è anche la componente culturale, questo è un
[14:02] Speaker 2: altro aspetto degli studi, che è molto nuovo, non solo
[14:05] Speaker 2: studiare l'ideologia, ma studiare il fondo culturale che ha un
[14:10] Speaker 2: effetto poi sulle caratteristiche di quei regimi, non erano tutti uguali.
[14:15] Speaker 5: Alcuni degli aspetti
[14:22] Speaker 2: che hai accennato ora sono stati approfonditi anche in questa edizione.
[14:23] Speaker 2: Questo è uno dei temi che necessitava di aggiornamento, perché...
[14:27] Speaker 2: una quindicina di anni fa non ne avevo consapevolezza di
[14:30] Speaker 2: quanto di tedesco ci fosse dentro la stanza. Poi tra
[14:35] Speaker 2: l'altro quando studi i documenti, quando ti leggi questi documenti,
[14:38] Speaker 2: vedi anche solo proprio come è fatto un documento, quanto
[14:40] Speaker 2: è preciso, quanto è sistematico, quanto è standard, quanto c'è
[14:45] Speaker 2: di lavoro e di tradizioni burocratiche che vanno a finire
[14:51] Speaker 2: dentro questo prodotto. Mi è capitato... raramente di vedere fascicoli
[14:57] Speaker 2: di altre polizie segrete di altri paesi, te ne accorgi
[15:01] Speaker 2: subito che è un altro mondo. Nella precisione, nella profondità,
[15:05] Speaker 2: eccetera
[15:06] Speaker 5: Un modulino per tutto, praticamente.
[15:09] Speaker 2: Un po', ma fa parte di una cultura anche gerarchica
[15:12] Speaker 2: molto precisa, che standardizza anche per rendere i processi produttivi
[15:18] Speaker 2: della burocrazia sistematici. Per
[15:21] Speaker 4: essere efficienti.
[15:22] Speaker 2: Certo.
[15:23] Speaker 4: Una curiosità, se la casa editrice non avesse deciso per te,
[15:28] Speaker 4: tu come l'avresti chiamato questo libro?
[15:32] Speaker 2: Mi fai una domanda, non ho idea, ma sai che
[15:34] Speaker 2: io quando scrivo un libro l'ultima cosa che penso è
[15:36] Speaker 2: il titolo? Non so se sbaglio, ma è una cosa
[15:40] Speaker 2: che proprio non mi... Ovviamente volevo scrivere una storia della Stasi,
[15:44] Speaker 2: cioè la volevo scrivere come tale, per cui poi divenne
[15:46] Speaker 2: il sottotitolo praticamente. ma non avevo pensato a una cosa
[15:51] Speaker 2: che potesse anche interessare insomma chi lo vede in una
[15:55] Speaker 2: libreria non ho di questi tipi di processi in testa
[16:00] Speaker 2: non so rispondere veramente non me
[16:02] Speaker 4: lo ricordo mi era rimasta la curiosità perché ha iniziato
[16:05] Speaker 4: così non l'ho scelto io
[16:07] Speaker 2: mi ricordo che uno dei primi capitoli credo che sia
[16:10] Speaker 2: rimasto quel titolo era la parte diciamo di ricostruzione storica
[16:16] Speaker 2: che non mi ricordo manco dove l'avevo letta questa cosa
[16:20] Speaker 2: che parlava dell'inquisizione rossa nel senso per dire l'inquisizione moderna
[16:25] Speaker 2: post seconda guerra mondiale fatta da un regime comunista quindi
[16:29] Speaker 2: rossa mi piaceva come espressione perché l'atteggiamento inquisitorio ovviamente è
[16:34] Speaker 2: costitutivo di questo tipo di organizzazione
[16:37] Speaker 5: c'è
[16:37] Speaker 2: ancora bene ora
[16:39] Speaker 5: si passa
[16:43] Speaker 2: un attimo a
[16:43] Speaker 5: qualche altro aspetto che è approfondito nel libro e cioè
[16:46] Speaker 5: hai cercato anche di sfatare perché con i nuovi studi
[16:49] Speaker 5: e le nuove pubblicazioni si sono viste cose della Stasi
[16:52] Speaker 5: che magari prima erano miti leggende e ti hai cercato
[16:56] Speaker 5: di vederle in maniera un po' più critica di interrogarle
[16:59] Speaker 5: e anche di sfatare qualche mito uno di questi è
[17:01] Speaker 5: per esempio l'aspetto orwelliano della Stasi l'onniscienza e l'onnipresenza parti
[17:08] Speaker 5: da quello che vuoi io mi adeguo l'onniscienza e l'onnipresenza
[17:13] Speaker 5: e ci mettiamo
[17:13] Speaker 2: qui scusa non volevo miti e leggende fanno parte del
[17:20] Speaker 2: mondo del mondo dei servizi segreti essendo un mondo che
[17:27] Speaker 2: ha a che fare con le ombre che si muove
[17:28] Speaker 2: nelle ombre ovviamente alimenta enormemente poi se sono così come
[17:36] Speaker 2: era la Stasi solleticano la fantasia particolarmente il fatto di
[17:42] Speaker 2: associarle a un'organizzazione orwelliana nel senso dei libri di Orwell
[17:48] Speaker 2: come 1984 l'occhio dello grande fratello che vede tutto e sente
[17:52] Speaker 2: tutto il problema è riportare le cose a un livello
[17:58] Speaker 2: storico nel senso di fatti reali di strutture reali di
[18:03] Speaker 2: strumenti reali per dare poi una risposta a che esperienza
[18:07] Speaker 2: ha fatto veramente la Germania orientale con questa cosa E
[18:12] Speaker 2: quanto eventualmente questa cosa a noi oggi ci può interessare
[18:15] Speaker 2: per dire, ah, guarda che cosa si fa, faceva allora,
[18:19] Speaker 2: magari lo puoi rifare, no? Questa è una domanda che
[18:22] Speaker 2: mi fanno spesso, no? Quanto di storico, cioè quanto di
[18:25] Speaker 2: attuale c'è nella Stasi? E lì devi ripartire da un
[18:29] Speaker 2: dato di realtà, no? Allora, ogni presenza e ogni scienza
[18:32] Speaker 2: sono un pochettino le qualità orwelliane, no? E ogni... no.
[18:38] Speaker 2: Partiamo dall'ogni presenza, per esempio. Ogni presenza e poi da
[18:42] Speaker 2: lì ogni presenza. Allora, bisogna dire questo. Questa è anche
[18:48] Speaker 2: una precisazione da fare. Noi abbiamo in Germania una fissazione proprio,
[18:54] Speaker 2: cioè un restringimento del nostro obiettivo sulla Stasi, come organizzazione repressiva.
[19:03] Speaker 2: E ci dimentichiamo in realtà che, prima... quando parliamo di
[19:07] Speaker 2: stato di sorveglianza, il surveillance state, l'Occion, tutto lo stato
[19:14] Speaker 2: Germania dell'Est era uno stato di sorveglianza. La sorveglianza non
[19:19] Speaker 2: faceva mica solo la Stasi. La Stasi era un segmento
[19:21] Speaker 2: di tutto questo. E possiamo essere più precisi. E poi
[19:29] Speaker 2: la onnipresenza premette che la Stasi poteva tentare di essere onnipresento,
[19:37] Speaker 2: ovviamente non lo era, ma aveva un'organizzazione territoriale, di natura territoriale,
[19:43] Speaker 2: cioè assomigliava alla polizia sostanzialmente. Avendo una struttura organizzata su
[19:48] Speaker 2: base territoriale hai una competenza locale su una certa fetta
[19:53] Speaker 2: di territorio e poi vai dai paesi ai comuni e
[19:56] Speaker 2: sali su fino ai livelli più generali, a livello nazionale,
[20:00] Speaker 2: a livello delle regioni... Questo vuol dire che la rete
[20:04] Speaker 2: di controllo era molto a maglie strette e molto estesa
[20:08] Speaker 2: tutto il paese, quindi tendenzialmente cercano di essere onnipresenti, perché
[20:14] Speaker 2: hanno queste competenze territoriali che poi si incrociano con i
[20:19] Speaker 2: vari temi, gli aspetti di interesse, la sicurezza militare, la
[20:24] Speaker 2: sicurezza di determinate infrastrutture, il movimento delle persone, i contatti
[20:30] Speaker 2: con l'Ovest, i viaggi, eccetera, eccetera. amministrazione che deve essere
[20:34] Speaker 2: protetta da possibili spionaggi eccetera quindi l'onnipresenza poteva essere qualcosa
[20:41] Speaker 2: che si assomiglia all'onnipresenza era possibile solo perché godeva la
[20:46] Speaker 2: Stasi del supporto di tutte le altre istituzioni avevano anche
[20:55] Speaker 2: un nome per questo la Piozze ZW la politica partita
[20:58] Speaker 2: Tosama e Birken cioè loro dicevano è interessante questa cosa
[21:00] Speaker 2: Perché è praticamente l'opposto di quello che noi cerchiamo di
[21:04] Speaker 2: fare oggi, cioè spezzettando l'accesso ai dati per restringerlo, no?
[21:10] Speaker 2: Le istituzioni non devono dare dati personali ad altre istituzioni, eccetera,
[21:16] Speaker 2: e quindi cerchiamo con le leggi, lo stato di diritto, eccetera,
[21:20] Speaker 2: le leggi sulla privacy, tutta quella dei dati sensibili, eccetera,
[21:24] Speaker 2: di evitare che i dati siano accessibili troppo, no? nella
[21:30] Speaker 2: Germania dell'Est esisteva l'esatto contrario cioè la polizia segreta ha
[21:33] Speaker 2: facoltà di ottenere accesso a tutti i possibili banche dati,
[21:40] Speaker 2: fonti eccetera attraverso le altre istituzioni che devono essere solerti
[21:45] Speaker 2: nell'aiutare la Stasi se ha bisogno e hanno costruito strutture
[21:48] Speaker 2: che noi fino ad oggi conosciamo solo in una parte
[21:52] Speaker 2: non ne conosciamo tutte Una parte le conosciamo, cioè come
[21:56] Speaker 2: loro potevano avere accesso a determinati dati. Alcune erano strutture chiare,
[22:03] Speaker 2: per esempio avevano la partnership con la polizia o con
[22:07] Speaker 2: la magistratura. Però già con la magistratura c'è un livello
[22:11] Speaker 2: aperto di collaborazione, c'è un livello sotterraneo di cui non
[22:15] Speaker 2: conosciamo sempre i canali che collegano le due strutture, i
[22:19] Speaker 2: due apparati. Un altro esempio è quello di cui mi occupo,
[22:22] Speaker 2: lo sai, per le ricerche che sto facendo adesso, e
[22:27] Speaker 2: questa è un'altra cosa molto interessante, tutti pensano che forse
[22:33] Speaker 2: avrò un fascicolo della stasi, quindi poi sono deluso se
[22:36] Speaker 2: non lo trovo, non si sono interessati a me, dico
[22:39] Speaker 2: una banalità, ma insomma, alcune persone hanno questa attitudine. Primo
[22:46] Speaker 2: si dimenticano che magari hanno un fascicolo della polizia e
[22:48] Speaker 2: non della polizia segreta, va bene, sarebbe interessante anche quello,
[22:51] Speaker 2: ma ci si dimentica che tutta la popolazione adulta che
[22:55] Speaker 2: doveva lavorare aveva ognuno un fascicolo tenuto dall'amministrazione del personale,
[23:02] Speaker 2: così dedicata a Ptailung, nella impresa dove lavorava. Cioè vuol
[23:08] Speaker 2: dire che fondamentalmente un fascicolo... Ce l'avevano tutte le persone,
[23:12] Speaker 2: uomini e donne, dall'età in cui cominciavano a fare la
[23:14] Speaker 2: formazione professionale, poi per tutta la carriera lavorativa, fino a
[23:17] Speaker 2: quando andavano in pensione
[23:20] Speaker 5: Ma ce l'avevano anche i ragazzi a scuola,
[23:21] Speaker 2: no? Quello era il fascicolo dello scolaro
[23:23] Speaker 2: Però questo già ti fa vedere come c'è un sistema
[23:26] Speaker 2: organizzato che parte dall'età in cui si va all'asilo fino
[23:30] Speaker 2: a che copre tutta la vita praticamente. È una fascicolazione
[23:34] Speaker 2: continua che va a lutar gli orientamenti di una persona,
[23:38] Speaker 2: le sue qualità... anche lavorative poi però la parte politica
[23:44] Speaker 2: sei più o meno allineato sei più o meno partecipe
[23:46] Speaker 2: e quindi la Stasi attraverso queste fonti molto rapidamente riesce
[23:52] Speaker 2: ad avere tutte le informazioni o quasi tutte le informazioni
[23:54] Speaker 2: di cui ha bisogno e lì veniamo dall'ogni quasi ogni
[23:57] Speaker 2: presenza nel senso questa struttura radicata che si potenzia attraverso
[24:02] Speaker 2: la collaborazione con le altre organizzazioni con gli altri studi
[24:04] Speaker 2: e istituzioni l'ogni scienza che ovviamente non è data in
[24:09] Speaker 2: natura umana non in scienza ma un accesso a quantitativi
[24:13] Speaker 2: enormi di informazioni perché vengono raccolte attraverso le stesse strutture
[24:19] Speaker 2: quindi sono in potenza e in giacenza in altri posti
[24:22] Speaker 2: che la stasi non ha però le può prendere quando
[24:25] Speaker 2: vuole e quindi questo potenzia enormemente il loro accesso informativo
[24:31] Speaker 2: e lì c'è un dato anche questo è nuovo nel
[24:32] Speaker 2: libro negli anni primi anni 60 c'è tutta una storia che
[24:42] Speaker 2: io racconto che ha a che fare con la cibernetica
[24:44] Speaker 2: che era una scienza dell'epoca che andava molto di moda
[24:47] Speaker 2: che ovviamente i comunisti piaceva tanto perché loro credono nella
[24:52] Speaker 2: pianificazione e se tu hai basi matematiche solide per pianificare
[24:58] Speaker 2: la pianificazione riesce meglio e quindi nella cibernetica che è
[25:03] Speaker 2: la scienza dei sistemi cioè se tu riesci a capire
[25:08] Speaker 2: su base numerico, scientifica, matematica, il funzionamento di un sistema,
[25:12] Speaker 2: lo puoi pilotare, lo puoi dirigere, lo puoi correggere, puoi
[25:17] Speaker 2: trovare i bug, gli errori nel sistema e li vai
[25:21] Speaker 2: a correggere, a rimuovere. Nella Germania dell'Est c'è stata, rispetto
[25:25] Speaker 2: all'Unione Sovietica, molto più forte, una lettura particolare della cibernetica,
[25:34] Speaker 2: nel senso che la puoi usare per le scienze sociali,
[25:37] Speaker 2: cioè per capire come funziona la società e per attivamente
[25:41] Speaker 2: modificare il progetto sociale, cioè il corpo sociale, no? E
[25:46] Speaker 2: la Stasi ne ha fatto a sua volta un'interpretazione criminologica,
[25:49] Speaker 2: diciamo così, no? Cioè noi riusciamo a capire quali profili
[25:56] Speaker 2: sono potenzialmente negativi, anche se non lo sono ancora,
[25:59] Speaker 3: no
[26:01] Speaker 2: E quando cominciarono a lavorare su questa cosa hanno capito
[26:04] Speaker 2: che la raccolta delle informazioni doveva essere slegata dal sospetto.
[26:09] Speaker 2: Cioè slegata dal fatto che qualcuno ha fatto qualcosa di
[26:12] Speaker 2: sospetto e allora mi interesso e allora apro un fascicolo.
[26:16] Speaker 2: Ma che sui territori la Stasi doveva raccogliere in maniera
[26:21] Speaker 2: di routine. E da lì viene un dato che è
[26:25] Speaker 2: interessante perché è una scoperta che abbiamo fatto poco tempo
[26:27] Speaker 2: fa al museo. trovando un documento di un generale che
[26:32] Speaker 2: ha una seduta del collegio, che è questo organo di
[26:35] Speaker 2: vertice che si incontrava dove lavoriamo noi, cioè nella sala
[26:40] Speaker 2: conferenze al secondo piano dell'edificio della centrale d'Astasi. Questo generale
[26:47] Speaker 2: che veniva da Chemnitz, allora Karl Maxstadt, dice è solo
[26:51] Speaker 2: nella mia... il mio territorio di competenza, che credo fosse
[26:56] Speaker 2: il Bezirk, cioè il distretto di Kalmachstadt, faccio annualmente, lui
[27:02] Speaker 2: parlava dell'82-83, faccio fare annualmente, se non mi ricordo male, 135.000
[27:10] Speaker 2: verifiche di conformità delle persone che abitano qui. Verifiche di
[27:16] Speaker 2: conformità erano le cosiddette Zicherer Zubabrufungen, oppure le chiamavano persone Zubabrufungen,
[27:24] Speaker 2: perché non erano solo legati a carattere di sicurezza, cioè
[27:26] Speaker 2: alle volte di routine si faceva una verifica, chi lavora dove,
[27:30] Speaker 2: se va bene, se adesso ha delle amicizie nuove, quindi
[27:34] Speaker 2: magari non può più lavorare in quella mansione perché la
[27:36] Speaker 2: mansione prevede che non abbia contatti con occidentali, eccetera, eccetera, eccetera. Insomma,
[27:42] Speaker 2: e da lì abbiamo capito, ma quello che abbiamo scritto
[27:45] Speaker 2: nel museo allora non va bene, perché abbiamo scritto che facevano 400.000
[27:49] Speaker 2: controlli l'anno, no? e qui siamo in tutta l'idea 135.000 solo
[27:56] Speaker 2: in un distretto allora non ci stiamo con i numeri
[27:59] Speaker 2: e da lì si è capito che negli anni 80 erano
[28:01] Speaker 2: milioni di riverifiche del genere il dato che viene diciamo
[28:07] Speaker 2: stimato è di un cittadino ogni due ogni anno almeno
[28:15] Speaker 2: una volta il che vuol dire almeno sui 6-6 milioni
[28:22] Speaker 2: e mezzo di cittadini adulti passano una silenziosa verifica di
[28:28] Speaker 2: conformità che non ha conseguenze spesso perché non trovano nulla
[28:33] Speaker 2: però tengono tutto quello che a loro interessa e questo
[28:37] Speaker 2: è non è l'onniscienza ma sta vicino ti
[28:42] Speaker 5: voglio fare una domanda ora su questo perché ci sta
[28:44] Speaker 5: bene e credo che tu l'abbia approfondito anche nel libro
[28:47] Speaker 5: nella nuova edizione sul fatto che non avevano il computer
[28:51] Speaker 5: oppure non erano
[28:52] Speaker 2: tutti i computer
[28:53] Speaker 5: utilizzati come ora se ci vuoi raccontare in breve se
[28:57] Speaker 5: vuoi come sistematizzavano queste ricerche le perforie
[29:03] Speaker 2: si si lo so cosa vuoi dire non mi vengono
[29:06] Speaker 2: le
[29:06] Speaker 3: risposte
[29:08] Speaker 2: Era un sistema analogico, sostanzialmente, se si potrebbe dire. Il
[29:14] Speaker 2: sogno informatico non l'hanno mai realizzato, purtroppo si sono resi
[29:18] Speaker 2: conto che il loro sogno era centralizzare tutto. Poi si
[29:22] Speaker 2: sono resi conto che centralizzare non andava bene perché le
[29:25] Speaker 2: informazioni del servizio segreto non le puoi centralizzare, devono essere spezzettate,
[29:28] Speaker 2: altrimenti è il rischio troppo alto che vadano perse in
[29:32] Speaker 2: qualche modo.
[29:33] Speaker 5: Quindi l'onnescenza
[29:35] Speaker 2: non era favorevole? No, doveva essere poi organizzata sotto insiemi
[29:39] Speaker 2: e sotto sistemi e tenuti a chiusura stagna, eccetera. No,
[29:44] Speaker 2: diciamo che anche lì partendo da questa idea cibernetica, possiamo
[29:48] Speaker 2: raccogliere tutto, dobbiamo sapere tutto, come diceva Mirka, hanno dovuto
[29:54] Speaker 2: sviluppare degli strumenti. I primi erano le classiche carte perforate
[29:58] Speaker 2: in cui tu davi i dati dentro, venivano immessi in
[30:01] Speaker 2: codici alfanumerici con una pinza, si pinzava al margine facendo
[30:06] Speaker 2: i fori e poi questi potevano essere letti con dei
[30:08] Speaker 2: macchinari anche. Poi le hanno sviluppate, maturate, no? Kerblochkarten. Kerblochkarten.
[30:18] Speaker 2: Perché si kerben, in tedesco, no? con la kerb zanghe,
[30:23] Speaker 2: cioè con una penza e questo è il primo strumento,
[30:28] Speaker 2: lo introdusero nel 65 da quello che poi è anche il
[30:32] Speaker 2: padre dell'informatica nella Stasi che è Werner Irmler che era
[30:36] Speaker 2: un generale e lui da persona era un forestale di
[30:42] Speaker 2: formazione quindi era una persona che non aveva formazione specifica
[30:47] Speaker 2: però questa è una storia molto interessante perché lui quando
[30:51] Speaker 2: entra nella stasi metà degli anni 50 appartiene a una generazione
[30:55] Speaker 2: non è la primissima generazione però insomma anni 50 entra molto
[30:59] Speaker 2: giovane e lo mettono a fare gli interrogatori poi lui
[31:02] Speaker 2: lo trova come lavoro non gli piace non lo appassionava
[31:05] Speaker 2: particolarmente quindi lo mettono in amministrazione gli interessava di più perché?
[31:09] Speaker 2: perché aveva fatto l'osservazione che quando interrogavi le persone pensando
[31:14] Speaker 2: solo da polizia ti interessavano solo 4-5 informazioni tutto il
[31:19] Speaker 2: resto che ti raccontavano, mio cugino, mia zia, mia nonna,
[31:22] Speaker 2: mio addetto, eccetera, eccetera, non veniva incamerato, non veniva immagazzinato,
[31:27] Speaker 2: non veniva archiviato, non veniva conservato in una memoria. E
[31:31] Speaker 2: quindi lui dice, ma abbiamo una perdita di informazione enorme,
[31:34] Speaker 2: di conoscenza dei comportamenti, degli orientamenti e delle relazioni delle persone.
[31:39] Speaker 2: Bisogna trovare il modo di incamerare queste informazioni e di
[31:43] Speaker 2: poi metterle in movimento, perché queste informazioni poi devono essere
[31:46] Speaker 2: date nel momento giusto ha la struttura giusta, che si
[31:49] Speaker 2: occupa di quel tema, di quel gruppo, eccetera, eccetera. E
[31:53] Speaker 2: questo IRMLA si mette a fare quello. E quindi poi
[31:56] Speaker 2: lo mettono a studiare, matematica, informatica, eccetera, e gli mettono
[32:02] Speaker 2: in mano una struttura che all'inizio è piccolissima e poi
[32:05] Speaker 2: diventa la spina dorsale di questa organizzazione, il cervello pensante,
[32:10] Speaker 2: nel senso che è la struttura d'analisi. E le strutture d'analisi,
[32:13] Speaker 2: lo sappiamo oggi, nell'intelligenza moderna, sono il cuore di un
[32:17] Speaker 2: servizio segreto, cioè cervello e cuore, senza analisi non serve
[32:23] Speaker 2: niente fare spionaggio, ci vogliono le teste che analizzano le
[32:26] Speaker 2: informazioni e da lì viene tutto, insomma loro capiscono che
[32:31] Speaker 2: ci va un meccanismo, io li ho visti i disegni
[32:34] Speaker 2: che lui faceva, perché lui a matita costruiva questi diagrammi
[32:40] Speaker 2: in cui metteva insieme tutte queste quest'idea che l'informazione si
[32:45] Speaker 2: muove come si muove un'informazione quanto tempo ci mette in
[32:49] Speaker 2: un sistema dove ancora fino alla fine degli anni 70 per
[32:54] Speaker 2: muovere un'informazione ci volevano 13 giorni una cosa del genere e
[32:59] Speaker 2: le informazioni si muovevano col corriere che in busta chiusa
[33:02] Speaker 2: portava l'informazione quindi ci volevano settimane Eppure erano efficienti nel
[33:07] Speaker 2: loro modo, riuscivano, poi c'erano strutture ovviamente privilegiate, tipo quelle
[33:11] Speaker 2: che comunicavano quei confini, lì le informazioni si muovevano un
[33:14] Speaker 2: po' più velocemente, eccetera.
[33:16] Speaker 6: Io mi vergogno tantissimo perché non ho ancora visitato il
[33:19] Speaker 6: museo della Stati, però adesso sarei curiosa di vedere, ufficialmente,
[33:23] Speaker 6: nella DDR, quanti erano ufficialmente gli impiegati della Stati e
[33:29] Speaker 6: poi era tutto coinvolto, era coinvolto fino all'80% dei cittadini, come...
[33:35] Speaker 6: Una pioggia molto ben organizzata, no?
[33:39] Speaker 2: Allora, i numeri circolano di numeri che sono pazzeschi e
[33:46] Speaker 2: alcuni sembrano esagerati, eccetera. Il problema è che bisogna capire
[33:51] Speaker 2: che cosa vogliamo contare e per capire cosa vogliamo contare
[33:55] Speaker 2: bisogna capire come funzionavano queste strutture e tutto questo coinvolgimento
[33:59] Speaker 2: di altre istituzioni, altrimenti I numeri della Stasi ci sono,
[34:03] Speaker 2: sono quelli, no? Alla fine dell'89 erano circa 91.000. Gli
[34:07] Speaker 4: ufficiali.
[34:08] Speaker 2: Gli ufficiali, cioè le persone che appartengono
[34:10] Speaker 4: L'uffiziale
[34:10] Speaker 2: del meter by. Sì, l'uffiziale del meter by, cioè il
[34:13] Speaker 2: personale della polizia segreta, con i suoi quadri, i dirigenti,
[34:16] Speaker 2: la sua amministrazione, le forze tecniche, le risorse che lavorano
[34:21] Speaker 2: anche nelle strutture di servizio, eccetera. Tutto questo sono 91.000. Poi
[34:28] Speaker 2: ci sono gli informatori. delle varie categorie, ma se le
[34:31] Speaker 2: mettiamo tutte insieme, cioè i cosiddetti IM, in ufficiale e
[34:33] Speaker 2: in mitra al baita, sono circa 620.000 in 40 anni. Poi anno
[34:39] Speaker 2: per anno hai i vari numeri. L'ultimo anno erano circa 180.000. 189.000,
[34:43] Speaker 2: se ci
[34:44] Speaker 5: metti l'IMS.
[34:46] Speaker 2: Esatto, poi ci sono vari modi appunto di calcolare.
[34:51] Speaker 5: Mannaggia
[34:52] Speaker 2: te! Gesellschaftliche Mitarbeiter für Sicherheit. Gesellschaftliche Mitarbeiter für Sicherheit era
[34:58] Speaker 2: un Per esempio, ho detto prima questi fascicoli del lavoratore,
[35:06] Speaker 2: stavano negli uffici del personale di tutte le aziende. Il
[35:11] Speaker 2: capo ufficio personale, il cadalaita si chiamava, era un funzionario
[35:17] Speaker 2: di un rango in genere un po' più alto, faceva
[35:20] Speaker 2: quindi in genere parte del partito, era dell'SD e poi
[35:24] Speaker 2: aveva come come funzione segreta era un GMS cioè era
[35:29] Speaker 2: un contatto della Stasi la Stasi gli dava questo nome
[35:32] Speaker 2: perché aveva da dare le sue informazioni Cioè scriveva le Einschätzungen,
[35:40] Speaker 2: cioè scriveva cosa pensa lui delle varie persone in modo
[35:44] Speaker 2: che la Stasi sappia e non ha neanche bisogno di
[35:46] Speaker 2: farsi dare fisicamente il fascicolo perché gli dicono tutto. Queste
[35:49] Speaker 7: Einschätzungen erano delle Vermutungen e la Stasi si fermava
[35:53] Speaker 2: di quelle? Alcune erano Vermutungen, alcune no, alcune erano dati
[35:57] Speaker 2: e fatti che stavano dentro il fascicolo del personale mescolati
[36:02] Speaker 2: con altri elementi, valutazioni che il cadalaita, cioè il capo
[36:08] Speaker 2: del personale, dava perché conosceva magari le persone e se
[36:11] Speaker 2: le faceva dare.
[36:12] Speaker 6: Io non voglio assolutamente deviarvi dalla struttura di questa presentazione,
[36:16] Speaker 4: viene a pensare che a
[36:17] Speaker 6: questo punto il quibbrikesesh, quindi fosse una cosa che facesse
[36:23] Speaker 6: come dovere per lo Stato, perché c'era un corrispettivo.
[36:26] Speaker 2: Non scritto.
[36:27] Speaker 6: Era non scritto.
[36:28] Speaker 2: Non scritto, era genosse come si dice in tedesco, cioè
[36:31] Speaker 2: era compagno. Sì. E quindi questa cosiddetta P. O. Z. 3, cioè la Zusammenwirke,
[36:36] Speaker 2: cioè la collaborazione fra istituzioni, è una specie di partenariato,
[36:45] Speaker 2: di partnership
[36:47] Speaker 2: ma anche quella non formalizzata, però è di fatto esistente,
[36:54] Speaker 2: nel senso imposta anche dalla Stasi, nel senso che la
[36:57] Speaker 2: Stasi e dal partito, nel senso che l'ufficiale della Stasi...
[37:01] Speaker 2: Questo non sempre si può documentare perché fa parte della
[37:04] Speaker 2: parte clandestina della Stasi. Però in genere è immaginabile, no?
[37:09] Speaker 2: Cioè il funzionario locale della Stasi entra in fabbrica, sa
[37:14] Speaker 2: dove deve andare, quale porta deve bussare e c'è la
[37:18] Speaker 2: persona che è il suo contatto che gli dice... dammi
[37:24] Speaker 2: la lista con i nomi e il funzionario tirava fuori
[37:27] Speaker 2: la lista con mi serve la segretaria, mi serve questo, questo, questo, questo,
[37:31] Speaker 2: tutte le persone da verificare su cui voleva avere informazioni.
[37:36] Speaker 2: Per come la so io, nel senso per quello che
[37:38] Speaker 2: ho letto finora e visto finora, il Cadalaita, che era
[37:43] Speaker 2: questo che è messo per la Stasi, diceva ok dammi
[37:48] Speaker 2: tre settimane di tempo e vieni tra tre settimane ed
[37:51] Speaker 2: io ti do i compiti a casa fatti. Poi scriveva
[37:55] Speaker 2: a mano, su carta quadretti in genere, la incezio, cioè
[37:59] Speaker 2: stimava il comportamento. E sono scritte in maniera standard, cioè
[38:04] Speaker 2: in genere ci hanno 5-6 punti, per cui sono stati
[38:07] Speaker 2: istruiti a scriverle in un certo modo, dove si parte
[38:10] Speaker 2: dalla prestazione professionale, passano alla... all'orientamento politico- ideologico, fa parte del
[38:16] Speaker 2: partito o non fa parte del partito, fa le politiche
[38:19] Speaker 2: sulunque oppure no, il comportamento nel collettivo, morale socialista e
[38:27] Speaker 2: comportamento nel privato. Lì per esempio c'è scritto tradisce la moglie,
[38:32] Speaker 2: ha degli intrallazzi privati sessuali, eccetera, con la segretaria, con
[38:38] Speaker 2: quella che lavora nell'altro reparto, eccetera. se sanno i dettagli
[38:42] Speaker 2: mettono dettagli se non li sanno e una delle ultime
[38:46] Speaker 2: frasi in genere è un'indicazione se hanno rapporti con occidentali
[38:50] Speaker 2: se hanno visite che ricevono dalla Germania Ovest chi sono
[38:54] Speaker 2: eccetera eccetera loro raccolgono queste informazioni e possiamo immaginare come
[38:59] Speaker 2: venivano poi utilizzate nel senso loro tornano l'ufficiale della Stati
[39:02] Speaker 2: che si è preso queste informazioni le porta da un
[39:05] Speaker 2: analista l'analista le legge prende le informazioni che servono per
[39:11] Speaker 2: metterle negli vari schedari e poi dà una valutazione di
[39:15] Speaker 2: massima e dice questo serve, questo non serve, eccetera. E'
[39:18] Speaker 2: affidabile o non affidabile e poi l'ufficiale che ha preso
[39:24] Speaker 2: queste informazioni decide se c'è da approfondire, se c'è da
[39:29] Speaker 2: usare qualcosa per qualche operazione che si sta facendo o
[39:33] Speaker 2: altrimenti una parte di queste informazioni rimane in giacenza. Nelle
[39:37] Speaker 2: cosiddette materiale a blà, che non le chiamavano. Oggi il
[39:41] Speaker 2: materiale è tutto archiviato, quello che è conservato, ma all'epoca
[39:44] Speaker 2: si archivava solo quello che non serviva più. Quello che
[39:47] Speaker 2: serviva veniva tenuto negli uffici dove hanno bisogno di usarlo.
[39:52] Speaker 2: Quindi le registrature, come si chiamavano, dove tengono tutti questi materiali,
[39:58] Speaker 2: negli armadi, negli schedari, negli scaffali, e veniva utilizzato. Non
[40:03] Speaker 2: c'era nessuna norma di legge che né lo vietava né
[40:06] Speaker 2: lo restringeva o lo limitava in qualche modo l'utilizzo e
[40:11] Speaker 2: la conservazione di questi dati. Per cui far west in
[40:14] Speaker 2: qualche modo, cioè poter tenere tutto quello che volevamo. E
[40:18] Speaker 2: questo è solo la stasi. Poi però il fatto che
[40:21] Speaker 2: collaborino con altri significa che dobbiamo considerare anche altre istituzioni
[40:26] Speaker 2: come assolutamente complici. Di cui attivamente... Per cui poi lì
[40:33] Speaker 2: i calcoli aumentano
[40:35] Speaker 2: Quali altre persone possono, anche se non sono personale della Stasi,
[40:39] Speaker 2: sono coinvolte in questo meccanismo e contribuiscono attivamente a rendere
[40:47] Speaker 2: operativa la Stasi nel modo in cui sapeva essere operativa.
[40:50] Speaker 2: E lì poi arriviamo a percentuali molto alte. Perché se
[40:53] Speaker 2: calcoliamo solo i funzionari e prendiamo solo la popolazione adulta
[40:57] Speaker 2: credo che siamo su 1 su 100, una cosa del genere. Poi
[41:00] Speaker 2: C'hai gli informatori, poi c'hai un'altra fonte che è relativamente nuova,
[41:06] Speaker 2: fresca la conoscenza di questa cosa, Auskunft Personnel, gli edifici
[41:12] Speaker 2: dove abitava la gente. La Stasi spesso aveva, attraverso il
[41:16] Speaker 2: poliziotto di quartiere, il cosiddetto ABFAU, la possibilità di contattare
[41:21] Speaker 2: il vicino che ti dava questo micro... sapere delle persone
[41:26] Speaker 2: di cosa stanno, che preoccupazioni hanno adesso, che cosa stanno facendo,
[41:30] Speaker 2: che problemi hanno, eccetera. Queste informazioni fluivano attraverso la polizia
[41:37] Speaker 2: o attraverso questi HPS, erano anche pensionati alle volte, erano come?
[41:41] Speaker 8: Housebook
[41:43] Speaker 2: Sì, quello che scriveva l'housebook, cioè questo documento che serviva,
[41:46] Speaker 2: dove veniva questo libro, dove si registravano le visite all'Occidente
[41:51] Speaker 2: che avevi, eccetera, insomma. L'accesso è talmente diffuso che è
[41:55] Speaker 2: difficile dare una quantità, per cui penso, non lo so
[41:58] Speaker 2: se qualcuno l'ha calcolato così, completo, da arrivare a 80%,
[42:02] Speaker 2: non lo so, questo mi sembra un grosso numero, però
[42:07] Speaker 2: c'è anche un grosso coinvolgimento inconsapevole, e allora se dovessimo
[42:11] Speaker 2: considerare anche quello, arriviamo a qualcosa di...
[42:16] Speaker 4: Ma di tutto
[42:16] Speaker 2: questo... Difficilmente calcolabile matematicamente.
[42:20] Speaker 4: La popolazione in quanto era cosciente?
[42:24] Speaker 2: per una parte di questo dipende da che cosa consideriamo
[42:30] Speaker 2: se consideriamo la pressione che le persone potevano dedurre da
[42:34] Speaker 2: questo ma non solo la stasi cioè il fatto che
[42:37] Speaker 2: è un sistema che ci osserva e ci controlla e
[42:40] Speaker 2: valuta il nostro comportamento in diverse situazioni della nostra vita
[42:43] Speaker 2: questo era un sapere diffuso poi tu ci cresci dentro
[42:47] Speaker 2: questo sistema fa parte di quello che ti è sempre
[42:50] Speaker 2: stato attorno gli dai il valore che gli dai nei
[42:56] Speaker 2: dettagli i dettagli ovviamente li conosciamo ma manco tutti oggi
[43:01] Speaker 2: però diciamo che con la caduta del muro aperto negli
[43:03] Speaker 2: archivi abbiamo un altro sapere però c'è questo fatto che
[43:08] Speaker 2: diversi milieu cioè diversi gruppi sociali facevano esperienza in maniera
[43:13] Speaker 2: molto più intensa di forme di repressione diretta la stasi
[43:17] Speaker 2: più presente o anche la polizia più presente
[43:21] Speaker 9: no?
[43:21] Speaker 2: Perché poi non dimentichiamoci che l'autorità pubblica non era la
[43:24] Speaker 2: Stasi nella vita quotidiana delle persone. Era la polizia, era
[43:29] Speaker 2: la magistratura, era il funzionario del partito, era la gerarchia
[43:34] Speaker 2: in fabbrica. Non era la Stasi. La Stasi raramente si
[43:38] Speaker 2: rendeva visibile. Però ci sono gruppi sociali per dire chi
[43:42] Speaker 2: sta nelle chiese... chi da giovane fa parte di determinate
[43:47] Speaker 2: subculture giovanili, il punk, eccetera, questi la vedono e come,
[43:52] Speaker 2: perché i contatti ci sono molto più frequenti e quindi
[43:55] Speaker 2: fai più esperienza e quindi hai più conoscenza limitata, anche
[43:59] Speaker 2: quella però, quella è più diffusa, quindi bisogna differenziare molto,
[44:04] Speaker 2: non si può dire in generale, no? Dipende dalla vita
[44:07] Speaker 2: che hai fatto, c'è differenza fra città grandi e città piccole, periferia,
[44:13] Speaker 2: differenze con le campagne, eccetera. Lì è veramente difficile fare
[44:19] Speaker 2: un discorso generale, ma se si comincia a differenziare si
[44:22] Speaker 2: capisce che le esperienze potevano essere anche molto concrete e
[44:26] Speaker 2: quindi poi il sapere è un pochettino più approfondito.
[44:29] Speaker 4: Mi domandavo quanto questo poi nella vita comune... condizionava i
[44:36] Speaker 4: rapporti tra le persone
[44:37] Speaker 2: quando ce l'hai addosso li poi condizionava come ed è
[44:40] Speaker 2: una cosa presente volevano anche che fosse così ovviamente perché
[44:43] Speaker 2: c'è un elemento intimidatorio importante però nella vita diciamo di
[44:48] Speaker 2: tante persone io ci credo quando oggi le persone mi
[44:52] Speaker 2: dicono io ho mai fatto esperienza non aveva nessun peso
[44:56] Speaker 2: nella mia vita tutto questo ma certo tu vivi la
[44:59] Speaker 2: tua vita la vivi al meglio che puoi fai il
[45:04] Speaker 2: tuo percorso di vita
[45:05] Speaker 6: tendenzialmente c'erano dei gruppi nel senso io immagino a questo
[45:08] Speaker 6: punto che aveva dei contatti con parenti della Germania occidentale
[45:13] Speaker 6: che magari poteva avere una minaccia più o meno manifesta
[45:18] Speaker 6: alla DDR e poi tutti quei gruppi anche di artisti
[45:21] Speaker 6: che erano risposti alla cultura occidentale
[45:26] Speaker 2: o forse già proprio il fatto è questo questi sono
[45:29] Speaker 2: che adesso ha nominato Sono quelli che evidentemente attirano l'attenzione
[45:36] Speaker 2: perché sono in odore, diciamo così, di sovversione, no? Ma
[45:44] Speaker 2: questo è un errore che si fa però, questa è
[45:46] Speaker 2: solo una piccola parte, no? Gli artisti interessano tutti, anche
[45:50] Speaker 2: quelli allineati, perché c'è l'idea che anche il più allineato
[45:55] Speaker 2: può cambiare l'idea. E questa è la differenza tra la
[45:58] Speaker 2: Germania dell'Est e la Polonia, per esempio, no? Altri paesi
[46:02] Speaker 2: comunisti che non hanno avuto questo grado di estensione e
[46:06] Speaker 2: di profondità, basato sul fatto che la Stasi non voleva
[46:11] Speaker 2: solo reprimere, ma questa è una piccola parte della loro attività,
[46:16] Speaker 2: conoscere serve soprattutto per prevenire, e prevenire era molto più
[46:21] Speaker 2: importante per loro, perché la Germania dell'Est era un paese
[46:24] Speaker 2: che voleva essere in mezzo al mondo, voleva essere nell'ONU,
[46:30] Speaker 2: nelle sede internazionali non aveva nessun interesse a che il
[46:34] Speaker 2: mondo sapesse che c'erano aspetti repressivi e problematici e quindi
[46:40] Speaker 2: ha tendenzialmente a nascondere determinate cose e il prevenire era
[46:46] Speaker 2: un aspetto che già a metà degli anni 60 è preeminente
[46:49] Speaker 2: prevenire
[46:50] Speaker 6: e influenzare
[46:52] Speaker 2: prevenire e influenzare ma parte del prevenire è influenzare perché
[46:56] Speaker 2: decidi che attraverso un intervento tu previeni una situazione che
[47:00] Speaker 2: può scalare in una direzione negativa. Molte persone fanno conoscenza
[47:06] Speaker 2: di questo, oppure oggi molte persone scoprono di avere un
[47:11] Speaker 2: fascicolo anche abbastanza spesso e non ne avevano la minima idea,
[47:16] Speaker 2: il minimo sospetto che potevano essere stati in qualche modo
[47:20] Speaker 2: meritevoli dell'attenzione della polizia segreta. E questo è perché questi
[47:25] Speaker 2: meccanismi sono estremamente estensivi, cercano di arrivare dappertutto e con
[47:34] Speaker 2: questo non sto dicendo che loro si interessano a tutti effettivamente,
[47:38] Speaker 2: perché poi alla fine credo che solo 6 milioni di persone
[47:43] Speaker 2: hanno un fascicolo, una roba del genere
[47:47] Speaker 2: La Germania dell'Est aveva tra i 16 e i 17 milioni di abitanti.
[47:51] Speaker 2: Però parliamo di documentazione che rimane sull'arco di 40 anni, qui
[47:55] Speaker 2: sono le generazioni che vecchiano, eccetera. Però è un numero
[47:59] Speaker 2: molto grande, però non è... Non
[48:00] Speaker 5: è un cartello di carte in 6 milioni
[48:04] Speaker 2: Sì, sì, però sono i 4 game anche, no
[48:06] Speaker 8: Quindi... 6 milioni di documentari? No, no
[48:08] Speaker 5: quelli che ci sono
[48:11] Speaker 2: Quelli che sono gli universitari. credo che ovviamente sono procedimenti
[48:18] Speaker 2: operativi nel quale spesso sono coinvolte più persone quindi in
[48:22] Speaker 2: realtà se tu vuoi dire quante persone sono menzionate allora
[48:27] Speaker 2: lì andiamo nei milioni però insomma voglio dire non ogni
[48:34] Speaker 2: persona ha un fascicolo della stasi perché questa è una
[48:37] Speaker 2: cosa in qualche modo di eccezione che poi la stasi
[48:40] Speaker 2: approfondisca Però se noi rimaniamo su questo livello di controllo
[48:44] Speaker 2: a tappeto per essere sicuri che tutto sia in ordine,
[48:49] Speaker 2: cioè per dire, una persona che abitava vicino a una
[48:51] Speaker 2: caserma non aveva fatto nulla di sbagliato nella sua vita,
[48:57] Speaker 2: ma viene regolarmente verificato in tutta la sua costruzione biografica,
[49:04] Speaker 2: diciamo così, e continuamente, cioè dinamicamente nel corso del tempo,
[49:08] Speaker 2: Perché abita vicino a una struttura sensibile. E già sul
[49:13] Speaker 2: fatto che ci sia questa cosa è un elemento per
[49:15] Speaker 2: loro estremamente... I poliziotti, quelli semplici, venivano verificati periodicamente, anche
[49:24] Speaker 2: dalla polizia segreta. Perché la polizia è un'organizzazione sensibile e
[49:30] Speaker 2: loro pensavano, soprattutto in determinate aree più vicine alle zone
[49:34] Speaker 2: di confine, chissà che il nostro nemico, cioè l'imperialismo e
[49:37] Speaker 2: gli occidentali, e i loro servizi segreti non cerchino di...
[49:42] Speaker 2: E infatti dentro i fascicoli dei poliziotti c'è scritto di tutto,
[49:45] Speaker 2: se si ubriacano, se vanno a prostituti, cosa che non
[49:48] Speaker 2: c'era ufficiale, però se hanno contatti... Perché qualsiasi vizio e
[49:53] Speaker 2: qualsiasi debolezza poteva essere motivo di... Il nostro nemico sfrutta
[50:00] Speaker 2: qualsiasi debolezza per... E questo che porta alla Stasi a
[50:03] Speaker 2: detestarsi di cose che non sono strettamente rilevanti per la
[50:06] Speaker 2: politica di sicurezza... Ma lo sono se tu intendi la
[50:09] Speaker 2: politica di sicurezza in una maniera così radicale ed estensiva
[50:12] Speaker 2: e paranoica che ti porta a dover incamerare questo tipo di...
[50:16] Speaker 2: Comunque
[50:17] Speaker 6: è molto attuale come tema perché poi è la strategia
[50:19] Speaker 6: che per anni hanno utilizzato sia Epstein o Epstein che
[50:23] Speaker 6: Trump perché comunque anche il fatto di sapere che certe
[50:28] Speaker 6: persone chiave o possono rivelarsi chiave hanno avuto certe debolezze
[50:33] Speaker 2: per
[50:33] Speaker 6: questo sono più vulnerabili dal punto di vista del, si dice,
[50:40] Speaker 2: del presso. Sì, sì, del ricatto, ma certo, ma questo sì,
[50:44] Speaker 2: ma questo non lo so se è senza tempo questo aspetto,
[50:48] Speaker 2: cioè nel senso è qualcosa del, si basa nel meccanismo
[50:52] Speaker 2: del ricatto, però non è tutto il sistema, cioè questo
[50:56] Speaker 2: è un aspetto chiaro che se tu conosci le debolezze
[51:00] Speaker 2: delle persone poi Per esempio, quando si interessavano a un informatore,
[51:05] Speaker 2: la raccolta informativa che facevano per capire se una persona
[51:09] Speaker 2: per loro è interessante come potenziale informatore, non è diversa
[51:13] Speaker 2: da quella che fanno su una persona che per loro
[51:15] Speaker 2: è sospetta di qualcosa di negativo, il meccanismo è lo stesso.
[51:19] Speaker 2: Perché poi una volta che hai trovato più o meno
[51:21] Speaker 2: determinate informazioni, decidi se la cosa va male, lo ricattiamo
[51:26] Speaker 2: o lo ricattiamo subito. E quindi questi meccanismi sono piuttosto primitivi,
[51:33] Speaker 2: diciamo così
[51:35] Speaker 2: Quindi sì, c'è questo parallelismo. Il fatto è che non
[51:40] Speaker 2: è un soggetto privato che fa questo, è un organo
[51:42] Speaker 2: dello Stato. E tra l'altro è uno Stato particolare perché
[51:47] Speaker 2: gli stati comunisti non sono stati fatti di istituzioni sovrane,
[51:51] Speaker 2: ma sono tutti strumenti utilizzati da un'organizzazione centrale che era
[51:57] Speaker 2: il partito. Infatti è una fase fondamentalmente Era fedele al partito,
[52:02] Speaker 2: neanche allo Stato. Lo Stasi lavorava per l'SD. Quindi, insomma,
[52:08] Speaker 2: questo è qualcosa di particolare, insomma, che va capito in
[52:11] Speaker 2: quel contesto lì. Per questo sto sempre io, ma di
[52:14] Speaker 2: mia deontologia, attento ai vari confronti col presente, eccetera. Però
[52:20] Speaker 2: capisco la domanda quanto c'è di attuale in questa cosa,
[52:25] Speaker 2: quanto di questa cosa ci parla di un mondo che
[52:28] Speaker 2: magari possiamo...
[52:29] Speaker 6: Sì, però è un perpetuarsi secondo me di dinamiche come
[52:33] Speaker 6: da certi corti il ricatto, l'informazione più o meno segreta
[52:38] Speaker 6: di chi è più vulnerabile. Poi è anche molto interessante
[52:43] Speaker 6: vedere come adesso c'è ancora questa nozione di imperialismo. Io
[52:47] Speaker 6: mi permetto un'opinione personale, l'imperialismo a questo punto io lo
[52:51] Speaker 6: vedo più da parte dei russi in questo momento. Ah
[52:55] Speaker 2: ok, loro, vabbè, quello... c'è anche un linguaggio che ha
[52:59] Speaker 2: a che fare con una determinata lettura politica di quell'epoca
[53:03] Speaker 2: lì eccetera però poi alla fine quelli sono concetti molto
[53:10] Speaker 2: generali perché poi la cosa andava spezzettata la Stasi aveva
[53:13] Speaker 2: bisogno di chiamare le persone per nome quindi doveva capire
[53:16] Speaker 2: poi le micro- categorie e dare una categoria a tutti i
[53:21] Speaker 2: fenomeni a tutti i gruppi eccetera per cui dovevano poi
[53:25] Speaker 2: la famosa domanda chi è chi, che è una cosiddetta
[53:29] Speaker 2: domanda operativa, chi è chi, è la cosa più primitiva
[53:32] Speaker 2: del mondo. Se ci sono dieci persone e ti interessano
[53:35] Speaker 2: queste dieci persone, devi sapere di tutte le dieci persone
[53:38] Speaker 2: chi è chi, cioè chi è innamorato di chi, chi
[53:40] Speaker 2: è insieme a chi, chi lavora dove, chi sta in
[53:43] Speaker 2: relazione a quale altra persona, eccetera. Sono questi bellissimi diagrammi
[53:47] Speaker 2: con gli insiemi sotto insiemi, le linee che collegano le
[53:50] Speaker 2: persone quando apri un fascicolo e c'è la persona sospettata
[53:54] Speaker 2: e poi... amici, parenti, eccetera, perché noi dobbiamo ricostruire tutta
[53:58] Speaker 2: la rete della relazione che a loro interessa, perché se
[54:02] Speaker 2: poi ci devi mettere un'informatura e devi prendere uno di questi,
[54:05] Speaker 2: la migliore spia sarà la moglie, il marito, lo zio,
[54:10] Speaker 2: il vicino, il cugino, eccetera, perché questo poi era un
[54:14] Speaker 2: modo per arrivare il più possibile vicino a formazioni intime
[54:18] Speaker 2: e autentiche, in qualche modo. Però voglio dire, non è
[54:23] Speaker 2: sbagliato pensare che oggi la banca dati di Amazon su
[54:32] Speaker 2: una persona che ha comprato un libro e che quindi
[54:34] Speaker 2: sa quali altri libri gli possono piacere e se hai
[54:37] Speaker 2: comprato anche il mangiare del gatto sanno che c'hai il gatto, eccetera,
[54:40] Speaker 2: e ti cominciano ad arrivare per l'algoritmo e tutte le cose.
[54:44] Speaker 2: Se prendiamo la... palette mi viene la parola, cioè il
[54:48] Speaker 2: panorama di informazioni, cioè il numero e le categorie di
[54:52] Speaker 2: informazioni che loro, per scopi commerciali, non politici, commerciali, raccolgono,
[54:59] Speaker 2: è di gran lunga più vasto di quello che c'è
[55:02] Speaker 2: nella Stasi. Ma perché la Stasi
[55:04] Speaker 5: non aveva
[55:05] Speaker 2: la tecnica. No, va bene, ma perché molte cose rimanevano
[55:08] Speaker 2: comunque poco rilevanti per loro, mentre altre erano prioritarie. E
[55:13] Speaker 2: poi in fondo... Il generale che dice io faccio 135.000, perché
[55:18] Speaker 2: lo diceva alla riunione? Perché dice io non ho persone
[55:21] Speaker 2: da metterli seduti a tavola a fargli questi controlli. Cioè
[55:26] Speaker 2: stava dicendo aiuto, aiuto, qua in questo sistema raccogliamo fin
[55:29] Speaker 2: troppe informazioni, non siamo incapaci di gestirle e non abbiamo
[55:33] Speaker 2: le risorse per fare questa cosa. Però siccome il partito
[55:35] Speaker 2: ha sempre ragione, non lo si mette in discussione, allora
[55:38] Speaker 2: lui la metteva su un fatto di organizzazione nostra. Poi
[55:42] Speaker 2: tra l'altro se ci mettiamo a raccogliere informazioni... Su ogni
[55:47] Speaker 2: persona che deve adesso andare per cinque giorni all'Ovest perché
[55:51] Speaker 2: ha un lutto in famiglia e gli possiamo dare la
[55:54] Speaker 2: possibilità di andare e tornare, vuol dire che questo apparato
[55:58] Speaker 2: soffocherà nelle informazioni e non avrà la possibilità di fare
[56:02] Speaker 2: quello che è il suo vero compito, cioè cercare spie vere,
[56:05] Speaker 2: se ce ne sono. Questa era la lamentela di questo generale.
[56:11] Speaker 2: E quindi ti fa capire che per loro non erano quisquiglie, però...
[56:15] Speaker 2: ci sono possibilità reali di fare le cose e risorse
[56:18] Speaker 2: per farle e noi siamo al limite dice lui stiamo
[56:23] Speaker 2: scoppiando e questa è l'ultima stasi questo generello dice nell'82-83
[56:28] Speaker 2: non mi ricordo l'anno ma era la prima metà degli
[56:31] Speaker 2: anni 80 capivano che ci sono dei limiti di quel modo
[56:36] Speaker 2: di pensare di quel modo di operare conseguenza di quel
[56:39] Speaker 2: modo di pensare quindi c'era da fare qualche cambiamento ma
[56:43] Speaker 2: la Stasi non era pronta per nessuna riforma, ma non
[56:46] Speaker 2: perché loro erano stupidi, perché anzi avevano gente che studiava anche,
[56:52] Speaker 2: che capiva i problemi e le realtà, ma è perché
[56:56] Speaker 2: la Stasi dipende dal partito, le decisioni le prende il partito,
[56:59] Speaker 2: se ci sono da fare le riforme le devono fare loro,
[57:02] Speaker 2: sono loro l'autorità politica. Quindi questi hanno assistito al crollo
[57:08] Speaker 2: della Germania dell'Est fondamentalmente impotenti, Perché che cosa potevano fare
[57:14] Speaker 2: per muovere un'autorità politica che non fa poi quello che
[57:17] Speaker 2: deve fare? Per salvare la loro idea, perché la loro
[57:20] Speaker 2: idea ce la credevano loro. E' piuttosto drammatica questa cosa
[57:24] Speaker 2: per loro. Molto triste anche dal loro punto di vista.
[57:27] Speaker 2: Dal
[57:28] Speaker 6: punto di vista della fase, se solo avessero potuto, penso
[57:30] Speaker 6: la grande pecca, la grande debolezza, da un punto di
[57:33] Speaker 6: vista tecnico, che non sono stati al passo con un
[57:36] Speaker 6: supporto informatico adeguato.
[57:39] Speaker 2: Ma non perché non avessero le conoscenze, perché il paese
[57:42] Speaker 2: aveva investito male in tante cose, in diverse cose ed
[57:45] Speaker 2: era rimasto indietro sotto quell'aspetto. Poi qualche cosa l'hanno creata
[57:52] Speaker 2: e non è che non l'hanno fatta, cioè i sistemi,
[57:54] Speaker 2: le banche dati elettroniche, alcune esperienze positive le hanno fatte
[57:59] Speaker 2: negli anni Ottanta, ma erano rimasti però attaccati a un
[58:02] Speaker 2: altro mondo. Infatti erano molto scettici perché pensavano... noi abbiamo
[58:07] Speaker 2: le macchine da scrivere nell'ufficio di Milk, cioè nella segreteria,
[58:12] Speaker 2: sono tutte vecchie, sono tutte di generazioni passate anche rispetto
[58:16] Speaker 2: ad altri uffici. Ma perché questo? Perché non si fidavano
[58:19] Speaker 2: di una tecnologia più nuova, perché non sai se poi
[58:23] Speaker 2: l'Occidente è in grado di entrare nei sistemi. Se invece
[58:28] Speaker 2: sono semplici, sono troppo semplici, non ci riescono. avevano paura
[58:33] Speaker 2: è
[58:34] Speaker 6: una cosa della Fervalton tedesca secondo me che ci sono
[58:37] Speaker 6: parti della Fervalton tedesca in cui hanno le software solo
[58:40] Speaker 6: loro proprio per dire questo è solo per noi
[58:43] Speaker 2: sì perché riesce a limitarlo meglio sì questo è un
[58:46] Speaker 2: pensiero che trova e lascia a tempo che trova però
[58:50] Speaker 2: per i servizi di creatività è importante questa cosa e
[58:54] Speaker 2: per come si faceva il controspionaggio all'epoca o ci si
[58:58] Speaker 2: proteggeva dallo spionaggio c'era da fare attenzione a queste cose
[59:02] Speaker 2: e loro erano fermi in quella dimensione lì era un
[59:08] Speaker 2: sogno quello che ha portato il digitale per loro lo
[59:14] Speaker 2: vedevano ma molto lontano e non so quanto sia possibile
[59:20] Speaker 2: dire se questa cosa li affascinasse veramente oppure li mettesse
[59:24] Speaker 2: in realtà in difficoltà perché le basi erano così cementate
[59:29] Speaker 2: di questo sistema nella Germania dell'est che era difficile a
[59:31] Speaker 2: mutarlo
[59:34] Speaker 4: io mi domando ma tutta questa gente che erano appunto
[59:39] Speaker 4: migliaia ma il 10 novembre dell'89 il giorno dopo ma che
[59:45] Speaker 4: vita poi hanno fatto come si sono trovati questi
[59:48] Speaker 5: mi ha fatto la domanda
[59:51] Speaker 2: terribile perché va bene come si dice in italiano c'è
[59:55] Speaker 2: chi cade in piedi perché sa far valere quelle 3-4
[1:00:01] Speaker 2: cose o che sa fare o le sue rete, le
[1:00:04] Speaker 2: sue conoscenze eccetera l'ascoltavo oggi questa cosa in radio parlavano
[1:00:10] Speaker 2: delle oligarchie gli oligarchi in Russia e in Ucraina e
[1:00:17] Speaker 2: in determinati paesi che sarebbero fondamentalmente poi i quadri dei
[1:00:21] Speaker 2: partiti comunisti che vanno a rotoli che però hanno le
[1:00:25] Speaker 2: conoscenze tecniche, sanno dove sono le risorse, mettono le mani
[1:00:29] Speaker 2: attraverso le privatizzazioni sui beni dello Stato, si arricchiscono enormemente, eccetera.
[1:00:34] Speaker 2: Lì ci sono anche tanti miti e leggende, eccetera, però
[1:00:37] Speaker 2: ci sono tante cose molto concrete. Ma quello che succede
[1:00:39] Speaker 2: in tutti questi paesi è enormemente di più rispetto a
[1:00:43] Speaker 2: quello che succede nella Germania dell'Est, perché il contesto della
[1:00:46] Speaker 2: riunificazione con la Germania Ovest che arriva, gli lascia poco spazio,
[1:00:50] Speaker 2: non hanno potuto fare queste cose.
[1:00:52] Speaker 4: No, ma più che altro non è che il giorno
[1:00:54] Speaker 4: dopo dicono scusa io lavoravo, stavo nella stasa e ora
[1:00:57] Speaker 4: come mi riciclo qua?
[1:00:58] Speaker 2: No, ma infatti banalmente molti finiscono negli uffici del lavoro
[1:01:03] Speaker 2: a cercare una nuova occupazione o li mandano in pre- pensionamento
[1:01:08] Speaker 2: a Forrente, si chiama Foruestand.
[1:01:12] Speaker 4: Inoltre sono anche in qualche modo protetti tutte le persone
[1:01:15] Speaker 4: che erano
[1:01:17] Speaker 2: no no da chi? nel senso
[1:01:19] Speaker 4: che se io vado a cercare una persona XY e
[1:01:23] Speaker 4: voglio sapere se era un collaboratore della Stasi io oggi
[1:01:26] Speaker 4: non lo posso sapere
[1:01:27] Speaker 2: va bene questo ha a che fare con la tutela
[1:01:28] Speaker 2: della privacy
[1:01:29] Speaker 4: quindi queste persone poi sono rimaste nell'anonimato
[1:01:33] Speaker 2: no non sono rimaste per l'anonimato nel senso che chi
[1:01:35] Speaker 2: fa ricerca o chi ha accesso ai documenti è anche
[1:01:37] Speaker 2: chi legge il proprio fascicolo e vuole sapere come si
[1:01:41] Speaker 2: chiamava questo signore che mi faceva gli interrogatori lo può
[1:01:44] Speaker 2: sapere e si può far dare tutto l'incartamento personale, eccetera,
[1:01:48] Speaker 2: per cui legge che vita faceva, da dove veniva, che
[1:01:51] Speaker 2: carriera ha fatto, eccetera. La legge per gli archivi della Stasi,
[1:01:56] Speaker 2: la Stasi Unterlangesez, è molto liberale sotto questo aspetto, ed
[1:02:00] Speaker 2: è unico nel mondo, perché non ha un altro paese
[1:02:03] Speaker 2: che fa la stessa cosa, non c'è un altro paese
[1:02:05] Speaker 2: che fa la stessa cosa.
[1:02:06] Speaker 5: Ma anche il fatto che l'archivio sia stato
[1:02:09] Speaker 2: aperto subito... Sì, anche la velocità di questa cosa, però...
[1:02:12] Speaker 2: questo fatto qui però c'è ovviamente una differenziazione è chiaro
[1:02:15] Speaker 2: che lo fai con loro perché loro erano il personale
[1:02:18] Speaker 2: responsabile della polizia segreta già per gli informatori hai bisogno
[1:02:22] Speaker 2: di palletti molto più rigidi perché devi valutare chi è
[1:02:26] Speaker 2: stato reclutato in quali condizioni quanto è vittima lui stesso
[1:02:30] Speaker 2: per il ricatto eccetera quindi c'è da avere un'altra mano
[1:02:33] Speaker 2: diciamo con questa cosa e l'articolo la legge ha predisposto
[1:02:38] Speaker 2: tutta una serie di meccanismi di tutela eccetera di verifica
[1:02:42] Speaker 2: alcuni anche molto complessi e poco trasparenti, dove non sai
[1:02:47] Speaker 2: perché in un caso si decide così, in un altro
[1:02:49] Speaker 2: caso si decide se il fascicolo lo puoi leggere o
[1:02:52] Speaker 2: non lo puoi leggere, ne puoi leggere una parte, quali informazioni,
[1:02:55] Speaker 2: quali no, però diciamo che siamo in stato di diritto,
[1:02:59] Speaker 2: puoi sempre protestare, puoi sempre fare una verifica di questa cosa, contestare,
[1:03:04] Speaker 2: però insomma è una legge particolare e quindi abbiamo una
[1:03:09] Speaker 2: condizione particolare. Molti rimasero senza lavoro, quindi si sono dovuti
[1:03:15] Speaker 2: ricostruire un'esistenza, però ci sono questi dati che sono scientificamente
[1:03:20] Speaker 2: molto deboli perché rispondono a delle ricerche e a delle
[1:03:27] Speaker 2: raccolte statistiche molto limitate, ma mi pare che un numero
[1:03:32] Speaker 2: sia più o meno sicuro e lo conosco per il Brandeburgo, circa 13.000
[1:03:39] Speaker 2: funzionari sono finiti nell'amministrazione pubblica e nella polizia. Cioè hanno
[1:03:45] Speaker 2: potuto rimanere nel settore dello Stato, non nei servizi segreti.
[1:03:53] Speaker 2: Ed è una cosa, vabbè, forse era difficile da evitare, forse...
[1:03:59] Speaker 2: il Brandeburgo era governato da un partito che aveva un
[1:04:02] Speaker 2: occhio di riguardo
[1:04:07] Speaker 2: forse mancavano anche le risorse per fare, con tanti controlli
[1:04:10] Speaker 2: così approfonditi da poterli tenere fuori, come era previsto, che
[1:04:14] Speaker 2: non andassero a finire in realtà invece in questi posti,
[1:04:18] Speaker 2: una parte poi sono usciti molto presto, sono andati in pensione,
[1:04:21] Speaker 2: oppure sono stati allontanati o rimossi perché poi questa cosa
[1:04:27] Speaker 2: era conosciuta dalla stampa quindi poi usciva l'articolo di giornale
[1:04:30] Speaker 2: eccetera è una storia molto difficile perché prima è differenziata
[1:04:37] Speaker 2: da land a land e poi i numeri sono un
[1:04:40] Speaker 2: po' deboli perché non sono sicuri e quindi bisogna andare
[1:04:45] Speaker 2: molto cauti con questa cosa qui l'indotto L'economia privata chiaramente
[1:04:53] Speaker 2: per loro era più semplice, perché l'economia privata non è
[1:04:57] Speaker 2: obbligata a fare i controlli, quindi lì hai altre situazioni,
[1:05:02] Speaker 2: altre carriere, alcune anche importanti. C'è un caso, perché ho scritto,
[1:05:10] Speaker 2: non mi interesso molto di questa cosa, però una storia
[1:05:13] Speaker 2: che ho scritto, a cui mi sono dedicato, perché poi
[1:05:15] Speaker 2: ci ho scritto un articolo qualche anno fa, era questo
[1:05:18] Speaker 2: Mattias Warnick, e lui invece era un colonnello, alla fine
[1:05:29] Speaker 2: della sua carriera diventa colonnello, insomma un funzionario della Stasi,
[1:05:32] Speaker 2: lavorava per l'intelligence che faceva lo spionaggio nell'altra Germania e
[1:05:37] Speaker 2: lui alla Dresdner Bank che all'epoca, anni 80, nella Repubblica federale tedesca,
[1:05:44] Speaker 2: quindi Bundesrepublik era una delle più importanti investment bank del mondo,
[1:05:50] Speaker 2: banche di investimento commerciale, eccetera. E quando, vabbè, lui poi
[1:05:55] Speaker 2: perde il suo rango, eccetera, che non c'è più la Stasi,
[1:05:58] Speaker 2: però lui sapeva di finanza, sapeva di economia, conosceva i
[1:06:03] Speaker 2: sistemi socialisti che si andavano a sciogliere, eccetera, capiva questa fase,
[1:06:08] Speaker 2: parlava russo perfettamente, tedesco, la Dresna Bank... dimentica del fatto
[1:06:16] Speaker 2: che lui abbia fatto la spia nell'adresa bank, gliela perdonano,
[1:06:21] Speaker 2: lo mandano a San Pietroburgo nel 1993 mi pare, cioè appena
[1:06:27] Speaker 2: finita l'Unione Sovietica, a chiedere la licenza per aprire l'adresa
[1:06:33] Speaker 2: bank nella Russia post- sovietica. e bussa a una determinata porta
[1:06:39] Speaker 2: che gli dicono dove ti danno queste licenze eccetera chi
[1:06:42] Speaker 2: gli apre la porta si chiama Vladimir Putin che lavorava
[1:06:45] Speaker 2: per Mattias Warnig diventa uno dei più importanti oligarchi diciamo
[1:06:54] Speaker 2: che l'ho chiamato l'oligarca tedesco nel senso lui era il
[1:06:57] Speaker 2: capo del Nord Stream quando fanno poi l'oleodotto il gasdotto
[1:07:02] Speaker 2: nel Mar Baltico Quindi figura di spicco, ma pochi lo conoscevano.
[1:07:09] Speaker 2: Io ho trovato due o tre articoli su di lui,
[1:07:11] Speaker 2: non c'è molto. Tra l'altro questi articoli, gli ultimi, lui
[1:07:15] Speaker 2: è scappato quando è uscito, non si capisce bene se
[1:07:19] Speaker 2: è scappato, se se ne è andato mandato, se se
[1:07:21] Speaker 2: ne è andato di sua sponte, ma se ne è
[1:07:23] Speaker 2: andato dalla Russia perché c'era la guerra all'Ucraina e se
[1:07:29] Speaker 2: ne è andato, per un periodo è stato nascosto, poi
[1:07:31] Speaker 2: da lì ha fatto sapere che si trovava a Mallorca
[1:07:35] Speaker 2: e poi però non si sa se è tornato in
[1:07:37] Speaker 2: Baviera dove aveva la sua villa eccetera o se in
[1:07:40] Speaker 2: Germania non ci torna perché magari può venire anche arrestato
[1:07:46] Speaker 2: non so bene poi altri dettagli però mi colpì molto
[1:07:49] Speaker 2: questa cosa perché è una carriera di eccellenza diciamo così
[1:07:53] Speaker 2: di un ex quadro della stasi chissà quanti altri ce
[1:07:58] Speaker 2: ne sono e non li conosciamo poi si sa che
[1:08:03] Speaker 2: il regime russo è molto cioè Putin stesso molto interessato
[1:08:07] Speaker 2: a questi suoi vecchi compagni e contatti di quando lui
[1:08:10] Speaker 2: stava a Dresda negli anni Ottanta perché diversi ce li
[1:08:13] Speaker 2: ha nel suo entourage ancora oggi e gli ha dato
[1:08:17] Speaker 2: le varie imprese, petrolio eccetera e delle energie varie e
[1:08:24] Speaker 2: gli amministrano varie cose ma sono tutti i suoi ex
[1:08:27] Speaker 2: KGB di quando stava a Dresda quindi ci sono anche
[1:08:30] Speaker 2: queste linee che si possono seguire poi chissà altrove chissà
[1:08:37] Speaker 2: gente che faceva spionaggio in Africa chissà dove è rimasta
[1:08:42] Speaker 2: non sappiamo tutto ovviamente
[1:08:45] Speaker 5: però leggendo l'ultimo capitolo giustizia è fatta punto interrogativo saprete
[1:08:50] Speaker 2: esatto perché lì ci ho messo più o meno tutto
[1:08:52] Speaker 2: quello che ci potevo mettere
[1:08:54] Speaker 8: il codice penale della BRD non è stato ritoccato ritoccato?
[1:09:03] Speaker 8: nel senso quelli che avevano commesso crimini tipo nella DDR
[1:09:11] Speaker 8: dopo la unificazione era sottoposta la legge della DDR
[1:09:16] Speaker 2: non automaticamente non automaticamente
[1:09:18] Speaker 8: cioè con i primari ma sono
[1:09:19] Speaker 2: stessi no no no nell'Ainikungsvertrag che è il trattato di
[1:09:22] Speaker 2: riunificazione c'è scritto che si devono paragonare e si deve
[1:09:26] Speaker 2: adesso è veramente una cosa complessa che io non conosco
[1:09:29] Speaker 2: bene se non c'erano
[1:09:29] Speaker 8: fatti specie di reato nuovo
[1:09:31] Speaker 2: no ma se manca il reato bisogna trovare qualcosa qualcosa
[1:09:35] Speaker 2: di simile, però si valutavano e si confrontavano ma sempre
[1:09:39] Speaker 2: in favore dell'imputato, nel senso che per esempio molte cose
[1:09:44] Speaker 2: erano punite molto più duramente nella DDR che nella Repubblica
[1:09:48] Speaker 2: federale e quindi si poteva, anche se sono state commesse
[1:09:51] Speaker 2: dalla Repubblica democratica tedesca, giudicare sulla base del diritto occidentale,
[1:09:55] Speaker 2: non è sempre a sfavore, in realtà spesso è a
[1:09:58] Speaker 2: favore dell'imputato, ma Però sulle cose politiche era molto complesso.
[1:10:05] Speaker 2: il codice penale ha vari interventi che vengono fatti non
[1:10:11] Speaker 2: c'è stato un'unione dei due codici penali, quello no non
[1:10:13] Speaker 2: è stato riscritto un nuovo codice penale per la Germania
[1:10:17] Speaker 2: riunificata sono stati fatti interventi su quello che esisteva
[1:10:20] Speaker 5: poi dipende da cosa intendi per criminale perché tante cose
[1:10:24] Speaker 2: che
[1:10:24] Speaker 5: i dipendenti funzionali della Stasi facevano non erano criminali o
[1:10:27] Speaker 5: illegali nel periodo in
[1:10:29] Speaker 2: cui c'era la DDL ci sono
[1:10:31] Speaker 5: tante cose complesse che ovviamente
[1:10:35] Speaker 2: sì tra l'altro ci sono delle cose che sono l'avere
[1:10:49] Speaker 2: fatto l'informatore non è un reato se tu hai danneggiato
[1:10:55] Speaker 2: altre persone materialmente e fisicamente allora puoi essere accusato, incriminato
[1:11:01] Speaker 2: sospettato di cose che possono essere rubricate sotto lo stalking
[1:11:09] Speaker 2: ma neanche il danno contro la proprietà o la persona
[1:11:14] Speaker 2: ma anche questo è molto complicato e quindi nulla i
[1:11:20] Speaker 2: funzionari della Stasi credo che il bilancio finale siano indagini
[1:11:28] Speaker 2: di polizia contro circa 250 persone parliamo di 91.000 funzionari e tra
[1:11:35] Speaker 2: i 250 ci sono anche molti informatori quindi neanche quelli del
[1:11:38] Speaker 2: corpo dell'organizzazione che sono andati in prigione tre e le
[1:11:45] Speaker 2: sentenze di condanna sono 68 se non ricordo male
[1:11:49] Speaker 7: ma perché ha così pochi? perché
[1:11:52] Speaker 2: è difficile da confruttare? perché la base del diritto è
[1:11:54] Speaker 2: come questo veniva interpretato in questi anni non ha consentito
[1:12:00] Speaker 2: di fare di più
[1:12:01] Speaker 7: quindi facili da scagionare sì Difficile da confutare
[1:12:05] Speaker 2: C'è questa formula che io non so tradurre in italiano,
[1:12:08] Speaker 2: non che mancano le prove, le prove magari ci sono,
[1:12:16] Speaker 2: ma la colpa, cioè il reato che ti viene, è
[1:12:19] Speaker 2: difficile da definire e non è così pesante, è così
[1:12:24] Speaker 2: grave da poterti dare una pena in qualche modo minima, no?
[1:12:29] Speaker 2: e questo è come principio scandaloso perché vuol dire io
[1:12:32] Speaker 2: riconosco una responsabilità morale riconosco anche una responsabilità individuale di
[1:12:37] Speaker 2: una persona tra l'altro questo è uno dei paletti più
[1:12:41] Speaker 2: insormontabili cioè la responsabilità penale è personale, è individuale e
[1:12:47] Speaker 2: sono militari cioè prendono ordini da superiori eccetera cioè definire
[1:12:51] Speaker 2: la responsabilità personale è difficile
[1:12:54] Speaker 4: anche se poi la gente non c'è
[1:12:57] Speaker 2: finita comunque certo Ma quello che gli faceva gli interrogatori,
[1:13:00] Speaker 2: fino a che punto lo può in qualche modo criminalizzare?
[1:13:05] Speaker 2: Perché magari violava le sue stesse norme, le stesse norme
[1:13:08] Speaker 2: che sono spesso difficili da definire perché non erano manco
[1:13:11] Speaker 2: così chiare, eccetera. Cioè, ci sono molte cose che li proteggono, no?
[1:13:15] Speaker 2: E non è la mala intenzione della, come spesso leggo,
[1:13:20] Speaker 2: della giustizia della Repubblica Federale tedesca che non ha voluto
[1:13:24] Speaker 2: fare le cose. Se vogliamo neanche la volontà politica, perché
[1:13:29] Speaker 2: la volontà politica di chi magari reclama sarebbe dovuto fare
[1:13:34] Speaker 2: di più, significa che si sarebbe dovuto calcare la mano,
[1:13:38] Speaker 2: cioè forzare un po' quel diritto e questo vuol dire
[1:13:41] Speaker 2: mettere la Repubblica federale in una posizione di noi siamo
[1:13:44] Speaker 2: i vincitori della storia e facciamo la giustizia politica, quello
[1:13:47] Speaker 2: non lo volevano, quello non lo volevano. e quindi poi
[1:13:53] Speaker 2: il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi
[1:13:55] Speaker 6: senza avere spoiler su quest'ultimo capitolo che a parte mi
[1:13:58] Speaker 6: sembra di capire virtuale comunque ci sarà una colpevolizzazione e
[1:14:04] Speaker 6: responsabilizzazione ma sarà in parte
[1:14:08] Speaker 2: numericamente esigua però anche lì Torniamo al discorso, solo quelli
[1:14:16] Speaker 2: della Stasi, certe categorie di informatori non sono meno del
[1:14:21] Speaker 2: personale della Stasi a livello di responsabilità personale, e allora
[1:14:25] Speaker 2: perché non i vari funzionari del partito nelle varie posizioni
[1:14:29] Speaker 2: nel parato dello Stato, e perché non i poliziotti, almeno
[1:14:33] Speaker 2: la parte che collaborava direttamente con la polizia, e perché
[1:14:36] Speaker 2: non le truppe di confine, e perché non le milizie
[1:14:39] Speaker 2: delle fabbriche, lì non finisce più.
[1:14:41] Speaker 6: Sì, come adesso l'ICE viene scagionato da atti di violenza
[1:14:47] Speaker 6: perché c'è un presidente
[1:14:47] Speaker 2: lineare. Sì, ma lì parliamo di atti di violenza di
[1:14:49] Speaker 2: tutta un'altra categoria. Questo è ancora più scandaloso quello che dice.
[1:14:54] Speaker 2: Lì parliamo di violenza fisica, di razzismo, eccetera. Di arbitrio
[1:14:59] Speaker 2: che non corrisponde a quello... Cioè non è quello che...
[1:15:02] Speaker 2: è un'altra cosa. Qui stiamo parlando di responsabilità in atti
[1:15:06] Speaker 2: che possono essere io ti do le informazioni su quella
[1:15:09] Speaker 2: persona e poi di conseguenza questa persona viene incriminata finisce
[1:15:12] Speaker 2: in carcere eccetera è comunque un danno concreto anche quantificabile
[1:15:17] Speaker 2: alle volte però dove definiamo dove la delimitiamo anche perché
[1:15:23] Speaker 2: un apparato burocratico anche la giustizia non è che può
[1:15:26] Speaker 2: fare infinitamente processi o infinite indagini la polizia c'era da
[1:15:31] Speaker 2: fare come quando si parla dei risarcimenti a chi risarciamo?
[1:15:36] Speaker 2: possiamo risarcire? Allora, devono essere stati almeno sei mesi, forse
[1:15:42] Speaker 2: l'hanno abbassato, tre mesi di carcere in un carcere della
[1:15:45] Speaker 2: Stasi per valere come riconosciuti detenuti politici, imprigionati giustamente, gli
[1:15:51] Speaker 2: dai la pensione di 400 euro al mese. E quelli che
[1:15:55] Speaker 2: invece non sono stati in carcere ma gli hanno distrutto
[1:15:57] Speaker 2: la vita con altre misure, eccetera. che gli dai? allora
[1:16:01] Speaker 2: l'assegno una tantum i 1500 euro che hanno introdotto qualche anno
[1:16:05] Speaker 2: fa cioè c'è bisogno poi la burocrazia deve scendere nei
[1:16:08] Speaker 2: dettagli materiali della cosa e questa cosa è sempre deludente
[1:16:14] Speaker 2: perché c'è sempre quello che ha fatto i due mesi
[1:16:19] Speaker 2: invece dei tre mesi per me anche tre giorni sono
[1:16:24] Speaker 2: un'ingiustizia per certe persone insomma infatti la cosa
[1:16:29] Speaker 6: importante è parlarne
[1:16:31] Speaker 2: e qui siamo è bellissimo concludere con questa cosa perché
[1:16:35] Speaker 2: bisogna parlare delle cose nel senso tenere l'attenzione alta su
[1:16:42] Speaker 2: questo tipo di tematiche non è volere raccontare che la
[1:16:46] Speaker 2: DDR era brutta e cattiva come molte persone mi contestano
[1:16:52] Speaker 2: ma non mi fa né caldo né freddo perché io
[1:16:54] Speaker 2: sono della convinzione che che non è il punto se
[1:16:58] Speaker 2: la Germania dell'estero è un cattivo paese o un bel
[1:17:02] Speaker 2: paese dove potete avere una bella infanzia e non c'è
[1:17:05] Speaker 2: la disoccupazione questa cosa la lascio a chi c'è vissuto
[1:17:08] Speaker 2: dentro e mi dirà ciò che vuole dirmi dell'esperienza di
[1:17:12] Speaker 2: vita che ha fatto ma c'erano delle strutture dei meccanismi
[1:17:17] Speaker 2: repressivi che entravano nella vita delle persone talmente invasivi non
[1:17:22] Speaker 2: si può non parlare di questo e non lo si
[1:17:24] Speaker 2: può ignorare
[1:17:26] Speaker 4: Secondo te la narrazione, l'ultima domanda, come è stata raccontata
[1:17:32] Speaker 4: poi la narrazione dei media? Quanto
[1:17:36] Speaker 2: è stata caricata? Risponde a tutte le fasi, non è
[1:17:42] Speaker 2: stata caricata, risponde alle varie fasi storiche, cioè negli anni 90
[1:17:47] Speaker 2: c'era tutto il clima post- riunificazione, lo Germania dell'Ovest era più forte,
[1:17:52] Speaker 2: è chiaro che c'è una narrazione... dominata dall'Occidente che guarda
[1:17:57] Speaker 2: questi paesi e dice un fallimento totale, no? Oggi siamo
[1:18:00] Speaker 2: ad un altro punto, perché cominciamo a valutare tanti aspetti,
[1:18:05] Speaker 2: li vediamo in maniera più differenziata, eccetera, abbiamo maggiore attenzione,
[1:18:08] Speaker 2: ma questo non implica che allora dico, ah, tutto quello
[1:18:11] Speaker 2: che abbiamo detto negli anni davanti era sbagliato, 30 anni di off- arbeit,
[1:18:15] Speaker 2: come si chiama, no? C'è tutto il lavoro sul documento, divulgazione,
[1:18:20] Speaker 2: che sia tutto sbagliato, no? E magari parziale, era un
[1:18:24] Speaker 2: punto di vista, si è voluto lavorare molto sulle strutture
[1:18:28] Speaker 2: repressive e si è tralasciato, cioè si è lasciato indietro
[1:18:32] Speaker 2: altro e adesso stiamo guardando l'altro. Però le due cose
[1:18:36] Speaker 2: non sono separate l'una dall'altra, sono estremamente legate l'una e l'altra,
[1:18:42] Speaker 2: compenetranti
[1:18:45] Speaker 6: Ma quindi cosa si è ribaltato di più?
[1:18:53] Speaker 2: assolutamente questo
[1:18:55] Speaker 4: discorso
[1:18:57] Speaker 2: non è un giudizio non c'è un giudizio finale sulle
[1:19:01] Speaker 2: cose ma c'è da valutare tanti fattori e tanti aspetti
[1:19:05] Speaker 2: e metterli tutti insieme per farsi un'idea molto sfaccettata delle
[1:19:10] Speaker 2: cose su alcune cose sono indiscutibili era una dittatura Poi
[1:19:14] Speaker 2: mi puoi venire a dire oggi, ok, ma forse sto
[1:19:16] Speaker 2: bene anche nella dittatura, per carità, ma sei libero di
[1:19:19] Speaker 2: sentirti così, sentivamo. Però era una dittatura. Altre cose, ti
[1:19:23] Speaker 2: dico altri aspetti, sì, c'erano forme di organizzazione sociale, vediamo
[1:19:28] Speaker 2: come erano fatte. Allora guardiamocile per bene, guardiamocile anche indipendentemente
[1:19:33] Speaker 2: dall'aspetto repressivo. Questo è questo dicendo. Grazie a
[1:19:35] Speaker 3: tutti.

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